Sale operatorie responsabilità

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Sale operatorie responsabilità

  1. 1. <ul><li>Sale Operatorie </li></ul><ul><li>e </li></ul><ul><li>Terapie Intensive </li></ul><ul><li>Valutazione del rischio e Responsabilità </li></ul>
  2. 2. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Indice degli argomenti </li></ul><ul><li>. Aspetti generali sulla responsabilità </li></ul><ul><li>. Analisi e valutazione dei rischi principali </li></ul><ul><li>. Lay out ed aspetti strutturali </li></ul><ul><li>. Impianti </li></ul><ul><li>. Apparecchiature </li></ul>
  3. 3. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>COSTITUZIONE ART. 27 </li></ul><ul><li>La responsabilità penale è personale </li></ul>
  4. 4. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>CODICE PENALE ART. 40 </li></ul><ul><li>Nessuno può essere punito per un fatto preveduto dalla legge come reato se l’evento, da cui dipende l’esistenza del reato, non è conseguenza della sua azione od omissione. </li></ul>
  5. 5. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>CODICE PENALE ART. 40 </li></ul><ul><li>Non impedire un evento che si ha l’obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo </li></ul>
  6. 6. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Art. 2087 del Codice Civile </li></ul><ul><li>L’imprenditore nell’esercizio dell’impresa deve adottare tutte le misure che secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica sono necessari a salvaguardare l’integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro </li></ul>
  7. 7. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Costituzione art.41 co.2 </li></ul><ul><li>L’attività, l’iniziativa economica non può svolgersi in maniera tale da mettere a repentaglio le esigenze di sicurezza e di integrità del lavoratore. </li></ul>
  8. 8. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità
  9. 9. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE IN SICUREZZA SUL LAVORO Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>. Blocco operatorio lontano dai principali flussi di traffico; </li></ul><ul><li>. Distinzione dei percorsi sporchi da quelli puliti; </li></ul><ul><li>. Distribuzione dei locali all’interno del blocco secondo una </li></ul><ul><li>progressione verso zone sempre più sterili; </li></ul>Struttura
  10. 10. SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE IN SICUREZZA SUL LAVORO Sale Operatorie e T.I.
  11. 11. Sale Operatorie e T.I.
  12. 12. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>REQUISITI STRUTTURALI </li></ul><ul><li>- spazio filtro di entrata degli operandi; </li></ul><ul><li>- zona filtro personale addetto con relativo servizio igienico; </li></ul><ul><li>- locale spogliatoio con annessi servizi igienici per il personale addetto; </li></ul><ul><li>- zona preparazione utenti; </li></ul><ul><li>- zona risveglio utenti; </li></ul><ul><li>- locale relax operatori; </li></ul><ul><li>- servizi igienici del personale; </li></ul><ul><li>- sala operatoria; </li></ul><ul><li>- deposito presidi e strumentario chirurgico articolato in: </li></ul><ul><li>a) deposito per armamentario e materiale di medicheria; </li></ul><ul><li>b) deposito per attrezzature e materiale pulito; </li></ul><ul><li>c) deposito materiale sporco; </li></ul><ul><li>- locale/spazio per il lavaggio e la sterilizzazione del materiale chirurgico; </li></ul><ul><li>- sala gessi; </li></ul>
  13. 13. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>REQUISITI IMPIANTISTICI </li></ul><ul><li>- temperatura interna invernale e estiva compresa tra 20-24°C; </li></ul><ul><li>- umidità relativa estiva e invernale compresa tra 40-60% ottenuta con vapore; </li></ul><ul><li>- ricambi aria/ora (aria esterna senza ricircolo) 15 v/h; </li></ul><ul><li>- filtraggio aria 99.97%; </li></ul><ul><li>impianto di gas medicali e impianto di aspirazione gas anestetici direttamente collegato agli apparecchi di anestesia, ossigeno, aria compressa bassa pressione per respiratori, aria compressa alta pressione per apparecchi pneumatici, protossido di azoto; </li></ul><ul><li>- impianto allarmi di segnalazione esaurimento gas medicali; </li></ul><ul><li>- acqua di raffreddamento per apparecchi laser, quando necessario; </li></ul><ul><li>- stazioni di riduzione della pressione doppie per ogni gas medicale tecnico, tali da garantire un adeguato livello di affidabilità; </li></ul><ul><li>- impianto rilevazione incendi. </li></ul>
  14. 14. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>REQUISITI TECNOLOGICI </li></ul><ul><li>Per ogni sala operatoria: </li></ul><ul><li>- tavolo operatorio; </li></ul><ul><li>- apparecchio per anestesia con sistema di evacuazione dei gas dotato anche di spirometro e di monitoraggio della concentrazione di ossigeno erogato, respiratore automatico dotato anche di allarme per deconnessione paziente; </li></ul><ul><li>- monitor per la rilevazione dei parametri vitali; </li></ul><ul><li>- elettrobisturi; </li></ul><ul><li>- aspiratori chirurgici e per broncoaspirazione; </li></ul><ul><li>- lampada scialitica; </li></ul><ul><li>- diafanoscopio a parete; </li></ul><ul><li>- strumentazione adeguata per gli interventi di chirurgia generale e delle specialità chirurgiche; </li></ul><ul><li>- un autoclave a vapore per sala operatoria e/o per gruppo operatorio per la sterilizzazione di strumentario e teleria (in mancanza di servizio centralizzato e/o esterno di sterilizzazione); </li></ul>
  15. 15. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>REQUISITI TECNOLOGICI </li></ul><ul><li>Per ogni gruppo operatorio: </li></ul><ul><li>- frigoriferi per la conservazione di farmaci ed emoderivati; </li></ul><ul><li>- amplificatore di brillanza; </li></ul><ul><li>- gruppo per ossigenoterapia; </li></ul><ul><li>- aspirazione selettiva dei gas anestetici; </li></ul><ul><li>- cardiomonitor e defibrillatore; </li></ul><ul><li>- aspiratore per broncoaspirazione. </li></ul>
  16. 16. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>REQUISITI ORGANIZZATIVI </li></ul><ul><li>Ogni struttura erogante prestazioni deve prevedere i seguenti requisiti organizzativi: </li></ul><ul><li>- la dotazione organica del personale medico ed infermieristico deve essere rapportata alla tipologia ed al volume degli interventi chirurgici; l'attivazione di una sala operatoria deve comunque prevedere almeno un medico anestesista, due chirurghi e due infermieri professionali. </li></ul>
  17. 17. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>IMPIANTI </li></ul><ul><li>- Impianto di climatizzazione </li></ul><ul><li>- Impianto elettrico </li></ul><ul><li>- Impianto gas medicali </li></ul><ul><li>- Impianto evacuazione gas anestetici </li></ul>
  18. 18. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul><ul><li>- D.P.R. 14/1/1997 </li></ul><ul><li>- Linee guida ISPESL </li></ul><ul><li>- ISO 14644:2001 </li></ul><ul><li>- UNI EN 1822:2002 </li></ul>
  19. 19. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>IMPIANTO DI VENTILAZIONE E CONDIZIONAMENTO A “CONTAMINAZIONE CONTROLLATA” </li></ul><ul><li>E </li></ul><ul><li>“ CLEAN ROOM” </li></ul>
  20. 20. Sale Operatorie e T.I. <ul><li>(VCCC) </li></ul><ul><li>a. mantenere condizioni termoigrometriche idonee allo svolgimento delle attività previste, conciliando le esigenze di benessere del personale con quelle primarie dell’utente; </li></ul><ul><li>b. fornire una aerazione agli ambienti idonea a mantenere le concentrazioni ambientali di gas anestetici e/o di altri inquinanti gassosi al di sotto di limiti prefissati; la presenza di un impianto VCCC non elimina in ogni caso la necessità di un sistema di evacuazione dei gas anestetici e il corretto uso e manutenzione del sistema di anestesia; </li></ul><ul><li>c. mantenere la concentrazione di particolato totale aeroportato, sia biologico che inerte, al di sotto di limiti prefissati; </li></ul><ul><li>d. mantenere determinati gradienti di pressione tra i vari ambienti costituenti il reparto operatorio. </li></ul>
  21. 21. Sale Operatorie e T.I.
  22. 22. Sale Operatorie e T.I.
  23. 23. Sale Operatorie e T.I. <ul><li>Metodo di campionamento </li></ul><ul><li>IMA </li></ul><ul><li>INDICE DI CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA DELL’ ARIA </li></ul><ul><li>standard da seguire </li></ul><ul><li>Piastra: 1 m da terra </li></ul><ul><li>Durata esposizione: 1 ora </li></ul><ul><li>Terreno di coltura: PCA Agar </li></ul><ul><li>T e durata incubazione: 37°C per 48 ore </li></ul>
  24. 24. CLASSE IMA INDICE IMA IGIENE ARIA GRUPPO A RISCHIO ESEMPIO DI UTILIZZO 1 0 - 5 OTTIMA MOLTO ALTO <ul><li>ULTRA CLEAN ROOM </li></ul><ul><li>IMPIANTI E TRAPIANTI </li></ul>2 6 - 25 BUONA ALTO -OPERAZIONI ASETTICHE -REPARTO INTENSIVO -PICCOLA CHIRURGIA 3 26 - 50 MEDIOCRE MEDIO - AMBIENTI CON PARTICOLARE RILEVANZA D’ IGIENE AMBIENTALE 4 51 - 75 CATTIVA BASSO - AMBIENTI SENZA PARTICOLARE RILEVANZA D’ IGIENE AMBIENTALE 5 › 76 PESSIMA NULLO - ALTRI AMBIENTI
  25. 25. Sale Operatorie e T.I. <ul><li>CAMPIONAMENTO PASSIVO </li></ul><ul><li>impiego di piastre Petri di sedimentazione. Viene tolto il coperchio della capsula Petri contenente il terreno di coltura agarizzato sterile, in modo che la superficie dell’agar rimanga esposta all’aria per un tempo definito. Al termine si richiude la piastra e si procede all’incubazione a 37°C per 48 ore e a 25° C per altre 24 ore. </li></ul><ul><li>Si conta il numero di colonie cresciute, ciascuna delle quali rappresenta una particella trasportante microrganismi caduta sulla superficie dell’agar. </li></ul><ul><li>I risultati vengono espressi nell’ unità di misura: UFC (=Unità Formante Colonia)/m2/ora (oppure anche UFC/dm2/ ora). </li></ul>Candida albicans
  26. 26. Sale Operatorie e T.I. <ul><li>CAMPIONAMENTO ATTIVO </li></ul><ul><li>attraverso l’uso di una apparecchiatura “SAS Surface Air System” portatile. Una quantità misurata di aria è aspirata in un coperchio sotto il quale è collocata una capsula di Petri contenente terreno agarizzato. </li></ul><ul><li>Le piastre Petri vengono incubate a 37°C per 48 ore e a 25° C per altre 24 ore. </li></ul><ul><li>Le colonie cresciute sulla superficie dell’agar vengono contate e i risultati espressi in UFC/m3 in rapporto al volume d’aria aspirato ed analizzato. </li></ul>
  27. 27. Sale Operatorie e T.I. CONTAMINAZIONE MICROBIOLOGICA VALORI DI NORMATIVA Raccomandazioni ISPESL – strumento di misura SAS A sala operatoria “at rest” ≤ 35 CFU/m3 - A sala operatoria “in operation” ≤ 180 CFU/m3 Flusso turbolento A sala operatoria “in operation” ≤ 20 CFU/m3 Flusso laminare
  28. 28. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Filtri assoluti </li></ul><ul><li>- La efficienza di filtrazione aumenta con il progredire dell’intasamento; </li></ul><ul><li>- Potere di arresto del particolato pressocchè totale; </li></ul><ul><li>- Lento progredire dell’intasamento; </li></ul><ul><li>- Filtro finale deve essere installato il più vicino possibile al punto di immissione nell’ambiente controllato; </li></ul><ul><li>- I contaminanti generati all’interno della camera operatoria debbono essere allontanati o diluiti. </li></ul>
  29. 29. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità
  30. 30. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità
  31. 31. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità
  32. 32. Sale Operatorie e T.I. <ul><li>Lay Out </li></ul>
  33. 33. <ul><li>L'impianto VCCC dovrà essere corredato della seguente documentazione: </li></ul><ul><li>- Manuali di gestione e manutenzione delle singole apparecchiature. </li></ul><ul><li>- Procedure di pulizia degli apparati installati e della intera installazione con indicazione dei prodotti chimicamente compatibili </li></ul><ul><li>- Procedure di messa in marcia, taratura e di disattivazione. </li></ul><ul><li>- Procedura programmata di gestione dell’intera installazione per verificare la funzionalità degli impianti ed il perdurare delle condizioni ambientali ritenute accettabili; </li></ul><ul><li>- Procedura programmata di manutenzione dell’intera installazione che assicuri nel tempo la funzionalità degli impianti ai valori nominali di accettazione. </li></ul><ul><li>- Procedure da attuare in condizioni di emergenza. </li></ul><ul><li>- Risultati delle prove effettuate sui materiali e sistemi durante l’installazione, completi delle modalità di prova. </li></ul><ul><li>- Risultati delle prove effettuate durante la messa in marcia ed il collaudo, completi delle modalità di prova. </li></ul><ul><li>- Risultati delle prove di certificazione dei parametri funzionali effettuati in condizioni di riposo e operative. </li></ul>
  34. 34. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul><ul><li>- Mantenere le condizioni termoigrometriche idonee </li></ul><ul><li>- Fornire una aerazione degli ambienti idonea </li></ul><ul><li>- Mantenere le concentrazioni di particolato aeroportato, biologico ed </li></ul><ul><li>inerte, al di sotto dei limiti prefissati </li></ul><ul><li>- Mantenere determinati gradienti di pressione tra i vari ambienti </li></ul><ul><li> Impianto di climatizzazione </li></ul>
  35. 35. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Procedura per l’accettazione, la gestione e la valutazione delle caratteristiche tecniche dell’impianto </li></ul><ul><li>- Efficienza dei dispositivi di filtrazione dell’aria </li></ul><ul><li>- Perdita di carico dei dispositivi filtranti </li></ul><ul><li>- Portata di aria immessa (P=V x S) </li></ul><ul><li>- Differenza di pressione tra ambienti collegati </li></ul><ul><li>- Classificazione dell’ambiente in base alla concentrazione delle particelle aeroportate </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  36. 36. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Caratteristiche dell’ambiente a contaminazione controllata: </li></ul><ul><li>- L’aria totale immessa sarà in quantità e avrà un grado di pulizia tale da mantenere in condizioni di lavoro una concentrazione media di particolato al di sotto di valori prestabiliti considerati idonei per il prodotto/processo da realizzare. </li></ul><ul><li>- La pressione ambiente della C.O. sarà superiore alla pressione degli altri ambienti connessi per impedire le infiltrazioni di aria non trattata. </li></ul><ul><li>- Le geometrie di immissione e di ripresa dell’aria ambiente saranno state studiate per garantire o il livello medio di concentrazione ammissibile o la protezione delle zone critiche per mezzo di flussi unidirezionali. </li></ul><ul><li>- L’aria immessa dovrà avere caratteristiche termiche tali da garantire le condizioni termoigrometriche interne ritenute corrette per il buon svolgimento del processo ed il benessere del personale. </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  37. 37. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>- I parametri ritenuti critici per il controllo della contaminazione, quali pressione differenziale, portata di aria, temperatura, umidità etc, saranno continuamente monitorati e mantenuti ai livelli nominali per mezzo di programmata gestione e manutenzione </li></ul><ul><li>- Il personale potrà entrare nell’ambiente solo se adeguatamente vestito ed istruito sia sulle lavorazioni da svolgere che sull’utilizzo delle apparecchiature specifiche </li></ul><ul><li>- Esistano procedure per il controllo della vestizione del personale e della pulizia dei materiali da introdurre </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  38. 38. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Caratteristiche funzionali minime </li></ul><ul><li>Sala operatoria: </li></ul><ul><li>Efficienza minima di filtrazione dell’aria: > 99,97% </li></ul><ul><li>Carica microbica totale nell’aria immessa:  1 UFC/m3 </li></ul><ul><li>Sovrapressione rispetto all’esterno del reparto: positiva </li></ul><ul><li>n° ricambi con aria esterna:  15/h </li></ul><ul><li>Temperatura invernale/estiva compresa tra: 20-24°C </li></ul><ul><li>Umidità relativa invernale/estiva: 40-60% </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  39. 39. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Caratteristiche funzionali minime </li></ul><ul><li>Pre-post intervento, lavaggio-preparazione chirurghi </li></ul><ul><li>n° ricambi con aria esterna:  6/h </li></ul><ul><li>Temperatura/umidità: Benessere </li></ul><ul><li>Pressione rispetto all’esterno del reparto: positiva </li></ul><ul><li>Pressione rispetto alla sala operatoria: negativa </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  40. 40. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Caratteristiche funzionali minime </li></ul><ul><li>Lavaggio strumentario chirurgico, substerilizzazione </li></ul><ul><li>n° ricambi con aria esterna:  15/h </li></ul><ul><li>Temperatura/umidità: Benessere </li></ul><ul><li>Sovrapressione rispetto all’esterno del reparto: positiva </li></ul><ul><li>Sovrapressione rispetto alla sala operatoria: negativa </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  41. 41. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Caratteristiche funzionali minime </li></ul><ul><li>Nei rimanenti locali del reparto chirurgico </li></ul><ul><li>n° ricambi con aria esterna: > 2/h </li></ul><ul><li>Temperatura/umidità: Benessere </li></ul><ul><li>Sovrapressione rispetto all’esterno del reparto: positiva </li></ul><ul><li>Sovrapressione rispetto alla sala operatoria: negativa </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  42. 42. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>In particolare occorre: </li></ul><ul><li>Che le canalizzazioni siano realizzate in materiali anticorrosione, dotate di coibentazioni poste esternamente ai canali, e che presentino perdite di aria inferiori al 5% quando provati ad 1,5 volte la pressione nominale di esercizio. </li></ul><ul><li>Che l’impianto sia dotato di dispositivi di allarme acustici/ottici che avvertano immediatamente se alcuni parametri critici sono al di sotto dei limiti di accettabilità (per esempio, manometri con allarme e preallarme per le pressioni ambiente, etc.). </li></ul><ul><li>- Che i filtri ad alta efficienza ( HEPA) siano l’ultimo elemento della distribuzione dell’aria e siano montati direttamente nei soffitti o controsoffitti dei locali ventilati. Che la geometria delle immissioni e delle espulsioni dell’aria dagli ambienti deve essere ottimizzata al fine di minimizzare effetti dannosi quali i corto circuiti tra immissione ed aspirazione, i sottoraffreddamenti locali causati da troppo elevata velocità residua dell’aria immessa e la formazione di sacche non ventilate. </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  43. 43. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Che esista nel progetto una procedura programmata di gestione e manutenzione per verificare sia la funzionalità e le prestazioni degli impianti che garantirne il perdurare nel tempo. </li></ul><ul><li>- Che sia possibile ridurre le quantità di aria in ciclo, allo scopo di ridurre il consumo energetico in condizioni non operative, fermo restando sia la qualità dell’aria all’interno degli ambienti che il mantenimento delle pressioni, garanzia contro le infiltrazioni di aria non controllata. In condizioni di riduzione entro gli ambienti deve essere proibito l’ingresso di qualsiasi operatore a qualsiasi titolo. </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  44. 44. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Parametri critici da prendere in esame e da verifica su base routinaria: </li></ul><ul><li>- Il valore della pressione positiva degli ambienti, misurata e registrata con idoneo manometro posto in luogo facilmente visibile, almeno una volta al giorno. </li></ul><ul><li>- Il valore di portata immessa misurata e registrata almeno una volta ogni 6 mesi. Tale valore può essere misurato direttamente sui filtri o in canale secondo quanto riportato nelle norme ISO 14644 </li></ul><ul><li>- Il valore della perdita di carico dei dispositivi filtranti, misurato e registrato almeno una volta al mese. </li></ul><ul><li>- La verifica della efficienza dei sistemi filtranti dotati di filtri HEPA (DOP Leak Test o similari) da eseguirsi per lo meno in fase di accettazione impianto e di cambio dei filtri </li></ul><ul><li>Impianto di climatizzazione </li></ul>
  45. 45. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Parametri critici da prendere in esame e da verifica su base routinaria: </li></ul><ul><li>- Classe di contaminazione ambientale riferita al particolato totale aeroportato da eseguirsi almeno ogni 6 mesi ed al momento dell’accettazione dell’impianto. </li></ul><ul><li>Verifica delle condizioni termoigrometriche da farsi su base giornaliera. </li></ul><ul><li>- Misura del recovery time ( ISO 14644/3) è consigliata per lo meno in sede di accettazione dell’impianto. </li></ul>Impianto di climatizzazione /
  46. 46. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Impianto gas medicali </li></ul>
  47. 47. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Impianto gas medicale </li></ul><ul><li>- Direttiva 93/42/CEE </li></ul><ul><li>- D.M. 46/97 </li></ul><ul><li>- CE 97/23 </li></ul><ul><li>- D.Lgs 93/2000 </li></ul><ul><li>- UNI EN 737-3 </li></ul><ul><li>- UNI EN 13348 </li></ul><ul><li>Impianto gas medicali </li></ul>
  48. 48. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>La UNI 737-3 si applica agli impianti che </li></ul><ul><li>distribuiscono in ospedale i seguenti gas </li></ul><ul><li>- Ossigeno </li></ul><ul><li>- Protossido di azoto </li></ul><ul><li>- Aria </li></ul><ul><li>- Anidride Carbonica </li></ul><ul><li>- Aria o azoto per alimentare strumenti chirurgici </li></ul><ul><li>- Miscele Ossigeno-Protossido di azoto </li></ul><ul><li>Impianto gas medicali </li></ul>
  49. 49. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>La norma UNI 737-3 </li></ul><ul><li>considera i requisiti fondamentali per l'installazione, il funzionamento, le prestazioni, la documentazione, le prove e l'accettazione degli impianti di distribuzione dei gas medicali compressi e del vuoto, generalmente installati negli ospedali e nei centri di cura, per garantire la sicurezza dei pazienti. </li></ul>
  50. 50. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>UNI 737-3 </li></ul><ul><li>Un impianto di distribuzione è, secondo la norma, &quot;...un sistema completo che comprende la centrale , la rete di distribuzione e le unità terminali nei punti dove i gas medicali o l'evacuazione dei gas anestetici possono essere richiesti&quot;. </li></ul>
  51. 51. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Centrale di alimentazione </li></ul><ul><li>- Comprende una alimentazione primaria, secondaria e di riserva </li></ul><ul><li>- Deve garantire la continuità di erogazione nelle normali condizioni di utilizzo ed in condizione di singolo guasto </li></ul>
  52. 52. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Centrale di alimentazione </li></ul><ul><li>deve essere composta da: </li></ul><ul><li>gas in bombole </li></ul><ul><li>liquido non criogenico in bombole </li></ul><ul><li>liquido criogenico in contenitori mobili </li></ul><ul><li>liquido criogenico in contenitore(i) fisso(i) </li></ul><ul><li>compressore(i) di aria </li></ul><ul><li>miscelatore </li></ul><ul><li>pompa del vuoto </li></ul>
  53. 53. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Rete di distribuzione </li></ul><ul><li>Deve resistere ad una pressione di 1,2 volte la pressione massima che può essere applicata ad ogni sezione in condizione di singolo guasto. </li></ul><ul><li>Deve disporre di collegamenti flessibili, usati come componenti delle reti di distribuzione, per esempio, per isolare dalle vibrazioni, per compensare i movimenti degli edifici e i movimenti relativi delle tubazioni. </li></ul>
  54. 54. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Rete di distribuzione </li></ul><ul><li>Deve essere utilizzata solo per la cura del paziente </li></ul><ul><li>Le reti di distribuzione e gli impianti elettrici devono essere posti in compartimenti separati o essere separati da più di 50 mm. </li></ul><ul><li>Deve essere collegata alla rete di terra il più vicino possibile al punto di ingresso nell'edificio. Deve essere protetta da danni fisici </li></ul>
  55. 55. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Sistemi di controllo, monitoraggio e allarme </li></ul><ul><li>- allarmi operativi </li></ul><ul><li>- allarmi operativi di emergenza </li></ul><ul><li>- allarmi clinici di emergenza </li></ul><ul><li> </li></ul>
  56. 56. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Prove dopo l'installazione delle reti di distribuzione con i blocchi di base di tutte le unità terminali montati, ma prima di chiudere le tracce , e sono: </li></ul><ul><li>prova di resistenza meccanica; </li></ul><ul><li>prova di tenuta; </li></ul><ul><li>prova di interconnessione e di ostruzione; </li></ul><ul><li>controllo della marcatura e dei supporti della rete di distribuzione; </li></ul><ul><li>controllo visivo per garantire che tutti i componenti installati in questa fase sono conformi alle specifiche di progetto. </li></ul>
  57. 57. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Prove e procedure dopo il completamento dell'installazione e prima dell'uso dell'impianto , e sono: </li></ul><ul><li>prova di tenuta e prova delle valvole di intercettazione per l’efficienza di chiusura e l’identificazione delle aree servite; </li></ul><ul><li>prova di interconnessione; </li></ul><ul><li>prova di ostruzione; </li></ul><ul><li>prova delle unità terminali e dei raccordi NIST per funzionamento meccanico, gas-specificità ed identificazione; </li></ul>
  58. 58. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>prova delle prestazioni dell'impianto; </li></ul><ul><li>prova delle valvole di sovrappressione; </li></ul><ul><li>prova funzionale di tutte le sorgenti; </li></ul><ul><li>prove dei sistemi di controllo, monitoraggio ed allarme; </li></ul><ul><li>spurgo con il gas di prova; </li></ul><ul><li>prova di contaminazione da particelle solide della rete di distribuzione; </li></ul><ul><li>riempimento con il gas specifico; </li></ul><ul><li>prova di purezza dell'aria prodotta da compressori; </li></ul><ul><li>prova di identificazione del gas . </li></ul>
  59. 59. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Obiettivi della norma </li></ul><ul><li>Assicurare che gli impianti di distribuzione dei gas medicinali contengano esclusivamente i gas per i quali sono stati previsti. </li></ul><ul><li>Utilizzare componenti gas specifici per la costruzione delle unità terminali e per tutti i raccordi utilizzati dall’operatore </li></ul><ul><li>Prove di sicurezza e continuità di erogazione </li></ul>Impianto gas medicali
  60. 60. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>GAS ANESTETICI </li></ul>
  61. 61. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>- Circolare Ministero della Sanità del 14/3/1989 n.5 </li></ul><ul><li>- ISPESL, Linee guida per la definizione degli standard di sicurezza </li></ul><ul><li>e di igiene ambientale nei reparti operatori, Gennaio 1999 </li></ul><ul><li>- Circolare Ministero della salute, Linee guida sugli standard di </li></ul><ul><li> sicurezza ed igiene ambientale nei reparti operatori, 16/7/2002 </li></ul>Gas anestetici
  62. 62. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità Esposizione per categorie Gas anestetici
  63. 63. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Valori di TLV di vari inquinanti in camera operatoria </li></ul>Gas anestetici Inquinante TLV-TWA Condizioni sale operatorie Protossido 100 ppm 50 ppm (91mg/m3) 25 ppm Prima del 1989 Per sala ristrutturata Dopo 1989 (NIOSH) Anidride Carbonica 1000 ppm ISPESL Alotano (Fluotano) 50 ppm (400mg/m3) 2 ppm Prima del 1989 (NIOSH) Enflurano (Etrano) 75 ppm (575mg/m3) 2 ppm Dopo il 1989 (NIOSH)
  64. 64. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Principali cause di inquinamento da gas anestetici: </li></ul><ul><li>Perdite dell’impianto (giunti difettosi nella tubazione di adduzione); </li></ul><ul><li>Difetti dell’apparecchio di anestesia; </li></ul><ul><li>Tecnica di anestesia; </li></ul><ul><li>Malfunzionamenti dell’impianto di ventilazione; </li></ul><ul><li>Posizionamento delle apparecchiature (riduzione dei ricambi d’aria); </li></ul><ul><li>Caricamento dei vaporizzatori; </li></ul><ul><li>Porte di intercomunicazione con ambienti limitrofi aperte </li></ul>Gas anestetici
  65. 65. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Consigli tecnici di prevenzione: </li></ul><ul><li>Evitare l’impiego di anestetici volatili prima dell’intubazione; </li></ul><ul><li>Garantire la massima aderenza della maschera al viso; </li></ul><ul><li>Controllare le perdite dai circuiti di alta e bassa pressione; </li></ul><ul><li>Disponibilità dei pezzi di ricambio; </li></ul><ul><li>Impiego di vaporizzatori con sistema chiuso di caricamento; </li></ul><ul><li>Ossigenazione prolungata dopo l’estubazione; </li></ul><ul><li>Chiusura dei gas ai rotametri al termine dell’anestesia; </li></ul><ul><li>Sistemi per lo scarico all’esterno dei gas provenienti dai circuiti; </li></ul><ul><li>Numero dei ricambi d’aria. </li></ul>Gas anestetici /
  66. 66. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Sicurezza elettrica degli </li></ul><ul><li>apparecchi elettromedicali </li></ul>
  67. 67. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>- DPR 547/55 </li></ul><ul><li>- DPR 303/56 </li></ul><ul><li>- DPCM 27/6/1986 </li></ul><ul><li>- Legge 186/1969 </li></ul><ul><li>- Legge 46/90 </li></ul><ul><li>- Norme CEI </li></ul>
  68. 68. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Locale di GRUPPO 0: </li></ul><ul><li>Locale ad uso medico nel quale non si utilizzano apparecchi elettromedicali con parti applicate. </li></ul><ul><li>Locale di GRUPPO 1: </li></ul><ul><li>Locale ad uso medico nel quale le parti applicate sono destinate ad essere utilizzate esternamente o anche invasivamente entro qualsiasi parte del corpo, ad eccezione della zona cardiaca. </li></ul><ul><li>Locale di GRUPPO 2: </li></ul><ul><li>Locale ad uso medico nel quale le parti applicate sono destinate ad essere utilizzate in operazioni chirurgiche, o interventi intracardiaci, oppure dove il paziente è sottoposto a trattamenti vitali per cui la mancanza dell'alimentazione può comportare pericolo per la vita. </li></ul>
  69. 69. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità Vecchia norma CEI 64-4 Nuova norma CEI 64-8, Sez. 710 Ambulatorio di tipo A Locale di gruppo 1 Ambulatorio di tipo B Locale di gruppo 0 Ambulatorio chirurgico Locale di gruppo 2 Camera di degenza Locale di gruppo 1 Locale per chirurgia Locale di gruppo 2 Locale per esami di fisiopatologia Locale di gruppo 1 Locale per radiologia Locale di gruppo 1
  70. 70. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità Vecchia norma CEI 64-4 Nuova norma CEI 64-8, Sez. 710 Locale per terapia fisica Locale di gruppo 1 Locale per sorveglianza o terapia intensiva Locale di gruppo 2 Sala di anestesia Locale di gruppo 2 Sala di esame angiografico o emodinamico o per cateterismo Locale di gruppo 2 Sala parto Locale di gruppo 1 Sala operatoria Locale di gruppo 2
  71. 71. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>IMPIANTO ELETTRICO </li></ul><ul><li>UTENZE NORMALI E PRIVILEGIATE </li></ul><ul><li>ALIMENTAZIONE DI SICUREZZA </li></ul><ul><li>ALIMENTAZIONE DI EMERGENZA </li></ul>Sicurezza Elettrica
  72. 72. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>La zona paziente </li></ul>
  73. 73. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>TRASFORMATORE DI ISOLAMENTO: </li></ul><ul><li>- Riduce le correnti di guasto </li></ul><ul><li>- Consente la continuità del servizio in presenza del primo guasto a terra </li></ul><ul><li>- Un secondo guasto creerebbe una situazione di grave pericolo: occorre installare un circuito di monitoraggio dell’isolamento che, in presenza del primo guasto, attivi un allarme ottico ed acustico, all’interno della sala operatoria e, fuori di essa, in luogo presidiato </li></ul><ul><li>- L’alimentazione tramite il trasformatore di isolamento riduce il pericolo, per il paziente, conseguente all’interruzione del collegamento a terra di un apparecchio </li></ul>Sicurezza Elettrica
  74. 74. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>􀀹 La protezione avviene mediante l’uso di trasformatore di isolamento che separa galvanicamente il circuito protetto. </li></ul><ul><li>􀀹 Grazie a questo isolamento della rete protetta, in caso di primo guasto a terra non è necessario interrompere automaticamente il servizio dal momento che la corrente di guasto e la tensione di contatto risultano inferiori ai limiti di pericolosità per il corpo umano, a vantaggio della affidabilità. </li></ul><ul><li>􀀹 Negli impianti in locali medici e chirurgici, dove le funzioni di monitoraggio e cura dei pazienti è affidato ad apparecchiature elettromedicali, risulta fondamentale la continuità di servizio. </li></ul>
  75. 75. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Agli impianti elettrici nei locali ad uso medico non è più applicabile la norma CEI 64-4 ma bensì la sezione 710 della norma CEI 64-8/7:2003-05. </li></ul><ul><li>La nuova norma è una evoluzione della precedente e recepisce la norma IEC sui locali ad uso medico. </li></ul><ul><li>Nella nuova norma sono stati introdotti la “zona paziente” ed il sistema IT-M (art. 710.413.1.5), ove M significa medicale; nella norma precedente 64-4 il tipo di alimentazione era definita come “protezione per separazione elettrica con controllo permanente della resistenza di isolamento” </li></ul><ul><li>“ Gli impianti già realizzati, o in corso di realizzazione, secondo la norma CEI 64-4 sono ritenuti ugualmente idonei agli effetti della sicurezza.” (Parte 710 della Norma CEI 64-8/7:2003-05) </li></ul>
  76. 76. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>NORMA 64-8/7 </li></ul><ul><li>CONTESTO DI APPLICAZIONE </li></ul><ul><li>Locale di gruppo 2 secondo la nuova classificazione dei locali. </li></ul><ul><li>In questi locali il paziente è soggetto sia al pericolo di microshock, sia ad un pericolo di vita causato da mancanza della alimentazione elettrica. </li></ul><ul><li>Per quanto riguarda il pericolo di microshock, questo è dovuto al contatto elettrico della zona cardiaca verso l’esterno per il tramite di elettrodi o cateteri che aumenta fortemente il limite di pericolosità della corrente. </li></ul><ul><li>Ricordiamo che l’organismo umano tollera senza gravi danni alcune decine di mA in condizioni ordinarie, mentre nel caso della zona cardiaca la corrente tollerata si riduce a pochi microampère (mille volte meno). </li></ul>
  77. 77. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>ALCUNE IMPORTANTI PRECAUZIONI </li></ul><ul><li>NELL’IMPIEGO DELL’ELETTROBISTURI: </li></ul><ul><li>- realizzare un contatto efficace ed omogeneo del paziente con l’elettrodo neutro (o controelettrodo) e sorvegliare la sua efficienza; </li></ul><ul><li>- posizionare il controelettrodo nella zona più vicina a quella da operare; </li></ul><ul><li>- evitare l’applicazione di elettrodi puntiformi di altri apparecchi (specialmente sonde); </li></ul><ul><li>- applicare la minima potenza compatibile con l’operazione; </li></ul><ul><li>- accertarsi che non vi siano sostanze infiammabili nella pelle, ad es: nelle pieghe degli arti. </li></ul>Sicurezza Elettrica /
  78. 78. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Effetti fisiopatologici della corrente elettrica </li></ul><ul><li>‑ Tetanizzazione </li></ul><ul><li>‑ Arresto della respirazione </li></ul><ul><li>‑ Fibrillazione ventricolare </li></ul><ul><li>‑ Ustioni </li></ul>Sicurezza Elettrica
  79. 79. <ul><li>  </li></ul><ul><li>Stimolo elettrico è applicato ad una fibra nervosa: </li></ul><ul><li>Se lo stimolo ha intensità e durata appropriate, produce un potenziale d'azione che si propaga lungo la fibra nervosa fino al muscolo. Sotto l'azione dello stimolo il muscolo si contrae per poi ritornare allo stato di riposo. </li></ul><ul><li>Se al primo stimolo ne segue un secondo, dopo il periodo refrattario, ma prima che il muscolo sia tornato allo stato di riposo, i due effetti possono sommarsi. </li></ul><ul><li>Più stimoli opportunamente intervallati contraggono ripetutamente il muscolo in modo progressivo ( contrazione tetanica ). </li></ul><ul><li>Se la frequenza degli stimoli supera un certo limite, gli effetti si fondono ( tetano fuso ), il muscolo è portato alla contrazione completa e in questa posizione permane finché non cessano gli stimoli, dopo dì che lentamente ritorna allo stato di riposo.  </li></ul><ul><li>Quanto sopra descritto in modo elementare accade, in forma più complessa, nel corpo umano attraversato da una certa corrente alternata. </li></ul><ul><li>L’infortunato non riesce a rilasciare la parte in tensione </li></ul>Tetanizzazione
  80. 80. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Arresto della Respirazione </li></ul><ul><li>Correnti di 20 - 50 mA producono nell'infortunato difficoltà di respirazione e segni di asfissia . </li></ul><ul><li>Il passaggio della corrente determina una contrazione dei muscoli addetti alla respirazione o una paralisi dei centri nervosi che sovrintendono alla funzione respiratoria. </li></ul><ul><li>Se la corrente perdura, l'infortunato perde conoscenza e può morire soffocato . </li></ul>Sicurezza Elettrica
  81. 81. <ul><li>- La caratteristica più rilevante della fibrillazione ventricolare è che essa continua anche allorché la corrente elettrica viene interrotta . </li></ul><ul><li>- La normale attività ritmica del cuore può essere ripristinata solo mediante un impulso di corrente di elevata intensità in grado di depolarizzare simultaneamente tutte le cellule cardiache (defibrillatore). </li></ul>Fibrillazione Ventricolare <ul><li>- La fibrillazione ventricolare è quell’evento per cui l'attività elettrica cardiaca diventa disordinata, irregolare. </li></ul>Il periodo vulnerabile corrisponde alla prima parte dell’onda T dell’elettrocardiogramma e rappresenta approssimativamente il 10 - 20% del ciclo cardiaco.
  82. 82. Ustioni <ul><li>Il passaggio di corrente elettrica su una resistenza è accompagnato da sviluppo di calore per effetto Joule; il corpo umano non fa eccezione a questa regola generale. </li></ul><ul><li>Alle alte tensioni gli effetti termici della corrente sono predominanti sugli altri effetti deleteri. </li></ul><ul><li>Densità di corrente di 50mA/mm 2 possono provocare la carbonizzazione della pelle in pochi secondi. </li></ul><ul><li>Lo sviluppo di calore provoca: </li></ul><ul><ul><li>estese distruzioni di tessuti superficiali e profondi, </li></ul></ul><ul><ul><li>la rottura di arterie con conseguenti emorragie, </li></ul></ul><ul><ul><li>la distruzione di centri nervosi, </li></ul></ul><ul><ul><li>ecc. </li></ul></ul>Sicurezza Elettrica
  83. 83. Pericolosità della corrente in funzione dell’intensità Sicurezza Elettrica Soglia di percezione 1 mA E’ la minima corrente che un soggetto può percepire. L’intensità della corrente è sufficiente a stimolare le terminazioni nervose della pelle. Varia da soggetto a soggetto e in base a numerosi fattori. In media è 1,1 mA per l’uomo e 0,7 mA nella donna. Si sono riscontrati valori minimi di 500 µA . Soglia di rilascio della presa 10 - 15 mA Nervi e muscoli vengono stimolati, il soggetto è sottoposto a ripetute ed involontarie contrazioni che possono provocare dolore e stanchezza muscolare. Oltre un certo livello si ha la stimolazione diretta dei nervi motori e dei muscoli a cui il soggetto non è più in grado di opporsi, il muscolo subisce contrazioni ripetute (contrazioni tetaniche). In funzione anche della frequenza degli stimoli si può arrivare alla condizione di “ tetano fuso ” in cui il muscolo rimane permanentemente in contrazione completa, il soggetto non è più in grado di rilasciare la presa. In media è 16 mA per l’uomo e 10,5 mA per la donna. Il valore minimo riscontrato è 9,5 mA . Paralisi respiratoria, dolore, fatica muscolare 50 mA Correnti anche leggermente più elevate della soglia di rilascio inducono contrazioni dei muscoli respiratori o paralisi dei centri nervosi che sovrintendono alla funzione respiratoria. Se la corrente non viene interrotta ciò può provocare asfissia. Sono stati riscontrati arresti respiratori con correnti di 18- 22 mA .
  84. 84. Pericolosità della corrente in funzione dell’intensità Sicurezza Elettrica Fibrillazione ventricolare 70-400 mA 1-5 A Correnti di media intensità, con valori compresi da 70-400 mA fino a 1-5 A, sono in grado di produrre il più pericoloso effetto dovuto alla corrente elettrica, la fibrillazione ventricolare. Il cuore non è più in grado di svolgere la sua funzione e la diminuzione della potenza di pompaggio porta alla morte in pochi minuti. La caratteristica più rilevante della fibrillazione ventricolare e che la rende così pericolosa è che essa continua anche quando la corrente elettrica viene interrotta. La soglia 70-400 mA è relativa a una condizione di paesaggio della corrente tra un braccio e l’altro. Se uno dei due punti è localizzato direttamente sul cuore come nel caso di cateterismo intracardiaco, tutta la corrente circola in esso e la soglia di fibrillazione in queste condizioni ( microshock ) si abbassa (80-180 µA). Questa corrente è pertanto inavvertibile dal paziente stesso (perché non stimola le sue terminazioni nervose. Contrazioni miocardiche 1 - 6 A Valori superiori a quelli che innescano la fibrillazione, fanno si che tutto il muscolo cardiaco viene eccitato e si contrae massivamente. Si verifica il blocco delle pulsazioni, ma se la corrente viene interrotta il cuore riprende il suo normale ritmo. Questi livelli di intensità di corrente non provocano danni irreversibili al cuore. Bruciature e altri danni fisici 10 A e oltre Non si sa ancora molto sui danni prodotti dal passaggio nel corpo umano di correnti superiori a 10A. Nei punti di ingresso della corrente il riscaldamento per effetto Joule della pelle, che è il tessuto con più elevata resistenza, è causa di bruciature. Il cervello e tutti i tessuti nervosi perdono le proprietà di eccitabilità se attraversati da correnti di elevata intensità.
  85. 85. Macroshock <ul><li>Si è in presenza di Macroshock quando il contatto avviene tra una parte in tensione ed una parte di superficie esterna del corpo umano. </li></ul><ul><li>Possiamo distinguere i seguenti casi: </li></ul><ul><li>Contatto diretto = contatto con una parte normalmente in tensione (es. metto un oggetto metallico nella presa di corrente). La presenza di un interruttore differenziale protegge parzialmente l’operatore: l’interruttore differenziale limita la durata (e non l’intensità) della corrente che attraversa il soggetto in contatto diretto. La protezione nel caso di contatto diretto con un polo della rete è assicurata solo dalla presenza del trasformatore d’isolamento. Se l’operatore tocca i due poli della rete non può essere protetto in nessun modo! </li></ul><ul><li>Contatto indiretto = contatto con una parte accidentalmente in tensione (es. c’è un guasto nell’apparecchiatura e l’involucro va in tensione). In questo caso la prevenzione più efficace consiste nella presenza contemporanea di interruttore differenziale e impianto di terra efficiente. </li></ul><ul><li>La corrente fluisce, in massima parte, attraverso una ampia sezione del corpo e soltanto una piccola quota di essa può interessare direttamente il cuore ( bassa densità di corrente nel muscolo cardiaco). </li></ul>Sicurezza Elettrica
  86. 86. Per i pazienti sottoposti ad interventi di cateterismo cardiaco o anche a semplici esami con applicazioni di sonde od altri elementi che operano internamente e vicino al cuore, al pericolo di Macroshock si deve aggiungere anche il rischio di Microshock . In questo caso la corrente fluisce tutta o in massima parte attraverso il cuore che viene interessato quindi da un’ alta densità di corrente. I valori di soglia sono notevolmente più bassi. (Es.Il valore di soglia della fibrillazione ventricolare può essere 200mA in condizione di macroshock, e di 20 μA in condizioni di microshock) Ambienti tipici: sale operatorie, terapie intensive Microshock Sicurezza Elettrica
  87. 87. Microshock (pericolo delle apparecchiature) Sicurezza Elettrica
  88. 88. <ul><li>Apparecchiature a “doppio isolamento” cioè con contenitore in materiale isolante e parti metalliche isolate dai circuiti elettrici. </li></ul><ul><li>Alimentazione a batteria </li></ul>Microshock (protezione) <ul><li>Le protezioni più efficaci da pericolo microshock: </li></ul><ul><li>Collegamento dell’involucro dell’apparecchiatura ad una presa di terra che dovrà presentare una impedenza molto bassa. </li></ul><ul><li>Un rigoroso collegamento al nodo equipotenziale del locale, di tutte le strutture metalliche che possono venire in contatto con il paziente, anche in modo indiretto. </li></ul><ul><li>L’uso di apparecchiature elettromedicali ad ingresso isolato da terra, con basse correnti di dispersione. </li></ul>Sicurezza Elettrica
  89. 89. Definizioni <ul><li>La Norma distingue gli apparecchi elettromedicali in base: </li></ul><ul><li>alla protezione dai contatti diretti ed indiretti (I, II, AI) </li></ul><ul><li>al grado di protezione dai contatti diretti ed indiretti delle loro parti applicate (B, BF, CF) </li></ul>Sicurezza Elettrica APPARECCHIO ELETTROMEDICALE Apparecchio elettrico, munito di non più di una connessione a una particolare rete di alimentazione, destinato alla diagnosi, al trattamento o alla sorveglianza del paziente e che entra in contatto fisico o elettrico col paziente e/o trasferisce energia verso o dal paziente e/o rivela un determinato trasferimento di energia verso o dal paziente. L’APPARECCHIO comprende quegli accessori, definiti dal costruttore, che sono necessari per permettere l’USO NORMALE dell’APPARECCHIO. PARTE APPLICATA <ul><li>Una parte dell’apparecchio che nell’USO NORMALE: </li></ul><ul><li>viene necessariamente in contatto fisico con il PAZIENTE perché l’APPARECCHIO possa svolgere la sua funzione; oppure </li></ul><ul><li>può venire a contatto con il PAZIENTE; oppure </li></ul><ul><li>necessita di essere toccata dal PAZIENTE. </li></ul>
  90. 90. Apparecchio di classe I Apparecchio nel quale la protezione contro i contatti diretti e indiretti non consiste soltanto nell’isolamento fondamentale, ma anche in una misura supplementare di sicurezza, in modo tale che le parti conduttrici accessibili non possano andare sotto tensione per un guasto dell’isolamento fondamentale. 1 - Spina con contatto di terra di protezione 2 - Cavo flessibile separabile 3 - Connettore 4 - Contatto e spinotto di terra e protezione 5 - Morsetto di terra funzionale 6 - Isolamento fondamentale 7 - Involucro 8 - Circuito intermedio 9 - Parte collegata alla rete 10 - Parte applicata 11 - Motore con albero accessibile 12 - Isolamento supplementare o schermo messo a terra di protezione Sicurezza Elettrica
  91. 91. Apparecchio di classe II Apparecchio nel quale la protezione contro i contatti diretti non consiste soltanto nell’isolamento fondamentale, ma anche in misure supplementari di sicurezza che realizzano il doppio isolamento o l’isolamento rinforzato. Queste misure escludono la messa a terra di protezione e non dipendono dalle condizioni d’installazione. 1 - Spina d'alimentazione 2 - Cavo d'alimentazione 3 - Isolamento fondamentale 4 - Isolamento supplementare 5 - Involucro 6 - Morsetto di terra funzionale 7 - Parte collegata alla rete 8 - Parte applicata 9 - Isolamento rinforzato 10 - Motore con albero accessibile Sicurezza Elettrica
  92. 92. Apparecchio ad alimentazione interna <ul><li>Apparecchio in grado di funzionare con sorgente elettrica interna. </li></ul><ul><li>Un apparecchio può essere riconosciuto come tale soltanto se non esiste connessione esterna alla sorgente elettrica interna, oppure se la connessione elettrica alla sorgente interna, come ad esempio una batteria ricaricabile , può avvenire solamente dopo la separazione fisica della sorgente elettrica interna e di un eventuale dispositivo di ricarica dell'apparecchio. </li></ul><ul><li>Se queste prescrizioni non possono essere rispettate, l'apparecchio deve essere classificato di classe I o II. </li></ul>Sicurezza Elettrica
  93. 93. PARTI APPLICATE di tipo B e BF non sono adatte per un’APPLICAZIONE CARDIACA DIRETTA. Applicazione cardiaca diretta Impiego di una PARTE APPLICATA che può trovarsi in collegamento conduttore diretto con il cuore del paziente. Definizioni Sicurezza Elettrica PARTE APPLICATA ISOLATA TIPO F (FLOTTANTE) PARTE APPLICATA isolata da altre parti dell’APPARECCHIO con un grado di isolamento tale che non possa circolare una corrente più alta della CORRENTE DI DISPERSIONE NEL PAZIENTE ammissibile in CONDIZIONE DI PRIMO GUASTO quando una tensione non voluta generata da una sorgente esterna è connessa al PAZIENTE e quindi applicata tra la PARTE APPLICATA e la terra. PARTI APPLICATE DI TIPO F possono essere PARTI APPLICATE DI TIPO BF o PARTI APPLICATE DI TIPO CF. PARTE APPLICATA DI TIPO B PARTE APPLICATA che fornisce un grado di protezione contro i pericoli elettrici, con particolare riguardo alle CORRENTI di DISPERSIONE ammissibili. PARTE APPLICATA DI TIPO BF PARTE APPLICATA DI TIPO F che fornisce un più elevato grado di protezione contro i pericoli elettrici rispetto a quello fornito da PARTI APPLICATE di tipo B PARTE APPLICATA DI TIPO CF PARTE APPLICATA DI TIPO F che fornisce un più elevato grado di protezione contro i pericoli elettrici rispetto a quello fornito da PARTI APPLICATE di tipo BF
  94. 94. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>ELETTROBISTURI </li></ul>Sicurezza Elettrica
  95. 95. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Sterilizzazione </li></ul><ul><li>Dispositivi di Protezione Collettiva </li></ul><ul><li>Dispositivi di Protezione Individuali </li></ul>
  96. 96. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Radioprotezione </li></ul>
  97. 97. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Obblighi dei datori di lavoro, dirigenti e preposti </li></ul><ul><li>Gli articoli 61 (obblighi dei datori di lavoro, dirigenti e preposti),72 (ottimizzazione della protezione), 73 (provvedimenti per la limitazione delle esposizioni), 74 (esposizioni accidentali e di emergenza) stabiliscono gli obblighi dei datori di lavoro, dei dirigenti e dei preposti in ordine alla radioprotezione dei lavoratori. </li></ul><ul><li>  Si tratta di articoli di notevole importanza che contengono norme relative: </li></ul><ul><li>ai rapporti con l'esperto qualificato per la classificazione degli ambienti e dei lavoratori, </li></ul><ul><li>alla sorveglianza dosimetrica, </li></ul><ul><li>alla segnaletica, </li></ul><ul><li>alla informazione, </li></ul><ul><li>alla ottimizzazione, </li></ul><ul><li>alla gestione delle esposizioni accidentali e di emergenza </li></ul>
  98. 98. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>Bibliografia : </li></ul><ul><li>Catananti C., Cambieri A.: Igiene e tecnica ospedaliera. Il Pensiero Scientifico </li></ul><ul><li>Editore, Roma 1990 </li></ul><ul><li>Melino et al.: L’Ospedale. Società Editrice Universo. Roma 1997 </li></ul><ul><li>BURC n.2 dell’ 11/1/2002: Deliberazione Giunta Regionale n.7301/2001 </li></ul><ul><li>ISPESL, Linee guida per la definizione degli standard di sicurezza e di igiene </li></ul><ul><li>ambientale nei reparti operatori, Gennaio 1999 </li></ul><ul><li>Sabatini L.: Gli impianti di condizionamento ed il controllo dei gas e del particolato </li></ul><ul><li>aeroportato nei reparti operatori. VI Congresso Nazionale AIIC, Milano 2006 </li></ul>
  99. 99. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità <ul><li>. Individuazione delle sorgenti di rischio </li></ul><ul><li>. Individuazione dei potenziali rischi di esposizione </li></ul><ul><li>. Stima dell’entità dei rischi di esposizione </li></ul>Valutazione del rischio
  100. 100. Sale Operatorie e T.I. Valutazione del Rischio e Responsabilità (Ispesl) <ul><li>Rischi per la sicurezza dovuti a: Strutture </li></ul><ul><li>(Rischi di natura infortunistica) Macchine </li></ul><ul><li>Impianti elettrici </li></ul><ul><li>Sostanze pericolose </li></ul><ul><li>Incendio – esplosioni </li></ul><ul><li>B) Rischi per la salute dovuti a: Agenti chimici </li></ul><ul><li>(Rischi di natura igienico-ambientale) Agenti fisici </li></ul><ul><li>Agenti Biologici </li></ul><ul><li>C) Rischi per la sicurezza e la salute dovuti a: Organizzazione lavoro </li></ul><ul><li>(Rischi di tipo trasversale) Fattori ergonomici </li></ul><ul><li>Condizioni lav. difficili </li></ul>

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