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Storia dell'emancipazione della donna 3e
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Storia dell'emancipazione della donna 3e

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    Storia dell'emancipazione della donna 3e Storia dell'emancipazione della donna 3e Presentation Transcript

    • a.s. 2009/2010 Classe III E ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE RUFFANO Scuola secondaria 1° grado
    • STORIA DELL'EMANCIPAZIONE DELLA DONNA
    • Nasce il femminismo 1791 - Olympe de Gouges , antesignana del movimento emancipazionista, con la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, pose i suoi contemporanei di fronte al ruolo negato nello spazio pubblico alle donne, ma finì ghigliottinata. 1792 - Mary Wollstonecraft , in Inghilterra, scrisse Vindication of the Rights of Woman in cui esprimeva gli stessi concetti messi in luce da Olympe De Gouges. XIX secolo - Il femminismo divenne un movimento organizzato, come effetto di una più diffusa consapevolezza dell'ingiusto trattamento riservato alle donne e del diffondersi dei movimenti di riforma sociale. 1837 - Charles Fourier , socialista, coniò il termine féminisme. Già nel 1808, egli aveva affermato che l'espansione dei diritti delle donne fosse il principio fondamentale di ogni progresso sociale. 1848 - La nascita del movimento si fa risalire alla prima Women's Rights Convention a Seneca Falls, New York. Pioniere del movimento per i diritti della donna in Italia furono, tra le altre, Anna Kuliscioff e Sibilla Aleramo con il suo libro autobiografico Una donna.
    • Il movimento delle "suffragette" Il Movimento delle "suffragette" si è sviluppato alla fine dell'800 in Gran Bretagna con lo scopo di ottenere il suffragio femminile. Con lo sviluppo e l'industrializzazione il ruolo della donna cambiò radicalmente, il lavoro in fabbrica l'allontanò dal nucleo familiare portandola a svolgere lavori e mansioni originariamente affidati all'uomo. Questa nuova condizione sociale portò le donne a coalizzarsi per rivendicare l'uguaglianza dei diritti politici e sociali. Lo scopo delle suffragette era quello di ottenere il suffragio femminile e di raggiungere in questo modo la parità politica rispetto agli uomini.
    • LE DONNE RIVENDICANO IL VOTO Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni, tra i quali Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, dirigenti socialisti del tempo, si discusse sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alle donne. Su questo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne». Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit (L’uguaglianza), divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste.
    • LA GIORNATA DEI DIRITTI DELLE DONNE Il lunghissimo sciopero, che vide protagoniste più di 20.000 camiciaie newyorkesi, durato dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909, fu considerato, nel Woman's Day tenuto a New York il successivo 27 febbraio, come una manifestazione che univa le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Le delegate socialiste americane, forti dell'ormai consolidata affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero pertanto di proporre alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910, di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
    • MOVIMENTI EMANCIPAZIONISTI E ASSOCIAZIONISMO FEMMINILE
    • ANNI SESSANTA La critica al "ruolo femminile" si manifesterà a partire dal 1963 con l'uscita, negli Usa, del libro di Betty Friedan , Mistica della femminilità, nel quale l'autrice denuncia la restrizione del ruolo della donna americana a quello di "sposa" e di "madre" e rivendica l'uguaglianza della donna all'uomo nel campo professionale, culturale e politico (corrente "egualitarista" del femminismo). Nell'ultimo capitolo, intitolato “Un nuovo programma di vita per le donne”, indica come soluzione desiderabile non la dura scelta tra matrimonio e carriera, ma la ricerca di integrazione tra matrimonio, maternità, realizzazione personale. Nel 1966 la stessa Friedan, insieme ad Aileen Hernandez e Pauli Murray, fondò il "National Organization for Women" (NOW) rivendicando i diritti civili delle donne.
    • ANNI SETTANTA OTTANTA Dal 1970 al 1980 il movimento femminista occidentale comincia a porsi obiettivi rivoluzionari. Il via viene dato negli Usa nel 1969 dall'uscita del libro Sexual politics di Kate Millet , portabandiera della corrente radicale del femminismo, secondo la quale i rapporti tra i sessi sono rapporti di potere e il patriarcato ne è un’espressione. Negli anni settanta il movimento delle donne ha centrato le sue pratiche politiche in un ambito sociale lottando per la conquista di più ampi diritti civili che hanno portato in Italia all'introduzione del divorzio nel 1970, alla modifica del diritto di famiglia nel 1975, all'istituzione dei consultori familiari, alla legge sulle pari opportunità, alla liberalizzazione dei contraccettivi e all'approvazione della legge che regola l'aborto nel 1978, alla costituzione dei Centri antiviolenza e alle Case delle donne. Il femminismo ha pertanto rimesso in discussione tutti i settori della società, della quale contestava l'aspetto ed il carattere fortemente maschilista ed il fatto di essere retta su discriminazioni di sesso.
    • ANNI NOVANTA Prima in Francia con la filosofa Luce Irigaray e poi in Italia con l’autrice Luisa Muraro il femminismo acquista la connotazione di pensiero della differenza sessuale. Nascono luoghi di discussione e di impegno, come le librerie delle donne, i centri di documentazione, le associazioni per la tutela dei diritti delle donne. Le donne, oggi, riconoscono il valore della presenza femminile nella storia individuando l’opera di civilizzazione svolta dalle donne nei secoli e la diversità del pensiero femminile nelle sue molte espressioni.
    • LA SFIDA DELLA COMPLEMENTARIETA’ Il pensiero della differenza sessuale tiene conto anzitutto della realtà femminile sul lavoro, delle nuove relazioni madre-figlia, della condivisione delle responsabilità di cura con il partner. Consapevoli ormai che l’effettiva parità tra uomo e donna si può raggiungere solo riconoscendo le differenti competenze, le donne lanciano oggi “LA SFIDA DELLA COMPLEMENTARIETA’”, basata sulla collaborazione e sulla divisione coniugale dei compiti.
    • FINE