A. potabili

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A. potabili

  1. 1. ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>Il 25 dicembre 2003 è entrata in vigore la nuova disposizione in materia di acque potabili. </li></ul><ul><li>Il vecchio D . P. R. n ° 236 del 1988 che le regolava, va in pensione ed entra definitivamente operativo il nuovo Decreto Legislativo n. 31 del 2001 che applica una apposita direttiva dell’U. E.; </li></ul>
  2. 2. ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>IL CICLO NATURALE DELL'ACQUA   </li></ul><ul><li>L'acqua è un elemento importantissimo del nostro ecosistema. Gli esseri umani, le piante e gli animali necessitano di molta acqua per vivere.  </li></ul><ul><li>È difficile crederlo, ma l'acqua che abbiamo oggi è la stessa che esiste sul nostro pianeta da milioni di anni. Esiste una quantità fissa di acqua sul nostro pianeta. Essa si muove continuamente nell'ambiente. Questo processo si chiama ciclo dell'acqua. </li></ul><ul><li>Vediamo come funziona. </li></ul>
  3. 3. ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>Cominciamo dall' evaporazione : </li></ul><ul><li>il sole scalda la superficie dell'acqua ed essa evapora. </li></ul><ul><li>L'evaporazione converte l'acqua del suolo e degli oceani in vapore acqueo, che sale nell'atmosfera. </li></ul><ul><li>  </li></ul><ul><li>La fase successiva è quella della condensazione . Il vapore acqueo si raffredda e si condensa, formando le nuvole. Le nuvole continuano ad ingrossarsi, fino a quando la quantità d'acqua cresce tanto che cade sulla terra. </li></ul>
  4. 4. ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>Da queste sorgenti deriva l'acqua che beviamo e che utilizziamo per tante cose, come ad esempio coltivare la terra. </li></ul><ul><li>L'uomo costruisce cisterne, laghi artificiali, depositi per avere abbastanza riserve di acqua. </li></ul><ul><li>Il ciclo ricomincia di nuovo con l'evaporazione. </li></ul>
  5. 5. ACQUA destinata al consumo umano <ul><li>Circa 2/3 della terra sono coperti dall'acqua , ma solo una piccolissima parte è potabile. Quindi è importante conservare l'acqua potabile e non sprecarla. Si possono fare molte cose per non sprecare l'acqua come ad esempio chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti. L'acqua è un bene prezioso e dobbiamo proteggere il ciclo dell'acqua. Ad esempio, le fabbriche non devono scaricare rifiuti e sostanze tossiche nel mare e nei fiumi. Ricorda: tutta l'acqua è la stessa. </li></ul>
  6. 6. ACQUA destinata al consumo umano
  7. 7. ACQUA destinata al consumo umano
  8. 8. ACQUA destinata al consumo umano
  9. 9. ACQUA destinata al consumo umano
  10. 10. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>“ Attuazione della direttiva 98/83/CEE </li></ul><ul><li>relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”. </li></ul>
  11. 11. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 OBIETTIVO
  12. 12. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Proteggere la salute umana dagli </li></ul><ul><li>effe tti negativi derivanti dalla </li></ul><ul><li>contaminazione delle acque </li></ul><ul><li>garantendone la SALUBRITÀ </li></ul><ul><li>e la PULIZIA (art. 1) </li></ul>
  13. 13. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Quali sono le acque destinate al consumo umano? </li></ul>
  14. 14. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>A) </li></ul><ul><li>Acque trattate o non trattate, destinate ad: </li></ul><ul><li>- uso potabile, </li></ul><ul><li>- per la preparazione di cibi e di bevande, </li></ul><ul><li>- per altri usi domestici , </li></ul><ul><li>a prescindere dalla loro origine , siano esse fornite </li></ul><ul><li>tramite una rete di distribuzione , mediante cisterne, </li></ul><ul><li>in bottiglie o in contenitori; </li></ul>
  15. 15. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>B) </li></ul><ul><li>Acque utilizzate in una impresa alimentare per : </li></ul><ul><li>- la fabbricazione, </li></ul><ul><li>- il trattamento, - la conservazione o - l’immissione sul mercato di prodotti o </li></ul><ul><li>sostanze destinate al consumo umano; </li></ul><ul><li>escluse quelle individuate ai sensi dell’art. 11 cm. 1 lett. e, </li></ul><ul><li>la cui qualità non può avere conseguenze sulla salubrità </li></ul><ul><li>del prodotto alimentare finale </li></ul>
  16. 16. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>QUANDO il Decreto NON si applica </li></ul>?
  17. 17. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>NON SI APPLICA </li></ul><ul><li>alle acque minerali naturali e medicinali riconosciute ; </li></ul><ul><li>alle acque destinate esclusivamente a quegli usi, per i quali la qualità delle stesse non ha ripercussioni dirette o indirette sulla salute dei consumatori interessati; </li></ul>
  18. 18. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Art. 4 </li></ul><ul><li>Le acque destinate al consumo umano </li></ul><ul><li>devono essere : </li></ul><ul><li>SALUBRI </li></ul><ul><li>PULITE </li></ul>
  19. 19. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>non devono contenere microrganismi e parassiti,né altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; </li></ul><ul><li>devono soddisfare i requisiti minimi di cui alle parti A e B dell’ allegato I; </li></ul>
  20. 20. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>ART. 5 </li></ul><ul><li>Stabilisce </li></ul><ul><li>Punti di rispetto della CONFORMITÀ </li></ul>
  21. 21. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Che cos’è il punto di rispetto della </li></ul><ul><li>CONFORMITÀ </li></ul><ul><li>? </li></ul>
  22. 22. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>è il punto in cui i valori di parametro fissati nell’ allegato I , devono essere rispettati </li></ul><ul><li>( conformi); </li></ul>
  23. 23. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione: </li></ul><ul><li>Il punto di rispetto corrisponde al punto </li></ul><ul><li>in cui queste fuoriescono dai rubinetti </li></ul><ul><li>utilizzati per il consumo umano (punto di </li></ul><ul><li>consegna) </li></ul>
  24. 24. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Punto di consegna: CONTATORE </li></ul><ul><li>rappresenta il confine tra rete esterna e rete </li></ul><ul><li>domestica; </li></ul><ul><li>Rete esterna gestita dall’Ente Gestore; </li></ul><ul><li>Rete domestica dal condominio. </li></ul>
  25. 25. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per le acque fornite da una cisterna: </li></ul><ul><li>Il punto di rispetto corrisponde al punto </li></ul><ul><li>in cui queste fuoriescono dalla cisterna; </li></ul>
  26. 26. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per le acque confezionate in bottiglia o in contenitori, rese disponibili al consumo umano: </li></ul><ul><li>Il punto di rispetto corrisponde al punto </li></ul><ul><li>in cui queste vengono imbottigliate o </li></ul><ul><li>introdotte nei contenitori; </li></ul>
  27. 27. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per le acque utilizzate dalle imprese alimentari: </li></ul><ul><li>Il punto di rispetto corrisponde al punto </li></ul><ul><li>in cui queste vengono utilizzate </li></ul><ul><li>nell’impresa ; </li></ul>
  28. 28. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>CONTROLLI INTERNI (art. 7) </li></ul><ul><li>Sono i controlli effettuati dall’ente gestore </li></ul><ul><li>del servizio idrico integrato per la verifica </li></ul><ul><li>della qualità delle acque destinate al </li></ul><ul><li>consumo umano; </li></ul>
  29. 29. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>CONTROLLI ESTERNI ( art. 8) </li></ul><ul><li>Sono i controlli effettuati dall’ASL </li></ul><ul><li>per verificare che le acque destinate al </li></ul><ul><li>consumo umano soddisfino i requisiti </li></ul><ul><li>stabiliti dal decreto ; </li></ul>
  30. 30. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>DOVE si effettuano i CONTROLLI ? </li></ul><ul><li>ai punti di prelievo delle acque superficiali e sotterranee da destinare al consumo umano; </li></ul><ul><li>agli impianti di adduzione, di accumulo e di potabilizzazione; </li></ul><ul><li>alle reti di distribuzione; </li></ul><ul><li>agli impianti di confezionamento in bottiglia o in contenitori; </li></ul><ul><li>sulle acque confezionate; </li></ul><ul><li>sulle acque utilizzate nelle imprese alimentari; </li></ul><ul><li>sulle acque fornite da cisterne fissa o mobile. </li></ul>
  31. 31. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>TIPOLOGIA </li></ul><ul><li>CONTROLLI di ROUTINE </li></ul><ul><li>CONTROLLI di VERIFICA </li></ul>
  32. 32. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Controlli di routine </li></ul><ul><li>Il controllo di routine mira a fornire, </li></ul><ul><li>ad intervalli regolari, informazioni sulla </li></ul><ul><li>qualità organolettica e microbiologica </li></ul><ul><li>delle acque d.c.u., nonchè informazioni </li></ul><ul><li>sull’efficacia degli eventuali trattamenti </li></ul><ul><li>(disinfezione). </li></ul>
  33. 33. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Controllo di verifica </li></ul><ul><li>Il controllo di verifica mira a fornire le </li></ul><ul><li>informazioni necessarie per accertare se </li></ul><ul><li>tutti i valori di parametro contenuti nel </li></ul><ul><li>decreto sono rispettati. </li></ul>
  34. 34. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>ALLEGATO I </li></ul>PARTE A PARTE C PARTE B Parametri Microbiologici Parametri Chimici Parametri Indicatori
  35. 35. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>A) Parametri microbiologici </li></ul><ul><li>Escherichia Coli R </li></ul><ul><li>Enterococchi </li></ul>
  36. 36. B) PARAMETRI CHIMICI microg/l 3.0 1. 2. dicloroetano microg/l 50 Cianuro Nota 3 mg/l 1.0 Rame microg/l 50 Cromo microg/l 5.0 Cadmio Nota 2 microg/l 10 Bromato microg/l 1.0 Boro microg/l microg/l 1.0 0.010 Benzene Benzoapirene microg/l 10 Arsenico microg/l 5.0 Antimonio Nota 1 microg/l 0.10 Acrilamide note Unità misura Valore di parametro Parametro
  37. 37. Nota 1 microg/l 0.5 Cloruro di vinile Somma delle [ ] dei par. specifici microg/l 30 Trialometani totale Somma delle [ ] dei par. specifici microg/l 10 Tetracloroetilene Tricloroetilene microg/l 10 Selenio Nota 9 microg/l 0.10 Idrocarburi policiclici aromatici Nota 6 e 7 Nota 6 e 8 microg/l 0.10 0.50 Antiparassitari antiparassitari totale Nota 5 mg/l 0.50 Nitrito R Nota 5 mg/l 50 Nitrato Nota 3 microg/l 20 Nichel microg/l 1.0 Mercurio Nota 3 e 4 microg/l 10 Piombo microg/l 1.50 Fluoruro Nota 1 microg/l 0.10 Epicloridrina
  38. 38. C) Parametri Indicatori Senza variazioni anomale Carbonio organico totale accettabile Torbidità R ° F 15 -50 Durezza mg/l 1500 Residuo secco a 180°C mg/l 0.2 Disinfettante residuo R UFC 0 Batteri coliformi a 37°C R Senza variazioni anomale Conteggio colonie a 22°C R Accettabile Sapore R mg/l 200 Sodio mg/l 250 Solfato mg/l 5.0 Ossidabilità accettabile Odore R microg/l microg/l 200 50 Ferro R Manganese unità Ph > 6.5 - < 9.5 Concentrazione ioni H R 2500 Conduttività R Accettabile Colore R UFC 0 Clostridium perfrigens R mg/l 250 Cloruro mg/l 0.50 Ammonio R microg/l 200 Allumino R Note Unità di misura Valore di parametro Parametro
  39. 39. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>ALLEGATO II </li></ul>TABELLA A TABELLA B2 TABELLA B1 Controlli Routine Controlli Verifica Frequenza minima campionamenti Frequenza minima campionamenti per le Acque in bottiglia o contenitori
  40. 40. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>ALLEGATO III </li></ul>SPECIFICHE PER LE ANALISI DEI PARAMETRI
  41. 41. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>NON CONFORMITÀ </li></ul><ul><li>Quando i valori di parametro fissati all. I </li></ul><ul><li>NON sono rispettati; </li></ul>
  42. 42. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Che cosa fare nel caso di non conformità del valore di parametro? </li></ul>
  43. 43. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>L’Autorità d’Ambito, di intesa con l’ASL interessata e con il Gestore, individuate tempestivamente le cause che hanno determinato la non conformità, </li></ul><ul><li>indica i procedimenti necessari al ripristino della qualità ; ( tenendo conto dell’entità del superamento e del potenziale pericolo per la salute umana) </li></ul>
  44. 44. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Non conformità: </li></ul><ul><li>a) </li></ul><ul><li>Qualora la fornitura di acque destinate al </li></ul><ul><li>consumo umano rappresenti un potenziale </li></ul><ul><li>pericolo per la salute umana l’ASL informa </li></ul><ul><li>l’Autorità d’Ambito affinchè la fornitura </li></ul><ul><li>sia vietata o sia limitato l’uso delle acque; </li></ul>
  45. 45. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>b) </li></ul><ul><li>ovvero siano adottati altri idonei </li></ul><ul><li>provvedimenti a tutela della salute, tenendo </li></ul><ul><li>conto dei rischi per la salute umana che </li></ul><ul><li>sarebbero provocati da una interruzione </li></ul><ul><li>dell’approvvigionamento o da un uso limitato </li></ul><ul><li>delle acque destinate al consumo umano; </li></ul>
  46. 46. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Il Sindaco, l’ASL, l’Autorità d’Ambito ed </li></ul><ul><li>il Gestore, </li></ul><ul><li>INFORMANO </li></ul><ul><li>I Consumatori in ordine ai provvedimenti </li></ul><ul><li>adottati, ciascuno per quanto di propria </li></ul><ul><li>competenza. </li></ul>
  47. 47. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>SANZIONI art. 19 </li></ul><ul><li>Chiunque fornisce acqua destinata al </li></ul><ul><li>consumo umano in violazione alle </li></ul><ul><li>disposizioni di cui all’art.4 cm. 2, è punito </li></ul><ul><li>con la sanzione amministrativa </li></ul><ul><li>pecuniaria da 20 a 120 milioni; </li></ul>
  48. 48. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>SANZIONI art. 19 </li></ul><ul><li>Chiunque utilizza, in imprese alimentari, </li></ul><ul><li>mediante contatto o incorporazione per la </li></ul><ul><li>fabbricazione, il trattamento, la conservazione </li></ul><ul><li>o l’immissione sul mercato di prodotti destinati </li></ul><ul><li>al consumo umano, acqua non conforme al </li></ul><ul><li>rubinetto o che ha conseguenze per la </li></ul><ul><li>salubrità del prodotto alimentare finale,……… </li></ul><ul><li>Da 10 a 60 milioni di lire </li></ul>
  49. 49. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>DIFFERENZE con la precedente normativa: </li></ul><ul><li>I parametri, pur rimanendo dello stesso n° sono decisamente </li></ul><ul><li>cambiati: si va verso un controllo di acque a più rischio di </li></ul><ul><li>inquinamento chimico e di acque potabili di provenienza dai </li></ul><ul><li>sistemi di potabilizzazione. </li></ul><ul><li>Infatti oltre che a due controlli sugli antiparassitari si </li></ul><ul><li>ricercano sostanze di provenienza industriale a rischio </li></ul><ul><li>tossicologico quali il cloruro di vinile, benzene, benzopirene, </li></ul><ul><li>trieline, dicloroetano. Bromati ed epicloridina, possono </li></ul><ul><li>provenire dagli impianti di trattamento il primo come risultato </li></ul><ul><li>dell’utilizzo dell’ozono per la disinfezione delle acque, </li></ul><ul><li>l’altro come residuo del trattamento in sostituzione al cloro. </li></ul>
  50. 50. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Va detto comunque, che se si escludono quelli </li></ul><ul><li>di competenza delle regioni come la </li></ul><ul><li>radioattività, quelli previsti per le acque </li></ul><ul><li>potabili in bottiglia, quelli accessori (lo dice la </li></ul><ul><li>parola), lasciati alla discrezionalità delle Asl , </li></ul><ul><li>quelli usati da pochissimi impianti di </li></ul><ul><li>depurazione, i parametri di controllo calano </li></ul><ul><li>evidentemente di numero, rispetto alla </li></ul><ul><li>precedente norma (50 su 62). </li></ul>
  51. 51. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Si passa dalle 5 classi di parametri </li></ul><ul><li>(organolettici, chimico-fisici, sostanze </li></ul><ul><li>indesiderabili, sostanze tossiche, </li></ul><ul><li>microbiologici) del DPR 236/88 alle 3 classi </li></ul><ul><li>(microbiologici, chimici, indicatori del D.L.vo </li></ul><ul><li>31/01. A questi vanno inoltre aggiunti il </li></ul><ul><li>nuovissimo controllo sulla radioattività </li></ul><ul><li>dell’acqua e una serie di parametri accessori di </li></ul><ul><li>tipo microbiologico, che verranno ricercati </li></ul><ul><li>“ a giudizio dell’autorità competente”. </li></ul>
  52. 52. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Per la vecchia normativa era sufficiente superare uno qualsiasi dei 62 parametri per andare in difformità e così obbligare i sindaci ad emettere specifiche ordinanze; </li></ul><ul><li>diversamente si applicava il codice penale; </li></ul>
  53. 53. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>Con la nuova normativa se si superano i parametri batteriologici e chimici (30 in tutto) ci sono solo sanzioni amministrative da 10.329 € a 61974 €; per il superamento dei parametri indicatori non è prevista alcuna sanzione. </li></ul>
  54. 54. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 <ul><li>In caso di difformità dei parametri “l’autorità d’ambito (figura aggiunta dal D. L. vo: è il sindaco se l’acquedotto è locale, o l’Autorità Territoriale Ottimale ATO, se l’acquedotto fornisce più cittadine e comunque ”fino alla piena operatività del servizio idrico integrato”), d’intesa con l’azienda unità sanitaria locale e con il gestore, individuate tempestivamente le cause della non conformità, indica i provvedimenti necessari per ripristinare la qualità, dando priorità alle misure di esecuzione, tenuto conto dell’entità del superamento del valore del parametro pertinente e del potenziale pericolo per la salute umana”. </li></ul>
  55. 55. D. Lgs.vo n. 31 del 2 febbraio 2001 MODIFICHE
  56. 56. Acque destinate al consumo umano <ul><li>Il D. L. vo n. 31 del 2 febbraio 2001 </li></ul><ul><li>è stato modificato ed integrato dal successivo </li></ul><ul><li>D. L.vo n. 27 del 2 febbraio 2002; </li></ul>
  57. 57. Acque destinate al consumo umano <ul><li>La Regione Campania in attuazione del D. L. vo 27 / 2002 emette alcune disposizioni e direttive con il : </li></ul><ul><li>Decreto Dirigenziale </li></ul><ul><li>n. 27 del 16 febbraio 2005 </li></ul>R
  58. 58. Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>Disciplina le modalità di controllo e </li></ul><ul><li>vigilanza sulla qualità delle acque d.c.u. </li></ul><ul><li>per garantirne la salubrità e la pulizia </li></ul><ul><li>secondo il dettato del 31/01 e smi 27/02. </li></ul>
  59. 59. Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>Nel caso in cui l’ASL competente per territorio accerti: </li></ul><ul><li>1) CONFORMITÀ al punto di consegna ( prima del contatore) e la NON conformità nel punto in cui le acque fuoriescono dai rubinetti utilizzati per il consumo umano può disporre, a secondo dei valori dei parametri riscontrati dalle analisi, la limitazione e/o la sospensione dell’uso potabile dell’acqua e prescrive al gestore dell’ impianto domestico i tempi entro i quali deve provvedere al ripristino della potabilità dell’acqua al rubinetto. </li></ul>
  60. 60. Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>Se alla scadenza dei tempi prescritti, fatta salva eventuale proroga motivata e concordata tra il gestore e l’Azienda Sanitaria, a seguito di verifica i requisiti di potabilità dell’acqua al rubinetto NON dovessero risultare conformi ai parametri previsti, al Gestore della rete domestica si applicano le sanzioni di cui all’ art.19 D.Lgs. 31/01 (come modificato dal D.Lgs. 27/02); </li></ul>
  61. 61. Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>2) NON CONFORMITÀ al punto di consegna, dispone, entro le 24 h successive alla conoscenza del fatto, almeno altri 3 prelievi di cui uno nel punto indagato, uno a monte ed uno a valle dello stesso; </li></ul>
  62. 62. Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li>qualora i risultati delle analisi dovessero confermare la NON conformità, a seconda della gravità del caso, disporrà la limitazione dell’uso dell’acqua e/o la sospensione dell’ erogazione e prescriverà i tempi entro i quali il Gestore della rete di distribuzione esterna dovrà provvedere a rimuovere le cause per le quali l’acqua non era conforme ai parametri di cui all’allegato I) del D.Lgs 31/01. </li></ul>
  63. 63. Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 Se alla scadenza dei tempi prescritti, le analisi dovessero confermare la non conformità ai parametri di cui all’all. I , al Gestore della rete di distribuzione esterna, si applicano le sanzioni di cui all’art.19 del D.Lgs.31/01, come modificato dal D.Lgs 27/02.
  64. 64. Decreto Dirigenziale n. 27 del 16 febbraio 2005 <ul><li> In ambedue i casi l’Autorità Sanitaria competente per territorio ed il Gestore, ciascuno per quanto di competenza, provvedono affinché i consumatori interessati siano debitamente informati e consigliati sugli eventuali provvedimenti e sui comportamenti da adottare. </li></ul>

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