• Vita e opere• Il criticismo• La critica della ragion pura• La critica della ragion pratica• La critica del giudizio
Immanuel Kant nacque nel 1724 a Königsberg (oggiKaliningrad), all’epoca appartenente alla Prussia e ora allaRussia. Egli è...
Durante la «fase critica», Kantelaborò i suoi tre capolavori: La critica della ragion pratica:  venne scritta nel 1781 e ...
ALTRE OPERE 1770 – De mundi sensibilis atque  intelligibilis forma et principiis  (Dissertazione sulla forma e i princìpi...
IL CRITICISMO• Il pensiero viene detto “criticismo” in quanto fa della  “critica” lo strumento per eccellenza della sua  f...
Nel               linguaggio                tecnico di                   Kant                 criticare                 si...
È necessario, dunque, interrogarsi sul fondamento dideterminate esperienze umane, cercando di capire seesse siano o meno v...
KANT                            HUME• Mise in dubbio la metafisica   • Mise in dubbio ogni aspetto  • Riteneva che la scie...
La critica della ragion pura è un’analisi critica dei fondamenti del  sapere. Poiché ai tempi di Kant l’universo del saper...
EMPIRISTI                     RAZIONALISTIKant riflette sucome i filosofidel passato                    Principi fondament...
Per Kant ,invece, la scienza si basa sui giudizi sintetici  a priori:• Giudizi perché attribuiscono un predicato ad un  og...
Dopo aver affermato che il sapere poggia su dei giudizi sintetici a  priori, Kant elabora una teoria della conoscenza seco...
• Studia la sensibilità, cioè quella facoltà attraverso cui  percepiamo gli oggetti mediante le forme a priori di spazio  ...
L’idea che Kant ha dello spazio e del tempo è ben diversa da quella di Locke, Newton e Leibnitz.                considerav...
Per Kant, sono semplicemente degli schemi mentali che nonesistono nella realtà.Poichè tempo e spazio sono forme universali...
L’analitica trascendentale studia l’intelletto, ovvero quellafacoltà secondo cui pensiamo attraverso i concetti puri, cioè...
I concetti possono essere:     empirici, se derivano dall’esperienza.      puri, se sono forme a priori dell’intelletto.I ...
Poiché giudicare e pensare,nel linguaggio tecnico di Kantsignificano la stessa cosa,le categorie sono 12 , tante quante le...
La Dialettica trascendentale, Kant si domanda se la metafisicapossa costituirsi come scienza. Nonostante abbia già un’idea...
anima        mondo     Dio  L’errore della metafisica consiste nel trasformare queste tre  esigenze mentali in realtà.   P...
Anche la teologia razionale, che si occupa dellaquestione di Dio, risulta priva di valoreconoscitivo. Dio,secondo Kant, ra...
La prova ontologica, che risale a S.Anselmo, pretende di ricavare l’esistenza diDio dal semplice concetto di Dio come esse...
fondamentoscientifico, infatti, dall’esistenza delmondo non si può dedurre l’esistenza di unente necessario poiché il prin...
La critica della ragion pratica è la criticache si occupa della morale. Per capire lamorale «kantiana» bisogna comprendere...
All’interno della critica della ragionpratica Kant afferma che nell’uomo esisteuna legge morale valida per tutti e sempre....
Per Kant i principi pratici che portanol’uomo ad agire sono di due tipi: lemassime e gli imperativi. Le massime valgono s...
IMPERATIVI IPOTETICI         IMPERATIVI CATEGORICI(HYPOTHETISCHEN IMPERATIV)   (KATEGORISCHEN IMPERATIV)Determinano la    ...
La formalitàPer formalismo etico, Kant intendequella dottrina secondo cui il motivodeterminante dell’azione morale è lafor...
Nella critica della ragion pratica Kantformula 3 postulati(=verità che si accettano senzadimostrazione perché non sono in ...
Poiché solo la santità (=la conformità   completa della volontà della legge) rende degni del sommo bene e poichéla santità...
Se la realizzazione della santità( 1°condizione del sommo bene) implicail postulato dell’immortalità dell’anima, la realiz...
La libertà è la condizione stessadell’etica, che nel momento stesso       in cui prescrive il dovere    presuppone anche c...
La critica del giudizio è la criticache studia il sentimento. Quest’ultimoper Kant rappresenta un’esigenza umanache non ha...
Il giudizio esteticoNella «critica delgiudizio» il termineESTETICA assume ilsignificato di dottrinadell’arte e della belle...
IL BELLO (DAS SCHÖNE)1.   Secondo la qualità il bello è ciò che piace     senza interesse. Infatti i giudizi estetici     ...
I caratteri specifici del giudizio estetico sono il disinteresse e la pretesa dell’universalità.Kant intende dire che nel ...
Kant si ritrova di fronte al problema delladeduzione dei giudizi estetici puri erisolve tale problema sulla base dellateor...
Dopo aver trattato del bello, Kant passa all’analisi delSUBLIME. Per sublime si intende, un valore esteticoche, in tutte l...
IL BELLO      Nasce dal    rapporto tra       mente e    fantasia e dà      armonia e    IL SUBLIME       serenità       N...
Il giudizio teleologico(dal greco télos, chesignifica "fine", "scopo") è il giudizioriflettente che ha per oggetto la fina...
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Immanuel kant2
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Immanuel kant2

576

Published on

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
576
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

No notes for slide

Immanuel kant2

  1. 1. • Vita e opere• Il criticismo• La critica della ragion pura• La critica della ragion pratica• La critica del giudizio
  2. 2. Immanuel Kant nacque nel 1724 a Königsberg (oggiKaliningrad), all’epoca appartenente alla Prussia e ora allaRussia. Egli è stato un filosofo tedesco ed è ritenuto da moltistudiosi il pensatore più influente dellepoca moderna. Nato dagenitori pietisti, studiò presso il Collegium Fredericianum efrequentò poi luniversità di Königsberg, dove seguì i corsi difisica, logica e matematica. Dopo la morte del padre fu costrettoad abbandonare la carriera accademica e si guadagnò da viverecome precettore privato. Inizialmente l’obbiettivo di Kant eraquello di diventare uno scienziato, per questo motivo le sue primeopere riguardano principalmente la scienza. In seguito però siappassionò alla filosofia ed elaborò un metodo filosofico definito«criticismo». La filosofia di Kant può essere suddivisa in trefasi:1. Fase scientifica2. Fase pre-critica3. Fase critica
  3. 3. Durante la «fase critica», Kantelaborò i suoi tre capolavori: La critica della ragion pratica: venne scritta nel 1781 e consiste in unanalisi critica dei fondamenti del sapere che al tempo di Kant si divideva in scienza e metafisica. Nel 1783 scrisse un esposizione più popolare di questa critica (Prolegomeni) La critica della ragion pratica:
  4. 4. ALTRE OPERE 1770 – De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis (Dissertazione sulla forma e i princìpi del mondo sensibile e intelligibile). 1795 – Per la pace perpetua 1797 – La metafisica dei costumiOPERE POSTUME• Opus postumum [Passaggio dai principi metafisici della scienza della natura alla fisica]• Lezioni di etica• Lezioni di psicologia
  5. 5. IL CRITICISMO• Il pensiero viene detto “criticismo” in quanto fa della “critica” lo strumento per eccellenza della sua filosofia.
  6. 6. Nel linguaggio tecnico di Kant criticare significa SoppesareGiudicare Distinguere Valutare
  7. 7. È necessario, dunque, interrogarsi sul fondamento dideterminate esperienze umane, cercando di capire seesse siano o meno valide, nonché quali siano i lorolimiti. Il concetto di limite è un aspetto centrale dellafilosofia di Kant, infatti il criticismo viene anchedefinito “filosofia del limite”.
  8. 8. KANT HUME• Mise in dubbio la metafisica • Mise in dubbio ogni aspetto • Riteneva che la scienza della conoscenza contenesse un fondamento assoluto, cioè universale e necessario
  9. 9. La critica della ragion pura è un’analisi critica dei fondamenti del sapere. Poiché ai tempi di Kant l’universo del sapere si articolava in scienza e metafisica, il suo capolavoro riguarda queste due attività conoscitive. Le quattro domande base:• “Com’è possibile la matematica pura?”• “Com’è possibile la fisica pura?”• “Com’è possibile la metafisica in quanto disposizione naturale?”• “Com’è possibile la metafisica come scienza?”
  10. 10. EMPIRISTI RAZIONALISTIKant riflette sucome i filosofidel passato Principi fondamentali Principi fondamentaliabbiano della scienza: GIUDIZI della scienza: GIUDIZIanalizzato il SINTETICI A ANALITICI A PRIORIsapere POSTERIORIscientifico, inparticolar modoconfuta il Giudizi in cui il predicatopensiero di dice qualcosa di nuovo Giudizi che vengonoempiristi e rispetto al enunciati senza bisogno dirazionalisti soggetto, attraverso ricorrere all’esperienza l’esperienza
  11. 11. Per Kant ,invece, la scienza si basa sui giudizi sintetici a priori:• Giudizi perché attribuiscono un predicato ad un oggetto• Sintetici perché attribuiscono un predicato ad un soggetto• A priori perché non sono legati all’esperienza e, dunque, sono universali e necessari
  12. 12. Dopo aver affermato che il sapere poggia su dei giudizi sintetici a priori, Kant elabora una teoria della conoscenza secondo la quale la nostra mente non è passiva, ovvero non si limita a farsi influenzare dalla realtà ma ha bensì un ruolo attivo poiché essa modifica i dati derivati dell’osservazione della realtà e li rielabora sulla base di schemi mentali. Questa nuova teoria di conoscenza , per le sue teorie innovative viene definita “Rivoluzione Copernicana” : così come Copernico aveva ribaltato gli schemi della scienza tradizionale, Kant ribalta i rapporti tra soggetto e oggetto . Quindi la vera conoscenza si basa sia sullo studio del mondo che su quello dell’Io.
  13. 13. • Studia la sensibilità, cioè quella facoltà attraverso cui percepiamo gli oggetti mediante le forme a priori di spazio (totalità di tutte le intuizioni esterne) e tempo (totalità dei nostri stati interni). La sensibilità è recettiva , poiché ingloba dati dall’esterno ma anche attiva perché li riorganizza attraverso le forme a priori.
  14. 14. L’idea che Kant ha dello spazio e del tempo è ben diversa da quella di Locke, Newton e Leibnitz. considerava spazio e tempo nozioni tratte dall’esperienza. considerava spazio e tempo come recipienti vuoti entro i quali si muovevano le cose. li considerava dei concetti.
  15. 15. Per Kant, sono semplicemente degli schemi mentali che nonesistono nella realtà.Poichè tempo e spazio sono forme universali e necessariee, quindi, sempre valide, di conseguenza la matematica sidimostra essere una conoscenza assolutamente valida ;Valida per tutti in quanto la mente umana è organizzatasecondo uno schema matematico.
  16. 16. L’analitica trascendentale studia l’intelletto, ovvero quellafacoltà secondo cui pensiamo attraverso i concetti puri, cioè le categorie. categorie concetti basilari della mente. Sensibilità e intelletto sono entrambi indispensabili alla conoscenza , infatti Kant diceva: “ I pensieri senza intuizioni sarebbero vuoti , le intuizioni senza concetto sarebbero cieche”. intuizioni passive concetti attivi
  17. 17. I concetti possono essere: empirici, se derivano dall’esperienza. puri, se sono forme a priori dell’intelletto.I concetti puri ,per Kant, sono identificabili con le categorie. categorie kantiane categorie aristoteliche. valore gnoseologico valore ontologico e gnoseologico
  18. 18. Poiché giudicare e pensare,nel linguaggio tecnico di Kantsignificano la stessa cosa,le categorie sono 12 , tante quante lemodalità di giudizio.Formulata la teoria delle 12 categorie, Kant si trova di fronte alproblema di doverne giustificare la validità e il loro uso attraverso lacosiddetta “deduzione trascendentale”. La soluzione a questoproblema è rappresentata dall’”Io penso”. identica struttura mentale che accomuna gli uominiRende possibile l’oggettività del sapereattraverso le 12 categorie tramite cui opera.
  19. 19. La Dialettica trascendentale, Kant si domanda se la metafisicapossa costituirsi come scienza. Nonostante abbia già un’ideanegativa in proposito, allo stesso tempo ritiene che la metafisica siafrutto della ragione la quale, mai soddisfatta del mondofenomenico, è irresistibilmente attratta verso il regno dell’assoluto everso una spiegazione globale di ciò che esiste. Dunque lametafisica, sebbene infondata, è vista da Kant come un’esigenzanaturale e inevitabile della menta umana.
  20. 20. anima mondo Dio L’errore della metafisica consiste nel trasformare queste tre esigenze mentali in realtà. Per dimostrare l’infondatezza della metafisica, Kant analizza tre scienze che ne costituiscono il fondamento : la psicologia razionale, che studia l’anima, la cosmologia razionale, che studiail mondo e la teologia razionale, che studia Dio.
  21. 21. Anche la teologia razionale, che si occupa dellaquestione di Dio, risulta priva di valoreconoscitivo. Dio,secondo Kant, rappresental’ideale della ragion pura, cioè quel supremomodello personificato di ogni realtà o perfezioneche i filosofi hanno designato come «essereoriginario», «essere supremo», «essere degliesseri» concependolo come l’Essere da cuiderivano e dipendono tutti gli esseri. Poichéquesto ideale, che scaturisce dalla sempliceragione, non ci dice nulla riguardo la sua realtàeffettiva, la tradizione ha elaborato una serie diprove sull’esistenza di Dio che Kant raggruppa intre classi:1) La prova ontologica2) Prova cosmologica
  22. 22. La prova ontologica, che risale a S.Anselmo, pretende di ricavare l’esistenza diDio dal semplice concetto di Dio come essereperfettissimo, affermando che in quantotale, egli non può mancare dell’attributodell’esistenza. Distinguendo criticamente trapiano mentale e piano reale, Kant obbietta chenon risulta possibile «passare» dal piano dellapossibilità logica a quello della realtàontologica, in quanto l’esistenza è qualcosa chepossiamo constatare solo per via empirica, enon già dedurre per via puramente intellettiva.Kant sostiene che l’esistenza non è unpredicato, quindi non è una proprietà logica, maun fatto che può essere solo l’esisto di unaccertamento empirico.
  23. 23. fondamentoscientifico, infatti, dall’esistenza delmondo non si può dedurre l’esistenza di unente necessario poiché il principio causa-effetto è una categoria e quindi ha validitàsolo nei limiti dell’esperienza.L’argomento teologico, affermato dallaScolastica e dalla corrente delRazionalismo, deve essere rifiutato inquanto l’ordine e la regolarità dei fenomeninaturali che sembrano tendere verso unfine, potrebbero provare l’esistenza di unordinatore della materia ma non di un diocreatore. Però per affermare l’esistenza diun Ente creatore o semplicementeordinatore, partendo dall’ordine
  24. 24. La critica della ragion pratica è la criticache si occupa della morale. Per capire lamorale «kantiana» bisogna comprendere ilconcetto di «dovere» infatti, se la criticadella ragion pura era legata al «mondodell’essere», la critica della ragionpratica è legata alla categoria filosoficadel «dover essere». Le azioni del doveressere si dividono in: Azioni legali ovvero azioni conformi alle leggi stabilite dallo Stato e risiedono nel comportamento esteriore degli uomini; secondo queste, si compie
  25. 25. All’interno della critica della ragionpratica Kant afferma che nell’uomo esisteuna legge morale valida per tutti e sempre.In altri termini, nella sua opera, Kantmuove dal convincimento dell’esistenza diuna legge etica assoluta. La legge morale è: Universale Libera Necessaria IncondizionataKant inoltre riconosce alla legge morale
  26. 26. Per Kant i principi pratici che portanol’uomo ad agire sono di due tipi: lemassime e gli imperativi. Le massime valgono solo soggettivamente e variano di momento in momento, da persona a persona. Gli imperativi sono principi pratici oggettivi, cioè sono validi per tutti. In altre parole sono comandi, doveri che esprimono la necessità oggettiva
  27. 27. IMPERATIVI IPOTETICI IMPERATIVI CATEGORICI(HYPOTHETISCHEN IMPERATIV) (KATEGORISCHEN IMPERATIV)Determinano la Gli imperativivolontà a categoricicondizione che essa determinano lavoglia raggiungere volontà non in vistacerti obbiettivi. di ottenere unSono ipotetici determinatoperché valgono effettonell’ipotesi in cui si desiderato, mavoglia quel fine e solamente comevalgono volontà. Ordinaoggettivamente per cioè il dovere intutti coloro che si modopropongono di incondizionato, a
  28. 28. La formalitàPer formalismo etico, Kant intendequella dottrina secondo cui il motivodeterminante dell’azione morale è laforma*, la quale non ci dice cosadobbiamo fare ma come dobbiamo fareciò che facciamo, prescrivendociunicamente la massima dell’universalità.Il formalismo etico non significa che lavolontà non abbia dei contenuti o che la *Per forma, Kant intende luniversalità della legge, che obbliga ad agirelegge non abbia una materia ma significa indipendentemente da desideri o dalle preferenze egoistiche di ognunoche è la forma a determinare il
  29. 29. Nella critica della ragion pratica Kantformula 3 postulati(=verità che si accettano senzadimostrazione perché non sono in grado di dimostrarla).Questi postulati sono:
  30. 30. Poiché solo la santità (=la conformità completa della volontà della legge) rende degni del sommo bene e poichéla santità non è realizzabile nel nostro mondo si deve per forza ammettere che l’uomo possa disporre di un tempo infinito, grazie a cui progredire all’infinito verso la santità.
  31. 31. Se la realizzazione della santità( 1°condizione del sommo bene) implicail postulato dell’immortalità dell’anima, la realizzazione del secondo elemento del sommo bene, cioè la felicità proporzionata alla virtù, comporta il postulato dell’esistenza su Dio, ossia la credenza in una «volontà santa e
  32. 32. La libertà è la condizione stessadell’etica, che nel momento stesso in cui prescrive il dovere presuppone anche che si possaagire o meno in conformità ad essoe che quindi si sia sostanzialmente liberi. Kant sostiene che se c’è la
  33. 33. La critica del giudizio è la criticache studia il sentimento. Quest’ultimoper Kant rappresenta un’esigenza umanache non ha valore conoscitivo eteoretico. Per Kant i giudizisentimentali costituiscono il campo deigiudizi riflettenti, in contrapposizioneal campo dei giudizi determinanti. I Giudizi determinanti: sono giudizi conoscitivi e scientifici che determinano la realtà in base a criteri universali a priori (spazio, tempo e le 12 categorie) I Giudizi riflettenti: sono giudizi sentimentali, che si limitano a riflettere su una natura costituita
  34. 34. Il giudizio esteticoNella «critica delgiudizio» il termineESTETICA assume ilsignificato di dottrinadell’arte e della bellezza.Dopo aver premesso chebello non è ciò chepiace, ma ciò che piacenel giudizio di gusto, Kantsi propone di chiarie lanatura specifica delgiudizio estetico.
  35. 35. IL BELLO (DAS SCHÖNE)1. Secondo la qualità il bello è ciò che piace senza interesse. Infatti i giudizi estetici sono caratterizzati dall’essere contemplativi e disinteressati perché non si curano dell’esistenza o del possesso degli oggetti ma solo della loro immagine o rappresentazione.2. Secondo la quantità il bello è ciò che piace universalmente senza concetto. Infatti si può dire che una cosa è bella anche senza essere esperti in materia.3. Secondo la relazione il bello è la forma della finalità di un oggetto.
  36. 36. I caratteri specifici del giudizio estetico sono il disinteresse e la pretesa dell’universalità.Kant intende dire che nel giudizio estetico la bellezza è vissuta come qualcosa che devevenir condivisa da tutti. Bisogna tener presente che:- Kant distingue tra il campo del piacevole che è «ciò che piace ai sensi dellasensazione» e il campo del piacere estetico, che è il sentimento provocatodall’immagine o «forma» della cosa che diciamo bella. Il piacevole dà luogoai “giudizi estetici empirici”, scaturienti dalle attrattive delle cose sui sensi e legati alleinclinazioni individuali, e perciò privi di universalità, in quanto per essi vale il detto “degustibus non est disputandum» . Tutte le volte che la bellezza è solo un fatto di attrattivafisica, che mette in moto i sensi più che lo spirito, come succede ad esempio a propositodella bellezza delle persone dell’altro sesso, il giudizio estetico risulta inquinato nella suapurezza e quindi inevitabilmente soggettivo. Il piacere estetico è invece qualcosa dipuro, che si concretizza nei “giudizi estetici puri”, gli unici ad avere la pretesadell’universalità, poiché non soggetti a condizionamenti.- Kant distingue anche tra bellezza “libera” che viene appresa senza alcun concetto ebellezza “aderente”, che implica il riferimento a un determinato concetto dellaperfezione dell’oggetto che viene definito bello. Soltanto i primi risultano essere «giudiziestetici puri» e perciò universali, perché i secondi sono complicati da considerazioniintellettuali o pratiche, che possono variare attraverso i tempi e le civiltà.
  37. 37. Kant si ritrova di fronte al problema delladeduzione dei giudizi estetici puri erisolve tale problema sulla base dellateoria della comune struttura della menteumana. Egli afferma che il giudizioestetico nasce da uno spontaneo rapportodell’immaginazione o della fantasia conl’intelletto, generando un senso diarmonia. Poiché tale fenomeno è identicoin tutti gli uomini, viene spiegato ilfenomeno dell’universalità estetica.Fondando il giudizio di gusto e la sua
  38. 38. Dopo aver trattato del bello, Kant passa all’analisi delSUBLIME. Per sublime si intende, un valore esteticoche, in tutte le varie sottospecie(tragico, orrido, terribile, solenne ecc.) è prodotto dallapercezione di qualcosa di smisurato o diincommensurabile. Kant distingue due tipi di sublime:o Quello matematico: nasce in presenza di qualcosa di smisuratamente grande (il diametro terrestre, il sistema planetario, la via lattea ecc.).o Quello dinamico: nasce in presenza di strapotenti forze naturali (l’oceano sconvolto da una tempesta, gli uragani che causano devastazione).Le due forme del sublime risultano caratterizzate dallastessa dialettica dispiacere-piacere.Dispiacere perché la nostra immaginazione non riesce ad
  39. 39. IL BELLO Nasce dal rapporto tra mente e fantasia e dà armonia e IL SUBLIME serenità Nasce dal contrasto tra mondo fisico emondo spirituale e
  40. 40. Il giudizio teleologico(dal greco télos, chesignifica "fine", "scopo") è il giudizioriflettente che ha per oggetto la finalità dellanatura, cioè una finalità che è pur sempreespressione di un nostro punto di vista, ma danoi viene rappresentato come intrinseca allanatura, cioè una nostra proiezione sulla natura.Esso ha luogo quando noi consideriamo deifenomeni che hanno certamente unaspiegazione di tipo causale, ovverodeterministico, come se fossero orientati versoun fine, infatti di fronte ad un organismovivente noi non possiamo fare a meno diritenere che vi sia uno scopo, o un progetto,che spieghi la reciproca subordinazione delle

×