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08 12 01 r. di c

  1. 1. Nel solco della Tradizione della Comunità Ruralesi è Forgiato lo Stile Imprenditoriale deiRagazzi di CampagnaGenesidell’Imprenditoree dell’ImpresaLa VisioneAntropologica el’Identità dell’ImpresaLa RiscopertaDella nostraCultura CristianaDalla Signorial’Alfa α e l’Omega ωdell’ImpresaINDICE DEICAPITOLICopertinaPreghiera
  2. 2. PADRE nostro che stai nei cieli, guarda con amore questa grande famiglia di Coltivatori che oggi rivolgea Te la Preghiera di Ringraziamento.Gesù, il Figlio Tuo, Ti ha chiamato "Agricoltore"; noi vogliamo ringraziarTi per questo dignitoso lavoroche ci hai affidato chiamandoci a continuare sulla Terra la Tua opera creatrice, la Tua Paterna presenzaprovvidente.I Tuoi figli chiedono ogni giorno il "pane quotidiano“ e Tu, per mezzo nostro, continui a nutrirli conamore su tutta la terra.Ti rendiamo ancora grazie per aver scelto il pane e il vino, frutto del nostro lavoro, per rendere presentesullaltare il Tuo Divin Figlio, che attorno alla sua Mensa tutti ci affratella.Grazie Signore, per il sole e per lacqua; per la bella e per la triste stagione; per labbondanza del raccoltoe per le avversità della natura che ci stimolano a guardare con più fiducia alla Tua Provvidenza.Grazie per coloro che hai posto vicino a noi per guardarci e sorreggerci nel nostro duro cammino;illuminali perché si realizzi anche per noi un più equo progresso.Grazie, Signore, per coloro che, nel godere dei frutti della terra, hanno comprensione e rispetto per i nostrisacrifici.Benedici le nostre spose che condividono con noi ansie e fatiche. Rendi efficace, nellanimo dei nostrifigli, lesempio del nostro attaccamento alla terra, sulla quale siamo nati e che ci accoglierà, benigna, ungiorno per germogliare in una vita eterna, quando piacerà a Te chiamarci al premio. Cosi sia.Preghiera di Ringraziamento dell’AgricoltoreRitorna
  3. 3. Essendo l’Uomo essere sociale, quindi in comunione con gli altri,intelligente e libero, quindi chiamato ad assumere responsabilmente ilcompito di vivere la sua socialità, con ragionevolezza si può affermare chel’Imprenditorialità è inscritta nella natura umana.L’Imprenditorialità è presente nella natura umana come seme e glielementi decisivi per il suo sviluppo sono, oltre alle doti naturali fisiche epsichiche, l’Ambiente Vitale, la famiglia ed i compagni di vita.Infatti, il Cucciolo d’Uomo:Pagina Fine CapitoloPagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 1 di 5Genesi dell’Imprenditore e dell’Impresail cucciolo d’Uomo nasce ignorante, come tutti i cuccioli di Madre Natura. Per non farsubire le deformazioni del vissuto dei loro predecessori, Madre Naturaattua questa prassi a tutti i suoi cuccioli; ha proprie caratteristiche fisiche e psichiche e, nella normalità,un’attrazione naturale verso i suoi simili con l’esigenza di vicinanza edi gioco; vede il mondo, le cose che lo circondano e gli eventi con i propri occhie sensi, ma li scopre e li percepisce nella loro realtà attraverso isentimenti dei genitori e del clima della famiglia in cui vive.
  4. 4. Queste doti e caratteristiche naturali – unite all’esperienza, che può esserepositiva o negativa, intensa o blanda, a seconda della dinamica e del climafamiliare – costituiscono il patrimonio individuale di ogni bambino, utileper entrare in relazione con altri bambini. È con i fratellini ed i cuginetti,poi con i compagni di cortile ed infine col Gruppo di Amici, che riesce asoddisfare la sua esigenza di vicinanza e di gioco.Nel gioco ogni individuo sviluppa ed esprime le proprie potenzialitàfisiche e psichiche, ma soprattutto arricchisce il proprio fardelloesperienziale, scimmiottando il fare dei grandi. Inoltre, nel Grupporiconosce e gli vengono riconosciute abilità e caratteristiche personali e diconseguenza ruoli e responsabilità nel perseguire gli obiettivi del Gruppo.È dal patrimonio individuale e dalla qualità delle dinamiche di Gruppo chesi forgia la personalità ed il carisma dell’individuo e la consapevolezzadelle capacità proprie e sinergiche con i compagni di vita.L’individuo – con questa personalità e consapevolezza, vivendo lafamiglia e la comunità nella gioia e nella fatica, nella certezza e nellasperanza, nel disagio e nei bisogni – si sente sollecitato e chiamato a dareuna risposta ai disagi ed ai bisogni reali della comunità.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 2 di 5Genesi dell’Imprenditore e dell’Impresail cucciolo d’Uomo
  5. 5. È proprio vero il detto: quando tutte le porte ti si chiudono, è perché Diovuole aprirti il Portone. I Ragazzi di Campagna hanno potuto scorgere ilportone grazie alle loro famiglie ed al clima sociale della comunità, edhanno potuto varcarne la soglia, prestando fede ai nuovi orizzonti chepromettevano un futuro buono e sensato, grazie ai Compagni di Vita. in opportunità per mettere a frutto i propri talenti e realizzare lapropria esistenza a beneficio degli altri, in occasione di collaborazione e di complementarietà nelle attivitàper un mondo più giusto e più umano. il Gruppo in Impresa, il Gioco in Vita da Protagonisti, i bisogni e lo stato di disagio della comunità:Alla sollecitazione ed alla chiamata verso l’impegno della vita da adulto,sembra inevitabile il distacco dalla vita precedente, ma all’eccomi! suo edei suoi Compagni di Vita, inizia una nuova epopea che trasforma:Genesi dell’Imprenditore e dell’Impresail cucciolo d’UomoPagina 3 di 5Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indice
  6. 6. Gli Elementi Essenziali all’Origine dell’Impresa, oltre al desiderio ardentedi realizzare se stessi ed ai bisogni dell’umanità da soddisfare, stanno nellamisteriosa disuguaglianza e diversità dei Doni, che gli uomini ricevonocon la Vita.È ragionevole pensare che essi sono parte integrante del ProgettoAmorevole dell’Autore, per far Partecipare l’Uomo al Gioco della Vita daProtagonista. Infatti, l’Autore della Vita: ama nello stesso tempo e modo sia chi è nell’abbondanza, sia chi ènella necessità, e comunque tutti gli uomini in alcune cose ed in alcunimomenti sono nell’abbondanza e nella necessità: nell’abbondanza, viene dato loro il privilegio di essereAmministratori dei suoi beni con la finalità di promuovere un equoscambio nell’Ambiente Vitale, nella necessità, viene data loro la dignità di trasmettere il messaggiodi Giustizia e di Amore Misericordioso e Compassionevoledell’Autore della Vita, quale compenso dell’opera provvidenzialegestita dall’Uomo nel colmare le lacune;Pagina 4 di 5Genesi dell’Imprenditore e dell’Impresala misteriosa disuguaglianza e la diversità di doniPagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indice
  7. 7. La vita diventa, a seconda di come viene accettata e vissuta: offre ad ognuno la possibilità di piena realizzazione, sviluppando nellapropria vita i doni ricevuti in seme attraverso la relazioneinterpersonale, finalizzata a soddisfare i bisogni materiali, spirituali e difratellanza. gioiosa e significativa: vita da Signore, se i doni ricevuti con la vitavengono percepiti come beni di proprietà, ma da amministrarenell’Ambiente Vitale in sintonia col progetto amorevole e creativodell’Autore; dura e deludente: vita da assediato, se i doni ricevuti con la vitavengono percepiti come beni di proprietà, ma da far valerenell’Ambiente Vitale per accumularvi ulteriori beni che, per ladisuguaglianza che creano, ne esigono la difesa; una disgrazia da subire, una Maledizione di Dio: vita sfigata, se i doniricevuti con la vita non vengono riconosciuti.Pagina PrecedentePagina Inizio CapitoloRitorno all’indicePagina 5 di 5Genesi dell’Imprenditore e dell’Impresala misteriosa disuguaglianza e la diversità di doni
  8. 8. La Natura, che è Madre e Maestra, dà origine alle sue creature nelconcepimento, mediante il desiderio ardente che la vita ha di se stessa,seguito dalla gestazione che culmina con la loro nascita. Poi, mediante icicli vitali, le creature seguono uno sviluppo – determinato sia dalla loroindole e qualità caratteriali, sia dai fattori ambientali con cui esse entranoin relazione – che culmina nella maturità riproduttiva e si conclude con lamorte.Questo vale anche per l’Impresa. Infatti, il concepimento dell’Impresa,che è frutto del desiderio ardente che gli individui hanno di realizzare sestessi, viene portato a maturazione all’interno di una dinamica di Gruppocon l’atto di volontà creativa dell’Imprenditore con i suoi Collaboratorinel e con l’Ambiente Vitale.Il Concepimento della Proposta Imprenditoriale e la sua Gestazione, lanascita della Società con la formazione della sua maturità operativa el’esercizio della piena Personalità Relazionale ed Operativa dell’Impresa,coinvolgono la Persona, la Società e l’Ambiente.Pagina Fine CapitoloPagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 1 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”
  9. 9. chi può dare senso, efficienza ed efficacia al nostro Agire?chi può dare Credibilità al Futuro Buono e Sensato a cui prestar Fede?chi può aprire la Gabbia Esperienziale che ci rinchiude nell’ordinedelle cose?chi può donare Dignità e Signoria per operare in armonia con l’umanitàed il creato?-- <> ------------- <> ------------- <> -------------- <> -------------- <> -------------- <> -------------- <> -------------- <> ------------- <>--di fronte a queste necessità di Senso ed Autorevolezza,parlare di Dio Principio e Fine, Creatore e Signoree da Imprenditori vedere in Lui l’Archetipoè Pertinente e RagionevolePer una adesione convinta e Partecipata della Persona e della Società c’è lanecessità di risposte ragionevoli con argomenti plausibili. Tra i tanti nodida sciogliere, alcuni meritano una particolare riflessione:Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 2 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”
  10. 10. L’impegno e le azioni, non prive di difficoltà e fatica, che la realizzazionedella Proposta Imprenditoriale richiede, valgono la candela?Con il mito di Sisifo, leggendario personaggio condannato dagli dèi aspingere un enorme masso di pietra in cima alla montagna, gli antichigreci esprimevano il radicale non senso della vita e della fatica umana.Infatti, vedendo il masso ai piedi della montagna, Sisifo cominciava afarlo rotolare con tutto il suo vigore su per il pendio e – spingi, spingi,spingi – dopo tanta fatica, il masso raggiungeva la cima, ma subito dopo,non potendo stare in equilibrio rotolava giù e Sisifo istintivamente e contutto il suo ardore ricominciava da capo.Ai nostri tempi, con il concetto filosofico vivere equivale ad agire, vienericonfermato quanto già gli antichi greci avevano espresso con il mito diSisifo. Così, con l’agire tendiamo continuamente ad un di più checontemporaneamente ha la caratteristica di essere:1. necessario, perché non ci è possibile avere una viva esistenza senzaquesta tensione,Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 3 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”l’agire umanoRitorna
  11. 11. Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 4 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”l’agire umanoSi agisce continuamente tendendo, con tutta la volontà, con tutte le forze,per tutta la vita, verso una mèta che alla fine non raggiungeremo mai.2. inaccessibile, perché dove si è in grado di giungere, in realtà è unamèta che si trova sempre un passo più indietro rispetto a quanto sivorrebbe raggiungere. Quando si è raggiunto quello che sembravaessere l’oggetto del desiderio, ci si accorge che bisogna ancoraripartire, si desidera ancora e si continua ad agire.Ciò vuol dire che quel di più cui si sta tendendo in realtà èinaccessibile, è sempre un passo più avanti.RitornaRitorna
  12. 12. Il Futuro Buono e Sensato, che la Proposta Imprenditoriale ci faintravedere, a cui ci chiede di prestar fede, è credibile?Sempre con il concetto filosofico vivere equivale ad agire, viene messo inevidenza che quando si compie unazione, la si compie perché si ha già lafede che quello che si sta per fare sarà buono e sensato. Se non si avessequesta fede non si agirebbe; quindi, lavvio di ogni nostra azione non èdato né dall’abilità del fare, né dal sapere, ma dalla Fede.Quando si agisce, lo si fa per realizzare un qualcosa che ancora non esiste,il che significa che si sta facendo qualcosa a cui tendiamo e per cuiviviamo, avendo la necessaria forza e possibilità di agire. Facciamo questoperché anticipiamo, precorrendo il futuro che riteniamo buono e sensato,quel giorno in cui tutto si realizzerà. Se non ritenessimo buono e sensato ilfuturo verso il quale camminiamo con fatica agendo ed operando, cifermeremmo: chi ce lo farebbe fare di tribolare per qualcosa che non è nébuono né sensato?Facendo quest’opera di precorrimento verso il futuro buono e sensato, inpratica ci si affida ad una realtà che non possiamo mai conoscerePagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 5 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”fede in un futuro buono e sensatoRitorna
  13. 13. pienamente e che non siamo mai in grado di garantirci con le nostre solemani. Questo affidarsi ad una realtà mai pienamente conosciuta e maipienamente garantita, è un atto di Fede Umana, ma Fede è, in quanto laragione non ci potrà mai dire né SI né NO; potrà solo illuminare la Fededando ad essa più o meno ragionevolezza.Questa Fede, che non è facoltativa ma è indispensabile per una vivaesistenza, è sorretta dalla ragionevole certezza di raggiungere il FineUltimo e la sua bontà circa un Futuro Buono e Sensato.Purtroppo però sappiamo che questo obbiettivo e caratteristica sono fallacie l’esperienza ci dice che:1. laddove si è in grado di giungere, è una mèta che si trova sempre unpasso più indietro rispetto a quella che si vorrebbe raggiungere. Ciòvuol dire che quel che si sta tentando di raggiungere, in realtà èinaccessibile, è sempre un passo più avanti;2. le cose sono in continua evoluzione, c’è l’esistenza del male e dellamorte, quello che si ritiene Buono e Sensato oggi potrebbe non esserlodomani, anzi potrebbe essere dannoso.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 6 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”fede in un futuro buono e sensatoRitornaRitornaRitorna
  14. 14. Le esperienze che si acquisiranno in questa Impresa ci renderanno piùumani o più cosa?Davanti ad una qualsiasi situazione, almeno implicitamente, si prova unasensazione positiva o negativa. Al fatto che accade non ci si rapportasemplicemente come testimoni passivi, piuttosto come testimoni attivi einterattivi. Si entra nel fatto con la propria personalità e si vive l’eventocon il proprio bagaglio esperienziale, codificando la nuova esperienzasecondo il proprio credo valoriale, con l’orizzonte:1. del bene e del male,2. del piacevole e dello spiacevole,3. dell’utile e dell’inutile,4. dell’opportuno e del dannoso.Questo modello di valutazione non si è formato nella coscienza in manieraastratta, ma in maniera concreta, attraverso le persone che ci hannocresciuto ed introdotto nella vita sociale e relazionale, da qui il timbro delgruppo e della società da cui si proviene, e rimodellato continuamente daifatti della vita.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 7 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”esperienza che rinchiude nell’ordine delle coseRitorna
  15. 15. Il bagaglio esperienziale, frutto dei fatti che si sono toccati con mano nellungo viaggiare nella vita, non è disordinato né tanto meno obsoleto, ma,riesaminato all’ultimo evento, codificato e ben archiviato nella coscienza.Nell’esperienza c’è sempre qualcosa che precede, che è passato, equalcosa che seguirà, che si compirà in futuro. Infatti quando si dice chel’esperienza ci ha insegnato qualcosa, significa che da quel momento sicercherà di riprodurre o non riprodurre quella cosa, perché l’esperienza ciha insegnato.Purtroppo però, l’esperienza è limitata solamente a quello che ci èpossibile misurare e verificare, al mondo delle cose. L’esperienza sviluppae raffina sempre più la capacità di ripetizione di quello che si è già fatto,ma, per il fatto che ci rinchiude in un futuro nell’ordine delle cose, umiliae spegne la capacità di apertura e di guardare verso l’alto, verso qualcosadi nuovo da attendere e da sperare.Rinchiusi in questa Gabbia Esperienziale, nell’intimo della coscienza si faesperienza di solitudine, di non senso della vita e di morte.Pagina PrecedenteRitorno all’indicePagina 8 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”esperienza che rinchiude nell’ordine delle coseRitornaRitornaPagina Successiva
  16. 16. Le relazioni che si andranno ad instaurare saranno un’opportunità perriconoscere e valorizzare l’alterità, condividere gli obbiettivi, assumereruoli e responsabilità per il bene di ciascuno e di tutti, oppureun’occasione per acquisire supremazia e potere a discapito dell’ambiente edella stabilità sociale?La morale sociale e l’etica pongono al centro del loro discorso la“persona” affermando che principio, soggetto e fine di tutte le istituzionisociali è e dev’essere la persona umana.La corrente filosofica del “personalismo” afferma che per comprendersi erealizzarsi, l’uomo ha bisogno del rapporto Io - Tu.La persona sente il bisogno di una vita sociale; questa esigenza non èqualcosa di aggiunto o di esterno, perché è proprio grazie al rapporto congli altri all’interno delle strutture sociali – la famiglia, la comunità civica,il lavoro, le associazioni ecc – che la persona sviluppa le proprie capacità,le proprie virtualità e può rispondere alla propria vocazione.Il rapporto Io - Tu è veramente costruttivo solo quando tutti possonoesprimersi come soggetti, come persone, e quando tutti vengonoriconosciuti come tali.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 9 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”dignità - signoria - fedeltàRitorna
  17. 17. Esso esige per giustizia: la distinzione tra l’Io ed il Tu, tra una persona e l’altra, pena l’utilizzodella persona come oggetto per le proprie finalità, sia di sfruttamentosia di riversamento di esigenze sentimentali ed assistenzialistiche, un adeguato grado di efficienza ed un impegno a raggiungere risultatiadeguati, pena l’impossibilità di convivenza e di relazioniinterpersonali.Nella nostra èra, caratterizzata dalla sovrapproduzione di beni e servizifinalizzati a soddisfare i bisogni primari, per garantirsi sopravvivenza esviluppo l’impresa ha ampliato gli orizzonti dell’agire fuori dalle necessitàreali della comunità, giudicate secondo i valori della tradizione,ovviamente a discapito dell’ambiente e della stabilità sociale. Infatti, si èpassati: dall’essenzialità al consumismo, dalla valorizzazione delle cose alla loro banalizzazione, dall’utilizzo rispettoso della risorse della natura allo sfruttamentoindiscriminato, al di là delle sue capacità di riproduzione e diriciclaggio, con inquietanti scenari per le generazioni future,Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 10 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”dignità - signoria - fedeltàRitorna
  18. 18. Inoltre, da una equilibrata competitività tra le Imprese, circa i prodotti eservizi, quale confronto costruttivo tra le Imprese e garanzia di libertà discelta del cliente, si è passati al conflitto per il predominio del mercatoseducendo le masse: dell’innovazione tecnologica, della riduzione del prezzo, delle campagne promozionali, della convenienza al consumo,In questo contesto i rapporti tra le parti sociali sono sempre più aspri, congiochi di parte che trovano compromessi fortemente condizionanti laConvivenza Sociale, lo sviluppo di Relazioni Interpersonali e l’AmbienteVitale. da un ritmo relazionale e di collaborazione a misura d’uomo e dellafamiglia, alla frenesia sociale ed all’appropriazione anticipata di beni,mediante l’ipoteca sul lavoro futuro.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 11 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“alcuni nodi fondamentali da sciogliere”dignità - signoria - fedeltàRitornaRitorna con le effimere suggestioni: con informazioni equivoche circa la bontà dei prodotti e lacertificazione dell’eticità dell’agire dell’Impresa.
  19. 19. Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo, in perfetta Relazione d’Amore con Se stesso,per amore esce da Se e crea un ecosistema che, nel suo sviluppo, è capace diConoscerlo, Amarlo e Servirlo e, raggiunta la maturità, diventare il suo Regno.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 12 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  20. 20. Alla fine della creazione per rendere l’Ecosistema Capace di Lui, Dio Creòl’Uomo a sua immagine, maschio e femmina li creò, in relazione con Lui,tra di essi e con il creato, dicendo: Siate fecondi e moltiplicatevi, riempitela terra; soggiogatela e dominate su ogni essere vivente. Il Signore Dioprese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e locustodisse, e gli diede questo comando: Tu potrai mangiare di tutti glialberi del giardino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del malenon devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 13 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  21. 21. Questa sintonia dell’uomo con Dio e con il creato è entrata in crisi quandol’uomo e la donna, tentati dal fascino delle creature e consapevoli dellaloro superiorità su di esse, si sostituirono a Dio decidendo in pienaautonomia ciò che è bene e ciò che è male per la propria vita e il propriodestino.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 14 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  22. 22. Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e cheogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male, si pentì diaver fatto luomo e se ne addolorò in cuor suo.Il Signore disse: Sterminerò dalla terra luomo e con lui tutto il bestiame.Ma un uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei si riconobbe esserecreatura di Dio, riscoprendo che la Salvezza è solo in Lui.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 15 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  23. 23. Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 16 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)RitornaDio, vedendoquest’uomo giusto trai suoi contemporaneidegeneri, salvò lui, lasua famiglia e con loroogni specie di animale.Dopo il Diluviofece con lui unpatto di alleanzae dalla suadiscendenza siripopolò la Terra.
  24. 24. Parlando per tuttala terra una solalingua e covandogli stessi desideridi autonomia e diindipendenza daDio, l’un l’altro sidissero: Uniamocie costruiamo unacittà con il nostronome. Dio vide illoro orgoglio e laloro presunzione,confuse le lorolingue ed essi sidispersero sututta la terra.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 17 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  25. 25. Nonostante l’allontanamentodell’uomo da Dio, Dio, Fedeleal Patto di Alleanza, nonabbandonò l’umanità, ma dissead un uomo: vattene dal tuopaese, dalla tua patria, dallacasa di tuo padre, verso unpaese che ti indicherò.Farò di te un grande popolo eti benedirò. Renderò grande iltuo Nome e diventeraiuna benedizione.In te si dirannobenedette tutte lefamiglie della terra.Abramo ebbe fedein Dio e credettecontro ogni speranza,ciò gli fu accreditatocome giustizia.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 18 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  26. 26. Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 19 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)RitornaDopo una dura lotta con un discendente diAbramo, Dio lo elesse capostipite del suopopolo col nome di Israele.Anche tra i suoi discendenti si insinuaronol’attaccamento alle cose, le gelosie, gli ingannied i delitti e, a causa di ciò, li fece abitare interra straniera.
  27. 27. Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 20 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)RitornaMio padre era un Arameo errante;scese in Egitto, vi stette come unforestiero con poca gente e vidiventò una nazione grande, forte enumerosa. Gli Egiziani cimaltrattarono, ci umiliarono e ciimposero una dura schiavitù. Alloragridammo al Signore, al Dio deinostri padri, e il Signore ascoltò lanostra voce, vide la nostraumiliazione, la nostra miseria e lanostra oppressione; il Signore cifece uscire dall’Egitto con manopotente e con braccio teso,spargendo terrore e operando segnie prodigi, e ci condusse in questoluogo e ci diede questo paese, dovescorre latte e miele.
  28. 28. Benedetto sei tu, Signore Dio dei nostripadri; degno di lode e gloria per sempre.Abbiamo agito da iniqui allontanandocida te e non abbiamo fatto quanto ciavevi ordinato per il nostro bene.Ora quanto hai fatto ricadere su di noi,l’hai fatto con retto giudizio: ci hai datoin potere dei nostri nemici, ingiusti, ipeggiori fra gli empi, e di un re iniquo,il più malvagio su tutta la terra.Ora non abbiamo più né Principe, nécapo, né profeta, né olocausti, néincenso, né luogo per presentarti leprimizie e trovar misericordia.Potessimo esser accolti con il cuorecontrito e con lo spirito umiliato. Talesia oggi il nostro sacrificio davanti a te eti sia gradito, perché non c’è confusioneper coloro che confidano in te.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 21 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  29. 29. In questa relazione,segnata da trasgressionie ripensamenti da partedel suo popolo e deisuoi rappresentanti,Dio si rivelòprogressivamente e,nella pienezza deitempi, si fece Uomo.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 22 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  30. 30. Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 23 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)RitornaLa Sua presenza nelmondo rivelò il voltodi Dio e l’autenticaimmagine dell’Uomo:
  31. 31. Con l’Offerta dellaSua Vita Riconciliòl’Umanità con Dio PadrePagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 24 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  32. 32. Con il dono del suoSpirito fece superareil drammatico rapportocreatura - Creatorecon il rapporto difigli nel Figlio.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 25 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  33. 33. Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 26 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)RitornaDa questo evento salvifico,le modalità di appartenenza,per discendenza, al PopoloEletto furono superate daldono che Dio fa di se nelFiglio mediante lo SpiritoSanto a ciascun uomo e dallarisposta personale di Fede,Speranza e Carità suscitata,cresciuta ed accolta dal suoPopolo, che è la Chiesa: Fede nel Figlio di Dioverità di Dio e dell’Uomo; Speranza in un destino dibeatitudine da figli di Dio; Carità esercitata e vissutacon i medesimi suoisentimenti.
  34. 34. Con e per mezzo del suo Popolo,il figlio di Dio perpetua la suapresenza nella storia e continual’Opera di Redenzione dell’Umanitàe di Sviluppo della Creazione aGloria e Lode di Dio Padre.Pagina PrecedentePagina Inizio CapitoloRitorno all’indicePagina 27 di 27La Riscoperta della nostra Cultura Cristiana“un Archetipo a cui tendere”siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste(Mt 5,48)Ritorna
  35. 35. L’Impresa viene all’Esistenza, prima nel pensiero poi nella mano delGruppo Imprenditoriale mediante il Processo di Fondazione. Lo SpazioVitale dell’Impresa sta nella Ciclicità del Processo di Fondazione con ilquale viene Rifondata e Rigenerata continuamente fino alla maturità.Il Processo diFondazione odi Rifondazioneè posto in attodall’Imprenditore,ma sviluppato edattuato dai suoiCollaboratori. Taleprocesso si svolgein due Ambiti edall’interno di ogniAmbito in due Fasi.Pagina Fine CapitoloPagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 1 di 4Dalla Signoria l’Alfa (α) e l’Omega (ω) dell’Impresa“Prerogativa dell’Imprenditore e Compito dell’Impresa”processo di fondazione e rifondazione
  36. 36. Ritorna
  37. 37. 1° Ambito Soggettivo (la Realtà Trascendentale)In esso risiede la Realtà Trascendentale dell’Impresa e la sua Ragion d’Essere,cioè nella Coscienza dell’Imprenditore e del suo Gruppo.In questo ambito vengono definite e ridefinite le ragioni dell’Essere Impresa eCreata e Ricreata la Realtà Trascendentale dell’Impresa condivisa dal Gruppo.Tali attività sono svolte in due fasi:1A: Fase Riflessiva Esperienziale e di Proposta Valoriale (il Concepimento)Essa è finalizzata a comprendere la situazione oggettiva nell’Ambiente Vitaledel Gruppo Imprenditoriale e dell’Umanità laddove intende operare, edelaborare la Visione e la Missione dell’Impresa.1B: Fase Relazionale Creativa (la Gestazione)Essa è finalizzata a definire gli obiettivi, elaborare le previsioni, quantificare ifabbisogni e modellare l’Ecosistema Impresa in grado di svolgere le funzioni, leattività ed i processi necessari per produrre beni ed erogare servizi nellemodalità previste dalla Visione e Missione attribuite all’Impresa,Nella massa informe delle esperienze e delle idee, sulla quale il suo spirito silibra, l’Imprenditore con il suo Gruppo fa luce, separa e connota i vari elementi,forma i vari ambiti ed, alla fine, disegna un Ecosistema Impresa con varie speciedi Entità, tra cui spiccano quelle ad immagine e somiglianza dell’Imprenditore,che sono i suoi collaboratori.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 2 di 4Dalla Signoria l’Alfa (α) e l’Omega (ω) dell’Impresa“Prerogativa dell’Imprenditore e Compito dell’Impresa”processo di fondazione e rifondazione
  38. 38. 2° Ambito Oggettivo (l’Immanente Umano)In esso risiede la Realtà Fisica dell’Impresa e la sua operatività, cioènell’Immanente Umano. In questo ambito la Realtà Trascendentale condivisadell’Impresa viene realizzata, producendo beni ed erogando servizi secondo laVisione e la Missione attribuitele. Tali attività sono svolte in due fasi:2A: Fase Costitutiva o Ricostitutiva (dalla Nascita alla Maturità Operativa)Essa è finalizzata alla costituzione della Società ed alla formazionedell’Ecosistema Impresa, quale struttura operativa per la produzione di Beni ederogazione di Servizi;2B: Fase Operativa e di Produzione (l’Esercizio della Personalità Relazionale)Essa è finalizzata a produrre e distribuire beni e servizi.L’Imprenditore con il suo Gruppo crea le condizioni per la costituzione dellaSocietà e realizza nell’Immanente Umano la Realtà Trascendentale dell’Impresa,dando così vita all’Ecosistema Impresa nel quale si rivela progressivamente aicollaboratori, diventando egli stesso collaboratore, per offrire ad essi laprerogativa di diventare Imprenditori con lui nella sua Impresa. Questa èl’essenza della Qualità Totale.L’autonomia e la realizzazione di ogni collaboratore all’interno dell’Impresa stanella consapevolezza e condivisione della Realtà Trascendentale dell’Impresa edella sua Ragione d’Essere e, conosciuto il proprio e altrui ruolo, nellosvolgimento della propria funzione in un contesto sinergico ed universale.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 3 di 4Dalla Signoria l’Alfa (α) e l’Omega (ω) dell’Impresa“Prerogativa dell’Imprenditore e Compito dell’Impresa”processo di fondazione e rifondazione
  39. 39. La ciclicità del Processo di Fondazione genera nella storia una spirale, lacui linea puòessere piùo menoVirtuosa e laMaturitàdell’Impresapiù o menoconsistente infunzione deiseguentielementi: la Visione e Missione dell’Impresa, le esigenze dell’Umanità di quell’Ambiente ed in quel momento, le risorse Umane, Materiali e Finanziarie disponibili, i risultati dell’Operatività dell’Impresa.Pagina PrecedentePagina Inizio CapitoloRitorno all’indicePagina 4 di 4Dalla Signoria l’Alfa (α) e l’Omega (ω) dell’Impresa“Prerogativa dell’Imprenditore e Compito dell’Impresa”spazio vitale e spirale virtuosa
  40. 40. Ritorna
  41. 41. Per partecipare al gioco della vita, la socialità viene vissuta nell’eserciziodi una professione o stato di vita, i quali richiedono di costituire od aderiread un Organismo Sociale, in cui, attraverso dinamiche di gruppo, sinergiee complementarietà, vengono prodotti beni, erogati servizi e creatiambienti idonei per stili di vita, secondo la visione e la missione attribuitead esso.Gli Organismi Sociali, pur riflettendo le motivazioni con cuil’Imprenditore ed il suo Gruppo li hanno costituiti e li conducono: il desiderio ardente di realizzare se stessi: l’eros; l’interesse comune e la complementarietà di intenti: la philia;per il fatto che le loro azioni sociali ed economiche hanno come sorgente ilbene dell’Uomo nella sua integrità, cioè l’amore agapico, sono strumentiessenziali nella loro specificità intenzionale.Pagina Fine CapitoloPagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 1 di 7Visione Antropologica ed Identità dell’Impresa“immagini d’Impresa in situazione”forme partecipative ed organismi socialiInfatti, l’amore agapico è pienamente umano e sostenibile solo se ha: il desiderio e la passione di realizzare, propri dell’eros, la libertà dell’amicizia e la gioia del fare, proprie della philia.
  42. 42. Se l’eros e la philia non sono toccati e purificati dall’amore agapico: l’eros, sprofonda nell’attimo fuggente cercando di soddisfare desideri epassioni, a discapito della socialità e dell’ambiente, la philia, naufraga in un egoismo di gruppo, in un circolo esclusivo disoli amici circondato da nemici.Con l’amore agapico si realizza l’alchimia che trasforma gli interessiprivati economici in Bene Comune: il contratto, che è la normale relazione dell’eros, cioè del dare edell’avere senza curarsi del bene dell’altro, in strumento di libertà eduguaglianza, l’unione di interessi e la complementarietà di intenti, che è la normalerelazione tra amici, in strumento di fraternità universale.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 2 di 7Figurativamente, l’agape in alcune circostanze è il lievito ed in altre il sale:senza di essi non c’è né fragranza né sapore; tuttavia, non è possibilepreparare un banchetto solo con lievito o sale.Solo l’amore a più dimensioni dà sapore e gusto alla vita e profondità epienezza all’agire umano.Visione Antropologica ed Identità dell’Impresa“immagini d’Impresa in situazione”forme partecipative ed organismi sociali
  43. 43.  il groviglio dei percorsirappresenta i Disagicausati dai Bisogniinsoddisfattidell’Umanità, l’Imprenditore a capodel suo Grupporappresentala Missionedell’Impresa, cioèl’Uscita dai Disagisoddisfacendo i BisogniReali dell’Umanità, dal nuovo AmbienteVitale si apronoOrizzonti dal FuturoBuono e Sensato.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 3 di 7Visione Antropologica ed Identità dell’Impresa“immagini d’Impresa in situazione”l’Ambiente Operativo dell’Impresa, la Missione ed il RisultatoQuesti concetti vengono espressi visivamente e sinteticamente dall’Icona:
  44. 44. L’impresa è unEcosistema che nascenell’EcosistemaSociale generato dallaNatura Umana, ed è instretta relazione siacon esso, sia con altrianaloghi Ecosistemi,sia con l’EcosistemaNatura.Essa prende: le risorse umane,materiali e finanziarie,dall’Ambiente Vitale, la missione dall’Origine e dalla Finalità attribuitele dall’Imprenditore edal suo Gruppo, il carattere dallo Stile di Signoria Imprenditoriale del Gruppo.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 4 di 7Visione Antropologica ed Identità dell’Impresa“immagini d’Impresa in situazione”l’Ambiente Vitale dell’Impresa
  45. 45. L’immagine dell’alveareesprime simbolicamente laRelazione Fondamentaledell’Impresa con l’Ambiente,che è Acquisire Risorsemediante l’Offerta diOpportunità e Profitto. Infatti: l’ape acquisisce dal fiore ilnettare ed al fiore offre lafecondità, con il nettare l’alveare sisviluppa e: produce gli alimenti per la colonia, ed in sovrappiù dolcezza, saporied energia per l’uomo, produce la cera per costruire il proprio alveare, ed in sovrappiù, conil cero, illumina le notti buie dell’uomo ed è segno della sua fede,speranza e carità.Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 5 di 7Visione Antropologica ed Identità dell’Impresa“immagini d’Impresa in situazione”la Relazione Fondamentale dell’Impresa con l’Ambiente
  46. 46.  prendono consistenza e vigore: dalla Qualità degli Ecosistemi Sociale, Impresa e Natura; dalle Risorse dell’Ambiente Vitale; dall’Adeguatezza della Missione; dall’Indole Caratteriale impressa dal Gruppo Imprenditoriale; si esprimono nel Sistema Operativo e nei Prodotti e ServiziLa Personalità Relazionale e la Capacità Operativa, prerogative essenzialidell’Impresa:Pagina PrecedentePagina SuccessivaRitorno all’indicePagina 6 di 7Visione Antropologica ed Identità dell’Impresa“immagini d’Impresa in situazione”la personalità relazionale e la capacità operativa dell’Impresa
  47. 47. Come l’umanità fa riferimentoal firmamento per orientarsi,così anche l’Impresa fariferimento alla stella polare delsuo firmamento – composto daelementi simbolici, significativied interpretabili – per avere acolpo d’occhio i parametrivaloriali atti ad orientare emisurare la Qualità dell’Agirecirca: del Rapporto con l’Uomo, dell’Impatto Sociale, dell’Impatto Ambientale. le Relazioni Umane, lo Sviluppo Umano e la suaSostenibilità dai punti divista:Pagina PrecedentePagina Inizio CapitoloRitorno all’indicePagina 7 di 7Visione Antropologica ed Identità dell’Impresa“immagini d’Impresa in situazione”il Firmamento dell’Impresa con la sua Stella Polare

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