Rimigliano: Controdeduzioni integrale alle osservazioni presentate 03.10.2011
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

Rimigliano: Controdeduzioni integrale alle osservazioni presentate 03.10.2011

on

  • 1,157 views

 

Statistics

Views

Total Views
1,157
Views on SlideShare
960
Embed Views
197

Actions

Likes
0
Downloads
0
Comments
0

1 Embed 197

http://www.comitatopercampiglia.it 197

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

Rimigliano: Controdeduzioni integrale alle osservazioni presentate 03.10.2011 Rimigliano: Controdeduzioni integrale alle osservazioni presentate 03.10.2011 Document Transcript

  • COMUNE DI SAN VINCENZO CIRCONDARIO DELLA VAL DI CORNIA PROVINCIA DI LIVORNO VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO PER LA TENUTA DI RIMIGLIANO Michele Biagi Sindaco Alessandro Bandini Assessore allUrbanistica UFFICIO DI PIANO - COMUNE DI SAN VINCENZO: geom. Andrea Filippi Responsabile del Procedimento dott. arch Laura DellAgnello Responsabile Ufficio Urbanistica Gian Luca Luci Responsabile Ufficio S.I.T. dott. Martina Pietrelli Garante della comunicazione GRUPPO DI LAVORO ESTERNO: dott. arch Stefano Giommoni Progettista coordinatore dott. ing. Nicola Lenza Indagini idrauliche dott. geol. Maurizio Sileoni Indagini geologiche Ldp progetti gis s.r.l. - Luca Gentili S.I.T. e informatizzazione dott. Ing. Renato Butta - Sintesis s.r.l. Valutazione integrata e strategica dott. Serena Butta - Sintesis s.r.l. Valutazione integrata e strategica dott. Ing. Claudia Casini - Sintesis s.r.l. Valutazione integrata e strategica CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI PRESENTATEADOZIONE: Delibera C.C. n° 96 del 22.10.2010 – BURT n° 46 del 17.11.2010APPROVAZIONE: Delibera C.C. n° ______ del ____/________/2011 3 Ottobre 2011
  • INDICE:1. Osservazione presentata da RIMIGLIANO srl. in data 09.12.2010 n° 30385…………. pag. 22. Osservazione presentata da Soprintendenza Archeologica della Toscana in data 15.12.2010 n° 30618…………………………………………….………………….. pag. 33. Osservazione presentata da FORUM del Centrosinistra in data 29.12.2010 n° 32217…………………………………………………………………. pag. 44. Osservazione presentata da RIMIGLIANO srl. in data 29.12.2010 n° 32255…………. pag. 355. Osservazione presentata da Comune di San Vincenzo – Area Servizi per il Territorio in data 30.12.2010 n° 32360………………………………………………………………….. pag. 366. Osservazione presentata da Comune di San Vincenzo – Area Servizi per il Territorio in data 30.12.2010 n° 32368………………………………………………………………….. pag. 387. Osservazione presentata da COMITATO PER CAMPIGLIA In data 30.12.2010 n° 32370…………………………………………………………………. pag. 418. Osservazione presentata da REGIONE TOSCANA In data 14.01.2011 n° 1236 e 19.01.2011 n° 1583………………………………………. pag. 549. Osservazione presentata da PROVINCIA DI LIVORNO In data 19.01.2011 n° 1589………………………………………..…………………………. pag. 74 ALLEGATI: 2 - TABELLA S.L.P NUCLEI PODERALI………………………………………………….... pag. 80 3 - SCHEDE NORMATIVE NUCLEI PODERALI………………………………………….... pag. 88 LEGENDA: barrato rosso = parti della Disciplina o della Convenzione adottate eliminate corsivo blu = parti aggiunte alla Disciplina od alla Convenzione adottate (1) = Contro deduzioni che comportano modifiche alla Disciplina – Il corrispondente numero si trova nell’allegato 1 (A) = Contro deduzioni che comportano modifiche alla Convenzione – La corrispondente lettera si trova nell’allegato 4 1
  • Oggetto: Variante al Regolamento Urbanistico per il Sottosistema Ambientale dellaPianura Costiera – Tenuta di Rimigliano.Adozione con Delibera di C.C. n° 96 del 22.10.2010 BURT n° 46 del 17.11.2010 CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI PRESENTATE1 - OSSERVAZIONE della RIMIGLIANO srl allo schema di convenzione.Prot. 09.12.2010 n° 30385Contenuto dell’osservazione:L’osservazione chiede di chiarire meglio, all’art.3 della convenzione attuativa, lapossibilità di alienare, congiuntamente alle unità immobiliari, i terreni pertinenzialialle stesse.Controdeduzioni:L’osservazione è pertinente anche se, la risposta ovviamente è implicita nelladefinizione di terreni pertinenziali che, per legge non possono essere alienatiseparatamente dagli immobili a cui è riferito il vincolo di pertinenzialità. Tale aspettoè chiaramente obbligatorio ad esempio, per le aree a parcheggio ex L. 122/89.Comunque al fine di una maggiore chiarezza, si precisa che il comma cdell’Articolo 3 adottato è riferito a tutti i terreni esterni ai Nuclei Poderali e si proponedi integrarlo come proposto:“…. e dei terreni pertinenziali e condominiali delle stesse compresi all’interno dei Nuclei Poderali così come definitidal Regolamento Urbanistico.” (A)L’OSSERVAZIONE DELLA RIMIGLIANO SRL È ACCOGLIBILE CON LACONSEGUENTE INTEGRAZIONE, IN CALCE AL COMMA C DELL’ARTICOLO 3DELLA CONVENZIONA ADOTTATA DEL PERIODO SOPRA ELENCATO. 2
  • 2 - CONTRIBUTO/OSSERVAZIONE della Soprintendenza per i Beni Archeologicidella Toscana.Prot. 15.12.2010 n° 30618Contenuto dell’osservazione:Più che una vera e propria osservazione al Regolamento Urbanistico adottato, laSoprintendenza raccomanda l’effettuazione di saggi di accertamento archeologicoprima della esecuzione delle opere che comportino scavi di qualsiasi genere, datrasmettere alla stessa Soprintendenza al fine di ottenere il nulla osta alla esecuzionedelle opere.Controdeduzioni:L’Amministrazione comunale ritiene opportuno tutelare eventuali emergenzearcheologiche e pertanto si propone di inserire tale obbligo nella Disciplina del R.U. incalce al punto 16 come segue:“ Il permesso di Costruire dovrà essere preceduto dal Nulla Osta della Soprintendenza per i Beni Archeologici dellaToscana”. (1)L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTE INTEGRAZIONE,DI UN ULTERIORE COMMA, IN CALCE ALL’ARTICOLO 16 DELLA DISCIPLINAADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO. 3
  • 3 – OSSERVAZIONI del Gruppo Consiliare del FORUM del Centro Sinistra –Nicola Bertini – Chiara Bersotti.Prot. 29.12.2010 n° 32217Contenuto dell’Osservazione N° 1:Si richiede l’annullamento della delibera e una nuova elaborazione del Regolamento Urbanistico cherisulta poggiato su un’analisi (quella del PS) non più attuale del contesto economico e sociale da cui derivano risultanze per niente rispondenti agli interessi collettivi.Controdeduzioni:Tale osservazione non è condivisibile a causa dell’infondatezza delle motivazioniaddotte:  Il RU non prevede la realizzazione del Parco di Rimigliano, come parco pubblico, al pari di quello esistente, ma ne prevede il suo ampliamento con le aree a monte della via della principessa acquisite alla proprietà pubblica, e, chiaramente, prevede l’obbligo dell’inserimento, delle aree della Tenuta di Rimigliano, nelle ANPIL, non come momento successivo, ma propedeutico agli interventi edilizi, con la preventiva stipula della convenzione attuativa.  Convenzione, che costituisce parte integrante della Variante al R.U., che prevede un preciso impegno sulla fruibilità della Tenuta dal parte dei cittadini, ovviamente regolamentata con apposito atto da redigersi da parte della Società Parchi Val di Cornia;  È bene ricordare che non è possibile programmare e pianificare l’agricoltura a mezzo degli strumenti urbanistici, non si possono nemmeno pianificare gli interventi edilizi funzionali alla stessa ai sensi di quanto stabilito dal Titolo IV capo III della L.R.T. 1/2005, che prevede che con il PAMAA si stabiliscano quanti e quali volumi destinare all’attività agricola. Nella Variante al R.U. l’Amministrazione Comunale, ha di fatto stabilito che tutte le attività connesse ai nuovi insediamenti residenziali siano svolti unitariamente dall’Azienda agricola, che continua ad esserci, si sviluppa con nuove colture di pregio e soprattutto si mantiene unita e non frazionabile.  Nel RU si dettagliano gli interventi edilizi, facendo attenzione al mantenimento di una identità tipica delle nostre campagne tutelando e salvaguardandone gli elementi caratteristici e tipici.SE NE PROPONE PERTANTO IL NON ACCOGLIMENTOContenuto dell’Osservazione N° 2:TESTO MODIFICATO: “Inserire nell’elenco delle Aree Protette della Regione Toscana, quantomeno inregime di ANPIL, Tutta la Tenuta di Rimigliano (senza esclusione di manufatti edilizi o resedi) primadi qualsiasi intervento edilizio diverso dall’ordinaria e straordinaria manutenzione – restauroconservativo.” 4
  • Contenuto dell’Osservazione N° 3:Inserire nel testo dell’ultimo comma dell’art 3, dopo la parola “Tenuta”, la precisazione “prima delrilascio di qualsiasi permesso a costruire”.Contenuto dell’Osservazione N° 4:Inserire come ultimo comma: “Il Regolamento dovrà rispondere a criteri di pubblica utilitàprevedendo tra l’altro:  L’accesso libero, incondizionato e gratuito a residenti e turisti ai territori della Tenuta di Rimigliano attraverso i percorsi esistenti, sia a piedi che in bicicletta;  La creazione immediata di una rete escursionistica così come riconosciuta dalla LR 17/98;  Il divieto di precludere ai visitatori porzioni specifiche di territorio;  Il divieto di conversione dei terreni agricoli ad attività diverse quali impianti sportivi di vario genere nonché, giardini o altro;  La creazione di una rete escursionistica collegata con il Masseto, e il sistema dei parchi della val di Cornia;  L’impossibilità di procedere a sostituzioni edilizie nell’area dovendo salvaguardare il linguaggio architettonico dei nuclei poderali; ogni intervento dovrà pertanto adeguarsi ai manufatti edilizi esistenti, senza modificarne, dopo la ristrutturazione, ingombro planivolumetrico né linee architettoniche;  La realizzazione della pista ciclabile di collegamento da San Vincenzo a Baratti, attraverso soluzioni innovative, all’interno della Tenuta in modo da eliminare un fattore di pericolosità e di scarsa qualità lungo la Via della Principessa.”Contenuto dell’Osservazione N° 5:TESTO MODIFICATO: “La certificazione dell’avvenuto inserimento di tutta la superficie della Tenutadi Rimigliano, ivi compresi i nuclei poderali, in apposita ANPIL conformemente con quanto previstodal PS.”Contenuto dell’Osservazione N° 6:Abrogazione del Capitolo 2.5 perché contraddittorio e privo di consistenza soprattutto inconsiderazione del fatto che la disciplina non attua nessun obiettivo relativo al Parco Naturaleprevisto dal PS.Controdeduzioni: Le precedenti osservazioni 2,3,4,5 e 6 sembrano finalizzate ad un solo scopo,quello di regolamentare gli interventi edilizi con l’attuazione dell’ANPIL, mentre èvolontà precisa dell’Amministrazione Comunale di costituire sì, in breve tempo,l’Area protetta, approvando lo specifico regolamento e prevedendo una gestioneaccurata e consona al sistema dei Parchi della Val di Cornia, attivando da subito laprocedura di inserimento nel Programma Triennale per le Aree Protette (che perinciso scade nel 2011 e che sarà possibile richiedere l’inserimento solo in quellosuccessivo), ma nel contempo pianificare gli interventi edilizi con il giusto strumento ecioè con il Regolamento Urbanistico. Ed il regolamento della nuova ANPIL non è certo materia di pianificazioneurbanistica. 5
  • Anche in considerazione della procedura di inserimento nel Programmatriennale della Regione Toscana non si reputa opportuno subordinare, allacostituzione dell’ANPIL, gli interventi edilizi in considerazione anche delle garanzie,previste dalla Convenzione attuativa, che la Proprietà dovrà sottoscrivere prima diattuarli. Relativamente alla disquisizione sull’espressione contenuta nella relazione “IlParco di Rimigliano, istituito nel 1973, e più recentemente assoggettato alle disposizioniregionali con la perimetrazione comunale dell’ANPIL, è uno dei risultati più tangibili di talipolitiche amministrative.” ed alle critiche e richieste di modifica è bene ricordare chel’Amministrazione Comunale di San Vincenzo ha, da sempre, operato per la completaattuazione di quello che storicamente è stato, per gli abitanti di San Vincenzo ed ituristi, “ il Parco di Rimigliano” mettendo a disposizione della completa acquisizionenotevoli risorse economiche (anche le recenti definitive acquisizioni del tratto sud),ha poi, forse in modo incompleto, “ istituito” con atto formale (Giunta Comunale 24f ebbraio 2005, n. 35) , così come previsto dalla L.R. 49/95, la prima ANPIL per varimotivi mai inserita nel Programma triennale delle aree Protette. Ma il non inserimentonon sminuisce il valore che l’A.C. ha sempre dato a tale area, che di fatto esiste edè “un risultato tangibile”. I migliaia di cittadini e di turisti che, da decenni, fruisconodel Parco di Rimigliano e della sua spiaggia, non sentono la mancanza di un “formale”inserimento nel programma regionale.PER I SOPRA ESPOSTI MOTIVI NON SI RITENGONO ACCOGLIBILI LEOSSERVAZIONI n° 2,3,4,5 e 6.Contenuto dell’Osservazione N° 7:Le invariantiCome ricordato dal RU adottato, il PS individua come invarianti nell’area di Rimigliano i seguenti elementipaesaggistici: Le componenti della bonifica. I suoli a residua vegetazione palustre e i canali della bonifica. Le componenti dell’organizzazione territoriale I percorsi della maglia insediativa ed agraria; I nuclei poderali e i relativi suoli pertinenziali; L’unitarietà fondiaria e la conduzione agricola unitaria della Tenuta; I viali alberati, le formazione vegetazionali lineari e gli alberi camporili. Le emergenze storiche ed architettoniche. Le tipologie edilizie e l’aspetto esteriore formale delle case coloniche. Le componenti ambientali. Le aree boscate di ogni genere e tipo, e comunque quelle rispondenti alla definizione di bosco dettata dall’art. 3 della L.R.T. 21 marzo 2000 n. 39 e dal relativo Regolamento di attuazione.Perché la pianificazione urbanistica risulti coerente, occorre che gli oggetti della pianificazione rientranti nelladefinizione di “invariante” siano sottoposti a rigida tutela. Per ribadire l’ovvio, il legislatore, scegliendo ladefinizione di invariante voleva sottolineare che tale categoria doveva ricomprendere quei manufatti o queglielementi caratterizzanti del territorio che non dovevano variare, pena lo snaturamento del linguaggiopaesaggistico dell’ambito d’intervento. Gli art 4,5 e 6 della Legge Regionale n 1/2005 sono a tal riguardoinequivocabili.L’Amministrazione sembra consapevole del significato di tale definizione tant’è che, in un passaggio delladisciplina afferma, a proposito di una delle invarianti, la rete viaria interna alla tenuta: 6
  • “La viabilità poderale interna alla Tenuta non è in alcun modo modificabile, ne nella dimensione che nell’andamento del tracciato”Diciamo inoltre che nella precedente versione delle NTA si affermava ancor più chiaramente:La viabilità interna della tenuta è considerata dal Piano Strutturale una invariante strutturale e pertanto non è modificabile. Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e ripristino delle pavimentazioni esistenti esclusivamente con materiale lapideo o terra battutaSe tale affermazione vale per le strade interne alla Tenuta, deve necessariamente valere anche per i suolipertinenziali degli ambiti poderali e per quest’ultimi a maggior ragione. Pertanto si può definire una normaprecisa che disciplini gli ambiti poderali o nuclei poderali che dir si voglia, così come segue: Osservazione n°7 TESTO DA INSERIRE: “Gli ambiti poderali all’interno della Tenuta sono considerati, dal Piano Strutturale vigente, invarianti strutturali e pertanto non sono modificabili. Sono ammessi all’interno degli stessi sono interventi di manutenzione ordinaria e strordinaria nonché il ripristino delle strutture edilizie precarie che necessitino di ristrutturazione con materiali conformi agli originali e nelle stesse linee e tipologie edilizie ed architettoniche delle strutture preesistenti.”Contenuto dell’Osservazione N° 8:Tale testo, evidentemente conforme e del tutto attinente alle linee e agli indirizzi che la stessa A C sanciscenel PS vigente, dovrebbe diventare il primo comma dell’art 5 della disciplina.Si sottolinea, onde evitare critiche sciocche ed infondate, che tali limitazioni non possono arrecarepregiudizio per l’Ente né possono generare ricorsi o azioni legali giacché sempre all’art 6 della LRT 1/2005leggiamo: “L’individuazione, nell’ambito dello statuto, delle invarianti strutturali, costituisce accertamento delle caratteristiche intrinseche e connaturali dei beni immobili in esso ricompresi. Le conseguenti limitazioni allefacoltà di godimento dei beni immobili, individuati sulla base dei principi stabiliti dalla legge statale, contenute nello statuto medesimo, non danno luogo ad alcun indennizzo.”La contraddizione evidente ed insanabile tra la definizione di invariante strutturale e la possibilità diprevedere tra gli interventi ammessi la demolizione e ricostruzione in altro luogo e sotto altre forme di unaquantità imprecisata di volumetrie, è stridente e tale da inficiare la legittimità dell’operato amministrativo chenon risponde ai criteri minimi di ragionevolezza e coerenza intrinseca che devono costituire la basi di ognideterminazione pubblica.Per le stesse ragioni sopra esposte, appare evidente che alla definizione de “le tipologie edilizie e l’aspettoesteriore formale delle case coloniche” come invariante strutturale, deve seguire una serie di modalità diintervento all’interno dei nuclei poderali che sia conseguente con quanto affermato in premessa. Pergarantire e tutelare l’aspetto esteriore formale delle case coloniche, non si può evidentemente prescinderedalla conservazione degli immobili attualmente presenti attorno ad esse. Appare in netta contraddizione lapossibilità di demolire e ricostruire in altre forme ed in altri luoghi i manufatti edilizi attualmente presentiattorno ai corpi di fabbrica principali.Se l’obiettivo del Piano Strutturale è davvero quello di salvaguardare l’aspetto esteriore formale dei nucleipoderali occorre prendere atto di un dato incontrovertibile. L’essenza paesaggistica di Rimigliano, dataanche dai nuclei poderali, richiede che sia considerato non solo il valore architettonico dei singoli manufattiedili ma il grande valore aggiunto che la disposizione attuale dà alla Tenuta prescindendo anche dal pregiodel singolo immobile o annesso. Con un simile obiettivo non può coesistere la sostituzione edilizia qualemodalità d’intervento ammesso nella tenuta. Men che meno a tale indirizzo si confà la nuova edificazione.Pertanto si propone la seguente osservazione: Osservazione n° 8 Abrogazione del punto 3 dell’art 5 3. Nuova edificazione limitatamente alla struttura ricettiva alberghiera localizzata nellambito poderale " Poggettino - Contessa Lea". 7
  • Contenuto dell’Osservazione N° 9: Sostituzione dei punti 1 e 2 dell’Art 5 con quanto segue: “Interventi di ristrutturazione edilizia con scrupoloso mantenimento delle caratteristiche formali e relazionali degli immobili presenti nella tenuta siano essi destinati ad attività agricole o ad attività residenziali.”Contenuto dell’Osservazione N° 10: Aggiornamento della cartografia del R U secondo le modifiche sopra apportate.Contenuto dell’Osservazione N° 11: Abrogazione del comma terzo dell’Art 7 Gli interventi previsti nel Nucleo poderale Poggettino Contessa Lea per la realizzazione della struttura alberghiera sono ammessi per una quantità massima di 6.000 mq di S.L.P., compreso l’eventuale riutilizzo del patrimonio edilizio esistente con valore storico, testimoniale localizzato nel Nucleo medesimo.Contenuto dell’Osservazione N° 12: Abrogazione dell’Art 9Contenuto dell’Osservazione N° 13: Abrogazione dell’Art 10Contenuto dell’Osservazione N° 14:In aggiunta a quanto sopra esposto, è inconcepibile e priva di giustificazione razionale, l’affermazionecontenuta al comma primo dell’Art 9 della disciplina secondo cui nella Tenuta esisterebbero: “strutture e i manufatti che non presentano alcun valore storico testimoniale formale”Questa affermazione è sconcertante. Evidentemente il valore paesaggistico, urbanistico e testimoniale ècostituito proprio dall’alternarsi dei poderi e degli annessi agricoli, la scansione e la disposizione di stalle eannessi attorno ai poderi è l’essenza di un nucleo poderale. Persa questo equilibrio architettonico, non hapiù nessun senso parlare di nuclei poderali ma semplicemente di piccoli e grandi quartieri residenziali.Che poi la presenza delle testimonianze del lavoro svolto nella tenuta dalla bonifica Leopoldina ai nostrigiorni non costituisca “valore testimoniale” è una affermazione talmente offensiva nei confronti di generazionidi uomini e donne che nella Tenuta hanno trascorso l’intera esistenza e che hanno contribuito a consegnarea noi il paesaggio per come oggi appare, che una Amministrazione, di qualsiasi colore politico e di qualsiasilivello culturale, dovrebbe provvedere senza il nostro suggerimento a correggere il comma in questione.Certo un simile errore la dice lunga sul livello di consapevolezza con cui l’Amministrazione pianifica l’areaforse di maggior pregio dell’intero territorio sanvincenzino. Si propone pertanto in subordine all’accoglimentodell’osservazione n°12: Osservazione n°14 Abrogazione dell’Art 9 comma primo in quanto in netto e palese contrasto con gli obiettivi del PS e con le invarianti strutturali nonché perché privo di coerenza intrinseca. 8
  • Contenuto dell’Osservazione N° 15:Altri elementi che contraddicono palesemente gli indirizzi e gli obiettivi del PS approvatodall’Amministrazione, in particolare nella parte relativa alle invarianti da tutelare, e sempre con riferimento ainuclei poderali, sono ad esempio le possibilità concesse dal RU di realizzare piscine in grande quantità nellatenuta. Tali strutture sono previste all’interno dei nuclei poderali, senza nessun vincolo particolare riguardo ilnumero e la capacità (Art 11 comma secondo ultimo punto).L’Amministrazione pare così sottovalutare l’impatto derivante dagli elementi architettonici diversi dagli edifici,che tuttavia possono snaturare completamente la fisionomia di un territorio. Non sfuggirà che la presenza dipoderi variamente ristrutturati con attorno una o più piscine con la diffusione prevista nella Tenuta diRimigliano è in grado di trasformare la Tenuta in una enorme area lottizzata diffusa. Questo da un punto divista urbanistico, architettonicamente parlando inoltre, la concezione del paesaggio che ne deriverebbesarebbe un grave cedimento a quella omologazione che Rimigliano può combattere e alla quale SanVincenzo ha già sacrificato grandi spaccati di territorio peculiari e di pregio quali quelli del centro urbano edelle colline.È inoltre necessario ragionare a proposito del risparmio idrico e del contenimento dei consumi energeticinonché dei prodotti chimici. Da tutte queste considerazioni si possono trarre due ordini di conseguenze. Laprima è quella che il Forum del centrosinistra propone con forza e predilige. Per mantenere le caratteristichepeculiari del luogo, per selezionare l’offerta turistica garantendo un ambiente unico e non omologato allealtre numerose realtà presenti anche in Toscana, è necessario vietare la realizzazione di piscine nellaTenuta agricola di Rimigliano. La seconda, che riteniamo meno efficace ed interessante della precedente mache rappresenterebbe tuttavia un miglioramento del piano così come adottato dal Consiglio Comunale, èquella di limitare a tre il numero massimo di piscine da costruirsi in tutta la tenuta. La proposta del Forum èla prima, qualora non fosse recepita dall’Amministrazione, chiediamo in subordine, l’accoglimento dellaseconda.Si osservi peraltro che la dimostrazione di non attingere dall’acquedotto idropotabile non dà alcun beneficiocirca i consumi idrici sia perché l’acqua viene tutta dalle falde, sia quella dell’acquedotto, sia quella dei pozziprivati, sia perché un maggior prelievo localizzato in prossimità al mare favorisce il cuneo salino.Contenuto dell’Osservazione N° 15: (Disciplina) Art 11 comma secondo ultimo punto, si propone la sostituzione con tale enunciato: “a tutela degli elementi caratterizzanti dei nuclei poderali, a salvaguardia della risorsa idrica e ritenendomaggiormente utile alla caratterizzazione dell’area come meta di un turismo diverso rispetto a quello praticato un po’ in tutta la Toscana, è vietata la realizzazione di piscine in tutta la Tenuta.”Contenuto dell’Osservazione N° 16: (Disciplina) Art 11 comma secondo ultimo punto, si propone la sostituzione con tale enunciato: “a tutela degli elementi caratterizzanti dei nuclei poderali, a salvaguardia della risorsa idrica e ritenendomaggiormente utile alla caratterizzazione dell’area come meta di un turismo diverso rispetto a quello praticato un po’ in tutta la Toscana, è consentita la realizzazione di un massimo di 2 (due) piscine intutta l’area della Tenuta. Ciascuna piscina non potrà avere una superficie superiore ai 120 mq né una capacità superiore ai 150 mc d’acqua. La scelta della localizzazione e la necessità di questi impianti dovrà essere motivata e adeguatamente documentata in sede di presentazione dei progetti relativi agli interventi edilizi. Tali realizzazioni sono subordinati alla verifica da parte del Comune e dell’ASA della compatibilità rispetto alla disponibilità idrica residua di questo territorio.”Controdeduzioni:È curioso come, l’estensore delle sopra elencate osservazioni si affanni a cercareeventuali incongruenze degli interventi previsti dal Regolamento Urbanistico rispettoal dettato del punto 2 ” Lo Statuto del Territorio e le invarianti strutturali” del PianoStrutturale senza tenere di conto del restante articolato dello stesso.Gli interventi di sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione), ma anche quelli dinuova edificazione sono chiaramente contemplati dal Piano strutturale stessoall’articolo 3 che regola gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e, ancor piùall’articolo 4 ove si prevede la realizzazione dell’albergo. 9
  • Inoltre, in tema di patrimonio edilizio, sono chiaramente indicati al 4° capoverso delcitato articolo 2, quali sono le invarianti: le tipologie edilizie delle case coloniche equeste, nel R.U. sono state tutte indicate quali oggetto di ristrutturazione edilizia.È chiaro, e non confutabile, che i “nuclei poderali” che costituiscono invariante sono daconsiderarsi gli ambiti perimetrati dal P.S. dei 7 nuclei poderali esistenti, tanto è chesono indicati nelle “componenti dell’organizzazione territoriale” e non tra “leemergenze storiche ed architettoniche” ove invece vengono indicate le struttureedilizie che debbono essere tutelate.Ad ulteriore riprova di quanto affermato si riporta il punto 3 dell’articolo 3 delleNorme del Piano Strutturale:“Gli interv enti di nuova costruzi one, ov vero di ricostruzi one di edifici e manuf attiprecedentemente demoliti dovr à avvenir e senza alc una riduzione della superfi cie deisuoli agri coli c oltiv abi li, e con l’uso di tipologie rispondenti alle r egole c ostruttive eformali ri conducibi li a q uelle pres enti negli edifici di interesse storic o. A ll’internodella T enuta di Rimiglianotale g ener e di interventi potrà avv enire solo all’intern odelle pertinenze dei nuclei poder ali esisten ti.”Ritenuto che tutte le norme del Piano Strutturale abbiano uguale valenza, si ritieneche la lettura data, dalle osservazioni sopra elencate, alle stesse sia quantomenosuperficiale e finalizzata a trovare incongruenze con le previsioni del R.U., cosaquesta non vera per le motivazioni sopra riportate, peraltro confermate anchedall’osservazione regionale, la quale non ha sollevato nessuna eccezione di congruitàcon il Piano Strutturale.Il riferimento all’articolo 6 della L.R. 1/2005 non è pertinente: non siamo nel caso diimmobili “ricompresi” all’interno di una invariante strutturale per i quali lo statutonon ha fornito le “ regole relative all’uso” ma in presenza di una specificadefinizione di quali immobili costituiscano invariante strutturale. La considerazionetesa a ”…evitare critiche sciocche ed infondate, che tali limitazioni non possono arrecare pregiudizio perl’Ente né possono generare ricorsi o azioni legali …” è facilmente contro deducibile ricordandoche non siamo in presenza di un semplice, NUOVA, previsione che individua comeInvariante strutturale un’ambito non pianificato, ma in presenza di una Variante alPiano Strutturale esistente che conteneva, per l’ambito in oggetto, previsioniedificatorie consolidate dall’approvazione di un apposito piano attuativo di iniziativaPubblica, valido sino alla introduzione delle norme di salvaguardia.In riferimento alle osservazioni agli articoli 5 – 7 – 9 – 10 e 11, tutte conseguenti allapresunzione di non conformità al Piano Strutturale, si rimanda alle motivazionisuesposte.In merito alle osservazioni 15 e 16 si contro deduce analizzando il probabile consumoidrico aggiuntivo introdotto dalla previsione di n° 10 piscine delle dimensioni di ml 12x 6 x 1,5 di profondità12x6x1,5 = 108 mc x 10 = 1080 mcse si considera che con i nuovi sistemi di filtrazione l’acqua delle piscine vienecompletamente sostituita una volta ogni 4/5 anni e che il consumo per evaporazioneè stimato dalla letteratura tecnica nel 10/15% all’anno avremo che il consumo annualesarà:sostituzione ogni 5 anni = 1080/4 = 216 mc/annoperdite annuali x evaporazione =1080 x 15% = 162 mc/annototale = 378 mc/anno 10
  • Il consumo idrico procapite è stimato in 250/300 litri x abitante x giorno checorrispondono a 100 mc. anno e quindi il consumo delle piscine è inferiore a quellodi 4 abitanti.Considerato che il carico urbanistico è calcolato in 1 abitante ogni 25 mq di SLP sene deduce che nella SLP esistente si possono insediare oltre 600 abitanti. Iconsumi legati alla presenza di piscine sono quindi ininfluenti.LE OSSERVAZIONI n° 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16 NON SONO PERTANTOACCOGLIBILI.Contenuto dell’Osservazione N° 17:È inoltre del tutto evidente che qualsiasi proposito di tutela dei nuclei poderali residui della tenuta diRimigliano – è infatti corretto ricordare come uno dei principali nuclei, Cason di Tavole, sia ormai snaturatonelle sue linee e nelle sue funzioni – sarebbe inficiato dall’art 16 delle discipline così come adottate dalConsiglio Comunale di San Vincenzo.Al primo comma infatti l’art 16 recita: “Gli interventi ammissibili dalla presente disciplina si attuano tramite ilrilascio di permessi a costruire riferiti ed unitari ad almeno ogni singolo Nucleo poderale.”Questa scelta appare profondamente errata per diversi ordini di motivazioni. Innanzi tutto sappiamo come laprocedura per stralci determini una incapacità previsionale da parte dell’Amministrazione pubblica di ciò cheverrà realizzato. Insomma, nonostante gli impegni e le promesse, procedendo per stralci si sa quando e dacosa si comincia ma non si sa dove e come si arriva. Ecco che in un’area del pregio di Rimiglianopermettere al privato di procedere per stralci è un’idea ridicola che non merita ulteriori commenti.Certo, qualora le caratteristiche del piano fossero quelle proposte dal forum, ovvero un recupero e solo unrecupero delle volumetrie esistenti nelle forme e caratteristiche attuali, i rischi derivanti dall’art. 16 sarebberocertamente meno pesanti. Tuttavia individuiamo un errore di fondo che smaschera l’incapacitàdell’Amministrazione a cogliere il significato della pianificazione urbanistica in un’area di tale pregio el’assenza di una dimensione di piano pubblico articolato per l’intera Tenuta.L’Amministrazione rinuncia a scandire le tappe della pianificazione di Rimigliano sia da un punto di vistatemporale sia da un punto di vista urbanistico. Il privato potrà decidere da quale nucleo cominciare ademolire, potrà decidere quanto demolire e dove, quanto nonché come ricostruire. Quest’arbitrio pressochéassoluto concesso in quello che negli anni Settanta era stato pensato come parco naturale, lasciaassolutamente basiti. È del tutto evidente che non esiste un piano pubblico, non esiste una fotografia,un’immagine di quello che, secondo l’Amministrazione, dovrebbe essere Rimigliano dopo gli interventiprevisti. Esiste, c’è da scommetterci, una fotografia del privato che avrà ben orientato le proprie scelte sullabase della convenienza economica e non della tutela del bene collettivo, ma il pubblico abdica senza averenessuna contropartita.La contraddizione intrinseca in cui cade poi l’Amministrazione è quella di cedere ad una parcellizzazionedella pianificazione urbanistica che inficia lo stesso significato del RU e del PS. Nonostante sia già moltograve la decisione di pianificare la sola Tenuta escludendo dal RU la “fascia a mare”, accettare di pianificare,mediante il piano del privato che per gli spazi di arbitrio che gli sono concessi assume i connotati di unpiccolo RU, ogni singolo nucleo poderale svincolandolo dagli altri e quindi considerandolo un elemento a sé,staccato dalla Tenuta e dal Sottosistema ambientale di cui fa parte, è assolutamente ridicolo.I nuclei poderali debbono essere pianificati tutti insieme perché qualsiasi progetto sull’area deve sempreporre al centro dell’attenzione l’unicità e l’indivisibilità della Tenuta di Rimigliano. L’Amministrazione inveceimpone – non si capisce bene poggiando su quali principi di diritto – l’indivisibilità della proprietà privata dellaTenuta ma è pronta a parcellizzarne la pianificazione. Avrebbe avuto senso l’operazione contraria. Inquesto senso l’art 16 della disciplina corrobora la nostra convinzione che tale piano sia null’altro che unalottizzazione diffusa, un piano che creerà una decina di quartieri di seconde case più e meno grandi.In ogni caso, la proposta del Forum è la seguente: Osservazione n°17Sostituire il primo comma dell’Art.16 con quanto segue: “Gli interventi si attuano tramite la presentazionedi un progetto unitario esteso a tutti i nuclei poderali della tenuta che dettagli ogni singolo intervento e fissi un crono programma delle opere.” 11
  • Controdeduzioni:Considerato che la definizione di una progettazione unitaria della Tenuta, comportasicuramente una migliore valutazione degli interventi previsti e che l’AmministrazioneComunale, anche in riferimento a quanto contro dedotto al punto n° 6dell’osservazione della Regione Toscana (N° 8 – pag. 64), ha integrato, il R.U.adottato, con nuove schede normative (2) contenenti, in sostituzione degli AmbitiInsediativi (che consentivano invece libertà progettuale al loro interno), schemi planivolumetrici dettagliati ed ha specificato per ciascun Nucleo Poderale le quantitàesistenti, quelle ammesse al recupero/ristrutturazione e quelle oggetto di demolizionee ricostruzione L’organizzazione dell’insediamento composto dagli edifici soggetti alrestauro conservativo e dalla previsione plano volumetrica delle superfici scaturite dagliinterventi di sostituzione edilizia è stato concepito nel rispetto ed in coerenza alle regoleinsediative tradizionali. Sia per ciò che riguarda i caratteri architettonici e formali dei singolimanufatti richiamanti i connotati tipologici dell’edilizia rurale del luogo e sia per l’assettocomplessivo, organizzato intorno agli insediamenti dei nuclei poderali esistenti e la cuiconsistenza risulta rapportata ad essi e alla necessità di non costituire elemento invasivo odi ostacolo agli scorci paesaggistici verso la campagna e le aree boscate.Ricordato che i contenuti dei Piani Attuativi sono stabiliti dalla L.R. 1/2005 all’articolo67:Art. 67Contenuto dei piani attuativi1. I piani attuativi contengono:a) i progetti delle opere d’urbanizzazione primaria e secondaria:b) l’indicazione delle masse e delle altezze delle costruzioni lungo le strade e piazze;c) la determinazione degli spazi riservati ad opere od impianti di interesse pubblico;d) l’identificazione degli edifici destinati a demolizione o ricostruzione ovvero soggetti a restauro o abonifica edilizia;e) l’individuazione delle suddivisioni degli isolati in lotti fabbricabili secondo la tipologia indicata nelpiano;f) il dettaglio, mediante l’indicazione dei relativi dati catastali, delle eventuali proprietà da espropriare o davincolare secondo le procedure e modalità delle leggi statali e dell’articolo 66;g) la specificazione della profondità delle zone laterali a opere pubbliche, la cui occupazione sia necessaria perintegrare le finalità delle medesime opere e per soddisfare prevedibili esigenze future;h) ogni altro elemento utile a definire adeguatamente gli interventi previsti ed il loro inserimento nelcontesto di riferimento.Si ritiene pertanto che con le modifiche proposte, la Variante al R.U. adottata,soddisfi ampiamente tali contenuti e che quindi sia ininfluente il ricorso al progettounitario esteso a tutti i nuclei poderali come richiesto, essendo, di fatto il R.U. unprogetto unitario.Si propone, quindi, di fatto, il parziale accoglimento di tale osservazione che comporta 12
  • quindi la modifica del punto 6 della Disciplina del R.U.,e di tutti gli altri riferimenti agliAmbiti Insediativi, come segue (3): 6 - Qualità morfologica e distribuzione planivolumetrica degli interventi edilizi. Ambiti insediativi. Al fine di garantire la qualità delle trasformazioni edilizie ammesse in coerenza con i caratteri insediativi e tipologici di matrice rurale all’interno di ogni nucleo poderale sono stati e individuate le articolazioni plani volumetriche delle delimitati gli Ambiti insediativi nei quali è possibile localizzare lesuperfici oggetto di demolizione e ricostruzione. I criteri che hanno portato all’interno di ogni Nucleo poderale alla articolazione planivolumetrica dettagliata, per ciascun Nucleo Poderale, nelle allegate Schede normative NP1 – NP2 – NP3 – NP4 – NP5 – NP5 e NP7 ed alla individuazione delle quantità di Ristrutturazione e di Demolizione e ricostruzione all’interno di ciascun Nucleo Poderale, specificate nella tabella A, allegata alle presenti Norme, delimitazione dell’Ambito insediativo risultano i seguenti:  Formazione di un sistema costruito compatto organizzato intorno agli spazi di uso collettivo riproducente il caseggiato di campagna;  Riconoscimento del valore formale, di testimonianza storica e di centralità nell’organizzazione morfologica dei casolari da mantenere  Rispetto degli scorci panoramici e delle visuali paesaggistiche dal Nucleo poderale e verso lo stesso;  Mantenimento di un equilibrio complessivo tra i Nuclei poderali; Gli Ambiti insediativi, la cui conformazione geometrica è da ritenersi prescrittiva, sono graficamente individuati nelle schede normative allegate alla presente disciplina e presentano le seguenti superfici: Nucleo poderale 1 – Chiusacce Ambito insediativo mq 3.085 Nucleo poderale 2 – Uguccione Ambito insediativo mq 2.400 Nucleo poderale 3 – Walfredo Ambito insediativo mq 2.585 Nucleo poderale 4 – Casa delle Guardie Ambito insediativo mq 1.480 Nucleo poderale 5 – Poggettino Contessa Lea Ambito insediativo mq 7.930 Nucleo poderale 6 – Sveva e Manfredi Ambito insediativo mq 4.295 Nucleo poderale 7 – Fossa Calda Ambito insediativo mq 3.525L’articolazione plani volumetrica e la morfologia architettonica riportata nelle schede normative di ciascun NucleoPoderale è da ritenersi prescrittiva anche se, in sede di progettazione esecutiva saranno ammesse variazioni nonsostanziali di carattere dimensionale, in conseguenza di una più esatta articolazione distributiva delle unitàabitative.PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE E’ PARZIALMENTE ACCOGLIBILECON L’INTRODUZIONE DELLE INTEGRAZIONI E MODIFICHE SOPRASPECIFICATE.Contenuto dell’Osservazione N° 18:Ultimo, non certo per importanza, il fatto che le volumetrie demolite nei nuclei poderali possano essereaggiunte in altre resedi a piacimento della proprietà. Riteniamo una simile impostazione la negazionesemplice e pura degli stessi principi della “pianificazione” del territorio. Simili criteri non solo non si confanno 13
  • ad un parco naturale, sarebbero eccessivamente arbitrari e rischiosi per la conservazione dei luoghi in unaqualsiasi area agricola o persino in una periferia urbana.La pianificazione dovrebbe determinare le previsioni anche di natura edilizia in un’area, redigere un RU incui si afferma che i volumi possono vagare in un’ area di 560 ettari senza un criterio di interesse pubblico oequilibrio ambientale è irresponsabile.Ovviamente questo rischio esiste perché l’Amministrazione non ha voluto tutelare in modo netto il tessutoedilizio oltreché quello ambientale di Rimigliano imponendo la conservazione dei luoghi per come appaionosenza alterazioni nelle strutture come proposto dal Forum. Al contrario è da rilevare come manchi persinouna stima dei mq che secondo l’Amministrazione possono essere demoliti e ricostruiti dove capita, in barbaai propositi di conservazione territoriale, e delle superfici che, al contrario, devono essere solo ristrutturate.Ovviamente dunque l’osservazione che segue è da intendersi come proposta utile in caso di mancatoaccoglimento delle osservazioni n° 1 e 6.Di fronte ad una simile attività edilizia occorre che ci siano almeno delle norme più precise che garantiscanola Tenuta. Si propone pertanto: Osservazione n° 18 Inserimento del seguente comma all’interno dell’Art 10: “All’interno di ogni nucleo poderale, dopo gli interventi previsti dal RU, le superfici edificate non potranno essere più di quelle lì presenti originariamente.”Controdeduzioni:L’osservazione non è accoglibile per il solo fatto che sono esistenti edifici esterni ainuclei poderali, che costituiscono parte della edificabilità complessiva, quali lateleferica e le stalle sparse, di scarsissimo valore storico ed architettonico, la cuidemolizione è auspicabile e la cui SLP esistente deve trovare allocazione all’internodei Nuclei Poderali esistenti, liberando così ulteriori aree oggi edificate.Inoltre la scelta voluta dall’Amministrazione di non andare ad impegnare nuovoterritorio per la realizzazione della struttura alberghiera, ma prevederne larealizzazione all’interno del Podere Poggettino – Contessa Lea, comportaobbligatoriamente la necessità che la SLP degli edifici ivi esistenti possa essererecuperata nei restanti Nuclei Poderali.PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILEContenuto dell’Osservazione N° 19:Il quadro conoscitivoChe cosa sappiamo della Tenuta di Rimigliano? Se ci fermiamo alla prima impressione, dopo aver letto chegli annessi di una tenuta agricola con quelle caratteristiche non costituiscono un valore testimoniale,verrebbe da dire che, sulla tenuta di Rimigliano, e su molte altre cose ancora, l’Amministrazione sa piuttostopoco. Tuttavia c’è qualcosa di molto più preoccupante nel RU adottato. Cominciamo a parlare dellecosiddette “volumetrie esistenti”. Dietro questa definizione si nasconde un grave equivoco chel’Amministrazione non ha chiarito e che vuole pervicacemente mantenere nel mistero garantendo allacontroparte privata un margine di discrezionalità molto preoccupante.Il Forum del Centrosinistra in fase di discussione della variante al PS sulla pianura costiera, sollevò molteobiezioni a proposito dell’assenza di cifre precise che delimitassero senza alcuna ombra di dubbio laquantità edificabile, e di conseguenza la ricettività, prevista nella Tenuta. Fermo restando che la posizione 14
  • del Forum del Centrosinistra è e rimane semplice e semplicemente sintetizzabile nel motto in un parconaturale non si costruiscono nuovi edifici, vogliamo oggi con maggior forza protestare per l’assenza di precisilimiti volumetrici ed insediativi anche nel RU.Infatti alla richiesta più volte formulata di precisare quanti fossero i metri quadri da demolire e quanti quelli daristrutturare in base ai sopralluoghi e agli studi effettuati, il Comune ha sempre risposto negativamente. Eccoche il Consiglio Comunale si è preso la libertà di adottare un piano per Rimigliano privo della quantità di mqdi SLP da ristrutturare e della quantità da poter “sostituire”.Paradossalmente l’unica previsione in questo senso la possiamo trovare nel Pamaa presentato dallaproprietà. Inutile sottolineare come la proprietà abbia tutto l’interesse a sostituire piuttosto che a restaurareeppure, senza un sopralluogo preciso e allegato al Regolamento Urbanistico da parte del Comune, èimpossibile determinare il grado di accuratezza e di esattezza dei dati riportanti nel Pamaa (che non èdocumento deputato a stabilire massimi edificabili).È del tutto evidente che restaurando tutte le strutture, e quindi adattando le esigenze del privato alpatrimonio edilizio e paesaggistico piuttosto che viceversa, si ovvierebbe ad un simile problema e tuttaviauna amministrazione che non controlla quanti metri quadri di SLP di annessi e quanti di residenza ci sononella tenuta non sarebbe neppure in quel caso (tantomeno lo è con l’attuale RU) credibile. Pertanto: Osservazione n°19 Inserimento all’interno del RU di un dettagliato elenco, distinto per singoli nuclei poderali, di quanti metri quadri possono essere demoliti e ricostruiti e di quanti devono essere semplicemente restauratiControdeduzioni:Si rimanda a quanto motivato per il punto n° 6 dell’Osservazione della RegioneToscana (N° 8 – pag. 55) con l’inserimento di una apposta Tabella nella Disciplinadel R.U. (4) che dettaglia quanto richiesto, e nella conseguente modifica del primocomma del punto 7 della Disciplina come segue: “Gli interventi di trasformazione edilizia ammessi, di cui all’alinea 1 e all’alinea 2 del precedente punto 5 sono riferiti alle superfici esistenti, che sono meglio definite negli elaborati allegati alla presente Variante: 1. Abaco degli immobili esistenti - Documentazione fotografica degli immobili esistenti -Tabelle di calcolo della SLP ammessa al recupero calcolata secondo i dettami delle Norme sopra citate; e riportate nella tabella A, allegata alle presenti Norme, ammontano complessivamente a mq.16.608,89 di S.L.P.stimate in mq 17.000,00 di S.L.P. determinata secondo le disposizioni comunali vigenti con la redazione del primo Regolamento Urbanistico e, certificata dagli uffici comunali competenti. (17) La tabella A allegata indica, per ogni Nucleo Poderale, la quantità di SLP complessiva esistente, quella oggetto di restauro/ristrutturazione e quella ammissibile oggetto di demolizione e ricostruzione, alla quale dovrà essere detratta quella riconosciuta necessaria per la conduzione agricola della Tenuta. Tale quantità, per ogni singolo podere è prescrittiva e saranno consentite, in sede di progettazione esecutiva, variazioni massime del 10% in più o meno. Ogni istanza di titolo abilitativo, alla realizzazione dell’intervento, dovrà chiaramente indicare la S.L.P. oggetto di demolizione, sia che essa sia ricompresa nel Nucleo Poderale oggetto dell’intervento, che al di fuori di esso.” (5)L’OSSERVAZIONE E’ ACCOGLIBILEContenuto dell’Osservazione N° 20: 15
  • La maglia insediativa e quella agraria, secondo quanto riportato all’art. 3 comma 4 della disciplina dovrebbeessere soggetto ad interventi di “salvaguardia”. Come possa la nuova edificazione essere ricompresa tra gliinterventi di salvaguardia che valorizzino un parco naturale è mistero insondabile, soprattutto non è affattospiegato all’interno del Piano. Osservazione n° 20 Considerato quanto contenuto nelle invarianti strutturali e quanto disposto dall’art 3 comma 4 si richiede l’abrogazione del comma successivo che fa riferimento all’albergo da realizzarsi all’interno della Tenuta perché le due disposizioni entrano in una contraddizione insanabile.Controdeduzioni:Il comma citato non recita quanto riportato nell’Osservazione, ma pone tra gliobiettivi del R.U.: la “Valorizzazione del sistema insediativo “ dove con il terminevalorizzazione si vuol rappresentare qualsiasi intervento che possa dare maggiorvalore dell’attuale, attraverso il recupero, il riuso, l’ammodernamento,l’implementazione ed il trasferimento, in tale sede, di quanto è invece fuori dalsistema insediativo. Tali interventi devono però essere tesi alla salvaguardia “ dellamaglia agraria originaria e delle strutture edilizie individuate di valore storico,testimoniale, tipologico ed architettonico “. Questo ha fatto il RegolamentoUrbanistico, riducendo ulteriormente, Rispetto al P.S. le aree non agricole,mantenendo però l’impianto della maglia agraria ottocentesca ed individuando gliedifici da salvaguardare.PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILEContenuto dell’Osservazione N° 21:Insomma, il Regolamento Urbanistico richiede di mantenere le vie tal quali sono ma permette di sconvolgerei nuclei poderali, i luoghi a cui le vie conducono.Oltre alla maglia insediativa, il PS individua come invariante la conduzione agricola (unitaria) della Tenuta.L’agricoltura, secondo quanto disposto dal PS dovrebbe essere centrale nella pianificazione di questoterritorio. In aperta e palese contraddizione con questo proposito, il RU concede al privato la possibilità discegliere quanti mq destinare all’attività agricola e quanti de ruralizzare. Sappiamo, ed è tenuta a saperloanche l’Amministrazione, che il Pamaa presentato dalla proprietà, affida a 650mq di annessi (tutti localizzatiin un unico punto a nord della tenuta) la conduzione agricola dell’intera tenuta, suscitando a tal riguardo leperplessità degli Uffici competenti della Provincia che tuttavia hanno dato l’assenso al Pamaa.L’inverosimiglianza di tale previsione è riconducibile alle motivazioni di ricerca del maggior (e più immediato)profitto da parte della proprietà come sopra accennato ma la responsabilità di un simile abbandonodell’attività agricola va attribuita in toto all’Amministrazione. Infatti lo Strumento Urbanistico non puòconsentire il cambio di destinazione d’uso da rurale a residenziale per tutte le volumetrie che la proprietàritiene allettanti da un punto di vista economico e pretendere il mantenimento dell’attività agricola.Con il doppio binario usato sinora proponiamo a riguardo in prima battuta (osservazione n° 21) ciò che sidovrebbe fare per tutelare davvero e seriamente la tenuta e in seconda battuta (osservazione n 22) unemendamento che limiti il danno. Osservazione n°21 16
  • Gli immobili attualmente adibiti a civile abitazione possono essere recuperati con la medesima 1destinazione d’uso per un massimo di Xmq ovvero con destinazione d’uso turistico ricettiva. Per gli annessi agricoli, stalle ed altri manufatti, si prevede la ristrutturazione nelle forme attuali e la riconversione funzionale per scopi comunque legati alla conduzione agricola della tenuta.Contenuto dell’Osservazione N° 22: All’interno dei 17.000 mq di SLP esistente potranno essere de-ruralizzati e usati a scopi di ricettività ovvero di residenza non più di mq 12.500 mentre gli altri 4.500 mq dovranno essere mantenuti con destinazione agricola ai fini della conduzione della Tenuta. Ciascun nucleo poderale dovràmantenere un minimo di 200 mq di annessi agricoli per garantire la corretta e razionale distribuzione di quanto necessario alle attività agricole nelle varie aree della Tenuta.Contenuto dell’Osservazione N° 23:Tutta la parte del piano riguardante l’attività agricola, è viziata da un errore temporale e da un erroreconcettuale. In primo luogo, un’Amministrazione che pervicacemente dichiara, per bocca dell’Arch.incaricato, che l’agricoltura non è un’attività produttiva e che per attività agricole da salvaguardare nellaTenuta di Rimigliano si devono intendere quelle tese al mantenimento del reticolo idrografico e quellerelative alla potatura degli alberi, è evidentemente inadatta a pianificare una simile area.È inoltre un’Amministrazione che cade in contraddizione, quella che rinnega gli obiettivi di valorizzazioneagricola della tenuta enunciati nel PS. In assenza dell’attuazione puntuale dell’obiettivo pubblico si lasciaampio margine di discrezionalità al privato che infatti riempie il pamaa di parti relative al recupero edilizio afini residenziali e turistico ricettivi, modifica in modo sostanziali le parti relative all’albergo, individua aree perservizi sportivi a detrimento dell’attività agricola, lascia alla conduzione della tenuta un numero di metriquadri assolutamente inadeguato al fabbisogno, dimentica di esaminare la verosimiglianza delle previsioniagronomiche proposte e non elabora nessun piano economico pluriennale relativo alla conduzione agricoladei suoli.Sarà perché l’agricoltura non è produttiva? Il PamaaUna tenuta senza agricolturaIl Piano aziendale di miglioramento agricolo ambientale, è parte essenziale della variante in oggetto. Neldettaglio l’Amministrazione attribuisce a tale documento, che il privato redige e che il Comune fa proprio, sevuole, delle prerogative assolutamente eccessive tali da configurare il Pamaa come una sorta diRegolamento Urbanistico parallelo.Al Pamaa spetta infatti il compito di stabilire quanti metri quadri sono da destinarsi per lo svolgimentodell’attività agricola (si noti che l’Amministrazione non pone nessun limite minimo) e, di conseguenza, quantevolumetrie sarà possibile convertire a fini residenziali. Il Pamaa dovrebbe precisare modalità e prospettivedella costituzione dell’ANPIL di Rimigliano, dovrebbe precisare l’accessibilità alla tenuta da parte dellacittadinanza.È opinione del Gruppo scrivente che, un’Amministrazione nel pianificare il territorio deve aver ben chiari gliindirizzi e gli obiettivi e non deve e non può e non deve voler lasciare una simile discrezionalità allaproprietà. Quest’affermazione, valida in linea di massima per ogni area, è corroborata dal grande valore delParco naturale di Rimigliano.Dunque se anche l’Amministrazione è disposta a riconoscere margini d’autonomia vasti alla proprietà, chealmeno ci si prenda la briga di acquisire tali volontà e di far diventare tali previsioni parte integrante delRegolamento Urbanistico. Osservazione n°23 Il Pamaa, essendo di fatto parte integrante della pianificazione territoriale, in funzione della grande rilevanza dell’attività agricola nella Tenuta, deve essere ricompreso nei documenti del Regolamento Urbanistico in modo che possa essere perfettamente in linea con le previsioni vigenti e coerente con gli Strumenti Urbanistici. 17
  • Contenuto dell’Osservazione N° 24:Con il Regolamento Urbanistico presentato, viceversa non è possibile garantire il minimo di correttezzaamministrativa che sta nella coerenza degli atti che riguardano il territorio. Ecco che infatti si possonoindividuare molti “assurdi” nel Pamaa presentato alla Provincia tra i quali citiamo:  Diversa collocazione dell’albergo rispetto a quanto previsto dal Regolamento Urbanistico adottato  Diversa perimetrazione dei nuclei poderali rispetto a quanto previsto dal Piano Strutturale e recepito dal Regolamento Urbanistico adottato  Impossibilità della proposta di realizzazione del nuovo frantoio visto l’esaurimento delle volumetrie disponibili, a meno che non si pensi già oggi ad una variante al Regolamento Urbanistico alla scadenza delle previsioni del PamaaDunque è necessario che il Pamaa si uniformi alla pianificazione urbanistica perché non è assolutamentesufficiente a garantire un corretto sviluppo dell’attività agricola la considerazione che, in ordine agli interventiedilizi sono sovraordinate le disposizioni del RU. La discordanza tra i due documenti potrà essere assunta apretesto per non realizzare le previsioni agricole e comunque, un’adeguata gestione aziendale si basa sullacorrettezza delle previsioni e sull’esatta interpretazione del contesto in cui si opera.Dovrebbe essere pleonastico aggiungere che una corretta pratica amministrativa dovrebbe escludere l’avalloo l’approvazione di documenti contenenti indicazioni contraddittorie o ambigue.Ecco che, qualora non si intenda, come sarebbe logico e doveroso, inserire il Pamaa all’interno delRegolamento Urbanistico come allegato sostanziale della pianificazione, occorre almeno precisare qualisiano i requisiti perché lo stesso documento possa essere preso in considerazione dal Comune e possauniformarsi agli Strumenti Urbanistici. Osservazione n°24 Il Pamaa dovrà avere una validità di venticinque anni dalla data di approvazione da parte della Provincia e dovrà contenere un allegato in cui si descrivano gli interventi di miglioria agricola nell’arco di tempo con cadenza annuale. Gli Enti potranno controllare l’effettiva realizzazione, secondo il crono programma, degli interventi e dovranno sanzionare eventuali mancanze ingiustificate.Contenuto dell’Osservazione N° 25:Il Pamaa dovrà contenere un dettagliato piano economico pluriennale e una precisa rendicontazione dell’azienda agricola oggi presente ed operante nella tenuta. Per ciascun intervento agronomico previsto dovranno essere forniti dati di dettaglio sui costi previsti e sugli introiti che tali attività permetteranno presumibilmente di ottenere.Contenuto dell’Osservazione N° 26: Il Pamaa dovrà specificare nel dettaglio le condizioni agronomiche – verificate puntualmente sul campo – che motivano le previsioni colturali.Contenuto dell’Osservazione N° 27:Il Pamaa dovrà essere perfettamente conforme agli strumenti urbanistici perché le previsioni in esso contenute non siano considerabili prive di fondamento. Non potranno esserci difformità di sorta nell’individuazione degli ambiti poderali, della localizzazione degli interventi edilizi o di quant’altrosia stato pianificato dal PS del Comune di San Vincenzo o dal successivo Regolamento Urbanistico.Controdeduzioni:Le osservazioni 21,22,23,24,25,26 e 27sono specificatamente attinenti ai contenuti delPAMAA che non è contenuto nella Variante adottata e che attiene a specifichenormative, procedure e competenze di Enti diversi dall’Amministrazione Comunale epertanto quanto osservato non è pertinente all’oggetto della Variante al 18
  • Regolamento Urbanistico adottata.PERTANTO LE OSSERVAZIONI 21,22, 23,24,25,26 E 27 NON SONO PERTINENTI EQUINDI NON ACCOGLIBILI PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE,.Contenuto dell’Osservazione N° 28:Tali osservazioni si rendono necessarie perché il Pamaa presentato dalla proprietà non rispetta nessunadelle condizioni sopra riportate. Non c’è un quadro economico neppure approssimativo in cui venganogiustificati gli interventi, non esiste alcuna previsione sui costi e benefici attesi dalla conduzione agricola, nonesistono tempi certi per la realizzazione del pescheto e dell’oliveta in previsione, non esiste neppure lacertezza che tali colture siano poste in essere.Si afferma infatti che la verifica della possibilità di realizzare tali impianti sarà successiva quando il Pamaa èproprio il documento in cui si dovrebbero giustificare con studi agronomici le scelte aziendali per gli annisuccessivi.Richiamata l’insufficienza poi della previsione di utilizzo delle volumetrie per l’agricoltura, occorre chiarireche la presente formulazione del Pamaa genera un altro tipo di problema urbanistico. Si afferma infatti che laproprietà vuol valutare se realizzare un frantoio per la molitura delle olive prodotte. Impossibile. Infatti ilRegolamento urbanistico ribadisce più volte che non sarà ammissibile il superamento del limite dei 17.000mq di edificazione.La formulazione di tale limite è ipocrita giacché grazie alla scelta del nuovo albergo di 6.000 mq le superficisul territorio della Tenuta saranno di 23.000, giusto per fare i conti della serva. Tuttavia non ci sono gli spaziper realizzare un frantoio a meno che la proprietà, in vista di una improbabile riuscita dell’operazioneolivicola, non voglia oggi sacrificare un 1.000 mq di residenza che possono avere un valore sul mercato dicirca 5 milioni di euro.Questo passaggio dimostra palesemente come l’intero piano sia contro l’agricoltura, infatti il limitedei metri quadri anziché tutelare l’attività agricola, è posto a tutela della riconversione turistica dellaTenuta.Dunque, preso atto dell’intenzione della proprietà di prendere in considerazione l’ipotesi di realizzare unfrantoio, si predisponga un apposito articolo nella disciplina in cui si precisi che tali volumetrie non possonoessere recuperate a fini residenziali e devono essere lasciate a disposizione della eventuale realizzazione diun frantoio di qualsivoglia altra struttura di potenziamento dell’attività agricola. Osservazione n°28 Art 16 bis della disciplina: “I limiti edificatori determinati da questa disciplina devono tenere contodella necessità di potenziamento futuro dell’attività agricola così come auspicato dagli obiettivi del Piano Strutturale. Pertanto dal totale di 17.000mq di superfici destinabili sia all’agricoltura che alla residenza, dovranno essere detratti mq 2.000 per rendere possibili interventi di potenziamento dell’attività agricola nel prossimo futuro. Tali superfici, da cumularsi a quelle immediatamente riconosciute come necessarie all’attività agricola dal Pamaa, non possono pertanto essere recuperate se non in seguito a comprovate esigenze produttive o gestionali per l’attività agricola.Una parte di dette superfici dovrà ospitare le stalle per realizzare l’indirizzo di realizzazione concreta di una ippovia che possa valorizzare l’intero territorio a partire dalla Tenuta di Rimigliano.”Contenuto dell’Osservazione N° 29:Occorre infatti evidenziare che nonostante la possibilità di realizzazione di una ippovia sia a più ripresesostenuta nel Regolamento Urbanistico, non esiste alcuna previsione di superficie atte alla cura deglianimali. Tale incongruenza deve essere positivamente risolta e la realizzazione di questo obiettivo non puòessere lasciato alla discrezionalità della proprietà.Incredibile poi che il Pamaa attualmente presentato non preveda volumetrie per gli addetti allo svolgimentodell’attività agricola nonostante il cumulo di ore annue di lavoro venga decuplicato nelle intenzioni dellaproprietà. Ci sono solo due possibili spiegazioni a tale contraddizione. La prima è che il Pamaa è fatto tantoper fare ma che le previsioni in esso contenute non sono che carta straccia, fumo da gettare negli occhi aipiù crapuloni. La seconda è che il Pamaa individua come sviluppo agricolo una azione che sfrutti solo 19
  • manodopera stagionale o comunque saltuaria che sarebbe inevitabilmente sottopagata e sfruttata come bentestimoniano i troppi esempi in zona.È evidente che una simile prospettiva non solo non offre nessuna possibilità aggiuntiva di lavoro a questoterritorio ma soprattutto dissipa un’occasione insostituibile per promuovere una seria valorizzazione delterritorio e del paesaggio a partire da una filiera produttiva biologica che costituirebbe valore aggiunto eopportunità di lavoro per molti, non solo nel nostro comune. Osservazione n°29 Art 16 ter della disciplina: “All’interno dei 17.000mq totali che tale disciplina impone quale limitemassimo edificatorio, dovranno essere detratti 240 mq da recuperare a fini residenziali ma da non de ruralizzare. Tali superfici, da prevedersi in aggiunta a quelle già considerate necessarie alla conduzione dell’azienda agricola nel Pamaa presentato, dovranno ospitare i lavoratori impiegati nell’azienda.”Controdeduzioni:Le Osservazioni 28 – 29 pur affrontando aspetti comunque collegati al PAMAAintroducono però un elemento meritevole di considerazione e cioè quello di unprobabile sviluppo dell’attività Agricola che potrebbe richiedere nuove disponibilità diedifici ad essa asserviti. Essendo intendimento dell’Amministrazione Comunale, dasempre dichiarato, di valorizzare e tutelare l’Agricoltura della Tenuta si ritieneopportuno che tutte le volumetrie esistenti non siano ammesse al recupero ma,che una quantità rilevante, sia disponibile per un ipotetico ma probabile sviluppoagricolo. Si ritiene pertanto opportuno proporre l’accoglimento di tale osservazionecon l’individuazione di una quantità di SLP esistente da mantenere finalizzata allaconduzione agricola della tenuta. A tali fine risultano congrue nella quantità ecorrette nella loro attuale destinazione, le così dette Stalle Sparse e gli altri edificiesterni ai Nuclei Poderali, che complessivamente costituiscono un patrimonio di3.417,60 mq di SLP, che resterà con la attuale destinazione d’uso agricola. Non siritiene opportuno però che tali volumetrie siano vincolate per norma, ne tantomenoa funzioni prestabilite, perché così l’Amministrazione si sostituirebbe alla proprietàintroducendo prescrizioni che non sono proprie della Pianificazione Urbanistica,ritenendo invece che possano essere fissate regole alle quali i Programmi Aziendalidi cui al Titolo V della L.R. 1/2005 debbano attenersi.Per quanto sopra si ritiene pertinente e corretta l’Osservazione 28 ed inconseguenza parzialmente accoglibile, di fatto, la 29, con l’inserimento di unulteriore paragrafo in calce al secondo comma all’Articolo 7 della Disciplina cosìarticolato:“Il primo Piano Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale, ferme restando leprocedure e le prescrizioni dell’articolo 42 della L.R. n. 1/2005dovrà comunque prevedere ilmantenimento dell’uso ai fini agricoli delle superfici oggi esterne ai Nuclei Poderali consolidati, 20
  • meglio definite e quantificate nella Tabella allegata alla presente Variante come Stalle sparse eTeleferica per complessivi mq. 3.417,60, quale garanzia sulle potenzialità gestionali dell’attivitàagricola. Tali quantità, sono comunque, soggette alle revisioni ed agli aggiornamenti con le formepreviste dalla legislazione regionale vigente, e fermo restando il limite massimo insediativo dellesuperfici del patrimonio edilizio esistente”.(6)PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE E’ ACCOGLIBILE CON ILCONSEGUENTE INSERIMENTO DI UN ULTERIORE COMMA ALL’ARTICOLO 7DELLA DISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO.Contenuto dell’Osservazione N° 30:Se l’Amministrazione sceglierà di non accogliere neanche una delle osservazioni sopra riportate circa icontenuto del Pamaa e il rapporto tra Pamaa e RU, sarà a tutti evidente che l’agricoltura sarà dismessa inbreve tempo e la Tenuta di Rimigliano potrà, a buon diritto essere ribattezzata “Rimigliano village”.Quale tipo di agricoltura? Il ritorno alla monocoltura turistica.Uno dei più gravi problemi ambientali dei paesi che hanno conosciuto il processo di industrializzazione emeccanizzazione dell’agricoltura, è che essa è divenuta in breve tempo uno strumento di conversione inalimento dei combustibili fossili. La sfida di una Amministrazione che davvero voglia fare di Rimigliano unmodello da esportare in tutt’Italia, è quella di affermare, a partire proprio dagli strumenti urbanistici, chealcune scelte colturali non sono compatibili col territorio a causa del loro enorme costo ambientale.Ecco che sfugge la logica con la quale non si rinvenga nel Regolamento Urbanistico una previsione dimassima dei costi ambientali che l’agricoltura potrebbe riversare sulla Tenuta. Se infatti allo stato attualeRimigliano ospita un’azienda agricola, occorre per il futuro valutare fabbisogni idrici e eventuali cedimenti adaltre logiche di conduzione colturale.È pertanto dovere dell’Amministrazione capire le intenzioni della proprietà in proposito e tutelare l’ambientedella bonifica leopoldina. Nel pamaa esistono vari riferimenti all’agricoltura biologia pertanto si ritiene chel’impegno della proprietà, qualora voglia davvero proseguire l’attività agricola nella tenuta, sia daconsiderarsi a tal fine votata. Tuttavia il mancato approfondimento sulla fattibilità degli interventi ponepesanti domande sull’attendibilità del documento. In particolare si fa presente che lungo la Costa, tra Cecinae San Vincenzo, negli ecosistemi derivanti da bonifica comparabili in qualche modo alla Tenuta diRimigliano, non esistono impianti di olivete. L’olivo compare solo sulle pianure o sui rilievi immediatamenteretrostanti. Tale coltura infatti non ama i ristagni idrici che invece sono elemento non raro nella tenuta.L’eccessiva umidità rende pertanto molto strana la previsione del Pamaa. L’altra previsione, il pescheto, èforse più adatta al territorio in oggetto ma rimangono dubbi profondi sulle modalità di individuazione dellearee in cui di può inserire tale coltura e sulle “fasi” previste per una evantuale sua espansione.Per entrambe queste piantagioni poi l’Amministrazione dovrebbe valutare la ragione economica dei progetti.Una grande azienda agricola, quale utile può avere dalla progettazione di un ettaro di pescheto, forseestendibile a 5 ha? Le modeste dimensioni paiono rendere questo intervento velleitario e inspiegabile.Altrettanto dicasi dell’olivo che occuperebbe, forse, 11 ha. Per il resto la tenuta rimarrebbe condotta aseminativi una parte dei quali destinati all’alimentazione della fauna selvatica.Quali garanzie il Regolamento Urbanistico richiede sui consumi idrici? Quali obiettivi il RegolamentoUrbanistico richiede sul cuneo salino? Quali garanzie il Regolamento Urbanistico richiede sui livelli diinquinamento delle falde acquifere. Nessuno. Eppure sarebbe il momento di iniziare a richiederne.L’agricoltura può essere la più grande alleata o la prima nemica nella risoluzione dei problemi sopra citati.Occorre tuttavia che il Comune in prima battuta, pretenda garanzie puntuali e sia disposto a verificare ilrispetto degli impegni presi. Un simile comportamento delle istituzioni garantisce sia l’interesse pubblico chequello del proprietario. Osservazione n°30 Si propone di inserire un apposito articolo relativo alla possibilità di dichiarare, in convenzione, precisi impegni da parte della proprietà sui valori da raggiungere sia per quanto riguarda i livelli di inquinamento, si per quanto riguarda i consumi idrici relativi alla conduzione agricola della tenuta. 21
  • Controdeduzioni:Si richiamano le controdeduzioni apportate alle precedenti osservazioni21,22,23,24,25,26 e 27 e alle osservazioni 2, 3 e 4 del Comitato di Campiglia ( N° 7) .L’OSSERVAZIONE NON E’ PERTINENTE E QUINDI NON ACCOGLIBILE PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 31:È vero che una percentuale compresa tra il 70 e in 90 dell’acqua usata in agricoltura torna in falda e che èpertanto più preoccupante per il mantenimento degli equilibri ambientali di quello che dovrebbe essere unparco naturale, il consumo idrico domestico e l’inquinamento generato dalle automobili e dalle attività umanediverse dall’agricoltura. Osservazione n°31 Si propone pertanto che il RU preveda un livello massimo di consumi idrici relativi al fabbisognodomestico da non superare. L’individuazione di tale livello dovrà essere dettagliatamente giustificata con dati relativi al crescente consumo idrico che si registra nel nostro Comune.Controdeduzioni:L’osservazione è da considerare pertinente e mirata al miglioramento del regolamentoUrbanistico adottato con particolare riferimento alla riduzione dei fattori di impatto.Come contro dedotto al Punto 8 dell’osservazione regionale (N° 8), lettere E ed F, conla conseguente modifica dell’Articolo 12 della Disciplina, si introduce l’obbligo delraggiungimento dei targets stabiliti nel Rapporto Ambientale in materia di (7) e (8)PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE E’ ACCOGLIBILE CON LACONSEGUENTE INTEGRAZIONE E MODIFICA DELL’ARTICOLO 12 DELLADISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO.Contenuto dell’Osservazione N° 32:Ricordiamo che vagheggiamenti sulla copertura del fabbisogno senza attingere all’acquedotto idropotabilesono inutili.Non esiste nulla, neppure un auspicio, a proposito della possibilità che si crei una filiera di lavorazione deiprodotti agricoli e anzi, tale ipotesi, è ostacolata dall’impostazione del RU che permette di riconvertire dasubito tutte le superfici esistenti nella tenuta in residenze. La previsione di non favorire le attività produttivenon collegate direttamente alla sfera turistica è un grave impoverimento per il nostro territorio che conquesto Regolamento si vota una volta per tutte alla monocoltura turistica. Osservazione n°32 Inserire in Convenzione un percorso di verifica biennale dello sviluppo dell’attività agricola nella Tenuta; si propone che il mancato potenziamento dell’attività agricola possa essere sanzionabile in modo severo, finanche con la decadenza della convenzione e sua risoluzione a danno della proprietà.Controdeduzioni:Si richiamano le controdeduzioni apportate alle precedenti osservazioni21,22,23,24,25,26,27 e 30 ed alle osservazioni 2, 3 e 4 del Comitato di Campiglia (N° 7) .L’OSSERVAZIONE NON E’ PERTINENTE E QUINDI NON ACCOGLIBILE PER LE 22
  • MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 33:INTERESSE PUBBLICOLa nostra propostaLa proposta del Forum del Centrosinistra per San Vincenzo sulla Tenuta di Rimigliano era chiara epermetteva di evitare il mare di contraddizioni sopra riportate, a beneficio della correttezza amministrativama soprattutto della conservazione del bene economico fondamentale di una comunità: il territorio. Ladistanza tra la nostra proposta e il presente Regolamento Urbanistico è siderale e qualora non ci sianoradicali cambiamenti in fase di osservazioni, l’Amministrazione potrà passare alla storia come quella che hadistrutto Rimigliano.Ribadita l’unitarietà evidente e non negabile di Rimigliano, il Forum del Centrosinistra per San Vincenzo,proponeva un serio progetto di parco naturale che potesse legare e far coesistere, senza danno perl’ambiente e per il territorio, agricoltura, turismo e conservazione del patrimonio naturale.Si sarebbe trattato di permettere il recupero dei manufatti edilizi così come sono, senza sostituzione ediliziae demolizioni, in modo da conservare davvero la struttura poderale dell’area e di creare un nuovo polo sulmodello agrituristico. La coesistenza all’interno di ciascun podere di volumi destinati all’agricoltura e volumidestinati alle attività ricettive, avrebbe consentito di perseguire davvero quel rilancio dell’agricoltura comeattività economica e produttiva che con questo piano è negato. Ogni podere sarebbe stato presidioambientale, polo agricolo e struttura turistica. Volendo mantenere la celeberrima “unitarietà” sarebbe statopossibile far gestire le strutture secondo la prassi dell’albergo diffuso, viceversa ricordiamo che con questopiano abbiamo pagato sull’altare dell’unitarietà (che chissà come verrà mantenuta) un prezzo salatissimoovvero la sostituzione edilizia per i tre quarti delle strutture presenti nella tenuta e altri 6.000mq di albergo dinuova costruzione.Con la nostra proposta ci sarebbe stato davvero un recupero “filologico” di Rimigliano con il rispetto non solodelle linee architettoniche sedetiam delle funzioni delle varie pertinenze.Il modello di turismo così prefigurato avrebbe certamente inciso meno sul territorio e non avrebbe neppurfatto pensare a centri sportivi, piscine a manciate o privatizzazioni delle spiagge, tutte cose già chieste oprossimamente messe sul piatto dalla proprietà. Sarebbe stata possibile e molto interessante larealizzazione dell’ippovia e magari di un sistema di maneggi e di allevamento dei cavalli che molto successo,anche economico, ha avuto a Bolgheri.L’agricoltura avrebbe così avuto gli spazi necessari e sufficienti a svilupparsi, collegandosi al Parco naturaledi Rimigliano attraverso un marchio che promuovesse i prodotti della catena agroalimentare. La possibilità divalorizzare ulteriormente i prodotti tipici poteva essere garantita da apposite iniziative che avrebbero portatoad una ulteriore destagionalizzazione del turismo (si pensi all’operazione palamita ma incentrata sullaricchezza della nostra agricoltura). In più il recupero di antiche varietà di ortaggi e di alberi da frutto avrebbepotuto fare di San Vincenzo un centro per la conservazione della biodiversità e, di conseguenza, unimportante polo di attrazione per gli studi di massimo livello relativi all’agronomia e alla botanica.La possibilità di destinare una porzione anche importante del territorio meridionale della tenuta a parco perl’avifauna e per lo sviluppo del turismo naturalistico, avrebbe completato l’operazione didestagionalizzazione turistica e diversificazione economica di cui questo territorio avrebbe bisogno. Il ritornoper la collettività sarebbe stato altissimo. In primo luogo un’occupazione più stabile, non precaria e di qualità.In secondo luogo una conservazione delle risorse territoriali e paesaggistiche che costituiscono il valoremaggiore a nostra disposizione per l’avvenire. Infine la creazione di un tessuto economico sociale molto piùresistente al susseguirsi delle crisi economiche che investono l’intero pianeta.Invece …Che ci guadagna la collettività?Con il Regolamento Urbanistico adottato invece la collettività non ottiene un bel nulla dalla Tenuta diRimigliano. Persino le aree che vengono cedute come standard sono certamente una sciocchezza inconfronto al beneficio che la proprietà ricava dall’affare e rappresentano anzi, se valutate da un punto di 23
  • vista meramente mercantile, un onere in termini di manutenzione più che una risorsa per il Comune. Comeal solito il Comune si fa cedere un’area che sarebbe stata comunque al riparo da sconvolgimenti ambientaliperché sottoposta a vincolo e lascia al privato le parti più vulenerabili.La lingua di bosco che costeggia alla Principessa rappresenterà in più la scusa grazie alla qualel’Amministrazione, sottomessa agli interessi particolari, non richiederà alla proprietà l’apertura al pubblicodell’intera tenuta di Rimigliano.Contro tutto questo il Forum si oppone con decisione e determinazione e chiede che in Convenzione e intutti gli atti in cui si fa riferimento a alle aree da cedere, sia sostituita l’attuale previsione con quanto segue: Osservazione n°33La proprietà si impegna a garantire il libero accesso dei cittadini all’interno dei territorio della tenuta lungo i sentieri esistenti ed eventuali sentieri individuati in accordo con il Comune.Contenuto dell’Osservazione N° 34:La proprietà si impegna ad individuare, nel reticolo viario esistente una rete ciclabile collegata con la Via della Principessa e con la fascia a mare di Rimigliano.Contenuto dell’Osservazione N° 35:La proprietà si impegna a finanziare la messa in sicurezza della pista ciclabile nel tratto compreso tra Largo Berlese e il Fosso di Botro ai marmi.Contenuto dell’Osservazione N° 36:La proprietà si impegna a finanziare l’esproprio e la ristrutturazione del Nido dell’aquila che diverrà il centro del nuovo Parco Naturale di Rimigliano per quanto riguarda il sistema costiero.Contenuto dell’Osservazione N° 37:Ricordiamo infatti che l’altrettanto sciagurato progetto Parmalat prevedeva la realizzazione di un palacongressi costoso e inutile e la depurazione delle acque del Botro ai Marmi. Possibile che la contropartitaper le massicce e dannosissime edificazioni concesse all’attuale proprietà non comportino una adeguatacontropartita?Infine, per garantire la piena e libera fruizione del grandissimo patrimonio della Tenuta, se non si vuolapplicare quanto dispone la Legge Regionale 17/98 a proposito della rete escursionistica, chepermetterebbe di far accedere i cittadini nella Tenuta senza nessun onere per il Comune, si abbial’accortezza di far cedere dalla proprietà al Comune in forma gratuita la viabilità interna alla Tenuta. In talmodo il Comune si assumerebbe certamente una importante manutenzione (cosa evitabile applicando la17/98) ma avrebbe un saldo controllo non solo dei flussi veicolari e del mantenimento degli impegni presi aproposito della conservazione delle vie sterrate, ma anche a proposito degli interventi edilizi chediventerebbero visibili e controllabili in qualsiasi momento.Non c’è bisogno di spiegare peraltro il grande valore che il Comune di San Vincenzo si troverebbe attraversol’acquisizione al pubblico della Via dei Cavalleggeri, un autentico monumento. Ricordiamo che in tal modosarebbe anche molto semplice e immediato per il Comune riprogettare la viabilità ciclistica dandole nuovadignità nella progettazione e una completa autonomia dai flussi veicolari della Via della Principessa.La pista ciclabile interna alla Tenuta anziché ritagliata nella Via della Principessa determina una maggiorfruibilità e sicurezza sia per i turisti che per i cittadini e ribalta un concetto che ha impedito sinora unarmonioso sviluppo dei percorsi per la mobilità alternativa: non è più la pista ciclabile a dipendere dallastrada, la pista ciclabile ha la sua autonomia.Riflettere sui benefici in termini di vivibilità e qualità dell’immagine del nostro territorio sarebbe necessario. Osservazione 37La proprietà si impegna a cedere a titolo assolutamente gratuito interna alla Tenuta di Rimigliano ivi compresi i percorsi pedonali esistenti all’interno del Pinetone.Contenuto dell’Osservazione N° 38:Si propone in subordine che Osservazione 38 24
  • VENGA SOSTITUITA LA CESSIONE DELLA FASCIA BOSCATA A EST DELLA PRINCIPESSA CON LA CESSIONE DELLA MAGLIA DI STRADE INTERNE ALLA TENUTA.Controdeduzioni:Le osservazioni 33, 34, 37 e 38 sono mirate principalmente all’ottenimento dellaliberazione dell’accesso alla tenuta. Fermo restando l’impegno dell’Amministrazione aperseguire nella costituzione dell’ANPIL anche nei terreni della Tenuta, ed allaconseguente regolamentazione dell’ accesso alla stessa da parte dei cittadini di SanVincenzo ma in modo controllato e regolamentato. Non si devono infatti dimenticaredue aspetti importanti:  Il primo è che la particolarità e l’importanza ambientale della tenuta devono essere tutelati da una presenza incontrollata di persone che potrebbero arrecare danni importanti alla flora ed alla fauna presente.  Il secondo è che nella Tenuta di Rimigliano è presente, storicamente, una Azienda Faunistica e Venatoria, che comprende tutti i terreni agricoli, boscati e palustri, la cui presenza non si addice molto alla presenza di ciclisti, cavalieri o escursionisti in genere se non che in periodi di chiusura della caccia.Le considerazioni apportate in merito alla applicabilità della Legge Regionale 17/98non corrispondono al vero. In merito a tale aspetto sono stati presi contatti con ilDirigente del Settore PROGETTI SPECIALI INTEGRATI DI SVILUPPO TURISTICO Dott.Giovanni DAgliano, competente in materia di RET, il quale ha confermato lasostanziale impossibilità di applicare la 17/98 là dove, non sia storicamentedimostrabile la acclarata fruizione pubblica dei percorsi, che la presenza di unaazienda faunistico venatoria presente da secoli, è di per sé un serio impedimentoalla dimostrazione della pubblica utilità dei percorsi.Sulla mancanza di oneri per l’Amministrazione Comunale si riporta, di seguito l’art. 7della citata Legge 17/98:Art. 07 - Realizzazione e manutenzione della Rete Escursionistica Toscana1. Le Province provvedono alla progettazione, realizzazione e manutenzione della viabilità di interesse provinciale e delle relativeattrezzature. Coordinano altresì gli interventi degli altri enti locali.2. I Comuni provvedono alla progettazione, realizzazione e manutenzione della viabilità di interesse comunale e delle relativeattrezzature.3. I parchi provvedono alla progettazione, realizzazione e manutenzione della viabilità tracciata al loro interno e delle relativeattrezzature.4. Le Province possono delegare alle Comunità Montane ed ai Comuni singoli o associati la progettazione, realizzazione emanutenzione della viabilità di interesse provinciale.5. La Regione interviene per la realizzazione e la manutenzione della R.E.T. con gli strumenti programmatori efinanziari di cui alla LR 14 novembre 1996, n. 84 recante "Interventi a sostegno della qualificazione dell’offertaturistica complessiva". Nella eventualità che gli interventi interessino territori appartenenti ad altre Regioni, la Giuntaregionale promuove le necessarie intese, ai sensi dell’art. 8 del DPR 24 luglioSe poi si volesse sostenere l’applicabilità della Legge sugli Usi Civici si ricorda che,sulla Tenuta di Rimigliano, non risulta che siano mai stati esercitati i diritti di cui allaLegge 1766/27 anche perché la stessa è applicabile ai così detti “beni collettivi” diproprietà cioè della collettività, dei comuni, di associazioni agricole ecc. ma nonproprietà private. Come si evince dagli articoli 2 e 3 della legge per esercitare tali dirittisi sarebbe dovuta attivare una apposita richiesta dimostrando che l’esercizio di unprecedente diritto non fosse cessato anteriormente al 1800. Cosa questaestremamente difficile considerato che la famiglia dei Della Gherardesca / Alliata ne eraproprietaria dal Medioevo.LEGGE 16 giugno 1927, n. 1766 25
  • Art. 2.Nel giudizio di accertamento circa la esistenza, natura ed estensione degli usi civici, ove non esista la provadocumentale, é ammesso qualunque altro mezzo legale di prova purché lesercizio delluso civico non sia cessatoanteriormente al 1800.Art. 3.Chiunque eserciti o pretenda esercitare diritti della natura di cui allarticolo precedente é tenuto, entro sei mesi dallapubblicazione della presente legge, a farne dichiarazione al commissario istituito ai sensi dellart. 27.Trascorso detto termine senza che siasi fatta la dichiarazione, rimane estinta ogni azione diretta ad ottenere ilriconoscimento dei diritti medesimi, che non trovinsi in esercizio, e la rivendicazione delle terre soggette agli usi civici.Per la generalità degli abitanti le dichiarazioni e le istanze saranno fatte dal podestà o dalla associazione degli utenti,ove esista, salvo ai singoli di provvedervi direttamente; nel quale ultimo caso il commissario potrà chiamare ingiudizio i legali rappresentanti del comune, della frazione o dellassociazione.LE OSSERVAZIONI 33,34,37 E 38 NON SONO ACCOGLIBILI PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.In merito alle Osservazioni 35 e 36, le richieste non sono di interessedell’Amministrazione che ritiene più utile per la collettività, l’acquisizione dei 260.000mq di aree a monte della Via della Principessa edella ex Scuola di Rimigliano chesono acquisite senza nessun onere (per inciso si ricorda che nel c.d. progettoParmalat c’era si, la realizzazione del Centro Congressi, ma a scomputo degli oneri diurbanizzazione secondaria e quindi a carico dell’Amministrazione Comunale)Relativamente all’edificio di Nido dell’Aquila si rimanda alla controdeduzionedell’osservazione n° 9 del COMITATO PER CAMPIGLIA (N° 7)LE OSSERVAZIONI 35 E 36 NON SONO ACCOGLIBILI PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 39: QUESTIONI DI PRINCIPIODefinizioniRibadendo che tutto dovrebbe essere riscritto mantenendo immutato il numero dei metri quadri, ladisposizione, dimensione e forma degli edifici e possibilmente la loro destinazione d’uso, è molto utile darconto di alcune questioni di fondo che devono trovare una risoluzione ed è necessario modificareimmediatamente nel testo del Regolamento Urbanistico.Come può essere chiamato un intervento edilizio di realizzazione ex novo, su suolo vergine, di un edificiodestinato a residenza? Per il gruppo scrivente non ci sono dubbi e, dato bizzarro, la proprietà privata dellaTenuta di Rimigliano concorda pienamente con noi, come dimostrato dallo schema riassuntivo dellevolumetrie contenuto nella relazione del Pamaa. Il Forum ritiene che debba essere chiamata NUOVAEDIFICAZIONE (nuova costruzione per la proprietà).L’Amministrazione la chiama invece SOSTITUZIONE EDILIZIA. Non si ritiene ammissibile tale definizione, sitratta infatti di volumi che vagano da un nucleo poderale all’altro e vengono costruiti nelle aie e nellepertinenze dei poderi. Dal casolare più a nord a quello posto più a meridione della Tenuta di Rimigliano, cisono quasi quattro chilometri in linea d’aria. È incredibile applicare la definizione di sostituzione edilizia suuna scala di simili proporzioni. Osservazione n° 39 Si richiede che gli interventi attualmente definiti di “sostituzione edilizia” vengano rinominati come “nuova edificazione”. Se necessario per distinguerla dalla nuova edificazione dell’albergo, la si definisca “nuova edificazione residenziale derivante da demolizione di annessi agricoli”. 26
  • La questione è tutt’altro che di lana caprina. Per quanto disposto dalla LRT 1/2005 gli oneri d’urbanizzazionedovuti ai Comuni variano in base alla tipologia dell’intervento. Questo significa che definendo in modoinesatto gli interventi edilizi ammessi nella disciplina, il Comune di San Vincenzo opera uno scontoconsistente alla proprietà sugli oneri da versare.Si evince anche che, quando l’Amministrazione afferma di non avere un quadro preciso di quanti metriquadri si dovranno ristrutturare e quanti si dovranno “sostituire” si sbaglia. Avendo conteggiato gli onerid’urbanizzazione deve aver necessariamente calcolato i metri quadri da ristrutturare e quelli da sostituire. Senon avesse calcolato l’ammontare degli oneri dovuti, come potrebbe il Comune asserire che con la cessionee ristrutturazione degli ex asili e con la cessione del bosco sopra la Principessa, si considerano esauriti glioneri?Controdeduzioni:La legge regionale impone di applicare gli oneri di urbanizzazione ai tipi diintervento previsti dalla stessa e non è possibile quindi applicare gli stessi adiscrezione dell’Amministrazione Comunale.Nella fattispecie saranno applicati gli oneri dovuti previsti dall’ “ALLEGATO N. 3TABELLA PER GLI INTERVENTI DI CUI AL TITOLO IV, CAPO III DELLA L.R.T. N.1/2005 – SOTTOSISTEMI AMBIENTALI” a come segue: 1. la tariffa di cui al punto 1) INTERVENTI DI RESTAURO E RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA per gli interventi di cui al punto 5.1 della Disciplina; 2. la tariffa di cui al punto 2) INTERVENTI DI SOSTITUZIONE EDILIZIA per gli interventi di demolizione e ricostruzione, di cui al punto 5.2 della Disciplina, realizzati all’interno del nucleo poderale; 3. la tariffa di cui al punto 3) INTERVENTI DI NUOVA EDIFICAZIONE E RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA per gli interventi di nuova edificazione della struttura alberghiera, di cui al punto 5.3 della Disciplina; 4. la tariffa di cui al punto 3) INTERVENTI DI NUOVA EDIFICAZIONE E RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA per gli interventi di demolizione e ricostruzione, di cui al punto 5.2 della Disciplina, relativi a edifici esistenti esterni al nucleo poderale ove vengono ricostruiti.Si precisa comunque che le tariffe relative alla sostituzione edilizia da applicare agliinterventi di cui al precedente punto 2 non differisce di molto da quella per laNuova edificazione ( 37,29 €/mc invece di 46,63 €/mc) e se si considera che saràapplicata ad una parte minore degli interventi, tale differenza incide per circa il 5%sull’importo complessivo degli oneri dovuti ( stimato in oltre 2 milioni di euro al nettodel costo di costruzione) L’amministrazione Comunale ha, ed ha sempre avuto il quadro preciso dellevolumetrie esistenti, di quelle che saranno oggetto di ristrutturazione e di quelle chesaranno oggetto di demolizione e ricostruzione, ed a dimostrazione di ciò sirimanda a quanto risposto per i punti 2 e 6 dell’Osservazione della RegioneToscana ed all’Osservazione 19 del Forum per il CentroSinistra. L’osservazione conclude con un evidente errore di interpretazione delle normeadottate quando sostiene “….come potrebbe il Comune asserire che con la cessione eristrutturazione degli ex asili e con la cessione del bosco sopra la Principessa, si considerano esauriti glioneri?”: infatti, l’articolo 13 della disciplina ripreso ed integrato dall’articolo 5 dellaConvenzione adottata non parlano assolutamente di oneri (oneri di urbanizzazioneprimaria, secondaria e costo di costruzione) ma di standards urbanistici che, con glistessi nulla hanno a che vedere, e che, invece, si riferiscono alla cessione di areepreviste per la realizzazione di servizi pubblici ai sensi del D.M. 1444/68. 27
  • L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILEContenuto dell’ Osservazione n°40Quale albergo?Altrettanto discutibile appare poi l’ipotesi progettuale dell’albergo. Si afferma che l’intenzione è quella dipermettere la realizzazione di una struttura di altissimo livello qualitativo, di 150 posti letto per 6000 mq, vistoquanto disposto congiuntamente da PS e RU. Innanzitutto non si capisce da dove sia scaturito (nell’otticadell’interesse pubblico, ça va sans dire) il quantitativo di 150 posti letto, in secondo luogo non v’è traccia diuna giustificazione della volumetria disponibile per ogni posto letto. Pur considerando le strutture a servizio,si nota come 40 mq per posto letto siano veramente molti.Si propone pertanto, in subordine all’accoglimento dell’osservazione 13: Osservazione n°40Si propone di ridimensionare la struttura alberghiera permettendo la realizzazione di un massimo di 60 posti letto.L’osservazione non considera il fatto che, il Piano Strutturale, nella Variante per ilSottosistema della Pianura Costiera ha previsto e giustificato tale previsione. Per ildimensionamento della SLP massima (non minima!) utilizzabile per la realizzazionedella struttura alberghiera si precisa che il dimensionamento medio per le strutturealberghiere è (nozione tecnica comune) di 50 mq/ camera che nel caso in esamecomporterebbe 3.750 mq. Considerando che l’Amministrazione comunale ha auspicatola realizzazione di una struttura di categoria elevata tale parametro è sicuramente daintegrare per servizi quali SPA, ristorante sale comuni ecc. La consapevolezza cheun imprenditore non realizza ciò che non gli serve, perché costruire costa molto, eche quindi sarà utilizzata la quantità necessaria ed indispensabile. L’A.C. non ritenevae non ritiene giusto limitare a priori una disponibilità edificatoria che potrebbe esseredeterminante per la realizzazione di una struttura di qualità, foriera di notevoli ritornieconomici ed occupazionali per San Vincenzo.L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE.Contenuto dell’ Osservazione n°41Ricordiamo che una distribuzione delle camere nei vari poderi, oltre a creare un intervento di maggiorqualità, garantirebbe un più consistente ritorno occupazionale e un impatto sul territorio meno visibile.L’ideale sarebbe una struttura diffusa che sfruttasse l’imponente patrimonio edilizio esistente, ma ci pare chequesta ipotesi sia stata più volte scartata.Ribadiamo inoltre che l’Amministrazione deve assumersi le responsabilità delle proprie scelte e devemotivare in modo comprensibile ed esplicito la ragione delle norme redatte. Non solo si sarebbe dovutoesprimere in modo dettagliato nel PS quali studi hanno portato alla previsione dei 150 posti letto, nella fase 28
  • di redazione del RU occorre a maggior ragione precisare perché oggi, nell’attuale contesto economico esociale, l’Amministrazione abbia inteso attuare l’intera previsione alberghiera resa possibile dal PS.Mancando queste motivazioni politiche, l’unica ipotesi è che si sia proceduto ad una contrattazione con ilprivato, un esempio di urbanistica contrattata della peggior specie, così priva di giustificazione che non siriesce neppure a trovare degli argomenti che nascondano la desolante operazione.A prescindere da ciò sarebbe il caso di chiarire quanti siano i metri quadri che nel Regolamento Urbanisticoadottato possono essere realizzato nella Tenuta. Da un lato si afferma che il patrimonio edilizio esistente èpari a 17000mq ma poco dopo si afferma che la realizzazione dell’albergo dovrà essere pari a 6000 mqcompreso le volumetrie esistenti all’interno del podere Contessa Lea.Se insomma si possono costruire 17000 mq di residenza e 6000 di albergo il massimo edificabile è di 23000ma se i 6000 d’albergo comprendono anche le volumetrie di Contessa Lea, la quantità di SLP per residenzasi abbassa a 16000 mq circa o forse meno ancora. Osservazione n° 41Si precisi in modo dettagliato il limite massimo di SLP disponibile per Residenza, il limite massimo di SLP tra residenza e alberghiero.Controdeduzioni:L’osservazione riprende le considerazioni fatte dalla Regione Toscana al punto 6della sua osservazione e quindi per i motivi riportati nella controdeduzione ad essa,e per rispondere adeguatamente alla presente osservazione si proponel’accoglimento.IN TAL SENSO, LA PRESENTE OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE CONL’INTEGRAZIONE DI SPECIFICHE SCHEDE NORMATIVE E DI UNA TABELLARIEPILOGATIVA, CHE SPECIFICHINO, PER OGNI NUCLEO PODERALE, LA SLPESISTENTE OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE, LA SLP ESISTENTE OGGETTODI DEMOLIZIONE E LA SLP OGGETTO DI RICOSTRUZIONE.SI PROPONE INFINE DI MODIFICARE LA DISCIPLINA DEL R.U. CONL’ELIMINAZIONE DEI RIFERIMENTI AGLI AMBITI INSEDIATIVI E L’INSERIMENTODELLE PRESCRIZIONI DI RISPETTO DELLA CONFIGURAZIONE DEL MODELLOINSEDIATIVO E DELLA ARTICOLAZIONE PLANI VOLUMETRICA RIPORTATINELLE SCHEDE NORMATIVE.Modifiche (2) (4) (3) (5)Contenuto dell’ Osservazione n°42Discorsi agricoliUlteriore questione di principio che intendiamo sollevare è relativa alla parte della Relazione dedicataall’agricoltura. L’assenza di una prospettiva economica per tale attività permette una riconversione delleattività economiche. In un sol colpo si passerà dall’agricoltura alla rendita immobiliare. Troviamo purtroppouna conferma nella grande confusione con la quale l’Amministrazione esprime i propri obiettivi nellaRelazione.Schematizzando si parte affermando che l’agricoltura è il cardine, è la cosa centrale, più importante. Siafferma subito dopo che non ha prospettive economiche ed è quindi in decadenza (siamo allora sicuri cheun’attività senza futuro possa essere il cardine del piano di Rimigliano?). Si prosegue indicando che non si è 29
  • in grado di invertire tale tendenza tanto che si citano gli agro combustibili. Infine, non si sa seguendo qualeragionamento logico, si conclude dicendo che l’agricoltura dev’essere valorizzata.Come? Per non correre rischi non si dice nulla. Spazio all’immaginazione dunque, o più verosimilmente,spazio ad un piano che è fatto di cemento, per il cemento e attorno al cemento. L’agricoltura è un incomodoche l’Amministrazione non ha il coraggio politico di valorizzare seriamente sganciandola dal mercatointernazionale, dall’omologazione dei prodotti, dai capricci delle fluttuazioni dovute alla speculazione. Laprospettiva di legare l’agricoltura alla cultura dei luoghi, all’identità del territorio e delle comunità e almantenimento degli equilibri ambientali è talmente lontana dal Regolamento Urbanistico adottato che nonvale neppure la pena di formulare una osservazione in tal senso.Ci limitiamo a valutare farsesco il paragrafo sull’agricoltura contenuto nella Relazione del RegolamentoUrbanistico: Osservazione n° 42 Abrogazione del capitolo relativo all’agricoltura della RelazioneControdeduzioni:L’osservazione non introduce nessun elemento teso a migliorare o correggere il R.U.adottato. Le considerazioni “politiche” sull’agricoltura sono comunque estranee allapianificazione urbanistica come detto in risposta ad altre osservazioni. L’abrogazionedi un capitolo della relazione del piano non porta comunque vantaggi allo stesso.L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILEContenuto dell’ Osservazione n°43Perimetri a caso?Quali principi di interesse pubblico e tutela del paesaggio hanno determinato gli ambiti di ricostruzionedisegnati attorno ad ogni podere della Tenuta? Le aree in cui si potranno realizzare fabbricati sembranoricalcare schemi che hanno più elementi in comune con le recenti lottizzazioni con cui si realizzano villini evillette (sull’esempio di Villa Biserno) piuttosto che con i principi di occupazione di suolo dell’appoderamento.Il caso più eclatante è quello di Contessa Lea ma assolutamente stravaganti sono anche i Poderi LeGuardie, Walfredo, Uguccione e Chiusacce.Sempre qualora non si vogliano accogliere le precedenti osservazioni, si propone almeno di ridefinire iperimetri delle aree di ricostruzione delle volumetrie demolite individuando nel dettaglio i perimetri degliedifici in modo che vi sia una giustificazione urbanistica cogente e puntuale.Viceversa, i perimetri del Regolamento Urbanistico adottato, paiono essere dettati da una contrattazionecondotta dall’Amministrazione con il privato e non da una pianificazione dell’area. Troviamo all’interno deinuclei poderali, ambiti di ristrutturazione (che dovrebbero essere altrimenti chiamati) dilatati e di difficileinterpretazione. Osservazione n° 43Riformulare gli ambiti di ristrutturazione delle schede normative dopo aver adeguatamente motivato le scelte, riducendo comunque i margini di discrezionalità nella scelta dei luoghi in cui poter costruire.Controdeduzioni:L’osservazione è complementare della precedente n° 41 e si ritiene che anch’essapossa essere accoglibile con le stesse motivazioni:IN TAL SENSO, LA PRESENTE OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE CONL’INTEGRAZIONE DI SPECIFICHE SCHEDE NORMATIVE E DI UNA TABELLARIEPILOGATIVA, CHE SPECIFICHINO, PER OGNI NUCLEO PODERALE, LA SLP 30
  • ESISTENTE OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE, LA SLP ESISTENTE OGGETTODI DEMOLIZIONE E LA SLP OGGETTO DI RICOSTRUZIONE.SI PROPONE INFINE DI MODIFICARE LA DISCIPLINA DEL R.U. CONL’ELIMINAZIONE DEI RIFERIMENTI AGLI AMBITI INSEDIATIVI E L’INSERIMENTODELLE PRESCRIZIONI DI RISPETTO DELLA CONFIGURAZIONE DEL MODELLOINSEDIATIVO E DELLA ARTICOLAZIONE PLANI VOLUMETRICA RIPORTATINELLE SCHEDE NORMATIVE. Modifiche (2) (4) (3) (5)Contenuto dell’ Osservazione n°44Anche la perimetrazione dei nuclei poderali è in talune occasioni strampalata. Nel Podere le Chiusacce c’èuna inspiegabile lingua che si protrae a nord lungo il viale alberato ed una strana scelta di includere alcunearee boscate nelle aree pertinenziali. Inoltre non si dà testimonianza sulla carta di un bosco di pini a nordovest del podere. Osservazione n° 44 Riformulazione della scheda normativa del Podere Le Chiusacce con l’aggiunta del bosco a nord ovest del podere, con l’eliminazione della propaggine a nord del nucleo poderale e con un ridimensionamento dell’ambito di ristrutturazione.Contenuto dell’ Osservazione n°45Nella scheda del Podere Uguccione l’ambito di ristrutturazione si spinge nel bel mezzo della vegetazione epuò portare a forti impatti sulla flora. Non è spiegabile la perimetrazione del nucleo poderale che inglobagrandi parti di bosco ed è errato persino il disegno in cui un ambito di ristrutturazione “sfora” all’esterno delnucleo poderale. Osservazione n° 45Riformulare la scheda normativa del Podere Uguccione restringendo di molto sia il nucleo poderale, sia l’ambito di ristrutturazione e dando conto in modo più fedele della vegetazione attualmente esistente in loco.Contenuto dell’ Osservazione n°46Podere Walfredo. È forse la scheda meno logica. Si palesa come si ricerchi una lottizzazione di bassa legaanziché un recupero filologico come sarebbe doveroso. Innanzi tutto la scheda non dà conto di una serie dimanufatti edilizi che costituiscono la caratteristica del paesaggio di quel nucleo poderale, che rientranodentro gli ambiti di ristrutturazione e saranno pertanto soggetti a demolizioni. Appare assolutamenteinspiegabile la demolizione del grosso corpo di fabbrica ad est. Non c’è alcuna giustificazione per creare unacesura attraverso una nuova alberatura che circondi il perimetro artificiosamente inventato dell’ambitopoderale. Osservazione n° 46Riformulare la scheda normativa del Podere Walfredo eliminando la possibilità di demolire il grandeedificio a est, dando puntuale testimonianza di tutti i manufatti edilizi presenti e eliminando la nuova alberatura di progetto.Contenuto dell’ Osservazione n°47 31
  • Podere delle guardie. Osservazione n° 47 Ridimensionare il perimetro del nucleo poderale Podere casa delle guardie ad ovest. Arbitraria edimmotivabile la scelta di considerare da demolire un terzo di un edificio mantenendo da ristrutturare gli altri due terzi, si faccia sì che l’intero edificio venga ristrutturato.Contenuto dell’ Osservazione n°48Podere Contessa Lea. Il nucleo poderale è eccessivamente esteso, andrebbe fortemente ridotto sia a nordche a sud. La progettazione delle nuove alberature tradisce, per come sono disposte, la realeconsapevolezza dell’Amministrazione che ciò che verrà realizzato sarà qualcosa da nascondere, schermare,per non degradare e svalutare l’intera area. Osservazione n° 48 Ridimensionare il perimetro del nucleo poderale Contessa Lea sia nella propaggine sud sia nellapropaggine nord. Eliminare il verde di progetto, ridimensionare l’ambito di ristrutturazione riducendo la previsione alberghiera entro le strutture esistenti.Contenuto dell’ Osservazione n°49Podere Sveva Manfredi. Anche per questo podere rimane misterioso il motivo che induce l’Amministrazionea determinare in due grandi quadrati a nord est e a nord ovest della struttura, gli ambiti di ristrutturazioneche, inoltre, appaiono sovradimensionati. Il verde di progetto è altrettanto privo di motivazione e di logicapaesaggistica. Sulle nuove alberature entreremo più avanti nel dettaglio. In questa sede sarà sufficientericordare che è una mistificazione degli equilibri paesaggistici usare le alberature per “nascondere” gliinterventi edilizi. I filari di pini che ci hanno lasciato in dote le bonifiche Leopoldine avevano essenzialmentelo scopo di consolidare la bonifica. Se da un lato dunque si prevedono nuove alberature, anche nel caso diSveva Manfredi, la scheda normativa del Regolamento Urbanistico “dimentica” di segnalare puntualmente lepiante presenti. Osservazione n° 49 Ridimensionare il perimetro poderale e l’ambito di ristrutturazione nel podere Sveva Manfredi.Eliminare le previsioni di nuove alberature, in particolare appaiono estranee alla tradizionale pratica di messa a dimora gli alberi previsti ad ovest della struttura. Aggiornare la carta introducendo segnalazione per gli alberi presenti attualmente nel nucleo poderale.Contenuto dell’ Osservazione n°50Per il podere Fossa Calda, vale l’osservazione precedente in ordine all’ambito di ristrutturazione, al verdepresente e di progetto e alle mancanza di giustificazioni tecniche o politiche per la scelta dei perimetri e degliambiti di ristrutturazione. Esiste tuttavia una aggravante rilevabile confrontando la cartografia con unaqualsiasi immagine satellitare. Il Podere infatti è circondato da una folta vegetazione e, subito attornocominciano i terreni coltivati. Per come è stato concepito il nucleo la sottrazione di terreni all’attività agricolaè considerevole in questo caso e non c’è motivazione alcuna per mantenere tale previsione. 32
  • Inoltre le carte del RU non danno conto di due annessi situati a nord del corpo di fabbrica principale né di unterzo posto a sud. Impossibile in questo modo stabilire se siano da tutelare o meno. La forma dell’ambito diristrutturazione favorirà una modifica profonda dei caratteri del podere e dei suoli circostanti. Osservazione n°50 Ridurre drasticamente, entro i termini dei reali suoli pertinenziali del podere senza occupazione disuoli agricoli, il nucleo poderale Fossa Calda. Ridurre gli ambiti di ristrutturazione e risagomarli inmodo da renderli maggiormente rispondenti all’attuale conformazione dei luoghi. Eliminare verde di progetto e tutelare manufatti edilizi ed alberature esistenti.Controdeduzioni:Le osservazioni 44,45,46,47,48,49 e 50 sono superate dall’accoglimento del punto 6dell’osservazione della Regione Toscana e delle precedenti osservazioni 41 e 43.L’eliminazione degli Ambiti Insediativi e la definizione planivolumetrica degli interventirende ininfluenti molti aspetti delle osservazioni in oggetto.LE OSSERVAZIONI 44,45,46,47,48,49 e 50 NON SONO ACCOGLIBILIContenuto dell’ Osservazione n°51Quale natura?Mancando di fatto una seria analisi sugli equilibri tra flora e fauna, si rimane perplessi nel constatare comemolto spesso sia stato inserito il “verde di progetto” negli interventi relativi ai Poderi. Ad una prima analisipare evidente come questi interventi rispondano ad una logica necessità di camuffare le dilaganti edificazioniinterne ai nuclei poderali.Il significato delle alberature poste durante la bonifica leopoldina era tuttavia molto diverso e tale differentefunzione determina una profonda caratterizzazione territoriale e conferisce al risultante progettoun’immagine di falso storico. Questo anche se si procedesse ad alberature della medesima essenzadominante per i viali (pinuspinea), in realtà tale obbligo inoltre non esiste per la proprietà cui è vietata lamessa a dimora di essenze non autoctone. Incredibilmente con tale definizione il pino domestico sopracitato, quello da pinoli, viene proprio ad essere escluso giacché non è autoctono: i Romani lo importaronodal Medio Oriente.Nuove alberature di progetto avrebbero potuto non solo essere tollerate nel RU ma essere addirittura utiliqualora esistesse un complessivo progetto di miglioramento ambientale. Insomma prima l’Amministrazioneavrebbe dovuto chiarire gli obiettivi che, ancora una volta nell’interesse pubblico ci si poneva nell’andare aprogettare una nuova piantumazione di alberi, avrebbe dovuto studiare le essenze adatte allo scopo eavrebbe infine dovuto pianificarne l’uso e attuarne la previsione.Nulla di tutto ciò è stato fatto. Non sappiamo se saranno sorbi, roverelle, ornielli o lecci, non sappiamo aquale scopo verranno posti a dimora, frangivento, per limitare l’impatto della salsedine nell’entroterra, ascopo di mantenere umidità nel terreno, allo scopo di ombreggiare porzioni di suolo … Non sappiamoassolutamente nulla.Si è parlato apertamente della volontà di non modificare la “visuale” da lontano per quanto riguarda i poderi.Sarebbe a dire che vengono realizzati degli accrocchi attorno ai poderi e arbusti ed alberi li celeranno aglisguardi. Ancora una volta la natura viene piegata alle esigenze del mattone, del desiderio di riservatezza deipossessori di seconda case, ai capricci della struttura alberghiera. Altro che parco naturale, altro cheagricoltura e rispetto per l’ecosistema. Osservazione n°51 Se non si desidera eliminare il verde di progetto, si imponga puntualmente alla proprietà quali essenze piantare e dove, specificandone le ragioni e gli obiettivi di consolidamento dell’ecosistema che ci si pone con tali interventi.Controdeduzioni: 33
  • L’osservazione, disquisisce sul termine autoctono erroneamente seguito dallacongiunzione e prima delle parole “ non tipiche della campagna toscana” al punto 11della Disciplina.Per chiarezza, avendo, l’estensore delle norme, inteso consentire che, piante come ilPinus Pinea, potessero sicuramente essere messi a dimora nella Tenuta diRimigliano, si propone di sostituire la congiunzione e con la parola oppure(9)Non si reputa invece opportuno imporre “puntualmente” quali piante mettere adimora. La norma adottata, con la opportuna correzione è quanto di più puntualepossa essere definito in uno strumento urbanistico. Oltre non si può che ricaderenella fase progettuale degli interventi che non sono di competenzadell’Amministrazione Comunale, della quale è invece, competenza il controllo e laverifica, con i propri uffici, con l’apposita Commissione Integrata, con gli Entipreposti quali la Soprintendenza, dei progetti presentati dai privati.IN TAL SENSO, LA PRESENTE OSSERVAZIONE È PARZIALMENTEACCOGLIBILE CON LA CORREZIONE SUDDETTA DEL PUNTO 11 DELLADISCIPLINAContenuto dell’ Osservazione n°52ArcheologiaLa Pianura costiera di Rimigliano è collegata con Baratti – Populonia ed è stata luogo in passato dirinvenimenti archeologici di grande interesse persino del periodo neolitico. Non esiste alcuno studio didettaglio del contesto archeologico, degli impatti che le realizzazioni possono avere in termini di scavi(impianti, regimazioni, realizzazioni di condotte) e di nuove edificazioni.Non risulta agli atti neppure un parere della Sovrintendenza per i beni archeologici che valuti quanto sopra.Contenuto dell’Osservazione n° 52L’Amministrazione acquisisca il parere della Sovrintendenza per i beni archeologici di Firenze primadi autorizzare qualsiasi realizzazione edilizia o infrastrutturale nell’area.Evidentemente anche la tutela dei beni archeologici passa attraverso il divieto di demolire e ricostruire e,soprattutto di edificare ex novo nella Tenuta. Senza nuove edificazioni non ci sono scavi e si riducono alminimo gli allacci fognari e i movimenti terra conseguenti all’attività edilizia.Controdeduzioni:Vedi quanto risposto all’osservazione n° 2 della stessa SoprintendenzaPERTANTO L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTEINTEGRAZIONE, DI UN ULTERIORE COMMA, IN CALCE ALL’ARTICOLO 16DELLA DISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO. (1) 34
  • 4 - OSSERVAZIONE della RIMIGLIANO srl.Prot. 29.12.2010 n° 32255Contenuto dell’osservazione:L’osservazione chiede l’eliminazione degli “Ambiti insediativi” previsti nel R.U. adottatomotivando l’eccessiva concentrazione dell’edificato su aree ridotte e rimandandoquindi, il controllo alla fase della progettazione esecutiva degli interventi.Controdeduzioni:L’osservazione è, finalizzata all’ottenimento di una “liberalizzazione” degli interventiedilizi all’interno dei Nuclei Poderali. Tale aspetto non può essere accettatodall’Amministrazione Comunale perché gli interventi nella Tenuta rivestonoimportanza sostanziale per una buona qualità finale delle previsioni.L’Amministrazione Comunale ritiene infatti che la progettazione degli interventi direcupero del patrimonio edilizio debbano, invece, essere attentamente guidatidall’Amministrazione Comunale che non vuole lasciare “mano libera” alla proprietàed in tal senso si richiama l’accoglimento del punto 6 dell’Osservazione Regionaleed la conseguente modifica della Disciplina e delle Schede Normative dei NucleiPoderali con la definizione delle quantità ammissibili di ristrutturazione e didemolizione e ricostruzione per ogni Nucleo Poderale, e con l’integrazione delleschede normative con la definizione del modello insediativo e della articolazione planivolumetrica prescrittiva degli interventi. Tale decisione, che consente di ottenere undettaglio delle previsioni insediative all’interno dei Nuclei Poderali tale da sostenere lanon necessità di un apposito Piano Attuativo, si contrappone alla richiesta di unaeliminazione degli Ambiti Insediativi, previsti nella Variante adottata, ed al rimando allasola fase progettuale. Anche se la progettazione plani volumetrica degli interventi ha, difatto, eliminato tali Ambiti Insediativi, l’Amministrazione Comunale ritiene chel’impostazione progettuale, sia nello schema planivolumetrico, che nella definizione dellequantità ammissibili in ogni Nucleo Poderale, degli interventi nella Tenuta, per la grandeimportanza che essa ha, debba essere prevista all’interno del Regolamento Urbanistico.PERTANTO L’OSSERVAZIONE DELLA RIMIGLIANO SRL NON È ACCOGLIBILEPER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE. 35
  • 5 - OSSERVAZIONE del Comune di San Vincenzo. Area Servizi per il territorio.Prot. 30.12.2010 n° 32360Contenuto dell’osservazione: L’osservazione propone una modifica all’articolo 8 della Convenzione adottata,nel quale è previsto che al momento della stipula sia stabilito l’importo delle operedi urbanizzazione primaria, da realizzare direttamente da parte della Rimigliano srl., Controdeduzioni: La convenzione così articolata, presupponeva lo scomputo degli oneri diurbanizzazione primaria, subordinando sì il progetto all’approvazionedell’Amministrazione Comunale, ma stabilendo da subito la possibilità dello scomputo. Si reputa invece opportuno che l’Amministrazione Comunale autorizzi o meno loscomputo in relazione alle proprie esigenze e che lo stesso avvenga a seguito di unapposito atto autorizzativo proponendo quindi la modifica dei primi due puntidell’articolo 8 come segue: 1. Le opere di urbanizzazione, di importo inferiore alla soglia comunitaria, potranno realizzarsi a scomputo totale o parziale degli oneri di urbanizzazione primaria di cui al successivo art. 7, dovuti per legge secondo i parametri adottati dalla amministrazione al momento del rilascio del permesso di costruire, sulla base delle prescrizioni impartite dall’amministrazione comunale, con apposito atto dalla Giunta Comunale,riguardante la sistemazione ambientale delle aree a margine di via della Principessa cedute all’Amministrazione Comunalecome da progetto approvato con deliberazione della Giunta Comunale n. … in data ...................... . 2. Tali opere ammontano a €. _________________ come da perizia giurata del progettista …………………………, iscritto allordine dei ………………al n. ……… , salvo conguaglio in fase di progettazione esecutiva delle opere. Le opere sopra elencate potranno essere realizzate, previa preventiva autorizzazione dellAmministrazione Comunale alla redazione di un progetto di sistemazione ambientale delle aree e approvazione di progetto di Opera Pubblica da parte della Giunta Comunale, sull’area di proprietà dell’Amminstrazione Comunale di cui al precedente art. 5 lettera a). (B)PERTANTO L’OSSERVAZIONE D’UFFICIO È ACCOGLIBILE PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE, CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DEI 36
  • COMMA 1 E 2 DELL’ARTICOLO 7 DELLA CONVENZIONA ADOTTATA COMESOPRA ELENCATO. 37
  • 6 – OSSERVAZIONI del Comune di San Vincenzo. Area Servizi per il territorio.Prot. 30.12.2010 n° 32368Contenuto dell’Osservazione N° 1Relativamente al punto 8 del documento di Disciplina della Variante al R.U. per la Tenuta di Rimigliano, al fine dirispettare, la normativa vigente in materia di costruzioni in zona sismica e le norme igienico sanitarie conparticolare riguardo alle superfici aereoilluminanti, si propone di modificare la norme come segue:  Non potrà essere alterata la cadenza delle aperture esterne, salvo adottare modifiche ed ampliamenti delle aperture esistenti, nel rispetto degli equilibri compositivi propri dei singoli prospetti, alle necessità della nuova destinazione d’uso residenziale. (10)  E’ previsto il rigoroso mantenimento delle balze, delle cornici, delle epigrafi, dei decori stilistici in genere. Negli edifici in cui tali caratteri siano stati alterati gli interventi devono essere tesi al ripristino delle situazioni originarie, facendo riferimento a cartografie storiche, a documentazioni iconografiche ovvero a tracce ed elementi fisici superstiti di tali assetti originari. A tale scopo è ammessa la demolizione delle superfetazioni e delle aggiunte compromettenti l’unitarietà formale dell’organismo edilizio. E’ ammessa la demolizione delle porzioni di strutture principali deteriorate o nelle quali risultano presenti materiali non congrui all’insieme strutturali, purchè vengano fedelmente ricostruite mantenendo la sagoma e l’ingombro dell’involucro edilizio esistente. Potrà essere valutata la demolizione con fedele ricostruzione, qualora non sia possibile la parziale demolizione di parti anche strutturali dell’edificio, mantenendo l’aspetto esterno dei fabbricati, possibilmente anche la sagoma e soprattutto i principi architettonici e compositivi dell’esistente”. (11)Controdeduzioni:L’osservazione è giustificata dalla necessità del rispetto delle norme vigenti.PERTANTO L’OSSERVAZIONE D’UFFICIO È ACCOGLIBILE PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE, CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DEICOMMA 2 E 4 DEL PUNTO 8 DELLA DISCIPLINA ADOTTATA COME SOPRAELENCATO.Contenuto dell’Osservazione N° 2Relativamente al punto 9 del documento di Disciplina della Variante al R.U. per la Tenuta di Rimigliano, si propone dimodificare la norme come segue:  Le ricostruzioni negli Ambiti insediativi interni ai Nuclei Poderali dovrà avvenire in modo tale che per ogni corpo di fabbrica almeno(12) il 60% della Superficie Coperta sia realizzata su due piani, fatto salvo ciò che concerne il Nucleo poderale Poggettino Contessa Lea per il quale valgono le disposizioni specifiche di cui al successivo punto 10. 38
  • Controdeduzioni:L’osservazione è giustificata essendo intenzione del R.U. di stabilire un parametrominimo e non assoluto, l’eliminazione del termine “Ambiti Insediativi” in tale articolo,così come nelle restanti parti della Disciplina è conseguente all’accoglimentodell’Osservazione n°PERTANTO L’OSSERVAZIONE D’UFFICIO È ACCOGLIBILE PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE, CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DELPRIMO ALINEA DEL 3° COMMA DEL PUNTO 9 DELLA DISCIPLINA ADOTTATACOME SOPRA ELENCATO.Contenuto dell’Osservazione N° 3Relativamente al punto 10 del documento di Disciplina della Variante al R.U. per la Tenuta di Rimigliano, si propone dimodificare la norme come segue: Oltre alle regole sull’aspetto formale sono prescrittivi i seguenti limiti dimensionali e morfologici:  L’edificazione nell’Ambito insediativo interno al Nucleo Poderale dovrà avvenire in modo tale che per ogni corpo di fabbrica almeno (13) il 30% della Superficie Coperta sia realizzata su due piani;Controdeduzioni:L’osservazione è giustificata essendo intenzione del R.U. di stabilire un parametrominimo e non assoluto.PERTANTO L’OSSERVAZIONE D’UFFICIO È ACCOGLIBILE PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE, CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DELPRIMO ALINEA DEL 3° COMMA DEL PUNTO 10 DELLA DISCIPLINA ADOTTATACOME SOPRA ELENCATO.Contenuto dell’Osservazione N° 4Relativamente al punto 14 del documento di Disciplina della Variante al R.U. per la Tenuta di Rimigliano, al fine direcuperare aspetti storicamente esistenti, si propone di modificare la norme come segue:“La viabilità poderale interna alla Tenuta non è in alcun modo modificabile, ne nella dimensione chenell’andamento del tracciato , salvo che, sulla base di prove documentali (foto aree storiche,planimetrie storiche, documenti, ecc), si attesti l’esistenza di diversi tracciati e caratteri dellaviabilità”. (14)Controdeduzioni:L’osservazione è pertinente e, se accolta consentirebbe di ricostruire porzioni della 39
  • viabilità storica, interna alla Tenuta, abbandonata da anni ed oggi non riportata sullacartografia Regionale.PERTANTO L’OSSERVAZIONE D’UFFICIO È ACCOGLIBILE PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE, CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DELPUNTO 14 DELLA DISCIPLINA ADOTTATA COME SOPRA ELENCATO. 40
  • 7 - OSSERVAZIONI del Comitato per Campiglia – Arch. Massimo Cionini e Arch.Alberto PrimiProt. 30.12.2010 n° 32370Contenuto dell’Osservazione N° 0 ( non si comprende la logica della numerazione !!!! )Si richiede che la Variante al R.U., il PAMAA e il regolamento ANPIL siano approvati incontemporanea, per evitare l’indeterminazione e i rimandi che finiranno certamente per rendere insicuro eincontrollabile il rispetto dei principi e dell’interesse pubblico.Contenuto dell’Osservazione N° 1Poichè la variante al RU. fa riferimento nel punto 3 e nel punto 5 e al punto 6 dell’art. 10 e nellaConvenzione, ai contenuti del PPMAA (presentato alla provincia di Livorno con nota prot. 140 del12.01.2010 oggetto di Parere Favorevole espresso con la Disposizione Dirigenziale n° 285 del 7.06.2010,)c’ne risultano fondamentali ai tini della valutazione della Variante stessa, si richiede che il suddetto PPMAAdiventi parte integrante dei documenti allegati alla Variante stessaControdeduzioni:Non corrisponde al vero che nella Variante adottata vi sia riferimento al PAMAApresentato (dello stesso vi è un solo riferimento all’articolo 4 della Convenzioneattuativa) perché è convinzione dell’Amministrazione Comunale che non sia compitodella Pianificazione Urbanistica quello di regolamentare l’agricoltura.Il PAMAA sarà approvato dall’Amministrazione Comunale, con le procedure previstedalla L.R 1/2005 e dal relativo Regolamento di attuazione, prima della stipula dellaConvenzione e per questi motivi, la stessa, contiene gli obblighi ad esso relativi.Anche per il Regolamento della futura ANPIL, che tra l’altro è relativo ad aspettigestionali valgono le considerazioni suddette.PERTANTO LE OSSERVAZIONI 0 ED 1 NON SONO ACCOGLIBILI PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE,.Contenuto dell’Osservazione N° 2La Variante al R.U. basa tutte le previsioni sui contenuti del PPMAA che deve essere finalizzato a mantenerein essere dell’Azienda Agricola alla quale fa riferimento. D’altra parteil PPMAA non riporta alcun obiettivo economico come previsto dai Decreto dei Presidente della GiuntaRegionale 9-febhraio-2(X)7 n.5/R che all’art. 9 comma 4. Si richiede per tanto che il PPMAA, in quantoparte integrante della variante, sia integrata da un Piano Economico che dimostri che quanto propostogarantisce l’attuazione di quanto indicato all’art. 3 delle NTA 1° comma.Controdeduzioni:L’ osservazione n° 2 è specificatamente attinente ai contenuti del PAMAA che non 41
  • è contenuto nella Variante adottata e che attiene a specifiche normative, proceduree competenze di Enti diversi dall’Amministrazione Comunale e pertanto quantoosservato non è pertinente all’oggetto della Variante al Regolamento Urbanisticoadottata.PERTANTO L’OSSERVAZIONE 2 NON E’ PERTINENTE E QUINDI NONACCOGLIBILIE PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE,.Contenuto dell’Osservazione N° 3Poichè il PPMAA prevede di destinare all’attività agricola dell’Azienda mq. 650,00, la Variante prevedepedissequamente la possibilità di deruralizzare mq. 16.350,00. Poichè nei mq. 650 non è compresa alcunaabitazione rurale pur passando dalle attuali ore 3.318 alle ore 14.959 di lavoro, si richiede che sia accolta laprescrizione inserita nei parere della Provincia di Livorno circa il riservare parte dei volumi ad abitazionirurali e ad abitazione del conduttore dell’Azienda, e che conseguentcmcnte sia ridotta la SLP deruralizzabile.Contenuto dell’Osservazione N° 4Il PPMAA prevede un ampliamento considerevole del parco macchine, nuovi sistemi di stoccaggio deicereali, prevede l’impianto di un pescheto che comporta sistemi di stoccaggio nuovi, ipotizza larealizzazione di un nuovo frantoio e un auspicabile ciclo di imbottigliamento vista la produzione biologicacertificata. Inoltre si prevede il mantenimento di attività faunistica con gli indispensabili depositi, punto diincontro e servizi ristoro che ragionevolmente non potranno coincidere con quelli dell’albergo. Si prevedeancora ippovia, ciclovia manutenzione del verde centrale a biomasse, percorsi didattici, ecc. Tutte questefunzioni, necessarie a mantenere attività tradizionali come la caccia e a garantire introiti di supporto a quelliprettamente agricoli, hanno bisogno di annessi ( stalle, depositi foraggio, box giardinieri, servizi igieniseparati da quelli dell’azienda agricola e dell’albergo , ecc.) che devono essere individuati correttamente etrovati nelle SLP esistenti per evitare successive e inevitabili varianti alla Variante per realizzare detti servizidi supporto. Si chiede pertanto che le SLP deruralizzabili siano ulteriormente ridotte per garantire le strutturenecessarie a tutte le attività previste nei PPMAA.Controdeduzioni:Le Osservazioni 3 e 4, pur affrontando aspetti comunque collegati al PAMAA,introducono però un elemento meritevole di considerazione e cioè quello di unprobabile sviluppo dell’attività Agricola che potrebbe richiedere nuove disponibilità diedifici ad essa asserviti. Si rimanda a quanto contro dedotto alle osservazioni n° 28 e29 del Forum per il Centrosinistra, con la conseguente integrazione del punto 7 delladisciplina con un ulteriore comma, così articolato:“Il primo Piano Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale, ferme restando leprocedure e le prescrizioni dell’articolo 42 della L.R. n. 1/2005dovrà comunque prevedere ilmantenimento dell’uso ai fini agricoli delle superfici oggi esterne ai Nuclei Poderali consolidati,meglio definite e quantificate nella Tabella allegata alla presente Variante come Stalle sparse eTeleferica per complessivi mq. 3.417,60, quale garanzia sulle potenzialità gestionali dell’attività 42
  • agricola. Tali quantità, sono comunque, soggette alle revisioni ed agli aggiornamenti con le formepreviste dalla legislazione regionale vigente, e fermo restando il limite massimo insediativo dellesuperfici del patrimonio edilizio esistente”. (6)PERTANTO L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DEL PUNTO 7 DELLADISCIPLINA, COME SOPRA RIPORTATO.Contenuto dell’Osservazione N° 5Premesso che nelle NTA al punto 6 (Quantità insediabili — parametri urbanistici ) alla lettera g) si dice:Nel nucleo poderale di Poggettino- contessa Lea, con destinazione d’uso a Attività ricettive - albergo ex Articolo 26 L.R.T42/2000) massimo 150 (centocinquanta.) posti letto - Categoria minima 4 stelle, è consentita la capacità edificatoriamassima ammissibile di 6.000,00 metri quadrati di S.L.P., compreso l’esistente, e una Superficie Copertamassima non superiore al 30% della superficie del lotto.È evidente l’intenzione del progettista del piano che la SLP esistente nel nucleo poderale di Poggettino —Contessa Lea debba fare parte della SLP del nuovo albergo. Per tanto la SLP esistente in detto nucleopoderale non può essere deruralizzata per trasformarla in residenze e si richiede di escluderla dai mq.16.500,00 previsti da deruralizzare.Controdeduzioni:L’osservazione non è accoglibile per il motivo che le previsioni della strutturaricettiva sono aggiuntive rispetto al recupero dell’esistente così come chiaramentestabilito dal punto 4 delle NTA del Piano Strutturale approvato:“ 4. Capac it à i nsed iat ive e d esti naz ioni d’u so a mmiss ibili.G li i nter ve nti di ri uso, a i f i ni a g ri c oli e non, a ll’i n te rno de lla Te nuta di Ri mi g li a no, nonpotra n no ec c ed er e, c omplessi va men te, la sup erf i c i e del la S. L . P. ogg i esi stente, c osì c om edef i ni ta da g li studi g i à i n possesso d el l’A mmi ni stra zi one C omuna l e, ed i n pa r ti c ola rea ll’i nt er no d el lo Sc hema Urb a ni sti c o U ni ta ri o Di retto re ela bo ra to c on i l Pi a no Stru ttura l edel 199 8.All’i nte rno d el la Tenu ta , oltre agli int erv ent i di r iuso d el p atr imonio ediliz io e sis tent eprima de sc rit ti, in c oeren za c on le possibili tà amm ess e dall’ar t. 21 della disc iplina dipiano del PI T della Regione Tosc ana, è am messo l’in sedi amen to di una nuo va a ttiv it àturis tic o ric et tiv a di tipo alberghie ro, ar t. 26 L. R. 23 marzo 2000 n. 42, per unmass imo di n. 150 posti letto e i l ma ssi mo livel lo qua li ta ti vo previ st o da lla leg g e, ri ten ut oelem ent o stra t eg i c o i n g ra do di c onc orr e re a lla tu te la del va l or e de l pa tri mo ni opa esa g g i sti c o e a lla qua li f i c a zi one de l si stema ter ri tori a le c ompl essi vo.A ta l f i ne, la loc a li zza zi one a l l’i nt er no d el la Tenuta de l nuo vo i ns edi a mento dovrà a vve ni re ,c on uno sp ec i f i c o a tto di g over no i c ui c on te n uti prog ettua li dov ra nno ess ere c oer en ti c on idetta ti d el la “ C onve nzi on e eur opea s ul pa esa g g i o” , c onf ormi a lle l eg g i na zi ona li e reg i o na lic he vi da nn o a pp li c a zi one e ri spo nd enti a l le, u lte ri ori , seg u enti reg o le : 43
  • 1) L a loc a li zza zi one dev e ri sp ond er e a lla nec essi tà di ma nteni men to de lla ma g li a i nsedi a ti va e de ll ’org a ni zza zi one te rri to ri a le, senza a nda re a c osti tui re nuov i i nsedi a menti i n di vi dua bi li c ome a uto nomi ri sp etto a i nuc lei pod era li c on soli da ti ;2) L a loc a li zza zi one dov rà ess er e pre vi sta a i ma rg i ni dei suoli a g ri c oli i n mo do da no n c osti tui re el emen to di pr eg i udi zi o e r estri zi o n e d eg li st essi ;3) L a loc a li zza zi one dovrà esse re pr evi sta i n a di a c enza a lla vi a bi li tà esi stent e, c on i l di vi eto a sso luto di p rev ed er ne de lla n uova p er i l ra g g i ung i mento d ella s tessa ;La scelta dell’Amministrazione per la localizzazione di tale struttura, è stata dimassimo contenimento dell’uso del suolo, e nel rispetto di quanto stabilito dal P.S. siè imposto, di realizzarlo in uno dei Nuclei Poderali esistenti. Sarebbe stato peròestremamente penalizzante non consentire il recupero delle volumetrie esistenti, nonpiù necessarie alla conduzione agricola, all’interno degli altri nuclei poderali.PERTANTO L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 6Premesso che il PPMAA è stato approvato dalla Provincia con la motivazione della forte valorizzazioneturistica dell’Azienda, si fa presente che la previsione di un albergo di mq. 6.000,00 di SLP non è motivatada alcuna valutazione economica. Certo è che un albergo per essere condotto correttamente (con un giustorapporto tra personale e clienti) deve avere non meno di 30-34 camere e quindi 60.70 posti letto. Si chiedeche la previsione di 150 posti letto sia motivata da un piano economico che dimostri la correttezza dellaprevisione alla luce di quanto è alla base del PPMAA: garantire una resa composita (attività agricola vera epropria, attività faunistica, attività turistica, ecc.) che garantisca la sopravvivenza nel tempo dell’Aziendastessa.Controdeduzioni:L’osservazione non è pertinente per quanto riguarda l’interazione tra previsionealberghiera e PAMAA ( si reputa forse che un PAMAA debba giustificare unaprevisione urbanistica relativa ad una struttura ricettiva come se si trattasse di unagriturismo? ), e non è pertinente nella richiesta della motivazione della correttezzadella previsione dei 150 posti letto. Non è questo compito del Regolamentourbanistico ma del Piano Strutturale che nella Variante per il Sottosistema dellaPianura Costiera ha previsto e giustificato tale previsione.PERTANTO L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 7Al la lettera f) dei punto 7 delle NTA è prevista la realizzazione di una piscina per tre nuclei poderati e di due 44
  • piscine per altri tre nuclei. Si osserva che nelle norme non viene riportata la superficie massima ammissibileper ogni piscina e se ne chiede la specifica.Controdeduzioni:Non corrisponde al vero che nella Variante adottata vi sia tale specificazione delnumero delle piscine. L’Amministrazione comunale si è preoccupata di prescrivereche le superfici a vista delle stesse, presentino rivestimenti e trattamenti colore sabbia eterra naturale, e la realizzazione sia subordinata alla dimostrazione della disponibilitàidrica senza il ricorso all’acquedotto idropotabile. Per ulteriori considerazioni si rimandaa quanto controdedotto all’Osservazione n° 16 del FORUM.PERTANTO L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 8L’art. 11 delle NTA prevede la cessione di una fascia boscata di mq. 260.000,00 lungo il viale dellaPrincipessa a fronte dei soli mq. 15.480,00 dovuti per urbanizzazioni. Poichè detta fascia non può e nondeve essere manomessa o modificata, in quanto boscata, e poichè risulta separata dal parco lungomare dallavia della Principessa, la proposta si configura non come un vantaggio per la collettività, ma come unaggravio rappresentato dalla manutenzione di un’area così vasta. Si richiede che sia invece proceduto daparte dei Comune all’esproprio delle aree ancora di proprietà privata, ricadenti nel Parco a mare diRimigliano nel Comune di San Vincenzo addebitando alla Tenuta di Rimigliano i costi di esproprio.Controdeduzioni:Non considerando la confusione tra aree a standards ed urbanizzazioni dell’estensoredell’osservazione, si precisa che l’Amministrazione Comunale ha acquisito tutte learee previste del Parco di Rimigliano del Mare, che l’area da acquisire non saràmanomessa ma andrà ad integrare il parco esistente e che non si capisce perchél’acquisizione di tale area sarebbe un aggravio per la collettività mentre non losarebbe l’acquisizione richiesta delle aree a mare.PERTANTO L’OSSERVAZIONE È CONFUSIONARIA E CONTRADDITTORIA EQUINDI NON ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 9Le NTA prevedono la cessione al Comune della ex scuola materna di Rimigliano debitamente ristrutturata.Nell’ottica di consolidare il Parco a mare di Rimigliano, si propone che il Comune provveda all’esproprio 45
  • dell’edificio abbandonato in località Nido dell’Aquila addebitando alla Tenuta di Rimigliano i costi diesproprio e di ristrutturazione e lasciando a questa la disponibilità della ex scuola.Controdeduzioni:Si ricorda che con l’atto di transazione con la proprietà Della Gherardesca stabilisceche l’edificio denominato Nido dell’Aquila sia escluso dall’esproprio e che la proprietàpossa recuperarlo con le destinazioni d’uso previste nel Progetto generale redattodalla Soc. Parchi Val di Cornia. Tale impegno contrattuale impedisce l’accoglimentodell’osservazione.PERTANTO L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Non è presente nessuna Osservazione contraddistinta con il N° 10Contenuto dell’Osservazione N° 11All’art. 2 della Convenzione si specifica:2. La Rimigliano srl è obbligata in solido per sé e per i suoi aventi causa a qualsiasi titolo; si deve pertantointendere che in caso di alienazione, parziale o totale, delle aree oggetto della convenzione, gli obblighiassunti dalla Rimigliano srl con la presente convenzione, si trasferiscono anche agli acquirenti e ciòindipendentemente da eventuali diverse o contrarie clausole di vendi/a, le quali non avranno efficacia neiconfronti del Comune.Si richiede di trasformarlo in2.La Rimigliano srl è obbligata in solido per sé e per i suoi aventi causa a qualsiasi titolo; si deve pertantointendere che in caso di alienazione, parziale o totale, delle aree e degli edifici(C) oggetto dellaconvenzione, gli obblighi assunti dalla Rimigliano srl con la presente convenzione, si trasferiscono ancheagli acquirenti e ciò indipendentemente da eventuali diverse o contrarie clausole di vendita, le quali nonavranno efficacia nei confronti del Comune.Controdeduzioni:L’osservazione è pleonastica in quanto nelle “ aree oggetto della convenzione”rientrano anche quelle ove insistono o insisteranno gli edifici.Comunque per ulteriore chiarezza si propone di accogliere l’osservazione inserendo 46
  • quanto richiesto al punto 2 dell’articolo 2 della Convenzione.PERTANTO L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DELL’ARTICOLO 2 DELLACONVENZIONE COME SOPRA RIPORTATO.Contenuto dell’Osservazione N° 12All’art. 3 della Convenzione si dice:c. l’obbligo, per la Proprietà di mantenere l’unità fondiaria di tutta la Tenuta di Rimigliano, con il divieto diogni e qualsiasi frazionamento della stessa e alienazione, anche parziale dei suoli che la compongono, conla sola possibilità di alienazione delle singole unità immobiliari conseguenti all’intervento.Si propone di modificare il testo in:c. l’obbligo, per la Proprietà di mantenere l’unità fondiaria di tutta la Tenuta di Rimigliano, con il divietodi ogni e qualsiasi frazionamento della stessa e alienazione, anche parziale dei suoli che la compongono,con la sola possibilità di alienazione delle singole unità immobiliari conseguenti all’intervento i cuiacquirenti si dovranno impegnare a contribuire alla gestione e mantenimento in essere dell’AziendaagricolaControdeduzioni:Gli obblighi richiesti sono già contenuti dettagliatamente al punto 1 dell’articolo 12della Convenzione adottata ( relativo proprio agli obblighi della gestione ) e pertantonon si rileva la necessità di ulteriori norme.PERTANTO L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 12 (Bis)All’Art. 10 della Convenzione si dice:1. La proprietà, contestualmente alla firma del presente atto, si impegna a vincolare la destinazione d’usodella nuova struttura alberghiera ex articolo 26della L.R. 42/2000,prevista nel Nucleo Poderale“Poggettino- Contessa Lea”, per tutta la durata della presente convenzione.Si propone di modificare il testo in:1. La proprietà, contestualmente alla firma del presente atto, si impegna a vincolare la destinazione d’usodella nuova struttura alberghiera ex artico/o 26 del/a L.R. 42/2000, prevista nei Nucleo Poderale“Poggettino - Contessa Lea”, per tutta la durata della presente convenzione e previa variante allostrumento urbanistico (nuovo Regolamento Urbanistico) che dovrà riportare la destinazione alberghieradell’edificio. 47
  • Controdeduzioni:Quanto richiesto è un assurdo giuridico ed amministrativo. L’estensoredell’Osservazione ritiene che un atto convenzionale tra le parti possa contenere unimpegno del massimo organo dell’amministrazione comunale in materia di urbanistica.Ciò non è possibile (ad esempio la convenzione la sottoscrive il Dirigentecompetente ed assume un vincolo per il Consiglio Comunale (magari per un futuroConsiglio Comunale) che non sarebbe quindi, libero di deliberare a suadiscrezione???Tale impegno non può che essere un impegno politico che, l’attualeAmministrazione, ha assunto operando la scelta di vincolare la struttura alberghieraper 15 anni.PERTANTO L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 13La Convenzione riporta all’art.12 ( Obblighi della gestione):1. La proprietà, contestualmente alla firma del presente allo, si impegna ad attuare una forma di gestioneunitaria della Tenuta agricola. comprensiva del nuovo Centro Aziendale, dei terreni coltivabili secondo leprevisioni del PAMAA vigente, dell’Azienda Faunistico-Venatoria, delle aree boscate esistenti, degli spazicomuni, della viabilità esistente e delle pertinenze esterne dei nuclei poderali oggetto di intervento e dellastruttura ricettiva, con specifico riferimento alle manutenzioni, alla pulizia, al controllo e sorveglianza, allaassistenza alle visite concordate a seguito della istituzione dell’ANPIL e a tutti gli altri adempimenti che allastessa ANPIL dovessero conseguire in relazione ai Regolamento che sarà approvato dall’AmministrazioneComunale.Si propone di modificare il testo in:1. La proprietà, per sè e per gli aventi causa e i futuri acquirenti delle singole unità residenziali edell’albergo, (D)contestualmente alla firma del presente allo, si impegna ad attuare una forma di gestioneunitaria della Tenuta agricola, comprensiva del nuovo Centro Aziendale, dei terreni coltivabili secondo leprevisioni del PAMAA vigente, dell’Azienda Faunistico-Venatoria, delle aree boscate esistenti, degli spazicomuni, della viabilità esistente e delle pertinenze esterne dei nuclei poderali oggetto di intervento e dellastruttura ricettiva, con specifico riferimento alle manutenzioni, alla pulizia, al controllo e sorveglianza, allaassistenza alle visite concordate a seguito della istituzione dell’ANPIL e a tutti gli altri adempimenti che allastessa ANPIL dovessero conseguire in relazione ai Regolamento che sarà approvato dall’AmministrazioneComunale.Controdeduzioni:Per una ulteriore chiarezza si propone di accogliere l’osservazione inserendo 48
  • quanto richiesto al punto 1 dell’articolo 12 della Convenzione.PERTANTO L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE CON LA CONSEGUENTE MODIFICA DELL’ARTICOLO 12 DELLACONVENZIONE COME SOPRA RIPORTATO.Contenuto dell’Osservazione N° 14La convenzione all’art. 15 (Termini della Convenzione ) prevede: 1. La durata della presente convenzione è stabilita in anni 15 dalla data della sottoscrizione. 2. La Rimigliano srl si obbliga ad attuare tutte le opere previste dai Regolamento Urbanistico, nell’intervallo temporale di anni 10 dalla data di sottoscrizione del presente atto.Si propone di modificare il testo in: 1. La durata della presente convenzione è stabilita in anni 20 dalla data della sottoscrizione. 2. La Rimigliano srl si obbliga, per sè e per gli aventi causa e i futuri acquirenti delle singole unità residenziali e dell’albergo, ad attuare tutte le opere previste dai Regolamento Urbanistico, nell’intervallo temporale di anni 10 dalla data di sottoscrizione del presente atto secondo un programma di interventi continui e scaglionati nel tempo che viene allegato alla Convenzione.Controdeduzioni:Non si rilevano i vantaggi all’interesse pubblico di una richiesta simile e non si ritieneche sia compito di un’Amministrazione Comunale stabilire anche i termini e lemodalità entro i quali un operatore privato debba eseguire interventi edilizi dirilevanza.PERTANTO L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 15La previsione di realizzare Parcheggi Pubblici (zone PI) in corrispondenza delle fasce boscate da cedere alComune a fronte di Urbanizzazioni è incompatibile con la stessa definizione di zone boscate che devonorestare intatte come le aree verso mare e come tutte le aree boscate della tenuta di Rimigliano. La previsioneè in contrasto con tutti i criteri di salvaguardia ambientale e va annullata studiando un assetto del viale dellaprincipessa meno invasivo.Controdeduzioni:I professionisti estensori dell’Osservazione, hanno confuso quanto previsto nella 49
  • TAVOLA V01 – REGOLAMENTO URBANISTICO VIGENTE con le previsioni che invecesono riportate nella TAVOLA V02 – REGOLAMENTO URBANISTICO VARIATO – TAVOLAPRESCRITTIVA DELLA DISCIPLINA ove, invece, non sono riportate le aree aparcheggio a monte di via della Principessa.PERTANTO L’OSSERVAZIONE È BASATA SU CONSIDERAZIONI SBAGLIATE EPERTANTO NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 16Il piano deve prevedere nella Convenzione di rendere stabilmente accessibile a tutti le parti monumentalidella Tenuta, come ad esempio il viale dei Cavalleggeri.Controdeduzioni:Nella Convenzione adottata è inserito un forte vincolo per la proprietà ad accettarel’inserimento delle aree della Tenuta nella costituenda ANPIL. Sarà in tale sede chesaranno regolamentati gli accessi, sicuramente non incondizionati, al fine di tutelareun ambito di pregio naturalistico ed ambientale nel quale, tra l’altro esiste unaazienda faunistico venatoria che, ancor più necessita di una regolamentazione.Le possibilità di accesso, regolamentate e controllate saranno comunque previste pertutti.PERTANTO L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 17Per quanto riguarda le “Prescrizioni architettoniche e tipologiche degli interventi di demolizione ericostruzione: “rapporti dimensionali, forme, regole costruttive e materiali riconducibili a quellidegli edifici di interesse storico e monumentale”. Non viene riportato alcun criterio di valutazionedi quando l’edificio diventa di interesse storico e monumentale. Non è chiaro perchè gli annessisiano quasi completamente da demolire, come se nessuno di questi avesse un valore testimoniale edi interesse storico. Si richiede pertanto un approfondimento del valore degli edifici in modo daconservare non solo quelli “belli e ancora utilizzabili” ma anche quelli che hanno un significatonella storia rurale della tenuta tenendo conto che è inaccettabile in un piano che si pone come scopouna funzione culturale di recupera e tutela dell’ambiente, demolire più del 75% dei fabbricatiesistenti.Controdeduzioni:Gli edifici di interesse storico e testimoniale (e NON monumentale!) sono quelli 50
  • esistenti alla data del 1939 Catasto all’impianto , così come evidenziati nellacartografia alla Tavola B2 “CARTA DEI BENI CULTURALI E TERRITORIALI” allegataalla variante al Piano Strutturale per i Sottosistemi A1 ed A2, costituiti essenzialmentedalle case coloniche originali, realizzate nel periodo a cavallo tra il 19° ed il 20°secolo, intorno alle quali, nei decenni successivi sono sorti, in epoche anchedistanti tra loro, i vari annessi agricoli in virtù delle esigenze che di volta in voltaemergevano nella conduzione della Tenuta. Quindi sicuramente le case colonichecostituiscono l’elemento storico testimoniale dell’appoderamento della Tenuta e quindi,congiuntamente alla maglia viaria che li collegava, la genesi dell’impianto dei NucleiPoderali così come sono oggi mentre gli annessi, e sorti intorno ad esse in epochediverse, non hanno la stessa importanza storica.Per questi motivi nella variante al Piano Strutturale per i Sottosistemi A1 ed A2, allaTavola B5 “CARTA DEI VALORI TERRITORIALI E DELLE INVARIANTI” sono statiindividuati degli edifici di carattere storico e testimoniale. A tali individuazione si èrichiamato pedissequamente il Regolamento Urbanistico adottato. L’osservazionerichiede valutazioni che sono state fatte nell’ambito della variante al P.S.PERTANTO L’OSSERVAZIONE ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 18Le proposte allegate al piano mettono in evidenza come gli ambiti di ristrutturazione siano aleatori e tendanoa configurare organismi edilizi basati su rapporti spaziali che niente hanno in comune con la tradizione ruraletoscana né con ragionamenti formali e funzionali esplicita (Non sostenuti da un ragionamento. Il fatto poi dilasciare libertà allo spostamento dei volumi demoliti e ricostruiti non garantisce nessun risultato formale alleprescrizioni degli ambiti di ristrutturazione, anzi lascia nella completa indeterminatezza e comunquedistrugge totalmente il rapporto originario tra complessi edificati e aree agricole.Si richiede pertanto di rivedere completamente la quantità di volumetrie che vengono spostate, e di ipotizzaresistemi aggregativi degli edifici che non propongano modelli poderalì totalmente estranei alla realtà locale(edifici a corte) e comunque non soluzioni mimetiche e insignificanti.Contenuto dell’Osservazione N° 19Le soluzioni tipologiche proposte prevedono un mimetismo che di fatto costruisce un falso paesaggio ormaiomologato in tutte le speculazioni della costa, sostenuto dalle agenzie immobiliari, e che non può garantireun’evoluzione qualitativa del paesaggio stesso. Il rame pre-ossidato in che modo si inserisce in questoquadro? Invece che definire i parametri di comfort, dì funzionalità e godimento del paesaggio adatti ad unintervento residenziale Contemporaneo, si impongono dei vincoli che producono edilizia inadeguata e che siprefiggono di fissare un’immagine del passato discrezionale e che si riferisce ad un determinato periodostorico con la volontà di perpetuarne la durata all’infinito in forme false da Museo delle Cere. Si richiede pertanto che le tipologie architettoniche siano completamente riviste con un approfondimento del linguaggio 51
  • architettonico che oltretutto permetta come in un restauro serio anche ambientale, di riconoscere l’originaledal nuovo.Controdeduzioni:Fermo restando che con l’accoglimento di precedenti osservazioni ( vedi modifiche(2) e (3) ) gli Ambiti insediativi vengono eliminati ed il Regolamento Urbanistico vieneintegrato con un progetto plani volumetrico prescrittivo che individua puntualmente gliinsediamenti previsti, definire gli stessi aleatori non corrisponde al vero. Gli stessiinfatti non erano incerti*, perché definivano precisamente un perimetro all’interno delquale dovevano stare le volumetrie ricostruite, non erano dubbi* o imprevedibili*oincalcolabili* perché chiaramente disegnati e calcolati, non erano azzardati perchépensati, progettati e rappresentati come si sarebbe voluto che fossero.Con l’inserimento delle articolazioni plani volumetriche dei Nuclei Poderali e laspecificazione delle quantità di recupero e di ricostruzione per ogni podere si èquindi introdotto una specificazione prima non presente ed in tal senso non sicapisce a cosa si riferisca l’estensore dell’Osservazione nel chiedere di “rivederecompletamente la quantità di volumetrie che vengono spostate” non essendo prevista nessunaquantità, se non quella complessiva, nel Regolamento Urbanistico adottato.L’organizzazione dell’insediamento composto dagli edifici soggetti al restauro conservativoe dalla previsione plano volumetrica delle superfici scaturite dagli interventi di sostituzioneedilizia è stato concepito nel rispetto ed in coerenza alle regole insediative tradizionali. Siaper ciò che riguarda i caratteri architettonici e formali dei singoli manufatti richiamanti iconnotati tipologici dell’edilizia rurale del luogo e sia per l’assetto complessivo, organizzatointorno agli insediamenti dei nuclei poderali esistenti e la cui consistenza risulta rapportataad essi e alla necessità di non costituire elemento invasivo o di ostacolo agli scorcipaesaggistici verso la campagna e le aree boscate.Le osservazioni inerenti il fatto che aver stabilito prescrizioni in merito ai materialiutilizzabili, sia di impedimento alla realizzazione di un insediamento contemporaneoche si distingua dall’originale, non hanno fondamento. Vi sono numerosi esempi diarchitetture che, pur utilizzando materiali tipici di un territorio, si distinguono permodernità di forma, parametri di comfort, dì funzionalità e di godimento del paesaggioelevati e che si distinguono chiaramente dagli “originali” presenti. Ma questo non puòche avvenire in una seria fase progettuale, non certo nella fase pianificatoria.Si ricorda infine che la stragrande maggioranza delle aree della Tenuta sonointeressate da vincolo Ambientale o Paesaggistico e che quindi su quasi tutti i 52
  • progetti si dovrà esprimere la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per ilPaesaggio e che quindi sarà improponibile qualsiasi intervento che contenga soluzioni“mimetiche” (??) e “insignificanti”. In merito alla richiesta di prevedere interventi che nonpropongano soluzioni mimetiche si ricorda che il PIT , nella “INTERPRETAZIONE EDEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DI QUALITA’” indica tra le azioni prioritarie laconservazione degli assetti rurali del territorio agricolo di pianura ivi compresi i manufattiagricoli dei quali dovranno essere conservate le caratteristiche peculiari.PERTANTO LE OSSERVAZIONI 18 E 19 NON SONO ACCOGLIBILI PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 20Filari e alberature di progetto.Una, e non l’ultima delle carenze della variante è l’assenza completa di analisi scientifiche sulla natura, lacomposizione e le regole di quel paesaggio, la mancanza di ricerche sulla morfologia, la funzione, labotanica. Pertanto le prescrizioni di nuovi filari alberati (peraltro senza specificame le essenze) appaionoingiustificate ed avulse da una comprensione del ruolo di tali elementi nel paesaggio. Inoltre mentre gliimpianti di alberature nel XIX° e XX° sec. avevano varie funzioni (protezione dai venti, produzione di pignee pinoli, ecc.), queste hanno una funzione ben diversa ed esclusivamente di progetto del paesaggio. Mancauno studio sulla biodiversità delle aree della Azienda e delle proposte serie sulla conservazione e sviluppo ditale eventuale diversità e del patrimonio naturalistico.Controdeduzioni:Si rimanda a quanto contro dedotto all’osservazione n° 51 del FORUM delCentrosinistra.L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILE PER LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE. 53
  • 8 - CONTRIBUTI/OSSERVAZIONI della Regione Toscana – Direzione generale dellepolitiche territoriali ambientali e per la mobilità. Settore Pianificazione del territorio.Prot. 14.01.2011 n° 1236 e 19.01.2011 n° 1583 PREMESSEDa un primo esame della nota della Regione Toscana sembrerebbe di rilevare che,la stessa, non abbia considerato più di tanto il fatto che si sia in presenza di unavariante al Regolamento Urbanistico vigente, limitata alle aree della Tenuta diRimigliano, e che tale variante sia la naturale conseguenza della Variante al PianoStrutturale per i Sottosistemi A1 ed A2 approvata con Delibera di C.C. n° delsettembre 2008.Alcuni passaggi del contributo quali:“ Dall’analisi degli elaborati trasmessi si evince che la Variante consiste nella modifica deldimensionamento attribuito al Sottosistema A2 ed A1 che costituisce parte del più ampioSottosistema della pianura Costiera e coincide con la tenuta di Rimigliano…”“ ….Per quanto riguarda le destinazioni, si fa presente che la destinazione residenziale, definisce unnuovo quadro di funzioni di cui deve essere verificata la specifica coerenza con le funzioniammesse dal Piano strutturale e con gli standard. “sembrano non considerare che tali aspetti sono stati chiaramente definiti dallaVariante al Piano Strutturale per i Sottosistemi A1 ed A2 ( così definiti dal P.S. del1997 ) oggi costituenti un unico ambito definito Sottosistema della pianura Costieradel quale fa parte la Tenuta di Rimigliano. La presente Variante al RegolamentoUrbanistico definisce esclusivamente gli interventi all’interno della Tenuta, così comesuggerito dai funzionari Regionali nella considerazione dell’intenzione dell’A.C. didefinire la variante Generale al Piano Strutturale come da avvio del procedimentoDelib. C.C. 89/2009. 54
  • Punto 1– contenuto dell’osservazione: “In considerazione della delicatezza del contesto territoriale e paesaggistico-ambientale si fàpresente che la Variante necessita di essere supportata da un quadro conoscitivo approfondito che,partendo da quanto prodotto dall’A.C. in occasione del recente Avvio per la “Variante generale al Pianostrutturale", D.C.C. n.89 del 30.10.2009, consenta di valutare dettagliatamente gli effetti ambientali epaesaggistici degli interventi proposti dalla Variante.Tale quadro deve comprendere:  una analisi della ricettività comunale e dei flussi turistici in grado di sostenere la tipologia ricettiva introdotta dalla Variante;  un approfondimento sullo stato attuale dei luoghi: delluso dei suoli dal punto di vista degli assetti vegetazionali (richiesto anche dal Settore regionale competente), del regime idraulico; un particolare approfondimento è indispensabile relativamente alla realizzazione delle eventuali piscine (art. Il della "Disciplina" della Variante) che sono ammesse a condizione che non venga fatto "ricorso allacquedotto idropotabile", senza altro aggiungere sulle modalità di approvvigionamento alternative e compatibili con lequilibrio idrico dellarea sia in superficie sia in profondità;  un approfondimento sul tema della mobilità (accessibilità dellarea, ma anche dei flussi da e verso la spiaggia, parcheggi, ecc.);  un approfondimento storico-tipologico e dello stato di conservazione dei singoli edifici che fanno parte della Tenuta finalizzato a definire la compatibilità della proposta di Variante con le preesistenze edilizie anche in termini quantitativi;  un approfondimento sul sistema delle aree protette e di quelle interessate da vincolo paesaggistico (articoli 136 e 142 del D.Lgs 42/04); da tale approfondimento deve emergere con chiarezza quali sono i territori ad oggi effettivamente tutelati (vedi anche contributo del Settore regionale competente), nonché quali sono te ipotesi di istituzione di nuovi ambiti di tutela, ma soprattutto la compatibilità di nuovi tali ambiti con le previsioni oggetto della Variante.”Controdeduzioni:La richiesta che la variante debba essere supportata da un quadro conoscitivoapprofondito che consenta di valutare dettagliatamente gli effetti ambientali epaesaggistici degli interventi proposti dalla variante, trova coerenza con quantopredisposto dall’A.C. proprio in riferimento al Quadro Conoscitivo predisposto perl’Avvio del Procedimento alla Variante generale del Piano Strutturale di cui allaD.C.C. 89/2009 che, disponibile prima dell’adozione della presente Variante al R.U. ,è stato notevolmente integrato con i seguenti studi ed indagini che hannosupportato le scelte operate con la presente Variante al R.U. che, comunquerisponde ai requisiti di conformità alla Variante al Piano Strutturale per i SottosistemiA1 ed A2 ove tali previsioni erano definite e ampiamente giustificate:INDAGINI URBANISTICHE E TERRITORIALI ( al 29/07/2010 )Il sistema dei Parchi e delle Aree ProtetteI vincoli di tutela storici e paesaggisticiI vincoli di tutela idraulica ed idrogeologicaIl PS vigente- Sistemi insediativi ed ambientali 55
  • Lo stato di attuazione del PRG vigenteGli Standards urbanisticiCarta delle Proprietà pubblichePeriodizzazione delledificatoAbaco delle consistenze edilizie cronologicheEvoluzione storica degli insediamentiIl sistema delle funzioni urbaneArticolazione spaziale della ricettività turisticaInfrastrutture e servizi a rete e puntualiSistema infrastrutturale per la mobilitàCarta dei detrattori ambientaliINDAGINI AGRONOMICHE (al 29/07/2010):Uso del suolo allanno 2009-2000-1993-1978-1954Carta delle aree agricole soggette a vincoloClassificazione economico agrariaINDAGINI GEOLOGICHE (al 03/08/2010) :Carta geologica di base - Carta dei dati di base - Carta geomorfologica - Cartadellacclività - Carta idrogeologica - Carta litologica – tecnica - Carta della dinamicacostiera - Carta aree con problematiche di dinamica costiera - Carta aree conproblematiche idrogeologiche - Carta della pericolosità geomorfologica - Carta delleunità di terre - Val di Cornia.INDAGINI IDRAULICHE ( al 03/08/2010):Carta delle competenze idrauliche - Carta dei bacini idrografici - Sviluppo delle altezzedi esondazione 500 anni - Sviluppo delle altezze di esondazione 200 anni - Sviluppodelle altezze di esondazione 30 anni.STATUTO DEL TERRITORIO: Carta delle risorse storiche ed archeologiche - Carta dellerisorse ambientali.mappatura puntuale delle antenne per telefonia e trasmissione dati (al 25/02/2010)PERTANTO L’OSSERVAZIONE DELLA REGIONE TOSCANA È ACCOGLIBILECON LA CONSEGUENTE INTEGRAZIONE, DEL QUADRO CONOSCITIVOALLEGATO ALLA VARIANTE, CON GLI ELABORATI SOPRA ELENCATI.Punto 2 – contenuto dell’osservazione: “Nello specifico occorre chiarire quali sono i criteri utilizzati per definire il dimensionamento 56
  • complessivo dellintervento, in particolare è necessario documentare la provenienza delle quantitàdestinate al recupero, definire le quantità del recupero attribuite alla residenza e quelle attribuiteall’attività agricola, motivare conseguentemente la necessità di nuove previsioni.”Controdeduzioni:Nella fattispecie, la variante al R.U. non modifica assolutamente il dimensionamentoattribuito a tale ambito dal Piano Strutturale, ma lo attua puntualmente definendo chegli interventi di recupero del patrimonio edilizio, non più necessario alla conduzioneagricola della Tenuta:estratto articolo unico punto 3 delle Norme del P.S.“E’ ammessa la rifunzionalizzazione e l’uso a fini residenziali solo del patrimonioedilizio esistente non più nec essario all’esercizio dell’attività agricola, daindiv iduarsi attrav erso specific i “program mi aziendal i plur iennali d i migl ior amentoagrico lo ambienta le” di cui a ll’art. 42 de l la L.R. 3 gennaio 20 05, n. 1 e al relat iv oregolamento d i attuazione.”estratto articolo unico punto 3 della Disciplina della Variante al R.U. adottata“ Gli interventi di trasformazione edilizia ammessi, di cui all’alinea 1 e all’alinea 2 del precedente punto 5 sonoriferiti alle superfici esistenti, stimate in mq 17.000,00 di S.L.P.determinata secondo le disposizionicomunali vigenti con la redazione del primo Regolamento Urbanistico e, certificata dagli uffici comunali competenti.All’interno di tale capacità insediativa si intendono ricomprese anche le superfici necessariealla conduzione dell’azienda agricola. In caso di deruralizzazione e riconversione del patrimonio edilizioesistente alla residenza si renderanno automaticamente operative le limitazioni circa l’impossibilità di realizzare nuovestrutture anche per finalità agricole.Gli interventi previsti nel Nucleo poderale Poggettino Contessa Lea per la realizzazione della struttura alberghiera sonoammessi per una quantità massima di 6.000 mq di S.L.P., compreso l’eventuale riutilizzo del patrimonio edilizioesistente con valore storico, testimoniale localizzato nel Nucleo medesimo.”Come si può rilevare, la destinazione residenziale è specificatamente ammessa dalPiano Strutturale, per tutti quegli edifici esistenti che non siano più funzionali allaconduzione agricola della tenuta, ed in tale sede se ne è verificata la coerenza conle funzioni ammesse dallo stesso.In merito al “dimensionamento” delle quantità ammesse al recupero, risulta chiaroche le stesse sono quindi quelle stabilite dal Piano Strutturale la dove lo stessostabilisce la possibilità di rifunzionalizzare, esclusivamente, il patrimonio edilizioesistente non più necessario alla conduzione agricola del fondo.Al fine di portare ulteriore chiarezza nella variante adottata, si precisa che il sistemaper determinare le quantità in termini di SLP ( e non di SUL come contro dedotto alpunto successivo) non possono che essere quelle previste dalle Norme del vigente 57
  • Piano Strutturale che, si ricorda, non sono state modificate dalla Variante allo stessoper i Sottosistemi A1 ed A2.L’articolo 4 delle suddette norme recita:“ Il Piano Strutturale definisce i parametri urbanistici:ST: Superficie Territoriale (mq)Aree comprese in un ambito sottoposto a intervento urbanistico unitario. Comprende le superficifondiarie (SF) destinate alledificazione, le superfici per le opere di urbanizzazione primaria,secondaria e indotte esistenti o di progetto, nonchè le fasce di rispetto.Il PRG definisce in cartografia la ST di ogni ambito di intervento urbanistico.SF: Superficie Fondiaria (mq)Superficie edificabile dalla quale sono escluse le aree per le urbanizzazioni ed i servizi; corrispondealle unità di intervento edilizio.SC: Superficie Coperta (mq)E la superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale delle parti edificate fuori terra,comprese le murature perimetrali; sono escluse le parti aggettanti aperte e gli aggetti di gronda;sono esclusi i balconi quando inferiori a m 2 di aggetto.SLP: Superficie Lorda di Pavimento (mq)E la somma della superficie di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati misurate al lordodegli elementi verticali quali: muri perimetrali e tramezzi interni, vani scale, vani ascensori, ecc.Non costituiscono SLP:- le superfici al suolo porticate o a pilotis pubbliche e di uso pubblico;- le superfici al suolo porticate o a pilotis private con profondità inferiore a 3 m;- le logge ed i balconi fino ad una profondità di m.2;- gli spazi per cantine, locali tecnologici e ricovero autovetture al servizio delle unità immobiliari, purchè non presentino le caratteristiche idonee allabitabilità, con unaltezza inferiore a m.2,40 e purchè fuori terra per un massimo di m.1;- gli spazi tecnici oltre lintradosso della soletta dellultimo piano di scale per ascensori e montacarichi;- i sottotetti con altezza derivante dalla pendenza delle falde non superiore al 35%, purchè aventi unaltezza media di m. 2,50;- i porticati, le logge, i balconi e le superfici a pilotis esistenti alla data di approvazione del presente Piano Strutturale.Nel computo vanno comprese anche le quantità già esistenti sullarea interessata dallintervento senon demolite prima del rilascio della concessione edilizia.Per gli edifici esistenti alla data di approvazione del Piano Strutturale, che abbiano altezzainterna superiore a 3 ml, la SLP si determina dividendo il volume esistente per m. 3.Nel corso dei primi anni di gestione del Piano Strutturale si rese necessario specificaremeglio l’applicabilità della norma e quindi, con la Delibera di C.C. n° 75 del30.10.2002 prima e con la Variante Gestionale al R.U. del 2006 dopo ( Articolo 16 –Definizioni - SLP Preesistente) fu esplicitato che per gli edifici che non costituiscono 58
  • volume, la SLP corrisponde alla superficie esistente, a prescindere da quale sial’altezza del manufatto.Tale atto che ha costituito una vera e propria variante allo strumento urbanistico èstata regolarmente approvata e pubblicata e, da allora sempre applicata sul territorioComunale.In tal senso, non essendo mutate le prescrizioni normative nelle varianti successive,siano esse al Piano Strutturale ( Sottosistemi A1 ed A2 – Rimigliano ) che alRegolamento Urbanistico, è doveroso applicare tale metodologia di calcolo anchenella presente variante al R.U.Per questi motivi, avendo chiaramente specificato i riferimenti normativi seguiti perdefinire il dimensionamento degli edifici esistenti, ed al fine di documentarechiaramente la “provenienza delle quantità destinate al recupero, definire le quantità del recuperoattribuite alla residenza e quelle attribuite all’attività agricola,…” si ritiene di accogliere il puntodell’Osservazione Regionale, integrando la Disciplina adottata con una completadocumentazione degli edifici esistenti – ad oggi – nella Tenuta di Rimigliano costituitada: 1. Abaco degli immobili esistenti - Documentazione fotografica degli immobili esistenti - Tabelle di calcolo della SLP ammessa al recupero calcolata secondo i dettami delle Norme sopra citate. (17)In merito alla richiesta di “definire le quantità del recupero attribuite alla residenza e quelle attribuiteall’attività agricola” si precisa che non risulta possibile, alla luce della normativa vigente,intervenire con la pianificazione urbanistica, nella determinazione delle superficinecessarie alla conduzione agricola, e nella fattispecie a determinare quanto, delpatrimonio edilizio esistente possa essere oggetto di cambio della destinazione delfondo. A tale proposito si rinvia anche al sotto riportato Art. 43 della L.R. 1/2005:4. Sul patrimonio edilizio esistente con destinazione d’uso agricola sono consentiti, previa approvazione delprogramma aziendale di miglioramento e fermo restando il rispetto delle superfici fondiarie minime previstenel piano territoriale di coordinamento o, in mancanza, nel regolamento d’attuazione del presente capo iseguenti interventi:a) ristrutturazioni urbanistiche;b) trasferimenti di volumetrie, sostituzioni edilizie ed ampliamenti volumetrici non riconducibili alle fattispeciedi cui al comma 2;c) mutamento della destinazione d’uso agricola degli edifici che fanno parte di aziende agricole chemantengono in produzioni superfici fondiarie minime superiori a quelle previste nel piano territoriale dicoordinamento o, in mancanza, nel regolamento d’attuazione del presente capo.L’Amministrazione Comunale con il Piano Strutturale prima, e ora con l’adeguamento alRegolamento Urbanistico ha stabilito che tutta la volumetria esistente nella Tenuta di 59
  • Rimigliano presenti allo stato odierno la funzione agricola poiché edificata in ragione dellevarie pratiche agricole che nel tempo sono state svolte nell’azienda, e che solo ciò chenon risulterà più necessario alla conduzione dei fondi possa essere ammesso al riuso.Come visto la legge regionale stabilisce che sia il Programma Aziendale Pluriennale diMiglioramento Agricolo Ambientale (PAPMAA) a stabilire, in ragione degli indirizzi colturalidell’azienda agricola, i criteri di individuazione e le quantità delle superfici esistenti oggettodi deruralizzazione.In rapporto all’intendimento da sempre dichiarato delle politiche comunali di valorizzare etutelare l’agricoltura, anche quale strumento di salvaguardia del paesaggio edell’ambiente, nella Tenuta di Rimigliano si ritiene però opportuno stabilire un primo livellodi quantità edilizie sulle quali preservare la funzione produttiva.Si ritiene, pertanto, opportuno, con riferimento anche alle precedenti osservazioni 28 e 29del Forum per il Centrosinistra e delle osservazioni 3 e 4 del Comitato per Campiglia,proporre l’accoglimento di tale osservazione con la individuazione di una quantità e di uncriterio territoriale per il mantenimento di una superficie congrua del patrimonio edilizioesistente all’uso agricolo.Viene perciò determinato che almeno le superfici poste al di fuori dei Nuclei Poderaliconsolidati che caratterizzano l’organizzazione strutturale e territoriale della Tenuta nonpossano subire, con il primo PAPMAA, la variazione della destinazione d’uso.Tali superfici ammontano a mq 3.417,60 e sono riconducibili alle cosiddette stalle sparsee alla teleferica.Peraltro, sotto il profilo morfologico l’abaco del patrimonio dilizio ci dimostra che proprio talistrutture, per le loro caratteristiche strutturali, sono quelle meno vocate ad un possibileriuso per fini diversi da quelli agricoli. Potranno con ciò essere oggetto di ristrutturazioni edanche di interventi edilizi più pesanti, ma fermo restando che il primo PAPMAA dovràprevedere il mantenimento della loro attuale destinazione agricola.Non si tratta di un vincolo d’uso imposto per norma, ma di una garanzia territoriale tale daconsentire le condizioni anche per il reale rilancio della pratica agricola all’interno dellaTenuta.Per quanto sopra si ritiene pertinente e corretta l’Osservazione con l’inserimento di unulteriore paragrafo in calce al secondo comma dell’articolo 7 della Disciplina cosìarticolato:“Il primo Piano Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale, ferme restando leprocedure e le prescrizioni dell’articolo 42 della L.R. n. 1/2005dovrà comunque prevedere il 60
  • mantenimento dell’uso ai fini agricoli delle superfici oggi esterne ai Nuclei Poderali consolidati,meglio definite e quantificate nella Tabella allegata alla presente Variante come Stalle sparse eTeleferica per complessivi mq. 3.417,60, quale garanzia sulle potenzialità gestionali dell’attivitàagricola. Tali quantità, sono comunque, soggette alle revisioni ed agli aggiornamenti con le formepreviste dalla legislazione regionale vigente, e fermo restando il limite massimo insediativo dellesuperfici del patrimonio edilizio esistente”.(6)IN TAL SENSO, E CON I CHIARIMENTI E LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE, SI RITIENE ACCOGLIBILE TALE OSSERVAZIONE AVENDO, CONIL R.U ADOTTATO, OPERATO IN CHIARA CONFORMITÀ CON QUANTOSTABILITO DAL P.S. E CONFERMATO IN PIENO IL DIMENSIONAMENTOSTABILITO DALLO STESSO, MENTRE PER LA PARTE CHE OSSERVA SULLAPROVENIENZA DELLE QUANTITÀ DI IMMOBILI DESTINATE AL RECUPERO, EDI QUELLE ATTRIBUITE ALL’ATTIVITÀ AGRICOLA, SI PROPONE DI INTEGRARELA DISCIPLINA DEL R.U. CON UNA APPOSITA TABELLA OVE SIANORIPORTATE LE QUANTITÀ DI TUTTI GLI EDIFICI ESISTENTI CHE IL PRIMOPAPMAA DOVRA’ MANTENERE ALL’USO AGRICOLO ED INDIVIDUATE IN QUELLESTRUTTURE OGGI COLLOCATE ALL’ESTERNO DEI NUCLEI PODERALICONSOLIDATI LE CUI CARATTERISTICHE APPAIONO, IN QUESTO MOMENTO, NONCOMPATIBILI CON IL RIUSO PER FINALITA’ DIVERSE. (6)Punto 3– contenuto dell’osservazione: “Tali criteri non devono fare riferimento al dimensionamento indicato nel Regolamentourbanistico approvato nel 2000, ma devono invece essere argomentati sulla base della compatibilitàambientale e paesaggistica di quanto proposto dalla variante in oggetto, utilizzando la SUL per ildimensionamento, come previsto del Regolamento n.3/R. “Controdeduzioni:In merito alla richiesta di utilizzare la S.U.L. per il dimensionamento, come previsto delRegolamento n.3/R, è da precisare che il citato regolamento al comma 3 dell’articolo12 stabilisce che “Eventuali interventi di sostituzione edilizia o di ristrutturazione urbanisticaconsentiti dal regolamento urbanistico sugli edifici e manufatti di cui al comma 1, sonodimensionati prendendo a riferimento la superficie utile lorda legittima esistente, e comunquevalutando preventivamente la compatibilità paesaggistica e ambientale della volumetria ricostruitacon il contesto rurale di riferimento.”ma, nella logica che, anche il Piano strutturale, come 61
  • stabilito dal comma 3 dell’articolo 7, contenga il dimensionamento delle funzioniresidenziali in mq. di superficie utile lorda.Nel caso della Variante in oggetto, non si ritiene possibile introdurre parametri didimensionamento che siano in contrasto con quanto previsto dal Piano Strutturale.Piano Strutturale che, nel caso del Comune di San Vincenzo, contiene, all’Art. 4 -Parametri urbanistici – Definizioni, i parametri urbanistici da applicare e nellafattispecie la S.L.P.“SLP: Superficie Lorda di Pavimento (mq)E la somma della superficie di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati misurate al lordodegli elementi verticali quali: muri perimetrali e tramezzi interni, vani scale, vani ascensori, ecc.Non costituiscono SLP:- le superfici al suolo porticate o a pilotis pubbliche e di uso pubblico;- le superfici al suolo porticate o a pilotis private con profondità inferiore a 3 m;- le logge ed i balconi fino ad una profondità di m.2;- gli spazi per cantine, locali tecnologici e ricovero autovetture al servizio delle unità immobiliari, purchè non presentino le caratteristiche idonee allabitabilità, con unaltezza inferiore a m.2,40 e purchè fuori terra per un massimo di m.1;- gli spazi tecnici oltre lintradosso della soletta dellultimo piano di scale per ascensori e montacarichi;- i sottotetti con altezza derivante dalla pendenza delle falde non superiore al 35%, purchè aventi unaltezza media di m. 2,50;- i porticati, le logge, i balconi e le superfici a pilotis esistenti alla data di approvazione del presente Piano Strutturale.Nel computo vanno comprese anche le quantità già esistenti sullarea interessata dallintervento senon demolite prima del rilascio della concessione edilizia.Per gli edifici esistenti alla data di approvazione del Piano Strutturale, che abbiano altezza internasuperiore a 3 ml, la SLP si determina dividendo il volume esistente per m. 3.” La Variante al Piano Strutturale per i Sottosistemi A1 ed A2 non ha modificatotali parametri e quindi risulterebbe non conforme al P.S. vigente, applicarne didiversi. È comunque da rilevare che, la definizione della S.L.P., non si discosta nellasostanza, dall’unica definizione di S.U.L. esistente, che è quella riportata nellaL.R.T. 24/2009 (C.D Piano Casa), ma si tratta semplicemente di un diverso acronimo. È da rilevare inoltre che la definizione di S.L.P. del vigente P.S. nonricomprende alcune superfici, invece comprese dalla S.U.L. ( porticati, logge e localisottotetto esistenti ) che se applicati alla Variante al R.U. in oggetto (che è riferitaesclusivamente ad interventi di recupero degli edifici esistenti) potrebbero consentireun recupero maggiore. È errato infine considerare che per il dimensionamento si faccia riferimento al 62
  • Regolamento Urbanistico del 2000 in quanto, la Variante adottata, specifica che gliinterventi di riuso per la determinazione delle quantità necessarie alla conduzioneagricola della Tenuta, così come quelli ai fini residenziali, sono chiaramente riferitialle quantità esistenti. Tali quantità sono definite nel Regolamento Urbanistico del2000 e da lì se ne è ricavata la quantità, ma è ovvio che gli interventi sarannoesclusivamente di recupero di quanto esistente.IN TAL SENSO, E CON I CHIARIMENTI E LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE, SI RITIENE NON ACCOGLIBILE TALE OSSERVAZIONE.Punto 4 – contenuto dell’osservazione: “Per quanto riguarda gli standard è necessario precisare, alla luce della loro specificadestinazione, il molo attribuito alle aree e agli edifici che saranno ceduti alI A. C. con appositaconvenzione, chiarendo quanto enunciato all’art. 13 della Disciplina della Variante in oggetto: "ladotazione collettiva e per standard urbanistici conseguenti gli interventi di trasformazione ediliziaammessi ………si intende assolta con la cessione dell’area boscata posta a margine di via dellaPrincipessa che presenta una superficie complessiva di circa 260.000 mq". Si fa presente, peraltro, chetale area presenta caratteristiche più idonee a costituire una fascia di rispetto stradale, pur concaratteristiche di tutela paesaggistico-ambientale, piuttosto che una reale dotazione di standard per inuovi insediamenti residenziali previsti. “Controdeduzioni:In merito alla osservazione sugli standards urbanistici, si precisa che la sceltaoperata con il Regolamento Urbanistico adottato, attua puntualmente quanto previstodalle Norme del P.S. approvato, che, al punto 5, 5° e 6° alinea, recitanotestualmente:­ Garantire la p ossibilità d’ uso e la eventuale c essione al p atrimonio pubb lic o d i zone ad alt o valor e am bientale, come le aree b oscat e prospicienti il lato m ont e della Strada della Principess a;­ Regolamentazi one d’us o degli sp azi apert i anche per sc opi collettivi, didattici , sociali e pubb lici in g enere;Da una stima degli standards previsti dalla normativa vigente, pari a mq 18/abitante dispazi pubblici o riservati alle attività collettive, a verde pubblico o a parcheggio, conesclusione degli spazi destinati alle sedi viarie, si dovrebbero prevedere circa 14.500mq di aree da cedere all’Amministrazione Comunale anche nella ipotesi di prendere ariferimento tutta la SLP prevista nel R.U. e non solamente quella di nuovaedificazione, come invece sarebbe più corretto.Quindi la previsione di acquisizione di una importante quantità di aree boscate amonte di via Della Principessa, con una profondità media di circa 70 ml, ed una 63
  • estensione complessiva di 260.000 mq. che andrà ad integrare il Parco diRimigliano del Mare, con la possibilità di ricavare (previa riqualificazione dellasuddetta strada ad una più consona viabilità di accesso ai parchi) anche spazi diparcheggio pubblico ai lati della stessa, è da ritenersi ampiamente esaustiva per leseguenti motivazioni: l’area boscata lungo la via della Principessa, per la sua estensione e per la posizione che ha, è una importante integrazione ed estensione del Parco pubblico di Rimigliano del mare, nella quale potranno essere realizzati importanti servizi pubblici quali percorsi pedonali, ciclabili e di trekking oltre a servizi igienici e attrezzature per la sosta che consentiranno di deconcentrare le presenze sul parco attuale. La riprogettazione della via della Principessa ad una “strada di parco”, invece di un asse viario di collegamento con Piombino, potrà consentire di reperire spazi per i parcheggi a servizio del Parco stesso, della nuova zona e della futura ANPIL, comprendente anche la Tenuta di Rimigliano. La sua acquisizione al patrimonio pubblico è uno dei principali obiettivi fissati dalla variante al P.S. : Stralcio del punto 4 delle NTA del P.S.  Garantire la possibi lità d’uso e la ev entuale cession e a l patrimonio pub blic o di zone ad alto valor e ambi entale, c om e le ar ee b oscat e prospici enti il lato m onte della Strada della Principess a; L’elevato valore ambientale e naturalistico della Tenuta, mal si addicono ad una previsione di standards al suo interno, ma esclusivamente negli ambiti perimetrali, definiti dalla ferrovia Pisa-Roma ad Est e dalla Via della Principessa a Ovest. La tenuta è inoltre “tagliata in due” dalla strada comunale del Lago. Il recepimento di aree a standards destinate ad ospitare servizi pubblici, non poteva che essere individuato su tali assi di viabilità pubblica. Inoltre, la prevista acquisizione pubblica dell’edificio della ex Scuola e la previsione di una sua ristrutturazione potrà dotare la zona di servizi pubblici adatti per migliorare la fruibilità del sistema dei Parchi della Val di Cornia.IN TAL SENSO, E CON I CHIARIMENTI E LE MOTIVAZIONI SOPRARIPORTATE, SI RITIENE NON ACCOGLIBILE TALE OSSERVAZIONE,PERSEGUENDO L’A.C. L’OBIETTIVO, FISSATO CON LA VARIANTE AL PIANOSTRUTTURALE PER I SOTTOSISTEMI A1 ED A2. 64
  • Punto 5 – contenuto dell’osservazione: “Occorre infine prevedere, vista la delicatezza del contesto territoriale, che gli interventi sianoattuati mediante Piano attuativo e non con semplice permesso a costruire peraltro "riferiti ed unitari adalmeno ogni singolo Nucleo poderale" (art. 16 della Disciplina").”Controdeduzioni:La richiesta di attuare le previsioni con un Piano Attuativo risulta inopportuna, inquanto comportante un aggravio della procedura, non più necessaria in relazione allaspecifica definizione degli interventi contenuta nel Regolamento Urbanistico adottato,così come integrato con quanto stabilito al successivo punto 6. Definizione che, conl’accoglimento delle osservazioni citate, è pari a quella di un Piano Attuativo,addirittura di un piano attuativo che potrebbe essere attuato con D.I.A. ai sensi delcomma 1 lettera a) dell’articolo 79 della L.R.T. 1/2005 in quanto contenente precisedisposizioni planovolumetriche, tipologiche, formali e costruttive.IN TAL SENSO, ED IN CONSEGUENZA DELL’ACCOGLIMENTO DEL PUNTO 6DELL’OSSERVAZIONE REGIONALE CON LA DEFINIZIONE PLANI VOLUMETRICADEGLI INTERVENTI, LA ESATTA INDIVIDUAZIONE DELLE QUANTITÀESISTENTI, DI QUELLE OGGETTO DI RECUPERO E DI QUELLE OGGETTO DIDEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE, LA LORO DISTRIBUZIONE IN CIASCUNNUCLEO PODERALE, LA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTI ARCHITETTONICI ETIPOLOGICI, E CON LA STIPULA DELLA CONVENZIONE ATTUATIVA DEGLIINTERVENTI, PREVISTA DALLA VARIANTE AL R.U. ADOTTATA, SI RITIENECHE SIANO AMPIAMENTE VALUTATI GLI ASPETTI LEGATI ALLA DELICATEZZADEL CONTESTO TERRITORIALE DELLA TENUTA, E PERTANTO NON SIANECESSARIA LA SOTTOPOSIZIONE DEGLI INTERVENTI A PIANO ATTUATIVOCHE NON POTREBBE AVERE UN LIVELLO DI DETTAGLIO PIÙAPPROFONDITO DI QUANTO RIPORTATO NEL R.U. ADOTTATO, SI RITIENE NONACCOGLIBILE TALE OSSERVAZIONE.Punto 6 – contenuto dell’osservazione:“Dal punto di vista degli effetti paesaggistici, la Variante deve adeguarsi agli obiettivi e alle azioniprioritarie individuate dalla "Scheda di paesaggio" n° 23 "Val di Carnia" del PIT e di seguito articolatied evidenziati in corsivo:  gli atti di governo del territorio, tra cui la variante in oggetto, devono prevedere disposizioni atte 65
  • a mantenere gli elementi strutturanti il paesaggio rurale, nonché atte a conservare gli assetti rurali del territorio agricolo di pianura, ivi compresi i manufatti delle fattorie, dei poderi e degli annessi, il reticolo idraulico e i manufatti del sistema della bonifica, gli elementi di equipaggiamento vegetale, le strade poderali e le aree boscate. Nella Variante, allart. 4 della "Disciplina" alcuni di questi elementi sono stati individuati, ma è necessario esplicitare il quadro conoscitivo dal quale sono stati desunti e dal quale eventualmente possono essere ricavati ulteriori elementi strutturanti;  gli atti del governo del territorio devono disporre che nella progettazione dei nuovi il1sediamenti sia controllata la dimensione dell intervento in rapporto alla consistenza dell’ insediamento esistente e sia fatta attenzione al rapporto visuale fra margine dell’edificato e contesto rurale. A tal fine occorre sia dettagliatamente definito per ogni singolo intervento "Nucleo poderale" quali sono gli edifici o parti di edifici che si intendono conservare, gli edifici e o parte di edifici che si intendono demolire e ricostruire, ma soprattutto quali sono le quantità del recupero complessivo del sottosistema che si intende localizzare nel contesto specifico "Nucleo poderale". A tal fine la tabella riportata a pag. 55 della "Relazione generale" deve essere integrata (la tabella, infatti, non consente di valutare per ogni Nucleo poderale, la quota del recupero e quella della demolizione/ricostruzione reperita allinterno nel nucleo medesimo o proveniente invece dal dimensionamento complessivo). Ciascuna "Scheda norma", inoltre, deve essere integrata con criteri in grado di assicurare un corretto rapportò dimensionale tra nuove e vecchie costruzioni. Sempre a tal fine occorre anche definire in questa sede, per la loro diversa caratteristica prestazionale e quindi per il tipo di diversa relazione che instaurano con il contesto paesaggistico, le quantità del recupero attribuite alla residenza e quelle attribuite allattività agricola.  gliattidigovernodelterritorio..tracuilavarianteinoggetto,devonotutelarelevisuali panoramichepercepitedallestradericonosciutepanoramiche.inparticolaredeitracciatilungola costa.attraversolariqualificazionedellesistemazioniedegliarredidelleareecontigue. A tal fine occorre definire con precisione il rapporto paesaggistico e funzionale tra via della Principessa e via dei Cavalleggeri: tale rapporto non risulta definito con la cessione "a standard" di una fascia lungo via della Principessa, già richiamata, ma nellambito di una relazione visiva e funzionale dellintero contesto territoriale, che comprende le presenze edilizie, i collegamenti al mare e interni alla Tenuta di Rimigliano, il sistema della vegetazione. “Controdeduzioni:L’A.C. reputa congrua la richiesta avanzata, anche nell’ottica di una maggior chiarezzadegli interventi previsti, e ritiene opportuno che la Disciplina della Variante sia integratacon quanto richiesto. Si propone quindi di integrare la Variante adottata, conschede per ciascun nucleo poderale nelle quali sia riportato lo schemaplanivolumetrico degli interventi previsti, l’evidenziazione degli edifici oggetto diristrutturazione e di quelli oggetto di demolizione e ricostruzione e le nuove volumetrierealizzabili all’interno del nucleo poderale relative alla demolizione di edifici esistentiesterni ai nuclei poderali. Le nuove schede normative di ogni singolo Nucleo poderale sono redattetenuto conto, in ottemperanza alle indicazioni del PIT 2005-2010 della RegioneToscana con particolare riferimento all’Allegato A – elaborato 4 “Schede dei paesaggi eindividuazione degli obiettivi di qualità” - Ambito 23 – Val di Cornia - SEZIONE 3INTERPRETAZIONE E DEFINIZIONE DEGLI OBIETTIVI DI QUALITA’ del corretto 66
  • dimensionamento di ogni singolo intervento anche in relazione al dimensionamentodell’insediamento preesistente, del rispetto dei rapporti visuali tra l’edificato diprogetto e il contesto rurale di riferimento, il dettaglio degli edifici o parti di edificiche si intendono conservare e quelli che si intendono demolire e ricostruire.L’organizzazione dell’insediamento composto dagli edifici soggetti al restauro conservativoe dalla previsione plano volumetrica delle superfici scaturite dagli interventi di sostituzioneedilizia è stato concepito nel rispetto ed in coerenza alle regole insediative tradizionali. Siaper ciò che riguarda i caratteri architettonici e formali dei singoli manufatti richiamanti iconnotati tipologici dell’edilizia rurale del luogo e sia per l’assetto complessivo, organizzatointorno agli insediamenti dei nuclei poderali esistenti e la cui consistenza risulta rapportataad essi e alla necessità di non costituire elemento invasivo o di ostacolo agli scorcipaesaggistici verso la campagna e le aree boscate.IN TAL SENSO, L’OSSERVAZIONE REGIONALE È ACCOGLIBILE CONL’INTEGRAZIONE DI SPECIFICHE SCHEDE NORMATIVE E DI UNA TABELLARIEPILOGATIVA, CHE SPECIFICHINO, PER OGNI NUCLEO PODERALE, LA SLPESISTENTE OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE, LA SLP ESISTENTE OGGETTODI DEMOLIZIONE E LA SLP OGGETTO DI RICOSTRUZIONE.SI PROPONE INFINE DI MODIFICARE LA DISCIPLINA DEL R.U. CONL’ELIMINAZIONE DEI RIFERIMENTI AGLI AMBITI INSEDIATIVI E L’INSERIMENTODELLE PRESCRIZIONI DI RISPETTO DELLA CONFIGURAZIONE DEL MODELLOINSEDIATIVO E DELLA ARTICOLAZIONE PLANI VOLUMETRICA RIPORTATINELLE SCHEDE NORMATIVE. (2) (4) (3) (5) 67
  • Punto 7 – contenuto dell’osservazione: “Contributo del Settore Strumenti della Valutazione e dello Sviluppo Sostenibile.N.B. : I seguenti punti sono attinenti alla procedura di V.A.S. e pertanto sono oggettodi specifico procedimento autonomo e propedeutico all’atto di approvazione dellaVariante al R.U.Datainizio procedimentoVAS:La Giunta Comunale con del.n.183 del 21/06/2010 prende atto del Rapporto Preliminare come parteIntegrante della variante al Regolamento Urbanistico e avvia le attività di informazione e comunicazione.Il Consiglio Comunale con Del.n. 96 del 22/10/2010 adotta la Variante al RU per il sottosistema dellaPianura costiera –Tenuta di Rimigliano, adotta altresì il Rapporto Ambientale,dispone la pubblicazionedellatto sul BURT della RegioneToscana anche ai sensi dellart. 25 della LR10/10,comunica allAutoritàCompetente la proposta di piano e il rapporto. Ambientale ed avvia le consultazioni sul rapportoAmbientale per una durata di 60 giorni dalla pubblicazione sul BURT. La documentazione è depositataPresso gli uffici dellAutorità Competente e pubblicata sul sito web Comune.Soggetti coinvolti nel procedimentodiVAS:Autorità Competente, Autorità Procedente, Proponente:Non individuati puntualmente negli atti e nella documentazione trasmessa e scaricabile sul sito web delComune.Soggetti individuati e aventi competenze ambientali(SCA):Non esplicitamente individuati negli atti e nella documentazione trasmessa e scaricabile sul sito web delComune. Tuttavia, in base allindirizzario contenuto nella lettera di trasmissione della documentazione(prot.Comune n. 27609 del 11/11/2010 acquisita al prot. Regione Toscana n. 292430/N.60.30 del16/11/2010),si evince che risultano"soggetti competenti":•RegioneToscana;•Provincia di LivornoMentre sono inscritti nellindirizzario ma solo"per conoscenza";•Comune di Campiglia Marittima;•Comune di Piombino;•ATO5ToscanaCosta;•ATO Rifiuti;•Parchi Val di Cornia; ASL 6; ARPAT - Piombino; Ufficio regionale per la tutela del territorio; Soprintendenza B.A.A.A.; Soprintendenza ai belli archeologici per la Toscana; Consorzio di Bonifica.Competenza Regione Toscana (se diversa da AC):La Regione Toscana dovrebbe essere individuata e consultata, ai sensi dellart. 20 della LR. 10/2010, qualesoggetto competente in materia ambientale; come detto precedentemente i SCA non sono stati puntualmenteindividuati. Si ricorda che quando la Regione è consultata nellambito di procedimenti dicompetenza comunale per la formazione degli atti di governo del territorio di cui all art. l0 della L.R1/2005, si applicano le disposizioni di cui all art. 33 comma. 3 della L.R 10/2010. Ed è quindi attraverso leprocedure della LR 1/2005 affidate alla DG PTAM, che la Regione Toscana è chiamata a presentare leproprie osservazioni.Osservazioni relative al procedimento di VAS, agli atti deliberati dal Comune, alladocmentazione trasmessa ed alla documentazione scaricabile dal sito web delComune .1. la Delibera di Giunta Comunale n°183 del 21/06/2010 di avvio della fase preliminare non è stata 68
  • trasmessa e non è scaricabile dalla banca dati on line degli atti comunali in quanto contrassegnatacon la dizione "riservato". Non è possibile quindi ricavare informazioni sullavvio del procedimento diVAS e sui soggetti coinvolti nella procedura di valutazione;2. la delibera del Consiglio Comunale n. 96 del 22/10/2010 di adozione della Variante e di avvio dellafase di consultazione sul rapporto ambientale richiama lAutorità Competente ma non vieneindicato esplicitamente quale organo/struttura del Comune sia Stata individuata come tale, nonviene riportata l’indicazione del Proponente e della struttura di supporto dell’Autorità Competente.Non sono altresì richiamati atti comunali di individuazione di tali soggetti della VAS. Si presupponeinoltre che lAutorità Procedente sia il Consiglio Comunale anche se non esplicitamente indicato;3. negli atti comunali trasmessi e nel Rapporto ambientale non sono indicati i Soggetti Competenti inmateria ambientale individuati ai sensi degli artt. 18-19 e 20 della LR.l0/10. Come indicato sopra sipresuppone che tali soggetti. siano quelli indicati nella citata lettera di trasmissione dell11 novembre2010 sebbene molti siano destinatari della documentazione "per conoscenza". Non è statacons.ùta.ta lAutorità di bacino territorialmente competente ossia lAutorità di Bacino ToscanaCosta;4. non è stata trasmessa e non risulta essere stata adottata contestualmente al rapporto ambientale, laSintesi non tecnica prevista dallallegato 2 punto 1) della LR. 10/10 e necessaria per lo svolgimentodelle consultazioni ai sensi dellart. 25 comma 2 della LR. 10/10.Sulla base di quanto indicato ai punti. 1-4 il procedimento di VAS sinora svolto sembra presentare alcuneimportanti carenze rispetto alla disciplina ed agli adempimenti previsti dalla LR 10/10.”Controdeduzioni:Quanto sostenuto nel contributo del Settore Strumenti della Valutazione e dello SviluppoSostenibile non corrisponde al vero:  la nota di trasmissione prot. N° 27609 del 11/11/2010 è relativa all’invio, alla Regione Toscana ed agli altri soggetti interessati, dell’atto di adozione della Variante al R.U. e del Rapporto Ambientale comprensivo dei suoi allegati tra i quali vi è la “Relazione di sintesi” redatta ai sensi dell’allegato 2 punto 1 della L.R. 10/2010 (sintesi non tecnica) per le consultazioni previste dalla Legge. La stessa è stata adottata contestualmente al Rapporto Ambientale e di ciò se ne da atto chiaramente nel dispositivo della Delibera di C.C. n° 96 del 11.10.2010.  La stessa “Relazione di sintesi” che testualmente inizia così: Valutazione Ambientale Strategica Relazione di sintesi La L.R. 10/10 all’art. 24 c.4 prevede che “ per facilitare l’informazione e la partecipazione del pubblico, il rapporto ambientale è accompagnato da una sintesi non tecnica che illustra con linguaggio non specialistico i contenuti del piano o programma e del rapporto ambientale” è stata trasmessa alla regione toscana congiuntamente a tutti gli altri elaborati del Regolamento urbanistico e della VAS.  La procedura di VAS ha, però, avuto avvio con la presa d’atto, da parte dell’autorità competente, del Rapporto preliminare, ai sensi dell’art. 23 della citata L.R. 10/2010, con la Delibera di G.C. 183 del 21.06.2010 l  Nella stessa seduta della Giunta Comunale, con la precedente Delibera n° 182 del 21.06.2010, sono state individuati il soggetto Proponente, l’Autorità Competente e l’Autorità Procedente ai sensi della LRT 10/2010.  La Delibera 183 conteneva anche l’individuazione dei soggetti competenti in materia ambientale ai quali richiedere il proprio parere, oltre alla individuazione del Soggetto Proponente, dell’Autorità Competente e dell’Autorità 69
  • Procedente, così come individuati dalla citata Delibera 182/2010 ( punto 3 della Relazione Illustrativa allegata )  Gli atti, completi degli allegati sono stati trasmessi alla Regione Toscana ed agli altri Enti interessati, con nota prot. 15383 del 01.07.2010.L’Amministrazione Comunale ha quindi operato correttamente ed il procedimento diVAS è stato conforme a quanto stabilito dalla Legge Regionale 10/2010,trasmettendo alla Regione Toscana TUTTI gli atti assunti ed i relativi allegatitecnici.IN TAL SENSO, L’OSSERVAZIONE SETTORE STRUMENTI DELLA VALUTAZIONEE DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE È PRIVA DI FONDAMENTO E NONCORRISPONDE ALLA REALTÀ DEL PROCEDIMENTO SEGUITO DALL’A.C. EPERTANTO È DA RITENERSI NON ACCOGLIBILE.Punto 8 – contenuto dell’osservazione - Rapporto Ambientale:A- Osservazioni ai contenuti del rapporto ambientale.Occorre ricordare in premessa che sono stati prodotti due elaborati denominati “RapportoAmbientale” e “Rapporto di valutazione”, con l’obiettivo di comprendere i contenuti richiesti dallaVAS e della Valutazione integrata, in assenza del Regolamento attuativo di coordinamentoprevisto dalla LRT 10/10 all’art. 35 e 38.In particolare le azioni ed interventi sono stati presi in considerazione nel Rapporto diValutazione a pag. 36 e seguenti, con riferimento sia al PMPAA, che agli allegati al RegolamentoUrbanistico (cioè Norme Tecniche di Attuazione e Bozza di convenzione).In particolare sono riportate nella terza colonna:le azioni previste dal Piano di Miglioramento Agricolo e Ambientale per quanto riguarda le aree agricole e le aree apertele azioni previste dalle norme di piano per quanto riguarda gli indirizzi generali e i nuclei poderalile azioni previste nella bozza di convenzione allegata al regolamento urbanistico.Le azioni e gli interventi previsti dal Piano sono principalmente rimandati ai contenuti dellaconvenzione e dei successivi atti abilitatori.In particolare, per alcuni aspetti che la valutazione non ha trovato la piena coerenza, è statoaffermato:“ La valorizzazione della fascia retrodunale e della scuola, ovvero gli interventi di iniziativapubblica, non sono normati nello specifico e definiti da azioni precise, ma l’AmministrazioneComunale dovrà mettere in campo azioni e risorse per attuare questi obiettivi.Tutte le azioni di inziativa pubblica possono peraltro essere rimandate ad un progetto specifico,che potrebbe avere come cornice l’istituzione/ampliamento dell’A.N.P.I.L..”E’ quindi un esplicito invito all’amministrazione a comprendere alcuni aspetti, peraltro da includerein momenti successivi quali l’istituzione dell’ANPIL o l’approvazione del PMPAA, aspetti eprocedimenti per i quali peraltro l’amministrazione ha preso impegno di completare. E’ evidenteche nel momento in cui l’amministrazione recepirà il PMPAA e regolamenterà l’istituzionedell’ANPIL, le azioni individuate diventeranno operative e cogenti. 70
  • Prima della richiesta del primo permesso di costruire dovrà essere approvato il PAMAA e dovrà essere sottoscritta una specifica convenzione quale elemento sostanziale del Programma pluriennale di miglioramento agricolo ambientale per la conduzione agricola della Tenuta, allegata in schema al presente Regolamento Urbanistico dovrà regolamentare:A) SI RITIENE ACCOGLIBILE L’OSSERVAZIONE CON L’INSERIMENTOALL’ARTICOLO 16 DELLA DISCIPLINA, DELLA PRESCRIZIONE CHE PRIMADELLA RICHIESTA DEL PRIMO PERMESSO DI COSTRUIRE DOVRÀ ESSEREAPPROVATO IL PAMAA PRESENTATO E STIPULATO IL RELATIVO ATTOD’OBBLIGO O LA CONVENZIONE CONNESSI. (15) L’OBBLIGATORIETÀ DELLAISTITUZIONE DELL’ANPIL ED I RELATIVI OBBLIGHI DELLA PROPRIETÀ SONOGIÀ CONTENUTI DALLA DISCIPLINA DEL R.U E REGOLAMENTATI NELLACONVENZIONE ATTUATIVA. 71
  • B - Diagnosi dello stato delle componenti ambientali, evoluzione senza realizzazione delpiano, principali problemi ambientali e obiettivi ambientali pertinenti per il pianoOccorre ricordare in premessa che allegato al Rapporto Ambientale c’è un ricco e corposo“Quadro Ambientale”, che raccoglie (vedasi la bibliografia specifica richiamata) le più recentiinformazioni e documentazioni su questa parte di territorio, anche avvalendosi del quadroconoscitivo del nuovo Piano Strutturale in itinere.Il quadro ambientale non solo riporta gli aspetti e matrici ambientali di riferimento, la descrizionedelle aree di interesse paesaggistico – archeologico - ambientale, ma nel più profondo spirito dellaVAS e della VI, analizza anche gli aspetti socio-economici, indispensabili per una completa ecorretta valutazione INTEGRATA.L’appunto che viene fatto al Rapporto Ambientale e che non contiene “specifiche sezionipreviste dall’allegato 2 alla L.R. 10/10”, ma è stato articolato per rispondere ai contenuti richiestida una VAS, e cioé verifiche di coerenza, la contabilità delle risorse, i carichi urbanistici, gli impattisulle matrici ambientali, ecc.In ogni caso non è difficile rispondere puntualmente alla richiesta, i quanto i temi sono statiaffrontati nella documentazione elaborata.  aspetti pertinenti dello stato attuale dell’ambiente e sua evoluzione probabile senza "b) l’attuazione del piano o del programma". La descrizione dello stato attuale dell’ambiente è contenuta nell’Allegato “Quadro Ambientale” del Rapporto Ambientale, a cui si rimanda. L’evoluzione dell’area in assenza del Piano è ipotizzata tra le alternative progettuali del capitolo 5 del Rapporto Ambientale (p. 58), nel quale viene descritta l’”alternativa zero”. “c) caratteristiche ambientali, culturali e paesaggistiche delle aree che potrebbero essere significativamente interessate” La descrizione dello stato attuale dell’ambiente è contenuta nell’Allegato “QuadroAmbientale” del Rapporto Ambientale, a cui si rimanda. Si citano, quali indicativi di elementi di pregio sul territorio, ad esempio: - La “Carta delle Formazioni Lineari” (pag. 38) dalla quale si evince che due dei viali alberati a pino domestico sono un notevole valore storico e testimoniale: viale dei Cavalleggeri e viale Walfredo. - La “Carta Delle Superfici Boscate” (pag. 41) - La carta delle “Unità di paesaggio rurale” (pag. 52) dalla quale si evincono le aree di interesse scientifico, le aree di interesse naturalistico ambientale e le aree di interesse paesaggistico.  qualsiasi problema ambientale esistente, pertinente al piano o programma, ivi compresi “d) in particolare quelli relativi ad aree di particolare rilevanza ambientale, culturale e paesaggistica, quali le zone designate come zone di protezione speciale per la conservazione degli uccelli selvatici e quelli classificati come siti di importanza comunitaria per la protezione degli habitat naturali e della flora e della fauna selvatica, nonché i territori con produzioni agricole di particolare qualità e tipicità, di cui all’articolo 21 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228;I problemi ambientali esistenti e le informazioni inerenti le criticità sono state descritte e valutateall’interno dei paragrafi inerenti la risorsa suolo e la risorsa acqua dell’Allegato “QuadroAmbientale” del Rapporto Ambientale.Si cita ad esempio: - La “Carta della Pericolosita Geologica” (pag. 14) dalla quale si evince che esclusivamente le aree morfologicamente più depresse in cui sono presenti i depositi palustri hanno una pericolosità geologica media (Classe 3). 72
  • - La “Carta dei vincoli di tutela idraulica e idrogeologica” (pag. 21) così come integrata dallo studio eseguito all’Ing. Nicola Lenza dalla quale si evince che tutti i centri poderali della Tenuta di Rimigliano risultano posizionati in aree a pericolosità idraulica media (I.2), ad eccezione del Podere Fossa Calda che è interessato da esondazioni per eventi con tempi di ritorno compresi tra 30 e 200 anni con una altezza della lama dacqua di circa 30 cm. - La “Carta dei vincoli paesaggistici e di tutela” (pag. 45) e la “Carta delle Componenti del paesaggio” (pag. 49)In aggiunta a quanto descritto nell’Allegato “Quadro Ambientale”, si riportano le seguentiinformazioni.In applicazione alla L.R. n. 56/2000, la Regione Toscana nel 2004 ha approvato la perimetrazionedefinitiva dei siti di interesse regionale (Sir).ì In Val di Cornia, com’è noto, sono presenti i seguentiquattro siti: Comu n i Superfic ieSito SIR SIC interessat i (ha) Campiglia M.ma,Monte Calvi di CastagnetoCampiglia SIR 54 IT5160008 1.037,04 Carducci, San VincenzoPromontorio diPiombino e Monte 711,99 SIR 55 IT5160009 PiombinoMassoncelloPadule Orti Bottegone SIR 56 IT5160010 Piombino 121,28 Suvereto, Piombino, Campiglia M.ma,Bandite di Follonica SIR B21 IT 51A0102 8.927,66 Follonica e Massa Mar ittimaNessuno dei siti è ricompreso né prevede influenze con l’area oggetto di RU.Le Aree Naturali Protette di Interesse Locale (ANPIL) istituite nella Val di Cornia sono di seguitoriportate: Comu n i Superfic ie Ist itu zione Sito interessat i (ha) (Deliberaz ione C.C.) San Silvestro Campiglia 450 25 f ebbraio 1998, n. 15 Mar ittima Montioni Suvereto 151 16 marzo 2001, n. 19 Sterpaia 300 Piombino 2 aprile 1998, n. 33 San Rimigl iano 300 20 f ebbraio 2000, n. 15 Vincenzo Baratti Piombino 248 2 aprile 1998, n. 15 73
  • Si riporta di seguito la cartografia relativa alle aree protette presente nel quadro conoscitivo dellaVariante al PS del comune di San Vincenzo, attualmente in fase di elaborazione dalla quale sievince che nel territorio oggetto di studio non sono presenti parchi regionali o nazionali, né Sitid’Importanza Comunitaria (SIC, Direttiva “Habitat” 92/43/CEE) e Zone di Protezione Speciale(ZPS, Direttiva “Uccelli” 79/409/CEE).Ricordiamo che con l’approvazione della Variante al Piano Strutturale per la Tenuta di Rimigliano,avvenuta con Deliberazione C.C. n. 81 del 26.09.2008, nello strumento urbanistico comunale ècontenuta la previsione dell’estensione dell’Anpil anche ai territorio agricoli posti a monte dellaStrada della Principessa.Sono attualmente in corso le procedure amministrative per l’affidamento alla Società dei Parchidella Val di Cornia dell’incarico per la perimetrazione di dettaglio delle aree che formeranno l’Anpilnella sua complessità, e per la stesura del Regolamento di gestione secondo gli indirizzi regionali.Non sono quindi presenti nel sito oggetto di studio zone ZPS e SIC né territori con particolariproduzione agricole, come individuate dall’art. 21 del D.Lgs. 18 maggio 2001, n. 228.  obiettivi di protezione ambientale stabiliti a livello internazionale, comunitario o degli “e) Stati membri, pertinenti al piano o al programma, e il modo in cui, durante la sua preparazione, si è tenuto conto di detti obiettivi ed di ogni considerazione ambientale”A pag. 40 del rapporto Ambientale si sottolinea che nell’area interessata dal piano “non sono statitrovati esemplari tali da rientrare nella classificazione data L.R. 13 agosto 1998, n. 60 (Tutela evalorizzazione degli alberi monumentali e modifica dell’art. 3 della L.R. 11 aprile 1995, n. 49). Sisottolinea che comunque restano validi i vincoli relativi alla L.R. 39/00 e relativo Regolamentoapplicativo, nonché il vincolo comunale di invarianza su tutte le superfici boscate della tenuta.”B) IL RAPPORTO AMBIENTALE ADOTTATO, CONTIENE INVECE, COMESOPRA SPECIFICATO, QUANTO PREVISTO DALL’ALLEGATO 2 DELLA LR10/2010 E PERTANTO L’OSSERVAZIONE È DA RITENERSI NON ACCOGLIBILE.C - Valutazione degli effetti, criticità ambientali. 74
  • La verifica di coerenza interna, come richiesto dall’ art.8 del DPGR del 09/02/2007 n. 4/R, ècontenuta nel Rapporto di Valutazione. In tale sede sono elencate, per ogni obiettivo, le azionipreviste dal piano.Si analizza e si risponde puntualmente di seguito alle osservazioni relative alle matrici ambientalimaggiormente interessate dal Piano. Risorsa idricaIl Piano, conformemente a quanto previsto dal PRAA 2007-2010, tende a limitare lo sfruttamentodella falda e quindi il prelievo dei pozzi.A questo proposito l’attività agricola esistente, e che il PAMAA conferma, non prevede ricorso adirrigazione e quindi ad emungimenti (agricoltura secca biologica).Siccome il PAMAA traguarda un arco temporale ampio, introduce l’ipotesi di realizzare (in unfuturo non determinato) un pescheto ed un’oliveta, qualora non ci fosse la sostenibilità economicadell’azienda agricola. Questa opzione andrà valutata come fattibile solo al non verificarsi dellecondizioni di sopravvivenza dell’azienda e a quel punto si valuteranno i fabbisogni irrigui, a cuiperaltro si può dare risposta non necessariamente con emungimento da pozzi,(approvvigionamento dall’acquedotto Cornia Industriale, ad esempio). Tutto ciò è detto a pag. 40del rapporto Ambientale (usi non potabili: fabbisogni irrigui).L’altro aspetto della risorsa idrica è la disponibilità idropotabile. Al proposito a pag.41 il RapportoAmbientale rileva che la scarsità e la qualità dell’acqua di falda è indubbiamente il più grandefattore limitante del territorio.Attualmente esiste una rete acquedottistica (gestita da ASA spa) ai confini della Tenuta (incorrispondenza della loc. Cason di Tavole); il gestore dell’acquedotto, in sede di approvazionedella variante al PS, affermò che è possibile rifornire di acqua potabile i singoli agglomerati,attraverso specifiche derivazioni dall’anello principale.Come è stato detto nel rapporto, e recepito dalla disciplina di Piano al punto 12, pag.11:“Gli interventi dovranno rispondere anche ai requisiti prestazionali previsti dalle direttivecomunitarie emanate in materia e alle “linee guida per l’edilizia sostenibile in Toscana” … e aiseguenti ulteriori criteri obbligatori:…- messa in opera di sistemi e tecniche di recupero, depurazione e riuso delle acque meteorichee dell acque reflue, in particolare con l’impiego di sistemi di approvvigionamento idrico di tipoduale”.C) PER I MOTIVI SOPRA RIPORTATI TALE PUNTO DELL’OSSERVAZIONE ALLAVAS DA PARTE DEL SETTORE STRUMENTI DELLA VALUTAZIONE E DELLOSVILUPPO SOSTENIBILE NON È ACCOGLIBILE IN QUANTO LA VALUTAZIONEHA AFFRONTATO E VALUTATO POSITIVAMENTE GLI EFFETTI E LE CRITICITÀAMBIENTALI. 75
  • D - Rischio idraulicoD) PER TALE ASPETTO SI RIMANDA A QUANTO CONTRO DEDOTTO ALPUNTO 1 DELL’OSSERVAZIONE REGIONALE CON LA CONSEGUENTEINTEGRAZIONE DEL QUADRO CONOSCITIVO E PERTANTO L’OSSERVAZIONEÈ ACCOGLIBILE.E - Fabbisogno energeticoQuesto aspetto è stato concretamente compreso nel disciplina di Piano (punto 12 Utilizzo delletecniche di bioarchitettura e bioedilizia. Classificazione energetica degli edifici), la cui formulazionenasce appunto dal recepimento di precise indicazioni dei valutatori.E’ possibile ulteriormente precisare nella disciplina quanto richiesto dal parere espresso dal settoreStrumenti della valutazione e delle sviluppo sostenibile con :“ .. la classe B per le ristrutturazioni a meno di specifiche condizioni ostative dimostrate in fase diprogettazione”.Per quanto riguarda il punto b) delle osservazioni, abbiamo ritenuto sufficiente il rimando nelladisciplina di Piano agli atti di indirizzo regionale alle linee guida per l’edilizia sostenibile, cheaffronta anche attraverso le schede-progetto, le tematiche poste.Ad esempio nel Manuale per l’edilizia sostenibile- La qualità energetico ambientale degli edifici inToscana, sono presenti: - la scheda 2.1 sull’isolamento termico - la scheda 2.2 sui sistemi solari passivi - la scheda 2.3 sulla produzione di acqua calda - la scheda 2.4 Energia elettrica da fonti non rinnovabili e rinnovabili - la scheda 2.8 sul riutilizzo di strutture esistenti.D’altronde bisogna tener presente che siamo in una fase di pianificazione (un regolamentourbanistico) e non di progettazione, in cui porre norme ancor più specificanti e vincolanti, puòessere controproducente.Infine, siamo d’accordo nell’accogliere il suggerimento di non prevedere una centrale termica ocogenerativa a biomasse prevista dal PMPAA.E) L’OSSERVAZIONE È PARZIALMENTE ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTEMODIFICA DELLA DISCIPLINA, AL PUNTO 12 2° COMMA, CON LASPECIFICAZIONE DELLA CLASSE ENERGETICA “B” DEGLI EDIFICI OGGETTO DIRISTRUTTURAZIONE (7), E 3° COMMA, CON IL DIVIETO DI REALIZZARE UNACENTRALI TERMICHE O COGENERATIVE A BIOMASSE. (16)F - Misure di mitigazione.Vogliamo precisare che il processo valutativo ha seguito passo passo lo sviluppo del Piano, e, cosìcome suggerito dalle buone prassi, i valutatori hanno interagito con i progettisti al fine di trovaresoluzioni sostenibili e compatibili.La proposta di piano e le norme disciplinanti, sono la conseguenza di discussioni edapprofondimenti in una positiva interlocuzione.Ne deriva che alcuni aspetti particolarmente inerenti alla mitigazione degli impatti sull’ambiente esulle sue risorse, sono stati direttamente recepite nelle nome.Per tutti ricordiamo nella disciplina di piano, il punto 4 (invarianti strutturali), punto 12 (Utilizzo delletecniche di bioarchitettura e bioedilizia), punto 15 (interventi di riduzione del rischio idraulico),punto 16 (contenuti della convenzione). 76
  • Le norme dunque hanno recepito misure di mitigazioni degli impatti e prescrizioni allaprogettazione successiva.Il tema dei targets ambientali è stato affrontato nel capitolo del sistema di monitoraggio delrapporto Ambientale costituito da un set di indicatori, nel quale sono fissati dei valori di riferimento(targets).Si propone di inserire nella Disciplina l’obbligo del raggiungimento di tali Parametri,F) L’OSSERVAZIONE È PARZIALMENTE ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTEMODIFICA DELLA DISCIPLINA ALL’ARTICOLO 12 3° COMMA, CON LASPECIFICAZIONE CHE I TARGETS RIPORTATI NEL RAPPORTO AMBIENTALESONO PRESCRITTIVI E, LA DIMOSTRAZIONE DEL LORO RAGGIUNGIMENTO ÈCONDIZIONE ESSENZIALE PER IL RILASCIO DEI PERMESSI DI COSTRUIRE. (8)G - Settore “ Tutela e valorizzazione delle risorse ambientali” - A.N.P.I.L.. Il contributo istruttorio è articolato sulla istituzione o meno dell’ANPIL sulla parte amare definita comunemente “ Parco di Rimigliano”. Per opportuna chiarezza si precisa che, dal punto di vista puramente formale e dirispetto degli articoli 5 e 19 della Legge Regionale 49/95 l’ ANPIL di Rimiglianonon èformalmente istituita. L’ l’Amministrazione Comunale di San Vincenzo ha però, da sempre, operato per lacompleta attuazione di quello che storicamente è stato, per gli abitanti di San Vincenzo ed ituristi, “ il Parco di Rimigliano” mettendo a disposizione della completa acquisizione notevolirisorse economiche (anche le recenti definitive acquisizioni del tratto sud). La volontà dell’Amministrazione Comunale è sempre stata chiara quando ha stabilito,con Deliberazione di C.C. n° del perimetrato le aree dei Sottosistemi A1 ed A2 comesoggette ad ANPIL e quando, successivamente con Deliberazione di Giunta Comunale n°35 del 24 f ebbraio 2005, ha, in modo incompleto e formalmente con corretto, “ istituito”,così come previsto dalla L.R. 49/95, la prima ANPIL, per vari motivi mai inserita nelProgramma triennale delle aree Protette. Ma il non inserimento non sminuisce il valore che l’A.C. ha sempre dato a tale area,che di fatto esiste ed è “un risultato tangibile”. I migliaia di cittadini e di turisti che, dadecenni, fruiscono del Parco di Rimigliano e della sua spiaggia, non sentono la mancanza di un“formale” inserimento nel programma regionale. Con gli atti della Variante al Piano Strutturale per i sottosistemi A2 ed A2 hadefinitivamente assoggettato le aree di Rimigliano, comprese quelle della Tenuta, ad essereinserite in una ANPIL ( punto 2 delle Norme del Piano Strutturale “ Lo statuto del Territorioe le invarianti strutturali” e Tav. C2 ) e quindi con la variante al R.U. adottata, agli articoli3 “ Obiettivi di governo del territorio e 16 “ Modalità di attuazione degli interventi. Contenuti dellaconvenzione” si conferma che l’attuazione dell’ANPIL è un obiettivo dell’A.C. e se nestabilisce le modalità e le condizioni. Tali aspetti sono riportati inoltre come vincolanti nelloschema di convenzione attuativa degli interventi. Delibera Giunta Comunale n° 262/2008 è stato affidato alla Società Parchi Val diCornia l’incarico per la redazione del Regolamento di gestione di tale ANPIL al fine di unacorretta attivazione della procedura di richiesta di inserimento nel prossimo ProgrammaTriennale Regionale.G) L’OSSERVAZIONE È QUINDI ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTEATTIVAZIONE DEL PROCEDIMENTO DI ISTITUZIONE DELLA NUOVA(COMPRENDENTE ANCHE L’”ESISTENTE”) AREA NATURALE PROTETTA DIINTERESSE LOCALE AI SENSI E SECONDO LE PROCEDURE DELLA LEGGEREGIONALE 49/95. 77
  • 9 - CONTRIBUTI/OSSERVAZIONI della Provincia di Livorno – Dipartimentodell’Ambiente e del Territorio – Unità di Servizio Pianificazione, Difesa del Suolo edelle Coste. Prot. 14.01.2011 n° 1236Punto 1– contenuto dell’osservazione:Ciò detto, per supportare la coerenza con quanto dettato dallart. 37.1 (Il Sistema funziona le dellagricoltura. Obiettivi prestazionali.) della Disciplina, del PTC, e più in linea generale,dato ilparticolarecontestoterritorialeepaesaggistico-ambientale,perunamaggiorechiarezza,sirilevalopportunità di:  Quantificarelavolumetriadadestinarsiadattivitàagricolaequantaafiniresidenzialianche perdarerispostaaquantodettatodallalinea1delpunto3dellArticoloUnicodella DisciplinadellaVarianteinrelazionealmantenimentodellattivitàagricolaqualeobiettivodellastessa.Controdeduzioni:LA PRESENTE OSSERVAZIONE RIPRENDE I TEMI DEL PUNTO 6DELL’OSSERVAZIONE REGIONALE E, COME PER ESSA, L’A.C. COMUNALERITIENE LA STESSA ACCOGLIBILE PROVVEDENDO ALLE INTEGRAZIONIDELL’ATTO ADOTTATO COME SOPRA SPECIFICATO. (2) (4) (3) (5)Punto 2– contenuto dell’osservazione:  Operareunaverificadellacapacitàricettivacomunalenonchédeiflussituristicialfinedi dareadeguatasupportomotivazionaleallarealizzazionedellanuovastrutturaalberghiera. FermorestandocheilPTCprevedespecificheazioni,primafratuttequelladimirarealla qualitàdelloffertaturisticaintesanonsoloriguardoallasingolastrutturaricettivamaal sistemadeiservizicheciascunaoffreinternamenteinteragentecolsistemadioffertadei serviziesterni.Insostanzailterritoriodevefarelasuaparteincrementandolasua accessibilitàesviluppandolamobilitàinternacomefattoridicrescitaeinterazionecongli altri sistemi economici.  Produrreschedaturadelledificatosoggettoademolizione,conadeguataanalisistorico- tipologicononchésulsuostatodiconservazione,attaadindividuareeventualistruttureche concorronoaquellaqualitàpaesaggisticalegataaiconcettidiproporzioneediqualità nellaconservazionedeicaratteridellarchitetturarurale,sianelleopereinfrastrutturaliche nelle dinamiche insediative. (art.36N.T.A.RisorsapaesaggiodelPTC) che appare opportuno non demolire, ma bensì recuperare.Controdeduzioni:SI RIMANDA ALLE CONSIDERAZIONI DEL PUNTO 1 DELL’OSSERVAZIONEREGIONALE CON LA CONSEGUENTE INTEGRAZIONE DEL QUADROCONOSCITIVO E PERTANTO L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILEPunto 3– contenuto dell’osservazione:Inoltre,ènecessarioprodurreadeguatadocumentazionecartograficaidentificativadella 78
  • perimetrazionedellaprevistaipotesidinuovaistituzioneoampliamentodellesistenteA.N.P.I.L.diRimigliano,supportatadanecessariaanalisisullacompatibilitàdiquestaconleprevisionioggettoDella Variante.Controdeduzioni:La definizione dell’ANPIL non è stata effettuata in sede di Regolamento Urbanistico,ma con la Variante al P.S., ed in tale sede si è individuato il perimetro dellanuova area protetta, in aggiunta a quella istituita con Delibera n° 35 del 24f ebbraio 2005 , tale identificazione cartografica è riportata nella Tavola C2 dellaVariante al PS sottosistemi A1 ed A2 approvata con Del. C.C. n° 89 del 30.10.2009.E’ ovvio che il perimetro non potrà che essere quello indicato nel P.S. e checorrisponde all’intera Tenuta di Rimigliano.IN TAL SENSO, L’OSSERVAZIONE DELLA PROVINCIA DI LIVORNO PERTANTOÈ DA RITENERSI NON PERTINENTE .Punto 4– contenuto dell’osservazione:Necessitaunaparticolareattenzionesullostatodelregimeidraulicoeverificareconlautoritàcompetenteinrelazionea: a.capacitàidricapotabile(ancheinrelazioneallaprevisionediunnuovocampopozzi) b.allarealizzazionedelleeventualipiscine(art.11della"Disciplina"dellaVariante),per lequali,alfinedellasalvaguardiadellarisorsaidrica,lammissibilitàèsubordinata allutilizzodiacquanonprovenientedalpubblicoacquedotto.Relativamenteallenecessitàdirisorsaidricaperunusoirriguo,perverificarelarealepotenzialitàdellafossadaderivare,pernoncomprometterelaretedicanalidibonificaelaconseguentegeometriadellatessituraagrariadeicampi,qualielementidisalvaguardiadellidentitàculturaledelpaesaggioplaniziale,(invariantedelPTCperlarisorsadelpaesaggio),epermantenereildeflussominimovitaledelfossoinquestione,equindipernonalterareinmanierasostanziale,gliequilibriambientalidegliecosistemiivipresenti,ènecessarioverificarelacapacitàrealedellemungimentoidricodelsistemadicanalidibonificae/oidraulici,edoptareilpiùpossibileperilrecuperodeirefluiedelleacquepiovane.Controdeduzioni:PER I MOTIVI RIPORTATI NELLA CONTRODEDUZIONE ALL’OSSERVAZIONEALLA VAS DELSETTORE STRUMENTI DELLA VALUTAZIONE E DELLO SVILUPPOSOSTENIBILE TALE OSSERVAZIONE NON È ACCOGLIBILE IN QUANTO LAVALUTAZIONE HA AFFRONTATO E VALUTATO POSITIVAMENTE GLI EFFETTI ELE CRITICITÀ AMBIENTALI CON PARTICOLARE RIFERIMENTO ALLA RISORSAIDRICA.Punto 5 – contenuto dell’osservazione:Datalaparticolaritàdelcontestoincuisivaadoperare,appareopportunochegliinterventiprevistisianoattuaticonPianoattuativoanzichéconsemplicepermessoacostruirecosìcomedettatodalpunto16dellunicoarticolodellaDisciplina.Controdeduzioni:IN RELAZIONE ALLE MODIFICHE INTRODOTTE IN ACCOGLIMENTO DELPUNTO 6 DELL’OSSERVAZIONE REGIONALE CON LA MODIFICA DELLE 79
  • SCHEDE NORMATIVE DEI NUCLEI PODERALI E LA DEFINIZIONE PLANIVOLUMETRICA DEGLI INTERVENTI, LA ESATTA INDIVIDUAZIONE DELLEQUANTITÀ ESISTENTI, DI QUELLE OGGETTO DI RECUPERO E DI QUELLEOGGETTO DI DEMOLIZIONE E RICOSTRUZIONE, LA LORO DISTRIBUZIONE INCIASCUN NUCLEO PODERALE, LA DEFINIZIONE DEGLI INTERVENTIARCHITETTONICI E TIPOLOGICI E CON LA STIPULA DELLA CONVENZIONEATTUATIVA DEGLI INTERVENTI, PREVISTA DALLA VARIANTE AL R.U.ADOTTATA, NON SI RITIENE NECESSARIA LA SOTTOPOSIZIONE DEGLIINTERVENTI AD UN PIANO ATTUATIVO E PERTANTO, NON ACCOGLIBILETALE OSSERVAZIONE.Punto 6 – contenuto dell’osservazione:Infine,siritienenecessarioprodurreunanalisisuglieffettidelleesigenzedieventualiparcheggiedellamobilitàgeneratadainuoviinsediamentisoprattuttoinrelazionedeiflussidaeversoilsistemacostiero(dunaespiaggia)Controdeduzioni:NON SI RITIENE ACCOGLIBILE L’OSSERVAZIONE PRESENTATA PER ISEGUENTI MOTIVI: LA STRUTTURA RICETTIVA ALBERGHIERA DOVRÀ ESSERE DOTATA DI PARCHEGGI PERTINENZIALI; L’INSEDIAMENTO RICETTIVO È LOCALIZZATO A POCHE DECINE DI METRI DAL PARCO DI RIMIGLIANO DEL MARE NEL QUALE È VIETATO L’ACCESSO VEICOLARE A QUALSIASI TITOLO; LA RIQUALIFICAZIONE DI VIA DELLA PRINCIPESSA A STRADA DI SERVIZIO AL PARCO CONSENTIRÀ IL RECEPIMENTO NELLA ATTUALE SEDE VIARIA DI AMPI SPAZI DI PARCHEGGIO PUBBLICO; L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA GIÀ AMPIAMENTE DICHIARATO, NEL CORSO DEL PROCESSO PARTECIPATIVO PER IL NUOVO PIANO STRUTTURALE, CHE NON VI SARANNO NUOVE PREVISIONI SULLA SPIAGGIA DI RIMIGLIANO. 80
  • TABELLA A Determinazione SLP Esistente oggetto di Ristrutturazione e di Demolizione e Ricostruzione (4) S.L.P. OGGETTO DI S.L.P. MASSIMA S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE DEMOLIZIONE E AMMESSA NEL ESISTENTE RICOSTRUZIONE NUCLEO PODERALE Nucleo U.M. S.L.P. U. M. S.L.P. Piano S.L.P. Piano U. M. TOTALI U.M. S.L.P. U.M. S.L.P. Denominazione Terra PrimoPoderale NP1 Podere Chiusacce mq 959,58 mq 339,84 117,55 mq 457,39 mq 1.365,00 mq 1.822,39 NP2 Podere Uguccione mq 974,92 mq 408,08 210,08 mq 618,16 mq 1.600,00 mq 2.218,16 Podere Walfredo - Nord mq 172,89 173,20 mq 346,09 NP3 mq 1.306,98 mq 1.400,00 mq 1.984,25 Podere Walfredo Sud mq 126,86 111,30 mq 238,16 Casa delle guardie - Officina mq 372,60 0,00 mq 372,60 Casa delle guardie - Ufficio mq 248,05 248,05 mq 496,10 NP4 mq 2.667,22 mq 1.400,00 mq 3.170,02 Casa delle guardie - Contessa mq 246,89 246,89 mq 493,78 Casa delle guardie - Podere mq 245,18 162,36 mq 407,54 NP5 Podere Poggettino-Contessa Lea mq 4.147,41 NP6 Podere Sveva e Manfredi mq 1.344,62 mq 391,73 358,19 mq 749,92 mq 2.900,00 mq 3.649,92 NP7 Podere Fossa calda mq 1.790,56 mq 491,71 269,46 mq 761,17 mq 3.000,00 mq 3.761,17 Edifici Teleferica mq 729,02esterni ai Nuclei Ex Scuola Materna mq 303,23Poderali Stalle sparse mq 2.385,35 (a) TOTALI mq 16.608,89 mq 3.043,83 1.897,08 mq 4.940,91 mq 11.665,00 (b) mq 16.605,91 (b) (b) = i presenti quantitativi costituiscono la capacità insediativa massima (a) = dal presente quantitativo dovranno essere detratte le quantità destinate alla ammessa al recupero, comprensiva, ai sensi del 2° comma del Punto 7 della NOTE: conduzione agricola della Tenuta, secondo le prescrizioni del 2° comma del Punto disciplina, delle superfici necessarie alla conduzione dell’azienda agricola, e 7 della Disciplina pertanto, gli stessi, dovranno essere opportunamente ridotti di tali quantità. S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. MASSIMA S.L.P. DI NUOVA QUANTITA S.L.P. OGGETTO DI RISTRUTTURAZIONE AMMESSA NEL AMMISSIBILE EDIFICAZIONE NUCLEO PODERALE Nucleo STRUTTURA RICETTIVA U.M. S.L.P. U. M. S.L.P. Piano S.L.P. Piano U. M. TOTALI U.M. S.L.P. U.M. S.L.P.Poderale MASSIMO 150 POSTI LETTO Terra Primo NP5 Podere Poggettino-Contessa Lea mq 6.000,00 mq 511,47 377,93 mq 889,40 mq 5100 mq 5.989,40 81
  • SINTESI MODIFICHE: DISCIPLINA (1) – Norme - punto 16 - Osservaz. n° 2 Soprintendenza Archeologica (2) – Modifica Schede Norma - Osservaz. n° 17-41-43 F.C.S. e n° 6 Regione e n° 1 Provincia (3) – Norme - punto 6 Osservaz. n° 17-41-43 F.C.S. e n° 6 Regione e n° 1 Provincia (4) – Tabella A - Osservaz. n° 19-41-43 F.C.S. e n° 6 Regione e n° 1 Provincia (5) – Norme - punto 7.1c - Osservaz. n° 41-43 F.C.S. e n° 6 Regione e n° 1 Provincia (6) – Norme - punto 7.2c - Osservaz. n° 28-29 F.C.S. e n° 3-4 C.d.C e n° 2 Regione (7) – Norme - punto 12.3c - Osservaz. n° 31 F.C.S. e n° 8 let. E Regione. (8) – Norme - punto 12.3c - Osservaz. n° 31 F.C.S. e n° 8 let. F Regione. (9) – Norme - punto 11 - Osservaz. n° 51 F.C.S.(10) – Norme - punto 8 - Osservazione d’Ufficio n° 6 punto 1.(11) – Norme - punto 8 - Osservazione d’Ufficio n° 6 punto 1.(12) – Norme - punto 9 - Osservazione d’Ufficio n° 6 punto 2.(13) – Norme - punto 10 - Osservazione d’Ufficio n° 6 punto 3.(14) – Norme - punto 14 - Osservazione d’Ufficio n° 6 punto 4.(15) – Norme - punto 16 - Osservazione n° 8 Regione Toscana.(16) – Norme - punto 12.3c - Osservazione n° 8 lettera E Regione Toscana.(17) – Abaco Edifici - Osservazione n° 2 Regione Toscana. CONVENZIONE (A) – Articolo 3 comma c - Osservaz. n° 1 Rimigliano srl. (B) – Articolo 8 - Osservaz. D’Ufficio n° 5 (C) – Articolo 2 - Osservaz. n° 11 C.D.C. (D) – Articolo 12 - Osservaz. n° 13 C.D.C ELABORATI AGGIUNTIVI Quadro Conoscitivo P.S. - osservazione n° 1 Regione Toscana e n° 2 Provincia di Livorno 79
  • SCHEDE NORMATIVE NUCLEI PODERALI. (2)Nucleo poderale 1 – Chiusacce.Nucleo poderale 2 – Uguccione.Nucleo poderale 3 – Walfredo.Nucleo poderale 4 – Casa delle Guardie.Nucleo poderale 5 – Poggettino Contessa Lea.Nucleo poderale 6 – Sveva e Manfredi.Nucleo poderale 7 – Fossa Calda. 80
  • { ×¼¼¼ ¼!! ! { { × ×¼ {{ ×¼¼¼ { { ×!! ×!!¼ × { { × { { ! ×!¼¼ ×¼ { { ! ×!!¼ { { × {! × { { × {¼ ×! ¼ { ! ×¼¼¼ ! ¼! !! ×× ! ¼ ! ! ¼× { { ¼¼ ×× ¼ !! { ×!!¼ !! { { !! ! { ××× ¼ ! ×¼! { { ! × ×¼ ×× ! { ! ¼××× ! ¼ !! { ! { !! ¼ !! ! { ! { ×!!¼ ×× ¼ ¼¼ ! { ¼¼ { !! ! { !! { { ×× ! { ¼¼ ! { !! !! ! ¼¼ ×× ¼ ! { !! { !× ! { { ×!¼ ×× ¼ ×× ¼ !¼! { ¼! ! !! { !! { { ×¼ ×! ¼! ×× ¼ { ¼! ! { !! ×× ! { ! { ¼¼ ! ×× ¼ { !! ¼! ! { !! ¼× ! { { ×× ¼ !! { ×× ¼ !! ¼! ! { !! { { ×¼! { ×× ¼ !! ¼! ! { !! ×× ¼ ¼¼ ! { { ! { ×× ¼ !! ¼! ! { !! ¼× ! { { ×× ¼ !! { ×× ¼ !! ¼! ! { !! { { ×¼! { !! ×× ¼ ¼! ! ××× ¼ { ¼¼ ! { !! ! { { !! ×× ¼ ! ! ! ¼! ¼ { { !! ! !× ××× ¼ !!! { ¼¼ ! { { { × ¼! ××× ! { ¼¼ ¼ !! ! { !! ! { ! { × ¼¼ !! ×! { { ! { ×× ¼ ! ××× ¼ ¼¼ ! !! ! { !! { ¼ {{ ! ! ! { ×× ¼ × { ! ¼¼ ×! !! { { { ! ¼¼ ! !! { !! { ××× ! { ¼¼¼ !! { !! { × NP1NP1 Podere Chiusacce S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. OGGETTO DI S.L.P. OGGETTO DIDEMOLIZIONE E S.L.P. COMPLESSIVA AMMESSA Superficie com plessiva Superficie oggetto di ristr Superficie oggetto di dem olizione e ricostru Superficie m assim a com-ple ESISTENTE - mq RISTRUTTURAZIONE - mq RICOSTRUZIONE / NUOVA EDIFICAZIONE - mq NEL NUCLEO PODERALE mq 959,58 457,39 1365 1822,39 nuclei poderali edifici di valore storico-testimoniale oggetto di restauro / ristrutturazione edifici oggetto di sostituzione edilizia / nuova edificazione edifici oggetto di demolizione××××× filari e alberature esistenti¼¼¼¼¼{{{{{!!!!!×××××¼¼¼¼¼ filari e alberature di progetto{{{{{!!!!!!!!!! scala 1:2000
  • NP2NP2 Podere Uguccione S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. OGGETTO DI S.L.P. OGGETTO DIDEMOLIZIONE E S.L.P. COMPLESSIVA AMMESSA ESISTENTE - mq RISTRUTTURAZIONE - mq RICOSTRUZIONE / NUOVA EDIFICAZIONE - mq NEL NUCLEO PODERALE - mq Superficie com plessiva Superficie oggetto di ristr Superficie oggetto di dem olizione e ricostru Superficie m assim a com ple 974,92 618,16 1600 2218,16 nuclei poderali edifici di valore storico-testimoniale oggetto di restauro / ristrutturazione edifici oggetto di sostituzione edilizia / nuova edificazione edifici oggetto di demolizione××××× filari e alberature esistenti¼¼¼¼¼{{{{{!!!!!×××××¼¼¼¼¼ filari e alberature di progetto{{{{{!!!!!!!!!! scala 1:2000
  • {× !!!!!¼ ¼ ¼ ¼¼ ! !!!! {× {× {× {× ¼!!¼¼ {× !¼! ! {× ¼¼¼! {× {× !!! {× {× !! {× {× ¼¼¼! × {× {× {× {× {× {× ! {× {× ¼¼¼¼ !¼¼¼¼¼ {× {× {× !!!!!¼ { × {× !!! !!! {× {× {× {× {× ¼¼¼¼ ! × !!! {× {× !¼! !¼¼ {× {× {× !¼¼ !!¼ {× {× { × {× !!! !¼! ¼¼¼! ¼¼¼¼¼¼ {× {× {× !¼! {× {× {× {× {× !!! {× {× !!¼ {× {× ! !¼ ! {× { × {× ¼¼¼¼ !¼¼¼¼ { × {× !!! !!! {× {× {× {× {× {× {× !¼! !!! !¼! ! ¼¼ {× {× !¼¼ !¼! {× {× {×× {!!!!! NP3 !¼! !¼! ¼ ¼¼¼! {× !¼¼¼¼ ¼! ! ! ! {× ! {× {× !!¼ {× ¼ !NP3 Podere Walfredo S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. OGGETTO DI S.L.P. OGGETTO DIDEMOLIZIONE E S.L.P. COMPLESSIVA AMMESSA ESISTENTE - mq RISTRUTTURAZIONE - mq RICOSTRUZIONE / NUOVA EDIFICAZIONE - mq NEL NUCLEO PODERALE - mq Superficie com plessiva Superficie oggetto di ristr Superficie oggetto di dem olizione e ricostru Superficie m assim a com ple 1306,98 584,25 1400 1984,25 nuclei poderali edifici di valore storico-testimoniale oggetto di restauro / ristrutturazione edifici oggetto di sostituzione edilizia / nuova edificazione edifici oggetto di demolizione××××× filari e alberature esistenti¼¼¼¼¼{{{{{!!!!!×××××¼¼¼¼¼ filari e alberature di progetto{{{{{!!!!!!!!!! scala 1:2000
  • ¼¼¼!!!!{× {×× × {× {× ¼¼!! {× {× {× {× !¼¼¼¼ ¼¼¼¼¼¼ {× {× {× {× {× {×!!! !!! {× {× {× {× {× {× !¼! !¼! {× {× !¼¼ !¼! {× {× ¼!! {× {× !¼! ¼¼¼! ¼¼ {× { !¼! {× !!¼ ¼¼ !! NP4 NP4 Podere delle Guardie S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. OGGETTO DI S.L.P. OGGETTO DIDEMOLIZIONE E S.L.P. COMPLESSIVA AMMESSA ESISTENTE - mq RISTRUTTURAZIONE - mq RICOSTRUZIONE / NUOVA EDIFICAZIONE - mq NEL NUCLEO PODERALE - mq Superficie com plessiva Superficie oggetto di ristr Superficie oggetto di dem olizione e ricostru Superficie m assim a com ple 2667,22 1770,02 1400 3170,02 nuclei poderali edifici di valore storico-testimoniale oggetto di restauro / ristrutturazione edifici oggetto di sostituzione edilizia / nuova edificazione edifici oggetto di demolizione ××××× filari e alberature esistenti ¼¼¼¼¼ { { { { { !!!!! ××××× ¼¼¼¼¼ filari e alberature di progetto { { { { { !!!!! !!!!! scala 1:2000
  • × {{ !! !¼ ! × !¼ × ¼! !¼ { {× !!× × ¼¼ !! !! { × {× {{ !!¼ !! × !¼ { ¼× × × × × × × ×× ¼ ¼¼ ! !!! !¼¼¼¼¼¼¼ ¼¼!!! ¼¼¼! ! !!!!!!!!! × !¼ { { !!!!!!! !! × {{ ¼! !¼ { × !! {× { !!! !¼ {× { !¼ {× { !¼ {× !!! { !¼ {× !¼ { {× { !¼ {× ¼! !¼ { {× !!! × × × × !! { {× ! ! ! ¼¼ ¼¼ !! {× { { { !! {× {× {× !! {× {× ¼! !¼ {× !¼ {× !¼ ! {× !!! ! {× ¼¼ !! {× {× !¼ ¼! ! {× {× {× NP5 !!¼ ¼! !! {× !! ¼¼ !! {×NP5 Podere delle Poggettino - Contessa Lea S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. OGGETTO DI S.L.P. OGGETTO DIDEMOLIZIONE E S.L.P. COMPLESSIVA AMMESSA ESISTENTE - mq RISTRUTTURAZIONE - mq RICOSTRUZIONE / NUOVA EDIFICAZIONE - mq NEL NUCLEO PODERALE - mq Superficie com plessiva Superficie oggetto di ristr Superficie oggetto di dem olizione e ricostru Superficie m assim a com ple 6000 889,4 5100 5989,4 nuclei poderali edifici di valore storico-testimoniale oggetto di restauro / ristrutturazione edifici oggetto di sostituzione edilizia / nuova edificazione edifici oggetto di demolizione××××× filari e alberature esistenti¼¼¼¼¼{{{{{!!!!!×××××¼¼¼¼¼ filari e alberature di progetto{{{{{!!!!!!!!!! scala 1:2000
  • ××× ×× ×× ×× ×× ×× ××× ×× ×× ×× { ¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼ !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!! !! !! !! !! !! !!! !! !! !! ××××××××××××××××××××××××××××××××× { ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼¼ ¼ !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { { × × × × × × × × × × ×× { { ¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼¼ !!!!!!!!!!!! ! ! ! ! ! ! ! ! ! ! !! { { { { { { { { { { { { { { { { { {¼¼¼¼!!!! { {×××××{{{{{ {{ { { NP6 NP6 Podere Sveva e Manfredi S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. OGGETTO DI S.L.P. OGGETTO DIDEMOLIZIONE E S.L.P. COMPLESSIVA AMMESSA Superficie ESISTENTE - mq Superficie oggetto di ristr Superficie oggetto di /dem olizione e ricostru Superficie m assim a com - mq com plessiva RISTRUTTURAZIONE - mq RICOSTRUZIONE NUOVA EDIFICAZIONE - mq NEL NUCLEO PODERALE ple 1344,62 749,92 2900 3649,92 nuclei poderali edifici di valore storico-testimoniale oggetto di restauro / ristrutturazione edifici oggetto di sostituzione edilizia / nuova edificazione edifici oggetto di demolizione ××××× filari e alberature esistenti ¼¼¼¼¼ { { { { { !!!!! ××××× ¼¼¼¼¼ filari e alberature di progetto { { { { { !!!!! !!!!! scala 1:2000
  • !¼¼¼ ¼ ! {× { !!!! !! {× {× ! !! !¼ {× !¼ ! !! {× ¼! !!!!!× × !¼ {× { ! {× { ! ! ¼¼ ! !¼¼× × × { ! ! ¼¼ { { ¼¼¼¼! {× !!!! !!!!× × × × × × {× { {× {× ¼¼¼¼! {× { {× !!! {× ! ! !¼ ¼¼!!¼ ! {× ¼¼¼¼! {× { {× !!! {× {× ¼¼¼¼! {× { {× !!! ! ! ¼¼ {× {× ¼¼¼¼! {× { {× !!! {× {× { ¼ × ××××× { { !¼¼ ¼! ! { { ! NP7NP7 Podere Fossa Calda S.L.P. COMPLESSIVA S.L.P. OGGETTO DI S.L.P. OGGETTO DIDEMOLIZIONE E S.L.P. COMPLESSIVA AMMESSA ESISTENTE - mq RISTRUTTURAZIONE - mq RICOSTRUZIONE / NUOVA EDIFICAZIONE - mq NEL NUCLEO PODERALE - mq Superficie com plessiva Superficie oggetto di ristr Superficie oggetto di dem olizione e ricostru Superficie m assim a com ple 1790,56 761,17 3000 3761,17 nuclei poderali edifici di valore storico-testimoniale oggetto di restauro / ristrutturazione edifici oggetto di sostituzione edilizia / nuova edificazione edifici oggetto di demolizione××××× filari e alberature esistenti¼¼¼¼¼{{{{{!!!!!×××××¼¼¼¼¼ filari e alberature di progetto{{{{{!!!!!!!!!! scala 1:2000
  • RESTITUZIONE MORFOLOGICA – SU BASE ORTOFOTO 2010 –DELLE PREVISIONI NORMATIVENucleo poderale 1 – Chiusacce.Nucleo poderale 2 – Uguccione.Nucleo poderale 3 – Walfredo.Nucleo poderale 4 – Casa delle Guardie.Nucleo poderale 5 – Poggettino Contessa Lea.Nucleo poderale 6 – Sveva e Manfredi.Nucleo poderale 7 – Fossa Calda. 88
  • NP1 Podere Chiusacce Scala 1:2000
  • NP2 Podere Uguccione Scala 1:2000
  • NP3 Podere Walfredo Scala 1:2000
  • NP4 Casa delle Guardie Scala 1:2000
  • NP5 Podere Poggettino - Contessa Lea Scala 1:2000
  • NP6 Podere Sveva e Manfredi Scala 1:2000
  • NP7 Podere Fossa calda Scala 1:2000