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Il Cloud Computing   Applicazioni web  che aumentano la produttività
 

Il Cloud Computing Applicazioni web che aumentano la produttività

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Progetto: KISS – Knowledge Intensive ServiceS - cod 3709/1/2/2606/2010

Progetto: KISS – Knowledge Intensive ServiceS - cod 3709/1/2/2606/2010
Disseminazione dei risultati ottenuti nell’ambito del progetto

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    Il Cloud Computing   Applicazioni web  che aumentano la produttività Il Cloud Computing Applicazioni web che aumentano la produttività Presentation Transcript

    • Progetto: KISS – Knowledge Intensive ServiceS - cod 3709/1/2/2606/2010Disseminazione dei risultati ottenuti nell’ambito del progetto Il Cloud Computing Applicazioni web che aumentano la produttività
    • Cosa è davvero il cloud computing● Definizione Tecnologica Quella tecnologica si rifà alla definizione data dal NIST (National Institute for Standards and Technology), che con il termine “Cloud Computing” fa riferimento a un insieme di servizi ICT accessibili on-demand e in modalità self-service tramite tecnologie Internet, basati su risorse condivise, caratterizzati da rapida scalabilità delle risorse e dalla misurabilità puntuale dei livelli di performance, in modo da essere consumabili in modalità pay-per-use.● Definizione Commerciale La proposta commerciale enfatizza la riduzione complessiva dei costi, l’ erogazione dei servizi IT in maniera scalabile e flessibile, e la diversa struttura dei progetti di investimento Cloud: si passa infatti da investimenti in capitale fisso (CapEx, Capital Expenditure) a spese operative correnti, variabile in funzione dell’u-tilizzo (OpEx, Operating Expenditure).
    • The Facts
    • Quale cloud?● Cloud Privato In questo modello, l’infrastruttura Cloud è dedicata esclusivamente all’ organizzazione, che ne ha quindi il pieno controllo. L’infrastruttura può essere gestita direttamente dall’azienda-utente oppure dal fornitore. La realizzazione di un’infrastruttura Cloud privata richiede investimenti ingenti per la pre-disposizione del data center e per l’acquisto delle risorse hardware e software. D’altro canto, consente alla direzione ICT di soddisfare i requisiti di governance più stringenti.● Cloud Pubblico Nel public Cloud, l’infrastruttura Cloud è di proprietà di un service provider, che eroga servizi per più clienti. Gli investimenti infrastrutturali sono interamente sostenuti dal fornitore, mentre il cliente paga a consumo solamente per i servizi effettivamente fruiti. I vantaggi sono il contenimento dei costi e la sperimentazione di servizi aggiornati. Il rovescio della medaglia è che il controllo è in mano a un provider esterno.
    • ● Cloud Ibrido L’hybrid Cloud è una combinazione di Cloud pubblico e privato. Se correttamente implementato, prende il meglio dei due mondi in termini di risorse di controllo e di gestione (policy, regole di monitoraggio, sincronizzazione con le applicazioni on- premise), sicurezza (controllo degli accessi, governance), provisioning dinamico. Il punto nodale, in questi caso, è l’integrazione efficace con il mondo IT tradizionale on-premise. Gli analisti del Politecnico di Milano ritengono che il modello ibrido sia quello attualmente più diffuso.● CommuniTy cloud In questo modello, l’infrastruttura è condivisa da un numero limitato di organizzazioni, ad esempio un consorzio di imprese. Gli investimenti necessari alla realizzazione dell’infrastruttura e il controllo della stessa sono ripartiti tra gli enti partecipanti alla community, il che riduce l’investimento della singola impresa.
    • Architettura
    • L’importanza del know HowUn altro aspetto critico riguarda il gap di competenze esistente nelle aziende che vogliono, o vorrebbero, adottare soluzioni di tipo Cloud.Spesso, infatti, accade che le competenze interne all’organizzazione non siano tali da renderla pronta ad accogliere il nuovo paradigma, ed è questo un problema in gran parte sottovalutato.Decidere di implementare progetti di Cloud Computing senza le competenze necessarie e senza aver chiara in mente l’architettura di riferimento può causare il fallimento dei progetti o renderli eccessivamente lunghi e costosi per l’azienda.
    • the facts74% del personale di una PMI èfavorevole allintroduzione di unasoluzione cloud in azienda. 93% delle aziende ha rilevato miglioramenti nella propria divisione ICT
    • the facts 80% vede dei incrementi produttivi nellarco di 6 mesi dopo il trasferimento tecnologico sperimentato verso sistemi cloud.52% delle aziende riporta unincremento nellefficienza digestione dei data center 47% delle aziende vede notevoli risparmi dopo lintroduzione di sistemi cloud
    • Le raccomandazioni chiave● Fare un assesment sulla maturita dellit in ottica cloud Le imprese devono comprendere appieno lo stato attuale dell’architettura IT per capire se questa è pronta al Cloud. Ad esempio virtualizzazione e consolidamento sono un aspetto chiave per abbracciare i paradigmi del Cloud Computing.● Definire un solido business case Come secondo passo, è importante capire i benefici e le criticità del Cloud. In questo senso, il business case dovrebbe non solo basarsi sui risparmi economici, ma includere anche KPI (Key Performance Indicator)relativi al time to market, flessibilità, scalabilità,impatti organizzativi e via dicendo.
    • ● Valutare quanti workload possano passare al cloud Con il termine workload si intende “lo stack di software” delle risorse informatiche in azienda (ovvero sistema operativo, middleware, applicazioni, dati). In altre parole, il workload riguarda tutto ciò che svolge un’azione (le risorse server fisiche o virtuali rappresentano la forza motrice del workload). Per implementare una corretta stratgeia di Cloud Computing, è utile segmentare ogni singolo workload e classificarlo sul livello di Cloud ipotizzabile (pubblico, privato, ibrido, no Cloud).● Definire gli SLA I Service Level Agreement vanno definiti di concerto con il Cloud provider, soprattutto in merito alla disponibilità e affidabilità del net-work.