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La Sentenza che ha condannato Formigli e la Rai per il servizio denigratorio sull'Alfa Mito....

La Sentenza che ha condannato Formigli e la Rai per il servizio denigratorio sull'Alfa Mito.
In pratica il servizio è stato "confezionato" per dimostrare che, con l'odiato Marchionne alla guida, il gruppo Fiat produce veicoli "perdenti".
Un pessimo modo di intendere il servizio pubblico e l'informazione

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    Fiat contro-annozero Fiat contro-annozero Document Transcript

    • Conclusioni delle parti:Per lattrice Fiat Grottp: Voglia il Tribunale Ill.mo, contrariis rejectis accertare la responsabilità solidale di RAI - Radiotelevisione Italiana S.p.A. e dei signoriMichele Santoro e Corrado Formigli nei confronti dellattrice, ai sensi degli articoli2043,2049,2055 e2059 c.c., per le ragioni di cui in narrativa, e conseguentemente condannarli in via solidale alpagamento a favore dellattrice di euro 20.000.000,00 (venti milioni) o della maggiore o minor sommaritenuta giusta ai sensi degli artt. 2056 e 1226 c.c.; ordinare la rimozione dal sito intemet della trasmissione Annozero, in ogni sua declinazione,del filmato della puntata del 2 dicembre 2010; ordinare la pubblicazione della sentenza su "La Stampa", "La Repubblica", "Il Corriere dellaSera" e "Quattroruote" a spese dei convenuti; ocon vittoria di spese di lite, onorari e competenze tutte, oltre IVA e CPA come per legge. o o o #Per i convenuti RAI Santoro e Formigli:Yoglia IIll.mo Tribunale di Torino; - o o U)Contrariis reiectis; NIn via istruttoria:- Ordinare ai Consulenti Tecnici di Ufficio di depositare tutti gli allegati alle Memorie Tecniche e o o tilalle Osservazioni dei Consulenti di parte convenuta, allegati che costituiscono parte integrante delle t-- U) opredette memorie ed osseryazioni e che non risultano depositati in Cancelleria; (L iri- Previa revoca dellordinanza 16.11.201I, disporre la rinnovazione della Consulenza Tecnica odUfficio owero, in subordine, disporre che i Consulenti Tecnici dUfficio forniscano chiarimenti in o E txcontraddittorio con i Consulenti di Parte, fissando alluopo udienza, come da isLanza formulata dalleparti convenute alludienza del I 5. 1 1.20 1 1 ; f ul (, z- Previa revoca dellordinanza 14.3.2011, ammettere le prove per testi dedotte dalle particonvenute in comparsa di costituzione e risposta con i testi ivi indicati; N zNel merito: L ôRigettare le domande ex adverso proposte, siccome inammissibili e/o infondate, tanto in fatto, quanto õ oin diritto e, comunque, non provate, essendo la condotta dei convenuti inidonea a causare danni Io Erisarcibili siccome non lesiva, né diffamatoria e, comunque, scriminata dal legittimo esercizio del iIdiritto di critica. ! o NCon vittoria di spese, diritti ed onorari di causa, oltre spese di CTU. @ o $ G Ë o U) N O MOTIVI IN FATTO E DIRITTO = o O ul F (nCon ricorso ex art. 702 bis cpc, depositato il I 5l 220 10 la spa Fiat Group Automobiles ha convenuto o Èin giudizio la spa RAI, il sig. Corrado Formigli ed il sig. Michele Santoro , per sentire accertare la ii oresponsabilità solidale dei predetti convenuti nei confronti di essa società ricorrente, onde ottenerela oloro condanna solidale al pagamento in proprio favore di euro 20.000.000 (venti milioni) o della E IUmaggiore o minor soÍtma ritenuta equa ai sensi degli art|.2056 e 1226 c.c.; la emissione dell ordine di í lcompleta rimozione, dal sito Internet della trasmissione Annozero, del filmato della puntata del2 tildicembre 2010 ; la pubblicazione, della emananda sentenza di condanna, sui giornali: "La Stamp a" , "La z oRepubblica", "I1 Corriere della Sera" e "Quattroruote", a spese dei convenuti; il tutto con vittoria di dl dtspese, onorari e competenze tutte, oltre IVA e CPA come per legge. U) ö o o o E pagtna2 di 60 iI n
    • Lattrice allega che la gara di velocità, di cui alla trasmissione oggetto di causa, tra le vetture AlfaMito (forse) QV (di essa Fiat Group), Mini Cooper e Citroen DS3 ( queste due ultime di Case Automobilistiche concorrenti), svolta sul circuito -nelloccasione bagnato eo innevato- di Vairano, è stata teletrasmessa diffondendo risultati inattendibili per quelle tipologie di veicoli destinati non alle competizioni ma alluso quotidiano su strada, e, di consegrtenza,lamenta la diffusione ad opera dei convenuti, di dati tendenziosamente parziali e distorti, a sfavore di essa Fiat Group, tanto da risultarefalsamente denigratori. A dire della attrice, nella predetta trasmissione di RAIDUE, seguita da più di 5 milioni di persone, i sig.ri Formigli e Santoro, omettevano -infatti- di, doverosamente, riferire lutti i dati significativi dei tre veicoli ingara ( quali la cilindrata,lasicurezza, il design, il confort, la meccanica) e, maliziosamente, si limitavano a "rappresentare" Iunico dato sfavorevole alla Alfa Mito, relativo alla velocità massima delle singole automobili, in una ottica di discredito della vettura Mito Alfa Romeo e della intera Fiat Group. Allega ulteriormente la spa Fiat Group che è pur vero, secondo quanto affermato nella trasmissione predetta, che sul numero del giugno 2010 del periodico Quattroruote, era stato effettivamente pubblicato il resoconto di una sfida tra una Alfa Mito, una Mini Cooper ed una Citroen DS3, effettuata o sul circuito di Vairano, ma, in tale precedente competizione, a differenza di quella di Annozero, si era o o trattato di una gara su terreno asciutto, tra autovetture con cilindrata e caratteristiche ben identificate. # o Ë Non nega lattrice che, anche in tale precedente occasione, i tempi di percorrenza delle tre autovetture o U) N fossero stati sfavorevoli alla Alfa Mito, nel senso che la vettura Fiat era risultata meno veloce delle o altre due , con un ritardo di circa 3 secondi sulf intero percorso. Lattrice rileva che, tuttavia, la prova o o su strada condotta da Quattroruote non era affatto stata "incentrata" soltanto sulla velocità di ul t-- U) percoffenza del giro, per essere invece stata volta a confrontare e a valutare una ben più vasta serie di o û parametri e caratteristiche delle tre automobili in gara: dalle prestazioni tecniche di ripresa e frenata, ai hi o o consumi, alprezzo, al "confort" dell abitacolo e del posto guida, agli accessori, alle dotazioni di ø o sictrezza. E, proprio in base allavalttazione complessiva di tutti i fattori sopra indicati, nella rivista E tu Quattro Ruote, era stata formulata in riferimento ad ogni veicolo, una sorta di "pagella", che aveva 5 til (9 attribuito allAlfa Mito il punteggio complessivo più alto (e, precisamente, di 85/100, mentre la Citroen z e la Mini avevano ottenuto rispettivamente 83 e 82 punti su 100). Talevalutozione complessiva o N favorevole ad Alfa Mito, peraltro, era stata taciuta in Annozero, dove era stato appunto prospettato, z o L del tutto parzialmente ed inveritieramente, il solo dato negativo. Anche il commento dei giornalisti di õ ö Quattroruote,favorevole allAlfa Mito, con il mettere in evidenza che se, in gara, Iauto più veloce era o o stata la Mini, peraltro, quando si passava "dalla pista alla strada" entravano "in gioco altri fattori e, o E allora, la situazione si ribalta"(va),. . .. "favorendo la Mito, meno estrema, forse, ma più vivibile", era i! 6 stato taciuto. Þ N o Lamenta, in particolare, parte attrice che il sig. Formigli, dallo studio di RAIDLIE, abbia artatamente @ +d o - riferito : "nella nostra corsa è arrivata per prima la Mini, seconda la Citroen e Terza la Mito"; che lo o U) stesso sig. Formigli , alle osservazioni delling. on. Roberto Castelli, sulla inattendibilità della N o competizione su strada bagnata e sulla oggettiva non comparabilità delle tre autovetture anche in o funzione della omessa indicazione dei dati minimi carahteizzanti, abbia ribattuto, così diffondendo ai uJ t- telespettatori Ierrato messaggio, che analogo test era già stato effettuato -tra le medesime 3 (t) o fI autovetture- dalla prestigiosa Rivista Quattroruote , sullo stesso circuito, con f identico pilota, stessi ö o cronometri e mezzi di rilevazione, e, che , in tale precedente occasione, il risultato era stato altrettanto o negativo per IAlfa Mito; che il sig. Formigli abbia chiosato ironicamente tale negativa qualità o E prestazionale dellAlfa Mito in confronto alle altre due vetture, con le parole: " sè beccata tre secondi". uJ Í. Si duole inoltre parte attrice che il sig. Santoro abbia supportato il sig. Formigli nel riferire l tendenziosamente di un analogo test della autorevole Rivista Quattroruote; lamenta infine che i parziali ul z risultati "della sola velocità" negativi per la Alfa Mito, siano stati direttamente proiettati sugli schermi o dì ffl di Annozero, sfavorevolmente suggestionando i telespettatori. (n ö o o o E pagina 3 di 60 i! n
    • Lamenta parte attrice che la emittente RAIDUE e i giornalisti convenuti abbiano così indebitamentediffuso un messaggio negativo per la Alfa Mito ed omesso, invece, di esplicitare le caratteristichepositive della medesima autovetfura; asserisce che in tale modo è stato illecitamente diffuso unmessaggio denigratorio per il Gruppo Fiat.Asserisce, ulteriormente, Iattrice che i convenuti hanno altresì omesso di correttamente effettuare ladoverosa precisazione che il ritardo di tre secondi "accumulato" dalla Alfa Mito derivava, comunque,anche dalla sua minore cilindrata (come suggerito dalling. Castelli), nonché dalla presenza, sulla solavettura di essa Fiat, di un limitatore tecnico di velocità installato per motivi di sicurezza (cosiddettoESP traction control). Per contro, anche tale ultimo elemento, correttamente evidenziato dalla RivistaQuattro Ruote accompagnandolo con il commento che "se su strada" (il dispositivo ESP) "rende (laAlfa Mito) più stabile e sicura, in pista penalizzaun po la guida e i tempi sul giro", era stato taciuto inAnnozero .La attrice sostiene che i convenuti debbano rispondere di tali fatti ai sensi degli articoli 2043,2049,2055 e 2059 nonché nella sola comparsa conclusionale) ex art.2598 cc invoca, dunque, Ola responsabilità extracontrattuale della spa RAI ( quale datrice di lavoro), nonchè dei sigg.ri Formigli o o oe Santoro,per cvere gli stessi, nellambito della trasmissione "Annozero" del212V010, in onda su # o cRAI DUE -il primo quale giornalista di redazione ed il secondo quale conduttore, in tema di sfide poste o (t) Ndalla crisi al "Sistema Italia"- e, segnatamente, di prospettive relative al futuro della Fiat, otendenziosamente trasmesso e commentalo un filmato informativo incentrato su una gara di velocità, o oapparentemente significativo della "qualità del prodotto", ma in realtà contenente una presentazione ul t-artatamente negativa, direttamente, delle prestazioni dellauto Mito dellAlfa Romeo, ed, U) o (Lindirettamente, della capacità di ricerca tecnologico-innovativa dellintero Gruppo Fiat; il tutto ö o ocagionando un grave pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale in funzione della awenuta ocompromissione della reputazione progettuale e commerciale di essa attrice. E uJ f UJParte convenuta, coslifuendosi, in fatto, non contesta in maniera specifica (cfr. verbali 103V011 e z143011) che la trasmissione di Annozero per cui è causa sia stata seguita da più di 5 milioni di o Nspettatori e poi inserita nel sito Internet di Annozero ; non contesta che il sig. Formigli, personalmente, z o Labbia contattato i sigg.ri Minerbi e Paoli (rectius Pascali, secondo quanto rettificato dai convenuti, alla õ öpag.11 della comparsa costitutiva, ed indi recepito dalla controparte) per organizzare una gara oautomobilistica apparentemente riproducente quella della Rivista 4 Ruote; non contesta che il sig. a EMarco Pascali, nella qualità di pilota, durante la competizione della gara in onda su Annozero, abbia i! oespresso -sullAlfa Mito- al trasportato sig Formigli, commenti relativi allauto Fiat e, che tali o N ocommenti non siano stati teletrasmessi (peraltro, negli atti difensivi frnali , parte convenuta, @ ii omaterialmente inserendo nel fascicolo il DVD del filmato non silenziato, integrante Iallegato E alle Ë o (t)osservazioni di uno dei consulenti di parte, afferma che tali commenti erano se mai negativi e non Npositivi per Fiat, e sostiene, secondo quanto infra meglio specificato al punto "condotta illecita" ex art. o o2043 cc, che se mai, tale atteggiamento del dott Formigli, sarebbe di per sé stesso idoneo a dimostrare o til l-lamancanza, in capo allo stesso soggetto, dellelemento psicologico dellillecito ); ed, in diritto. non U)nega che alla fattispecie possano essere astrattamente applicabili gli artt. 2043,2049,2055 e 2059 c.c, ù ftt onegando unicamente Iapplicabilità del disposto dellart. 2598 cc per non potersi "dilatare" alla ofattispecie la disciplina della concorrenza sleale; non contesta, anzi esplicitamente lo allega, che o E uJallepoca della trasmissione 2122010 di Annozero, per Fiat Group fosse in atto un fenomeno di calo tdelle vendite, e, neppure sostiene che tale andamento negativo del mercato fosse venuto a cessare dopo lla puntata di Amozero; prospetta peraltro ( cfr. in particolare comparsa conclusionale alla pag. 4 ), pur uJ zsenza direttamente allegarlo, che la riconducibilità eziologica di tale fenomeno sia riconducibile alle o dl oerrate scelte gestionali e di innovazione tecnologica di Fiat ; nega. comunque. di dovere rispondere U)dellevento sul presupposto che, a suo dire, del tutto lecitamente, Ia gara di Annozero aveva riguardato o ö I6 E pagina 4 di 60 L n
    • il solo parumetro della velocità, secondo quanto segnatamente affermato dal sig. Formigli, edasserisce, che, comunque, I attribuire una minore velocità ad un modello di autovettura non significavaancora attribuirle necessariamente un minor livello "di qualità".Parte convenuta, inoltre, osserva che, comunque, anche a volere ritenere, quello della velocità, comeparametro simbolo di un veicolo, il "valutare" ( in negativo) "una sola autovetfura" della intera gammaproduttiva di una Casa Automobilistica, non significava ancora esprimere giudizi negativi su tutte lealtre, e cioè in definitiva esprimere un "indice di qualità" ( negativo) della intera Casa produttrice , spaFiat Group, della quale, pacificamente fa parte la Alfa Romeo.I1Giudice designato, presa visione degli atti introduttivi, ritenuto che le allegazioni e le difese svoltedalle parti richiedevano una istruzione non sommaria, ha fissato udienza ex art. 183 cpc, disponendo laconversione del rito e rinviando la causa al 10032011 . ln tale udienza ed in quella successiva ( in datal432011) le parti hanno chiarito il "non contestato", indi rinunciando ai termini ex art. 183 cpc.Allesito il GI, ritenuto che, sulla base delle circostanze documentalmente dimostrate e ritenutepacifiche tra le parti, i capi di prova testimoniale dedotti risultavano irrilevanti, dichiarava chiuse leprove orali. o oNel prosieguo della istruttoria, è stata espletata una duplice CTU di carattere tanto ingegneristico # õ -quanto economico, affidaTa ad un Collegio di esperti composto dal prof. Francesco Profumo, dal prof o at) NFederico Cheli e dal prof. Salvatore Vicari, rispettivamente, al momento del conferimento delf incarico, IRettore del Politecnico di Torino, docente del Politecnico di Milano, e docente della Università o oBocconi di Milano. La CTU è stata svolta nellampio contraddittorio delle parti, con assegnazione dei ul F U)termini di cui allart. 195 cpc, avendo Iattrice nominato quale proprio CTP il sig. Ludovico de o ÀAdamich, ed avendo la parte convenuta nominato quale propri CTP il prof. Paolo B. Pascolo id o odellUniversità di Udine; il prof. Giuseppe Volpato dellUniversità Ca Foscari di Venezia, il prof. oRenato Fiocca dellUniversità Cattolica di Milano, il dott. Siegfried Sthor ed il sig. Marco Pascali; E ulnomina questultima, peraltro, in seguito, oggetto di rinuncia. f uJPrevia concessione -su richiesta- di proroga dei termini assegnati ai CTU ed ai CTP per gli incombenti zdi cui all art. 195 cpc, la causa è stata rinviata alludienza del 1511201 1 per tratLazione; nella stessa N zudienza la causa, sulle eccezioni e richieste delle parti, veniva assunta a riserva dal GL LIndi, il GI, sciogliendo la riserva, respingeva, ritenendole infondate, le istanze di fissazione di udienza o iridi chiarimenti sulle questioni tecniche affidate ai CTU, eo di supplemento di CTU, con la motivazione ô o oche tutte le osservazioni critiche delle parti, e, segnatamente quelle dettagliatamente richiamate Enellordinanza 151 1201 1, risultavano avere già trovato esauriente risposta nelle osservazioni e iI ovalutazioni conclusive puntualmente sviluppate dagli esperti di ufficio, nellambito degli elaborati E N o @peritali svolti secondo la regolare scansione delle fasi e dei termini già ampiamente concessi, ex art. # -- G195 cpc. o ØLe parti hanno -infine- precisato le loro conclusioni alludienza del 22112011 nella quale la causa è Npassata in decisione avendo il GI assegnato termini di giomi 50 per le comparse conclusionali edulteriori giorni 20 per le memorie di replica. () UJ F (t)Devono preliminarmente ) f]- ö oinvero non sfociate in una specifica richiesta di dichiarazione di inammissibilità, inerenti alle indagini operitali di fficio in punto "danno patrimoniale" per essere le stesse, asseritamenTe, risultate o E tJJesplorative in punto quantifrcazione danni patrimoniali eo comunque dagli esperti svolte debordando údai quesiti assegnati dal GI, dal momento che, a differenza di quanto argomentato dalla parte =convenutaj quesiti affidati ai CT nella richiesta di una serie di accertamenti di ul zsituazioni di fatto e di valutazioni tecniche. in funzione delle allegazioni e documentazioni di causa, I d) dtnonchè delle circostanze risultate provate, ex art. I l5 cpc, per mancata speciflrca contestazione della Øcontroparte, secondo quanto infr a specifrcato. ô o a o E pagina 5 di 60 iI n
    • Devono altresì essere respinte le istanze di assunzione di prove orali formulate dai convenuti, per imotivi già esposti nel verbale 143U01 l, in particolare per risultare lali capi di prova - allesito dellegià acquisite risultanze istruttorie, iruilevanti in quanto riferiti a circostanze ( lessere 1auto Fiat, messaa confronto con quelle delle Case Automobilistiche concorrenti, una Alfa Mito QV; lavere parteconvenuta rivolto, prima e dopo la trasmissione , alla Fiat in persona di un suo significativorappresentante, un invito ad intervenire eo a predisporue úî testo di "difesa- rettifica" da diffondere inlnasuccessiva trasmissione di Annozero) pacifiche in causa, per essere state ammesse -ai sensidellart. 115 cpc- dallattrice. Alludienza del 143901I , fissata per chiarire i fatti non specificamentecontestati, parte Fiat, su tali specifiche allegazioni della controparte, ha infatti unicamente dichiarato dinon essere in grado di assumere alcuna posizione.Nel merito, poiché quello dedotto in causa è un comportamento asseritamente illecito e foriero didanni, corretta è risultata la qualificazione dei fatti posti a fondamento della attorea domanda inbase alle disposizioni normative citate dalla Fiat Group, ad eccezione dellart. 2598 cc , inverorichiamato unicamente nella comparsa conclusionale dalla medesima parte attrice, che, pure, nellatto o ointroduttivo, aveva condivisibilmente riferito che, non essendo Rai un concorrente di Fiat, non poteva o oinvece venire in rilievo la fattispecie speciale della concorrenza sleale per mancanza dei presupposti, #ñ -con la conseguenza che residuava la sola ipotesi della responsabilità di cui allart. 2043 cc, come da o U) NCass. Civ. 21392U005. ()Seqnatamente. la fattispecie va inquadrata nella previsione degli articoli 2043 cc. (essendo stato oprospettato un fatto illecito, dei sigg.ri Santoro e Formigli, collegato con nesso causale ad un danno ul F U)ingiusto), 2049 cc ( essendo stata prospettata, nei confronti della RAI, la responsabilità del datore di o fLlavoro per fatto illecito deli dipendenteV) ,2055 cc ( essendo stata prospetlaTala messa in opera di un ö ôillecito fatto dannoso commesso da una pluralità di convenutl),2059 cc ( essendo stato richiesto il orisarcimento anche di un danno non patrimoniale). E ul J LIJ (tConsegue a tale inquadramento che Iattrice è tenuta a provare ( trattandosi di fatti costitutivi della zsua domanda) , tanto per il sig. Formigli quanto per il sig. Santoro: o N zI la condotta illecita. dolosa o colposa; o uII Ievento dannoso o öIII la esistenza di un rapporto causale tra la prima ed il secondo. o G EAlfinedivalutarelecircostanzefattua1idicuisopra,e,segnatamente,!@deiconvenuti,deve, i! o Þdunque, essere compiuto un esame dei singoli comportamenti, delle singole parole pronunciate e della N o @valenza delle immagini proiettate nel corso della trasmissione per cui è causa, la cui portata tecnica è #stata sottoposta ad un collegio di Esperti di Ufficio. o - o ØI CTU, in estrema sintesi, hanno concluso affermando che Iinformazione veicolata nel corso della N otrasmissione Annozero era oggettivamente incompleta e parziale e quindi alta ad indurre nel otelespettatore medio una percezione errata del confronto tra le autovetture; che tale non vera tu Finformazione, in quanto denigratoriamente difforme dal vero, aveva generato, per il sub-brand Mito, un U) o Ldanno dimmagine manifestatosi in un cambiamento nella percezione dei clienti, pari alll,2Yo dei id otelespettatori, coerente con una discontinuità di risultati in termini di minori immatricolazioni; che non ovi erano peraltro elementi per ritenere che il danno dimmagine avesse riguardato il family brand Alfa o E uJRomeo e il Gruppo Fiat, se non nei limiti del danno sofferto dal sub-brand Alfa Mito. Í fDeve ora essere esaminata disgiuntamente la rispettiva posizione dei sigg.ri Formigli e Santoro, ai fini = t1l zdi valutare la eventuale rispettiva attribuibilità, a ciascuno degli stessi, dei fatti di cui sopra. o dt dl tt) iriA Posizione del sis. Corrado Formieli. o o a E pagina 6 di 60 ir n
    • I condotta illecita. prima parte: valutazione della diffamatorietà delle dichiarazioni.In ordine alla ricostruzione del fatto si osserva:Risultano provate, ai sensi dellart. I I 5 cpc,le seguenti to noncontestate: a la "competizione" di Annozero si è svolta in condizioni atmosferiche diverse rispetto aquella della Rivista Quattro Ruote, ma tale condizione ambientale è stata taciuta ai telespettatori; b ilsig. Formigli ha direttamente organizzaTola competizione automobilistica, in onda, il212V010, suAmozero, e, così, ha contattato i sigg.ri Minerbi e Pascali, dei quali lultimo, effettuando, qualeconducente, nella gara di Annozero, in ordine successivo, la guida di ciascuno dei veicoli incompetizione, ha espresso " a caldo", sullAlfa Mito, una serie di commenti peraltro non teletrasmessie neppure riferiti dal sig. Formigli, che pure, quale "trasportato", li aveva direttamente ascoltati.Osserva il Tribunale che, su tale ultimo punto, parte convenuta molto ha argomentato circa la necessitàdel deposito, da parte dei CTU, anche di un allegato di parte, denominato E ( acquisito dai CTU -suaccordo delle parti- ma poi non depositato, e, comunque, materialmente, da parte convenuta, inseritonel fascicolo insieme alla memoria di replica) relativo al contenuto dei dialoghi silenziati tra il ogiornalista Formigli ed il collaudatore Pascali. Afferma, in particolare parte convenuta che le o o o"silenziate" parole, nelloccasione espresse dal collaudatore Pascali, contenevano anche, sulle qualità # N ËdellAlfa Mito, "diversi commenti molto negativi", la cui trasmissione , in quanto proveniente da fonte o at) Ndel tutto attendibile, avrebbe certo nuociuto alla Fiat e, proprio infunzione di tctle awenutosilenziamento, in loTale difformità rispetto alle allegazioni attoree, conclude asserendo che vi sarebbe, Odunque, in atti la prova "dellassenza della volontà" in capo al sig. Formigli "di denigrare Iattrice o i Lll F atsuoi prodotti", con la conseguenza che Iillecito dovrebbe in ogni modo, essere escluso per maîcanza o 0_dell elemento psicologico. iÌi o oLa argomentazione non può essere condivisa . oInfatti, anche a voler ritenere ( in adesione alla tesi convenuta) quale dato acquisito in causa che i E uldialoghi silenziati fossero in tutto o in parte sfavorevoli a Fiat, rilevato che lillecito della dffimazione f ulnon esige un dolo specifico e come tale non richiede necessariamente "lanimus diffamandi" di colui zche diffonde informazioni di per sé stesse autonomamente denigratorie, "consumandosi" invece Nallorquando si verifica, come nel caso di specie si è verificato, la diffusione di una manifestazione z o Lautonomamente idonea ad offendere, non può che essere ritenuto che in capo al sig. Formigli si sia õ iripienamente realizzaÍo Ielemento psicologico dellillecito, consistente nel "nesso psichico" nel quale o oconcorrono, come due indispensabili componenti, il momento conoscitivo ed il momento volitivo in o Eriferimento a uno specifico evento. I1 sig. Formigli ( cfr. dialogo di ctti infra, al punto a della voce ü ñ"esame del filmato", in cui il dottor Formigli "zittisce" Iing. Castelli con le parole : "lei non se ne E N @ ointende di macchine") si è infatti prospettato come un intenditore di autoveicoli ( momento conoscitivo) + Ge si è concludentemente attivato ( momento volitivo) per "costruire" la gara di Annozero, per È o U)commentarla, per presentarla come tecnicamente sovrapponibile a quella di Quattroruote. N ()Neppure, osserva il Tribunale con autonoma motivazione, si può sostenere, come invece ha sostenutoparte convenuta, che gli effetti dannosi della comunicazione di non vere notizie denigratorie -compiuta o IIJ t-dal sig. Formigli a danno di Fiat-, possano essere annullati o compensati dalla diversa " virtuosa U) o Ècondotta" delloffensore, in concreto, nel caso di specie, consistente nellavere , il sig. Formigli, iri oomesso di mandare in onda alcune autorevoli impressioni e valutazioni di un soggetto terzo, che oasseritamente, avrebbero "semmai confermato, se non addirittura peggiorato, il giudizio critico o E Lllsullauto" ( Fiat). tIn conclusione, al pacifico awenuto silenziamento, nella puntata 212U010, dei commenti dell =autorevole collaudatore Pascali, il Tribunale ritiene di non attribuire alcuna valenza, in quanto si tratta t¡J zdi una circostanza irrilevante, e, comunque, come risulta dalle stesse parole della parte convenuta É dlsopra riportate tra virgolette, perplessa . at) iri o o o E pagina 7 di 60 iI n
    • Si ritiene pertanto, di conseguenza, che, del tutto corettamente, i CTU abbiano omesso di depositarelallegato di parte relativo al contenuto dei dialoghi sopra riportati in quanto irrilevante e si prescindedalla valutazione del contenuto di tali frasi silenziate non teletrasmesse, in positivo ( secondo la tesiattorea) o in "neutro", oppure addirittura in negativo (secondo la tesi di parte convenuta).Risulta altresì dimostrato, dal tenore della documentazione prodotta ( doc. n. 4, articolo del giugno2010) che, la Rivista Quattoruote richiamata -nel corso della trasmissione Annozero- per awalorare laprospettazione -per confronto- negativa della vettura Alfa Mito, aveva -invece- attribuito, nel paragonetra le tre autovetture, un punteggio positivo e più favorevole proprio alla vettura della Fiat Group.Risulta inoltre dallesame del rtlmato riproducente la trasmissione 2 I 2V0 I 0 di Annozero ( doc n 2 diparte attrice, consistente in chiavetta USB contenente file audio - video) che il sig. Formigli: "^" hazittito l ing. Castelli, che "difendeva" il prodotto FIAT, anche puntu alizzando che le tre vetture in garanon erano paragonabili, in quanto, come del resto ammesso anche dal sig. Formigli, la Citroen e laMini avevano una cilindrata di 1600 e la Alfa Mito di soli 1400 (cm cubi); ha svilito il valoredellintervento dello stesso ing. Castelli, attribuendo invece valenza tecnica alle proprie valutazioni,collasserire: "lei non se ne intende di macchiner 6ób" dopo essere salito personalmente a bordo di otutte e tre le vetture in gara, manifestando, con gesti ed espressiva mimica facciale, uno stato interno di o o ouna certa apprensione e così conferendo ulteriore vivacità e pregnaîza alle immagini della ir o -competizione teletrasmessa, ha dettagliatamente affermato e rappresentato ai telespettatori che la prova o CN Neffettuata da Annozero era identica a quella realizzata da Quattroruote ( con le parole:"... questo Ocartello ci dà invece la prova ufficiale fatta su quel circuito asciutto da Quattroruote, stesso pilota, o Ostessi cronometri, fotocellule ufficiali, certificato ..."), implicitamente asserendo che i modelli delle tiJ F ct)vetture coinvolte erano gli stessi utilizzati dalla Rivista, senza però menzionarli;harafforual.o tale sua (!asserzione con la successiva affermazione di equivalenza dei "cavalli" delle singole vetture: "...sono iri opari potenza, tutte e tre paragonabili, 170 CV Iuna, 156 Ialtra ..."; "c" ha taciuto la circostanza che o oegli, avendo direttamente organtzzalo la gara, verosimilmente non poteva ignorare, che la sola Alfa E tilMito aveva inserito il dispositivo ESP e che tale dispositivo era, o, almeno poteva essere, penalizzanre J uJ (,in termini di velocità; ha altresì asserito di aver messo a confronto su un giro di pista ( con le parole: z"guardate comè andata sul giro di pista . ..") una Alfa Romeo Mito con ". . .. due concorrenti, una Mini Ne una Citroen ..." sul circuito di Vairano ed ha comunicato i risultati ( negativi per Alfa Mito), senza z Lperaltro doverosamente precisare la inidoneità del suolo bagnato e neppure prevedere alcuna õ iririlevazione cronometrica in base alla quale stilare una classifica ( come, invece, secondo le motivate ovalutazioni dei CTU, sarebbe stato tecnicamente necessario); "d" ha sottolineato, prospettandolo come o Eunico dato di valenza tecnica per una autovettura, che nella corsa aveva visto prevalere la Mini Cooper L oS davanti alla Citroen DS3 ed alla Alfa MiTo ("... diciamo che nella corsa, nella nostra corsa arriva ! N oprima la Mini, seconda la Citroen e erza la MiTo, ...") quando, invece, come risulta dalla CTU, in @ # oassenza tanto di terreno di gara uniforme quanto di riscontro cronometrico, di "corsa automobilistica" o Uvera e propria non si poteva parlare, ma solo di impressioni soggettive del sig. Formigli;6úe" ha N odettagliatamente prospettato che il test effettuato "con la sua personale partecipazione", sebbene in ocondizioni meteo differenti ("... owiamente cera pioggia e cera neve, ..."), si era svolto seguendo le O uJ Fstesse modalità di prova della rivista Quattroruote ("... questo cartello ci dà invece la prova ufficiale ofatta su quel circuito asciutto da Quattroruote, stesso pilota, stessi cronometri, fotocellule ufficiali, CL 6 ôcertificato ..."), senza doverosamente precisare che invece il test di Annozero non era affatto osovrapponibile a quello di Quattroruote; "f ha commentato il cartellone, proiettato nella puntata o E ul2I2U0I0, raffigurante i soli risultati in velocità, nella riduttiva e fuorviante ottica che tale parziale ürisultato rifletteva Iesito di un confronto globale e della effettiva capacità prestazionale dellauto Alfa lMito; "g" ha detto per ribadire la negativa qualità complessiva della Alfa Mito ed awalorarla con la ul zautorevolezza di Quattroruote: (le tre vetture) "sono paragonabili, sono omogenee; la prova lha fatta o dtQuattroruote; non conta la cilindrata, conta la potenza.. .. Allora è fazioso Quattroruote che ha fatto ar>questi dati...", tacendo che invece la prestigiosa rivista sopra citata aveva sintetizzato Iesito del o iü o o E pagina 8 di 60 ir n
    • confronto con una "pagella" favorevole alla vettura Fiat; "h" ha affermato infine, spregiativamente, inuna sorta di sintesi della "valenza" deTla vettura Fiat in gara: la Alfa Mito "sè beccata tre secondi".La suddetta condotta, che, come già accennato, risulta dal tenore degli atti di causa e dei documentiprodotti, nonché dall esame della riproduzione audiovisiva mediante chiavetta USB ugualmenteoggetto di produzione documentale, del resto, secondo quanto già sopra accennato, nella suamaterialità, non è specificamente contestata (come da verbali di udienza l03201 1 e l43V01 l) dalconvenuto Formigli, il quale si è sostanzialmente difeso limitandosi ad asserire, in riferimento alla suacondotta, di avere unicamente prospettato una critica , con conseguente inesistenza di un illecitodiffamatorio e di un danno in capo allattrice.Ora, nel compiere il vaglio dei sopra riportati comportamenti ed affermazioni del sig. Formigli, osservail Tribunale che è evidente Iintrinsec a attitudine lesiva delle sue inequivocabili parole e dei suoiripetuti atteggiamenti, valutati tanto singolarmente e disgiuntamente quanto globalmente in funzionedella portata dellintero contesto, a danno della reputazione della vettura Mito della Alfa Romeoappartenente al Gruppo Fiat. oLavere il giornalista prospettato, formalmente in una competizione di sola velocità ma o osostanzialmente cristallizzata in una "classifica" di capacità prestazionale , che la Alfa Mito, rispetto # oalle altre due autovetture, era perdente, e, Iavere altresì specificamente affermato che tale dato o Ø Nnegativo emergeva anche da una indagine compiuta dalla autorevole rivista Quattroruote,ha integrato Oinfatti, secondo quanto risulta dallesame degli elementi istruttori di cui sopra, nonché delle motivate ed oesaurienti osservazioni degli Esperti di Ufficio che il Tribunale fa proprie, la comunicazione di una non ul t- cJ)veritiera informazione, intrinsecamente atta a ledere la reputazione della Casa Automobilistica Fiat o fLGroup, anche se unicamente in riferimento al sub-brand Mito dellAlfa Romeo ( come infra iú ospecificato) e non alf intero Gruppo Automobilistico Fiat ( secondo quanto invece asserito da parte ø oattrice). E tu J U oQuanto, in particolare, alla espletata CTU collegiale, osserva il Tribunale, richiamando in questa sede zanche tutte le argomentazioni già espresse -con analitico e numerico riferimento alle singole doglianze Nprospettate dalle parti- nella ordinanza 15 I I 201 I di reiezione delf istanza dei convenuti di z o Lfissazione di udienza di comparizione dei CTU per chiarimenti eo di parziale rinnovazione delle õ öindagini, che la consulenza tecnica collegiale di ufficio, svolta nellambito della istruttoria, è risultata odel tutto motivata, completa ed idonea afondare il convincimento del giudice, tanto nellaccertamento õ Edelle situazioni di fatto funzionali alla formulazione dei pareri sottoposti allesame dei CTU, quanto i¡ onelle valutazioni tecniche espresse dagli Ausiliari del Giudice con rigoroso metodo logico- scientifico. ! N oOgni valutazione degli esperti di ufficio è stata infatti compiuta con rigorosa e scientifica illustrazione @ # o --dei dati esaminati e della valenzatecnica della metodologia seguita. o (nLa espletata CTU, pertanto, per la sua chiarezza, completezza e rigoroso rispetto del contraddittorio, N Oche ha portato i consulenti di ufficio anche ad esaminare e scientificamente valutare tutte leosseryazioni tecniche rispettivamente svolte dalle parte contrapposte, comprese quelle prospettate, a trt t--anche singolarmente da ciascuno dei CTP di parte convenuta (che, secondo quanto già riferito, ha ct) o (!nominato numero quattro esperti di parte), è risultata pienamente idonea a costituire fonte di prova. Si iÌi oè trattato infatti di una indagine peritale, percipiente e valutativa insieme, operante anche come"strumento di accertamento di situazioni di fatto rilevabili unicamente mediante il ricorso a determinate o E ulcognizioni tecniche" (Cass. 0 I 04U004 n 639 6). tDel tutto significativamente, del resto, le pur puntigliose e minuziose critiche dei CTP delluna e ldellaltra parte, si sono incentrate per lo più nella discussione della valenza di singole frasi eo singole uJ zvalutazioni, ma mai sono giunte a confutare compi utamente il rigoroso impianto loeico scientifico del o dì dlragionamento dei CTU, relativo alla non valenza tecnica del confronto di Annozero, alla sLLa non Øsovrapponibilità a qu.ello di Quattroruote, nonché alla quantificazione del danno patrimoniale . ti o o E pagina 9 di 60 ir n
    • Ciò premesso e con specifico riferimento alle conclusioni assunte in sede di precisazione dalla parteconvenuta, la reiterata istanza dei convenuri di ordinare ai CTU di depositare futti gli allegati allememorie tecniche e alle osservazioni dei consulenti tecnici di parte convenuta, deve essere respintaper la sua assoluta genericità, avendo la parte convenuta omesso di specificare in quale modo gliEsperti di Ufficio, non depositando futti gli allegati, non avrebbero tenuto conto di rilevantiosservazioni di parte ivi contenute ( Cass. Civ. l9l 12001 n 14489), ed essendo, in particolare (secondo quanto già sopra argomentato) risultato irrilevante Iallegato relativo al contenuto dei dialoghisilenziati; allo stesso modo, la istanza di revoca dellemesso prowedimento di diniego di rinnovazionedella CTU eo fissazione di udienza a chiarimenti, non risulta accoglibile per i motivi tutti già espressinella ordinanza 15 - l611U011, in questa sede confermata, nella quale era stata fornita dettagliata enumerica risposta alle questioni sollevate, ed, in ogni modo, perché si è tradotta in una critica genericae priva dei necessari riferimenti alle specifiche motivazioni adottate nel già richiamato prowedimentoistruttorio del GI; la istanza, infine, della parte convenuta, di ammissione delle prove per testi dedottein comparsa di costituzione e risposta con i testi ivi indicati, appare inommissibile, in quanto, come giàaccennato, alla luce del materiale probatorio già acquisito le circostanze capitolate nei capi di prova Orisultano irrilevanti per essere relative a circostanze già acquisite. o o o õ ÊA fronte di tale situazione, in base alle motivate, documentate, chiare e complete osservazioni e o U) Nconclusioni dei CTU, in riferimento ai quesiti proposti nel campo ingegneristico, osserva il Tribunale ()che Iauto Alfa Mito, nellambito delle vetlure con carattere di sportività, non è affatto risultata essere odi qualità inferiore alle altre due veffure appartenenti alle Case Automobilistiche " della concorrenza", tl.l F U)con le quali è stata comparata nella trasmissione per cui è causa. Inoltre, come già accennato, la o fLRivista Quattro Ruote, non ha affatto espresso un giudizio negativo sulla Alfa Mito; anzi, secondo 6 oquanto già sopra accennato, tale autorevole Rivista Quattroruote, pur riscontrando una minore o o"velocità" della Alfa Mito rispetto a Citroen e Mini, ha attribuito, complessivamente, la migliore E ulpagella, indicativa della capacità prestazionale, alla Alfa Mito. f tJJ (,In particolare, relativamente allo specifico messaggio della trasmissione 212U010 di Annozero, è zrisultato, anche attraverso le valutazioni dei CTU, che il periodico Quattroruote aveva inserito il giro di Npista allinterno di un set più completo di prove atte a valutare nella loro globalità le prestazioni di una z Lvettura sportiva, ma destinata alluso quotidiano, suggerendo che un giudizio complessivo su õ irtautovetture di quel tipo non poteva basarsi esclusivamente sulla velocità adottata una pista chiusa al o otraffico, ma doveva riferirsi ad una più vasta gamma di valori e parametri.. ...Sulla base di questi o Eparametri, Quattroruote aveva proposto, in un articolo del giugno 2010,la graduatoria riportata in una ir Gallegata tabella, nella quale la Alfa MiTo QV risulta prevalere su Citroen DS3 e Mini Cooper S. A tale Þ N oproposito,la rivista Quattroruote aveva titolato "MiTo e DS3 affrontano Iinossidabile Mini sulla @ ä onostra pista. Tra i cordoli vince 1anglo-tedesca, ma nella vita di tutti i giorni è meglio Iitaliana" e osuccessivamente aveva commentato: "... DS3 e Mito QV non ce Ihanno faTTa a mettere le ruote a.t) Ndavanti allinossidabile Cooper S.... Poi si passa dalla pista alla strada: qui entrano in gioco altri fattori oe, allora, la situazione si ribalta, favorendo la MiTo, meno estrema, forse, ma più vivibile"....... o ul FSul punto in esame, come già accennato, del tutto significativamente, gli esperti del giudice hanno U) Ètecnicamente accertato che, anche considerando i soli parametri attinenti alla sportività, la Alfa Mito ä onon era affatto perdente, ma restava in linea con le concorrenti, precisando che, per poter parlare diconfronto, era necessario estendere ad una più vasta garnma di parametri ( dei quali molti erano o E ulfavorevoli alla Mito) e non alla sola "misura" del tempo sul giro di pista, la valutazione di una vettura tsportiva ma comunque destinata ad uso quotidiano. lHanno ulteriormente sottolineato i CTU che, da una analisi statistica svolta allo scopo di valutare come uJ zi consumatori intendano il concetto (relazionabile al tempo sul giro) di sportività, era emerso come co d)lattributo "velocità elevata" si trovasse solo allottavo posto su sedici aggettivi ufilizzati per definire U)tale parametro, in particolare accertando che il concelto di sportività non poteva limitarsi ö o o o pagina l0 di 60 E i! n
    • esclusivamente alla velocità espressa in termini di percorrenza su pista, ma doveva riferirsi allagamma, composta da una decina dr parametrl da essi illustrati in apposita tabella "assai piu vasta" delsolo parametro della velocità, anche se meno ampia di quella proposta da Quattroruote ( ritenuta,peraltro, di per sè, estremamente utile al consumatore da un punto di vista pratico).In definitiva, i Consulenti di Ufficio, con le loro valutazioni, hanno confermato in maniera netta echiara, quello che già risultava dal semplice esame della documentazione prodotta, e cioè che Iinformazione veicolata dal sig. Formigli nel corso della trasmissione 2122010, era tendenziosamenteparziale, generando nel telespettatore medio la non vera percezione "che lAlfa Romeo non solo fossemeno veloce, ma avesse anche caratteristiche -di sportività ed in generale di qualità- inferiori rispetto aquelle delle vetture concorrenti".ln particolare, le parole pronunciate dal sig. Formigli: " .. abbiamo preso una piccola sportiva di cui sivanta molto il Gruppo Fiat che è la Mito, labbiamo messa a confronto con i nostri amici del mensileTop Gear su una Pista, la SC di Varano insieme a due concorrenti, una Mini e una Citroen e guardatecomè andata sul giro di pista" integrate da quelle successive: "diciamo che nella corsa. . .. arriva primala Mini, seconda la Citroen e terza la Mito....." rivelano chiaramente come il sig. Formigli abbia, Oartatamente, prima introdotto il concetto di sportività, di per sé stesso richiedente una pluralità di o oparametri, indi di confronto. di per sé stesso comportante un paragone globale, e poi invece prospettato # o _Êuna classifica sulla sola velocità, che vedeva allultimo posto Iauto Fiat, in base a chi "arrivava per o an Nprimo", così riassumendo la sua rappresentazione della vetlura attraverso l unico parametro osfavorevole a Alfa Mito ( cfr. sul punto anche la voce , di cui infra, "segue, condotta illecita del sig. o ()Formigli") . Lrl F U) o fLHanno ulteriormente osservato i CTU, nel loro analitico, completo e documentato elaborato, che in ö o ocaso di strada bagnata ( come appunto era quella in cui si è svolto il "confronto" di Annozero) non era oscientificamente ed affidabilmente possibile comparare, come invece era stato fatto dal sig. Formigli, E uJdifferenti autovetture "che affrontavano il percorso in successione temporale" in quanto potevano f U (,venire a mancare le necessarie condizioni di omogeneità del suolo. zHanno inoltre accertato i CTU che la presenza ( taciuta dal sig. Formigli) del sistema.ESP, non o N zdisinseribile su Alfa Mito, contrariamente a Mini e Citroen, aveva significativamente penalizzato le o rLprestazioni in velocità della vettura Fiat rispetto alle altre due vetture concorrenti. õ o- o IoAlle luce di tutte le indagini ed osservazioni di cui sopra, la chiara ed esaustiva conclusione tecnica dei ECTU, in risposta ai vari quesiti proposti dal GI sulla base delle allegazioni e difese delle parti, unita agli i! oaltri elementi acquisiti, ha permesso di accertare che Iinformazione veicolata nel corso della E N o @trasmissione di Annozero per cui è causa era non veritiera sotto più di un aspetto, e, come lale, alla ad id oindurre nel telespettatore medio una percezione errata del confronto tra autovetture, e, quindi, in o adefinitiva del "valore di ciascuna"; il tutto a svantaggio della Alfa Mito, nei confronti della quale erano N ostate trasmesse notizie incomplete e sostanzialmente alterate. o O uJ FIlSig. Formigli, con un comportamento diretto, specifico e concludente, ha, dunque, "violato due U) ùvolte" la verità della notizia; la prima volta sotto il profilo della non verità del fatto (lessere IAlfa ö oMito tecnicamente perdente rispetto alla Mini e alla Citroen) oggetto della notizia, e, la seconda volta, osotto il profilo della non verità della notizia in sé ( Iavere la Rivista Quattroruote presentato la vettura o E ulAlfa Mito come perdente rispetto ad altre due vetture della concorrenza, Mini e Citroen); il tutto tmediante tendenziosi accostamenti di parole e concetti atti a rappresentare la realtà in modo deformato. l uJ zOsserva ulteriormente il Tribunale che, inoltre, le denigratorie informazioni fornite dal sig. Formigli, útramite le già ricordate parole ed atteggiamenti, nel corso della trasmissione Annozero, hanno dl anacquistato nei confronti dei telespettatori, Iapparenza di un dato non solo affidabile, ma anche ö o o o E pagina 11 di 60 i! n
    • verosimile ( stante la asserita, ma non veritiera sovrapponibilità allautorevole test di Quattroruote),come tale dotato di maggiore capacità di convincere i telespettatori e di distogliere eventuali operatoridal mercato. Ai telespettatori, infatti, come già accennato, non solo è stato fornito un dato difforme dalvero, ma anche è stato taciuto il dato che la Rivista Quattro Ruote, espressamente richiamata perawalorare la negativa infonnazione sulla Alfa Mito, aveva invece compiuto una valutazione positivadella vettura Alfa Romeo, addirittura attribuendo, mediante il chiaro ed immediato "linguaggio deinumeri", il punteggio complessivo più alto, e, precisamente di B5/100,mentre la Citroen e la Miniavevano ottenuto rispettivamente 83 e 82 punti su 100.Dunque, da parte del sig. Formigli, ai telespettatori, potenziali consumatori, è stata fornita una non verae denigratoria informazione tecnica, capace di distoglierli, nei limiti infra specifrcati, dallacquisto divetture Alfa Mito, così influendo, in maniera distorta, sulla loro libera formazione del pensiero, e, diconseguenza, sulla loro libera capacità di scelta; il tutto a danno della Fiat Group.Sotto questo profilo, le già menzionate specifiche parole, richiamate da parte attrice, pronunciate dalsig. Formigli : ( lAlfa Mito) "sè beccata...tre secondi", inserite nel contesto sopra richiamato, sepure non direttamente censurabili sotto il profilo della "contiîenza della forma", risultano averechiosato il senso complessivo della tendenziosa informazione, che poneva allultimo "posto in o o oclassifica" la vettura Alfa Mito, formalmente per la sola velocità, ma sostanzialmente per la # o Ècomplessiva qualità tecnica. "Beccarsi" è infatti un verbo riflessivo che letteralmente significa "colpirsi o U) Nreciprocamente col becco", e che, in senso figurato, quale verbo intransitivo, può assumere il valore, in Otermini dispregiativi, di "subire una sconfitta" ( così Io Zingarelli, noto vocabolario della LinguaItaliana). Tale espressione, nellambito del contesto in cui è stata pronunciata, per la sua immediatezza, TJJ F avivacità ed appassionata partecipazione del "pronunciante" sig. Formigli, non può che avere avuto una o fLforte presa nel telespettatore, ed ha così definitivamente trasmesso, in una sorta di slogan, 6 o oIinformazione che la vettura Alfa Mito fosse qualitativamente perdente rispetto alle altre due. oOra, secondo f insegnamento della Suprema Corte, non esiste verità della nolizia quando, pur essendo E tuveri i singoli fatti riferiti, siano, peraltro, dolosamente o colposamente taciuti altri fatti tanto f uJ (,strettamente ricollegabili ai primi da mutarne completamente il signifrcato, owero quando i fatti riferiti zsiano accompagnati da sollecitazioni emotive ovvero da sottesi obiettivamente idonei a creare nella o Nmente dellascoltatore false rappresentazioni della realtà oggettiva ( Cass, Civ. 12052007). z o LApplicando tale principio di diritto al caso di specie, è stata, dunque, dal sig. Formigli, comunicata ai õ iitelespettatori, nellambito della puntata televisiva in esame, in modo complesso e sofisticato ma chiaro, o oattraverso il meccanismo di una sorta di sillogismo, una non vera notizia lesiva della reputazione del a Esub- brand Alfa Romeo Mito del Gruppo Fiat. i! o E N oRitiene utile a questo punto, il Tribunale, a fronte delle critiche ancora proposte dalla parte convenuta @ ä o -nelladottare le sue difese finali, per la migliore punfualizzazione delle conclusioni concordemente o U)assunte dai CTU sui punti salienti del loro logico argomentare, riportare alcuni passaggi essenziali Ndelle risposte fornite dagli Esperti di Ufficio alle pur minuziose osservazioni critiche dei CTP dellunae dellaltra parte, in quanto, tali passaggi logici ed esaustivi cristallizzano gli accertamenti fattuali e le (_) ul Fvalutazioni tecniche,che costituiscono Iessenza delle risposte ai quesiti ingegneristici; e così, in ct) o ILparticolare: õ o """Nella relazione si riconoscono i risultati delle prove di Quattroruote ed o o E in partícolare Ia classifica di tale test strumentato: prima Ia Mini 1.26.065, uJ t l seconda la Citroen 1.27.547, terza lAlfa Roneo 1.28.902 (mai messi in tlJ z díscussione dalle parti). Anche i risultati ottenuti dal CTP De Adamich nelle co U) prove in presenza / assenza di sistema di cr¡ntrollo mostrano la Mini in testa õ o o o E pagina 12 di 60 iI n
    • (nella Prima Relazione tale risultato è messo in evidenza nella Tabella 6 e tale fatto nr¡n è mai stato sottaciuto). Per tali motivi, i CTU non accolgono il rilíevo mosso dal CTP Rai. Queilo che viene messo in discussione è da una parte huesito n.l) le modalità con cui sono state effettuate le prove effettuate per Annozero da Top Gear e mostrati in trasmissione i risultati (non si e mai messa in discussione Ia professionalità del collaudatore Pascali, driver indiscutibilmente riconosciuto in ambito autonotivÐ e dallaltra quali possono essere i parametri necessari per valutare complessivanente Ie prestazioni di autovetture con caratteristiche di o o sportività huesito n. 2). o # o c """"Dal test di Top Gearnon era possibile stilare una classifica come o U) N O richiamata dalla frase di Formigli "nella corsa, nella nostra corsa, arriva o ul príma la Mini, seconda la Citn¡en e terza Ia Mito" non essendo le prove È- aJ) fL strumentate ma solo "impressioni di guida", come afferma la parte RAI. Il iri o test di Pascali (TopGear), non correttamente chiamato di Annozero, ma o E tlJ f trasmesso da Annozero " è di tipo qualitativo. Vera è Iinformazione ul z data da Annozero in relazione ai risultati di Quattroruote, non corretta o N z o L linformazione della "classifica" nelle prove Top Gear " nonostante Ia õ ö o frase di Formigli "questo cartello ci dà invece la prova ufficiale fatta sul o o E Ì! quel circuíto sullasciutto da Quattroruote stesso pilota (vero), s/ess.¡ o E N o cronometri, fotocellule ufficiale (non vero, la prova di Top Gear era solo @ # o Ë o qualitativa). Corretto sarebbe stato secondo i CTU, se possibile nellantbito U) N della trasmissione, fare riportare da Formigli, "le impressioni di guída" del o o ul t- collaudatore riportate nel docunento "Frasi silenziate" in cui ci sono U) o (L ö considerazioni soggettive sulle tre auto. o ø o"""1 CTU parlano di cr,tmpetizic,¡ne velocistica in quanto nella trasmissione viene E uj Iriportato il termine: "nella corsa, nella nostra corsa..": linformazione non corretta e f z tJJquella di dare una classifica utilizzando prc,tve non strumentate. o d) o U) ö o o E pagina 13 di 60 iI n
    • """.. Si conferma che nella trasmissione non si esplicita il modello delle altre 2 vetture, se non sempre attraverso la potenza (il quesitr¡ chiedeva il riconoscimento deJla sola Alfa Mitù. Si sono sottoJineate le diÍferenze tra le auto per giustificare possibilí differenze di comportamento dina¡nico del veicolo: ad esempio la diversa cilindrata, a parità circa di potenza, porta la coppia massima ad avere un numero di siri più elevato (frase silenziata di PascaU in relazione alla Mito "il motore è meno "coppioso" in basso"). Linsieme di tali informazioni possono consentire al telespettatore un giudizio più conplessivo. o o """ Nella prova di TopGear teletrasmessa da Ammozero, non essendo o o õ Ë presenti fotocellule e cronometri, non era possibile stilare una classifica. o <J) N O Nella trasmissione è stato affermato: " Ia Mito Iabbiamo messa a confronto U ".. guardate come è andata sul giro di pista".nella corsa, nella nostra F an o (L corsa, arriva prima la Mini, seconda la Citroen e terza la Mito" s/esso ô o o pilota, s/ess.¡ cronr,¡metri..". A parere dei CTU, Io spettatore a questo punto o E ul è stato indotto a pensare inevitabilmente che si trattasse di una prova f uJ (, z crononetrata. Di nuovo per stabilire una classifica la prova doveva essere N z o L cronometrata. Il parere del collaudatore ha una valenza tecnica (e tale viene u õ o riconosciuta dai CTU al colJaudatore Pascali) se vengono riportati i siudizi o o E iI soggettivi, non una classifica. Per tali motivi, i CTU non accolgono i rilievi N Þ N o mossi dal CTP Rai a tale proposito. @ s N Ë""""..1n seg:uito al ríüevo effettuato dal CTP Rai, i CTU ribadiscono nel o U) N osecondo capoverso della risposta al quesito 2 la valenza tecnica riconosciuta e o o ul t-non contestata dalle parti delle prove di Quattroruote. Si ríbadisce altresi che, U) o (L öcome noto a tutti, nelle prove strumentate hnche quelle di Quattroruote) o ocondizioni di pneumatici e pressioni di gonfiaggio essere devonr¡ sempre E tu tcontrollate per poter verificare il comportamento dinamico dei veicoli sempre IlJ znelle s/esse condizioni. Usura e pressione cambiano, come notr¡, Iattrito di o c0 Drotolamento e le curve che correlano le forze |ongitudinali e trasversali in U) ö o o o E pagina 14 di 60 ü n
    • funzione dello scorrimento longitudinale e dellangolo di deriva e quíndi ilcr,tntportamentc¡ del veicolo: si vedanct le figure successive in cui si riporta larigidezza di deriva ("cornering stiffness") in funzione del carico verticale alvariare della pressione del pneumatico e la reststenza al rotolamento ("rollingresistance") al variare della pressione e della velocità. """.In relazione al secondo quesito, Ia trasmissione si basa sul test svolto dal collaudatore e riporta i dati di Quattroruote. In relazione alla validità del confronto effettuato da Annozero, non si mette in discussione il test quaÌitativo di per se s/esso, ¡na il rísultato quantitatívo riportato in o termini di classifica della "nostra corsa", gara effettuata senza cronometri e o o ! õ È non facendo correre contemporaneamente le auto sul circuito (come o U) N o potrebbe sembrare dal filmato che mostra larrivo delle tre vetture con o bandiera a scacchi). Sí ribadisce che sarebbe stato logico, visto il test UI F aJ) o È qualitativo, riportare i commentí qua.litativi del driver di TopGear. Per dare ö o o o una informazione completa sarebbe stato utile dare alcune informazioni ul E 5 tecniche sui veicoli (cilindrate, presenza o meno di sistema di controllo,..) ul z per pernettere allo spettatore che riesce a identificare la Mito QV dalla o N z u potenza di giudicare e valutare i risultati di una prova di velocità (come fa in õ id o maniera corretta Ia rivista Quattroruote che nella prima pagina dellarticolo o o E L mette subito in evidenza alcuni dati significativi dei diversi modelli). o a N o """"Si ribadisce che nel momento in cui si stila una classifica @ +i o Ë o ("diciamo che nella corsa, Ia nostra corsa, arriva pritna la Mini, seconda la U) N O Citroen e terza Ia Mito") occorre effettuare o una gara vera e propria (come o o ul F senbra trasparíre nel filmato) o una sene di prove crononetrate (non o È ö effettuate). Essendo la prova soggettiva ("impressioni di guida), gli unici o o commenti che potevano essere riportati erano quelli del cc¡llaudatr,tre, nctn E U t trasmessi. I risultati riportati da trormigli in relazione ai test di Quattroruote IU z non cctntestati dalle parti, sono stati cctnsiderati validi dai CTU e tale o d] m giudizio è stato riportato più volte nella Relazione trinale. U) ö o o o E pagina 15 di 60 iI n
    • .In relazione al punto 9, i CTU riconoscono Je osservaztoni del CTP Rai e la frase: "Inoltre, come anche precedentemente sottolineato, durante la trasmissione non sono state dicltíarate le carattertstiche tecniche delle vetture (motorizzaztone, massa, passo, ecc.), né le loro condizioni (usura pneumatici, pressione di gonfiaggio pneumatici, eventuali modiftche delle vetture ríspetto alla produzione di serie, ecc.)" viene modificata con: "Inoltre, come anche precedentemente sottolineato, durante Ia trasmissione non sono state dichiarate le caratteristiche tecniche delle vetture (motorizzazione, pesi, presenza ESP, ecc.)". oPer una vettura destinata alluso quotidiano (confermato anche dalle analisi o o # o --SWO la velocità non è Iunico parametro dí sportività. e, cosi come ha fatto o U) NQuattroruote, oltre allinformazione sulla velocità occorre fornire altri dati che o O t¡lpertnettano allutente di conprendere nella sua visione complessiva le F CJ) o Àcaratteristiche delle vetture. Il quesito n.2 del Giudice è chiaro a tale iri o oproposito: "dicano motivatamente se detto test di velocità sia significativo o o E ul )meno - ed in caso di risposta affermativa in quale misura - per la valutazione ul zcomplessiva della prestazione di autovetture con caratteristiche di "sportività", o N z o uma comunque destinate alluso quotidiano, come quelle sopra indicate, oppure o ô ose invece il siudizio tecnico debba riferirsi ad una più vasta gamma di o Eparametri ed in caso di risposta affertnativa, Ii indichino". """. Correttamente i! o N oessendo il test soggettivo non si sarebbe dovuto parlare di classifica na di @ ir o .E osiudizi soggettivi. Guidabilità a carichi differenziati, comportamento dinatnico ct) N oin termini di rollio e beccheggto, fluidità di suida sono tutti giudizi soggettivi o uJ Fche devono completare Ia descrizione delle caratteristiche di un veicok¡. U) o IL d "In relazione alla tabella 7, i CTU concordano con alcune o o oosservazioni fatte dai CTP Rai Stcthr e Pascc¡lo: ricr¡rdandc¡ che ai CTU nc¡n è E ul 4 lstato richiesto di stilare una classifica ma solo di indicare ed elencare i ul zparametri che a loro giudizio completano il cctncetto di "sportività". Per questo o dì dlmotivo si è provato, in prima istanza, ad eliminare dalla tabella di Quattroruote U) ö o o 6 E pagina 16 di 60 i! n
    • gli indici ritenuti poco significativi per la definizione di sportività. Non sono stati introdotti altri indtci in quanto i CTU nr,tn potevano dare una valutazic¡ne significativa a tali indici (che possono essere assegnati solamente con una prova dtretta soggettiva). """ """..5i ribadisce comunque f importanza anche delle valutazioni soggettive che, insieme ai dati oggettivi (comprensivi clelle prove strumentate di velocitÐ, forniscono un quadro completo. Si ribadisce di nuovo che nelle prove strumentate a nostra disposizione la Mini si dimostra essere sempre Ia più veloce (mai affermato il contrario nella relazione preliminare, ma che le prove di Top Gear non erano strumentate). o".Nella relazione (ed in particolare nella tabella 5 della Prima Relazione) non si fa o o # ñriferimento a "consutni", "confortevolezza" o "bagagliaio" come parametri che i CTU o CJ) Nritengono importanti per valutare il test di velocità di Top Gear: per tali motivi, i CTU O o () ulnon accolgono il rilievo mosso dal CTP Rai a tale proposito. F (t) o (L Non si è mai messo in dubbio, in base ai dati in possesso dei CTU che la hi o o oMINI sia la più veloce (tempi al giro nei circuiti testati e nelle prove strumentate) ma E ul fsi è dichíarato come il concetto dí sportivítà per un veicolo ad uso stradale sia ul znecessariamente collegato anche ad altri parametri, per cui Iinformazione veicolata N z Lnel corso della trasmissione di Anno Zero è secondo i CTU íncompleta e parziale. iÌi o """Essendo i veícoli sportivi, ma mirati per un uso stradale (e o o E i! quindi utilizzabíli anche e soprattutto da piloti non esperti), Iimpossibilità di o ! N o disattivare il sistena di controllo può essere considerato utile ai fini della @ ii o Ë o sicurezza. Ed e chiaro cotne Ìa presenza o assenza di sistena di controllo C N O possa avvicinare le prestazioní dei veicoli: con il sistema di controllo () ul F disattivato i tempi al giro (ciò viene anche confermato da collaudatori U) È ö contattati dai CTU) con driver professionali si riducono. o o o "..5i accolgono parzialmente le c¡sservazic,¡ni del CTP Rai in relazir¡ne E ul t falla validità tecnica delle prove effettuate da De Adamich: non viene messa UJ zovviamente in dubbio la professionalità e Iesperienza di De Adamich. Nc¡n si mettono co d)in dubbio i risultati ottenuti (che sono allíneati a quanto affermato da: 1) Quattroruote ö o o E pagina 17 di 60 i! n
    • a proposito della Mito: "non Iatuta Ielettrontca " che, se strada la rende più stabilee sicura " in pista penalizza un po la guida ed i tempi sul giro"i 2) Pascali: "necessitadí una guida più pulíta " e devi sapere bene dove mettere Je ruote sennò rischi difarti tagliare troppo dallelettronica"; 3) altri collaudatori contattati. Non essendoprove effettuate in contradditorio i CTU, per una migliore comprensione, sostituirannola frase "í CTU ritengono tecnicamente valide Ie prove effettuate dal CTP Andrea DeAdamich" con "i CTU ritengono significative ed allineate con le conoscenze dei C7-UIe prove effettuate dal CTP Andrea De Adamich". Neila consulenza peritale, i CTUnon hanno ritenuto necessario effettuare una nuova prova in contraddittorio, in quanto onon reputano il risultato di una prova di velocità un indice univoco per stabilire Ia o o 6 --sportività del veicolo o U) N O"""..11 risultato riportato in tabella tl della Relazione Finale mostra chiaramente che la o ulMini risulta essere più veloce della Mito QV nelle due condizioni limite di sistema t-- U) o IIattivo on e sistema attivo off. Nella tabella, a seguito della richiesta del CTP Rai, o ô overrà aggiunto il tempo al giro della Alfa Mito QVmisuratc¡ sia il giorno 22 (f 25"636) o E Ulsia il giorno 27 (125" 712): dal confronto dei risultatí ottenuti nei due giorni, è J trl zpossibile evincere come Ie condizioni di prova fossero sicuramente simili nelle due N z o Ldiverse giornate di prova (stessa macchina, stessa configurazione (ESP off), tempi del õ id ôtutto analoghi. La frase ín cui si dice che "la Mito risulterebbe seconda " è necessaria o o E i!in quanto le prove possono essere valutate in termini qualitativí e non quantitativi in o o N oquanto, come 1o stesso CTP Raí ricorda, non sono state svolte in contradditorio. @ + 6 """5i condivide Iosservazione fatta dal CTP Rai in relazione al set up piu o (t N Oaggressivo..: la frase " questultimo risultato è giustificato dal fatto che sulla Mini o O uJ FCooper S viene utilizzato un set upc¡ più aggressivo per il sistena esp" viene sostituita o IL dnella Relazione Finale con "questultimo risultato può essere anche giustificato dalla o Ø otaratura del sistema di controlk¡ attivo adr¡ttato sulla Mini". E tU fr """".In relazione al problema dellESP si ricorda che l80% delle case f ul z autc¡mobilstiche in Europa utilizzano lacronimo ESP per ?rogramma co fn elettronico della stabilità. Altre case automobilistiche chiamano il dispositivo (t) in o o o E paeinu 18 di 60 i!- fr
    • con differentì acronimi: DSC (Dynamic Stability ControD, VSA (Vehicle Stability Assist) o ancora VSC (Vehicle Stability Control). Ad ogni ntodo la funzionalità e 1operatività rimane la stessa. Ricordianto di nuovo come la presenza o assenza di sistema di controllo possa avvicinare |e prestazioni dei veicoJi: con il sistema di controllo disattivato i tempi al giro con driver professionali si rid ucono. """La presenza di ESP disinseribile non è la scusante per invalidare iI test di Quattroruote: il Giudice ha fatto una precisa domanda che chiede di verificare se Iassenza di sistena di controllo sulla Mito o il disinserimento o o desli sfessr sulle altre due vetture avrebbe modificato i rísultati. Per tali o # o motivi, i CTU non accolgono il rilievo mosso dal CTP Rai a tale proposito. o ct) N Si concorda con il CTU Rai sulla necessità di inserire nel testo per o o tU completezza e per meglio rispondere al quesito del siudice "previa descrizione t- U) o fI di tutti i modelli di vetture rispettivamente corrispondenti alla etichetta di Alfa ö o Romeo MiTo, di Mini Cooper e di Citroen D53"""".( .......letabelle riportate o E uJ J nell elaborato peritale) . Lrl (, z ".Le affermazione di trortnigli "qllesto cartello ci dà invece la prova ufficiale N z o ufatta su quel circuito asciutto da Quattroruote, s/esso pilota, sfessr cronometri, õ ö ofotocellule ufficiali, certificato" induce nello spettatore una idea non verat il pilota è lo o E i!stesso delle prove Quattroruote (verd, ma nelle prove TopGear non ci sono o Þ N ocronometri o fotocellule e (confermate da Rai) le prove erano prove soggettive. Si @ # o Ê oribadisce il dubbio di come poteva Fortnigli concordare "con i siudizi della rivista per at) N oquel che riguarda il tempo sul giro" essendo le prove di TopGear non cronometrate: O ul F"diciamr¡ che nella corsa, nella nostra corsa, arriva prina Ia Mini, secr,tnda la Citroen e U) È idterza la MiTo". o o o ".Le affermazioni (silenziate nella trasmissictnÐ del signor Pascali, di cui si E lx t lriconosce completamente la preparazione e la autorevolezza come esperto LU zcollaudatore, rappresentano in maniera cr,¡rretta le sensazictni personali di suida del o dl 6 U) ö o o F pagina 19 di 60 E iI fr
    • collaudatore e rappresentano dunque il risultato naturale di una prova nonstrumentata. "....1 CTU rilevano che le prove, definite di Annozero G che in realtà sono stateeffettuate da Top Gear), sono non strumentate ("impressioni di suida") e possonogenerare i commenti soggettívi descritti da Pascali (parlando di sportività, agilità esicurezza") e in tal senso concordano con CTPRAI che tale approccio sia valido emolto spesso utilizzato nelle riviste e nelle trasmissioni specializzate."""J CTU confermano Ie indicazioni fornite in relazione al concetto di sportivitàriportate nella Pritna Relazione. Per tali ¡notivi, i CTU non accolgono il rilíevo rnosso o odal CTP Rai. o # o Ë"Vero è che le prove di De Adamich hanno confermato le prove di Quattroruote (non o lt) N ola classifica riportata "nella corsa, nella nostra corsa" in Annozero). o o ulLe prove effettuate da Andrea De Adamich confernano i risultati delle prove dí F U o (LQuattrouote ed i siudizi soggettivi fatti da Pascali e dalla stessa rivista in relazione iri o o oalleffetto dei sistemi di controllo: i risultati ovviamente cambianr¡ nel caso si mettono E IU 5a confronto i veicoli a parità di presenza/assenza del sistema di controllo. ul o zLa Mini risulta essere Ia più veloce (da prove QuattroruotÐ e la Mini vince anche con o N z o LMito senza ESP (tali prove sono state effettuate da CTP Fiat non in contradditorid e õ id ocíò è chiaramente descritto e commentato nella relazione e viene ulteriormente o E i!sottolineato nella Relazione trinale. ñ Þ N o".Si concorda con il CTP Rai di nuovo che f invasività del sistema di controllo @ # o Ë odipende dalla logica di controllo utilizzata. I CTU concordando con la frase di U) N ()Quattroruote: ""Non aíuta la MiTo Iintervento dellelettronica (il traction control, non o O ul Fdisinseribile, limita anche Jazione del differenziale autobktccante QÐ che, se su (t) ù iristrada rende Ia MiTo più stabile e sicura Gpecie su fondi a bassa aderenza), in pista o o openalizza un pola guida ed i tempi sul giro "" e con il giudizio del collaudatore E Lrl éPascali (frase silenziata): "devi sapere bene dove mettere le ruote sennò rischi di farti = ul ztagliare troppo dallelettronica ". I (Il dì I d o o o E pagina 20 di 60 i! n
    • .-..Leffetto comunque frenante prima di arrívare alla condizione limite (necessaria per Ia stcurezza del pilota non espertr,¡) inevitabilmente riduce Je performance del veicolo con un driver esperto. A tale concJusione sono siuntí i collaudatori di veicolì sportivi contattati: tale comportamento è sempre stato riscontrato, tranne che in due casì di veicolí alto prestazionali, differenti daí veicoli considerati nella presente perizia. Per oggettivare il suo effetto è inevitabile ricorrere ad una prova sperimentale......1n relazione alle prove di De Adamich i risultati conducono ad un esito congruentealle prove di Quattroruote. Essendo tali prove condotte non in contraddittorio e senza o o stesse possono confermare solo un risultato qualitativo oIa presenza dei CTU, le o +d o Éatteso. Esiste una riduzione di performance dei veicoli con la presenza dei sistena di o at) N Ocontrollo. O ul"..1 CTU concordano sulla osservazic¡ne che il veicolo Mito in cui è stato escluso ESP F Ø Ènon è pi¿} paragonabile a quello attualmente in commercio, ma per rispondere ad uno ö o o odei puntí richiesti nel quesito 4. del Giudice, occorreva fare tale operazione, in cui a E ul fcletta del CTU Fíat e stata effettuato un by pass della centralina senza perdere la UJ (, zfunzionalità de llABS. N z o LEd ancora: Indicatore "multiplo" versLrs "indicatore sistematico ponderato":Secondo i õ d oCTP Rai, Ia misura della sportività ottenuta attraverso la semplice somma delle Io E i!valutazione sui singoli attributí sarebbe scorretta in quanto non attribuisce un peso o N oche esprime Iinfluenza che gli sfess¡ hanno sulla sportività. Sebbene i] processo di @ # o Ê oponderazione sia inevitabilmente sogg:ettivo, come atrunesso anche dasli stessi CTP aJ) N ORai, i CTU condividono che Iimportanza dei diversi attributi possa essere diversa e o O U t--che quindi i pesi da attribuire agli stessi possano non essere uguali (come ct) o ù e-implicitamente ipotizzato nelluso della semplice somma o media aritmetica). Tuttavia o o oè estremamente agevole dimostrare come diverse ipotesi di ponderazione cr,tnducanr,t E uJ t fad esiti differenti (la classifica finale delle autovetture). Ad esempio immaginando di L! zattribuire (ipr,¡tesi peraltro moltc¡ plausibilÐ agli attributi "mc¡tore", "accelerazione" e o d) o"ripresa" la massima importanza Gon un peso pari a l), agli attributi "dotazioni di u) o iü o E pagina2l di 60 iI n
    • sicurezza", "cambio", "sterzo" e "frent" unimportanza intermedia (con un peso pari a0,5) e agli attributi "posto guida", "visibilità", e "su strada" unimportanza nulla (conun peso pari a 0, la Mito risulterebbe seconda Gon un punteggio totale pari a 22,2Ð,la Mini prima Gon un punteggio pari a 22,50, la Citroen terza (con un punteggto paria 21,00. Ciò sottolinea una volta di più che il concetto di sportívità dífferisce dal puroelemento della velocità. Se invece fossero la stessa cosa, al variare dellaponderazione, gli esiti finali resterebbero immutati. Ma cosi non è. Infatti, f intento deiCTU non è stato di dimostrare che la Mito sia prima piuttosto che seconda o ultima,ma che il concetto di sportività è diverso da quello di velocità. Per tale notivo, i C7-Uritengono che il rilievo in parola vada respinto. o o ir oSecondo i CTP Rai, íl "tempo di percorrenza su pista" è Lna sintesi "oggettiva" (che o (t) N onon richiede quindi una ponderazione soggettiva dei singoli attributÐ di molte variabili oprestazionali e per tale ragione è Iindicatore che meglio esprime Ia sportività di uJ F (f) Àunautovettura. I CTU ritengono che Ia questione sia irrilevante ai fini della ö o ocontroversia poiché non ha nulla che fare con la lettera del quesito di seguito o E ul Jriportata: "dicano motivatamente se detto test di velocità sia significativo o meno - ed ul o zin caso di risposta affermativa ín quale misura - la valutazione com N z o L stazione dt u t ma comunque destinate õ iü oalluso quotidiano, corne quelle sopra indicate, oppure se invece il giudizio tecnico o E i!debba riferirsi ad una più vasta gamma di parametri ed in caso di risposta affermativa, o N oli indichino". In sostanza, quindi, si chiede ai CTtl di verificare se la sportivítà sia ìd o Ëcosa diversa dalla velocità, ma non di verificare se il "tempo di percorrenza su pista" o U) N orappresenti una sintesi di una serie di vartabili prestazionali. Ciò posto, gli stessi CTP U Fammettono che lanalisi fattoriale confenna la multidimensionalità del fenoneno. Nella (t) o (L ösostanza, quindi, essi condividono la tesi dei CTU, ovvero che Ia sportività non può o o oessere ridotta ad un solo parametro (i tempi di percorrenza su pistÐ. In aggíunta, E U tpreme evidenziare come non rilevi ai fini del ragionamento Ia circostanza che la l Lll zvelocità, a differenza di altri parametri, sia lunico oggettivamente misurabile. Quello a o mche invece conta è che nelle percezioni dei consumatori (esattamente quello che U) id o o E pasina22 di 60 ir n
    • lanalisi fattoriale mira ad indagarÐ la sportività sia un concetto multidimensionaleche è spiegato anche, ma non solo, dalla velc¡cità. Inoltre, i CT[f ricordano che ]a"velocítà" spiega solo il 40% della varianza, quindi non tutta la "sportività", ecomunque insieme ad altre variabili, e quindi non da sola. Inftne, i CT|I noncondividono quanto affermato dai CTP Rai sulla presunta superiore "ampiezza"dellíndicatore sintetico rispetto a quello proposto dai CTU. Anche ammettendo chelindicatore sintetico sia una sintesi possibile di altre variabili (punto che restaitrilevante ai fini del quesito), ciò comunque sottende uninnegabile riduzionedellampiezza del concetto di sportività. Per tale motivo, tale Iindicatore, appunto o osintetico, non può restítuire una rappresentazione della realtà píù ampia rispetto alle o o ir o --altre variabili di cui potrebbe essere parzialmente sintesi. Per quanto detto, i CTU o ct) N oritengono che il rilievo in parola non vada accolto". o UJ t- (n oIn conclusione, alla luce di tutte le risultanze istruttorie come sopra descritte, osserva il Tribunale che ù ¡dparte attrice ha dimostrato che il comportamento del sig. Formigli è denigratorio poiché scredita il ô ovalore di unauto che è il modello "simbolo" di una Casa Automobilistica Produttrice e dffirme dal o Evero, in quanto atto a rappresentare una falsa realtà ; e, come tale è illecito. ul 5 ul zSegue: condotta illecita del sig. Formigli: limiti per Iesercizio legittimo del diritto del giornalista otelevisivo ( scriminante) . N z o uDeve essere a questo punto effettuata una precisazione. õPremesso che, concettualmente, si distingue il diritto di cronaca dal diritto di critica, rappresentando "la ô ocronaca" i fatti in maniera oggettiva ed esprimendo invece "la critica", un giudizio soggettivo rispetto o oai fatti (che, come tale, può trovare la sua espressione anche mediante un linguaggio più colorito e E irmordace), osserva il Tribunale che, in ogni modo, secondo la ormai costante giurisprudenza, entrambi i ! o Ndiritti di cui sopra, incontrano dei limiti, e, segnatamente quello della verità della notizia. @ o ä õ - oIn riferimento ai fatti in esame, parte convenuta ha sviluppato molte argomentazioni sulla "natura .J Ndellintervento censurato" affermando che "evidentemente" doveva "essere collocato nellambito ()dellesercizio del diritto di critica, per essere le valutazioni svolte" dal giornalista Formigli o ()"unopinione qualificata su dati di fatto, provenienti da un terzo e la cui affidabilità è stata constatata di uJ t-- U)persona", o IILa affermazione non risulta condivisibile. ö o oI singoli messaggi e comportamenti oggetto di causa e da parte attrice specificamente censurati come oilleciti appartengono, infatti, alla cronaca e non alla critica. E ulOsserva il Tribunale che tali due attività "dinanazione" integrano rispettivamente, categorie solo t lapparentemente similari e contigue, ma in realtà intrinsecamente e funzionalmente differenti. UlTutte e due riguardano, infatti, accadimenti di interesse pubblico ed i soggetti che ne sono i zprotagonisti, ma, mentre la cronaca è esposizione di fatti con lo scopo di informare il soggetto che õ dlriceve il messaggio in modo oggettivo e veritiero, la critica consiste invece in una attività di at) övalutazione che si esprime in un dissenso o consenso rispetto ad idee o comportamenti di soggetti terzi, o o 6 E pagina 23 di 60 ir n
    • conflgurandosi come una sorta di analisi soggettiva -del giornalista- di accadimenti o condotte infunzione della ragionata soggettivainterpreïazione del loro intimo significato, del loro valore odisvalore.Ora, allorquando nel corso di un programma televisivo di apprezzabile durata temporale, in concreto, sialternano, come nel caso di specie si sono alternate, fasi di critica ( quale appunto si è sviluppata nellaprima parte della trasmissione relativa al sistema Fiat, in causa richiamata unicamente quale "una sortadi prodromica cornice" degli awenimenti oggetto di censura) e autonome fasi di cronaca, come quellaspecificamente oggetto di causa. allora, non può essere condivisa la argomentazione, da parteconvenuta prospettata, che si è comunque in presenza di un discorso giornalistico con funzioneprevalente di valutazione, tale da non doversi più richiedere, globalmente, la obiettività e la verità dellenotizie riferite. "La fase" che è "di cronaca" in quanto riferisce dei fatti aventi un loro autonomo ecompiuto significato, resta sottoposta alla regole delle cronaca. In caso contrario sarebbe sempre lecitodiffamare una psrsona a patto di abbinare alle notizie lesive anche delle critiche.La stessa parte convenuta, del resto, astrattamente, condivide tale impostazione in quanto riferisce (nella memoria di replica alla pagina 4) che, comè pacifico in giurisprudenza, vi è "una ben chiara odifferenza" tra la "manifestazione di una opinione e la affermazione di un fatto". o oChe poi Iapparente confronto delle velocità, di cui alla trasmissione 2122010, si riferisse invece .it Gallintera qualità prestazionale del prodotto Alfa Mito, risulta (come già accennato alla voce: condotta o U) Nillecita, prima parte) dalle stesse parole del dott. Formigli: prendiamo IAlfa Romeo che èstrategica......lAlfa Romeo è il simbolo della sportività: abbiamo preso una piccola sportiva di cui si ovanta molto il Gruppo Fiat,labbiamo messa aconfronto...insieme a due concorrenti.....". Ora, o ul t--mettere a confronto significa "considerare due o più cose insieme, valutando le somiglianze ele at) o (Ldifferenze che esistono tra di esse, il loro relativo valore" ( così lo Zingarelli, Vocabolario delle ö o oLingua Italiana). oDel resto, dallo stesso tenore letterale delle parole testualmente adottate, risulta che la parte convenuta ( E Upag 4 della conclusionale) ha chiaramente ammesso che Iidea del confronto tra autoveicoli era nata f uJ (,dalla constatazione.. .. del calo di vendite delle auto del Gruppo Fiat, . .. attribuibile, secondo gli zesperti di settore , anche alla carenza di nuovi modelli innovativi. Dunque, per ammissione della stessa o Nparte che lo contesta, non era la sola velocità a rilevare, ma la mancanza di validi modelli innovativi. z LOra il modello è uno schema teorico che rappresenta gli elementi fondamentali ( e dunque non una sola õ itcaratteristica quale è velocità) di una certa realtà. ô oCiò premesso, unq trasmissione TV, e, per quanto interessa la presente causa, una puntata televisiva o Eche trasmette fatti di cronaca di rilievo per il pubblico, quali sono quelli della capacità prestazionale di i! ouna vettura per confronto tra auto appartenenti a note case automobilistiche, può essere considerata E N olecita, solo se rispetta il limite della verità sostanziale delle notizie riportate, della continenza della @ id ñforma espositiva , dellinteresse pubblico alla diffusione dei fatti narrati ( ex multis: Cass. Civ. o U)3103U006 n7605: Cass. Civ. 11012005 n379). NE sufficiente che venga violato anche solo uno dei tre limiti sopra ricordati perché il diritto di cronaca 6( di per sé stesso, da intendere come libera manifestazione del pensiero, ex art. 21 Costituzione) venga t.lJ t--meno, nel senso che , in caso di condotta diffamatoria, non è operante la scriminante ( ex art. 51 c.p.) cn o ùdellesercizio di una facoltà legittima del giomalista ed il fatto consewa i suoi caratteri di illiceità ögiuridica penale eo civile. oOra, nel caso di specie, linteresse pubblico allananazione dei o E ulfatti riferiti è fuori discussione, così, come, secondo quanto già sottolineato, anche in riferimento alla Éfrase del sig. Formigli, da parte attrice richiamata, "sè beccata tre secondi", da un punto di vista lstrettamente formale, la continenza della forma deve essere considerata rispettata. uJ z o dl fnRisulta invece violata la verità dellanofizia. (t) ö o o G E pasina24 di 60 i.r n
    • Segnatamente, sulla verità della notizia, il Tribunale osserva quanto segue.Premesso che i singoli comportamenti contestati ai convenuti hanno riguardato la "rappresentazione difatti" ( inerenti, come già accennato, allo svolgimento e allesito di competizioni automobilistiche ed alcontenuto delle notizie tecniche riportate da una autorevole rivista relativamente a vetture di diverseCase Produttrici), osserva il Tribunale che il diritto di cronaca, che pure è da intendere come unamanifestazione essenziale del diritto ( di rango costituzionale, ex art. 2l Cost.) della libertà dimanifestazione del pensiero nella rappresentazione di un awenimento, non può non trovare il suolimite dinanzi alla necessità di salvaguardare il diritto (ugualmente di rango costituzionale, ex art.2Cost.) di ogni soggetto giuridico alla propria reputazione. E, certo, la tutela dellonore non ha unadignità di secondo piano rispetto al diritto di libertà di cronaca , che trova un limite non solo nella leggepenale ( in riferimento allipotesi della diffamazione, che riguarda tale bene nel suo profilo oggettivo),ma anche nel complesso dei diritti altrui, tra i quali è indubbiamente compreso quello del decoro edignità di ogni singola persona.Nel caso di specie, anche a volere effettuare un bilanciamento del diritto personale di Fiat Group allapropria reputazione con quello della libera manifestazione del pensiero del giornalista Formigli, non opuò certo essere affermata la prevalenza del secondo; così come anche, e sopratfutto, non può essere o oaffermato un interesse della opinione pubblica alla conoscenza di una notizia non vera; la verità deve s o -infatti investire Iintero contenuto informativo della comunicazione, in quanto solo il rigoroso rispetto o U) Ndella verità soddisfa Iinteresse sociale alla informazione, che non è configurabile in relazione a falsenotizie diffamatorie tanto da non consentire la operatività dellart. 5l cp ( Cass. Pen. Sez. Y 871771541.Cass. Pen. Sez. V 91187195). ut F U)In conclusione, nella fattispecie in esame, la reputazione della Fiat Group, sub-brand Alfa Romeo, in o Èriferimento alla vettura Alfa Mito, è risultata essere stata illecitamente compromessa, nel corso della id o otrasmissione di Annozero, con una denigratoria notizia non veritiera, e, pertanto, loperatività della oesimente in esame (ex art. 51 cp) non può che essere negaTa, con la conseguenza che il comportamento E UJdel sig. Formigli non ha perso il suo carattere di illiceità. ) tu (,Inoltre, secondo quanto già accennato, lindebito ed artificioso paragone tra la competizione-simbolo zdella trasmissione ela gara tecnica di Quattroruote, ha in qualche modo contribuito ad accreditare agli o N zocchi dei telespettatori la denigratoria informazione teletrasmessa rendendola verosimile, e, come tale rLancora più pericolosa, perché maggiormente destinata a far presa sui soggetti destinatari della notizia, õ inproprio in virtir di tale sua apparente veridicità. oGià si è diffusamente argomentato circa il fatto che la negativa informazione teletrasmessa in Annozero o Eera atta ad indurre nei telespettatori, in senso sfavorevole alla Alfa Mito, una percezione errata della i¡ ocapacità prestazionale della vettura Fiat, sub-brand Mito dell Alfa Romeo; la avvenuta diffusione di Þ N onotizie prive della correlazione tra quanto è stato prospettato e quello che è realmente accaduto, non è $ Nrisultata, dunque, idonea a soddisfare le imprescindibili esigenze di corretta conoscenza ed o v)informazione dellopinione pubblica, che sole awebbero giustificato la diffusione delle notizie N osfavorevoli alla attrice.Conclusivamente, dunque, il comportamento del sig. Formigli è risultato illecito per la awenuta O L1l F-violazione del principio del neminem laedere, ex art. 2043 cc, in riferimento allart. 2 della a o ùCostituzione. ö o oOsserva ulteriormenTe il Tribunale, con autonoma e differente motivazione ( svolta sempre in o E TUriferimento al principio della necessità del rispetto, da parte del giornalista, per non incorrere in un tcomportamento illecito, del canone della verità della notizia denigratoria comunque diffusa ), che , ílpur fondamentale diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, scaturente dal disposto dellart. tu z2l della Costituzione, non può, oggi, in una moderna società democratica, che essere intrinsecamente I co d)inteso nella sua accezione più ampia, e cioè come diritto non solo "ad informare" ma anche "ad essere U)informati".ln altre parole, il diritto di libera manifestazione del peryigo deve essere considerato ö o o o E pagina 25 di 60 i! n
    • valido non solo per chi direttamente lo diffonde, ma anche per chi direttamente 7o riceve sotto forma di informazione. La estrinsecazione del pensiero di chi effettua comunicaziont può infatti influire sulla formazione del pensiero di chi "informazioni percepisce", e, di consegsenza, sulle sue libere scelte, che, se alterate dq non vere, denigratorie informazionl, possono risultare direttamente pregiudizievoli non solo per i destinatari della nolizia, ma anche eventualmente per soggetti terzi, che da tale comportamento illecito risultino, ex art. 2043 cc, direttamente pregiudicati. Segnatamente, per quanto qui interessa, osserva il Tribunale che al diritto di telecronqca deve essere attribuito, oltre allessenztale significato individuale di libera espressione del pensiero del giornalista, anche 1altrettanto importante significato, di carattere sociale, di libera espressione del pensiero dei cittadini destinatari dei messaggi audiovisivi, in quanto titolari del diritto di vedere tutelata la liberaformazione del loro pensiero, e -di conseguenza- laformazione di una loro opinione consapevole in riferimento a fatti di pubblica rllevanza; tutela che, certo, è raggiungibile soltanto quando le informazionifornite sono vere. Per contro, quanto la distorta informazione, pregiudicando il diritto "di pensiero" degli ascoltatori, in quanto idonea ad agire in maniera anomala sul pensiero e a sviare così le scelte deì cittadini, causa un danno ingiusto anche ad eventuali soggetti terzi, questi ultimi, diventano titolari di un diritto risarcitorio, ex art. 2043 cc, in riferimento allart. 2l della Costituzione. o o o In altre parole, e, segnatamente riguardo alla problematiche in esame, il diritto di manifestare il proprio # ñ _- pensiero tramite una trasmissione televisiva, inteso, come già accennato, come irrinunciabile o U) espressione del singolo giornalista, non può che riguardare anche olaltra faccia della stessa medaglia" N o e cioè il diritto, altrettanto irrinunciabile di nni i cittadini videoascoltatori, di poterformare o O liberamente ( cioè senza Iinquinamento di informazioni inesatte eo tendenziosamente non vere ) i/ ul F Øproprio pensiero, per poterlo, a loro volta, liberamente manifestare, in ipotesi, per quanto qui o (r interessa, anche attraverso una libera determinazione di acquisto di un certo tipo di autovettura, ove ö o o rispondente alle proprie inclinazioni ed esigenze personali; libertà di scelta che, se compromessa, può o venire a ledere, ex art. 2043 cc, anche il diritto della Casa Automobilistica produttrice di vendere i suoi E ul prodotti secondo le regole della libera concorrenza e di non vedere compromessa la propria f uJ reputazione. o z Questo, in considerazione del fatto che la violazione del principio della libera manifestazione del N z. pensiero, in riferimento ai soggetti destinatari di una denigratoria nolizia teletrasmessa, costituisce ar o L illecito plurioÍþnsivo, che lede eo pone in pericolo non un solo bene, ma più beni diversi, e, o iü segnatamente tanto Iinteresse dei cittadini ascoltatori a poter esprimere liberamente le proprie idee o o liberamente formate, quanto leventuale interesse, in capo al soggetto denigrato, a non vedere ñ Epregiudicata la propria immagine commerciale e compromessala possibilità di vendita sul mercato dei i! o propri prodotti secondo le regole del mercato, tanto da patire un danno ex art. 2043 cc. o N o iÉOsserva, a questo punto, incidenter tantum, iI Tribunale che, su tale tematica, o odeffa intrinseca correlazione tra i1 tipo di informazione ricevuta e Ia scefta di IDconseguenza effettuata, significativamente, negti ultiml anni, si è venuta ad Naffermare in maniera sempre più netta, ne11ambito della giurisprudenza tanto dilegittimità che di merito, in vari campi socialmente rj-l-evanti ( qua1i, a merotitolo di esempio, que11o delle prestazioni sanitarie, de11a íntermediazione uJ Ffinanziaria, de11e procedure concorsuafi...) La inscindibiLjtâ del diritto di chi a o ùfornisce e del diritto di chi riceve "informazioni", mediante la affermazione de1principio del consenso j-nformato, e, dunque, del collegamento tra fa "informazione" ö oed íl "consenso - volontà", visti come due aspetti di una medesima reaftà.Si afferma in definitlva -1obb71go ( de7 soggetto che tÍasmette informazioni) di o Emettere il proprio interfocutore (quale soggetto che riceve le notizie) LrJconcretamente in condizione, tramite una informazione veritiera, obiettiva ed tesaustiva, di conoscere effettivamente fa "realtà oggetto defl-a comunicazione", inquanto tale conoscerlza è influente sulla formazione ed indi manifestazione def tilpensiero del ricevente, espresso mediante fibere scelte, che, per contro, ove, z oalterate da fafse informazioni, possono risultare direttamente pregiudizievoli non dì msofo dei diritti dei soggetti destínatari dell-a notizia ma anche, eventualmente, di U)soggetti terzi, in quanto direttamente danneggiati daffe "distorte scefte dei ö oprimi" o o E pasina26 di 60 iI n
    • E così, a mero tj-tolo di esempio, in campo medico, è stato ritenuto lobbligo ( deÌsanitario che informa) di mettere i1 paziente ctj-ente in condizione di conoscerela sua reale situazione cLinica per poter vafutare ogni rischj-o ed ogni- alternativaonde poter compiere fiberamente la scelta ritenuLa più opportuna ( potendo percontro una scelta distorta pregiudicare non sofo il paziente, ma anche i suoifamiliari); nelfambito bancario, si è parlato dei doveri delLintermediatorefinanziario che informa di mettere il cl-iente in condizione di conoscere lasituazj-one in modo veritiero e completo onde permettergli di fruire consapevolmentedef servizio di investimento dei suoi risparmi; nellambito di una proposta diconcordato, sj- è parl-ato di consenso informato dei creditori, che ugualmentepresuppone che l-e notizie fornj-te siano vere.In tutti i casi, J-a violazione deflobbligo di fornire ai soggetti dellacolfettività notizie vere viene ritenuto comportamento iflecito.Ora, tale principio generafe non può che riguardare anche la diffusione dj- notizieteletrasmesse influenti su potenziali scefte commerciali degli ascoftatori.Osserva i1 Tribunale che, del resto, anche 1a Corte Europea dei Diritti de11Uomo,autorevofmente ricolleqando in maniera inscindibile j-nformazione ( da parte di chifornisce notizie) e consenso ( da parte di chi riceve 1e notizie), premesso che fadiffusione di informazioni giornalistiche gioca un ruofo fondamentale in unasocietà democratica, ha evidenzj-ato che al diritto del giornalista di comunicarefatti di interesse generale, corrisponde il diritto def pubblico di ricevere taliinformazioni, ed, al proposito, ha ribadito il- fondamentale principio def fimite o o odel rispetto della verità dei fatti esoosti ( Corte Europea dei Diritti dellUomo, +rSez. II, 1772008 n 422U. in riferimento alla diffamazione a mezzo stampa). - ñCiò in quanto, secondo quanto già accennato, 1I diritto di ricevere informazioni o (t)veritiere è iI presupposto necessario per potere l-iberamente manifestare if proprio N opensiero e per poter effettuare fibere scel-te di carattere personale eopat.rimoniale. o o ul F ct)Nel caso di specie, per contro, la verità della denigratoria notizia teletrasmessa è venuta a mancare, o fLostacolando la libera formazione del pensiero dei telespettatori e le loro possibili scelte consequenziali ö o oin riferimento tanto allacquisto di vetture Mito della Alfa Romeo, quanto al convincimento personale orelativo al buon nome coÍìmerciale della Fiat Group, in quanto produttrice della Alfa Mito. E LJJ ) ul (,Pertanto, anche sotto questo autonomo profilo, il comportamento del sig. Formigli, deve essere zconsiderato illecito, in quanto integrante, in danno della attorea società, una violazione del principio Ndel neminem laedere, ex art. 2043 cc, in riferimento allo stesso arT.2l della Costituzione. z o L õ öII Evento dannoso : il sopra descritto comportamento illecito adottato dal sig. Formigli ha cagionato o oallattrice, come risulta dal contenulo letterale dei già più volte descritti messaggi denigratori, volti a o Egettare discredito, specificamente propagati su una rete televisiva nazionale in riferimento ad una Casa i¡ oAutomobilistica di rilevanza nazionale, nonché dalle valutazion a livello tecnico compiute dagli Þ N oesperti di Ufficio, un ingiusto pregiudizio, commerciale e di immagine, che il Tribunale ritiene @ iË ñapprezzabile ( secondo quanto infra meglio specificato) tanto come danno patrimoniale ( relativo ai o U)pregiudizi economici conseguenti agli esborsi di denaro necessari per realizzare una campagna di N Icontroinformazione) quanto come danno non patrimoniale ( relativo alla "sofferenza", certo percepibileanche da una persona giuridica, conseguente alla lesione della reputazione). Lll FE indubbio, infatti, secondo quanto già precisato, che le singole frasi già evidenziate e Iintero contesto CJ) odella non veritiera informazione diffamatoria, pervenuti a circa 5 milioni di telespettatori attraverso ù iri ouna notizia negativa nei confronti della vettura Alfa Mito, hanno acquistato "valenza informativa" neiriguardi dei numerosi destinatari della comunicazione, ed hanno determinato, nei limiti di cui infra,:una o E tiJdissuasione dallacquisto di vetture Alfa Mito, nonché un pregiudizio di immagine per il sub-brand Í.Alfa Mito, del family brand Alfa Romeo. l ul z co oDeve essere effettuata, a questo punto, in considerazione del fatto che la parte attrice è una società, una U)precisazione di carattere generale. õ o o o E paeina2T di 60 ü n
    • Le persone giuridiche possono subire un danno non solo patrimoniale, ma anche non patrimoniale, e,dunque, sono legittimate ad agire per il ristoro di entrambi ipregiudizi di cui sopra.Ora, la nozione di danno patrimoniale riguarda il decremento economico patito da un soggetto.A sua volta, la nozione di danno non patrimoniale, di per sé stessa assai ampia, viene a comprenderetutto ciò che rappresenta un nocumento di carattere non direttamente monetizzablle.ln particolare, perquanto qui interessa, può trattarsi di pregiudizi, che, se pure, alla stregua di tutti i danni nonpatrimoniali, presentano un carattere non strettamente materiale, tuttavia conseguono alla lesione dellareputazione eo dellimmagine, compromettendo la capacità di concorrenza sul mercato, che, come tale,può essere percepita e sofferta anche dalle persone giuridiche,La CTU, esauriente e motivata anche su questo punto, ricostruendo storicamente i fatti ed esprimendouna valutazione sui contenuti ed effetti di carattere tecnico, ha concluso affermando che Iincompleta eparziale informazione fornita dal sig Formigli, ha generato per il sub-brand Mito un daruro di immagineche si è manifestato in un negativo cambiamento nella percezione dei clienti, pari alll,2Yo deitelespettatori.Osserva il Tribunale che tali diffamatorie notizie hanno determinato per lattrice un pregiudizio oapprezzabile nei modi e nei limiti di seguito specificati in punto " quantum debeatur". o oCè stato infatti, per effetto delle non veritiere notizie denigratorie sopra riportate, un economicamente # odannoso ( ulteriore rispetto a quello già in atto) calo delle vendite che, nella misura indicata dai CTU ( o U) Nquantificabile nei termini di cui infra alla voce danno patrimoniale), è risultato causalmente ed oautonomamente addebitabile alla trasmissione già più volte citata; così come cè stata la o ocompromissione di carattere non patrimoniale dellimmagine dellAlfa Mito del Gruppo Fiat. uJ F USegnatamente, quanto a questultimo danno avente carattere non patrimoniale, ex art.2059 cc , è o (!risultato che il fatto lesivo ha inciso, creando un danno ingiusto, in una situazione giuridica equivalente ö Õ oa diritti fondamentali della persona ( Cass. 462007 n 12929 ; Cass 10 maggio 2001 n 6507), oriconducibile alla Fiat Group in quanto soggetto giuridico del quale IAlfa Romeo, sub- brand Alfa E ulMito, fa parte. f ulConclusivamente, Iattrice ha fornito la prova della sussistenza di un evento dannoso. z o NilA z o Llevento dannoso. õ td oIn base a varie ed autonome "angolazioni", risulta accertata in causa la esistenza di o o E i!un rapporto causale tra il comportamento illecito del sig. Formigli ed il danno; in o Þ N o ( in causa accertati) "per la Alfa Mito",particolare discendendo gli effetti negativi @ # 6 oquali dirette conseguenze, con preponderanza delle probabilità ( secondo il criterio U) Ndel nesso causale civilistico) dalle sopra descritte molteplici espressioni del a L! t-comportamento illecito del giornalista ( ex art.2043 cc), che, con il suo agire, ha Ø o ù iri oposto in essere un fattore causale del risultato. o o EDeve essere , a questo punto, peraltro, effettuata una precisazione. uJ Í lEdato pacifico in causa, in quanto contenuto nella trasmissione Annozero per cui è L! z ocausa e non contestato da alcuna delle parti ( anzi, quanto ai convenuti, dl cô U)esplicitamente richiamato ancora in comparsa conclusionale alla pagina 4), che ö o o o E pagina 28 di 60 i! n
    • allepoca del 2122010 era in atto un fenomeno di calo delle vendite delle auto delGruppo Fiat in Europa; parte attrice, senza affatto specificamente disconoscere talepacifico dato , nel suo ricorso ha, peraltro, sia pure sinteticamente masufficientemente, allegato di avere autonomamente subito danni, patrimoniali e nonpatrimoniali, conseguenti alla lesione della sua reputazione commerciale effettuata inAnnozero del 2012, facendo esplicito riferimento ( cfr. pag 7 dellatto introduttivo)alla perdita di considerazione non solo dei telespettatori ma anche dei consumatori ,e, dunque, alla autonoma attribuibilità causale di tale pregiudizio economico e diimmagine, al comportamento illecito delle controparte. o o o irA fronte di tale situazione, è stata demandata agli esperti di Ufficio una valutazione o - o Øin ordine alla possibilità di tecnicamente ravvisare la eventuale autonoma tnctdenza N O ocausale "sul fenomeno" in atto "di calo delle vendite" del contenuto della UJ F. U) otrasmissione di Annozero, nel senso di avere causalmenTe aggravato Ievento finale di fL ö o onegativa influenza sulle vendite e sullimmagine. La risposta è stata positiva, e, come o E Utale viene recepita dal Tribunale. ) uJ o zPer stabilire la sussistenza del nesso causale tra fatto dannoso ed evento danno ( il o N z ocui accertamento costituisce una valutazione di merito) il giudice deve infatti L ôvalutare, in concreto, tutti gli elementi della fattispecie al fine di stabilire se il fatto ô o o Êsia concretamente ed oggettivamente idoneo a produrre Ievento ( Cass. Civ.989037 iI o Ð N o) @ + o -Le invero non concordanti affermazioni critiche di parte convenuta ( Iessere, da un o CD N ocanto, quale dato acquisito e pacifico in causa, in atto un andamento negativo delle o o uJvendite auto Fiat, e Iessere, dallaltro canto, stata ammessa una CTU avente F U) ô_carattere anche esplorativo, in quanto volta a valutare la sussistenza o meno di un ô ô o"nesso causale o autonomamente concausale" tra tale fenomeno di calo delle vendite E ul úe la condotta diffamatoria di essi convenuti, quantificando altresì Iincidenza l uJ zpatrimoniale di tale pregiudizio in termini di costi di una campagna di co d)controinformazione) risultano dunque prive di pregio, e, come tali devono essere cn d ô o o E pasina29 di 60 ü n
    • rlgettate.Le regole per ritenere sussistente, concorrente, insussistente o interrotto il nessocausale tra un certo fenomeno e un evento dannoso, in assenza di altre disposizioninormative, risultano, infatti, anche nel caso di specie, quelle fissate dagli artt.40 e4l c.p. A loro volta, il rischio o il pericolo, considerati dalla rotio dello specificoparadigma normativo dellart. 2043 cc, ai fini dellallocazione del costo del danno,appaiono idonei a ulteriormente sorreggere 1a motivazione di accertamento dellacausalità di fatto, quali categorie di supporto alle precise aTlegazíoni, in punto "an" (lessersi prodotto in capo ad essa Fiat un pregiudizio presso il potenziale pubblico o o odei consumatori) ed in punto "quantum debeatur" ( dover sopportare essa attrice È o - o U)apprezzabili esborsi per attuare una campagna di controinformazione) formulate dalla N oparte attrice circa la sussistenza dellillecito civile. O ul F U)In altre parole, premesso che ciò che muta sostanzialmente tra il processo penale e 0_ iri oquello civile è la regola probatoria, in quanto nel primo vige la regola della prova o E ul"oltre il ragionevole dubbio" (cfr. Cass. Pen. S.U. 11 settembre 2002, n. 30328, f UJ o zFranzese), mentre nel secondo vige la regola della preponderanza dellevidenza o "del N z opiù probabile che non", stante la diversità dei valori in gioco nel processo penale tra L õ õaccusa e difesa, e Iequivalenza di quelli in gioco nel processo civile tra le due parti o o Econtendenti (in questo senso vedansi: Cass. Civ. 5.9.2006, n. 19047; Cass. 4.3.2004, ¡! o Þ Nn. 4400: Cass. 21.1.2000 n. 632) non può che essere ravvisato un nesso di causalità @ o õ Ètra il fatto attribuibile alla sfera giuridica del convenuto e la lesione di interessi o U) N Ogiuridicamente protetti della attrice, per essere positivamente risultato che lulteriore Odecremento delle vendite "Alfa Mito" era autonomamente ricollegabile alle Lll F U) o È ôdenigratorie informazioni 2122012 . o oRavvisata dunque lesistenza di un collegamento causale tra l illecita informazione lesiva della attorea o Ereputazione ed il discredito conseguito alla attrice stessa, tale da ingenerare una presunzione di minore til"valenza tecnica", rispetto alla concorrenza, della "vettura Alfa Mito della Fiat" e da connotare, presso t lIassai rilevante numero di spettatori della puntata di Annozero, come potenzialmente inadeguati ul zeventuali acquisti di autovetture di tale modello, risulta dimostrato come conseguente alf illecito o fncomportamento del sig. Formigli un fenomeno di inversione del trend delle immatricolazioni. Il tutto, dìcon inevitabile perturbazione dei rapporti economici dellattrice, e una "perdita" di tipo analogo a U) ö o o o E pagina 30 di 60 i! n
    • quella indicata dallart 1223 cod. civ, che contempla la diminuzione o la privazione di un valore delsoggetto e del suo patrimonio a cui il risarcimento deve essere commisurato (Cass. 2012012009;1831612007; 6507U001) nonché un possibile pregiudizio anche di carattere non patrimoniale (CassCiv. 2405V010 n 12626).In particolare, la CTU collegiale, valutativa e percipiente insieme, ha permesso diaccertare che, a causa della diffusione delle non veritiere notizie denigratorie dellatrasmissione 2122010 di Annozero, si è prodotto, in capo allattrice, ufr dannoeconomico, peraltro non relativo allintera Fiat, ma con esclusivo riferimento almarchio Alfa Romeo, sub-brand Mito, da quantificare, mediante la applicazione dei origorosi criteri scientifico-economici illustrati nellelaborato peritale, che i1 o o # oTribunale fa propri anche su questo punto, in riferimento al costo di una campagna o cn Npubblicitaria idonea a contraslare i pregiudizievoli effetti conseguiti alla ingiusta o o uldiffamazione. t- ID o (ISul punto, hanno tecnicamente illustrato i CTU, motivatamente argomentando e 6 o oreplicando, ancora nella risposta alle osservazioni delle parti, alle rispettive, diverse o E UJ Jargomentazioni dei Consulenti Tecnici delle parti contrapposte, che lesborso di ul zdenaro (costituente danno patrimoniale) doveva essere sufficiente a finanztare una N z o Iefficace contro-comunicazione, in grado, a parità di media ttilizzati, di: õ 6L coprire un target di circa 5.100.000 spettatori, pari al 20% di share; o G2. essere ricordata da circa lllo/o di spettatori (pari a circa 563.750 su 5.109.000 E i! o Þ spettatori-target) a distanza nel tempo (almeno 5 mesi); N o @ #3. modificare le percezioni (da negative a positive) in misura pari alll,2yo (pari a o o U) circa 60.300 su 5.109.000 spettatori-target). N O oIl tutto, con un esborso di denaro da quantificare nella misura di € 1,75 milioni. O U t-- (t) oGli esperti del giudice, nel loro puntuale e dettagliato elaborato hanno inoltre o- ö opermesso di accertare una serie di presupposti fatflali "certi" collegati alle logiche o E tlJed ai meccanismi " di merca|o", che, unitamente alloggettivo contenuto denigratorio t ldelle sopra descritte informazioni trasmesse dal sig. Formigli, consentono, ad avviso til z o dldel Tribunale, di individuare anche un danno non patrimoniale, a sua volta 6 U) ô o Iñ E pasina3l di 60 ü n
    • corrispondente alla sofferenza per la perdita dimmagine conseguente alla lesionedellonore della attrice.In conclusione, nei confronti del sig. Formigli, Iattrice ha fornito, ex art. 2043 cc la prova di tutti ifatti costitutivi della sua domanda, che, pertanto, in ordine "allan debeatur" non può che essereaccolta.Deve peraltro, a questo punto, essere escluso, a differenza di quanto allegato dalla attrice ed inconformità con quanto invece sostenuto dalla parte convenuta, che la negativa presentazione dellautoAlfa Mito, "inveritieramente" presentata come "perdente" in rapporto alle vetture aventi caratteri disportività appartenenti alle altre due Case Automobilistiche, abbia trasmesso un giudizio diinadeguatezza atsiti i prodotti della intera Casa Automobilistica Fiat spa, nei confronti della quale,pure, nella prima parte della trasmissione 2 dicembre 2010 di Annozero, era stata formulata una ogenerale forte critica , in riferimento alla politica aziendale, presentata come " riduttiva" e quindi, osecondo la tesi di parte attrice, come tale da dare luogo, in via generale, a "prodotti" più scadenti e o #meno tecnologicamente innovativi rispetto a quelli della concorrenza. o -- oE risultato, infatti, attraverso la seria ed ampia "indagine a campione" rigorosamente e U) N ()scientificamente condotta dai CTU, che, in conseguenza dei distorti messaggi della trasmissione212U010, il cambiamento, in negativo, nelle percezioni dei "telespettatori- consumatori", era riferibile o ulunicamente alla vettura Mito dellAlfa Romeo e non allintero Gruppo Fiat. t-- CJ) oSulla scorta delle condivisibili ed esaurienti osservazioni degli esperti di Ufficio, ritiene, dunque, il È iriTribunale che debba essere escluso che la "rappresentazione" in negativo, nellambito della o otrasmissione Annozero, di "una sola autovettura" della gamma produttiva della attorea casa o Eautomobilistica, pur inserita nellambito di un ampio contesto critico della politica aziendaleFiat, ulabbia signfficato comunicare nolizie negative su tutta la gamma produttiva del Gruppo Fiat, e cioè in ) tu (,definitiva "trasmettere" un indice negativo di qualità di tutta la spa FIAT Group. z oLq cornice pur fortemente negativa -ma riflettente unicamente la lethrra soggettiva ed individuale di N z ouna certa realtà- in cui viene trasmessa una non vera notizia denigratoria, non può, infatti, acquistare, L õdi riflesso, valenza denigratoria autonoma e neppure può amplificare gli effetti dannosi del pur illecito, hi osuccessivo comportamento di diffusione di singole, non vere notizie lesive. o o E iITutto ciò premesso e considerato, il Tribunale ritiene utile, a questo punto, in considerazione delle ! o Nosservazioni critiche ancora svolte nelle difese finali, ai fini della migliore comprensione delle @ oproblematiche trattate e delle soluzioni adottate, riportare direttamente, le argomentazioni e le + o - osintetiche valutazioni conclusive, interamente recepite dall Ufficio, fornite dai CTU, in riferimento ai cn Nvari quesiti dal G.I proposti in materia economica, nellambito della già più volte richiamata doppia Oconsulenza tecnica di ufficio. Ciò al fine di fornire un ulteriore quadro del corretto e completo sviluppo o ()del ragionamento logico-scientifico adottato dai CTU e della coerenza delle loro conclusioni. ul F cn o (!E così, in particolare, in risposta ai vari quesiti proposti dal GI, hanno affermato i CTU: o ô 1. guesífo 1: dnte Ie qnalisi e Ie considerøzioni sailuppate nel pnragrafo 3.1,, a pørere o o E dei CTU, iI test teletrasmesso da Annozero non può essere ritenuto tecnicamente ul t aalido per confrontøre differenti aetture per Ia mancønza di sistemi cronometrici = tu necessari per stilare una classificn ed anche in considerøzione della mancata z o (n dl indicqzione dei principali dati tecnici deIIe stesse. cn ö o a E pagina32 di 60 i! n
    • 2 quesito 2: per i Cru, il concetto di sportiuità non può limitørsi esclusiaømente allø. aelocità espressa in tennini di " tenryi di perconenzn su pista", mn deue ríferírsi nnche ad unn piìr uasta gntnma di pnrantetri quali quelli, ad esempio, uúicati in tnbella 7 del paragraþ 3.2.3 quesito 3: In metodologia seguitn dalla riaista Quøttroruote è teoricamente applicabile ønche su pista bagnøtn nrtificialmente, nnche se attualmente essa aiene limitata a problemi specifici (aerifica dei sistemi di controllo su bagnato) o manoare pnrticolari. o4 quesito 4: è opinione dei CTU che il disinserimento dei sistemi di controllo su Alfn o o ir MiTo o, al contrario, iI loro inserimento sulle uetture Mini Cooper S e Citroen D53 o o (n øarebbe certamente modificnto gli esiti deIIa gara e i risultati cronometrici di N Quattroruote. Basandosi sui riscontri cronometrici nella proae effettuate sulla pista o lll di Varano deMeIegøti dal CTP di parte attrice ( in quanto, osserva il Tribunale, f- tt) o fL dai CTU ritenuti tecnicamente validi indipendentemente dalla loro ö o o provenienza) , i CTU ritengono quindi che la presenza del sistemq di cotttrollo, non o E ul disinseribile su AIfa MiTo, contrqriømente a Mini e Citroen, abbia penalizzato le f uJ o z prestøzioni dellø MiTo rispetto alle aetture concorrenti. AIla Iuce della Ioro o N esperienzn ed in di collnudatori bøse øIlesperienza professiottisti interpellati, i CTU z o L õ ritengono attendibili e coerenti i risultøti ottenuti in tali proae. ö o o E i!5 quesito 5: i giudizi negatiai, in termini di minor uelocità della aetturn AIfa Romeo !o N o MiTo, così cotne espressi durnnte ln trasmissione Annozero hanno influito @ ä 6 Ë negatiuamente sullimmagine di detta autouetturø poiché Iinformazione aeicolatn rel o U) N corso della trasmissione è incompleta e parziale e quindi atta a indurre nel () o telespettøtore medio una percezione errnta del confronto tra le øutoaetture. uJ È- ct) o Linformazione hø generato un danno dinmtagine per lAlfa Romeo MiTo che si è fL iri o mønifestøto in un dei clienti, pøri sll1,2% dei cambiamento nella percezione o o telespettøtori, coerente con Iinuersiotte nel trend di risultati in terntini di minori E u Í imm øtricoløzioni. = ul6 quesito 6: non ui sono elementi che facciano ritenere che il contenuto tecnico della z o d¡ dì trasmissione Annozero sia stato idoneo a determinnre unfl perditn dimmagine di una ctt ô o o o E paeina 33 di 60 ir n
    • Casa Automobilistica Produttrice come iI Gruppo Fiat, se non nei limiti del danno sofferto dal mørchio AIfa Romeo MiTo. 7 quesito 7: non ai sono riscontri per ritenere che IAIfø Romeno e Ia Fiat Auto per estensione qbbiqno sofferto unø perditø significøtivø di immagine, se non nei limiti del dønno sofferto dal marchio Alfø Romeo MiTo. 8 quesito 8: per Ia ritenuta idoneità alla lesione di imnragine, i CTU indiaiduano quale aalore economico coinaolto un intporto pari ø Euro 1,75 milioni. oConclusivamente deve essere affermata la responsabilità del sig. Formigli, nellambito e nei limiti, orispettivamente, per i danni patrimoniali e per i danni non patrimoniali, di seguito illustrati alle o #rispettive voci trattate in punto quantum debeatur. o Ë o U) N oB Posizione del sis. Michele Santoro. o Lrl F (t) o fLA parere del Tribunale, parte attrice non ha fornito la piena prova di un illecito a carattere diffamatorio ö oin capo al sig. Michele Santoro. o oIn particolare, ritiene il Tribunale che non possa essere mosso al sig. Santoro alcun serio e specifico E uJaddebito, né, direttamente, nella sua richiamata qualità di conduttore, in funzione delle dichiarazioni J UJeo comportamenti allo stesso personalmente attribuibili , e, neppure, indirettamente, quale (, zcompartecipe della condotta del sig. Formigli. o NA livello di comportamento precedente alla trasmissione, infatti, il sig Santoro è risultato estraneo alla z o L organizzazione della gara di Amozero e a qualsiasi diretta partecipazione nellambito della stessa õ öcompetizione. Il sig, Santoro, a differenza del sig. Formigli, nellambito della trasmissione, non si è o otrovato, dunque, neppure nella condizione di poter trasmettere ai telespettatori una serie di impressioni o Eed emozioni del tutto soggettive in riferimento alla competizione di cui sopra, artatamente irprospettandole come notizie tecnicamente valide. !6 N oInoltre, il sig. Santoro, a differenza del sig. Formigli, non si è mai attribuito, né risulta che alcuno gli # oabbia attribuito la qualifica di "conoscitore di autoveicoli". Ë o tt)Di conseguenza, a livello di nesso psichico ín riferimento allipotesi di illecito diffamatorio, se può Nessere ritenuto verosimilmente esistente in capo al sig. Santoro il momento volitivo, per essersi lo ostesso awalso di un esperto, pur contrattualmente legato a RAI, ma notoriamente "avverso" al sistema o o ulFiaT , omettendo di compiere, con la dovuta prudenza, la doverosa valutazione della adegualezza delle t- U) o (!sue capacità rispetto al compito affidatogli, non risulta, invece, pienamente dimostrato Ialtro 6"componente essenziale" dellillecito inerente al momento conoscitivo, in riferimento alla acquisita Õconsapevolezza"ex ante" da parte del conduttore, sig. Santoro, che, nella trasmissione 212V010, il o Esig. Formigli , con il suo complessivo comportamento, avrebbe finito per divulgare notizie infondate, r.tl frlesive di diritti soggettivi altrui. lQuanto alle parole direttamente pronunciate dal giornalista nellambito della puntata 212U010 di ul zAnnozero, appare) dallo stesso filmato audiovisivo (di cui al già citato doc n 2 di parte attrice) o dlriproducente la trasmissione oggetto di causa, che il sig. Santoro ( rivolgendosi al sig. Formigli) si è m U)limitato a dire : " questo test che hai fatto tu no? Hai messo a confronto che cosa?" ; indi (rivolgendosi ö o o E pagina 34 di 60 i! n
    • alf ing. Castelli) , in riferimento al cartello della prova di Quattroruote, ha affermato: "è un test fatto daQuattroruote, Castelli"; ed indi ha affermato: "allora la competitività, abbiate pazienza, se non si fa uncavolo di modello che vende saranno gli operai?"... "che facciamo? Andiamo a cambiare7organizzazione li mettiamo sopra e sotto, non li facciano piir dormire la notte?"... "se la macchinanon tira, il malato è morto"...Ora Iesame delle frasi sopra elencate, per la loro frammentarietà ed incompiutezza, ad avviso delTribunale, non consente di rawisare, in capo al dott. Santoto, la avvenuta diretta comunicazione dispecifici fatti denigratori non veritieri. E stata indubbiamente impiegata, dal conduttore, una modalitàdi espressione assai colorita, forse anche mista ad una certa dose di esagerazione, ma tutto si è risoltoin un rapido e verosimilmente estemporaneo intercalare negli altrui dialoghi, senza che sia statatrasmessa, dal giornalista ai destinatari dei messaggi, alcuna specifica e compiuta notizia non vera. lndefinitiva, Iesame letterale ed il senso logico delle espressioni e dei comportamenti del sig. Santoro,consentono di ritenere che, nel corso della trasmissione per cui è causa, siano state manifestate dalgiornalista, mediante una serie di flash, unicamente delle accese sottolineature eo impressionipersonali a commento delle affermazioni di tutte le altre parti, certamente, di per sé stesse, "del tuttoostili al sistema FiaT",rna in concreto prive di un compiuto autonomo contenuto "informativo" o odenigratorio atto a fare presa sui telespettatori, quanto meno per la loro assoluta genericità. # o _-Nel contesto sopra descritto, anche Iespressione più specifica adoperata dal sig. Santoro, da parte o U) Nattrice esplicitamente evidenziata come illecita, che di per sé stessa parrebbe riportare una "notizia"non veritiera: "è un test fatto da Quattroruohe", risulta certamente suggestiva per awalorare , nel o Oconfronto tra una Alfa Romeo Mito, una Mini ed una Citroen, la sovrapponibilità del test di Annozero ul F- U)con quello di Quattroruote, ma, ad awiso del Tribunale, è troppo generica per acquistare il valore di o fIuna vera e propria informazione diffamatoria. 6 oIn tale situazione, la awenuta proiezione del filmato della gara di Annozero, nellambito della otrasmissione 212U010 condotta dal sig. Santoro, pur unita alla verosimilmente volontaria decisione di E ulmandare in onda un servizio realizzaïo da altro giornalista, a sua volta ideologicamente contrario alla 5 ulpolitica aziendaleFiaT, al ripetuto - concitato inserirsi nei discorsi altrú, allincalzare di domande z.anche provocatorie, a giudizio del Tribunale, non risultano elementi sufficienti ad integrare un o N zcomportamento illecito, ex art. 2043 cc, che impone un riferimento a specifici fatti oggettivamente Lidonei a produrre levento dannoso. õ ö o o oConsiderato che il conduttore di una trasmissione televisiva è colui che la presenta e la conduce, E i!-dirigendo altresì lo svolgimento dello spettacolo, nella fattispecie, secondo quanto già illustrato, basato osulla rappresentazione di problematiche e fatti di attualità, osserva il Tribunale che Iattrice non ha ! N oraggiunto la piena prova, dalla quale in base al disposto dellart. 2043 cc, era gravata, che il sig. @ # o -Santoro abbia posto in essere una specifica condotta illecitaforiera di danni, in quanto volta a minare, o Øtramite la diffusione -diretta o in concorso- di notizie non veritiere, il giudizio e la considerazione dei N ()telespettatori in riferimento al "valore tecnico-pratico" della vettura Alfa Mito, e, di consegrtenza, a odannosamente sviare le loro possibili scelte di acquisto. ul t-Nella trasmissione in esame, infatti, il sig. Santoro ha assunto essenzialmente la veste di colui che U) o Ècoordinava un dibattito, e, conducendo una trasmissione ( nella quale, nellambito riservato ai dibattiti, id ôhanno partecipato più personaggi,tra i quali, alcuni -quali gli onorevoli Castelli e Rutelli- assai noti nelmondo politico, e, come tali adusi a "prendere spazio" nelle discussioni) dl intrattenimento con il o E ulpubblico, è apparso avere "in mente" essenzialmente una "scaletta" del programma e non il dettaglio ddel programma vero e proprio, che, del resto, di nonna, è preparato dal regista ( qualità, questultima, =che parte attrice non ha neppure allegato sussistere in capo al sig. Santoro unitamente a quella di ul zconduttore, e, che, dunque, ínmancanza di diversa prova sul punto, non può essere ritenuta sussistente o dl oin capo al medesimo giornalista televisivo). U) õ Õ o E pagina 35 di 60 ü n
    • Allo stesso modo, non può, daltra parte, essere ritenuto che la valenza denigratoria della frasi e degliatteggiamenti del sig. Formigli si sia automaticamente estesa anche alla persona del sig Santoro, ilquale ultimo, si è limitato al massimo a "fare da eco" al primo, mediante singoli stralci di parole e frasitanto veementi quanto generiche, senza che sia stata raggiunta la piena prova -in capo allo stessoconduttore- della effettiva acquisita conoscenza della loro non valenza tecnica, e, conseguentementedella loro tendenziosa non rispondenza al vero.Anzi, segnatamente, la dizione "fuori campo" (rivolta al sig. Formigli, dopo che questultimo, venendoa parlare dellAlfa Romeo, simbolo di sportività , e, poi della vettura Mito, a proposito della "gara"realtzzafa con soggetti definiti "suoi amici" del mensile Top Gear-, aveva introdotto largomento sullaqualità, ricerca, passione e marchi Fiat) pronunciata dal sig. Santoro e chiaramente percepita nellatrasmissione oggetto di causa: " torniamo sulla Fiat sennò dopofacciofatica", risulta, di per sé stessa,indicativa, ad awiso del Tribunale, di una certa improwisazione dei dialoghi, e, come tale, in assenzadi altri elementi e di specifiche allegazioni di segno contrario ad opera della attrice, ad awiso delTribunale, consente, anche sotto questo ulteriore profilo, di non ritenere raggiunta la prova che, in capoal sig. Santoro, vi fosse una piena consapevolezza " ex ante" delle parole, dei metodi e dei fini odenigratori del sig. Formigli, in riferimento alla vettura Alfa Mito della Fiat. o oConclusivamente, deve esser escluso che parte attrice, che pure ne era gravata ai sensi dellart. 2697 + ñ Écc, abbia fornito la piena prova di tutti gli elementi costitutivi della responsabilità aquiliana di cui o at) Nallart. 2043 cc, sia sotto il profilo che il sig. Michele Santoro abbia posto in essere, in danno della Fiat oGroup, wa autonoma non veritiera attività "informativa" di denigrazione della vettura Alfa Mito e sia o ()sotto il profilo che il sig. Santoro Michele abbia realizzato una attività di sostegno contributivo al sopra u..l F ct)descritto comportamento illecito del sig. Formigli. f!Santoro Michele deve dunque essere assolto da ogni domanda nei suoi confronti proposta. ö o o o EC PosizÍone della spa RAI. Radiotelevisione ltaliana. uJ J tl.l (,Deve essere affermata la responsabilità della spa RAI. z N zCome già sopra accennato, infatti, mentre, nei confrontl dei sigg.ri Santoro e Formigli, era onere di o Iparte attrice dimostrare tutti gli elementi di cui allart.2043 cc, per contro, nei confronli della spa RAI, õ 6una volta accertato Iillecito del sig. Formigli, è risultato applicabile il regime della "responsabilità per o Iofatto altrui" di cui allart. 2049 cc, che, essendo fondato sulla "ratio" di accoilare il rischio delle attività E i!dei dipendenti ai soggetti che di quelle attività si awalgono predisponendo altresì la organizzazione, 6 Þsostanzialmente prevede una sorta di responsabilità oggettiva. N oIn base alla ratio sopra enunciata, per affermare la responsabilità ex arl.2049 cc della spa RAI, ii o ,Èsarebbe stato, dunque, sufficiente un rapporto di occasionalità necessaria, nel senso che lffidamento o CN- al sig. Formigli- dellincombenza svolta ( in concreto consistente in un attivo intervento del N fgiornalista nellarealizzazione e diffusione televisiva del dibattitoservizio, in generale, sulla Fiat come = o () Azienda ed, in particolare, sul confronto di una vettura sportiva "di punta" prodotta dalla medesima tu FCasa Automobilistica con vetture similari appartenenti alla concorrenza) avesse determinalo ( come in (t) o ùconcreto la trasmissione 212V010 ha determinalo) una situazione tale da rendere possibili tanto il ö ofatto illecito quanto levento dannoso ( Cass. Civ. 024951) posti in essere dal "commesso o odipendente". E uJOsserva a questo punto il Tribunale, per completezza espositiva e con autonoma molivazione, che, Í lperaltro, una parte della giurisprudenza, ritenendo, comunque non applicabile, per analogia,allemittente televisiva, il regime di responsabilità previsto dalla legge 8 febbraio 1948 n 47, per z UJ oinquadrare la responsabilità "indiretta" del datore di lavoro, ricorre al concetto di colpa (in dl fneligendo eo invigilando) presunta (iuris et de iure), consentendo quindi, per quanto qui interessa, di v)arrivare anche ad escludere la responsabilità in capo al concessionario televisivo nel caso che risulti hi o o o E pagina 36 di 60 i! n
    • dimostrato che le profferite affemazioni offensive del "lavoratore contrattualmente legato" sono deltutto impreviste ed imprevedibili.Peraltro, la Rai, neppure sotto questo profilo ha fornito alcuna dimostraziolìe , e, del resto, non haprospettato alcuna allegazione né per escludere la sua possibrlità di esercizio di un fficace controllopreventivo sul contenuto della trasmissione 2122010 , e, neppure, per negare che la regìa delTospettacolo di Annozero rientrasse nella sua sfera dispositiva eo per sostenere, comunque, che le singoledichiarazioni a contenuto diffamatorio impiegate dal sig. Formigli fossero del tutto estemporanee etotalmente estranee alla lineo e alla regole indicate da essa emittente nella sua funzione di regista,intesa come coordinamento, impostazione e risultato. Anzi, al contrario, è dato pacifico in causa che una parte della trasmissione, e, segnatamente, il servizio2122010 di Annozero relativo alla "competizione tra le vetlure Alfa Mito, Mini Cooper e CitroenDS3" era stato registrato in precedenza.Inoltre, la periodicità della trasmissione Annozero, il suo "taglio di denuncia" e la sua impostazionestabile hanno integrato, di per sé stessi, un insieme di circostanze che si traducono, da sole, in unaserie di indizi gravi precisi e concordanti per ritenere dimostratala acceilazione, da parte della spa RAI, o onella sua qualità di datore di lavoro, del rischio dellillecito coÍrmesso dal sig. Formigli nella puntata di o oRAIDUE del dicembre 2010, assumendolo, comunque, come "rischio di impresa" di essa società # o c oemittente. U) NDunque, la spa RAI risponde dellillecito del sig. Formigli per il solo fatto di ayere messo adisposizione del giornalista, nellambito della tipologia dellattività per la quale egli era stato assunto, I o Osuoi mezzi di organizzazione e di dffisione, conservando quale datrice di lavoro, la potestà di dettare ul F (nregole di comportamento e di adottare le concrete decisioni circa i modi di svolgimento della o Èprestazione, ed, indubbiamente, traendone indubbio profitto sotto il profilo di maggiore "audience". ö o oIn alrre parole, proprio in funzione della impostazione spesso polemica, conflittuale ed, a tratti, otagliente della già più volte ¡icordata trasmissione per cui è causa, realizzaTa anche mediante interviste E uled inserti riflettenti "situazioni di denuncia di realtà problematiche, o, comunque, prospettate come 5 ultali", la spa RAI ha ottenuto un particolarmente intenso richiamo per il pubblico, attestato dai dati znumerici "di grande ascolto" sopra riferiti, permettendo eo comunque non doverosamente impedendo, o N znella trasmissione di attualità politica e sociale di Annozero per cui è causa, Iinserimento e la o Ldiffusione di notizie diffamatorie, provenienti da una persona, quale è il sig.Formigli, nota per la sua ô 6-"abilmente appassionata" vivacità verbale, nonchè mancanza di remore nella esposizione, in qualche o omodo, "ltilizzandolo" anche allo scopo di capitalizzarne Iinnegabile attrattiva in termini di richiamo c iTsul pubblico. o E N oConclusivamente, deve essere affermata la responsabilità della spa RAI, in base al disposto di cui @ + .aallart.2049 cc, in solido con il sig. Formigli ( ex art. 2055 cc). o U) N f oIn definitiva. considerati tutti gli elementi istruttori di cui sopra, nonché i dati acquisiti mediante la O ul FCTU valutativa e percipiente insieme , mentre non risulta provata la responsabilità del sig. Santoro che U) o 0_deve pertanto essere assolto, risulta invece dimostrata la responsabilità tanto del convenuto Formigli, ö oquanto della spa RAI, e, pertanto, deve essere pronunciata la condanna solidale di entrambi iconvenuti sig Corrado Formigli e spa RAI a risarcire a Fiat Group -in quanto comprensiva del o E ulsub brand Alfa Romeo, a cui appartiene la vettura Alfa Mito- i danni tutti alla stessa derivati. t = ul z1227 cc . della danneesiata Fiat Group ( per essere, la società attrice, stata in precedenza informata che o tû dlla puntata 2122010 avrebbe trattato dei problemi Fiat; per non avere, la medesima società, nella Cpersona del sig. Marchionne, quale amministratore delegato della spa Fiat Group, o altro autorevole iri ô o o E pagina 37 di 60 i¡ n
    • esponente, accettato il pur reiterato invito ad intervenire nella trasmissione del 2122010 di Annozero,a1 fine di poter eventualmente interloquire in difesa della vettura Alfa Mito; per non avere infinepredisposto rÌn testo di "replica" in seguito alla trasmissione).Nessuno, e quindi neppure Iattorea Casa Automobilistica, nella persona del suo amministratoredelegato, dott. Sergio Marchionne, o altro rappresentante, può essere, infatti, ritenuto obbligato apartecipare ad una trasmissione televisiva, che pure in qualche modo tratta della attività lavorativa eproduttiva della Azienda nella quale egli occupa posizione di rilievo, al fine di "difendere il suoprodotto denigrato".A11o stesso modo, nessuno è obbligato a predisporre, in prosieguo di tempo, un testo di replica da"affidare al suo diffamatore" per "correggere una notizia informativa" (dal medesimo teletrasmessa),che ritiene lesiva dell immagine di un suo prodotto e del proprio onore; così come infine nessuno èobbligato a prospettare al soggetto che lo ha denigrato, una propria versione dei fatti, affidandone,direttamente o indirettamente, la diffusione al suo "diffamatore".A prescindere dalla considerazione di carattere generale che ll contraddittorio ha significato solo in"campo neutro", e che tale non è il "campo" ( nel caso di specie la trasmissione televisiva diAnnozero) in cui "opera" il soggetto "denigratore", è se mai loffensore che deve attivarsi a rettificare, o oe non invece Ioffeso che , per non diventare coffesponsabile, deve attivarsi per replicare nei confronti ä o -di chi, con il suo illecito comportamento, gli ha arrecato un pregiudizio. o U) NLa condanna risarcitoria dei già ricordati convenuti deve, pertanto, riguardare Iintero danno (inerente oil sub-brand Alfa Mito) subìto da Fiat Group, dovendosi invece escludere che il risarcimento possa oessere percentualmente diminuito in funzione di una asserita, ma in realtà inesistente, "colpa del UJ F ct)creditore" ( ex art. 1227 cc). (L hi ôTutto ciò premesso e rilevato in ordine allan debeatur, deve ora essere affrontato il problema del oquantum debeatur, evidenziando che, in riferimento alla esistenza e quantificazione dei pregiudizi E ulderivati dallillecito, Iattrice ha formalmente richiesto il risarcimento dei danni tanto 1 f tu (,patrimoniali, quanto V non patrimoniali; pretese tutte che, certo, rientrano nella natura bipolare del zsistema risarcitorio vigente. o N z o L õ idIlI DANNO PATRIMONIALE ô 6 ELa richiesta di un danno patrimoniale , così come formalmente prospettato dalla attrice, secondo i! ñquanto già accennato, deve essere accolta, peraltro nei soli limiti di cú infra. o N oA fronte delle argomentazioni ed osservazioni critiche ancora sviluppate dalle parti nelle difese finali @ ä odeve essere innanzitutto ripresa una precisazione già effettuata in sede di esame preliminare delle o u)argomentazioni critiche dalle parti svolte nelle difese finali. NAlludienza dei 2103V011, in sede di formulazione definitiva dei quesiti sottoposti agli accertamenti otecnici e valutazioni degli Esperti di Ufficio, alle luce delle argomentazioni svolte dai Difensori, al o ul Þpunto 5 è stata eliminata lavaltúazione circa linfluenza sulle vendite dellauto Mito, precisando che U) o d_la domanda era volta alla acquisizione di dati tecnici funzionali a poter valutare la sussistenza o meno iri odei presupposti dei danni non patrimoniali allimmagine della società; al punto 6 è stata, invece, osostituita la dizione " avere infTtenza sulla perdita di immagine" con quella " a determinare o meno una o E UJperdita di immagine". tIn definitiva, è stato chiesto ai CTU di tecnicamente accertare e valutare, alla luce dei criteri di loggettiva valenza scientifica, se le notizie negative per Fiat comunicate ai telespettatori sulla vettura uJ zAlfa Mito avessero o meno influito negativamente sullimmagine della Casa Produttrice, con esclusione o dl 6della valutazione in termini quantitativi sullandamento delle vendite ( lucro cessante) , ma mantenendo U)il quesito di quantificere "laportata" del fenomeno denigratorio negli altri suoi profrli compresi nella ö o o o E pagina 38 di 60 iI n
    • materia oggetto di causa. La scelta istruttoria è stata motivata dal fatto che parte Fiat, quanto allevendite auto, pur in presenza del pacifico dato del trend negativo delle vendite, non aveva comunqueintrodotto in causa documentazione idonea ad attestare la situazione ( a lei necessariamente nota)quantitativa "di paftenza" ( e cioè al212V010), rendendo così impossibile quantificare, sia pureattraverso una CTU percipiente in quanto riferita a danno futuro, per confronto, leventuale lucrocessante per "calo vendite" direttamente ricollegabile -con autonomo processo causale- alcomportamento denigratorio del2122010 di Annozero, se non affidandosi ad una CTU esplorativa, e,come tale, inammissibile. Per contro, è rimasto demandato agli Esperti di Ufficio di motivatamenteargomentare in ordine al quesito se il contenuto della trasmissione 2122010 fosse o non fosse idoneo atecnicamente determinare una perdita di immagine diurna Casa Automobilistica Produttrice come ilGruppo Fiat, "valutandone altres . In tale modo è stato chiesto ai CTU, che hannocorrettamente e motivatamente risposto, di quantificare, da un punto di vista tecnico, il costo, sottoforma di danno emergente, di una campagna pubblicitaria a|ta a fornire elementi dicontroinformazione, secondo quanto specificamente allegato nellatto introduttivo da parte Fiat (che haesplicitamente allegato la necessità di effethrare una campagna pubblicitaria ad hoc, a livello nazionale, ocon un costo totale di circa € 3.000.000 e di circa ventimila euro al secondo) ; il tutto, ovviamente, una o ovolta valutato in positivo che la notizia fornita da Annozero era non veritiera e denigratoria, e, come # otale suscettibile di arrecare un danno di immagine consistente nel pregiudizio commerciale al prodotto o ct) NAlfaMito.I1 quesito in esame era pienamente ( art. 24 Cosl. " tutti hanno diritto di agire in giudizio per la tutela odei propri diritti... ) demandabile in quanto relativo ad un danno futuro, per il quale al momento della uJ t- U)introduzione del giudizio, non potevano essere , da parte aihice, forniti dati numerici né "di partenza" o Èné "di consistenza", trattandosi unicamente di un pregiudizio certo, in quanto necessariamente ö ô oconseguente alla denigrazione di un prodotto commerciale, i cui effetti quantitativi negativi, alla data - o31U010 del deposito dellattoreo ricorso - non potevano essere noti allattrice, né dovevano essere E ulvalutati per confronto con elementi già in possesso di Fiat, in quanto destinati a compiutamente J ul (,malenalizzarsi in un successivo lasso temporale ( cfr. in tema,le puntuali osservazioni dei CTU). z N zOra, secondo Iinsegnamento della Suprema Corte, un danno futuro fondato su una sifuazione oggettiva o Led inevitabile determinata da una causa efficiente in atto ( come appunto era il pregiudizio in esame) e õ önon su una semplice supposizione priva di elementi di effettività, costituisce danno risarcibile in oquanto fondato su ragionevole e fondata previsione ( Cass. Civ. 1441983 n2602 in Dir. Prat. õ EAss.1984,263; Cass. Civ.24011985 n 318 in Dir. Prat. Ass. 1985, 608; Cass. Civ. 20011987 n 495 in i! oDir. Prat. Ass 1987,671 ; Cass. Civ.5 novembre 1994n9170 inRiv. Giur. Circ. Trasp. 1995,367,e Þ N o @successive conformi) ; # oDevono quindi, preliminarmente, essere respinte, sul punto in esame (del danno patrimoniale), le Ë o U)osservazioni e le richiesle tanto diparte aftrice, che in comparsa conclusionale, invero N oinammissibilmente, in quanto tardivamente, ha allegato di avere subito, a seguito ed a causa della otrasmissione 212U010 , anche un danno patrimoniale da lucro cessante ( pari ad € 13.054.000) O Ul Fderivante dal calo delle vendite di vethrre Alfa Romeo Mito ed, infondatamente,ha chiesto di vedersi (./) o fIliquidato anche tale pregiudizio, oltre al danno emergente ( che, in quella sede ha indicato in € iri o6.500.000), quanto diparte convenuta che ha infondatamente assenTo che Iindagine sui costi della ocampagna pubblicitaria "di contrasto" aveva un carattere esplorativo eo comunque era stata affrontata o E uJdagli Esperti al di fuori del loro mandato. tCiò premesso, osserva il Tribunale, in via generale, che quello patrimoniale è un "danno - f,conseguenza" ( così come autorevolmente punlualizzato, nel campo delle lesioni fisiche, con una ul zdefinizione certo ancora del tutto attuale, dalla Corte Costituzionale nella fondamentale decisione o Íl co18411986) , che deve essere inteso come concreta e specifica diminuzione del patrimonio del soggetto U)vittima del fatto illecito. fti o o E paeina 39 di 60 i! n
    • Tale pregiudizio economico può astrattamente presentarsi, oltre che come lucro cessante ( nellafattispecie estraneo alloggetto di causa, in quanto non tempestivamente allegato) , anche come dannoemergente.A tale proposito, la Fiat Group, ha tempestivamente e specificamente allegato di avere subìto, inconseguenza dellillecita condotta altrui, una concreta perdita in denaro ( danno emergente) consistentenell esborso che essa Casa Automobilistica avrebbe dol.uto affrontare al fine di attuare una campagnapubblicitaria volta a ridurre e contrastare le patite conseguenze dannose derivanti dal comportamentodenigratorio di parte convenuta; costo che, in riferimento allasseril.o prezzo di "adeguati messaggipubblicitari" da trasmettere allintemo di Annozero, è stato, dallattrice, inizialmente indicato, con unastima definila"prudenziale", nella misura di € 3 milioni.Ora, su tale problematica, in corso di causa, segnatamente tramite le motivate e documentateosservazioni tecniche dei consulenti di ufficio in risposta ai quesiti formulati dallUfficio, delle qualigià sopra si è accennato, quanto al pregiudizio futuro, è risultato che , "a seguito" ed "a causa" dellatrasmissione televisiva 2102010 di Annozero, si sono effettivamente verificati, a sfavore della attrice,apprezzabrli effetti economici negativi, durante tutto il lasso temporale dai CTU motivatamente o oindicato come "signifltcativo". o oA riprova della condivisibilità della scelta iniziale di Fiat di richiedere il danno patrimoniale ( + o Ëunicamente) sotto forma di pregiudizio emergente, coerentemente rispondendo ai quesiti loro affidati, i o U) NCTU, ai fini di motivatamente inquadrare le loro osservazioni finali e quantificazioni finali, hanno opreliminarmente illustrato, con logiche ed esaurienti argomentazioni che, pur dovendosi rawisare, nel o Ocomportamento denigratorio di Annozero, ùn nesso causale autonomamente influenre sul pregiudizio ul t- ct)"commerciale e di immagine" di Fiat , nella impossibilitò tecnica di attribuire alla incompleta ed frimparziale informazione denigratoria veicolata nel corso della trasmissione Annozero, tutte le minori õ o oimmatricolazioni di auto Alfa Mito, nel periodo successivo alla trasmissione televisiva oggetto di ocausa, ai lìni della quantifìcazione del danno, non sarebbe, in ogni modo, risultata percorribile la Ê uJstrada di utilizzare il metodo del calcolo diretto del lucro cessante semplicemente rapportandolo alle ) uJ ominori vendite, nella impossibilità di scindere le interferenze delle altre verosimili concause e nella zmancanza di elementi utili ad isolare Iautonomo contributo ( sullandamento già negativo delle o N zvendite) della trasmissione di Annozero, depurandolo dagli altri molteplici fattori, durante il periodo o usignificativo ai fini di tale rilevazione. o öPertanto, rigorosamente illustrando anche su questo punto il metodo logico-scientifico adottato, i CTU, o onellambito del loro incarico di carattere anche percipiente, hanno acquisito i necessari dati tecnici, che o Ehanno perrnesso loro di motivatamente concludete, in punto quantificazione del pregiudizio, che, a iI ofronte della incompleta e parziale (e, come Tale, aTTa ad indurre nel telespettatore medio una percezione o N o @errata del confronto tra le autovelfire) informazione, veicolata nel corso della trasmissione 2122010 di + o --Annozero, la "incidenza" eta da ritenere pari all1,2%o del pubblico degli spettatori. E, sulla base di tali o ttpremesse , gli Esperti del Giudice, con osservazioni e conclusioni che il Tribunale fa proprie in quanto Nlogiche ed esaurienti, hanno scientificamente concluso, del tutto in linea con i quesiti loro affidati, che oil danno emergente di Fiat, pari allimporto ottenuto dalla somma del costo dello "spazio media" e dai o ul t-compensi per il Centro Media elAgenzia, per una adeguata comunicazione di contrasto, doveva Ø o (ressere quantif,rcato in € 1.750.000, iri o o oOra, anche in questa seconda indagine, avente carattere economico, ritiene il Tribunale che, al fine di E ul tillustrare i passaggi salienti delle argomentazioni dei CTU, nellambito delle osservazioni critiche l uJsvolte dai CTP, e delle critiche ancora richiamate, in sede di precisazione delle conclusioni, risulti utile z o ct oriportare direttamente alcuni passaggi delle motivate ed esaustive risposte dei CTU, che il Tribunale (t) ö ôpienamente recepisce o o E pagina 40 di 60 i! n
    • E così, segnatamente: Tempi di immatricolaztone:Secondo i CTP Rai, dato il momentodella trasmissione (2 dicembre 2010), se il tempo medio intercorrente fra lordine elimmatricolazione è di 90 giorni, la valutazione dellínversione del trend deveconcJudersi a febbraio 2011 (mese nel quale non si manifesterebbe alcuna inversionedi tendenza). f CTU, invece confermano íl procedimento da essi adottato, ovvero dimisurare leventuale inversione del trend a partire dal mese diMarzo 2011, perché èsolo a partire dai primi giorni di Marzo (cioè trascorsi 90 giorni) che Jeventualeimpatto della trasmíssione puÒ manifestarsi (e non prima, ovvero a Febbraio). Perquanto detto, i CTU non accolgono il rilievo in parola""" Secondo i CTP Rai, le oimmatricolazioni nel mese "X" non derivano solo dagli ordini effettuati 90 giorni o # õprima, in quanto le imnatricolazione nel mese "X" derivano da una molteplicità di fonti o U) N ()di consegna che riducono il tempo intercorrente fra Iordine e Iimmatricolazione sotto (-)i 90 giorni. Anche i] CTP Fíat ha indicato diverse fonti di consegna ("pronta uJ F U) Èconsegna", "aLrto ín ordine", "aLrto da ordínare2. Tuttavia, a differenza dei CTP Rai, iI id oCTP Fiat stima il tempo medio intercorrente fra Iordine e Iimmatricolazione in g0 o E tu Jgiorni poiclté gli ordiní "pronta consegna" hanno tempi medi infertori ai g0 giorni, le uJ o z o"aLtto in ordine" hanno tempi medi pari a 90 giorni e le "altto da ordinare" hanno tempi N z Isuperiori a 90 giorni. I CTU ritengono che i 90 giorni rappresentino una proxy õ iri oragionevole del tempo medio intercorrente fra Iordine e Iimmatricolazione per Ia o o E i!contemporanea presenza di fonti di consegna che hanno tempi inferiori ma anche ! o N osuperiori ai 90 giorni. Per tale ragione i CTU ritengono che il rilievo ín parola vada @ + o - orespinto. Inoltre, anche accogliendo Iargonentazione dei CTP Rai in merito al "peso" U) Ndelle diverse fonti di approvvigionamento e del conseguente impatto sui tempi medi o O uJ F(ponderati) intercc¡rrenti tra lordine e Iimmatricolazione, i CTU osservano che il dato U) o ÍI ösul "dealer stock" (e quindi sugli ordini pronta consegna) non rappresenti un valido o oriferímento in assenza dellindicazic¡ne dei tempi di rr,¡tazic¡ne e quindi di immobilizzr¡ E ul ddello stock. In a.ltre parole, ben può essere che un dealer abbia uno stock importante, = z tJJma ciò non implica che gli ordini evasi attraverso Iutilizzo dello stock abbiano la o o c0medesima importanza, se lo stock resta immobilizzato. In ogni caso, anche cn ö o o o E pugina 41 di 60 i! n
    • accogliendo tout court i dati forniti dai CTP Rai e quindi segmentando leimmatricc,tlazír¡ni (e coerentemente anche i rispettivi mercati di riferimentd in base alpeso deÌle fonti di approvvigionamento, Je conclusir.¡ni non cambiano. Infatti, anche sele imnatricolazic¡ni nel mese "X" sono al 47Vo da "dealer stock" (e quindi prontaconsegna) e al 44Vo da "pipeline/factory" (e quindi a 90 giorni), il differenziale dicrescita mese su mese non cambia. Con questo procedimento, si hanno pertanto duedistinti momenti di verifica della discontinuità: il primo, a dicembre, per la serie"dea]er stocl{" e il secondo, sempre a marzo, per Ia serie "90 giorni". Se è vero chenel mese di dicembre non vi è discontinuità nel trend (per Sli ordini pronta consegnÐ, oresta tuttavia presente quella rilevata nel mese di marzo (per sli ordini a 90 giorni). E o o # - ßquindi possibile ancora affermare che almeno una parte delle immatricolazioni abbia o U) Nsubito uninversione di trend in corrispondenza del momento del possibile impatto o uldella trasmissione. Il presupposto per Ia quantificazione del danno attraverso il calcolo F U) o (Ldei minori margini (metodo di controllo) resta pertanto ancora valido. Anche da questa in o o oprospettiva, il rilievo mosso dai CTP Rai viene quindi respinto. Infine, anche se sr E ul fdovessero rettifícare i mínorí margini (quale limíte superiore del valore del danno) e til (, zanche considerando che solo il 44% delle minori immatricolazioni (ovvero solo gli N z Lordini a 90 giorni) sia teoricamente riconducibíle alla trasmissione, si otterrebbe un õ ô ovalore comunque superiore (pari a circa € 2,2 milionÐ al danno determinato attraverso o o E i¡il metodo principale dei maggiori oneri (pari a € 1,75 milioni). Persino in questo caso G Þ N oIimite, quindi, quanto determinato dai CTU resta coerente e valido. @ # o - oInversione nel trend delle itnnatricolazioni:Alla luce di quanto appena argomentato sui U) N otempi medi tra lordine e Iimmatricolazione, i CTU quindi respingono Ia proposta dei o O ul t-CTP Rai di anticipare il nc¡mento della verifica dellinversione del trend e pertanto (n o È idconfermano quanto già proposto. In ogni caso, i CTU ritengono che il metodo proposto o o odai CTP Rai, ovvero di "trasferire" Ltna parte delle immatricolazioni realizzate a E U t fGennaio e Febbraio sul mese di Marzo, non sia corretto in quanto restituirebbe una tU znuova serie storica "aggiustata" del tutto fittizia e arbitraria. In altre parole: si può @ coanche anticipare il momento della verifica (ma, per quanto argomentato, è unipotesi ct) d o o o E paeina42 di 60 i! n
    • ritenuta non accettabile), ma non sí possono "trasferire" lmmatricolazioni fra unperiodo e Ialtro. Secondo iCTPRai, a fronte dí unipotettca lnversione del trenddeJlimmatricolato Mito, si sarebbe dovuto parallelamente osservare un andamentopositivo del trend dellimmatricolato Mini, cosa che invece non si è verificata. I CTtlritengono che tale osservazione non sia condivisibíle, da un lato, poiclté la verífica diun eventuale danno o beneficio a carico dei concorrenti derívante dalla trasmissioneesula dal quesito posto dal Giudice, e dallaltro, poiché ciò che si dovrebbe dimostrare(ma che non è possibile dimostrare sempre per lassenza della condizione coeterisparibuÐ è che Iandanento della Mini sarebbe stato peggiore in assenza della o otrasmissione.""".In ogni caso, anche se s¡ accogliesse il rilievo dei CTPRai, ovvero o # ßIassenza dellinversione di tendenza, resterebbe conunque accertata e non contestata o at Nla modifica delle percezioni dei clienti, presupposto per Iapplicazione del metodo dei o o ulmaggiori onerí. Resterebbe pertanto comunque valida la quantificazione del danno t- U) o (!accertata attraverso tale metodo che, come detto, rappresenta il metodo esclusivo per õ o ola quantificazione del danno. E UJ )Valutazione del danno Griterio del costd: U (, zSecondo i CTP Rai, il costo per contatto sarebbe pari a € 29,02 (pari al rapporto fra íl o N z o tLvalore del danno, pari a € 1.750.000, e Ie persone che hanno modificato le percezioni, õ ó opari a 60.300 individuÐ. A prescindere dalla circostanza che, da un punto di vista õ E i!quantitativo, il costo per contatto dovrebbe includere solo il costo dello spazío (€ G Þ N o1.500.000 e che quindi tale costo passerebbe da € 29,02 a € 24,88, quello che @ # o Ë odavvero rileva è la validità concettuale del calcolo proposto dai CTP Rai. 11 costo per at) Ncontatto non va calcolato in base alle persone che hanno modificato Ie percezioni, ma o Lrl Fsullintera audience esposta allipotetica contro-comunicazione 6.100.000 spettatcsri). ct) È öCiò comporta un costo percontatto pari a € 0,29 (1.500.000/5.100.000. Un valore o o oquindi del tutto ordinario. Infatti, lalternativa ad una campagna che "colpisce" Iintero E ul t ltarget, allinterno del quale sono inclusi coloro che hanno modificato Ie percezioni, è ul zuna campagna molto più mirata in grado di selezionare e individuare con precisione o o dìassoluta solo gli individui che hanno modificato Ie percezioni. In questo caso, il costo U) 6 o Io E paei"a43 di60 ü n
    • per "contatto mirato" assumerebbe un diverso significato e sarebbe notevolmente piùalto in quanto il valore del "contatto mirato" sarebbe, con tutta evidenza, decisanentepiù alto rispetto al contatto genericamente appartenente alla audtence. In altre parole,allaumentare della precisione della campagna, aumenta il costo per un contatton e c e ssariam en te più q uaÌifica to.Secondo i CTP Rai, ci sarebbe una sproporzione fra Ia durata complessiva degli spot(13,63 minuti, ovvero 27,27 spot da 30 secondi al costo unitario di € 55.000 secondoil listino RAI) acquistabili con il valore del costo del tempo stimato dai CTLI ê1.500.000 e Ia durata del filmato diAnnozero (2,17 minuti). La sproporzione orisiederebbe quindi nel rapporto fra Ia durata complessiva degli spot e il filmato di -e ii ñ ÉAnnozero 6,29 voltÐ. In primo luogo va osservato che: in base ai listini RAI, nel o U) Nperiodo 1 -28 maggio 2011, il costo di uno spot da,?0 secondi trasmesso nel corso o o uldelJa Trasmissione Annozerr¡ è pari a € 66.000; se si volessero acquistare spot da 60 F aJ) o (Lsecondi íl costo sarebbe pari a 2,5 volte il costo di uno sport da 30 secondii la "durata ö o odel filmato" deve perlomeno includere il tempo dedicato al dibattitc,t successivo o E ulhlmeno pari a 4 minuti). Sulla base di tali osservazioni, la supposta sproporztone si f uJ (, zridurrebbe da 6,29 a 2,27 volte. In secondo luogo, il rilievo dei CTP Rai non ttene in N z o Iconsiderazione che Iipotetica contro-comunicazione deve essere in grado di õ ocontrastare un ricordo non sollecitato e quindi ancora radicato nellll% dei o 6 E i!telespettatori a distanza nel tempo (almeno 5 mesi dalJa trasmissionÐ. In altre parole, !o N oquello che i CTP Rai non considerano è che Ia contro-comunicazione deve essere @ # o -Ê oripetuta un certo nutnero di volte (frequenza) per raggiungere Ia stessa efficacia ìn U> Ntermini di rícordo della trasmissione. I modelli di stima @ei CTU e degli operatori ul Findipendenti di mercato) del costct dellipotetica contro-comunicazione hanno quindi aD o fL ôtenuto conto anche di tali obiettivi (ricordo radicato negli spettatori ne| o o otempo).Secondo i CTP Rai, i CTU non hanno tenuto cc¡nto che gli scr¡nti "normaltnente E uJ tpraticati aí grandí investitori" sui .listini sono pari al 60%. Tuttavia, il costo per gross ) uJ zrating point indicato nella CTU esprime un prezzo già al netto desli sconti mediamente o fE dlpraticati nel mercato. Per tale motivo, i CTU non accettano il rilievo in parola. (t iri ô o o E pagina 44 di 60 i! n
    • Contranamente a quanto sostenuto dai CTP Rai, i CTU hanno ritenuto accettabile latesi secondo la quale limpatto sullimmagíne debba tener conto dellinteresse neiconfronti della Mito da parte dei telespettatorí attraverso il netodo sta deí minorimargini sia dei maggiori oneri. Con riferimento ai minori nargini, a differenza dei CTPRaÌ, i CTU ritengono che un effetto depressivo sulle immatricolazioni potrebbe essersimanifestato. Tuttavia, lassenza delle condizioni coeteris paribus, come più voltedetto, ha reso necessario attribuire alla stima di tale effetto potenziale una merafunzione di controllo rispetto ai valori ottenuti attraverso il metodo principale. Conriferimento ai maggiori oneri, íl numero di individui che hanno ¡nodificato le proprie opercezioni rappresenta la base di riferimento più corretta ai fini del calcolo, poiché o o # o Ëinclude tutti sli individui potenzialmente in grado di influenzare "linteresse nei o U) Nconfronti del prodotto" e che quindi possono condizionare lintenzione dacquisto O tljGcquirenti attuali, influenzatori, acquirenti futuri, opinion leader, "). t-- CJ) o fICome argomentato, i CTU ritengono che la quantíficazione del danno attraverso iJ iri o ometodo dei maggiori ctneri sia stata correttamente e ragionevolmente fr¡rmulata, E ulcontrariamente a quanto osservato dai CTP Rai. Inoltre, i CTU sono dellopinione che f UJ (, zla valutazione di eventuali forme alternative di rimedio, quale quella offerta dalla N z Lredazione di Annozero a Fiat, non rientri nel perimetro del quesito posto dal Giudice. õ ô oSu rilievi avanzati dal CTP triat, i CTU osservano quanto segue:Metodo di verifica o o E i!delJinversione del trend delle immatricolazioni: il CTP F-iat condivide sia Iapproccio ñ Þ N ometodologico adottato sia i risultati (minori immatricolazioni potenzialmente @ + o -Ê oassociabili alla trasnissione) ai quali i CTU sono pervenutiiModello Wdale - Wolfe: U) N Ianche il CTP triat sembra condividere i limiti concettualí del modello, gtà evidenziati o uldai CTU. In aggiunta, il CTP nctn fornisce osservazioni in merito agli ulteriori rilievi F U) (L ödei CTU e in particolare sulla non verificabilità desli input e sullapparente o o ocontraddizione dei risultati che emergono dallapplicazione dello stessc¡. Ciò posto, sul E uJ trilievo in parola, si conferma quanto esposto in sede di CTU; Determinazione dei f ul ztelespettatori che ricordano la trasmissione in naniera attinente e dei telespettatori o o dlche hanno modiftcato le proprie percezioni da positive a negative con riferimento aI U) ä o o o E pagina 45 di 60 i! n
    • marchio Alfa Romeo: Secondo il CTP Fiat, la misura del ricordo attinente èsottostimatr,¡ perché influenzato da una domanda "generica, poco chiara e per nullacircostanziata" che ha quindi limitato la capacità di ricordo spontaneo degliintervistati. Prima di entrare nel merito, i CTU osservano che il CTP triat non contestala rilevanza del "ncordo spontaneo", e quindi radicato nelle percezioni deitelespettatori, quale parametro fondamentale per la stima dei maggiorí oneri. Il CTPFiat, quindi, contesta la modalità (genericità della domandÐ attraverso la quale si èstimato íl "ricordo spontaneo". I CTU sono invece dellavviso che è esattamenteattraverso una domanda "generica" che è possibile sollecitare un ricordo "spontaneo". oSe la domanda da "generica" diventa "specifica", il ricordo si trasforma da o o # 6 Ë "spontaneo" a "sollecitato". Per tali notivi, i CTII respingono i] rilievo del CTP Fiat. o <D NSecondo i] CTP Fiat, il campione degli intervistati nellindagine SWG non è stato O = O ulpreventivamente testato in termini di capacità di rico¡tc¡scinentr¡ del significato delle t: o fLparole utilizzate nella domanda di apertura (come "test su pista"). Per tale motivo, irt oquindi, il ricordo spontaneo sarebbe sottodimensionato a causa della scarsa o E ul Jconoscenza del fenomeno in og:g:etto. In termini generali, i CTU sono consapevoli della UJ (, zpresenza di un possibile problerna "semantico". Tuttavia è un problema sempre o N z o Lpresente in qualsiasí indagine dí mercato volta a misurare il ricordo spontaneo e ô id oquindi non sollecitato. In aggiunta a ciò, i CTU fanno osservare che la quantificazione o o E Ldel maggior onere si basa sui dati messi a disposizione nel corso della consulenza o ! N otecnica e che il CTP Fiat non ha fornito unipotesi di soluzione quantitativa a tale @ # o Ë opossibile problema. Inoltre, pur prescindendo da tale conclusiva considerazione, i U) N OCTU sottolineano che è comunque ragíonevole presumere che Ia parte del campione o (-) UJ Fche non conosce o non sa cosa siano i "test su pista", possa non aver visto ]a U) (! ötrasmissione Annozero o non ricordare i contenuti (in particolare il filmato rilevante ai o o ofini della CTU, ovvero il test su pistÐ. In entrambe le ipotesi, sarebbe quindi corretto E IU í lnon tenere conto di tale porzione del campione per la stima del ricordo attinente. Per ul zquantct dettc¡, i CTU nr¡n accolgctno il rilievr¡ avanzato dal CTP Fiat, seppur ín linea di I fn dlprin c ipi o c on di vi s i bil e. U) ö o E pagina 46 di 60 i! n
    • Secondo il CTP Fiat, il profilo demografico del campione desli intervistati non ècoerente cr,tn le caratteristiche dei clienti dí autct a ntarchic¡ Alfa Romeo. I CTLIosservano che, a prescindere dalla circostanza che il CTP triat non dice se tale fattoconduca ad una sovrastima o sottostima del rtcordo attinente e quindi se abbiafavorito o meno triat, la non coincidenza demografica tra Iuniverso di riferimentodellindagine SWG Girca 44 milioni di persone) e il target Alfa Romeo a nulla rileva aifini della rappresentatività, e quindi della bontà, del campione. Infatti, se iÌ punto dipartenza è la popolazione italiana e se attraverso opportune domande si è giunti aquantificare (e qualificare) coloro che hanno un ricordo attinente e che hanno omodificato le proprie percezioni, questo segmento può non coincidere con il target o o # .aAIfa Romeo semplicemente perché sono due insiemi concettualmente diversi. Inoltre, o U) Na rigor di logica statistica, allo stesso risultato si giungerebbe a partire da un o O UJcampione rappresentativo del target Alfa Romeo. La percentuale del ricordc¡ attinente F o) ô_e di coloro che hanno modificato le proprie percezioni si innalzerebbe, ma su un iti ouniverso di riferimento più ridotto. Per tali motivi, i CTU non accctlgonct il rilíevo o E U fmosso dal CTP triat. uJ (, zSulla base delle stesse argomentazioni esposte nel punto precedente, il CTP Fiat N z o Lcontesta Ja stima del ricordo attinente Gottostima) poiché bassa è Ia percentuale desli o ö ôintervistati esposti alla trasmissione. Anche in questo caso, i CTU respingono il rilievo o o E iIín parola per Ie s/esse motivazioni addotte nel punto precedente. Dí conseguenza, Ia N ! N oproposta del CTP Fiat in meríto alla rideterminazione del ricordo attinente e della @ i{ o oconseguente percentuale di coloro che hanno nodificato le proprie percezioni non CN Nviene accolta dai CTU poiché basata su presupposti concettuali non condivisibilí. o O uJ FQuantificazione del dannc¡: il quadro cc¡ncettuale|Il CTP Fiat contesta Iaffertnazione U) 0_ ödei CTU secondo la quale uneventuale somma dei maggiori oneri e dei minori margini ô o orappresenta unerronea duplicazione dei valctri del danno ecr,tnctmico. In primis perché E ul t".il risarcimento del danno comprende sia la perdita subita sia il mancato guadagno, l ul zin secondo |uogo perché Ieventuale campagna di contrastr¡ potrebbe essere inefficace õ dle quindi inadeguata ad annullare leffetto sulle minori vendite""" Vero è che per (i) iri o o o pasina4T di60 ü E n
    • stimare il danno di tmmagtne è possibile fare ricorso al metodo dei mínori margini,tuttavia i minori margini e i costi per la rtcostruzir,¡ne sono procedimenti alternativi, inquanto le due componenti rappresentano due modalità per mísurare lo stesso oggetto,ovvero il danno di immagine. Con riferi¡nento al secondo punto, i CTU inveceritengono che Ìa tesi non possa essere accolta poiché solo attraverso lintroduzionedellipotesi di adesuatezza della campagna di contrasto Ghe sia quindi in grado diannullare gli effetti sulle minori venditÐ è possibile annullare il rischio di sovrastimadel danno economico, La rimozione di tale ipotesi, infatti, comporterebbe Iaddebito aIdanneggiante del costo di una campagna di contrasto inefficace le cui responsabilità o osono del danneggiato. Una conseguenza economicamente inaccettabile. Per quanto o J õdetto, i CTU respingono losservazione in parola""". procedinento di quantificazione o (t) N Idel danno: costo della comunicazíone dí contrasto o o"""In linea di principio, i CTU infatti ritengono che un procedimentrt razionale, quindi ul F U) o Ldimostrabile e verificabile, dì formulazione di un budget di comunicazione richieda ö ô oanzitutto la qualificazione desli obiettivi, in secondo luogo Iidentificazione e la o E uJ Jquantificazione del target, in seguito la stima del gross rating point (frequenza e L! o zcoperturÐ e solo nella fase finale la stina del costo per gross rating point e quindi la N z o Lquantificazione della spesa prevista. La successione ordinata di tali elementi õ irt odimostrabili e verificabili non sono stati forniti dal CTP Fiat.""".. Ia stima fornita dai õ E i!CTU è veríficabile, a differenza dí quella proposta clal CTP triat. o o N o L Procedimento di quantificazione del danno: valorizzazione delle minori @ # o - o itrunatricolazioni:. Secondo il CTP triat, il prezzo è Ia variabile che meglio U) N I esprime il valore di una marca (e quindi delJimmaginÐ nella prospettiva dei LlJ cr¡nsumatori. I CTU concordano pienamente su tale punto| tuttavia ai fini della F c.t) o ù ö quantificazione del danno, la corretta prospettiva non è quella del consumatore o o o ma dellazienda, poiché limpoveri¡nento econc¡mico riguarda questultima e non E Lll t il primo. Ciò posto, f impoverimento economico di unazienda è sempre pari alla = ul z riduzic¡ne del profitto e quindi pari alla diminuzione dei ricavi al netto o d) d) dellincremento dei costi necessari per il conseguimento degli stessi.Secondo il tJ) 6 o o ñ E pagina 48 di 60 i! n
    • CTP Ftat, il profitto è funzione anche dei processi aztendali o del modello di business (che impatta sui costi), oltre che del valore percepitc¡ della marca (che impatta sul prezzo). Sempre secondo íl CTP Fiat, |lmmagine di marca e iJ relativo danno è una dintensione che ha valore solo nellottica esterna (del cliente) e non anche interna 1aziendÐ. Su tale rilievo, i CTU riaffermano quanto argomentato nel punto precedente. Da un punto di vita economico, da ciÒ consegue che, coeteris paribus, due aziende con modelli di business diversi (nellesempio del CTP Fíat, due azíende con un diverso peso costi fissi versus variabili) otterranno un diverso risarcinento a titolo di danno perché differente o è il capitale investito e Ia rischiosità del business. Lazienda con maggiori costi o o 6 fissi, che ha un capitale investito superiore ed è quindi esposta a rischi o aJ) N f maggiori, riceverà un risarcimento superiore rispetto allazienda che ha o () esternalizzatc¡ la produzione perché lo stesso evento dannosc¡ produce in capo uJ F (t) o (! alÌa prima un maggiore impoverimento economico rispetto alla seconda. Per tali ö o o motivi, i CTU quindi respingono il rilievo in parola mosso dal CTP Fiat. o E ul 5I CTU concordano sulJa circostanza che il dato sui costi variabili (quale migliore proxy UJ (, zdei costi incrementali) si basi su quanto fornito dai CTP Rai Tuttavia, i CTU hanno o N z o Lritenuto ragionevole tale dato e lo hanno quindi preso a riferimento per Ia stima del õ fti odanno. Inoltre, nelle sue osservazioni alla CTU, i] CTP Fiat non ha fornito ulteriori o o E i!elementi a supporto di tale dato: i CTU pertanto confermano che il peso dei costí o Þ N ovariabiï è pari al 70Vo. In ogni caso, i CTU fanno presente che eventuali rettifiche @ + o - odellincidenza dei costi variabili, in un intervallo ragionevole, non modificano la U) N Ofunzione dí controllo attribuita al metodo dei minori margini e guindi non incidono sulla o UJ Fquantificazione del danno proposta dai CTU, determinata in via principale ed esclusiva U) o È idattraverso il metodo dei maggiori oneri. o o o".. In termini generali, i CTU cc¡ndividc¡nr,t quanto evidenziato dal CTP Fiat in merito E til t lalla necessità di considerare il vaJore attualizzato dei flussi (quindi opportunamente ul zscr,¡ntati per tener conto della probabilità di manifestazic.tne desli stessi) generati neJ o ú cocorso dellintera vita prospettica dei clienti. Tuttavia, nel caso in esame, è Ia U) ö ô o o pagina49 di60 E i¡ n
    • determinazione di un periodo rilevante limitato nel tempo (da marzo a giugno 2011 eche il CTP Fiat non ha cr¡ntestato) che rende ct¡ncettualmente contraddittc¡ria, e quindíerrata, Ia stima dei flussi neJ corso dellintera vita prospettica dei clienti. Infatti, se ilperiodo di manifestazione del danno è limitato nel tempo, ciò implica che le condizioniex-ante (pre evento dannoso) vengono a ripristinarsi subito dopo Ja fine del periodorilevante. Di conseguenza, la vita prospettica del cliente trova il suo limite proprionella durata del periodo rilevante. Il procedimento di calcolo dei CTU ha quindi tenutoconto della vita prospettica, ma nei limiti del periodo rilevante. Se non procedesse inquesto modo, si otterrebbe una sovrastima del danno. Per tali motivi, i CTU non o oaccolgono il rilievo in questione. o o # o ËSulla base delle considerazioni esposte, i CTU quindi confermano il valore limite o ct) N Osuperiore del danno, ottenuto attraverso il metodo di controllo (minorí margini). Fanno o uJinfine notare che le differenze nei valori riportati dal CTP triat rispetto a quelli dei t-- U) ùCTU dipendono daeli arrotondamenti sul numero delle minori immatricolazioni. Se si ö ô osegue il procedimento del CTP Fiat, ovvero post arrotondamenti, il |imite superiore o E ul fdel danno passa da € 4.998.572 a € 4.999.923 con un incremento pari a € 818. L]l (, zTuttavia anche se s.¿ accog:lie tale rettifica, del tutto trascurabile, le conclusioni o N z ILresterebbero in ogni caso invariate poiché il valore del danno, determinato ín via o ö oesclusiva con il metodo dei maggiori oneri, sarebbe comunque inferiore rispetto al o o E i!limite superiore determinato con il metodo dei minort margini. o E N oValorizzazione del costo della campagna di comunicazione di contrasto. Secondo il @ s ñ oCTP F-iat, la campag:na di contrasto non può basarsi su elenenti infonnativi piuttosto U) N Oche emozionali (secondo Ia tesi dei CTU) poiché la comunicazione lesíva è stata o o L! Fveicolata attraversr¡ un format (trasmissione Annc¡zero), un media (TV pubblica), CJ) o ùtecnici (soggetti terzi coinvoltÐ, una location (pista di Vairand e una fonte iri o o ø o(QuattroruotÐ credibili. In ciò risiede pertanto la motivazione dellarticolata lista E LU t lproposta dal CTP Fiat @i cui si è parlato in precedenzÐ. A tal riguardo, i CTU restano UJ zdellavviso che la comunicazictne lesiva sia stata invece veicolata allinterno di un o dl oformat televisivo di taslío giornalístico e non emozionale. La mission della U) 6 ô Io E paeina 50 di 60 iI n
    • trasmissione è di ìnformare e non di suscitare emozioni. Con cio i CTtl non tntendonodire che la trasmissir¡ne in oggetto non sia in grado di suscitare emoztoni, masemplicenente che lobiettivo ultimo dí un tale forntat televisivo, condotto da un notogiornalista, resta quello di tnformare Iopintone pubblica sui temi di attualità, qualequello oggetto della trasmissione del 2 dicembre 2010. Per tali motivi, i CTU restanodellopinione che la contro-comunicazione debba basarsi su contenuti informativi piùche emozionali.Il dettaglio dei costi di ogni singola voce della lista fornito dal CTPFiat nelle sue osservazioni, se da un lato va nella dìrezione dí una mag;gioretrasparenza del procedintento di sti¡na adottato, dallaltro non rileva rispetto alla ologica sottesa al procedimento di stima del danno attraverso il metodo dei maggiori o o ooneri adottato dai CTLI, come detto in precedenza. o aJ) N oIn conclusione, il danno patrimoniale della Fiat, deve essere quantificato nella già più volte sopra tx F U) o Èindicata somma di € 1,75 milioni, per valore capitale. Tale importo è stato espresso dai CTU, e come õ o otale recepito dal Tribunale, in una somma quantificata allepoca del fatto, e, pertanto, integrando un o Edebito di valore, deve essere rivalutato, in base agli indici Istat, dal fatto ad oggi. Alf importo indicato uJ ) UJdevono essere aggiunti anche gli interessi legali sulla somma calcolata allepoca del fatto (2122010) z o Ned indi via via annualmente rivalutata sino alla data odierna, secondo la metodologia di conteggio z o Lapplicabile, in via generale, ai debiti di valore (Cass. Civ. l7l2l95). õ 6 o oLa attorea domanda risarcitoria, sotto il profilo di un danno patrimoniale deve dunque essere o Edefinitivamente accolta, inuna somma capitale 1,75 milioni di Euro, oltre accessori, secondo quanto i!sopra precisato. o o N o @ it2 DANNO NON PATRIMONIALE o - oRisulta sussistente in capo alla attrice (anche) un danno non patrimoniale, dí per sé stesso U) Nconcettualmente e quantitativamente svincolato dal pregiudizio economico, che, sulla scorta di tutti gli oelementi in causa acquisiti, deve essere colcolato come segue. ulAl proposito Iattrice ( in particolare riferendosi al disposto dellart. 2 Cost, ed ai principi enunciati F U)dalla Suprema Corte, segnatamente Cass S.U 1l11U008 n26972) ha fatto riferimento al proprio onore o TL ide alla propria reputazione di persona giuridica, risarcibili, in caso di lesione, anche in assenza di reato, ô oed ha indicato, per la liquidazione equitativa di tale suo pregiudizio, una serie di parametri, quali la o Egravità del fatto pregiudizievole conseguente alla diffusione di una notizia diffamatoria eo UJdenigratoria, comunque non vera; la grande diffusione della notizia lesiva conseguente al mezzo di ú lampia propagazione integrato dalla televisione; la alqplifiçAzlone indotta dalla successiva collocazione uJin Internet della trasmissione oggetto di causa, avente leffetto di perpetuare la durata della notizia non z o overitiera; la qualità di essa attrice (soggetto offeso) di massima azienda automobilistica italiana; il d¡prestigio dello storico marchio Alfa Romeo, conosciuto come "di eccellenza" su tutti i mercati . U) i! ô o G E pagina 51 di 60 i! n
    • Criteri adottati dal Tribunale per la quantificazione del danno (non patrimoniale).Rawisata Iesistenza oggettiva di un fatto denigratorio fonte di responsabilità in capo ai soggetti sopraindicati, vengono ora enunciati gli orientativi criteri per la determinazione del quantum (nonpatrimoniale) seguiti da questo Tribunale, sulla scorta dei criteri giurisprudenziali in materia (chiaramente esplicitati, tra le altre, nelle sentenze del Tribunale Venezia 5 giugno 2002 , in Dir. Eccl.2003 ,1I,64.; e29W000 edita in Danno e Responsabilità 2001, 536 con nota Pino).Osserva il Tribunale che, secondo Iormai consolidato insegnamento della Suprema Corte, il danno nonpatrimoniale è risarcibile nei soli casi "previsti dalla legge", e cioè, in base ad una interpretazionecostifuzionalmente orientata dellart. 2059 cod. civ.: (a) quando il fatto illecito sia astrattamenteconfigurabile come reato: in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento del danno non patrimonialederivante dalla lesione di qualsiasi interesse della persona tutelato dallordinamento, anche privo dirilev anza costituzionale; (b) consente il ristoro del non anche al di fuori di una ipotesi di reato: intal caso la persona offesa avrà diritto al risarcimento del danno non patrimoniale derivante dalla lesione Odei soli interessi della persona che il legislatore ha inteso futelare attraverso la norma attributiva del o odiritto al risarcimento; (c) # o -persona. come tali oggetto di tutela costituzionale : in tal caso la vittima avrà diritto al risarcimento del o U) Ndanno non patrimoniale scaturente dalla lesione di tali interessi, che, al contrario di quanto succede onelle prime due ipotesi, non sono specificamente indicati dalla legge, ma devono essere individuati o ocaso per caso dal giudice (in tal senso, Cass. Sez. Un., I 1.1 L2008, n. 26972). ul t-- U)Segnatamente, quanto al caso di specie, lonore e la reputazione -la quale ultima si identifica, così ô_come già accennato, anche per le società, con il senso della dignità personale in base allopinione del iri o ognrppo sociale nello specifico contesto storico di riferimenho- costituiscono diritti della persona ( fisica oo giuridica che sia) costituzionalmente garantiti e, pertanto, alla luce di uninterpretazione E Ucostituzionalmente orientata degli artt. 2043 e 2059 cod. civ., la loro lesione è suscettibile di 5 tu (,risarcimento del danno non patrimoniale (cfr. Cass., 20.10.2009, n.22190). zIn punto quantificazione del danno non patrimoniale, peraltro, non essendovi, in riferimento alla Nfattispecie che qui interessa "di non veritiera denigrazione amezzo televisione", indici legislativamente z Lpredeterminati, occorre necessariamente ricorrere alla liquidazione in via equitativa, attenendosi, al fine o ddi giungere ad una quantificazione il più possibile corretta e motivata, a parametri di carattere generale, ôquali: il "bacino di utenza", la gravita delloffesa, Iintensità del dolo o della colpa, la notorietà e la o Eposizione personale e sociale del soggetto leso, il clamore suscitato dalla pubblicazione. In altre parole, it ola liquidazione non può che essere effettuata in via equitativa (Cass. Civ. 2459010 n 12626) con Ð N o @riferimento al danno da lesione dellimmagine sociale e professionale, che di per sé, in funzione della id osua particolare identità, costituisce appunto un danno reale, che deve essere risarcito anche a titolo di o Øresponsabilità extracontrattuale (Cass. Civ.9233V007; 14977V006; I I 103/1998) . N oE dunque corretto fare ricorso, ai sensi degli artt. 1226 e 2056 c.c., alla liquidazione equitativa, certo oammissibile, anche secondo la giurisprudenza di legittimità, nel caso di lesione allareputazione di una ul Fsocietà, in quanto, normalmente, in riferimento alle persone giuridiche, la pur svolta attività istruttoria u) onon consente di dare contezza precisa della misura del pregiudizio patito. Alla liquidazione equitativa, ô odel resto, il giudice deve fare ricorso, tutte le volte che, essendo certa Iesistenza del danno, risultiimpossibile o estremamente difficoltoso provare la precisa consistenza e durata del nocumento subito o E ul(Cass. Civ. 19883/2005;827112004; 188/1996) da un soggetto giuridico. ÉOra, nel caso in esame, loggettivo contenuto delle parole e dei comportamenti del sig. Formigli, lrisultati dimostrati a seguito delle espletata istruttoria, è venuto a costituire fonte oggettiva di prova dei tlt zfatti, permettendo di accertare la sussistenza di danni non solo materiali ma anche immateriali CA úugualmente derivanti dalla lesione alf immagine ed al buon nome imprenditoriale e commerciale del UGruppo Fiat, sub- brand Alfa Mito. õ o o G E pagina 52 di 60 ü n
    • Segue: la concreta quantificazione del pregiudizio; esame dei fattori di determinazione deldanno che questo Tribunale adofta.Primo fattore di determinazione: il mezzo delloffesa in riferimento al numero di persone offese.Ritiene il Tribunale che il mezzo delloffesa ( quale aspetto esterno - relazionale) , in rapporto alnumero di persone offese ( quale aspetto interno) , sia il fattore che deve essere posto alla base delladeterminazione del "daffìo non patrimoniale" di una società, in considerazione del fatto che, una voltarawisata ( come nel caso di specie è stata rawisata) Iesistenza di unfatto dffimatorio, fonte diresponsabilità in capo alloffensore,lo strumento úllizzato per la comunicazione della offesa,determina, in capo a ciascuna ed a tutte le persone offbse, in funzione del numero di persone che nevengono a conoscenza, il raggio di offensività, venendo così ad influire in modo determinante sullaconsistenza della lesione della reputazione deli soggettoi passivoV.Nel caso in esame, Ioffesa è stata arrecala a una società , quale è la Fiat, composta da un assairilevante numero di persone e mediante il ricorso ad uno strumento di comunicazione di massa, quale èla televisione, nellambito di una trasmissione che, pacificamente ( secondo quanto già più volte oriferito), è stata seguita da 5.129.000 spettatori, con uno share del 20,90 yo ( doc n 3 di parte attrice e o onon contestazione del dato ivi riportato). 6Il raggio delloffesa deve quindi ritenersi particolarmente vasto. o CJ) NQuanto al mezzo di comunicazione, è notorio, infatti, che quello televisivo, per la sua natura, presenta ocaratteristiche del tutto peculiari e, certamente, assai più penetranti rispetto a tutti gli altri. Tale odiversità si manifesta soprattutto nella rilevanTe capacità di persuasione, che la trasmissione televisiva, ul F (t)in quanto messaggio nel quale confluiscono ed interagiscono parole ed immagini scenografiche, o fresercita sul pubblico, grazie alla sua capacità di penetrazione nella sfera privata- e persino "domestica" iú o odei telespettatori, con unimmediatezza edtna forza di suggestione non paragonabili, e, comunque, onettamente superiori, a quella deimezzi di comunicazione cartacei o di solo audio. La diffusione E ultelevisiva di informazioni non vere è suscettibile, pertanto, a livello di pregiudizio esterno, di ledere in f t¡lmodo particolarmente grave Ionore e la reputazione dei soggetti terzi eventualmente offesi dallatto zdenigratorio. o NSenza contare che, sempre in riferimento alla effettiva portata delle notizie diffuse nella puntata z rtelevisiva 212U010, non privo dirilevanza appare il fatto che la trasmissione "Annozero" sia stata õ iriprogrammala in prima serata su una rete nazionale (RAI Due) , allorquando il pubblico tocca, di o onoÍna, la punta massima e gli ascoltatori prestano Ia massima attenzione ai programmi seguiti. o E i!Quanto al numero di persone offese, evidenziata /a indubbia dfficoltà di effettuare una precisa Gquantificazione del pregiudizio non patrimoniale di una persona giuridica, che, non può per sua natura - ! N oquale Ente astratto- istituzionalmente, provare dolore, osserva il Tribunale che la misura del @ ! õpregiudizio interno della sofferenza non può che essere calcolata in funzione del riflesso nei vari Ê o U)soggetti passivi che -organicamente- la compongono. Richiamati, pertanto, disgiuntamente i già Nricordati contenuti tanto dell art. 2l quanto dellart. 2 della Costituzione, che riconoscono e O ogarantiscono diritti inviolabili delluomo sia come singolo e sia nelle formazioni sociali ove si svolge e o uJ Fsi realizza la sua personalità, osserva il Tribunale chela lesione alla reprlazione della Fiat Group non Ø IIpuò che avere avuto un diffuso effetto sul senso di dignità professionale di un assai rilevante numero di ô ôlavoratori Fiat, in quanto Casa Produttrice a rilevanzanazionale ed internazionale, in riferimento allo ostorico marchio Alfa Romeo, per molti anni notoriamente percepito, nella coscienza sociale, come o E ulleader, in Italia, per le vetture sportive ad uso quotidiano. Infatti, per il concelto di immedesimazione torganica, in base al quale le persone giuridiche esprimono la loro volontà ed il loro modo di essere =attraverso le personefisiche che nefanno parte, non può che acquistare rilievo, per esprimere il uJ zcoinvolgimento psicologico in termini di patema danimo di una società, in riferimento al pregiudizio õ dìdel suo buon nome, dellimmagine e della reputazione , la considerazione dellEnte, che i vari cnlavoratori, a qualunque titolo operanti alf interno della società, percepiscono daparte della collettività. õ o o E pagina 53 di 60 ir n
    • Si richiamano, al proposito, i principi autorevolmente enunciati dalla Suprema Corte nella pronuncia n.12929U007, che consentono di ritenere, anche per le persone giuridiche, la risarcibilità anche deldanno non patrimoniale conseguente al danno allimmagine quale lesione di una situazione di rilievocostituzionale, in rapporto ai vari aspetti sopra riferiti.Tutto ciò premesso e considerato, il Tribunale ritiene che, in funzione del "primo fattore dideterminazione" , il danno non patrimoniale dellattrice debba essere equitativamente indicato in€5.000.000 ( cinque milioni), per capitale già aifrlølizzato alla data odierna, oltre accessori secondoquanto infra indicato.Nelleffettuare tale quantificazione, vengono considerati, unicamente come punto di partenza,utilizzabile come "ordine di grandezza" comparaTiva, una serie di casi, analogicamente riguardantioffese allonore, ma del tutto differenti in riferimento "al raggio di offensività" ed al "numero dipersone offese", in quanto inerenti ad ipotesi di denigrazione a mezzo stampa nei confronti di una solaþersona frsica" , decisi dallo Corte di Appello di Torino, Sezione III Civile (e, così, segnatamente, RG 16041998; RG 1727U000; RG 843V002; RG 2178U002). o o oSecondo fattore di determinazione: la gravità delloffesa. + oGià si è diffusamente argomentato sul fatto che, nel caso di specie, il fatto addebitato ai convenuti o U) Nsopra indicati sia risultato integrare una diffamatoria ed inveritiera informazione foriera di danni; così ocome già si è argomentato sul fatto che Iillecito sopra descritto abbia determinato effetti opregiudizievoli non per Iintera Fiat Group, ma solo in riferimento al marchio Alfa Romeo Mito ( ul F U)Family brand) sub-brand Alfa Mito . Diversamente da quanto allegato da parte attrice, infatti, secondo (Lquanto già sopra illustrato, la negativa presentazione del prodotto "vettura Alfa Mito", pur inserita ö o o"dopo e nellambito" di una presentazione critica della politica produttiva e di ricerca dellintero oGruppo Fiat e delle sue scelte aziendali, non è venuta ad assumere il valore di "simbolo negativo" della E UJcomplessiva immagine dellattorea società, e non ha comportato un effetto denigratorio "di ) IUtrascinamento" per tutta la attorea Casa Automobilistica, avendo invece limitato i suoi effetti dannosi al o zsub brand Alfa Mito. o NRitiene pertanto il Tribunale che, in base alle considerazioni che precedono, il valore risarcitorio sopra z Lindicato debba essere diminuito nella misura della metà , e, così quantificato, per valore capitale, in € õ iú2.500.000 (duemilionicinquecentomila), oltre accessori. o o ETerzo fattore di determinazione : la personalità delloffeso i! oTale criterio attribuisce nlevanza, nel momento della realizzazione del comportamento lesivo (Cass. Þ N o @98U00 I ), allonore delloffeso. # ñGià si è accennato che sotto tale profilo, nella fattispecie, quanto alla reputazione personale e o (t)professionale della Fiat in riferimento alla vettura Alfa Mito, oltre alla "prova del fatto " ( diffusione di N Inon veritiere notizie diffamatorie"), è stata fornita, secondo quanto già illustrato, anche la "provadellevento lesivo" subìto dalla parte danneggiata, tanto da consentire di ritenere senzaltro sussistenti i o ulpresupposti per la liquidazione del danno ( Cass. Sez. II! 105U001, n.65071 Corte Cost. n372 del t- ct) o Ètee4). ö oOsserva, sul punto, il Tribunale che la circostanza che Iattrice fosse una Casa Automobilisticaparticolarmente nota, anche per la sua storica collocazione sul territorio nazionale, se, da un lato, ha o E UJcomportato un maggiore impatto rendendola particolarmente "vulnerabile" proprio per il rapporto di ícredibilità e di fiducia che la legava agli "spettatori potenziali acquirenti", dallaltro lato, peraltro, ha fcomportato, in capo alla attrice, la necessità di dovere tollerare come "naturale" una maggiore ul zesposizione alle critiche. o dt dì CN iü o Io E pagina 54 di 60 i! f,
    • Ritiene, pertanto, il Tribunale, in riferimento al fattore in esame, che il duplice aspetto di valutazionesopra illustrato, non possa comportare alcunavariazione, né in positivo né in negativo, sullaquantificazione dellattoreo danno.Ouarto fattore di determinazione: il comportamento post factum delloffensoreGià si è argomentato in merito alla irrilevante (ai fini risarcitori), preventiva e successiva allatrasmissione 2122010, offerta di parte convenuta difar partecipareun rappresentante "di spicco"della Fiat alla puntata di Annozero 2l2U0l0 o ad una successiva trasmissione per "esporre le proprieargomentazioni difensive", oppure di far predisporue un comunicato "difensivo, di replica" da leggeredurante una ( successiva a quella del 212V010) puntata di Annozero. Come già accennato, inriferimento alla problematica in esame, se da un lato, deve essere esclusa qualsiasi"responsabilizzazione in concorso della società Fiat Group" (nellottica dellart. 1227 cc), dallaltrolato, non risulta acquistare un significaTo apprezzabile sulla entità del pregiudizio risarcibile lacomunque ininfluente offerta di poter esporre o far pewenire "le proprie ragioni" nella trasmissione2122010, oppure in "una successiva puntata di Annozero", nellambito della quale, peraltro, non sono o ostate, dalla parte convenuta, neppure indicate le modalità di comunicazione ed il contesto di o oinserimento. + o -Secondo quanto già riferito, per poter parlare di un effetto (anche solo parzialmente) riparatorio del o U) Npregiudizio non patrimoniale, avrebbe invece dovuto risultare la concreta adozione, da parte degli ooffensori, di comportamenti volti a direttamente rimediare, in modo tecnicamente efficace e o Otempestivo, alle conseguenze della loro offesa. UJ t- (tPer contro, da parte dei convenuti già sopra indicati come responsabili dellillecito, non solo non è stato f!adottato alcun comportamento riparatorio, ma, anzi, con Iinserimento sul sito lnternet della id o otrasmissione Annozero del filmato della puntata del 2 dicembre 20 10, è sTata realizzata una condotta osuccessiva volta a notevolmente aggravare il danno, amplificandone la portata. E lxÈ notoria infatti la facile ed ampia accessibilità da parte di un numero vasto ed indeterminato di 5 uJ (,persone alla rete Internet; ed è oggettivo lapprezzabile lasso temporale ( superiore ad un anno) zintercorso dal fatto ad oggi. o NLa quantificazione del danno non patrimoniale deve, dunque, prevedere un aumento più che doppio z o Lrispetto alla somma sopra indicata, giungendo così alla sua definitiva determinazione nella misura di € ô5.250.000 ( cinquemilioniduecentocinquantamila), calcolati ai valori attuali, oltre interessi legali, iri o o osecondo quanto infra indicalo. E iI oEffettuati tutti questi rilievi in tema di danno non patrimoniale, ritiene -peraltro- il Tribunale che il o N o @pregiudizio in esame, consistente nelloffesa alla persona giuridica Fiat Group in riferimento alla +vettura Alfa Mito, sia suscettibile di parziale ma sensibile riparazione, tale da determinare la riduzione o - o at)del danno in una misura che il Tribunale ritiene di quantificare in € 2.000.000 (due milioni), pari ad N ooltre 13 di tale voce di danno, mediante la pubblicità per estratto della presente sentenza ( così come oinfra meglio specificato sotto la voce "facere", in risposta alle accoglibili richieste di parte attrice). o UJ FIn particolare,laforma di pubblicità del dispositivo della sentenza nei n. 4 prestigiosi giornali da parte ct) o Èattrice indicati, dei quali tre sono quotidiani ed il quarto è una autorevole Rivista specializzaTa in campo ö ôautomobilistico, in quanto predisposta afare conoscere al vasto pubblico dei lettori la sussistenza del odiritto offeso e la conseguente necessità di reintegrazione ( Cass. 18l 11998 n I 1603), può senzaltro o Econtribuire a ridurre in forma specifica gli effetti negativi delloffesa allonore integrante il danno non UJ tpatrimoniale subìto dalla Fiat Group. =Ciò per la attitudine di tale plurima pubblicazione a raggiungere, complessivamente, un assai rilevante ul znumero di persone, comunicando ai lettori, sia pure sinteticamente, la informaztone che nella puntata d dl2122010 di Annozero, non sono state trasmesse informazioni tecnicamente corrette in merito alla (n ö ô o o E pagina 55 di 60 i! n
    • "qualità prestazionali" della vettura Alfa Mito, nel confronto tra tale vettura Fiat e le altre dueautovetture, appartenenti alle già più volte citate Case Automobilistiche concorrenti .I1 danno non patrimoniale, risarcibile mediante la corresponsione di una somma di denaro, subìtodallattrice, viene dunque definitivamente ridotto ad € 3.250.000 , oltre, trattandosi di un debitoespresso allattualità, interessi legali sulla somma prima devalutata al 2122010 ed indi via viaannualmente rivalutata sino alla data odierna ( secondo i già indicati criteri della Suprema Corte).In conclusione, la quantificazione del danno ( patrimoniale e non patrimoniale) della attrice deveessere espressa in € 7.000. 000 ( sette milioni) .Di questi, la parte risarcibile mediante risarcimento "per equivalente", e cioè attribuendo alla vittimauna somma di denaro commisurata alla entità del pregiudizio da riparare, deve essere quantificata in €5.000.000 ( cinquemilioni) ottenuti dalla somma di € 1.750.000 ( per danno patrimoniale) più €3.250.000 ( per danno non patrimoniale) secondo i paramentri ed i conteggi sopra dettagliatamenteindicati, oltre, per il primo importo di € 1.750.000 -in quanto espresso "allepoca del fatto"-rivalutazione del capitale dal2122010, in base agli Indici Istat ed interessi legali sulla soÍrma via via oannualmente rivalutata sino alla data odierna; e, per il secondo importo di € 3.250.000, in quanto o o oespresso allattualità, oltre interessi legali sulla somma prima devalutata alla data del fatto ( 212U010) .it o --ed indi via via annualmente rivalutata fino ad oggi; oltre, infine, interessi legali, da oggi al saldo, o ct) Nsullintero importo così ottenuto, per la conversione del debito da valore in valuta.Peraltro, a tale forma risarcitoria espressa in denaro, in accoglimento della attorea richiesta, deve oessere aggiunta, in quanto parte inte grante del risarcimento totale, quella del risarcimenlo in forma UJ F_ U)specifica, mediante la imposizione ( secondo quanto illustrato al paragrafo che segue, intitolato o II"facere") ai due soggetti responsabili, di una attività volta a procurare alla danneggiata società, una ö oparziale, diretta riparazione in grado di diminuire il pregiudizio non patrimoniale nella misura di €, o2.000.000 (e così da € 5.250.000 ad € 3.250.000.000, secondo quanto già illustrato). E til f uJ (,FACERE Come già sopra accennato, argomentando degli effetti negativi sofferti a seguito della zdivulgazione della denigratoria notizia" di Annozero, parte attrice, in punto "quantificazione del danno o Nnon patrimoniale, ha chiesto, oltre ad una soÍrma risarcitoria, anche la pubblicazione della presente z o Lsentenza, qtale mezzo ritenuto efficace ai fini della riduzione del pregiudizio subìto, nonchè Iordine di o iririmozione della puntata televisiva 2122010, "foriera di danni," dal sito Intemet di Annozero, per oevitare il moltiplicarsi degli effetti dannosi già prodotti. 6 EEntrambe le richieste sono accoglibili, in quanto fondate. iI o o N oQuanto alla pubblicazione. il Tribunale, richiamando quanto già sopra esposto, osserva che, nella @ #peculiarità del caso di specie, che ha comportato la ampia diffusione di una non veritiera nolizia lesiva o - o (tdella reputazione attorea, la pubblicazione, a spese dei soccombenti, del dispositivo della presente Nsentenza mediante inserzione per estratto del suo dispositivo, su giornali di primaria importanza e di orilevante tiratura, quali sono "La Stampa","LaRepubblica", " Il Corriere della Sera" e "Quattroruote", o uJ Fessendo del tutto suscettibile di raggiungere un elevato numero di "spettatori della puntata di Annozero U) Èdel 2122010", costituisce indubbiamente un efficace mezzo per ridurre gli effetti negativi, come sopra iú ôquantificati, di carattere non patrimoniale, del distorto messaggio diffuso mediante la trasmissione otelevisiva per cui è causa. o E utPer contro, la pubblicazione dellestratto della sentenza, ad awiso del Tribunale, non può esplicare i dsuoi effetti sulla quantificazione del danno patrimoniale, la cui entità, in base a tutte le osservazioni e lvalutazioni tecniche sopra espresse, segnatamente con il recepire la motivata consulenza collegiale di z LrJufficio, non può che essere p arametrata, nella misura già sopra indicata di € 1.750.000, unicamente in õ fIìfunzione del costo di una idonea campagna pubblicitaria, che in quanto volta a contrastare gli effetti U) ii o o E pagina 56 di 60 i! n
    • di una serie di distorte informazioni fornite in una trqsmissione televisiva, non può che essere svoltatramite nuove informazioni audiovisive, "di pari impatto e suggestione" rispetto a quelle di AnnozeroIn definitiva, ritiene , il Tribunale , visti larT.2058 cc, nonchè lart. 120 cpc, che la attorea richiesta dipubblicazione del dispositivo della sentenza, debba essere accolta, costituendo, un fficace rimediovolto a limitare, e, pertanto aparzialmente risarcire, il danno non patrimoniale conseguente alladivulgazione della già piÌr volte ricordata, denigratoria e non veritiera nolizia riguardante la vetturaAlfa Mito. In concreto, tale pubblicità dovrà essere eseguita, per i tre quotidiani sopra indicati, entrogiomi 15 dalla data di pubblicazione della presente sentenza in una delle giornate di verosimilemassima "tiratura", quali sono, in altemativa, il venerdì, il sabato oppure la domenica ) e) per la RivistaQuattroruote entro giorni 45 da oggi.Si richiama, a questo punto, per la migliore chiarezza del testo, che la misura del predetto contributo riparatorio , inriferimento al pregiudizio non patrimoniale, è già stata anticipata dal Tribunale, in ragione di € 2.000.000 (due milioni) ,comportando così una riduzione della somma ¡isarcitoria non patrimoniale da € 5.200.000 ad € 3.250.000.In base al nuovo disposto di cui al 2o comma dellart. 120 cpc ( così come sostituito ex art. 45 ,L. l86U009 n 69, applicabile nel presente procedimento in quanto instaurato successivamente al o o47U009) che letteralmente prevede: "se Iinserzione non awiene nel temine stabilito dal giudice , può o äprocedervi la parte in favore della quale è disposta, con diritto a ripetere le spese dallobbligato", F oritiene, inoltre, il Tribunale di autorizzare, siÍr da ora, in caso di mancata esecuzione da parte dei U) N ()convenuti della sopra disposta pubblicità della sentenzanei modi e nei termini sopra indicatr, Ia parteattrice a prowedere direttamente ( Cass. Civ. 1091974 n2449) alla pubblicazione del dispositivo, a o (-) ulspese dei convenuti condannati. t- U o fL iriLordine di rimozione dal silo Internet di Annozero, infrne, risulta ugualmente accoglibile, in quanto o oindubbiamente indispensabile mezzo atto ad evitare che gli effetti pregiudizievoli -scaturenti dalla o E uldiffusione della notizia diffamatoria- vengano ulteriormente amplificati e procrastinati nel tempo, 5determinando un notevole aumento del danno ad oggi arrecato; e, pertanto, tale accorgimenlo, viene ul zdal Tribunale disposto nei confronti della parte convenuta con effetto immediato. N z oIn conclusione, deve essere pronunciata la condanna solidale dei convenuti Corrado Formigli e RAI, u õRadiotelevisione Italiana, spa, apagarc allattrice limporto capitale di € 5.000.000 ( quale soÍtma ö odegli addendi di € 1 750.000 ed € 3250.000), oltre accessori secondo quanto sopra indicato. o o EDeve altresì essere pronunciata la condanna solidale dei convenuti, sig. Formigli e spa RAI a i¡prowedere a proprie spese alla pubblicazione del dispositivo della presente sentenza, nei tempi e nei !o Nmodi sopra indicati, sui giomali "La Stampa","La Repubblica" , " Il Corriere della Sera" e @ o"Quattroruote", nonché a rimuovere immediatamente e definitivamente, a propria cura e spese, dal sito $ o Ë oInternet di Annozero, la puntata del2122010 teletrasmessa su RAI Due. U) N OQuanto alle spese processuali, vista la soccombenza dei convenuti Formigli e RAI senza che -peraltro- o ()la assoluzione di Michele Santoro, che ha adottato una difesa totalmente unitaria, anzi addirittura til F U)identica a quella degli altri due convenuti, abbia invece influito in maniera apprezzabile sulleconomia fL ôdellintero processo, e, considerata altresì la delicalezza delle questioni trattate in merito a tale specifica o oproblematica, ovista altresì la riduzione del quantum risarcitorio, in rapporto alle apprezzabilmente maggiori richieste E tUdellattrice, che hanno contribuito a determinare la necessità di compiere una approfondita istruttoria d =anche in tema di calcolo del "pregiudizio"; ulnei rapporti trq Fiat Group, da una parte, e FormiglïRAl, dallaltra parte, previa compensazione in z oragione di lU , deve essere pronunciata la condanna solidale del sig. Formigli e della spa RAI, a o dlrimborsare allattrice la restante metà delle spese processuali, liquidate come da dispositivo; al> 6 o I6 E pagina 57 di 60 G n
    • nei rapporti tra Fiat Group e Santoro, invece, pur nella attorea soccombenza, ma in considerazionedelle già ricordate circostanze, sussistono giusti motivi perché le spese siano interamente compensate.Le spese di CTU, inftne, comunque necessarie per accertare la portata tecnica della non veritieranotizia diffamatoria e la entità del danno, devono essere definitivamente poste, per una metà, a caricosolidale del sig. Formigli e della spa Rai, e, per la restante metà a carico della parte attrice, nella misuragià liquidata in corso di causa. PQM IL TRIBUNALE DI TORINOdefinitivamente pronunciando e disattesa ogni diversa istanza, assolveMichele Santoro da ogni domanda nei suoi confronti proposta;premesso che attraverso lindagine peritale dufficio è stato possibile accertare che: olinformazione veicolata dal sig. Corrado Formigli nel corso della trasmlsslone su E iÉ o -Raidue di Annozero del 2122010 era incompleta e parziale e, come tale, atta ad o CJ) Nindurre nel telespettatore medio una percezione errata del conf ronto tra le o oa utovettu re; o ul f- U)che tale non veritiera informazione ha generato un danno dimmagine per i/ sub- o È ôbrand Mito della Fiat Group, che si è manifestato in un cambiamento nella o o opercezione dei clienti, pari all1,2% dei telespettatori, coerente con una discontinuità E uJdi risultati in termini di minori immatricolazioni; 5 ul o zche peraltro il danno dimmagine non ha riguardato il family brand Alfa Romeo e il NGruppo Fiat se non nei limiti del danno sofferto dal sub-brand Mito; z o L õche il danno economico- patrimoniale, rapportato al cosfo di una idonea campagna iri ô odi contrasto, è risultato quantificabile in 1,75 milioni di euro; o E i!- N Þaccertato, dunque, in riferimento ai fatti di cui sopra, che linformazione fornita dal signor Corrado N o @Formigli nella trasmissione di Annozero, in onda su RaiDue in data 2 dicembre 2010, è non veritiera e õ cdenigratoria; o U)accertato, in particolare, che il test di Annozero, nel quale la vettura, Alfa Mito veniva presentata N (-)come "perdente" non è tecnicamente valido; oaccertato che il diverso test effetluato da Quattroruote, nella trasmissione RaiDue del 212V010, () tu Fpresentato come sovrapponibile, non è invece né identico nè confrontabile con quello di Annozero; U) o Èqccertato che, nel confronto complessivo tra i tre modelli di autovetture Alfa Romeo Mito QV, Mini ô oCooper e Citroen DS, diversamente da quanto asserito e comunicato dal signor Corrado Formigli, la o orivista Quattroruote aveva proposto una graduatoria in cui la Alfa Mito QV risultava prevalere su E uJCitroen DS e Mini Cooper S, titolando: "Mito e DS3 affrontano linossidabile Mini sulla nostra pista. t lTra i cordoli vince langlo - tedesca, ma nella vita di tutti i giorni è meglio litaliana" e commentando,da un punto di vista pratico: "DS3 e Mito QV non ce Ihanno falta a mettere le ruote davanti ul z oallinossidabile Cooper S.....Poi si passa dalla pista alla strada: qui entrano in gioco altri fattori, e, d dlallora, la situazione si ribalta, favorendo la Mito, meno estrema, forse, ma più vivibile"; (Í) ö o o o E pagina 58 di 60 i! n
    • accertato ulteriormente che un confronto di carattere strettamente tecnico, anche limitato ai soliparametri di sportività, avrebbe comunque portato al risultato che la vettura Alfa Romeo Mito"restava in linea" con le concorrenti vetture Mini Cooper e Citroen DS;ritenuto che la non veritiera informazione denigratoria teletrasmessa su Raidue nella puntata 2dicembre 2010 di Annozero ha cagionato alla s.p.a. Fiat Group, sub - brand Alfa Romeo Mito undanno patrimoniale e non patrimoniale, complessivamente quantificabile in € 7.000.000 ( sette milioni)ottenuti dalla somma dei valori capitali di € L750.000 ( per danno patrimoniale) e di € 5.250.000 ( perdanno non patrimoniale), oltre accessori;ritenuto che il danno non patrimoniale, consistente nelloffesa alla persona giuridica Fiat Group inriferimento alla vettura Alfa Mito, è suscettibile di parziale, e precisamente nella misura di € 2,000,000(duemilioni),reintegrazioneinformaspecffica,mediantelaMdellapresentesentenza, che viene disposta secondo quanto infraindicato;ritenuto che la immediata rimozione dal sito Internet di Annozero della puntata televisiva oggetto dicasa appare necessaria per non aumentare il pregiudizio risarcibile, e che, pertanto entrambe le misuresopra enunciate devono essere disposte da questo Tribunale, con la conseguenza che il danno residuo, orisarcibile mediante la corresponsione di una somma di denaro, in capo alla Fiat Group, sub - brand o o oAlfa Romeo Mito, risulta definitivamente e complessivamente cnstallizzaTo in € 5.000.000 ( cinque # o Ëmilioni) per valore capitale, oltre accessori; o a) Ndichiara, in riferimento ai fatti lesivi per cui è causa, la responsabilità del signor Corrado Formigli e Odella s.p.a. RAI Radiotelevisione Italiana,e, per Ieffetto o o condanna in solido ul Fil sig. Corrado Formigli e la s.p.a. R{I Radiotelevisione ltaliana, con sede in Roma ed in persona ct) o Èdel legale rappresentante pro tempore, a risarcire alla spa Fiat Group Automobiles, con sede in Torino, in o oed in persona del legale rappresentante pro tempore, i danni alla stessa cagionati nella complessiva osomma capitale di € 5.000.000 ( € cinque milioni), ottenuti dalla somma di € 1.750.000 e di € E ul3.250.000 secondo i conteggi espressi in motivazione, oltre, per il primo importo di € 1.750.000 f t! (,rivalutazione del capitale in base agli Indici Istat a partire dalla data del fatto e sino alla data odierna, znonchè interessi legali sulla sonìma via via annualmente rivalutata a partire dal 212V010 e fino ad o Noggi; e, per il secondo importo di € 3.250.000, oltre interessi legali sulla sonìma prima devalutata alla z o Ldata del fatto ( 212U010) ed indi via via annualmente rivalutata sino ad oggi; oltre, infine, interessi o ölegali, da oggi al saldo, sulf intero importo così ottenuto, per la conversione del debito da valore in ovaluta; o E i! e condanna altresì in solido ! N oil sig. Conado Formigli e la s.p.a. RAI Radiotelevisione Italiana, con sede in Roma ed in persona del iÊ olegale rappresentante pro tempore alla pubblicazione del dispositivo della presente sentenza, a proprie o ct)cure e spese, entro giorni 15 da oggi, in una giomata di venerdì o sabato oppure domenica, sui giornali N O"La Stampa", "La Repubblica", "Il Corriere della Sera" , ed entro giorni 45 da oggi sulla Rivista o"Quatfforuote", O ul FatTorizzando altresì lattrice a prowedervi direttamente nel caso che la pubblicazione non venisse (r, o fLeseguita dalla parte obbligata con il rispetto delle modalità e dei termini stabiliti; 6 o ordina oalla parte convenuta la completa ed immediata rimozione, dal sito Internet della trasmissione o E uJArurozero, del filmato della puntata di Annozero del 2 dicembre 2010 ; fr l sulle spese processuali uJ znel rapporto tra Fiat Group e Formigli-RAl, previa compensazione in ragione di lU , o dl m condanna in solido a) ö o o õ E pagina 59 di 60 iT n
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