1° parte - Il patto di non concorrenza

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Convegno nazionale Consulenti del lavoro del 21 Febbraio 2013. Il patto di non concorrenza e le clausole di fidelizzazione.

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1° parte - Il patto di non concorrenza

  1. 1. Patto di non concorrenza e clausole di fidelizzazione Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro U.P. Vicenza Avv. Luca Failla - Founding Partner LABLAW Studio Legale Avv. Stefano Barillari - Managing Partner Lablaw Padova 21 febbraio 2013 1
  2. 2. LE NOVITÀ INTRODOTTE DAL DPCM SULLA DETASSAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DI PRODUTTIVITÀ 2
  3. 3. 1. DETASSAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DI PRODUTTIVITÀ DPCM N. 66 DEL 22 GENNAIO 2013 Art. 1 “(…) le somme erogate a titolo di retribuzione di produttività, in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale (…) ai sensi della normativa di legge e degli accordi interconfederali vigenti, da i) associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle ii) loro rappresentanze sindacali operanti in azienda, sono soggette ad un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali pari al 10 per cento” 3 3
  4. 4. Nozione di retribuzione di produttività (ambito delle retribuzioni rientranti nel beneficio)Voci retributive erogate in esecuzione di contratti di II livello con espresso riferimento ad indicatori di “produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione” In alternativaVoci retributive erogate in esecuzione di contratti di II livello che prevedanol’attivazione di almeno 1 misura in almeno 3 delle aree di intervento relative a: 1) ridefinizione dei sistemi di orari e loro distribuzione con modelli flessibili; 2) introduzione di una distribuzione flessibile delle ferie; 3) attivazione di misure per rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori; 4) attivazione di interventi in materia di fungibilità delle mansioni; 4
  5. 5. 2.DETASSAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DI PRODUTTIVITÀ DPCM N. 66 DEL 22 GENNAIO 2013 Beneficio:• sale da 30.000 a 40.000 euro lorde il tetto di reddito (percepito nel 2012 dai lavoratori dipendenti del settore privato) per beneficiare della detassazione agevolata al 10% sulle somme erogate a titolo di retribuzione di produttività, in esecuzione di contratti collettivi di II livello stipulati “dalle organizzazioni di lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale ovvero dalle loro rappresentanze sindacali aziendali” (sui requisiti dell’accordo sindacale per detassazione anno 2012, v. anche risp. ad interp. Min Lav. n. 8 del 5.2.2013)• la retribuzione di produttività individualmente riconosciuta soggetta al beneficio non può essere complessivamente superiore, nel corso dell’anno 2013, a 2.500 euro lordi. 5
  6. 6. 1. IL PATTO DI NON CONCORRENZA 6 6
  7. 7. Art. 2125 c.c. Art. 2125 c.c. Patto di non concorrenza “Il patto con cui si limita lo svolgimento dell’attività del lavoratore, per il tempo successivo alla cessazione del contratto, è nullo se• 1) non risulta da atto scritto1) 2) non è pattuito un corrispettivo a favore del prestatore di lavoro2) 3) il vincolo non è contenuto entro determinati limiti di oggetto, di tempo e di luogo. La durata del vincolo non può essere superiore ai cinque anni, se si tratta di dirigenti, e a tre anni, negli altri casi. Se è pattuita una durata maggiore, essa si riduce nella misura suindicata”. 7
  8. 8. Art. 2125 c.c. Art. 2125 c.c. PATTO DI NON CONCORRENZA Qual é l’oggetto del patto di non concorrenza ? “Il patto con cui si limita lo svolgimento dell’attività del lavoratore, per il tempo successivo alla cessazione del contratto …”• 8
  9. 9. Art. 2105 c.c. Art. 2125 c.c. OBBLIGO DI FEDELTÀ“Il prestatore di lavoro non deve trattare affari per conto proprio o di terzi,in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinentiall’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa o farne uso inmodo da poter arrecare ad essa pregiudizio”. 9
  10. 10. I REQUISITI DI VALIDITÀ DEL PATTO FORMA DURATA TERRITORIO OGGETTO CORRISPETTIVO 10
  11. 11. LA FORMA 11
  12. 12. 1. LA FORMAla forma scritta è richiesta ad substantiamil patto di non concorrenza è un contratto e deveessere sottoscritto da entrambe le parti 12
  13. 13. IL TEMPO DELLA SOTTOSCRIZIONE Il patto di non concorrenza può essere sottoscritto: contestualmente alla costituzione del rapporto di lavoro clausola inserita nel contratto di lavoro atto separato allegato al contratto di lavoro in corso di rapporto di lavoro alla cessazione del rapporto di lavoro 13
  14. 14. I TEMPI DELLA SOTTOSCRIZIONE:QUANDO VA SOTTOSCRITTO UN PATTO? Alla stipula del contratto di lavoro In corso di rapporto In concomitanza con passaggi di carriera o affidamento di nuovi incarichi Alla cessazione del rapporto 14
  15. 15. LA DURATA DEL PATTO 15 15
  16. 16. LA DURATA Durata massima fissata ex lege:- 5 anni per i dirigenti- 3 anni per le altre categorie di lavoratori 16
  17. 17. LA DURATA In caso di previsione di una durata maggiore di quella stabilita dall’art. 2125 c.c. sostituzione automatica della clausola e riduzione della durata del patto entro i limiti di legge In caso di assenza di previsione circa la durata del patto la sua durata è pari a quella massima individuata dall’ art. 2125 c.c. 17
  18. 18. IL TERRITORIO 18 18
  19. 19. IL TERRITORIOLa limitazione territoriale può essere riferita ad una determinata areageografica (es. Italia, Comunità Europea, ecc.), ovvero all’area in cuioperano società concorrenti, ovvero all’area in cui opera il datore di lavoroin quanto facente parte di un Gruppo (ma entro i limiti dell’interessedell’impresa e del Gruppo).Il riferimento territoriale deve comunque essere specifico e deveessere valutato, ai fini della validità del patto, congiuntamente ailimiti di oggetto ed allo scopo che si intende raggiungere (rapporto diproporzionalità inversa con l’oggetto in relazione al settore di riferimento,alle mansioni espletate, al grado di specializzazione delle stesse) 19
  20. 20. LA DEFINIZIONE DEL TERRITORIO NEI GRUPPI DI IMPRESE1) Nelle multinazionali è preferibile identificare le aree territoriali dove è più rilevante l’interesse dell’impresa a porre limitazioni (quindi ad es. è preferibile scegliere singoli paesi di maggiore interesse invece che tutta l’Europa)2) Per i manager svolgenti l’attività prevalentemente all’estero, é preferibile indicare il patto con la legislazione del paese che offra migliori garanzie di tutela in caso di violazione assicurando la validità del patto anche al di fuori del paese di riferimento (ad es. le legislazioni di Francia, Germania e Svizzera offrono tale possibilità) 20
  21. 21. L’OGGETTO 21 21
  22. 22. Art. 2125 c.c. Art. 2125 c.c. PATTO DI NON CONCORRENZA Qual é l’oggetto del patto di non concorrenza ? “Il patto con cui si limita lo svolgimento dell’attività del lavoratore, per il tempo successivo alla cessazione del contratto …”• 22
  23. 23. Art. 2105 c.c. Art. 2125 c.c. OBBLIGO DI FEDELTÀ“Il prestatore di lavoro non deve trattare affari per conto proprio o di terzi,in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinentiall’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa o farne uso inmodo da poter arrecare ad essa pregiudizio”. 23
  24. 24. L’OGGETTO Per valutare la congruità della determinazione dell’oggetto si deve tenere conto sia del contenuto obiettivo del patto, sia delle capacità economica residua del lavoratore, perché la validità dell’accordo dipende dalla validità congiunta dei 2 parametri.  mansioni svolte dal dipendenteL’oggetto può essere riferito,  attività del datore di lavoroalternativamente e/ocumulativamente a:  clienti del datore di lavoro  dipendenti del datore (not solicite)  concorrenti del datore di lavoro 24
  25. 25. L’OGGETTOIl patto di non concorrenza, previsto dall’ art. 2125 cod. civ., può riguardarequalsiasi attività lavorativa che possa competere con quella del datore dilavoro e non deve quindi limitarsi alle sole mansioni espletate dal lavoratore nelcorso del rapporto. Esso è, perciò, nullo allorché la sua ampiezza sia tale dacomprimere la esplicazione della concreta professionalità del lavoratore in limiti chene compromettano ogni potenzialità reddituale. (Corte Cass. 10 settembre 2003 n.13282)Il Giudice di merito deve, quindi, procedere a tale accertamento – da compiersi inrelazione alla concreta personalità professionale dell’obbligato- e non può ritenerenullo il patto stesso per il solo fatto di non aver circoscritto l’obbligo di astensionedel lavoratore alle attività esercitate presso il datore di lavoro (Corte Cass. 26novembre 1994, n. 10062) 25
  26. 26. AMBITO DI ESTENSIONE DELL’OBBLIGO DI NON Art. 2125 c.c. CONCORRENZA obbligo di: non svolgere attività lavorativa in proprio in concorrenza con ex datore di lavoro in ogni forma (lavoro dipendente e/o autonomo) non lavorare alle dipendenze di tutte/alcune società concorrenti (nelle stesse mansioni/in mansioni diverse) non prestare attività lavorativa a favore di terzi nel medesimo settore produttivo dell’ex datore di lavoro non lavorare alle dipendenze di società clienti e/o fornitrici del datore di lavoro non divulgare notizie attinenti all’ex datore di lavoro e sua organizzazione (prezzi, prodotti e loro caratteristiche, lista clienti, lista fornitori, margini sconto, etc.) non contattare e/o promuovere vendite e/o affari per conto altrui presso tutti/alcuni clienti dell’ex datore di lavoro non sollecitare e/o ottenere dimissioni ex dipendenti (divieto di storno)1) 26
  27. 27. AMPIEZZA DEL PATTO? BILANCIAMENTO FRA OGGETTO TERRITORIO E CORRISPETTIVOIN TEORIA OCCORRE LASCIARE AL DIPENDENTE UNO SPAZIO ECONOMICO/REDDITUALE ALTERNATIVO OGGETTIVAMENTE PRATICABILE 27 27
  28. 28. L’ECCESSIVA AMPIEZZA DEL PATTO: NULLITA’Ai sensi dell’art. 2125 c.c., i limiti di oggetto, di tempo e di luogo ivi indicati, neiquali deve essere circoscritto l’obbligo di non concorrenza del lavoratoredebbono essere considerati, in relazione alla concreta professionalitàdell’obbligato, nel loro complesso, ovvero nella loro reciproca influenza,con la conseguenza che il patto deve ritenersi nullo allorché la sua ampiezzasia tale da comprimere l’esplicazione della concreta professionalità dellavoratore in limiti che ne compromettano ogni potenzialità reddituale - (Trib.Milano, 27.01.2007; Trib. Milano, 12.07.2007) 28
  29. 29. 1. La indeterminatezza di uno o più elementi: nullità del patto“Il confine territoriale del patto di non concorrenza configura un autonomorequisito di validità, la cui totale assenza o mancata determinazione entrolimiti congrui rende il patto irrimediabilmente nullo” (Trib. Ravenna 24marzo 2005). 29 29
  30. 30. 2. La eccessiva ampiezza dell’oggetto: nullità del patto“Nel rapporto di lavoro subordinato il patto di non concorrenza è nullo se ildivieto di attività successive alla risoluzione del rapporto non è contenutoentro limiti determinati di oggetto, di tempo e di luogo, poiché lampiezzadel relativo vincolo deve essere tale da non comprimere lesplicazionedella concreta professionalità del lavoratore in limiti che non necompromettano la possibilità di assicurarsi un guadagno idoneo alleesigenze di vita. La valutazione circa la compatibilità del suddetto vincoloconcernente lattività, con la necessità di non compromettere la possibilità diassicurarsi il riferito guadagno, come pure la valutazione della congruità delcorrispettivo pattuito, costituiscono oggetto di apprezzamento riservato algiudice del merito, come tale insindacabile in sede di legittimità secongruamente e logicamente motivato” (Cass. n. 7835 del 4 aprile 2006). 30 30
  31. 31. IL CORRISPETTIVO 31 31
  32. 32. IL CORRISPETTIVOIl patto di non concorrenza è un contratto oneroso a prestazioni corrispettive può consistere in somme di denaro, oppure altre utilità (ad es. remissione di un debito) Il compenso del lavoratore non deve essere necessariamente determi- nato, ma è sufficiente sia determinabile può essere versato in corso di rapporto, oppure dopo la cessazione dello stesso deve essere congruo e specifico, in rela- zione al sacrificio richiesto 32
  33. 33. MODALITÀ DI PAGAMENTO DEL CORRISPETTIVO A) cifra fissa / percentuale sulla retribuzione mensile B) rate mensili / unica soluzione 33
  34. 34. LA QUANTIFICAZIONE DEL CORRISPETTIVO in cifra fissa (solitamente in percentuale della retribuzione annua o mensile) ad “accumulo progressivo”(versamento annuale ovvero rate mensili + eventuale adeguamento almomento della cessazione del rapporto) 34
  35. 35. PAGAMENTO DEL CORRISPETTIVO IN COSTANZA DI RAPPORTOPROCon riferimento al patto di non concorrenza di cui all’art. 2125 c.c., va rilevato che ilpagamento del corrispettivo in costanza di rapporto di lavoro non inficia la validità delpatto, che il corrispettivo non deve essere necessariamente determinato, ma è sufficienteche sia determinabile, che l’art. 2125 c.c. lascia alle parti ampia autonomia nelladeterminazione delle modalità di pagamento del corrispettivo del patto, che non ènecessario che il pagamento avvenga dopo la cessazione del rapporto di lavoro, benpotendo il corrispettivo essere pattuito sotto forma di percentuale sulla retribuzione o disomma da corrispondere in costanza di rapporto - Tribunale Milano 21 luglio 2005(conf. T. Milano, 27.1.2007)CONTRALa previsione del pagamento di un corrispettivo del patto di non concorrenza durante ilrapporto di lavoro non rispetta la previsione dell’art. 2125 c.c., in quanto introduce unavariabile legata alla durata del rapporto che conferisce al patto un inammissibile elementodi aleatorietà ed indeterminatezza - (Trib. Milano, 18.6.2001; Trib. Milano, 11.09.04;Trib. Milano, 13.8.2007; Trib. Milano, 19.03.2008 ; Trib. Milano, 04.03.2009). 35
  36. 36. IL TEMPO DEL PAGAMENTO DEL CORRISPETTIVO A) in corso di rapporto (una tantum ovvero rate mensili) B) dopo la cessazione del rapporto di lavoro (una tantum ovvero rateizzazione )n.b. Qualora il corrispettivo venga erogato in corso di rapporto, esso siconfigura come un elemento integrante della retribuzione e, come tale, èsottoposto a contribuzione previdenziale ed incide sugli istituti retributiviindiretti 36
  37. 37. LA CONGRUITÀ DEL CORRISPETTIVO  né simbolico né irrisorio  misura della retribuzione  estensione (temporale) territoriale e di oggetto del patto  professionalità del dipendente e capacità redditualeParametri alternativa  proporzionale al sacrificio reddituale imposto al lavoratore  maggiori spese necessarie al dipendente per ricollocarsi sul mercato del lavoro o per cambiare luogo di lavoro  capacità reddituale alternativa del lavoratore  libertà di attività professionale alternativa (art. 4 Cost.) 37

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