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La colpa - Medicina legale
 

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    La colpa - Medicina legale La colpa - Medicina legale Document Transcript

    • Landi I lezione 11/12/2007“Se aumentano gli onori aumentano anche gli oneri.”LA COLPAIl codice penale dice che: il reato è colposo quando, se accade un errore in rapportoad un comportamento negligente, imperito o imprudente oppure in seguito ad unainosservanza di leggi, regolamenti ordini e discipline.Però il reato colposo per come ve l’ho descritto, secondo il codice penale uguale, nontanto è colposo quando alla guida della mia auto investo un pedone (almeno che ionon investo a mia moglie allora là è volontario…ma quella non muore). In quasi ogniambito, quindi sia nell’ambito degli investimenti stradali sia in ogni altro tipo dicolpa, di reato. Per capirci: quando parliamo di colpa parliamo di colpa incontrapposizione ad altri due elementi, altri due evenienze che le compongono,costituiscono il cosiddetto elemento psicologico del reato quindi: il dolo, il reatodoloso; reato preterintenzionale; reato colposo.Reato doloso: il reato è doloso quando è secondo l’intenzione, cioè la voltadell’intenzione quindi di compiere quell’atto, conoscendo le conseguenze dello stessoio lo compio. Quindi volontà, intenzione.Reato preterintenzionale:quando ciò che capita, ciò che accade va oltre le mieintenzioni, l’esempio più adatto è quando io do un pugno ad una persona, la qualecade, scivola batte con il capo su uno spigolo su un qualcosa di appuntito ocomunque tagliente e muore, quindi è preterintenzionale in quanto al momento delpugno non avevo l’intenzione di procurarmi la morte.Reato colposo: è quando va contro le intenzione, quindi è dovuto ad uncomportamento negligente, imperito ed imprudente che ha comportato la lesione o lamorte del soggetto. Ad esempio ricordiamo il caso del guidatore, che investe ilpedone, potrebbe essere per negligenza, per imprudenza e per imperizia, oppure perinosservanza delle leggi del codice stradale: non si è fermato al semaforo, superava ilimiti di velocità oppure può essere sempre per imprudenza in quanto guidava un autoin cui i freni non erano in buone condizioni.D: Quindi quando un soggetto ha bevuto è colposo?R: No! Quella è inosservanza di legge in quanto il codice prevede una certa legge.Quindi colposo è contro l’intenzione, quindi un po’ tutto ciò che capita in medicina,perciò si parla di colpa professionale si aggiunge questo colposo, anche se, apriamouna parentesi: ultimamente sono stai attribuiti ad alcuni medici il reato di omicidiopreterintenzionale e non colposo quando hanno agito contro il parere del pazientestesso, cioè invece del consenso c’è un aperto dissenso alla prestazione., loro hannougualmente praticato la prestazione medica ed il soggetto è morto; quindi in questocaso i medici sono stati incolpati di omicidio preterintenzionale. Questi distinguo checi sono sembrano soltanto differenze grammaticali sono invece sostanziali, per ilcolposo sono pochi mesi fino a pochissimi anni di galera previsti dal codice, inveceper la preterintenzionale vanno fino a 10 anni di galera, invece per il volontario
    • raggiunge l’ergastolo o i 20 – 25 anni di galera, quindi il distinguo è sostanziale inquanto il colposo non vai nemmeno in carcere.Quando noi parliamo però di colpa, quando c’è questo concetto di imperizia,imprudenza e negligenza oppure di inosservanza di leggi, regolamenti, ordini ediscipline, questa doppia situazione diversifica la colpa professionale in due grandicategorie: colpa generica, colpa specifica.Colpa generica: è quella dovuta ad imprudenza , imperizia o negligenza.Colpa specifica: è quella dovuta all’inosservanza delle leggi, regolamenti, ordini ediscipline.Non siate presi in contropiede dalle definizioni oppure da queste nomenclature cheutilizziamo. Non è che la generica è meno grave della specifica o viceversa, sonotutte e due sullo stesso piano, soltanto che si chiama:Colpa Generica: quella in cui non è possibile catalogare, prevedere ilcomportamento del sanitario, sanitario in senso lato, come fai a dire come ti devicomportare davanti a un paziente o come fare un’anamnesi, come raccogliere dei dati, come fare un prelievo, non esiste la possibilità è diverso da persona a persona. È ilrapporto tra l’esercente la professione sanitaria o l’infermiere che detta regole in quelmomento, qualcuno di voi potrebbe pensare alle linee guida, protocolli,ecc. ma inquesti casi non vengono ad essere valutati, in quanto la linea guida è generale invecequando c’è un provvedimento giuridico o medico legale noi ci riferiamo a quel casonon a tutti i casi, non a tutti gli ammalati a quella patologia, ma a quel caso specifico,quel caso potrebbe essere di un paziente al quale i dettami delle linee guida deiprotocolli diagnostici terapeutici non potevano essere applicati o per un deficit dellastruttura o soprattutto perché un paziente aveva una reazione allergica nei confrontidel farmaco o un idiosincrasia, fobia nei confronti dell’apparecchiatura, insomma unquid qualsiasi. Quindi generica quando non è possibile codificare le cose.Colpa Specifica: invece quando esiste una norma, dei regolamenti che specificanoquel particolare ambito sanitario. Qualcuno di voi è anche ostetrica, quindi pensateall’interruzione volontaria di gravidanza, alla fecondazione medicalmente assistita,tutte le norme sulla trasfusione del sangue: dalla donazione alla trasfusione stessa.Sono ambiti particolarissimi in cui il legislatore è intervenuto più volte casomai e tidetta modelli di comportamento che costringono l’esercente la professione sanitariaad ambiti ben definiti oltre i quali non può intervenire, (diciamo che quando ci sonole leggi è un guaio, in quanto sei obbligato ad assecondarle e non hai la possibilità dipoter utilizzare la tua intelligenza per ovviare a certi inconvenienti). Qualcuno di voilavora in trasfusioni, donazioni di sangue? Hanno fatto più guai dopo la legge cheprima, perché facendo tutta quella serie di markers infettivologici, tutte quellepatologie infettive da screenare, più tutte quelle altre che non sono state prese inconsiderazione per motivi disparati nessuno li ha pensati, invece se tu lasci unminimo di discrezionalità caso mai, il sanitario o comunque chi per esso utilizza almeglio quel poco di intelligenza che gli è rimasto e quindi può ovviare ad esempio, ivari casi di morte per malaria, in seguito a trasfusioni di sangue.D: si ma tra le vari trasmissioni televisive ER, dott. Hause, sembra che tutto è facile!
    • R: Vede signora non è solo la stampa ma anche il modo in cui si porgono i mediciche dicono che tutto è facile, tutto è possibile, quando invece anche il semplice partoporta conseguenze, delle complicanze e nasconderle in maniera cosi evidenteall’opinione pubblica genera un’attesa diversa, allora qualsiasi pelo non vada siritiene un errore e si richiede un risarcimento.Quindi la medicina è una cosa complessa anche un parto o un appendicectomiapotrebbe dare dei momenti di rischio, certo se non lo dico prima!Quindi abbiamo visto questo fatto dell’imprudenza, imperizia e della negligenza.Imprudenza: cosa vuol dire? Contrario di prudenza, quindi c’è la mancanza di quelleregole, dell’attenzione, di quelle regole di buona condotta che vengono ad essereannoverate, ma dovrebbero essere patrimonio di tutti quelli che si accostano ad unpaziente. L’esempio che si può fare in medicina, nell’ambito sanitario, uncomportamento imprudente quale potrebbe essere?D: anche non avvertire il paziente della pratica che si sta facendo?R: No! È contro norma, è codificato che il paziente deve essere informato, leiandrebbe contro ad inosservanza di norma.D: anche non accompagnare il paziente a fare un esame?Quella è angheria, stupidaggine!D: addormentarsi durante un turno di notte?R: Si potrebbe essere. Oppure in campo strettamente medico porre una diagnosi senzatutto quel corredo di accertamenti soprattutto in ambito protetto, senza fare tuttaquella serie di indagini che potrebbero corrogolare potrebbero sostenere quello chenoi prevediamo è logico, ma la diagnosi posta così damblè, se è giusta sei un padreeterno, ma se è sbagliata sei un cretino, è la regola della vita!Ma l’esempio più calzante d’imprudenza, cioè la mancanza di quei dovutiaccorgimenti, quelle cautele che fanno si che la tua azione viene ad essere suffragatada prove, da tutta una serie di altre situazioni.D: Un esempio potrebbe essere il non utilizzo dei guanti, il non lavarsi le mani?R: non direi, anche prima qualcuno ha chiesto se un esempio poteva essere il nondisinfettare la cute prima di un iniezione, ma quello fa parte di norme dicomportamento spicciole, che dovrebbero essere patrimonio di tutti. In ambitosanitario non c’è una netta separazione d’imprudenza, imperizia o negligenza, perchénavighiamo tra l’una e l’altra spesso e volentieri, pure questo potrebbe anche andarbene come imprudenza, ma io lo vedo più come un fatto di inosservanza, di regoleperché fare una siringa senza disinfettare neanche un bimbo di 10 anni lo farebbe, èla prima cosa.Negligenza: è il contrario di diligenza, diligenza è un termine che viene utilizzato initaliano molte volte impropriamente. Diligenza proviene verbo latino “diligo” chesignifica amare, non nel senso nostro di oggi, amare nel senso di dare, di essere, didedicarsi alla persona, l’amorevolezza, dice il codice: “l’Attenzione del buon padre difamiglia”, che si dedica alla propria famiglia con dedizione, con amore, così illegislatore immagina le varie figure, l’esercente della professione sanitaria faccia,svolga il proprio lavoro nei confronti del paziente. Quindi la negligenza è lamancanza di tutto queste condizioni, la svogliatezza, la trascuratezza, il non dedicarsi
    • a quell’ammalato specifico, non parliamo adesso di assistenza in generale, quando ciriferiamo alla colpa ci riferiamo a tutto ciò che non dedichiamo, non a tutti i pazientima a quel paziente, noi stiamo valutando l’errore, il danno che patisce quel pazientein rapporto a ciò che noi non abbiamo fatto o abbiamo fatto in maniera sbagliata.Imperizia: potremmo considerare un’imperizia il non disinfettare in quanto tu saicosa potresti causare al paziente non disinfettando la cute. Quindi imperizia è ilcontrario di perizia. Il perito colui che è esperto, colui che sa, che conosce, che sacosa deve fare, che è esperto quindi sa come comportarsi. In ambito sanitario lavalutazione di questa cosiddetta perizia, conoscenza è diversa a seconda dell’ambitoche noi stiamo a valutare l’errore, la colpa, quindi, ci sarà una valutazione dellaperizia per il medico e ci sarà una valutazione della perizia dell’infermiere. Adessosarà diversa la perizia di un infermiere con il diploma triennale rispetto ad uninfermiere con la laurea quinquennale, perché da questo ci si aspetta una maggioreconoscenza di problemi, di fatti, di cose, una maggiore, anche, di esperienzanell’esecuzione di certe mansioni, come la stessa cosa capita per il medico: almedico, al primario,il magistrato la giustizia chiederà perché si richiede una maggioreconoscenza ad un medico con esperienza rispetto ad un medico neolaureato o unmedico di medicina generale rispetto ad uno specialista di quella branca specifica.Anche se ci sono delle situazioni, delle acuzie, che devono essere patrimonio di tutti,per esempio: i segni dell’infarto devono essere patrimonio di tutti, anche il soloindirizzare il paziente verso un reparto specifico, non gli fai perdere tempo, chediventa prezioso ai fini della risoluzione, del recupero del paziente. Anche peresempio il parto naturale dovrebbe essere patrimonio di tutti, di medici ma ancheinfermieri.Colpa Specifica: ci riferiamo alla inosservanza di queste regolamenti, leggi,ordinamenti, discipline. Ma attenzione non si tratta solo di inosservanza di leggispecifiche inerenti alle trasfusioni , fecondazione, privacy,ecc. ma inosservanza anchedi certi dettami che ci sono, previsti dal codice penale, per esempio per il non fare ilreferto: che è una comunicazione all’autorità giudiziaria che è obbligatoria in certecondizioni. Per il medico è obbligatorio in alcuni casi per esempio fare una denunciaper malattie infettive, fare una serie di denunce a varie persone o autorità prepostesoprattutto sanitarie, e non fare una denuncia quando c’è un obbligo specifico di farlapresuppone anche una colpa specifica.Specifica non è soltanto le leggi, ma anche inosservanza di tutte le norme scaturite inmateria sanitaria che esistono, che sono in vigore. Detta cosi la colpa non ci capiamo,così è ancora troppo campata in aria, la colpa in ambito sanitario la possiamo avere invari momenti in cui viene ad essere divisa la prestazione sanitaria. Logicamente ladobbiamo dividere la prestazione in ambito medico perché la distinzione è quellaclassica del medico quindi nel momento: della formulazione della diagnosi, dellaprescrizione, della terapia e della somministrazione della terapia stessa .Formulazione della diagnosi: in questo momento particolare rientrano tutte quelleindagini che vengono ad essere eseguite per porre una diagnosi, la più correttapossibile, quindi: quelle ecografiche, analitiche, radiologiche, tutte quelle che sonopossibili effettuare, in maniera aiutarci a da porre una diagnosi precisa, la più corretta
    • possibile, e sottolineo una diagnosi possibile perchè non sempre è possibile ad unadiagnosi precisa, ci sono dei limiti alle conoscenze, anche se facciamo finta di essereonniscienti, ci sono dei limiti specifici nella medicina, si parla di ERROR SCIENZIE,il quel che rappresenta l’errore non dovuto ad una mancata conoscenza, ma l’erroredovuto ad alla mancata scoperta scientifica, il campo che non è ben conosciuto, benstudiato, ben investigato, ben sperimentato. In questo caso non c’è una possibilità diaddebitare all’esercente la professione sanitaria quello che è capitato, l’errore cheviene ad essere commesso ed il danno che ne consegue si parla per questo di ERRORSCIENZE.Prescrizione della terapia: nel momento in cui prescriviamo, nel momento in cui ilmedico prescrive, (in una lezione ai vostri colleghi specialisti, si alza un ragazzetto emi chiede: se poi sbaglia il medico noi cosa dobbiamo fare? Io risposi che nonbisogna trasformare in una battaglia tra medico infermiere, perché poi uno si portaindietro l’altro.D: il codice deontologico?R: e lasciate perdere il codice deontologico, perché non guardiamo il codice penalefiguriamoci il codice deontologico. Anche il medico può sbagliare, in quanto ci sonotanti medici cretini, ma non facciamo tutta un erba un fascio, quindi tutti possonosbagliare, quindi con molta cortesia si può dire al medico: “guardi dottore che lei quiha sbagliato la posologia” e facendo cosi non si fa male a nessuno. Non mi posso mai dimenticare una volta mi occupavo di riconoscimenti di paternitàe il riconoscimento di Dna, si facevano tutti i pannelli eritrocitari, leucocitari, HLA ,una volta ad un paziente uscì A positivo, ed io scrissi B positivo, sai quando pensiuna cosa e ne scrivi un’altra, io me lo ricordo in quanto ti senti di aver sbagliatoquando hai quel sesto senso, in te stesso dicevo ripeti, ripeti, e mi accorsi di questomero errore di trascrizione. Per dire una banalità! ma sono cose capitano, cioè unoche hai 30 anni di esperienza alle spalle invece di scrivere una posologia in unamaniera la scrive in unaltra uno zero in più uno zero in meno, quindi chiederecortesemente :”guardi che forse ha sbagliato”, si risolve qualcosa e non dicendo:“guarda cretino hai sbagliato” è diverso, perché forse si risente. Quindi usando unacollaborazione invece potrebbe risultare utile ai fini del benessere del paziente, inquanto l’obiettivo è comune: la salute del paziente.L’errore è di chi si assume la responsabilità di scrivere in cartella, nonostante sia statoavvisato che magari quella terapia non è giusta, quindi il medico ribadisce in cartella,perchè chi fa la terapia e la diagnosi è il medico, quindi si assume lui laresponsabilità, potrebbe anche prescrivere un farmaco che non indicato per undeterminato pazienteD: ma se la somministrazione viene fatta dall’infermiere di chi è la responsabilità?R: Il medico si assume la sua responsabilità in cartella clinica che deve esseresomministrata con quella posologia e in quella via di somministrazione, quindi leicome infermiere può chiedere che venga ad essere ribadita la prescrizione e che ilmedico confronti a sua richiesta delucidazioni venga ad essere vista, una volta che ilmedico l’ha ribadita, lei somministra.D: cosa può succedere? Cosa devo fare?
    • R: tecnicamente voi vi potete rifiutare ma, secondo voi quante volte può capitare?Una su un miliardo! Anche le dosi, che al di fuori di quelli utilizzate, di quelle dosiutilizzate in maniera eroica, lo si fa routinariamnete, quindi quella rara volta checapita un quid qualsiasi su di un farmaco a largo consumo, che deve essere unfarmaco che anche lei infermiere conosce bene, in quanto se voi non lo conoscete, senon conoscete la maneggevolezza o l’indicazione specifica, voi vi state, voi non viopponete. Quindi se un farmaco di largo consumo in cui il sanitario, il medico cheprescrive la posologia, anzi più che la posologia voi potete obiettare sulla via disomministrazione perché anche l’antibiotico se io lo somministro a dosi maggiori, losi può anche dare in casi eccezionali, in caso di patologia infettive molto grave dovec’è gia una forte resistenza precedente, dove il paziente lamenta gia da tempo febbreconclamata che non si riesce a vincere, il medico lo fa. Più che altro il dramma dellacontesa ci può essere per alcuni farmaci per la via di somministrazione, quando unfarmaco intramuscolare viene prescritta la via endovenosa, quando sai che non è chenon si può fare ma quella via di somministrazione è più pericolosa, perché se non c’èun indicazione specifica tu un farmaco intramuscolare per endovena non lo puoi fare,in quanto non è adatto, non è preparato alla via.Per esempio tempo fa, il Buscopan, la baralgina e quando lo si somministrava davanodei problemi anche solo a basse dosi. Ormai sono cambiate le preparazioni e alcuni diquesti farmaci non esistono più. Ricordo che con questo farmaco si creavanoproblemi, quindi il contrapporsi diventa banale, in quanto non puoi contrapporre suqualcosa che non sai, ma ti puoi contrapporre e puoi chiedere chiarimenti suqualcosa che conosci. Quindi un dire su una via endovenosa o intramuscolare puòessere un’indicazione specifica, diagnostica, per una situazione di maggioreemergenza dove sia disponibile l’azione del farmaco in maniera più rapidaaumentando il rischio.Ma per esempio voi dovreste sapere che nel momento della trasfusione c’è bisogno diqualcuno presente! In un ambiente privato il medico ha bisogno di una attrezzaturaadatta, invece in uno ospedale pubblico, in ambiente protetto, il medico di guardiamica può essere presente ad ogni trasfusione, quindi chiede all’infermiere che èpresente di turno con lui, dopo un’accorta scelta, e chiede di presenziare a quellatrasfusione, in maniera tale che se è di guardia ed è impegnato in un’altra cosa chiedeall’infermiere. Per la scelta della persona esiste un altro tipo di colpa.Colpa in eligendo: nella scelta della persona, in quanto il medico sceglie una personaritenendo più adatto rispetto ad un’altra, a controllare un’insorgere di una minimareazione alla trasfusione, in modo che chiama ed il medico può intervenire. Questa èla culpa in eligendo!Un altro esempio può essere il Narcan, che da problemi al medico e all’infermiereche viene utilizzato in caso di overdose, quindi se tu fa uscire completamente ilpaziente dal coma da oppiacei, da morfina, che scinde il monoacetilmorfina inmorfina, succede che il soggetto tende ad andare via, in quanto si sente in astinenza,perché ha la morfina in circolo, ma non essendo morfina legata ai recettori,l’organismo non la riconosce come presente, però il Narcan ha una emivita minorerispetto alla morfina e quindi metabolizza e lascia liberi i recettori e quindi la morfina
    • nuovamente si legherà con i vari recettori. Quindi il soggetto potrebbe andare incoma con la dose che aveva precedentemente assunto. Sentendo questa sindrome daastinenza che sopravviene, non avendo riconosciuto la morfina in circolo tende adassumere una nuova dose, quindi si aggiunge sostanza a sostanza quello precedente equindi facilmente dopo alcune ore andrà di nuovo in coma, se non addiritturaincontro a morte. Quando usci il Narcan anni fa, ci furono diverse morti per questomotivo.Somministrazione della terapia: si è tenuto separato il momento della prescrizione daquello della somministrazione in quanto anche i medici possono intervenire comel’infermiere e qualche altra figura professionale. Tranne che nel casalingo che non c’èuna reale opportunità di controllo, in quanto capita di fare qualche intramuscolo,qualche volta qualche praticone si butta a fare qualche endovena e quello chesuccede, quindi come fai a controllare? Non è possibile! Per questo che nel caso dellatrasfusione esiste quella misura specifica esiste quella costrizione a presenziare.Quando parliamo di questi 3 momenti: diagnostico, prescrittivo e disomministrazione, ci riferiamo all’atto nella sua globalità nella sua genericità anchein ambito chirurgico, quindi anche nell’esecuzione, nella diagnosi, preparazione edesecuzione dell’intervento stesso, o anche nell’ambito della rianimazione, il momentodella diagnosi, della valutazione del rischio anestesiologico, nel momento dellasomministrazione dell’anestetico, quindi dell’esecuzione dell’anestesia e quindi delrisveglio dell’anestesia.I problemi possono esserci invece, nell’ambito del lavoro nell’equipe, c’è qualcheproblema maggiore, in quanto per la legge penale, viene a rispondere del reato coleiche lo ha commesso, non può rispondere un altro e ne tanto meno possono esserepresi chi ha partecipato in maniera incondizionata, sempre che viene ad esserespecificato il ruolo che ciascuno di esso ha avuto nell’ambito dell’esecuzione diquesto lavoro che è stato eseguito con la collaborazione di più figure professionali.Quando noi parliamo di equipe non parliamo solo figure professionali mediche, maparliamo di tutte le figure professionali sanitarie che hanno partecipato. Il caso piùeclatante è l’intervento chirurgico, quindi dall’anestesista al chirurgo, ma anche ditutte le figure infermieristiche che hanno partecipato all’intervento chirurgico.Quando succede il problema legato alla dimenticanza della garza o il ferronell’addome, mica è solo responsabilità del chirurgo, è anche responsabile colui cheglielo porge, che dovrebbe contare quello che da e quello che prende. Quindinell’esecuzione di un intervento chirurgico viene ad essere eseguito secondo certemodalità per cui ciascuno ha i suoi compiti, compiti di contare i ferri o le garze.D: Gli aghiR: Il caso dell’ago è più fortunato rispetto alla garza, in quanto con un semplice Rxpuoi rintracciarlo essendo radiopaco, anche perché in ambito operatorio non è tuttol’organismo, quindi più o meno riesci a trovarlo, tranne che non scende, ma prima opoi si ancora da qualche parte. Invece le garze le troviamo dappertutto, ma perfortuna il danno biologico è molto limitato, infatti il risarcimento è molto basso.Perché le conseguenze sono poche, tranne che un piccolo intervento dopo, un piccolo
    • fastidio, quel minimo di trauma, ma grandi danni non li arreca soprattutto se riesci adaccorgertene in tempi brevi.È diverso il confrontarsi con una situazione del genere con un intervento d’una certacomplessità, rispetto ad una di garza. La garza è un errore inconfutabile e non deveaccadere. La complicanza che può accadere anche in un intervento di una certacomplessità;ultimamente in aula giudiziaria, un collega ha affermato che ha la stessa complessitàun intervento di appendicectomia rispetto ad un ernia del disco, laminectomia, dovenon è assolutamente vero, in quanto in quest’ultimo caso anche un piccolo errorecomportano grossi deficit che ti porti dietro tutta la vita.D: vede professore c’è stata una volta che nella sala operatoria dove lavoro io si sonodimenticate delle garze all’interno, volevo sapere di chi era la colpa, come venivasuddivisa la responsabilità nell’equipe operatoria?R: Normalmente viene data al chirurgo e poi a chi passa le garze, non importa ladivisione percentuale tra le parti. Comunque la responsabilità esiste esuccessivamente dipende anche dal tipo d’intervento, dal tavolo operatorio, nonsempre è uguale, per questo si dice maccheronicamente bisogna contare, ma non èmolto semplice non è cosi riduttivo, perché dopo 3-4-5 ore d’intervento, la testa nonc’è più. I medici non si alternano perché è gia difficile trovarne uno buono,figuriamoci se se ne va, ma gli infermieri possono alternarsi, se non lo fanno è unaquestione di convenienza, non ci possiamo lamentare di certi ambiti se li abbiamoaccettati.D: ho sentito che denuncia di intervento in cui sono state dimenticate garze inaddome, ma quantificandolo? Come è la colpa penale o civile?R: Il risarcimento, quando noi parliamo di danno biologico e di risarcimento, lanorma penale ti combina una pena, nel momento in cui sei riconosciuto colpevole.Tenete conto però, che quando noi parliamo di colpa e viene ad essere valutato, unerrore dovuto ad un comportamento sbagliato o ad una inosservanza di legge, la qualeè colpita a prescindere, invece quando si parla di comportamento dovuto anegligenza, imperizia, imprudenza bisogna capire se dall’errore si è scatenato ildanno, perchè se non c’è danno non esiste la possibilità di una colpa. Gia dare unantibiotico in una situazione virale, quello è gia un errore di fatto, ma questo noncomporterà danno o anche se ci fosse un minimo di danno non è palpabile, non èvalutabile, calcolabile, non viene ad essere addebitato quindi l’errore deve essereproduttivo di un danno alla salute di un soggetto.D: quindi a questa conclusione come si giunge, cioè il danno viene quantificato? Cioèil paziente denuncia?R: Il paziente denuncia, poi si valuta in base al fatto che ha avuto altri giorni didegenza, a patito delle pene, ha avuto un ulteriore cicatrice.Quindi viene quantificato, viene valutato in rapporto al danno biologico standard.Però è minima come quantificazione, a meno che non riaprendo la ferita dallacicatrice non si forma un cheloide, non si forma un laparocele o altri problemi.D: E il danno psicologico?
    • R: Il danno psicologico viene attribuito per una grossa paura, ma per una garza chepaura può avere? Tutti vogliono azzoppare, ma esiste un limite affettivo a tutti glieventi. È diverso nel caso di errata diagnosi di neoplasia, in quanto il soggetto magarisa che gli restano 4-5 mesi di vita e poi scopre che non è lui che è malato, là il dannopsicologico esiste anzi esiste uno stato ansioso-depressivo reattivo è diverso da unagarzetta dimenticata, la paura.Quindi nel lavoro di equipe bisogna assolutamente individuare, specificamente dovepossibile quale è la persona o quale figura ha sbagliato o quale è il concorso di piùfigure professionali hanno generato l’errore e quindi ha provocato il danno.Prima abbiamo parlato di colpa in eligendo, ma esistono anche altri tipi di colpe:Culpa in vigilando: cioè la colpa nel sorvegliare l’operato di coloro che sonosottoposti.Avremo questa colpa in vigilando che viene ad essere ascritta direttamente in primapersona al primario, anche se non esiste più questa figura, insomma la figura apicale,ma esiste anche la figura della caposala che gestisce il lavoro degli infermieri, edanche quest’ultima può avere una culpa in vigilando nel momento in cui non regolabene il lavoro delle persone. Diciamo sottoposte ad ella, non nel senso dimansionario, subordinate ad essa (infermieri , OSS).La culpa in vigilando non è tipica ed esclusiva di queste figure, ma competerà aquelle figure che le sostituiscono il primario o la caposala o chi per essa, nelmomento che non ci sono per un motivo, motivo che può essere lecito o illecito, c’èsempre chi sostituisce il primario, perché anche se il primario non c’è perché andato adonne comunque volente o nolente qualcuno lo sostituirà.D: Ma se succede qualcosa in reparto la responsabilità è del primario anche sequest’ultimo non c’è, non è presente?R: Certo, in quanto il primario è responsabile anche della presenza degli infermieri,infatti se lei è marcato ed è andato a fare la spesa, il primario è oggettivamenteresponsabile della sua persona, oltre ad esserlo lei stessa soggettivamenteresponsabile.Ad esempio nella cartella clinica, troverete scritto che il responsabile è il primario,ma non significa che il primario sta dietro al medico che scrive o 24 su 24, ma insenso generale, come organizzazione come indirizzo, come sollecitare i medicidovrebbe essere il primario, anche se non si è mai visto, comunque in senso generalelo è. Se il primario non c’è, è in ferie, ci sarà chi lo sostituisce o la persona piùanziana che avrà la stessa funzione della persona apicale. Quindi le stesse funzioni, lestesse responsabilità, quindi le stesse colpe. Così allo stesso modo la caposala,qualcuno, in sua assenza dovrà gestire l’organizzazione interna del personaleinfermieristico. Anche qui ci sono più litigi in quanto non ci si mette d’accordo,infatti è meglio strutturato il personale medico che quello infermieristico.D: e se non c’è una persona ufficiale che sostituisce?R: Dovrebbe essere individuata la persona con più anzianità di servizio.D: E se non è legalmente riconosciuto un responsabile che lo sostituisce? Come siindividua?
    • R: Sicuramente se è presente una persona con un titolo maggiore prendi uno di voicon la laurea specialistica sicuramente non viene più presa in considerazionel’anzianità di servizio.Questa colpa professionale, chiamiamola così, è il pane di tutti, ormai è colpa di tutti,anche la privacy, che vi colpisce anche voi, l’inosservanza della privacy diventacontinuamente colpa, perché tutti i danni morali ed eventualmente materiali, che ilsoggetto, il paziente ha patito da una divulgazione dei dati personali,dati sensibili edei dati genetici.Questa colpa abbraccia un poco tutti gli argomenti.Quando il paziente viene chiesto a chi vuoi riferire notizie in relazione alla tua salutepoi si divulgano informazioni a chi non e` stato segnalato, tu commetti un illecito,violi la privacy. Se il paziente ne subisce un danno, allora viene ad essere una colpa equindi vedete come la colpa non viene ad essere soltanto nell’esecuzione materiale diun compito specifico nella mansione dell`attivita` professionale che ciascuno ha aseconda del settore che occupa del lavoro che svolge, ma abbraccia tutta una serie dialtri problemi, cioè nell’ambito di comportamenti, cioè tu devi sapere cosa fai, nocome succedeva una volta, come va và, lasciare la cartella clinica fuori l’infermeriaalla vista di tutti, ma almeno bisogna tenere la custodia che copre i dati personali.Anche perchè se noi qui stiamo attenti alle colpe, in reparto poi esiste la massimastrafottenza. La privacy non incolpa solo il riferire sullo stato di malattia, ma tiincolpa anche sul riferire sullo stato di salute, se tu dici ad un parente che il pazientesta bene, tu hai violato un quid, la privacy.Adesso è finito l’ospedale come novella 2000, adesso c’è questa autodeterminazionedel paziente ed è il paziente che decide a chi riferire il suo stato di salute, bisognastare attenti perchè va oltre ai parente, ecc. Mentre prima diventava trasmissione disegreto professionale se io lo dicevo agli infermieri e ai medici ai colleghi,ovviamente degli altri reparti, ma quando il reparto logicamente devi riferire perforza. Oggi invece deve essere congruo al fatto che io lo riferisca all’ortopedico o allospecialista in genere, se l’ortopedico non centra con quello che patisce il paziente, ioho rivelato il segreto professionale, passiamo dalla privacy alla rilevazione delsegreto professionale, perchè ci sia necessità, che ci sia bisogno che il mio collegasappia dello stato di salute del paziente, se non ha motivo di saperlo, perché lo si deveriferire?Proprio perchè ormai esiste questa pletora infinita di medici, con più qualifiche, chedovrebbero venire a conoscenza, si pone un limite a che si tratti della singola persona,che vengono conosciuti da tutte le altre, quindi c’è bisogno che ci sia unamotivazione oggettiva a che, il personale sanitario in senso lato medici o infermieresappiano le condizioni del nostro paziente. Vedere come diventa più difficile, come sideve articolare in maniera diversa, come bisogna porsi in maniera diversa voi neiconfronti dei paziente. Quello che era stato ormai acclarato o presunto fino ad ora nelrapporto tra i medici e gli infermieri nei confronti del paziente, viene ad essere vistocon queste nuove norme.D: nel caso in cui viene violata la privacy del paziente e pero` non viene creato dannocomunque si ha colpa?
    • R: Lei non può sapere di non aver recato danno. Essendo un bene a disposizione delpaziente la conoscenza dei dati del suo stato di salute o anche di malattiaeventualmente, lei non sa che cosa comporterebbe della conoscenza di questi dati daparte di altre persona, in cui lei lo ha riferito,lei non sa del rapporto tra il paziente equella persona.Per esempio in un laboratorio analisi, una ragazza che viene a fare la BHCG, viene aritirarlo la madre con il padre, cosa succede? Lo può avere? No! Perchè è personale,poi con la BHCG, due sono le motivazioni o pensa di aver un tumore o è incinta,quindi presuppone dei suoi comportamenti personali indispensabili per terzi, inquanto la sessualità è una cosa personalissima e viene ad essere conosciuta dapersone che sono legate alla ragazza è meglio se andasse a rivelarlo ad unosconosciuto piuttosto che ad un familiare.Quindi diventa una limitazione nella liberta della persona. La struttura ha l’obbligo diconsegnare il referto in busta chiusa e con la presentazione di una delega, se tu mipresenti la delega sottoscritta in cui uno deleghi terzi, io te la consegno in bustachiusa sigillata e poi se fuori la aprono sono problemi tuoi. Allo stesso modo bisognafare in ospedale per tutto ciò che sono le varie competenze, allora è più facile se lamomento dell’ingresso della persona ottemperi nel caso della privacy, tu chiedi allapersona a chi vuole che vengano ad essere riferite le notizie riguardanti il suo stato disalute?Allora quello ti può dire 1-2-3-4-5 persone o ti può dire anche nessuna, sottoscrive edio mi regolo di conseguenza. Mentre prima molto bonariamente, posso direbonariamente, ma tu che ne sai che rapporto ha il paziente con quella persona?D:nel caso di un giro visita come ci si pone nel momento della formulazione di unaeventuale diagnosi o raccolte eventuali informazioni, con la presenza degli altripazienti?R: Per questi casi non ci sono vere e proprie regole, sono più norme comportamentali.Il problema fondamentale qual’è? Che nei limiti del possibile quando si tratta dellasfera sessualità? La sessualità soprattutto che è la cosa più descritta, infatti la leggesulla privacy distingue i dati relativi alla salute e quelli relativi alla sessualità, allorac’è bisogno di una maggiore discrezione, ma soprattutto discrezione non relativa aimedici, agli specializzandi agli infermieri, ma soprattutto nei confronti degli altripazienti , è questo il discorso fondamentale. Gli specdializzandi se non ci sono nonimparano, anche se per cortesia dovrebbe essere detto al momento del ricovero, tipocome nel caso del Policlinico che una funzione prevalentemente didattica.Ma poi siamo obiettivi, se un paziente è ricoverato in urologia, un maschietto il 90%i suoi problemi sono ben catalogati. Nel caso in cui il paziente è ricoverato inoncologia, certamente non va curarsi l’anemia.D: il discorso della privacy nella stanza di degenza?R: Se il paziente può camminare con i suoi piedi allora il discorso più specifico, piùprivato viene descritto in un ambiente più riservato, protetto, ma nel caso di unpaziente allettato per un motivo qualsiasi, si deve creare una privacy.D: nel caso della barella quando viene formulata una diagnosi come si fa?
    • R: Lei non può chiedere alla medicina legale di risolvere i problemi politici, non èetico ma ci sono delle radici politiche istituzionali che non possiamo risolvere.Comunque io ho visto casi al Cardarelli, che quando vanno là nel corridoio non è chesi mettono a fare un discorso pontificato, rapidamente vedono cosa devono fare,fanno una terapia, ma non e` che si mettono a pontificare lì, anche se c’è il cretino diturno che lo fa, pero` normalmente esisto una riservatezza oggettiva.È normalmente che sei vado a trovare una persona ricoverata in oncologia e vedoun’altra che conosco e` evidente che faccio 2+2 fa 4, al Pascale non trovo una fratturadi femore, quindi presuppongo che quella persona ha un tumore, quindi non è laquestione “me lo hanno detto!”D: Per quanto riguarda nome e cognome della persona, per esempio io lavoro in unPronto Soccorso e tutti vengono a chiedermi dove è stata ricoverata quella persona? R:Generalmente per la privacy lei non dovrebbe dirlo, anche perchè manca unservizio di accettazione, in quanto per quale motivo dovrebbero chiederlo a lei chelavora in PS, questo via vai di gente che si vede nei vostri ospedali è una cosa chevogliamo noi, perchè ci fa comodo. Comunque il discorso è diverso, in quanto lei lofa per un senso di umanità per un buon senso, in maniera che lei da una informazioneche potrebbe essere utile, altrimenti lei potrebbe preoccupare maggiormente i parenti,lei non sa chi può essere quel parente, se un fratello o un figlio non sa se è il padre lamadre o anche semplicemente una zia di quinto grado o semplicemente un’amica. Malui che ne sa? In reparto è diverso, perchè a lei non chiedo cosa ha o dove è, inreparto invece bisogna stare attenti nel riferire le notizie in rapporto alle persone e unpaziente vuole riferire. È un problema organizzativo ad esempio al Monaldi esistequello con il computer, nell’accettazione centrale, da i vari smistamenti che sonoavvenute. Dovrebbe essere cosi un po’ dappertutto.D: = domanda degli allieviR: = risposta del professore