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Corso antincendio

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  • Se si analizzano le procedure che si debbono seguire per l’identificazione del pericolo di incendio, in primo luogo si dovrà verificare se sono presenti i fattori che producono un incendio.
    Tutti sappiamo che quelli necessari per l’attivazione delle fiamme sono tre:
    il comburente (aria nella maggior parte dei casi, in situazioni particolari: ossigeno, ozono, cloro, fluoro, vapori di acqua ossigenata, ecc.);
    il combustibile (idrogeno, idrocarburi o altra sostanza organica, ammoniaca, carbone, polvere metallica, ecc.);
    l’innesco inteso come energia di attivazione.
  • La valutazione del rischio di incendio è il procedimento che analizza la probabilità che sia raggiunto il limite potenziale di danno nelle condizioni di normale impiego o esposizione di: sostanze o attrezzature, oppure di metodologie e pratiche di lavoro o di utilizzo di un ambiente di lavoro, che abbiano proprietà o qualità intrinseche di pericolo.
  • Rientrano in tale categoria di rischio quelli non classificabili nele altre due categorie e dove, in generale, sono presenti sostanze scarsamente infiammabili, dove le condizioni di esercizio offrono scarsa possibilità di sviluppo di focolai e ove non sussistono probabilità di propagazione delle fiamme.
  • A titolo esemplificativo rientrano in tale categoria:
    a) i cantieri temporanei e mobili ove si detengono ed impiegano sostanze infiammabili e si fa uso di fiamme libere, esclusi quelli interamente all'aperto.
    b)
  • Esempi di luoghi a rischio elevato possono essere:
    - aree dove i processi lavorativi comportano l'utilizzo di sostanze altamente infiammabili, di fiamme libere, o la produzione di notevole calore in presenza di materiali combustibili,
    - aree dove c'è deposito o manipolazione di sostanze chimiche che possono produrre reazioni esotermiche o gas e vapori infiammabili
    - aree dove vengono depositate o manipolate sostanze esplosive o altamente infiammabili; o dove c'è una notevole quantità di materiali combustibili facilmente incendiabili;
    Al fine di classificare un luogo di lavoro o una parte di esso come avente rischio di incendio elevato occorre inoltre tenere presente che:
    a) molti luoghi di lavoro si classificano della stessa categoria di rischio in ogni parte. Ma una qualunque area a rischio elevato può elevare il livello di rischio dell'intero luogo di lavoro, salvo che l'area interessata sia separata dal resto del luogo attraverso elementi separanti resistenti al fuoco;
    b) una categoria di rischio elevata può essere ridotta se il processo di lavoro è gestito accuratamente e le vie di esodo sono protette contro l'incendio;
    c) nei luoghi di lavoro grandi o complessi, è possibile ridurre il livello di rischio attraverso misure di protezione attiva di tipo automatico quali impianti automatici di spegnimento, impianti automatici di rivelazione incendi o impianti di estrazione fumi.
    Vanno inoltre classificati come luoghi a rischio di incendio elevato quei locali ove, indipendentemente dalla presenza di sostanze infiammabili e dalla facilità di propagazione delle fiamme, l'affollamento degli ambienti, lo stato dei luoghi o le limitazioni motorie delle persone presenti, rendono difficoltosa l'evacuazione in caso di incendio.
  • Diventa perciò fondamentale capire cosa si intende per prevenzione dei rischi incendi e per analisi di rischio, poiché essa è alla base della realizzazione della sicurezza, nel senso più ampio del termine, attraverso la riduzione di “frequenza” dell’evento incendio e della “gravità” del danno apportato.
    Infatti frequenza e danno (o magnitudo del danno) sono sono i due fattori principali che influenzano il rischio, così come espresso in figura.
  • Per ottenere un sufficiente grado di sicurezza occorre far riferimento a degli “obiettivi di sicurezza”, ai quali è possibile anche attribuire un valore puramente numerico sulla base delle definizioni fornite dai criteri di confronto introdotti negli Allegati 1 e 2.
    La matrice rappresentata in figura mostra (sia a livello numerico sia a livello cromatico) i valori che il rischio assume a seconda della valutazione delle sue due componenti.
    Naturalmente il metodo per la definizione dei valori di frequenza e magnitudo, che da origine a una matrice a tre, è solo uno dei possibili metodi: possono essere individuati anche più di tre valori, che possono originare matrici a quattro o anche a cinque che hanno il vantaggio di una maggiore “precisione” nell’individuazione del livello di rischio complessivo, ma di contro diventano più complicate a livello di definizione dei valori, poiché introducono differenze sempre meno marcate e difficili da distinguere.
  • Un primo aspetto che le check list possono prendere in considerazione può essere il rischio derivante dalla presenza di sostanza combustibili o infiammabili.
  • Il rischio residuo, come definito nella slide, è uno degli elementi fondamentali nella prevenzione degli incendi, in quanto una sua precisa classificazione permette di individuare le misure atte a renderlo accettabile in relazione alla situazione.
  • Transcript

    • 1. 1Prevenzione incendi02/02/00 Conoscenze di base inerenti leConoscenze di base inerenti le cause, le dinamiche e lecause, le dinamiche e le conseguenze di un incendio dalconseguenze di un incendio dal punto di vista chimico,punto di vista chimico, fisico e tecnicofisico e tecnico Corso per tecnici riconosciuti in materia di protezione preventiva antincendio Progetto Albatros Manuali per la formazione
    • 2. 2Prevenzione incendi02/02/00 InnescoComburente Concetti base della combustioneConcetti base della combustione Combustibile, comburente e innesco Combustibile COMBUSTIONE
    • 3. 3Prevenzione incendi02/02/00 OO22 Comburente Innesco, energia di attivazione Combustibile
    • 4. 4Prevenzione incendi02/02/00 Gli agenti estinguentiGli agenti estinguenti Azioni estinguenti CLASSE DEL FUOCO TIPO DI FUOCO A Solidi con formazione di brace B Liquidi infiammabili C Gas infiammabili D Metalli e leghe leggere
    • 5. 5Prevenzione incendi02/02/00 Classi dei fuochiClassi dei fuochi • Carta • Legna • Trucioli • Stoffa • Rifiuti • Bitumi grassi • Paglia • Stracci unti • Carbonella • Celluloide • Materie plastiche • Tutto quanto forma brace • Benzina • Alcool • Olii pesanti • Vernici • Resine • Fenoli • Trementina • Solidi che possono liquefarsi • Liquidi infiammabili • Metano • Cloro • Gas illuminante • Acetilene • Propano • Idrogeno • Cloruro di metile • Gas infiammabili • Magnesio • Potassio • Fosforo • Sodio • Electron (Al - Mg) • Carburi • Metalli infiammabili
    • 6. 6Prevenzione incendi02/02/00 Concetti base della combustioneConcetti base della combustione Accensione ed energia di innesco Temperature di autoaccensione Sostanza T °C Sostanza T °C Metano 537 Legno (igniz. pilotata) 160 - 180 Propano 450 Legno (igniz. spontanea) 190 - 260 Esano 225 Benzina 429 Toluolo 480 Ammoniaca 651 Eptano 204 Caffè 360 Alcool etilico 363 Zolfo (polvere) 190 Acetone 465 Zucchero (polvere) 370 Cloruro butilico 240 Polipropilene (polvere)420
    • 7. 7Prevenzione incendi02/02/00 Concetti base della combustioneConcetti base della combustione I prodotti di combustione Sostanza Composti tossico nocivi derivanti dalla combustione • PVC CO, HCl (acido cloridrico), Benzene, Toluene • Poliammidi CO, HCN (acido cianidrico) • Poliesteri CO, HCN (acido cianidrico), HCl (per i materiali clorurati) • Resine fenoliche CO, fenolo e derivati • Poliacrilici CO, metacrilato di metile • Polistirene CO, toluene - stirene - benzene (idrocarburi aromatici) • Legno e derivati CO • Lana CO, HCN (acido cianidrico)
    • 8. 8Prevenzione incendi02/02/00 Classi dei fuochiClassi dei fuochi Campo di infiammabilità NO C < LIE SI LIE < C < LSE NO C > LSE Campo di esplosività del metano al variare di T e P
    • 9. 9Prevenzione incendi02/02/00 t T 3 0 0 - 4 0 0 ° C A B I I I I I I Effetti fisici dell’incendioEffetti fisici dell’incendio Le fasi dell’incendio Legenda A: Innesco B: Flash over I: Fase di sviluppo II: Fase di incendio generalizzato III: Fase di estinzione
    • 10. 10Prevenzione incendi02/02/00 Alcune definizioni Pericolo di incendio:Pericolo di incendio: proprietà o qualità intrinseca di determinati materiali o attrezzature, oppure di metodologie e pratiche di lavoro o di utilizzo di un ambiente di lavoro, che presentano il potenziale di causare un incendio. Rischio di incendio:Rischio di incendio: probabilità che venga raggiunto il livello potenziale di accadimento di un incendio, nonché le conseguenze dell’incendio sulle persone e sulle cose presenti. Valutazione dei rischi di incendio:Valutazione dei rischi di incendio: procedimento di valutazione dei rischi in un luogo di lavoro, derivanti dalle circostanze del verificarsi di un incendio o di una situazione di pericolo di incendio.
    • 11. 11Prevenzione incendi02/02/00 Le principali cause di incendioLe principali cause di incendio Quadro riassuntivo Cause di incendio - Aspetti rilevanti • ERRORE UMANO • INCENDIO DOLOSO • MANCANZA DI PROCEDURE • ANALISI CAUSE POTENZIALI DI INCENDIO E RIMEDI CONSEGUENTI • SEQUENZE INCIDENTALI (CONCATENAZIONE DI EVENTI)
    • 12. 12Prevenzione incendi02/02/00 Prevenzione incendi:Prevenzione incendi: definizione e scopidefinizione e scopi
    • 13. 13Prevenzione incendi02/02/00 Prevenzione incendi:Prevenzione incendi: definizione e scopidefinizione e scopi Gli obiettivi di prevenzione incendi Numero Obiettivo 0 Ridurre le occasioni di incendio (prevenire l’incendio) 1 Garantire la capacità portante dei manufatti per un periodo di tempo determinato 2 Limitare la propagazione del fuoco e dei fumi all’interno delle opere 3 Limitare la propagazione del fuoco ad opere o materiali vicini 4 Consentire agli occupanti di lasciare l’opera in- denni o di essere soccorsi altrimenti 5 Considerare la sicurezza delle squadre di soc- corso
    • 14. 14Prevenzione incendi02/02/00 Le misure di prevenzione incendiLe misure di prevenzione incendi Inquadramento classico (prevenzione - protezione) MISURE DI SICUREZZA Incolumità delle persone, riduzione delle perdite di materiali PREVENZIONE Evitare l’insorgere dell’incendio. PROTEZIONE CONTRO L’INCENDIO Limitare le conseguenze dell’incendio. • Corretta destinazione d’uso dei locali. PROTEZIONE PASSIVA PROTEZIONE ATTIVA • Limitazione del carichi di incendio. • Corretta ubicazione • Realizzazione di impianti di • Corretta realizzazione delle dell’attività. rivelazione automatica di aree a rischio specifico. • Interposizione di idonee incendio. • Esecuzione degli impianti distanze di sicurezza. • Realizzazione di impianti di tecnologici a regola d’arte. • Realizzazione di elementi allarme. • Manutenzione degli impianti strutturali resistenti al fuoco. • Realizzazione di impianti di tecnologici. • Compartimentazione congrua controllo e scarico dei fumi. • Rispetto dei divieti e delle con il carico d’incendio. • Realizzazione di impianti fissi condizioni di esercizio. • Corretta organizzazione di spegnimento. • Istruzione del personale sul planovolumetrica dell’edificio. • Realizzazione di impianti di comportamento da tenere per • Idonea areazione dei locali. alimentazione elettrica di prevenire l’incendio. • Realizzazione di superfici di emergenza. • Realizzazione di idonei minor resistenza. • Realizzazione di impianti di sistemi di ventilazione. • Corretta realizzazione dei illuminazione di sicurezza. sistemi di vie d’uscita • Addestramento del personale • Adozione di materiali all’impiego dei mezzi classificati in base alla antincendio. reazione al fuoco. • Istruzione della squadra di vigilanza. • Adozione di idonei sistemi portatili di estinzione.
    • 15. 15Prevenzione incendi02/02/00 La protezione attivaLa protezione attiva Mezzi di primo spegnimento Criteri di distribuzione estintori portatili SUPERFICIE PROTETTA DA UN ESTINTORE (m2 )TIPO DI ESTINTORE Rischio basso Rischio medio Rischio elevato 13 A - 89 B 100 - - 21 A - 113 B 150 100 - 34 A - 144 B 200 150 100 55 A - 233 B 250 200 200
    • 16. 16Prevenzione incendi02/02/00 La protezione attivaLa protezione attiva Mezzi per l’estinzione dell’incendio (classificazione) • estintori • rete idrica antincendi: idranti naspi • impianti di rivelazione automatica d’incendio • impianti di rivelazione automatica di fumo • impianti di rivelazione automatica di gas • impianti di spegnimento automatici • dispositivi di segnalazione e d’allarme • impianti localizzati di estinzione • evacuatori di fumo e calore
    • 17. 17Prevenzione incendi02/02/00 La protezione attivaLa protezione attiva Squadre antincendio aziendali Controlli per la sicurezza antincendio PERIODICITA' CONTROLLO GIORNALIERO vie di esodo, uscite di emergenza SETTIMANALE sistemi rilevazione fumi/gas (check-up da centralina), motopompe ed elettropompe antincendio QUINDICINALE accessibilita' estintori, idranti, naspi MENSILE illuminazione di sicurezza, sistemi di allarme- blocco, gruppo elettrogeno SEMESTRALE estintori, idranti, naspi, impianti antincendio fissi, sistemi rilevazione fumi/gas (check-up completo), linee gas, squadra antincendio aziendale ANNUALE evacuazione, prova a fuoco, riunione di sicurezza
    • 18. 18Prevenzione incendi02/02/00 La protezione attivaLa protezione attiva I piani di emergenza (1) CONTENUTO DEI PIANI DI EMERGENZA 1) azioni che si devono mettere in atto in caso di incendio; 2) procedure per l'evacuazione del luogo che devono essere attuate dalle persone presenti; 3) disposizioni per chiedere l'intervento dei vigili del fuoco e per fornire le necessarie informazioni al loro arrivo; 4) specifiche misure per assistere le persone disabili. 5) identificazione di un adeguato numero di persone incaricate di sovrintendere e controllare l'attuazione delle procedure previste. 6) doveri del personale di servizio incaricato di svolgere specifiche mansioni con riferimento alla sicurezza antincendio, quali per esempio: telefonisti, custodi, capi reparto, addetti alla manutenzione, personale di sorveglianza; 7) doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio;
    • 19. 19Prevenzione incendi02/02/00 La protezione attivaLa protezione attiva I piani di emergenza (2) CONTENUTO DEI PIANI DI EMERGENZA 8) provvedimenti necessari per assicurare che tutto il personale sia informato sulle procedure da attuare; 9) specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari; 10) specifiche misure per le aree ad elevato rischio di incendio; 11) planimetria nella quale siano riportati: - caratteristiche distributive del luogo, con particolare riferimento alla destinazione delle varie aree, alle vie di esodo ed alla compartimentazioni antincendio; - tipo, numero ed ubicazione delle attrezzature ed impianti di estinzione degli incendi; - ubicazione degli allarmi e della centrale di controllo; - ubicazione dell'interruttore generale dell'alimentazione elettrica, delle valvole di intercettazione delle adduzioni idriche, del gas e di altri fluidi combustibili.
    • 20. 20Prevenzione incendi02/02/00 La protezione passivaLa protezione passiva Compartimentazione FUNZIONE DI UNA PARETE TAGLIAFUOCO: • Impedire la propagazione dell’incendio ad altro compartimento • Impedire la propagazione del fumo ad altro compartimento • Impedire la propagazione del calore ad altro compartimento • Resistere ad azioni meccaniche ed urti durante l’incendio • Impedire perdite e trafilamenti di fumo
    • 21. 21Prevenzione incendi02/02/00 La protezione passivaLa protezione passiva Evacuatori di fumo e calore (1) DEFINIZIONE DI EVACUATORE DI FUMO E DI CALORE Apparecchiatura destinata ad assicurare, in caso di incendio ed a partire da un dato istante, l’evacuazione dei fumi e dei gas caldi con capacità predeterminata e con funzionamento naturale
    • 22. 22Prevenzione incendi02/02/00 La protezione passivaLa protezione passiva Evacuatori di fumo e calore (2) SCOPO DEGLI EVACUATORI DI FUMO E DI CALORE •Agevolare lo sfollamento delle persone presenti •Agevolare l’azione dei soccorritori •Rendere più rapida ed efficace l’azione degli addetti alla lotta all’incendio •Proteggere le strutture e le merci dall’azione del fumo e dei gas caldi, riducendo o procastinando nel tempo il rischio di collasso delle strutture portanti •Ritardare o evitare l’incendio a pieno sviluppo (flash-over) •Ridurre i danni provocati dai gas di combustione e da eventuali sostanze tossiche o corrosive originate dall’incendio
    • 23. 23Prevenzione incendi02/02/00 Definizioni del rischio di incendio RISCHIO BASSO Si intendono a rischio di incendio basso i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze a basso tasso di infiammabilità e le condizioni locali e di esercizio offrono scarse possibilità di sviluppo di principi di incendio ed in cui, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.
    • 24. 24Prevenzione incendi02/02/00 Definizioni del rischio di incendio RISCHIO MEDIO Si intendono a rischio di incendio medio i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui sono presenti sostanze infiammabili e/o condizioni locali e/o di esercizio che possono favorire lo sviluppo di incendi, ma nei quali, in caso di incendio, la probabilità di propagazione dello stesso è da ritenersi limitata.
    • 25. 25Prevenzione incendi02/02/00 Definizioni del rischio di incendio RISCHIO ELEVATO Si intendono a rischio di incendio elevato i luoghi di lavoro o parte di essi, in cui, per presenza di sostanze altamente infiammabili e/o per le condizioni locali e/o di esercizio sussistono notevoli probabilità di sviluppo di incendi e nella fase iniziale sussistono forti probabilità di propagazione delle fiamme, ovvero non è possibile la classificazione come luogo a rischio di incendio basso o medio
    • 26. 26Prevenzione incendi02/02/00 Il rischio R = F x MR = F x M R = INDICE DI RISCHIO F = FREQUENZA M = MAGNITUDO
    • 27. 27Prevenzione incendi02/02/00 Gli obiettivi di sicurezza FREQUENZA (PROBABILITÀ) - F 1 2 3 3 3 6 9 MAGNITUDO - “M” 2 2 4 6 1 1 2 3 Legenda: 9 Alto: Area in cui individuare e programmare miglioramenti con interventi di protezione e prevenzione per ridurre sia la probabilità che il dan- no potenziale 6 Medio: Area in cui individuare e programmare miglioramenti con interventi di protezione e prevenzione per ridurre prevalentemente o il danno potenziale o la probabilità 1 - 4 Basso: Area in cui verificare che i pericoli potenziali siano sotto controllo
    • 28. 28Prevenzione incendi02/02/00 All. 1 - Stima del rischio I criteri di confronto Stima delle probabilità di accadimento Valore Livello Definizioni - Criteri 3 Altamente pro- babile • Esiste una correlazione tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del incendio ipotizzato. • Si sono già verificati danni per la stessa mancan- za rilevata nella stessa Azienda o in Azienda si- mile o in situazioni operative simili (analisi stori- ca). • Il verificarsi del danno conseguente alla mancan- za rilevata non susciterebbe alcuno stupore in Azienda. 2 Probabile • La mancanza rilevata può provocare un incendio anche se non in modo automatico o diretto. • È noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il incendio. • Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe una moderata sorpresa in Azienda. 1 Improbabile • La mancanza rilevata può provocare un incendio per la concomitanza di più eventi indipendente- mente poco probabili. • Non sono noti episodi già verificatisi. • Il verificarsi del danno susciterebbe incredulità in Azienda.
    • 29. 29Prevenzione incendi02/02/00 All. 2 - Stima del rischio I criteri di confronto Stima delle conseguenze Valore Livello Definizioni - Criteri 3 Grave • Incendio catastrofico senza possibilità di inter- vento dei VVF. • Danni irreparabili alla produzione e/o alle struttu- re. • Danni alle persone con effetti letali e/o invalidanti. 2 Medio • Incendio che richiede l’intervento di squadre or- ganizzate o, meglio, dei VVF. • Danni ai macchinari con fermo produzione di al- cuni giorni; danni strutturali ripristinabili. • Danni alle persone con effetti reversibili. 1 Lieve • Incendio di piccola entità, con possibilità di inter- vento da parte di ogni addetto. • Danni lievi ai macchinari di processo o alle strut- ture. • Danni alle persone con effetti rapidamente rever- sibili.
    • 30. 30Prevenzione incendi02/02/00 All. 3 - Identificazione dei rischi Le check list COMPARTIMENTO: Rischio A Presenza di sostanze combustibili o infiamma- bili N° Rischio complessivo Verifica Basso Medio Alto 1 Esistono materie e prodotti infiammabili o esplo- denti 2 Esistono macchinari che contengono sostanze in- fiammabili o esplodenti. 3 Esiste un accumulo contemporaneo di sostanze combustibili ed infiammabili 4 Esistono spazi chiusi (locali o recipienti) in cui pos- sono essere presenti vapori infiammabili senza ido- nei sistemi di aspirazione o ventilazione 5 Nei locali di lavorazione è presente una quantità di prodotti infiammabili o esplosivi superiore a quella minima compatibile con le esigenze di produzione 6 I depositi di sostanze infiammabili o esplodenti sono adeguatamente segnalati
    • 31. 31Prevenzione incendi02/02/00 Il rischio residuo Rischio o rischi (inerenti ai locali o allaRischio o rischi (inerenti ai locali o alla natura delle lavorazioni) che permangononatura delle lavorazioni) che permangono una volta applicate tutte le procedure peruna volta applicate tutte le procedure per l’identificazione, l’eliminazione, la riduzionel’identificazione, l’eliminazione, la riduzione ed il controllo dei pericolied il controllo dei pericoli

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