Corvace retroazione nella VIA

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I meccanismi di retroazione nella VIA come opportunità di certificazione di qualità ambientale. Intervento dell'ing. Francesco Corvace negli appuntamenti di Sogesid per la formazione delle province pugliesi (Bari, giugno 2012)

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Corvace retroazione nella VIA

  1. 1. Programma Operativo Nazionale “Governance e Azioni di sistema 2007-2013” (PON GAS) ASSE E - Capacità istituzionale, Obiettivo specifico 5.5 “Rafforzare ed integrare il sistema di governance ambientale” Azione 7 – Sviluppo sostenibile I meccanismi di retroazione nella VIA nella buona pratica internazionale Bari, 27 giugno 2012 Ing. Francesco Corvace
  2. 2. I meccanismi di retroazione nella VIA: dalla teoria alla pratica amministrativa OGGETTO DELL’INTERVENTO E’ IL PROCESSO DI VIA CONFORME AGLI STANDARD INTERNAZIONALI, IN PARTICOLARE:  MITIGAZIONE E GESTIONE DEGLI IMPATTI ATTESI  IL PROCESSO DECISIONALE  L’IMPLEMENTAZIONE DELLA DECISIONE AMBIENTALE ED IL FOLLOW-UP  FOLLOW-UP (IMPLEMENTAZIONE ECONTROLLO)Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  3. 3. Mitigazione e gestionedegli impatti attesi Il processo decisionale e l’intervento dei decision maker Auditing ex-post follow-up (implementazione e controllo)
  4. 4. 4Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  5. 5. A1- Collegamento tra processo di VIA e mitigazione La mitigazione previene gli impatti negativi attesi. Gli obiettivi sono: • Trovare le migliori alternative • Incoraggiare i benefici della proposta • Individuare gli impatti residuali e gestirli, riconducendoli nell’alveo di accettabilità L’integrazione tra la fase di progettazione e la VIA consiste nella identificazione di opportunità di mitigazione e di integrarle nella selezione delle alternative di progetto Diventa una parte consistente del SIA Le misure di mitigazione vengono così: • Incorporate nelle prescrizioni della decisione • Assimilate nella fase di “gestione degli impatti” Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 1/3 di 1/4) 5Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  6. 6. A1- Collegamento tra processo di VIA e mitigazione La Gestione degli impatti si occupa di: • Assicurare che le misure di mitigazione siano implementate • Intraprendere le azioni necessarie in caso di impatti non attesi (imprevisti) Le misure più restrittive attualmente imposte ai proponenti sono: • Mitigare gli impatti attraverso la migliore gestione progettuale ed ambientale; • Provvedere a benefit per la comunità Le responsabilità in capo al proponente ad internalizzare i costi della gestione degli impatti è oramai accettata (possibilità di risparmiare nel medio-lungo termine) La gestione interviene quando esiste un margine di impatto inevitabile e/o irreversibile Sono orientate al principio del “chi inquina paga” che impiega il principio del “no net loss of natural and social capital” Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 2/3 di 1/4) 6Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  7. 7. A1- Collegamento tra processo di VIA e mitigazione Qual è la giusta collocazione delle misure di monitoraggio? • Prima della comparazione delle alternative • Occorre annoverarle tra i costi • Un progetto che comprende le misure di salvaguardia è più “attrattivo” Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 3/3 di 1/4) 7Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  8. 8. A2- Principali elementi di mitigazione ordine di preferibilità delle azioni di mitigazione • Evitare impatti avversi con l’utilizzo di maggior numero possibile di misure di prevenzione • Ridurre gli impatti al livello “più basso praticabile” • terzo, rimediare o compensare il margine residuo di impatto, che non sia evitabile nè riducibile ulteriormente: le azioni di compensazione e le “misure di rimedio” sono l’ultima risorsa Le azioni di mitigazione possono essere ottenute tramite: • Misure strutturali: cambiamenti del progetto, modificazioni ingegneristiche, trattamento del sito. Potrebbe farsi ricorso, ove coerenti, a norme ISO o a BAT • Misure non strutturali: incentivi economici, ricorso a strumenti politici ed istituzionali, capacity building e capacità di procurare servizi alla comunità Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 1/3 di 2/4) 8Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  9. 9. A2- Principali elementi di mitigazione Quanto più la progettazione si definisce, meno gradi di libertà ci sono per le misure strutturali. La compensazione “creativa” può comunque trovare spazio ad ogni livello Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 2/3 di 2/4) 9Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  10. 10. A2- Principali elementi di mitigazione Step 1 : Evitare l’ impatto: Trova collocazione nelle fasi preliminari della progettazione, escludendo elementi ad impatto assicurato ed evitando zone ad elevata sensibilità ambientale; implementando da subito opere accessorie che assicurino gli equilibri ambientali Step 2: Minimizzare l’impatto: Interviene nella fase di previsione e stima dell’impatto ed occorre per limitarne e ridurne l’intensità. Può realizzarsi anche con piccole rilocalizzazioni del sito di progetto o con lo “scaling down” della taglia Step 3: Compensare l’impatto: Misura applicata per bilanciare impatti oramai attesi ed incontrastabili. Potrebbe raggiungersi con: •Misure a sostegno di un habitat o ripopolamento di biotopi •Ristorazione di siti depauperati di risorse naturali o sociali •Ricollocazione della stessa risorsa sottratta in un sito in un altro sito che garantisca uno standard ambientale equivalente Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 3/3 di 2/4) 10Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  11. 11. A3- Approccio alla mitigazione A seconda della durata del ciclo di vita del progetto, differenti approcci possono garantire gli obiettivi della mitigazione: • Sviluppare alternative migliori; • introdurre cambiamenti progettuali, • introdurre il piano monitoraggio e di gestione degli impatti • Introdurre le misure di compensazione • Un documento molto utile come riferimento è l’ ”Environmental Assessment Sourcebook” della Banca Mondiale dell’ONU, che introduce per specifiche categorie d’opera (es Cap. 9 dedicato a trasporti ed infrastrutture, Cap. 10 alle Industrie e agli impianti energetici) alternative-tipo e misure di mirigazione-tipo Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 1/3 di 3/4) 11Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  12. 12. A3- Approccio alla mitigazione Potential negative impacts (roads No. Mitigating measure and highways) Direct Impacts Collect and recycle lubricants. Soil and water contamination by oil, grease, fuel and paint in equipment yards and asphalt 2 plants. Avoid accidental spills through good practice. Include physical barriers to noise in plans. Air and noise pollution from vehicle operation, Require adherence to engine maintenance schedules and in populated areas traversed by the highway, standards (or use alternative fuels) to reduce air pollution. notably metropolitan areas or densely settled Enhance public transportation and traffic management 5 rural areas. capability. Landscape disfiguration by embankments and Use an architectural design to ‘blend’ with the landscape. 6 deep cuts, fills and quarries. Replant disfigured surfaces. Provide drainage works as needed to reduce risk, according to prior surveys. Align route to avoid inherently unstable areas. Landslides, slumps, slips and other mass Stabilize road cuts with structures (concrete walls, dry wall 7 movements in road cuts. masonry, gabions, etc). Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 2/3 di 3/4) 12Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  13. 13. A3- Approccio alla mitigazione Compensazione pecuniaria • Questo approccio è appropriato se prorpietà private possono essere espropriate per infrastrutture di pubblico interesse. I privati sono restribuiti per la cessione delle proprietà oppure essere affittati i terreni utili per l’accesso o per altre esigenze logistiche. • Alternativamente è la comunità affetta dall’impatto ad essere remunarata. • Questo comporta spesso l’impiego delle risorse del proponente Misure di ristoro del sito • Ad es. Per la prevenzione dalla contaminazione e per la bonifica durante la dismissione • In questo caso intervengono fideiussioni a garantire che le risorse allocate continueranno ad essere disponibili nel tempo Resettlement plans Piani di rilocalizzazione (abitati o insediamenti produttivi) • Alcuni progetti comportano diretti o indiretti effetti di ricollocazione degli insediamenti antropici • I Piani di rilocalizzazione contengono tutti gli elementi per gestire le dinamiche di spostamento e di riarrangiemento delle comunità per le quali si ritiene necessaria la rilocalizzazione. Può includere ulteriori procedure di VIA e di VAS. Compensazione in termini non-monetari (“in- kind”) • Esempio carbon trading o sequestro di CO2 attraverso la riforestazione. Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 3/3 di 3/4) 13Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  14. 14. A4- Piano di Gestione/Monitoraggio Ambientale Il Piano di Gestione e Monitoraggio Ambientale è parte integrante del SIA ma eventualmente può essere presentato separatamente Esso traduce misure di mitigazione e di monitoraggio in specifiche azioni che saranno portate avanti dal proponente COMPONENTI DEL PIANO DI GESTIONE E MONITORAGGIO COMPONENTI SPECIFICHE Fonte: World Bank, 1999 impatti brevemente identificati e sintetizzati. Riferimenti SOMMARIO DEGLI IMPATTI incrociati al SIA specificare se continuative o contingenti. Correlazione con gli DESCRIZIONE DELLE MISURE DI MITIGAZIONE elaborati tecnici Con riferimento agli impatti indicati nel SIA, si fa una correlazione con gli indicatori di performance e di qualità, oltre DESCRIZIONE DEL PROGRAMMA DI MONITORAGGIO che indicazione delle soglie che richiedono azioni correttive Vanno indicati gli attori responsabili a vario titolo delle azioni di ACCORDI CON LE ISTITUZIONI monitoraggio e mitigazione Il cronoprogramma, la durata e la frequenza delle azioni di mitigazione devono essere esplicitate nelle schede, come anche SCHEDE DI IMPLEMENTAZIONE E PROCEDURE DI REPORTING la pubblicità sui risultati I costi del piano di monitoraggio vanno aggregati al computo COSTI STIMATI E INDICAZIONE DELLE RISORSE metrico generale e introdotti nelle garanzie finanziarie fornite Mitigazione e gestione degli impatti attesi ( 1/1 di 4/4) 14Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  15. 15. 15Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  16. 16. B1- Ruolo del/dei decision maker L’arena decisionale è ampia a seconda della portata dell’intervento e della conseguente complessità del procedimento Es. impianto di produzione industriale di pubblica utilità finanziato da fondi strutturali, tra gli attori decisionali ci sono: • La CEE e i suoi intermediari (l’ente erogatore), le autorità di vigilanza • L’autorità politica che dà impulso alla pianificazione industriale • L’autorità ambientale che valuta i piani e quella che valuta i progetti • La/e autorità competenti per le autorizzazioni • La stazione appaltante se vi è stato affidamento con procedura di evidenza pubblica • Il proponente/appaltatore nell’ambito della realizzazione e la conduzione dell’opera • Le autorità preposte al controllo delle emissioni, etc Il processo decisionale ( 1/2 di 1/3) 16Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  17. 17. B1- Ruolo del/dei decision maker E’ importante che questi siano consapevoli della loro responsabilità rispetto alla VIA e alla gestione di impatti/rischi Devono tenere presenti: • Concetti base e requisiti di VIA/VAS • Il proprio campo d’azione e le implicazioni sulla VIA • Termini di riferimento nella normativa vigente e standard internazionali • Le forme di pubblicità necessarie con coinvolgimento di terzi • Il ruolo dei vari soggetti, anche esterni, nel processo che porta alla decisione Nel processo decisionale, ogni stage ha un “output interno” che consente di comprendere il livello di accettabilità ambientale dell’intervento e delle sue fasi o componenti critiche Gli stage che portano a questa progressiva presa di coscienza degli effetti del progetto sono: Screening Scoping Impact analysis Mitigation Review Il processo decisionale ( 2/2 di 1/3) 17Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  18. 18. B2- Integrazione tra VIA e processo decisionale La VIA esercita un ruolo nel processo non essendo necessariamente l’ultimo step, anzi avendo un ruolo strategico ma distinto Analisi tecnica risorse naturali, ecologiche Socio-economiche VIA PROCESSO INFORMAZIONE DECISIONALE COINVOLGIMENTO DEL PUBBLICO Altri input: Analisi costi-benefici Programmazione politica Il processo decisionale ( 1/3 di 2/3) 18Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  19. 19. B2- Integrazione tra VIA e processo decisionale Il SIA recita un ruolo strategico nel processo decisionale, poichè • E’ basato su elementi derivanti da analisi tecniche e coinvolgimento pubblico • E’ una sintesi di fatti e valori I documenti che lo compongono sono entrambi utili allo scopo: EIA report Summary report (la “Sintesi non tecnica”) Quest’ultimo, contenendo una sintesi degli impatti ambientali e delle misure di gestione “on going” dovrebbe essere una sorta di “manuale” a disposizione degli enti. Il SIA è utile nella misura in cui effettua un bilanciamento corretto e critico di funzioni ambientali e di interessi. La credibilità è funzione delle buone pratiche adottatate nelle fasi precedenti Molti attori decisionali, tuttavia, si regolano principalmente sulla scorta dell’esperienza Il processo decisionale ( 2/3 di 2/3) 19Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  20. 20. B2- Integrazione tra VIA e processo decisionale INFORMAZIONI IMPORTANTI PER GLI ATTORI DECISIONALI stage del processo decisionale informazioni importanti adattato da OECD/DAC (1994) Background riguarda il contesto progettuale ed ambientale principali emergenze Contesto politico relazioni con piani e politiche Alternative alternative alla proposta o soluzioni equivalenti che rappresentano la miglior opzione dal pdv ambientale punti di vista-chiave Coinvolgimento del pubblico Necessità delle comunità affette aree critiche di intesa costi-benefici Analisi degli impatti distrubuzione di guadagni e perdite Mitigazione emonitoraggio adeguatezza di quelle proposte bilnciamento tra impatti attesi, benefici e misure di mitigazione Conclusioni e raccomandazioni (prescrizioni) la misura in cui il progetto si allinea al concetto di sostenibilità ambientale artifici e misure per migliorare la sostenibilità ambientale dellopera Il processo decisionale ( 3/3 di 2/3) 20Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  21. 21. B3- La decisione finale Il decisore deve addivenire ad una pronuncia di compatibilità che recepisca totalmente, parzialmente o sovverta le evidenze fornite nel SIA Questo comporta una specifica assunzione di responsabilità La decisione (conclusiva o sospensiva, favorevole in modo pieno o con prescrizioni) deve essere motivata e dichiarare di aver preso in considerazione e valutato nel merito: • Le alternative progettuali • I fattori ambientali, economici e sociali • Una spiegazione delle misure di mitigazione adottate • Una sintesi del monitoraggio e delle misure adottate dal proponente affinché la mitigazione abbia luogo Il processo decisionale ( 1/2 di 3/3) 21Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  22. 22. B3- La decisione finale Le prescrizioni • Possono seguire le misure già proposte nel SIA • Possono proporne altre o considerarle in modo più stringente L’impostazione del quadro prescrittivo segue le previsioni di impatto atteso. Pertanto se esiste un livello di incertezza nello scenario previsionale, esso va recepito ed introdotta la possibilità di aggiornare le prescrizioni, se necessario Il processo decisionale ( 2/2 di 3/3) 22Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  23. 23. 23Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  24. 24. C1- Obiettivi-chiave del processo Il monitoraggio, l’audit e la valutazione ex-post sono necessari quando: • Gli impatti potenziali attesi sono significativi • Le misure di mitigazione non hanno esiti assicurati • Si consideri la possibilità di integrare procedure che nel frattempo (dopo la decisione) l’evoluzione della normativa ambientale ha reso cogenti Nel progettare il sistema di implementazione e follow up occorre interrogarsi su: • Cosa è richiesto? Identificare le azioni e ordinarle per priorità • Chi porterà avanti le attività? Indentifcare ruolo e responasabilità di agenzie e di altri soggetti, le modalità di coordinamento tra queste • Come il programma andrà avanti? Specificare risorse, expertise e accordi necessari per dare sostanza al follow-up e concretizzare dei risultati (es. In un report) Implementazione e follow-up( 1/4 di 1/5) 24Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  25. 25. C1- Obiettivi-chiave del processo Le attività • Confermare l’idoneità delle prescrizioni imposte • Verificare che gli impatti siano contenuti nei limiti • Gestire imprevisti • Massimizzare i benefici attraverso la buona pratica • Derivare esperienza per procedimenti successivi Le principali fasi sono dunque: Sorveglianza Monitoraggio di impatti/ di qualità Monitoraggio di conformità Audit ambientale (es rispetto ad un SGA) Valutazione ex-post (verifica performance di Audit ex-post un processo VIA già compiuto) (post- Post-project analysis (per indagare le relazioni ambientali a tutto campo e derivare development) esperienza) Implementazione e follow-up( 2/4 di 1/5) 25Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  26. 26. C1- Obiettivi-chiave del processo Terminologia del processo di implementazione efollow-up Term Description Fonti: Au and Sanvicens (1997) and Sadler (1988, 1998). Sorveglianza/s periodiche ispezioni del sito. Le attività on site vanno condotte in accordo con lEMP o con le specifiche degli atti upervisione di impegno successivi Monitoraggio Misure ripetute e standardizzate Monitoraggio di base, condotto in fase pre-progettuale per identificare gli indicatori utili per stimare le variazioni nel post Monitoraggio degli effetti/impatti, durante la costruzione e la gestione dellopera Monitoraggio di conformità: per assicurare che non vi siano indicatori oltre la soglia che la normativa impone Audit processo sistematico di esame, documentazione e verifica che la procedura di VIA e i suoi esiti corrispondano agli obiettivi e ai requisiti prefissati. Gli audit ambientali sono: Audit di implementazione, rigurada le prescrizioniu a cui è subordinata la decisione Audit di impatto, per determinare laccuratezza delle stime dellimpatto Audit di conformità Audit di efficacia serve per controllare la fattibilità delle misure di mitigazione Valutazione Valutazione ex-post. Riprocessa la VIA con "il senno" dei risultati del processo. I concetti-guida sono: Efficacia sugli obiettivi del processo, sulla implementazione delle buone pratiche Valutazione della performance del processo di VIA (esempio dei benefici a fronte dei costi sostenuti) Post project Di solito si effettua dopo la costruzione e poco prima dellentrata in esercizio. Prevede la possibilità di ricalibrare analysis le misure di prescrizione (per grosse infrastrutture) Implementazione e follow-up( 3/4 di 1/5) 26Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  27. 27. C1- Obiettivi-chiave del processoPianificazione Valutazione Implementazione Proposta Screening/Scoping Decisione ambientale Termini e prescrizioni Sorveglianza di Dati a Gestione dell’impatto e conformità disposizione Monitoraggio di base Monitoraggio pro- monitoraggio attivo Gestione Audit dell’impatto. on-going Rivalutazione del progetto I vari processi di retroazione si integrano Audit VIA e post- EMS /ISO 14000 Il follow-up anticipato aiuta project analysis l’implementazione (es. L’EMP che protocolla queste fasi) Implementazione e follow-up( 4/4 di 1/5) 27Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  28. 28. C2- Strumenti Interessante la possibilità di integrare la preparazione della VIA e l’Environmental Management System (EMS) Tool box per management ambientale e settaggio di performance Obiettivo Esempio di strumenti a disposizione Internalizzare il dato ambientale nella policy e nella pianificazione VAS, valutazione della tecnologia, comparative risk assessment Progettare e pianificare progetti perfettamente sostenibili VIA, risk assessment, valutazione costi-benefici ambientali Gestione ambientale degl iimpatti di una infrastruttura o di una EMS (ISO 14000 series), total quality environmental management impresa produttiva (TQEM), BAT Processi e prodotti di eco-design Environmental design, life cycle assessment, cleaner production Monitoraggio degli effetti e di conformità; audit sul sito, sulle Monitoraggio, audit e valutazione delle performance ambientali capacità produttive ed energetiche, sulle safety pubblica, benchmarking Implementazione e follow-up( 1/1 di 2/5) 28Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  29. 29. C3- Il monitoraggio Il monitoraggio: • Se limitato al controllo del progetto, ovvero a che gli impatti conseguenti non producano esternalità fuori-norma, succede che ha come migliore conseguenza possibile la “reazione” correttiva tesa a rimediare agli effetti; • Meglio una supervisione su base regolare, programmata, con implementazione di sistemi di allerta precoce; • Il piano di monitoraggio deve prevedere misure per il coinvolgimento delle autorità pubbliche (come anche nel SIA, cfr EMP); • La diffusione dei risultati deve esserne assicurata la diffusione ad ogni livello, non solo tecnico; • I risultati devono confluire in banche dati codificate, che ne assicurino l’omogeneizzazione Implementazione e follow-up( 1/3 di 3/5) 29Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  30. 30. C3- Il monitoraggio Opera un confronto tra situazione pre e post, tuttavia devono essere note le eventuali variazioni che intervengono sul contesto (es. attraverso l’utilizzo di campioni prelevati in regioni fuori dall’area di influenza dell’impatto) Implementazione e follow-up( 2/3 di 3/5) 30Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  31. 31. C3- Il monitoraggio I costi del monitoraggio: • Già nel piano (o nel SIA, cfr EMP) devono essere esplicitate le risorse, pecuniarie, mezzi e uomini necessari per le attività • Se non sono computati come costi del progetto le risorse vanno identificate e dedicate nel’ambito di specifiche sottoscrizioni a latere. Questa ha il vantaggio di renderli più coercitivi ma li sottrae ai meccanismi della VIA Gli effetti del monitoraggio sul progetto sono: • Interrompere o modificare le attività che causano un impatto eccessivo • Favorire l’imposizione di provvedimenti pecuniari o restrittivi laddove le prescrizioni e gli standard attesi sono deliberatamente violati • Determinare maggiori misure di mitigazione ove possibile • Utilizzare i dati raccolti come database di riferimento per il monitoraggio on going lungo tutto il ciclo di vita del progetto Implementazione e follow-up( 3/3 di 3/5) 31Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  32. 32. C4- L’audit ambientale L’Audit ambientale • è un processo di verifica, sistematico e documentato, per fornire evidenze oggettive che determinate attività, condizioni, sistemi di gestione ambientale, sono conformi ai criteri fissati e trasferire i risultati possibili obiettivi: • stabilire la conformità ad uno standard (ISO 14001 o EMAS); • migliorare la conformità alle leggi cogenti; • perseguire il miglioramento continuo delle prestazioni ambientali; identificare potenziali problemi; • stabilire se il SGA è implementato e mantenuto; La normativa di riferimento che indica le linee guida per una corretta gestione del sistema di auditing ambientale e della qualità,, è la UNI EN ISO 19011:2003. Implementazione e follow-up( 1/2 di 4/5) 32Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  33. 33. C4- L’audit ambientale L’Audit VIA è usati per: • Identificare gli impatti nell’implementazione progettuale • Verificare se le prescrizioni della decisione sono state implementate • Testare l’accuratezza della previsione degli impatti • Verificare l’efficacia delle misure di mitigazione • Migliorare la performance della VIA Esso comprende • site audit per esaminare tutti gli aspetti della gestione ambientale coinvolta • Audit di conformità, per verificare che il proponente abbia posto a proprio carico il rispetto di tutti I migliori standard qualitativi sui processi ad impatto ambientale potenziale • Audit dedicati a specifici settori, laddove sono investiti settori-chiave nel processo produttivo (esempio produzione di rifiuti o di energia) o nella catena di distribuzione Implementazione e follow-up( 2/2 di 3/5) 33Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  34. 34. C5- Valutazione ex-post dell’efficacia della VIA Poco utilizzata, nell’EMS è di routine E’ una sorta di “review” del processo di VIA intero o di una sua parte Gli esiti possono fornire una base per la governance del processo o di processi simili La review riguarda: • La qualità dei SIA • La relazione tra il processo di VIA e il processo decisionale • La post-project analysis rispetto agli impatti prefigurati nel SIA Implementazione e follow-up( 1/2 di 5/5) 34Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  35. 35. C5- Valutazione ex-post dell’efficacia della VIA Soggetti responsabili in questa fase: • L’ A.C. supervisiona l’implementazione delle prescrizioni subordinanti l’efficacia della decisione • Il proponente redige le schede di attività (es. cantiere) • Le agenzie, bracci operativi delle istituzioni preposte al controllo, effettuano la revisione dei report e delle schede ed ispezionano le misure di mitigazione adottate • Il pubblico, in forma più o meno organizzata (es. comitati) può segnalare circostanze ed in alcuni casi è previsto il suo coinvolgimento attivo. Implementazione e follow-up( 2/2 di 5/5) 35Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  36. 36. I meccanismi di retroazione nella VIA: dalla teoria alla pratica amministrativa Conclusioni
  37. 37. I meccanismi di retroazione nella VIA: dalla teoria alla pratica amministrativa Nuovi orientamenti nella redazione di un SIA Considerazione, quale alternativa al progetto, dell’opzione zero (presentata all’ autorità competente in fase di definizione della portata delle informazioni da inserire nel SIA, art. 21 del T.U. dell’Ambiente). Maggiore enfasi sulle alternative e sulla ragione della scelta progettuale effettuata, sotto il profilo dell’impatto ambientale. Rappresentazione degli impatti diretti ma anche quelli “indiretti” sull’ambiente, sinergici e cumulativi, proiettati sull’orizzonte temporale anche del medio e lungo termine. Utilizzo di metodi di previsione (es. modelli stocastici, software o simulazioni varie). Vanno illustrate le misure contemplate per il monitoraggio Devono essere descritti gli elementi culturali e paesaggistici presenti, l’impatto su di essi derivante dalle trasformazioni proposte, le misure di mitigazione e compensazione rispetto ad essi Il concetto di patrimonio culturale è molto presente, per cui occorre fare riferimento ai piani paesaggistici regionali adeguati al Codice Urbani Dlgs 42/2004 e ai Piani territoriali di Coordinamento Provinciali (PTCP)Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  38. 38. I meccanismi di retroazione nella VIA: dalla teoria alla pratica amministrativa Aspetti prevalenti nel quadro della valutazione ambientale complessiva a) ASPETTO DETERMINISTICO Confronto tra le valutazioni quantitative dell’impatto (metodologia ed output) fornite dal proponente e soglie normative (di attenzione e di allarme) b) ASPETTO QUALITATIVO EMPIRICO Valutazione dell’ “approccio al problema” adottato dal progettista nel SIAIng. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  39. 39. I meccanismi di retroazione nella VIA: dalla teoria alla pratica amministrativa Come redigere uno studio ambientale “immune” ai cambiamenti normativi a) Adottare una scala di osservazione a “geometria variabile”, ovvero che si sposti agevolmente da quella puntuale del singolo intervento a quella dell’intero comparto territoriale interessato direttamente o indirettamente dall’intervento: non pensare alla proposta come ad un intervento isolato, “avulso” dal contesto territoriale, socio-economico in cui si colloca bensì relazionarla ad esso b) Orientare la VIA dei progetti verso le nuove tendenze della pianificazione territoriale (VAS, progettazione integrata, etc) c) Dare risconoscibiltà ed “evidenza” allo Studio di Impatto Ambientale: sostanziarlo con indicatori popolati da valutazioni quantitative e che consentano anche l’approccio qualitativo di processo d) Pensare all’intervento progettuale come sviluppo di un’azione di pianificazione territoriale e pertanto ragionare nell’ottica della pianificazione integrata e condivisa: razionalizzazione nell’uso delle risorse, valutazione delle sensibilità del contesto, etcIng. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012
  40. 40. 40Ing. Francesco Corvace Attività formativa PON GAS, Bari 27 giugno 2012

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