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Comunicazione1
 

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    Comunicazione1 Comunicazione1 Presentation Transcript

    • La “comunicazione”
      • Strumento per la prevenzione
    • Premessa
      • Il passaggio ad un modello di prevenzione basato soprattutto sulla programmazione della prevenzione e del benessere degli ambienti di lavoro, “ottenuti anche attraverso la consultazione, la partecipazione, la formazione e l’informazione dei lavoratori, ha reso indispensabile, tuttavia, un profondo cambiamento di struttura, clima e comportamenti organizzativi.
      • In tale contesto la comunicazione, essendo un’importante dinamica organizzativa che influisce direttamente sulle potenzialità di sviluppo aziendale, rappresenta uno strumento privilegiato per favorire la fruizione e la diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza lavorativa.
    • Premessa
      • Una comunicazione gestita in maniera inadeguata, influendo sul clima dell’ambiente sociale nel quale il lavoratore opera e sulla dinamica dei ruoli organizzativi, può causare insoddisfazione e quindi malessere.
      • Attraverso una comunicazione adeguatamente gestita è possibile “ottenere quel consenso e quella collaborazione che rappresentano le condizioni indispensabili, affinché possa svilupparsi e mantenersi nel tempo la cultura della sicurezza e della tutela sui luoghi di lavoro.
    • Premessa
      • E’ evidente inoltre che qualsiasi azione prevista nel D.Lgs. 626/94, dall’analisi e valutazione dei rischi, alla programmazione delle misure di prevenzione e protezione dei lavoratori, diventa significativa ed efficace solo se accompagnata dalla costituzione di “relazioni sociali equilibrate”.
      • Tali “relazioni sociali” possono essere instaurate proprio attraverso la comunicazione interpersonale e di gruppo, con la quale si definiscono finalità, obiettivi, disponibilità e intenzioni dei lavoratori.
    • Il processo di comunicazione. I principali modelli teorici
      • Modello matematico
      • o modello lineare
      • Modello interattivo
      • Modello dialogico
    • Modello matematico o lineare
      • Il modello matematico si componeva di diversi elementi disposti in ordine lineare:
      • Una fonte di informazione, soggetto emittente, con il compito di strutturare le sue conoscenze in funzione delle informazioni da trasmettere e di codificare le stesse.
      • La destinazione dell’informazione, ricevente, rappresentata da un soggetto passivo e muto con il compito di decodificare il messaggio.
      • Un canale di comunicazione, veicolo selezionato per trasmettere il messaggio.
      • Limiti modello:
      • Non considerava l’ambiente circostante
      • Non considerava la cultura dei soggetti coinvolti
      EMITTENTE CANALE DI TRASMISSIONE COMUNICAZIONE RICEVENTE
    • Modello interattivo
      • Secondo il modello interattivo il soggetto emittente poteva diventare anche ricevente durante una medesima interazione.
      • Introduzione del concetto di “feedback”, cioè la risposta del ricevente.
      EMITTENTE RICEVENTE CANALE DI TRASMISSIONE FEEDBACK COMUNICAZIONE
    • Modello dialogico
      • Secondo il modello dialogico entrambi gli interlocutori sono contemporaneamente (e non in momenti diversi) emittente e ricevente durante l’interazione; in questo modo la comunicazione diventa un processo in cui i soggetti creano una “relazione”.
      EMITTENTE e RICEVENTE RICEVENTE ed EMITTENTE CANALE DI TRASMISSIONE COMUNICAZIONE
    • Canali di comunicazione
      • “ Non si può non comunicare”
      • Canali di comunicazione:
      • Attività
      • Inattività
      • Parole
      • Silenzio
      • Comunicazione = evento, oggetto, comportamento che modifica il valore di probabilità del comportamento futuro del soggetto a cui è diretta.
    • Elementi fondamentali del processo di comunicazione
      • La fonte/emittente e la codifica
      • Il messaggio
      • Il destinatario/ricevente e la decodifica
      • Il feedback
      • Il canale
      • Il codice
      • Il rumore
      • La ridondanza
      • Il contesto
      • Il contatto
    • Elementi fondamentali del processo di comunicazione
      • IL FEEDBACK
      • Il feedback può essere:
      • - positivo
      • - negativo
      • Il feedback (+ o -) può essere:
      • - cognitivo
      • - emotivo
    • Elementi fondamentali del processo di comunicazione
      • IL CANALE
      • Caratteristica principale del canale:
      • - capacità, misurata sulla quantità/velocità
      • Il canale si distingue:
      • - personale
      • - non personale
      • Caratteristiche canale personale:
      • - comunicazione interattiva ed in mutamento costante
      • Caratteristiche canale non personale:
      • - comunicazione preconfezionata senza feedback immediato
    • Elementi fondamentali del processo di comunicazione
      • IL RUMORE
      • Tipi di deformazione del messaggio:
      • - quantitativo (perdita di informazione)
      • - qualitativo (fraintendimenti)
      • Tipi di rumore:
      • - esterno
      • - fisiologico
      • - psicologico
    • Elementi fondamentali del processo di comunicazione
      • LA RIDONDANZA
      • La ridondanza si distingue in:
      • - negativa
      • - positiva
      • IL CONTESTO
      • Il contesto può essere:
      • - reale
      • - virtuale
    • Il processo di comunicazione FEEDBACK FEEDBACK CAMPO DI ESPERIENZA/CONTESTO DELL’EMITTENTE CAMPO DI ESPERIENZA/CONTESTO DEL RICEVENTE FONTE/ EMITTENTE DESTINATARIO/ RICEVENTE CANALE MESSAGGIO (dei segni e dei simboli) RUMORE/RIDONDANZA CODICE DECODIFICA CODIFICA
    • Altri aspetti della comunicazione
      • Comunicazione e percezione
      • La capacità di gestire una comunicazione è legata non solo alla capacità di esprimersi in maniera adeguata, ma anche alla conoscenza dei meccanismi che regolano la percezione da parte dell’ascoltatore.
      • La percezione è il processo che permette ad ogni individuo di acquisire informazioni circa lo stato ed i mutamenti del proprio ambiente grazie all’azione di organi specializzati quali la vista, l’udito, l’olfatto, il gusto, il tatto.
      • La percezione della comunicazione avviene attraverso:
      • - i sensi
      • - canale visivo
      • - canale uditivo
      • - canale cinestico
    • Altri aspetti della comunicazione
      • La comunicazione non verbale
      • Lo scambio comunicativo umano avviene:
      • Componenti verbali
      • Componenti non verbali (linguaggio del corpo)
      • I segnali non verbali possono essere:
      • Consapevoli
      • Non consapevoli
      • Tipi di segnali non verbali:
      • Cinestico
      • Paralinguistico
      • Intonazionale
      • Funzioni dei segnali non verbali:
      • Sostenere il contenuto
      • Modificare il contenuto
      • Completare il contenuto
      • Sostituire il contenuto
    • Altri aspetti della comunicazione
      • La direzione della comunicazione
      • Tipi di comunicazione:
      • Comunicazione ad un senso o ad una via
      • Comunicazione a due sensi o a due vie
      • Caratteristiche del sistema a due vie:
      • Comunicazione precisa e affidabile
      • Sistema faticoso
      • Sistema disordinato e difficile da gestire
      • Caratteristiche del sistema ad una vie:
      • Veloce
      • Incerta sul risultato, per assenza del feedback
    • Altri aspetti della comunicazione
      • Comunicazione formale e informale
      • Differenze di trasmissione delle due comunicazioni
      • La comunicazione formale procede per via gerarchica.
      • La comunicazione informale si svolge prevalentemente tra pari.
      • Modalità di emissione delle due comunicazioni:
      • Comunicazione immediata e precisa tra gruppi coesi.
      • Comunicazione ostile e inconcludente tra gruppi caratterizzati dall’isolamento dei membri e avversi tra loro. Poca o nulla trasmissione di informazioni, causa di possibili infortuni.
    • Alcune regole per una comunicazione efficace
      • Comportamento da adottare per una comunicazione efficace:
      • Ascolto attivo
      • Osservazione
      • Uso di domande
      • Riformulazione
      • Ricapitolazione
      • Comportamento da evitare per una comunicazione efficace:
      • Di non prestare attenzione
      • Di sentire, ma non ascoltare
      • Di concentrarsi su di sé
      • Di interrompere
      • Di ascoltare solo ciò che si desidera
      • Di ascoltare solo per dissentire
    • Una lettura dei conflitti nei luoghi di lavoro attraverso “la pragmatica della comunicazione umana”
      • Per agevolare la gestione delle relazioni interpersonali negli ambienti di lavoro è opportuno conoscere le proprietà del processo comunicativo per mezzo di 5 particolari assiomi.
    • ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE
      • 1° Assioma: “non si può non comunicare. Qualsiasi comportamento, le parole, i silenzi, l’attività, o l’inattività hanno valore di messaggio ed influenzano gli altri interlocutori che non possono non rispondere a queste comunicazioni”
      • 2° Assioma: “ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto ed un aspetto di relazione, di modo che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione”
      • 3° Assioma: “la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti”
      • 4° Assioma: “gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico”
      • 5° Assioma: “ tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici o complementari, a seconda che siano basati sull’uguaglianza o sulla differenza”
    • Risultati di un processo formativo a cascata sulle tematiche della sicurezza e prevenzione del rischio CHI SU COSA OBIETTIVI DIRIGENTI DATORI DI LAVORO PREPOSTI RSPP LAVORATORI ADDETTI OBBLIGHI DIRITTI VANTAGGI DI INVESTIMENTO OBBLIGHI DIRITTI STRATEGIE GESTIONALI OBBLIGHI DIRITTI INDICAZIONI COMPORTAMENTALI ASPETTI TECNICI ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’ ASSUNZIONE DI RUOLO STRATEGIE COMPORTAMENTALI SICURE CONDIVISIONE DI SENSO
    • Risultati di un processo formativo a cascata sulle tematiche della sicurezza e prevenzione del rischio RISULTATI ATTESI AZIONI CONSEGUENTI Pianificazione della sicurezza come integrazione ai piani organizzativi interni Obiettivi inerenti la sicurezza e la prevenzione del rischio considerati come mission aziendale Comportamento sicuro considerato come valore condiviso anche a livello di gruppi sociali e lavorativi Approvazione piani formativi Definizione strategia formative Partecipazione costruttiva CONDIVISIONE DI SENSO