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Le licenze per la distribuzione dei contenuti culturali sul web
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Le licenze per la distribuzione dei contenuti culturali sul web

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Sara Di Giorgio, responsabile gruppo tecnico CulturaItalia, Istituto Centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane, Incontri formativi per le biblioteche e i musei della Provincia di Roma

Sara Di Giorgio, responsabile gruppo tecnico CulturaItalia, Istituto Centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane, Incontri formativi per le biblioteche e i musei della Provincia di Roma

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  • 1. Le licenze per la distribuzione dei contenuti culturali sul web Sara Di Giorgio Istituto Centrale per il catalogo unico delle biblioteche italiane responsabile gruppo tecnico CulturaItalia Incontri formativi per le biblioteche e i musei della Provincia di Roma
  • 2. CulturaItalia Aggregare: gli accordi I fornitori di contenuti aderiscono a CulturaItalia sottoscrivendo un accordo in cui vengono indicati i contenuti (metadati) da mettere a disposizione di CulturaItalia, le attività da svolgere per l’interoperabilità delle banche dati, la periodicità degli aggiornamenti. L’accordo prevede la possibilità di inviare i dati a Europeana secondo i termini previsti dal Data Exchange Agreement (DEA) basato sulla licenza aperta Creative Commons 0 (licenza relativa al Pubblico Dominio) per permettere il riuso dei dati sotto forma di Linked Open Data. L’obiettivo è di allineare CulturaItalia alla strategia di sviluppo di Europeana
  • 3. CulturaItalia/Europeana Nuova licenza CC0
  • 4. CulturaItalia/Europeana Nuova licenza CC0 Europeana chiede agli aggregatori di ottenere il permesso dai loro fornitori di dati, compresa una copia del DEA
  • 5. CulturaItalia/Europeana Nuova licenza CC0 La licenza distingue tra: Metadati: Informazioni testuali (inclusi i collegamenti ipertestuali) utili per individuare, interpretare e/o gestire il Contenuto Anteprima: Una rappresentazione visiva e/o sonora dei Contenuti in dimensioni ridotte, sotto forma di una o più immagini, file di testo, file audio e/o file di immagini in movimento. EDM:rights
  • 6. CulturaItalia Nuova licenza CC0 Per i metadati Europeana prevede:  che vengano forniti in linea con l’Europeana Data Model –i dati in formato EDM vengono trattati grazie a CulturaItalia tutti i metadati forniti a Europeana saranno pubblicato secondo i termini della Creative Commons 0 (licenza relativa al Pubblico Dominio) per permettere il riuso dei dati sotto forma di Linked Open Data  Europeana (e CulturaItalia) presenterà sempre l’attribuzione dei dati al fornitore  Europeana (e CulturaItalia) pubblicherà sempre un collegamento ai dati sul sito web del fornitore E  è sempre possibile richiedere Europeana di rimuovere o aggiornare i metadati
  • 7. CulturaItalia/Europeana Creative Commons Public Domain Dedication (CC0) Nuova licenza CC0 Nuova licenza CC0 Un'opera è nel pubblico dominio se è liberamente utilizzabile da chiunque per qualunque scopo senza restrizioni dovute al diritto d'autore (copyright). Gli enti titolari dei dati che desiderano rinunciare ai diritti sull'Opera al contribuiscono alla realizzazione di un patrimonio comune di opere creative, culturali e scientifiche definiti "Commons“, ‘beni comuni. Il pubblico potrà sviluppare ulteriormente, modificare, inserire in altre opere, riutilizzare e ridistribuire del tutto liberamente, in qualsiasi forma e per ogni finalità, inclusi e senza alcun limite anche scopi commerciali I metadati sotto CC0 possono essere ri-utilizzato senza restrizioni in diverse giurisdizioni, ricadendo sotto il Pubblico Dominio
  • 8. CulturaItalia Nuova licenza CC0 Per le anteprime Europeana prevede:  le anteprime non ricadono necessariamente sotto la licenza CC0 potranno essere utilizzate in base alla dichiarazione dei diritti espresse nel campo EDM:rights in cui è possibile specificare: tutte le licenze Creative Commons possono essere selezionatoe se il provider è il detentore del copyright e vuole concedere determinati diritti agli utenti  i diritti riservati - accesso gratuito (per indicare che l'opera è liberamente accessibile sul sito web del provider) o accesso a pagamento (per indicare che l'opera è accessibile previo al pagamento sul sito del provider) o accesso limitato (per indicare che ci sono delle restrizioni: disponibilità parziale, solo per i soci, etc) sconosciuto per indicare che lo stato dei diritti di un'opera è sconosciuto
  • 9. CulturaItalia Nuova licenza CC0 Rispetto al precedente Accordo (basato sulla licenza Creative Commons denominata “Attribuzione – Non commerciale 2.5”) con la DEA Europeana chiede la rimozione delle clausole che impediscono riutilizzazioni direttamente o indirettamente commerciali dei metadati. Questo è necessario per: pubblicare Linked Open Data distribuire le API sui siti web dei partner che possono presentare dei servizi commerciali condividere i dati con Wikipedia, i cui dati sono resi disponibili anche per il ri-utilizzo commerciale
  • 10. CulturaItalia Aggregare: gli accordi I partner di CulturaItalia che intendono rendere disponibili i loro dati a Europeana dovranno SOLO sottoscrivere la licenza di CulturaItalia con allegata la DEA e specificare al gruppo tecnico i diritti sulle anteprime. Sarà il sistema di CI a inserire i dati nei campi previsti dall’EDM:rights. I nuovi partner potranno decidere se inviare i dati a Europeana oppure renderli disponibili unicamente a CulturaItalia. Dal punto di vista tecnico la procedura di adesione è la stessa.
  • 11. dati.CulturaItalia • disponibili i primi dataset di test (Polo museale fiorentino, catalogo opere d’arte della Regione Marche) in CC0 successivamente anche altri dataset in CC0 e CC-BY. • SPARQL endpoint che rende interrogabili i dati in formato CIDOC-CRM attraverso: – – – • 1) un'interfaccia di interrogazione SPARQL 2) un'interfaccia di interrogazione iSPARQL; 3) una ricerca di testo. linking dei dati in formato CIDOC con gli authority file del VIAF (Viartual International Authority file: www.viaf.org ) e con i nomi geografici di GeoNames (www.geonames.org/) 03 December 2013 Event 11
  • 12. dati.CulturaItalia • Il nostro OAI Provider rende disponibili metadati in formato XML e RDF strutturati secondo vari schemi: – oai-dc (xml): schema OAI-PMH adottato dall’Open Archives Initiative Protocol for Metadata Harvesting – pico (xml): PICO Application Profile, il profilo applicativo di CulturaItalia – edm (rdf): Europeana Data Model, adottato dal portale Europeana – cidoc (rdf): CIDOC - Conceptual Reference Model nell’implementazione Erlangen CRM / OWL 12
  • 13. dati.CulturaItalia 13
  • 14. Grazie! sara.digiorgio@beniculturali.it