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Storia della tv digitale terrestre in Italia, dal 1910 al 2009. Digital terrestrial television in Italy from 1910 to 2009
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Storia della tv digitale terrestre in Italia, dal 1910 al 2009. Digital terrestrial television in Italy from 1910 to 2009

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La Storia della televisione digitale terrestre in Italia, dal monopolio delle trasmissioni radio nel 1910 alle prime trasmissioni digitali terrestre nel 2003 e l'avvio delle operazioni di ...

La Storia della televisione digitale terrestre in Italia, dal monopolio delle trasmissioni radio nel 1910 alle prime trasmissioni digitali terrestre nel 2003 e l'avvio delle operazioni di switch-off.
La legislazione dal 1910 al 2009, la limitatezza delle frequenze come tema fondamentale per il sistema tv, dalle prime trasmissioni in DTT agli switch-off, il consorzio DVB, lo standard MHP, sistema aperto e sistema chiuso, piattaforma orizzontale e verticale, il DGTVi e la governance del sistema orizzontale, Tivù, il dividendo digitale.

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History of digital terrestrial television in Italy, from the monopoly in 1910 to the first digital terrestrial broadcasting in 2003 and the starting of the switch-off operation.

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    Storia della tv digitale terrestre in Italia, dal 1910 al 2009. Digital terrestrial television in Italy from 1910 to 2009 Storia della tv digitale terrestre in Italia, dal 1910 al 2009. Digital terrestrial television in Italy from 1910 to 2009 Presentation Transcript

    • La tv digitale terrestre, il contesto normativo ed economico dell’evoluzione del sistema televisivo Davide Turi maggio 2009
    • Il monopolio della radiodiffusione
      • Legge 30 giugno 1910 n. 395 riserva di Stato per attività stabilimento ed esercizio impianti radiotelegrafici e radioelettrici.
      • 27 agosto 1924 nasce Unione Radiofonica Italiana ( URI ) la prima società di broadcasting italiana concessionaria del servizio.
      • Regio Decreto 1027 del 24 luglio 1931 assegna alla concessionaria (nel frattempo ha cambiato nome in EIAR Ente Italiano per le Audizioni Radiofoniche) la concessione per i servizi di radiofotografia e radiovisione.
    • La Costituzione italiana
      • Articolo 21 - LIBERA MANIFESTAZIONE PENSIERO
      • Il servizio radiotelevisivo non può essere equiparato alla stampa perché si avvale di una risorsa oggettivamente limitata, le frequenze.
      • Articolo 41 - LIBERA INIZIATIVA ECONOMICA
      • La possibilità dell’accesso di iniziative private era condizionata all’impossibilità di attuare il necessario pluralismo informativo per motivi tecnici.
      • Articolo 43 - MONOPOLI DI STATO
      • Le troppo ridotte possibilità di accesso da parte dei diversi gruppi sociali giustificano la riserva statale per l’uso del mezzo
    • Sentenza Corte Costituz. 202/76
      • Sentenza 202 del 28 luglio 1976
      • Legittima l’iniziativa privata dell’esercizio di stazioni radiofoniche e televisive via etere di portata non eccedente l’ambito locale. I miglioramenti tecnologici ed i ridotti investimenti garantiscono un accesso moltiplicato.
      • Libertà di espressione e di iniziativa economica sono ora complementari e ricondotte alla stessa esigenza di tutela.
      • Il moltiplicarsi dei soggetti operanti è di per sé garanzia di sufficiente pluralismo.
    • Il Far West televisivo
      • Il sistema è senza regole per ben 14 anni consecutivi: le frequenze sono di chi le occupa per primo.
      Nel 1979 si registrano 509 stazioni radiotelevisive in attività . Ma le concentrazioni economiche modificheranno lo scenario immaginato dalla Corte Costituzionale.
    • La legge Mammì 223/90
      • Legge 223 del 6 agosto 1990 disciplina il settore radiotelevisivo privato.
      • La decennale inerzia del legislatore ha consentito il consolidarsi di situazioni che hanno costituito un vincolo alla capacità innovativa e regolatrice della legge.
      • Cinque assi portanti legge:
      • principi generali validi per settore pubblico e privato
      • regolamentazione concessione frequenze disponibili
      • regolamentazione pubblicità televisiva
      • introduzione normativa anti-trust
      • disposizione meccanismi di garanzia attuazione della legge
      • La legge Mammì consente ai privati controllo non più di tre reti nazionali , garantendo legalità alla situazione esistente.
    • Situazioni industriali consolidate
      • Gli anni precedenti al ’90 avevano generato situazioni impossibili da eliminare nel breve periodo ed in modo indolore
      • Rai e Mediaset i due attori principali nel sistema tv in Italia si dividevano l’89% audience ed il 92% risorse pubblicitarie
      • In Francia stesso periodo: privata Tf1 e pubbliche Fr2 e Fr3 raccoglievano 80% audience e 55% risorse
      • In Spagna : pubbliche TVE1 e TVE2 e privata Antena 3 contavano 60% audience e 45% risorse
    • Legge Maccanico 1997
      • Legge 249 del 1997 istituisce Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni e disciplina una normativa Antitrust:
        • limite al 20% delle frequenze disponibili per il numero massimo delle frequenze rilasciabili ad un unico soggetto.
        • limite al 30% il tetto massimo delle risorse raccolte sull’intero sistema nazionale (canone e pubblicità)
      • Una rete Fininvest (Rete4) e due reti Pay (Tele+) devono passare al satellite ( congruo sviluppo ), una rete RAI (RaiTre) deve uscire dal mercato pubblicitario.
      • Salvaguardia pluralismo come garanzia della libertà di informare ed essere informati e tutela concorrenza come strumento per la realizzazione del pluralismo.
    • Limitatezza delle frequenze
      • La naturale scarsità delle frequenze elettromagnetiche è stato un tema centrale per la giurisprudenza della Corte Costituzionale
      • Sentenza Corte Costituzionale 59 del 1960 :
      • Il servizio radiotelevisivo si fonda sull’utilizzo di una risorsa oggettivamente scarsa, le bande di frequenza, e non può essere parificato agli altri mezzi di comunicazione .
      • Sentenza Corte Costituzionale 202 del 1976 :
      • In ragione dei miglioramenti tecnologici, è constatata a livello locale una sufficiente disponibilità di frequenze per le trasmissioni radiotelevisive atta a consentire la libertà di iniziativa privata senza il pericolo di formazione di oligopoli o monopoli .
      • Sentenza Corte Costituzionale 420 del 1994 :
      • In relazione alla limitata disponibilità di frequenze che consente di assegnare solo nove concessioni nazionali, il tetto massimo di tre reti deve essere rivisto .
    • Lo spettro elettromagnetico
      • Ciò che sentiamo e vediamo è solo una piccola parte
      • Lunghezze d’onda:
      • VHF (Very high frequency) 30–300 MHz 10 m – 1 metro
      • UHF (Ultra high frequency) 300–3000 MHz 1 m – 100 mm
      • SHF (Super high frequency) 3–30 GHz 100 mm – 10 mm
      basse molto basse medie alte molto alte ultra alte super alte extra alte infrarossi ultravioletti raggi x raggi gamma 30 Hz 300 Hz 3 KHz 30 KHz 300 KHz 3 MHz 30 MHz 300 MHz 3 GHz 30 GHz 300 GHz 3 THz 30 THz 300 THz 3 PHz 30 PHz 300 PHz 3 EHz 30 EHz 300 EHz 3000 EHz
    • Lo spettro elettromagnetico radio AM 526 - 1606 KHz Servizi della difesa 302 - 390 MHz Telefoni UMTS 1900 - 2200 MHz forno a microonde 2.4 GHz Wi-Fi 5 GHz occhiali infrarossi 300 GHz - 300 THz radiografie 300 PHz - 352 PHz basse molto basse medie alte molto alte ultra alte super alte extra alte infrarossi ultravioletti raggi x raggi gamma 30 Hz 300 Hz 3 KHz 30 KHz 300 KHz 3 MHz 30 MHz 300 MHz 3 GHz 30 GHz 300 GHz 3 THz 30 THz 300 THz 3 PHz 30 PHz 300 PHz 3 EHz 30 EHz 300 EHz 3000 EHz
    • Le frequenze tv radio AM 526 - 1606 KHz Servizi della difesa 302 - 390 MHz Telefoni UMTS 1900 - 2200 MHz forno a microonde 2.4 GHz Wi-Fi 5 GHz occhiali infrarossi 300 GHz - 300 THz radiografie 300 PHz - 352 PHz televisione 460 - 870 MHz basse molto basse medie alte molto alte ultra alte super alte extra alte infrarossi ultravioletti raggi x raggi gamma 30 Hz 300 Hz 3 KHz 30 KHz 300 KHz 3 MHz 30 MHz 300 MHz 3 GHz 30 GHz 300 GHz 3 THz 30 THz 300 THz 3 PHz 30 PHz 300 PHz 3 EHz 30 EHz 300 EHz 3000 EHz
    • Le frequenze tv sono LIMITATE frequenze televisive da 460 a 870 MHz 1 canale = 8 MHz canale 21 - 470/478 MHz canale 22 - 478/486 MHz canale 23 - 486/494 MHz canale 24 - 494/502 MHz canale 25 - 502/510 MHz ..... canale 67 - 838/846 MHz canale 68 - 846/854 MHz canale 69 - 854/862 MHz canale 70 - 862/870 MHz Totale 50 canali (UHF) 30 Hz 300 Hz 3 KHz 30 KHz 300 KHz 3 MHz 30 MHz 300 MHz 3 GHz 30 GHz 300 GHz 3 THz 30 THz 300 THz 3 PHz 30 PHz 300 PHz 3 EHz 30 EHz 300 EHz 3000 EHz
    • I vantaggi del digitale terrestre
      • Maggiore quantità programmi televisivi : la televisione digitale terrestre consente di trasmettere almeno 5 o 6 programmi televisivi nello stesso spazio di frequenza prima utilizzato da un solo programma analogico.
      • Migliore qualità dell’immagine : potenzialità del digitale già sperimentate in altri media (musica, telefonia mobile, supporti video). Segnale più resistente, e programmi HD.
      • Possibilità di trasmettere contenuti interattivi e multimediali : accessibili sul tv servizi digitali di tipo informativo e di intrattenimento
      • Inoltre: dividendo digitale, portabilità, regionalità, minor inquinamento elettromagnetico.
    • La legge 66 del 2001
      • La legge 66 del 2001 determina le fasi del processo di transizione dalla tv analogica a quella digitale.
      • avvio sperimentazione : consente alle emittenti di sperimentare dietro autorizzazione Ministeriale la tecnica DTT su frequenze proprie.
      • regolamentazione frequenze : stabilisce che sia approvato un piano nazionale delle radiofrequenze entro la fine del 2002.
      • switch-off : determina nel 31 dicembre 2006 la fine delle trasmissioni analogiche su frequenze terrestri
      • La data di switch-off non aveva paragoni in Europa: in UK, prima nazione a partire nel 1998, lo switch-off era fissato per il 2010 (poi spostato 2012)
    • Le prime trasmissioni in Italia
      • Nel dicembre 2003 Mediaset lancia la sua prima rete (o multiplex) nazionale:
      • Rete4 + BBC World, VJ Tv, Coming Soon Tv, 24 Ore Tv, Class News.
      • Parallelamente l’operatore DFree digitalizza l’ex Telepiù per trasmettere:
      • SportItalia + Canale 5, Italia 1, La Chaine Info, Radio Italia Tv
      • 3 gennaio 2004 RAI lancia due multiplex nazionali:
      • RaiUno, RaiDue, RaiTre, RaiDoc, RaiUtile, RaiEdu, RaiNews24 + RadioRai.
      • Successivamente parte TelecomItaliaMedia con un mux nazionale:
      • La7, MTv Italia e Music Box
    • Legge Gasparri 2004
      • Principi generali per l’assetto del sistema radiotelevisivo adeguati ad avvento tecnologia digitale e convergenza media
      • Conferma switch-off 31 dicembre 2006
      • Contributo statale per acquisto decoder interattivi
      • Sistema Integrato delle Comunicazioni , indicando nel 30% del totale la percentuale di risorse riferibile ad un unico soggetto
      • prolunga fino alla data dello switch-off le autorizzazioni per continuare le trasmissioni analogiche terrestri da parte di operatori che non hanno ottenuto la concessione delle frequenze (procedura infrazione antitrust EU)
      • Da 170.000 di inizio anno, i decoder interattivi in Italia superano il milione prima della fine del 2004.
    • Digitale terrestre in Italia - 2005
      • 27 programmi trasmessi in tutta Italia , 9 in simulcast con analogico, 16 inediti per le frequenze terrestri
      • 22 gennaio parte Mediaset Premium in pay per view. Poco dopo parte anche La7 Carta Più di TelecomItaliaMedia.
      • In Aprile associazione DGTVi firma protocolli d’intesa per switch-off con regioni Sardegna e Valle d’Aosta (entro 31 gennaio 2006).
      • In Dicembre il Ministro Comunicazioni Mario Landolfi sposta switch-off al 31 dicembre 2008
      • A fine 2005 i decoder venduti in Italia sono 3.5 milioni (690.000 solo nel mese di Agosto), e più di 3 milioni di carte prepagate vendute.
    • Digitale terrestre in Italia - 2006
      • 28 programmi televisivi trasmessi su territorio nazionale , 10 in simulcast con tv analogica, 18 inediti per frequenze terrestri (di cui 8 in esclusiva per DTT).
      • Dieci multiplex nazionali in onda : si aggiungono 3 Italia (DVB-H) e nuova rete DVB-H Mediaset, nuova rete TelecomItaliaMedia (digitalizzazione Elefante Tv) e rete Gruppo Espresso (digitalizzazione ReteA)
      • Decoder venduti in Italia a fine anno: 4.5 milioni
    • Digitale terrestre in Italia - 2007
      • Febbraio : venduti in Italia 5.006.867 decoder
      • 1 marzo : città di Cagliari e 122 comuni prima area italiana dove si effettua uno switch-over (RaiDue e Rete4 visibili solo in digitale)
      • 16 aprile : switch-over città di Aosta e 16 comuni
      • ISTAT : 15% famiglie italiane hanno decoder DTT.
      • 1 milione e mezzo di famiglie seguono partite con Premium
      • Giugno: la televisione digitale terrestre fa registrare stessa diffusione della ricezione tramite satellite con abbonamento a SKY (4,5 milioni di famiglie)
      • Ottobre : data switch-off nazionale spostata al 2012
      • 16 novembre : seconda tranche switch-over Sardegna
    • Digitale terrestre in Italia - 2008
      • Gennaio : cominciano le trasmissioni di Premium Gallery (Mya, Joi, Steel)
      • ISTAT : penetrazione dei decoder per la tv digitale terrestre è aumentata al 19.3%
      • I ricevitori DTT in Italia sono 6.697.516 (82.3% decoder, mentre 17.7% tv con tuner DTT integrato)
      • Settembre : nuovo calendario switch-off. Entro un anno e mezzo circa il 70% del Paese sara’ digitalizzato“.
      • 31 ottobre: completato switch-off sardegna . La prima regione all digital d’Europa
      • Dicembre : decoder venduti in Italia superano 10 milioni di pezzi . Ascolto complessivo della tv digitale terrestre supera il 6% di share.
    • Digitale terrestre in Italia - 2009
      • 15 febbraio : switch-over provincia di Trento
      • 7 marzo : parte Dahlia Tv (ex La7 carta più)
      • 3 aprile : stop vendita tv con esclusivo tuner analogico in Italia
      • 8 aprile : delibera AGCom per assegnazione frequenze Delibera n. 181/09/CONS (Aprile 09)
      • Aprile: i decoder venduti sono più di 13 milioni : tv integrati 43.2%, decoder esterni 56,8%. Famiglie in possesso di almeno un ricevitore per il digitale terrestre nell’abitazione principale è pari a 8 milioni 111 mila , ovvero 2,7 milioni in più rispetto a 2008. In Marzo lo share totale piattaforma digitale terrestre in Italia 10,8%. In Trentino Alto Adige (switch-over) infatti, il digitale terrestre ha superato il 25% di share per attestarsi al 26,3% a marzo.
    • Calendario switch-off Italia
      • Switch-over : passaggio al digitale di RaiDue e Rete4 15 Febbraio: Trentino 20 Maggio: Piemonte Occidentale (prov. di TO e CN) 16 Giugno: Lazio (esclusa prov. Viterbo) 10 Settembre: Campania
      • Switch-off : totale passaggio di tutte le reti televisive dall’analogico alla tecnologia digitale terrestre Dal 14 al 23 Settembre: Valle d’Aosta Dal 24 Settembre al 9 Ottobre: Piemonte Occidentale (TO e CN) Dal 15 al 30 Ottobre: Trentino Dal 26 Ottobre al 13 Novembre: Alto Adige Dal 16 - 30 Novembre: Lazio (esclusa prov. Viterbo) Dal 1 al 16 Dicembre: Campania
    • Il consorzio della TV digitale
      • Il consorzio DVB è stato fondato nel 1993 ed è formato da oltre 400 membri fra broadcaster ed imprese del settore.
      • Si occupa di standardizzare le metodologie di trasmissione del segnale , di definire le informazioni che devono essere presenti nello stream ed integrare le diverse componenti seguendo l’evoluzione tecnologica dei media.
      I tentativi simili compiuti dalle organizzazioni ISO con MHEG, dal DAVIC e da ATSC con DASE non hanno avuto uguale fortuna.
    • L’adozione degli standard DVB
    • Le caratteristiche del DVB
      • Market-led : il consorzio comprende gli operatori commerciali del settore e allinea lo standard con gli impatti sulla realtà del sistema.
      • Interoperabile : si basa su standard aperti e garantisce che ogni sistema dichiarato compliant funzioni correttamente. Si basa su MPEG2 permettendo di spostare senza eccessivi problemi il segnale da un medium ad un altro.
      • Flessibile : basandosi sul trasport MPEG2 come contenitore di dati, può lavorare indiscriminatamente con segnali Alta definizione, Standard Definition PAL, SECAM, NTSC, contenuti multimediali ed interattivi.
    • Lo Standard MHP
      • MHP stabilisce gli elementi che consentono ai produttori di contenuti, ai broadcaster ed ai costruttori di decoder di fornire al telespettatore un servizio di interattività televisiva sulla piattaforma digitale terrestre.
      • Il software MHP si basa principalmente sul linguaggio di programmazione Java ideato dalla californiana Sun Microsystem. E’ un linguaggio multipiattaforma (“ write one, run everywhere ”)
      • Nel linguaggio MHP sono tuttora sviluppate, trasmesse ed eseguite le applicazioni interattive per la tv digitale terrestre
      Nel 2000 il consorzio DVB ha rilasciato le prime specifiche per il Multimedia Home Platform ( MHP ).
    • Uno standard aperto
      • Chiunque può ottenere gratuitamente le specifiche MHP ed utilizzarle per sviluppare un’applicazione, trasmetterla o per costruire e commercializzare un decoder che sia in grado di riceverla e visualizzarla.
      Esistono (e hanno avuto alterne fortune) anche standard per l’interattività: es. OpenTv , Mediahighway o Liberate . Sono sistemi prodotti da società che ne sono proprietarie, e li cedono in licenza: sono standard chiusi . Il loro utilizzo è subordinato ad un accordo commerciale, non è libero.
    • Come funziona un sistema chiuso
      • Un sistema chiuso garantisce il controllo totale da parte del broadcaster di tutta la catena:
      • Il broadcaster sceglie il sistema e stipula un accordo
      • Individua un produttore di decoder , e commissiona i ricevitori
      • Il broadcaster distribuisce i decoder agli utenti, e ne gestisce le funzionalità (li aggiorna, li cambia, li blocca, li ritira)
    • Come funziona un sistema aperto
      • Un sistema aperto necessita di organismi non privati che ne controllino e ne incentivino l’adozione
      • Un’organizzazione (o un consorzio, come il DVB) rende disponibili gratuitamente delle specifiche tecniche il più possibile dettagliate
      • Le istituzioni possibilmente appoggiano il sistema aperto
      • Un organismo indipendente effettua operazioni di controllo di conformità
      • I broadcaster che aderiscono al sistema usano le specifiche per produrre e trasmettere i servizi
      • I produttori di decoder usano le specifiche per produrre i ricevitori, e li commercializzano
      • I consumatori decidono liberamente di acquistare il decoder per usufruire dell’offerta
    • Sist. chiuso = piattaforma verticale
      • SKY Italia ha scelto lo standard Open Tv, ha incaricato alcuni produttori di costruire i propri decoder che distribuisce direttamente agli abbonati. Solo il decoder SKY permette di vedere i programmi SKY .
      • Decoder = terminale del broadcaster
      • Broadcaster = gate keeper. Editore esclusivo, sceglie cosa può vedere l’utente, decide a propria completa discrezione chi può trasmettere nel sistema , ed a quali condizioni economiche ed editoriali può farlo.
    • Sist. aperto = piattaforma orizzontale
      • Una piattaforma orizzontale permette almeno a livello teorico un accesso a tutti gli operatori che vogliano farlo.
      • E’ adatta ad un servizio di tipo universale come quello della tv digitale terrestre in Italia, che sostituirà l’attuale sistema televisivo analogico dopo lo switch-off.
      • In una piattaforma orizzontale non ci sono ostacoli di tipo tecnico o commerciale per l’entrata nel sistema.
    • I vantaggi della piatt. orizzontale
      • Offerta di contenuti più ampia e libera : nessuna strategia editoriale regola l’ingresso nel sistema
      • Accesso di nuovi attori : nessuna concessione o accordo economico stabiliscono a priori l’ingresso di un nuovo editore (se un operatore di rete mi nega la banda posso rivolgermi ad un altro)
      • Costi dei decoder più bassi : meccanismo concorrenziale fra produttori abbassa i prezzi per gli utenti finali
      • Maggiore scelta di modelli di decoder : la concorrenza spinge i produttori a differenziare la propria offerta
    • La governance del sistema
      • Attori istituzionali o non commerciali detengono la governance della piattaforma orizzontale: nessuno può esserne proprietario.
      • Oltre al Ministero per le Comunicazioni e l’ Autorità di Garanzia per le Comunicazioni , è stata costituita l’ associazione DGTVI .
      DGTVi è stata costituita nel 2004 da Rai, Mediaset, Telecom Italia, DFree, FRT e AERANTI-CORALLO. Coopera con le Autorità alla transizione al digitale, raccoglie le istanze degli attori del sistema, definisce linee guida per lo sviluppo, promuove campagne di informazione, coordina attività operative, si propone come interlocutore qualificato.
    • Tivù
      • Tivù marchio ideato nel 2006 dal consorzio Dgtvi per promuovere la piattaforma digitale terrestre sulla base dell’esempio di successo di Freeview in UK.
      • Nel 2008 viene costituita una società Tivù, le cui quote sono di Rai e Mediaset ognuna 48%, e di Telecom Italia per il restante 4%.
      • Nel giugno 2009 verrà lanciata la piattaforma Tivù Sat , per consentire di ricevere l’intera offerta della tv digitale terrestre anche via satellite nelle zone non coperte dal segnale terrestre. Sarà prodotto e commercializzato un apposito decoder.
    • Il dividendo digitale
      • Cos’è? : la transizione dalla trasmissione analogica a quella digitale introduce un miglioramento nell'efficienza di utilizzo delle frequenze ed un aumento degli spazi disponibili.
      • Anche considerando l'avvio delle trasmissioni di nuovi operatori, uno switch-off completo del sistema televisivo analogico creerebbe una disponibilità di spazi trasmissivi talmente grande da ritenere possibile una ridiscussione del loro utilizzo per scopi diversi da quelli televisivi .
      • Questa capacità di trasmissione in eccesso è il dividendo digitale .
    • Il dividendo digitale
      • Perché ? le onde elettromagnetiche non sono tutte uguali, ma le loro caratteristiche fisiche sono suddivise in uno spettro che varia da frequenze molto basse ad altre molto alte.
      • Se le onde molto basse hanno la capacità di propagarsi in maniera molto efficace, ma sono in grado di portare con sé poche informazioni.
      • Se sono onde molto alte , si propagano con meno facilità, ma hanno una grande capacità di trasporto.
      • Le onde elettromagnetiche economicamente più ambite sono quelle che realizzano compromesso fra entrambe le caratteristiche.
      • Una lunghezza d'onda con una buona propagazione, infatti, chiede all'operatore un minore investimento in infrastrutture - come ripetitori o trasmettitori - per realizzare il servizio, e dà la possibilità di raggiungere con il proprio segnale l'interno di edifici o remote aree rurali.
      • Una buona capacità di trasporto permette di realizzare la diffusione di contenuti ad alto valore comunicativo, come video, voce alta qualità, e dati.
    • Dividendo digitale
      • Chi usa le frequenze economicamente pregiate, oggi ?
      • Buona parte delle frequenze caratterizzate da una buona propagazione e una ottimale capacità - quelle fra i 200 MHz ed 1Ghz - sono destinate al servizio televisivo analogico.
      • Quando verso la fine degli anni '50 si decise di utilizzarle a questo scopo, la televisione muoveva i primi passi e non erano nemmeno possibile provare ad ipotizzare le alternative create dalle innovazioni recenti. Ci si concentrò sulla necessità di ridurre l'impegno infrastrutturale, e in assenza di stringenti necessità di ottimizzazione dello spettro, sembrò inevitabile assegnare una delle migliori porzioni dello spettro al servizio televisivo.
    • Le frequenze tv - reprise radio AM 526 - 1606 KHz Servizi della difesa 302 - 390 MHz Telefoni UMTS 1900 - 2200 MHz forno a microonde 2.4 GHz Wi-Fi 5 GHz occhiali infrarossi 300 GHz - 300 THz radiografie 300 PHz - 352 PHz televisione 460 - 870 MHz basse molto basse medie alte molto alte ultra alte super alte extra alte infrarossi ultravioletti raggi x raggi gamma 30 Hz 300 Hz 3 KHz 30 KHz 300 KHz 3 MHz 30 MHz 300 MHz 3 GHz 30 GHz 300 GHz 3 THz 30 THz 300 THz 3 PHz 30 PHz 300 PHz 3 EHz 30 EHz 300 EHz 3000 EHz
    • Il dividendo digitale
      • Chi lo vuole utilizzare ? Febbraio 2007: GSM Europe, la sezione europea della GSM Association che conta 700 operatori in 217 paesi del mondo, ha fatto richiesta alla Commissione europea di destinare parte delle frequenze attualmente utilizzate dalla televisione analogica ad applicazioni di telecomunicazione fisse e mobili .
      • Secondo Kaisu Karvala, chairman di GSME, « le caratteristiche di propagazione delle frequenze della banda UHF potrebbero facilitare la realizzazione di reti di comunicazione mobile in grado di raggiungere aree scarsamente popolate che sarebbe troppo costoso coprire con sistemi operanti su bande più alte, assicurando che il dividendo digitale possa venire incontro alle esigenze di chi vive in queste aree, vittime del digital divide ».
    • Dividendo digitale
      • 100 MHz per i servizi mobili . Il GSM Europe reclama 100 Mhz dello spettro usato dai servizi tv (il 25%).
      • Generazione di revenue fra i 63 ed i 145 miliardi di euro
      • L’output economico per MHz di banda è stimato a 68 milioni di euro per i servizi mobile rispetto ai 28 milioni di euro per la digital TV
      • L'utilizzo di frequenze al di sotto di 1 GHz consentirebbero la creazione di celle di trasmissione a raggio più esteso, e quindi l'installazione di un minor numero di ripetitori. Ne conseguirebbe un contenimento dei costi di installazione ed una relativa garanzia di coprire le aree meno densamente popolate già oggi escluse dalle reti ADSL: un primo passo per riduzione del digital divide "strutturale", che potrebbe diventare un presupposto per il superamento di quello culturale.
    • Dividendo digitale - UK
      • L’esperienza inglese : nel 2006 l’Autorità per le comunicazioni Inglese (OFCOM) ha lanciato il Digital Dividend Review , una consultazione pubblica per definire gli utilizzi di 14 canali (112 MHz) liberati dallo switch-off del 2012.
      • Alcune ipotesi di utilizzo:
      • televisione mobile;
      • canali di tv digitale terrestre mercato nazionale in definizione standard SD;
      • canali di tv digitale terrestre mercato nazionale in alta definizione HD;
      • canali di tv digitale terrestre mercato locale;
      • microfoni senza fili, ed altri servizi di supporto alla produzione di contenuti;
      • banda larga wireless come il WiMax, anche di tipo mobile;
      • servizi di comunicazione mobile;
      • centri wireless di distribuzione di contenuti in ambito casalingo;
      • servizi di comunicazione via satellite;
      • servizi di pubblica sicurezza o emergenza.
    • Dividendo digitale - Italia
      • In Sardegna, accordi per ottimizzare uso frequenze a seguito dello switch-off:
      • Scelta isofrequenza, per eliminare occupazione frequenze ridondanti
      • 14 canali televisivi restituiti allo Stato per possibili altri scopi
      • Assegnazione canali condivisa in tavolo di trattativa fra gli operatori ed AgCom
      • L’esperienza sarda deve trovare la possibilità di essere replicata per tutte le altre Regioni nel quale verrà applicato lo switch off fino al 2012
    • Dividendo digitale
      • Delibera AgCom n. 181/09/CONS (Aprile 09)
      • Conferma divisione di ruoli nel contesto tv: fornitore di contenuti, operatore di rete, fornitore di servizi
      • Conferma limite 20% per programmi della televisione digitale terrestre diffusi da uno stesso fornitore di contenuti in ambito nazionale
      • Conferma riserva, fino all’attuazione dello switch-off su tutto il territorio nazionale, del 40% della capacità trasmissiva delle nuove reti digitali terrestri degli operatori esistenti a favore di fornitori di contenuti indipendenti dagli operatori di rete
      • Diritto conversione uno ad uno delle attuali reti analogiche
    • Dividendo digitale
      • Delibera AgCom n. 181/09/CONS (Aprile 09)
      • Provvedimenti AgCom : 21 reti SFN nazionali per tv digitale terrestre + 4 reti nazionali DVB-H. Fra queste:
      • Otto reti assegnate a conversione “uno ad uno” delle attuali analogiche (compresa Europa 7), per simulcast SD ed HD
      • Otto reti assegnate agli operatori di rete per realizzazione reti nazionali SFN per convertire le nuove reti operative dal 2003. Restituzione allo Stato di tutte le frequenze per ottenere il cambio quella SFN.
      • Almeno il 30% risorse frequenze assegnate a reti locali, con obbligo restituzione e consegna unica frequenza SFN
      • Ne risultano cinque reti televisive nazionali (+ una DVB-H) disponibili come dividendo digitale .
    • Dividendo digitale
      • Delibera AgCom n. 181/09/CONS (Aprile 09)
      • La distribuzione del dividendo digitale . Sarà effettuata una gara per le cinque frequenze del dividendo digitale.
      • Le 5 reti saranno divise in due lotti (il primo da 3 reti ed il secondo da 2) e saranno assegnati con i seguenti criteri:
      • Primo lotto : tre reti riservate ai nuovi entranti. Non potranno presentare offerte gli operatori che hanno la disponibilità di due o più reti televisive nazionali in tecnica analogica;
      • Secondo lotto : due reti aperte a qualsiasi offerente.
      • Non si fa menzione dell’assegnazione di frequenze nazionali a operatori non televisivi.