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  • 1. Il counseling nella professione infermieristica Counseling
    • Dal latino consulo
    Venire in aiuto, avere cura di Significa offrire consulenza nel senso di consolare mettendo a disposizione competenza. In altri termini significa stare accanto, ascoltando e non invadendo, comprendere chi è l’altro per riconoscere e attivare le sue risorse e quelle del suo nucleo familiare sostenendolo nel lavoro di individuazione e utilizzo di consapevolezze.
  • 2.
    • Dall’inglese to counsel
    Dare ascolto e supportare qualcuno che ha dei problemi L’aiuto non consiste nel consigliare, nel dire all’altro cosa fare, quanto piuttosto nell’agevolare, nel fargli comprendere la sua situazione e nel facilitarlo a gestirla con la massima autonomia possibile.
    • La psicologia umanistica definisce il counseling
    • una relazione d’aiuto connotata professionalmente in cui la centralità è sul cliente/paziente.
  • 3. Il Counseling si configura, dunque, come un sistema interattivo di apprendimento in cui l’operatore, attraverso un’insieme di tecniche, abilità atteggiamenti, e soprattutto attraverso il dialogo, può aiutare le persone a sviluppare opzioni e capacità di prendere decisioni e di gestire problemi per procedere in modo autonomo verso situazioni di vita più soddisfacenti o verso differenti stili comportamentali. Secondo le indicazioni dell’OMS, in ambito sanitario, il counseling va offerto a tutte le persone in difficoltà e in quelle situazioni per le quali è necessaria una modificazione, talvolta radicale, di comportamenti e di un riadattamento emotivo (cancro, malattie croniche e invalidanti, etc.).
  • 4. Il counseling è intervento e prestazione di tipo relazionale che affronta con un approccio olistico problematiche individuali, sociali e culturali e che utilizza sentimenti, pensieri, percezioni, conflitti interni ed esterni. E’ un metodo di lavoro che richiede all’operatore competenze specifiche che non è possibile improvvisare. Fornire ascolto e sostegno, accompagnare, lenire, condividere, alleviare non sono atti di buonismo o d’istintività, ma scelte e obiettivi professionali compresi e intenzionalmente orientati.
  • 5. La relazione e l’incontro con l’altro, il supporto e l’accoglienza, l’accettazione e il non giudizio, la considerazione positiva, così come pure la capacità dell’operatore di chiarire, stimolare, facilitare, favorire, partecipare all’evento malattia, non sono abilità aprioristicamente date, ma saperi professionali acquisibili ed educabili. Non è sufficiente voler essere d’aiuto agli altri per fare counseling; serve, invece, aver appreso modalità, strategie e tecniche, finalità e anche confini e limiti in quanto anche per il counseling l’obiettivo primario rimane primum non nocere
  • 6. SAPERE Conoscenza di teorie e di pratiche professionali SAPER ESSERE Condizioni di base SAPER FARE Abilità di base Il counseling nella professione infermieristica. Le competenze dell’operatore
  • 7. Abilità di base
    • abilità , capacità di:decodificare gli aspetti non verbali e paraverbali
    • della comunicazione; facilitare le chiarificazione progressiva
    • del problema; riflettere le emozioni e i contenuti dell’altro;
    • comunicare empatia; offrire ascolto attivo.
    • microabilità: prestare attenzione; contatto visivo; postura;
    • tono di voce appropriato; etc.
    Condizioni di base
    • condizioni e strumenti relazionali : congruenza; empatia; ok-ness;
    • vicinanza; calore; etc.
  • 8. L’ascolto attivo , in particolare, costituisce un’abilità chiave nella gestione del counseling nella professione infermieristica poiché se non si ascolta, non si comprende, l’ascolto attivo non ha come obiettivo la soluzione del problema ma ha come scopo implicito tuttavia è necessario precisare che ti ascolto perché tu possa, se lo vuoi, dividere con me la tua fatica di stare nel problema Ascoltare è dunque un altro modo di accompagnare e sostenere. Attraverso la vicinanza, lo spazio e il tempo di un ascolto dedicato, l’infermiere si prende cura del paziente indipendentemente dall’evoluzione del problema di salute.
  • 9. Le fasi del counseling Come si è sottolineato, il counseling -è una particolare forma di relazione d’aiuto, in cui l’operatore utilizza l’ascolto attivo ma anche il colloquio strutturato quali modalità privilegiate per entrare in contatto e stabilire la relazione con la persona assistita. -in quanto processo si articola in alcune fasi. 1. Comprensione del problema 2. Esplorazione del problema 3. Gestione del problema
  • 10. La fase della comprensione del problema costituisce il momento dell’accoglienza ed è quella della costruzione dell’alleanza e della definizione del contratto con il paziente. Comprensione del problema non significa, tuttavia, interpretazione del problema, ma chiarificazione per il paziente del passaggio dal sentito al capito. In questa fase il paziente è confuso. Il pensiero del suo problema lo disorienta e gli sottrae la lucidità della comprensione. La valenza emozionale del problema è più grande di quella cognitiva e razionale.
  • 11. Compito dell’infermiere è quello di aiutare più possibile il paziente nell’espressione del problema, di facilitare il suo parlarne per permettergli di approfondire e mettere ordine nella molteplicità dei dati e delle emozioni presentate. Di nuovo, in questa prima fase è utile e importante saper ascoltare senza interferire, comprendere senza trarre conclusioni e senza mai attribuire considerazioni personali. Sono queste le condizioni di avvio del processo di aiuto.
  • 12. La seconda fase di esplorazione permette di ridefinire e chiarificare il problema . Compito dell’operatore è sollecitare e stimolare il paziente alla presa di coscienza del problema vero e proprio e alla sua definizione. La terza fase di gestione del problema ha come finalità l’attivazione delle risorse interne ed esterne del paziente che agisce per attivare le proprie competenze e consapevolezze. Obiettivo dell’operatore aiutante è mettere il paziente nella condizione di farsi carico del problema e di favorirlo nelle valutazioni, nell’identificazione di finalità, opzioni e strategie per fronteggiarlo.
  • 13. Per ognuna delle fasi, esistono specifiche abilità tecnico-comunicative cui si è più volte accennato, a cui l’operatore può far riferimento e che contribuiscono a creare le condizioni per una reale dinamica di fiducia e di affidamento. Fornire prestazioni assistenziali in una logica di counseling non significa diventare psicoterapisti. Il counseling infermieristico,diversamente dalla psicoterapia, si occupa di un sol problema per volta, di ciò che adesso è difficile, e faticoso, importante per il paziente medesimo e rispetto al quale il paziente si sente coinvolto e consapevole.
  • 14. Assistere una persona malata con modalità di counseling significa per l’infermiere dare importanza e focalizzare l’attenzione, l’osservazione,e la prestazione ad es. sulla paura del paziente del dolore fisico, sulla preoccupazione dei familiari rispetto ad una diagnosi importante o sulla difficoltà per una dimissione, per l’ansia del malato di fronte all’ennesimo accertamento diagnostico o per il prolungarsi dell’ospedalizzazione, etc. L’infermiere non entra quindi nelle dinamiche intrapsichiche remote, inconsce e regressive, non occupa del “là e allora”e non riconnette fili spezzati, ma sta con il paziente e/o il familiare nella loro situazione concreta e attuale di difficoltà e di disagio partecipando, per un tratto alla loro storia, senza la pretesa di volerla mutare ma spendendo competenze esperte per risolvere quando possibile il problema evidenziato.