7 dì 21_novembre_2012

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7 dì 21_novembre_2012

  1. 1. PDSan Donato Milanese “7 Dì” Rassegna stampa21 novembre 2012Da oggi la nostra rassegna della stampa locale sarà pubblicata DUE voltela settimana: il mercoledì pomeriggio e la domenica mattina. Vistol’interesse riscontrato da questo nuovo servizio, il nostro gruppo dicomunicazione vuole così offrire ai visitatori del nostro sito la possibilità diaggiornarsi con maggior tempestività su quanto accade sul territoriosandonatese a livello politico, sociale, economico e sindacale .Buona lettura. Il PD di San Donato Milanese 18 / 21 novembre 2012In primo pianoTra le notizie di questi 4 giorni si evince quella inerente alle elezioni diPoasco dove, nonostante un certo astensionismo, si è riusciti ad nominare il“parlamentino” locale (Il cittadino, martedì 20).La seconda notizia di rilievo è l’appuntamento di giovedì 22 al Troisi: per laprima volta a S.Donato, un sindaco e la sua giunta giunta ascolteranno icittadini in un incontro pubblico, affrontando temi caldi come quello dell’ACS,parlando di quanto realizzato in questi primi 6 mesi, di programmi e diprogetti. Partecipiamo numerosi (Il Cittadino, mercoledì 21)Il terzo articolo che merita attenzione è quello sulle primarie del PDpubblicato da L’ECO di oggi (n° 1). Oltre a fermarsi su curiosità etendendenze di voto,il pezzo di Domenico Palumbo fornisce ancheinformazione pratiche sulle modalità di voto, sulla dislocazione dei seggi, etc..CuriositàL’ECO pubblica una intervista al consigliere Giacinto Calculli che impugnaancora la sua Durlindana per difendere Zambetti, l’assessore regionalearrestato con l’accusa di voto si scambio durante le elezioni 2010. Ve neconsiglio la lettura: vi divertirete a scoprire le motivazioni che porta perscagionare l’amico de la Nuova DC, secondo lui “fatto fuori ad arte per parcadere Formigoni (come se il Celeste non ne avesse combinate abbastanzaanche prima del 2010…). 1
  2. 2. Martedì 20 novembreFonte: IL CITTADINO1. Comitato di Poasco, vince l’astensione Votano in 395 su 2100 iscritti per eleggere il “parlamentino” A incassare più preferenze Oliviero Lorenzini (111), seguito dall’ex presidente Giuseppina Quaranta (105) Vince Oliviero Lorenzini, seguito dall’ex presidente Giuseppina Quaranta, nel “mini parlamento” di Poasco eletto domenica scorsa. Il Comitato che rappresenta l’unica vera frazione della città dell’Eni, con 2800 residenti, è stato rinnovato per altri tre anni domenica scorsa. Non eccezionale in effetti la partecipazione alla consultazione: 395 votanti su 2100 iscritti, pari al 18,8 per cento. Sette i componenti da eleggere per portare sui tavoli dell’amministrazione di Andrea Checchi le esigenze di un abitato che vive problematiche in parte diverse da quelle che si respirano nella San Donato centrale, separata dalla triplice “barriera psicologica” rappresentata dalla tangenziale, dal passante ferroviario e dalla via Emilia. A Poasco le priorità sono i servizi ancora zoppicanti per una frazione grande come un comune (ieri mattina si è bloccato di nuovo il bancomat), la viabilità che guarda più a Chiaravalle che alla via Emilia, il recupero di cascina Ronco con la prospettiva di un aumento della popolazione oltre quota tremila. Il 22 ottobre la prima giunta itinerante dell’esecutivo di centrosinistra si è fermata proprio a Poasco e Sorigherio; a quell’incontro fa seguito ora lo sbarco in municipio dei delegati di frazione che daranno ulteriore fiato al punto di vista della borgata che fino al 1932 era municipio a sé stante. Dalle urne, allestite nel seggio unico del Centro polifunzionale, esce questo ordine di preferenze: Lorenzini Oliviero, 111 voti; Quaranta Giuseppina, 105 voti; Moro Stefano, 104; Gatti Tedeschi Cristiana Rita, 74; De Cillis Andrea, 69; Rivalta Sabrina, 64; Toncini Manuela 59; Blasio Giuseppe 52; Cassani Claudio Bruno 33; Malingher Cristina Amelia Antonia 25. Su dieci candidature stampate sulla scheda i primi sette entrano nel direttivo in carica fino alla prossima tornata del 2015. Nelle prossime settimane uscirà la nomina del presidente, portavoce ufficiale della frazione secondo lo Statuto comunale di San Donato, che include il Comitato di Poasco e Sorigherio fra gli enti previsti per regolamento. A Poasco alcuni anni fa la priorità era rappresentata dall’ondata di razzie in appartamento, che portarono anche al pattugliamento delle vie effettuato da militari dell’esercito. Oggi quel tipo di emergenza sembra più contenuta mentre si impone il problema della viabilità: l’unica strada di accesso e di uscita a Poasco è via delle Cascine, carica anche del traffico che va a Milano. C’è inoltre il punto interrogativo del recupero dell’azienda agricola Ronco, nella quale deve cessare l’attività agricola e zootecnica, con costruzione di 150 appartamenti. Alcuni servizi, come appunto il bancomat e gli uffici comunali decentrati, sono giudicati insufficienti dai residenti. Emanuele Dolcini – Il Cittadino – martedì 20 novembre2. San Donato sistemerà la “storica” rotonda, i cantieri partiranno comunque solo nel 2014 Ci sono anche 500mila euro per la sistemazione della rotonda di San Martino nel Piano triennale delle opere pubbliche di San Donato, approvato dalla giunta pochi giorni fa con previsione fino al 2015. Una notizia che va ad intervenire su un punto della viabilità locale che è messo sotto accusa quasi da tempi “storici”, visto che la rotatoria al confine fra San Donato e Milano è una delle prime realizzate in assoluto nell’area sud est della provincia. Ma dopo tanti anni anche la concezione del rondò di San Martino appare superata, mentre i carichi di traffico sono aumentati e richiedono altre soluzioni. La necessità di rimettere mano alla rotatoria di San Martino è stata sollevata anche negli ultimi tempi da un gruppo di residenti nella zona ovest, fra cui l’ex consigliere comunale Antonio Marino. Anche se la data indicata per l’appostamento delle risorse (2014, comunque non il prossimo anno ma il successivo), induce qualche giustificato scetticismo. La rotatoria di San Martino è divisa a metà, in termini demaniali, fra il municipio di San Donato e quello di Giuliano Pisapia, con il confine che assegna a Milano la parte nord ovest e alla città dell’Eni l’altra. Lo svincolo, essendo stato disegnato negli anni Sessanta - Settanta, è piuttosto complesso e rappresenta per certi aspetti più una semirotatoria che un rondò semplice o doppio come si progettano oggi. I problemi di sicurezza riguardano soprattutto l’immissione di veicoli sulla via Emilia arrivando da nord, da Milano, con la sovrapposizione di due flussi di traffico, uno in uscita dalla tangenziale est e l’altro da via Rogoredo. Una seconda problematica collegata al luogo è la modesta cura estetica degli spazi verdi centrali, che non sono certo “firmati”, ma presentano un aspetto trascurato e abbandonato a se stesso. La necessità di intervenire sull’uscita nord da San Donato è entrata quindi nell’agenda del sindaco Checchi e dell’assessore competente Simona Rullo. E compariva in una petizione protocollata qualche mese fa da residenti nella zona ovest via Di Vittorio : un documento in sette punti il quale fra le varie urgenze da risolvere qua e là nell’abitato menzionava l’incrocio di San Martino fra le priorità. Nei 4,5 milioni di opere pubbliche in tabella per il terzultimo anno di carica di Andrea Checchi (la giunta scade nel 2017) entra quindi anche l’“archeologica” rotonda 2
  3. 3. davanti ai palazzi Eni. Il Piano triennale dovrebbe arrivare prima invece a migliorare un’altra situazione, questa collocata al capo opposto del territorio sandonatese: già l’anno prossimo sono stanziati 200mila euro per il campo sportivo “Armando Picchi” in fondo a via Di Vittorio, quasi a Borgolombardo. Un impianto a pochi passi dai degradati tunnel della ferrovia. Em. Do. Il cittadino – martedì 20 novembreMercoledì 21 novembre Fonte: IL CITTADINO1. Sul palcoscenico sfilano i temi “caldi”: al Troisi la giunta ascolta i sandonatesi Prospettive per il Pratone e sindaco Andrea Checchi affronterà nel corso dell’incontro pubblico in programma per domani sera a partire dalle ore 21 nel teatro Troisi per Cascina Ronco, ma anche aggiornamenti sul futuro complesso uffici Eni, tra i temi che il. Il primo cittadino, insieme alla squadra di governo, parlerà nell’occasione delle decisioni al vaglio riguardo alcuni punti “caldi”, con un occhio puntato sui progetti in fase di valutazione. Non mancheranno approfondimenti riguardo la delicata situazione della municipalizzata Acs, che verrà messa in liquidazione, e al tempo stesso verranno presentati i capisaldi del Piano triennale delle opere pubbliche, con specifiche riguardo le opere che nel breve termine decolleranno nei quartieri, in base ad un elenco di priorità. Dopo l’introduzione del sindaco, prenderanno la parola i singoli assessori i quali nell’ambito delle proprie deleghe porranno l’accento sugli obiettivi e sulle novità più importanti che attendono i sandonatesi. Tra questi, solo per citare alcune anticipazioni, un cenno sarà dedicato alla sinergia che l’esecutivo ha intenzione di creare con il mondo del terziario locale per andare incontro ai giovani che cercano lavoro. Verrà inoltre illustrato il futuro Punto comune di orientamento, che in base alle previsioni dovrebbe sorgere al piano terreno del municipio al fine di mettere a disposizione dei sandonatesi un unico sportello di raccordo con gli altri uffici del palazzo capace di fornire risposte diversificate. Altro tasto che verrà pigiato nel corso dell’evento riguarderà il welfare e le tariffe, con specifiche in merito alle scelte effettuate in tema di Imu sulla prima casa a cui si aggiungeranno anche ragguagli circa le prospettive che si profilano per il complesso di via Triulziana dedicato all’emergenza abitativa e sociale. Inoltre verranno divulgate notizie in tema di vigile di quartiere, di patto sulla sicurezza, di strategie per il rilancio del commercio di vicinato. In primo piano insomma, i principali traguardi che Checchi e la sua giunta intendono raggiungere nel breve tempo, con spazio ancora una volta rivolto ai cittadini che vorranno fornire il proprio contributo. Giu. Cer. Il Cittadino – mercoledì 21 novembre2. Il consiglio comunale apre le porte ai piccoli studenti: «Città a misura di bambino» - In aula anche il presidente Unicef lombardo Quale occasione migliore della giornata dei diritti dell’infanzia per aprire ai più in erba tra i cittadini la sala del potere comunale? Aula consiliare gremita ieri mattina, per una riunione del consiglio in adunanza aperta, alla presenza di una folta rappresentanza di alunni delle scuole primarie e secondarie della città. 173 i bambini e ragazzi affluiti con grande entusiasmo a fare la conoscenza della giunta al completo e dei membri dell’organo rappresentativo comunale: pochissime assenze nei banchi della maggioranza, minore partecipazione da parte delle opposizioni (movimento 5 Stelle, al completo, escluso). È la Convenzione dei diritti dell’infanzia il pretesto e la protagonista dell’incontro: ratificata dall’Onu 23 anni fa, il 20 novembre 1989, «ha provocato un cambiamento radicale - così l’ospite d’onore Stefano Taravella, presidente di Unicef Lombardia -: con essa, i bambini sono diventati titolari di diritto. Non più futuri cittadini, ma giovani cittadini. I diritti comportano anche assunzioni di responsabilità: portano con sé dei doveri». Un’introduzione, quella di Tavarella, seguita dalla sintetica illustrazione, da parte del sindaco Andrea Checchi, dei meccanismi di funzionamento dell’organo consiliare. Infine, la parola a loro, ai piccoli protagonisti dell’inusuale mattinata fuori dai banchi di scuola: la prima domanda a bruciapelo relativa alla costruzione dello stadio dell’Inter ha riconfermato come la questione sia al centro degli interessi e dei desideri trasversali di una significativa porzione della cittadinanza. Sicurezza nei sottopassaggi della ferrovia, più illuminazione e fontane, riqualificazione di piazze tra le istanze promosse dai ragazzi. Particolarmente sentite le richieste relative alla ristrutturazione del sistema di mobilità: a far esplodere l’“applausometro” degli studenti, le domande relative all’aumento delle aree pedonali e delle ciclabili. Temi sui quali il vicesindaco Simona Rullo ha evidenziato pieno accordo: «È nostra intenzione rendere San Donato a misura di bambino, perché quando una città è a misura di bambino, è a misura di tutti».Riccardo Schiavo - Il Cittadino – mercoledì 21 novembre 3
  4. 4. 3. Congelata la sede di Protezione civile Il taglio degli enti locali e la crisi fanno saltare l’insediamento Secondo il progetto all’Omnicomprensivo si sarebbe dovuto realizzare pure un distaccamento della polizia provinciale Le prospettive di accorpamento delle province e la spending review (revisione della spesa pubblica) hanno congelato il progetto che prevedeva l’insediamento della polizia provinciale presso gli spazi dell’istituto Omnicomprensivo. In base al piano varato un paio di anni fa, il corpo di fabbrica, in disuso da tempo, della struttura didattica di proprietà di palazzo Isimbardi, avrebbe dovuto ospitare un polo della sicurezza, con annessa la centrale della Protezione civile, nonché il parco mezzi. Un’iniziativa che avrebbe comportato il trasferimento delle divise che fanno capo alla Provincia dall’attuale sede di Paullo, in spazi che sono in affitto, all’immobile che fa già parte del patrimonio di via Vivaio, con una netta riduzione quindi anche dei costi sostenuti per il canone di locazione. Ma l’obiettivo, proprio nella fase in cui dopo una serie di sopralluoghi sembrava ormai pronto ad assumere risvolti concreti, si è scontrato con un clima generale di tagli drastici per gli enti, imposti dal governo nazionale, a cui si sono aggiunti i preparativi per la riduzione delle province. «Resto convinto - spiega l’assessore provinciale alla sicurezza Stefano Bolognini -, della necessità di razionalizzazione dei presidi distaccati, ma per il momento dobbiamo rimanere fermi in attesa di capire gli scenari che si apriranno. Ad esempio la Provincia di Milano quando si è costituita la Provincia di Monza, ha perso il centro polifunzionale di emergenza della Protezione civile collocato ad Agrate, che riacquisterebbe in caso di accorpamento. Sono ipotesi che meritano una serie di riflessioni rispetto alle quali non possiamo che aspettare, anche per vedere quale sarà la distribuzione dei compiti tra la Provincia e la futura Città metropolitana». Bocce ferme insomma per questo e per altri piani che rischierebbero di dover poi subire repentini cambi di rotta dovuti alle novità che verranno introdotte in una pagina che guarda alla riorganizzazione degli enti abbinata alla forbice sulle spese. Nel caso specifico l’esecutivo di Podestà avrebbe dovuto prevedere degli investimenti per l’allestimento e gli arredi dei nuovi uffici decentrati che a questo punto non è detto che decollino. Certo, l’idea era stata accolta con favore anche dai dirigenti scolastici che da anni attendono misure per tutelare l’Omnicomprensivo dalle intrusioni di vandali e malviventi. Anche se in realtà proprio nei giorni scorsi su questo fronte sono arrivati aggiornamenti positivi, in quanto la scuola superiore sandonatese è stata inserita nell’elenco di sedi didattiche di Milano e Provincia che verranno “protette” attraverso un sistema di dispositivi tecnologici. Certo, per l’insediamento del polo della sicurezza provinciale in città si è aperta una parentesi ricca di interrogativi, che a questo punto solo le decisioni definitive che verranno assunte a livello nazionale potranno sciogliere.Giulia Cerboni - Il Cittadino – mercoledì 21 novembre4. Un meeting di luminari al Policlinico per studiare la “tecnica” di Menicanti L’intervento di rimodellamento chirurgico che restituisce una forma al cuore dopo l’infarto, praticato presso il Policlinico San Donato dal primario di cardiochirurgia Lorenzo Menicanti, sarà al centro di un convegno che chiamerà all’appello 260 specialisti provenienti da tutto il mondo. Il luminare del nosocomio locale, che ha introdotto a fine anni Ottanta in Italia questa tecnica, già utilizzata su 1600 pazienti, salirà in cattedra nel corso del training in programma nelle giornate di oggi e domani per insegnare agli specialisti di calibro internazionale come selezionare i pazienti e come effettuare gli interventi, attraverso anche l’ausilio di documenti e dimostrazioni chirurgiche. Proprio nelle scorse settimane una paziente proveniente dal Veneto che è stata operata presso l’ospedale di San Donato, ha raccontato la sua storia. È stata un’entusiasta testimonianza di una donna la quale aveva alle spalle dieci anni segnati da gravi problemi di salute subentrati a seguito di un infarto. Grazie all’operazione praticata da Menicanti ora riesce a condurre, seppur con qualche accorgimento, una vita normale. «Il rimodellamento chirurgico del ventricolo sinistro - viene reso noto in un comunicato che annuncia l’evento in scaletta - è una tecnica che ripristina la forma originaria del muscolo cardiaco, asportando la parte dilatata del ventricolo sinistro: in questo modo il ventricolo migliora la funzione, vengono ridotti i sintomi dello scompenso cardiaco e viene aumentata la qualità e l’aspettativa di vita del paziente scompensato». Gli esperti sottolineano infatti che se la prevenzione ha portato ad un calo delle malattie cardiovascolari, circa il 30 per cento dei pazienti che dopo un infarto «sono stati correttamente sottoposti ad angioplastica riportano una cicatrizzazione del muscolo cardiaco e una diminuita capacità meccanica del cuore, condizioni che conducono allo scompenso cardiaco, una patologia cronica». Disturbi che possono trovare rimedio con la l’operazione che sarà al centro del meeting previsto oggi e domani. In Italia, in base ai dati diffusi per l’occasione, i pazienti con scompenso cardiaco sono 600mila, mentre presso il Policlinico San Donato, che torna ad essere luogo di apprendimento e confronto tra luminari del settore, il bilancio è di 44550 interventi cardiaci. Numeri, casi e soprattutto sistemi all’avanguardia, torneranno così al centro dell’attenzione degli esperti.G. C. - Il Cittadino – mercoledì 21 novembre 4
  5. 5.  Fonte: L’ECO1. Primarie: Bersani al 51%, seguito da Renzi con il 30% I partiti di centrosinistra, Pd, Psi e Sel, si preparano ad affrontare la grande sfida di domenica 25 novembre - Il leader del Pd è dato come grande favorito alla candidatura per la presidenza del Consiglio. Molti gli elettori Ultimi giorni di campagna elettorale, per così dire, per i candidati dei tre partiti, Pd, Psi e Sel, che domenica prossima, 25 novembre, a San Donato Milanese, come in tutta Italia, si affronteranno alle primarie di coalizione di centrosinistra. Il vincitore sarà il candidato presidente del Consiglio che alle politiche 2013 affronterà gli avversari delle altre coalizioni, il centrodestra in primis. Com’è noto e per come li abbiamo visti lunedì 12 novembre scorso nella diretta di presentazione su Sky, i candidati sono cinque: Pierluigi Bersani, enzi e Laura Puppato, tutti del Pd, Nichi Vendola di Sel-Sinistra Ecologia Libertà, e Bruno Tabacci in rappresentanza dei moderati di centro. Nella sede del Pd di via Libertà, dov’è istituito il “Comitato Primarie Centro Sinistra 2012 SDM Italia Bene Comune”, c’è molta attesa per questo evento per cui tutti i dirigenti dei tre partiti coalizzati, democratici, socialisti, centristi e vendoliani, sono impegnati al massimo per la buona riuscita di questa straordinaria consultazione elettorale. Non è la prima volta che ciò accade. Avvenne così anche per l’elezione di Romano Prodi nel 2004, di Pierluigi Bersani eletto segretario nazionale del Pd nel 2008, e di Andrea Checchi, candidato sindaco di San Donato nel novembre 2011. In tutte ci fu una grande partecipazione di elettori che con le loro scelte contribuirono all’elezione dei tre candidati. “Stiamo vivendo un altro momento eccezionale come quelle vissute negli anni scorsi”, confida Serenella Natella, presidente del Comitato primarie di San Donato, “c’è molta gente che viene qui per la pre- registrazione, firmando il pubblico Appello e la dichiarazione a riconoscersi nella Carta d’intenti della coalizione del centrosinistra, prima di recarsi al voto, e probabilmente supereremo il numero dei votanti delle passate edizioni”. Nel 2011 per candidare Andrea Checchi sindaco, alle primarie si recarono ai seggi quasi 2200 cittadini. “Però deve riconoscere – proviamo ad obiettare – che la pre-registrazione è lunga e complicata e forse per questo motivo più di qualcuno rinuncerà a votare”. “Guardi, abbiamo calcolato – risponde la presidente – che ci vogliono al massimo 3-4 minuti per registrarsi per cui con un po’ di pazienza si può semplificare tutto, eliminando le code”. Per registrarsi si può andare nella sede del Pd muniti di tessera elettorale e di carta d’identità. Per votare alle primarie, domenica 25, oltre ai documenti suddetti serve pure il certificato di elettore della coalizione di centrosinistra rilasciato a fronte della sottoscrizione dell’Appello e del versamento di almeno 2 euro. Possono votare i giovani che compiono 18 anni entro il 25 novembre 2012, i cittadini dell’Unione europea residenti in Italia e i cittadini di altri paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno e di carta d’identità. Quattro i seggi elettorali aperti in città secondo il numero di sezione sulla tessera elettorale: da 1 a 12 – atrio del Comune: i residenti della zona delle Torri Lombarde, via Libertà, Battisti, Jannozzi, Trieste, Gramsci, Europa, Cefalonia, Morandi, Pascoli, Mattei, Maritano e Leopardi; da 13 a 21 – Edificio polifunzionale di Bolgiano: Metanopoli, Bolgiano, 1° Maggio, Rossetti, Kennedy, Moro e Spilamberto; da 22 a 28 – Salone Marchetti Biblioteca via Parri: Certosa, Parri via Di Vittorio; da 29 a 30 – Edificio polifunzionale di Poasco: Poasco e Sorigherio. Si può esprimere un sola preferenza. Nel caso che un candidato non raggiunga il quorum della maggioranza assoluta, 50+1%, si andrà a votare nel secondo turno fissato per domenica 2 dicembre. In un breve sondaggio fra i “grandi” elettori, cioè quelli che rivestono una carica pubblica, si scopre che il sindaco Checchi, il presidente del Consiglio comunale Luca Biglino, l’assessore Angelo Bigagnoli e le consigliere democratiche Serenella Natella e Eleonora Martinelli, parteggiano tutti per Bersani; il coordinatore e capogruppo del Pd, Andrea Pasqualini, gli assessori Gianfranco Ginelli e Matteo Sargenti, e il capogruppo della lista civica Noi per la città, Francesco Puliti, “tifano” per Matteo Renzi, mentre per Nichi Vendola votano la vicesindaco Simona Rullo e l’ex capogruppo dei Verdi, Marco Menichetti. Dati non molto significativi per Bruno Tabacci e Laura Puppato. Per Bersani voteranno anche i socialisti del Psi, così come ha dichiarato Leonardo Lagrasta, segretario della sezione di via Cesare Battisti, che coglierà l’occasione delle primarie per rilanciare il Psi in campo locale. Stando a questi risultati e a quelli raccolti fra gli elettori, azzardiamo a dare un ipotetico risultato assegnando un 51% di voti a Pierluigi Bersani, seguito da Matteo Renzi con il 30%, da Nichi Vendola, 15%, da Bruno Tabacci con il 3% e da Laura Puppato con l’%. L’eventualità di andare a rivotare il 2 dicembre nella Città di Mattei sembra scongiurata.Lunedì 19, alle ore 20.30, i due comitati di San Donato e San Giuliano in forma congiunta hanno tenuto un incontro pubblico nella sala consiliare del comune sangiulianese a cui hanno partecipato numerosi cittadini. Domenico Palumbo 5
  6. 6. 2. Giacinto Calculli: “Zambetti? Per me è una brava persona” L’esponente regionale de “La Nuova Dc” respinge ogni accusa “Io lo conosco da anni, si è sempre comportato in modo corretto nel partito e in Regione” Non si dà pace, Giacinto Calculli, per l’arresto di Domenico Zambetti, l’assessore regionale alla Casa, esponente regionale de La Nuova Dc, il partito di Gianfranco Rotondi, accusato di voto di scambio avvenuto, secondo l’accusa, durante la campagna elettorale per la Regione Lombardia nel 2010. “Non credo a niente di quello che hanno detto contro Zambetti- dichiara fermamente Calculli -lo conosco da anni. Per me Zambetti è una bravissima persona che si è sempre comportato in modo corretto nel partito e in Regione”. - Però l’accusa sembra non lasciare dubbi. Si parla di 200mila euro versati a personaggi poco chiari in cambio di 4mila voti alle regionali per favorire la sua elezione al Pirellone. - “Così dicono. Ma io non ci credo, così come non crede il presidente Roberto Formigoni che l’ha difeso a spada tratta. Per me l’assessore Zambetti è stato fatto fuori ad arte per fare cadere Formigoni e andare alle elezioni regionali anticipate, come di fatto è poi avvenuto”. - Vuole dire che lei non ha mai ricevuto un centesimo da Zambetti?, insinuiamo. - Respingo con sdegno queste insinuazioni che mi vengono rivolte anche da altre persone di San Donato. Basta guardare i tabulati delle elezioni e vedere da dove arrivano i 262 voti di preferenze che Zambetti ha ricevuto a San Donato Milanese alle regionali del 2010. Sono tutti voti “miei”, cioè del mio elettorato di via Di Vittorio che sempre, a ogni elezione, comunale, regionale o politiche che sia, rinnovano la loro fiducia neimiei confronti. Alle amministrative del 2007 ho avuto quasi 320 voti di preferenza con i quali fui eletto consigliere comunale di maggioranza nella giunta di centrodestra guidata dal sindaco Mario Dompè. Anche alle ultime elezioni comunali del maggio scorso, quelle vinte dal centrosinistra guidato dal sindaco Andrea Checchi, ho ricevuto un considerevole numero di preferenze, ben 164, risultando uno dei quattro consiglieri comunali eletti nella lista del Pdl.” - Lei, però, dopo l’insediamento del nuovo sindaco, si è subito dimesso dal gruppo consigliare del Pdl passando al Gruppo Misto. Perché lo ha fatto? - Perché non mi ritrovavo più in quel partito. Troppe divisioni, troppe incongruenze al loro interno, causa maggiore per cui il centrodestra ha perso le elezioni a San Donato Milanese. - Adesso si pente di aver votato per La Nuova Dc? Non è tentato di passare a un altro partito? - Assolutamente no, anchese debbo dire che negli ultimi tempi ho ricevuto da parte di personaggi autorevoli l’invito a ritornare nel Pri del senatore Antonio Del Pennino. Ci sto pensando. Il vecchio Partito repubblicano italiano di Ugo La Malfa resiste al passare degli anni. Come ai vecchi tempi. L’Edera repubblicana non si è mai staccata dal corpo e dalla mente di Giacinto Calculli, pronto a dare battaglia con i suoi fedelissimi elettori di via Di Vittorio anche alle prossime elezioni regionali anticipate e alle politiche del 2013. Ci potete scommettere. Domenico Palumbo3. Dicembre in biblioteca Una valanga di letture animate per i bambini stanno per arrivare nel periodo natalizio nelle tre biblioteche di San Donato Milanese, quella di via Martiri di Cefalonia, quella di Poasco e quella di Certosa – via Parri. S’inizia sabato 1° dicembre, ore 10.30, nella sede centrale di via Cefalonia, con una lettura animata per bambini da 0 a 5 anni a cura di Teatrodipietra “Ploffando, Slittando, Tintinnando… è Natale che arriva”. Nella stessa giornata, ma alle 15.30, presso lo Spazio polifunzionale di Poasco, lettura animata natalizia “È Natale, ci siamo proprio tutti!”, a cura di Galup. Età consigliata dai 4 anni in su. Sabato 15 dicembre, ore 10.30, nella biblioteca di via Cefalonia, lettura animata per bambini dai 6 anni in su a cura del Teatrodipietra, “I colori di Natale: sfumando nella gioia”. Iscrizioni a partire da martedì 4 dicembre fino al raggiungimento di max 20 bambini. Al termine di ogni lettura animata si terrà il mercatino del libro usato organizzato grazie alle donazioni ricevute dagli utenti delle biblioteche sandonatesi. D.P.4. Addio al medico Martinoli Era un uomo buono, che ha curato con dedizione per un cinquantennio i suoi pazienti L’ultimo componente ancora in vita della mitica Giunta di centrosinistra (Psi-Dc-Psdi) Ricordare il dottor FiorenzoMartinoli scomparso nei giorni scorsi a quasi 90 anni, vuol dire ricordare un uomo buono che ha curato con dedizione per un cinquantennio i suoi pazienti sandonatesi e vuol dire ricordare un uomo che si è speso con dedizione e passione per la crescita, lo sviluppo armonico e intelligente di San Donato Milanese. 6
  7. 7. Il grande medico condotto (una volta il medico di base si chiamava così) era infatti lultimo componenteancora in vita della mitica giunta di centrosinistra (Psi- Dc-Psdi) del sindaco socialista Luigi Mannucci, algoverno di San Donato dal 1964 al 67, di cui facevano parte il vicesindaco democristiano il dottorDionisio Storer (scomparso un mese fa esatto alletà di 89 anni), Luigi Checchi (papà dellattuale sindacoAndrea Checchi), Giovanni Villa, Guido Bonfiglioli e Pierino Magnani, esecutivo protagonista dellarealizzazione di quasi tutte le scuole della città, dellospedale, dei trasporti pubblici interni, dei quartieriMelco, Metasole, e del complesso residenziale di via Kennedy e via Triulziana, del primo ponte dicollegamento tra Certosa e via Di Vittorio, dello stabilimento Mondadori sulla via Emilia, della primaEsselunga di via Morandi e del secondo palazzo uffici dell Eni.Giunta tribolata e agitatissima (vi furono tre crisi in tre anni per scontri principalmente ideologici nellaprima difficile collaborazione tra socialisti, socialdemocratici e cattolici di quello che fu forse il primoesecutivo di centrosinistra in tuttItalia, voluto personalmente da AldoMoro, Pietro Nenni e GiuseppeSaragat) ma estremamente operosa e dinamica nella realizzazione degli obiettivi primari ed essenzialidella giovane San Donato in fase di sviluppo tumultuoso in pieno boom economico e con il gruppo Eni inforte espansione nel mondo e nel suo quartier generale di Metanopoli.Il dottor Martinoli era lassessore socialdemocratico ai Lavori pubblici, uomo illuminato ed impeccabileamministratore, che non esitò a farsi da parte alla fine del 1967 al termine della penultima crisi (lalegislatura si interruppe anticipatamente nel 1969 con larrivo del commissario prefettizio), quando isocialisti, democristiani e socialdemocratici si accordarono sullavvicendamento della carica di sindaco.Il socialista Mannucci lasciò la massima carica citttadina Giuseppe Florio e il dottor Martinoli, perdisciplina di partito e spirito di servizio (parole oggi che in politica appaiono davvero terminologia delsecolo scorso...), lasciò il suo incarico in Giunta per tornare ad esercitare a tempo pieno la professionemedica.In tutti questi anni nellambulatorio del dottor Martinoli sono passatemigliaia di bambini, adulti e anzianiche vivono o hanno vissuto a San Donato i quali, oltre alla induscussa competenza medica, hannosempre ricevuto dal dottor Fiorenzo una parola buona e di conforto.Il dottor Martinoli, insieme a tutti i componenti di quella Giunta meriterebbero davvero di essere ricordatidegnamente dalla loro città e siamo convinti che il sindaco Andrea Checchi non lascerà cadere nel vuotoquesto doveroso invito. Cesare Mannucci 7

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