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documenti sulla questione Medjugorje

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    • Pagina 1 di 25MESSAGGIO 1si legga qui:26/04/2008-Veritas liberabit vosdi Monsignor Andrea GemmaVeritas liberabit vos di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Andrea Gemma*CITTA’ DEL VATICANO - Se avessi voglia di catalogare i motivi di vanto personale -cosa che non mi è affatto congeniale -, addurrei immediatamente il rumore che hasuscitato la mia presa di posizione negativa, proprio su queste pagine, a riguardo diormai famigerate presunte apparizioni. Mi hanno raggiunto, infatti, molti messaggi dicommento, alcuni decisamente negativi e baldanzosamente volti a negare anche alsottoscritto il diritto di esprimersi liberamente; altri, molti di più, con un sentimentoliberatorio di gratitudine e di adesione: “Finalmente!...”, sembravano voler direquesti ultimi commenti. Dopo tanta propaganda sdolcinata e miracolistica, dopoacritici aggiogamenti al carro del più rumorosamente vociante, è apparsaopportunamente chiarificatrice questa voce fuori dal coro. A quanti hanno tenuto adesprimermi senza mezzi termini la loro soddisfazione, ho dovuto immediatamente farpresente che la mia voce non ha fatto altro che ricalcare e, se si vuole, divulgare,quella ben più autorevole del Vescovo del luogo ove le presunte apparizioniavvengono e della pressoché intera conferenza episcopale di cui quell’Ordinario faparte. Inoltre, a quanti mi hanno lodato per il coraggio dimostrato, ho dovuto dire chein Italia un’intera conferenza episcopale regionale - quella della Toscana - ha detto lestesse cose, con l’autorità che un organismo del genere esercita a proposito diquesti fenomeni. Di più - evidenziamo -, i Vescovi della Toscana hanno affermato inpremessa del loro intervento che a ciò erano stati spinti autorevolmente da unimportante organismo della Santa Sede; quella Santa Sede che alcuni attendono chesi pronunci, quando che sia - ed il sottoscritto lo ha ribadito rispondendo qui sopraad un illustre teologo -, affermando che l’autorità competente a giudicare dellacredibilità di fenomeni soprannaturali è solo quella del Vescovo locale, come èavvenuto per Lourdes, per Fatima, per Siracusa. Ribadisco: affermare che la Chiesa -leggi: il Vescovo del luogo - non si sia pronunziata su tali presunte apparizioni è unafalsità, ingannatrice della buona fede dei devoti. So benissimo che per alcunipervicaci fautori dell’altra “verità” ogni argomentazione è buona. A suo tempo sidisse sommessamente, purtroppo, che Giovanni Paolo II era favorevole a quelleapparizioni. Lo si disse pure a proposito dell’allora Prefetto della Congregazione perla Dottrina della Fede, il Cardinale Joseph Ratzinger, oggi Benedetto XVI, il quale fucostretto a smentire con lettera a firma autografa di essersi mai interessato dellaquestione e meno che mai dato cenni di approvazione. Così stanno le cose. Dispiaceche la vicenda, con il suo rincorrersi di opinioni contrastanti, non faccia bene allacomunione ecclesiale né alla devozione autentica alla Vergine Santa. Per questoanche il sottoscritto non tornerà più sulla questione. Egli, infatti, come ha scritto nelpenultimo dei suoi quindici libri mariani, conosce un solo “vero messaggio dellaMadonna”, ed è quello scritto a caratteri indelebili nel Vangelo. *Vescovo di Santa Romana Chiesae qui:file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 2 di 2507/05/2008-Meminisse Iuvabitdi Monsignor Andrea GemmaMeminisse Iuvabit di Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Andrea Gemma*CITTA’ DEL VATICANO - Il sottoscritto, forse a causa di una inveterata deformazioneprofessionale, derivata dal lungo suo servizio nella scuola, ama gli approfondimenti, leprecisazioni, le puntualizzazioni. È quanto intende fare con questa nota. Mi è stato riferito,con un poco di scandalizzata meraviglia da miei amici, che un illustre mariologo assai notoper le sue opere che non ho mancato di leggere con frutto, ha criticato, sia pure condelicata cortesia, il pensiero da me espresso circa alcune presunte apparizioni, che glidebbono stare molto a cuore. Fin qui nulla di eccezionale e di strano! Un’ideale stretta dimano potrebbe concludere, con vicendevole stima, se il sottoscritto la merita, la vicenda.Tanto più che, circa le “cosiddette rivelazioni private”, resta per tutti i credenti assolutalibertà di aderirvi o meno, purchè si tenga fede sicura ed inconcussa circa la divinarivelazione contenuta nella Scrittura e nella sacra Tradizione. Sennonché le motivazioniaddotte dal noto teologo meritano, appunto, qualche precisazione. Il sottoscritto - egliafferma - non conoscerebbe il reale stato delle cose. Mi permetto di ribattere che,innanzitutto, “quod gratis affirmatur, gratis negatur”… E poi le informazioni che mi sonoprocurato provengono da fonti di primissima mano, addirittura dal primo interessatodell’evento, dall’attuale vescovo di Mostar col quale ebbi a suo tempo un lunghissimocolloquio e di cui ho in mano l’ultimo riassuntivo e definitivo pronunciamento, che è statoripreso autorevolmente anche da qualche conferenza episcopale regionale d’Italia. E quipuò innestarsi la seconda puntualizzazione. Afferma l’esimio mio interlocutore che laChiesa non si sarebbe ancora pronunciata al riguardo: nego recisamente. La buonateologia dovrebbe farci sapere che giudice primo ed unico di eventi che si sospettano diorigine soprannaturale è l’Ordinario del luogo, a meno che la Santa Sede non avochi a séespressamente la questione. I fatti di Lourdes e di Fatima hanno avuto - ed è statasufficiente - la sanzione dei rispettivi vescovi diocesani. È successo parimenti di recenteper alcuni fatti accaduti a Banneux in Belgio. Ricordo, come fosse ieri, di aver ascoltatodalle stesse labbra del venerabile Pio XII la sua gioia per aver appreso che tutta laConferenza Episcopale Siciliana si era pronunciata a favore dell’ormai celebre“lacrimazione” di Siracusa. A proposito dei fatti di cui stiamo parlando ci sono state almenotre commissioni dell’episcopato locale e tutte si sono pronunziate a quasi totale unanimitàin maniera decisamente negativa. Non si continui a dire, dunque, che la Chiesa, per boccadell’autorità competente, non si sia ancora pronunciata: ciò sarebbe contro la verità, eanche il mio eccellente interlocutore dovrebbe convenire che ciò dispiacerebbe assai allaSantissima Vergine, alla quale entrambi vogliamo molto bene. A questo punto posso offrirela mano idealmente per la stretta definitiva che conclude, spero, l’incidente. *Vescovo di Santa Romana Chiesae qui06/05/2008-Medjugorje, l’atto d’accusa del Vescovo-esorcista.Monsignor Gemma: “Le apparizioni della Madonna? Tutto falso:i veggenti mentono sotto ispirazione di Satana per arricchirsieconomicamente”Il prelato, che segue la vicenda sin dallinizio, parla di interessifinanziari e dellintervento del Maligno teso a spaccare i fedeli.E ribadisce: “La Chiesa ha già smascherato questamessinscena”file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 3 di 25 Medjugorje, l’atto d’accusa del Vescovo-esorcista. Monsignor Gemma: “Le apparizioni della Madonna? Tutto falso: i veggenti mentono sotto ispirazione di Satana per arricchirsi economicamente” di Gianluca BarileCITTA’ DEL VATICANO - Un misto tra interessi economici e diabolici, con i presuntiveggenti (nella foto) e i loro collaboratori direttamente coinvolti nei guadagni relativiall’elevatissimo flusso di pellegrinaggi e soggiorni in paese, e il Maligno bencontento di seminare zizzania tra i fedeli più convinti delle veridicità delle apparizionidi Medjugorje e la Chiesa, da sempre scettica verso quello che ha definito a piùriprese, per bocca dei due Vescovi di Mostar succedutisi nel tempo, ‘un grandeinganno’. Monsignor Andrea Gemma, già Vescovo di Isernia-Venafro, tra i più grandiesorcisti viventi, non usa mezzi termini: altro che la Vergine, a Medjugorje sonoapparsi, sinora, solo fiumi di denaro. Un’accusa grave, che dà la cifra non solo delcoraggio ma anche della levatura morale e spirituale del prelato che ha accettato dirispondere alle domande di ‘Petrus’ su una vicenda così spinosa.Dunque, Eccellenza, come definire Medjugorje?“E’ un fenomeno assolutamente diabolico, intorno al quale girano numerosi interessisotterranei. La Santa Chiesa, l’unica a potersi pronunciare per bocca del Vescovo diMostar, ha già detto pubblicamente, e ufficialmente, che la Madonna non è maiapparsa a Medjugorje e che tutta questa messinscena è opera del Demonio”.Lei parla di ‘interessi sotterranei’… Quali?“Mi riferisco allo ‘sterco del Diavolo’, al denaro, e a cosa, sennò? A Medjugorje tuttoavviene in funzione dei soldi: pellegrinaggi, pernottamenti, vendita di gadgets.Cosicché, abusando della buona fede di quei poveretti che si recano lì pensando diandare incontro alla Madonna, i falsi veggenti si sono sistemati finanziariamente, sisono accasati e conducono una vita a dir poco agiata. Pensi, uno di loro organizzadirettamente dall’America, con un guadagno economicamente diretto, decine dipellegrinaggio ogni anno. Ecco, costoro non mi sembrano proprio delle personedisinteressate. Anzi, unitamente a chi presta il fianco a questo clamoroso raggiro,hanno palesemente tutto l’interesse materiale di far credere di vedere e parlare conla Vergine Maria”.Monsignor Gemma, il Suo è un giudizio senza appello?“Potrebbe essere diversamente? Queste persone che asseriscono di essere incontatto con la Madonna, ma che in realtà sono ispirate solo ed esclusivamente daSatana, stanno creando scompiglio e confusione tra i fedeli per interessi e vantaggiassolutamente deprecabili. Pensi, poi, alla disobbedienza che hanno alimentato inseno alla Chiesa: la loro guida spirituale, un frate francescano cacciato dall’Ordine esospeso a divinis, continua ad amministrare invalidamente i Sacramenti. E numerosifile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 4 di 25sacerdoti di tutto il mondo, malgrado il divieto esplicito della Santa Sede, nondesistono dall’organizzare e dal prendere parte a pellegrinaggi con destinazioneMedjugorje. E’ una vergogna! Ecco perché parlo di una miscela tra interessipersonali e diabolici: i falsi veggenti e i loro assistenti intascano denaro, e il Diavolocrea discordia tra i fedeli e la Chiesa; i fedeli più accaniti, infatti, non ascoltano laChiesa, che - lo ripeto - ha sin dall’inizio ha messo in guardia dalla mendacia delleapparizioni di Medjugorje”.E se i presunti veggenti vedessero davvero la Madonna?“In realtà vedrebbero Satana sotto mentite spoglie. Perché Satana ha tuttol’interesse a spaccare la Chiesa contrapponendo le due correnti dei ‘pro’ e dei‘contro’ Medjugorje. E poi, non sarebbe una novità: lo stesso San Paolo asserisceche il Demonio può anche apparire come Angelo della Luce, e che cioè puòcamuffarsi. Lo faceva, ad esempio, con Santa Gemma Galgani. Ma al di là dei suoitravestimenti, il Maligno è già intervenuto e vi posso assicurare che è lui ad ispirare ifalsi veggenti sin dall’inizio con la lusinga del denaro facile”.Questi veggenti non Le piacciono proprio…“Per carità! Basta vedere come si comportano: sono disobbedienti verso la Chiesa,avrebbero dovuto ritirarsi a vita privata e invece continuano a propagandare le loromenzogne per scopi di lucro, facendo così il gioco del Diavolo! Il mio pensiero vaimmediatamente a Santa Bernadette, la veggente di Lourdes: questa dolce creaturavolle spogliarsi della sua vita e scelse l’abito da Suora per servire il Signore. Invece,gli impostori di Medjugorje continuano a vivere comodamente nel mondo senzamanifestare alcun tipo di amore né per Dio, né per la Chiesa”.I sostenitori di Medjugorje sottolineano che la Santa Sede non si è mai espressa inmateria.“Questa è un’altra menzogna! Come accennavo in precedenza, il Vaticano ha vietatoi pellegrinaggi da parte di sacerdoti in quel luogo ed ha già parlato per bocca dei dueVescovi succedutisi in questi anni a Mostar, i Monsignori Zanic e Peric, con cui hoparlato personalmente e che mi hanno sempre manifestato i loro dubbi. Veda,neanche per Fatima e Lourdes è accaduto che la Santa Sede si esprimessedirettamente sulle apparizioni mariane. Perché, dunque, avrebbe dovuto fareun’eccezione proprio in questo caso? La verità è che quando parla il Vescovo diMostar, parla la Chiesa di Cristo ed è a lui, che si esprime con l’autorità conferitaglidal Vaticano, che bisogna dare ascolto. Quindi, la Santa Sede si è sempre espressacon le parole del Vescovo di Mostar, evidenziando che Medjugorje è un ingannodiabolico. Ma le farà una confidenza. Vedrà che tra poco il Vaticano interverrà conqualcosa di esplosivo per smascherare una volta per tutte chi c’è dietro questoraggiro”.Gli stessi sostenitori fanno notare che a Medjugorje si registra ogni anno un recorddi conversioni e miracoli…“E’ una forzatura. E poi, chi conta tutte queste conversioni? Veda, se una persona siconverte, è perché ha una certa predisposizione, perché si sa guardare dentro,perché sa ricevere il dono dello Spirito. Il luogo in cui avviene questa conversione èdel tutto relativo. Pensiamo a San Paolo: si convertì per strada, e allora chedovremmo fare, scendere tutti in strada e attendere di essere convertiti? Per quantoriguarda i miracoli, le racconterò un aneddoto personale. Devo all’intercessione diNostra Signora del Rosario di Pompei la guarigione miracolosa di una persona dellamia famiglia, eppure non mi risulta che la Madonna sia mai apparsa a Pompei. Ecco,per credere, per essere guariti dentro e fuori, non occorre necessariamente cheMaria si faccia vedere”.Che Lei sappia, il Santo Padre Benedetto XVI quale opinione ha di Medjugorje?“Mi limiterò a sottolineare che fu lui, in quanto Cardinale Prefetto dellaCongregazione per la Dottrina della Fede, a emanare delle note ufficiali avverse aMedjugorje, come quella che vietava ai sacerdoti e ai religiosi di recarsi infile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 5 di 25pellegrinaggio in quella terra. Faccia lei…”.Invece si dice che Giovanni Paolo II fosse convinto della bontà delle apparizioni.“Una leggenda tutta da provare, fermo restando che le opinioni personali tali sono enon rappresentano in alcun modo un atto magisteriale”.MESSAGGIO 5Frattanto, confidando nel patrocinio della Vergine Immacolatache testé volemmo fosse universalmente invocata "Reginadella pace", come pure in quello dei tre novelli Santi (23),umilmente imploriamo il divino Spirito Paraclito, perché"conceda propizio alla sua Chiesa il dono dellunità e dellapace" (24) e con ulteriore effusione di carità, diretta allacomune salvezza, rinnovi la faccia della terra...Benedetto XV - Pacem Dei munus pulcherrimumBenedetto XVPacem, Dei munus pulcherrimum Lettera Enciclica23 maggio 1920Una vera pace è fondata sulla riconciliazione e sulla carità1. La pace, gran dono di Dio, di cui - come dice S. Agostino - nessuna tra le cose mortali è piùgradita, nessuna è più desiderabile e migliore (1) ; la pace per più di quattro anni così vivamenteimplorata dai voti dei buoni, dalle preghiere dei fedeli e dalle lagrime delle madri, finalmente hacominciato a risplendere sui popoli, e Noi per i primi ne godiamo. Senonché troppe ed amarissimeansie conturbano questa gioia paterna; poiché, se quasi dovunque la guerra in qualche modo ebbefine e furono firmati alcuni patti di pace, restano pur tuttavia i germi di antichi rancori; e voicomprendete, o Venerabili Fratelli, come nessuna pace possa aver consistenza né alcuna alleanzaaver vigore, quantunque escogitata in diuturne e laboriose conferenze e solennemente sanzionata, seinsieme non si sopiscano gli odi e le inimicizie per mezzo di una riconciliazione fondata sulla caritàvicendevole. Intorno a questo argomento adunque, che è della più alta importanza per il benecomune, vogliamo Noi intrattenervi, o Venerabili Fratelli, e nel tempo stesso mettere in guardia ipopoli che sono affidati alle vostre cure.Azione senza sosta del Papa per la ricerca della pace2. Veramente fin da quando per arcano disegno di Dio fummo assunti a questa Sede di Pietro, maiNoi abbiamo tralasciato, finché divampò la guerra, di adoperarci senza sosta affinché tutte le nazionidel mondo riprendessero tra di loro al più presto cordiali relazioni. Perciò non cessammo di pregare,di rinnovare esortazioni, di proporre vie di accomodamento, di esperire insomma ogni tentativo pervedere di aprire, col divino aiuto, una qualche apertura ad una pace che fosse giusta, onorevole eduratura; e frattanto rivolgemmo ogni Nostra paterna premura per lenire ovunque quel cumuloimmenso di dolori e di sventure dogni sorta che accompagnavano limmane tragedia. Orbene, comefin dallinizio del Nostro laborioso Pontificato la carità di Gesù Cristo Ci indusse ad adoperarci siaper il ritorno della pace, sia per mitigare gli orrori della guerra, così ora che una qualche pace è statafinalmente conchiusa, egualmente è la stessa carità che Ci spinge ad esortare tutti i Figli dellaChiesa, o meglio, tutti gli uomini delluniverso, perché vogliano deporre gli inveterati rancori e darfile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 6 di 25luogo al reciproco amore ed alla concordia.Il messaggio del Cristianesimo è stato chiamato "Evangelo dl pace"3. Non occorre che Ci dilunghiamo troppo a dimostrare come lumanità andrebbe incontro ai piùgravi disastri, se, pur essendo conchiusa la pace, continuassero tra i popoli latenti ostilità edavversioni. Non parliamo dei danni di tutto ciò che è frutto della civiltà e del progresso, come deicommerci e delle industrie, delle lettere e delle arti, le quali cose fioriscono soltanto in seno allatranquilla convivenza dei popoli. Ma, ciò che più importa, ne verrebbe colpita la vita stessa delcristianesimo che è essenzialmente fondato sulla carità, essendo chiamata la predicazione stessa dellalegge di Cristo "Evangelo di pace" (2) .Infatti, come voi ben sapete e più volte Noi abbiamo già ricordato, nessuna cosa fu così spesso e contanta insistenza trasmessa dal divino Maestro ai suoi discepoli, quanto questo precetto della caritàfraterna, come quello che in sé racchiude tutti gli altri e Gesù Cristo chiamò nuovo e suo un taleprecetto e volle che esso fosse come la tessera di riconoscimento dei cristiani, per cui si potesserofacilmente distinguere dagli altri. Né diverso infine fu il testamento che egli morendo lasciò ai suoiseguaci, quando pregò che si amassero fra loro, ed amandosi si sforzassero di imitare quella unitàineffabile che si riscontra tra le Persone della SS.ma Trinità: "Che siano tutti una sola cosa... comeuna sola cosa siam noi.., affinché siano consumati nellunità" (3).Gli Apostoli pertanto, seguendo le orme del divin Maestro, ed ammaestrati dalla viva sua voce, eranodi una assiduità meravigliosa nellesortare così i fedeli: "Sopra tutto poi abbiate perseverante fra voistessi la mutua carità" (4). "E sopra tutte queste cose conservate la carità, la quale è il vincolo dellaperfezione" (5). "Carissimi amiamoci lun laltro; perché la carità è da Dio" (6). A questi avvertimentidi Gesù Cristo e degli Apostoli erano ben ossequenti quei nostri fratelli di tempi antichi, i quali,sebbene appartenenti a diverse nazioni talvolta in lotta tra loro, tuttavia, cancellando il ricordo dellecontese con volontario oblio, vivevan in perfetta concordia. E veramente contrastava non poco unacosì intima unione di mente e di cuore da quelle mortali ostilità che allora divampavano in seno alconsorzio umano.Amare anche i nemici secondo il comandamento dl Gesù4. Ora, quanto si è detto fin qui per imprimere il precetto della carità, vale anche per il perdono delleoffese, non meno solennemente comandato dal Signore: "Ma io vi dico: Amate i vostri nemici; fatedel bene a coloro che vi odiano: e pregate per coloro che vi perseguitano e vi calunniano, affinchésiate figli del Padre vostro che è nei cieli: il quale fa che si levi il suo sole sopra i buoni e sopra icattivi" (7). Di qui quel gravissimo monito dellApostolo S. Giovanni: "Chiunque odia il suo fratello,è omicida. E voi sapete, che nessun omicida ha la vita eterna abitante in se stesso" (8). Finalmente,Gesù Cristo ci ha insegnato a pregare il Signore in modo che noi stessi domandiamo di essereperdonati a patto di perdonare agli altri: "E rimetti a noi i nostri debiti, come anche noi li rimettiamoai nostri debitori" (9). Che se talvolta riesce troppo ardua e difficile losservanza di questa legge, avincere ogni difficoltà, lo stesso Redentore del genere umano non solo ci assiste con la sua divinagrazia ma anche col suo mirabile esempio, poiché mentre pendeva dalla croce, scusò presso il Padrecoloro che così ingiustamente e iniquamente lo tormentavano, con quelle parole: "Padre, perdonaloro: giacché non sanno quel che si fanno" (10). Noi pertanto, che per i primi dobbiamo imitare lamisericordia e la benignità di Gesù Cristo, di cui, senza alcun merito, teniamo le veci, a suo esempioNoi perdoniamo di gran cuore a tutti e singoli i Nostri nemici che consapevoli o inconsci ricoprironoo coprono anche ora la persona e lopera Nostra con ogni sorta di ingiurie, e tutti abbracciamo consomma carità e benevolenza non tralasciando alcuna occasione per beneficarli quanto più possiamo:e ciò stesso son tenuti a praticare i cristiani veramente degni di tal nome, verso coloro dai quali,durante la guerra, ricevettero offesa.Il triste spettacolo delle miserie derivanti dalla guerrafile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 7 di 255. Infatti la carità cristiana non si limita a non odiare i nemici e ad amarli come fratelli, ma vuoleancora che facciamo loro del bene; seguendo in ciò le orme del nostro Divin Redentore, il quale"compì la sua carriera, facendo del bene e sanando tutti coloro che erano sotto il potere deldiavolo" (11) e terminò il corso della sua vita mortale, spesa tutta nel beneficare immensamente gliuomini, versando per essi il suo sangue. Per cui disse S. Giovanni: "Da questo abbiamo conosciutolamore: poiché Egli ha dato la sua vita per noi: e noi pure dobbiamo dare la vita per i fratelli. Chiavesse dei beni di questo mondo, e vedesse il suo fratello in necessità, e gli chiudesse il suo cuore,come può essere in costui lamore di Dio? Figlioli miei, non amiamo in parole e con la lingua, macon le opere e con verità" (12). Mai però vi fu tempo in cui si dovessero più "dilatare i confini dellacarità" quanto in questi giorni di universale angustia e dolore; né mai forse come ora ebbe bisognolumanità di quella comune beneficenza che fiorisce dal sincero amore per il prossimo e che è pienadi sacrificio e di fervore. Poiché, se volgiamo lo sguardo dovunque la guerra ha imperversatofuribonda, ci si parano innanzi immense regioni desolate e squallide, moltitudini ridotte a taleestremo da mancare di pane, di indumenti e di letto; vedove ed orfani innumerevoli nellattesa di unqualche soccorso; infine uningente schiera di esseri debilitati, specialmente bambini e fanciulli, iquali attestano nei loro corpicciuoli miseri latrocità della guerra.La Chiesa ha sempre operato come il buon Samaritano6. A chi contempla tal quadro di miserie, da cui è oppresso il genere umano, saffaccia spontaneo allamente il ricordo di quel viandante evangelico (13), il quale, recandosi da Gerusalemme a Gerico,simbatté negli assassini, che, spogliatolo e copertolo di ferite, lo abbandonarono semivivo sulla via.I due casi si assomigliano grandemente; e come a costui si avvicinò pieno di compassione ilSamaritano che versatogli sulle ferite olio e vino lo fasciò, lo condusse allalbergo e si prese cura dilui; così a risanare le ferite del genere umano è necessario che vi appresti la sua mano Gesù Cristo, dicui il Samaritano era figura ed immagine.Tale appunto è lopera ed il compito che la Chiesa per sé reclama come erede e custode dello spiritodi Gesù Cristo; la Chiesa, diciamo, la cui intera esistenza è tutta intessuta di una mirabile varietà dibenefici: essa, infatti, "quale vera madre dei cristiani, ha tali tenerezze di amore per il prossimo cheper tutti i vari malanni che travagliano lanima col peccato, ha pronta ogni specie di medicina"; onde"tratta ed ammaestra puerilmente i fanciulli, i giovani con fortezza, i vecchi con placida calma,secondo che ciascuno è tale non solo di corpo ma anche di animo" (14). Questi modi cristiani dicomportarsi poi, raddolcendo gli animi, sono di una straordinaria efficacia per ricondurre i popolialla tranquillità.Invito a tutti i cattolici, religiosi e laici, ad operare per ristabilire la concordia7. Perciò vi preghiamo, o Venerabili Fratelli, e vi scongiuriamo nelle viscere di carità di Gesù Cristo,adoperatevi pienamente non solo per stimolare i fedeli a voi affidati a deporre gli odi e a condannarele offese, ma anche per promuovere con più intensità tutte quelle opere di cristiana beneficenza, chesiano di aiuto ai bisognosi, di conforto agli afflitti, di presidio ai deboli, che arrechino insomma unsoccorso opportuno e molteplice a tutti coloro che hanno riportato dalla guerra una più gravedisgrazia. Desideriamo che voi esortiate specialmente i vostri sacerdoti, come ministri di pace,affinché siano assidui in questo che è il compendio essenziale della vita cristiana, cioè nellinculcarelamore verso i prossimi, anche se nemici, e "fatti tutto a tutti" (15) in modo da essere di luminosoesempio, combattono ovunque contro 1 inimicizia e lodio, ben sicuri di fare cosa gratissima al Cuoreamantissimo di Gesù e a Colui che, sebbene indegnamente, ne sostiene le veci qui in terra. A questoproposito si devono pure caldamente esortare e pregare i giornalisti e scrittori cattolici, perché "comeeletti di Dio, santi ed amati", vogliano rivestirsi "di viscere di misericordia e di benignità" (16),esprimendola nei loro scritti, con lastenersi non solo dalle false e vane accuse, ma ancora da ogniintemperanza e asprezza di linguaggio, la quale, mentre è contraria alla legge cristiana, non farebbealtro che riaprire piaghe non ancora risanate, tanto più che gli animi già inaspriti da recenti ferite malsopportano ogni più lieve ingiuria.file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 8 di 25È necessaria la ripresa di relazioni amichevoli fra i popoli già in guerra fra loro8. Quanto noi abbiamo qui ricordato ai singoli circa il dovere che essi hanno di praticare la carità,intendiamo che sia pure esteso a quei popoli che hanno combattuto la grande guerra, affinché,rimossa, per quanto è possibile, ogni causa di dissidio e salve naturalmente le ragioni della giustizia,riprendano tra di loro relazioni amichevoli. Poiché non è affatto diversa la legge evangelica dellacarità tra gli individui da quella che deve esistere tra gli Stati e le nazioni, non essendo esse infineche linsieme dei singoli individui. Dal momento poi che la guerra è cessata, non solo per motivi dicarità ma anche per una certa necessità di cose, si va delineando un legame universale di popoli,spinti naturalmente ad unirsi fra loro da mutui bisogni, oltreché da vicendevole benevolenza,specialmente ora con laccresciuta civilizzazione e con le vie di comunicazione mirabilmentemoltiplicate.Tolto il divieto ai Sovrani cattolici di venire a Roma in forma ufficiale9. E veramente questa Sede Apostolica non si stancò mai dinculcare durante la guerra, comedicemmo, un tale perdono delle offese e la fraterna riconciliazione dei popoli, conformemente allalegge santissima di Gesù Cristo e secondo le stesse esigenze del consorzio civile; né permise chequesti principi morali fossero dimenticati anche in mezzo alle rivalità e agli odi; ed ora, dopo itrattati di pace, questi principi li propugna e li proclama ancor più altamente; come ha fatto pocanzinella lettera ai vescovi della Germania (17) e nellaltra indirizzata allArcivescovo di Parigi (18). Epoiché a mantenere ed accrescere questa concordia tra le genti non poco contribuiscono le visite chei capi degli Stati e dei Governi usano reciprocamente farsi per sbrigare gli affari di maggioreimportanza, Noi, considerando le mutate circostanze dei tempi e la piega pericolosa degli eventi, purdi cooperare a questo affratellamento dei popoli, non saremmo alieni dal mitigare in qualche modo ilrigore di quelle condizioni che, abbattuto il Governo civile della Santa Sede, furono giustamentestabilite dai Nostri antecessori ad impedire la venuta dei Sovrani cattolici a Roma in forma ufficiale.Però nel tempo stesso solennemente proclamiamo che questa Nostra remissività, consigliata, omeglio voluta, come pare, dalla gravità di tempi che corrono, non si deve affatto interpretare qualeuna tacita rinunzia ai sacrosanti diritti, quasi che la Santa Sede si contenti dello stato anormale in cuisi trova al presente. Che anzi "le proteste che i Nostri Predecessori fecero più volte, non affatto mossida interessi umani ma dalla santità del dovere, per difendere cioè la dignità e i diritti di questa SedeApostolica. Noi qui, in questa circostanza, le rinnoviamo per le identiche ragioni", chiedendoripetutamente e con maggior insistenza che, mentre si è pattuita la pace tra le nazioni, "cessi ancheper il Capo della Chiesa questa condizione anormale, che gravemente nuoce, e per più motivi, allastessa tranquillità dei popoli" (19).Invito a costituire una Lega delle nazioni10. Ristabilite così le cose, secondo lordine voluto dalla giustizia e dalla carità, e riconciliate tra diloro le genti, sarebbe veramente desiderabile, o Venerabili Fratelli, che tutti gli Stati, rimossi ivicendevoli sospetti, si riunissero in una sola società o meglio famiglia dei popoli, sia per garantire lapropria indipendenza, sia per tutelare lordine del civile consorzio. E a formar questa società fra legenti è di stimolo, per tacere molte altre considerazioni, il bisogno stesso generalmente riconosciutodi ridurre, se non è dato di abolire, le enormi spese militari che non possono più oltre esseresostenute dagli Stati, affinché in tal modo si impediscano per lavvenire guerre così micidiali etremende e si assicuri a ciascun popolo nei suoi giusti confini lindipendenza e lintegrità del proprioterritorio.La Chiesa nei secoli passati ha sempre operato per lunione dei popoli11. E una volta che questa Lega tra le nazioni sia fondata sulla legge cristiana, per tutto ciò cheriguarda la giustizia e la carità, non sarà certo la Chiesa che rifiuterà il suo valido contributo, poiché,essendo essa il tipo più perfetto di società universale, per la sua stessa essenza e finalità è di unafile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 9 di 25meravigliosa efficacia ad affratellare tra loro gli uomini, non solo in ordine alla loro eterna salvezza,ma anche al loro benessere materiale; li conduce cioè attraverso i beni temporali, in modo da nonperdere gli eterni. Perciò sappiamo dalla storia, che da quando la Chiesa pervase del suo spirito leantiche e barbariche genti dEuropa, cessarono un po alla volta le varie e profonde contese che ledividevano, e federandosi col tempo in una unica società omogenea, diedero origine allEuropacristiana, la quale, sotto la guida e lauspicio della Chiesa, mentre conservò a ciascuna nazione lapropria caratteristica, culminò in una compatta unità, fautrice di prosperità e di grandezza. Moltobene a questo proposito dice S. Agostino: "Questa città celeste, mentre vive esule quaggiù in terra,chiama a sé cittadini di ogni nazione, e compone di tutte le genti una sola società pellegrinante; nonsi cura di ciò che vi è di diverso nei costumi, nelle leggi e nelle istituzioni; cose tutte che, mirandoalla conquista e al mantenimento della pace terrena, la Chiesa, invece di ripudiare o distruggere,gelosamente conserva; poiché, quantunque esse variino secondo le nazioni, vengono tutte indirizzateallo stesso fine della pace terrena, purché non impediscano lesercizio della religione che insegna adadorare lunico sommo e vero Dio" (20). E lo stesso Santo Dottore così parla alla Chiesa: "Tu, icittadini, le genti e gli uomini tutti, rievocando la comune origine, non solo li unisci tra loro maancora li affratelli" (21).Esortazione finale a tutti i popoli12. Noi pertanto, rifacendoci al principio del Nostro discorso, Ci rivolgiamo con affetto a tutti iNostri figli e li scongiuriamo nel nome di Nostro Signor Gesù Cristo perché vogliamo dimenticare lereciproche rivalità ed offese, e stringersi nellamplesso della carità cristiana, dinanzi a cui non visono stranieri; esortiamo inoltre vivamente tutte le nazioni affinché, sotto linflusso dellabenevolenza cristiana, sinducano a stabilire tra loro una vera pace e a collegarsi in ununica alleanza,che, con laiuto della giustizia, sia duratura; infine facciamo appello a tutti gli uomini e popoli dellaterra perché aderiscano con la mente e con il cuore alla Chiesa Cattolica, e per la Chiesa, a CristoRedentore del genere umano: così che possiamo loro rivolgere con tutta verità quelle parole di S.Paolo agli Efesini: "Ma adesso in Cristo Gesù, voi che eravate una volta lontani, siete diventativicini, mercé il Sangue di Cristo. Poiché egli è nostra pace, egli che delle due cose ne ha fatta unasola, annullando la parete intermedia di separazione... distruggendo in se stesso le inimicizie. Evenne ad annunziare la pace a voi, che eravate lontani, e pace ai vicini". Né sono meno a propositoquelle parole che il medesimo Apostolo indirizzava ai Colossesi: "Non mentite più luno versodellaltro, essendovi spogliati delluomo vecchio e di tutte le opere di lui, ed essendovi rivestiti delnuovo, di quello, il quale, si va rinnovando in proporzione della conoscenza, conformandosiallimmagine di colui che lo creò: dove non cè Greco e Giudeo, circonciso e incirconciso, Barbaro eScita, servo e libero: ma Cristo in ogni cosa ed in tutti" (22).Frattanto, confidando nel patrocinio della Vergine Immacolata che testé volemmo fosseuniversalmente invocata "Regina della pace", come pure in quello dei tre novelli Santi (23),umilmente imploriamo il divino Spirito Paraclito, perché "conceda propizio alla sua Chiesa il donodellunità e della pace" (24) e con ulteriore effusione di carità, diretta alla comune salvezza, rinnovila faccia della terra...Note(1) De civitate Dei, lib. XIX, c. XI.(2) Ef 6, 13.(3) Gv 17, 21-23.(4) 1Pt 4, 18.(5) Col 3,14.(6) 1Gv 4, 7.(7) Mt 5, 44-45.(8) 1Gv 3, 15.file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 10 di 25(9) Mt 6, 12.(10) Lc 23, 34.(11) At 10, 38.(12) 1Gv 3, 16-18.(13) Lc 10, 30.(14) Cfr. S. Agostino, De moribus Ecclesiae catholicae, lib. I, c. XXX.(15) 1Cor 9, 22.(16) Col 3, 12.(17) Lettera Apostolica Diuturni, 15 luglio 1919.(18) Epistola Amore ille singularis, 7 ottobre 1919.(19) Lettera enciclica, Ad beatissimi, l° novembre 1914.(20) De civitate Dei, lib. XIX, c. XVII.(21) De moribus Ecclesiae catholicae, lib. I, c. XXX.(22) Ibidem, II, 13 ss.: III, 9-11.(23) S. Gabriele dellAddolorata, S. Margherita M. Alacoque e S. Giovanna dArco.(24) "Segreta" nella Festa del Corpus Domini.MESSAGGIO 15suggerisco questa lettura AUTOREVOLE[PDF]La verità su Medjugorje VEDI DOCUMENTO STAMPATOMESSAGGIO 20Ho trovato anche dei documenti interessantihttp://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=108 oppure questo del 2004 cliccando qui (PDF)In seguito a numerose richieste di informazioni sulla presunta approvazione delle apparizioni diMedjugorje da parte della gerarchia cattolica pubblichiamo alcune prese di posizione ufficiali.1991LA DICHIARAZIONE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE DELLEX JUGOSLAVIA APROPOSITO DI MEDJUGORJEDurante la seduta ordinaria della conferenza episcopale italiana svoltasi a Zara dal 9 all11aprile 1991 è stata adottata la seguenteDICHIARAZIONEfile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 11 di 25I vescovi sin dallinizio seguono le apparizioni di Medjugorje tramite il vescovo della diocesi,la commissione episcopale e la commissione della conferenza episcopale jugoslava perMedjugorje.Sulla base delle ricerche sin qui compiute non è possibile affermare che si tratta diapparizioni e fenomeni soprannaturali.Tuttavia, i numerosi credenti che arrivano a Medjugorje provenienti da vari luoghi e spintida motivi religiosi e di altro genere hanno bisogno dellattenzione e della cura pastoraleinnanzitutto del vescovo della diocesi e poi anche di altri vescovi così che a Medjugorje econ Medjugorje si possa promuovere una sana devozione verso la Beata Vergine Maria, inarmonia con linsegnamento della Chiesa.A tal fine i vescovi forniranno adeguate indicazioni liturgico-pastorali e tramite lacommissione continueranno a seguire e a far luce sugli avvenimenti di Medjugorje.Zara, 10 aprile 1991I vescovi jugoslavi1996IL VESCOVO FRANCESE E LA CONGREGAZIONE DEL VATICANO A PROPOSITO DIMEDJUGORJEIl vescovo di Langres in Francia, monsignor Léon Taverdet si è rivolto alla sede apostolicail 14 febbraio 1996 per chiedere quale fosse la posizione della Chiesa relativamente alleapparizioni di Medjugorje e se fosse consentito recarsi in pellegrinaggio in quel luogo. LaCongregazione della Santa Sede per la dottrina della fede ha dato la propria risposta il 23marzo 1996 tramite il proprio segretario Tarcisio Bertone:CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDEVaticano, 23 marzo 1996N. prot. 154/81-01985Sua Eccellenza,con la Sua del 14 febbraio 1996 ci ha chiesto quale fosse lattuale posizione della Chiesarelativamente alle presunte "apparizioni di Medjugorje" e se fosse consentito ai fedelicristiani recarsi in pellegrinaggio in quel luogo.A riguardo mi fa piacere informarla che i vescovi della ex Jugoslavia nella propriaDichiarazione di Zara del 10 aprile 1991 hanno stabilito quanto segue relativamente allaveridicità delle apparizioni in oggetto:"... Sulla base delle ricerche finora compiute, non si può affermare che si tratti di apparizionio fenomeni soprannaturali.Tuttavia, i numerosi pellegrini che giungono a Medjugorje spinti dalla fede e da altri motivirichiedono lattenzione e la cura pastorale del vescovo della diocesi, ma anche di altrivescovi, affinchè a Medjugorje possa essere incoraggiata una devozione verso la BeataVergine Maria in armonia con linsegnamento della Chiesa.A tale scopo i vescovi forniranno anche particolari direttive liturgico-pastorali. Inoltre laCommissione tramite loro continuerà a seguire ed analizzare tutti gli avvenimenti diMedjugorje."file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 12 di 25Da quanto appena detto consegue che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje, intesa comeluogo di autentiche apparizioni della Vergine, non possono essere organizzati nè a livelloparrocchiale, nè diocesano, poichè questo sarebbe in contraddizione con quanto affermatodai vescovi della ex-Jugoslavia nella suddetta dichiarazione.Sua Eccellenza, vogliate gradire i miei più cari saluti.Tarcisio BertoneCONGREGATIO PRO DOCTRINA FIDEIPr. N. 154/81.064191998Città del Vaticano, Palazzo del S. Uffizio 26 maggio 1998DISCORSO SU MEDJUGORJE DURANTE LA VI. SESSIONE DELLA CONFERENZAEPISCOPALE DELLA BOSNIA ED ERZEGOVINAIl 2 e 3 luglio 1996 a Sarajevo si è tenuta la VI. sessione della Conferenza Episcopale dellaBosnia ed Erzegovina. Vi hanno partecipato tutti i suoi membri: il presidente, CardinaleVinko Puljic, il vescovo di Banja Luka Franjo Komarica, il vescovo di Mostar Ratko Peric edil vescovo ausiliario di Sarajevo Pero Sudar. Di questa seduta riportiamo solo il testorelativo allapparizione della Vergine nella parrocchia di Medjugorje."Il Vescovo di Mostar ha informato la conferenza sulle lettere ufficiali della Congregazioneper la dottrina della fede inviate a due vescovi francesi in merito ai pellegrinaggi aMedjugorje. Nelle lettere si dice tra le altre cose che i pellegrinaggi ufficiali a Medjugorje,intesa come luogo di autentiche apparizioni della Vergine, non possono essere organizzatinè a livello parrocchiale, nè diocesano, poichè questo sarebbe in contraddizione conquanto affermato dai vescovi della ex-Jugoslavia nella propria dichiarazione del 10 aprile1991 (cfr. Glas Koncila, 30-6-1996). I vescovi hanno preso atto di questa posizione dellaChiesa per la gestione delle proprie diocesi."Sarajevo, VII (CX), 3, Sarajevo 1996, pag. 171.A Sua Eccellenza Mons. Gilbert Aubryvescovo di Saint-Denis de la RèunionEccellenza, con la lettera del 1 gennaio 1998 voi sottoponete a questo Dicastero diversequestioni concernenti la posizione della Santa Sede e del vescovo di Mostar, in riferimentoalle cosidette "apparizioni" di Medjugorje, ai pellegrinaggi privati o alla cura pastoraledeifedeli che si recano in quel luogo. Al riguardo, considerando impossibile rispondere aciascuna delle domande fatte da vostra Eccellenza, tengo anzitutto a precisare che non ènorma della Santa Sede assumere, in prima istanza, una posizione propria diretta susupposti fenomeni sopranaturali.Questo dicastero perciò che concerne la credibilità delle "apparizioni" in questione, siattiene semplicemente a ciò che è stato stabilito dai vescovi della ex-Jugoslavia nelladichiarazione di Zara del 10.04.1991: "Sulla base delle indagini finora condotto, non èpossibile affermare che si tratti di apparizioni o di rivelazioni soprannaturali". Dopo ladivisione della Jugoslavia in diverse nazioni indipendenti, spetterebbe ora ai membri dellafile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 13 di 25Conferenza Episcopale della Bosnia-Erzegovina riprendere eventualmente in esame laquestione ed emettere, se il caso lo richiede, nuove dichiarazioni.Quello che Mons. Peric ha affermato in una lettera al Segretario Generale di "FamilleChrètienne", cioè che "la mia convinzione e posizione non è solo Non constatazione dellasoprannaturalità ma ugualmente quella di constatazione della NON soprannaturalità delleapparizioni o rivelazioni di Medjugorje" deve essere considerata espressione di unaconvinzione personale del Vescovo di Mostar, il quale, in quanto ordinario del luogo, hatuttti i diritti di esprimere ciò che è e rimane un suo parere personale.In fine, per quanto concerne i pellegrinaggi a Medjugorje che si svolgono in manieraprivata, questa Congregazione ritiene che sono permessi a condizione che non sianoconsiderati come una autenticazione degli avvenimenti in corso e che richiedono ancora unesame da parte della Chiesa.Mons. Tarcisio Bertone (segretario della Congregazione presiedutadal Card. Ratzinger)200109.10.2001 Intervento al Sinodo dei Vescovi di S.Em.R. Card. Vinko PULJIĆ, Arcivescovodi Vrhbosna, Presidente della Conferenza Episcopale (Bosnia-Erzegovina)Luomo di oggi sente un urgente bisogno di speranza. Lo mettono in evidenza i tragiciavvenimenti del secolo che abbiamo lasciato dietro, come pure le diverse minacce,soprattutto quelle di intolleranza e di indifferenza, che si alzano agli orizzonti di questonuovo secolo appena cominciato. I problemi che assillano l’umanità di oggi sono molteplicie non sono di facile soluzione. La risposta concreta della Chiesa a tali problemi è ilcoraggioso e perseverante annuncio del Vangelo di Cristo e del suo messaggio di perdono,di riconciliazione e di pace; del suo messaggio di speranza per ogni singola persona e pertutti i Popoli.Il testimone privilegiato di tale messaggio è Vescovo, uomo che in qualità di eredeautentico degli Apostoli si è messo in servizio del Vangelo; uomo che si è reso maestro epastore dei fratelli, disponibile al costante dialogo ed ai colloqui fidati, gioioso della propriavocazione.Per quanto concerne la Chiesa che è in Bosnia ed Erzegovina, i suoi Pastori si impegnanoinsieme con i loro sacerdoti, consacrati e fedeli laici per fare sì che la loro testimonianzadiventi lievito della società e sia in grado di trasmettere la luce del Vangelo nelle realtàeconomiche, sociali e politiche del loro Paese. Mentre la maggior parte dei consacrati cheoperano sul territorio delle circoscrizioni ecclesiastiche locali rimangono fedeli al carismadel loro Istituto e si impegnano senza riserve per la promozione dellopera apostolica, delbene della Chiesa e della società civile, alcuni membri dellOrdine dei Frati MinoriFrancescani o quelli espulsi cercano, purtroppo, di imporre il proprio punto di vista allesingole Diocesi, sostituendo i carismi autentici con i pseudocarismi, una minaccia seria perla Chiesa e per la sua unità organizzativa e dottrinale. Basti ricordare i tristi eventi chenellestate scorsa hanno visto come protagonisti alcuni appartenenti del suddetto Ordine eun autodichiarato vescovo: un diacono veterocattolico espulso dalla sua comunità, oppureuna sistematica disobbedienza degli stessi religiosi che vi è da anni nella Diocesi di Mostar-Duvno.Con dolore si può constatare che il mondo di oggi è diviso. Tale divisione riguarda varisettori ed ha diverse origini. Ci sono, purtroppo, anche le divisioni della Chiesa, Corpofile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 14 di 25mistico di Cristo e sacramento universale di salvezza. Cresce la coscienza che la divisioneoffusca lo sguardo verso il futuro.Il superamento delle divisioni esistenti della Chiesa e del mondo attuale offrirà una caricaspeciale di speranza allumanità del nostro tempo. La Chiesa non può rimanere divisa ed èchiamata ad essere una, santa, cattolica ed apostolica; è chiamata ad essere comunione erimanere unita sia al livello locale che al livello universale, sempre con il Successore diPietro a capo. Grazie al Vangelo, la Chiesa si presenta al mondo come una forza vitalecapace a renderlo più unito. In tale luce, il dialogo ecumenico riacquista un nuova carica.Lo stesso vale pure per il dialogo interreligioso.LEuropa non può rimanere divisa tra lEuropa orientale e lEuropa occidentale. Il mondonon può restare diviso tra il Nord e il Sud, tra i Paesi ricchi e sviluppati ed i Paesi poveri emeno sviluppati. Le Nazioni non possono continuar ad essere divise in Nazioni civili e inNazioni non considerate civili.La risposta alle divisione del mondo odierno è il dialogo sincero tra le Nazioni ed i Popoli.Qualsiasi sia il tema o il motivo del dialogo, esso vede sempre coinvolto le due parti. Noncè il dialogo se non cè pure laltra parte che ne sia partecipe attiva.Un notevole contributo allimpegno per il superamento delle divisioni esistenti potrebbeessere dato particolarmente dai mezzi di comunicazione sociale, che sono in grado diessere pure mezzi privilegiati dellannuncio del Vangelo. Quanti operano con questi mezzi equanti li dirigono hanno una grande responsabilità.Per approfondire: Conferenza su Medjugorje tenuta dal Vescovo di Mostar, Mons. RatkoPerić il 17 Febbraio 2004.LA CONFERENZA DU MEDJUGORIE E SU FOGLI A PARTE GIà STAMPATIo leggendo questo bloghttp://www.marcocorvaglia.blog.lastampa.it/mcor/MARIJA, VLASIC E I FALSI MESSAGGIIn appendice: "Questione Vlašić: dove sbaglia padre Livio Fanzaga" Marija Pavlović e padre Tomislav Vlašić , allepoca dei fatti raccontati in questa pagina Non è un’illazione né, tanto meno, un’insinuazione, bensì un dato di fatto: una delle veggenti di Medjugorje, Marija Pavlović, ha una volta ammesso, per iscritto e nei termini che ora vedremo, di aver lasciato che il suo direttore spirituale attribuisse alla Madonna dei falsi messaggi, ricevuti proprio tramite lei. Per raccontare compiutamente questa vicenda èfile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 15 di 25necessario premettere che ai sei veggenti “di prima generazione” si era aggiunta, nel dicembre 1982, JelenaVasilj, di 10 anni, che asseriva di avere delle locuzioni interiori, delle "comunicazioni", da parte della Madonnae, più raramente, delle vere e proprie apparizioni.Un altro personaggio che deve essere ora introdotto è, appunto, colui che fu il primo direttore spirituale deiveggenti, il francescano Tomislav Vlašić.Ecco ciò che accadde: il 25 marzo 1988 Vlašić scrisse una lunga lettera aperta con cui rendeva nota lafondazione di una nuova comunità religiosa da lui diretta e, a suo dire, richiesta espressamente dallaMadonna [Cfr. Ogledalo Pravde, pp.28-29]Tale lettera, il mese successivo, fu pubblicata a Milano (in un opuscoletto di 17 pagine intitolato Una chiamatanellanno mariano) per iniziativa della suddetta comunità, che aveva assunto il nome Kraljice Mira, potpunotvoji, po Mariji k Isusu ("Regina della pace, siamo completamente tuoi; a Gesù attraverso Maria") e avevapreso sede in viale Mentana 45, a Parma.La stampa e la diffusione dellopuscoletto,“in tutte le principali lingue” [Una chiamata nellanno mariano, p.1],fu affidata all “Associazione Amici di Medjugorje” con sede, ora come allora, in Via Nirone 9, a Milano(allepoca presieduta dalla sig.ra Angela Pecorari Piazza).Nella pubblicazione in questione Vlašić, ripercorrendo il cammino della nascita di quella comunità, scrive:La veggente di Medjugorje Jelena Vasilj, che ha visioni e locuzioni interiori, è venuta da me il 28 maggio1983, e mi ha chiesto di presenziare allapparizione della Madre di Dio, che lei avrebbe avuto in casa sua. Midisse che la Madonna desiderava confidarmi qualcosa.Ho assistito allapparizione. La Madonna, attraverso la veggente, mi ha rivolto la parola: mi ha chiesto diriunire un gruppo di preghiera composto perlopiù da giovani che fossero pronti a consacrarsi totalmente a Lei,e chiese a me come sacerdote di indirizzare il gruppo sul cammino.Prima che il gruppo cominciasse ad avere incontri regolari, Marija Pavlović, una dei sei veggenti a cui laMadonna appare dal 1981, ha desiderato verificare se questo era veramente un progetto della Madonna, edurante unapparizione ha domandato chiarimenti alla Madonna. Ha ricevuto una risposta positiva: laMadonna ha detto che quello era un suo progetto, e ha raccomandato ai sei veggenti, secondo le loropossibilità, di partecipare al gruppo di preghiera. Da allora Marija è membro di tale gruppo. [Una chiamatanellanno mariano, pp. 3-4]In seguito, direttamente Gesù e la Madonna avrebbero chiesto allo stesso francescano e ai veggenti (e piùtardi ad una conoscente tedesca di Vlašić, di nome Agnes Heupel) di trasformare il gruppo di preghiera in unavera e propria comunità religiosa:A partire dallautunno 1985 nostro Signore e la nostra Madre Celeste mi hanno parlato nel cuore in modospeciale. Mi hanno dato anche messaggi particolari attraverso alcuni veggenti Mi hanno chiesto totalerinunzia e pronta disposizione per il loro piano.[...]Il 7 dicembre 1986, mentre pregavamo insieme il rosario meditando i misteri gaudiosi, Gesù ha dato adAgnes un messaggio, in cui annunziava la nascita di una nuova comunità in cui noi dobbiamo offrirci entrambia Dio, come Chiara e Francesco. [Una chiamata nellanno mariano, pp. 4-5]E arriviamo al punto decisivo:Ho chiesto anche una conferma esterna. Fra le altre cose ho posto una domanda alla Madonna tramite MarijaPavlović. Marija ha portato la risposta della Madonna dell8 marzo 1987: "Questo e un piano di Dio." [Unachiamata nellanno mariano, p. 6]La comunità di Vlašić fu quindi aperta e si insediò, come detto, a Parma.Vi entrò la stessa Marija, che il 21 aprile 1988 scrisse e firmò una dichiarazione (pubblicata nello stessoopuscoletto Una chiamata nellanno mariano).In essa la veggente afferma testualmente quanto segue, facendo espresso riferimento alla lettera aperta dipadre Tomislav Vlašić:Sento il bisogno di dire anchio alcune parole riguardo a questa informazione che ha scritto Padre Tomislav(Marija quindi conosce il testo scritto da Vlašić, n.d.a.)[...]Fin dalla sua costituzione mi sono inserita nel gruppo di preghiera, che la Madonna ha guidato attraversoJelena Vasilj e Padre Tomislav Vlašić.file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 16 di 25[...]Ho visto che i messaggi che giungevano attraverso Jelena chiarivano e completavano i messaggi che laMadonna dava a me.Allinizio di questanno mi sono ritirata nel silenzio con alcune persone di quel gruppo di preghiera. Un giorno,qualche tempo prima della partenza, prima dellapparizione abbiamo pregato la Madonna di darci la luce perpoter comprendere il programma che Lei aveva dato attraverso Agnes Heupel e Padre Tomislav Vlašić.La Madonna è venuta, era contenta. Ha pregato su tutti noi e ha detto: "Cari figli, vi do un dono speciale, ildono della libertà, affinché possiate decidervi per Dio. Io benedico la libera decisione di ciascuno di voi". Cosìmi fu chiaro che potevo decidermi per questa strada, dal momento che attendevo loccasione per potermiritirare in silenzio e preghiera.Come vedete, la Madonna ha dato un programma per la Comunità "Regina della Pace, completamente tuoi,per Maria a Gesù", e conduce questa Comunità attraverso Padre Tomislav e Agnes, attraverso la qualegiungono i messaggi per la Comunità.Sono nella Comunità da più di un mese e mezzo… [Una chiamata nellanno mariano, pp. 15-16]In sostanza, Marija non smentisce la veridicità della lettera aperta scritta da Vlašić (contenente, lo si è visto,lesplicita approvazione della nascita della Comunità da parte della Madonna: Marija ha portato la rispostadella Madonna dell8 marzo 1987: "Questo e un piano di Dio").All’inizio del successivo mese di luglio, una giornalista statunitense, Suzanne Rini, inviata dal periodicocattolico Fidelity, giunge in Italia e chiede conto a padre Vlašić di una scabrosa vicenda che lo riguarderebbe.Il francescano si dichiara estraneo ai fatti.Comunque stiano le cose, pochi giorni dopo, esattamente l11 luglio 1988, si verifica qualcosa di inatteso:Marija (forse temendo di essersi compromessa attribuendo lappoggio della Madonna ad un frate coinvolto inuno scandalo?) scrive, in lingua croata e in italiano, un nuovo, clamoroso, comunicato.Di questo comunicato non cè in genere traccia nelle pubblicazioni a favore di Medjugorje (Laurentin, checurava un aggiornamento annuale sugli eventi legati a queste "apparizioni", ne parlò in Dernières Nouvellesn. 8, 1989; tuttavia eliminò ogni riferimento ad esso nella sua opera principale e più diffusa, La Vergineappare a Medjugorje?, la cui edizione definitiva risale al 1991).Il comunicato di Marija è però stato integralmente riportato in una pubblicazione della Curia di Mostar:Ogledalo Pravde. Biskupski ordinarijat u Mostaru o navodnim ukazanjima i porukama u Me ugorju (La Curiadiocesana di Mostar sulle presunte apparizioni e messaggi di Medjugorje), Mostar, 2001, pp. 30-32.Eccolo, in traduzione:Sento il dovere morale di fare le seguenti dichiarazioni davanti a Dio, la Madonna e la Chiesa di Gesù Cristo:Dal libretto "Una chiamata nell’anno mariano" e dalla testimonianza che porta la mia firma, si ricava che ioabbia riportato una risposta della Madonna a una domanda di fra Tomislav Vlašić. Tale rispostasarebbe:"Questo è il piano di Dio", cioè conseguentemente io, da parte della Madonna, avrei dato laconferma a fra Tomislav Vlašić e il permesso esplicito per questa Opera e per il programma iniziato in Italiacon il gruppo di preghiera di Medjugorje.Adesso dichiaro di non aver mai chiesto alla Madonna nessuna conferma per questa Opera iniziata da fraTomislav V. e Agnes Heupel. Non ho mai esplicitamente chiesto alla Madonna, riguardo a me, se devoprendere parte a questa Opera e non ho mai ricevuto dalla Madonna nessuna approvazione riguardante ilgruppo, salvo il fatto che ciascuno di noi doveva essere libero di fare una scelta per la propria vita.Dal libretto e dalla testimonianza che porta la mia firma segue che la Madonna mi abbia mostrato che lacomunità e il programma di fra Tomislav V. e Agnese Heupel sono la via di Dio per me e per gli altri. Adessoripeto di non aver mai dalla Madonna ricevuto né dato a fra Tomislav, né a qualsiasi altra persona, una taleconferma e approvazione da parte della Madonna.La mia prima testimonianza, pubblicata in lingua croata e italiana, non corrisponde alla verità. Personalmentenon avevo alcun desiderio di rilasciare alcuna dichiarazione scritta. Fra Tomislav V. mi ha consigliato,insistendo parecchie volte, di scrivere, in qualità di veggente, una testimonianza aspettata dal mondo.Devo dichiarare anche, che il contenuto della lettera così come è presentato e la mia firma pongono alcunedomande. Per adesso, a tutte le domande io posso dare questa unica risposta, che sto per dare, io ripeto,davanti a Dio, alla Madonna e davanti alla Chiesa di Gesù Cristo: "Tutto ciò che può essere inteso qualerisposta e una conferma esplicita di questa Opera di fra Tomislav V. E Agnes Heupel, da parte della Madonnafile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 17 di 25attraverso me, assolutamente non corrisponde alla verità e ugualmente non corrisponde alla verità l’idea cheio abbia avuto desiderio spontaneo di scrivere quella testimonianza".Quale dovere morale ritengo le dichiarazioni seguenti, davanti a Dio, alla Madonna e davanti alla Chiesa:Dopo sette anni di apparizioni quotidiane, dopo l’esperienza più intima che ho delle tenerezze e dellaprudenza della Madonna, dopo tutto quello di cui mi ricordo dei consigli della Madonna e della risposta dellaMadonna alle mie domande personali, posso dichiarare che non regge l’idea che il piano Celeste e ilmessaggio globale della Madonna a Medjugorje abbiano per me, come sacra conseguenza e processodesiderato della Madonna, questa Opera e il programma iniziato in Italia da parte di fra Tomislav V. e AgnesHeupel.E necessario aggiungere a questa dichiarazione che le apparizioni quotidiane continuano.Firmo questa dichiarazione davanti al Santissimo Sacramento e la destino a tutti quelli che sono di cuorelegati alla “Opera” della Madonna di Medjugorje.11/7/1988 Marija PavlovićEd ecco la seconda facciata della lettera, contenente la firma autografa di Marija Pavlović:_________________________________________________________________________________________APPENDICE:QUESTIONE VLASIC: DOVE SBAGLIA PADRE LIVIO FANZAGA (8/9/2008)L 8 settembre 2008, a seguito della diffusione della notizia dei severissimi provvedimenti punitivi adottati dallaCongregazione per la Dottrina della Fede nei confronti di padre Tomislav Vlašić, Radio Maria ha pubblicatosul suo sito la lettera di Marija di cui abbiamo trattato in chiusura dellarticolo presente in questa pagina.Si tratta di un documento molto raro, di cui fin ora, negli ambienti medjugoriani, non si era praticamente maiparlato.file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 18 di 25Marija, che all’epoca dei fatti, già dal febbraio 1988, viveva in Italia, a Parma, nella sede della Comunità,pubblicò (lo si è accennato nellarticolo) due versioni della lettera di luglio (così come aveva fatto con laprecedente testimonianza di aprile): una in italiano (che è quella ora resa nota da Radio Maria) ed un’altra incroato (che è quella a cui mi ero rifatto io, riportandone una traduzione).Le due versioni sono decisamente sovrapponibili, tuttavia, ora che finalmente, dopo vent’anni, è venuta fuorila versione italiana autografa, mi sembra più che giusto utilizzare quella.E così farò.Padre Livio Fanzaga, nel documento diffuso l8 settembre 2008, a corredo della lettera di Marija, affermaquanto segue:“Nella primavera del 1988 P. Tomislav Vlasic, in una lettera pubblica indirizzata al mondo intero, affermavache la comunità da lui fondata con Agnes Heupel era stata voluta dalla Regina della pace e a questo riguardochiamava in causa delle affermazioni della veggente Maria Pavlovic. Quest’ultima smentiva recisamente conuna dichiarazione pubblica, inviata alla Congregazione della Dottrina della fede e affermava che non vi eranessun legame fra la Comunità di Padre Tomislav Vlasic e le apparizioni di Medjugorje. Il subdolo tentativo diaccreditare con l’autorità della Madonna la suddetta comunità veniva così stroncato, anche se verrà reiteratonegli anni successivi.”In sostanza questa lettera, secondo padre Livio, scagionerebbe Marija e i veggenti, dimostrando che non vi èalcun legame compromettente fra essi e Vlašić.Che essa costituisca un atto d’accusa nei confronti di Vlašić è, come accennavamo, solo una metà dellaverità.Il problema è che questa lettera costituisce anche una gravissima ammissione di responsabilità da parte dellastessa Marija, che confessa di aver lasciato che Vlašić strumentalizzasse lei e la Madonna. E non mi sembrapoco.Marija esordisce così:“Dai testi Una chiamata nell’anno mariano e dalla testimonianza che porta la mia firma (sottolineatura mia,n.d.a.), appare che io avrei portato come risposta della Madonna a una domanda di Padre Tomislav: Questoè un piano di Dio”Pertanto la veggente ammette di aver firmato una testimonianza che avallava un falso messaggio dellaMadonnaLo ribadisce al paragrafo 3:“Dai testi e dalla testimonianza che porta la mia firma (sottolineatura mia, n.d.a.), appare che la Madonna miavrebbe mostrato che la comunità ed il programma di P. Tomislav ed Agnes Heupel erano la strada di Dio perme e per gli altri”Al paragrafo 4 conferma per l’ennesima volta:“La testimonianza tale quale è pubblicata in italiano non corrisponde alla verità a proposito della primainiziativa”( si badi bene che Marija non sta facendo una distinzione tra il contenuto della testimonianza in italiano equello della testimonianza in croato. Semplicemente, nella versione italiana di questa lettera, sta facendo unesplicito riferimento alla testimonianza redatta nella medesima lingua, mentre, nella versione croata di questastessa lettera, specifica che la “non corrispondenza alla verità” riguarda sia la testimonianza in italiano che incroato: Moje prvo svjedočanstvo, takvo kakvo je objavljeno na hrvatskom i talijanskom jeziku, ne odgovaraistinisi [Cfr. "Ogledalo Pravde. Biskupski ordinarijat u Mostaru o navodnim ukazanjima i porukama uMe ugorju" (La Curia diocesana di Mostar sulle presunte apparizioni e messaggi di Medjugorje), Mostar,2001, pag. 30].E non è che Vlašić le avesse messo una pistola alla tempia per costringerla a firmare. Semplicemente,prosegue Marija:file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 19 di 25"Padre Tomislav mi ha suggerito con insistenza di scrivere come veggente una testimonianza che il mondoaspettava."E’ anche il caso di evidenziare qui un’aggravante: come abbiamo visto, la testimonianza falsa era statafirmata da Marija il 21 aprile 1988 e allora, poiché la lettera risale all’ 11 luglio, la “veggente” è stata complice,rea confessa, di Vlašić, per circa tre mesi.Nel paragrafo 5 Marija esprime la consapevolezza delle ombre che questa vicenda getta su di lei e scrive:“Devo anche dichiarare che la redazione come è presentata e la mia firma suscitano alcune domande”Bene, che giustificazione dà?Nessuna, non trova assolutamente nessuna giustificazione, tanto da proseguire così:“Io per il momento posso dare a tutte le domande possibili questa unica risposta, che do, lo ripeto, davanti aDio, davanti alla Madonna e alla Chiesa di Gesù Cristo: "Tutto quello che può essere pecepito comeconferma e approvazione esplicita dellOpera di P. Tomislav e Agnes Heupel da parte della Madonna tramiteme è assolutamente estraneo alla verità, ed è estraneo alla verità il pensiero che io abbia avuto il desideriospontaneo di scrivere quella testimonianza."In sostanza ribadisce semplicemente la falsità del messaggio e la propria connivenza, senza fornire alcunaspiegazione.E qui termina la mia analisi della lettera.Aggiungo solo il commento della Curia di Mostar a questa vicenda, tratto dall’ultimo numero (agosto-settembre) di Crkva na kamenu, bollettino pastorale della diocesi, in cui si legge:"L affermazione di fra Tomislav e la “testimonianza” di Marija sono state radicalmente smentite nella suadichiarazione scritta di proprio pugno, l’11 luglio 1988, “davanti a Dio, davanti alla Madonna e alla Chiesa diGesù Cristo”: "Tutto ciò che può essere compreso come conferma e diretta approvazione di questOpera difra Tomislav e Agnes Heupel, da parte della Madonna, tramite me assolutamente non corrisponde alla verità,come anche non è vero che io abbia avuto lidea di aver spontaneamente desiderio di scrivere questatestimonianza,” così Marija.Sappiamo che nessuna bugia corrisponde alla verità e da quanto esposto vediamo che le menzogne notoriea Medjugorje sono state attribuite anche alla Madonna.[Crkva na Kamenu, 8-9, 2008, p. 28; si veda anche la versione pubblicata online]A margine di questa disamina, si può notare che Padre Livio, nel suo documento, aggiunge: “Non corrispondealla realtà la presuntuosa definizione che lui (Vlašić) dà di se stesso di “guida spirituale dei veggenti”.Non è una questione particolarmente importante, ma, in realtà, oltre alle dichiarazioni di Vlašić, ci sarebberotestimonianze contrarie alle affermazioni di padre Livio.Padre René Laurentin, che frequentava regolarmente Medjugorje già dal 1983 (e quindi è lunico deglistoriografi di queste "apparizioni" ad aver potuto constatare di persona quale fosse il rapporto tra Vlašić e iragazzi), in un paragrafo significativamente intitolato “Una nuova guida spirituale”, scrive:"Fra Tomislav […] si mette in contatto con i veggenti […] Ne diventa il “direttore spirituale” e sarà questo iltitolo che manterrà nella parrocchia” [R. Laurentin, Racconto e messaggio delle apparizioni di Medjugorje,Queriniana, 1987, p. 90]E poi abbiamo…il messaggio della Madonna, del 28 febbraio 1982: “Potete ringraziare tanto Tomislav, perchévi guida così bene” (E la Gospa disse: Ringraziate tanto padre Tomislav: vi guida così bene! )E scusate se è poco.E la Gospa disse: "Ringraziate tanto padre Tomislav: vi guida cosìfile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 20 di 25bene!" (CON AGGIORNAMENTO DEL 13/9/2008)Sottolineati gli ultimi aggiornamenti L"apparizione" del 25 giugno 1982 Padre Tomislav Vlašić, in relazione al quale la Congregazione per la Dottrina della Fede ha recentemente assunto gravissimi provvedimenti, fu in realtà più volte citato, con evidente favore, nei "messaggi" della Gospa e ottenne anche "risposte" a lui benevolmente indirizzate. Il 6 ottobre 1981 venne con le seguenti parole prescelto edesortato dalla Madonna, secondo i sei “veggenti”:“Padre Tomislav deve cominciare con il gruppo di preghiera. E’ necessario. Padre Tomislav deve pregare confervore” [R. Laurentin, Corpus Chronologique des Messages, OEIL, 1988, pag. 157]Il 7 ottobre 1981 il Corpus dei messaggi registra unaltra esortazione a Vlašić:"Su domanda di padre Tomislav:Dobbiamo fondare qui una comunità come quella di San Francesco? "Risposta:Dio ha scelto San Francesco come suo eletto. Sarebbe bene seguire la sua strada[Corpus Chronologique des Messages, pag. 157]Il 20 gennaio 1982 i veggenti sono preoccupati, perché mons. Zanić, vescovo di Mostar, vorrebbe mandar viaVlašić da Medjugorje, dove si è insediato abusivamente.La Madonna esorta i veggenti:"Pregate per lui (Vlašić)"[Corpus Chronologique des Messages, pag. 170]Il 28 febbraio 1982 la Madonna dice ai "veggenti":"Ringraziate tanto Tomislav. Egli vi guida così bene"[Corpus Chronologique des Messages, pag. 173, messaggio tratto dal Diario di Vicka]Ma questo messaggio così inequivocabile merita di più. Merita che si prenda direttamente visione dellarelativa pagina del diario di Vicka, qui pubblicata in esclusiva. Eccola Trascriviamo il testo originale, nella parte che ci interessa: Bili ja I Jakisa Gospa dosla u 6.3 minute dobro nas pogledana. Onda je Gospa rekla za Tomislava prvo ga pogledala onda rekla mozete mnogo zahvaliti Tomislavu sto vas onako ljepo vodi Traduzione (con punteggiatura originale): "Eravamo io e Jakisa (diminutivo di Jakov, n.d.a.) la Madonna è venuta alle 6 e 3 minuti cifile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 21 di 25 ha guardati bene.Poi la Madonna ha parlato di Tomislav prima ha rivolto lo sguardo su di lui poi ha detto potete ringraziaretanto Tomislav perché vi guida così bene"Il 23 giugno 1982, la Gospa risponde a svariate domande poste da padre Vlašić, su diversi argomenti[cfr.Corpus Chronologique des Messages, pagg. 177/8]Il 28 maggio 1983, come abbiamo già visto (nella pagina “Marija, Vlašić e i falsi messaggi), è ancora ilfrancescano il prescelto dalla Gospa per fondare un nuovo gruppo di preghiera, che sarà guidato da lui edalla "veggente di seconda generazione" Jelena.E il successivo 3 giugno, dopo che Vlašić ha intrapreso la fondazione del gruppo di preghiera, i veggenti"principali" chiedono alla Madonna:"Cosa desideri da padre Tomislav? Ha cominciato bene?"Risposta:"Sì, bene, che egli continui "[R. Laurentin, Corpus Chronologique des Messages, pag. 189]Nel gruppo di preghiera, fin dalla sua costituzione, entrerà anche Marija Pavlović, che vi rimarrà, per tutti equattro gli anni in cui esso sarà attivo (ricordiamo, per inciso, che a seguito di questa vicenda Marija, nel luglio1987, scrisse la lettera da me integralmente pubblicata nella citata pagina “Marija, Vlašić e i falsi messaggi. Intale lettera fece, tra laltro, delle gravissime ammissioni sul proprio conto).Il 30 ottobre 1984 la Curia di Mostar emana un documento intitolato "La posizione attuale, non ufficiale, dellaCuria Vescovile di Mostar nei confronti degli eventi di Medjugorje", in cui, al paragrafo 22, Vlašić viene definitodal suo vescovo, mons. Pavao Zanić, "un mistificatore e mago carismatico" (questa definizione è rievocataanche in un recente documento, Fra Tomislav Vlašić „nel contesto del fenomeno Medjugorje“ , pubblicatonelle pagine 27-28 del numero 8-9 del 2008 di Crkva na Kamenu (bollettino diocesano). Da rimarcare conforza che si tratta, in pratica, degli stessi rilievi che ventiquattro anni dopo gli ha mosso la Congregazione perla Dottrina della Fede.Ebbene, le dimostrazioni di favore e di predilezione della Gospa nei confronti di Vlašić non si fermano.Tanto per fare un esempio, il 25 ottobre 1985, nel Corpus dei messaggi troviamo quanto segue:"Lo stesso Tomislav Vlašić, a cui la Vergine aveva affidato una missione tramite Jelena, fa chiedere [allaMadonna, n.d.a.] da Marija:- Come fare?- Non ti preoccupare. Io ti aiuterò"[Corpus Chronologique des Messages, pag. 294]file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 22 di 25 In sostanza, per tutto quanto detto, è evidenteche i veggenti hanno, ripetutamente, evidenziato il favore, se non la predilezione, della Madonna nei confrontidi padre Vlašić.Ricordiamo che egli è accusato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede di "divulgazione di dubbiedottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartitied addebiti contra sextum (contro il sesto comandamento: “non commettere adulterio”, n.d.a. ) e sospettato“di eresia e scisma” (si veda la pagina Pesante pronunciamento della Congregazione per la Dottrina dellaFede su padre Tomislav Vlašić).Per ulteriori approfondimenti relativi al francescano è possibile leggere anche la pagina Vlašić, Caterina, Ufoe spiriti.VLASIC, CATERINA, UFO E SPIRITI “Uno dei compiti più importanti dell’umanità di Alfa Centauri è di comandare la grande flotta interplanetaria. Essa è composta dai più potenti veicoli spaziali e da equipaggi scelti, messi a disposizione dai pianeti fedeli a Dio” A scrivere queste (e molte altre) sconcertanti parole è suor Stefania Caterina, a pagina 123 del suo libro Oltre la grande barriera (Luci dell’Esodo, 2008). Chi è Stefania Caterina? Diciamo subito che è una strettacollaboratrice del francescano Tomislav Vlašić, il quale fu ufficialmente "direttore spirituale" dei veggenti [Cfr.R. Laurentin, Racconto e messaggio delle apparizioni di Medjugorje, Queriniana, 1987, p. 90] dallagosto1981 al settembre 1984 e fu lui stesso a presentarsi come il padre che "guida i veggenti di Medjugorje", inuna lettera del 13 maggio 1984, indirizzata a Giovanni Paolo II [Cfr. Ogledalo Pravde. Biskupski ordinarijat uMostaru o navodnim ukazanjima i porukama u Me ugorju, (La Curia diocesana di Mostar sulle presunteapparizioni e messaggi di Medjugorje), Mostar, 2001, p. 56].Abbiamo già visto, in modo incontestabile (nella pagina Marija, Vlašić e i falsi messaggi), che il francescano,dopo avere fondato, nel 1988, la comunità Kraljice Mira, potpuno tvoji po Mariji k Isusu, con sede a Parma,persuade la “veggente” Marija Pavlović a lasciare che lui attribuisca falsamente alla Madonna dei messaggiche avallano la fondazione della comunità stessa.Ebbene, essa viene presto chiusa per decreto del vescovo di Parma, mons. Benito Cocchi (con lettera 68/I/28del 1 ottobre 1988), anche perché alcuni orientamenti pratici, come la convivenza tra uomini e donne, sono“ritenuti del tutto estranei ad ogni forma di comunità religiosa accettata dalla Chiesa”.Vlašić risolve il problema aprendo quattro sedi, tuttora esistenti, in diocesi rette da vescovi meglio disposti.La comunità, inquadrata, dal punto di vista canonico, come associazione privata di fedeli, è composta dichierici e laici.La casa madre è a Lama dei Peligni (in provincia di Chieti), un’altra sede si trova a Penne (Pescara) edun’altra ancora a Camporotondo di Fiastrone, località Colfano, nel maceratese.La quarta si è insediata a Medjugorje, ma lì il problema è stato risolto, secondo lo stile ormai consolidato inquella località, senza chiedere il prescritto permesso al vescovo.Stefania Caterina, da suora laica, ha avuto lincarico di responsabile della casa madre della comunità, situata,come detto, a Lama dei Peligni e vice-responsabile di tutta la comunità (fungendo quindi da "vice" di padrefile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 23 di 25Vlasić).Sono entrato in possesso di documenti esclusivi, tra cui una Dichiarazione rilasciata, il 20 settembre 1999, adAssisi, dai quattro membri dissidenti del Consiglio della Comunità (suor Ivanka Vasilj, suor Senka Zarević, fr.Ignaz Domej, fr. Marin Jurković), in cui si denuncia che, all’interno della comunità stessa, "sono nate nuovedinamiche e rapporti" che hanno portato alla manifestazione di “carismi e doni non verificati”. Tutto ciò “è statopresente con una intensità particolare negli ultimi mesi, nel ciclo di esercizi spirituali per tutti i membri dellaComunità”. Il riferimento è ad un ciclo di esercizi che si tennero, in quell’anno, sotto la guida di padreTomislav Vlašić e di suor Stefania CaterinaEcco il testo in croato, fin ora inedito Il Consiglio della Comunità, inoltre, il successivo 21 ottobre, indirizza al Definitorio della Provincia dei Frati Minori dAbruzzo (da cui dipende la casa madre di Kraljice Mira) una lettera di denuncia, allegando testimonianze personali e il materiale completo degli esercizi spirituali (per i membri della comunità) tenuti da Vlašić il 16 luglio 1999 a Colfano. In questo materiale rientra la relazione intitolata Guarigione alla radice. Per "guarigione alla radice" (si tenga in mente questo particolare) sarebbe da intendere la liberazione dal peso dei peccati commessi dagli antenati; peccati che, secondo Vlašić e suor Caterina, graverebbero quindi su tutti i discendenti. E lo stesso Vlašić a raccontare: “Sr Stefania può dire di più. Nel nostro intimo noi abbiamo seguito nella dinamica di vita tutta la guerra in Jugoslavia dall’inizio alla fine […] Una cosa che può essere una bella immagine e introduzione alla dinamica di guarigione è la seguente. Una mattina lei (Stefania) è venuta stanca e oppressa e ha domandato aiuto: “Ci sono tre anime che mi opprimono”. Ho domandato: “Chi sono?” Erano i genitori e lo zio di Milosević [ex presidente ultranazionalista della Serbia, n.d.a.]. Voi sapete che tutti e tre si sono suicidati. Il padre era sacerdoteortodosso e la famiglia devota […] Naturalmente io come sacerdote sono entrato in rapporto con questepersone e ho chiesto chi sono e dove sono. Hanno risposto che adesso sono in purgatorio [...]Ho domandato al padre: "Perché ti sei ucciso? Come hai potuto, tu che sei un sacerdote?" Il padre ha dettoche non sa perché si è suicidato ma sa solo che sentiva un grande peso [...] la madre ha detto che da quandolha concepito ha sentito in sé come linferno"Ed ecco, dai materiali per gli esercizi spirituali tenuti a Colfano dal 15 al 19 luglio 1999, il relativo testooriginale, anche questo inedito, in versione croata e italianafile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 24 di 25Al primo ottobre 1999 risale questa testimonianza, rilasciata a Medjugorje, ma relativa sempre agli esercizispirituali di Colfano:"La preghiera in questione si è svolta nellambito dei miei esercizi spirituali svoltisi alla fine di luglio.Sr. Stefania e padre Tomislav mi aspettavano in sacrestia, mi sono seduta fra loro due e dopo aver invocatolo S. Santo c’è stato un momento di silenzio.La prima “anima” che si è presentata attraverso Stefania era quella di mio padre (tuttora vivente)[…]Successivamente (padre Tomislav Vlasic) ha invitato i 7 arci-diavoli a presentarsi per vedere se qualcuno diloro facesse pressioni su di me e si è presentato “Asmodio” che semina ira, discordia e odio in famiglia.Costui ha detto che io non sarei mai dovuta nascere e che ora che era stato scoperto doveva andar via.Padre T. ha fatto un segno di benedizione.Ha poi invitato gli arcangeli a presentarsi ma non è venuto nessuno di essi, è venuta invece dal Paradisolanima di una bambina abortita (la cui parentela con me è assolutamente intima e nessuno poteva saperlo)che doveva essere una consacrata se fosse vissuta e ha detto che mi ha sempre protetto e spianato la stradaper il mio cammino spirituale. Ha detto che avrei aiutato tante anime dentro e fuori la Comunità.Si sono poi presentati tanti bimbi abortiti che padre Tomislav ha battezzato col nome di Francesco e Chiara.Quando nessuno più si è presentato ho chiesto al padre perché certe volte sogno degli spiriti cattivi, delledonne indemoniate.Mi ha chiesto se c’era ancora qualcuno e allora si sono presentate delle streghe e una certa Caterina, e lui leha benedette tutte ed esse sono andate via. Questo è quanto ricordo.”(testimonianza firmata)(Non si riporta il testo, scritto di pugno, per ovvie ragioni di discrezione nei confronti della testimone)Del resto, ciò che afferma suor Stefania nel suo libro è perfettamente in linea con le testimonianze appenacitate:“Nell’anno 1999 (lo stesso anno a cui si riferiscono tutti i precedenti documenti, n.d.a.) sono iniziate leesperienze riguardanti la guarigione delle radici dell’uomo e dell’umanità (tematica a cui faceva riferimentoVlašić nella sua relazione di Colfano su riportata, n.d.a.)Gesù ha cominciato a spiegarmi che oltre alla genetica fisica esiste anche la genetica spirituale […] Ogniindividuo porta in sé, fin dal grembo materno, l’impronta delle generazioni che l’hanno preceduto. Per questo ipeccati e le virtù degli antenati si ripercuotono sulla personalità di ciascuno[…] L’albero genealogico diciascuno di noi ha bisogno di essere risanato, partendo dalle radici più profonde[…]Per me era diventato indispensabile pregare per la guarigione delle persone non più da sola ma in comunionecon il sacerdote (padre Tomislav Vlašić, n.d.a.) […]Il sacerdote era chiamato dunque ad offrire sull’altare se stesso e le anime che venivano toccate nellapreghiera […] Il sacerdote invocava lo Spirito Santo affinché mostrasse nella sua luce ciò che opprimeva lapersona per cui si pregava […] Cominciavano così a presentarsi le anime del purgatorio appartenenti allafamiglia di quella persona […]Non di rado si presentavano anime infernali, appartenenti a quella famiglia […]Durante le preghiere di guarigione, si presentavano molti bambini abortiti […] chiedevano soprattutto ilbattesimo. Abbiamo compreso come sia importante che essi siano liberati. In caso contrario, opprimono leloro famiglie, i genitori che li hanno rifiutati ed i loro fratelli che sono stati accettati, al contrario di loro.Abbiamo notato che la pressione negativa esercitata dalle anime degli abortiti, si ripercuote su interegenerazioni, provocando spesso malattie inspiegabili […] Ricordo bene il caso di una ragazza che soffrivadelle crisi di panico senza sapere perché. Durante la preghiera di guarigione si presentò l’anima del suofratellino abortito. Battezzato e liberato il bambino, la ragazza si sentì immediatamente risollevata [….]Ci capitò di pregare per una giovane coppia che non poteva avere figli, e provava per questo grande dolore[…] Si manifestò Asmodeo, uno dei demoni più terribili, che colpisce specialmente le famiglie. Il sacerdote gliintimò di sottomettersi al potere di Gesù Cristo, e il demonio confessò di aver agito su quella coppia, perimpedirle di procreare, ed infine si allontanò”. [S. Caterina, Oltre la grande barriera, Luci dall’Esodo, 2008,pag.191-196]Nel libro sono anche riportati dialoghi che suor Stefania asserisce di aver avuto (e di continuare ad avere) conlo Spirito Santo, il Padre, Gesù, Maria, S. Giovanni Apostolo, San Paolo, sette Arcangeli, vari abitanti di AlfaCentauri (tra cui il re-sacerdote Daris, lo scienziato Astar Sheran, il medico Dario (!) ) e altri.E’ il caso di ricordare che Alfa Centauri è la stella più ricorrente nella letteratura fantascientifica (poi nellafilmografia e, oggi, nei videogiochi), tanto da meritare una apposita voce in Wikipedia: Alpha Centauri infiction.Da notare inoltre che il nome dello scienziato con cui Stefania afferma di parlare, Astar Sheran, appartienefile://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008
    • Pagina 25 di 25alla mitologia New Age, dove si trova anche nella forma Ashtar Sheran: corrisponde al personaggio delgiovane e biondo comandante della Confederazione Intergalattica (!) incaricata di portare sulla Terra la NuovaEra (uno dei riferimenti più completi che ho trovato in rete è in lingua portoghese: link , ma ce ne sonomigliaia).E Astar/Ashtar, per di più, altro non è che una variante del nome Astarte, che indica unantica divinità fenicia(che veniva a sua volta sincretisticamente fusa e confusa con Ishtar, divinità babilonese).Inoltre, quando suor Stefania scrive:“Ho visto anche anime rifiutare totalmente Gesù Cristo e la sua croce, e preferire comandare all’infernopiuttosto che donarsi in paradiso”e in nota aggiunge:“Nelle mie esperienze, ho sentito diverse anime infernali pronunciare questa frase”[S. Caterina, Oltre la grande barriera, pag. 166]non si può fare a meno di notare la concordanza con la proverbiale frase “meglio comandare all’infernopiuttosto che servire in paradiso”, tratta da un classico della letteratura: il poema Il Paradiso Perduto di JohnMilton.Nella sostanza, come si accennava più su, il libro della collaboratrice di padre Vlašić appare fortementeispirato alla New Age, non solo per la tematica mitico-ufologica e per quella forma di presunta evocazionedelle anime (apparentemente e sincretisticamente “cristianizzata”, finalizzandola al battesimo “post mortem”e, addirittura, “post saecula”), ma anche per altri concetti: la vita e l’amore come energia che produce“vibrazioni” o il riferimento all’aura vitale che circonderebbe gli individui.Qui sarebbe direttamente lo Spirito Santo a parlare a Stefania, il 27 agosto 2003:“Il vortice trinitario è generato dal percorso che io compio: discendo dal Padre e dal Figlio e ad essi ritorno […]Nel vortice trinitario è generata la grande vibrazione della vita […] Ogni creatura inizia così a vibrare secondola frequenza che le è propria” [S. Caterina, Oltre la grande barriera, pag. 23]Qui invece le parlerebbe S. Raffaele Arcangelo, l’ 8 marzo 2001:“Attorno alla vostra persona si trova l’aura. Essa è un campo energetico che circonda il corpo umano” [S.Caterina, Oltre la grande barriera, pag. 250].Il libro ha la prefazione di Giuseppe Ferraro, che, come padre Vlašić e suor Stefania Caterina, è collaboratoredell Eco di Maria Regina della Pace (già Eco di Medjugorje), bimestrale pubblicato in quindici lingue, peraltrodiretto da un membro della stessa Comunità Kraljice Mira, potpuno tvoji po Mariji k Isusu, suor StefaniaConsoli.Suor Stefania Caterina ha infine una rubrica per rispondere ai lettori del suo libro, sul sito gestito dal gruppoMedjugorje Bolzano.Da rilevare, per completezza, che nel febbraio del 2007 il vescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, ha difatto "decapitato" i vertici della comunità Kraljice Mira, allontanando dalla stessa, con provvedimentodisciplinare, padre Vlašić e la sua collaboratrice, Stefania Caterina, e rigettandone le "rivelazioni".file://C:Documents and SettingsutenteDocumentiMEDJUGORIE_ DOCUMENTI ... 18/09/2008