Cooperazione Civile-Militare nei Disastri
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  • 1. Prof. David Alexander CESPRO - Università di Firenze Le sfide internazionali della cooperazione civile-militare
  • 2. Assistenza militare nei disastri: situazione generale
  • 3. Gestione degli incidenti Protezione della populazione (della comunità) Piani, procedure, protocolli Risorse umane e materiali Previsione e monitoraggio dei pericoli, ecc. Disaster Risk Reduction
  • 4. Alcuni vantaggi dell'assistenza militare:
    • autonomia logistica e
    • di comando e controllo
    • alta professionalità e dotazione
    • di particolari mansioni
    • robuste comunicazioni e
    • sofisticata attrezzatura
    • capacità nel settore della
    • ricerca e salvataggio (SAR)
    • evacuazione di gruppi di
    • persone per via aerea .
  • 5. Possibile scopo dell'assistenza militare:
    • ricerca, salvataggio e evacuazione
    • approvvigionamento di
    • necessità di base (indumenti,
    • cibo, acqua, alloggio, ecc.)
    • sanità e assistenza sociale
    • protezione di popolazioni sinistrate
    • da violenza e provocazione .
  • 6. Forme di assistenza militare ai civili:
    • contribuire alla risposta
    • umanitaria ai disastri
    • compiere lavori urgenti
    • di importanza nazionale
    • aiutare ad assicurare
    • il rispetto delle leggi
    • contribuire al mantenimento
    • della pubblica sicurezza .
  • 7. Assistenza umanitaria Soccorso ai disastri domestici
    • Istituzioni
    • civili domestiche:
    • locali
    • regionali
    • nazionali
    • Istituzioni
    • civili straniere:
    • locali
    • regionali
    • nazionali
    Organizzazioni internazionali ed ONG: ONU, IFRC, ecc. Assistenza militare alle autorità e alle comunità civili
  • 8. La situazione domestica
  • 9. Aggressione armata da parte di stati Difesa civile Disastri naturali Protezione civile " Homeland security " (difesa civile) Aggressione armata da parte di gruppi di dissidenti Disastri generici " Contingenze civili " (resilienza)
  • 10. Disastri naturali Disastri tecno- logici Disastri sociali Disastri inten- zionali Naturale Antropogenico Difesa civile "Contingenze civili" Protezione civile "Homeland Security"
  • 11. Gestione delle emergenze: un approccio evolutivo Rappresentante Participativo Difesa civile...............Protezione civile Comando e controllo Catena verticale di comando Popolazione esclusa Ordine pubblico Segretezza Collaborazione Unità operative Popolazione inclusa e consultata Problem solving Apertura
  • 12. Militare Civile Forze Amministrazione civile armate Volontari (società civile) Servizi di emergenza (esercito) [ruolo residuo] Difesa civile Protezione civile Comando e controllo Coordinamento e cooperazione Comando rigido Auto gestione
  • 13. Forze paramilitari (Guardia Nazionale) Forze militari Forze di polizia Vigili del Fuoco Pubblica amministrazione Volontariato FPM FM VVF PA V POL Italia FPM FM VVF PA V POL UK V FPM FM VVF PA POL USA
  • 14. Nel 1980 c'era la leva: 168,000 giovani soldati a lavoro nell'Irpinia post-terremoto... Finora il nuovo sistema di protezione civile italiana non è stato messo alla prova.
  • 15. La situazione internazionale
  • 16. Assistenza umanitaria:
    • diretta: distribuzione di materiali
    • e servizi direttamente ai beneficiari
    • indiretta: ad esempio, trasporto
    • di materiali e personale di soccorso
    • supporto all'infrastruttura: servizi
    • generali come riparazione delle
    • strade, gestione degli spazi aerei,
    • generazione dell'elettricità .
  • 17. Forze militari UK Assistenza militare alle autorità civili Military Aid to other Government Departments (MAGD) Lavori di importanza nazionale (ad es. durante scioperi) Military Aid to the Civil Power (MACP) Mantenimento della sicurezza pubblica; Attività contro il terrorismo Military Aid to the Civil Community (MACC) Ricerca e salvataggio; Logistica; Risposte ai disastri Difesa Civile Operazioni militari Assistenza militare: il modello britannico
  • 18. Emergenza complessa: "una crisi umanitaria in un paese, una regione regione o una società dove esiste una notevole assenza di governo a causa di conflitto interno o esterno, la quale per essere ben affrontata, richiede più risorse di quelle offerte da qualsiasi singolo programma dell'ONU."
  • 19. Le 'emergenze complesse': situazioni di collasso politico, economico, militare, dell'ordine pubblico, del tessuto sociale Aceh (Indonesia) Afghanistan Africa meridionale Angola Burundi Cecenia Colombia Corea del Nord Eritrea e Ethiopia Grandi Laghi Africani Haiti Il Caucaso Iraq Kenya Kosovo e i Balcani Liberia Pakistan settentrionale Palestina e Israele Rwanda Sierra Leone Somalia Sri Lanka il Sudan Timor Orientale Uganda
  • 20. Nel paese assistito Coordinatore Residente ONU (UN-RC) Coordinatore Umanitario ONU (UN-HC) Coordinatore dei Soccorsi di Emergenza (UN-ERC) (Sottosegretario Generale per gli Affari Umanitari) Comitato Permanente Inter-Agenzia (UN-IASC) [agenzie umanitarie ONU; UNHCR, Croce Rossa, Banca Mondiale, varie ONG] Coordinamento Umanitario Civile-Militare (UN-CMCoord) Dipartimento degli Affari Umanitari (UN-DHA) Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (UN-OCHA)
  • 21. Il sistema internazionale di soccorso DONATORI PUBBLICI E PRIVATI ONG INTERNAZIONALI AGENZIE GOVERNATIVE DEI PAESI DONATORI AGENZIE GOVERNATIVE DEI PAESI BENEFICIARI DONATORI NEI PAESI CHE RICEVANO L'AIUTO ONG LOCALI LA POPOLAZIONE COLPITA E LE VITTIME AGENZIE DELL'ORG. DELLE NAZIONI UNITE Ufficio ONU per il Coodinamento degli Affari Umanitari (UN-OCHA) Squadra ONU Assistenza nei Disastri (UNDAC) Gruppo Internazionale Consiglio sulla ReS Alta Commissione ONU per i Profughi (UNHCR) Programma Mondiale per l'Alimentazione (WFP) Altre agenzie ONU SQUADRE DI RISPOSTA RAPIDA Squadre internazionale di ReS Disaster Assistance Response Teams (DARTs) CROCE / STELLA / MEZZALUNA ROSSA Comitato Internazionale della CR Federazione Internazionale delle Societ à CR Societ à nazionali - paesi donatori Societ à nazionali - paesi beneficiari
  • 22. La "Croce militare" GUERRE E CONFLITTI DISASTRI NATURALI INSICUREZZA POVERTÀ VULNERABILITÀ E EMARGINAZIONE ASSISTENZA MILITARE ASSISTENZA UMANITARIA
  • 23. www.sphereproject.org Bisogna essere molto sensibile ai fattori culturali e ai dilemmi della neutralità
  • 24. Ma la percezione dei disastri e ostinatamente dominata da luoghi comuni e inaccuratezze
  • 25. "Mito" n. 1: I disastri causano grande caos e non possono essere gestiti sistematicamente.
  • 26. "Mito" n. 2: Dopo un disastri i superstiti sono storditi ed apatici .
  • 27. "Mito" n. 3: Dopo un disastro le persone non prendono decisioni in modo razionale e quindi fanno cose sbagliate se non vengono guidate dalle autorità.
  • 28. "Mito" n. 4: La gente scappa via dalle aree disastrate.
  • 29. "Mito" n. 5: Il panico è una reazione comune ai disastri.
  • 30. "Mito" n. 6: I disastri danno luogo a grandi e diffuse manifestazioni di comportamento antisociale.
  • 31. "Mito" n. 7: Lo sciacallaggio è un problema comune dopo i disastri.
  • 32. "Mito" n. 8: Nei disastri le persone usano la violenza per proteggere le proprie interessi.
  • 33. "Mito" n. 9: Dopo un disastro bisogna imporre la legge marziale per evitare il collasso dei rapporti sociali.
  • 34. "Mito" n. 10: I soccorritori non verranno al lavoro durante un disastro: invece si daranno alla protezione delle proprie famiglie.
  • 35. "Mito" n. 11: I soccorritori non sapranno che cosa fare durante un disastro.
  • 36. "Mito" n. 12: Dopo un disastro qualsiasi tipo di assistenza è utile a patto che sia fornita rapidamente.
  • 37. "Mito" n. 13: Per gestire bene un disastro è necessario accettare tutte le forme di aiuto che vengono offerte.
  • 38. "Mito" n. 14: Le persone sopravvivono per molti giorni intrappolate sotto le macerie di edifici crollati.
  • 39. 0.5 1 3 12 1 2 3 4 5 7 10 15 Ore Giorni Tempo di sopravvivenza 100 50 0 Percentuale di persone intrappolate vive sotto edifici crollati Soffocamento Perdita di sangue Trauma cranico Ipotermia Assideramento
  • 40. "Mito" n. 15: Le salme non seppolte costituiscono una minaccia alla salute. Esse danno luogo ad epidemie e avvelenano le fonti di acqua potabile.
  • 41. "Mito" n. 16: Le epidemie sono un risultato quasi inevitabile dello scompiglio della vita normale e le precarie condizioni di vita dovute ai disastri.
  • 42. "Mito" n. 17: Per prevenire la diffusione di epidemie, le salme, i superstiti, le strade, le macerie ed altre cose devono essere spruzzate di disinfettante.
  • 43. "Mito" n. 18: Grandi quantità e assortimenti di medicinali devono essere inviati nelle aree disastrate.
  • 44. "Mito" n. 19: In seguito ai disastri la vaccinazione di massa è un ottimo modo di prevenire la diffusione di malattie.
  • 45. "Mito" n. 20: Gli ospedali da campo sono particolarmente utili per il trattamento delle persone ferite da disastro.
  • 46. La nostra immagine dei disastri è condizionata troppo da una visione 'Hollywoodiana' troppo schematica
  • 47. Conclusioni
  • 48. Nei disastri civili l'assistenza militare può essere assai preziosa per quanto riguarda vari settori: sicurezza, logistica, medicina, trasporto e comunicazioni .
  • 49. L'assistenza militare ai civili:
    • dovrebbe essere offerto solo quando
    • non esistono alternative civili
    • con costante mantenimento dei principi di
    • base - umanità, neutralità, imparzialità
    • potere decisionale e di comando
    • in mano alle autorità civili
    • dovrebbe mantenere una chiara
    • distinzione tra le funzioni militarie
    • e umanitarie - ed anche tra
    • le diverse forze impegnate .
  • 50. Guidelines on The Use of Military and Civil Defence Assets To Support United Nations Humanitarian Activities in Complex Emergencies (2003) www.coe-dmha.org/Media/Guidance/3MDCAGuidelines.pdf "Oslo" Guidelines on the Use of Foreign Military and Civil Defence Assets in Disaster Relief http://ochaonline.un.org/OchaLinkClick.aspx? link=ocha&docId=1084542 Oslo Guidelines Addendum http://www.reliefweb.int/ocha_ol/ programs/response/mcdunet/0guidad.html
  • 51. protezione-civile-italia.blogspot.com [email_address]