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  1. 1. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 1 Un Progetto Social Media By Robi Veltroni Ti trovi a un bivio ammettilo! Social Media, ovvero prendere la strada della condivisione e della partecipazione mettendoti in gioco, oppure startene ancorato al vecchio messaggio autoreferenziale e unidirezionale? Social Media tutta la vita... si ma con qualche controindicazione. Già una volta ti ho messo in guardia con un post allarmistico, questa volta vediamo di prendere appunti e prova a impostare una strategia. Innanzitutto devi differenziarti , evita il web marketing dei pecoroni e indirizzati verso una qualità espressiva, punta alla tua unicità e falla percepire. Come? Ho provato ad italianizzare un post di Daniel Edward Craig e ecco il risultato in 9 punti: 1. Hai affrontato i Social Media senza una strategia, senza rispettare una linea editoriale, una frequenza, senza aver trasmesso emozioni? Hai sprecato tempo e denaro. Fai un bel backup e riparti da capo. 2. In America si parla di team, gruppi di lavoro, riunioni. In Italia, dove la maggior parte degli hotel è di piccole dimensioni come si può fare tutto ciò? Sarà una persona da sola a gestire il blog o la pagina su Facebook ma ce la può fare. Anzi c'è già chi ha iniziato a farlo, guarda cosa ha messo in piedi Francesca ! Basta poco per essere unici, sii te stesso, se oggi fai manutenzione in una camera oppure stai preparando i tortelli fatti in casa perché non dirlo? In quale lingua? Con quella delle immagini. 3. Tutti coloro che hanno frequentato alberghi e ristoranti sono rimasti affascinati dai racconti delle "genti locali", gli albergatori per definizione sono dei cantastorie (storytellers non l'hanno mica inventato gli americani). Non uniformarti, posta commenti, storie, notizie simpatiche, che interessino i tuoi lettori. Se non ricevi commenti o reazioni correggi la tua linea editoriale. Le storie più o meno coinvolgenti possono essere decisive nel processo di scelta di un hotel o di una determinata località. E' meglio raccontare la vendemmia piuttosto che scrivere che il vino del tuo ristorante è il più buono del mondo... e magari, la vendemmia, falla raccontare direttamente dal contadino. 4. Fai parlare i tuoi collaboratori, filmali mentre lavorano, chiedi ai tuoi ospiti di cercare foto della tua località o del tuo albergo sul web e di postarle sulla pagina di Facebook. Invitali a raccontare la loro esperienza. Insomma, come dice Craig: falli lavorare, collaboratori e ospiti. Tutti. 5. Controlla e partecipa. Costruite la vostra reputazione on line come lo fate al di fuori della rete (non c'è differenza, non stiamo parlando di cose virtuali te lo assicuro). In rete si sta già parlando di te anche se non ti sei mai connesso a internet. 6. I Social Media sono di moda, certo. Non farti prendere la mano sii bilanciato. Non abbandonare altre forme di marketing o di attività classiche. Sii disciplinato con il tempo che investi in questa pratica. Tra le altre cose uno dei maggiori rischi sui social media è quello della sovraesposizione, pericoloso in particolare quando non si ha niente di interessante da raccontare. Piuttosto annaffia il giardino. 7. Affidati ad un consulente per pianificare le tue azioni, organizzare una piattaforma social (basta poco secondo me: presidiare Tripadvisor, Expedia e Booking; Aprire un blog, una pagina su Facebook, una galleria di immagini su Flickr e una canale You-Tube), trovare una strategia. Ma ricordati, i tortelli fatti in casa li devi raccontare in prima persona, il consulente potrà solo indicarti l'ora giusta per postare il messaggio su internet e magari indirizzarti verso un ottimo cameraman. 8. Non credo che i responsabili marketing di grandi aziende leggano Officina Turistica e quindi salto la parte che riguarda la coerenza tra i vari blog di hotels appartenenti a catene
  2. 2. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 2 turistiche che devono dare un messaggio univoco e coerente impegnandosi però a far emergere le varie unicità. 9. Ultimo punto. Come si fa a comprendere se la tecnica e la strategia adottate funzionano? Se un'ospite al suo arrivo è entrata in albergo e ha chiesto: chi è di voi che scrive su Facebook? Oppure se ad un incontro con un fornitore questi ha chiesto: chi di voi è il blogger? Se dopo queste domande vi siete presentati e avete visto un sorriso la vostra strategia funziona. Ci sono altri modi molto più tecnici e scientifici per comprendere se i vostri post convertono: cercate di comprendere come si muovono on line i vostri lettori, controllate le statistiche e analizzatele. Ma vedrete che non saranno in controtendenza con la tecnica del sorriso. Come sempre ho maccheronizzato le lezioni degli specialisti americani, ma un po' mi devo divertire anch'io. Promuovere una destinazione turistica tramite un social team By Elena Farinelli In questo weekend di inizio ottobre mi trovo all’Isola d’Elba, in occasione della Festa dell’Uva, invitata a bloggare l’evento insieme a una quindicina di bloggers. Dobbiamo raccontare nelle modalità che ognuno di noi preferisce (c’è chi parla di cibo, chi fa video, chi ama i viaggi, chi organizza matrimoni…) le proprie impressioni su questi 2 giorni. E’ la prima volta che vedo una destinazione turistica (l’Elba) utilizzare questa forma di promozione del territorio: un vero e proprio social team messo insieme secondo alcune logiche di complementarietà, al fine di diffondere sul web news, eventi, itinerari dell’Isola d’Elba. Trovo siano stati davvero lungimiranti. Non so quante altre volte sia successo. Come iniziative private penso all‘evento dedicato ai fashion bloggers del negozio di Firenze LuisaviaRoma…, ma qui abbiamo a che fare con un’idea alla quale hanno aderito enti pubblici (il Comune di Capoliveri), l’Apt e alcune strutture ricettive dell’isola. Decisamente inusuale. Non ho niente contro i giornalisti “tradizionali” ma il fermento che possono attivare i blogger - appena sbarcati tutti hanno cominciato a postare, taggare, twittare, uploadare - è senza dubbio maggiore. Già da giorni nei loro blog hanno segnalato l’evento, che poi aggiornano in diretta, grazie a netbook e iphone sempre a portata di mano. Quasi tutti dotati di fotocamera digitale, saltano da Facebook a Flickr, da Twitter a Foursquare, con velocità e immediatezza. Lunedì mattina, ad evento terminato, tutto sarà già pubblicato, postato, commentato. A livello tecnico serve ben poco: la copertura wi-fi di un’area comune (nel nostro caso la piazza di Capoliveri), che ha pure dovuto “scontrarsi” con le burocrazie delle nostre leggi (abbiamo dovuto inviare carta d’identità e numero di cellulare per abilitarci alla Rete). E altra cosa importante: nessuno dei blogger è stato pagato per scrivere. Chi ha aderito ed è venuto, lo ha fatto perchè gli piaceva venire qui a curiosare e scrivere solo ciò che lo colpiva. Senza abbandonare la comunicazione tradizionale, ritengo che nel 2010 non si possa pensare alla promozione di un evento o di un territorio, senza destinare una parte all’online. Meglio se poi a farla sono i contenuti generati dagli utenti. Ricerca sul rapporto tra gli hotel presenti in Tripadvisor e i social network: la "socialità delle apparenze" By Alessio Carciofi Oggi vorrei presentarvi una "ricerca" che, su consiglio del buon Antonello Maresca, ho effettuato con piacere e passione nelle scorse settimane.[ultime settimane di settembre e prima ottobre] La ricerca l'ho nominata" la socialità delle apparenze", nome, che, come avrete intuito tratta il tema dei social network e il turismo. Tripadvisor vi dice niente? La ricerca ha lo scopo di trovare risposta alla seguente domanda : " chi è nelle prime posizioni di Tripadvisor [top five] , riesce a "capitalizzare" questa sua visibilità anche sui social network"? La mia domanda si basa essenzialmente su un'idea semplice:" una struttura che "è presente" su Tripadvisor è tendenzialmente "social oriented", ed a maggior ragione se occupa le prime posizioni nel social travel di riferimento, sarà più facile che possegga alcune pagine sociali quali Facebook, Twitter, Flickr, ed altri..." E' cosi che ebbe inizo la ricerca [idea] Dopo l'incipit della ricerca, era il momento di passare alla fase opertiva: individuare le prime cinque strutture ricettive presenti su Tripadvisor nelle cinque destinazioni di riferimento italiane [ Roma, Firenze, Milano, Venezia, Napoli] Una volta individuate le venticinque strutture ricettive su Tripadvisor, il passo successivo consisteva nello "scovare" i profili sociali o meno delle relative strutture. [Facebook, Twitter, Flirck, FriendFeed You Tube, blog].
  3. 3. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 3 Dopodichè non mi restava che monitorare i vari profili ed estrapolare alcuni dati [oggettivi o meno] e considerazioni. La prima tappa della ricerca è iniziata da Roma, per poi proseguire il "viaggio di ricerca" verso Firenze, poi Milano, Venezia , dulcis in fundo Napoli. Alcuni dei dati emersi: • 25 hotel monitorati • 13 hotel con almeno una presenza "social" [Facebook] • 12 hotel non presenti sui Social network • 3 Hotel con account su Twitter • 3 hotel con aventi un blog • 2 hotel con account Flickr • 2 hotel con accout su canale you tube • 1 hotel con account Friendfeed I dati emersi [ricordiamo su un campione di 25 hotel di cinque città italiane] presentano un "quadro" clinico abbastanza "preoccupante". Dei venticinque hotel individuati solo 13 hanno una "presenza" sui social network: Inoltre di questi 13 hotel che potremmo definire "social oriented" solo uno aggiorna frequentemente i loro status sui social network di loro "riferimento" I principali social network che vengono utilizzati maggiormente sono i rispettivi: Facebook, Twitter, Blog, Flickr, You Tube, FriendFeed. Sarà un caso che la città che ha più hotel "social oriented" sia Firenze [anche se tra i cinque hotel c'è solo uno che va ricordato ed è l'hotel David di Firenze [qui il sito] per aver "implementato" una vera presenza/strategia sui social network] Si potrebbero, intrecciare dati ed info per "formulare" altri grafici, ma non è questo che ritengo importante. Ciò che ritengo importante è rispondere alla domanda iniziale, ovvero : chi è presente nella top five di Tripadvisor "massimizza" questa visibilità indotta sui social network? Il grafico sottostante parla chiaro, solo un hotel su 25 è in grado di "sfruttare" la "visibilità" di Tripdvisor , attraverso una vera e propria strategia/presenza sui social media. Dal precedente grafico, è opportuno ricordare che sono state tralasciate le strutture turistiche che appartengono a catene alberghiere o a gruppi di alberghi [ 2 sole strutture], ma nonostante tutto ho il piacere di "annoverare" il "Torriani Hotels Milano" per il suo impegno sempre maggiore nel "social network "! E' giunto il momento delle conclusioni/considerazioni:
  4. 4. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 4 A me piacerebbe che la "parte finale" venga implementata "insieme" [bottom-up] raccogliendo le vostre considerazioni per poi racchiuderle in un pensiero integrato e condivisibile. Di certo, non posso essere che io il primo a iniziare: Vorrei iniziare ricordando che questa "ricerca" [ quasi- sicuramente] presenterà alcune "inesattezze" di rito, quindi vi prego di non esitare a segnalarle, commentarle ed implementarle, in modo che possa rispecchiare il più possibile lo stato "dell'arte" del rapporto tra Tripadvisor e il mondo social network. La mia prima "considerazione" è che c'è molto da "lavorare", i dati parlano chiaro, solo una struttura su 25 è "socialMENTE" sensibile alle nuove dinamiche del Turismo 2.0, inoltre sostengo [ed azzardo] che gli operatori turistici vedano Tripadvisor come una "tappa di arrivo" e non come una "situazione" di partenza su cui implementare "strategie social" a d hoc! Il dato che mi ha particolarmente "impressionato" è Venezia : nella città lagunare, la maggior parte delle strutture ricettive [4 su 5]sono state premiate da Tripadvisor come "Traveller's Choice 2010" , sono tutte bellissime strutture, medio grandi, e nessuna ha una minima presenza "social". Twitter Concierge By Antonello Maresca A differenza degli altri settori aziendali il servizio di un Hotel deve necessariamente essere fruito off line. L’esperienza, la percezione del servizio la si apprezza fisicamente. Ciò non toglie che Internet e i Social Media possano avere un ruolo importante nel migliorare il servizio e la percezione di esso. Bill Carroll della Cornell University dice: “Ho la sensazione che ci troviamo nella stessa situazione di 20 anni fa. L’unica differenza + che non ci vorranno 20 anni, però, per veder concretizzare l’impatto di queste nuove dinamiche sociali ed interattive.” Uno dei modi più efficaci per utilizzare i Social Media nel settore alberghiero potrebbe essere quello di estendere i servizi di portineria attraverso Twitter. Un concierge on line, attraverso Twitter, potrebbe essere una soluzione interessante per alleviare il peso della gestione fisica di una serie di domande ed informazioni poste in portineria. Inoltre , le risposte prodotte diverrebbero patrimonio collettivo a favore dei prossimi clienti degli alberghi. Questo mese in Inghilterra la catena Premier ha avviato la sperimentazione del suo servizio di Twitter Concierge . Il venerdì, i clienti possono inviare una domanda al portiere tramite Tweet utilizzando l’hashtag # PIconcierge. L’hotel incoraggia i suoi clienti a porre domande attraverso Twitter per qualsiasi genere di informazione. Hyatt ha lanciato il suo Twitter Concierge nel maggio 2009. “Quando abbiamo lanciato questa operazione”, dice John Wallis, responsabile Marketing di Hyatt, “abbiamo deciso che su questo canale avremmo fornito solo informazioni e non proposte commerciali». Potrebbe essere un modo intelligente per usare il canale Twitter da parte anche degli alberghi italiani, che dite? Fonte: Mashable Blogger, eventi e promozione turistica. By Giovanni Cerminara Se pensate minimamente di aprire una pagina facebook, per promuovere un evento, beh! Perdete tempo. La promozione di un evento attraverso i social network è qualcosa che richiede: pazienza, intraprendenza e conoscenza degli strumenti social. Ovviamente un evento a valenza turistica non è una questione di numeri e quantità, ma di qualità. Per qualità intendo tutto ciò che fa l’evento: - l’oggetto dell’evento; - Il territorio; - l’ospitalità. Una promozione di un evento nel web richiede una buona conoscenza della blogosfera; infatti l’individuazione di autorevoli blogger che discutono anche diverse tematiche, purché legate al turismo potrebbe fare al caso vostro. Il ruolo del blogger è essenziale serve a veicolare il messaggio, la natura dell’evento, durante i preparativi, durante l’evento, e nel post evento. Chi organizza l’evento deve impegnarsi nei preparativi, nell’accoglienza, nel rendere fruibili le diverse attrazioni del luogo le quali si trasformeranno in tweet, foto, video e post. Ci sarà una “mole” qualitativa di informazioni che viene accolta in rete. Anzi! Informazioni per la rete, è meglio dire così. La comunicazione online è diversa rispetto a quella normale a cui siamo abituati e tanto attaccati, è qualcosa che può essere articolata in 140 battute, utile alle persone che non hanno tempo da dedicare alla rete, ma che produce risultati per il semplice motivo che l’autorevolezza del blogger fa sì che i suoi follower leggano, discutano e diffondano il messaggio. Oppure è un messaggio corredato da foto, che non aspetta altro che qualcuno venga taggato e condiviso sul
  5. 5. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 5 proprio profilo da qualcuno. O ancora l’evento per qualche altro blogger, è un video postato su youtube e condiviso su facebook. Ad ognuno il suo! Esatto ad ogni persona, utente, individuo, potrebbe corrispondere uno di questi canali, quello che reputa più consono. Alla fine non è nulla di nuovo, tutti noi scegliamo un canale rispetto ad un altro in relazione a diverse dinamiche o approcci. Qualcun altro si sta geotaggando o sta twittando dalla località dell’evento, consapevole (forse) che qualche kilometro più in la una famiglia, piuttosto che un gruppo di amici in vacanza, o semplicemente residenti si stanno dirigendo verso la location dell’evento proprio perché hanno visto il tweet. Nel frattempo il paesello ha registrato un buon numero di presenze, molte delle quali stanno alloggiando proprio nella tua struttura alberghiera, o pranzando al tuo ristorante, o bevendo un caffè al tuo bar. Un altro blogger sta pubblicando dal suo smartphone una foto di una vecchia cantina tipica ancora usata per lasciare le botti dopo la vendemmia, o per appendere i capicolli affumicati, scrivendo “peccato che su Twitter non si possano far sentire gli odori”. Lo sapete cosa stanno facendo questi blogger, oltre a promuovere l’evento? Stanno promuovendo il tuo paese, il territorio, e di riflesso potenzialmente saresti un prestatore di servizi alberghieri per la sua prossima vacanza. Google Boost: la pubblicità nelle mappe di Google By Enrico Ferretti Stare dietro a tutte le novità che Google sforna settimana dopo settimana è diventato veramente faticoso! L’ultima trovata si chiama Google Boost, una nuova forma di advertising per le aziende registrate in Google Places. Vediamo come funziona e quali sono i vantaggi per gli inserzionisti. Attualmente effettuando una ricerca su google, il motore di ricerca restituisce una prima pagina composta da un elenco di risultati di questo tipo: • 10 risultati organici • link sponsorizzati ripartiti fra colonna centrale e colonna di destra • esercizi commerciali locali all’interno delle google maps L’immagine di seguito sicuramente chiarisce ancora meglio le mie parole: Prima pagina di Google con elenco dei risultati Per essere presenti nei 10 risultati organici della serp il proprio sito web deve essere fortemente ottimizzato lato SEO. Per comparire nei link sponsorizzati bisogna attivare una campagna pay per click su Google Adwords. Per apparire all’interno delle google maps, basta registrare gratuitamente la propria azienda in Google Places. Da circa tre giorni le possibilità aumentano, poichè è stato attivato Google BOOST, una forma pubblicitaria, ideata proprio per aiutare le imprese locali a collegarsi con i potenziali clienti della loro zona. La funzione è per il momento in fase beta e disponibile solo per le imprese locali ubicate a San Francisco, Houston e Chicago. Come funziona Google Boost Facciamo un esempio: se siete proprietari di un ristorante a San Francisco che si è iscritto a Boost, il vostro annuncio sponsorizzato potrà apparire quando qualcuno ricerca ristoranti nella zona di San Francisco. Vedi immagine di seguito: Ricerca con annuncio Google Boost Oltre alle informazioni base, che sono il nome dell’azienda, l’indirizzo, il numero di telefono e il sito web, l’annuncio include anche il numero di recensioni ricevute dagli utenti, una valutazione media in stelle e un link alla relativa Place page per
  6. 6. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 6 aiutare i potenziali clienti a trovare ulteriori informazioni utili sull’attività locale. Altro elemento aggiunto da Boost rispetto ai risultati odierni nelle mappe, è la presenza di una bandierina blu, che distingue l’azienda inserzionista rispetto alle altre, in modo da catturare l’attenzione degli utenti. Il posizionamento nella sezione “Link Sponsorizzati” della pagina dipenderà, come sempre, da fattori come la rilevanza dell’annuncio, la qualità, il budget impostato, etc.. Google specifica anche che Boost non influisce in alcun modo sul ranking del posizionamento gratuito dell’attività. Creare un annuncio con Google Boost è semplicissimo, è richiesta solo una breve descrizione della tua attività, un sito web o una Place page, le categorie di appartenenza dell’azienda e un budget mensile da destinare ai click. Fatto ciò, il sistema setta automaticamente la campagna promozionale, scegliendo le parole chiave più rilevanti per fare apparire gli annunci su Google e su Google Maps, cercando di ottenere il massimo con il budget mensile assegnato. Di seguito riporto l’immagine relativa alla creazione dell’annuncio: Creazione di un annuncio con Google Boost Considerazioni Sicuramente Boost è un interessante alternativa per pubblicizzarsi su google, che probabilmente riscuoterà anche un discreto successo, ma io trovo che questa “cannibalizzazione” dei risultati gratuiti, a favore dei link sponsorizzati sia esagerata. E’ ovvio che Google cerchi continuamente nuove fonti di guadagno e quindi di aumentare il numero di link sponsorizzati, ma di questo passo saranno più gli annunci che i risultati organici. Anche in ottica SEO le implicazioni sono notevoli, poichè rispetto al passato, i tanto ambiti 10 risultati nella prima pagina di google, stanno perdendo appeal verso l’utente. La statistica effettuata da Chitika che riporto nell’immagine di seguito per esempio, indica la netta differenza di visibilità fra i risultati organici in prima pagina, dove la prima posizione viene cliccata mediamente il 34,35%, mentre la decima riceve solo il 2,71% dei clicks. Statistica relativa ai click su Google Immaginatevi cosa succederà quando ci saranno anche i risultati di Google Boost a rosicchiare questi numeri. Il Bue (portali turistici) che dice cornuto all’asino (Google) By Danilo Pontone Questa mattina voglio uscire un pò dagli schemi tecnici che caratterizzano questo Blog e vorrei aprire una discussione con gli albergatori. L’argomento che voglio affrontare non riguarda... Perchè parto con un titolo così forte? Facciamo un piccolo passo indietro quando viene annunciata la seguete notizia: Google ha acquistato, per il valore di 700 milioni di dollari, la Startup ITA Software. Questa non è altro che un’azienda specializzata nell’informazione sui viaggi per i passeggeri aerei. Sostanzialmente Google vuole entrare nel ricco e competitivo mercato dei voli aerei. E si sa…se Google vuole, allora può anche! Ma questo “asino” di Google è proprio “cornuto”. Ad affermarlo lo dice il “Bue”, che possiamo identificare in un’alleanza di rinomati portali turistici, per l’appunto: Expedia, TripAdvisor, Kayak.com e Farelogix. Questi non ci stanno assolutamente in questa iniziativa e acquisto realizzato dal motore di ricerca e si rivolgono al Department of Justice (DoJ) statunitense per impedire questo vilipendio. Come sintetizzo io tutta questa faccenda? Paura, molta paura da parte dei portali! Ma se io fossi albergatore comincerei a ridermela di sana pianta. Perchè?
  7. 7. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 7 Anche i portali turistici ora capiranno che cosa voglia dire impadronirsi di fette di mercato. Mi spiego meglio: cosa fanno i portali turistici tutti i giorni con le strutture ricettive oltre a chiedere alte percentuali sul prenotato? La cosa più brutta è che hanno un bel predominio (assoluto) nelle Serp di Google, ovvero nel posizionamento. Qualsiasi viaggiatore che usi il motore per fare una ricerca del tipo “Hotel + località turistica”, troverà spesso come risultati nella prima pagina solo ed esclusivamente i portali turistici. E chi ci rimette in tutto questo? Gli albergatori che da molto tempo faticano o commissionano web agency ed esperti SEO per riuscire ad ottenere un buon posizionamento. Ma non ci si riesce. L’unica via per rimediare a questo è accontentarsi nel saper sfruttare la Long Tail. Ma “io albergatore” oggi rido e tifo per Google, che con la sua forza di mercato riuscirà ad imporsi in questo settore e soprattutto a rubare una consistente fetta di mercato ai portali turistici che hanno a che fare con il mondo dei viaggi e dei voli aerei. Oltretutto se Google riuscirà ad imporsi a dovere, con il sito web della mia struttura ricettiva posso riuscire a ritagliarmi un piccolo spazio nelle ricerche sul motore. Ma soprattutto devo essere contento dell’operato di Google, perchè in un certo senso questo sta facendo un pò di valorizzazione del settore turistico. Sta offrendo servizi ai viaggiatori, in alcuni casi fa anche valorizzazione del territorio grazie ai contenuti che riesce ad offrire sul web. Insomma Google alla fine è solo un efficiente mezzo con cui un viaggiatore esperto nelle ricerche potrebbe giungere nella mia località turistica e nelle migliori delle ipotesi soggiornare nella mia struttura ricettiva. E quindi quando i portali turistici si permettono di alzare un polverone contro Google, bisogna augurarsi che questo resti inascoltato proprio come rimane sempre inascoltato il polverone che spesso gli albergatori alzano nei confronti delle “orecchie da mercante” dei portali turistici. Ma questo è solo un mio parere, che ammetto essere condizionato dal fatto che mi occupo di SEO e quindi i motori di ricerca sono il mio pane quotidiano. L’agenzia di viaggi è morta? By Fabrizio Todisco Sono 10 mila o forse 15 mila o 18 mila, le cifre variano a seconda della fonte le agenzie di viaggi in Italia. Nonostante la diminuzione delle commissioni da parte dei TO, il quasi totale azzeramento delle commissioni da parte delle compagnie aeree, i processi di disintermediazione avviati dagli stessi TO e dalle low cost e sopratutto nonostante INTERNET, sono ancora tante e forse davvero troppe le agenzie che operano in ITALIA. Tante però sono anche le agenzie che chiudono o che ormai sono destinate alla chiusura. Indagini e statistiche ci confermano ormai da tempo, che Il web ha assunto un ruolo fondamentale nella preparazione della vacanza. Ultima in ordine di tempo l’indagine realizzata da Contact lab e NetCom, non vi annoio con i numeri ma dateci comunque un occhiata (Consumer Behaviour Report 2010 viaggi e vacanze!) C’è chi utilizza internet per aquistare la propria vacanza completamente on-line, chi preferisce utilizzarlo solo per reperire informazioni turistiche (info-commerce), chi preferisce ricercare l’offerta on-line e prenotare comunque in agenzia, senza dimenticare chi utilizza il web anche nella fase post-vacanza per condividere la sua esperienza. Ma internet per le agenzie di viaggio sembra rappresentare ancora una minaccia e non opportunità! Le agenzie che hanno un sito web, attraverso il quale sia possibile concludere effettivamente una transazione, sono davvero poche, e da quando vedo in giro sono poche anche quelle che curano con costanza il proprio spazio web, addirittura pare che gli agenti di viaggio non abbiano nemmeno il tempo per richiedere la mail ai propri clienti Insomma sotto il profilo dell’innovazione c’è molto da lavorare… e la questione non si rivolve certo cavalcando l’onda della social media mania che sicuramente ha travolto anche le travel agency: gruppi, profili e pagine che nella maggior parte dei casi sono dei monologhi pieni di pubblicità… Forse la mancanza di tempo non ha ancora chiarito come utilizzare i social network... C’è chi invece ha capito bene queste dinamiche: Nadia agente di viaggio trevigiana , vi consiglio di dare un occhiata a cosa è riuscita a tirar su: Io Amo viaggiare Nonostante gli agenti sono stati i primi attori a doversi rapportare alla rete, sembra che siano rimasti letteralmente spiazzati da questa nuova web revolution è risulta evidente l’esigenza di una totale riprogettazione delle agenzie e della loro posizione all’interno della filiera. In questo senso gioca un ruolo importante la formazione, tra l’altro scopro con piacere che quest’anno in BTO , il primo evento in Italia rivolto al mercato turistico on-line, hanno deidicato un panel ad agenzie e TO, come scopro con interesse i tanti laboratori web oriented per le agenzie organizzati al TTI di Rimini … qui il programma completo dei TTG LAB tra cui ne segnalo alcuni che ritengo particolarmente interessanti: • E-Commerce per le Agenzie di Viaggio • Come le agenzie di viaggio possono alimentare il passaparola nel web 2.o • Dynamic Package, eventi naturali, vendita on-line di pacchetti: situazioni esistenti sul mercato, ma non disciplinate legalmente • Le strategie di video marketing digitale per la promozione turistica
  8. 8. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 8 • E’ora di ridefinire il SEO. Nuove pratiche di visibilità e posizionamento in rete per operatori turistici Perchè in effetti secondo me L’agenzia di viaggio non è assolutamente morta ma deve al più presto riorganizzarsi e riprogettarsi… e sopratutto puntare sul web! Puntare sul web è il primo step per una sorta di rinascita delle agenzie, è imporante quindi investire in questo senso. Ma quali sono i punti principali per una web strategy efficace? -Un sito web dinamico dotato di un CMS, creare un sito web dinamico in modo da poter lavorare costantemente sugli aggiornamenti costituiti non dalla semplice offerta commerciale ma anche da consigli, suggerimenti e informazioni utili per organizzare la vacanza. -Seo e ottimizzazione per i motori di ricerca Un sito web non serve a nulla se non riceve visite, è importante quindi lavorare sull’ottimizzazione di quest’ultimo in modo da garantirsi una buona visibilità sui motori di ricerca. - Una strategia social oriented, non basta registrarsi ai principali social network quindi anche se siete già presenti sui principali canali sociali è importante iniziare a conversare e interagire con i vostri followers senza annoiarli con la solita PUBBLICITA’! - Newsletter , le mail dei vostri clienti sono un patrimonio da gestire accuratamente -Una Promozione specifica on-line mirata all’apertura di nuovi mercati e nuovi canali per commercializzare non solo la proprie offerte ma anche l’offerta turistica locale, la vostra strategia on-line deve essere senza alcun dubbio mirata all’apertura di nuovi mercati… sfruttare il web per promuovere l’offerta turistica locale è la migliore possibilità per entrare in nuovi mercati. -Una Promozione di offerte e paccheti in un ottica multicanale, sia on-line che off line sono tantissimi i canali su cui potete veicolare la vostra offerta commerciale… è importante non tralasciare nulla. -E-Commerce … ma solo se fatto bene! L’e-commerce merita sicuramente un discorso più complesso ed un investimento importante… la mia opinione è E-commerce si ma solo se fatto bene, altrimenti sopratutto per le piccole agenzie è sicuramente meglio promuoversi on-line per vendere off-line! Questi sono secondo me i punti principali da cui ripartire, il web può costituire la più importante risorsa per la vostra agenzia, e bsgona rendersene conto al più presto, poi è ovvio che ci sono dei fattori esterni che non dipendono direttamente da voi , come ad esempio i rapporti TO-ADV , ma questo è un argomento che richiederebbe un discorso a sè e che preferisco non affrontare. Il marketing dei pecoroni ha massificato i siti web By Arturo Salerno Tutti a seguire le indicazioni, tutti a fare in maniera automatica le stesse azioni, tutti ad applicare le stesse metodologie, tutti a controllare i livelli di posizionamento. Nessuna differenziazione, la massificazione dei contenuti e delle pagine regna sovrana sulla percezione positiva o negativa della qualità di un contenuto piuttosto che della quantità di un contenitore. Siamo arrivati a riempire le nostre pagine con parole chiave ovunque nel testo, link spalmati nella parti più impensate, testo di ancoraggio spersonalizzati. Il grassetto da una parte, il corsivo da un altra, il titolo sottolineato. L’obiettivo era ed è posizionare, era ed è far arrivare gente, avere visibilità e gratificarsi di quanto raggiunto. Sentirsi orgogliosamente vittorioso in una logica concentrata sul concetto di chi prima arriva meglio alloggia. Così è stato. Così continua ancora ad essere. Abbiamo riempito i nostri siti web di pagine che trattano dei più disparati argomenti, tutti concentrati sul raggiungimento della lunga coda, sul posizionamento di pagine per ricerche specifiche. Visitatori totali come metro di gratificazione, visitatori unici come metro di classificazione. Massificati non solo gli argomenti ma gli strumenti per valutare. E la creatività? In tutto questo la creatività dove è andata a finire? La creatività di creare, di stupire, di meravigliare, di utilizzare nuove forme di comunicazione, di approfondire, di ricercare. Messa da parte perché considerata non appartenente a noi, considerata dispersiva e non efficace nel medio tempo. Abbiamo raggiunto i nostri obiettivi di posizionamento facendo sacrifici, spendendo tempo e cercando di mantenere quel minimo di possibile raggiungimento dei nostri contenuti utili a far vivere, nella nostra percezione, la convinzione che il fine giustifica il mezzo. E poi? Poi abbiamo cercato di mantenere alta la posizione della nostra pagina cercando di evitare che la concorrenza riuscisse a non scalfire le nostre quote di mercato raggiunte. La mano tesa di G a questo tipo di approccio ha facilitato il raggiungimento di un livello dei risultati di bassa qualità oppure siamo stati noi tutti a diminuire il livello di qualità perché dovevamo per forza, visto che facciamo marketing, utilizzare la leva del posizionamento come strategia di promozione.
  9. 9. November 4th, 2010 Published by: webtravelmarketing 9 Per quanto possa essere pertinente G è una macchina e continuerà a esserlo. Non diamogli altro significato. Continuerà a classificare in base a ciò che troverà sparso nella rete. E noi dovremmo seguire come pecoroni le strategie di marketing perché è così che il mondo va. Meglio accodarci che differenziarci, meglio fare quello che fanno tutti perché è più facilmente riconoscibile e identificabile. Non possiamo concentrare la promozione sulla rete solo basandoci sulla classificazione di G. Non è questo che bisogna perseguire. Sarebbe troppo riduttivo e poco gratificante. Ditemi, quanti di voi hanno scritto una pagina web pensando solo a come fare per posizionarla su G? E nel frattempo ci siamo dimenticati di mettere il numero telefonico nella pagina. Facciamo ogni azione dicendo “oh questo è un link utile alla G” oppure “oh, questo è nonfollow”. Come se la G ci dicesse istantaneamente bravo, fai così, continua. Massifichiamo il nostro tempo così come massifichiamo le nostre pagine perché il marketing dei pecoroni è ciò che vogliamo o meglio è ciò che vogliono farci bastare. E fu così che arrivò S un nuovo modo di classificare, di organizzare, di raggiungere e di premiare. Forse stiamo assistendo a quel cambiamento che tanti aspettavano e che tanti avrebbero voluto assistere. Io, nel bene o nel male, decido chi è meritevole e lo giustifico con la percezione di come vedo io la qualità. CC Creative Commons WTM | C-Magazine non rappresenta una testata giornalistica ma è un mero aggregatore di notizie presenti sul web. Non può quindi considerarsi prodotto editoriale ai sensi della legge del 07-03-2001. Questo Magazine può essere liberamente divulgato, pubblicato,condiviso citandone la fonte. Facebook: http://www.facebook.com/web.travel.marketing

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