Caso marcolin riaggiornato
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riclassificazione di bilancio dell'azienda Marcolin, leader nel settore degli occhiali da vista e da sole!

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    Caso marcolin riaggiornato Caso marcolin riaggiornato Document Transcript

    • UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA FACOLTA’ DI ECONOMIA CORSO DI ANALISI FINANZIARIA Biennio Specialistico Anno accademico 2008/2009 Caso oggetto di studio:Corrado Latino 1
    • INDICECAPITOLO 4....................................................................................................................................694.1 RENDICONTO FINANZIARIO................................................................................................69CAPITOLO 5....................................................................................................................................81CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE ..............................................................................................81 CAPITOLO 1 STORIA E SEGNI DISTINTIVI DEL GRUPPO1.1 INTRODUZIONEDalla passione alla visione. Dal sogno alla strategia. Dagli ideali ai risultati. In questa pro-spettiva va interpretato il progetto imprenditoriale di Marcolin Group, azienda quotata allaBorsa di Milano, che da più di quarant’anni occupa una posizione di leadership nel mercatodelleyewear di lusso per la ricerca nel design, l’eccellenza nella produzione, la distribuzioneselezionata.Mission dell’azienda del Bellunese, perfettamente rappresentata dal motto “ Passione ad altavisibilità”, è affermare nel mondo leccellenza dello stile italiano, come equilibrio di esteti-ca e qualità.L’azienda si fa interprete di un approccio glocal al mercato, proponendo uno stile interna-zionale, ma capace di cogliere l’evoluzione del gusto in pubblici diversi.Fedele a questi principi, Marcolin ha portato nel mercato dell’eyewear dei brand di primagrandezza, interpretandone con coerenza la creatività e la strategia. 2
    • Una mission sempre attuale che punta sul dialogo tra ricerca e tradizione, tra avanguardiatecnica e innovazione stilistica.Segno distintivo della casa è la creatività, che è diventata la strategia vincente di quest’a-zienda, con un’ottica rivolta al mercato. Marcolin oggi è riconosciuto come produttore dicollezioni innovative, con una selezione di brand che serve, senza sovrapposizioni né omo-logazioni, fasce di consumatori dai gusti ben individuati.Ogni linea nasce dal confronto continuo tra analisi dello scenario e ricerca stilistica: un per-corso volto a creare prodotti che abbiano tutto l’appeal delle loro griffe, ma siano anche alli-neati con le tendenze del momento.Una creatività, quindi, che sa coniugare le esigenze estetiche con la conoscenza dei vincoliproduttivi e qualitativi: dalla realizzazione dei disegni, ai prototipi, dalla selezione dei mo-delli alla loro industrializzazione.La produzione avviene con un vincente mix di avanguardia e tradizione: gli occhiali Mar-colin sono il risultato di una politica produttiva che sposa la passione ancora artigianale perla qualità con l’avanguardia tecnologica.Le fasi di lavorazione variano da 40 a 90 per ogni occhiale. Ancora oggi le montature da vi-sta e gli occhiali da sole sono realizzati prevalentemente negli stabilimenti italiani.I numeri del Gruppo Marcolin in breve2 Stabilimenti1.000 Addetti300 venditori diretti e indiretti40.000 punti vendita80 paesi di presenza6 milioni di occhiali prodotti e distribuiti nel 2008, in oltre 600 nuovi modelli12 società di distribuzione a controllo diretto5 showroom (Milano, Parigi, New York, Barcellona e Stoccarda) 3
    • 1.2 LA STORIA“Negli anni 60 contavano le idee” ricorda Giovanni Marcolin, fondatore e Presidente delGruppo. La sua idea innovativa è stata impreziosire le montature con aste in metallo lamina-to d’oro, anziché in plastica. Un’idea che conteneva in se quell’attenzione allo stile e al mer-cato con cui un’azienda artigianale del Cadore ha saputo reinventarsi negli anni fino a di-ventare uno dei più importanti attori nel mercato internazionale dell’eyewear.La Marcolin nasce nel lontano 1961 come “Fabbrica artigiana” dall’idea del fondatore Gio-vanni Marcolin Coffen. Tre anni dopo, nel 1964 l’azienda viene chiamata "Marcolin Oc-chiali Doublé", dal nome del laminato usato per produrre gli occhiali. A distanza di tre annida questa trasformazione apre il nuovo stabilimento di Vallesella di Cadore (1967). Grazie aquesto nuovo investimento, che ne aumenta la produttività, nel 1968 inizia la commercializ-zazione anche negli Stati Uniti.Nel 1974 l’azienda arriva ad una capacità produttiva di 1.000 occhiali al giorno impiegando 4
    • 80 persone. Dieci anni dopo la produzione arriva a un milione di montature all’anno con unnumero di addetti di 200.Nellarco di un decennio, i modelli “by Marcolin” conquistano il mercato estero: nasce, nel1976, la filiale francese, seguita da quella svizzera e da quella tedesca.La trasformazione in Spa e la scelta di controllare direttamente la distribuzione dei prodottisi rivelano determinanti per lo sviluppo di Marcolin che, nel 1982, approda negli USA conuna joint venture per la vendita diretta dei propri brand.Nel 1988 l’head quarter si trasferisce a Longarone e apre un nuovo stabilimento per la pro-duzione di un nuovo tipo di montature in acetato. Vengono costituite due nuove filiali, ri-spettivamente in Portogallo e nel Regno Unito.Gli anni novanta vedono la definitiva affermazione del gruppo, che si distingue per il designe la qualità del prodotto. La distribuzione viene potenziata per assecondare la notorietà deisuoi brand presso i consumatori finali; introduce nuovi materiali e linee di prodotto griffate.Firma, nel 1995, il primo accordo di licenza con la Dolce & Gabbana cui seguono le intesecon rinomati marchi quali la Replay, nel 1997, e la Roberto Cavalli nel 1999.L’anno 1999 segna anche l’apertura delle filiali in Far East e l’approdo per l’azienda al si-stema telematico della Borsa Italiana S.p.A. La Marcolin si dota dunque di una struttura pa-trimoniale funzionale agli obiettivi di crescita. Nello stesso anno entra nel segmento sporti-vo con l’acquisizione del gruppo francese Cébé, leader mondiale nella produzione e nelladistribuzione di occhiali sportivi, maschere e caschi da sci.Con l’avvento del nuovo millennio crescono gli investimenti per consolidare il portafogliobrand e rafforzare la presenza internazionale.Dal 2001, nuove licenze e lacquisizione della statunitense Creative Optics Inc, proiettano ilgruppo verso ulteriori sviluppi commerciali.L’attività del Gruppo viene riorganizzata in 3 divisioni - Fashion & Luxury, Casual &Trend e Sport - per coordinare produzione e marketing dei marchi (in proprietà e in licenza)accomunati dallo stesso lifestyle di riferimento. 5
    • Nel 2004 Luxottica, il principale competitor, strappa alla Marcolin gli stilisti DomenicoDolce e Stefano Gabbana. Lazienda di Longarone entra in un periodo grigio da cui si è ri-sollevata solo grazie allingresso nella compagine sociale dei fratelli Diego e Andrea DellaValle che oggi firmano progetti tra i più importanti nel settore del lusso a livello nazionaleed internazionale oltre ad avere interessi nel mondo del calcio.Nel 2006 viene rinnovata la licenza occhiali Kenneth Cole fino al 2011. Laccordo per laproduzione su licenza di occhiali da sole con marchio Kenneth Cole New York, KennethCole Reaction e Unlisted e di montature da vista con i marchi Kenneth Cole New York eKenneth Cole Reaction. La società specifica che il fatturato previsto per il periodo2008-2011 è pari a circa 148 milioni di dollari.Nello stesso anno la società annuncia il rinnovo dellaccordo di licenza per il design, la pro-duzione e la distribuzione a livello mondiale di occhiali da sole e montature da vista con ilmarchio Replay Eyes. Prosegue così la lunga e costruttiva collaborazione tra il Gruppo Mar-colin e Fashion Box iniziata nel 1997. Laccordo riconferma lintesa fino al 31 dicembre2009 e prevede condizioni contrattuali sostanzialmente invariate rispetto al contratto di li-cenza attualmente in essere. Il fatturato stimato per il triennio 2007 - 2009 è pari a circa 24milioni di euro.1.3 PORTAFOGLIO BRAND AGGIORNATO AL 2009Lapproccio nei confronti dei marchi in licenza è quello della partnership con gli stilisti dellevarie griffe: un rapporto di stretta collaborazione che si basa sulla valorizzazione dellidenti-tà del brand stesso, grazie alla cura del dettaglio e dei particolari suggeriti dalla moda. Unservizio personalizzato, dunque, volto a realizzare sinergie a lungo termine.I brand, in licenza o di proprietà, sono suddivisi in cluster differenziati, all’interno dei qualiciascuno è a sua volta declinato in maniera personalizzata per target e design.1.3.1 DIVISIONE FASHION & LUXURYTom Ford EyewearGrazie all’accordo firmato nellaprile del 2005, Marcolin produce e distribuisce la collezioneTOM FORD Eyewear nei più prestigiosi punti vendita di tutto il mondo. 6
    • Roberto Cavalli EyewearNel 1999 è stato siglato l’accordo siglato per il debutto di Roberto Cavalli nel settoreeyewear, avvenuto nel 2000. L’accordo è stato riconfermato fino al 2010.Montblanc EyewearL’accordo siglato nel 2001 con Montblanc Simplo GmbH, azienda del Gruppo Richemont, èstato recentemente rinnovato fino al 31 dicembre 2009.FerrariDesign, produzione e distribuzione in esclusiva mondiale rientrano nell’accordo di licenzapluriennale firmato nel 2005 con Ferrari S.p.A.Web EyewearUna delle linee eyewear più esclusive e ricercate del mercato, dal 2006 affida la licenza peril design, la produzione e la distribuzione di montature da vista e occhiali da sole. 7
    • Just Cavalli EyewearNel 2004 l’accordo di licenza con Roberto Cavalli è stato esteso alla linea Just Cavalli.1.3.2 DIVISIONE CASUAL & TRENDKenneth Cole EyewearLa partnership con Kenneth Cole Productions Inc., nata nell’agosto 2003, è stata recente-mente estesa fino al 2011. Gli accordi di licenza riguardano la produzione e distribuzione alivello mondiale di occhiali da sole con i marchi Kenneth Cole New York, Kenneth ColeReaction e Unlisted e di montature da vista con i marchi Kenneth Cole New York e KennethCole Reaction.Miss Sixty GlassesRiconfermato fino a dicembre 2009, laccordo di licenza con il Gruppo Sixty risale al 2000Replay EyesRecentemente esteso fino al 2009, risale al 1997 laccordo con Fashion Box per la produzio-ne e la distribuzione della collezione Replay Eyes. 8
    • TimberlandDa poco rinnovato fino alla fine del 2010, risale al 2003 laccordo di licenza per la produzio-ne e la distribuzione a livello mondiale di montature da vista e occhiali da sole con il mar-chio Timberland.CoverGirl EyewearNel 2001, il Gruppo Marcolin ha firmato l’accordo di licenza con Procter&Gamble per Co-verGirl Eyewear.MarcolinLa linea house brand Marcolin è realizzata con elevati standard qualitativi ed orientata pre-valentemente verso un target classico e tradizionalista. 9
    • 1.4 IL MANAGEMENT E LA COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI SOCIALI 10
    • 1.4.1 Assetto SocietarioMarcolin S.p.A. (di seguito anche “Marcolin” e “la società”) è società quotata presso laBorsa di Milano. Il Capitale sociale è costituito da n. 62.139.375 azioni del valore nominaledi € 0,52. Marcolin S.p.A. è a capo del Gruppo internazionale “Marcolin”, meglio descrittonell’allegata “Corporate Chart”.1.4.2 La GovernanceLo Statuto di Marcolin, in quanto società per azioni soggetta alla Legge italiana, prevede iseguenti principali organi sociali: a. Assemblea degli azionisti b. Consiglio di Amministrazione c. Presidente e Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione d. Comitato Esecutivo (se nominato) 11
    • e. Amministratori Delegati f. Collegio Sindacale g. Comitatia) L’Assemblea degli azionisti è l’organo deliberativo della Società. Le deliberazioni presein conformità alla legge ed allo statuto vincolano tutti i soci, ancorché non intervenuti o dis-senzienti. Le modalità di funzionamento dell’Assemblea sono disciplinate da apposito Re-golamento Assembleare.b) Il Consiglio di Amministrazione è l’organo al quale spetta l’amministrazione della So-cietà.Agli Amministratori sono espressamente attribuiti, ai sensi e per gli effetti di cui all’art.2365, II comma, c. c., i poteri di adottare le deliberazioni concernenti: - la fusione nei casi previsti dagli artt. 2505 e 2505 bis c.c.; - la riduzione del capitale sociale, in caso di recesso dell’Azionista; - gli adeguamenti dello Statuto a disposizioni normative - l’emissione di obbligazioni non convertibili; - la designazione degli Amministratori che hanno la rappresentanza della Società.Il Consiglio di Amministrazione può inoltre istituire o sopprimere sedi secondarie, succursa-li, uffici di rappresentanza ed agenzie, nonché trasferire la sede legale all’interno del territo-rio nazionale.Ai sensi dello Statuto, il Consiglio di Amministrazione è investito di ogni più ampio potereper la gestione sia ordinaria, che straordinaria della società, con la facoltà di compiere tuttigli atti, anche dispositivi, che ritiene opportuni per il conseguimento dell’oggetto sociale,con la sola esclusione di quelli che, per legge ovvero per statuto, sono riservati alla compe-tenza dell’Assemblea. In particolare, al Consiglio di Amministrazione, in considerazionedell’estensione delle deleghe conferite, sono riservate le competenze relative alle seguentiprincipali materie: 12
    • a) esame ed approvazione dei piani strategici, industriali e finanziari della società e della struttura societaria del gruppo cui essa sia a capo; b) attribuzione e revoca delle deleghe agli amministratori delegati ed al comitato esecutivo (se costituito) con definizione dei limiti e delle modalità di esercizio; c) determinazione, viste le proposte formulate dal Comitato per la remunerazione e sentito il parere del collegio sindacale, della remunerazione degli amministratori delegati e di quelli che ricoprono particolari cariche, nonché, qualora non vi abbia già provveduto l’assemblea, suddi- visione del compenso globale spettante ai singoli membri del consiglio e del comitato esecutivo (se costituito); d) controllo sul generale andamento della gestione, con particolare attenzione alle situazioni di conflitto d’interessi, tenendo in considerazione, in particolare, le informazioni ricevute dagli amministratori delegati e dal comitato per il controllo interno nonché confrontando, periodicamente, i risultati conseguiti con quelli programmati; e) esame ed approvazione delle operazioni aventi un significativo rilievo economico, patrimoniale e finanziario, con particolare riferimento alle operazioni con parti correlate; f) verifica dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo ed amministrativo generale della società e del gruppo predisposto dagli amministratori delegati.Il Consiglio è composto da 8 a 16 membri, nominati dall’Assemblea secondo le modalità in-dicate nello Statuto, e i suoi membri sono rieleggibili. La durata in carica del Consiglio èstabilita dall’Assemblea all’atto della nomina e comunque non può superare i tre esercizi. Il 13
    • Consiglio nomina tra i suoi membri il Presidente e/o un Vice Presidente. Il Consiglio può,inoltre, delegare le proprie attribuzioni, salvo quelle riservate per legge alla competenzaesclusiva dello stesso, determinando i limiti della delega, ad un Comitato Esecutivo compo-sto da alcuni dei suoi membri o ad uno o più dei suoi membri che assumono la carica diAmministratori Delegati. Il Consiglio può costituire al proprio interno Comitati con funzioniconsultive e propositive, determinandone le attribuzioni e le facoltà. I compensi e le parteci-pazioni agli utili spettanti ai componenti del Consiglio di Amministrazione sono stabiliti dalConsiglio, previa determinazione del compenso complessivo da parte dell’Assemblea aisensi dell’art. 2389 I comma c.c. e dello Statuto.Il Consiglio di Amministrazione può deliberare, sentito il ogni caso il parere del CollegioSindacale, eventuali compensi speciali o remunerazioni particolari spettanti ai ConsiglieriDelegati, ovvero a membri del Consiglio stesso cui siano attribuiti speciali incarichi.c) Il Presidente ha la rappresentanza legale della Società, di fronte a terzi ed in giudizio,convoca e presiede le riunioni del Consiglio di Amministrazione ed è sostituito, in caso diassenza o impedimento, dal Vice Presidente se nominato.d) Il Comitato Esecutivo può essere nominato dal Consiglio di Amministrazione, il qualedetermina i poteri, la durata e le norme che ne regolano il funzionamento, secondo le moda-lità e nel rispetto dei limiti stabiliti dall’art. 2381 c.c..L’organo così delegato riferisce, conperiodicità almeno trimestrale, al Consiglio di amministrazione ed al Collegio Sindacale, sulgenerale andamento della gestione e sulla sua prevedibile evoluzione, nonché sulle opera-zioni di maggior rilievo economico e finanziario, effettuate dalla Società o dalle società con-trollate, con particolare riferimento alle operazioni nelle quali essi delegati abbiano un inte-resse, per conto proprio o di terzi, o che siano influenzate dal soggetto che esercita attività didirezione e coordinamento, ove esistente. Le comunicazioni possono essere effettuate ancheper iscritto.e) Agli Amministratori Delegati spettano le attribuzioni a loro delegate da parte del Consi-glio di Amministrazione, nei limiti fissati dalla legge. Gli Amministratori Delegati riferisco- 14
    • no al Consiglio di Amministrazione ed al Collegio Sindacale nei modi e termini descritti alpunto che precede per il Comitato esecutivo.f) Il Collegio Sindacale si compone di tre membri effettivi e due supplenti nominati, in con-formità a quanto stabilito dallo Statuto, dall’Assemblea, che ne determina anche gli emolu-menti.I Sindaci restano in carica per tre esercizi, sono rieleggibili e devono possedere i requisitistabiliti dalla legge. Non possono essere nominati Sindaci e, se eletti decadono dall’incarico,coloro che si trovino in situazioni di incompatibilità previste dalla legge e coloro che rico-prano la carica di Sindaco effettivo in più di cinque società italiane quotate nei mercati rego-lamentati italiani, con esclusione delle società controllanti o da queste controllate. La Presi-denza del Collegio Sindacale spetta al primo candidato della lista che ha ottenuto il maggiornumero di voti, secondo quanto stabilito dallo Statuto.g) La Società è dotata inoltre di Comitati interni con funzione consultiva e propositiva, eprecisamente: - Comitato per il Controllo Interno - Comitato per la remunerazione - Comitato Operativo - Comitato Planning - Comitato Crediti.1.5 AZIONARIATO 15
    • I dati sopra esposti sono aggiornati al 24 marzo 2009.L’azionista Giovanni Marcolin Coffen detiene le azioni direttamente e indirettamente per iltramite della INMAR S.r.l.L’azionista Diego Della Valle detiene le azioni per il tramite delle società DDV Partecipa-zioni S.r.l.L’azionista Andrea Della Valle detiene le azioni per il tramite delle società ADV Partecipa-zioni S.r.l.L’azionista Luigi Abete detiene le azioni per il tramite delle società LUAB PartecipazioniS.r.l.Il capitale sociale è composto n. 62.139.375 azioni ordinarie del valore nominale di Euro0,52 ciascuna per un ammontarecomplessivo di euro 32.312.475,00.1.6 STRUTTURA DEL GRUPPO MARCOLIN CON RELATIVE PARTECIPAZIONI 16
    • Come si nota dalla struttura sopra riportata, nell’area di consolidamento del gruppo rientra-no varie società controllate direttamente ed indirettamente. In particolare, la società FintecS.rl., la cui percentuale di possesso si attesta al 40%, svolge attività di colorazione degli oc-chiali. Inoltre ci sono diverse società, controllate direttamente dalla capogruppo, che opera-no in vari Paesi per la vendita e la distribuzione, ad esempio in Spagna, Francia, Belgio,Brasile e la Marcolin Japan Co. Ltd, chè è stata costituita nel dicembre 2006. Tra queste, èinserita anche la Marcolin & Co. S.p.a. Italia che figura in liquidazione.Infine va fatto un discorso particolare per la CEBÉ. La società francese, che come si è già detto èleader nella produzione e commercializzazione di occhiali sportivi, maschere e caschi da 17
    • sci; in questi anni si è caratterizzata per risultati negativi che hanno spinto il managementdella capogruppo ad avviare un’attività di cessione che è stata completata proprio nel corsodell’esercizio precedente, vedendo i primi benefici nel corso dell’anno sociale appena con-clusosi. Questa attività di cessione è stata intrapresa dalla direzione a partire dal 2006, inquanto il piano strategico di riorganizzazione non ha avuto esito positivo.1.7 ANALISI DEL SETTORE DELL’OCCHIALE1.7.1 IL SETTORE NEL MONDOL’industria dell’occhiale realizza montature per occhiali da sole e da vista, astucci, lenti, mi-nuterie metalliche ed accessori, trattamento e rivestimento di metalli (galvanica) oltre che imacchinari per compiere queste lavorazioni.Nel mondo, l’industria di questo settore è concentrata soprattutto in due macro aree geogra-fiche caratterizzate da una produzione diversificata. Da un lato abbiamo i paesi del Sud-estAsiatico e dell’America Latina (più precisamente Cina, Corea, India e Brasile) che realizza-no il 50% della produzione con prodotti di fascia bassa, dall’altro abbiamo i Paesi Europei enord americani (Italia, Francia, Germania, Usa, Spagna, Gran Bretagna, Austria, Giappone)che si dedicano ai prodotti di fascia medio alta ed alta.Tabella: il mercato delle montature da vista e sole per fasce di prodotto.Il valore della produzione mondiale del settore è per le montature di circa 7,5 miliardi dieuro suddiviso tra 5,3 miliardi per gli occhiali da vista e 2,2 miliardi per quelli da sole.Grafico: Produzione mondiale occhiali da vista e da sole. 18
    • 1.7.2 IL SETTORE IN ITALIAL’Italia vanta una posizione di leadership assoluta nelle produzioni a maggior valore ag-giunto di fascia medio alta e rappresenta ben il 25% del mercato mondiale (quasi 2 miliardidi euro). Attualmente il settore nazionale dell’occhialeria conta circa 15.000 addetti di cuicirca 11.200 impiegati nel distretto bellunese. Le imprese del comparto hanno strutture pro-duttive abbastanza differenziate in quanto sono molteplici i gradi di automatizzazione o diattività manifatturiera riscontrabili anche tra aziende limitrofe. Esse possono operare rive-stendo ruoli differenti:- terzisti di piccole dimensioni quali imprese artigiane o aziende individuali o società di per-sone. Gli addetti medi sono 3. La produzione consiste per lo più in saldatura e trattamentisuperficiali o di montaggio. In circa il 15% dei casi soddisfano esigenze di un solo cliente(vincolando sé stesse all’andamento dell’altro);- produttore di occhiali completi e componenti prevalentemente per conto terzi di dimensio-ne media e con un personale medio di 7 elementi. Il prodotto richiede più fasi di lavorazio-ne. I clienti sono altre industrie o artigiani. La maggior parte forniscono più di 5 clienti;- operatore industriale con proprio marchio. La dimensione è media e sono costituiti princi-palmente da società di capitali con struttura familiare. A questa categoria appartengono an-che le grandi aziende che hanno assunto in certi casi la struttura di multinazionali; 19
    • - stilisti. Svolgono un ruolo di connettori tra il mondo della moda e dell’industria dell’oc-chiale.I terzisti di piccole dimensioni per sopravvivere devono possedere un’elevata flessibilitàproduttiva che consenta di soddisfare i picchi di domanda derivante dalle committenti, ma èaccentuato il rischio di una capacità produttiva non utilizzata nei momenti di stasi. Affidabi-lità di risposta nei tempi e qualità del servizio offerto completano le caratteristiche ricercate.I produttori di componenti, invece, spesso dispongono del know-how settoriale ma non sonoin grado di gestire la complessità e gli investimenti derivanti dalla politica commerciale, ladefinizione della comunicazione di marchi propri. Per crescere dovrebbero presidiare deimarchi che non siano già stati acquisiti da altri gruppi e cercare di creare accordi distributivie di vendita (tramite controllo diretto o accordi commerciali). Gli operatori industriali si fo-calizzano su prodotti di gamma medio/alta ed alta ed acquisiscono marchi o attivano con-tratti di licenza per colpire la clientela fedele al brand (solitamente di fascia alta). Essendoper lo più società di capitale, le disponibilità di risorse sono sufficienti per investire in co-municazione e contratti commerciali, anche se spesso sono addirittura in grado di controlla-re la distribuzione. Sono proprio queste imprese che talvolta svolgono il ruolo di committen-ti per le aziende artigiane.Gli stilisti siglano accordi mediante joint-venture, oppure partecipazione al capitale socialedelle licenziatarie. Il settore, in rapida evoluzione sotto la spinta di processi di globalizzazio-ne, è un settore maturo, caratterizzato da una lunga fase di espansione alla quale oggi si con-trappone un deciso rallentamento con spiragli di ripresa. Nel settore le potenzialità delleeconomie di scala, nella produzione, distribuzione, promozione e pubblicità sono riservateai maggiori player che hanno raggiunto dimensioni elevate e produzioni quantitativamenterilevanti. Inoltre questi presidiano l’intero processo dalla progettazione alla distribuzione delprodotto condizionano il mercato. La più grande barriera all’entrata nel settore è il controllodell’intera catena del valore soprattutto a valle dove l’integrazione della distribuzione garan-tisce una presenza consolidata nel retail sia nazionale che estero, consentendo di presidiarela relazione tra prodotto e consumatore ed offrire un alto livello di servizio.Geograficamente l’industria dell’occhialeria italiana, come accennato, è presente soprattuttoin Veneto area in cui si sono sviluppate logiche distrettuali da cui derivano spesso i vantaggicompetitivi di conoscenza, specializzazione produttiva, qualità, innovazione, rilevanti su 20
    • scala internazionale. Caratteristico di quest’industria è la concentrazione dell’offerta che sista sempre più attuando negli ultimi anni. Ciò significa che vi è la tendenza alla diminuzionedelle imprese che offrono prodotti finiti e la competizione tra di esse è sempre più agguerri-ta. Le aziende principali inglobano al loro interno le più piccole con caratteristiche distintiveal fine di poter controllare direttamente ogni processo o fase di produzione, lasciando pocospazio alle piccole industrie che sono impossibilitate a competere internazionalmente a cau-sa delle dimensioni. Si stima che le poche imprese leader controllino circa il 70% della pro-duzione italiana, mentre il restante 30% è lasciato ad un migliaio di imprese artigiane.La produzione di occhiali griffati, poi, è una componente del settore che non deve esseresottovalutata. Negli ultimi anni, infatti, si è affermato questo fenomeno che è andato via viaad allontanare l’attenzione dal prodotto in sé per spostarla sulla componente “moda”. Inquesto contesto le piccole imprese sono quasi impossibilitate a competere in quanto per otte-nere le licenze, le case produttrici devono sostenere elevati costi derivanti dalle royalties dacorrispondere agli stilisti. Queste si aggirano intorno al 15-20% del fatturato e sarebberotroppo onerose per piccole aziende.Fondamentale per le aziende italiane è lo sbocco sul mercato statunitense. In base ai datiforniti dal Dipartimento per il commercio americano ed elaborati da ICE – si legge sul sito -il dollaro debole e la crisi dei mercati non sono sufficienti per arginare il momento positivodell’occhialeria Made in Italy al di là dell’oceano. Nonostante i timori per un rallentamentodei conti 2008 per Luxottica, paventato da molti analisti, il giro d’affari delle imprese italia-ne attive nel comparto degli occhiali e delle montature sembra non risentire dei venti di cri-si. La conferma è contenuta nel rapporto mensile pubblicato dal Dipartimento per il com-mercio americano relativo all’andamento delle esportazioni italiane all’interno degli StatiUniti. Sembra ormai consolidato il piazzamento del Belpaese in seconda posizione assolutatra i maggiori venditori di occhiali e montature sul territorio americano. Nei primi undicimesi del 2007, infatti, le esportazioni di occhiali sono cresciute a un ritmo vertiginoso(+12,44% rispetto al volume d’affari registrato nel mese di novembre del 2006). Non solo.L’andamento dell’export di occhiali italiani in Usa ha mostrato una velocità doppia rispettoa quella del maggiore concorrente, la Cina, il cui export verso gli Usa nel comparto occhia-leria è salito nei primi 11 mesi dell’anno passato del 7%. Nonostante questo, le imprese ci- 21
    • nesi continuano a mantenere la leadership assoluta sul mercato americano, poco al di sottodel 44% del totale contro il 38,13% delle imprese italiane che ogni anno esportano prodottiin Usa per mezzo miliardo di dollari di controvalore.Grandi soddisfazioni per le imprese italiane sono arrivate nel 2007 anche dal settore pellet-teria. Tra gennaio e novembre, infatti, le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute aun ritmo del +17% rispetto a un anno prima arrivando ad accaparrarsi l’8,3% del totale delmercato a stelle e strisce. Tradotto in numeri, questo vuol dire un giro d’affari di oltre 780milioni di dollari lo scorso anno a dispetto dei 667 del 2006 e dei 567 del 2005. Anche inquesto caso, i diretti rivali dei capi di pelletteria italiani sono stati i cinesi che si sono impo-sti in testa alla classifica dei maggiori esportatori con il 72% del totale del mercato pari a 6,7miliardi di dollari su un totale di 9,2 miliardi.Più pesante, invece, il bilancio dei primi nove mesi del 2007 per gli orefici e i gioiellieri ita-liani. In base ai dati diffusi dal Dipartimento per il commercio americano, infatti, l’exportitaliano è sceso del 7,82% portando la nostra quota di mercato al 9,42% lo scorso anno ri-spetto al 10,21% del 2006. Non solo. Le vendite della Cina e della Tailandia, diretti concor-renti dei gioiellieri italiani, hanno fatto segnare nel 2007 un andamento positivo con-fermando la posizione dei due paesi al secondo e terzo posto della graduatoria dei maggioriesportatori di prodotti di gioielleria e oreficeria al di là dell’Oceano. Categoria, questa, do-minata dagli indiani che con il 26% del mercato non sembrano per ora temere alcun rivale.Tra gli accessori, il 2007 sembra destinato a chiudersi negativamente anche per l’industriaorologiera. Le esportazioni verso gli Usa hanno infatti segnato una contrazione di poco su-periore al 18% nei primi undici mesi dell’anno portando la quota del mercato americanonelle mani del made in Italy allo 0,59% dallo 0,78% di un anno prima. In termini economici,questo vuol dire una riduzione del fatturato d’Oltreoceano di cinque milioni di dollari per leimprese orologiere italiane, passate da 29,5 milioni di dollari del 2006 ai 24 milioni previstiper il 2007. 22
    • 1.8 CONCORRENTILUXOTTICALuxottica Group è leader mondiale nella progettazione, produzione e distribuzione di mon-tature da vista e di occhiali da sole di fascia alta e lusso.Grazie a un’estesa rete distributiva sia nel business retail sia nel wholesale oggi il Gruppo èpresente in tutti i mercati più importanti del mondo.Per quanto riguarda il retail, il Gruppo vanta la più capillare ed efficiente distribuzione delsettore con circa 5.800 negozi operanti nei segmenti vista e sole. Il Gruppo, infatti, è il prin-cipale attore nel retail in Nord America, Cina, Australia, Nuova Zelanda e il Regno Unito.La rete distributiva wholesale di Luxottica copre 130 Paesi del mondo, con presenza direttanei 38 mercati più importanti.L’attuale portafoglio di Luxottica è composto da 25 marchi, di cui otto propri e 17 in licen-za. Tra i marchi propri figurano Ray-Ban, il brand di occhiali da sole e vista più conosciutoe venduto al mondo, Vogue, Persol, Arnette e Revo. I marchi in licenza includono Bulgari,Burberry, Chanel, Dolce & Gabbana, Prada, Versace, Polo Ralph Lauren (da febbraio 2007)e Tiffany & Co. (dal 2008).I prodotti del Gruppo sono progettati e realizzati in sei impianti produttivi in Italia e due, in-teramente controllati, in Cina.Negli anni, Luxottica ha raggiunto la leadership mondiale nel settore ottico grazie ai seguen-ti fattori:- un modello di integrazione verticale progettazione-produzione-distribuzione whole- sale e retail unico nel settore;- un esteso network distributivo wholesale e retail che massimizza la capacità del Gruppo di servire il mercato, nonché di controllare meglio costi e tempi della distri- buzione;- un portafoglio marchi tra i più forti ed equilibrati del settore;- l’alta qualità, in costante progresso, del prodotto; 23
    • - l’efficienza e la flessibilità della struttura produttiva, in grado di rispondere tempesti- vamente all’andamento del mercato;- un focus importante sui servizi pre e post venditaSAFILOLeader mondiale nell’occhialeria di alta gamma e lusso. Nato oltre 70 anni fa, il Gruppo Sa-filo ha raggiunto nell’esercizio 2007 1.190 milioni di Euro di ricavi a livello consolidato, cuihanno contribuito per il 38,3% le vendite di montature da vista, per il 53,9% le collezioni diocchiali da sole e per il residuo 7,8% le vendite di articoli sportivi e di pezzi di ricambio. IlGruppo gestisce un portafoglio marchi unico al mondo, propri e in licenza, selezionati inbase sia a criteri di posizionamento competitivo e prestigio internazionale, sia ad un’attentasegmentazione della clientela.Tra i principali marchi propri si annoverano Safilo, Oxydo, Blue Bay, Carrera e Smith, que-sti ultimi leader nel segmento maschere da sci e occhiali sportivi, rispettivamente, in Europae negli Stati Uniti. I marchi in licenza includono alcune delle più importanti griffe mondiali:Alexander McQueen, A/X Armani Exchange, Balenciaga, Banana Republic, Boss by HugoBoss, Bottega Veneta, Boucheron, Diesel, 55DSL, Dior, Emporio Armani, Fossil, GiorgioArmani, Gucci, Hugo by Hugo Boss, Jimmy Choo, Jennifer Lopez, Juicy Couture, KateSpade, Liz Claiborne, Marc Jacobs, Marc by Marc Jacobs, Max Mara, Max&Co., NineWest, Pierre Cardin, Saks Fifth Avenue, Stella McCartney, Valentino e Yves Saint Laurent.Il Gruppo presidia direttamente tutta la filiera produttivo-distributiva, dalla ricerca e svilup-po alla distribuzione e logistica, assicurando qualità delprodotto, flessibilità ed efficienzanella produzione e nella distribuzione. 24
    • CAPITOLO 2 2.1 Stato Patrimoniale: Riclassificazione e Commenti La rielaborazione dei valori dello Stato Patrimoniale si effettua secondo il criterio finanzia- rio, in base al quale il patrimonio d’azienda è visto come un complesso di investimenti in at- tesa di realizzo (attività) e di finanziamenti in attesa di estinzione (passività e netto). Le due strutture di riclassificazione dello stato patrimoniale più importanti sono: - Per liquidità ed esigibilità; - Per la funzione svolta nel processo produttivo aziendale. 2.1.1 Stato Patrimoniale riclassificazione secondo il grado di liquidità/esigibi- lità 2005 2006 2007 2008Attivo recuperabile a breve termi-ne 109641 77,48% 135231 82,33% 124695 82,93% 124425 82,60%Liquidità immediate 10071 7,12% 23410 14,25% 10789 7,18% 10760 7,14%Liquidità differi-te 57352 40,53% 63228 38,49% 62840 41,79% 62699 41,62%Crediti v/clienti 53954 38,13% 59884 36,46% 59132 39,33% 59140 39,26%Crediti tributari 2855 2,02% 2670 1,63% 2727 1,81% 2600 1,73%Verso al-tri 543 0,38% 674 0,41% 981 0,65% 959 0,64%Rimanenze 41496 29,33% 48064 29,26% 50609 33,66% 50509 33,53%Altre attività correnti 722 0,51% 529 0,32% 457 457Attivo recuperabile a m/l termi-ne 31859 22,52% 29024 17,67% 25669 17,07% 26214 17,40%Immobilizzazioni tecniche nette 16045 11,34% 15874 9,66% 15937 10,60% 16437 10,91%Immobilizzazioni immateriali net-te 7836 5,54% 6941 4,23% 5138 3,42% 5169 3,43%Avviamento 2740 1,94% 2454 1,49% 2195 1,46% 2195 1,46%Altre 5096 3,60% 4487 2,73% 2943 1,96% 2943 1,95%Immobilizzazioni finan-ziarie 7978 5,64% 6209 3,78% 4594 3,06% 4608 3,06%Partecipazioni 1123 0,79% 1269 0,77% 1148 0,76% 1148 0,76%Crediti 1527 1,08% 1205 0,73% 1030 0,69% 1130 0,75%Imposte anticipate 5328 3,77% 3735 2,27% 2416 1,61% 2416 1,60%Capitale investito 141.500 164255 150364 150639 25
    • Passivo per esigibilitàPASSIVO 2005 2006 2007 2008 45,76Impegni a breve termine 95103 67,21% 74867 45,58% 68800 % 67027 44,50%Debiti correntiDebiti commerciali 30683 21,68% 39400 23,99% 37508 24,95% 36967 24,54%Debiti tributari 1237 0,87% 2136 1,30% 1930 1,28% 1680 1,12%Altri debiti 5403 3,82% 4257 2,59% 9478 6,30% 9190 6,10%Altre passività correnti 1162 2,55% 2359 3,39% 826 570Debiti FinanziariDebiti verso banche e altri fornito-ri 53642 37,91% 25162 15,32% 14462 9,62% 14010 9,30%Passività presunteFondi di trattamento di quiescenza e simili 239 0,17% 331 0,20% 431 0,29% 445 0,30%Atri fondi 2737 1,93% 1222 0,74% 4165 4165 25,08Passività consolidate 9705 6,86% 37269 22,69% 37710 % 33537 22,26%Debiti finanziariDebiti finanziari non correnti 2607 1,84% 30309 18,45% 32562 21,66% 28970 19,23%Passività presunteImposte differite 2664 1,88% 2006 1,22% 1178 0,78% 890 0,59%Fondo TFR 4414 3,12% 4929 3,00% 3940 2,62% 3632 2,41%Altri fondi 0 0,00% 0 0,00% 0 0Altre passività consolidate 20 0,01% 25 0,02% 30 21,66% 45 19,23% 29,16CAPITALE NETTO 36693 25,93% 52119 31,73% 43852 % 50075 33,24%Capitale di conferi-mento 45546 32,19% 69632 42,39% 58625 38,99% 56475 37,49%Capitale sociale 23596 16,68% 32312 19,67% 32312 21,49% 31958 21,21%Riserva sovraprezzo azioni 21950 15,51% 37320 22,72% 26313 17,50% 24517 16,28%Capitale di risparmio 7837 5,54% -4229 -2,10% -7882 -3,81% -12524 -6,94%Azioni proprie -354 -0,25% -354 -0,22% -354 -0,24% 0 0,00%Utili (perdite) portati a nuovo 8097 5,72% -3093 -1,88% -5372 -3,57% -10461 -6,94%Altre riserve 94 0,07% -782 -0,48% -2156 -1,43% -2063 -1,37% -11,79Utile (perdita) dell’esercizio di pertinenza del Gruppo -16690 % -13284 -8,09% -6891 -4,58% 6124 4,07% 14150 16425 15036 15063FONTI DI FINANZIAMENTO 1 5 2 9 2.1.2 Stato patrimoniale riclassificato in base al modello funzionale 26
    • Attivo per funzione 2005 2006 2007 2008 DescrizioneDenaro e valori assimilati 10071 7,12% 23410 14,25% 10789 7,18% 10760 7,14%Crediti correnti 62680 44,30% 66963 40,77% 65256 43,40% 65029 43,17%Scorte 41496 29,33% 48064 29,26% 50609 33,66% 50509 33,53%Altre attività correnti 722 0,51% 529 0,32% 457 457A) Attivo corrente 114969 81,25% 138966 84,60% 127111 84,54% 126755 84,14%Immobilizzazioni materiali 16045 11,34% 15874 9,66% 15937 10,60% 16437 10,91%Immobilizzazioni immateriali 7836 5,54% 6941 4,23% 5138 3,42% 5169 3,43%Immobilizzazioni finanziarie 2650 1,87% 2474 1,51% 2178 1,45% 2278 1,51%B) Attivo fisso 26531 18,75% 25289 15,40% 23253 15,46% 23884 15,86%(A+B) TOTALE ATTIVI-TA 141500 164255 150364 150639 Attivo per funzione dettagliato 27
    • 2005 2006 2007 2008 CAPITALE INVESTITO IMPORTI IMPORTI IMPORTI IMPORTIDenaro e valori assimilati 10.071,0 7,1% 23.410,0 14,3% 10.789,0 7,2% 10.760,0 7,1%Crediti correntiv/Clienti 57.652,0 40,7% 63.237,0 38,5% 64.304,0 42,8% 59.140,0 39,3%Altri crediti 543,0 674,0 981,0 959,0Crediti tributari 2.855,0 2.670,0 2.727,0 5.016,0Imposte differite atti-ve 5.328,0 3.735,0 2.416,0 2.416,0Fondo svalutazione crediti corren-ti -3.698,0 -3.353,0 -5.172,0 -4.990,0B)Totale 62.680,0 44,3% 66.963,0 40,8% 65.256,0 43,4% 62.541,0 41,5%ScorteProdotti finiti e merci 34.249,0 42.736,0 42.241,0 43.542,0Materie prime 11.870,0 10.788,0 12.128,0 12.201,0Lavori in corso 5.844,0 8.039,0 9.646,0 9.888,0Fondo svalutazione magazzino -10.467,0 -7.804,0 -13.405,0 -12.634,0Svalutazione da fair value e costi di vendita 0,0 -5.695,0 0,0 0,0C) Totale 41.496,0 29,3% 48.064,0 29,3% 50.610,0 33,7% 50.509,0 35,2%D)Altre attività correnti 722,0 529,0 457,0 457,0Attivo corrente 114.969,0 81,3% 138.966,0 84,6% 127.112,0 84,5% 126.755,0 84,1%Terreni e Fabbricati 10.345,0 9.440,0 9.446,0 9.650,0Impianti e macchinari 1.733,0 2.097,0 2.611,0 2.803,0Attrezzature industriali e commerciali 1.941,0 1.459,0 2.148,0 2.200,0Altri beni 1.857,0 2.674,0 1.411,0 1.460,0Immobilizzazioni in corso e ac-conti 169,0 204,0 321,0 324,0Immobilizzazioni materiali 16.045,0 11,3% 15.874,0 9,7% 15.937,0 10,6% 16.437,0 10,9%Avviamento 2.740,0 2.454,0 2.195,0 2.119,0Diritto di brevetto e utilizzo opere dinge-gno 2.140,0 2.336,0 1.682,0 1.889,0Concessioni licenze e marchi 2.046,0 1.048,0 1.196,0 1.096,0Altre 910,0 1.103,0 65,0 65,0Immobilizzazioni immateriali 7.836,0 5,5% 6.941,0 4,2% 5.138,0 3,4% 5.169,0 3,4%Partecipazioni 1.123,0 1.269,0 1.148,0 1.148,0Attività finanziarie non correnti 1.527,0 1.205,0 1.030,0 1.030,0Immobilizzazioni Finanziarie 2.650,0 1,9% 2.474,0 1,5% 2.178,0 1,4% 2.278,0 1,5%Attivo fisso 26.531,0 18,7% 25.289,0 15,4% 23.253,0 15,5% 23.884,0 15,9%Totale attivo 141.500,0 164.255,0 150.365,0 150.639,0 Passivo per funzione 28
    • Fonti di finanziamento 2005 2006 2007 2008Passivo corrente 38505 27,21% 48152 29,32% 49772 33,10% 49047 32,56%Debiti verso fornitori 30683 21,68% 39400 23,99% 37508 24,94% 36967 24,54%Debiti tributari 1237 0,87% 2136 1,30% 1930 1,28% 1680 1,12%Passività per benefici ai dipendenti 3785 2,67% 3104 1,89% 6768 4,50% 6800 4,51%Ratei e risconti passivi 20 0,01% 25 0,02% 30 0,02% 0 0,00%Altre passività correnti 2780 1,96% 3487 2,12% 3536 2,35% 3600 2,39%Passivo di finanziamento 56249 39,75% 55481 33,78% 47025 31,27% 44380 29,46%Debiti finanziari 1032 0,73% 4706 2,87% 1265 0,84% 1400 0,93%Debiti verso banche 55217 39,02% 50775 30,91% 45760 30,43% 42980 28,53%Passività presunte 10053 7,10% 8503 5,18% 9714 6,46% 7137 4,74%Fondi TFR 4414 3,12% 4808 2,93% 3940 2,62% 3912 2,60%Fondo per imposte anche differite 2664 1,88% 2006 1,22% 1178 0,78% 890 0,59%Altri Fondi 2975 2,10% 1689 659,77% 4596 3,06% 2335 1,55%Capitale netto 36693 25,93% 52119 31,73% 43852 29,16% 50075 33,24%Capitale di conferimento 45546 32,19% 69632 42,39% 58625 38,99% 56475 37,49%Capitale sociale 23596 16,68% 32312 19,67% 32312 21,49% 31958 21,21%Riserva sovraprezzo azioni 21950 15,51% 37320 22,72% 26313 17,50% 24517 16,28%Capitale di risparmio 7837 5,54% -4229 -2,10% -7882 -3,81% -12524 -6,94%Azioni proprie -354 -0,25% -354 -0,22% -354 -0,24% 0 0,00%Utili (perdite) portati a nuovo 8097 5,72% -3093 -1,88% -5372 -3,57% -10461 -6,94%Altre riserve 94 0,07% -782 -0,48% -2156 -1,43% -2063 -1,37% Utile (perdita) dell’esercizio di pertinenza del Grup-po -16690 -11,80% -13284 -8,09% -6891 -4,58% 6124 4,07%Totale passivo + patrimonio netto 141500 164255 150363 150639 2.1.3 Commento alla struttura di Stato Patrimoniale Analizzando i valori dello Stato Patrimoniale riclassificato per liquidità ed esigibilità, notia- mo che negli anni dal 2005 al 2008 il gruppo Marcolin ha effettuato in misura maggiore in- vestimenti a breve termine rispetto a quelli a medio-lungo termine; infatti nel corso dei quat- tro anni questi ultimi hanno una incidenza sempre minore sul capitale investito. Anche se l’attivo a medio-lungo risulta principalmente costituito da immobilizzazioni materiali, rive- stono una parte importante anche le immobilizzazioni immateriali. Tra queste ci sono i valo- ri delle concessioni e delle licenze che costituiscono uno dei fattori di successo del comparto dell’occhialeria; nel caso specifico del gruppo Marcolin, nel valore dei marchi, incidono i ri- sultati negativi della controllata francese Cèbè. 29
    • Le fonti di finanziamento sono state riclassificate secondo il loro grado di esigibilità, di con-seguenza sono state suddivise in 3 macro-categorie: Impegni a breve termine, Debiti Conso-lidati e Capitale Netto.Analizzando lo schema notiamo come dal 2005 al 2008 diminuisca, di circa il 20% del tota-le, l’incidenza dei debiti a breve termine ed aumenti quella dei debiti consolidati. Questa va-riazione negativa è dovuta principalmente al pagamento di quote di finanziamenti rimborsatinel corso dell’esercizio 2006 utilizzando anche quota parte dell’aumento di capitale sociale;ma anche ad un considerevole aumento dell’indebitamento a medio-lungo termine. L’anda-mento di tale valore nei quattro anni considerati, è determinato soprattutto da una serie dioperazioni di finanziamento a medio e lungo termine finalizzate ad assicurare alla società imezzi adeguati a supportare i programmi di sviluppo del Gruppo. Quindi, si fa principal-mente riferimento alla sottoscrizione da parte della capogruppo Marcolin S.p.a., nel corsodel 2006, di un contratto di finanziamento con Banca Intesa S.p.a. per la concessione di unalinea di credito di importo pari a 25 milioni di euro, della durata di cinque anni.. A questo siaggiunge, sempre nel corso del 2006, il diritto esercitato da Marcolin S.p.a. di richiedere ilprolungamento per ulteriori due anni della durata del finanziamento di 20 milioni di eurostipulato con Efibanca S.p.a., portando a un ulteriore incremento di 10 milioni di euro laquota pagabile oltre l’esercizio successivo.L’ultima macro-categoria è relativa al Capitale netto il quale nei quattro anni ha presen-tato una lieve crescita giustificabile innanzitutto dall’aumento di capitale sociale avvenutanel 2006, attraverso l’offerta in opzione agli azionisti Marcolin di nuove azioni ordinarie;ma anche a un miglioramento dei risultati della capogruppo, nel 2006 e 2007 che hanno per-messo una riduzione della perdita di esercizio, fino ad arrivare al 2008, dove vediamo pre laprima volta un utile di esercizio.2.2 Conto Economico: Riclassificazione e Commenti 30
    • L’obiettivo della rielaborazione del c/e consiste nel raggruppare i ricavi e i costi in base allearee della gestione da cui provengono,in modo da fare emergere aggregati e risultati inter-medi utili per analizzare la redditività e i fattori che la determinano.Le principali strutture di riclassificazione del c/e sono: - a valore della produzione e valore aggiunto; - a costi e ricavi della produzione venduta.2.2.1 A costi e ricavi del vendutoNel c/e a costi ricavi della produzione venduta i componenti di reddito sono classificati perdestinazione, vale a dire secondo l’appartenenza alle diverse aree funzionali in cui può esse-re suddivisa l’attività d’impresa.La configurazione in esame rivolge particolare attenzione alla gestione caratteristica, facen-do emergere importanti risultati intermedi, quali:- Il costo del venduto;- Il margine lordo industriale;- Il reddito operativoQuesta struttura è conforme alle modalità di reporting interno e in linea con la prassi inter-nazionale del settore dell’eyewear di lusso.Il tipo di analisi della redditività, prevista da questa struttura di conto economico, richiedeuna chiara identificazione delle aree in cui l’attività aziendale può essere ripartita, in mododa individuare i contributi che le stesse generano sulla redditività dell’impresa. Ai fini dellostudio della redditività, infatti, l’attività aziendale può essere scomposta nelle seguenti parti:a) Gestione caratteristica o tipica, relativa all’attività volta a realizzare l’oggetto dell’impre- sa, il cui risultato parziale, il «reddito operativo», rappresenta una grandezza di particola- re rilievo nell’analisi della redditività; 31
    • b) Gestione extra-caratteristica, formata da tutte le altre operazioni: • una gestione finanziaria, in cui vengono evidenziati i riflessi economici dell’indebita- mento, contratto per la copertura del fabbisogno finanziario, e degli investimenti del- le eccedenze finanziarie che si generano durante lo svolgimento dell’attività azienda- le; • eventuali gestioni accessorie, quali, ad esempio, titoli, cambi, ecc; • una gestione straordinaria, in cui confluiscono proventi ed oneri di natura straordina- ria o derivanti da movimentazioni di capitale (svalutazioni, rivalutazioni, ecc.); • le imposte che gravano sul reddito di esercizio.L’insieme delle gestioni caratteristica, finanziaria ed accessoria dà corpo alla cosiddetta ge-stione «ordinaria» ed al relativo risultato parziale, il «reddito ordinario», che rappresenta labase per lo studio dell’andamento economico dell’azienda nel tempo e per eventuali compa-razioni nello spazio. 32
    • STRUTTURA DI C/E A RICAVI E COSTI DEL VENDUTO, CON VALORI RICLASSIFICATI PER AREE DI GESTIONE 34
    • 2005 tassi di 2006 tassi di 2007 tassi di 2008 anda- anda- anda- mento mento mento DESCRIZIONE Importi % Importi % Importi % Importi %A 153.963 100 157.428 182.27 100 2,51 186.845, 100) Ricavi netti ,00 % 2% ,00 100% 16% 5,00 % % 00 % -B Costo complessivo della produzione -169.27 109,9 -162.04 102,9 - 98,8 -0,84 178.628,0 -95,6) venduta 0,00 % -4% 0,00 % 11% 180.145,00 % % 0 %C REDDITO OPERATIVO -15.307, -4.612,0 2.13 1,2 285,7 8.217,) (A-B) 00 9,9% 70% 0 2,9% 146% 0,00 % 7% 00 4,4% oneri finanziari -2.120,0 -4.007,0 - 2,2 -24,0 - -1,6- netti 0 1,4% 89% 0 2,5% 0% 3.991,00 % 8% 3.030,00 % Risultato gestione ac- cessoria 0,00 0,00 0,00 0,00 REDDITO DELLA GESTIONE -17.427 11,3 -8.619, - 1,0 378,7 5.18 CORRENTE ,00 % 51% 00 5,5% 78% 1.861,00 % 2% 7,00 2,8% Risultato gestione 2.733,0 -177 -2.093,0 - 1,24 257,8 3.567, 1,91 straordinaria 0 1,8% % 0 1,3% 8% 2.260,00 % 3% 00 % REDDITO AL LORDO DELLE -14.694, -10.712, - 2,3 312,4 8.754, IMPOSTE 00 9,5% 27% 00 6,8% 62% 4.121,00 % 2% 00 4,7% imposte sul -1.996,0 -2.575,0 - 1,5 -5,05 - -1,4- reddito 0 1,3% 29% 0 1,6% 8% 2.770,00 % % 2.630,00 % REDDITO NETTO DE- -16.690, 10,8 -13.287, - 3,8 188,8 6.124, SERCIZIO 00 % 20% 00 8,4% 48% 6.891,00 % 7% 00 3,3% 1
    • 2
    • STRUTTURA DI C/E A RICAVI E COSTI DEL VENDUTO, CON VALORI RICLASSIFICATI PER AREA FUNZIONALE Dettaglio tabelle da pag 40-41 2005 2006 2007 2008 tassi di an- tassi di an- tassi di damento damento andamento DESCRIZIONE Importi % Importi % Importi % Importi % Ricavi netti 153.963,00 100% 2% 157.428,00 100% 16% 182.275,00 100% 3% 186.845,00 100% Costo pieno industriale - 78.121,00 50,7% -6% -73.672,00 46,8% 16% - 85.362,00 46,8% -2% - 83.374,00 44,6% 53,2 UTILE LORDO INDUSTRIALE 75.842,00 49,3% 10% 83.756,00 53,2% 16% 96.913,00 % 7% 103.471,00 55,4% Costo pieno di amministrazio- ne - 17.309,00 11,2% -20,0% -13.851,00 8,8% 3% - 14.317,00 7,9% 15% - 16.492,00 8,8% Costo pieno di distribuzione - 73.840,00 48,0% 0,9% -74.517,00 47,3% 8% - 80.466,00 44,1% -2% - 79.063,00 42,3% UTILE OPERATIVO - 15.307,00 9,9% 69,9% -4.612,00 2,9% 146% 2.130,00 1,2% 286% 8.217,00 4,4%- oneri finanziari netti - 2.120,00 1,4% 89% -4.007,00 2,5% -47% - 3.991,00 2,2% -24% - 3.030,00 1,6% Risultato gestione accessoria 0,00 0,00 0,00 0,00 REDDITO DELLA GESTORDINARIA AL LORDO DELLE IM- POSTE -17.427,00 11,3% -51% -8.619,00 5,5% 78% - 1.861,00 1,0% 379% 5.187,00 2,8%- imposte sul reddito - 1.996,00 1,3% 29% -2.575,00 1,6% 8% - 2.770,00 1,52% -5% - 2.630,00 1,41% REDDITO NETTO - 19.423,00 12,6% -42% -11.194,00 7,1% 59% - 4.631,00 2,5% 155% 2.557,00 1,4% Risultato gestione straordina- ria 2.733,00 1,8% -177% -2.093,00 1,3% 8% - 2.260,00 1,2% 258% 3.567,00 1,9% REDDITO NETTO DESERCIZIO - 16.690,00 10,8% 20% -13.287,00 8,4% 48% - 6.891,00 3,8% 189% 6.124,00 3,3% 35
    • 2.2.2 Valore aggiunto e MolIl conto economico a valore aggiunto più frequentemente adottato nella prassi italiana èquello redatto dalla struttura suggerita dalla CONSOB. Esso classifica i componenti di red-dito per natura e perviene a risultati economici intermedi di fondamentale rilievo informati-vo, tra cui:- Il valore della produzione ottenuta;- Il valore aggiunto caratteristico;- Il margine operativo lordo MOL;- Il reddito operativo. 36
    • CONTO ECONOMICO RICLASSIFICATO A VALORE AGGIUNTO 2005 tassi di an- 2006 tassi di an- 2007 tassi di an- 2008 damento damento damento DESCRIZIONE Importi % Importi % Importi % Importi % Ricavi netti 153.963,00 100% 2% 157.428,00 100,0% 16% 182.275,00 100,0% 3% 186.845,00 100,0% VALORE DELLA PRODUZIONE REALIZZA-A) TA 153.963,00 100% 2% 157.428,00 100,0% 14% 182.275,00 100% 2% 186.845,00 100% - Consumi di materie - 57.746,00 37,5% -9% - 52.387,0 33,3% 19% - 62.298,00 34,2% -1% - 61.374,00 32,8% - Costi dei servizi (escluso lavoro e interessi) - 64.334,00 41,8% -3% - 62.664,00 39,8% - 70.638,00 38,8% - 70.994,00 38,0%B) VALORE AGGIUNTO LORDO 31.883,00 20,7% 33% 42.377,0 26,9% 16% 49.339,00 27,1% 10% 54.477,00 29,2% - Ammortamenti - 7.114,00 4,6% -32% - 4.861,0 3,1% -2% - 4.752,00 2,6% -12% - 4.183,00 2,2% Accantonamenti e Svalutazio- - ni -1222,00 -0,8% -31% -842,00 0,5% -15% -713,00 0,4% -6% -673,00 0,4%C) VALORE AGGIUNTO NETTO 24.769,00 16,1% 51% 37.516,00 23,8% 19% 44.587,00 24,5% 13% 50.294,00 26,9% - Remunerazione del lavoro - 38.854,00 25,2% 6% - 41.285,0 26,2% 1% - 41.744,00 22,9% -2% - 41.109,00 22,0% - Remunerazione del capitale (interessi e dividendi) -2120,00 1,4% 89% -4007 2,5% - 3.991,00 2,2% - 3.998,00 2,1% Risultato gestione accessoria 0,00 0,00 0,00 0,00 Risultato gestione straordina- ria 2.733,00 1,8% -177% - 2.093,0 1,3% 8% - 2.260,00 1,2% -258% 3.567,00 1,91% RESIDUO AL LORDO DELLE IMPOSTE - 13.472,00 8,8% 27% - 9.869,0 6,3% 65% - 3.408,00 1,9% 357% 8.754,00 4,7%- imposte sul reddito - 1.996,00 1,3% 29% - 2.575,0 1,6% 8% - 2.770,00 1,5% -5% - 2.630,00 -1,4% REDDITO NETTO DESERCIZIO - 15.468,00 10,0% 20% - 12.444,0 7,9% 50% - 6.178,00 3,4% 199% 6.124,00 3,3% Dettaglio tabelle a pag 39 38
    • STRUTTURA DI C/E A VALORE DELLA PRODUZIONE E MARGINE OPERATIVO LORDO 2005 2006 2007 2008 tassi di tassi di tassi di an- andamento andamento damento DESCRIZIONE Importi % Importi % Importi % Importi % Ricavi netti 153.963,00 100% 157.428,00 100,0% 2% 182.275,00 100,0% 16% 186.845,00 100,0% 3% 100,0A) VALORE DELLA PRODUZIONE REALIZZATA 153.963,00 100% 157.428,00 % 2% 182.275,00 100% 16% 186.845,00 100% 3% - Consumi di materie - 57.746,00 37,5% - 52.387,00 33,3% -9% - 62.298,00 34,2% 19% - 61.374,00 32,8% -1% - Costi dei servizi (escluso lavoro e interessi) - 64.334,00 41,8% - 62.665,00 39,8% -3% - 70.638,00 38,8% 13% - 70.994,00 38,0% 1%B) VALORE AGGIUNTO LORDO 31.883,00 20,7% 42.376,00 26,9% 33% 49.339,00 27,1% 16% 54.477,00 29,2% 10% - Costi del lavoro - 38.854,00 25,2% - 41.285,00 26,2% 6% - 41.744,00 22,9% 1% - 41.109,00 22,0% -2% MARGINE OPERATIVO LORDO (MOL EBIT-C) DA) - 6.971,00 4,5% 1.091,00 0,7% 116% 7.595,00 4,2% 596% 13.368,00 7,2% 76% - Ammortamenti - 7.114,00 4,6% - 4.861,00 3,1% -32% - 4.752,00 2,6% -2% - 4.183,00 2,2% -12% - Accantonamenti e Svalutazioni - 1.222,00 0,8% - 842,00 0,5% -31% - 713,00 0,4% -15% - 673,00 0,4% -6%C) REDDITO OPERATIVO (EBIT) - 15.307,00 9,9% - 4.612,00 2,9% 70% 2.130,00 1,2% -146% 8.512,00 4,6% 300%- oneri finanziari netti - 2.120,00 1,4% - 4.007,00 2,5% 89% - 3.991,00 2,2% 0% - 3.030,00 1,6% -24% Risultato gestione accessoria 0,0% 0,0% REDDITO DELLA GESTIONE CORRENTE - 17.427,00 11,3% - 8.619,00 5,5% 51% - 1.861,00 1,0% 78% 5.482,00 2,9% 395% Risultato gestione straordinaria 2.733,00 1,8% - 2.093,00 1,3% -177% - 2.260,00 1,24% 8% 3.567,00 1,91% 258% REDDITO AL LORDO DELLE IMPOSTE - 14.694,00 9,5% - 10.712,00 6,8% 27% - 4.121,00 2,3% 62% 9.049,00 4,8% 320%- imposte sul reddito - 1.996,00 1,3% - 2.575,00 1,6% 29% - 2.770,00 1,5% 8% - 2.630,00 1,4% -5% REDDITO NETTO DESERCIZIO - 16.690,00 10,8% - 13.287,00 8,4% 20% - 6.891,00 3,8% 48% 6.124,00 3,3% 189% 38
    • NOTE SUL CONTO ECONOMICO CONSOLIDATO1) Dettaglio oneri finanziari netti 2005 2006 2007 2008 Interessi attivi 125 169 217 318 Altri Proventi 171 160 206 122 Utili su cambi 2528 1127 1267 1983 Proventi finanziari 2824 1456 1690 2423 Interssi passivi -2658 -2775 -2681 -2994 Altri oneri -491 -574 -1047 -702 Sconti finanziari -639 -597 -756 -55 Perdite su cambi -1156 -1517 -1197 -1702 Oneri finanziari -4944 -5463 -5681 -5453 Totale oneri finanziari netti -2120,0 -4007 -3991 -30302) Dettaglio Risultati gestione straordinaria 2005 2006 2007 2008 Altri Ricavi Plusvalenze 116 38 1189 1413 Altri proventi 2917 4035 1472 3900 TOTALE 3033 4073 2661 5313 Altri costi Costi relativi ad attività destinati ad -5695 -3646 0 Minusvalenze -37 -34 -774 -573 altri oneri -263 -437 -501 -1173 TOTALE -300 -6166 -4921 -1746 RISULTATO GESTIONE STR. 2733 -2093 -2260 35673) Dettaglio Consumi di materie 2005 2006 2007 2008 Acquisti di matriali e prodotti finiti 42504 56243 52453 52223 Variazione delle rimanenze 7391 -12833 -1061 -2253 Lavorazioni esterne 7851 8977 10906 11404 TOTALE 57746 52387 62298 61374 39
    • 1
    • Dettaglio del costo della produzione venduta con valori riclassificati per natura 2005 tassi 2006 2007 2008 tassi di in- tassi di in- ci- di in- tassi di tassi ci- den- ciden- ∆ anda- di inci- ∆ tassi di an- den- ∆ tassi di an- Descrizione za za 2006-2005 mento denza 2007-2006 damento za 2008-2007 damentoacquisto mat prime componenti e materiali e ∆ ri-man 57.746,00 34,1 52.387,00 32,3 - 5.359,00 -9,3% 62.298,00 34,6 9.911,00 18,9% 61.374,00 34,5 - 924,00 -1,5%costi per servizi 38.005,00 22,5 37.816,00 23,3 - 189,00 -0,5% 42.774,00 23,7 4.958,00 13,1% 43.102,00 24,2 328,00 0,8%costi del personale 38.854,00 23,0 41.285,00 25,5 2.431,00 6,3% 41.744,00 23,2 459,00 1,1% 41.109,00 23,1 - 635,00 -1,5%ammortamenti 8.336,00 4,9 5.703,00 3,5 - 2.633,00 -31,6% 5.465,00 3,0 - 238,00 -4,2% 4.183,00 2,4 -1.282,00 -23,5%altri costi 26.329,00 15,6 24.849,00 15,3 - 1.480,00 -5,6% 27.864,00 15,5 3.015,00 12,1% 27.997,00 15,7 133,00 0,5% 100COSTO COMPLESSIVO DELLA PRODUZIONE REALIZZATA 169.270,00 % 162.040,00 100% - 7.230,00 -4,3% 180.145,00 100% 18.105,00 11,2% 177.765,00 100% -2.380,00 -1,3%∆ rimanenze prodotti finitiCOSTO COMPLESSIVO DELLA PRODUZIONEVENDUTA 169.270,00 162.040,00 - 7.230,00 -4,3% 180.145,00 18.105,00 11,2% 177.765,00 -2.380,00 -1,3% DETTAGLIO DEL COSTO PIENO INDUSTRIALE 2005 2006 tassi 2007 2008 di in- tassi di ci- tassi di tassi di tassi di ∆ tassi di inciden- den- ∆ anda- inciden- ∆ tassi di an- inciden- 2008-200 anda- Descrizione za za 2006-2005 mento za 2007-2006 damento za 7 mento 9.911,acquisto mat prime componenti e materiali e ∆ riman 57.746,00 73,9 52.387,00 71,1 - 5.359,00 -9,3% 62.298,00 73,0 00 18,9% 61.374,00 73,6 - 924,00 -1,5% 902,costi del personale 13.932,00 17,8 14.490,00 19,7 558,00 4,0% 15.392,00 18,0 00 6,2% 14.656,00 17,6 - 736,00 -4,8% 78,ammortamenti 2.553,00 3,3 2.549,00 3,5 - 4,00 -0,2% 2.627,00 3,1 00 3,1% 2.267,00 2,7 - 360,00 -13,7% 799,altri costi 3890,00 5% 4246,00 6% 356,00 9,2% 5045,00 5,9% 00 18,8% 5077,00 6,1% 32,00 0,6% 100 11.690,COSTO PIENO DELLA PRODUZIONE REALIZZATA 78.121,00 100% 73.672,00 % - 4.449,00 -5,7% 85.362,00 100% 00 15,9% 83.374,00 100% -1.988,00 -2,3%∆ rimanenze prodotti finiti 0,00 0,00 0,00 0,00 11.690,COSTO PIENO DELLA PRODUZIONE VENDUTA 78.121,00 73.672,00 - 4.449,00 -5,7% 85.362,00 00 15,9% 83.374,00 -1.988,00 -2,3% 40
    • DETTAGLIO DEL COSTO PIENO DI AMMINISTRAZIONE 2005 2006 tassi di 2007 tassi di 2008 ∆ tassi di tassi di inciden- ∆ tassi di an- inciden- ∆ tassi di an- tassi di 2008-20 anda- Descrizione incidenza za 2006-2005 damento za 2007-2006 damento incidenza 07 mento 976,0 costi del personale 4302,00 25% 5046,00 36% 744,00 17% 4590,00 32% - 456,00 -9,0% 5566,00 34% 0 21,3% 26,0 ammortamenti 3520,00 20% 721,00 5% - 2.799,00 -80% 598,00 4% - 123,00 -17,1% 624,00 4% 0 4,3% 451,0 svalutazioni crediti 1222,00 7% 842,00 6% - 380,00 -31% 713,00 5% - 129,00 -15,3% 1164,00 7% 0 63,3% 722,0 altri costi 8265 48% 7242 52% - 1.023,00 -12% 8416 58,8% 1.174,00 16,2% 9138 55,4% 0 8,6% 2.175,0 COSTO PIENO DI AMMINISTRAZIONE 17.309,00 13.851,00 - 3.458,00 -20,0% 14.317,00 466,00 3,4% 16.492,00 0 15,2%COSTO PIENO DI DISTRIBUZIONE 2005 2006 2007 2007 tassi tassi di ∆ tassi di di in- tassi di tassi di inciden- 2006-200 tassi di an- inciden- ∆ tassi di an- ciden- ∆ anda- Descrizione incidenza za 5 damento za 2007-2006 damento za 2008-2007 mento costi del personale 24922,00 34% 21749,00 29% - 3.173,00 -13% 21762,00 27,0% 13,00 0,1% 20887,00 26,4% - 875,00 -4,0% costi per servizi 37068,00 50% 37816,00 51% 748,00 2% 42774,00 53,2% 4.958,00 13,1% 43102,00 54,5% 328,00 0,8% Ammortamenti 1041,00 1% 1591,00 2% 550,00 53% 1527,00 1,9% - 64,00 -4,0% 1292,00 1,6% - 235,00 -15,4% altri costi 10809 15% 13361 18% 2.552,00 24% 14403 17,9% 1.042,00 7,8% 13782 17,4% - 621,00 -4,3% 73.840,0 80.466,0 COSTO PIENO DI AMMINISTRAZIONE 0 74.517,00 677,00 0,9% 0 5.949,00 8,0% 79.063,00 -1.403,00 -1,7% 41
    • 42
    • Commento alla struttura di Conto EconomicoAnalizziamo ora quelli che sono stati i risultati del Gruppo Marcolin S.p.a., considerando iquattro anni di riferimento della nostra analisi.L’esercizio 2005 è stato un anno di transizione per il Gruppo Marcolin a seguito del manife-starsi di alcuni fatti straordinari che hanno influenzato negativamente l’andamento dei risul-tati. Tra questi c’è la chiusura della licenza con Dolce & Gabbana con la conseguente ridu-zione sia del fatturato che della marginalità delle vendite realizzate in particolare nell’ultimaparte dell’esercizio. Vanno considerati anche i risultati negativi della controllata Cèbè a se-guito di un calo del fatturato e del sostenimento di una parte degli oneri di riorganizzazionee di ristrutturazione, strategia alla fine abbandonata. Infine il risultato negativo della control-lata Marcolin Usa dovuta dalla riduzione di fatturato, riconducibile alla cessazione già citatalicenza e al riposizionamento della brand Kenneth Cole e alla cessazione di alcune linee(NBA, Mossimo, Organix, Bob Mackie). A seguito di questi eventi, quindi, l’esercizio 2005evidenzia un risultato negativo dopo le imposte pari a 16.690 migliaia di euro.Dai dati di Conto Economico, inoltre, si nota una forte incidenza dei costi di distribuzione inseguito alla realizzazione di importanti investimenti nel rafforzamento della forza venditacon il raddoppiamento del numero degli agenti; proprio per cercare di recuperare quote mer-cato e supportare lo sviluppo e il lancio delle nuove collezioni Tom Ford e Just Cavalli sututte.Per il Gruppo Marcolin anche il 2006 è stato un anno di transizione, ma il risultato netto ne-gativo del Gruppo non deve trarre in inganno perché si registra un miglioramento rispettoall’esercizio precedente. Infatti si è sostituito integralmente, e in tempi minori del previsto,il fatturato realizzato in precedenza con i marchi concessi in licenza da Dolce & Gabbana.Tale risultato è stato ottenuto grazie alla sottoscrizione di nuovi contratti di licenza e al si-gnificativo incremento dei ricavi delle vendite ottenuti da tutte le altre brand già in portafo-glio.All’interno del costo industriale notiamo una variazione delle rimanenze da 7.391 (nel 2005)a -12.833; essa è dovuta alla necessità di ricostituzione delle scorte per fronteggiare gli attesi 43
    • incrementi di fatturato dopo la consistente riduzione avuta nel 2005 per l’esitazione di quasitutte le scorte delle linee Dolce & Gabbana.Adesso il Gruppo può contare su un portafoglio licenze più equilibrato, diversificato e conscadenza, per le principali, non prima del 2010.Quindi il miglioramento del reddito operativo è frutto anche della minore incidenza dei costiper royalties corrisposte ai licenzianti; il miglioramento della marginalità delle vendite otte-nuta da Marcolin USA e il contenimento dei costi generali e amministrativi.Nello stesso esercizio si è anche deciso di costituire una nuova società, denominata Marco-lin Japan Co. Ltd., che consentirà l’apertura in Giappone di una filiale per rafforzare la pre-senza in quello che sarà uno dei più importanti mercati mondiali per i beni di lusso.Inoltre, nel 2006, risulta evidente l’andamento negativo della Gestione Straordinaria in se-guito alla decisione del Gruppo di destinare alla cessione la controllata Cèbè, a causa delperdurare di risultati negativi. Tale decisone non comporta, comunque, la continuazione delpiano di ristrutturazione che continuerà anche nel 2007.L’esercizio chiuso al 31 dicembre 2007 evidenzia un ottimo incremento del fatturato e undeciso miglioramento del Reddito operativo. L’anno, per il Gruppo Marcolin, è stato carat-terizzato dai seguenti eventi salienti:- il recupero della marginalità del core business (comparto sole e vista) del Gruppo che tornaa realizzare un risultato netto positivo;- l’avvio della procedura di chiusura delle attività legate al settore invernale del marchioCébé, con la conseguente dismissione dei siti produttivo e logistico della controllata france-se e la consistente riduzione del personale; ciò ha comportato il sostenimento di rilevantioneri non ricorrenti che hanno influenzato negativamente il risultato del Gruppo Marcolin;Il risultato netto consolidato, quindi, è negativo per 6891 migliaia di euro (ciò si è detto chedipende esclusivamente dal dato relativo alla Cèbè) ed è comunque in netto miglioramentorispetto all’esercizio precedente ( la perdita al 31 dicembre 2006 è stata pari a 13.284 mi-gliaia di euro). Anche il fatturato, pari a 182.275 migliaia di euro, è in aumento del 15,8%rispetto al 31 dicembre 2006 (157.428 migliaia di euro). L’incremento è stato pari al 18,3%. 44
    • Il miglioramento complessivo, registrato in termini di marginalità della gestione operativariferita alla produzione e commercializzazione di occhiali da vista e da sole, è frutto delleincisive azioni intraprese dal management nei precedenti esercizi e dello sviluppo dei mar-chi appartenenti al comparto Luxury & Fashion.Se da un lato registriamo l’aumento del fatturato, dall’altro c’è anche un incremento del co-sto pieno industriale, dovuto principalmente alla presenza di maggiori acquisti di materiali eprodotti finiti. Tale variazione positiva è correlata al miglioramento della capacità produtti-va interna e a un maggior ricorso a fonti di approvvigionamento esterne.Infine la decisione di avviare la cessione della controllata Cèbè, con il relativo inserimentotra le attività destinate ad essere cedute, anche nel 2007 influenza negativamente i risultatidella gestione straordinaria.Per il gruppo Marcolin, l’anno 2008 è stato l’anno del decisivo risanamento, di un incre-mendo del fatturato, e di un risultato netto d’esercizio finalmente positivo dopo diversi annidi perdite. Questo principalmente è dovuto alla totale dismissione del marchio Cebè, chenell’anno appena chiusosi non ha gravato per niente nella gestione, quindi la dismissione delsuddetto marchio, è una delle caratteristiche più rilevanti nella gestione.Il risultato netto di quest’anno è positivo di 6.124, praticamente il 200% in più dello scorsoanno, e anche il fatturato è in aumento, e si attesta a 186.845 con un incremento medio del2,50%.Quest’anno è stato molto importante in quanto, oltre ad un incremento del fatturato, un red-dito netto d’esercizio positivo, si è riusciti pure a diminuire il costo pieno industriale ed ilcosto della produzione venduta, il solo dato che aumenta è il costo di amministrazione, inquanto sono aumentati i costi del personale per far fronte alla maggiore produzione realizza-ta.Infine, la dismissione totale del marchio Cebè, fa si che in questo esercizio non pesino più leforti perdite avute fino all’esercizio precedente, tutto sommato, il trend positivo che si eravisto negli ultimi anni, ha avuto come conseguenza logica il passaggio a dei risultati positiviper tutto il gruppo. 45
    • CAPITOLO 3 ANALISI DELLA STRUTTURA ECONOMICA E FINANZIARIA DEL GRUPPOSCELTA E CLASSIFICAZIONE DEGLI INDICIGli indicatori di bilancio vengono raggruppati in relazione alla loro funzione segnaletica ai fini del-l’analisi: 1) della situazione patrimoniale - finanziaria, per accertare l’attitudine dell’azienda a rag- giungere e mantenere nel tempo una posizione di equilibrio strutturale. (indici di composi- zione degli impieghi, indici di composizione delle fonti, indici di correlazione tra impieghi durevoli -fonti permanenti); 2) della situazione di liquidità, con lo scopo di verificare se la combinazione impieghi/fonti è in grado di produrre nel breve periodo equilibrati flussi monetari (indici di correlazione e di equilibrio impieghi correnti -fonti a breve, indici di rotazione-di durata); 3) della situazione economica, con l’obiettivo di accertare la capacità dell’azienda di generare nel tempo adeguati livelli di remunerazione del capitale proprio e di terzi. Quest’analisi utilizza il conto economico a valori percentuali, gli indici di redditività e gli indici di produttività. 46
    • 1) SITUAZIONE PATRIMONIALE – FINANZIARIA DELLA MARCOLININDICE DI COMPOSIZIONE DEGLIIMPIEGHI 2005 2006 2007 2008Li 7,12% 14,25% 7,18% 7,14%Ld 40,53% 38,49% 41,79% 43,17%D 29,33% 29,26% 33,66% 33,53%Im 11,34% 9,66% 10,60% 10,91%Iim 5,54% 4,23% 3,42% 3,43%If 5,64% 3,78% 3,06% 1,51% 2005 5,54% 5,64% 7,12% Li 11,34% Ld D Im 40,53% Iim 29,33% If 2006 4,23% 3,78% 14,25% 9,66% Li Ld D Im 29,26% Iim 38,49% If 47
    • 4,23% 3,78% 14,25% 9,66% Li Ld D Im 29,26% Iim 38,49% If anno 2008 Iim If Li Im 3% 2% 7% 11% Li Ld D Im Ld D Iim 43% 34% IfIndici di composizione degli investimentiTramite l’analisi di questi indici si misura il grado di elasticità o rigidità del capitale impie-gato e quindi l’incidenza sul totale attivo delle sue due più importanti componenti, quali im-mobilizzazioni e attivo circolante.Il gruppo Marcolin presenta una struttura patrimoniale molto flessibile (l’attivo fisso incidein maniera molto inferiore rispetto all’attivo corrente). Infatti il tasso d’incidenza dell’attivofisso sul totale degli investimenti è:
    • Attivo Fisso 26532 25288 23251 23884 Capitale Investito 141501 164254 150362 150639 Tasso di incidenza att. fisso sul tot. Attività 19% 15% 15% 16% Il decremento del tasso d’incidenza dell’attivo fisso sul totale degli investimenti è dovuto da una diminuzione degli investimenti in immobilizzazioni materiali di 108.000 nel triennio, per poi aumentare di un 1% nel 2008, quindi sostanzialmente gl investimenti sono rimasti uguali; dalla diminuzione degli investimenti in immobilizzazioni immateriali di 2.700.000, e dalla diminuzione degli investimenti in immobilizzazioni finanziarie di ben 3.384.000, sem- pre riferito al quadriennio preso in considerazione. Viceversa, il tasso d’incidenza delle attività correnti sul totale delle attività è:Attivo Corrente 114969 138966 127111 126755Capitale Investito 141501 164254 150362 150639Tasso di incidenza att. corr. sul tot. Attività 81% 85% 85% 84% Il tasso d’incidenza dell’attivo corrente sul totale delle attività, possiamo notare che au- menta fra il 2005 e il 2006 per poi rimanere praticamente stabile sino al 2008, e si nota sia nei crediti correnti che nelle scorte un aumento rispettivo di 6.223.000 e di 9.114.000 nel quadriennio 2005-2008. Come si evince dall’analisi effettuata la struttura del patrimonio del Gruppo è per la maggior parte costituita dall’attivo corrente. La bassa incidenza dell’attivo fisso si riscontra anche dall’analisi del tasso d’incidenza degli impianti sul totale delle attività. Quest’ultimo nel tempo questo indice rimane sostanzialmente stabile. Immobilizzazioni tecniche 16046 15873 15936 16437 Capitale Investito 141501 164254 150362 150639 Tasso di incidenza impianti sul tot. Attività 11% 10% 11% 11% 49
    • La forte prevalenza dell’attivo corrente rispetto all’attivo fisso si riscontra anche nell’analisi del rapporto tra l’attivo corrente e l’attivo fisso, anche se negli anni questo rapporto ten- de ad aumentare sempre di più con il trend positivo dell’attivo corrente che aumenta rispetto al trend negativo dell’attivo fisso che diminuisce fra il 2005 e il 2006 per poi stabilizzarsi a valori per entrambi più bassi nel 2007 con un piccolo incremento dell’attivo fisso nel 2008. Attivo Corrente 114969 138966 127111 126755 Attivo Fisso 26532 25288 23251 23884 Tasso di incidenza att. corr. sull Att. Fisso 433% 550% 547% 531% Per una più efficace misurazione dell’incidenza dell’attivo corrente, scomponiamo lo stesso in liquidità e scorte e calcoliamo a tal fine il tasso d’incidenza delle liquidità sul totale de- gli investimenti. Liquidità(immediate+differite) 67423 86638 73629 73459 Capitale Investito 141501 164254 150362 150639 Tasso di incidenza liqu. sul tot. Attività 48% 53% 49% 49% Dall’esercizio 2005 al 2006 si evidenzia una crescita del tasso in questione dovuta principal- mente dall’aumento del capitale investito e anche dall’aumento delle liquidità; mentre nel 2007 e nel 2008 il tasso di incidenza delle liquidità sul totale delle attività ritorno ad alli- nearsi al valore del primo anno a seguito della diminuzione sia del capitale investito che del- le liquidità. Passiamo ora al tasso di incidenza delle scorte sul totale delle attività. Dai dati si può no- tare che tra il 2005 e il 2006 la percentuale è identica, dovuta ad un aumento proporzionale sia delle scorte che del capitale investito, mentre nel 2007 e nel 2008 c’è un incremento in quanto il capitale investito subisce una lieve diminuzione sia nel 2007 che nel 2008, contro un significativo aumento delle scorte (soprattutto se si guarda la variazione a partire dall’e- sercizio 2005)Scorte 41496 48064 50609 50509Capitale Investito 141501 164254 150362 150639Tasso di incidenza scorte sul tot. Attività 29% 29% 34% 34% 50
    • Indice di Composizione dei FinanziamentiINDICI DI COMPOSIZIONE FONTI 2005 2006 2007 2008Pb 67,21% 45,58% 45,76% 44,50%Pml 6,86% 22,69% 25,08% 22,26%CN 25,93% 31,73% 29,16% 33,24% 25,93% Pb Pml CN 6,86% 67,21% 31,73% 45,58% Pb Pml CN 22,69% 51
    • 31,73% 45,58% Pb Pml CN 22,69% CAPITALE NETTO Impegni a breve 33% termine Impegni a breve termine 45% Passività consolidate CAPITALE NETTO Passività consolidate 22%Gli indici di composizione delle fonti consentono di apprezzare la maggiore o minore di-pendenza finanziaria dell’impresa dal capitale di terzi, cioè il grado di indebitamento dellacombinazione produttiva e le caratteristiche di rigidità e di elasticità dei finanziamenti, infunzione della loro durata. L’analisi della posizione di indebitamento dell’azienda parte dadue fondamentali indici di composizione, fra loro complementari: - indici di autonomia finanziaria, che mostrano il contributo del capitale proprio al fi- nanziamento degli investimenti iniziali, - indici di dipendenza finanziaria, che evidenziano l’incidenza dell’indebitamento ri- spetto al complesso dei finanziamenti aziendali. ANNO ANNO ANNO ANNODESCRIZIONE 2005 2006 2007 2008Cap.di proprietà 36693 52119 43852 50075Tot. Fonti di Fin. 141500 164255 150363 150639Tasso di incidenza del Cap.di Prop.sul tot.Fonti di Fin. 26% 32% 29% 33%Deb. Consolidati 9705 37269 37710 33537Tot. Fonti di Fin. 141500 164255 150363 150639Tasso di incidenza dei Deb. Cons.sul tot. 7% 23% 25% 22% 52
    • Fonti di Fin.Deb. A breve 95103 74867 68800 67027Tot. Fonti di Fin. 141500 164255 150363 150639Tasso di incidenza dei Deb.a breve sul tot.Fonti di Fin 67% 46% 46% 44%Tasso di incidenza del capitale proprio sul totale delle fonti di finanziamento (indice diautonomia finanziaria): questo indice misura il grado di autonomia o indipendenza finan-ziaria, e dalla nostra situazione, possiamo vedere come il capitale di proprietà riesce a copri-re in media non più del 29% degli investimenti. Per l’altra parte il gruppo ricorrerà a fontiesterne per coprire il proprio fabbisogno di finanziamento. Nel corso degli anni di riferimen-to, l’andamento di questo tasso è piuttosto stabile, tranne nell’ultimo anno preso in conside-razione, dove abbiamo un lieve aumento del capitale proprio, e questo fa aumentare la per-centuale di copertura degli investimenti.Dalla riclassificazione dello stato patrimoniale, sulla base del tempo di recupero, si analizzain modo più approfondito la composizione delle fonti di finanziamento, mediante il calcolodel rapporto tra debiti a breve e medio -lungo termine e totale delle fonti.Dall’analisi dei dati si evince come l’incidenza dei debiti a breve termine sia maggiore diquella dei debiti a medio -lungo termine.Concludendo, possiamo affermare che gli investimenti del Gruppo Marcolin, sono coperti inmedia per il 30% di capitale proprio, per il 53% di media da debiti a breve scadenza e per il18% di debiti a medio e lungo termine. Da notare che nel 2006 sono aumentati i debiti con-solidati, a causa dell’incremento dei debiti di finanziamento a medio-lungo termine.Indici di RedditivitàL’analisi della redditività può essere svolta attraverso quozienti che esprimono relazione trarisultati economici, operativi o netti, e valori di stato patrimoniale, oppure risultati economi-ci ed altri risultati o valori di conto economico.Tale analisi individua l’entità e l’origine del reddito prodotto dall’azienda, quale primarioobiettivo delle aziende presenti nel mercato. Essa è il punto di partenza dell’analisi dei bilan-ci, in quanto la redditività è un importante fattore di crescita, durabilità e stabilità nel tempo. 53
    • Gli indicatori fondamentali da cui partire per l’analisi sono il R.O.E. (return on equity) e ilR.O.I. (return on investment).Il R.O.E. è calcolato come rapporto percentuale fra il risultato netto e il capitale netto, espri-me la redditività del capitale proprio ed è quindi l’indice che più interessa ai soci-finanziato-ri. Fornisce così indicazioni utili ai portatori, attuali e potenziali, di capitale proprio, i qualipossono confrontare il valore del R.O.E con la redditività degli impieghi alternativi (ponde-rata dai diversi coefficienti di rischio) al fine di effettuare scelte circa la migliore allocazionedelle proprie risorse finanziarie. Per poter attrarre nuovo capitale di rischio, le imprese do-vrebbero fornire un R.O.E superiore ai tassi di rendimento di impieghi alternativi.L’indice, tuttavia, ha un significato molto più ampio in quanto fornisce prime indicazioni acarattere generale sull’economia complessiva dell’azienda e sulle capacità che questa ha diautofinanziarsi mediante la ritenzione di utili netti, cioè sulle sue potenzialità di sviluppo.Si può anche affermare che il R.O.E. esprime una valutazione sintetica dell’efficienza riferi-ta all’insieme di scelta d’impresa. Infatti, influiscono sul R.O.E i risultati riferiti all’interagestione: la gestione caratteristica, la gestione accessoria, operativa e la gestione finanziaria,oltre ai componenti straordinari positivi e negativi, di reddito.Dall’analisi effettuata, negli anni 2005 2007, emerge un R.O.E negativo, segno di un equili-brio piuttosto instabile, ma un R.O.E positivo nel 2008, quindi l’instabilità sta per rientraredefinitivamente, ma ricordiamo che il gruppo esce da un periodo di crisi, risollevato solo al-l’ingresso nella società dei fratelli Della Valle.Reddito netto -16690 -13287 -6981 6124Capitale netto 36693 52119 43852 50075ROE -45,49% -25,49% -15,92% 12,23% 54
    • ROE 2005 20% 2006 2007 2008 10% 0% -10% -20% -30% -40% -50%Ai fini interpretativi, il R.O.E viene analizzato per fattori in modo da trasformarlo in prodot-to aritmetico tra i seguenti elementi: Ro * Ci * Rn Ci Cn Rodove: Ro = Reddito Operativo Ci = Capitale Investito Cn = Capitale Netto Rn = Reddito NettoIl primo fattore è il R.O.I calcolato come:Reddito Operativo Netto/ Capitale operativo investito.Tale indice è importante per valutare la redditività dell’intero capitale investito nella gestio-ne caratteristica di Marcolin, indipendentemente dalla provenienza delle fonti di finanzia-mento.Il suo valore è negativo per i primi due anni, mentre è positivo per gli ultimi due, con ciò sicapisce l’incapacità dell’impresa per i primi due anni di remunerare il capitale acquisito,mentre negli ultim due questa capacità esiste, e fa leva sulla sua attività caratteristica. 55
    • Il R.O.I è anche indice di economicità globale in quanto riferibile sia ai capitali negoziati, che alle fonti spontanee connesse alla gestione operativa. Di conseguenza, esso esprime sia il rendimento lordo della combinazione produttiva che la capacità dell’impresa di remunera- re le risorse finanziarie a vario titolo acquisite.Reddito operativo -15307 -4612 2130 8512Capitale investito 141501 164255 150362 150639ROI -10,82% -2,81% 1,42% 5,65% ROI 2005 2006 10% 2007 2008 5% 0% -5% -10% -15% -20% Il R.O.I. è a sua volta il prodotto di due componenti: 1. R.O.S = Reddito operativo netto/vendite (tasso di redditività delle vendite) Il R.O.S risulta per i primi due anni negativo, esprimendo che non esiste ricavo netto, anzi i costi attribuibili alla gestione caratteristica devono essere coperti con fonti di finanziamento. Nel 2007 il R.O.S è positivo, a conferma di una porzione di ricavo netto ancora disponibile 56
    • dopo la copertura dei costi di cui si parlava prima, mentre nel 2008 questo trend positivocontinua con un balzo di oltre 3 punti percentuali, quindi si evidenzia un aumento dell’utile,ma soprattutto si evidenzia una riduzione dell’incidenza dei costi operativi sul valore dellaproduzione che passa dal 109% inziale al 95,6% del 2008Reddito operativo -15307 -4612 2130 8512Ricavi vendite 153963 157428 182275 182275ROS -9,94% -2,93% 1,17% 4,67%Questi dati evidenziano l’efficienza del Gruppo sia interna che esterna e possiamo dire che ilprossimo anno si potranno ottenere risultati migliori se si segue il trend degli ultimi 2 anni. ROS 2008 5% 4% 2007 3% 2% 2005 2006 1% 0% 2. ROTAZIONE DEL CAPITALE INVESTITO = Vendite/Capitale operativo in- vestitoIl Tasso di Rotazione del capitale investito (rapporto tra ricavi netti di vendita e capitale in-vestito) esprime sotto il profilo economico il ricavo medio per unità di investimento operati-vo, e dunque la capacità dello stesso di “produrre ricavi”, ossia la velocità con cui si realizzail ciclo investimento-disinvestimento dei capitali. 57
    • Ricavi netti 153963 157428 182275 186845Capitale investito 141501 164255 150362 150639Tasso di rotazione del capitale investito (ROCI) 1,09 0,96 1,21 1,24 Tasso di Rotazione del Capitale Investito 20052006 2007 2008 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00Il R.O.I da solo non riesce ad esprimere la capacità dell’impresa di far fruttare le risorse adisposizione, poiché una parte degli investimenti aziendali generano redditi “estranei” alreddito operativo. Perciò, quando gli impieghi dell’impresa sono sia operativi che atipici, ilR.O.I viene affiancato al R.O.A (return on asset) che misura il rendimento lordo di tutti gliinvestimenti dell’azienda.Questo è pari a:(reddito operativo + ricavi accessori + proventi finanziari) / capitale investito totale:Il sostanziale aumento che si vede negli anni è principalmente dovuto ad un aumento delreddito operativo e dei ricavi accessori. 58
    • Reddito operativo + ricavi accessori + proventi finanziari -17427 -3156 1861 5482capitale investito 141500 164255 150362 150639R.O.A -12,32% -1,92% 3,06% 3,64%Indici di CorrelazioneAttraverso il calcolo di questi indici emergono due aspetti fondamentali della situazione fi-nanziaria dell’impresa:- la posizione di solidità, ovvero l’attitudine alla solvibilità nel medio-lungo periodo;- la posizione di liquidità, ovvero l’attitudine a realizzare l’equilibrio finanziario a breve.ANALISI DELLA SOLIDITA’ AZIENDALEL’analisi della solidità mira ad accertare la capacità dell’azienda di mantenere nel m/l perio-do un costante equilibrio tra flussi monetari in uscita e flussi monetari in entrata, in modo danon compromettere l’equilibrio economico della gestione.Indici di TesoreriaDESCRIZIONE ANNO 2005 ANNO 2006 ANNO 2007 ANNO 2008Liq.imm.+Liq.diff. 67423 86638 73629 73459Passivo a breve 95103 74867 68800 67027Margine di tesoreria -27680 11771 4829 6432Capitale proprio 36693 52119 43852 50075Attivo fisso 26532 25288 23251 23884Margine di struttura 10161 26831 20601 26191Attivo Corrente 114969 138966 127111 126755Passivo Corrente 38505 48152 49772 49047Capitale Circolante Netto 76464 90814 77339 77708Commenti ai marginiMargine di Tesoreria: Il margine di tesoreria indica di quanto le liquidità immediate e dif-ferite superano le passività correnti, segnalando la capacità dell’impresa di far fronte alle 59
    • uscite future connesse all’esigenza di estinguere le passività a breve con i mezzi liquidi a di-sposizione e con il realizzo delle attività a breve. Esso segnala: • se MT<0, la presenza di «tensioni finanziarie» di breve periodo; • se MT>0 allora vuol dire che l’impresa dispone di attività liquide sufficienti a coprire le passività a breve termine.Il Gruppo Marcolin presenta un buon grado di liquidità poiché il margine di tesoreria risultapositivo per il 2006, 2007 e 2008. Nel 2005, invece, il margine è negativo poiché il passivoa breve risulta molto elevato data la significatività dei debiti finanziari verso banche, oltreche dei debiti commerciali. Entrambe le voci sono presenti in modo significativo anche neglianni successivi ma risultano sostenuti da una maggiore liquidità immediata e differita. Margine di Tesoreria 20000 2006 10000 2007 2008 0 -10000 -20000 2005 -30000Margine di struttura: Il margine di struttura è pari alla differenza tra il capitale netto e l’at-tivo fisso: esso serve ad indicare la capacità di copertura delle immobilizzazioni con mezzi«propri», oltre ad essere un indicatore della capacità di un’ulteriore espansione dell’attivitàaziendale o, al contrario, di una eventuale insufficienza del capitale proprio in relazione alledimensioni aziendali. Distinguiamo due casi: 60
    • • MS>0 Le attività immobilizzate sono state finanziate con mezzi propri. Le fonti per- manenti finanziano interamente gli investimenti durevoli. Possono esserci le premes- se per un ulteriore sviluppo degli investimenti. Il MS aumenta al crescere del capitale netto e dell’autofinanziamento. • MS<0 Vi è una situazione di deficit di risorse a medio -lungo termine che deve esse- re coperta da fonti a breve (il capitale permanente finanzia solo in parte le attività im- mobilizzate, per cui la differenza è coperta anche da passività correnti). Il MS dimi- nuisce per effetto degli investimenti, rimborsi di debiti a medio -lungo termine, ridu- zioni di capitale, erogazione di dividendi.Il margine di struttura di Marcolin è sempre maggiore di zero. Nel quadriennio, il 2006 ri-sulta essere l’anno di maggior valore per questo indice; questo margine di struttura semprepositivo sta ad indicare ulteriore sviluppo degli investimenti che vengono finanziati da capi-tale proprio e non di terzi. Margine di Struttura 2006 2008 2007 20000 2005 10000 0 61
    • ANALISI DELLA SITUAZIONE DI LIQUIDITA’L’analisi della situazione di liquidità mira ad accertare in che misura impieghi e fonti sianoin grado di produrre, nel breve periodo, flussi monetari equilibrati, cioè tali da consentire difar fronte in ogni momento agli impegni di uscita che la gestione richiede.Questa analisi comprende l’impiego di due tipi di indici: - indici di correlazione e di equilibrio che controllano se i flussi di cassa coprono il fab- bisogno monetario legato agli impegni di breve periodo; - indici di rotazione e durata volti a verificare se l’equilibrio finanziario di breve perio- do è confermato dalla rotazione degli elementi del capitale circolante e dalla durata media dei crediti e dei debiti commerciali. DESCRIZIONE ANNO 2005 ANNO 2006 ANNO 2007 ANNO 2008 Capitale Investito 141501 164255 150362 150639 Capitale Netto 36693 52119 43852 50075 Indice di indebitamento 3,86 3,15 3,43 3,01 Passivo 104808 112136 106511 100564 Capitale Netto 36693 52119 43852 50075 Incidenza Passivo sul Cap.di Proprietà 285,63% 215,15% 242,89% 200,83% Attività a breve 109641 135231 124695 124425 Passività a breve 95103 74867 68800 67027 Indice base di liquidità 115,29% 180,63% 181,24% 185,63% Liquidità imm.+Liquidità diff. 67423 86638 73629 73459 Passivo a breve 95103 74867 68800 67027 Indice di liquidità 70,89% 115,72% 107,02% 109,60% Capitale netto 36693 52119 43852 50075 Attivo fisso 31860 29023 25667 26214 Indice di autocopertura del Capitale fisso 115,17% 179,58% 170,85% 191,02% Deb.a medio-lungo termine 9795 37269 37710 33537 Attivo fisso 31860 29023 25667 26214 Rapporto tra deb.cons.e att.fisso 0,31 1,28 1,47 1,28 Attivo Corrente 114969 138966 127112 126755 62
    • Passivo Corrente 38485 48152 49772 49047 Current Ratio 2,99 2,89 2,55 2,58 Att. Corr - Riman. 73473 90902 76502 76246 Passivo corrente 38485 48152 49772 49047 Quick Ratio 1,91 1,89 1,54 1,55 Liquidità imm. 10071 23410 10789 10760 Passività a breve 95103 74867 68800 67027 Indice secco di liquidità 10,59% 31,27% 15,68% 16,05%Commento ai principali indici di correlazioneQuick ratio: Questo importante indice di correlazione evidenzia il grado di liquidità dell’a-zienda, cioè la capacità di quest’ultima di rispettare le scadenze a breve. Se pari ad 1 espri-me un perfetto equilibrio, in cui le passività correnti sono uguali alle attività correnti.QR>2 eccessiva liquiditàQR>1 tranquillità finanziaria0.5<QR<1 situazione soddisfacenteQR<0.33 Squilibrio finanziarioIn base ai parametri sopra descritti analizziamo la situazione nei tre anni considerati:Anno2005 QR=1,91 Situazione finanziaria vicina all’eccessiva liquiditàAnno2006 QR=1,89 Situazione quasi uguale all’anno 2006Anno2007 QR=1,54 Situazione abbastanza soddisfacenteAnno2008 QR=1,55 Situazione abbastanza soddisfacente 63
    • QUICK RATIO 2005 2006 2,00 1,80 2007 1,60 2008 1,40 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00Current ratio: Esprime la capacità dell’impresa di fronteggiare impegni a breve terminecon le sole liquidità disponibili e i prossimi recuperi monetari. Oltre a costituire un indicato-re di liquidità dell’impresa, rappresenta il margine di sicurezza per i creditori a breve controi rischi di andamenti incostanti nel tempo del capitale circolante. Per valori inferiori ad 1 in-dica la potenzialità di insolvenza, ossia l’incapacità dell’azienda di far fronte agli impegniassunti.CR>2 situazione ottimale1,25<CR<1,7 situazione soddisfacenteCR<1,25 situazione da controllareCR<1 situazione di squilibrio finanziario.In riferimento ai parametri sopra descritti, possiamo analizzare la situazione finanziaria ri-scontrata nei tre anni considerati:Anno 2005 CR = 2,99 situazione ottimaleAnno 2006 CR = 2,89 situazione ottimaleAnno 2007 CR = 2,55 situazione ottimale 64
    • Anno 2008 CR = 2,58 situazione ottimale CURRENT RATIO 2005 2006 3,00 2007 2008 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0,00Indici di Rotazione ANNODESCRIZIONE ANNO 2005 2006 ANNO 2007 ANNO 2008Ricavi netti 153963 157428 182275 186845Capitale investito 141501 164255 150362 150639Tasso di rotazione del capitale investito(ROCI) 1,09 0,96 1,21 1,24Ricavi netti 153963 157428 182275 186845Cred.vs clienti 57652 63237 64304 59140Tasso di rotazione crediti alla clientela 2,67 2,49 2,83 3,16Ricavi netti 153963 157428 182275 186845Disponibilità di magazzino 41496 48064 50610 50509Tasso di rotazione magazzino 3,71 3,28 3,60 3,70Costo materie prime, sussidiarie…… 57746 52387 62298 61.374,00Debiti v/fornitori 30683 39400 37508 36967Tasso di rotazione debiti v/fornitori 1,88 1,33 1,66 1,66Tasso di rotazione del capitale investito (ROCI): Segnala il ricavo medio per unità di in-vestimento. Così calcolato, il «ricavo medio per unità di investimento» esprime, sotto il pro-filo finanziario, il numero di volte in cui il capitale mediamente investito «gira» o «ruota»,nel periodo di tempo considerato, per mezzo delle vendite. Notiamo come la velocità di cir-colazione degli investimenti aumenti dal 2005 al 2007 (da 1,09 a 1,21) aumentando mag-giormente nel 2008 attestandosi a 1,24. In senso più ampio, il quoziente viene utilizzato per 65
    • esprimere il «tasso di rotazione» degli investimenti, ovvero come misura di un «indice di ci-clo finanziario» degli investimenti medesimi. In questa accezione più ampia, l’indice ci se-gnala nel nostro caso laumento della mobilità degli investimenti aziendali.Tasso di rotazione del magazzino: Sta ad indicare la velocità con la quale le materie e iprodotti finiti si muovono all’interno del gruppo, ossia quante volte le scorte in magazzino sirinnovano completamente durante un esercizio. Tali indici mostrano un trend positivo dal2005 al 2006, passando dal 3,71% al 3,28%, segno che le scorte tenute in magazzino sonosempre meno; nel 2007 il valore si riallinea con quello del 2005 (3,60%), mentre nel 2008aumenta ancora un altro po’ a 3,80 segno che la merce residua più in magazzino.Tasso di rotazione dei crediti alla clientela: questo indice misura quante volte viene con-cluso il ciclo dei vendita a credito-riscossione in base ai ricavi netti. Nel nostro caso abbia-mo un aumento della rotazione (da 2,67 al 3,16 dal 2005 al 2008) e questo è dovuto da unaminore durata dei crediti concessi, come confermato dell’indice di durata media dei creditiCosti per servizi 38005 37816 42774 43.102,00Ricavi di vendita 153963 157428 182275 186845Costi per servizi/Ricavi di vendita 24,68% 24,02% 23,47% 23,07%Indici di efficienzaGli indici di efficienza sono calcolati rapportando le diverse voci di costo ai ricavi di vendi-ta. L’incidenza maggiore è quella dei costi per materie prime, sussidiarie e di consumo svol-gendo il gruppo principalmente attività di produzione. Il valore di tale indice si attesta intor-no al 34,5% degli anni presi in esame.Costo materie prime, sussidiarie…… 57746 52387 62298 61374Ricavi di vendita 153963 157428 182275 186845Costo materie prime, sussi-diarie…/Ricavi di vendita 37,51% 33,28% 34,18% 32,85%Invece i costi per servizi hanno un’incidenza media del 24% nei tre anniI costi per il personale hanno un incidenza media anch’essi del 25% 66
    • Costi per il personale 38854 41285 41744 41.109,00 Ricavi di vendita 153963 157428 182275 186845 Costi per il personale/Ricavi di 25,24% 26,22% 22,90% 22,00% venditaDESCRIZIONE ANNO 2005 ANNO 2006 ANNO 2007 ANNO 2008Reddito netto -16690 -13287 -6981 6124N.azioni ordinarie 45378 62139 62139 62139EPS -0,37 -0,21 -0,11 0,10Market price 2,3018 2,3186 2,56 1,81Price Earning perShare -6,26 -10,84 -22,79 18,37N.azioni ordinarie 45378 62139 62139 62139Market price 2,3018 2,3186 2,56 1,81Capitalizzazione di Borsa 104451 144076 159076 112472Capitale netto 36693 52119 43852 50075Book value per share 2,85 2,76 3,63 2,25Price/book value 0,81 0,84 0,71 0,81 Infine possiamo dire che l’efficienza totale per i primi due anni è negativa, come si può no- tare dal fatto che i ricavi di vendita non riescono a coprire i costi di produzione. A differenza del 2007 e del 2008, dove c’è copertura dei costi. Costo del venduto 169270 162040 180145 184589 Ricavi di vendita 153963 157428 182275 186845 Costo del venduto/Ricavi di vendita 109,94% 102,93% 98,83% 98,79% Indici di borsa Commento ai principali indici di borsa EARNING PER SHARE (EPS): L’EPS indica il guadagno per ogni azione. E’ dato dal rapporto tra il risultato netto del gruppo Marcolin (reddito netto) e il numero di azioni ordinarie. Nei tre anni considerati l’EPS risulta essere sempre negativo, proprio a rispecchiare la situazione non proprio ro- sea del Gruppo. Questo anche se comunque fino al 2007 l’effetto negativo si riduce oltre la metà ri- spetto al 2005, e nel 2008 passa con segno positivo, testimoniando i segnali di ripresa e di quasi ri- sanamento della società 67
    • PRICE TO BOOK: Il Price/Book value mette a confronto il valore di mercato e il valore contabiledel patrimonio netto, in altre parole, esprime quanto incidono sul valore contabile i valori economicinon riflessi in bilancio ascrivibili alle condizioni immateriali dell’azienda (intangibles).PRICE EARNING PER SHARE: Il metodo di analisi dei multipli di mercato comporta la stimadel valore dell’azienda sulla base dei prezzi negoziati su mercati sufficientemente organizzati ed ef-ficienti per un campione di imprese comparabili. Il metodo prevede il calcolo dei rapporti dei prezzinegoziati e alcune variabili contabili delle imprese.Il multiplo di mercato di più immediata comprensione e di maggiore impiego è il price earning pershare (P/E). Esso è fondato sulla correlazione tra gli utili netti e il valore dell’impresa dato dal mer-cato e sta a indicare se tale valutazione è coerente con l’effettiva redditività dell’impresa.Ragionando in ottica prospettica, più basso è tale rapporto più a buon mercato è l’azione in funzionidi potenzialità di crescita. In altre parole, riflette le aspettative del mercato circa lo sviluppo del bu-siness e della profittabilità aziendale. Nel nostro caso siamo addirittura in presenza di un rapportonegativo, quindi questo può indicare che il Gruppo erode il suo patrimonio con le perdite. Così ilrapporto P/E troppo basso può essere un segnale di allarme circa quelle che sono le aspettativedel mercato riguardo a quel determinato titolo. 68
    • Il 2008 è stato caratterizzato da un quadro macro economico internazionale fortemente negativo, indeciso peggioramento rispetto al 2007 ed i cui effetti hanno pesantemente penalizzato i listini deiprincipali mercati borsistici mondiali, i cui indici hanno registrato perdite tra le peggiori degli ultimidecenni.La crisi finanziaria americana, già manifestatasi nella seconda parte del 2007, si è infatti acuita nelcorso del 2008 ed ha prodotto una crisi globale di liquidità. Nonostante i numerosi interventi di poli-tica monetaria ed il salvataggio di importanti Istituzioni creditizie e finanziarie, promossi prima inAmerica e, successivamente, in Europa ed in altri Stati nel mondo, la crisi dei mercati finanziari in-ternazionali è peggiorata nel corso dell’ultimo trimestre del 2008, influenzando pesantemente gli in-dici dei listini borsistici mondiali. Con riferimento al mercato italiano, Piazza Affari ha chiuso l’an-no in diminuzione del 49% e l’indice S&P Mib40 del 50%.Anche il comparto dell’occhialeria e, più in generale, quello dei produttori di “beni di lusso” è statofortemente penalizzato ed i principali operatori hanno ridotto fortemente la loro capitalizzazione inborsa. In questo contesto, il titolo Marcolin ha registrato un calo del 45% rispetto al 2007, sostan-zialmente in linea con i principali concorrenti del settore. CAPITOLO 4 4.1 RENDICONTO FINANZIARIOLa dinamica finanziaria di un’impresa si può rappresentare attraverso la costruzione delRendiconto finanziario , ovvero un sistema di flussi finanziari integrati. Il Rendiconto finan-ziario è un documento che viene generalmente allegato al bilancio d’ esercizio da parte delleimprese. Nella legislazione nazionale comunque non rappresenta un documento obbligatorioper le piccole imprese, ma risulta tale per le imprese quotate in borsa (IAS 1) e consigliabileper le imprese di notevoli dimensioni (OIC 12).Il rendiconto finanziario fornisce delle preziose informazioni sulla situazione finanziaria del-l’impresa. In particolare esso è in grado di evidenziare: • come l’impresa si è procurata le risorse finanziarie necessarie per svolgere la propria attività, ovvero la politica di finanziamento adottata nel periodo in esame • se, e in che misura, l’impresa si è finanziata attraverso risorse generate dallo svolgi- mento della attività tipica della stessa (autofinanziamento) o ricorrendo a fonti esterne (capitale di proprietà e capitale di terzi); 69
    • • come l’impresa ha impiegato le risorse finanziarie acquisite, ovvero la politica degli investimenti perseguita nel periodo in esame. In particolare l’impresa avrà potuto im- piegare le risorse finanziarie in investimenti, in capitale circolante o in immobilizza- zioni ,o ancora, nel rimborso di capitali presi a prestito o di capitali propri, e così via. • che lo svolgimento dell’attività tipica dell’impresa, anziché generare risorse finanzia- rie assorbe tali risorse, cioè i costi sostenuti per lo svolgimento dell’attività tipica del- l’impresa che hanno generato delle uscite finanziarie superano i ricavi conseguiti dal- lo svolgimento dell’attività tipica che hanno determinato delle entrate finanziarie. E’ chiaro che in questa ipotesi la situazione finanziaria dell’impresa è critica. • le correlazioni esistenti tra la politica di finanziamento e quella degli investimenti po- ste in essere dall’impresa nel periodo in esame. Ad esempio, se l’impresa sta adottan- do una politica di sviluppo, cioè ha effettuato investimenti in immobilizzazioni co- prendo tale fabbisogno finanziario con il ricorso a finanziamenti esterni a medio e lungo termine (sia sotto forma di capitale proprio che di terzi), il giudizio sull’impre- sa non potrà che essere positivo.Il rendiconto finanziario può essere costruito facendo riferimento a varie nozione di risorsefinanziarie. I più diffusi, tuttavia, sono due: • il rendiconto finanziario relativo all’analisi dei flussi di capitale circolante netto; • il rendiconto finanziario relativo all’analisi dei flussi di cassa.La costruzione del rendiconto finanziario richiede la disponibilità dei dati relativi a due StatiPatrimoniali consecutivi, al Conto Economico che li collega e ad ulteriori informazioni diordine finanziario. Chiaramente l’attendibilità delle informazioni ottenute dal rendiconto fi-nanziario dipende dall’attendibilità dei dati di partenza. Gli Stati patrimoniali andranno ri-classificati in base alla liquidità-esigibilità degli impieghi e delle fonti. A questo punto sievidenzieranno i flussi positivi (cioè le fonti) e quelli negativi (ovvero gli impieghi).Sono flussi positivi: • gli aumenti di passività; • gli aumenti di capitale netto; • le diminuzioni di attività; • i ricavi. 70
    • Sono flussi negativi: • gli aumenti di attività; • le diminuzioni di passività; • le diminuzioni di capitale netto; • la distribuzione di utili; • i costi.I flussi così evidenziati sono dei valori grezzi che rappresentano esclusivamente delle diffe-renze contabili. Pertanto sarà necessario effettuare delle rettifiche per passare dalle differen-ze contabili a delle variazioni che esprimano degli effettivi flussi finanziari.Il tipo di rettifiche da effettuare varia anche in base alla nozione di risorsa finanziaria usataper la costruzione del rendiconto finanziario (CCN o cassa o altra nozione).Solamente a questo punto si è in grado di compilare il rendiconto finanziario che riporterà levariazioni rettificate dei flussi positivi e negativi.Il prospetto di rendiconto adottato dall’impresa potrà presentarsi con forme diverse: • a sezioni contrapposte. In questo caso il prospetto distingue i flussi negativi e quelli positivi; • a sezioni divise accostate. In questa seconda ipotesi il prospetto evidenzia, per ogni causa, il flusso negativo e quello positivo; • in forma scalare, qualora il prospetto evidenzia una serie di risultati intermedi attra- verso delle aggregazioni successive di dati.4.2 CALCOLO DEL FLUSSO DI CCNL’analisi del flusso interno di CCN può essere condotta sia attraverso un calcolo diretto cheindiretto. Si può notare che il gruppo Marcolin spa nel 2007 ha avuto un flusso di capitalecircolante negativo, invece nel 2008 il flusso è diventato positivo permettendo al Gruppo diaumentare i propri investimenti (soprattutto nel comparto sole e vista), ma anche di rimbor-sare parte dei finanziamenti.Il flusso interno di CCN è costituito, sostanzialmente, da due componenti: • differenza tra ricavi e costi della gestione caratteristica 71
    • • flusso generato, o assorbito, dalla gestione finanziaria, tributaria, accessoria (gestione extracaratteristica)Nel gruppo il flusso di capitale circolante nella gestione caratteristica aumenta dal 2007 al2008, questo grazie principalmente all’aumento del fatturato.Metodo diretto VOCI 2007 2008 Ricavi netti 182.275,0 186.845,0 Variazione Rimanen- ze 12.833,0 1.061,0- Consumi di materie -65.220,0 -63.359,0- Costi per i servizi -62.665,0 -70.638,0- Costi del lavoro (compresi acc. a TFR) -40.847,0 -40.119,0 FLUSSO CCN DELLA GESTIONE CA- 1.529,0 10.328,0 RATTERISTICA Proventi Finanziari 1.456,0 1.690,0 Oneri Finanziari -5.463,0 -5.681,0 Imposte sul reddito -2.575,0 -2.770,0 Risultato Gestione Straordinaria 2.260,0 3667,0 -1.455,0 3.430,0 FLUSSO INTERNO DI CCNMetodo indiretto 72
    • VOCI 2007 2008 Utile desercizio -6.884,0 6124,00+ Ammortamenti 4.861,0 4.752,0 Accantonamenti e Svalutazioni 1.277,0 2.338,0+ Altre svalutazioni delle immobilizzazioni 34,0 774,0 Minusvalenza 1.695,0 3.646,0- Plusvalenza -38,0 -1.189,0 -1.455,0 3.430,0 FLUSSO INTERNO DI CCN Proventi Finanziari -1.456,0 -1.690,0 Oneri Finanziari 5.463,0 5.681,0 Imposte sul reddito 2.575,0 2.770,0 Risultato Gestione Straordinaria -2.260,0 3.567,0 FLUSSO DI CCN DELLA GESTIONE 1.529,0 10.328,0 CARATTERISTICAVariazioni interne di CCN 2007 % 2008 %ImpieghiIncrementi di liquidità 13339 48,5% 0,0%Aumento crediti v/clienti 6769 0,0%Aumento altri crediti 131 0,5% 307 6,1%Aumento rimanenze 6568 23,9% 2545 50,8%Aumento crediti tributari 57 1,1%Decremento debiti v/personale 681 2,5%Decremento debiti v/fornitori 0,0% 1892Decremento debiti tributari 0,0% 206 4,1%Totale impieghi 27488 100% 5007 100%FontiDiminuzione Liquidità 0,0% 12622 71,0%Diminuzione imposte differite attive 1593 13,0% 1319 7,4%Diminuzione crediti tributari 185 1,5% 0,0%Diminuzione altre attività correnti 193 1,6% 72 0,4%Diminuzione crediti v/clienti 39 0,2%Aumento debiti v/fornitori 8717 70,9% 0,0%Aumento debiti tributari 899 7,3% 0,0%Aumento altre passività correnti 707 5,7% 49 0,3% 73
    • Aumento ratei e risconti passivi 5 0,0% 5 0,0%Aumento debiti v/personale 0,0% 3664 -28,7%Totale fonti 12299 100% 17770 100%Flusso totale CCN 15189 -12763Flussi complessivi di CCN 2007 % 2008 %ImpieghiAcquisto immobilizzazioni materiali 9002 20,7% 7079 37,0%Acquisto immobilizzazioni Immateriali 484 1,1% 0,0%Decremento finanziamenti 0,0% 3441 18,0%Decremento altri finanziamenti 4442 10,2% 5015 26,2%Decremento Fondo imposte differite 658 1,5% 828 4,3%Decremento altri fondi 1724 4,0% 0,0%Decremento Fonto TFR 0,0% 868 4,5%Decremento altre riserve 876 2,0% 1374 7,2%Decremento riserva sovrapprezzo azio-ni 0,0% 11007 57,5%Decremento utili portati a nuo-vo 11190 25,7% 2279 11,9%Totale impieghi 28376 65% 31891 167%Flusso totale di CCN 15189 -12763Totale a pareggio 43565 100% 19128 100%FontiDismissioni immobilizzazioni finanziarie 176 0% 296 2%Dismissioni immobilizzazioni immateriali 0% 836 4%Aumento finanziamenti 3674 8% 0%Aumento fondo TFR 394 1% 0% 74
    • Aumento Capitale Sociale 8716 20% 0%Aumento Riserve sovrapprezzo azioni 15370 35% 0%Aumento altri fondi 0% 1282 7%Utile desercizio 16690 38% 13284 69%Flusso interno di CCN -1455 -3% 3430 18%Totale fonti 43565 100% 19128 100%4.3 CASH FLOW REDDITUALEIl cash flow è estremamente importante nella pianificazione finanziaria perché permette diindividuare in quali periodi si formano delle necessità finanziarie o delle disponibilità.Questo strumento, che nella pratica delle aziende multinazionali è normalmente utilizzato,dimostra la sua validità soprattutto nelle aziende dove esiste la necessità di livellare e farcoincidere incassi e pagamenti. Per distribuire in modo omogeneo i flussi delle entrate e del-le uscite è necessario, in sede di budget, redigere il flusso della cassa identificando idoneestrategie di livellamento.Per una corretta stesura è necessario disporre: • dello stato patrimoniale di inizio anno; • del budget economico da cui estrarre i valori dei ricavi e dei costi; • del budget degli investimenti.La quadratura del budget finanziario (di cui il cash flow è parte integrante) permette di crea-re un flusso che tenga presente tutti gli aspetti previsionali economici e finanziari.Per chiarirci, le entrate derivanti dai clienti, saranno dovute: • allincasso dei crediti in essere allinizio del periodo; 75
    • • allincasso delle vendite effettuate nei vari mesi.La riduzione dellesposizione si ottiene facendo in modo che si raggiunga un sostanzialeequilibrio nellammontare delle entrate e delle uscite.Metodo diretto 2007 % 2008 %Entrate gestione caratteristicaRicavinetti 182.275,0 100,00% 186.845,00 100,00%Variazione rimanenze 12.833,00 8,15% 1.061,00 0,58%Variazione crediti v/clienti -6769,00 -4,30% 39,00 0,02%Variazione altri crediti -131,00 -0,08% -307,00 -0,17%Variazione imposte differite attive 1593,00 1,01% 1.319,00 0,72%Variazione Altre attività correnti 193,00 0,12% 72,00 0,04%Variazione crediti tributari 185,00 0,12% -57,00 -0,03%Variazione rimanenze -6568,00 -4,17% -2.545,00 -1,40% 178.764,0Totale entrate correnti gestione caratteristica 0 100% 181.857,00 100%Uscite gestione caratteristicaCosti acquisto materie prime 65.220,00 41,43% 63.359,00 34,76%Costi acquisto servizi 62.665,00 39,81% 70.638,00 38,75%Variazione debiti v/fornitori -8.717,00 -5,54% 1.892,00 1,04%Variazione debiti v/personale 681,00 0,43% -3.664 -2,01%Variazione ratei e risconti passivi -5,00 0,00% -5,00 0,00%Variazione altri debiti correnti -707,00 -0,45% -49,00 -0,03%Costi del lavoro 40.847,00 25,95% 40.119,00 22,01% 179.984,0Totale uscite correnti gestione caratteristica 0 101,62% 172.290,00 94,52%Cash flow operativo -1.220,00 -0,77% 10.210,00 5,25%Gestione finanziariaProventi finanziari 1.456,00 0,92% 1.690,00 0,93% 76
    • Oneri finanziari (-) -5.463,00 -3,47% -5.681,00 -3,12%Imposte sul reddito -2.770,00 -1,64% -2.630,00 -1,52%Variazione debiti tributari 899,00 0,57% -206,00 -0,11%Cash flow cor-rente -6.903,00 -4,38% 2.600,00 1,43%Risultato gestione straordinaria 3.598,00 2,29% 971,00 0,53%Cash flow reddituale -3.305,00 -2,10% 3.571,00 1,96%Metodo indiretto 2007 % 2008 %Utile desercizio -6.891,0 912,99% 6.891,0 -200,90%Ammortamenti 4.,0 -334,09% 4.752,0 138,54%Accantonamenti e Svalutazioni 1.277,0 -87,77% 2.338,0 68,16%Altre svalutazioni delle immobilizzazioni 34,0 -2,34% 774,0 22,57%Minusvalenza 5.695,0 -391,41% 3.646,0 106,30%Plusvalenza (-) -38 2,61% -1.189 -34,66%Flusso interno di CCN (Autofinanziamento) -1.455,0 100,00% 3.430,0 100,00%Variazione crediti commer-ciali -6769,00 465,22% 39,00 1,14%Variazione altri crediti -131,00 9,00% -307,00 -8,95%Variazione imposte differite attive 1593,00 -109,48% 1.319,00 38,45%Variazione crediti tributari 185,00 -12,71% -57,00 -1,66%Variazione altra attività correnti 193,00 -13,26% 72,00 2,10%Variazione debiti v/fornitori 8.717,00 -599,11% -1.892,00 -55,16%Variazione debiti tributari 899,00 -61,79% -206,00 -6,01%Variazione altre passività correnti 707,00 -48,59% 49,00 1,43%Variazione ratei e risconti passivi 5,00 -0,34% 5,00 0,15%Variazione debiti v/personale -681,00 46,80% 3.664 106,82%Variazione scorte -6568,00 451,41% -2.545,00 -74,20%Cash flow reddituale -3.305,0 227,15% 3.571,0 1,04110787Risultato gestione straordinaria -3.598,00 247,29% -971,00 -28,31% 77
    • Cash flow corrente -6.903,00 474,43% 2.600,00 75,80%Proventi finanziari (-) -1.456,00 100,07% -1.690,00 -49,27%Oneri finanziari (+) 5.463,00 -375,46% 5.681,00 165,63%Imposte sul reddito (+) 2.770,00 -176,98% 2.630,00 80,76%Variazione debiti tributari (-) -899,00 61,79% 206,00 6,01%Cash flow operativo -1.220,00 83,85% 10.328,00 278,92%Il prospetto del Cash flow reddituale è costituito da aggregati rilevanti in termini di flussi: 1. “autofinanziamento”: pone l’enfasi sull’aspetto economico delle operazioni aziendali e solo indirettamente su quello finanziario, a differenza del cash flow che considera solo l’aspetto finanziario, e più precisamente monetario, della gestione d’impresa. 2. “cash flow reddituale”: disponibilità di cassa generata dalle operazioni d’esercizio. 3. “cash flow operativo”: rappresenta le variazioni di cassa provocata dalle operazioni di acquisizione di fattori produttivi a veloce ciclo di utilizzo e dalla cessione di prodotti, nonché dalle variazioni nelle attività e passività a breve termine.4.4 INDICI DI RENDICONTOVOCI 2007 2008 valori assoluti % valori assoluti %Cash flow corrente -6.903,00 2.600Autofinanziamento -1.455 474,43% 3.430 75,80%Autofinanziamento -1.455 3.430Investimenti in attivo fisso 25.289 -5,75% 23.253 14,75%Autofinanziamento -1.455 3.430Immobilizzazioni tecniche 15.874 -9,17% 15.937 21,52%Cash flow corrente -6.903,00 2.600Investimenti attivo fisso 25.289 -27,30% 23.253 11,18%Aumenti di finanziamenti 3674 0Immobilizzazioni tecniche 15.874 23,14% 15.937 0,00%Cash flow corrente -6.903,00 -187,89 2.600Aumenti di finanziamenti 3674 % 0 0,00%Cash flow corrente -6.903,00 -155,40 2.600Rimborso di finanziamenti 4442 % 8456 30,75% 78
    • Autofinanziamento -1.455 3.430Flusso di ccn 45.861 -3,17% 147.117 2,33%Cash flow corrente -6.903,00 2.600Margine di tesore-ria 4.829 -58,64% 6432 53,84%Raccordo tra flusso di CCN e Cash flow operativo.Il calcolo del cash flow operativo viene eseguito normalmente con procedimento indiretto,depurando l’utile dell’esercizio dalle componenti non monetarie, cioè dall’effetto delle ope-razioni che, pur interessando il risultato economico dell’ esercizio, non hanno provocato mo-vimenti nelle liquidità. Occorrerà depurare il reddito anche dei movimenti avvenuti nelle ri-manenze, nei crediti e debiti a breve, ecc...; in breve, di tutte le variazioni relative alle partitenon liquide dell’ attivo circolante e delle passività a breve.Considerato che le liquidità sono una componente del CN, il cash flow operativo può esserepiù agevolmente calcolato partendo invece che dal risultato economico (metodo indiretto),dal flusso di CCN connesso alla gestione reddituale, depurandolo dei movimenti redditualiche hanno avuto un esito finanziario soltanto in termini di CCN ma non di liquidità.Cash flow complessivo 2007 % 2008 %Entrate di LiquiditàDismissioni immobilizzazioni finanziarie 176 0,4% 296 2%Dismissioni immobilizzazioni immateriali 0,0% 836 5%Aumento finanziamenti 3674 8,2% 0%Aumento fondoTFR 394 0,9% 0%Aumento Capitale Sociale 8716 19,4% 0%Aumento Riserve sovrapprezzo azioni 15370 34,1% 0%Aumento altri fondi 0,0% 1282 8%Utile desercizio 16690 37,1% 13284 85%Totale entrate gestione patrimoniale 45020 100% 15698 100%Uscite di LiquiditàAcquisto immobilizzazioni materiali 9002 31,7% 7079 22,2%Acquisto immobilizzazioni Immateriali 484 1,7% 0,0%Rimborso finanziamenti 0,0% 3441 10,8% 79
    • Rimborso altri finanziamenti 4442 15,7% 5015 15,7%Decremento Fondo imposte differite 658 2,3% 828 2,6%Decremento altri fondi 1724 6,1% 0,0%Decremento Fonto TFR 0,0% 868 2,7%Decremento altre riserve 876 3,1% 1374 4,3%Decremento riserva sovrapprezzo azioni 0,0% 11007 34,5%Decremento utili portati a nuo-vo 11190 39,4% 2279 7,1%Totale uscite di liquidità 28376 100% 31891 100%Cash flow patrimoniale 16644 -16193Cash flow reddituale -3305 3571Cash flow complessivo 13339 -12622Dalla tabella precedente si evidenzia che, per il gruppo Marcolin, il Cash flow reddituale ri-sulta negativo nell’esercizio 2007 a causa della maggiore variazione negativa delle attivitàrispetto alle passività correnti. Nell’esercizio 2008 si è davanti ad una variazione di segnoopposto, che porta ad un Cash Flow reddituale positivo.Per quanto riguarda il Cash Flow complessivo del 2007, abbiamo un valore positivo collega-to al buon andamento, cioè maggiori entrate di liquidità, della gestione patrimoniale (acqui-sto immobilizzazioni, variazioni di capitale, rimborso di finanziamenti, ecc). Nel 2008 ilCash Flow complessivo risulta negativo a causa maggiori uscite di liquidità (dovute princi-palmente da maggiori rimborsi di finanziamenti,acquisto di immobilizzazioni tecniche, di-smissioni di immobilizzazioni finanziarie, utilizzi di riserve, ecc.), nonostante il valore posi-tivo del Cash Flow reddituale. 80
    • CAPITOLO 5 CONSIDERAZIONI CONCLUSIVEIl lavoro svolto si è focalizzato sulla ricerca di indicatori utili ad illustrare la situazioneaziendale del Gruppo Marcolin per il quadriennio dal 2005 al 2008.L’analisi della performance del Gruppo è passata attraverso l’analisi del bilancio, l’analisidei dati desunti dalla contabilità, dei rendiconti, della nota integrativa e della relazione sullagestione. Tutto ciò è stato effettuato con lo scopo di fornire una visione di sintesi, che per-metta un’immediata valutazione delle situazioni economica e finanziaria dell’impresa. L’a-nalisi di bilancio si propone infatti come uno degli strumenti che trasformano la massa didati, già organizzati all’interno dei procedimenti di rilevazione contabile, in informazioniche assumono valore e utilità per i livelli decisionali cui sono rivolte prediligendo, al cresce-re del livello, gli aspetti di sintesi e di significatività.Per ricercare gli indicatori utili ad illustrare la situazione aziendale abbiamo: • Riclassificato i dati contabili secondo i differenti fini, allo scopo di definire significa- tive categorie economiche o finanziarie, non corrispondenti a quelle immediatamente rivenienti dalle classificazioni imposte dagli IAS/IFRS • Posto delle relazioni in termini di rapporti (ratios), che esprimono condizioni di pro- porzionalità od evidenziano relazioni tra valori di flusso e tra valori di stock. In que- sto modo abbiamo potuto cogliere l’intrinseca dinamica di alcuni fenomeni, la cui co- noscenza ci ha permesso una significativa valutazione degli aspetti critici attinenti agli equilibri reddituali e finanziari. 81
    • A termine di questo percorso possiamo affermare che la situazione del Gruppo Marcolin nel2005 era abbastanza critica alla luce della perdita della licenza con Dolce&Gabbana, che as-sicurava elevati margini di fatturato, ma anche dei risultati negativi della controllata franceseCèbè e di quella americana Marcolin Usa. Tant’è che in questo esercizio si registra un Roefortemente negativo e una consistente perdita di esercizio.La situazione è andata migliorando dal 2006, infatti bisogna sottolineare la bravura del Ma-nagement che ha saputo reagire alle difficoltà cercando nuove strade di crescita, in particola-re con il rinnovo delle licenze più importanti e con il riposizionamento del marchio su alcuniimportanti mercati, come quello statunitense. A questo va aggiunta la decisione di una im-mediata cessione della società Cèbè, date le continue e inarrestabili perdite.Il tutto è avvenuto non senza importanti “sacrifici” come l’innalzamento dei costi, dovutialle maggiori royalties corrisposte ai licenzianti, e ai conseguenti effetti negativi derivantidalla dismissione delle immobilizzazioni immateriali, già accennate in precedenza (brevetti,marchi, licenze); nonché al sostenimento di maggiori costi derivanti dalle continue riorga-nizzazioni e ristrutturazioni della Cèbè.Inoltre, la necessità di nuovi investimenti ha imposto alla famiglia Marcolin Coffen (fonda-trice dell’azienda in questione) la decisione di lasciare spazio a nuovi soggetti nell’aziona-riato. Ed è così che sono “entrati in scena” importanti imprenditori quali i fratelli Della Val-le, prima, e Luigi Abete, poi.Questo trend ha permesso una notevole riduzione della perdita di esercizio nel 2007 e unaflessione della redditività negativa, fino a giugnere nel 2008 ad un risultato positivo, dopodiversi anni di perdite, questo è potuto accadere in quanto è stato definitivamente ceduto ilmarchio Cebè, quindi cancellato del tutto dal bilancio, e poi perché ha saputo piazzare piùprodotti nel mercato, incrementando il guadagno del venduto.In conclusione riteniamo che per il momento la situazione economica e finanziaria del Grup-po Marcolin è in decisiva ripresa, passando da una fase critica, ad una fase di ripresa; quindise il management adotterà delle decisioni tali da consentirgli di proseguire in questa fase dicrescita, negli anni successivi al quadriennio da noi analizzato, il Gruppo potrà sicuramenteottenere risultati più soddisfacenti, come dimostrato nell’anno appena conclusosi. 82