SANGUISUGHE - Mario GiordanoSanguisughe       Mario Giordano  Mondadori, pp. 168, 2011             1
SANGUISUGHE - Mario GiordanoTrama:Cè il pensionato Inps più ricco dItalia: 90.000 euro al mese. Cè lonorevole che è stato ...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoPremessaPensione Categoria vo Certificato N 10000740Pensione lorda 402,12Contributo ex Onpi 0,...
SANGUISUGHE - Mario Giordanocentesimi (che è, appunto, un insulto) mentre lascia inalterati i supervitalizi deiparlamentar...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoporte segrete, ho letto, studiato, mi sono sorpreso, amareggiato, indignato. Vidico la verità:...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoaffrontarli mentre altri gozzovigliano alle vostre spalle, magari ridendo di queipoveri tapini...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoQuasi tutte le situazioni scandalose che trovate raccontate qui sonoperfettamente regolari. Ma...
SANGUISUGHE - Mario Giordanodi quello che lex ministro Amato prende in un mese. È vero che 1 persona su 3ha più di una pen...
SANGUISUGHE - Mario Giordanodelle paste alimentari e delle autostrade, ecco, noi cominceremmo già a essereun po più ottimi...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoCap I - Tre storie per cominciareIl più ricco pensionato Inps: 3008 euro al giorno (90.246 eur...
SANGUISUGHE - Mario Giordanosecurity di Giuliano Tavaroli. «A Mauro Sentinelli, allora, fu consigliato dipassare alla cass...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoandarsene. Il suo stipendio, in quelloccasione, fece un balzo spaventoso, da1,56 a 3,7 milioni...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoProprio così: 1369 euro al giorno. Ciò significa che guadagna quasi cento voltedi più di un pe...
SANGUISUGHE - Mario Giordanochiede di poter andare a riposo, naturalmente utilizzando la nuova legge.Permesso accordato, c...
SANGUISUGHE - Mario Giordanodi vista dei risultati, prima allemergenza rifiuti e poi allagenzia per lacqua. Manon risulta....
SANGUISUGHE - Mario GiordanoTutti richiami che hanno fatto sentire in colpa i pensionati dItalia, hannomandato il caffelat...
SANGUISUGHE - Mario Giordanosempre nuove tasse e imposte patrimoniali, quando si tratta del benesseresuo, be, preferisce t...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoGengis Khan dellInps, Giulianetto nostro, appunto. E va da sé che il Consiglio diStato diede i...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoNel dicembre 2010, rilasciando una lunga intervista al «Corriere della Sera»,Amato ha sostenut...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoCap II - Onorevoli pensioniPensionati con un solo giorno di lavoroTrentacinque anni di contrib...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoStessa cifra anche per altri due ex parlamentari radicali, Piero Craveri e AngeloPezzana. A lo...
SANGUISUGHE - Mario Giordanome. E mi dimisi». E la pensione? «1750 euro. Non mi sembra un grandespreco.» Ma no, certo: 175...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoMa come non capire lumana debolezza dellavvocato che da allora non perdeoccasione per insegnar...
SANGUISUGHE - Mario Giordanosacrifici ne ha imposti molti, ma ne ha fatti pochi: nel 1994, pochi mesi prima ditagliare le ...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoche alla pensione di un settantenne, assomiglia al fatturato di una piccolaimpresa. Non male, ...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoMa il fatto davvero singolare è che lex presidente della Repubblica, granmoralizzatore nonché ...
SANGUISUGHE - Mario Giordanocioè per lappunto pari a 4766 euro netti (ribadisco: netti) al mese? Semplice:merito (si fa pe...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoTutto legittimo, per carità, tutto regolare come un lingotto nel caveau di viaNazionale. Ma an...
SANGUISUGHE - Mario Giordanosembra passato tanto tempo? Ebbene: sappiate che dal 1980 ArmandoCossutta, leader comunista, e...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoTre pensioni riceve anche leconomista Mario Baldassarri, che con Prodicondivise la famosa sedu...
SANGUISUGHE - Mario Giordanodemocristiano, cioè un altro discendente di quella straordinaria scuola dieducazione politica ...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoanche coordinatore della segreteria tecnica per la programmazione dellapolitica economica del ...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoDAntoni era in università a 15 anni? E faceva già il docente? Possibile? Forsesiamo di fronte ...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoallaltro, fino a guadagnarsi il dondolante nome di «Tarzan», capace dirisorgere nelle forme pi...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoCumulate, cumulate, qualcosa resterà (da Marini a Buttiglione)Sintende che di limitazioni al c...
SANGUISUGHE - Mario Giordanodel 2009, risulta uno dei più ricchi del Parlamento: guadagna 1.678.554 eurolanno (unmilionese...
SANGUISUGHE - Mario Giordanopratica, ha usato la Camera come un taxi per evadere, facendosi beffe di tutti.Del suo breve p...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoanche Paolo Cirino Pomicino e Sergio Mattarella, come lex ministro re delletasse Vincenzo Visc...
SANGUISUGHE - Mario Giordanocommercialista di grido, luomo che riuscì a farsi pagare 23 miliardi di vecchielire per una so...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoproventi della sua lunga, ricca e fortunata attività giornalistica. Prende 4725euro al mese Vi...
SANGUISUGHE - Mario Giordanoun divieto di cumulo per chi assume incarichi pubblici (ma solo dopo il 1°gennaio 2008). Di al...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoLe baby pensioni dei parlamentari (da Gambale a Sgarbi)Il recordman assoluto è Giuseppe Gambal...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoEnrico Boselli 7959 da quando ne aveva 51 e Pietro Folena 8836 da quando neaveva 50. Anche Vel...
SANGUISUGHE - Mario GiordanoItalia Antonio Martusciello, classe 1962, matura il diritto alla pensione daparlamentare (7959...
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  1. 1. SANGUISUGHE - Mario GiordanoSanguisughe Mario Giordano Mondadori, pp. 168, 2011 1
  2. 2. SANGUISUGHE - Mario GiordanoTrama:Cè il pensionato Inps più ricco dItalia: 90.000 euro al mese. Cè lonorevole che è stato inParlamento un solo giorno e potrà contare per tutta la vita su una pensione da deputato.Cè lex presidente del Consiglio che ha tagliato le pensioni altrui e ne ha ottenuta per séuna da 31.000 euro al mese.Cè lex presidente della Repubblica che, oltre al vitalizio, incassa 4766 euro netti al mesecome ex magistrato, pur avendo svolto questa attività per soli 3 anni.E poi ci sono le baby pensioni, le pensioni ai mafiosi, le doppie, triple e quadruplepensioni: mentre al cittadino qualunque vengono chiesti continui sacrifici sul fronteprevidenziale,mentre lEuropa insiste per allungare la vita lavorativa e i giovani non sanno se potrannomai avere una vecchiaia serena, la casta dei pensionati doro mantiene i suoi privilegi, anzise ne riserva sempre di nuovi.Tutto perfettamente legale, sintende, ma con la differenza non trascurabile che, inquesto caso, la legge viene applicata con sorprendente rapidità.Mario Giordano ci guida nel labirinto degli scandali, degli inganni e degli abusi dellaprevidenza italiana: un buco nero che grava sulle spalle dei contribuenti e mette a rischioil loro futuro.Da questo desolante panorama emerge unindicazione chiara: visto che continuano achiedere tagli alle pensioni, non si potrebbe cominciare da qualcuno di questi privilegi 2
  3. 3. SANGUISUGHE - Mario GiordanoPremessaPensione Categoria vo Certificato N 10000740Pensione lorda 402,12Contributo ex Onpi 0,01Trattenute Irpef 106,64Saldo Irpef 272,47Add. Reg. 23,00Arrotondamento pagamento 0,78Importo netto del pagamento 0,78Questo libro è dedicato alla persona che il 29 luglio 2010 ha ricevutodallufficio Inps di Torino la pensione che vedete. Come si può notare,limporto netto del pagamento è pari a 0,78 centesimi di euro. Proprio così:0,78 centesimi. Bella somma, no? Sfruttando le offerte del mesedellEsselunga, ci si può anche comprare un litro di latte. O tre uova e mezza. Otre rotoli di carta igienica. Nientaltro però. Non resta un centesimo per unpezzo di pane, o una patata, o una carota, per non dire delle bollette dellEnelo del gas.Questo libro è dedicato a lei, alla mia cara pensionata «vo Certificato N10000740», perché non cè stato momento durante questi mesi in cuisguazzavo tra pensioni doro e privilegi previdenziali, non cè stato un solomomento, dicevo, in cui non mi sia venuto in mente quello zero virgola 78spiccioli offensivi. E non cè spiegazione tecnica, Irpef, doppia rendita,trattenuta o altra diavoleria che tenga: quando uno Stato si accanisce su unapensione minima di 402 euro (che è già una miseria) e la riduce a 0,78 3
  4. 4. SANGUISUGHE - Mario Giordanocentesimi (che è, appunto, un insulto) mentre lascia inalterati i supervitalizi deiparlamentari, il loro insindacabile diritto al cumulo, o gli assegni regalati aqualche burocrate doro, ebbene, noi non possiamo far finta di niente. Perchécè un limite oltre il quale il silenzio diventa complicità.Il libro nasce così, dalla voglia di non essere complici. Prima dora nessunoaveva mai tentato una descrizione completa e documentata degli scandaliprevidenziali, e adesso forse ho capito perché: se leggere le imprese della castavi ha fatto arrabbiare, leggere le imprese delle sanguisughe vi farà arrabbiareancora di più. Ebbene sì, ve lo anticipo: troverete in queste pagine tanti dati,molti dei quali assolutamente inediti, che vi faranno torcere le budella. Lo soche non è un bel modo per invitare alla lettura, ma è lunico che ho. Conosco leobiezioni, immagino quello che direte durante gli incontri che avremo in giroper lItalia, so già che cosa mi scriverete nelle vostre lettere accorate:«Giordano, fa bene lei a tirare fuori gli scandali, continui, si dia da fare, maquando io leggo mi viene il mal di stomaco... Dovrebbe almeno allegare al libroun buono sconto per il Maalox...». Raccolgo lidea e la passo al marketingMondadori. Non sarebbe male: vendesi libro denuncia, in omaggio farmacoper digerirlo. Magari funziona. Però io, del Maalox, faccio anche a meno. Sonoallergico alle medicine. E, comunque, meglio avere un po di bruciore distomaco che farsi fottere senza nemmeno sapere perché. Cosa che, in effetti,provoca bruciori ben più fastidiosi.Quando la mia amata editor, di cui non posso fare il nome perché se no me locancella come ogni volta (è una donna riservata quanto brava, e poi io nonsono mica Bruno Vespa), mi ha proposto lidea di indagare sulle pensioni, lhoguardata più o meno come si guarderebbe un pinguino a passeggio nel centrodi Marrakech. Eravamo a pranzo, avevamo come al solito parlato del più e delmeno, amabili chiacchiere in libertà sui destini del mondo, e lei ha tirato fuoriun pezzo di carta dalla borsa. Poi una penna. Poi ha scritto a caratteri cubitali:PENSIONI. E me lha mostrato. Senza dire una parola. È un diavolo quelladonna. Ho tracannato il caffè, ci siamo salutati, e da quel momento non hoavuto più pace. Mi sono buttato a capofitto, sono riuscito ad aprire alcune 4
  5. 5. SANGUISUGHE - Mario Giordanoporte segrete, ho letto, studiato, mi sono sorpreso, amareggiato, indignato. Vidico la verità: ho scritto nove libri, con questo, ma non avevo mai provatotanta soddisfazione. Anche un po di orticaria, certo. Irritazione cutanea erigonfiamento di zebedei. Ma soprattutto soddisfazione nellalzare il velo perscoprire un mondo, quello della previdenza, di cui effettivamente cè da averpaura. (Quando la mia editor ha visto i primi assaggi di capitoli temo che si siapentita di quel foglio con le lettere a caratteri cubitali. «Qui rischiarilo» mi hasussurrato al telefono un po spaventata. Lo so, le ho risposto. «Non hairisparmiato nessuno.» Nessuno. «Ovviamente hai tutti i documenti.»Ovviamente. «Allora provo a portarlo al prossimo comitato editoriale.» Lhaportato.)Di riforma delle pensioni, in realtà, si è parlato tanto in Italia, negli ultimi anni.A onore del vero bisogna dire che molte cose sono state pure fatte. Alcuniprovvedimenti che in altri Paesi, come in Francia, di recente hanno provocatomolte discussioni, da noi sono stati fortunatamente anticipati, anche sequalcuno dice che è troppo poco, che bisogna fare di più. «Le pensionidiminuiranno ancora» annuncia il bilancio tecnico dellInps del dicembre 2010.Chi entra ora avrà solo il 47 per cento del reddito minacciacontemporaneamente il «Corriere della Sera». Taglio triplo per le pensioni del2011 sentenzia «Il Sole-24 Ore» pochi giorni dopo. Allarme Bankitalia sullepensioni fa eco «la Repubblica», mentre i giornali locali, ancor più diretti,spargono il terrore: Pensione ridotta a 33 mila trevigiani oppure Igiovaniandranno in pensione con metà del reddito. Per carità, nessuno mette indubbio la saggezza del risparmio previdenziale, è necessario far fronte alledifficoltà, bisogna mettere a posto i conti. Bisogna evitare il crac. Ma a costo diquali sacrifici?E soprattutto: i sacrifici li hanno fatti e li faranno davvero tutti? O qualcuno èriuscito a mantenere i suoi privilegi passando indenne attraverso la stretta?Questo, cari lettori, non ve lha mai voluto raccontare nessuno.Ed è grave. Perché vedete, amici che vi apprestate a riversare bile sulle miepagine, cè solo una cosa peggiore dei sacrifici che dovrete affrontare: 5
  6. 6. SANGUISUGHE - Mario Giordanoaffrontarli mentre altri gozzovigliano alle vostre spalle, magari ridendo di queipoveri tapini (cioè voi) cui hanno appena raccontato che i sacrifici sononecessari. Non è così, non può essere così. Io non so che cosa si possa fare percambiare questa situazione: ma bisogna cambiarla. E per cambiarla, prima ditutto bisogna conoscerla. Minuto per minuto, euro per euro, vergogna pervergogna: io prometto che vi racconterò tutto, ma proprio tutto, quello che hoscoperto. Voi promettetemi che passerete la voce.Lo so che ogni cambiamento è difficile in questo campo. Spaventa. Uno deglislogan più fortunati, in materia di riforme delle pensioni, è «i diritti acquisitinon si toccano». Daccordo. I diritti acquisiti non si toccano. Ma i privilegi?Siamo sicuri che i privilegi acquisiti non si toccano? È giusto che continuino aprendere la pensione, per dire, ex deputati o senatori che sono stati inParlamento non più di ventiquattrore? È giusto che ci siano leggine approvatedi soppiatto che autorizzano burocrati a intascare pensioni da 1369 euro algiorno? È giusto che in Sicilia ancora oggi ci sia chi va in pensione a 45 anni? Ègiusto che un commesso del Senato possa andare a riposo a 50 anni con unvitalizio di 8000 euro al mese? È giusto che si continuino a pagare le pensionianche ai mafiosi conclamati? Chi lha stabilito? E perché non si può cambiare?Allinizio del 2011 lAgenzia delle entrate si è accorta che quattro anni primalInps, nellerogare un bonus di 150 euro ai cosiddetti «incapienti», cioè allepersone con redditi inferiori ai 5000 euro lanno, aveva commesso un errore.Avendo infatti adottato liste vecchie, il bonus era finito anche nelle tasche dichi non ne aveva diritto. E sapete che ha fatto? Semplice: ha chiesto indietro isoldi. Ma sicuro: ha spedito una bella lettera ai pensionati, chiedendo loro direstituire il denaro ricevuto indebitamente nel 2007. E allora perché questadifferenza? Perché, di fronte a una cosa sbagliata, i pensionati devonorestituire i soldi e invece i parlamentari pensionati no? Dare un vitalizio a unoche è stato un giorno in Parlamento non è unassegnazione indebita tantoquanto la distribuzione di bonus a chi non li merita? E allora perché in un casoci si può correggere e nellaltro, invece, lo stanziamento è consideratodefinitivo e immutabile? 6
  7. 7. SANGUISUGHE - Mario GiordanoQuasi tutte le situazioni scandalose che trovate raccontate qui sonoperfettamente regolari. Ma questa, per me, è unaggravante. Quando sentouna sanguisuga che risponde «Mi spetta per legge», mi trasformonellincredibile Hulk, verde come lui, ma un po più brutto. Dico io: se la leggestabilisce una cosa sbagliata, ebbene, che aspettiamo a cambiarla? E poi via, losappiamo tutti: ci sono alcune cose che «spettano per legge» e accadonosubito, e altre che «spettano per legge» e non accadono mai. Nellautunno2010 ho ricevuto la lettera di un signore, Giovanni Mitri, di Palombara Sabina:54 anni, disoccupato, «mai raccomandato e mai iscritto al sindacato», come sidescrive. Aveva avuto un infarto, e non potendo più lavorare aveva presentatodomanda per la pensione dinvalidità. La risposta dellufficio competente èstata: «Aspetti. Stiamo ancora valutando le richieste del 2009».Ora, io non so se nel frattempo il signor Giovanni Mitri abbia avuto la suapensione oppure no. Ma trovo che quella risposta sia unoffesa: nel Paese deifalsi invalidi, dei ciechi che guidano, degli zoppi che corrono la maratona e deisordomuti che rispondono al centralino, è possibile che non si riesca aesaminare in tempi ragionevoli la pratica di un infartuato? È possibile che nonsi riesca a dire se il signor Mitri ha diritto ad avere la pensione oppure no?Forse una certezza non «spetta di diritto» anche a lui? Se non è malato,rispediamolo subito a lavorare; ma se è davvero malato, come diavolo campa?«Sto seriamente pensando di prendere la cittadinanza romena: forse comeromeno avrò più diritti che come romano» conclude amaramente lui. E poi sichiede: «Esiste nel nostro Paese uno Stato di diritto?». Bella domanda. Larisposta non può che essere: sì, siamo un Paese di diritto, anche se a volte si halimpressione che il diritto sia un po storto. Cè chi deve aspettare anni peravere una risposta dalla previdenza e chi riesce a ottenere tutto (e di più) alvolo. Cè un infartuato di 54 anni che fatica a prendere la pensione e cè chiinvece, pur essendo sanissimo, prende la pensione da quando aveva 29 anni...Tu chiamale, se vuoi, differenziazioni. Secondo lultimo rapporto Inps (giugno2010), oggi in Italia vengono erogate 23,8 milioni di pensioni. Limporto medioè di 10.129 euro lanno ciascuna. Diecimila euro lanno, proprio così: un terzo 7
  8. 8. SANGUISUGHE - Mario Giordanodi quello che lex ministro Amato prende in un mese. È vero che 1 persona su 3ha più di una pensione, ma lincasso finale mensile (anche sommando piùentrate) è comunque esiguo: solo il 13,7 per cento supera i 2000 euro al mese,il 72,6 per cento non arriva ai 1500 e il 50 per cento dei pensionati ne prendecomplessivamente meno di 1000. Ecco: questo libro è dedicato a loro. Questolibro è dedicato a chi prende meno di 1000 euro al mese, magari qualche voltaanche 0,78 centesimi, magari dopo aver lavorato una vita, e poi va a casa,accende la Tv e sente lEuropa o Bankitalia o il Fondo monetario internazionaleche dicono che bisogna tagliare le pensioni, e tutti i grandi esperti in Italia cheapplaudono: è vero, è vero, bisogna tagliare le pensioni, e tutti i giornali chefanno leco: è vero, è vero, bisogna tagliare le pensioni. E allora lunicamodesta domanda, che però è anche unindicazione di lavoro, che mi viene nelpresentarvi il libro è la seguente: visto che bisogna tagliare le pensioni, vistoche bisogna fare sacrifici, perché, invece di tartassare le minime, noncominciare da quelle (doro) che conoscerete nelle prossime pagine?P.S./1. Questo libro è dedicato anche a Fabio Marchese Ragona. È un bravocollega, giovane, capace e tenace. Mi ha dato una mano a reperire documentie materiali, dimostrando doti straordinarie di caparbietà (e mi scuso con lui senon sono stato pronto a capirle fin dallinizio...). Fabio è un precario. Cometanti della sua età lavora con contratti provvisori, collaborazioni occasionali,ecc. Ora sa tutto delle pensioni doro. Chissà se saremo mai in grado digarantirgliene una normale.P.S./2. E infine questo libro è dedicato ad Antonio Mastrapasqua, il presidentedellInps, luomo che amministra circa 20 milioni di pensionati e che risultatitolare (gennaio 2011) di 37 diversi incarichi in vari consigli damministrazione,da Equitalia al Pastificio Bettini Zannetto, da Autostrade per lItalia a PantanellaSud, società per azioni per la produzione di paste alimentari.In unintervista a «Famiglia Cristiana» del 2 maggio 2010 ha dichiarato: «Sullaprevidenza cè troppo pessimismo in giro». Può essere. Ma se il presidentedellInps, tanto per dire, si occupasse a tempo pieno dei pensionati, anziché 8
  9. 9. SANGUISUGHE - Mario Giordanodelle paste alimentari e delle autostrade, ecco, noi cominceremmo già a essereun po più ottimisti. 9
  10. 10. SANGUISUGHE - Mario GiordanoCap I - Tre storie per cominciareIl più ricco pensionato Inps: 3008 euro al giorno (90.246 euro al mese)Il più ricco pensionato Inps dItalia ha un nome che ai più non dirà nulla: sichiama Mauro Sentinelli. Qualcuno lo conosce? Lavete mai sentito nominare?Eppure prende 90.000 euro* al mese di pensione. Avete letto bene: 90.000euro. Avete letto bene: al mese. Per lesattezza sono 1.173.205 euro lanno (1milione, 173.000 e 205 euro, virgola 15 centesimi, per di più). Sono oltre 2miliardi delle vecchie lire, se volete il vecchio conio. Se siete nostalgici, cioè,almeno quando virritate.Sessantaquattro anni, romano di nascita e di residenza, Sentinelli è uningegnere elettronico, specializzato in telefonia allUniversità di Torino, concorsi di perfezionamento in Francia e a Chicago. Entrato in Sip nel 1974, hapercorso tutte le tappe della carriera telefonica fino a diventare direttoregenerale di Tim. Un bel cervello da teleselezione, sia chiaro. Ma, a differenza ditanti altri cervelli da teleselezione o non da teleselezione, gode di un vitaliziosenza pari: infatti incassa precisamente 90.246,55 euro al mese. Significa 3008euro al giorno. In altre parole: in 48 ore prende dallInps quello che unpensionato al minimo prende in un anno.Per carità, Mauro Sentinelli anche se non sta sulle copertine dei settimanali onon si vede in Tv (o forse proprio per quello), è un bel personaggio. Un tipo ingamba. Il suo curriculum è scintillante come la testa pelata del tenente Kojak:incarichi allestero, incarichi in Italia, premi e onorificenze a gogò. Lodefiniscono il «papa del Gsm». Ha creato, inventato, innovato nel campo deicellulari. È stato lui, tanto per dire, a lanciare lidea del servizio prepagato TimCard, per il quale a suo tempo fu nominato «uomo marketing dellanno». Nel1999 è diventato Cavaliere della Repubblica, nel 2002 Commendatore, nel2006 GrandUfficiale. Nella sua carriera tutta telefonica, fra Sip, Tim e Telecom,una sola ombra: la rottura piuttosto brusca (e mai spiegata fino in fondo) nel2005 con Marco Tronchetti Provera. Pare fosse finito anche lui nel mirino della 10
  11. 11. SANGUISUGHE - Mario Giordanosecurity di Giuliano Tavaroli. «A Mauro Sentinelli, allora, fu consigliato dipassare alla cassa e non farsi più vedere» ha scritto «il Giornale». Sarà: ma senon doveva farsi più vedere, perché nellaprile 2010 è stato richiamato inTelecom come consigliere damministrazione?Nessuno lha mai saputo spiegare. Sul punto non ci sono certezze. Lunicacertezza in più che qui siamo in grado di fornirvi è che il consiglieredamministrazione Telecom Mauro Sentinelli è il pensionato più ricco dItalia.Ma probabilmente i 90.246 euro al mese, aggiunti al gettone di presenzaTelecom, non devono sembrargli sufficienti: il 24 marzo 2009, infatti, si è fattonominare anche amministratore unico di Ecotel International Srl, società aresponsabilità limitata che si occupa di realizzazione software e consulenzeinformatiche. E nel giugno 2010 è diventato presidente del consigliodamministrazione di Enertel Servizi Srl, unimpresa che al momento risultainattiva. Non male per un pensionato, no?Del resto ne incontreremo tanti, in questo libro, di pensionati che uniscono unricco vitalizio (magari percepito prima dei 60 anni) a numerosi, prestigiosi eben retribuiti incarichi. Sia chiaro, fanno bene, finché se la sentono. Nonviolano la legge, esercitano un loro diritto. Eppure conoscere queste storie èfondamentale, se non altro per porsi alcune domande. La prima è la seguente:stabilito una volta per tutte che Sentinelli non fa nulla di irregolare e incassaesattamente quanto stabilito dalle norme, ci si può chiedere se quelle normesono giuste? Mi spiego: i contributi versati dal manager nella sua vitalavorativa, per quanto alti, non saranno mai sufficienti a coprire lesborsonecessario per una pensione da 90.000 euro al mese per molti anni (glieloauguriamo). E dunque: chi paga la differenza? Magari qualche precario? Oqualche giovane lavoratore che forse non avrà mai una coperturaprevidenziale?Qualcuno poi si domanderà comè possibile che Sentinelli, proprio lui, sia il piùricco pensionato dItalia, dal momento che non è mai stato il manager piùpagato dItalia. Certo, ha sempre ricevuto una retribuzione notevole: si fecenotare soprattutto nel 2004, quando lavorava a Telecom, un anno prima di 11
  12. 12. SANGUISUGHE - Mario Giordanoandarsene. Il suo stipendio, in quelloccasione, fece un balzo spaventoso, da1,56 a 3,7 milioni di euro. Epperò gli archivi ci dicono che ce nerano altri didirigenti che avevano stipendi ancor più alti del nostro Paperone Inps. Perché,allora, la loro pensione non è pari alla sua? Semplice: perché nella giunglaprevidenziale italiana esistono leggi e leggine, favori e favorini, privilegi eregalie.Uno dei più clamorosi, lo vedremo, riguarda proprio il fondo pensione degli extelefonici, cioè i dipendenti dellex monopolista della cornetta: ebbene pertutti loro, a differenza di altre categorie, non è mai esistito un tetto al vitalizio.Perciò hanno potuto raggiungere assegni mensili astronomici. Quello diSentinelli è il più alto in assoluto, ma ce ne sono altri. Così come ci sono altri(tanti) favori e altri (troppi) privilegi. Che ci volete fare? Si sa che lItalia è unarepubblica fondata sulle pensioni. Ma il problema è che per alcuni le pensionisono sudate e risicate. Per altri, invece, sono ricche e spensierate come undono di Babbo Natale. Prima o poi bisognerà che qualcuno ci spieghi perché.Il burocrate più Felice: 1369 euro al giorno (41.600 euro al mese)Felice Crosta. Fissatevi in testa questo nome, cari lettori dai capelli bianchi. Ericordatevelo. Quando ritirerete lassegno dellInps e scoprirete che è la solitamiseria; quando vi accorgerete che una vita di lavoro non vi garantisce più unavecchiaia serena; quando unimprovvisa spesa condominiale vi farà sballaredun botto il risicato bilancio mensile, ecco, allora ricordatevi di Felice Crosta. Evoi, lettori più giovani, voi che versate ogni mese contributi senza sapere semai vi saranno restituiti, voi che temete di dover lavorare fino a 70 anni omagari anche di più, voi che sul futuro previdenziale avete steso un velo dipietosa angoscia, ebbene anche voi: pensate a Felice Crosta. Se vi puòconsolare, lui non ha nessuno dei vostri problemi. Anzi. Lui è solo Felice. MaFelice davvero. Di nome e di fatto.Felice Crosta, ex burocrate della Regione Sicilia, è quello che si chiama unpensionato doro. La Corte dei conti, infatti, gli ha riconosciuto il diritto aincassare 496.139 euro lanno, cioè 41.600 al mese, cioè 1369 al giorno. 12
  13. 13. SANGUISUGHE - Mario GiordanoProprio così: 1369 euro al giorno. Ciò significa che guadagna quasi cento voltedi più di un pensionato al minimo: quello che lui totalizza in ventiquattrore,laltro ci mette tre mesi per averlo. «Non ho rubato niente» spiega il nababboprevidenziale. In effetti, ci mancherebbe solo che si mettesse a rubare, conquel che guadagna. Ma restano i suoi 1369 euro al giorno contro i 15 euro delpensionato al minimo. E un dubbio: Crosta non ha rubato niente, daccordo.Ma il pensionato al minimo ha forse rubato qualcosa? E perché allora devesoffrire così?La superpensione al sapor di marsala e pasta con le sarde nasce, come spessoaccade in questi casi, dallultimo comma di una leggina che nessuno sembraconoscere a fondo. «Davvero?» «Così cè scritto?» «Non lo sapevo.» «Ma chesorpresa.» In questo caso si tratta della leggina del 2005 che ha istituitolAgenzia siciliana per i rifiuti e le acque e che, fra una riga e laltra, non solo hastabilito una lauta indennità per il direttore generale, ma ha anche volutosubito specificare che quella lauta indennità era da considerarsi a tutti glieffetti uno stipendio e che quindi andava usata come base per il calcolo dellafutura pensione. Poche chiacchiere e poche discussioni, dice in sostanza ilprovvedimento, chi siede su quella poltrona, anche solo per pochi mesi, avràdiritto ad andare a riposo con un vitalizio doro.Come mai un codicillo del genere? Perché, ancor prima della nomina deldirettore generale, ci si affretta a specificare il suo status previdenziale? Eperché lo si specifica con un simile privilegio? Forse che già si stava pensandodi scegliere qualcuno in particolare? Magari proprio qualcuno vicino allapensione? «È una legge fatta apposta per Felice Crosta» provò a dire qualcheben informato. «Felice Crosta chi?» cascarono dalle nuvole tutti gli altri. Fattosta che nel 2005 nasce ufficialmente lAgenzia siciliana per i rifiuti e le acque. Esapete chi diventa direttore generale pochi mesi dopo, cioè nel marzo 2006?Felice Crosta, per lappunto, già vicecommissario per lemergenza rifiutinonché uomo assai vicino a Totò Cuffaro. E sapete che fa per prima (o perseconda) cosa Felice Crosta? Presenta domanda per la pensione, ma sicuro: nelluglio 2006, quattro mesi dopo la nomina, si affaccia allo sportello indicato e 13
  14. 14. SANGUISUGHE - Mario Giordanochiede di poter andare a riposo, naturalmente utilizzando la nuova legge.Permesso accordato, con tutti gli onori: per il calcolo dellassegno mensile,dunque, verrà utilizzata la lauta indennità (guarda caso: appena ottenuta) deldirigente. Tutto lecito, tutto regolare. Che ci volete fare? Così dice lappositocomma appena approvato. Il comma del nababbo.E dunque dal 20 luglio 2006 la pensione comincia a scorrere nelle tasche assaifelici di Crosta Felice: 219.168 euro lanno più la tredicesima per un totale di237.432 lanno, cioè 18.000 al mese. Vi sembrano una buona cifra? Macché: cimanca la perequazione. E così dal 1° gennaio 2010 la pensione mensiledellavvocato Felice Crosta fa un altro balzo in avanti: 20.092 euro al mese per13 mensilità, cioè un totale annuo di 261.196 euro. Vi sembra che così possabastare? A voi forse. Non al superburocrate doro: forte del fatto di averpassato quattro sudatissimi mesi (120 giorni) al vertice dellAgenzia e fortesoprattutto di un comma più generoso di Babbo Natale, egli infatti fa ricorsoalla Corte dei conti. Solo 20.092 euro al mese? Come si permettono?E se vi sembra già abbastanza strano che un superburocrate da 20.092 euro almese faccia ricorso perché ritiene la sua pensione troppo bassa, ebbene,sappiate che cè una cosa ancor più strana: la Corte dei conti, infatti, gli ha datoragione. E ha ordinato alla Regione Sicilia di raddoppiare la somma, pagandoallavvocato Felice Crosta un assegno da 41.600 euro al mese, 496.139 lanno,1369 al giorno, per lappunto, più tutti gli arretrati per un valore di circa unmilione e mezzo. «Mi rendo conto che questa cifra possa destare qualcheinvidia» commenta lui. «Ma sono stati solo riconosciuti i miei diritti.» Percarità, i diritti sono diritti. Ma chi li stabilisce questi diritti? E in base a checosa?Lavvocato Felice Crosta, parlando con Laura Anello della «Stampa», ricordacon orgoglio il suo curriculum: «Sono entrato in Regione nel 1961, mi sonolaureato e ho vinto tre concorsi mentre ero in servizio». Complimenti,perbacco: ma quanti altri dipendenti pubblici in Italia hanno percorso le stessetappe senza approdare al vitalizio da nababbo? E perché invece questuomoFelice sì? Si potrebbe pensare a unattività particolarmente proficua dal punto 14
  15. 15. SANGUISUGHE - Mario Giordanodi vista dei risultati, prima allemergenza rifiuti e poi allagenzia per lacqua. Manon risulta. Il dottor Crosta ha forse risolto per sempre lannoso problemadella spazzatura? Grazie a lui sono spariti i roghi dei cassonetti? O ha trovato ilmodo di soddisfare la sete antica dellisola? Ha portato acqua in abbondanza intutti i rubinetti? Macché. Lunico problema che ha risolto è quello della suapensione. Lunico rubinetto che non resterà a secco è quello del suo contocorrente.Fra laltro lAgenzia siciliana per i rifiuti e per le acque, inaugurata con appositalegge nel 2005, è stata chiusa nel 2010: cinque anni di vita, zero problemirisolti, però, in compenso, un uomo Felice. Il solo motivo per cui si ricorderànei secoli questente inutile, in effetti, sarà proprio la pensione doro garantitacon apposita leggina al suo direttore generale, che con quattro mesi di durolavoro si è assicurato il diritto a incassare 1369 euro al giorno per tutto il restodella vita. Una vita che vorremmo augurargli lunga, per carità, non fosse che,da sola, ci costa quasi come una Finanziaria.Il pensionato (poco) Amato: 1047 euro al giorno (31.411 euro al mese)«Così non si può andare avanti: serve una riforma delle pensioni» tuonòGiuliano Amato nel giugno 1992. Con la sua manovra monstre diquellautunno, tutta lacrime&sangue, fu il primo presidente del Consiglioitaliano a tagliare le pensioni danzianità, dopo averle bollate comeuningiustizia e uno spreco. E anche quando è poi tornato al governo comeministro di DAlema, ha sempre ostentato posizioni di assoluto rigore. «Senzala riforma delle pensioni me ne vado» ha dichiarato in Parlamento nel luglio1999. «Riformiamo subito le pensioni» ha ribadito nel 2007 a «Repubblica».«Riforma delle pensioni? Qualcosa bisogna saper proporre» ha insistito nel2009 parlando al «Messaggero». «I sacrifici? I sacrifici sono necessari» haspiegato nel 2010 al «Mattino». Per approfondire il problema ha anche scrittoun libro, Il gioco delle pensioni, in cui invita tutti a rinunciare allegoismo:«Sembra un atto di fede, ma un tentativo può e deve essere fatto...». 15
  16. 16. SANGUISUGHE - Mario GiordanoTutti richiami che hanno fatto sentire in colpa i pensionati dItalia, hannomandato il caffelatte di traverso ai nonnetti di provincia, hanno spaventatomilioni di onesti padri di famiglia, che da quando Amato ha cominciato la suaguerra santa previdenziale hanno visto scomparire davanti agli occhi le pochecertezze sul futuro: retributivo? Contributivo? Finestre? Non finestre?Ulteriore innalzamento delletà? Domande assillanti e in parte inevitabili: lui ciha spiegato in tutti i modi i segreti della gobba demografica, la stortura delsistema del welfare, le esigenze di bilancio di Bruxelles. Il Dottor Sottile, moltosottile e molto moralista, in questo non si è risparmiato: quando non eraimpegnato a mettere le mani nei nostri conti correnti, eccolo lì, impegnato amostrarci limportanza dellessere virtuosi e del saper accontentarsi di poco.Gli altri, sintende. Gli altri devono accontentarsi di poco. Lui, invece, no. Lui,infatti, dal 1° gennaio 1998 incassa una pensione Inpdap da professoreuniversitario di 12.518 euro netti al mese, cioè 22.048 euro lordi, checorrispondono esattamente a un totale annuo di 264.577 euro. Però nonsaccontenta. E dunque, visto che i sacrifici sono necessari, ai 12.518 euro nettiche gli entrano in tasca ogni mese aggiunge la pensioncina da parlamentare(9363 euro) e almeno tre incarichi: due pubblici (presidente della Treccani epresidente del comitato dei garanti per il 150° dellUnità dItalia) e uno privato(senior advisor della Deutsche Bank). Come presidente della Treccani, Amatoprendeva 150.000 euro lanno, ma ha rinunciato allassegno; come presidentedel comitato dei garanti riceve al massimo rimborsi spese; come senior advisordella Deutsche Bank non è dato sapere, ma trattasi normalmente di poltrone,come minimo, da centinaia di migliaia di euro lanno. Se ci si aggiungonoconferenze e altri incarichi professionali, in tutto, e stando molto stretti, ilpensionato Amato si porterà a casa allincirca 30.000 euro netti al mese. Nonmale, no? Almeno per un pensionato che ha passato gli ultimi tempi a chiederetagli sulle pensioni altrui...Che ci volete fare? Il Dottor Sottile è così: sa difendere con la medesimagagliardia il bene pubblico e i suoi interessi privati. E se, quando si occupa delbenessere degli altri, si erge a paladino del massimo rigore proponendo 16
  17. 17. SANGUISUGHE - Mario Giordanosempre nuove tasse e imposte patrimoniali, quando si tratta del benesseresuo, be, preferisce trasformarsi in generoso dispensatore. Non da oggi, delresto. Gli annali registrano, per esempio, che quandera ministro del Tesoro delgoverno DAlema fece approvare un codicillo in calce a una legge cheautorizzava la cumulabilità della nuova indennità (da ministro e/osottosegretario) con qualsiasi trattamento pensionistico (notarono allora imaliziosi che il responsabile del Tesoro era uno dei ministri che, per lappunto,godeva già di una pensione e poteva sommare i due redditi...). Non sfuggirànemmeno ai lettori il fatto che il nemico di tutti i baby pensionati è andato inpensione a 59 anni (e mica con due lire: 12.518 euro netti...); non sfuggirà cheil nemico di tutti i cumuli cumula da sempre allegramente; e non sfuggiràsoprattutto che, avendo passato gli ultimi anni a chiedere al Paese di tagliarsile pensioni, non abbia mai pensato nemmeno lontanamente di tagliare lapropria, fosse solo di 100 euro, per un beau geste.Quello che però forse sfugge è che questa pensione monstre da 12.518 euro almese, formalmente elargita per il lavoro svolto da Amato come professoreuniversitario, nasce in realtà da un cavillo. Per fortuna delle casse previdenziali,infatti, non tutti i professori universitari, seppur illuminati da brillante carriera,arrivano a tali somme. E allora perché Giulianetto mani di forbice invece sì?Facile spiegarlo. Nel 1996, quando stava scadendo il suo mandato a presidentedellAntitrust, il Dottor Sottile pose agli altri membri della solenne authority ilproblema della pensione. Il dilemma era il seguente: il ricco assegno cheregolarmente prendiamo alla fine di ogni mese va considerato come sempliceindennità o come un vero e proprio stipendio? La legge istitutiva dellAntitrustnon diceva nulla al riguardo, ma voi capirete che la differenza non è da poco:se le retribuzioni vengono considerate come veri e propri stipendi, lo Statodeve versare i contributi previdenziali, facendo lievitare in modo considerevolei costi delle casse pubbliche ma anche le rendite dei soggetti interessati. Inquesto modo, infatti, ai commissari basta chiedere il ricongiungimento deicontributi, et voilà... Va notato che fino a quel momento nessunaltraauthority si era posta il problema. La prima a sollevarlo fu proprio quella del 17
  18. 18. SANGUISUGHE - Mario GiordanoGengis Khan dellInps, Giulianetto nostro, appunto. E va da sé che il Consiglio diStato diede il parere che egli sperava di avere.Risultato? Lodo Giuliano approvato, ricca pensione garantita. Ma siccome lecasse pubbliche rischiavano un tracollo, lo Stato fu costretto rapidamente acorrere ai ripari. Ci pensò il governo DAlema con la Finanziaria del 2000: ilministro del Tesoro (guarda caso Giuliano Amato) sterilizzò la decisione delConsiglio di Stato voluta dallex presidente dellAntitrust (guarda caso GiulianoAmato). Così lo scialo si è fermato: da quel momento, infatti, i membri delleauthority percepiscono una pensione commisurata non allindennità super dacommissari, ma allo stipendio che avevano prima di essere nominati. Dove stail trucco? Come sempre, in un cavillo: non essendo infatti la misura retroattiva,quelli che hanno smesso di fare i commissari allAntitrust fra il 1996 (anno delladecisione del Consiglio di Stato) e il 2000 (anno della Finanziaria riparatrice)hanno potuto avere ricongiungimento di contributi e conseguentesuperpensione. Solo loro, sintende. I più fortunati. Fra questi, pensate un poche coincidenza, anche il nostro Giulianetto, che così, pur avendo una carrieranel pubblico impiego da professore universitario ordinario (stipendio massimo5-6000 euro al mese), dal 1° gennaio 1998 incassa un vitalìzio davverostraordinario, pari appunto a 12.000 euro netti al mese.Che ne dite? Amato presidente dellAntitrust ottiene un beneficio e Amatoministro lo sterilizza, ma la sterilizzazione vale per tutti gli altri e non per sé.Così lui può incassare la superpensione e, nel frattempo, tagliare le pensionialtrui. Grandioso. Uno dei professori che stava con il Dottor Sottile in quelfamoso Antitrust negli anni doro 1996-2000, uno dei miracolati, insomma, ilprofessor Franco Romani, meno avveduto e forse più sincero, ebbe a dire aLuca Telese: «Alla fine del mandato sarei pure tornato volentieri a lavorare, maavrei guadagnato molto meno che andando in pensione». Il Dottor Sottile nonha nulla da dichiarare al proposito? Per carità: predicare tagli previdenziali ègiusto e sacrosanto, ma non sarebbe meglio, di grazia, se dora in avanti lofacesse qualcun altro? Magari qualcuno che non prende 12.000 euro netti almese in virtù di un cavillo, più altri 9000 come ex parlamentare? 18
  19. 19. SANGUISUGHE - Mario GiordanoNel dicembre 2010, rilasciando una lunga intervista al «Corriere della Sera»,Amato ha sostenuto le ragioni della rivolta giovanile: «Protestano contro lavoracità dei vecchi» ha detto. «La percezione è che noi, con le pensioni che cisiamo dati e che ora neghiamo loro, abbiamo preparato un bel piattino... » Unbel piattino? Perfetto. Ma come fa a prendersela con la voracità dei vecchi,quando da vecchio incassa voracemente vitalizi doro? Come fa ad attaccarelaltrui egoismo mentre prospera con i soldi dellaltrui previdenza? Per favore:la prossima volta che Amato interviene sullegoismo, qualcuno, con gentilezza,potrebbe fargli una pernacchia? Se si lamenta ancora della voracità dei vecchi,qualcuno cortesemente potrebbe ricordargli il piattino? O magari darglielo intesta?* Salvo diversa indicazione, le cifre riportate si intendono al lordo delleritenute. 19
  20. 20. SANGUISUGHE - Mario GiordanoCap II - Onorevoli pensioniPensionati con un solo giorno di lavoroTrentacinque anni di contributi? Quaranta? Quota 99? Quota 97 e 2 mesi?Quanto pensate di dover ancora faticare prima di poter battere cassaallIstituto di previdenza? E vabbè, consolatevi: ci sono alcuni italiani che, adifferenza vostra, da tempo ricevono la pensione avendo lavorato la bellezza diun giorno. Proprio così: un giorno di lavoro, pensione per il resto della vita. Visembra strano? Forse. Ma vi sembrerà un po meno strano appenaconoscerete il lavoro (si fa per dire) svolto dai fortunati soggetti. Si tratta, ineffetti, di ex parlamentari.Cominciamo dallavvocato Luca Boneschi? Ma sì, cominciamo da lui: eletto peri radicali nel collegio di Como, fu proclamato deputato il 12 maggio 1982; ilgiorno dopo, il 13 maggio 1982, terminò ufficialmente il mandatoparlamentare. Ventiquattrore in carica, nemmeno una presenza in aula.Lunico suo atto formale alla Camera? La lettera di dimissioni. Non si può direche fu una gran fatica lattività a Montecitorio dellavvocato Boneschi. Epperògli è valsa una sempiterna pensione, che secondo quanto ha dichiarato al«Corriere della Sera» gli è stata gentilmente offerta addirittura nel 1983. Cioèquando aveva appena 44 anni.Da allora, sintende, quella pensione la riceve regolarmente ogni mese: 3108euro, che diventano 1733 netti. Vi sembrano pochi? Dipende dai punti di vista,si capisce: cè gente che dopo aver lavorato fino a rovinarsi la salute prendemeno di un terzo e ci deve pure vivere pagando affitto, bollette e conti dellaspesa. Lavvocato Boneschi, invece, con quei 1733 euro netti al mese non civive, non ci paga sicuramente laffitto e nemmeno le bollette. Diciamo chesono il suo argent de poche, gentile mancia offerta dalla Repubblica italiana,per il disturbo arrecatogli chiamandolo per un giorno a timbrare il cartellino(formalmente, sintende) a Montecitorio. 20
  21. 21. SANGUISUGHE - Mario GiordanoStessa cifra anche per altri due ex parlamentari radicali, Piero Craveri e AngeloPezzana. A loro, però, è toccata una fatica maggiore: unintera settimana incarica. Il primo fu iscritto al Senato il 2 luglio 1987 e si dimise il 9 luglio. Ilsecondo fu iscritto alla Camera il 6 febbraio 1979 e si dimise il 14 febbraio, SanValentino, giorno degli innamorati e (evidentemente) dei prepensionati.Unintera settimana da parlamentari? Accipicchia, si saranno stancati? Ma no,non preoccupatevi, anche per loro limpegno è stato limitato. Ununica seduta,che ha fruttato bene, però: 3108 euro, 1733 netti, per il resto della vita. E ladomanda a questo punto sgorga fresca e pura manco fosse acqua di fonte: macomè possibile avere diritto a una pensione con una settimana o un giorno dilavoro (si fa sempre per dire) in Parlamento?«Allepoca» ha spiegato Franco Bechis su «Italia Oggi» «era in vigore una sortadi assicurazione contro la chiusura anticipata della legislatura (accadevaspesso). I contributi dei parlamentari venivano versati figurativamente a spesedella collettività.» La norma, per fortuna, è stata poi abolita, dimostrando unavolta per tutte che non è vero che sono sempre i migliori che se ne vanno...Quello che stupisce è che, finché esisteva, a beneficiarne al meglio siano statiproprio i radicali, cioè coloro che storicamente hanno fatto della lotta allapartitocrazia una bandiera. Come mai? Marco Giacinto Pannella, a suo tempodebitamente informato della vicenda, cascò dal pero: «Non ne sapevo nulla,eravamo alloscuro, ignoravamo questaspetto della questione...». Ma sì,Giacinto nel Paese delle meraviglie.Ignoravano tutto. Comunque, per la cronaca, anche quando i radicali smiserodi ignorare, per i fortunati pensionati non cambiò nulla.I diretti interessati, in effetti, sono sempre andati quasi orgogliosi del loroprivilegio di antica casta. Angelo Pezzana, libraio e intellettuale torinese,storico leader del Fuori e delle prime lotte omosessuali, personaggio di culturae di spessore, quando fu stuzzicato sul tema dal «Corriere della Sera»sinalberò persino un po: «Ho la coscienza a posto» disse. E spiegò: «Pannellaaveva inventato il deputato a tempo: dopo un po uno lasciava e subentrava unaltro. Arrivato il mio turno, però, avevo già deciso che la politica non faceva per 21
  22. 22. SANGUISUGHE - Mario Giordanome. E mi dimisi». E la pensione? «1750 euro. Non mi sembra un grandespreco.» Ma no, certo: 1750 euro netti al mese, anzi per essere precisi 1733,che vuoi che siano? Appena un confettino. Un bonbon. La giusta pensione perchi ha lavorato addirittura una settimana. Tutta intera.Qualche sussulto di vergogna ce lha invece uno degli altri «one daypensionati», unti dal privilegio, benedetti dalla dea casta, e cioè lex senatorePiero Craveri. Stimato storico, nipote di Benedetto Croce, professoreuniversitario e già consigliere regionale in Campania, si dimise il giorno dellaprima riunione del Senato, il 9 luglio 1987, una novantina di ore dopo la suaproclamazione ufficiale. Non avrebbe voluto. «Me lo chiese Pannella» haspiegato. Pannella? Quello che non sapeva nulla? Giacinto nel Paese dellemeraviglie? Proprio lui. «Non avrei voluto dimettermi, lui me lo chiese.Accettai a malincuore.» E la pensione? «È un privilegio di casta.» Lo sapeva?«Certo che lo sapevo. Ma che dovevo fare? Nessuno di noi è un santo...»Un po di sensi di colpa ce li ha anche il terzo one-day pensionato, che poi è ilprimo che vi abbiamo presentato, e cioè lavvocato Luca Boneschi. «Quandonel 1983 arrivò la lettera che mi prospettava il vitalizio ebbi la tentazione distracciarla.» Tentazione prontamente respinta, sintende. Avvocato assai noto,molto impegnato nei caldi anni Settanta, leader dei Comitati di difesa contro larepressione, legale di Pietro Valpreda, oggi autore di dotte lezioni sulletica esulla responsabilità, Boneschi nel 1982 si era dimesso dal Parlamento perchéera lavvocato della famiglia di Giorgiana Masi, la studentessa uccisa dallapolizia: «Per quella vicenda ero imputato per diffamazione e non volevosfruttare limmunità parlamentare» ha spiegato. Un beau geste. Così, quandoci fu la possibilità di incassare il vitalizio non se la sentì di ripetersi: «Per ilprocesso Masi ho lavorato gratis per anni. Ci ho rimesso tempo e soldi.Nessuno mi ha ringraziato, anzi i più mi consideravano un cretino. Allorapensai: ora basta, non passo per fesso due volte. E così ho accettato. Magarisbagliando, perché ora avrei la coscienza più a posto». Già: avrebbe lacoscienza più a posto. Invece ha avuto qualche soldo in più sul conto corrente. 22
  23. 23. SANGUISUGHE - Mario GiordanoMa come non capire lumana debolezza dellavvocato che da allora non perdeoccasione per insegnare letica a tutti?Il taglia-pensioni Dini? Ha due (ricche) pensioniA Claudio Sabelli Fioretti, che lo intervistava per la serie «I voltagabbana»,Lamberto Dini raccontò con orgoglio di aver avuto il fegato di negare unfinanziamento, addirittura, a Bokassa. «È vero che in quella circostanza rischiòdi essere divorato dal dittatore?» chiese il giornalista. E lui, pavoneggiandosi,indugiò sui particolari di quel memorabile incontro quando, trovandosi vis-à-viscon il Barbablù del Centrafrica, non esitò un attimo a chiudere il borsellino deisoldi internazionali. «E la paura?», incalzava sornione il giornalista. «Non mene sono reso nemmeno conto» rispondeva luì con aria da aspirante eroe. Ah,quale sprezzo del pericolo, quale fermezza, quale rigore morale. Non vi pare?Evidentemente, però, devessere più facile opporsi a Bokassa che al propriotornaconto: il dittatore africano, infatti, non ha mai divorato Dini. Lavidità,invece, un po sì.Non ci credete? Ascoltate bene. Lamberto, il premier della riforma del 1995,quello che seppellì per sempre le rendite danzianità, quello che introdusse ilsevero sistema contributivo al posto dellallegro andante retributivo, propriolui, Lambertow lamerikano, leconomista che ha legato il suo nome alla piùsevera stretta previdenziale dopo quella voluta da Amato nel 1992, lui, luomochiamato «tagliapensioni», ebbene: Dini incassa due ricchissime pensioni. Nonuna: due. Entrambe ricchissime. E come se non bastasse le cumula con unterzo assegno dello Stato, quello dellindennità da senatore: così arriva aricevere dalle casse pubbliche (anno 2008) la bellezza di 521.682 euro. Aspanne quasi 40.000 euro netti al mese. Roba da far venire lindigestione purea Bokassa...Ricordate i tempi ruggenti quando Lamberto, già ministro del centrodestra,fece il salto della quaglia e diventò capo di un governo con i voti delcentrosinistra? Ricordate le parole dordine «lacrime e sangue per stare inEuropa» e «scusate, ma i sacrifici sono necessari»? Ecco, a dirla tutta, Dini di 23
  24. 24. SANGUISUGHE - Mario Giordanosacrifici ne ha imposti molti, ma ne ha fatti pochi: nel 1994, pochi mesi prima ditagliare le pensioni altrui, si premurava infatti di mettere in cassaforte duepensioni per sé. Quella dellInps (13.288.250 lire al mese, quasi 7000 euro dioggi, per 13 mensilità) e quella della Banca dItalia (36.752.479 lire al mese,oltre 18.000 euro di oggi, per 13 mensilità): totale 50 milioni di allora, circa25.000 euro di oggi, ogni mese, per altro cumulabili con qualsiasi altro reddito(stipendio da ministro, indennità da parlamentare, ecc). Che ve ne pare?Evidentemente ci sono due Lamberto, come scriveva Luca Telese nel 2000,facendogli per la prima volta i conti in tasca: cè un Lambertow amerikano e unLambertone italiano. Da una parte cè luomo dellUniversità del Michigan,quello delle borse di studio Fulbright e Stringher, il banchiere tutto dun pezzodel Fondo monetario internazionale, langlosassone guru del rigore, il severomoralizzatore in salsa british. E dallaltra cè Lambertone litaliano, una speciedi Alberto Sordi in salsa fiorentina, il prototipo del connazionale medio,mandolino&spaghetti, quello che cambia casacca politica con una certa facilità,fonda e sfonda partitini con gran disinvoltura. E che, soprattutto, mentre tagliale pensioni altrui si preoccupa di metterne al sicuro due per sé, e purepiuttosto consistenti. Un campione di coerenza allamatriciana, insomma.Dini è fatto così: LamJbertow quando deve decidere per gli altri, Lambertonequando deve decidere per sé. Tutto in regola, sintende, tutto secondo la legge,come al solito. Lunico problema, al massimo, è che, essendo lui quello che lalegge lha fatta, magari gli capita di conoscerne bene le opportunità.Per esempio, sappiamo tutti che nel 1995 sigillò in modo ferreo il divieto dicumulo per chiunque fosse andato in pensione da quel momento in avanti. Eche ci volete fare se lui era andato in pensione pochi mesi prima? Inoltre: si èsempre battuto anche per impedire che lo Stato si svenasse a pagare vitalizi apersone al di sotto dei 65 anni. E che ci volete fare se lui di vitalizi è riuscito aprenderne due da quando aveva 63 anni? Inoltre ancora: ci ha spiegato millevolte che i tagli sono necessari. E che ci volete fare se lui proprio non riesce atagliare il suo reddito annuo costruito con rendite incassate dalle cassepubbliche? Per altro, il suddetto reddito annuo ammonta a 521.000 euro: più 24
  25. 25. SANGUISUGHE - Mario Giordanoche alla pensione di un settantenne, assomiglia al fatturato di una piccolaimpresa. Non male, no?Però non pensiate che, per questo, Dini sia davvero un essere avido ed egoista,non accusatelo di fare solo i suoi interessi. Non è così. A volte sa essere anchegeneroso con gli altri. È vero infatti, come raccontò Telese, che nel 1995, primadi trasformare il divieto di cumulo in un imperativo categorico per linteracollettività, andò in pensione con la garanzia del cumulo per sé. Ma non dasolo. Macché: ci fece andare anche la segretaria. E poi, una volta chequestultima ebbe ottenuto il vitalizio, la assunse al ministero. Doppio gettitopure per Olga, si capisce: perché i tagliapensione, se è il caso, sanno essereduri persino con Bokassa. Ma mai con se stessi. E nemmeno con i propri cari.Scalfaro, come prendere una pensione lavorando solo 3 anniA proposito di persone dure e severe, avete presente Oscar Luigi Scalfaro?Quandera presidente della Repubblica, nel 1997, conquistò le prime paginedei giornali con una delle sue uscite roboanti: «Basta con le pensioni doro»disse durante un incontro pubblico nella Bassa novarese. Fu un momentomolto quaresimale: il primo cittadino leggeva le vite dei santi, il capo delloStato citava la Bibbia. «Come è scritto nel Vangelo, cè chi ha troppo e chitroppo poco, ci sono cifre che danno le vertigini. Non è accettabile.» Amen.Inginocchiatevi e credete a Oscar. Ma sia consentita almeno una domanda: senon sono accettabili le eccessive differenze fra chi ha troppo e chi ha troppopoco, sarà mai accettabile la differenza tra il vitalizio doro del medesimoScalfaro e il misero assegno Inps di un operaio a riposo? Lex capo dello Statoinfatti risulta titolare di una pensione da magistrato (4766 euro netti al mese)che può liberamente cumulare alla ricca indennità da senatore a vita, per untotale superiore ai 15.000 euro netti al mese, circa 30 volte in più di quello cheprende una tuta blu dopo 30 anni di lavoro alla catena di montaggio. Sonoanche queste cifre che danno le vertigini? Giudicate voi (e giudichi santOscarda Novara, se crede). 25
  26. 26. SANGUISUGHE - Mario GiordanoMa il fatto davvero singolare è che lex presidente della Repubblica, granmoralizzatore nonché schiaffeggiatore senza tregua delle signore svestite e deivizi della politica, prende una pensione da magistrato così alta pur avendolavorato come magistrato appena 36 mesi. A proposito di cifre che danno levertigini, non vale la pena citare anche questa? Una persona normale, ineffetti, suda 30 anni e rischia di non arrivare a 1000 euro lordi al mese. Lui, con3 anni di professione, si porta a casa 4766 euro netti (ribadisco: netti) al mese.Non è un po strano? Non da, per lappunto, le vertigini?Eppure è proprio così: Scalfaro, infatti, vestì la toga soltanto fra il 1943 e il1946, poi se la tolse, entrò in Parlamento e non ne uscì più. Certo: furono anniturbolenti, quelli.Il magistrato Oscar, che si è sempre dichiarato cattolico e contrario alla pena dimorte, dovette anche chiedere la fucilazione di diversi imputati. Dal 1° maggio1945 fece parte come «consulente tecnico giuridico» del Tribunaledemergenza, una corte sommaria di partigiani; quindi entrò nel gruppo dipubblici ministeri che, dopo soli tre giorni di processo, mandò a morte seiuomini. Fra questi il brigadiere di pubblica sicurezza Domenico Ricci, padre diquattro figli, amico di famiglia di Oscar Luigi, che in una straziante letterascritta prima dellesecuzione urlò la sua innocenza. Inutilmente. «E pensareche per me Scalfaro era come un padre, forse di più...» ha commentato unadelle figlie del brigadiere Ricci. «Gli ho poi scritto per sapere se papa fossecolpevole o innocente, Scalfaro mi telefonò una mattina presto e mi disse: stiatranquilla, dal Paradiso suo padre pregherà per lei...»Mandare a morte una persona così buona da essere destinata direttamente alParadiso non devessere stato facile per chi vive recitando salmi e citando isanti. Forse è per questo che nel 1946 Scalfaro lasciò la toga e si dedicò animae corpo alla politica: è stato deputato ininterrottamente dal 1946 al 1992, poipresidente della Repubblica fino al 1999 e quindi senatore a vita. Lunico, conAndreotti, a essere entrato in Parlamento nel 1946, senza uscirne fino a oggi. Equindi il dubbio è legittimo: se è sempre stato in Parlamento dal 1946 a oggicome ha fatto a maturare una pensione da magistrato non certo irrilevante, e 26
  27. 27. SANGUISUGHE - Mario Giordanocioè per lappunto pari a 4766 euro netti (ribadisco: netti) al mese? Semplice:merito (si fa per dire) del meccanismo del «contributo figurativo». In pocheparole lo Stato, attraverso i soldi dei contribuenti, ha pagato parte delletrattenute al posto suo. E così allo scoccare dei 70 anni, precisamente il 10settembre 1988, Scalfaro ha cominciato a incassare il sostanzioso assegnoInpdap, cumulabile ovviamente con le rendite parlamentari.Si badi bene alle date: quando nel 1997 lallora presidente della Repubblicatuonò contro le pensioni doro, erano già nove anni che aveva maturato ildiritto ai suoi 4766 euro netti al mese in virtù di 3 anni (ribadisco: tre) di lavorocon la toga in spalla. E allora? Allora vanno bene le vite dei santi, vanno bene ipredicozzi domenicali e la liturgia della parola novarese. Ma nel Vangelo noncè anche scritto «sia il vostro sì sì e il vostro no no»? Non si racconta di Gesùche se la prendeva con i farisei? Non diceva: guai a voi, che assomigliate asepolcri imbiancati? Lo conosce quel passo, caro Scalfaro? In fondo, lei avevaragione quando diceva che a volte si sentono cifre che danno le vertigini. Lasua pensione, per esempio. Ci ha mai pensato?Doppie, triple e anche quadruple/1 (da Ciampi ad Andreotti)E visto che stiamo parlando di presidenti della Repubblica, che dire di Ciampi?Padre della patria, riserva della Repubblica, uomo integerrimo, per carità.Nessuno osi parlare male del novantenne Carlo Azeglio, azionista celebrato ecapo dello Stato venerato, luomo che guidò il Paese nei momenti difficili,quello che ci traghettò a Maastricht e ci fece tirare la cinghia, varando nel1996, con Prodi, una manovra finanziaria che avrebbe ucciso un puledro,figurarsi uno stanco ronzino come la nostra economia. Nessuno osi parlaremale del partigiano livornese, il difensore del Risorgimento e dellInno diMameli, luomo del tricolore e delle istituzioni, gran sostenitore dellItalia einsieme dellEuropa, del passato e insieme del futuro, delle tradizioni e delleinnovazioni. Nessuno osi parlare male di Ciampi: ma si può dire (parlandonebene) che incassa tre pensioni (dicasi tre), che si vanno a cumulare conlappannaggio da senatore a vita? 27
  28. 28. SANGUISUGHE - Mario GiordanoTutto legittimo, per carità, tutto regolare come un lingotto nel caveau di viaNazionale. Ma anche tutto un po eccessivo, sempre con rispetto parlando.Due pensioni di Bankitalia (una dal luglio 1980, una dallaprile 1993, per untotale di oltre 30.000 euro) più una pensione Inps dal gennaio 1981: ciòsignifica che lex presidente ha diritto a un vitalizio da quando aveva 59 anni(buon per lui), due da quando ne aveva 60 (doppio buon per lui) e tre daquando aveva 73 anni (triplo buon per lui). E adesso ha diritto anche allostipendio parlamentare (quadruplo buon per lui), tanto da arrivare a dichiarare(2009) guadagni pari a 704.651 euro, di cui 687.626 come «redditi di lavorodipendente e assimilati». Quando nellaprile di quellanno annunciòpubblicamente che avrebbe donato il suo stipendio di un mese ai terremotatidellAbruzzo, su Facebook si scatenò un tripudio: evviva, che bravo, tuttiseguano il suo esempio. Eccome no. Tutti seguano il suo esempio. Almenoquelli che possono cumulare tre pensioni e uno stipendio. Non rientra fraquesti, ma solo per un pelo, Giulio Andreotti. Nel 2008 il Belzebù della politicaitaliana ha dichiarato infatti un reddito di 522.000 euro, sommando lindennitàperpetua da senatore a vita a due vitalizi. Due vitalizi ad Andreotti? Comèpossibile? Pensateci bene: il Divo Giulio, come Oscar Luigi Scalf aro, stava già inParlamento ai tempi dellAssemblea costituente, ha passato tutta la vita neipalazzi della politica, non risulta abbia mai svolto alcun altro lavoro (a parte lapubblicazione di libri). In che modo avrà potuto maturare il diritto, oltre alvitalizio parlamentare, anche a due (ben due) altre pensioni? Eppure è così: dal29 giugno 1992 riceve un assegno Inpdap di 3440 euro netti al mese (63.778euro lordi allanno) cui si vanno a sommare altri 3000 euro circa dellInpgi(66.126 euro lordi lanno) che intasca dal gennaio 1977, da quando cioè aveva58 anni. Per carità: tutto lecito, tutto a norma di legge. Ma comè che ci avevainsegnato lui? A pensar male...Doppie, triple e anche quadruple/2 (dal compagno Cossutta a Prodi)Avete presente il 1980? Trentanni fa: in Urss cè ancora Breznev, in Iugoslaviavive i suoi ultimi giorni Tito, Ronald Reagan sta per essere eletto la prima volta,a Sanremo Bobby Solo canta Gelosia e il capitano del Milan è Aldo Maldera. Vi 28
  29. 29. SANGUISUGHE - Mario Giordanosembra passato tanto tempo? Ebbene: sappiate che dal 1980 ArmandoCossutta, leader comunista, ex dirigente del Pci, luomo dei rubli, ufficiale dicollegamento riconosciuto fra Botteghe Oscure e il Cremlino, incassa lapensione dellInps. E lo sapete perché ciò avviene? Per via di una leggina,chiamiamolo pure privilegio, con cui lodiato Stato borghese e capitalista neglianni della guerra fredda ha pensato di omaggiare sindacalisti e dirigenti dipartito, riconoscendo con generosità contributi mai versati. Di fatto lacollettività ha pagato (abbondantemente) per loro. Ah, dimenticavo: la legge sichiamava legge Mosca. Nome che, parlando di Cossutta, calza a pennello:dalloro di Mosca alloro della legge Mosca.Grazie a quel privilegio, infatti, il tovarisc Armando potè andare in pensionealla giovane età di 54 anni. Dal 2008, poi, di pensioni ne riceve due: allassegnodellInps unisce infatti anche il ben più sostanzioso vitalizio parlamentare, 9604euro al mese, una cifra che è una beffa per qualsiasi compagno operaio. Matantè: per non farsi mancare nulla, al momento di lasciare il Parlamento, doveaveva piantato le tende da ben dieci legislature, Cossutta ha anche incassatouna liquidazione monstre pari a 345.744 euro, pudicamente definita «assegnodi solidarietà». Solidarietà con chi? Con il conto corrente dellArmando? Stranodestino, il suo: ha passato una vita a lottare contro i lussi dei padroni, e finiscecon una vecchiaia da padrone dei lussi...Due pensioni riceve anche Luciano Violante: 9363 euro come ex parlamentaree 7317 come ex magistrato, per un totale di 16.680 al mese. Tre addirittura nericeve Romano Prodi: 5283 euro al mese come ex presidente dellaCommissione europea, 4725 come ex parlamentare e 4246 come ex professoreuniversitario, per un totale di oltre 14.000 euro al mese (in una dichiarazioneAnsa del 24 novembre 2010 Prodi cita i 5283 euro lordi da ex presidente, eparla di 1707 euro lordi da ex parlamentare e di 2811 euro lordi come exprofessore universitario, mostrando una prematura ma quantomaiconveniente smemoratezza senile: i 1707 euro del Parlamento e i 2811dellInpdap, infatti, in realtà sono netti e al lordo corrispondono appunto a4725,04 e 4246,43 euro). 29
  30. 30. SANGUISUGHE - Mario GiordanoTre pensioni riceve anche leconomista Mario Baldassarri, che con Prodicondivise la famosa seduta spiritica sui colli bolognesi durante il rapimentoMoro: diventato senatore del Pdl (e poi di Futuro e Libertà) e presidente dellacommissione Finanze, non ha fatto granché in questi anni per risanare i bilancipubblici, ma per quel che riguarda i bilanci privati non si può certo lamentare.Allo stipendio da parlamentare, Baldassarri unisce infatti una pensione direttadefinitiva (3815 euro netti al mese) da professore universitario, più unaindiretta definitiva (490 euro netti al mese), più la pensione della moglie mortanel 2007 (934 euro netti al mese). Paghi tre, prendi uno: se questo è uno deglieconomisti di punta del Paese, be, si capisce perché nonostante tuttocontinuiamo ad avere tanti problemi...Doppie, triple e anche quadruple/3(Publio Fiori supera i 22.000 euro netti al mese)Ricordate Duilio Poggiolini? Direttore generale della Sanità, ribattezzato il «reMida dei farmari», coinvolto prima in Tangentopoli e poi nello scandalo delsangue infetto, fu costretto a dimettersi da ogni incarico sotto i colpi delleinchieste di Mani pulite. Ebbene, dal 1994 prende due pensioni: una dadirigente ministeriale, laltra da professore universitario. Non saranno ricchecome i lingotti doro che nascondeva nel puff del salotto di casa sua, mabisogna pure accontentarsi nella vita, no? Due pensioni prende anche laltroPoggiolini, Danilo: deputato repubblicano fino al 1994, incassa 6590 euro da exparlamentare e una pensione da segretario dellOrdine dei Medici che, scriveGian Antonio Stella, gli è scattata quando lui aveva appena 34 anni. Era il 1966,e in Tv andava in onda il primo episodio di «Star Trek»...Due pensioni vanno regolarmente in tasca anche al compagno Giovanni RussoSpena: quella parlamentare (pari a 5510 euro netti dal 2008) si va a sommare aquella da professore universitario (2277 euro netti dal 2002, cioè da quandoaveva 57 anni). I comunisti evidentemente non lasciano mai, piuttostoraddoppiano. Anche se, con tutto il rispetto, in cima alla classifica di incassomensile dei percettori di doppie e triple pensioni non poteva non esserci un 30
  31. 31. SANGUISUGHE - Mario Giordanodemocristiano, cioè un altro discendente di quella straordinaria scuola dieducazione politica e diseducazione civica che fu la Balena Bianca. E che, non acaso, per anni ha gestito il denaro pubblico come se fosse infinito.Il recordman della previdenza, infatti, è Publio Fiori, più volte sottosegretariodc, già vicepresidente della Camera dei deputati, e ferito gravemente nel 1977in un feroce attentato delle Brigate rosse. Dal 1994, cioè da quando aveva 56anni, usufruisce di una ricca pensione Inpdap che (giustamente) gode dellaspeciale esenzione dalle tasse, prevista per le vittime del terrorismo: fino al 31dicembre 2009 ammontava a 14.590 euro netti al mese, ma dal 1° gennaio2010 è stata aumentata. Sarà stata giudicata insufficiente? Forse. Comunque,ora Fiori prende 184.634 euro lanno, cioè quasi 16.000 euro netti al mese. Acui vanno aggiunti i 10.631 euro lordi della pensione da parlamentare per untotale che supera i 22.000 euro netti al mese. Non male, no?È sulla buona strada anche un altro democristiano doc, quel Silvestre Liottadetto Silvio, nato a Cremona ma siciliano dadozione, giovane virgulto della DCdi Salvo Lima, noto ai più per essere stato colui che fece mancare il votodecisivo a Romano Prodi, provocando nel 1998 la caduta del primo governodellUlivo e lascesa di Massimo DAlema a Palazzo Chigi. Liotta, infatti, hadiritto oggi a due laute pensioni: quella di parlamentare (6590 euro per i suoi15 anni di servizio) e quella di ex segretario generale dellAssemblea regionalesiciliana (oltre 8000 euro al mese). Fra laltro, quando lasciò lincarico siciliano,a metà degli anni Novanta, incassò anche una sostanziosa liquidazione (1,1milioni di euro). Ora, la domanda è legittima: con una liquidazione di 1 milionedi euro (e spiccioli) e un doppio assegno previdenziale per circa 15.000 euro almese, che avrebbe fatto qualsiasi altro settantacinquenne di comune buonsenso? Si sarebbe ritirato, probabilmente, a godersi la vecchiaia, magarigirando il mondo o collezionando opere darte. Invece no: Silvestre Liotta dettoSilvio colleziona solo poltrone. E temendo di non poter vivere con il suotesoretto e le due pensioni da 15.000 euro al mese, sè fatto subito assegnarequalche incarico: prima consigliere damministrazione di Acquirente unico Spa,poi vicepresidente del Gse (Gestore dei servizi energetici) e nel frattempo 31
  32. 32. SANGUISUGHE - Mario Giordanoanche coordinatore della segreteria tecnica per la programmazione dellapolitica economica del governo. Due pensioni più due poltrone: a 75 anni è unbel modo per sentirsi giovani, no? Del resto si sa: ci sono persone cheinvecchiando diventano inappetenti. E altre, invece, che diventano ingorde.Alla faccia del contributivo (DAntoni, Mastella & C.)E adesso sentite questa: Sergio DAntoni, deputato del Partito democratico,vicepresidente della commissione Finanze, già sindacalista favorevole ai rigorisulla previdenza (altrui), prende una pensione Inpdap di 5233 euro netti almese (103.148 lordi lanno) in quanto ex docente universitario. Il vitalizio,naturalmente, si va a sommare allindennità parlamentare.Sono sicuro che nel leggere le precedenti righe alcuni di voi avranno fatto unsalto sulla sedia: docente universitario? DAntoni? Davvero? E quando è salitoin cattedra? Nella sua biografia ufficiale lex numero uno della Cisl glissa viarapidamente dicendo testualmente: «Mi sono impegnato per il rinnovamentodella società e delle istituzioni, prima nei movimenti studenteschi, e poi nellaprofessione di ricercatore di diritto del lavoro. Contemporaneamente hoiniziato lattività sindacale nelle file della Cisl, ricoprendo tutti i ruoli fino allasegreteria generale... ». Tutto qui? Nessuno mette in dubbio limpegno diDAntoni per il rinnovamento nella professione di ricercatore, per carità, manon si può dire che la cultura accademica italiana gli sia particolarmentedebitrice. Anzi. «Facciamo appello a "Chi lha visto"» lo sfottono i Cobas «percontattare gli studenti che hanno usufruito dei suoi insegnamenti...»Eppure pensate: Sergio DAntoni, il sindacalista con la cravatta di Marinella egli abiti di Brioni, il parlamentare che cambia schieramenti come se fossero T-shirt e che in media siscrive a un partito diverso ogni due anni (dal 2000 al2010 ne ha frequentati cinque: Democrazia europea, Udc alleato con ilcentrodestra, Margherita, Ulivo e Pd), ebbene questo glorioso epigono dellaDemocrazia cristiana ha iniziato a percepire la pensione il 1° aprile 2001, cioèquando aveva 55 anni. Ma il bello è che la pensione viene liquidata sulla basedi (udite bene) 40 anni di servizio. 40 anni di servizio? A 55 anni? E dunque 32
  33. 33. SANGUISUGHE - Mario GiordanoDAntoni era in università a 15 anni? E faceva già il docente? Possibile? Forsesiamo di fronte a un genio precoce della scienza giuridica e non ce ne siamomai accorti?Si badi bene: lo scandalo qui non sono solo i 5233 euro netti di pensioneInpdap (che pure non sono pochi per un ex sindacalista che ha sostenuto lanecessità di tagliare le pensioni dei lavoratori) e nemmeno il fatto che essivadano a sommarsi senza colpo ferire allindennità parlamentare. Lo scandaloè il modo in cui matura quella rendita, legittima per carità, ma fondata su unprivilegio: la pensione, infatti, scatta a prescindere dai versamenti allenteprevidenziale. E allora qualcuno sa spiegare perché chi ha approvato unariforma che si fonda (giustamente) sul principio contributivo si può poiinfischiare bellamente dei contributi suoi?Ma non vorremmo infierire su DAntoni: in fondo non è il solo a utilizzare ilsuperbenefit previdenziale. Tuttaltro: sono in molti fra i politici ad aver dirittoa una pensione per una professione che di fatto non hanno mai esercitato ohanno esercitato pochissimo. Qualcuno, come Scalfaro o Andreotti, labbiamogià incontrato nelle pagine precedenti. Volete un altro esempio? Ecco qui:Carlo Vizzini. Figlio di Casimiro, esponente storico del Psdi, più volte ministronei governi pentapartito e passato poi nelle file di Forza Italia e quindi delPopolo delle Libertà, il senatore Vizzini è entrato in Parlamento nel 1976,quando aveva 29 anni, e da allora praticamente non è mai uscito. Eppure dal1994, cioè da quando aveva solo 47 anni, prende lassegno Inpdap daprofessore universitario. Stessa facoltà di DAntoni, evidentemente.E Vincenzo Scotti? Lui avrebbe diritto addirittura a due pensioni, ma quella dadeputato lha sospesa quando è diventato sottosegretario nel governoBerlusconi, optando per lo stipendio governativo (4447 euro comesottosegretario più 11.269 come indennità sostitutiva per i sottosegretari chenon sono parlamentari). Continua a scorrere, invece, la pensione di dirigenteindustriale. E anche per lui vale lo stesso interrogativo: questuomo, che sta inParlamento dal 1968 e in politica da sempre, trasversale, poliedrico, Ercolinosempre in piedi, impegnato a passare da una corrente allaltra, da un gruppo 33
  34. 34. SANGUISUGHE - Mario Giordanoallaltro, fino a guadagnarsi il dondolante nome di «Tarzan», capace dirisorgere nelle forme più diverse, più volte ministro, sindaco di Napoli,capogruppo alla Camera, ebbene questuomo che da sempre si occupa atempo pieno di politica, quando diavolo hatrovato il tempo per lavorare (e fare versamenti previdenziali) come dirigenteindustriale?Mah. Viene da chiedersi perché ciò che vale per gli italiani normali non valgaper i parlamentari. I contributi, tanto per dire: perché per loro sono unoptional? Dicono che la legge sia uguale per tutti, ma in questo caso nonsembra proprio così. La legge, infatti, dice che tutti i parlamentari che, prima diessere eletti alle Camere, avevano un lavoro dipendente non solo conservano ilposto in aspettativa, ma hanno diritto anche ai versamenti figurativi per lapensione. Basta che ci mettano il 9 per cento, il resto è pagato dagli entiprevidenziali. Cioè da noi. Denaro sonante: è stato calcolato chequestoperazione, negli ultimi 36 anni, è costata agli italiani oltre 5 miliardi dieuro.Fra coloro che ne hanno beneficiato, anche Mastella. Vogliamo ricordarlo? Ilbuon Clemente ex DC, ex Ccd, ex Cdr, ex Udr, ex Udeur e ora eurodeputato Pdl,ministro del Lavoro con Berlusconi, poi ministro della Giustizia con Prodi, poi dinuovo con Berlusconi, luomo di Ceppaloni e della piscina a forma di cozza, delfolklore al sapor di torroncini e mozzarelle, ebbene egli unisce alla indennità diBruxelles una pensione da giornalista, che incassa dal 2000, cioè da quandoaveva appena 53 anni, pur avendo svolto la professione per appena 397 giorni.397 giorni di lavoro, 10 annidi pensione: non male no? Bisogna dire che Mastella, negli ultimi tempi, hasubito molte ingiustizie da parte di magistrati ed ex alleati, è stato spessoaccusato indebitamente, assediato vergognosamente, contro di lui e i suoifamiliari si sono accaniti un po tutti, trasformandolo in un simbolo delmalcostume, bersaglio fin troppo facile della polemica e dello sberleffo. Però,se non altro, si può consolare: almeno la previdenza con lui è stata Clemente. 34
  35. 35. SANGUISUGHE - Mario GiordanoCumulate, cumulate, qualcosa resterà (da Marini a Buttiglione)Sintende che di limitazioni al cumulo, per i politici, non ne esistono. Lexpresidente del Senato, Franco Marini, ininterrottamente parlamentare dal1992, per esempio, ha sempre aggiunto alla cospicua indennità una pensioneInps di circa 2500 euro, che gli piove in tasca dal 1991, da quando, cioè, avevaappena 57 anni. Anche lui, come Cossutta, ha usufruito dei mirabolantibenefici della legge Mosca.Altri, invece, percepiscono pensioni che sono frutto non di una regalia, ma delloro reale lavoro. Ca va sans dire che gli assegni vanno a sommarsi senzanessuna decurtazione allindennità che percepiscono in quanto parlamentari(11.793 euro): stiamo parlando, per esempio, del ministro Renato Brunetta(3004 euro netti al mese dallInpdap più indennità più stipendio da ministro di3746 euro lordi), dellonorevole Giuseppe Fioroni (1218 netti più indennità),dellesperto di pensioni Giuliano Cazzola (6385 netti più indennità) e anchedellex ministro Claudio Scajola (2625 netti più indennità). A proposito: aquestultimo il vitalizio non glielavranno mica dato a sua insaputa, come lafamosa casa?Il filosofo Rocco Buttiglione è andato in pensione nel 2007 a soli 59 anni: daallora lassegno previdenziale continua a scorrere (3258 euro netti al mese),mentre lui continua a farsi eleggere in Parlamento. Vitalizio&indennità: non èforse una buona filosofia? E se dallo studio del pensiero passiamo alla cura delcorpo, la situazione non cambia: il professor Girolamo Sirchia, primario delPoliclinico di Milano, tanto per dire, ottenne lagognato assegno mensiledellInpdap (6187 euro netti al mese) nellottobre 2001, proprio pochi mesidopo essere diventato ministro. Naturalmente unì le due entrate senza batterciglio.Una pensione Inpdap spetta anche a Umberto Veronesi, grande medico eoncologo, studioso e ricercatore, Cavaliere di Gran Croce e benemerito dellaRepubblica, eletto senatore nelle file del Pd nel 2008 e poi nominatopresidente dellAgenzia per il nucleare. Veronesi, dalle dichiarazioni dei redditi 35
  36. 36. SANGUISUGHE - Mario Giordanodel 2009, risulta uno dei più ricchi del Parlamento: guadagna 1.678.554 eurolanno (unmilioneseicentosettantottomilacinquecentocinquantaquattro), cioè140.000 al mese, cioè 4600 al giorno. A contribuire al raggiungimento dellaragguardevole cifra anche una pensione Inpdap di 2820 euro netti al mese, cuiha diritto dal 2 maggio 1994. Una goccia, si capisce, nel torrente impetuoso delsuo reddito totale. Ma una goccia non del tutto insignificante, verrebbe dadire, soprattutto se confrontata alla media delle pensioni italiane...Le pensioni dei parlamentari/1 (da Toni Negri a Claudio Magris)E poi esistono le pensioni parlamentari vere e proprie, quelle che si intascanonon in virtù di una professione (anche se mai esercitata), ma in virtù diunattività parlamentare (anche se mai svolta). Bella soddisfazione, no?Abbiamo aperto il capitolo con il caso dei tre ex radicali che si sono assicurati lavecchiaia stipendiata grazie a un solo giorno di presenza alle Camere, nonvorremmo si dimenticasse che tra i massimi beneficiari (con il minimo sforzo)delle onorevoli pensioni cè pure lui, il professor Toni Negri, il cattivo maestrodellAutonomia, luomo che allevò generazioni di potenziali terroristi e mandòcentinaia di ragazzi allo sbaraglio, condannato per associazione sovversiva einsurrezione armata contro i poteri dello Stato, quello che diceva «sento ilcalore della comunità operaia ogni volta che mi calo il passamontagna...».Ebbene dal 1993, cioè da quando ha compiuto 60 anni, Toni Negri incassa dalloStato italiano che voleva sovvertire un assegno da 3108 euro al mese, il triplodella pensione media che lInps paga a un operaio. La differenza è che loperaioper guadagnare quella miseria deve lavorare una vita, al professor Negri invecesono bastati 64 giorni da deputato. Sessanta quattro giorni in cui, si badi bene,furono convocate 9 sedute. Nove sedute, 3108 euro al mese di vitalizio. Che nedice, maestro (cattivo)? Forse, dopo 18 anni di pensione parlamentare, ilpassamontagna è bene calarselo di nuovo. Per nascondere la faccia di tolla,però.Toni Negri entrò a Montecitorio il 12 luglio 1983. Lo avevano candidato iradicali per sottrarlo al carcere in cui era rinchiuso dal 7 aprile 1979, con unavalanga di accuse legate al terrorismo rosso. Appena eletto fuggì a Parigi. In 36
  37. 37. SANGUISUGHE - Mario Giordanopratica, ha usato la Camera come un taxi per evadere, facendosi beffe di tutti.Del suo breve periodo parlamentare si ricordano gli schiamazzi con cui fuaccolto in aula, la richiesta di un giurì donore contro un deputato che lavevaoffeso (anima santa! il giurì donore!) e una proposta di legge per favorire lalibertà provvisoria (norma ad personam? o semplicemente un annuncio difuga?). Niente di più. Dalla Francia continuò poi a rilasciare interviste saccenti egiudizi pesanti, denunciando i vizi delleconomia capitalistica e dello Statoitaliano. Lo stesso Stato che da 18 anni, con un moto di insano masochismo,continua a pagargli 3108 euro al mese di pensione.Vi sembra uno scandalo? Vabbè, non è lunico. Il 26 novembre 2011, quandocompirà i 60 anni, comincerà a incassare il vitalizio da parlamentare ancheCicciolina, che abbellì Montecitorio con il suo rossetto e i suoi vestiti luccicantiper quasi 5 anni, dal giugno 1987 allaprile 1992, sempre come gentile cadeauistituzionale dei radicali. Irene Pivetti, invece, dovrà aspettare il 2013, quandocompirà 50 anni. Prenderà 6203 euro. Ma almeno si può dire che lexpresidente della Camera leghista un segno e un ricordo in Parlamento li halasciati: qualcuno ricorda, invece, le gesta parlamentari di Alberto Asor Rosa? Ilprofessor palindromo, capace di dare lezioni di moralità a tutti, luomo chesdottoreggia dei mali dellOccidente e sogna lalba di un mondo nuovo, passòsenza lasciare traccia nel Parlamento italiano fra il 13 giugno 1979 e il 25novembre 1980, 519 giorni in totale. Ebbene, per ringraziarlo di questo servigiogli versiamo ogni mese 3108 euro. Stessa cifra incassano mensilmente pure ilregista Pasquale Squitieri (senatore di An per due anni, dal 1994 al 1996), lagiornalista Rossana Rossanda (deputata dal 1963 al 1968), il cantautore GinoPaoli, lambientalista senza sapone Fulco Pratesi, i giornalisti Enzo Bettiza eSandra Bonsanti, e gli intellettuali Alberto Arbasino e Claudio Magris. Semprepronto, questultimo, a raccontarci le meraviglie della cultura mitteleuropea.Ma latino fino in fondo quando si tratta di intascare...E se 3108 euro vi sembrano pochi, be, non preoccupatevi: lo Stato italiano saanche essere più generoso con coloro che lavorano (si fa sempre per dire) nelleistituzioni. Ciriaco De Mita, per esempio, prende 9363 euro al mese, come 37
  38. 38. SANGUISUGHE - Mario Giordanoanche Paolo Cirino Pomicino e Sergio Mattarella, come lex ministro re delletasse Vincenzo Visco e Gerardo Bianco, notabile democristiano, che per altroha trovato pure il modo di lamentarsi: «Un dirigente dazienda prenderebbe dipiù» ha dichiarato infatti a «Panorama». Forse: ma un dirigente che guidasselazienda come loro hanno guidato lItalia sarebbe pure stato licenziato datempo... Gli ex senatori, per giunta, riescono anche a strappare qualchecentinaia di euro in più degli ex onorevoli: si mettono in tasca 9604 euro almese Alfredo Biondi e Valerio Zanone, ex liberali sbarcati uno nel centrodestrae laltro nel centrosinistra, ma sempre uniti dal minimo comune vitalizio; e lastessa cifra va anche allex repubblicano Antonio Del Pennino, come a GavinoAngius e a Francesco DOnofrio.Ma non è tutto. Al pari di ogni lavoratore (con rispetto parlando), anche iparlamentari quando cessano dal mandato prendono la liquidazione, che quiviene chiamata, come abbiamo già avuto modo di dire, «assegno disolidarietà» (solidarietà con chi? per cosa?). Essendo calcolato sulla basedellindennità e degli anni di mandato, questo bonus è piuttosto sostanzioso:nel 2008, per dire, lex Udc Angelo Sanza ha incassato 337.000 euro, LucianoViolante 271.000, Clemente Mastella 307.000, Alfredo Biondi 278.000,Francesco DOnofrio 240.000. Il recordman della liquidazione, labbiamo giàcitato, è il compagno Cossutta (345.000 euro cash e poi una pensione da 9604euro al mese). Quello che non avevamo ancora detto è che la famiglia Cossuttavanta anche unaltra pensione parlamentare: la figlia di Armando, Maura,infatti prende 4725 euro al mese per aver trascorso 5 anni da deputata. Chesacrifici tocca fare in nome del comunismo.Le pensioni dei parlamentari/2(da Guido Rossi a Luciano Benetton)Però, ecco, insomma, bisogna dirlo: la pensione dei parlamentari non guarda infaccia nessuno. Per dire: se uno in Parlamento ha fatto appena una capatina?Gliela diamo lo stesso. E se è straricco? Pure. Si capisce, è chiaro: i privilegidevono essere uguali per tutti. Prendete Guido Rossi. Avete presente il 38
  39. 39. SANGUISUGHE - Mario Giordanocommercialista di grido, luomo che riuscì a farsi pagare 23 miliardi di vecchielire per una sola parcella, quello che chiamano ogni volta che cè un problemada risolvere in Italia, dalla Telecom alla Federcalcio (ricompensandolo sempreprofumatamente)? Ebbene, proprio lui: ogni mese incassa i suoi bravi 3108euro per il suo antico, breve e piuttosto insignificante passaggio in Parlamento.E dire che il grande commercialista le pensioni sembra preferisca gestirsele dasé, tanto che negli anni scorsi ha citato in giudizio la Cassa forense per avereindietro tutti i contributi versati come avvocato. La Cassazione nel 2003 gli hadato ragione: la Cassa forense è stata costretta a rimborsargli parecchi denari,salvo poi cambiare le regole per evitare che altri avvocati lo imitasseromandando in crisi lintero sistema.Ma come mai Guido super-Rossi, luomo dalle parcelle miliardarie, quello chebene conosce il valore dei soldi, vuole indietro i contributi dalla Cassa forensementre dal Parlamento preferisce incassare regolarmente il vitalizio mensile?Ci sarà una ragione? Ma certo: la ragione è che il vitalizio dei parlamentari nonè affatto proporzionato ai contributi versati. È una specie di regalia, un gentileomaggio a spese della collettività. Se si facesse rimborsare i contributi versatida parlamentare, come ha fatto da avvocato con la Cassa forense, a GuidoRossi resterebbero pochi spiccioli. Lonorevole vitalizio invece è come ildiamante: dura per sempre...Certo, anche quella è una briciola rispetto ai suoi abituali compensi. Ma perchérinunciarvi? In effetti fa una certa impressione leggere lelenco dei super-ricchiche sintascano regolarmente la pensione da Palazzo Madama e Montecitorio:dallimprenditore Luciano Benetton (3108 euro) allimprenditore FrancescoMerloni (9947), passando per il fiscalista Augusto Fantozzi (3108) fino allex topbanker di Lehman Brothers Mario DUrso (3108). Nessuno di loro che abbia maipubblicamente rinunciato al denaro pubblico. Del resto anche Susanna Agnellifino alla sua morte si fece accreditare, senza batter ciglio, il vitalizio da 8455euro al mese.Continua a incassare anche il fondatore della «Repubblica» Eugenio Scalfari(3108 euro al mese pure lui), che può così unire la rendita parlamentare ai 39
  40. 40. SANGUISUGHE - Mario Giordanoproventi della sua lunga, ricca e fortunata attività giornalistica. Prende 4725euro al mese Vittorio Cecchi Gori, produttore cinematografico assai noto, giàpresidente della Fiorentina ed ex di Valeria Marini, senatore del Ppi fra il 1994e il 1996; 6590 euro vanno a Franco Debenedetti, che pure una volta smesso illaticlavio non se lè passata per niente male, almeno a giudicare dal suocurriculum che cita, fra gli altri, gli incarichi di consigliere damministrazione diCir, Cofide e Piaggio, un posto di prestigio nellAdvisory Board di Progetto Italiae allIride, lex municipalizzata che fa capo ai comuni di Torino e Genova. Siaggiudica ben 9947 euro al mese, invece, Giuseppe Zamberletti, ex potentedemocristiano, che comunque continua a occupare poltrone importanti (e benretribuite). Infatti è presidente della società Stretto di Messina Spa, controllatadallAnas. 6590 euro vanno allex ministro Giuliano Urbani e a Giancarlo Abete,presidente della Federcalcio; 4725 a Vito Riggio, presidente dellEnac, lentenazionale che controlla laviazione civile. E 4725 euro vanno pure al compagnobanchiere Nerio Nesi, prima socialista, quindi comunista, coinvolto nelloscandalo Bnl-Atlanta e poi ministro dei Lavori pubblici per conto di ArmandoCossutta: un uomo che è riuscito per tutta la vita a unire il rosso delle bandierecon il rosso dei bilanci. Ma solo i bilanci altrui, dal momento che i suoi, a fargli iconti in tasca, non sono mai stati men che floridi...Ha diritto a 9947 euro al mese lex ministro Franco Bassanini, che nelfrattempo è diventato anche presidente della Cassa depositi e prestiti, oltreche (tenetevi forte) membro del Supervisory Board del Fondo Marguerite, ilprimo fondo equity europeo per il finanziamento delle infrastrutture,dellenergia e dellambiente, e presidente dellInvestment Board del FondoInfraMed, fondo equity per gli investimenti in infrastrutture, energia eambiente nei Paesi delle sponde sud ed est del Mediterraneo, e per aggiuntaanche membro dello Steering Committee del Long Term Investors Club. (Manon era quello che si era battuto per la semplificazione? Meriterebbe una tassasolo per la cumulativa complessità delle sue cariche...)Del resto, si sa, di limitazioni per la pensione da parlamentari ce ne sonopoche. Nel 2007, sotto la spinta dellindignazione popolare, è stato introdotto 40
  41. 41. SANGUISUGHE - Mario Giordanoun divieto di cumulo per chi assume incarichi pubblici (ma solo dopo il 1°gennaio 2008). Di altre penalizzazioni, nemmeno lombra. Nessun ostacolo,dunque, per gli assegni destinati a Giancarlo Cito, ex missino, ex sindaco diTaranto, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, enemmeno per Gian Mauro Borsano, ex deputato socialista ed ex presidente delTorino Calcio, cui sono bastati 600 giorni in Parlamento per assicurarsi i 3108euro al mese, nonostante le accuse di bancarotta e falso in bilancio.Seicento giorni, daltra parte, con tutto quello che abbiamo visto nonsembrano nemmeno pochi: Paolo Prodi, fratello di Romano, riesce a prenderela pensione con appena 4 mesi e 5 giorni da deputato. Lex sindaco di Ancona,il liberale Alfredo Trifogli, è riuscito a far di meglio: è stato in Parlamentoesattamente 3 anni e 10 giorni, ma prende la pensione come se ci fosse stato10 anni. Il primo mandato (1976-1979) si interruppe a metà, il secondo fulampo: Trifogli subentrò a un suo collega deceduto quando la legislatura (1987)era già scaduta, restò in carica 10 giorni ma tanto bastò per far scattare 5 annidi anzianità. Un colpaccio: oggi prende 4725 euro al mese, quasi 1500 europer ogni anno da onorevole...Conveniente, no? Lo notò anche il banchiere varesino Giovanni Valcavi, unoche di soldi se ne intendeva, uomo del profondo Nord che però seppe subitointegrarsi alla perfezione nei meccanismi di Roma ladrona. Gli bastò infatti unaprestazione da Kim Basinger (nove settimane e mezzo in Parlamento) perricevere per 18 anni, cioè dallaprile 1992 fino allaprile 2010, quando è morto,3108 euro al mese. Nel frattempo continuava a fare il presidente della Banca diLuino e Varese, oltre che mille altre attività. «Oh signur, ma lei ha idea diquanto ho lavorato in quelle nove settimane al Parlamento?» disse Valcavi aGian Antonio Stella. «Ho fatto un sacco di disegni di legge, di interrogazioni, diriunioni, di viaggi allestero. Non stavo mica a guardare per aria.» Ma unarendita di 3108 euro per 68 giorni di presenza è un bel guadagno anche per unbanchiere... «Ho dato tanto a questo Paese. Tanto.» Capito? Lui ha dato tanto.E il Paese lha ricompensato regalandogli, in 18 anni, circa 600.000 euro cashper nove settimane e mezzo di (duro) lavoro. 41
  42. 42. SANGUISUGHE - Mario GiordanoLe baby pensioni dei parlamentari (da Gambale a Sgarbi)Il recordman assoluto è Giuseppe Gambale: ha ottenuto la pensione daparlamentare nel 2006 quando aveva appena 42 anni. Ma sì, avete capitobene: 42 anni e la ricca pensione (8455 euro al mese) gli scorreva già nelletasche. Per non sentirsi troppo out, il giovincello pensionato pensò bene difarsi dare subito un incarico da assessore al Comune dì Napoli, chenaturalmente cumulò con il vitalizio. «Non ho tolto niente a nessuno e nonsono disposto a rinunciarvi» rispose piccato all«Espresso» che provò a fargli lepulci. «Il vitalizio è frutto di quello che ho versato negli anni. Come se avessistipulato una polizza privata. Quanto alla mia giovane età, dovè lo scandalo?Vuol dire che ho iniziato a lavorare presto...»Il termine «lavorare», sintende, va preso con le molle, se non altro per rispettodi chi lavora davvero. Ma è sui contributi, soprattutto, che si possono sollevareparecchi dubbi: Gian Antonio Stella ha calcolato che lonorevole giovanotto,per avere quella rendita, ha versato nel corso di quattro legislature 220.000euro. In 26 mesi da pensionato li ha riavuti tutti indietro. E dopo? Dopo, cioèdal 2008, lonorevole «dovè lo scandalo» Gambale viene mantenuto dai soldidei contribuenti. Siccome a tuttoggi ha appena 46 anni, se avrà la fortuna divivere quanto un italiano medio (auguri!), arriverà a incassare alla fine dellasua esistenza la bellezza di 3.855.000 euro, quasi 4 milioni di euro, cioè 17volte più di quanto versato. E poi parla di polizza privata... Ma quale polizzaprivata potrebbe stipulare un contratto tanto sciagurato?Nessuna, è chiaro. Ma ai baby privilegiati del Palazzo questo non interessa. Ecosì mentre in tutta Europa si discute di alzare letà pensionabile, mentre per icomuni cittadini si profilano allorizzonte vecchiaie di lavoro, al tornio e allascrivania, loro prosperano felici con i maxiassegni maturati in verde età.Vittorio Sgarbi, per dire, prende 8455 euro da quando aveva 54 anni, lexministro socialista Claudio Martelli da quando ne aveva 51 e Marco Taradashda quando ne aveva 57. Lex deputato dellUlivo Gloria Buffo prende 6200 euroda quando aveva 54 anni, Mauro Fabris dellUdeur 6200 euro da quando neaveva 51, lex segretario della Fgci Marco Fumagalli da quando ne aveva 55, 42
  43. 43. SANGUISUGHE - Mario GiordanoEnrico Boselli 7959 da quando ne aveva 51 e Pietro Folena 8836 da quando neaveva 50. Anche Veltroni prese la baby pensione da deputato a soli 49 anni:9000 euro al mese che sommò fra il 2004 e il 2008 con lindennità di sindaco diRoma: «Ho provato a rifiutarlo, ma non ci sono riuscito perché leventualitànon è prevista dal regolamento» dichiarò all«Espresso», che si premurò dichiosare: «Allora ha deciso di distribuirlo in beneficenza alle popolazioniafricane». Dal 2008 è stato rieletto in Parlamento e, dunque, il vitalizio èsospeso. Chissà se le popolazioni africane ne stanno soffrendo.Va detto che qualche intervento per limitare lo scandalo, negli ultimi tempi, èstato fatto. Il primo a provarci fu Violante, nel 1997: stabilì che a partire dallalegislatura seguente, cioè dal 2001, il diritto alla pensione sarebbe scattato a65 anni, come per ogni lavoratore di questo Paese. Bellenunciato, ottimi titolisui giornali, perfetto per una passerella in Tv: ma il regolamento di attuazionedi quella norma conteneva tutti i cavilli necessari a far sì che essa fosseimmediatamente aggirata. In effetti il meccanismo realizzato permette diabbattere la soglia dei 65: il limite scende di un anno per ogni anno di mandatooltre il quinto (per i parlamentari con 6 anni di attività alle spalle si fissa a 64,per quelli con 7 anni a 63, per quelli con 10 anni a 60). Inoltre si applica solo acoloro che sono stati eletti dopo il 2001. Per gli eletti prima del 2001continuano a valere le antiche e scandalose regole, compresa quella per cuicon 20 anni di contributi si può andare in pensione a qualsiasi età.Come si dice? Fatta la legge, trovato linganno. Anche perché chi fa la legge hatutto linteresse a che ci sia linganno. Salvo poi strombazzare misure piùsevere. Unulteriore stretta, in pieno clima anticasta, è stata annunciata anchenel 2007: non si matura più il diritto alla pensione se non si sono fatti almeno 5anni di mandato (solo quattro e mezzo per i senatori, chissà perché), divieto dicumulo con incarichi pubblici assunti dopo il 1° gennaio 2008, aliquote piùrestrittive per il calcolo del vitalizio (non più fino all80 per cento, ma fra il 20 eil 60 per cento dello stipendio). Basta con i privilegi, Arrivano i tagli, Strettasulle pensioni dei parlamentari titolarono allora i giornali. Ma davvero è statocosì? Nel 2008, dopo tutto questo gran parlare di severità, lonorevole di Forza 43
  44. 44. SANGUISUGHE - Mario GiordanoItalia Antonio Martusciello, classe 1962, matura il diritto alla pensione daparlamentare (7959 euro) alletà di 46 anni (vi ha rinunciato nel settembre2010 per lo stipendio da commissario Agcom, pari a 33.177 euro al mese). RinoPiscitelli (7959 euro anche lui) alletà di 47 anni. Alfonso Pecoraro Scanio (8836euro) alletà di 49 anni. «Mi rendo conto che il vitalizio è un privilegio» hadichiarato questultimo a «Panorama». «Lo utilizzerò per sostenere ilvolontariato ambientale.» Sì, il volontariato ambientale: come salvaguardare iprivilegi in via destinzione. Le regole restrittive, in effetti, continuano a nonapplicarsi a chi è stato eletto prima del 2008. E dunque il Bengodi prosegue: aconti fatti, solo alla fine dellultima tornata elettorale, stando a quantopubblicato da «Panorama», hanno maturato il diritto alla pensione 3 deputatisotto i 50 anni (i citati Martusciello, Piscitello, Pecoraro Scanio), 4 deputati di50 anni (fra cui lex segretario del Prc Franco Giordano, cui vanno 6203 euro almese) e ben 15 deputati sotto i 60 anni (fra cui Oliviero Diliberto ed EnricoBoselli, entrambi 51 anni). A questi va aggiunta almeno una dozzina di senatori,fra cui il leghista Dario Galli, 51 anni, che è poi diventato presidente dellaProvincia di Varese, cumulando i due redditi (unica noia: la retribuzione dapresidente della Provincia ha subito una leggera decurtazione, da 6500 a 4800euro, ma in compenso Galli è entrato anche nel consiglio damministrazione diFinmeccanica), il verde Edo Ronchi, 58 anni, e il democratico Willer Bordon,quello che andava in giro dicendo che voleva uscire dalla casta. Perfetto, no?Un assegno da 9604 euro, il massimo del vitalizio senatoriale, a 59 anni: un belmodo per uscire dalla casta, non trovate?Le pensioni dei parlamentari costano 204 milioni di euroIl costo della generosità nei confronti di deputati e senatori non è irrilevante: ilParlamento in un anno prende dalle tasche degli italiani 204 milioni di euro(dati dellultimo bilancio disponibile) per garantire lassegno mensile a circaduemila ex onorevoli membri. I conti sono presto fatti: la Camera in un annospende per pagare le pensioni ai parlamentari 138 milioni di euro, il Senato 81,in totale sono 219 milioni di euro. Quanti di questi arrivano dai contributiversati dai parlamentari? Una frazione davvero infinitesimale: Montecitorio 44

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