DEFINIZIONE <ul><li>Il dolore è una sgradevole esperienza sensoriale ed emotiva associata ad un  effettiv o o  potenziale ...
EPIDEMIOLOGIA <ul><li>Le stime mondiali ritengono che il 10% della popolazione mondiale soffre di dolore cronico di cui l’...
CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base al tempo d’insorgenza : </li></ul><ul><li>ACUTO: di durata <ai 3 mesi promuove risposte or...
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CLASSIFICAZIONE  <ul><li>In base all’origine : </li></ul><ul><li>Neuropatico  : causato da danno o disfunzione del tessuto...
CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base all’origine : Dolore neuropatico </li></ul><ul><li>Sintomi in negativo </li></ul><ul><li>I...
CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base alla causa : </li></ul><ul><li>Dolore fisico </li></ul><ul><li>S’intende tutti quei proble...
CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base alla causa: </li></ul><ul><li>Dolore sociale </li></ul><ul><li>Si deve alla necessità di n...
NEUROFISIOPATOLOGIA <ul><li>Conoscere il dolore significa conoscere il Sistema algico cioè quella parte del sistema nervos...
NEUROFISIOPATOLOGIA <ul><li>Area della recezione </li></ul><ul><li>Rappresentata dal nocicettore (recettore + nocivo). </l...
NEUROFISIOPATOLOGIA <ul><li>Area di controllo  (o di modulazione) </li></ul><ul><li>Attraverso un complesso di nuclei (sos...
VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>S’intende l’accertamento dei caratteri qualitativi e quantitativi relativi a q...
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VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione delle caratteristiche </li></ul><ul><li>Nel dedurre la storia del ...
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VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Intensità </li></ul><ul><li>Per la quantificazone di questo parametro si utili...
VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Intensità </li></ul><ul><li>Scale cromatiche </li></ul><ul><li>Il progressivo ...
VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione multidimensionale </li></ul><ul><li>Le misure soggettive multidime...
VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione multidimensionale </li></ul><ul><li>Diario del dolore   </li></ul>...
VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione psicologica </li></ul><ul><li>Componente affettivo emozionale </li...
VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione psicologica </li></ul><ul><li>Componente comportamentale </li></ul...
TRATTAMENTO <ul><li>Scala a tre gradini dell’ OMS </li></ul><ul><li>E’ un approccio sequenziale e polifarmacologico che pr...
TRATTAMENTO <ul><li>Lo schema terapeutico può essere realizzato attraverso le seguenti modalità: </li></ul><ul><li>Terapia...
TRATTAMENTO <ul><li>TECNICHE INVASIVE </li></ul><ul><li>Somministrazione intratecale di farmaci </li></ul><ul><li>Consiste...
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CURE PALLIATIVE <ul><li>Modello Floriani </li></ul><ul><li>Si basa su 4 fattori principali : </li></ul><ul><li>Continuità ...
CURE PALLIATIVE <ul><li>Equipe di cure palliative </li></ul><ul><li>Gruppo di professionisti e non che collaborano per un ...
CURE PALLIATIVE <ul><li>Responsabilità dell’infermiere nell’ equipe di cure palliative. </li></ul><ul><li>Responsabilità i...
HOSPICE <ul><li>Sono strutture che offrono un supporto ed assistenza a chi si trova nella fase terminale di una malattia i...
CURE PALLIATIVE <ul><li>Problemi di tipo etico legati alla terminalità </li></ul><ul><li>Nel paziente oncologico in fase a...
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DOLORE CRONICO

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Descrizione completa del dolore cronico con definizione classificazione valutazione, trattamento, e complicanze. Un lavoro personale completo di tipo universitario. Con questo lavoro è stata fatta una tesi di laurea conclusasi brillantemente con 110.

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  • DOLORE CRONICO

    1. 1. DEFINIZIONE <ul><li>Il dolore è una sgradevole esperienza sensoriale ed emotiva associata ad un effettiv o o potenziale danno tessutale o in ogni modo descritta come tale. </li></ul><ul><li>E’ utile se è finalizzato ad allertare l’organismo sulla presenza di stimoli dannosi o potenzialmente tali. </li></ul><ul><li>E’ inutile quando la persistenza dello stesso instaura un circolo vizioso che provoca una sindrome autonoma con impatto sulla vita di relazione, sugli aspetti psicologici e sociali, e da meccanismo di difesa diviene di offesa. </li></ul>
    2. 2. EPIDEMIOLOGIA <ul><li>Le stime mondiali ritengono che il 10% della popolazione mondiale soffre di dolore cronico di cui l’1,1% è resa invalida. </li></ul><ul><li>Il 30 – 70% dei pazienti oncologici presenta due o più tipi di dolore contemporaneamente </li></ul><ul><li>Il 45 – 80% dei pazienti istituzionalizzati riferiscono la presenza di dolore che risulta sottotrattato </li></ul><ul><li>Il 25- 50% dei pazienti non istituzionalizzati riferiscono la presenza di importanti manifestazioni del dolore. </li></ul>
    3. 3. CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base al tempo d’insorgenza : </li></ul><ul><li>ACUTO: di durata <ai 3 mesi promuove risposte organiche finalizzate all’allontanamento ed allo smorzamento del dolore. </li></ul><ul><li>CRONICO: di durata >ai 3 mesi promuove risposte orientate verso e contro le cause algogene che si svolgono in un tempo maggiore e ha lo scopo di combattere il processo patologico che lo ha determinato piuttosto che la sua causa o la percezione del dolore </li></ul>
    4. 4. CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base all’origine: </li></ul><ul><li>Nocicettivo : dovuto ad una persistente attivazione dei nocicettori periferici. </li></ul><ul><li>Può essere nocicettivo superficiale quando il danno riguarda i tegumenti ed è generalmente ben localizzato nello spazio </li></ul><ul><li>Può essere nocicettivo profondo se riguarda le articolazioni, i tendini, le guaine, i muscoli, è a localizzazione spaziale non ben definita. </li></ul><ul><li>Può essere viscerale se proviene dalle pareti delle cavità dei visceri,mal localizzabile, si associa a riflessi neurovegetativi(reaz.vasomotoria, nausea, sudorazione.) </li></ul>
    5. 5. CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base all’origine : </li></ul><ul><li>Neuropatico : causato da danno o disfunzione del tessuto nervoso periferico o centrale. Provoca stimolazioni nervose croniche ed automantenentesi che esitano in alterazioni della risposte dei neuroni.Si manifesta attraverso segni e sintomi in negativo e/o in positivo. </li></ul><ul><li>Psicogeno : Descrizione esagerata, imprecisa, variabile, con semeiologia atipica. Non si limita alla diagnosi di dolore non organico ma si fonda su una semeiologia psicopatologica positiva </li></ul><ul><li>Idiopatico : dolore il cui livello d’intensita’ non ha una corrispondente ed immediata motivazione organica. </li></ul><ul><li>Misto : riconosce più meccanismi patogenetici di base. </li></ul>
    6. 6. CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base all’origine : Dolore neuropatico </li></ul><ul><li>Sintomi in negativo </li></ul><ul><li>Ipoestesia : Ridotta sensibilità agli stimoli (es. il tatto) </li></ul><ul><li>Ipoalgesia : ridotta sensibilità agli stimoli algogeni </li></ul><ul><li>Sintomi in positivo </li></ul><ul><li>Disestesia : sensazione abnorme spiacevole spontanea o provocata. </li></ul><ul><li>Parestesia : sensazione abnorme non dolorosa. </li></ul><ul><li>Allodinia : sensazione dolorosa provocata da stimoli normalmente non algogeni. </li></ul><ul><li>Iperalgesia : dolore eccessivo ad uno stimolo algogeno. </li></ul><ul><li>Ipersetesia : esagerata risposta dolorosa agli stimoli nocicettivi e non nocicettivi </li></ul><ul><li>Breaktrough pain : dolore acuto che si presenta in una situazione di dolore cronico. </li></ul><ul><li>Dolore incident : dolore provocato dal movimento. </li></ul>
    7. 7. CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base alla causa : </li></ul><ul><li>Dolore fisico </li></ul><ul><li>S’intende tutti quei problemi che originano dal corpo causati direttamente dall’azione della malattia o indirettamente dall’azione della terapia, dalle necessità assistenziali,dallo stato di cachessia connessi alla perdita delle funzioni fisiche. </li></ul><ul><li>Dolore psichico </li></ul><ul><li>Causato dalla reazione che l’io e la personalità del paziente ha nei confronti del progredire della malattia e dell’imminenza della morte. </li></ul>
    8. 8. CLASSIFICAZIONE <ul><li>In base alla causa: </li></ul><ul><li>Dolore sociale </li></ul><ul><li>Si deve alla necessità di non lasciare nulla in sospeso ed alla paura di abbandonare la propria famiglia. Si manifesta con la perdita dei ruoli che l’individuo normalmente ricopre. </li></ul><ul><li>Dolore spirituale </li></ul><ul><li>E’ causato dalla necessità di trovare delle giustificazioni all’interno di sé e delle proprie credenze che danno un valore alla propria condizione di malattia. Si manifesta con la crisi dei valori che orientano il comportamento e le scelte di vita del paziente. </li></ul>
    9. 9. NEUROFISIOPATOLOGIA <ul><li>Conoscere il dolore significa conoscere il Sistema algico cioè quella parte del sistema nervoso coinvolto nella formazione del dolore. Si compone di 4 parti : </li></ul><ul><li>Area della recezione </li></ul><ul><li>Area della trasmissione </li></ul><ul><li>Area di controllo (o di modulazione) </li></ul><ul><li>Area della percezione </li></ul>
    10. 10. NEUROFISIOPATOLOGIA <ul><li>Area della recezione </li></ul><ul><li>Rappresentata dal nocicettore (recettore + nocivo). </li></ul><ul><li>E’ il recettore del dolore, la struttura terminale delle fibre A-delta e C. Hanno 3 caratteristiche: sono ubiquitari , polimodali, in quanto possono essere attivati da qualsiasi stimolo nocivo. Sono ad alta soglia poiché si attivano soltanto dopo stimoli di potenza sufficiente a nuocere. </li></ul><ul><li>Area della trasmissione </li></ul><ul><li>I segnali vengono trasmessi attraverso fibre A- delta ad elevata velocità di conduzione, e fibre C non mielinizzate a bassa velocità di conduzione che penetrano nel corno posteriore del midollo dove vi è una sinapsi con il 2° neurone. </li></ul>
    11. 11. NEUROFISIOPATOLOGIA <ul><li>Area di controllo (o di modulazione) </li></ul><ul><li>Attraverso un complesso di nuclei (sostanza grigia periacquaduttale, nuclei del rafe.) e collegamenti (vie discendenti) viene esercitato un controllo inibitorio attraverso la proiezioni di interneuroni che hanno la funzione di modulazione della trasmissione degli impulsi nocicettivi al talamo. ( Sistema del cancello ). </li></ul><ul><li>Area della percezione </li></ul><ul><li>Dove si verifica l’integrazione sensoriale, emotiva e cognitiva delle afferenze nocicettive talamiche. </li></ul><ul><li>Il dolore è la presa di coscienza delle informazioni nocicettive. </li></ul>
    12. 12. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>S’intende l’accertamento dei caratteri qualitativi e quantitativi relativi a qualcosa o a qualcuno. </li></ul><ul><li>L’accertamento implica la realizzazione di un processo decisionale e la raccolta sistematica di informazioni. </li></ul>
    13. 13. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>RACCOLTA DATI </li></ul><ul><li>Si prendono in considerazione sia dati oggettivi che soggettivi. E’ organizzata in 4 fasi: </li></ul><ul><li>Osservazione </li></ul><ul><li>Colloquio </li></ul><ul><li>Intervista anamnestica </li></ul><ul><li>Valutazione delle caratteristiche </li></ul>
    14. 14. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Osservazione : </li></ul><ul><li>Si studia il comportamento non verbale del paziente (mimica, distanza, atteggiamenti, lacrimazione, ecc.) </li></ul><ul><li>Colloquio </li></ul><ul><li>Trasmettere e ricevere informazioni dal paziente è fondamentale per la riuscita o meno delle azioni assistenziali. </li></ul>
    15. 15. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Intervista anamnestica </li></ul><ul><li>Indagare riguardo : </li></ul><ul><li>Storia personale </li></ul><ul><li>Condizione familiare </li></ul><ul><li>Attività lavorativa </li></ul><ul><li>Abitudini di vita </li></ul><ul><li>Tono dell’umore </li></ul><ul><li>Lutti </li></ul><ul><li>Capacità di sentire ed esprimere il dolore </li></ul><ul><li>Reazione alla malattia ed al contesto ospedaliero </li></ul>
    16. 16. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione delle caratteristiche </li></ul><ul><li>Nel dedurre la storia del dolore e nell’esaminarne le componenti è essenziale ottenere una dettagliata descrizione della: </li></ul><ul><li>Localizzazione </li></ul><ul><li>Qualità </li></ul><ul><li>Cronologia </li></ul><ul><li>Intensità </li></ul>
    17. 17. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Localizzazione : </li></ul><ul><li>Mappe del dolore </li></ul><ul><li>Al paziente si chiede di evidenziare le parti di una figura che rappresenta lo schema del corpo umano su cui si indica il dolore avvertito in uno specifico momento. </li></ul><ul><li>Il dolore può essere localizzato , proiettato o riferito. </li></ul><ul><li>Qualità </li></ul><ul><li>Il soggetto viene incoraggiato ad usare parole proprie per descrivere il dolore che avverte. </li></ul><ul><li>Cronologia </li></ul><ul><li>Durata </li></ul><ul><li>Intermittente, continuo. Fattori di aggravamento. </li></ul>
    18. 18. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Intensità </li></ul><ul><li>Per la quantificazone di questo parametro si utilizzano nella pratica clinica le scale di valutazione monodimensionali che misurano soltanto il singolo aspetto preso in considerazione. Le più utilizzate sono: </li></ul><ul><li>SCALE ORDINALI o DI CATEGORIA </li></ul><ul><li>Sono delle successioni lineari che rappresentano l’ampiezza del dolore che il paziente crede di avvertire. </li></ul><ul><li>Possono essere Verbali dove ogni categoria si definisce con un’espressione verbale a cui viene fatto corrispondere un numero. Numeriche , a ciascuna categoria corrisponde un numero che rappresenta l’intensità del dolore indicato dal paziente.(es. VAS, VNS, VRS). </li></ul>
    19. 19. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Intensità </li></ul><ul><li>Scale cromatiche </li></ul><ul><li>Il progressivo aumento dell’intensità del dolore è indicato dal progressivo incremento dell’intensità di un colore lungo un segmento alle cui estremità si riportano le indicazioni “assenza di dolore”, “il massimo dolore immaginabile”. </li></ul><ul><li>Scale di grandezza </li></ul><ul><li>Il paziente deve indicare l’intensità del proprio dolore con un valore numerico fissando il limite minimo ed il massimo </li></ul><ul><li>Scale di sollievo </li></ul><ul><li>Sono identiche alle altre con la variante dell’utilizzo delle indicazioni estreme di “nessun sollievo” e “sollievo completo” </li></ul>
    20. 20. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione multidimensionale </li></ul><ul><li>Le misure soggettive multidimensionali comprendono: </li></ul><ul><li>Diario del dolore </li></ul><ul><li>Questionari degli aggettivi </li></ul><ul><li>Scale di valutazione multidimensionali </li></ul>
    21. 21. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione multidimensionale </li></ul><ul><li>Diario del dolore </li></ul><ul><li>Esposizione scritta o orale con annotazione del dolore in relazione a particolari attività e comportamenti quotidiani. </li></ul><ul><li>Questionari degli aggettivi </li></ul><ul><li>Questionario di Mc gill, è il più utilizzato, è formato da 79 qualificativi ripartiti in 20 sottoclassi ripartite in 4 classi che esplorano gli aspetti sensoriali, affettivi, valutativi e sensorio-affettivi. </li></ul><ul><li>Scale </li></ul><ul><li>Esempi di scale utilizzate sono il Brief Pain Inventory che applica la semplicità della scala di valutazione dell’intensità applicata a differenti aspetti del dolore.Es.(dolore peggiore nelle ultime 24 ore, più lieve, medio, dolore al momento). </li></ul><ul><li>Scala di Galer per la valutazione del dolore neuropatico </li></ul><ul><li>E’ formata da 11 “item” di cui 8 descrivono i più comuni aspetti del dolore neuropatico.(Es.”tagliente”,”bruciore”,”sordo”,”freddo”,”tagliente”,”pelle sensibile”,”prurito”. Altri 2 item che esplorano l’intensità e la sgradevolezza, un altro item per l’andamento temporale. </li></ul>
    22. 22. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione psicologica </li></ul><ul><li>Componente affettivo emozionale </li></ul><ul><li>E’ quella che conferisce al dolore quei caratteri di aggressività, spiacevolezza difficoltà di sopportazione e può sfociare in stati correlati come l’ansia e la depressione. </li></ul><ul><li>Componente cognitiva </li></ul><ul><li>Tutti quei processi mentali suscettibili di influenzare la percezione dolorosa </li></ul>
    23. 23. VALUTAZIONE : RUOLO DELL’INFERMIERE <ul><li>Valutazione psicologica </li></ul><ul><li>Componente comportamentale </li></ul><ul><li>Tutte le manifestazioni verbali e non verbali rilevate nella persona che soffre. </li></ul><ul><li>Le scale comportamentali utilizzate sono costituite in base all’ “interruzione ad opera di lamenti o pianti”, “riduzione delle normali attività quotidiane”, “in base alla richiesta di analgesici”. </li></ul>
    24. 24. TRATTAMENTO <ul><li>Scala a tre gradini dell’ OMS </li></ul><ul><li>E’ un approccio sequenziale e polifarmacologico che prevede l’utilizzo : </li></ul><ul><li>Nel 1° gradino di farmaci non oppioidi (FANS). </li></ul><ul><li>Nel 2° gradino di farmaci oppioidi deboli associati ai non oppioidi. </li></ul><ul><li>Nel 3° gradino oppioidi forti. </li></ul><ul><li>Per tutti i livelli è previsto l’utilizzo di farmaci adiuvanti che non sono analgesici ma con il loro meccanismo d’azione contribuiscono alla riduzione del dolore (es. Anticonvulsivanti, antidepressivi, corticosteroidi ecc.) </li></ul>
    25. 25. TRATTAMENTO <ul><li>Lo schema terapeutico può essere realizzato attraverso le seguenti modalità: </li></ul><ul><li>Terapia a richiesta </li></ul><ul><li>Somministrazione del farmaco dopo richiesta del paziente. </li></ul><ul><li>Terapia ad orari fissi </li></ul><ul><li>Somministrazione del farmaco ad orari prestabiliti. </li></ul><ul><li>Terapia con somministrazione continua </li></ul><ul><li>Attraverso l’utilizzo di presidi (cerotti transdermici, pompe elastomeriche, pompe siringa, pompe impiantabili) si garantisce la somministrazione per un tempo prolungato </li></ul><ul><li>Terapia con somministrazione discontinua </li></ul><ul><li>Prescrizione sistematica di una dose fissa. </li></ul><ul><li>Prescrizione discontinua adattata ai reali bisogni del paziente </li></ul><ul><li>Si tratta dell’adattamento della posologia in funzione dell’efficacia constatata o dalla comparsa di effetti collaterali </li></ul><ul><li>PCA (patient controlled analgesia) </li></ul><ul><li>Si tratta dell’autosomministrazione di dosi aggiuntive di farmaco dette di ”salvataggio” attraverso una pompa programmabile. </li></ul>
    26. 26. TRATTAMENTO <ul><li>TECNICHE INVASIVE </li></ul><ul><li>Somministrazione intratecale di farmaci </li></ul><ul><li>Consiste nell’ impianto di una piccola pompa generalmente nel sottocute dell’addome che eroga il farmaco attraverso un catetere posizionato all’interno dello spazio intratecale spinale, nella zona in cui viaggiano i segnali. </li></ul><ul><li>Blocco nervoso </li></ul><ul><li>Utilizzo di mezzi chimici, fisici e farmacologici diretti ad un plesso, un tronco o una radice al fine di ottenere l’abolizione della sensibilità dolorifica. </li></ul><ul><li>I più frequentemente utilizzati sono i blocchi antalgici del Ganglio Stellato, del plesso celiaco, dei nervi intercostali, e del Simpatico lombare. </li></ul>
    27. 27. TRATTAMENTO <ul><li>TECNICHE NON INVASIVE </li></ul><ul><li>Radioterapia </li></ul><ul><li>La risposta positiva a questa terapia è nell’ordine dell’ 80%, talvolta si ha scomparsa del dolore in 1 – 2 settimane. </li></ul><ul><li>Spesso la scomparsa del dolore avviene entro 24 - 48 ore </li></ul><ul><li>Spesso si rende necessaria la modifica del trattamento farmacologico. </li></ul>
    28. 28. TRATTAMENTO <ul><li>TECNICHE NON INVASIVE </li></ul><ul><li>Mezzi fisici e psicologici </li></ul><ul><li>Sono provvedimenti di natura fisica o comportamentale che richiedono generalmente la consapevole ed attiva partecipazione del paziente al programma terapeutico. Essi sono : </li></ul><ul><li>Stimolazioni termiche : da freddo e da caldo </li></ul><ul><li>Kinesiterapia </li></ul><ul><li>Terapia cognitivo – comportamentale </li></ul><ul><li>Rilassamento </li></ul>
    29. 29. TRATTAMENTO <ul><li>TECNICHE MISTE </li></ul><ul><li>Neurostimolazione </li></ul><ul><li>Invio di impulsi elettrici a bassa intensità nell’area in cui viaggiano i segnali del dolore al fine di ottenere il mascheramento della sensazione dolorosa rinforzando in tal modo il meccanismo inibitorio deficiente. </li></ul><ul><li>Gli impulsi elettrici bloccano il segnale del dolore impedendo che questi arrivi al cervello. </li></ul><ul><li>Il dispositivo può essere applicato all’esterno in tal caso si parla di TENS (stimolazione elettrica transcutanea del nervo). E’ formato da una batteria ed un elettrocatetere ed è provvisto di programmatore che consente di modificare la stimolazione entro limiti prestabiliti. </li></ul>
    30. 30. CURE PALLIATIVE <ul><li>Definizione </li></ul><ul><li>Le cure palliative si definiscono come “un approccio che migliora la qualità della vita delle persone e dei familiari che si trovano ad affrontare problematiche associate a malattie inguaribili attraverso la prevenzione ed il sollievo dalla sofferenza per mezzo dell’identificazione precoce ed un ottimale trattamento delle problematiche connesse al dolore”. </li></ul>
    31. 31. CURE PALLIATIVE <ul><li>Modello Floriani </li></ul><ul><li>Si basa su 4 fattori principali : </li></ul><ul><li>Continuità delle cure </li></ul><ul><li>Formazione specifica degli operatori delle equipe multiprofessionali e multidisciplinari </li></ul><ul><li>Sostegno alle motivazioni </li></ul><ul><li>Integrazione dei volontari nell’ equipe </li></ul>
    32. 32. CURE PALLIATIVE <ul><li>Equipe di cure palliative </li></ul><ul><li>Gruppo di professionisti e non che collaborano per un unico fine, garantire una buona qualità della vita al paziente ed il sostegno alla famiglia. </li></ul><ul><li>L’approccio ideale è di tipo multidisciplinare ossia realizzato da professionisti diversi e con differenti qualifiche che hanno in comune l’intenzione di apportare un miglioramento alla qualità della vita prima, e di accompagnare ad una morte serena e dignitosa poi il malato terminale. </li></ul>
    33. 33. CURE PALLIATIVE <ul><li>Responsabilità dell’infermiere nell’ equipe di cure palliative. </li></ul><ul><li>Responsabilità indipendenti </li></ul><ul><li>Responsabilità interdipendenti </li></ul><ul><li>Responsabilità etiche </li></ul><ul><li>Inoltre tutti i membri dell’equipe devono essere in possesso di Competenze specifiche in cure palliative e competenze Trasversali. </li></ul>
    34. 34. HOSPICE <ul><li>Sono strutture che offrono un supporto ed assistenza a chi si trova nella fase terminale di una malattia inguaribile, per consentirgli di vivere la vita residua in pienezza e nel modo più confortevole possibile. </li></ul><ul><li>Si realizzano programmi di cure palliative e si orientano a migliorare la qualità della vita residua attraverso una risposta globale ed efficace ai bisogni del paziente affetto da malattia inguaribile ed in stadio terminale. </li></ul><ul><li>Caratteristiche </li></ul><ul><li>Struttura intraospedaliera o dislocata nel territorio. (Integrazione territoriale). </li></ul><ul><li>Caratteristiche intermedie fra casa ed ospedale. </li></ul><ul><li>Si svolgono attività integrate con l’assistenza domiciliare in cure palliative. </li></ul><ul><li>Autonomia gestionale (propria equipe) </li></ul><ul><li>Posti letto limitati (10 – 15 Pazienti). </li></ul><ul><li>Comunità fra pazienti,familiari,staff sanitario. </li></ul><ul><li>Servizi di diagnosi ed interventi specialistici. </li></ul><ul><li>Prioritario supporto psicosociale e sostegno spirituale. </li></ul><ul><li>Presenza di attività di volontariato. </li></ul><ul><li>Unità di cure palliative. </li></ul>
    35. 35. CURE PALLIATIVE <ul><li>Problemi di tipo etico legati alla terminalità </li></ul><ul><li>Nel paziente oncologico in fase avanzata quando diventa opportuno sospendere le cure normali e passare unicamente alle cure palliative ? </li></ul><ul><li>Cosa fare quando il paziente si trova in uno stato di incapacita’ ? </li></ul><ul><li>Cosa fare quando per il controllo del dolore si rende necessaria la somministrazione di alte dosi di morfina ? </li></ul><ul><li>Quanta verità deve essere rivelata al malato ? </li></ul>
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