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Perizie di stima, la valutazione d'azienda nelle operazioni di finanza straordinaria e di risanamento.

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Le perizie di stima verona 2011

  1. 1. Studio PanatoLE PERIZIE DI STIMA La valutazione d’azienda nelle operazioni straordinarie Verona 16 Novembre 2011 Andrea Arrigo Panato www.studiopanato.it
  2. 2. Studio Panato IndiceL’incaricoLa due diligenceLa struttura di base della perizia di stimaLa valutazione d’azienda e delle partecipazioniLa perizia nelle principali operazioni straordinarieLa perizia nelle procedure di risanamentoLa perizia di rivalutazione partecipazioni al 1 luglio 2011La responsabilità dell’espertoLinkografia www.studiopanato.it 2 Copyright © - www.studiopanato.it
  3. 3. Studio Panato Lettera di incaricoDefinizione Incarico professionaleMetodo di valutazioneApproccio e documenti da utilizzareInformazioni disponibili e documentazioni fornite dal CDALa relazione – limiti di utilizzoTempi di attuazioneProfessionisti coinvolti e conflitto di interesseRiservatezzaCorrispettivoPrivacyForo competente www.studiopanato.it 3 Copyright © - www.studiopanato.it
  4. 4. Studio Panato Due diligenceAnalisi e valutazione dell’impresa nel processo di due diligence
  5. 5. Studio Panato Definizione e finalità• Verifica delle condizioni di fattibilità dell’operazione concordata tra le parti e dell’esistenza di criticità che possano comprometterne il buon esito.• L’obiettivo è quello di conoscere la società target, individuarne i punti di forza e di debolezza, le criticità che potrebbero minare il processo di creazione del valore.• La due diligence, rappresenta inoltre un importante strumento di tutela, in quanto permette di ridurre le asimmetrie informative fra le parti, favorendo il raggiungimento di accordi soddisfacenti. www.studiopanato.it 5 Copyright © - www.studiopanato.it
  6. 6. Studio Panato La dichiarazione d’intenti• Data la riservatezza e la criticità delle informazione di cui il perito può venire a conoscenza durante il processo, si rileva opportuno che l’attività di due diligence sia contrattualmente definita e delimitata dalle parti attraverso la sottoscrizione di una lettera di intenti, che preveda la possibilità di scambiarsi informazioni, fatti salvi i consueti impegni di riservatezza accompagnati da clausole penali (peraltro di problematica applicazione data la difficoltà di fornire prova della divulgazione). www.studiopanato.it 6 Copyright © - www.studiopanato.it
  7. 7. Studio Panato Il processo di due diligence• Il processo di due diligence può essere suddiviso nelle seguenti macro fasi:1. Fase preliminare: in questa fase l’attività di raccolta delle informazioni e di analisi si concentra esclusivamente su documenti quali gli ultimi bilanci d’esercizio e le relative dichiarazioni dei redditi, i contratti maggiormente significativi e la documentazione comprovante il fatturato aziendale; ulteriori informazioni possono essere ottenute mediante interviste al management o ai consulenti legali e fiscali;2. Fase di analisi: i dati raccolti vengono esaminati per esprimere un giudizio sui rischi specifici che possono essere insiti nell’investimento, così da verificare la congruità dei valori proposti e chiedere eventualmente una modifica degli stessi.3. Fase conclusiva: le risultanze delle analisi svolte vengono riassunte in documenti che, oltre ad essere una relazione analitica delle verifiche svolte, evidenzino le problematiche e gli aspetti critici riscontrati che potrebbero essere rilevanti per valutare la convenienza e i rischi dell’operazione. Vanno infine suggerite misure da adottare al fine di contenere il più possibile i rischi dell’operazione pianificata. www.studiopanato.it 7 Copyright © - www.studiopanato.it
  8. 8. Studio Panato La due diligence strategica• La due diligence strategica consiste in un vero e proprio processo investigativo, con l’obiettivo di individuare non solo le sinergie future originabili dall’operazione ed eventuali passività, ma anche gli elementi necessari per una corretta stima dei flussi prospettici funzionali alla valutazione economica della società target.• A tal fine, bisogna ottenere informazioni di carattere strategico, come i punti di forza e di debolezza, i pani strategici futuri, il mercato di riferimento, i maggiori rischi interni ed esterni che minacciano il conseguimento degli obiettivi previsti.• L’analisi del perito si concentra in questo caso sui fattori critici di successo, opportunità o minacce, quali ad esempio: possibili regolamentazioni del settore, l’ingresso di nuovi concorrenti, nuove tecnologie che richiedono rilevanti know-how o investimenti, la chiusura di mercati di sbocco, ecc…• In quest’ambito di analisi, viene fatto spesso ricorso a strumenti concettuali della pianificazione strategica, quali: il modello delle cinque forze di Porter; analisi del contesto di riferimento; analisi delle forze, debolezze, opportunità e minacce. www.studiopanato.it 8 Copyright © - www.studiopanato.it
  9. 9. Studio Panato La due diligence fiscale• La due diligence fiscale è il processo volto ad evidenziare le passività potenziali connesse all’area fiscale, dopo aver verificato il corretto adempimento degli obblighi previsti in ciascun ambito d’imposta.• In sostanza, essa consiste nell’individuazione e quantificazione del rischio di accollo delle eventuali passività che potrebbero sorgere successivamente all’operazione, al fine di riflettere questo rischio anche sul valore che l’azienda assume per l’acquirente.• Tuttavia, in questo ambito di analisi, il lavoro del perito viene semplificato dalla responsabilità solidale del cessionario in caso di cessione d’azienda, e dalla possibilità di richiedere un certificato all’Agenzia Entrate sull’esistenza di contestazioni in corso e di quelle già definite per le quali i debiti non sono stati soddisfatti.• Aree di interesse per il perito sono: periodi di imposta aperti; condoni e sanatorie; dichiarazioni fiscali e bilanci; aree di rischio fiscale e operazioni di natura straordinaria, che potrebbero determinare dei rischi in base alle disposizioni fiscali vigenti, quali ad esempio, la norma antielusiva dell’art. 37-bis del DPR 600/1973. www.studiopanato.it 9 Copyright © - www.studiopanato.it
  10. 10. Studio Panato La due diligence contabile• La due diligence contabile è l’analisi dell’informativa finanziaria, amministrativa e gestionale, finalizzata verificare la correttezza dei dati contabili, che costituiscono l’input del processo valutativo.• A differenza dell’attività di revisione, la due diligence contabile non richiede di esprimere un giudizio formale con valenza nei confronti delle terze parti.• Oggetto di analisi sono, in particolare: eventuali working paper o report della società di revisione che ha certificato gli ultimi bilanci, i libri e i registri sociali, contabili e fiscali, nonché le precedenti relazioni di due diligence già effettuate.• Solitamente, gli ambiti che richiedono maggiore attenzione sono: le rimanenze; le attività fisse; i crediti; il patrimonio netto e le passività a lungo termine. www.studiopanato.it 10 Copyright © - www.studiopanato.it
  11. 11. Studio Panato La due diligence legale• La due diligence legale è il processo di verifica delle regolarità e legittimità della situazione di fatto e di diritto dell’azienda, al fine di evidenziare le passività effettive o potenziali derivanti da rapporti giuridici e contrattuali posti in essere dall’impresa.• La due diligence legale consiste in una verifica documentale, nella cui area di analisi rientrano a titolo esemplificativo: rapporti di lavoro parasubordinato, autonomo o dipendente, di cui vanno verificati i correlati obblighi fiscali, previdenziali e contributivi; documento programmatico sulla sicurezza e ogni altro adempimento previsto dalla legge in materia di privacy e di sicurezza sul lavoro; clausole contrattuali che possono determinare passività o attività in capo all’azienda; rapporti commerciali in essere con clienti e fornitori; normativa specifica per il particolare settore, di cui andrà verificato il corretto adempimento; i libri sociali, i verbali delle assemblee dei soci, del Consiglio di Amministrazione e degli altri organi societari nonché i patti parasociali e gli eventuali accordi tra soci e società in merito al trasferimento delle azioni o all’esercizio del diritto di voto; ecc… www.studiopanato.it 11 Copyright © - www.studiopanato.it
  12. 12. Studio Panato La perizia di stimaStruttura e contenuto della perizia di stima
  13. 13. Studio Panato La struttura di base della perizia di stima• Premessa: Motivi, natura, oggetto dell’incarico• Paragrafo A: Profilo dell’impresa• Paragrafo B: Descrizione dei criteri di valutazione• Paragrafo C: Il valore prospettico dell’azienda• Paragrafo D: Attestazione del valore www.studiopanato.it 13 Copyright © - www.studiopanato.it
  14. 14. Studio Panato Motivi, natura e oggetto dell’incarico• Premessa: MOTIVI, NATURA E OGGETTO DELL’INCARICOAi sensi dell’art. 2465 codice civileLo scrivente … nato il … a …, C.F. …, residente in …, iscritto all’Albo …, iscritto al Registro dei Revisori al n. … G.U. …, è stato designato dalla società … Srl con sede legale in Milano …, C.F. …, al fine di redigere la presente relazione giurata di stima del complesso aziendale che la società intende conferire in … Srl con sede in …, C.F. … www.studiopanato.it 14 Copyright © - www.studiopanato.it
  15. 15. Studio Panato Profilo dell’impresa• Paragrafo A: PROFILO DELL’IMPRESA La società … Srl opera a livello nazionale, fornendo molteplici servizi nel settore della produzione e commercializzazione di strumenti da cucina. La società ha per oggetto: • La lavorazione dell’alluminio e di altre materie prime per la produzione di articoli casalinghi, commerciali e industriali; • Il commercio dei suddetti prodotti. Nel valutare l’ipotesi di procedere al conferimento del ramo di azienda da parte di … Srl, l’organo amministrativo è stato mosso dalle considerazioni che seguono ….. www.studiopanato.it 15 Copyright © - www.studiopanato.it
  16. 16. Studio Panato Descrizione dei criteri di valutazione• Paragrafo B: DESCRIZIONE DEI CRITERI DI VALUTAZIONE • Premesse ( … ); • Metodo Reddituale (descrizione del metodo); • Metodo Patrimoniale (descrizione del metodo); • Metodo Finanziario ( … ); • Metodo dei Comparabili ( … ); • La scelta dei criteri www.studiopanato.it 16 Copyright © - www.studiopanato.it
  17. 17. Studio Panato Il valore prospettico dell’azienda• Paragrafo C : IL VALORE PROSPETTICO DELL’AZIENDA • Applicazione del metodo estimativo ( … Per la stima del valore del complesso aziendale che si intende conferire è stato utilizzato il metodo reddituale, che valuta sinteticamente l’azienda determinando il valore attuale del presunto reddito prospettico per un conveniente numero di anni a un adeguato saggio di capitalizzazione (…). Ai fini della presente, sono stati analizzati i bilanci dalla società al 31/12/..; 31/12/..; di cui si riporta qui sotto …) • Sintesi dei valori di bilancio • Sintesi valori storici • Variazione percentuale • Budget • Reddito medio atteso ponderato per attualizzazione • La scelta del periodo di attualizzazione • La scelta del tasso • Determinazione del valore www.studiopanato.it 17 Copyright © - www.studiopanato.it
  18. 18. Studio Panato Attestazione del valoreParagrafo D: ATTESTAZIONE DEL VALOREAi sensi dell’art. 2465 c.c., tenuto conto che la società … con sede legale …, REA n. … effettuerà lasottoscrizione come la seguente tabella: Aumento di capitale ……. Sovrapprezzo ……. Totale …….e considerato che il valore di stima del ramo d’azienda conferito è quantificato in un importo non inferiore aeuro …, si attesta che il sopraddetto valore di conferimento non è inferiore a quello attribuito ai beni stessi ai finidella determinazione del capitale sociale e del sovrapprezzo di spettanza della società.Con quanto sopra esposto il sottoscritto ritiene di aver assolto l’incarico affidatogli in ottemperanza delledisposizioni di legge e ai principi della tecnica professionale. Metodo di stima ….. Valore stimato …. Quanto sopra viene asseverato con giuramento. ….., lì ….. Il perito www.studiopanato.it 18 Copyright © - www.studiopanato.it
  19. 19. Studio Panato Valutazione AziendaLa valutazione d’azienda e di partecipazioni nella pratica professionale
  20. 20. Studio Panato La valutazione d’aziendaLa stima è un processo complesso che coinvolge gli aspetti più disparati nonsolo contabili, fiscali e legali, ma anche ambientali e di mercato. Il valored’azienda intesa come complesso di beni organizzati per l’eserciziodell’attività di impresa non può essere considerato come somma di singolibeni per il profilo dinamico che li caratterizza e per il ruolo significativoricoperto dall’imprenditore e dalle sue capacità gestionali e di coordinamentoche garantiscono la produzione di un adeguato livello di reddito e una idonearemunerazione del rischio assunto.Aspetto fondamentale per il perito è quindi la scelta del criterio adottabilenecessariamente correlata alle finalità della stima stessa; non sarebbeinfatti corretto sostenere che il valore di una medesima azienda coincida infase di funzionamento, in sede di cessione o ancora in sede di liquidazione. www.studiopanato.it 20 Copyright © - www.studiopanato.it
  21. 21. Studio Panato Metodi di valutazioneI metodi utilizzabili possono essere così elencati: metodi patrimoniali; metodi reddituali; metodi misti patrimoniali-reddituali; metodi finanziari; metodi dei multipli di mercato. www.studiopanato.it 21 Copyright © - www.studiopanato.it
  22. 22. Studio Panato Metodo patrimonialeI metodi patrimoniali calcolano il valore dell’azienda sulla base del capitale netto di bilancioalla data della stima, rettificato per tenere conto delle eventuali plusvalenze e/ominusvalenze scaturenti dalla differenza tra valore di libro e reale consistenza (valore dimercato) degli elementi attivi e passivi. W=K con K = PNC + (plusvalenze latenti – minusvalenze latenti) x (1- t)Dove:PNC: patrimonio netto contabile alla data della stimat: carico fiscale potenziale legato alle plusvalenze e minusvalenze latentiIn sostanza la valutazione si basa sul valore del capitale esistente all’interno dell’azienda,indipendentemente dalla capacità di remunerare lo stesso capitale mediante la gestioneaziendale.Le valutazioni di tipo patrimoniale, in una impostazione più ampia, possono valorizzareanche i beni immateriali non sempre evidenziati in bilancio, quali i know-how di prodotto, ladiffusione della rete commerciale, i marchi di fabbrica, i brevetti, ecc.; in tal caso sidefiniscono di tipo patrimoniale complesso. www.studiopanato.it 22 Copyright © - www.studiopanato.it
  23. 23. Studio Panato Metodo redditualeLa valutazione con il modello reddituale si basa sulla capacità di reddito dell’impresa.Sostanzialmente il metodo si esplica nella previsione dei redditi futuri e nella successivaattualizzazione dei risultati economici determinati, secondo la formula ritenuta più opportuna(orizzonte temporale indeterminato, orizzonte temporale determinato, orizzonte temporalescomposto in periodo di previsione analitica e periodo di previsione sintetica).Le variabili fondamentali che ricorrono nell’implementazione del metodo sono: • i flussi reddituali attesi (o in alternativa il flusso reddituale medio); • il tasso di attualizzazione (che corrisponde solitamente al costo del capitale proprio); • orizzonte temporale, che indica la durata attesa della produzione di reddito per il futuroCon l’aumentare degli anni le ipotesi alla base della costruzione dei flussi diventanoeccessivamente forti e sempre meno documentabili, con un conseguente aumento del gradodi incertezza e probabile pregiudizio per l’affidabilità dei risultati. La pratica professionalequindi lavora più frequentemente con un orizzonte temporale limitato, compreso tra itre ed i cinque anni. www.studiopanato.it 23 Copyright © - www.studiopanato.it
  24. 24. Studio Panato Analisi dei datiIl punto di partenza per la costruzione della grandezza prescelta è costituitodal dato storico. Due sono gli approcci possibili: approccio della performance passata, che ipotizza per il futuro gli stessilivelli di risultato storicamente registrati; approccio della proiezione dei risultati storici, che, secondo un’attentaanalisi dei fattori che hanno inciso storicamente sui risultati, identifica unpossibile trend medio di crescita della redditività, sulla base del qualeproiettare i redditi attesi per il futuro.Quando le aziende hanno dimensioni maggiori, è possibile avvalersi anchedelle indicazioni risultanti dai piani del management; in questi casi è perònecessario verificare l’attendibilità delle ipotesi su cui si basano le previsioni. www.studiopanato.it 24 Copyright © - www.studiopanato.it
  25. 25. Studio Panato Metodo redditualeLe formule su cui si basa il metodo reddituale, nella versione oggi maggiormente utilizzata, sono leseguenti: nella versione dell’attualizzazione per un numero limitato di anni nW = ∑ R x 1/(1+i)x + Vf x 1/(1+i)n 1Con:W = valore dell’azienda;R = reddito medio atteso anno per anno;n = durata (in anni) del periodo di previsione analitica del flusso di reddito;(1+i) = coefficiente di attualizzazione in base al costo medio ponderato del capitale (WACC);Vf = valore finale, cioè dell’anno n, dell’investimento (Terminal Value); o nella versione della rendita perpetua:W = R/i www.studiopanato.it 25 Copyright © - www.studiopanato.it
  26. 26. Studio Panato Reddito medio attesoIl reddito medio atteso: media degli utili netti degli ultimi 3 esercizi depuratidelle componenti straordinarie. Il reddito medio deve essere depurato dieventuali componenti straordinarie non ripetibili: • politica ammortamenti • compensi soci (sovra o sottorappresentati) • interessi (sovra o sottorappresentati, es. finanziamenti soci gratuiti) www.studiopanato.it 26 Copyright © - www.studiopanato.it
  27. 27. Studio Panato Metodo misto patrimoniale-redditualeIl metodo misto patrimoniale-reddituale si configura attraverso diverse alternative.La versione più diffusa è quella che valuta l’azienda mediante stima autonoma del goodwill, la cui formula si esprime con: nW = K +∑ (R – i” K) x 1/(1+ i’)’ 1Dove:K = capitale netto rettificato; è il risultato della stima patrimoniale, come definita sopra, che calcola il valore dell’azienda sulla base del capitale netto di bilancio alla data della stima, rettificato per tenere conto delle eventuali plusvalenze e/o minusvalenze scaturenti dalla differenza tra valore di libro e reale consistenza (valore di mercato) degli elementi attivi e passivi.R = reddito medio normale atteso per il futuro;n = numero definito e limitato di anni (corrispondente alla durata del reddito differenziale)i” = costo del capitale per l’impresa specificai’ = tasso di attualizzazione del reddito differenziale (o sovrareddito) www.studiopanato.it 27 Copyright © - www.studiopanato.it
  28. 28. Studio Panato Metodo finanziarioSecondo tale approccio, il valore di un’azienda è funzione dei flussi di cassa (CF)incrementali disponibili, attualizzati al tasso di rendimento medio atteso del capitale inquel settore; a seconda dell’aggregato considerato si sceglierà il costo medio del capitaleod il costo del solo capitale proprio. La formula dei metodi finanziari è la seguente: nW = ∑ CF x 1/(1+i)x + Vf x 1/(1+i)n 1Con:W = valore dell’azienda;CF = flusso di cassa atteso anno per anno;n = durata (in anni) del periodo di previsione analitica del flusso finanziario (elevato a n);(1+i) = coefficiente di attualizzazione in base al costo medio ponderato del capitale;Vf = valore finale, dell’anno n, dell’investimento (Terminal Value);Dalla stessa formula si desume che qualora il numero di anni considerato sia limitatooccorrerà una stima del valore attuale dei flussi di cassa residui (valore terminale). www.studiopanato.it 28 Copyright © - www.studiopanato.it
  29. 29. Studio Panato Definizione dei tassiUn primo modo di procedere per l’individuazione del tasso di attualizzazione è quello di utilizzare untasso aggiustato in base al rischio insito nella qualità dei flussi.Operativamente, è necessario procedere secondo tre passaggi logici: • individuazione dei tassi di rendimento di investimenti alternativi (caratterizzati dallo stesso livello di rischio) rispetto all’investimento in azioni della società in oggetto; • scomposizione di tali rendimenti, per individuare il rendimento privo di rischio e le altre componenti che esprimono i rischi specifici dell’impresa; • definizione del tasso da utilizzare per l’impresa in oggetto, da ottenersi mediante somma delle componenti elementari. Il tasso è cioè un tasso somma, frutto di due componenti distinte, che sono il costo-opportunità del capitale proprio - individuato guardando il rendimento degli investimenti sostitutivi - e gli aggiustamenti necessari per rendere il costo del capitale coerente con la qualità dei flussi prospettici.È evidente da ciò come la definizione del tasso risenta della discrezionalità del perito e rappresentipertanto un momento fondamentale nell’ambito del processo valutativo, in quanto i risultati sonodirettamente influenzati dal tasso scelto ed una stima non corretta può essere causa di errorisignificativi. www.studiopanato.it 29 Copyright © - www.studiopanato.it
  30. 30. Studio Panato Metodo dei multipliIl metodo dei multipli di mercato determina il valore dell’azienda osservando le valutazioniespresse dal mercato, senza ricorrere a formule o regole riconosciute e codificate dalladottrina. Si tratta di una stima che determina un valore con natura di «prezzo probabile»negoziabile in base ad esperienze passate paragonabili, oppure con natura di prezzoobiettivo ragionevolmente raggiungibile in futuro.Il metodo dei multipli può essere applicato secondo due approcci: il “metodo delle transazioni comparabili” che consiste nell’osservare i prezzi dinegoziazione di società omogenee, anche soltanto per pacchetti rilevanti o di controllo; il “metodo dei multipli di borsa” che costruisce un paniere di società comparabiliquotate al fine di osservarne i prezzi di borsa e relazionarli ad alcune variabili aziendalicome utili, ricavi, cash flows determinando così i multipli che si useranno per lavalutazione. Il multiplo così individuato moltiplicato per una grandezza aziendale predefinita(come ad esempio il fatturato) fornisce la stima del valore aziendale. www.studiopanato.it 30 Copyright © - www.studiopanato.it
  31. 31. Studio Panato Metodo delle transazioni comparabiliL’attività valutativa consiste esclusivamente nel confronto dei prezzi, non richiedendosi ipotesi né altriapprezzamenti soggettivi, necessari, invece, per l’applicazione di altri metodi. Si noti tuttavia che, anche sein linea teorica, è facile disporre dei prezzi di singole transazioni data l’esistenza di banche datispecializzate, spesso manca un numero sufficiente di transazioni comparabili, che considerino cioèaziende simili a quella oggetto di valutazione sotto diversi punti di vista, quali ad esempio: dimensione,prospettive, risultati, struttura degli assetti proprietari e così via.Si noti che una criticità importante nell’applicazione del metodo in oggetto è data dalle particolari situazionicontingenti in cui si formano i prezzi negoziati e dall’asimmetria informativa propria dei soggetti terzirispetto alle negoziazioni; se da un lato infatti possibile avere conoscenza del prezzo a cui si è chiusa unatransazione, dall’altro è difficile avere informazioni sulle condizioni che accompagnano il prezzo, come leeventuali dilazioni di pagamento o le garanzie richieste. È, inoltre, fondamentale distinguere i prezzi pagati«per cassa» da quelli pagati contro «titoli propri», isolare i prezzi pagati per il controllo ed analizzare se leacquisizioni riguardano l’intera società o il core asset. A volte può essere necessario scorporare premidi controllo e sconti di minoranza per giungere, partendo dal prezzo di una sola quota,all’Enterprise value, al valore complessivo aziendale.L’uso dei dati relativi alle transazioni comparabili, dunque, richiede molte cautele ed approfondimenti, inmancanza dei quali si rischia di trarre informazioni errate. www.studiopanato.it 31 Copyright © - www.studiopanato.it
  32. 32. Studio Panato Metodo dei multipli di BorsaIl metodo si fonda sulla costruzione di un campione di società comparabili e sullarilevazione dei prezzi di borsa per le società individuate. Sulla base di tali prezzi sicostruiscono moltiplicatori utilmente applicabili alle grandezze economiche della societàoggetto di valutazione. Il procedimento può quindi essere scandito in quattro fasi: definizione del campione; scelta dei moltiplicatori; calcolo dei multipli medi per il campione individuato; valutazione finale.Nella pratica, è estremamente difficile costruire un campione significativo costituitointeramente da imprese comparabili con quella oggetto di valutazione, poiché, ancheall’interno dello stesso settore, esistono differenti modelli di business; è, inoltre, raro cheun multiplo riesca a cogliere tutti i profili rilevanti della valutazione, come la capacità dicrescita, la sostenibilità del vantaggio competitivo, l’intensità di capitale. In altre parole, èdifficile individuare un multiplo che sia effettivamente caratterizzato da un legame causaletra prezzo-quantità aziendale perché il prezzo di un’impresa nella realtà è semprefunzione di più variabili. (attenzione aziende multibusiness) www.studiopanato.it 32 Copyright © - www.studiopanato.it
  33. 33. Studio Panato Applicazione del metodoLa posizione finanziaria netta comprendetutte quelle poste “che danno interessi” www.studiopanato.it 33 Copyright © - www.studiopanato.it
  34. 34. Studio Panato I principali multipli che nella pratica vengono utilizzati sono:Price/Earnings (Prezzo della singola azione)/(Utile netto per azione): Il P/Erappresenta il multiplo più utilizzato, la misura di performance che si contrappone al valoredi mercato è in questo caso l’utile netto di esercizio. Si tratta però di un utile rettificato cheesprima una misura di reddito normalizzata, in cui cioè sono sterilizzati gli effetti dieventuali situazioni contingenti o irripetibili.Enterprise Value/EBIT (Valore di mercato del debito e dell’equity)/(Reddito operativo)Enterprise Value/EBITDA (Valore di mercato del debito e dell’equity)/(Margineoperativo lordo): Il vantaggio principale di questi due multipli è la neutralizzazione dellepolitiche finanziarie e fiscali. Inoltre, l’EBITDA, non è influenzato neppure dagli effetti dellepolitiche di bilancio e quindi da stime e componenti soggettive e discrezionali.Dopo aver calcolato il moltiplicatore per ognuna delle aziende del campione e dopo averindividuato il multiplo medio, è possibile procedere alla valutazione vera e propria, secondola formula: W = multiplo società comparabili * quantità aziendale prescelta www.studiopanato.it 34 Copyright © - www.studiopanato.it
  35. 35. Studio Panato Ebit e EbitdaL’EBIT e l’EBITDA sono indicatori di performance[1], spesso utilizzati comefinancial target sia nelle presentazioni interne (business plan) sia in quelleesterne (rivolte agli analisti e agli investitori) al fine di soddisfare gli obiettiviconoscitivi dei diversi portatori di interesse che, a vario titolo, entrano incontatto con l’azienda.Più in particolare, i suddetti indicatori vengono calcolati, partendo dai dati diconto economico opportunamente riclassificati secondo uno schema a valoreaggiunto[1] Istituto di ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili; Documento 1 –ottobre 2008 www.studiopanato.it 35 Copyright © - www.studiopanato.it
  36. 36. Studio Panatowww.studiopanato.it 36Copyright © - www.studiopanato.it
  37. 37. Studio PanatoStima del valore delle partecipazioni www.studiopanato.it 37 Copyright © - www.studiopanato.it
  38. 38. Studio Panato Valore partecipazioniil valore del capitale economico della società sottostante, definitomediante applicazione dei metodi sopraccitati, rappresenta soltantoun punto di partenza: non è di norma possibile determinare ilvalore della partecipazione come percentuale del valore delcapitale economico.La circostanza si deve al fatto che un pacchetto azionario puòincorporare fattori, quali ad esempio il controllo, che ne aumentino ilvalore rispetto al valore economico effettivamente posseduto pro-quota. www.studiopanato.it 38 Copyright © - www.studiopanato.it
  39. 39. Studio Panato Premio di controlloFattori di potere: fanno riferimento al potere di nominare amministratori e management,di deliberare in merito alla distribuzione di dividendi, di decidere quali sono gli investimentipiù opportuni e a tutti gli altri poteri che derivano dal possesso del diritto di voto epossano giustificare il pagamento di un premio di maggioranza.Fattori economici: l’investitore può essere disposto a pagare più del valore di mercato diuna società quando ritiene che l’azienda, sotto la sua gestione, possa produrre maggioriflussi, o quando vede nell’acquisto la possibilità di trarre vantaggi personali come ricoprirecariche all’interno della società o essere artefice delle scelte di carattere gestionale conconseguente riduzione del rischio di investimento.Dimensione relativa della partecipazione: la necessità di considerare quest’ultimofattore deriva dalla correlazione inversa tra misura del controllo e premio riconosciuto,mostrata da rilevazioni statistiche effettuate sul mercato statunitense. Nella pratica cioèalle partecipazioni comprese tra il 50% ed il 55% si riconosce un premio maggiore, inquanto consentono il controllo con un minore dispendio di risorse in termini economici. www.studiopanato.it 39 Copyright © - www.studiopanato.it
  40. 40. Studio Panato Sconto di minoranza o di illiquiditàLo «sconto di minoranza» indica una riduzione che viene solitamenteeffettuata sul valore di una partecipazione minoritaria. La ragione di taleriduzione risiede nella circostanza che, quando la società non è quotata, ilpacchetto è difficilmente negoziabile, in quanto poco appetibile a causadell’impossibilità di esercitare poteri o influenzare la gestione.Il fenomeno dello sconto di minoranza non è tuttavia necessariamentespeculare a quello del premio per il controllo.In alcuni casi lo sconto di minoranza (o meglio di illiquidità) può non esistere(si pensi ad esempio alle partecipazioni minoritarie in società quotate). www.studiopanato.it 40 Copyright © - www.studiopanato.it
  41. 41. Studio Panato Le perizie in caso di trasformazione La valutazione del capitale economiconell’operazione straordinaria di trasformazione
  42. 42. Studio Panato Definizione e finalità• La trasformazione è l’operazione mediante cui una società modifica la propria forma giuridica decisa in sede di costituzione, assumendo quella che meglio si adatta al perseguimento delle sue finalità.• Essa permette di adattare il tipo societario all’evoluzione della realtà aziendale (ingresso di nuovi soci, sviluppo di nuovi business,..) e talvolta trova applicazione nell’ambito di altre operazioni di finanza straordinaria, come atto complementare o ad esse propedeutiche.• Casi in cui la trasformazione è obbligatoria:a) Quando a seguito della modifica dell’oggetto sociale viene intrapresa un’attività che richiede una forma giuridica obbligatoria;b) Quando in una Spa o in una Srl il capitale si sia ridotto al di sotto del minimo legale e non sia possibile ricostituirlo. www.studiopanato.it 42 Copyright © - www.studiopanato.it
  43. 43. Studio Panato Le tipologie di trasformazione• Trasformazione omogenea: all’interno delle società lucrative. Essa si suddivide ulteriormente in: a) Trasformazione progressiva: da società di persone a società di capitali; b) Trasformazione regressiva: da società di capitali a società di persone.• Trasformazione eterogenea: da società di capitale a ente non societario o viceversa. Sono ammesse le seguenti trasformazioni eterogenee: a) Da società di capitali in: consorzio, società consortile, cooperativa, fondazione, associazione non riconosciuta, comunione d’azienda. b) Da società consortile, consorzio, fondazione, associazione riconosciuta, comunione d’azienda in: società di capitali.• Sono vietate: a) La trasformazione di associazioni, che hanno ricevuto contributi pubblici, ovvero liberalità o oblazioni del pubblico, in società di capitali. b) In pendenza di procedure concorsuali, qualora vi siano incompatibilità con le finalità e lo stato della stessa. www.studiopanato.it 43 Copyright © - www.studiopanato.it
  44. 44. Studio Panato Il procedimento di trasformazione omogenea TRASFORMAZIONE PROGRESSIVA• Delibera della maggioranza dei soci in base alla percentuale di partecipazione agli utili (art. 2500 ter). Ai soci assenti, dissenzienti o astenuti è riconosciuto il diritto di recesso (artt. 2437, 2473)• La delibera deve essere redatta per atto pubblico, deve contenere le indicazioni previste dalla legge per il tipo adottato e deve essere assoggettato alla medesima disciplina (art. 2500).• Il capitale sociale della società trasformata non può essere inferiore al patrimonio netto della società di persone risultante da una relazione di stima redatta a norma dell’art. 2343 c.c. per le Spa, o dell’art. 2465 c.c. per le Srl (art. 2500 ter, II comma) TRASFORMAZIONE REGRESSIVA• Delibera approvata con la maggioranza prevista per le modifiche dello statuto, con il consenso di tutti i soci che con la trasformazione assumono responsabilità illimitata (art. 2500 sexies). Ai soci assenti, dissenzienti o astenuti è riconosciuto il diritto di recesso.• Relazione degli amministratori che illustri le motivazioni e gli effetti della trasformazione, da depositare presso la sede sociale almeno 30 giorni prima della delibera (art. 2500 sexies) www.studiopanato.it 44 Copyright © - www.studiopanato.it
  45. 45. Studio Panato L’intervento dell’esperto: la perizia di stima• Nell’ambito dell’operazione di trasformazione, l’intervento dell’esperto viene richiesto dalla legge nelle seguenti occasioni: − Trasformazione omogenea progressiva: perizia di stima ex art. 2343 c.c. , se il tipo societario adottato è la Spa, ex art. 2465 c.c., se la Srl. − Trasformazione eterogenea da ente non societario a società di capitali: perizia di stima ex art. 2343 c.c. , se il tipo societario adottato è la Spa, ex art. 2465 c.c., se la Srl (massima Cons. Notarile di Milano n. 20/2004)• Finalità della stima è garantire l’integrità del capitale sociale dell’ente trasformato, nel rispetto delle norme previste per le società di capitali. www.studiopanato.it 45 Copyright © - www.studiopanato.it
  46. 46. Studio Panato Art. 2343 c.c.Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazionegiurata di un esperto designato dal tribunale nel cui circondario hasede la società, contenente la descrizione dei beni o dei crediti conferiti,lattestazione che il loro valore e almeno pari a quello ad essi attribuitoai fini della determinazione del capitale sociale e delleventualesoprapprezzo e i criteri di valutazione seguiti. La relazione deve essereallegata allatto costitutivo.Lesperto risponde dei danni causati alla società, ai soci e ai terzi. Siapplicano le disposizioni dellarticolo 64 del codice di procedura civile. … www.studiopanato.it 46 Copyright © - www.studiopanato.it
  47. 47. Studio Panato Art. 2465 c.c.Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giuratadi un esperto o di una società di revisione iscritti nel registro dei revisoricontabili o di una società di revisione iscritta nellalbo speciale. La relazione,che deve contenere la descrizione dei beni o crediti conferiti, lindicazione deicriteri di valutazione adottati e lattestazione che il loro valore e almeno paria quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale edelleventuale soprapprezzo, deve essere allegata allatto costitutivo. (…. )Nei casi previsti dai precedenti commi si applicano il secondo commadellarticolo 2343 ed il quarto e quinto comma dellarticolo 2343-bis. www.studiopanato.it 47 Copyright © - www.studiopanato.it
  48. 48. Studio Panato La nomina dell’esperto• La competenza per la nomina dell’esperto varia a seconda del tipo societario risultante dalla trasformazione: − Trasformazione in Spa: l’esperto è nominato dal Tribunale − Trasformazione in Srl: la relazione di stima può essere redatta da a) Un esperto iscritto al Registro dei Revisori contabili nominato dagli organi sociali; b) Una società di revisione iscritta al Registro dei revisori contabili o all’Albo speciale Consob nominata dagli organi sociali. www.studiopanato.it 48 Copyright © - www.studiopanato.it
  49. 49. Studio Panato I criteri ed il metodo di valutazione• La valutazione deve essere eseguita sulla base dei valori attuali dell’attivo e del passivo.• Si sostiene che i criteri da seguire per la valutazione in oggetto possano essere assimilati ai criteri di redazione del bilancio di esercizio, in quanto questa debba riflettere il valore complessivo dell’impresa in funzionamento. Per questo, il lavoro del perito viene assimilato ad una revisione dei dati contabili.• Si ritiene che il metodo più opportuno da adottare per la valutazione sia il metodo patrimoniale semplice, in quanto deve trattarsi di una valutazione analitica.• Se dalla perizia emergono dei plusvalori, la società è libera di scegliere se adeguarsi ai valori peritali, mentre se risulta un annacquamento dei singoli elementi patrimoniali, è obbligata ad adeguarsi a tali valori. www.studiopanato.it 49 Copyright © - www.studiopanato.it
  50. 50. Studio Panato Contenuto minimo e data di riferimento della perizia• Contenuto minimo della relazione di stima: − Descrizione delle poste dell’attivo e del passivo; − Indicazione del valore attribuito; − Descrizione dei criteri di valutazione utilizzati; − Attestazione che il valore del patrimonio netto determinato non sia inferiore al capitale attribuito alla società risultante dalla trasformazione.• La perizia deve riferirsi a valori aggiornati. Nel silenzio della legge, si ritengono applicabili a riguardo le norme sulla fusione, che ritengono aggiornata una relazione riferita a 60/120 giorni antecedenti la decisione (verificare con il notaio di fiducia). www.studiopanato.it 50 Copyright © - www.studiopanato.it
  51. 51. Studio Panato Perizia di trasformazione: sommarioMOTIVI, NATURA E OGGETTO DELL’INCARICOLo scrivente …………..incaricato da …………, p r e s e n t a ai sensi dell’art. 2500-ter c.c. la seguenterelazione giurata di stima dei beni aziendali, la loro descrizione, il valore attribuito a ciascuno di essi e icriteri di valutazione seguiti. La stima ha per oggetto la società ………… S.a.s. da trasformare in società aresponsabilità limitata.CENNI GENERALI E CRONISTORIA DELL’IMPRESACRITERI DI VALUTAZIONE • DESCRIZIONE DEI CONTROLLI EFFETTUATI • SITUAZIONE PATRIMONIALE ANALITICA • VALUTAZIONE E DETTAGLI DELLE SINGOLE POSTE • Da un’attenta analisi del bilancio si è giunti alla conclusione che sia opportuno rettificare i dati di alcune voci di bilancio per giungere alla stima del patrimonio alla data del ………… • IL VALORE PROSPETTICO DELL’AZIENDA (badwill) • CONCLUSIONI www.studiopanato.it 51 Copyright © - www.studiopanato.it
  52. 52. Studio Panato Effetti della trasformazione• Gli effetti della trasformazione omogenea decorrono dall’iscrizione della delibera nel Registro delle Imprese, mentre quelli della trasformazione eterogenea decorrono trascorsi 60 giorni dall’ultimo degli adempimenti pubblicitari.• La trasformazione non comporta l’estinzione dell’ente che si trasforma, bensì è lo stesso ente che cambia veste giuridica. Di conseguenza, si applica il principio di continuità dei rapporti giuridici (art. 2498): l’ente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dell’ente che ha effettuato la trasformazione. www.studiopanato.it 52 Copyright © - www.studiopanato.it
  53. 53. Studio Panato Il cambiamento del regime di responsabilità dei soci• Nella trasformazione regressiva e in quella eterogenea da società di capitali in altro ente non societario, i soci che assumono la responsabilità illimitata sono responsabili anche per le obbligazioni anteriori alla trasformazione.• Nella trasformazione progressiva e in quella eterogenea da ente non societario a società di capitali, i soci non perdono la responsabilità illimitata sulle obbligazioni antecedenti la trasformazione, salvo consenso dei creditori sociali. www.studiopanato.it 53 Copyright © - www.studiopanato.it
  54. 54. Studio Panato Le perizie in caso diconferimento d’azienda La valutazione del capitale economiconell’operazione di conferimento d’azienda
  55. 55. Studio Panato Definizione e finalità• Il conferimento d’azienda è l’operazione mediante la quale un soggetto (conferente) apporta un’azienda o un ramo d’azienda in una società (conferitaria), ricevendo in cambio una partecipazione nel capitale sociale della stessa. Per effetto del conferimento, infatti, la conferitaria delibera un aumento di capitale sociale a favore della conferente pari al valore dello stesso.• Il conferimento d’azienda determina il trasferimento a titolo definitivo dell’azienda ad un soggetto terzo, tuttavia, a differenza della cessione d’azienda, il corrispettivo è rappresentato da azioni o quote della conferitaria e non può eccedere il limite massimo del valore ad esso attribuito dalla stima dell’esperto. www.studiopanato.it 55 Copyright © - www.studiopanato.it
  56. 56. Studio Panato Beni conferibili: l’azienda e il ramo d’azienda• Il conferimento d’azienda o di un ramo d’azienda rientrano nella più generale disciplina del conferimento di beni in natura.• Per azienda si intende un complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’attività d’impresa (art. 2555 c.c.). Perché vi possa essere conferimento d’azienda, è necessario che si tratti di una molteplicità di beni che nel loro complesso formano un’aggregazione idonea all’esercizio autonomo di attività di impresa. Ciò influisce, in particolare, sui criteri di valutazione da adottare, i quali dovranno essere atti ad esprime il valore dell’azienda nel suo complesso.• Per ramo d’azienda si intende una singola attività produttiva, che presenti la natura di unità economica aziendale potenzialmente idonea a permettere l’esercizio di attività d’impresa in quanto dotata di una propria autonomia organizzativa. L’identificazione delle attività e delle passività da trasferire spetta agli amministratori, ma perché vi possa essere conferimento di ramo d’azienda è necessario che tali beni presentino coerenza interna e siano fra loro coordinati e funzionali alla produzione di beni. www.studiopanato.it 56 Copyright © - www.studiopanato.it
  57. 57. Studio Panato La fasi della procedura di conferimento d’azienda• La procedura di conferimento d’azienda si compone delle seguenti fasi:1. Fase propedeutica: la relazione degli amministratori ed il parere del collegio sindacale, ex art. 2441,c.c.;2. Fase valutativa: la perizia di stima ex artt, 2343, 2343 ter e 2465 c.c.;3. Fase attuativa: delibera di aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione e redazione dell’atto di conferimento;4. Fase di controllo: controllo e revisione della stima da parte degli amministratori di Spa ex artt. 2343, commi III e IV, 2343 quater, c.c., non è invece prevista alcuna fase di controllo nelle Srl. www.studiopanato.it 57 Copyright © - www.studiopanato.it
  58. 58. Studio Panato Fase valutativa: la perizia di stima• Nell’ambito della procedura di conferimento, l’intervento del perito è richiesto dalla legge nelle seguenti occasioni, le quali si differenziano in base al tipo giuridico della conferitaria e all’oggetto del conferimento: a) Art. 2343 c.c., se la conferitaria è una Spa o una Sapa; b) Art. 2465 c.c., se la conferitaria è una Srl; c) Art. 2343 ter c.c. se la conferitaria è una Spa e oggetto del conferimento sono: − Valori mobiliari e strumenti del mercato monetario; − Beni in natura o crediti diversi dai precedenti• La perizia di stima ha lo scopo di garantire l’integrità e l’effettività del capitale sociale della conferitaria, nonché la tutela dei soci e dei creditori sociali. www.studiopanato.it 58 Copyright © - www.studiopanato.it
  59. 59. Studio Panato Art. 2343, 2465, c.c.Art. 2343 c.c.: Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di unesperto designato dal tribunale nel cui circondario ha sede la società, contenente la descrizionedei beni o dei crediti conferiti, lattestazione che il loro valore e almeno pari a quello ad essiattribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e delleventuale soprapprezzo e i criteri divalutazione seguiti. La relazione deve essere allegata allatto costitutivo. Lesperto risponde deidanni causati alla società, ai soci e ai terzi. Si applicano le disposizioni dellarticolo 64 del codice diprocedura civile (…)Art. 2465 c.c.: Chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di unesperto o di una società di revisione iscritti nel registro dei revisori contabili o di una società direvisione iscritta nellalbo speciale. La relazione, che deve contenere la descrizione dei beni ocrediti conferiti, lindicazione dei criteri di valutazione adottati e lattestazione che il loro valore ealmeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale edelleventuale soprapprezzo, deve essere allegata allatto costitutivo (…)Nei casi previsti dai precedenti commi si applicano il secondo comma dellarticolo 2343 ed ilquarto e quinto comma dellarticolo 2343-bis. ) www.studiopanato.it 59 Copyright © - www.studiopanato.it
  60. 60. Studio Panato Le novità introdotte dal D.Lgs 4/08/08 n. 142• Il D.Lgs 4/08/08 n. 142 ha introdotto gli artt. 2343 ter, 2343 quater c.c., i quali prevedono delle semplificazioni nella procedura di conferimento in Spa:a) Non è richiesta le relazione di stima, nel caso di conferimento di valori mobiliari o di strumenti del mercato finanziario, se il valore ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo è pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o più mercati regolamentati nei 6 mesi precedenti il conferimento;b) e nel caso di conferimento di beni in natura o crediti, diversi da quelli di cui sopra, se il valore ad essi attribuito, corrisponde: • al valore equo ricavato da un bilancio sottoposto a revisione legale, da cui sia derivato un giudizio senza rilievi, non anteriore ad un anno; • oppure, al valore risultante dalla valutazione effettuata da un esperto indipendente e dotato di comprovata professionalità• Inoltre, l’art. 2343 quater, prevede un rafforzamento dei compiti di controllo degli amministratori in relazione ai requisiti del perito (analizzati successivamente nella “fase di controllo”). www.studiopanato.it 60 Copyright © - www.studiopanato.it
  61. 61. Studio Panato Art. 2343 terNel caso di conferimento di valori mobiliari ovvero di strumenti del mercato monetario non e richiesta la relazione di cui allarticolo 2343, primo comma, se il valore ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e delleventuale sovrapprezzo e pari o inferiore al prezzo medio ponderato al quale sono stati negoziati su uno o piu mercati regolamentati nei sei mesi precedenti il conferimento.Fuori dai casi in cui e applicabile il primo comma, non e altresi richiesta la relazione di cui allarticolo 2343, primo comma, qualora il valore attribuito, ai fini della determinazione del capitale sociale e delleventuale sovrapprezzo, ai beni in natura o crediti conferiti sia pari o inferiore:a) al fair value iscritto nel bilancio dellesercizio precedente quello nel quale e effettuato il conferimento a condizione che il bilancio sia sottoposto a revisione legale e la relazione del revisore non esprima rilievi in ordine alla valutazione dei beni oggetto del conferimento, ovvero;b) al valore risultante da una valutazione riferita ad una data precedente di non oltre sei mesi il conferimento e conforme ai principi e criteri generalmente riconosciuti per la valutazione dei beni oggetto del conferimento, a condizione che essa provenga da un esperto indipendente da chi effettua il conferimento, dalla societa e dai soci che esercitano individualmente o congiuntamente il controllo sul soggetto conferente o sulla societa medesima, dotato di adeguata e comprovata professionalita.Chi conferisce beni o crediti ai sensi del primo e secondo comma presenta la documentazione dalla quale risulta il valore attribuito ai conferimenti e la sussistenza, per i conferimenti di cui al secondo comma, delle condizioni ivi indicate. La documentazione e allegata allatto costitutivo.Lesperto di cui al secondo comma, lettera b), risponde dei danni causati alla societa, ai soci e ai terzi.Ai fini dellapplicazione del secondo comma, lettera a), per la definizione di "fair value" si fa riferimento ai principi contabili internazionali adottati dallUnione europea. www.studiopanato.it 61 Copyright © - www.studiopanato.it Inizio pagina
  62. 62. Studio Panato La nomina del perito e i requisiti soggettivi• Le modalità di nomina del perito e i requisiti richiesti si differenziano a seconda del tipo di società conferitaria e dei beni oggetto di conferimento: • Conferimento in Spa: l’esperto viene nominato dal Tribunale (art. 2343 c.c.); • Conferimento in Spa di beni in natura o crediti diversi da valori mobiliari e strumenti del mercato finanziario: nei casi previsti dalla norma, l’esperto può essere nominato dalle parti, purché indipendente e dotato di adeguata e comprovata professionalità (art. 2343 ter); • Conferimento in Srl: l’esperto viene nominato dal socio conferente tra i soggetti (persona fisica o società di revisione) iscritti nel Registro dei revisori contabili o tra le società di revisione iscritte all’albo speciale (art. 2465). www.studiopanato.it 62 Copyright © - www.studiopanato.it
  63. 63. Studio PanatoLa finalità della stima e la scelta del metodo valutativo • La finalità della stima è quella di attestare che il valore di quanto conferito risulti almeno pari a quello attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo. Da ciò la necessità di criteri di valutazione capaci di esprimere il valore complessivo dell’azienda o del ramo d’azienda. • Nella scelta del metodo di valutazione più adeguato al caso concreto è necessario considerare la tipologia dell’attività svolta dall’azienda o dal ramo oggetto di conferimento. • Solitamente, vengono preferiti i metodi patrimoniali analitici, in quanto consentono di operare con maggiore prudenza. • Altri metodi, come quello reddituale, possono essere utilmente adottati come metodi di confronto. www.studiopanato.it 63 Copyright © - www.studiopanato.it
  64. 64. Studio Panato Lo svolgimento dell’incarico• La perizia di stima deve innanzitutto identificare l’operazione, le parti coinvolte e le finalità della medesima.• Deve inoltre illustrare: le risorse utilizzate per lo svolgimento dell’incarico, la documentazione utilizzata, le modalità dei controlli effettuati.• La perizia deve inoltre descrivere analiticamente: il complesso aziendale oggetto di conferimento, l’attività svolta, il settore di appartenenza.• Input del processo valutativo sono le informazioni fornite dagli amministratori, di cui il perito deve sempre verificare la ragionevolezza.• Il perito acquisisce inoltre dagli amministratori una situazione contabile relativa al complesso aziendale oggetto di conferimento, riferita ad una data non anteriore a 120 giorni dalla data di stipula dall’atto di conferimento (Massima Notarile Triveneto 2007 H.A.7). www.studiopanato.it 64 Copyright © - www.studiopanato.it
  65. 65. Studio Panato La struttura della periziaa) Descrizione dell’azienda oggetto di conferimento;b) Analisi della situazione economica patrimoniale;c) Valutazione sistematica dei singoli elementi patrimoniali;d) Effettuazione di eventuali stime ulteriori del complesso aziendale, sulla base di metodologie valutative che consentono un apprezzamento dell’avviamento e degli eventuali valori immateriali con finalità di verifica delle risultanze del metodo patrimoniale;e) Rilascio dell’attestazione che il valore complessivo dell’azienda non è inferiore a quello ad esso attribuito ai fini della determinazione, in capo alla società conferitaria, del capitale sociale e dell’eventuale sovrapprezzo;f) Formula di giuramento. www.studiopanato.it 65 Copyright © - www.studiopanato.it
  66. 66. Studio Panato Fase di controllo nelle Spa (ex art. 2343)• I compiti di controllo degli amministratori, con riferimento alla valutazione di stima, si differenziano a seconda della tipologia di società conferitaria e dell’oggetto del conferimento:a) Se la conferitaria è una Srl, non è previsto alcun controllo successivo;b) Se la conferitaria è una Spa, gli amministratori della conferitaria devono (ex art. 2343), entro 180 giorni dall’iscrizione nel Registro delle Imprese dell’atto di conferimento: • Controllare le valutazioni contenute nella relazione di stima; • Procedere alla revisione della stima in presenza di fondati motivi.• Se il valore di quanto conferito risulta inferiore di oltre 1/5 a quello a cui avvenne il conferimento, la società dovrà ridurre proporzionalmente in capitale sociale, oppure il socio conferente può versare la differenza in denaro o recedere dalla società. www.studiopanato.it 66 Copyright © - www.studiopanato.it
  67. 67. Studio Panato Artt. 2343, commi III e IV(…) Gli amministratori devono, nel termine di centottanta giorni dalla iscrizione dellasocietà, controllare le valutazioni contenute nella relazione indicata nel primocomma e, se sussistano fondati motivi, devono procedere alla revisione della stima.Fino a quando le valutazioni non sono state controllate, le azioni corrispondenti aiconferimenti sono inalienabili e devono restare depositate presso la società.Se risulta che il valore dei beni o dei crediti conferiti era inferiore di oltre un quinto aquello per cui avvenne il conferimento, la società deve proporzionalmente ridurre ilcapitale sociale, annullando le azioni che risultano scoperte. Tuttavia il socioconferente può versare la differenza in danaro o recedere dalla società; il sociorecedente ha diritto alla restituzione del conferimento, qualora sia possibile in tutto oin parte in natura. Latto costitutivo può prevedere, salvo in ogni caso quanto dispostodal quinto comma dellarticolo 2346, che per effetto dellannullamento delle azionidisposto nel presente comma si determini una loro diversa ripartizione tra i soci. www.studiopanato.it 67 Copyright © - www.studiopanato.it
  68. 68. Studio PanatoFase di controllo nelle Spa in caso di conferimento di beni in natura o crediti (ex art. 2343 quater)• Se la conferitaria è una Spa e oggetto di conferimento sono valori mobiliari o strumenti del mercato finanziario, ovvero altri beni in natura o crediti, gli amministratori della conferitaria devono accertare (ex art. 2343 quater), entro 30 giorni dall’iscrizione dell’atto di conferimento nel Registro delle Imprese, che: • Successivamente ai 6 mesi precedenti il conferimento, siano intervenuti fatti eccezionali che abbiano inciso sul prezzo dei valori mobiliari o degli strumenti del mercato monetario conferiti, in modo tale da modificare sensibilmente il prezzo di tali beni alla data effettiva del conferimento; • Successivamente al termine dell’esercizio cui si riferisce il bilancio per la determinazione del valore alla data di valutazione dell’esperto, si siano verificati fatti nuovi rilevanti tali da modificare il valore dei beni e dei crediti conferiti. • Sussistano i requisiti di indipendenza e di adeguata e comprovata professionalità dell’esperto.• Gli amministratori, nel caso venga accertato l’effettivo verificarsi di tali eventi e circostanze, ovvero ritengano non idonei i requisiti dell’esperto, devono ottenere una nuova relazione di stima, redatta da un perito nominato dal Tribunale, ai sensi dell’art. 2343 c.c.• In caso contrario, ossia qualora il controllo dia esito positivo, gli stessi dovranno provvedere, entro 30 giorni dall’iscrizione dell’atto di conferimento, all’iscrizione nel Registro delle Imprese di un’attestazione di congruità e affidabilità. www.studiopanato.it 68 Copyright © - www.studiopanato.it
  69. 69. Studio Panato Art. 2343 quater …Gli amministratori verificano, nel termine di trenta giorni dalla iscrizione della societa, se,nel periodo successivo a quello di cui allarticolo 2343-ter,primo comma, sono intervenutifatti eccezionali che hanno inciso sul prezzo dei valori mobiliari o degli strumenti delmercato monetario conferiti in modo tale da modificare sensibilmente il valore di tali benialla data di iscrizione della societa nel registro delle imprese, comprese le situazioni in cui ilmercato dei valori o strumenti non e piu liquido. Gli amministratori verificano altresi nelmedesimo termine se, successivamente al termine dellesercizio cui si riferisce il bilancio dicui alla lettera a) del secondo comma dellarticolo 2343-ter, o alla data della valutazione dicui alla lettera b) del medesimo comma, si sono verificati fatti nuovi rilevanti tali damodificare sensibilmente il valore dei beni o dei crediti conferiti alla data di iscrizione dellasocieta nel registro delle imprese, nonche i requisiti di professionalita ed indipendenzadellesperto che ha reso la valutazione di cui allarticolo 2343-ter, secondo comma, letterab). Qualora gli amministratori ritengano che siano intervenuti i fatti di cui al primo comma,ovvero ritengano non idonei i requisiti di professionalita e indipendenza dellesperto che hareso la valutazione di cui allarticolo 2343-ter, secondo comma, lettera b), si procede, suiniziativa degli amministratori, ad una nuova valutazione ai sensi e per gli effetti dellarticolo2343. www.studiopanato.it 69 Copyright © - www.studiopanato.it
  70. 70. Studio Panato … Art. 2343 quaterFuori dai casi di cui al secondo comma, e depositata per liscrizione nel registro delleimprese, nel medesimo termine di cui al primo comma, una dichiarazione degliamministratori contenente le seguenti informazioni:a) la descrizione dei beni o dei crediti conferiti per i quali non si e fatto luogo alla relazionedi cui allarticolo 2343, primo comma;b) il valore ad essi attribuito, la fonte di tale valutazione e, se del caso, il metodo divalutazione;c) la dichiarazione che tale valore e almeno pari a quello loro attribuito ai fini delladeterminazione del capitale sociale e delleventuale sovrapprezzo;d) la dichiarazione che non sono intervenuti fatti eccezionali o rilevanti che incidono sullavalutazione di cui alla lettera b);e) la dichiarazione di idoneita dei requisiti di professionalita e indipendenza dellesperto dicui allarticolo 2343-ter, secondo comma, lettera b).Fino alliscrizione della dichiarazione le azioni sono inalienabili e devono restare depositatepresso la societa. www.studiopanato.it 70 Copyright © - www.studiopanato.it
  71. 71. Studio PanatoLe perizie in caso di fusioneLa valutazione del capitale economiconell’operazione straordinaria di fusione
  72. 72. Studio Panato Definizione e finalità• La fusione è uno strumento di concentrazione che consente all’impresa di crescere per via esterna, mediante acquisizione di nuove entità.• Si tratta quindi di un’operazione straordinaria che può essere utilizzata per rispondere a diverse esigenze di carattere: − Produttivo (es. per integrare le diverse fasi produttive dell’attività aziendale); − Commerciale (es. per migliorare la capacità contrattuale o ridurre la concorrenza sul mercato); − Amministrativo (es. per ridurre i costi amministrativi o evitare la duplicazione delle funzioni); − Finanziario (es. per migliorare le condizioni di credito o bilanciare gli squilibri finanziari delle società partecipanti) www.studiopanato.it 72 Copyright © - www.studiopanato.it
  73. 73. Studio Panato Le tipologie di fusione (ex art. 2501 c.c.)• Le tipologie di fusione previste all’art. 2501 c.c. sono:1. Fusione per incorporazione: incorporazione da parte di una società (incorporante) di un’altra società (incorporata), la quale, per effetto dell’incorporazione, si estingue.2. Fusione propriamente detta: entrambe le società partecipanti alla fusione si estinguono, dando vita ad un nuovo soggetto giuridico, le cui azioni o quote vengono assegnate proporzionalmente ai soci delle società partecipanti.• In entrambi i casi, il risultato è la continuazione in comune di un’attività economica da parte di due compagini sociali in precedenza separate. www.studiopanato.it 73 Copyright © - www.studiopanato.it
  74. 74. Studio Panato Il procedimento di fusione: fase preliminare• Nella fase preliminare del procedimento di fusione devono essere predisposti i seguenti documenti: − Il progetto di fusione; − La situazione patrimoniale; − La relazione dell’organo amministrativo; − La relazione degli esperti; − Eventuale relazione di stima• Tali documenti devono restare depositati in copia nella sede delle società partecipanti alla fusione, unitariamente con i bilanci degli ultimi tre esercizi, durante i 30 giorni che precedono la decisione di fusione, al fine di consentire un esercizio consapevole del diritto di voto dei soci.• Il progetto di fusione deve essere depositato per l’iscrizione nel Registro delle Imprese ove hanno sede le società partecipanti alla fusione. www.studiopanato.it 74 Copyright © - www.studiopanato.it
  75. 75. Studio Panato La relazione degli amministratori (art. 2501 quinquies)• L’organo amministrativo delle società partecipanti alla fusione deve redigere una relazione che presenta un duplice scopo: • illustrare e motivare, sotto il profilo giuridico ed economico, il progetto di fusione (es. opportunità strategiche, vantaggi economici..); • giustificare il rapporto di cambio stabilito nel progetto di fusione, indicando i criteri di determinazione dello stesso (ossia i metodi di valutazione utilizzati per la determinazione del valore economico delle società partecipanti), nonché eventuali difficoltà di valutazione riscontrate. www.studiopanato.it 75 Copyright © - www.studiopanato.it
  76. 76. Studio Panato La situazione patrimoniale (art. 2501 quater)• L’organo amministrativo delle società partecipanti alla fusione, deve redigere la situazione patrimoniale delle società stesse.• Si tratta di un vero e proprio bilancio intermedio, rientrante quindi nella fattispecie disciplinata dall’OIC n. 30, da redigere in osservanza delle norme previste per la stesura del bilancio di esercizio.• La situazione patrimoniale deve presentare una data non anteriore a 120 giorni al deposito del progetto di fusione presso la sede della società.• La situazione patrimoniale può essere sostituita dal bilancio di esercizio, se questo è stato chiuso non oltre 6 mesi prima del giorno del suddetto deposito.• Scopo del documento in oggetto è quello di fornire ai soci e ai creditori informazioni aggiornate sulla consistenza patrimoniale delle società partecipanti all’operazione. www.studiopanato.it 76 Copyright © - www.studiopanato.it
  77. 77. Studio Panato La valutazione di fusione e l’intervento dell’esperto• Nell’ambito del procedimento di fusione, l’intervento dell’esperto viene richiesto dalla legge nelle seguenti occasioni: • La relazione dell’esperto sulla congruità del rapporto di cambio ex art. 2501 sexies; • La relazione di una società di revisione da redigersi unitariamente per entrambe le società partecipanti alla fusione (solo nell’ipotesi in cui ci si voglia avvalere della possibilità di riduzione dei termini per l’opposizione dei creditori) ex. art. 2503 c.c. • L’eventuale relazione di stima del patrimonio della società incorporata (in ipotesi di fusione fra società di persone con società di capitali) ex art. 2501 sexies, ultimo comma. www.studiopanato.it 77 Copyright © - www.studiopanato.it
  78. 78. Studio Panato La relazione dell’esperto ex art. 2501 sexies: i requisiti dell’esperto e le modalità di nomina• La relazione dell’esperto presenta la funzione di fornire indicazioni sulla congruità del rapporto del cambio predisposto dagli organi amministrativi.• Requisiti dell’esperto: scelto tra i soggetti (persone fisiche o società) iscritti al Registro dei revisori contabili, e fra società di revisione iscritte all’Albo speciale Consob (per le società quotate).• Competenza: la nomina dell’esperto compete • al Tribunale, se l’incorporante o la risultante è una Spa o una Sapa; • alle parti, se l’incorporante o la risultante è una società di persone o una Srl; • alla Consob, se la società è una società quotata.• Scopo della relazione è quello di tutelare i soci delle società partecipanti alla fusione, chiamati in assemblea ad approvare il progetto di fusione, in evidente asimmetria informativa rispetto agli amministratori che hanno determinato il rapporto di cambio. www.studiopanato.it 78 Copyright © - www.studiopanato.it
  79. 79. Studio Panato Il ruolo dell’esperto• L’esperto deve stabilire se i valori economici attribuiti dagli amministratorial patrimonio delle società partecipanti sono tali da garantire l’equivalenzasostanziale della partecipazione nella società risultante dalla fusione.Pertanto, esso non dovrà procedere alla determinazione di un nuovorapporto di cambio diverso da quello determinato dagli amministratori.• In particolare, la relazione deve illustrare: •l metodo o i metodi seguiti per la determinazione del rapporto di cambio e i valori risultanti dall’applicazione di ciascuno di esso; •le eventuali difficoltà di valutazione; •ed esprimere un parere sull’adeguatezza del metodo o dei metodi seguiti per la determinazione del rapporto di cambio e sull’importanza relativa attribuita a ciascuno di essi nella determinazione del valore adottato. www.studiopanato.it 79 Copyright © - www.studiopanato.it
  80. 80. Studio Panato Il giudizio di congruità• Per giudizio di congruità sul rapporto di cambio, si intende che l’esperto deve attestare una ragionevole, motivata e non arbitraria scelta valutativa e metodologica, la quale sussiste quando le scelte compiute dagli amministratori non appaiono logicamente contraddittorie, estranee o ingiustificate rispetto alle esperienze e opinioni seguite e sostenute dai tecnici del settore.• Tuttavia, il parere espresso dall’esperto non è vincolate. Di conseguenza, anche in ipotesi di giudizio negativo, non vi sarebbe alcun ostacolo al perseguimento del perfezionamento dell’operazione. www.studiopanato.it 80 Copyright © - www.studiopanato.it
  81. 81. Studio Panato Art. 2501 sexies, commi I,II,III, IV,V, c.c.Uno o più esperti per ciascuna società devono redigere una relazione sulla congruità del rapporto di cambio delle azioni o delle quote, che indichi:a)il metodo o i metodi seguiti per la determinazione del rapporto di cambio proposto e i valori risultanti dallapplicazione di ciascuno di essi;b) le eventuali difficoltà di valutazione. La relazione deve contenere, inoltre, un parere sulladeguatezza del metodo o dei metodi seguiti per la determinazione del rapporto di cambio e sullimportanza relativa attribuita a ciascuno di essi nella determinazione del valore adottato.Lesperto o gli esperti sono scelti tra i soggetti di cui al primo comma dellarticolo 2409-bis e, se la società incorporante o la società risultante dalla fusione e una società per azioni o in accomandita per azioni, sono designati dal tribunale del luogo in cui ha sede la società. Se la società e quotata in mercati regolamentati, lesperto e scelto fra le società di revisione iscritte nellapposito albo.In ogni caso, le società partecipanti alla fusione possono congiuntamente richiedere al tribunale del luogo in cui ha sede la società risultante dalla fusione o quella incorporante la nomina di uno o più esperti comuni.Ciascun esperto ha diritto di ottenere dalle società partecipanti alla fusione tutte le informazioni e i documenti utili e di procedere ad ogni necessaria verifica … www.studiopanato.it 81 Copyright © - www.studiopanato.it
  82. 82. Studio Panato Relazione CONSOBTITOLODESTINATARIMOTIVO, OGGETTO, NATURA DELL’INCARICODOCUMENTAZIONE UTILIZZATAMETODI DI VALUTAZIONE ADOTTATI DAGLI AMMINISTRATORI PER LADETERMINAZIONE DEL RAPPORTO DI CAMBIODIFFICOLTÀ DI VALUTAZIONE INCONTRATE DAGLI AMMINISTRATORIRISULTATI EMERSI DALLA VALUTAZIONE EFFETTUATA DAGLIAMMINISTRATORILAVORO SVOLTO www.studiopanato.it 82 Copyright © - www.studiopanato.it
  83. 83. Studio Panato Rapporto di cambioDeterminazione del rapporto di cambioIn considerazione delle sopra riportate valutazioni, i dati relativi alle due società possono essere così sintetizzati:Concambio: (valore economico incorporata / capitale sociale incorporata) / (valore economico incorporante / capitale sociale incorporante)Il rapporto di cambio tra le quote dellincorporante e le quote dellincorporata sarà pari a ………… quote da un euro dellincorporante contro ………… quota da un euro dellincorporata.L’applicazione di tale concambio comporterebbe una ripartizione del capitale sociale della società risultante come sotto riportato: Socio ………… percentuale ….. www.studiopanato.it 83 Copyright © - www.studiopanato.it
  84. 84. Studio Panato La relazione unica della società di revisione ex art. 2503 c.c.• Ai sensi dell’art. 2503, è riconosciuta la possibilità di abbreviare il procedimento di fusione, se la relazione dell’esperto di cui all’art. 2501 sexies viene redatta, per tutte le società partecipanti alla fusione, da un’unica società di revisione la quale asseveri che la situazione patrimoniale e finanziaria delle società partecipanti alla fusione rende non necessarie garanzie a tutela dei creditori.• In tal modo, non è più obbligatorio attendere 60 giorni, per l’opposizione dei creditori sociali, dall’iscrizione nel Registro delle Imprese della delibera di fusione prima dell’attuazione della fusione. www.studiopanato.it 84 Copyright © - www.studiopanato.it
  85. 85. Studio Panato Art. 2503, c.c.La fusione può essere attuata solo dopo sessanta giorni dallultima delleiscrizioni previste dallarticolo 2502-bis, salvo che consti il consenso deicreditori delle società che vi partecipano anteriori alliscrizione prevista nel terzocomma dellarticolo 2501-ter, o il pagamento dei creditori che non hanno dato ilconsenso, ovvero il deposito delle somme corrispondenti presso una banca,salvo che la relazione di cui allarticolo 2501-sexies sia redatta, per tutte lesocietà partecipanti alla fusione, da ununica società di revisione la qualeasseveri, sotto la propria responsabilità ai sensi del sesto comma dellarticolo2501-sexies, che la situazione patrimoniale e finanziaria delle societàpartecipanti alla fusione rende non necessarie garanzie a tutela dei suddetticreditori.Se non ricorre alcuna di tali eccezioni, i creditori indicati al comma precedentepossono, nel suddetto termine di sessanta giorni, fare opposizione. Si applica intal caso lultimo comma dellarticolo 2445. www.studiopanato.it 85 Copyright © - www.studiopanato.it
  86. 86. Studio Panato La relazione di stima ex art. 2501 sexies, VII comma, c.c.• Nell’ipotesi di fusione di società di persone con società di capitali, gli esperti incaricati di redigere la relazione sulla congruità del rapporto di cambio, devono redigere anche una relazione di stima del patrimonio della società di persone.• Tale relazione deve essere redatta al fine di garantire l’effettività del capitale sociale della società risultante dall’operazione.• Tuttavia, la massima n. 27/2004 del Consiglio notarile di Milano chiarisce, che la suddetta relazione non è necessaria: • nel caso di incorporazione in società di capitali preesistenti di società di persone interamente possedute; • nel caso in cui non si proceda ad un aumento di capitale della incorporante società di capitali; • nel caso di incorporazione in società di capitali in società di persone nelle quali i soci dell’incorporante assicurino le azioni o quote da assegnare in concambio ai soci dell’incorporata mediante il “restringimento” delle loro partecipazioni nell’incorporante. www.studiopanato.it 86 Copyright © - www.studiopanato.it
  87. 87. Studio Panato Art. 2501 sexies, VII comma, c.c.… Ai soggetti di cui ai precedenti terzo e quarto comma e altresìaffidata, in ipotesi di fusione di società di persone con società dicapitali, la relazione di stima del patrimonio della società dipersone a norma dellarticolo 2343. www.studiopanato.it 87 Copyright © - www.studiopanato.it
  88. 88. Studio Panato L’atto di fusione e la tutela dei creditori (artt. 2503, 2504 c.c.)• L’atto di fusione, che deve risultare da atto pubblico, può essere redatto solo trascorsi 60 giorni dall’iscrizione della delibera di fusione nel Registro delle Imprese. Questo per consentire ai creditori la possibilità di fare opposizione.• È possibile, tuttavia, abbreviare i tempi, procedendo con l’immediata stipula dell’atto, nei seguenti casi: • I creditori hanno dato il loro consenso all’operazione; • Tutti i creditori dissenzienti sono stati pagati o sono state depositate le somme corrispondenti presso un istituto di credito; • La relazione degli esperti è redatta da un’unica società di revisione che attesti, sotto la propria responsabilità, che la situazione finanziaria e patrimoniale della società è tale da non rendere necessarie ulteriori garanzie.• L’atto di fusione deve essere depositato per l’iscrizione presso il Registro delle Imprese dei luoghi dove hanno sede le società partecipanti alla fusione e della società risultante o incorporante, entro 30 giorni, a cura del notaio rogante. www.studiopanato.it 88 Copyright © - www.studiopanato.it
  89. 89. Studio PanatoLE PROCEDURE SEMPLIFICATE www.studiopanato.it 89 Copyright © - www.studiopanato.it
  90. 90. Studio Panato Fusione per incorporazione di società interamente possedute (art. 2505 c.c.)• In ipotesi di fusione per incorporazione nella quale la società incorporante possiede tutte le azioni o quote dell’incorporata, sono previste le seguenti semplificazioni: • nel progetto di fusione non devono essere indicati il rapporto di cambio e il conguaglio in denaro, la modalità di assegnazione delle azioni o quote e la data a partire dalla quale tali azioni o quote partecipano agli utili; • non è richiesta la relazione dell’organo amministrativo ex art. 2501 quinquies; • non è richiesta la relazione degli esperti ex art. 2501 sexies; • l’atto costitutivo può prevedere che la decisione di fusione venga adottata dagli organi amministrativi delle società partecipanti all’operazione, con deliberazione risultante da atto pubblico, nel rispetto delle disposizioni relative al progetto di fusione (art. 2501 ter) e al deposito degli atti (art. 2501 septies, comma I, nn. 1 e 2). www.studiopanato.it 90 Copyright © - www.studiopanato.it

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