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La cultura scientifica nella costruzione dell’Identità Nazionale
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La cultura scientifica nella costruzione dell’Identità Nazionale

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  • 1. Scuola secondaria 1° grado classe 2^ A <br /> A.S. 2010 /2011<br />Ora che siamo giunti alla fine del percorso... CHE COSA E’ SUCCESSO? A CHE COSA E’ SERVITO?   La macrotematica che ha coinvolto quest’anno l’Istituto Comprensivo di Ruffano è stata : “I 150 annidell’Unità d’Italia”. Come alunni che svolgono un programma di Matematica e Scienze, ci siamo posti parecchie domande su come inserirci in questa macrotematica e come svilupparla, ovviamente anche e soprattutto dal punto di vista laboratoriale. Tra tanti, due quesiti sono maggiormente emersi nella discussione:  - Il primo, e, secondo noi, anche il fondamentale, è stato il seguente: “ Su che cosa concentrare la nostra attenzione?” Abbiamo, allora, pensato di individuare se “le scienze” o , meglio ancora, se “le parole della scienza” abbiano contribuito allo sviluppo del senso della comune appartenenza al popolo italiano.  Abbiamo cercato informazioni su parecchi libri. Alla fine, abbiamo riscontrato come davvero la cultura scientifica, unitamente a quella filosofica, abbia contribuito alla costruzione dell’Identità nazionale. In particolare, ci siamo soffermati su frasi significative di Gioberti, Spaventa e Cattaneo, dove le parolescienza, matematica, concetto di identità nazionale sono strettamente correlate tra loro . Abbiamo discusso su queste frasi e ne abbiamo elaborato un cartellone. Tutta la fase di elaborazione e di esecuzione è stata particolarmente significativa, perché abbiamo individuato e analizzato i diversi contributi della scienza italiana alla costruzione dell’identità nazionale (abilità) e abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza della nostra identità di cittadini italiani (competenze).   <br />
  • 2.
  • 3.  Il secondo, fondamentale quesito, che ci siamo posti, è stato il seguente: “ Ci sono uomini di scienza del nostro Salento, che, in qualche modo, abbiano contribuito all’unificazione dell’unità d’Italia?” Anche in questo caso abbiamo prima eseguito un lavoro di ricerca e, successivamente, abbiamo soffermato la nostra attenzione sulla biografia di un grande “tuttologo”: Cosimo de Giorgi .Lo studio della sua vita e delle sue attività, ci ha impegnati davvero tanto, ma anche entusiasmato, e , man mano che venivamo a conoscenza delle grandi cose che egli ha compiuto nella sua vita ; di tutti i suoi studi in molteplici ambiti; dei rapporti di amicizia con i grandi del periodo dell’unità d’Italia ….abbiamo fatto la seguente riflessione:  “ Forse questo grande uomo di scienza non ha contribuito attivamente alla costruzione dell’Unità d’Italia, ma, sicuramente, si è “proposto” come fautore di una identità nazionale, mirando soprattutto ad un graduale miglioramento delle condizioni di vita nell’Italia Meridionale. Parafrasando il titolo di un famoso libro, si adoperò affinché“ Cristo non si fermasse ad Eboli” , e, di conseguenza, il divario tra Nord e Sud fosse meno evidente. (“Il Nord non fosse sempre più a Nord e il Sud non fosse sempre più a Sud”).  Era, infatti, animato da una tale coscienza dell’Unitarietà della Cultura e da un tale senso civico da farne, senz’altro, un esempio emblematico di scienziato e di cittadino italiano. Nello studio della climatologia e della meteorologia cercò di comparare le caratteristiche climatiche e meteorologiche a quelle geologiche e vegetazionali dei luoghi, facendo collegamenti con le condizioni dell’agricoltura e con quelle dell’igiene e soffermandosi, soprattutto, sulla diffusione delle malattie e sulla mortalità infantile, cosa che per lui, che era prima di tutto medico, rivestiva un grande interesse sociale.Un uomo che ha fatto politica, ma di tipo culturale e sociale.<br />
  • 4.
  • 5.  Abbiamo individuato un altro scienziato salentino, Salvatore Trincheseche, oltread essere microscopista e studioso di molluschi (gasteropodi), fu molto importante anche per l’unità d’Italia. Infatti, la sua spiccata vocazione intellettiva lo fece addentrare oltre il mondo della scienza: quello della politica, tanto che nel 1890 sfiorò la candidatura al Parlamento. Ovviamente, la sua biografia e le sue attività, anche e soprattutto in ambito politico, le abbiamo elaborate e raccolte in un cartellone.  Con questa seconda fase abbiamo individuato e analizzato lo stretto rapporto scienza-società, in direzione del graduale miglioramento delle condizioni di vita (abilità) e abbiamo scoperto, da protagonisti, un rapporto, tra le scienze e l’organizzazione sociale, in genere poco indagato nel nostro ambito scolastico (competenze).   <br /> <br />

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