Il Sistema Pubblico Della Prevenzione
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  • 1. IL SISTEMA PUBBLICO DELLA PREVENZIONE
    • VIGILANZA E CONTROLLO
    • IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • LE OMOLOGAZIONI
    • LE VERIFICHE PERIODICHE
    • Dott. Salvatore Virgadauro
    • Tecnico della Prevenzione Coordinatore in Ambienti di Vita e di Lavoro
    • Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro
    • Azienda Unità Sanitaria Locale N° 2 di Caltanissetta
  • 2. La sicurezza sul lavoro è oggi, più di ieri, tema vivo e scottante perché le nuove tecniche di produzione e di ingegneria industriale e delle costruzioni incidono sempre più sulle modalità di esecuzione di ogni attività lavorativa moltiplicando quindi il rischio ed il pregiudizio per l’integrità sia morale ma soprattutto fisica del lavoratore.
  • 3. Ciò comporta un maggiore e particolare impegno dei datori di lavoro, ai quali è posto l’obbligo del rispetto dell’articolo 41 della Costituzione Italiana e dell’articolo 2087 del Codice Civile, i quali dispongono di garantire l’integrità fisica dei lavoratori, tenendo conto della migliore tecnologia applicabile e di tutto ciò che può essere fatto per evitare potenziali infortuni.
  • 4. Lo Stato in considerazione della rilevanza sociale delle conseguenze degli infortuni e delle malattie professionali, sin dall’inizio dell’era industriale è intervenuto per cercare di limitare il fenomeno infortunistico nei luoghi di vita e di lavoro attraverso l’intervento delle strutture pubbliche.
  • 5.
    • Lo Stato è intervenuto:
    • in via normativa , emanando leggi e decreti;
    • in via preventiva , prevedendo per macchine ed impianti pericolosi la necessità di effettuare collaudo;
    • con la vigilanza , attraverso ispezioni e controlli sui luoghi di lavoro;
    • in via repressiva prevedendo sanzioni penali;
    • con la tutela sanitaria dei lavoratori che sono stati oggetto di infortuni o hanno contratto una malattia professionale.
  • 6. Al fine di promuovere la prevenzione contro gli infortuni e le malattie professionali, già dagli anni ’50 erano vigenti delle norme di prevenzione per la tutela della sicurezza e per la salute dei lavoratori, quali: il D. P. R. 547 del 1955 il D. P. R. 303 del 1956 il D. P. R. 164 del 1956
  • 7.
    • Per quanto attiene ai controlli su impianti e macchine le norme degli anni ’50, oltre all’attività di vigilanza, avevano previsto che particolari impianti e macchine che potevano determinare significative condizioni di rischio per gli addetti, dovessero essere soggette prima del loro utilizzo a collaudo o prima verifica da parte di organismi pubblici e inoltre che, periodicamente, queste attrezzature dovessero essere soggette a verifica periodica al fine di controllare nel tempo la persistenza delle condizioni di sicurezza
  • 8.
    • Tale normativa ha subito, nel corso degli anni modificazioni
    • Ma molti degli incidenti sul lavoro, in particolare in fabbrica e nell’edilizia, furono causati dalla mancata applicazione delle leggi stesse.
  • 9. Per fronteggiare tale problema si è reso necessario un continuo aggiornamento delle normative in materia di sicurezza, per ridurre il fenomeno e tutelare maggiormente i lavoratori. Purtroppo, il fenomeno delle cosiddette “morti bianche” e degli infortuni sul lavoro è sempre, ed ancor più negli ultimi anni, in primo piano nella cronaca italiana.
  • 10. Dall’analisi degli eventi infortunistici emerge che è di prioritaria importanza occuparsi della informazione e la formazione dei lavoratori e della crescita culturale di tutti i soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza e la salute degli stessi lavoratori.
  • 11. Decreto Legislativo n. 626 del 19 settembre 1994 Miglioramento della salute e della sicurezza dei lavoratori Le Direttive Europee nel Decreto Legislativo 626
  • 12. Gli obiettivi del decreto erano rivolti ad eliminare o ridurre i rischi da lavoro e ad impedire il verificarsi di infortuni e malattie professionali. Il decreto individuava una procedura di prevenzione, da attuarsi in tutte le Aziende con riferimento a tutti gli ambienti in cui si svolgono attività lavorative, compresi quelli all'aperto o esterni all'Azienda. Decreto Legislativo 626
  • 13. Il sistema previsto dalle Direttive Europee recepite con il D. Lgs. 626/94 si attuava attraverso un articolato sistema relazionale: partecipazione attiva e collaborazione di tutti i soggetti coinvolti nell’ambiente di lavoro
  • 14.
    • Datore di Lavoro
    • Dirigenti e Preposti
    • Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione
    • Medico Competente
    • Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
    • Tutti i lavoratori
    • Questi hanno precise competenze, responsabilità e svolgono ruoli specifici in merito alla vigilanza ed il controllo in materia di prevenzione per la salute e sicurezza da adottare nei luoghi di lavoro.
    Soggetti della Sicurezza
  • 15. Sicurezza OGGETTIVA Sicurezza SOGGETTIVA DALL’ADEGUAMENTO DELLE MACCHINE E IMPIANTI ALLA FORMAZIONE DELLE PERSONE Decreto Legislativo 626
  • 16.
    • Il sistema innovativo del
    • D. Lgs. 626/94
    • oggi è integralmente inserito nel nuovo
    • Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n°81
    • IL TESTO UNICO DELLE NORME DI SALUTE E SICUREZZA
    • DEI LAVORATORI
    • SUL LAVORO
  • 17. VIGILANZA E CONTROLLO
    • Il rispetto della normativa in materia di igiene e sicurezza del lavoro, per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali negli ambienti di lavoro è garantito:
    • dal controllo degli organismi interni all’attività lavorativa;
    • dagli interventi ispettivi delle strutture pubbliche preposte alla vigilanza.
  • 18. VIGILANZA E CONTROLLO
    • Ag li organi di controllo interno aziendale è riservato :
    • Il primo livello di prevenzione.
    • Agli organi di vigilanza pubblici spettano:
    • le verifiche per il rispetto delle norme antinfortunistiche;
    • l’adozione degli eventuali provvedimenti sanzionatori;
    • gli accertamenti a seguito di incidenti sul lavoro.
  • 19.
    • VIGILANZA E CONTROLLO
    • Gli organi di controllo interno sono:
    • Il datore di lavoro, i dirigenti, i preposti e alle nuove figure specificatamente addette a questa funzioni previste dal recepimento delle direttive comunitarie, e cioè al RSPP, al RLS, al medico competente e agli addetti alla gestione delle emergenze
    •  
  • 20. VIGILANZA E CONTROLO
    • ORGANI DI VIGILANZA
    • La vigilanza intesa come funzione di esame e verifica dei corretti comportamenti aziendali è un compito istituzionalmente riservato ad organi con funzioni pubbliche.
    • Per quanto previsto dal nuovo
    • D. Lgs. 81/08, all’art. 13 comma 4
    • la vigilanza è esercitata nel rispetto del coordinamento di cui agli articoli 5 e 7 dello stesso decreto.
  • 21. VIGILANZA E CONTROLLO
    • Il Titolo I Capo II del D. Lgs. 81/08, all’articolo 5 prevede l’istituzione, presso il Ministero della salute, del Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro…….
    • Al Comitato partecipano, con funzione consultiva, un rappresentante dell’INAIL, uno dell’ISPESL e uno dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA).
  • 22. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 5 comma 2
    • Il comitato ha il compito di:
    • a) stabilire le linee comuni delle politiche nazionali in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
    • b) individuare obiettivi e programmi dell’azione pubblica di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori;
    • c) definire la programmazione annuale in ordine ai settori prioritari di intervento dell’azione di vigilanza, i piani di attività e i progetti operativi a livello nazionale, tenendo conto delle indicazioni provenienti dai comitati regionali di coordinamento e dai programmi di azione individuati in sede comunitaria;
  • 23. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 5 comma 2
    • Il comitato ha il compito di:
    • d) programmare il coordinamento della vigilanza a livello nazionale in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
    • e) garantire lo scambio di informazioni tra i soggetti istituzionali al fine di promuovere l’uniformità dell’applicazione della normativa vigente;
    • f) individuare le priorità della ricerca in tema di prevenzione dei rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori.
  • 24. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 5 comma 4
    • Ai fini delle definizioni degli obbiettivi di cui al comma 2, lettere a), b), e), f, le parti sociali sono consultate preventivamente.
    • Sull’attuazione delle azioni intraprese è effettuata una verifica con cadenza almeno annuale.
  • 25. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 7 - Comitati regionali di coordinamento
    • 1. Al fine di realizzare una programmazione coordinata di interventi (vigilanza), nonché uniformità degli stessi ed il necessario raccordo con il Comitato di cui all’articolo 5 e con la Commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro di cui all’articolo 6, presso ogni regione e provincia autonoma opera il comitato regionale di coordinamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 21 dicembre 2007, pubblicato nella G.U. n. 31 del 6 febbraio 2008.
  • 26. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 13 - Vigilanza
    • 1 - La vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è svolta dalla azienda sanitaria locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché per il settore minerario, ……(omissis), dal Ministero dello sviluppo economico, e per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali dalle regioni e province autonome di Trento e di Bolzano. …..(omissis)
  • 27. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 13 - Vigilanza
    • 2. Ferme restando le competenze in materia di vigilanza attribuite dalla legislazione vigente al personale ispettivo del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, lo stesso personale può esercitare l’attività di vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro nelle seguenti attività, informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell’Azienda sanitaria locale competente per territorio:
  • 28. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 13 – Vigilanza (segue c. 2)
    • a) attività nel settore delle costruzioni edili o di genio civile e più in particolare lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione e risanamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura e in cemento armato, opere stradali, ferroviarie, idrauliche, scavi, montaggio e smontaggio di elementi prefabbricati; lavori in sotterraneo e gallerie, anche comportanti l'impiego di esplosivi;
    • b) lavori mediante cassoni in aria compressa e lavori subacquei;
  • 29. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 13 – Vigilanza (segue c. 2)
    • c) ulteriori attività lavorative comportanti rischi particolarmente elevati, individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, … (omissis), adottato sentito il comitato di cui all’articolo 5 e previa intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, …(omissis), informandone preventivamente il servizio di prevenzione e sicurezza dell’Azienda sanitaria locale competente per territorio.
  • 30. VIGILANZA E CONTROLLO
    • art. 13 – Vigilanza
    • 3. In attesa del complessivo riordino delle competenze in tema di vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro, restano ferme le competenze in materia di salute e sicurezza dei lavoratori attribuite alle autorità marittime a bordo delle navi ed in ambito portuale, agli uffici di sanità aerea e marittima, alle autorità portuali ed aeroportuali, per quanto riguarda la sicurezza dei lavoratori a bordo di navi e di aeromobili ed in ambito portuale ed aeroportuale nonché ai servizi sanitari e tecnici istituiti per le Forze armate e per le Forze di polizia e per i Vigili del fuoco; ….(omissis).
  • 31. VIGILANZA E CONTROLO
    • I principali organismi attualmente preposti alla vigilanza in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro sono:
    • Azienda unità sanitaria locale
    • (dipendenti dalle regioni);
    • Direzione provinciale del lavoro
    • (dipendenti dal ministero del lavoro);
  • 32. VIGILANZA E CONTROLO
    • Ispesl
    • (dipendenti dal ministero della sanità);
    • Vigili del fuoco
    • (dipendenti dal ministero dell’interno);
    • Inail
    • (dipendenti dal ministero del lavoro);
    • Corpo delle miniere
    • (dipendenti dal ministero dell'industria);
    • Arpa
    • (dipendenti dal ministero dell'Ambiente).
  • 33. VIGILANZA E CONTROLO
    • Altri organismi con competenze specifiche e limitate sono:
    • Uffici di sanità aerea e marittima;
    • Autorità marittime, portuali ed aeroportuali;
    • Carabinieri;
    • Polizia di stato;
    • Vigili urbani.
  • 34. VIGILANZA E CONTROLO
    • Attività delle Aziende Unità Sanitarie Locali
    • Con la legge del 23 dicembre 1978, n°833, “La Riforma Sanitaria”
    • all’articolo 21 veniva stabilito che i compiti fino ad allora svolti dall’Ispettorato del lavoro in materia di prevenzione, igiene e controllo sullo stato di salute dei lavoratori, con decorrenza 1° gennaio 1980, sono stati attribuiti al S. S. N..
  • 35. VIGILANZA E CONTROLO
    • Successivamente, con l’istituzione del Dipartimento di Prevenzione ed i vari servizi ad esso afferenti, tra cui il Servizio di Medicina del Lavoro, oggi
    • Servizio di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro (S. Pr. e S. A. L.)
    • le funzioni ispettive e di controllo, esercitate in relazione all’applicazione della legislazione sulla sicurezza del lavoro, sono svolte dai Medici e dai Tecnici della Prevenzione che operano in tale Servizio, fatte salve le diverse competenze previste da altre norme, così come previsto
    • dall’articolo 13 del D. Lgs. 81/01
  • 36. VIGILANZA E CONTROLO
    • Le AUSL sono strutture operative del Servizio Sanitario Nazionale presenti a livello provinciale sul territorio.
    • Nell’ambito dell’azienda sanitaria locale, é istituita una struttura denominata dipartimento di prevenzione articolato in quattro servizi:
    • Igiene e sanità pubblica;
    • Prevenzione e sicurezza degli ambienti di lavoro (SPreSAL);
    • Igiene degli alimenti e della nutrizione;
    • Veterinari.
  • 37. VIGILANZA E CONTROLO
    • Alle AUSL sono stati attribuiti i compiti già svolti:
    • dall’Ispettorato del Lavoro in materia di prevenzione, di igiene e di controllo sullo stato di salute dei lavoratori.
    • dall’ENPI (Ente Nazionale di Prevenzione Infortuni)
    • dell’ANCC (Associazione Nazionale per il Controllo della combustione).
  • 38. VIGILANZA E CONTROLO
    • Le AUSL sono state autorizzate, inoltre, ad esercitare in nome e per conto dell'lSPESL alcune attività di verifica periodica riguardanti:
    • ascensori e montacarichi (apparecchi di sollevamento in generale);
    • generatori di calore;
    • impianti di messa a terra.
    • Oggi svolte dal S. I. A.
    • (Servizio Impiantistico Antinfortunistico)
  • 39. VIGILANZA E CONTROLO
    • I provvedimenti attualmente applicati durante l’attività ispettiva, qualora si rilevino delle violazioni alle norme di prevenzione e comunque delle situazioni di pericolo
    • sono:
    • la disposizione e
    • la prescrizione.
  • 40. LA DISPOSIZIONE
    • La disposizione, richiamata dall’articolo 10 del D. P. R. 19 marzo 1955, n°520, un tempo impartita con potere discrezionale dagli ispettori quando durante l’ispezione rilevavano contravvenzioni alle norme di prevenzione in materia di sicurezza e igiene del lavoro, dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 758/94 viene adottata per disporre quanto di fatto non è espressamente previsto dalle vigenti norme di prevenzione o quando, pur essendo previste sanzioni amministrative, occorre impartire specifici adempimenti.
  • 41. LA DISPOSIZIONE
    • La mancata osservanza della disposizione, da parte del soggetto a cui è stata impartita, comporta l’applicazione della sanzione prevista dall’articolo 11 dello stesso decreto, così come modificato dal D. Lsg. 19 dicembre 1994, n° 758
    • (Modificazioni alla disciplina sanzionatoria in materia di lavoro).
  • 42. LA DISPOSIZIONE
    • Capo I del D. Lsg. 19 dicembre 1994, n° 758
    • art. 11 - Inosservanza dei provvedimenti dell’organo di vigilanza
    • comma 1. L’art. 11 del D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520, è sostituito dal seguente:
    • «Art.11 - 1. Le inosservanze delle disposizioni
    • legittimamente impartite dagli ispettori nell’esercizio delle loro funzioni sono punite
    • con la sanzione amministrativa da lire duecentomila a lire un milione quando per
    • tali inosservanze non siano previste sanzioni
    • diverse da altre leggi.
  • 43. LA DISPOSIZIONE
    • art. 11 comma 2.
    • Si applica la pena dell’arresto fino a un mese o dell’ammenda fino a lire ottocentomila se l’inosservanza riguarda disposizioni impartite dagli ispettori del lavoro in materia di sicurezza o igiene del lavoro».
  • 44. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • Il D. Lgs. n° 81/2008, all’articolo 301 , in merito alle disposizioni in materia penale e di procedura penale, per le contravvenzioni in materia di igiene, salute e sicurezza sul lavoro, previste dallo stesso, nonché da altre disposizioni aventi forza di legge per le quali sia prevista la pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda, si applicano le disposizioni in materia di prescrizione ed estinzione del reato di cui agli articoli 20, e seguenti, del D. Lgs. 19/12/94, n° 758.
  • 45. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • Con l’entrata in vigore del sistema sanzionatorio previsto dal D. Lgs. 758/94 , ed in particolare con l’istituto della prescrizione, si apre all’orizzonte un nuovo sistema di vigilanza, molto innovativo ed aperto al confronto, affiancando alla tradizionale funzione repressiva e di controllo propria degli ispettori di vigilanza, anche un insieme di attività di prevenzione, formazione ed informazione in materia di rapporti di lavoro, i quali ispettori, non si limitano più a svolgere esclusivamente compiti di vigilanza ma anche di promozione della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori, dell’informazione e la formazione dei soggetti impegnati nella prevenzione.
  • 46. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • Capo II del D. Lsg. 19 dicembre 1994, n° 758
    • ESTINZIONE DELLE CONTRAVVENZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA E DI IGIENE DEL LAVORO
    • art. 20 - Prescrizione
    • comma 1. Allo scopo di eliminare la contravvenzione accertata, l’organo di vigilanza, nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria di cui all’art. 55 c.p.p., impartisce al contravventore un’apposita prescrizione, fissando per la regolarizzazione un termine non eccedente il periodo di tempo tecnicamente necessario.
  • 47. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • segue comma 1 art. 20 – Tale termine è prorogabile a richiesta del contravventore, per la particolare complessità o per l’oggettiva difficoltà dell’adempimento.
    • In nessun caso esso può superare i sei mesi. Tuttavia, quando specifiche circostanze
    • non imputabili al contravventore determinano
    • un ritardo nella regolarizzazione, il termine di
    • sei mesi può essere prorogato per una sola volta,
    • a richiesta del contravventore, per un tempo non superiore ad ulteriori sei mesi, con provvedimento motivato che è comunicato immediatamente al pubblico ministero.
  • 48. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 20 comma 2. Copia della prescrizione è notificata o comunicata
    • anche al rappresentante legale dell’ente
    • nell’ambito o al servizio del quale opera
    • il contravventore.
  • 49. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 20 comma 3. Con la prescrizione l’organo di vigilanza può imporre specifiche misure atte a far cessare
    • il pericolo per la sicurezza o per la salute dei
    • lavoratori durante il lavoro.
  • 50. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 20 comma 4. Resta fermo l’obbligo dell’organo di vigilanza
    • di riferire al pubblico ministero
    • la notiziadi reato
    • inerente alla contravvenzione ai sensi
    • dell’art. 347 c. p. p.
  • 51. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 21 comma 1- Verifica dell’adempimento
    • – Entro e non oltre sessanta giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione, l’organo di vigilanza
    • verifica se la violazione è stata eliminata
    • secondo le modalità e nel termine indicati dalla prescrizione.
  • 52. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 21 comma 2. Quando risulta l’adempimento alla prescrizione,
    • l’organo di vigilanza ammette il contravventore a pagare
    • in sede amministrativa,
    • nel termine di trenta giorni,
    • una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda stabilita per
    • la contravvenzione commessa.
  • 53. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • segue comma 2 - Entro centoventi
    • giorni dalla scadenza del termine fissato nella prescrizione
    • l’organo di vigilanza comunica
    • al pubblico ministero
    • l’adempimento alla prescrizione,
    • nonché l’eventuale pagamento della predetta somma .
  • 54. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art 21 comma 3. Quando risulta l’inadempimento alla
    • prescrizione, l’organo di vigilanza ne dà comunicazione al pubblico ministero e al contravventore entro novanta giorni dalla scadenza del
    • termine fissato nella prescrizione.
  • 55. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 22- Notizia di reato non pervenuta dall’organo di vigilanza – comma 1. Se il pubblico ministero prende notizia di una contravvenzione di propria iniziativa ovvero la riceve da privati o da pubblici ufficiali o incaricati di un pubblico servizio diversi dall’organo di vigilanza, ne dà immediatamente comunicazione all’organo di vigilanza per le determinazioni inerenti alla prescrizione che si renda necessaria allo scopo di eliminare la contravvenzione.
  • 56. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 22 comma 2. Nel caso previsto al comma 1, l’organo di vigilanza informa il pubblico ministero delle proprie determinazioni entro sessanta giorni dalla data in cui ha ricevuto comunicazione della notizia di reato dal pubblico ministero.
  • 57. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 23 - Sospensione del provvedimento penale –
    • comma 1. Il procedimento per la contravvenzione è sospeso dal momento dell’iscrizione della notizia di reato nel registro di cui all’art. 335
    • c. p. p. fino al momento in cui il pubblico ministero riceve una delle comunicazioni di cui all’art. 21,
    • commi 2 e 3.
  • 58. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art 23 comma 2. Nel caso previsto dall’art. 22, comma 1, il procedimento riprende il nuovo corso quando l’organo di vigilanza informa il pubblico ministero che non ritiene di dover impartire una prescrizione, e comunque alla scadenza del termine di cui all’art. 22, comma 2, se l’organo di vigilanza omette di informare il pubblico ministero delle proprie determinazioni inerenti alla prescrizione.
  • 59. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • segue comma 2 art. 23 - Qualora nel predetto termine l’organo di
    • vigilanza informi il pubblico ministero d’aver impartito una prescrizione,
    • il procedimento rimane sospeso
    • fino al termine indicato dal comma 1.
  • 60. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 23 comma 3. La sospensione del procedimento non preclude la richiesta di archiviazione.
    • Non impedisce, inoltre, l’assunzione delle prove con incidente probatorio, né gli atti urgenti di indagine preliminare,
    • né il sequestro preventivo
    • ai sensi degli artt. 321 e segg. c. p. p.
  • 61. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 24 - Estinzione del reato
    • – comma 1. La contravvenzione
    • si estingue se il contravventore adempie
    • alla prescrizione impartita dall’organo di vigilanza nel termine ivi fissato e provvede al pagamento
    • previsto dall’art. 21, comma 2.
  • 62. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 24 comma 2. Il pubblico ministero richiede l’archiviazione se la contravvenzione è estinta ai sensi
    • del comma 1.
  • 63. IL SISTEMA DELLE PRESCRIZIONI E DELLE SANZIONI
    • art. 24 comma 3. L’adempimento in un tempo superiore a quello indicato nella prescrizione, ma che comunque risulta congruo a norma dell’art. 20, comma 1, ovvero l’eliminazione delle conseguenze dannose o pericolose della contravvenzione
    • con modalità diverse da quelle indicate
    • dall’organo di vigilanza, sono valutate ai fini
    • dell’applicazione dell’art. 162 bis c. p..
    • In tal caso, la somma da versare è ridotta al quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa.
  • 64. SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI
    • L’articolo 14 c. 1 del D. Lgs. 81/08, dispone per il contrasto del lavoro irregolare e per garantire la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, ferme restando le attribuzioni del coordinatore dei lavori di cui all’articolo 92, comma 1, lettera e), che gli organi di vigilanza del M.L. e P.S., anche su segnalazione delle amministrazioni pubbliche, possono adottare provvedimenti di sospensione di una attività imprenditoriale in caso di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di prevenzione.
  • 65. SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI
    • Segue art. 14 c. 1: Le gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro sono individuate con decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale, adottato sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome. In attesa dell’adozione del citato decreto le violazioni che costituiscono presupposto per l’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, sono quelle individuate nell’allegato I del decreto.
  • 66. SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI
    • Allegato I del D. Lgs. 81/08 - Violazioni
    • Gravi violazioni ai fini dell’adozione del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale
    • Violazioni che espongono a rischi di carattere generale
    • Mancata elaborazione del documento di valutazione dei rischi;
    • Mancata formazione ed addestramento;
    • Mancata costituzione del servizio di prevenzione e protezione e nomina del relativo responsabile;
    • Mancata elaborazione del piano di sicurezza e coordinamento (PSC);
    • Mancata elaborazione piano operativo di sicurezza (POS);
    • Mancata nomina del coordinatore per la progettazione;
    • Mancata nomina del coordinatore per l’esecuzione.
  • 67. SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI
    • segue allegato I del D. Lgs. 81/08
    • Violazioni che espongono al rischio di caduta dall’alto
    • Mancato utilizzo della cintura di sicurezza;
    • Mancanza di protezioni verso il vuoto.
    • Violazioni che espongono al rischio di seppellimento
    • Mancata applicazione delle armature di sostegno, fatte salve le prescrizioni desumibili dalla relazione tecnica di consistenza del terreno.
    • Violazioni che espongono al rischio di elettrocuzione
    • Lavori in prossimità di linee elettriche;
    • Presenza di conduttori nudi in tensione;
    • Mancanza protezione contro i contatti diretti ed indiretti (impianto di terra, interruttore magnetotermico, interruttore differenziale).
  • 68. SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI
    • segue allegato I del D. Lgs. 81/08
    • Violazioni che espongono al rischio d’incendio
    • Mancanza Certificato Prevenzione Incendi per le attività soggette;
    • Mancanza mezzi estinzione incendi;
    • Violazioni che espongono al rischio d’amianto
    • Mancata notifica all’organo di vigilanza prima dell’inizio dei lavori che possono comportare il rischio di esposizione ad amianto.
  • 69. SOSPENSIONE DELLE ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI art. 14 c. 2.: I poteri e gli obblighi di cui al comma 1 spettano anche agli organi di vigilanza delle aziende sanitarie locali, con riferimento all’accertamento della reiterazione delle violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro di cui al comma 1. In materia di prevenzione incendi trovano applicazione le disposizioni di cui agli articoli 16, 19 e 20 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139.
  • 70. REVOCA DELLA SOSPENSIONE art. 14 C. 3.- Il provvedimento di sospensione può essere revocato da parte dell’organo di vigilanza che lo ha adottato. art. 14 c. 4.- È condizione per la revoca del provvedimento da parte dell’organo di vigilanza del Ministero del lavoro e della previdenza sociale di cui al comma 1: a) la regolarizzazione dei lavoratori non risultanti dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria; b) l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di reiterate violazioni riposo giornaliero e settimanale,…., o di gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro; c) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a € 2500 rispetto a quelle di cui al comma 6.
  • 71. REVOCA DELLA SOSPENSIONE art. 14 C. 5.- È condizione per la revoca del provvedimento da parte dell’organo di vigilanza delle aziende sanitarie locali di cui al comma 2: a) l’accertamento del ripristino delle regolari condizioni di lavoro nelle ipotesi di gravi e reiterate violazioni delle disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro; b) il pagamento di una somma aggiuntiva unica pari a € 2500 rispetto a quelle di cui al comma 6. art. 14 C. 6. - È comunque fatta salva l’applicazione delle sanzioni penali, civili e amministrative vigenti.
  • 72. RICORSO ALLA SOSPENSIONE art. 14 c. 9. - Avverso i provvedimenti di sospensione di cui ai commi 1 e 2 è ammesso ricorso, entro 30 giorni, rispettivamente, alla Direzione regionale del lavoro territorialmente competente e al presidente della Giunta regionale, i quali si pronunciano nel termine di 15 giorni dalla notifica del ricorso. Decorso inutilmente tale ultimo termine il provvedimento di sospensione perde efficacia. Art. 14 c. 10. - Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione di cui al presente articolo è punito con l’arresto fino a sei mesi.
  • 73. ORGANISMI PARITETICI TERRITORIALI
    • art. 51 del D. Lgs 81/08. Organismi paritetici
    • A livello territoriale sono costituiti organismi paritetici di cui all’art. 2,comma 1,lettera ee) { art. 2 comma 1, lettera ee) del D. Lgs 81/08, «organismi paritetici»: organismi costituiti a iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la programmazione di attività formative e l’elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti alla salute e alla sicurezza sul lavoro; la l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento } .
  • 74. ORGANISMI PARITETICI TERRITORIALI
    • art. 51 del D. Lgs 81/08. Organismi paritetici
    • Comma 3. Gli organismi paritetici possono supportare le imprese nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative dirette a garantire e migliorare la tutela della salute e sicurezza sul lavoro;
    • Comma 6. Gli organismi paritetici di cui al comma 1, purché dispongano di personale con specifiche competenze tecniche in materia di salute e sicurezza sul lavoro, possono effettuare, nei luoghi di lavoro rientranti nei territori e nei comparti produttivi di competenza, sopralluoghi per le finalità di cui al comma 3.
    • Comma 7. Gli organismi di cui al presente articolo trasmettono al Comitato di cui all’articolo 7 una relazione annuale sull’attività svolta.
  • 75. LE SANZIONI AMMINISTRATIVE
    • Per le sanzioni amministrative previste dalle norme di prevenzione in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro si applica la
    • Legge 24 novembre 1981, n°689.
    • Ai sensi dell’art. 14 della legge, la violazione, quando è possibile, deve essere contestata immediatamente al trasgressore, altrimenti ciò deve avvenire con notifica all’interessato residente nel territorio della Repubblica entro il termine di 90 giorni e a quelli residenti all’estero entro il termine di 360 giorni dall’accertamento.
    • L’obbligo di pagare la somma dovuta per la violazione si estingue per la persona nei cui confronti è stata omessa la notificazione nel termine prescritto.
  • 76. LE SANZIONI AMMINISTRATIVE
    • Legge 24 novembre 1981, n°689.
    • Ai sensi dell’art. 16 della legge, il trasgressore è ammesso al pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza parte del massimo della sanzione prevista per la violazione commessa, o, se più favorevole, al doppio del minimo della sanzione edittale, oltre alle spese del procedimento, entro il termine di 60 giorni dalla contestazione.
    • (Ricorso)
    • Ai sensi dell’art. 18 della legge, entro 30 giorni dalla data della contestazione o notificazione della violazione, gli interessati possono fare pervenire all’autorità competente scritti difensivi e documenti e possono chiedere di essere sentiti dalla medesima autorità.
  • 77. LE SANZIONI AMMINISTRATIVE
    • Legge 24 novembre 1981, n°689 - (Ricorso)
    • L’autorità competente, sentiti gli interessati ed esaminata la documentazione contenuta nel rapporto prodotto dall’organo di vigilanza, se ritiene fondato l’accertamento, determina, con ordinanza motivata, la somma dovuta per la violazione e ne ingiunge il pagamento, insieme alle spese, all’autore della violazione, altrimenti emette ordinanza motivata di archiviazione degli atti comunicandola integralmente all’organo che ha redatto il rapporto.
    • il pagamento è effettuato entro entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del provvedimento; del pagamento è data comunicazione, entro il trentesimo giorno, a cura dell’ufficio che lo ha ricevuto, all’autorità che ha emesso l’ordinanza.
  • 78. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE Uso delle attrezzature di lavoro art. 71 del D. Lgs. 81/08
    • comma 8.- …… il datore di lavoro provvede affinché:
    • a) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte a un controllo iniziale (dopo l'installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne l'installazione corretta e il buon funzionamento;
    • b) le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine a situazioni pericolose siano sottoposte:
    • 1. a controlli periodici , secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona prassi;
  • 79. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE Uso delle attrezzature di lavoro segue art. 71 del D. Lgs. 81/08
    • 2. a controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o periodi prolungati di inattività.
    • c) i controlli di cui alle lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e l’efficienza a fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona competente.
  • 80. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE Uso delle attrezzature di lavoro segue art. 71 del D. Lgs. 81/08
    • Comma 9.- I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.
    • Comma 10.- Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate al di fuori della sede dell’unità produttiva devono essere accompagnate da un documento attestante l’esecuzione dell’ultimo controllo con esito positivo.
  • 81. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE Uso delle attrezzature di lavoro segue art. 71 del D. Lgs. 81/08
    • Comma 11. - Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate in ALLEGATO VII a verifiche periodiche, con la frequenza indicata nel medesimo allegato. La prima di tali verifiche è effettuata dall’ISPESL e le successive dalle ASL. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.
    • Comma 12.- Per l’effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e l’ISPESL possono avvalersi del supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della funzione.
  • 82. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE Impianti ed apparecchi elettrici art. 86 del D. Lgs. 81/08
    • Comma 1.- Ferme restando le disposizioni del decreto del Presidente della Repubblica 22 ottobre 2001, n. 462, il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini, siano periodicamente sottoposti a controllo secondo le indicazioni delle norme di buona tecnica e la normativa vigente per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.
    • Comma 2.- Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro della salute vengono stabilite, sulla base delle disposizioni vigenti, le modalità ed i criteri per l’effettuazione delle verifiche di cui al comma 1.
    • Comma 3.- L’esito dei controlli di cui al comma 1 deve essere verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza.
  • 83. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • DPR 22 ottobre 2001 n. 462
    • Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi .
  • 84. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • DPR 22 ottobre 2001 n. 462
    • art. 1. Ambito di applicazione
    • 1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti relativi alle installazioni ed ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, agli impianti elettrici di messa a terra e agli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione collocati nei luoghi di lavoro.
  • 85. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • Capo II - Impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche
    • art. 2. Messa in esercizio e omologazione dell’impianto
    • 1. La messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall’installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell’impianto.
    • 2. Entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all’ISPESL ed all’ASL o all’ARPA territorialmente competenti.
  • 86. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • art. 3. Verifiche a campione
    • 1. L’ISPESL effettua a campione la prima verifica sulla conformità alla normativa vigente degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche ed i dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e trasmette le relative risultanze all’ASL o ARPA.
  • 87. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • art. 4. Verifiche periodiche
    • Soggetti abilitati
    • 1. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni cinque anni, ad esclusione di quelli installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è biennale.
  • 88. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE segue art. 4. Verifiche periodiche - Soggetti abilitati
    • 2. Per l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all’ASL o all’ARPA o ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI.
    • 3. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia il relativo verbale al datore di lavoro che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza.
    • 4. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.
  • 89. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • Capo III - Impianti in luoghi con pericolo di esplosione.
    • art. 5. Messa in esercizio e omologazione
    • 1. La messa in esercizio degli impianti in luoghi con pericolo di esplosione non può essere effettuata prima della verifica di conformità rilasciata al datore di lavoro ai sensi del comma 2.
    • 2. Tale verifica è effettuata dallo stesso installatore dell’impianto, il quale rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente.
  • 90. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE Capo III - Impianti in luoghi con pericolo di esplosione.
    • 3. Entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all’ASL o all’ARPA territorialmente competenti.
    • 4. L’omologazione è effettuata dalle ASL o dall’ARPA competenti per territorio, che effettuano la prima verifica sulla conformità alla normativa vigente di tutti gli impianti denunciati.
    • 6. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.
  • 91. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE Capo III - Impianti in luoghi con pericolo di esplosione.
    • art. 6. Verifiche periodiche - Soggetti abilitati
    • 1. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni due anni.
    • 2. Per l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all’AUSL o all’ARPA od ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI.
    • 3. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia il relativo verbale al datore di lavoro che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza.
    • 4. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.
  • 92. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • Capo IV - Disposizioni comuni ai capi precedenti
    • art. 7. Verifiche straordinarie
    • 1. Le verifiche straordinarie sono effettuate dall’ASL o dall’ARPA o dagli organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa europea UNI CEI.
    • 2. Le verifiche straordinarie sono, comunque, effettuate nei casi di:
    • a) esito negativo della verifica periodica;
    • b) modifica sostanziale dell’impianto;
    • c) richiesta del datore del lavoro.
  • 93. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • art. 8. Variazioni relative agli impianti
    • 1. Il datore di lavoro comunica tempestivamente all’ufficio competente per territorio dell’ISPESL e alle ASL o alle ARPA competenti per territorio la cessazione dell’esercizio, le modifiche sostanziali preponderanti e il trasferimento o spostamento degli impianti.
  • 94. LE OMOLOGAZIONI E LE VERIFICHE
    • art. 9. Abrogazioni
    • 1. Sono abrogati:
    • a) gli articoli 40 e 328 del DPR 27 aprile 1955, n. 547 (Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”;
    • b) gli articoli 2, 3 e 4 del decreto del Ministro per il lavoro e la previdenza sociale in data 12 settembre 1959, nonché i modelli A, B e C allegati al medesimo decreto.
    • 2. I riferimenti alle disposizioni abrogate contenute in altri testi normativi si intendono riferiti alle disposizioni del presente regolamento.