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Obiettivi del corso:
 Acquisire delle conoscenze teoriche inerenti il
movimento EBP, la metodologia, le principali
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Il movimento EBP
 L’attenzione si sposta da come leggere la
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Il movimento EBP
 I principi e gli strumenti dell’Evidence-Based
vengono integrati nella Clinical Governance, una
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Evidence-Based Medicine
 È un movimento culturale, nato in risposta ad
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Limiti dell’EBP
 Insufficienza delle prove di efficacia disponibili
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Limiti dell’EBP
 Difficoltà di adattare le prove di efficacia
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Limiti dell’EBP
 Ostacoli nell’applicazione dei risultati della
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Il metodo EBP
 Il processo che conduce ad un’assistenza
evidence-based inizia con una riflessione sulla
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La letteratura biomedica
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Il metodo EBP
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Le banche dati
GENERALI SPECIFICHE
Le banche dati
 Esistono anche delle banche dati, definite risorse
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Tipologie di ricerca clinica
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RICERCA DI BASE
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RICERCA QUALITATIVA
 Processo sistematico e rigoroso che si pone l’obiettivo di
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Tipologie di studi clinici
 Gli articoli di ricerca, pubblicati in letteratura,
possono essere suddivisi in:
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Tipologie di studi clinici
 Al secondo gruppo appartengono invece:
 revisioni tradizionali, che riassumono un gruppo di
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Gerarchia delle fonti
Rigoremetodologico
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Gerarchia delle fonti
La valutazione critica
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La valutazione critica
 RILEVANZA: argomento dello studio, importanza
nella pratica clinica, similarità con il proprio
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La valutazione critica
 FASE PRELIMINARE che consiste in una lettura del
titolo e dell’abstract per decidere se vale la p...
La valutazione critica
 Nella fase analitica è necessario valutare:
 VALIDITA’, la metodologia è corretta? le conclusion...
La ricerca nella pratica clinica
Sironi C. (2010) Introduzione alla ricerca infermieristica
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pratica clinico- assistenziale basata su prove di eff...
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Analisi critica di un articolo scientifico, 2ed

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  1. 1. nel contesto dell’Evidence-Based Practice (EBP) Dr. Cristiano RADICE Infermiere legale e forense Specialista in Infermieristica di terapia intensiva Dottore magistrale in Scienze Infermieristiche cristiano.radice@yahoo.it
  2. 2. Obiettivi del corso:  Acquisire delle conoscenze teoriche inerenti il movimento EBP, la metodologia, le principali tipologie di ricerca clinica (cenni)  Acquisire delle conoscenze teoriche in merito alle caratteristiche di un articolo di letteratura scientifica  Fornire degli strumenti per una lettura critica di un articolo di letteratura scientifica, applicandoli ad un caso specifico  Conoscere l’importanza di una pratica clinica sostenuta da prove di efficacia per un’assistenza etica e di qualità
  3. 3. Il movimento EBP  Partendo dalla constatazione che i risultati della ricerca avevano un impatto molto limitato nella pratica clinica, Cochrane (1972) sosteneva «è causa di grande preoccupazione constatare come la professione medica non abbia saputo organizzare un sistema in grado di rendere disponibili, e costantemente aggiornate, delle revisioni critiche sugli effetti dell’assistenza sanitaria».  Nel 1981 i ricercatori della McMaster Medical School pubblicano «How to read clinical journals». www.gimbe.org/eb/cronologia.html
  4. 4. Il movimento EBP  L’attenzione si sposta da come leggere la letteratura biomedica a come utilizzarla per risolvere i problemi clinici (1986).  JAMA identifica l’Evidence-Based Medicine come il paradigma emergente per la pratica clinica.  Nel 1993 viene fondata la Cochrane Collaboration con l’obiettivo di preparare, aggiornare e diffondere delle revisioni sistematiche di studi clinici controllati inerenti l’assistenza sanitaria.  Dal 1996 il movimento si diffonde anche ad altre professioni sanitarie.
  5. 5. Il movimento EBP  I principi e gli strumenti dell’Evidence-Based vengono integrati nella Clinical Governance, una nuova strategia di politica sanitaria promossa dal NHS inglese (1998).  Viene coniato il termine Evidence-Based Practice (EBP), per sottolineare la necessità che le decisioni di tutti i professionisti della salute debbano basarsi sulle migliori prove di efficacia (2000).  In occasione del Sicily Statement on EBP (2005), viene definito il core-curriculum dell’EBP, ossia un insieme di conoscenze, competenze ed attitudini.
  6. 6. Evidence-Based Medicine  È un movimento culturale, nato in risposta ad alcuni fenomeni che hanno portato ad una crisi della medicina tradizionale:  crescita esponenziale dell’informazione biomedica  limitato trasferimento dei risultati della ricerca nella pratica clinica  crisi economica (crescita della domanda e dei costi dell’assistenza sanitaria)  maggiore consapevolezza degli utenti  sviluppo delle tecnologie informatiche. www.gimbe.org/eb/definizione.html
  7. 7. Evidence-Based Medicine «L’Evidence-Based Medicine costituisce un approccio alla pratica clinica dove le decisioni cliniche risultano dall’integrazione tra l’esperienza del medico e l’utilizzo coscienzioso, esplicito e giudizioso delle migliori prove di efficacia disponibili, mediate dalle preferenze dei pazienti». Sackett et al. (1996)
  8. 8. Evidence-Based Nursing «L’Evidence-Based Nursing è il processo per mezzo del quale gli infermieri assumono le decisioni cliniche utilizzando le migliori ricerche disponibili, la loro esperienza clinica e le preferenze del paziente, in un contesto di risorse disponibili». Di Censo, Cullum e Ciliska (1998)
  9. 9. Evidence-Based Practice EBP Risultati delle ricerche scientifiche disponibili Esperienza clinica Preferenze dei pazienti Risorse disponibili
  10. 10. La ricerca infermieristica in Italia  In Italia lo sviluppo della ricerca infermieristica è andato di pari passo con l’ingresso della formazione di base in Università.  La disponibilità di riviste infermieristiche internazionali ed il contatto con le associazioni professionali in diverse parti del mondo hanno contribuito allo suo sviluppo. International Council of Nurses (ICN)
  11. 11. La ricerca infermieristica in Italia  La ricerca infermieristica è un’indagine sistematica che cerca di aggiungere nuove conoscenze infermieristiche a beneficio dei pazienti, delle famiglie e della comunità.  Comprende tutti gli aspetti relativi alla salute, alla prevenzione delle malattie, all’assistenza alle persone di tutte le età, durante la malattia e la guarigione, oppure l’accompagnamento verso una morte serena e vissuta con dignità. ICN (1999) Nurses Research: a tool for action. Nursing matters fact sheet.
  12. 12. La ricerca infermieristica in Italia  L’infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiorna saperi e competenze attraverso la formazione permanente, la riflessione critica sull’esperienza e la ricerca.  Progetta, svolge e partecipa ad attività di formazione. Promuove, attiva e partecipa alla ricerca e cura la diffusione dei risultati. Codice Deontologico dell’Infermiere (2009)
  13. 13. La ricerca infermieristica in Italia  Ciascun infermiere, a seconda del livello educativo raggiunto, deve possedere e sviluppare delle abilità inerenti la ricerca.  Ciò implica l’assunzione di differenti ruoli nella ricerca, da quello di semplice «utilizzatore» della ricerca a quello di «produttore» di ricerca e prove di efficacia. Sironi C. (2010) Introduzione alla ricerca infermieristica
  14. 14. EBP core-curriculum  Si configura come un processo di auto- apprendimento in cui i problemi clinici che insorgono durante l’assistenza al paziente stimolano la ricerca in letteratura di informazioni valide, rilevanti ed aggiornate, attraverso:  la formulazione di un quesito clinico  la ricerca delle prove di efficacia disponibili  la valutazione critica dei risultati ottenuti  l’integrazione nella pratica clinica. www.gimbe.org/eb/definizione.html
  15. 15. Limiti dell’EBP  Insufficienza delle prove di efficacia disponibili  In molti ambiti dell’assistenza non esistono delle ricerche di buona qualità, sull’efficacia di un intervento o delle sue alternative.  Questa «zona grigia» rappresenta un punto di partenza per la pianificazione di futuri progetti di ricerca.
  16. 16. Limiti dell’EBP  Difficoltà di adattare le prove di efficacia disponibili alle caratteristiche individuali dei pazienti:  studi clinici condotti su pazienti selezionati  contesto organizzativo differente.
  17. 17. Limiti dell’EBP  Ostacoli nell’applicazione dei risultati della ricerca nella pratica clinica:  abilità nella ricerca delle prove di efficacia  capacità di analizzarle criticamente  tempo e risorse disponibili  resistenza al cambiamento.
  18. 18. Il metodo EBP  Il processo che conduce ad un’assistenza evidence-based inizia con una riflessione sulla pratica clinica, volta ad identificare le aree di incertezza.  I problemi clinici che si incontrano nell’assistenza quotidiana devono essere efficacemente tradotti in un quesito clinico ricercabile.  Una volta recuperati gli articoli dalla letteratura, sarà necessario analizzarli criticamente, per decidere, eventualmente, di modificare la pratica clinica.
  19. 19. La letteratura biomedica  2.000.000 articoli scientifici vengono pubblicati ogni anno in oltre 20.000 riviste  400.000 citazioni bibliografiche vengono aggiunte ogni anno in MEDLINE Obsolescenza ? frammentazione ? applicabilità ?
  20. 20. Il metodo EBP  Se l’EBP è il processo mediante il quale i professionisti della salute assumono le decisioni cliniche utilizzando le migliori ricerche disponibili, è fondamentale chiarire quali siano i migliori studi utilizzabili.  Le fonti bibliografiche possono essere suddivise in:  fonti tradizionali (collega esperto, libri, manuali,…)  banche dati biomediche  nuovi strumenti editoriali (pubblicazioni secondarie, revisioni sistematiche, linee guida).
  21. 21. Il ruolo della tradizione… Affidarsi alla tradizione può risultare deleterio quando l’infermiere si adegua passivamente a modalità di lavoro radicate nel tempo e non motivate da prove di efficacia, al solo scopo di evitare di pensare, riflettere o assumersi responsabilità di prendere delle decisioni diverse in base alla persona o alla situazione in cui ci si trova. Sironi (2010) Introduzione alla ricerca infermieristica.
  22. 22. Le banche dati GENERALI SPECIFICHE
  23. 23. Le banche dati  Esistono anche delle banche dati, definite risorse secondarie, che consentono di reperire delle informazioni «pre-digerite», quali le revisioni sistematiche e le linee guida.
  24. 24. Tipologie di ricerca clinica Fain (2004) La ricerca infermieristica: leggerla,comprenderla e applicarla. RICERCA DI BASE Scoprire nuove conoscenze, sviluppare nuove teorie RICERCA APPLICATA Generare nuove conoscenze per migliorare l’assistenza infermieristica, prendere decisioni, risolvere problemi e orientare la pratica professionale RICERCA DESCRITTIVA CORRELAZIONALE Osservare ciò che accade durante l’attività professionale, scoprire e classificare nuove informazioni, chiarire le relazioni tra fenomeni. RICERCA SPERIMENTALE Dopo aver raggiunto un adeguato livello di conoscenza, intervenire, modificare e controllare il fenomeno per ottenere migliori risultati di salute per la persona.
  25. 25. RICERCA QUALITATIVA  Processo sistematico e rigoroso che si pone l’obiettivo di descrivere e di dare un significato alle esperienze umane  Utilizza delle modalità interattive e soggettive per esplorare le esperienze umane, il vissuto dei soggetti in studio  Processo sistematico, rigoroso e formale, basato sul metodo scientifico e fondato sull’attenta osservazione e misurazione dei fenomeni di interesse  Il ricercatore assume un ruolo distaccato e imparziale, evitando qualsiasi possibile interferenza nella raccolta dei dati, espressi in forma numerica  Oggettività e controllo stretto consentono la generalizzazione RICERCA QUANTITATIVA
  26. 26. Tipologie di studi clinici  Gli articoli di ricerca, pubblicati in letteratura, possono essere suddivisi in:  studi primari, che descrivono singole ricerche, effettuate su uno specifico gruppo di individui;  studi secondari, che hanno lo scopo di riassumere e di trarre delle conclusioni partendo dagli studi primari.  Al primo gruppo appartengono studi di tipo diverso, tra cui: studi sperimentali, quasi-sperimentali, osservazionali, descrittivi.
  27. 27. Tipologie di studi clinici  Al secondo gruppo appartengono invece:  revisioni tradizionali, che riassumono un gruppo di studi primari o l’opinione di esperti, senza una metodologia specifica;  revisioni sistematiche, che prevedono una metodologia scientifica, rigorosa e dichiarata;  metanalisi, che utilizzano una metodologia quantitativa per integrare i risultati numerici ottenuti da diversi studi primari;  linee guida, rappresentano delle raccomandazioni di comportamento derivate sia da studi primari che da revisioni sistematiche e metanalisi.
  28. 28. Gerarchia delle fonti Rigoremetodologico Numerodisoggetti
  29. 29. Gerarchia delle fonti
  30. 30. La valutazione critica  La valutazione critica di un articolo di letteratura scientifica consente di risolvere il problema dell’eccesso di informazioni pubblicate, separando gli studi «buoni» da quelli «cattivi».  Di fronte ad un articolo di letteratura scientifica come decidere se vale la pena leggerlo e se il contenuto sia credibile?
  31. 31. La valutazione critica  RILEVANZA: argomento dello studio, importanza nella pratica clinica, similarità con il proprio contesto organizzativo,…  FATTORI ESTRINSECI: autore (qualifica, esperienza, pubblicazioni), rivista di pubblicazione (peer-review)  FATTORI INTRINSECI: disegno dello studio, campione arruolato, metodi utilizzati, analisi statistiche,…
  32. 32. La valutazione critica  FASE PRELIMINARE che consiste in una lettura del titolo e dell’abstract per decidere se vale la pena proseguire con la fase successiva  FASE DI COMPRENSIONE che consiste in una lettura veloce dell’articolo (introduzione, discussione) per comprenderne l’argomento ed i punti più importanti  FASE ANALITICA che consiste in una lettura sistematica, precisa e con metodo di tutte le parti che costituiscono l’articolo per comprenderlo nel dettaglio  FASE DI SINTESI che consente di riassumere l’articolo, evidenziando le possibili implicazioni nella pratica clinica
  33. 33. La valutazione critica  Nella fase analitica è necessario valutare:  VALIDITA’, la metodologia è corretta? le conclusioni sono giustificate dalla scelta dei metodi? come sono risolti i possibili bias? le conclusioni sono ragionevoli?  AFFIDABILITA’, quali sono i risultati dello studio? sono statisticamente significativi?  APPLICABILITA’, i risultati ottenuti sono generalizzabili alla mia popolazione? i risultati sono significativi per la pratica clinica?
  34. 34. La ricerca nella pratica clinica Sironi C. (2010) Introduzione alla ricerca infermieristica Qualsiasi modifica del proprio modo di fare richiede fatica, formazione, impiego di energie, che in questo caso possono prevedere la revisione di procedure o di altri aspetti della propria attività lavorativa, magari consolidati da parecchio tempo.
  35. 35.  Chiari P., Mosci D., Naldi E. Evidence-Based Clinical Practice. La pratica clinico- assistenziale basata su prove di efficacia. Milano: McGraw-Hill (2011)  Sironi C. Introduzione alla ricerca infermieristica: i fondamenti teorici e gli elementi di base per comprenderla nella realtà italiana. Torino: Casa Editrice Ambrosiana (2010) Bibliografia

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