Diabete

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Diabete

  1. 1. DIABETE <ul><ul><li>LE CELLULE DELL’ORGANISMO </li></ul></ul><ul><ul><li>HANNO BISOGNO DI ENERGIA PER SVOLGERE LE PROPRIE FUNZIONI </li></ul></ul><ul><ul><li>L’ENERGIA VIENE RICAVATA DA FONTI </li></ul></ul><ul><ul><li>DIVERSE: IL GLUCOSIO,PRINCIPALE CARBURANTE USATO PER PRODURRE ENERGIA </li></ul></ul>
  2. 2. DIABETE <ul><li>DAL SANGUE IL GLUCOSIO VIENE VEICOLATO A TUTTE LE CELLULE DELL’ORGANISMO </li></ul><ul><li>NELLE CELLULE DEL CERVELLO E NEI GLOBULI ROSSI DEL SANGUE IL GLUCOSIO PUO’ESSERE UTILIZZATO </li></ul><ul><li>DIRETTAMENTE,PENETRANDO LIBERA </li></ul><ul><li>MENTE ATTRAVERSO LA PARETE DELLA CELLULA </li></ul>
  3. 3. DIABETE <ul><li>PER ESSERE UTILIZZATO DA ALTRE CELLULE,PER ESEMPIO QUELLE DEI MUSCOLI E DEL TESSUTO ADIPOSO </li></ul><ul><li>E’NECESSARIA LA PRESENZA DELL’ORMONE INSULINA. </li></ul>
  4. 4. DIABETE <ul><li>L ’INSULINA FA DIMINUIRE LA GLICEMIA CON TRE MECCANISMI: </li></ul><ul><li>FA PENETRARE ED ACCUMULARE IL GLUCOSIO NELLE CELLULE </li></ul><ul><li>FA UTILIZZARE GLI AMINOACIDI PER LA COSTRUZIONE DELLE PROTEINE </li></ul><ul><li>STIMOLA IL DEPOSITO DEI GRASSI </li></ul>
  5. 5. DIABETE <ul><li>PER AGIRE L’INSULINA SI LEGA A SPECIALI PUNTI DI AGGANCIO </li></ul><ul><li>RECETTORI, POSTI SULLA PARETE </li></ul><ul><li>DELLE CELLULE. </li></ul>
  6. 6. DIABETE <ul><li>L’ALTRO ORMONE PRODOTTO NELLE </li></ul><ul><li>ISOLE DEL LANGHERANS E’IL GLUCAGONE. </li></ul><ul><li>HA UN EFFETTO RAPIDO E STIMOLA </li></ul><ul><li>LA LIBERAZIONE DEL GLUCOSIO DAL FEGATO.IL GLUCAGONE FA SCOMPORRE IL GLICOGENO,DEPOSITATO NELLE CELLULE,IN GLUCOSIO,PROCESSO CHIAMATO GLICOGENOLISI </li></ul>
  7. 7. DIABETE <ul><li>IL GLUCAGONE FA PARTE DEL GRUPPO DEGLI ORMONI CHE FANNO </li></ul><ul><li>AUMENTARE LA GLICEMIA,QUALI </li></ul><ul><li>L’ ADRENALINA,IL CORTISOLO, </li></ul><ul><li>L’ORMONE DELLA CRESCITA, DETTI </li></ul><ul><li>ANCHE ORMONI IPERGLICEMIZZANTI O AD ATTIVITA’CONTROINSULARE </li></ul>
  8. 8. DIABETE <ul><li>IL GLUCOSIO ASSUNTO CON GLI ALI </li></ul><ul><li>MENTI VERRA’SUBITO UTILIZZATO </li></ul><ul><li>PER PRODURRE ENERGIA ED IN PARTE DEPOSITATO NEL FEGATO E NEI MUSCOLI IN FORMA DI GLICOGENO.DURANTE I PASTI,L’AU- </li></ul><ul><li>MENTO DELLA GLICEMIA STIMOLA IL </li></ul><ul><li>PANCREAS A PRODURRE INSULINA </li></ul>
  9. 9. DIABETE <ul><li>DURANTE IL DIGIUNO LA GLICEMIA E’ </li></ul><ul><li>MANTENUTA ENTRO I LIVELLI NORMALI CON DUE MECCANISMI: </li></ul><ul><li>Il FEGATO LIBERA IL GLUCOSIO DALLE </li></ul><ul><li>PROPRIE SCORTE DI GLICOGENO E </li></ul><ul><li>A PARTIRE DAI GRASSI E DA ALCUNI AMINOACIDI. </li></ul>
  10. 10. DIABETE <ul><li>PER CONSENTIRE AL FEGATO DI IMMETTERE GLUCOSIO NEL SANGUE </li></ul><ul><li>IL PANCREAS RIDUCE LA PRODUZIO- </li></ul><ul><li>NE D’INSULINA AUMENTA LA PRODUZIONE DEGLI ORMONI IPERGLICEMIZZANTI GLUCAGONE ED ALTRI,CHE STIMOLANO LA SCOMPOSIZIONE DEL GLICOGENO IN GLUCOSIO E LA NUOVA SINTESI DI GLUCOSIO DA PROTEINE E GRASSI. </li></ul>
  11. 11. DIABETE <ul><li>DURANTE I PASTI LA PRODUZIONE DI INSULINA VIENE STIMOLATA ED AUMENTA NEL SANGUE PER DUE-TRE </li></ul><ul><li>ORE,NELL’INTERVALLO TRA I PASTI </li></ul><ul><li>E DURANTE LA NOTTE L’INSULINA </li></ul><ul><li>CONTINUA AD ESSERE PRODOTTA </li></ul><ul><li>DAL PANCREAS(PRODUZIONE BASALE) </li></ul>
  12. 12. DIABETE <ul><li>I LIVELLI DI INSULINA NEL SANGUE DUNQUE SONO CARATTERIZZATI </li></ul><ul><li>DA UNA LINEA PIU’O MENO PIATTA </li></ul><ul><li>INDICANTE LA COSIDDETTA PRODU- </li></ul><ul><li>ZIONE BASALE, TRA PASTI E DURANTE LA NOTTE,E DA PICCHI DI INCREZIONE IN RELAZIONE CON I PASTI </li></ul><ul><li>. </li></ul>
  13. 13. DIABETE <ul><li>SI DEFINISCE DIABETE MELLITO LA </li></ul><ul><li>CONDIZIONE IN CUI SI HA UN AUMEN- </li></ul><ul><li>TO DELLA GLICEMIA. </li></ul><ul><li>IL GLUCOSIO AUMENTA NEL SANGUE </li></ul><ul><li>QUANDO LE CELLULE DELL’ORGANI- </li></ul><ul><li>SMO NON SONO IN GRADO DI UTILIZ- </li></ul><ul><li>ZARLO 1)PER INSUFFICIENTE PRODUZIONE DI INSULINA 2)MINORE EFFICACIA DELL’AZIONE DELL’INSULINA. </li></ul>
  14. 14. DIABETE <ul><li>SI CONOSCONO VARI TIPI DI DIABETE </li></ul><ul><li>MELLITO,MA LE DUE FORME PIU’FRE- </li></ul><ul><li>QUENTI SONO: </li></ul><ul><li>DIABETE MELLITO TIPO 1 </li></ul><ul><li>DIABETE MELLITO TIPO 2 </li></ul>
  15. 15. DIABETE <ul><li>DIABETE MELLITO TIPO 1: LE CELLULE BETA DEL PANCREAS PERDONO IN MANIERA IRREVERSIBILE LA CAPACITA’ DI PRODURRE L’INSULINA </li></ul><ul><li>DIABETE MELLITO TIPO 2 :LE CELLULE BETA PRODUCONO UNA </li></ul><ul><li>QUANTITA’DI INSULINA NORMALE,MA </li></ul><ul><li>VI E’UNA MINORE CAPACITA’DI UTILIZ- </li></ul><ul><li>ZARLA DA PARTE DEI TESSUTI. </li></ul>
  16. 16. DIABETE <ul><li>CLASSIFICAZIONE </li></ul>
  17. 17. DIABETE <ul><li>PERCHE’CI SI AMMALA DI DIABETE MELLITO </li></ul><ul><li>1)NEL DIABETE MELLITO TIPO 1 SI EREDITEREBBE SOLAMENTE LA PREDISPOSIZIONE. </li></ul><ul><li>2)NEL DIABETE TIPO 2 LA EREDITARIE- </li></ul><ul><li>TA’E’PIU’EVIDENTE.TALI CONCLUSIONI </li></ul><ul><li>VENGONO TRATTE DAGLI STUDI </li></ul><ul><li>EFFETTUATI SU GEMELLI MONOVULARI IN CUI E’STATA VALUTATA LA CONCORDANZA </li></ul><ul><li>DELLA COMPARSA DEL DIABETE IN ENTRAMBI I GEMELLI </li></ul>
  18. 18. DIABETE <ul><li>NEL DIABETE TIPO1 LE CELLULE BETA VENGONO CONSIDERATE ESTRANEE E PERCIO’DISTRUTTE.SI POSSONO FARE VARIE IPOTESI:LA CELLULA BETA SOTTO L’EFFETTO DI UN VIRUS O DI ALTRA SOSTANZA PENETRATA NEL SUO INTERNO,ASSUME UN CODICE ESTRANEO E APPARE AI GLOBULI BIANCHI COME UNA CELLULA ESTRANEA. </li></ul><ul><li>LE CELLULE SENTINELLE SOTTO L’AZIONE DI UN VIRUS O DI ALTRA SOSTANZA,IMPAZZISCONO PER CUI NON RICONOSCONO PIU’LE CELLULE BETA. </li></ul><ul><li>NORMALMENTE LE CELLULE-SENTINELLE SONO TENUTE </li></ul><ul><li>A FRENO DAI LINFOCITI SOPPRESSORI,SE QUESTI ULTIMI PER L’AZIONE DI QUALCHE FORZA ESTRANEA(VIRUS?),NON RIESCONO A TENERE SOTTO CONTROLLO I LINFOCITI KILLER CHE COSI DIVENGONO LIBERI DI AGIRE DISTRUGGENDO LE CELLULE BETA </li></ul>
  19. 19. DIABETE <ul><li>DIABETE TIPO 1 AUTOIMMUNITARIO </li></ul><ul><li>E’ASSOCIATO ALLA PRESENZA DI </li></ul><ul><li>HLA-B8-DR3 ED UNA FORMA DI VIRUS </li></ul><ul><li>INDOTTA ASSOCIATO A HLA-B15-DR4 </li></ul>
  20. 20. DIABETE <ul><li>LA FORMA AUTOIMMUNE ASSOCIATA </li></ul><ul><li>ALLA PRESENZA HLA-D3 PRESENTA </li></ul><ul><li>UNA PIU’LUNGA PERSISTENZA DI ANTICORPI ANTI-INSULE E DEI FENOMENI DI IMMUNITA’CELLULO-MEDIATA CONTRO LE INSULE,UNA SCARSA TENDENZA A PRODURRE ANTICORPI ANTI-INSULINA ESOGENAED UN ESORDIO CHE PUO’ AVVE- </li></ul><ul><li>NIRE IN ETA’ADULTA. </li></ul>
  21. 21. DIABETE <ul><li>LE FORME CHE INSORGONO PIU’TARDIVAMENTE POSSONO ESSERE TRATTATE SENZA INSULINA </li></ul><ul><li>PER UN CERTO PERIODO DI TEMPO </li></ul><ul><li>FINO A QUANDO CIOE’IL PROCESSO IMMUNITARIO CONTRO LE INSULE </li></ul><ul><li>NON PORTI ALLA DISTRUZIONE β-CELLULARE E QUINDI INSULINO- DIPENDENZA. </li></ul>
  22. 22. DIABETE <ul><li>LA FORMA VIRUS-INDOTTA ASSOCIA- </li></ul><ul><li>TA AD HLA-DR4 PRESENTA MINORE TENDENZA ALLA FORMAZIONE DI ANTICORPI ANTI-INSULE,HA UNA PIU’ SPICCATA TENDENZA A PRODURRE </li></ul><ul><li>ANTICORPI ANTI-INSULINA ESOGENA, </li></ul><ul><li>MA ANCHE ANTICORPI CONTRO L’INSULINA ENDOGENA,PRESENTI PRIMA CHE SI INIZI IL TRATTAMENTO INSULINICO,INSORGE IN ETA’PIU’PRECOCE,PRESENTA VARIAZIONI </li></ul><ul><li>STAGIONALI E SI RITIENE POSSA ESSERE CAUSATA DA INFEZIONI VIRALI. </li></ul>
  23. 23. DIABETE <ul><li>UNA TERZA FORMA ASSOCIATA ALLA CONDIZIONE DI ETEROZIGOSI HLA-DR3-DR4,E’CARATTERIZZATA DA UN’INSORGENZA IN ETA’PRECOCE </li></ul><ul><li>DA UN PIU’BASSO LIVELLO DI PEPTIDE </li></ul><ul><li>C </li></ul>
  24. 24. DIABETE <ul><li>E’CARATTERIZZATO DA ALTI VALORI DI GLICEMIA A DIGIUNO( IPERGLICE- </li></ul><ul><li>MIA )ED ELIMINAZIONE DI GLUCOSIO </li></ul><ul><li>NELLE URINE( GLICOSURIA )CHE COMPARE QUANDO LA GLICEMIA NEL SANGUE SUPERA I 160/180mg/ml(SOGLIA RENALE DEL GLUCOSIO). </li></ul>
  25. 25. DIABETE <ul><li>I SINTOMI CLASSICI DI UN DIABETE </li></ul><ul><li>IN FASE DI SCOMPENSO SONO </li></ul><ul><li>I PIU COMUNI MENO COMUNI </li></ul><ul><li>POLIURIA INFEZIONI CUTANEE </li></ul><ul><li>POLIDIPSIA PRURITO VULVARE </li></ul><ul><li>POLIFAGIA DIFETTI VISUS </li></ul><ul><li>DIMAGRIMENTO PARADENTOSI </li></ul><ul><li>ASTENIA </li></ul>
  26. 26. DIABETE <ul><li>POLIURIA :AUMENTO DELLA QUANTITA </li></ul><ul><li>DI URINE NELLE 24 ORE </li></ul><ul><li>POLIDIPSIA: SETE INTENSA CON INTRODUZIONI DI GRANDI QUANTITA’ </li></ul><ul><li>DI LIQUIDO CON SECCHEZZA DEL CAVO ORALE E DELLE LABBRA </li></ul><ul><li>POLIFAGIA: AUMENTO DELL’APPETITO </li></ul>
  27. 27. DIABETE <ul><li>PRODUZIONE DEI CORPI CHETONICI: </li></ul><ul><li>LA MANCANZA DI INSULINA NON CONSENTE ALLE CELLULE DI UTILIZZARE IL GLUCOSIO CIRCOLANTE NEL SANGUE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA.IN QUESTA SITUAZIONE L’ORGANISMO E’COSTRETTO A BRUCIARE I GRASSI DI DEPOSITO,PRODU CENDO DELLE SOSTANZE CHIAMATE CORPI CHETONICI </li></ul>
  28. 28. DIABETE <ul><li>CHETONURIA: I CORPI CHETONICI PRODOTTI IN ABBONDANZA VENGONO ELIMINATI CON LE URINE. </li></ul><ul><li>TUTTO CIO’COMPORTA UNA SINTOMATOLOGIA CARATTERIZZATA DA NAUSEA,VOMITO,DIARREA,RIDUZIO- </li></ul><ul><li>NE DELL’APPETITO,DOLORI ADDOMI- </li></ul><ul><li>NALI. </li></ul>
  29. 29. DIABETE <ul><li>SE LO STATO DI CHETOSI PERSISTE </li></ul><ul><li>NON CORRETTO,L’ORGANISMO NON RIESCE A TAMPONARE L’AUMENTO DEI CORPI CHETONICI ED ENTRA IN UNO STATO PIU’GRAVE DI ACIDOSI </li></ul><ul><li>IN QUESTA CONDIZIONE SI MANIFESTANO I SEGUENTI SINTOMI: </li></ul><ul><li>ALTERAZIONE DELLA RESPIRAZIONE CON RESPIRO PROFONDO,DIFFICILE E A VOLTE FREQUENTE ALTERAZIONE DELLO STATO DI COSCIENZA </li></ul><ul><li>ALITO ACETONEMICO PER EMISSIONE DI ACETONE ATTRAVERSO IL POLMONE </li></ul>
  30. 30. DIABETE MELLITO <ul><li>ALTRI SEGNI IMPORTANTI SONO: </li></ul><ul><li>DIMAGRIMENTO :DOVUTO IN PARTE ALLA DISIDRATAZIONE,IN PARTE ALL’UTILIZZO DEI GRASSI DI DEPOSITO QUALE FONTE DI ENERGIA </li></ul><ul><li>CONSEGUENTE ALLA DIFFICOLTA’ </li></ul><ul><li>CHE I TESSUTI HANNO AD UTILIZZARE IL GLUCOSIO PER LA MANCANZA </li></ul><ul><li>DI INSULINA </li></ul>
  31. 31. DIABETE <ul><li>TALI SINTOMI POSSONO COMPARIRE </li></ul><ul><li>IN MODO ESPLOSIVO ED IN GENERE SI TROVANO IN RAPPORTO CON INFEZIONI,STRESS, </li></ul>
  32. 32. DIABETE <ul><li>LUNA DI MIELE ALLA CORREZIONE DELLO SQUILIBRIO ACUTO SEGUE UN PERIODO DEFINITO DI REMISSIONE TRANSITORIA O DI”LUNA DI MIELE”. </li></ul><ul><li>LA TERAPIA INSULINICA CREA UNA CONDIZIONE DI RIPOSO PER LE CELLULE BETA RESIDUE,CHE RIPRENDONO A PRODURRE UNA CERTA QUANTITA’ DI INSULINA.CIO’ </li></ul><ul><li>CONSENTE UNA RAPIDA RIDUZIONE ED IN ALCUNI CASI SOSPENSIONE DI TERAPIA INSULINICA.LA DURATA DI QUESTA SITUAZIONE E’VARIABILE,DA QUALCHE MESE AD UNO PIU’ANNI. </li></ul>
  33. 33. DIABETE <ul><li>MODY:E’UNA FORMA DI DIABETE DELL’ETA’EVOLUTIVA DETERMINATA </li></ul><ul><li>FONDAMENTALMENTE DA DIFETTI GENETICI DELLA FUNZIONE BETACELLULARE. </li></ul>
  34. 34. DIABETE <ul><li>IL MODY E’CARATTERIZZATO DAL PUNTO DI VISTA CLINICO DA: </li></ul><ul><li>IPERGLICEMIA CHE INSORGE PRIMA DEI 25 ANNI,DA UN ANAMNESI FAMILIARE POSITIVA PER DIABETE O INTOLLERANZA AL GLUCOSIO PER 2 O 3 GENERAZIONI,DA UN DIABETE NON INSULINODIPENDENTE PER ALMENO 5 ANNI DOPO IL SOSPETTO DIAGNOSTICO DI DIABETE,DA ALTERATA SECREZIONE INSULINICA,DA ASSENZA DI CHETOSI GRAVE </li></ul>
  35. 35. DIABETE <ul><li>SONO STATE DESCRITTE 5 GENI CHE </li></ul><ul><li>DETERMINANO DIFETTI DELLA FUN- </li></ul><ul><li>ZIONE DELLA BETACELLULA. </li></ul><ul><li>LE FORME PIU’FREQUENTI SONO: </li></ul><ul><li>DIFETTO DEL GENE CHE CODIFICA PER IL FATTORE NUCLEARE EPATICO </li></ul><ul><li>4 α DETTO MODY1,DIFETTO DEL GENE </li></ul><ul><li>DELLA GLUCOKINASI MODY2,DIFETTO DEL GENE PER IL FATTORE NUCLEARE EPATICO </li></ul><ul><li>1 α MODY3,DIFETTO DEL GENE IPF1 (INSULIN </li></ul><ul><li>PROMOTER FACTOR 1)CARATTERIZZATO DA IPERGLICEMIA,COMPLICANZE MICROVASCOLARI </li></ul><ul><li>PRECOCI. </li></ul>
  36. 36. DIABETE <ul><li>IL DIABETE TIPO 2 ERA PRECEDENTEMENTE DEFINITO DIABETE MELLITO NON INSULINO DIPENDENTE O DIABETE AD INSORGENZA NELL'ADULTO. </li></ul><ul><li>E'UN TERMINE USATO PER SOGGETTI </li></ul><ul><li>CHE ABBIANO UN DEFICIT RELATIVO </li></ul><ul><li>Anziché ASSOLUTO DI INSULINA. </li></ul><ul><li>LE PERSONE CON QUESTO TIPO DI </li></ul><ul><li>DIABETE SONO,SPESSO,RESISTENTI </li></ul><ul><li>ALL'INSULINA </li></ul>
  37. 37. DIABETE <ul><li>ALMENO ALL'INIZIO E SPESSO LUNGO TUTTO IL PERCORSO DELLA VITA QUESTI PAZIENTI NON HANNO BISOGNO DEL TRATTAMENTO INSULINICO PER LA SOPRAVVIVENZA- </li></ul>
  38. 38. DIABETE <ul><li>QUESTA FORMA DI DIABETE RESTA FREQUENTEMEN NON DIAGNOSTICA </li></ul><ul><li>TA PER MOLTI ANNI,POICHE' </li></ul><ul><li>' L'IPERGLICEMIA NON E'SEVERA AL PUNTO DA DARE SINTOMI EVIDENTI </li></ul><ul><li>DI DIABETE </li></ul>
  39. 39. DIABETE <ul><li>CLASSICAMENTE SI RITIENE CHE,A CAUSA DI FATTORI GENETICI E AMBIENTALI,INIZIALMENTE SI SVILUPPI </li></ul><ul><li>UNA CONDIZIONE DI INSULINO-RESISTENZA,COMPENSATA PER PERIODI VARIABILI DI TEMPO DA UN AUMENTO DELLA SECREZIONE INSULINICA </li></ul>
  40. 40. DIABETE <ul><li>QUANDO LE BETA CELLULE PANCREATICHE NON RIESCONO PIU' </li></ul><ul><li>A FAR FRONTE ALLE AUMENTATE </li></ul><ul><li>NECESSITA',LA PRODUZIONE DI INSULINA DIMINUISCE ED IL DIABETE </li></ul><ul><li>SI EVIDENZIA CLINICAMENTE </li></ul>
  41. 41. DIABETE <ul><li>LA MAGGIOR PARTE DEI PAZIENTI </li></ul><ul><li>CON QUESTA FORMA DI DIABETE </li></ul><ul><li>E'OBESA E L'OBESITA' IN SE CAUSA O AGGRAVA L'INSULINO-RESISTENZA </li></ul>
  42. 42. DIABETE <ul><li>I FATTORI DI RISCHIO DEL DIABETE </li></ul><ul><li>TIPO 2 SONO: </li></ul><ul><li>FAMILIARITA' </li></ul><ul><li>ETA'SUPERIORE AI 45 ANNI </li></ul><ul><li>INTOLLERANZA AL GLUCOSIO </li></ul><ul><li>OBESITA' </li></ul><ul><li>DIABETE GESTAZIONALE </li></ul>
  43. 43. DIABETE <ul><li>SINTOMI </li></ul><ul><li>SETE </li></ul><ul><li>STANCHEZZA </li></ul><ul><li>VISTA OFFUSCATA </li></ul><ul><li>PERDITA DI PESO </li></ul><ul><li>AUMENTO DEL SENSO DI FAME </li></ul>
  44. 44. <ul><li>MONITORAGGIO METABOLICO DEL DIABETE </li></ul><ul><li>PROFILO GLICEMICO GIORNALIERO </li></ul><ul><li>(E'INDISPENSABILE PER MONITORARE L'ANDAMENTO DELLE GLICEMIE) </li></ul><ul><li>GLICOSURIA:INDICA LA PRESENZA DI GLUCOSIO NELLE URINE QUANDO LA GLICEMIA SUPERA LA SOGLIA RENALE </li></ul><ul><li>>180MG/DL </li></ul><ul><li>CHETONURIA:INDICA UN INSUFFICIENZA INSULINICA,UNA SITUAZIONE DI DIGIUNO PROTRATTO </li></ul><ul><li>O UNA DIETA TROPPO POVERA DI CARBOIDRATI </li></ul>
  45. 45. DIABETE <ul><li>EMOGLOBINA GLICOSILATA: </li></ul><ul><li>ESPRIME LA QUALITA'DEL CONTROLLO </li></ul><ul><li>METABOLICO DEGLI ULTIMI TRE MESI </li></ul><ul><li>RISERVA β-CELLULARE </li></ul><ul><li>ATTRAVERSO IL C-PEPTIDE SI VALUTA LA PRODUZIONE ENDOGENA DI INSULINA </li></ul>
  46. 46. DIABETE <ul><li>IL PROFILO GLICEMICO GIORNALIERO </li></ul><ul><li>E'COSTITUITO DA MISURAZIONI ESEGUITE IN VARI MOMENTI DELLA GIORNATA SIA A DIGIUNO CHE DOPO </li></ul><ul><li>2 ORE DAI PASTI(NON DEVE SUPERARE I 140MG/DL </li></ul>
  47. 47. DIABETE <ul><li>EMOGLOBINA GLICOSILATA: </li></ul><ul><li>DERIVA DA UNA REAZIONE IRREVERSIBILE NELLA QUALE IL GLU- </li></ul><ul><li>COSIO VIENE LEGATO ALL'EMOGLOBINA.LA PERCENTUALE DI EMOGLOBINA CHE VIENE GLICOSILATA DIPENDE DALLA CONCENTRAZIONE DI GLUCOSIO A CUI IL GLOBULO ROSSO VIENE ESPOSTO </li></ul><ul><li>E DALL'ETA'DEL GLOBULO ROSSO </li></ul>
  48. 48. DIABETE <ul><li>L'EMOGLOBINA GLICOSILATA RIMANE IN TALE FORMA PER TUTTA LA VITA </li></ul><ul><li>DEL GLOBULO ROSSO. </li></ul><ul><li>LA GLICOSILAZIONE E'PIUTTOSTO LENTA E LA CONCENTRAZIONE DI </li></ul><ul><li>EMOGLOBINA GLICOSILATA NON VARIA </li></ul><ul><li>CON LE OSCILLAZIONI GIORNALIERE </li></ul><ul><li>DELLA GLICEMIA,MA E'UNO SPECCHIO FEDELE DELLA GLICEMIA MEDIA DEI 60 </li></ul><ul><li>GIORNI PRECEDENTI.PERTANTO QUESTO ESAME DEVE ESSERE ESEGUITO OGNI 2-3 MESI. </li></ul>
  49. 49. D IABETE <ul><li>HBA1C GRADO DI COMPENSO </li></ul><ul><li>>10% ALTERATO </li></ul><ul><li>9-10% ALTERATO </li></ul><ul><li>8-9% ALTERATO </li></ul><ul><li>7-8% ALTERATO </li></ul><ul><li>6-7% COMPENSO DISCRETO </li></ul><ul><li><6% LIVELLO NON DIABETICO </li></ul>
  50. 50. DIABETE <ul><li>IPOGLICEMIA </li></ul><ul><li>UNA RIDUZIONE DELLA CONCENTRAZIONE PLASMATICA DI GLUCOSIO AL DI SOTTO DEL 50-60 MG/DL TALE DA DETERMINARE L'INSO </li></ul><ul><li>RGENZA DI SINTOMI CHE REGRADISCONO CON IL RIPRISTINO </li></ul><ul><li>DEI NORMALI LIVELLI GLICEMICO </li></ul>
  51. 51. DIABETE <ul><li>SINTOMI DELLA IPOGLICEMIA: </li></ul><ul><li>CONFUSIONE MENTALE </li></ul><ul><li>DIFFICOLTA'APARLARE </li></ul><ul><li>MALESSERE </li></ul><ul><li>NAUSEA </li></ul><ul><li>TREMORI </li></ul><ul><li>SUDORAZIONE </li></ul><ul><li>TACHICARDIA </li></ul><ul><li>COMA </li></ul>
  52. 52. DIABETE <ul><li>CHETOACIDOSI </li></ul><ul><li>E'UNO STATO DI CARENZA ASSOLUTA O RELATIVA DI INSULINA AGGRAVATA </li></ul><ul><li>DALLA CONSEGUENTE IPERGLICEMIA </li></ul><ul><li>DISIDRATAZIONE ED ACIDOSI </li></ul><ul><li>SI CONSIDERA PRESENTE QUANDO LA </li></ul><ul><li>GLICEMIA E'SUPERIORE A 300MG/DL,SONO PRESENTI CHETONEMIA E CHETONURIA,E'PRESE </li></ul><ul><li>NTE ACIDOSI(PH <7,3)I BICARBONATI </li></ul><ul><li>PLASMATIVI<15mEq/L </li></ul>
  53. 53. DIABETE <ul><li>NEFROPATIA DIABETICA </li></ul><ul><li>A LTERAZIONE DELLE DELICATE STRUT </li></ul><ul><li>TURE FILTRANTI DEL RENE(GLOMERULI E TUBULI RENALI) </li></ul><ul><li>CHE POSSONO MANIFESTARSI CON </li></ul><ul><li>LA PERDITA DI EFFICIENZA DELLA FUN </li></ul><ul><li>ZIONE RENALE.HA UN INCIDENZA CIRCA DEL 30-40%DEI CASI DI DIABETE </li></ul>
  54. 54. DIABETE <ul><li>IL GRADO DI PERDITA PROTEICA URINARIA E'UN UTILE PARAMETRO </li></ul><ul><li>PER VALUTARE LA GRAVITA'DEL DANNO RENALE. </li></ul><ul><li>SI USA MISURARE LA PERDITA DI ALBUMINA A LIVELLO URINARIO: </li></ul><ul><li>NORMOALBUMINURIA INFERIORE A </li></ul><ul><li>20 MICROGRAMMI/MINUTO </li></ul><ul><li>MICROALBUMINURIA DA 20 A 200 </li></ul><ul><li>MACROALBUMINURIA OLTRE I 200 </li></ul>
  55. 55. DIABETE <ul><li>RETINOPATIA </li></ul><ul><li>E'LA MALATTIA DEGLI OCCHI PIU'FREQUENDE NEI DIABETICI ED E' </li></ul><ul><li>CAUSATA DA UN DANNO DEI VASI SANGUIGNI DELLA RETINA.E'FREQUENTE NELLE PERSONE AFFETTE DA DIABETE DA MOLTI ANNI.ADA AFFERMA CHE DOPO 15 ANNI IL 97%delle persone curate con insulina ed l'80%delle persone affette da diabete mellitotipo2 soffrono di retinopatia. </li></ul>
  56. 56. DIABETE <ul><li>MALATTIE CARDIOVASCOLARI </li></ul><ul><li>IL DIABETE PUO'DANNEGGIARE I VASI SANGUIGNI(ARTERIE)CHE CIRCONDANO IL CUORE E PORTANO IL SANGUE A TUTTO IL CORPO.POSSONO </li></ul><ul><li>PROVOCARE INFARTO,ICTUS,IPERTENSIONE,ARTERIOPATIA PERIFERICA. </li></ul>
  57. 57. DIABETE <ul><li>MONILIASI ORALE: E'UN INFEZIONE DELLE MUCOSE DELLA BOCCA CHE </li></ul><ul><li>CAUSA MACCHIE BIANCHE SULLA LINGUA.PUO'CAUSARE GONFIORE </li></ul><ul><li>E SENSAZIONE DI BRUCIORE IN BOCCA </li></ul><ul><li>ARSURA CHIAMATA ANCHE XEROSTOMIA CIOE'MANCANZA DI SALIVA CHE RENDE PIU'COMPLICATO MANGIARE,PARLARE,CAUSA ALITO PE </li></ul><ul><li>SANTE,GUSTO CATTIVO,AUMENTO DELLE CARIE. </li></ul>
  58. 58. DIABETE <ul><li>MALATTIE DELLE GENGIVE </li></ul><ul><li>UNA GLICEMIA ALTA PUO'COLPIRE I </li></ul><ul><li>PICCOLI VASI SANGUIGNI RIDUCENDO LA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE NEL TESSUTO DELLE GENGIVE.QUESTO FAVORISCE LA MALATTIA DELLE GENGIVE E NE RALLENTA LA GUARIGIONE </li></ul>
  59. 59. DIABETE <ul><li>NEUROPATIA :DANNO AL SISTEMA NERVOSO,QUANDO LO ZUCCHERO NEL SANGUE E' MOLTO ALTO SI RECA </li></ul><ul><li>DANNO ALL'ISOLAMENTO DEI NERVI E CON IL PASSAR DEL TEMPO I NERVI </li></ul><ul><li>NON SONO PIU'IN GRADO DI MANDARE I VARI SEGNALI A TUTTO IL CORPO </li></ul>
  60. 60. DIABETE <ul><li>SINTOMI DELLA NEUROPATIA </li></ul><ul><li>DOLORE </li></ul><ul><li>BRUCIORE </li></ul><ul><li>PUNTURE AI PIEDI </li></ul><ul><li>INSENSIBILITA'AL DOLORE </li></ul><ul><li>DIARREA </li></ul><ul><li>COSTIPAZIONE </li></ul><ul><li>IMPOTENZA </li></ul><ul><li>SENSAZIONE DI PIENEZZA APPENA SI INIZIA A MANGIARE </li></ul>
  61. 61. DIABETE <ul><li>PIEDE DIABETICO:QUANDO LA NEUROPATIA E L'ARTERIOPATIA DEGLI </li></ul><ul><li>ARTI INFERIORI COMPROMETTONO </li></ul><ul><li>LA FUNZIONE E LA STRUTTURA DEL </li></ul><ul><li>PIEDE. </li></ul><ul><li>UN GRAVE RISCHIO DI COMPLICAZIONE PER UN PIEDE DIABETICO IN PRESENZA DI UN ULCERA APERTA E'LA INSORGENZA DI </li></ul><ul><li>INFEZIONE CHE COSTITUISCE LA VERA </li></ul><ul><li>CAUSA DI UN AMPUTAZIONE </li></ul>
  62. 62. DIABETE <ul><li>LA PREVENZIONE DELLE COMPLICANZE. </li></ul><ul><li>CONTROLLO GLICEMICO E DELL'EMOGLOBINA GLICOSILATA </li></ul><ul><li>CONTROLLO DELLA PRESSIONE SANGUIGNA </li></ul><ul><li>CONTROLLO DEI LIPIDI NEL SANGUE </li></ul><ul><li>ACCORGIMENTI PREVENTIVI PER </li></ul><ul><li>OCCHI,RENI E PIEDI </li></ul>
  63. 63. DIABETE <ul><li>A CAUSA DELLO SCARSO FUNZIONAMENTO DEI GLOBULI BIANCHI,LE PERSONE AFFETTE DA DIABETE HANNO PIU'DIFFICOLTA'A CURARE LE INFEZIONI DELLA BOCCA </li></ul><ul><li>IL DIABETE PUO'INOLTRE PORTARE </li></ul><ul><li>A CONDIZIONI COME L'ARSURA,CHE E'UNA DIMINUZIONE DI SALIVA ED A CONSEGUENTI INFEZIONI ED AUMENTO DELLE CARIE, </li></ul><ul><li>UN LIVELLO DI ZUCCHERI MOLTO ALTO </li></ul><ul><li>NELLA SALIVA PUO'ATTIVARE I BATTERI. </li></ul>

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