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  • 1. UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II Dott. Ing. Giuseppe Graziuso CORSO DI LAUREA IN TECNICHE DELLA PREVENZIONE NELL’AMBIENTE E NEI LUOGHI DI LAVORO FISICA TECNICA AMBIENTALE LEZIONE VI Anno Accademico 2009/2010 FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA
  • 2. PRINCIPI DI ACUSTICA
    • LA TRASMISSIONE DEL RUMORE PUO’ ESSERE SCHEMATIZZATA NEL SEGUENTE MODO:
    SORGENTE PERCORSO RICEVENTE IL SUONO È UNA PERTURBAZIONE FISICA DI ENTITA’ TALE DA ESSERE RILEVATA DALL’ORECCHIO UMANO, CHE SI PROPAGA IN UN MEZZO FISICO,GASSOSO, LIQUIDO O SOLIDO. NELL’ARIA LE ONDE SONORE SONO GENERATE DA VARIAZIONI DELLA PRESSIONE, INTORNO AL VALORE STATICO DELLA PRESSIONE, CHE DETERMINANO UNA SUCCESSIONE DI STATI DI COMPRESSIONE O RAREFAZIONE DELL’ARIA. TALE SUCCESSIONE AVVIENE A VELOCITA’ CHE SI DEFINISCE VELOCITA’ DEL SUONO NEL MEZZO (INDICATA CON LA LETTERA “C” ED ESPRESSA M/S .
  • 3. ORIGINE E PROPAGAZIONE DEL SUONO
    • IL SUONO È UN FENOMENO FISICO , NON UN OGGETTO . PER ESISTERE HA BISOGNO DI UNA SORGENTE, CIOÈ’ DI UN CORPO VIBRANTE E DI UN MEZZO ELASTICO DI PROPAGAZIONE IN CUI LE ONDE POSSANO VIAGGIARE. ARIA, ACQUA, LEGNO, ALCUNI METALLI E PERFINO IL VETRO POSSONO VIBRARE E PROPAGARE LE ONDE SONORE. NATURALMENTE LA DISTANZA A CUI QUESTE ULTIME SI PROPAGANO DIPENDE DALL'ELASTICITÀ DEL MEZZO. ABBIAMO QUINDI UN PRIMO DATO DI FATTO:
  • 4. ORIGINE E PROPAGAZIONE DEL SUONO
    • ALL'ORIGINE DEL SUONO C'È UN CORPO VIBRANTE
    • VIBRANDO, QUESTO CORPO TRASMETTE LE PROPRIE VIBRAZIONI AL MEZZO CHE LO CIRCONDA (NEL NOSTRO CASO, L'ARIA). L'ENERGIA SONORA, QUINDI, È UNA FORZA MECCANICA CHE, PARTENDO DALLA SORGENTE, SI IRRADIA SOTTO FORMA DI ONDE ATTRAVERSO IL MEZZO DI PROPAGAZIONE FINO ALL'ASCOLTATORE
  • 5. ORIGINE E PROPAGAZIONE DEL SUONO IL SUONO È ENERGIA CHE SI PROPAGA SOTTO FORMA DI ONDA
  • 6. ORIGINE E PROPAGAZIONE DEL SUONO LE MOLECOLE DI ARIA SI MUOVONO LEGGERMENTE, OGNUNA DI ESSA COLPISCE QUELLE VICINE TRASFERENDO LORO IL PROPRIO MOTO,UN PO' COME NEL CASO DI UNA "OLA".
  • 7. ORIGINE E PROPAGAZIONE DEL SUONO
    • UN MEZZO IN GRADO DI PROPAGARE IL SUONO È ASSOLUTAMENTE NECESSARIO . NON C'È’ SUONO SENZA IL MEZZO DI PROPAGAZIONE PERCHÉ NON CI SAREBBERO MOLECOLE DA MUOVERE. SE LE VIBRAZIONI DELLA SORGENTE NON SI TRASMETTONO A NULLA, SI ESAURISCONO NEL PUNTO DI ORIGINE E NON ARRIVANO A UN EVENTUALE ASCOLTATORE, QUINDI NON C'È SUONO NEL VUOTO. IL MEZZO DI PROPAGAZIONE PUÒ ESSERE UN QUALSIASI ELEMENTO IN GRADO DI VIBRARE. IL SUONO SI PROPAGA NELL'ARIA E IN TUTTI I GAS, MA ANCHE NELL'ACQUA E ANCHE IN SOSTANZE SOLIDE CHE SIANO ALMENO LEGGERMENTE ELASTICHE. QUELLO CHE CAMBIA È LA VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE. NELL'ARIA A 20° È 344 METRI/SECONDO ED È INFLUENZATA DALLA TEMPERATURA E DALLA DENSITÀ DEL MEZZO
  • 8.
    • L’ONDA SONORA, ESSENDO UN FENOMENO PERIODICO, E’ CARATTERIZZATA DAI SEGUENTI PARAMETRI:
    • FREQUENZA : PER DEFINIZIONE È IL NUMERO DI VOLTE IN UN SECONDO CON CUI IL FENOMENO SI RIPETE, OSSIA È IL NUMERO DI CICLI AL SECONDO. LA FREQUENZA E’ NORMALMENTE INDICATA DA UN NUMERO SEGUITO DALL’UNITÀ DI MISURA CHE È L’HERZ (Hz) ED È L’INVERSO DEL PERIODO T, CHE STA AD INDICARE LA DURATA CICLICA DEL FENOMENO.
    • LUNGHEZZA D’ONDA : E’ LA DISTANZA PERCORSA DALL’ONDA SONORA IN UN CICLO COMPLETO DI VIBRAZIONE. LA LUNGHEZZA D’ONDA, INDICATA CON LA LETTERA λ (LAMBDA) E’ IN RELAZIONE CON LA FREQUENZA E CON LA VELOCITA’ DEL SUONO ATTRAVERSO LA RELAZIONE:
    • λ /T = λ f= c
    PRINCIPI DI ACUSTICA
  • 9.  
  • 10. PRINCIPI DI ACUSTICA
    • AMPIEZZA : È LO SCOSTAMENTO DELL'ONDA DALLA LINEA DI ZERO (NON SUONO). SI MISURA IN DECIBEL., È LEGATA ALLA DINAMICA/INTENSITÀ/VOLUME DEL SUONO .
  • 11. PRINCIPI DI ACUSTICA
    • LE CONDIZIONI ESSENZIALI PER LA GENERAZIONE, PROPAGAZIONE E UDIBILITÀ DEL SUONO COSÌ SONO QUATTRO:
    • LA PRESENZA DI UN MEZZO ELASTICO (NEL VUOTO NON C’È’ PROPAGAZIONE SONORA);
    • UNA VARIAZIONE DI PRESSIONE NEL MEZZO INTORNO AD UN VALORE DI EQUILIBRIO (AD ESEMPIO LA PRESSIONE ATMOSFERICA);
    • UNA FREQUENZA DELLE VARIAZIONI DI PRESSIONE COMPRESA NEL CAMPO UDIBILE;
    • UN CONTENUTO ENERGETICO SUPERIORE AD UNA SOGLIA MINIMA DI UDIBILITÀ.
  • 12. CONSEGUENZE DI ESPOSIZIONE A RUMORE
    • LA CONSEGUENZA PIU’ EVIDENTE DI UN ESPOSIZIONE A RUMORE E’ L’IPOACUSIA
    • TUTTAVIA L’ESPOSIZIONE A RUMORE PUÒ CAUSARE ALTRI EFFETTI NEGATIVI:
    • IRRITABILITA’, PERDITA DI CONCENTRAZIONE, INSONNIA (EFFETTI PSICOLOGICI);
    • DISTURBO DELLA COMUNICAZIONE ORALE ( CON CONSEGUENTI RISCHI PER LA CORRETTA ESECUZIONE DEI LAVORI E PER LA STESSA SICUREZZA);
    • ABBASSAMENTO DELLA SOGLIA UDITIVA (TEMPORANEA O PERMANENTE), DOLORE, ANCHE NAUSEA (RUMORI ELEVATI)
  • 13. VALUTAZIONE DEL RISCHIO RUMORE ARTT. 188-199 T.U.
    • AI FINI DI UNA CORRETTA VALUTAZIONE DEI RISCHI, OCCORRE VERIFICARE PRELIMINARMENTE:
    • A) IL LIVELLO, IL TIPO E LA DURATA DELL’ESPOSIZIONE, INCLUSA OGNI ESPOSIZIONE A RUMORE IMPULSIVO;
    • B) I VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE E I VALORI DI AZIONE. IN RELAZIONE AL LIVELLO DI ESPOSIZIONE GIORNALIERA AL RUMORE E ALLA PRESSIONE ACUSTICA DI PICCO ESSI SONO FISSATI:
  • 14. VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE
    • VALORI LIMITE DI ESPOSIZIONE RISPETTIVAMENTE LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa (140 DB (C);
    • VALORI SUPERIORI DI AZIONE : RISPETTIVAMENTE LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa (137 DB (C);
    • VALORI INFERIORI DI AZIONE RISPETTIVAMENTE LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa (135 DB (C);
  • 15. OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO
    • IL DATORE DI LAVORO ELIMINA I RISCHI ALLA FONTE O LI RIDUCE AL MINIMO MEDIANTE LE SEGUENTI MISURE:
    • ALTRI METODI DI LAVORO CHE IMPLICANO UNA MINORE ESPOSIZIONE AL RUMORE;
    • ATTREZZATURE DI LAVORO ADEGUATE;
    • DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI;
    • INFORMAZIONE E FORMAZIONE
    • MISURE TECNICHE PER I CONTENIMENTO DEL RUMORE TRASMESSO PER VIA AEREA
    • MANUTENZIONE DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO;
    • MIGLIORE ORGANIZZAZIOINE DEL LAVORO ATTRAVERSO LA LIMITAZIONE DELLA DURATA E DELL’INTENSITA’ DELL’ESPOSIZIONE;