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Relazione cristina lonardi liu_jo
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  • 1. Cristina LonardiGrafica e Comunicazione 1Psicologia dei consumi culturali 2Docente: Matteo AstiAccademia di Belle Arti di Brescia Santa Gulia
  • 2. STORIALa moda - detta anche, storicamente costume - nasce solo in parte dalla necessità umana correlata allasopravvivenza di coprirsi con tessuti, pelli o materiali lavorati per essere indossati. In realtà l’abito assunseanche precise funzioni sociali, atte a distinguere le varie classi e le mansioni.Il termine moda deriva dal latino modus, che significa maniera, norma, regola, tempo, melodia, ritmo,tono, moderazione, guisa, discrezione.Dal XIX secolo si iniziano a distinguere i primi stilisti, che creavano nuovi tagli, nuove stoffe e nuovi canoninel modo di abbigliarsi, con l’adozione di nuovi abiti femminili quali il tailleur inventato alla fine del secolodall’inglese Redfern. Lo stilista capovolse il rapporto tra il sarto e la cliente, che ora dipendeva dalle sueidee ed era ben felice di indossare un abito firmato da lui e realizzato nel suo atelier. Gli stilisti lavoravanosolo per l’élite poiché i costi per l’ideazione e per la produzione erano molto alti.La rivoluzione industriale nata in Inghilterra alla fine del XVIII secolo, creò, nel campo della moda e dellatessitura, macchine che permettevano di tessere, tagliare e cucire con rapidità e a basso costo. Tuttaviala moda si avvicinò alla massa solo verso la metà dell’Ottocento, grazie all’invenzione di macchine pertagliare le pezze di tessuto e all’introduzione del telaio meccanico jaquard. All’inizio tali tecniche furonoapplicate soprattutto alle uniformi militari. Le nuove tecniche della chimica e l’invenzione dell’acciaiointrodussero materiali meno costosi: la tessitura meccanica accelerò la produzione di stoffa, così come lastampa delle decorazioni con coloranti industriali.
  • 3. LA MODA COME RISPOSTA A UNA TENSIONE IMITATIVA O DI DIFFERENZIAZIONE.La moda è la tendenza dell’uomo ad appartenere ad un gruppo sociale, chiamiamolo “fenomeno”, tral’altro importante,che condiziona e permette di catalogare ogni individuo.Tra i giovani il fatto di entrare a fare parte di un gruppo sta a significare anche l’acquisizione di caratteristichecome il modo di vestire che lo rendono simile agli altri.Tradizionalmente il formarsi delle mode è stato interpretato dagli studiosi come un meccanismo di“imitazione/differenziazione” tra gli individui, che prevede l’esistenza nella società di una strutturaa piramide: secondo questa teoria, l’abito adottato dagli esponenti della classe al vertice verrebbeprogressivamente imitato dagli strati sociali inferiori, dando luogo a un processo di diffusione che toglie alcapo originario la sua caratteristica di status symbol, in grado di differenziare chi lo porta.I primi fenomeni di variazione della moda nel campo dell’abbigliamento si sono riscontrati in Italia e inFrancia alla fine del Medioevo, con lo sviluppo dell’epoca moderna; nello stesso periodo iniziò anche unprocesso di sempre maggiore diversificazione tra l’abbigliamento maschile e quello femminile che avvenneanche nei vari ceti sociali.Un fenomeno di portata altrettanto sconvolgente fu rappresentato dalla moda giovanile degli anni Sessanta,dalla quale derivò la progressiva affermazione dell’informalità del vestire casual della funzionalitàdell’abbigliamento sportivo e, in particolare, dei blue-jeans. Emerse così di conseguenza una nuova figuradi stilista, che a partire dagli anni Ottanta cominciò a dettare legge nel mondo del vestire, grazie anche alsuccesso di alcune firme italiane, da Armani a Versace a Ferré.Tornando alla moda di oggi, si può notare come si tenga conto di molti fattori: l’innovazione, l’accessibilità,l’interesse, la praticità. Si può omai notare, come oggi anche i bambini hanno un loro modo di seguire lemode, ad esempio chiedono ai genitori qualcosa che a loro piace come un gioco, perché è nuovo e diversoma anche perché gli altri compagni già lo posseggono.La moda ha maggiore influenza soprattutto tra gli adolescenti perché, essendo in fase di crescita, devonoancora consolidare certezze e l’autostima, il modo in cui ci si veste infatti serve a mio parere a nascondere
  • 4. paure, insicurezze, disagi, mentre per gli adulti può esprimere l’appartenenza ad una classe sociale.LA MODA COME MODELLO PROVENIENTE DA CETI PIÙ ELEVATII ceti superiori sono così spinti a ricercare continuamente nuovi stili propri che a loro volta, col tempo,verranno adottati o imitati, avviando così un processo a catena.A dettar moda non sono solo gli stilisti e le persone famose, ma i talkshow, che anche se trasmettono unmessaggio negativo ai giovani (da un uso di italiano scorretto o a un linguaggio volgare come nei realityshow) lanciano mode e tendenze, ed essendo questi programmi molto seguiti e molto forte la pressioneche essi fanno sui ragazzi.Secondo gli ultimi dettami della moda, bisogna essere magri, palestrati, vestiti in maniera “trendy” o“fashion” per imitare l’idolo musicale, l’ attore del momento. I motivi che secondo me portano a questescelte sono diversi. Partiamo ad esempio da una dieta equilibrata e associata a un’attività fisica, fa benealla salute, permettendo di raggiungere gli stessi risultati della chirurgia con l’unica differenza che bisognaavere impegno e fatica. Ma anche il trucco è molto utilizzato e ormai chiunque possiede ne possiede unonella trousse.Sotto la spinta delle pubblicità giungono sempre nuovi prodotti: creme antirughe, mascara per cigliasempre lunghissime, rossetti per labbra voluminose. Il risultato è che, a fianco di visi “acqua e sapone”,compaiono maschere da carnevale!!Ma il desiderio di essere e diventare un icona tra gli amici, comporta anche a gravi disturbi che nel passatoneanche esistevano: come l’anoressia e quindi la ricerca del fisico da “top model” sembra portare grandeparte della ragazzine che pur di seguire questi modelli si arrecano danni. Tutto questo scompiglio, anchese è difficile da accettare è causato dalla moda, che ama più di ogni altra cosa (ad esempio la salute)ragazze sottili, alte ed affascinanti senza badare all’aspetto interiore.In altre occasioni, il problema si presenta guardando le copertine delle sfilate o i cataloghi di cased’abbigliamento, le cui modelle hanno perennemente scoperta una pancia piatta, con l’ombelico ornato
  • 5. da piercing. Questo sta ad evidenziare come la moda si sia evoluta e che portare i sandali aperti e senzad’inverno o la pancia scoperta sia ormai una cosa più che logica e del tutto normale.Concludendo, penso che un conto sia vestirsi in un certo modo, magari per delle occasioni importanti edun altro sia quello di mettere mettersi in mostra. Ognuno poi è libero di coprirsi o scoprirsi la pancia, farsiun tatuaggio o un piercing ma tutto questo penso debba avere un limite; evitando così, di metter in giocola nostra salute e il nostro intelletto e puntare solo sull’aspetto fisico, dimenticandoci delle cose che allafine rendono unica la nostra vita e cioè non quello di avere l’ultimo paio di jeans firmati ma stare bene, lafamiglia, gli amici un lavoro in pratica godersi la vita non facendosi troppo condizionare da chi utilizza lamoda per arricchirsi.
  • 6. LA MODA COME ACCELERAZIONE DEL TEMPO E L’EQUILIBRIO TRA IMITAZIONE E INNOVAZIONELe mode sono sempre momentanee, decadono in fretta e vengono sostituite, rinnovando questo processo.Oggi tutto nasce dal bisogno di far denaro, di proporre e vendere e poi proporre e vendere ancora: è lalogica del consumismo.Molti degli studi compiuti attorno alla moda si sono soffermati sugli aspetti più occasionali e frivoli dellastessa, o sulle precisazioni linguistiche del particolare gergo modale, o sulle considerazioni che riguardanole modificazioni indotte dalla moda sull’aspetto fisico (effetti del busto nel ‘700-’800, delle scarpe nelledonne della Cina imperiale eccetera), tutti elementi che esulano da quella che è la via maestra di questostudio.Quelli invece che mi sembrano alcuni dei problemi fondamentali su cui insistere, riguardano i rapportitra imitazione e rinnovamento nel campo della moda, e la continua dialettica tra coesione (tra i diversiindividui o gruppi di individui) e differenziazione degli stessi. Di che si tratta? È tipico della moda mirarecostantemente a un rinnovamento dei suoi canoni e delle sue strutture; anzi, è proprio nella mutevolezzadi questi fattori che risiede una delle caratteristiche di questo fenomeno sociale. D’altro canto è altrettantotipico della moda tentare di imitare quello che è già istituzionalizzato o che sta per esserlo, per cui ogninuovo aspetto assunto dalla moda verrà tosto ripreso e fatto proprio da quei settori della popolazioneche non erano stati informati. Il costante avvicendamento dei due momenti costituisce uno dei sostanzialimeccanismi modali e la durata della fase imitativa e differenziativa varia a seconda delle epoche, dellecondizioni socioeconomiche, culturali, politiche. (...)Sorge un importante quesito: se si debba in genere considerare la moda come tendente piuttosto versol’elemento conservatore o verso quello rivoluzionario. Basterebbe questo interrogativo a dirci quanto siaambigua la situazione della moda, e come si possa facilmente scivolare da una posizione all’altra conestrema facilità. (...) Accade spesso che la moda si rifaccia a bella posta a moduli e a schemi del passato,quando da questi stessi modelli può trarre lo spunto per un rinnovamento che spesso non è apparente, mache basta a giustificarne la caratteristica instabilità.
  • 7. LO SPOT (http://www.youtube.com/watch?v=YvoKZMmPfV8&feature=related)Spopola nel web lo spot dell’ultima linea jeans di Liu Jo, firmato da Agency.com, in cui un paio di jeansdella linea “Bottom up” indossati da una bella ragazza per strada conducono decine di persone, che hannoavuto l’incauta idea di voltarsi per ammirarli, a indossare collari ortopedici...L’idea è simpatica: girato in un elegante bianco e nero dall’atmosfera parisienne ha il merito di non scivolaremai nel volgare, cosa piuttosto semplice quando si tratta di pubblicizzare una nuova linea di jeans chesolleva ed evidenziai glutei femminili.Come? Tecnicamente grazie a un carrè rovesciato e a una pince applicata in un punto ben preciso: ivolumi all’altezza del bacino vengono rimodellati esaltando e slanciando le forme con un risultato senzaprecedenti.La nuova linea “Bottom up collection” nasce dalla voglia di valorizzare appieno la femminilità e risponderealle esigenze di ogni donna.Assolutamente da provare!