7dì 13 febbraio

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7dì 13 febbraio

  1. 1. PDSan Donato Milanese “7 Dì” Rassegna stampa13 febbraio 2013Pubblichiamo gli articoli usciti sulla stampa locale negli ultimi 3 giorni.Realizzato dal nostro gruppo di comunicazione, questo servizio bisettimanaledi rassegna stampa vuole offrire ai visitatori del nostro sito la possibilità diaggiornarsi su quanto accade sul territorio sandonatese a livello politico,sociale, economico e sindacale .Buona lettura. Il PD di San Donato Milanese 11 / 13 febbraio 2013In primo pianoDue i temi di rilievo ripresi in questi giorni dai media locali:1. La sensibilità verso “il sociale” che sta tornando a San Donato e che si èmanifestata nelle recenti iniziative dell’Amministrazione comunale supportatadai volontari della Caritas. Indichiamo a tal proposito l’articolo “L’ex casaparrocchiale diventa un rifugio” (martedì – il cittadino art. 1) in cui Don AlbertoBarlassina informa di aver messo a disposizione tre stanze della vecchiaparrocchia per fornire un riparo a dieci senzatetto. Il comune in questo casofornirà ai bisognosi il cibo “non toccato” delle mense scolastiche. Daevidenziare anche l’attenzione di Checchi verso i problemi della comunitàrumena accampata nel nostro territorio specie per quanto riguarda i numerosibambini presenti (martedì – il cittadino art. 2).2. La possibile costruzione dello stadio dell’Inter sulla quale si sono espressitra l’altro il sindaco Checchi, il consigliere del gruppo misto Calculli (lunedì - ilGiorno e martedì - 7Giorni.Info) e Giancarlo Broglia, candidato di Rivoluzionecivile (mercoledì, Il cittadino, articolo 4). 1
  2. 2. Lunedì 11 febbraio  Fonte: IL GIORNO ♦ Lo stadio dell’Inter a San Francesco? Coro di sì ma con riservaSan Donato: attira il business, si teme l’impatto. Il luogo sarebbe un sito dismessovicino a Chiaravalle, ai confini con MilanoSan Donato Milanese «Ragazzi, cascate male: io sono milanista». Scherza, il sindaco AndreaChecchi, parlando dell’incontro coi dirigenti del Club nerazzurro. In realtà sa che l’occasione èghiotta: la costruzione di uno stadio dell’Inter a San Donato è un’ipotesi che apre prospettiveinteressanti sul fronte degli oneri di urbanizzazione, dei servizi e dell’immagine. Un piatto ricco. Epiuttosto concreto ora che il gruppo Moratti ha rilanciato l’interesse per la città dell’Eni comepossibile sede di un nuovo Meazza.«Al momento non abbiamo in mano nessun progetto. — frena Checchi — Ci sono stati alcuniincontri con la società, che ha manifestato le sue intenzioni. Faremo le dovute valutazioni, se equando la proposta verrà messa nero su bianco».L’impianto sorgerebbe nell’area di Cascina San Francesco, un sito dismesso al confine conMilano, poco lontano dall’abbazia di Chiaravalle. Una location strategica anche per la vicinanza ditangenziali e autostrade. È qui che, accanto a uno stadio da 60mila posti, sorgerebbe uncomplesso di servizi e strutture ricettive che è già stato ribattezzato Interello. L’obiettivo èinaugurare il tutto entro il 2017. «Si tratterà di capire se il progetto è fattibile in termini diaccessibilità e compatibilità col Pgt. — dice ancora il sindaco — Esamineremo con attenzione laqualità, anche architettonica, dell’intervento. Di certo la decisione del Comune non verrà presanelle segrete stanze, ma in accordo coi cittadini».Il possibile arrivo dell’Inter è stato accolto con un certo entusiasmo. La conferma viene da GiacintoCalculli, consigliere comunale del gruppo misto ed ex dirigente dello Sporting San Donato: «Sitratterebbe di un arricchimento per la città, sotto ogni aspetto. E poi diciamolo: tra raccordi stradalie presenza del metrò, San Donato è anche meglio di San Siro. La costruzione di uno stadio è unprogetto complesso, ma al tempo stesso completo, capace di assorbire i volumi di traffico inarrivo».Sulla stessa lunghezza d’onda il mondo sportivo, anche quello che un tempo militava in magliarossonera: «Lo stadio dell’Inter sarebbe un volano per l’economia locale. — commenta DanieleGuerzoni, ex calciatore professionista originario di San Donato e cresciuto nel vivaio del Milan —Un’occasione anche per le realtà sportive del territorio». Più cauti gli esponenti della società civile,che temono l’impatto della struttura sulla città: «Traffico e problemi di parcheggio: sarebbe meglioche lo stadio si facesse altrove. — dice Carlo Rossi, fondatore del comitato spontaneo Ktm — Chisi è trasferito a San Donato in cerca di verde e tranquillità non è certo entusiasta all’idea di trovarsicon un maxi impianto sportivo sotto casa. Se il progetto verrà realizzato, sarà bene prevedere unsistema di navette a uso dei tifosi». Alessandra ZanardiMartedì 12 febbraioFonte: 7 GIORNI.INFO ♦ Stadio dell’Inter a San Donato: i nerazzurri rilanciano l’interesse, l’idea piace ma permane qualche riservaL’edificazione di uno stadio dell’Inter a San Donato potrebbe non essere solo uno scenario dafantascienza. Nei giorni scorsi, infatti, i rappresentanti della società di Massimo Moratti hannoincontrato l’Amministrazione comunale, manifestando il proprio interesse per la città sandonateseper ospitare il nuovo Meazza. Sebbene ancora non sia stato presentato un progetto, sembra peròsia stata individuata una possibile collocazione. Si tratterebbe dell’area dismessa di Cascina SanFrancesco, in una zona strategica a poca distanza dall’abbazia di Chiaravalle e confinante conMilano. In attesa di una formalizzazione della proposta da parte dei nerazzurri, lo scenario che siprospetta è stato accolto con favore dal mondo politico, ma permane qualche riserva. Da un lato,infatti, lo “sbarco” dell’Inter a San Donato viene visto come uninteressante opportunità, sia a livelloeconomico e di immagine, che sotto il profilo degli oneri di urbanizzazione. Dall’altro, però,permangono alcune perplessità, principalmente riguardo i problemi di traffico e parcheggio, dovutiall’alto afflusso di tifosi che andrebbe a concentrarsi nell’area. 2
  3. 3. 1. Fonte: IL CITTADINO 1. L’ex casa parrocchiale diventa un rifugioNell’edificio ricavate tre stanze che danno riparo a dieci senzatettoGli spazi d’accoglienza, gestiti da una cooperativa legata alla Caritas, rimarranno adisposizione degli ospiti fino al 31 marzoEmergenza freddo: l’ex casa parrocchiale della chiesa di San Donato martire per la prima volta staospitando una decina di senzatetto. Nell’edificio, attraverso alcuni interventi di ristrutturazione,sono state ricavate tre stanze che fino al 31 marzo rimarranno a disposizione dei clochard in cercadi riparo contro i rigori dell’inverno. «La gestione è in mano una cooperativa della Caritas -annuncia il parroco don Alberto Barlassina - e il progetto è partito questo inverno con ungruppo di ospiti, tra cui alcuni di San Donato, che sono venuti a sapere attraverso il passaparola diquesta opportunità rivolta a coloro che non hanno un casa. È stato così raggiunto un importanteobiettivo di accoglienza, che senz’altro troverà un seguito nei prossimi anni». Gli ospiti entrano allasera, cenano, dormono al caldo, dopodiché al mattino escono dopo la colazione, con la possibilitàdi farsi una doccia e di avere biancheria pulita fornita dalla Caritas cittadina, che si occupa anchedei pasti. Il Comune da parte sua sosterrà le spese di lavanderia, come sta già facendo da anniper il servizio di accoglienza legato al Centro di ascolto. Lo spazio ha un guardiano, che presidia ilviavai, garantendo un clima di ordine, in base alle regole con cui è decollato un nuovo impegnoche vede protagonista la solidarietà. Inoltre, il sindaco Andrea Checchi ieri ha annunciato che apartire da questi giorni tutto il cibo “non toccato” delle mense scolastiche verrà quotidianamentemesso a disposizione di questa iniziativa, tramite un accordo tra la società Vivenda, che gestisce ilservizio di refezione scolastica e la Caritas cittadina. «Il coordinamento che si è creato - commentail primo cittadino - rappresenta un concreto esempio di collaborazione che, se trovasseulteriormente seguito in altri comuni, significherebbe maggiori risposte a chi ha più bisogno».L’organizzazione infatti ancora una volta fa leva sulla sinergia di più realtà che collaboranoattivamente per dare al territorio il concreto risultato di assicurare notti al caldo a coloro che nonhanno alternative. La tradizione benefica del territorio, fatta di importanti tappe, compie così unnuovo passo avanti. In particolare, la Caritas cittadina di San Donato negli anni ha messo adisposizione diversi servizi rivolti agli immigrati e ai clochard. Dagli ambulatori medici per chi nonpuò accedere all’assistenza sanitaria, fino alle docce per coloro che vivono in strada. In questigiorni in cui neve e temperature rigide stanno tenendo banco, arriva notizia che c’è un indirizzodove una decina di poveri hanno trovato un tetto per la notte, ma anche la possibilità di mangiare,di lavarsi e di cambiarsi in un ambiente caldo e confortevole. Giulia Cerboni 2. Campo nomadi nella morsa dell’inverno, il sindaco: «Pronti a intervenire se serveCon la nuova nevicata l’attenzione torna sui circa 50 romeni che ormai da mesi sono accampatipresso cascina San Francesco in catapecchie realizzate con materiali di risulta. Tra loro c’è ungruppetto di minori, alcuni dei quali frequentano le scuole del territorio. Nonostante le condizioniprecarie di vita e le forme di riscaldamento rudimentali, sembra che la comunità di nomadi nonabbia lamentato comunque particolari emergenze. «Alcuni minori frequentano le nostre scuole,con cui siamo in continuo contatto - spiega il sindaco Andrea Checchi - e se ci fossero deiproblemi mi avvertirebbero. Attraverso le direzioni didattiche riusciamo dunque a svolgere unmonitoraggio». Nel frattempo, dopo la visita al campo da parte del sindaco Andrea Checchi e dialcuni assessori avvenuta in dicembre, l’esecutivo sandonatese ha segnalato ai colleghi di palazzoMarino la necessità di individuare una soluzione per queste famiglie. «È un tema che vaulteriormente approfondito - prosegue il sindaco - su cui non è facile intervenire, anche perché ilComune di Milano si trova ad affrontare numerose altre emergenze simili». Viene comunquemostrata l’intenzione di aprire ulteriori riflessioni. «Non sono più andato a trovarli - conclude ilprimo cittadino - in quanto per il momento non ho alcuna proposta da sottoporre loro e non ci sonoaggiornamenti rispetto alla visita effettuata nei mesi scorsi, in cui abbiamo preso atto dellasituazione. Per caso ho incontrato delle donne, che ho riconosciuto, a cui ho chiesto se andavatutto bene e mi hanno risposto che non hanno particolari problemi». Sono nuclei famigliari, diorigine romena, ma non di etnia rom, che si sono mossi dal loro Paese per le condizioni di estremapovertà. Arrivati in Italia, hanno dovuto continuare ad arrangiarsi, realizzando baracche eimprovvisando campi nelle aree dell’hinterland. Checchi ha da subito dichiarato di voler prestareattenzione all’aspetto sociale, tenendo conto anche della presenza di bambini a cui è stata offerta 3
  4. 4. la possibilità di prendere posto tra i banchi. Il tratto di territorio è quello dell’immobiliare Asio, chedovrebbe ospitare lo stadio dell’Inter. Una parte di San Donato fuori mano e dallo scarsopassaggio dove già in passato in più occasioni hanno trovato riparo dei gruppi di nomadi. In questocaso le famiglie romene ci stanno trascorrendo l’inverno, combattendo contro freddo, neve eintemperie con una serie di soluzioni “creative”. Si sono collegati all’energia elettrica, cucinano emangiano negli alloggi che in qualche modo riescono anche a riscaldare e mandano i bambini ascuola. Giu. Cer. 3. Nuovo stadio dell’Inter, l’assessore: «A noi non è arrivata nessuna notizia»«Gli aggiornamenti sullo stadio dell’Inter per il momento noi come Comune li apprendiamo daigiornali, in quanto dopo l’incontro che si è tenuto in dicembre con i dirigenti della squadra, non si èpiù fatto sentire nessuno». L’assessore allo sport, Matteo Sargenti, commenta così la notiziatrapelata nei giorni scorsi che Inter per il proprio imponente investimento avrebbe scelto SanDonato, scartando dunque le altre aree alternative sul tappeto, tra cui quella di Rho - Pero, inprossimità del comparto che ospiterà l’Expo. In base alle indiscrezioni, sembra che gli aspettidecisivi siano legati alla presenza del vicino aeroporto di Linate e alla strategica collocazioneviaria, a cui si aggiungono ferrovia e capolinea M3. «A noi, rispetto questa decisione di cuiabbiamo letto sulla stampa, non è arrivata alcuna notizia - prosegue l’assessore -, e per ilmomento non abbiamo nemmeno in mano un progetto da mostrare alla città su cui aprire unragionamento». Resta dunque solo una bozza di massima su cui nelle scorse settimane si èaperto un confronto all’interno della maggioranza di centrosinistra, che verte però su una serie diaspetti ancora tutti da definire. «Per ipotizzare una trattativa - sottolinea Sargenti - è necessarioragionare su qualcosa di concreto e come giunta siamo disposti ad aprire un dialogo su unprogetto di qualità, che si traduca in servizi per i cittadini». Il rebus insomma resta aperto. Anchese pare che i vertici delle Beneamata abbiano tirato le conclusioni, eleggendo il San Francescocome nuovo indirizzo per atleti e tifosi, e non solo. La squadra neroazzurra ha infatti già parlatoanche di un complesso di impianti detto “Interello”, ma anche di un centro commerciale e persinodi una quota di residenziale. Ipotesi che restano comunque in attesa di un disegno che tengaconto della viabilità, nonché dei collegamenti di trasporto pubblico, in cui siano messe nero subianco le attività che la società di Moratti intende abbinare allo stadio e naturalmente ai servizi cheè disposta a portare sul territorio. G. C. 4. Stasera in municipio l’architetto vincitore del concorso EniOspite a San Donato nella giornata odierna, l’architetto Thom Mayne, vincitore del concorsointernazionale per la realizzazione del nuovo centro direzionale Eni, che sorgerà nel comparto diviale De Gasperi dove sono iniziati i preparativi per l’impegnativo intervento edificatorio. Ilprofessionista che ha definito le “geometrie” della futura sede del colosso petrolifero, prenderà laparola nel corso di un incontro che si terrà a partire dalle 18 presso l’aula consiliare del municipio.Prosegue inoltre fino al 24 febbraio la mostra “Un nuovo segno +” con i progetti e i plasticipresentati al concorso.Mercoledì 13 febbraio  Fonte: IL CITTADINO 1. Nuovo centro Eni, non solo palazzoniL’architetto Thom Mayne illustra le linee guida del “sesto uffici”Aula consiliare stracolma per il 69enne fondatore della Morphosis Architects: «Lastruttura graviterà attorno a una piazza»Duecento persone in aula consiliare per Thom Mayne, l’“architetto star” che ha vinto il concorso diidee per il sesto palazzo Eni. Mentre il cantiere è già partito, anche se ancora non è possibilevedere gli edifici prendere forma, molti sandonatesi non hanno perso l’occasione di ascoltare lafilosofia del sesto Eni direttamente da chi l’ha concepita. Il 69enne fondatore della MorphosisArchitects di New York e Los Angeles è a capo del team che si è affermato nel concorsointernazionale lanciato dal Cane a sei zampe un paio di anni fa, agli albori dell’idea Sesto Eni. Nonè la prima volta che il padre di Morphosis Architects viene in Italia negli ultimi anni; l’ha già fatto aMilano un paio di volte e ieri ha varcato la sede del palazzo municipale accompagnato dal sindacoAndrea Checchi. Oltre ai presenti, hanno seguito la “lezione” di Mayne anche gli utenti collegati via 4
  5. 5. streaming al sito comunale. Il sesto palazzo Eni sarà un’area da 65mila metri quadrati fra via DeGasperi e piazzale Supercortemaggiore, con volumetrie che negli anni scorsi - durante la lungafase di contrattazione con Eni sul piano di intervento - avevano anche spaventato qualcuno.Mayne ieri in Comune ha impostato la presentazione della nuova creatura Eni in un modo piuttostodiverso, insistendo su aspetti cruciali della pianificazione da leggere con attenzione. «La strutturagravita attorno a una “plaza”, una corte, rappresentata dall’ampio spazio interno - questo uno deiconcetti di fondo - da nessun punto si vedrà un solo edificio, ma questa “isola” interna con alcunipunti di entrata dei lavoratori». In altri termini, il baricentro del gruppo asimmetrico di edifici nonsono i palazzi stessi, ma quello che sta loro attorno e dentro. Il creativo newyorkese, che hafondato il suo atelier nel 1972, ha insistito sul fatto che «lo spazio centrale è la continuazione degliedifici», mimando anche, per una migliore comprensione immediata, il cono visivo che passa dauna parte all’altra della “plaza”, facendo sì che il blocco del sesto sia monumentale, ma nonmassiccio. «Stiamo creando un luogo molto pubblico - ha aggiunto ancora alla fine - una piccolacittà che va in linea con il modo attuale di progettare siti per vaste organizzazioni aziendali comel’Eni. Un modo che privilegia la massima veduta dell’ambiente circostante». Qualcuno haosservato nel dibattito che si tratta di uno stile molto “italiano”, data l’ostinazione delle città delBelpaese a volere un punto di ritrovo centrale. Per quanto riguarda gli spazi lavorativi veri e propri,cioè i palazzi, questi si sviluppano come “continuous groove”, ovvero movimento continuo chealleggerisce la pur importante volumetria. L’ospite di San Donato ha parlato anche di «connessioniorganiche» fra i vari nuclei uffici: «L’idea più affascinante è stata proprio questa della connessioneorganica, naturale attraverso ponti e strutture metalliche». La forma attraverso cui questa naturalitàsi esprime è il “cuneo”, il ponte sbalzato che si getta nello spazio. Quindi il sesto Eni sarà - o forseè meglio dire è - anche un “paesaggio”, landscape il termine: «Abbiamo tratto ispirazione per ilverde interno dall’idea dell’isola, degli alberi come isole che emergono dalla terra e punteggiano lapiazza». Emanuele Dolcini 2. Lezioni di legalità all’istituto Mattei: il maggiore Gerbo sale in cattedraLezioni sul campo di legalità per gli studenti dell’Itis Mattei. «Attraverso un accordo conl’associazione Minotauro - annuncia il preside, Giacomo Paiano - abbiamo iniziato un percorso cheavrà un seguito di appuntamenti rivolti ai ragazzi, tutti incentrati sulla legalità intesa sotto diversiprofili, a partire dalla rete Internet per arrivare al contrasto alla mafia nell’ambito di un lavoro cheprevede anche la presenza di ospiti e di opportunità di confronto». Il dirigente scolastico dell’istitutosuperiore sandonatese inserito nel complesso Omnicomprensivo spiega che una prima tappa si ègià tenuta nelle scorse settimana con «il maggiore dei carabinieri Giuliano Gerbo, che haincontrato alcune classi per parlare di social network e nuove tecnologie, quale tema molto vicinoai giovani». Su questo piano l’attività proseguirà con altri eventi, promossi dalla scuola incollaborazione con il sodalizio, dove il concetto di legalità, di rispetto delle regole e di convivenzacivile, tornerà in primo piano. «Ritengo che sul piano educativo - prosegue il preside - sia diparticolare importanza affrontare certi temi con testimonianze e personale qualificato che si mettegentilmente a disposizione dei giovani». Il percorso del resto a San Donato inizia sin dalle scuoleelementari e medie, con una serie di iniziative che hanno più volte portato sul territorio personaggi iquali si sono rivolti a bambini e adolescenti. Si sono aggiunte rappresentazioni teatrali, ancherecenti, e altri momenti tesi a formare i cittadini di domani. Lo stesso traguardo verrà perseguito dalMattei, che ha alle spalle una lunga serie di progetti in cui alla didattica vengono abbinateesperienze che chiamano all’appello gli studenti in un coinvolgimento attivo. In questo caso sultappeto è stata posta la legalità, vista sotto diversi profili, con un itinerario che prevede nuovepuntate dove protagonisti saranno i temi forti della società odierna. Giu. Cer. 3. Gli utenti promuovono il mercatino: in biblioteca libri usati con lo scontoI sandonatesi hanno detto “sì” al mercatino sperimentale dei libri usati organizzato dalla biblioteca,che diventeranno un appuntamento fisso con cadenza mensile. Nella prima settimana di ognimese, presso i tre punti di riferimento civici, sarà così possibile fare scorta di romanzi, saggi e dinarrativa per l’infanzia a prezzi scontatissimi. Un’iniziativa che in tempi di crisi va incontro agliappassionati della lettura e che al tempo stesso significa riciclo di copie che altrimenti finirebbero almacero, mentre attraverso questo progetto troveranno nuove collocazioni. I risultati del resto simisurano con i numeri, in quanto in base ai dati diffusi per l’occasione, è emerso che solo nelperiodo natalizio dalle bancarelle, nate da un’idea vivente, sono state ricavati 300 euro. Unasomma che consentirà di aggiornare il catalogo con l’acquisto di nuovi volumi che saranno messi a 5
  6. 6. disposizione del servizio prestiti. I modici importi infatti se sommati consentono di raggiungere cifreche permetteranno di accontentare un più vasto pubblico in cerca di novità. E l’ingranaggio, testatosul campo, per il momento ha dimostrato di funzionare bene, con un gruppo di sandonatesi chenon si è fatto sfuggire l’occasione. Gli interessati quindi da ora in avanti potranno proseguire latradizione, con i punti di riferimento vicino casa dove fare riferimento per uno shopping dove èprotagonista l’usato a pochi euro. Verrà così dato seguito ad un progetto che fa leva sui duplicatidella biblioteca e su altri volumi che escono dal catalogo per raggiungere, attraverso il mercatino,coloro che per i loro acquisti sono pronti a fare una puntata al banchetto. Giulia Cerboni 4. L’Inter in città, Broglia boccia l’ipotesi stadio: «Fate ospedali»«Se fosse necessario, saremo pronti ad organizzare un comitato di lotta contro l’ipotesi di unnuovo stadio dell’Inter a San Donato». La sinistra locale si mostra così decisa a salire sullebarricate contro il progetto legato all’imponente operazione della società di Moratti, su cui resta altal’attenzione.L’annuncio parte dal candidato alla Camera di Rivoluzione civile, Giancarlo Broglia, il qualespiega di essere in rete con il gruppo di Rifondazione comunista di San Donato. Obiettivo:dichiarare guerra contro l’impianto che la squadra di Moratti sembra sia intenzionata a realizzarenel quartiere San Francesco. «Un nuovo stadio nell’hinterland è certamente l’ultima cosa di cui laLombardia ha bisogno - afferma risoluto da Paullo il portabandiera della sinistra - le societàcalcistiche dovrebbero mettersi d’accordo per utilizzare la struttura che già esiste, senza lanecessità di costruirne di nuovi, in quanto ricordo che il territorio necessita di ben altre risposte, apartire da scuole, ospedali, e anche di cibo, viste le code sempre più lunghe di fronte alle mensedei poveri». E, toccando il dolente tasto delle cattedrali nei deserti urbani, rincara la dose,affermando: «Siamo pieni di esempi di privati che hanno iniziato a realizzare elefantiaci complessiche hanno poi abbandonato, lasciandosi alle spalle situazioni che hanno richiesto l’intervento delpubblico. Il vicino quartiere milanese di Santa Giulia è un caso emblematico sotto gli occhi di tutti:sono scempi che non si devono ripetere». Secondo Broglia, l’eventuale scommessa di Moratti perquesto tratto di Sudmilano non si tradurrebbe nemmeno in opportunità di occupazione. «Verrebbereclutato personale sottopagato - prosegue - con nuove situazioni di sfruttamento, quando ilfenomeno della disoccupazione si dovrebbe combattere investendo nella manutenzione delpatrimonio pubblico e non certo in interventi che non solo non forniranno alcuna risposta allacollettività, ma porterebbero un pesante impatto sul piano viabilistico e ambientale». E su questopiano ricorda: «La situazione delle strade che dovrebbero servire il nuovo stadio, come è del restonoto, è già altamente congestionata, un’opera del genere sul traffico avrebbe ripercussionicatastrofiche». Insomma, se il centrodestra ha promosso a pieni voti l’idea di un complesso percalciatori e tifosi, da una parte della sinistra arriva una netta bocciatura, con l’annuncio di unamobilitazione che verrebbe messa in pista nel caso in cui la prospettiva trovasse conferme ufficiali.G. C. 6
  7. 7. disposizione del servizio prestiti. I modici importi infatti se sommati consentono di raggiungere cifreche permetteranno di accontentare un più vasto pubblico in cerca di novità. E l’ingranaggio, testatosul campo, per il momento ha dimostrato di funzionare bene, con un gruppo di sandonatesi chenon si è fatto sfuggire l’occasione. Gli interessati quindi da ora in avanti potranno proseguire latradizione, con i punti di riferimento vicino casa dove fare riferimento per uno shopping dove èprotagonista l’usato a pochi euro. Verrà così dato seguito ad un progetto che fa leva sui duplicatidella biblioteca e su altri volumi che escono dal catalogo per raggiungere, attraverso il mercatino,coloro che per i loro acquisti sono pronti a fare una puntata al banchetto. Giulia Cerboni 4. L’Inter in città, Broglia boccia l’ipotesi stadio: «Fate ospedali»«Se fosse necessario, saremo pronti ad organizzare un comitato di lotta contro l’ipotesi di unnuovo stadio dell’Inter a San Donato». La sinistra locale si mostra così decisa a salire sullebarricate contro il progetto legato all’imponente operazione della società di Moratti, su cui resta altal’attenzione.L’annuncio parte dal candidato alla Camera di Rivoluzione civile, Giancarlo Broglia, il qualespiega di essere in rete con il gruppo di Rifondazione comunista di San Donato. Obiettivo:dichiarare guerra contro l’impianto che la squadra di Moratti sembra sia intenzionata a realizzarenel quartiere San Francesco. «Un nuovo stadio nell’hinterland è certamente l’ultima cosa di cui laLombardia ha bisogno - afferma risoluto da Paullo il portabandiera della sinistra - le societàcalcistiche dovrebbero mettersi d’accordo per utilizzare la struttura che già esiste, senza lanecessità di costruirne di nuovi, in quanto ricordo che il territorio necessita di ben altre risposte, apartire da scuole, ospedali, e anche di cibo, viste le code sempre più lunghe di fronte alle mensedei poveri». E, toccando il dolente tasto delle cattedrali nei deserti urbani, rincara la dose,affermando: «Siamo pieni di esempi di privati che hanno iniziato a realizzare elefantiaci complessiche hanno poi abbandonato, lasciandosi alle spalle situazioni che hanno richiesto l’intervento delpubblico. Il vicino quartiere milanese di Santa Giulia è un caso emblematico sotto gli occhi di tutti:sono scempi che non si devono ripetere». Secondo Broglia, l’eventuale scommessa di Moratti perquesto tratto di Sudmilano non si tradurrebbe nemmeno in opportunità di occupazione. «Verrebbereclutato personale sottopagato - prosegue - con nuove situazioni di sfruttamento, quando ilfenomeno della disoccupazione si dovrebbe combattere investendo nella manutenzione delpatrimonio pubblico e non certo in interventi che non solo non forniranno alcuna risposta allacollettività, ma porterebbero un pesante impatto sul piano viabilistico e ambientale». E su questopiano ricorda: «La situazione delle strade che dovrebbero servire il nuovo stadio, come è del restonoto, è già altamente congestionata, un’opera del genere sul traffico avrebbe ripercussionicatastrofiche». Insomma, se il centrodestra ha promosso a pieni voti l’idea di un complesso percalciatori e tifosi, da una parte della sinistra arriva una netta bocciatura, con l’annuncio di unamobilitazione che verrebbe messa in pista nel caso in cui la prospettiva trovasse conferme ufficiali.G. C. 6

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