COMUNE DI SAN VINCENZO                                  CIRCONDARIO DELLA VAL DI                                  CORNIA  ...
INDICE:1. Osservazione presentata da RIMIGLIANO srl. in data 09.12.2010 n° 30385…………. pag. 22. Osservazione presentata da ...
Oggetto: Variante al Regolamento Urbanistico per il Sottosistema Ambientale dellaPianura Costiera – Tenuta di Rimigliano.A...
2 - CONTRIBUTO/OSSERVAZIONE della Soprintendenza per i Beni Archeologicidella Toscana.Prot. 15.12.2010 n° 30618Contenuto d...
3 – OSSERVAZIONI del Gruppo Consiliare del FORUM del Centro Sinistra –Nicola Bertini – Chiara Bersotti.Prot. 29.12.2010 n°...
Contenuto dell’Osservazione N° 3:Inserire nel testo dell’ultimo comma dell’art 3, dopo la parola “Tenuta”, la precisazione...
Anche in considerazione della procedura di inserimento nel Programmatriennale della Regione Toscana non si reputa opportun...
“La viabilità poderale interna alla Tenuta non è in alcun modo modificabile, ne nella dimensione che                      ...
Contenuto dell’Osservazione N° 9:  Sostituzione dei punti 1 e 2 dell’Art 5 con quanto segue: “Interventi di ristrutturazio...
Contenuto dell’Osservazione N° 15:Altri elementi che contraddicono palesemente gli indirizzi e gli obiettivi del PS approv...
Inoltre, in tema di patrimonio edilizio, sono chiaramente indicati al 4° capoverso delcitato articolo 2, quali sono le inv...
Il consumo idrico procapite è stimato in 250/300 litri x abitante x giorno checorrispondono a 100 mc. anno e quindi il con...
Controdeduzioni:Considerato che la definizione di una progettazione unitaria della Tenuta, comportasicuramente una miglior...
quindi la modifica del punto 6 della Disciplina del R.U.,e di tutti gli altri riferimenti agliAmbiti Insediativi, come seg...
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del Forum del Centrosinistra è e rimane semplice e semplicemente sintetizzabile nel motto in un parconaturale non si costr...
La maglia insediativa e quella agraria, secondo quanto riportato all’art. 3 comma 4 della disciplina dovrebbeessere sogget...
Gli immobili attualmente adibiti a civile abitazione possono essere recuperati con la medesima                            ...
Contenuto dell’Osservazione N° 24:Con il Regolamento Urbanistico presentato, viceversa non è possibile garantire il minimo...
Regolamento Urbanistico adottata.PERTANTO LE OSSERVAZIONI 21,22, 23,24,25,26 E 27 NON SONO PERTINENTI EQUINDI NON ACCOGLIB...
manodopera stagionale o comunque saltuaria che sarebbe inevitabilmente sottopagata e sfruttata come bentestimoniano i trop...
meglio definite e quantificate nella Tabella allegata alla presente Variante come Stalle sparse eTeleferica per complessiv...
Controdeduzioni:Si   richiamano    le   controdeduzioni apportate       alle   precedenti    osservazioni21,22,23,24,25,26...
MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 33:INTERESSE PUBBLICOLa nostra propostaLa proposta del Forum de...
vista meramente mercantile, un onere in termini di manutenzione più che una risorsa per il Comune. Comeal solito il Comune...
VENGA SOSTITUITA LA CESSIONE DELLA FASCIA BOSCATA A EST DELLA PRINCIPESSA CON LA              CESSIONE DELLA MAGLIA DI STR...
Art. 2.Nel giudizio di accertamento circa la esistenza, natura ed estensione degli usi civici, ove non esista la provadocu...
Rimigliano: Controdeduzioni integrale alle osservazioni presentate 03.10.2011
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Rimigliano: Controdeduzioni integrale alle osservazioni presentate 03.10.2011

  1. 1. COMUNE DI SAN VINCENZO CIRCONDARIO DELLA VAL DI CORNIA PROVINCIA DI LIVORNO VARIANTE AL REGOLAMENTO URBANISTICO PER LA TENUTA DI RIMIGLIANO Michele Biagi Sindaco Alessandro Bandini Assessore allUrbanistica UFFICIO DI PIANO - COMUNE DI SAN VINCENZO: geom. Andrea Filippi Responsabile del Procedimento dott. arch Laura DellAgnello Responsabile Ufficio Urbanistica Gian Luca Luci Responsabile Ufficio S.I.T. dott. Martina Pietrelli Garante della comunicazione GRUPPO DI LAVORO ESTERNO: dott. arch Stefano Giommoni Progettista coordinatore dott. ing. Nicola Lenza Indagini idrauliche dott. geol. Maurizio Sileoni Indagini geologiche Ldp progetti gis s.r.l. - Luca Gentili S.I.T. e informatizzazione dott. Ing. Renato Butta - Sintesis s.r.l. Valutazione integrata e strategica dott. Serena Butta - Sintesis s.r.l. Valutazione integrata e strategica dott. Ing. Claudia Casini - Sintesis s.r.l. Valutazione integrata e strategica CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI PRESENTATEADOZIONE: Delibera C.C. n° 96 del 22.10.2010 – BURT n° 46 del 17.11.2010APPROVAZIONE: Delibera C.C. n° ______ del ____/________/2011 3 Ottobre 2011
  2. 2. INDICE:1. Osservazione presentata da RIMIGLIANO srl. in data 09.12.2010 n° 30385…………. pag. 22. Osservazione presentata da Soprintendenza Archeologica della Toscana in data 15.12.2010 n° 30618…………………………………………….………………….. pag. 33. Osservazione presentata da FORUM del Centrosinistra in data 29.12.2010 n° 32217…………………………………………………………………. pag. 44. Osservazione presentata da RIMIGLIANO srl. in data 29.12.2010 n° 32255…………. pag. 355. Osservazione presentata da Comune di San Vincenzo – Area Servizi per il Territorio in data 30.12.2010 n° 32360………………………………………………………………….. pag. 366. Osservazione presentata da Comune di San Vincenzo – Area Servizi per il Territorio in data 30.12.2010 n° 32368………………………………………………………………….. pag. 387. Osservazione presentata da COMITATO PER CAMPIGLIA In data 30.12.2010 n° 32370…………………………………………………………………. pag. 418. Osservazione presentata da REGIONE TOSCANA In data 14.01.2011 n° 1236 e 19.01.2011 n° 1583………………………………………. pag. 549. Osservazione presentata da PROVINCIA DI LIVORNO In data 19.01.2011 n° 1589………………………………………..…………………………. pag. 74 ALLEGATI: 2 - TABELLA S.L.P NUCLEI PODERALI………………………………………………….... pag. 80 3 - SCHEDE NORMATIVE NUCLEI PODERALI………………………………………….... pag. 88 LEGENDA: barrato rosso = parti della Disciplina o della Convenzione adottate eliminate corsivo blu = parti aggiunte alla Disciplina od alla Convenzione adottate (1) = Contro deduzioni che comportano modifiche alla Disciplina – Il corrispondente numero si trova nell’allegato 1 (A) = Contro deduzioni che comportano modifiche alla Convenzione – La corrispondente lettera si trova nell’allegato 4 1
  3. 3. Oggetto: Variante al Regolamento Urbanistico per il Sottosistema Ambientale dellaPianura Costiera – Tenuta di Rimigliano.Adozione con Delibera di C.C. n° 96 del 22.10.2010 BURT n° 46 del 17.11.2010 CONTRODEDUZIONI ALLE OSSERVAZIONI PRESENTATE1 - OSSERVAZIONE della RIMIGLIANO srl allo schema di convenzione.Prot. 09.12.2010 n° 30385Contenuto dell’osservazione:L’osservazione chiede di chiarire meglio, all’art.3 della convenzione attuativa, lapossibilità di alienare, congiuntamente alle unità immobiliari, i terreni pertinenzialialle stesse.Controdeduzioni:L’osservazione è pertinente anche se, la risposta ovviamente è implicita nelladefinizione di terreni pertinenziali che, per legge non possono essere alienatiseparatamente dagli immobili a cui è riferito il vincolo di pertinenzialità. Tale aspettoè chiaramente obbligatorio ad esempio, per le aree a parcheggio ex L. 122/89.Comunque al fine di una maggiore chiarezza, si precisa che il comma cdell’Articolo 3 adottato è riferito a tutti i terreni esterni ai Nuclei Poderali e si proponedi integrarlo come proposto:“…. e dei terreni pertinenziali e condominiali delle stesse compresi all’interno dei Nuclei Poderali così come definitidal Regolamento Urbanistico.” (A)L’OSSERVAZIONE DELLA RIMIGLIANO SRL È ACCOGLIBILE CON LACONSEGUENTE INTEGRAZIONE, IN CALCE AL COMMA C DELL’ARTICOLO 3DELLA CONVENZIONA ADOTTATA DEL PERIODO SOPRA ELENCATO. 2
  4. 4. 2 - CONTRIBUTO/OSSERVAZIONE della Soprintendenza per i Beni Archeologicidella Toscana.Prot. 15.12.2010 n° 30618Contenuto dell’osservazione:Più che una vera e propria osservazione al Regolamento Urbanistico adottato, laSoprintendenza raccomanda l’effettuazione di saggi di accertamento archeologicoprima della esecuzione delle opere che comportino scavi di qualsiasi genere, datrasmettere alla stessa Soprintendenza al fine di ottenere il nulla osta alla esecuzionedelle opere.Controdeduzioni:L’Amministrazione comunale ritiene opportuno tutelare eventuali emergenzearcheologiche e pertanto si propone di inserire tale obbligo nella Disciplina del R.U. incalce al punto 16 come segue:“ Il permesso di Costruire dovrà essere preceduto dal Nulla Osta della Soprintendenza per i Beni Archeologici dellaToscana”. (1)L’OSSERVAZIONE È ACCOGLIBILE CON LA CONSEGUENTE INTEGRAZIONE,DI UN ULTERIORE COMMA, IN CALCE ALL’ARTICOLO 16 DELLA DISCIPLINAADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO. 3
  5. 5. 3 – OSSERVAZIONI del Gruppo Consiliare del FORUM del Centro Sinistra –Nicola Bertini – Chiara Bersotti.Prot. 29.12.2010 n° 32217Contenuto dell’Osservazione N° 1:Si richiede l’annullamento della delibera e una nuova elaborazione del Regolamento Urbanistico cherisulta poggiato su un’analisi (quella del PS) non più attuale del contesto economico e sociale da cui derivano risultanze per niente rispondenti agli interessi collettivi.Controdeduzioni:Tale osservazione non è condivisibile a causa dell’infondatezza delle motivazioniaddotte:  Il RU non prevede la realizzazione del Parco di Rimigliano, come parco pubblico, al pari di quello esistente, ma ne prevede il suo ampliamento con le aree a monte della via della principessa acquisite alla proprietà pubblica, e, chiaramente, prevede l’obbligo dell’inserimento, delle aree della Tenuta di Rimigliano, nelle ANPIL, non come momento successivo, ma propedeutico agli interventi edilizi, con la preventiva stipula della convenzione attuativa.  Convenzione, che costituisce parte integrante della Variante al R.U., che prevede un preciso impegno sulla fruibilità della Tenuta dal parte dei cittadini, ovviamente regolamentata con apposito atto da redigersi da parte della Società Parchi Val di Cornia;  È bene ricordare che non è possibile programmare e pianificare l’agricoltura a mezzo degli strumenti urbanistici, non si possono nemmeno pianificare gli interventi edilizi funzionali alla stessa ai sensi di quanto stabilito dal Titolo IV capo III della L.R.T. 1/2005, che prevede che con il PAMAA si stabiliscano quanti e quali volumi destinare all’attività agricola. Nella Variante al R.U. l’Amministrazione Comunale, ha di fatto stabilito che tutte le attività connesse ai nuovi insediamenti residenziali siano svolti unitariamente dall’Azienda agricola, che continua ad esserci, si sviluppa con nuove colture di pregio e soprattutto si mantiene unita e non frazionabile.  Nel RU si dettagliano gli interventi edilizi, facendo attenzione al mantenimento di una identità tipica delle nostre campagne tutelando e salvaguardandone gli elementi caratteristici e tipici.SE NE PROPONE PERTANTO IL NON ACCOGLIMENTOContenuto dell’Osservazione N° 2:TESTO MODIFICATO: “Inserire nell’elenco delle Aree Protette della Regione Toscana, quantomeno inregime di ANPIL, Tutta la Tenuta di Rimigliano (senza esclusione di manufatti edilizi o resedi) primadi qualsiasi intervento edilizio diverso dall’ordinaria e straordinaria manutenzione – restauroconservativo.” 4
  6. 6. Contenuto dell’Osservazione N° 3:Inserire nel testo dell’ultimo comma dell’art 3, dopo la parola “Tenuta”, la precisazione “prima delrilascio di qualsiasi permesso a costruire”.Contenuto dell’Osservazione N° 4:Inserire come ultimo comma: “Il Regolamento dovrà rispondere a criteri di pubblica utilitàprevedendo tra l’altro:  L’accesso libero, incondizionato e gratuito a residenti e turisti ai territori della Tenuta di Rimigliano attraverso i percorsi esistenti, sia a piedi che in bicicletta;  La creazione immediata di una rete escursionistica così come riconosciuta dalla LR 17/98;  Il divieto di precludere ai visitatori porzioni specifiche di territorio;  Il divieto di conversione dei terreni agricoli ad attività diverse quali impianti sportivi di vario genere nonché, giardini o altro;  La creazione di una rete escursionistica collegata con il Masseto, e il sistema dei parchi della val di Cornia;  L’impossibilità di procedere a sostituzioni edilizie nell’area dovendo salvaguardare il linguaggio architettonico dei nuclei poderali; ogni intervento dovrà pertanto adeguarsi ai manufatti edilizi esistenti, senza modificarne, dopo la ristrutturazione, ingombro planivolumetrico né linee architettoniche;  La realizzazione della pista ciclabile di collegamento da San Vincenzo a Baratti, attraverso soluzioni innovative, all’interno della Tenuta in modo da eliminare un fattore di pericolosità e di scarsa qualità lungo la Via della Principessa.”Contenuto dell’Osservazione N° 5:TESTO MODIFICATO: “La certificazione dell’avvenuto inserimento di tutta la superficie della Tenutadi Rimigliano, ivi compresi i nuclei poderali, in apposita ANPIL conformemente con quanto previstodal PS.”Contenuto dell’Osservazione N° 6:Abrogazione del Capitolo 2.5 perché contraddittorio e privo di consistenza soprattutto inconsiderazione del fatto che la disciplina non attua nessun obiettivo relativo al Parco Naturaleprevisto dal PS.Controdeduzioni: Le precedenti osservazioni 2,3,4,5 e 6 sembrano finalizzate ad un solo scopo,quello di regolamentare gli interventi edilizi con l’attuazione dell’ANPIL, mentre èvolontà precisa dell’Amministrazione Comunale di costituire sì, in breve tempo,l’Area protetta, approvando lo specifico regolamento e prevedendo una gestioneaccurata e consona al sistema dei Parchi della Val di Cornia, attivando da subito laprocedura di inserimento nel Programma Triennale per le Aree Protette (che perinciso scade nel 2011 e che sarà possibile richiedere l’inserimento solo in quellosuccessivo), ma nel contempo pianificare gli interventi edilizi con il giusto strumento ecioè con il Regolamento Urbanistico. Ed il regolamento della nuova ANPIL non è certo materia di pianificazioneurbanistica. 5
  7. 7. Anche in considerazione della procedura di inserimento nel Programmatriennale della Regione Toscana non si reputa opportuno subordinare, allacostituzione dell’ANPIL, gli interventi edilizi in considerazione anche delle garanzie,previste dalla Convenzione attuativa, che la Proprietà dovrà sottoscrivere prima diattuarli. Relativamente alla disquisizione sull’espressione contenuta nella relazione “IlParco di Rimigliano, istituito nel 1973, e più recentemente assoggettato alle disposizioniregionali con la perimetrazione comunale dell’ANPIL, è uno dei risultati più tangibili di talipolitiche amministrative.” ed alle critiche e richieste di modifica è bene ricordare chel’Amministrazione Comunale di San Vincenzo ha, da sempre, operato per la completaattuazione di quello che storicamente è stato, per gli abitanti di San Vincenzo ed ituristi, “ il Parco di Rimigliano” mettendo a disposizione della completa acquisizionenotevoli risorse economiche (anche le recenti definitive acquisizioni del tratto sud),ha poi, forse in modo incompleto, “ istituito” con atto formale (Giunta Comunale 24f ebbraio 2005, n. 35) , così come previsto dalla L.R. 49/95, la prima ANPIL per varimotivi mai inserita nel Programma triennale delle aree Protette. Ma il non inserimentonon sminuisce il valore che l’A.C. ha sempre dato a tale area, che di fatto esiste edè “un risultato tangibile”. I migliaia di cittadini e di turisti che, da decenni, fruisconodel Parco di Rimigliano e della sua spiaggia, non sentono la mancanza di un “formale”inserimento nel programma regionale.PER I SOPRA ESPOSTI MOTIVI NON SI RITENGONO ACCOGLIBILI LEOSSERVAZIONI n° 2,3,4,5 e 6.Contenuto dell’Osservazione N° 7:Le invariantiCome ricordato dal RU adottato, il PS individua come invarianti nell’area di Rimigliano i seguenti elementipaesaggistici: Le componenti della bonifica. I suoli a residua vegetazione palustre e i canali della bonifica. Le componenti dell’organizzazione territoriale I percorsi della maglia insediativa ed agraria; I nuclei poderali e i relativi suoli pertinenziali; L’unitarietà fondiaria e la conduzione agricola unitaria della Tenuta; I viali alberati, le formazione vegetazionali lineari e gli alberi camporili. Le emergenze storiche ed architettoniche. Le tipologie edilizie e l’aspetto esteriore formale delle case coloniche. Le componenti ambientali. Le aree boscate di ogni genere e tipo, e comunque quelle rispondenti alla definizione di bosco dettata dall’art. 3 della L.R.T. 21 marzo 2000 n. 39 e dal relativo Regolamento di attuazione.Perché la pianificazione urbanistica risulti coerente, occorre che gli oggetti della pianificazione rientranti nelladefinizione di “invariante” siano sottoposti a rigida tutela. Per ribadire l’ovvio, il legislatore, scegliendo ladefinizione di invariante voleva sottolineare che tale categoria doveva ricomprendere quei manufatti o queglielementi caratterizzanti del territorio che non dovevano variare, pena lo snaturamento del linguaggiopaesaggistico dell’ambito d’intervento. Gli art 4,5 e 6 della Legge Regionale n 1/2005 sono a tal riguardoinequivocabili.L’Amministrazione sembra consapevole del significato di tale definizione tant’è che, in un passaggio delladisciplina afferma, a proposito di una delle invarianti, la rete viaria interna alla tenuta: 6
  8. 8. “La viabilità poderale interna alla Tenuta non è in alcun modo modificabile, ne nella dimensione che nell’andamento del tracciato”Diciamo inoltre che nella precedente versione delle NTA si affermava ancor più chiaramente:La viabilità interna della tenuta è considerata dal Piano Strutturale una invariante strutturale e pertanto non è modificabile. Sono ammessi interventi di manutenzione ordinaria e ripristino delle pavimentazioni esistenti esclusivamente con materiale lapideo o terra battutaSe tale affermazione vale per le strade interne alla Tenuta, deve necessariamente valere anche per i suolipertinenziali degli ambiti poderali e per quest’ultimi a maggior ragione. Pertanto si può definire una normaprecisa che disciplini gli ambiti poderali o nuclei poderali che dir si voglia, così come segue: Osservazione n°7 TESTO DA INSERIRE: “Gli ambiti poderali all’interno della Tenuta sono considerati, dal Piano Strutturale vigente, invarianti strutturali e pertanto non sono modificabili. Sono ammessi all’interno degli stessi sono interventi di manutenzione ordinaria e strordinaria nonché il ripristino delle strutture edilizie precarie che necessitino di ristrutturazione con materiali conformi agli originali e nelle stesse linee e tipologie edilizie ed architettoniche delle strutture preesistenti.”Contenuto dell’Osservazione N° 8:Tale testo, evidentemente conforme e del tutto attinente alle linee e agli indirizzi che la stessa A C sanciscenel PS vigente, dovrebbe diventare il primo comma dell’art 5 della disciplina.Si sottolinea, onde evitare critiche sciocche ed infondate, che tali limitazioni non possono arrecarepregiudizio per l’Ente né possono generare ricorsi o azioni legali giacché sempre all’art 6 della LRT 1/2005leggiamo: “L’individuazione, nell’ambito dello statuto, delle invarianti strutturali, costituisce accertamento delle caratteristiche intrinseche e connaturali dei beni immobili in esso ricompresi. Le conseguenti limitazioni allefacoltà di godimento dei beni immobili, individuati sulla base dei principi stabiliti dalla legge statale, contenute nello statuto medesimo, non danno luogo ad alcun indennizzo.”La contraddizione evidente ed insanabile tra la definizione di invariante strutturale e la possibilità diprevedere tra gli interventi ammessi la demolizione e ricostruzione in altro luogo e sotto altre forme di unaquantità imprecisata di volumetrie, è stridente e tale da inficiare la legittimità dell’operato amministrativo chenon risponde ai criteri minimi di ragionevolezza e coerenza intrinseca che devono costituire la basi di ognideterminazione pubblica.Per le stesse ragioni sopra esposte, appare evidente che alla definizione de “le tipologie edilizie e l’aspettoesteriore formale delle case coloniche” come invariante strutturale, deve seguire una serie di modalità diintervento all’interno dei nuclei poderali che sia conseguente con quanto affermato in premessa. Pergarantire e tutelare l’aspetto esteriore formale delle case coloniche, non si può evidentemente prescinderedalla conservazione degli immobili attualmente presenti attorno ad esse. Appare in netta contraddizione lapossibilità di demolire e ricostruire in altre forme ed in altri luoghi i manufatti edilizi attualmente presentiattorno ai corpi di fabbrica principali.Se l’obiettivo del Piano Strutturale è davvero quello di salvaguardare l’aspetto esteriore formale dei nucleipoderali occorre prendere atto di un dato incontrovertibile. L’essenza paesaggistica di Rimigliano, dataanche dai nuclei poderali, richiede che sia considerato non solo il valore architettonico dei singoli manufattiedili ma il grande valore aggiunto che la disposizione attuale dà alla Tenuta prescindendo anche dal pregiodel singolo immobile o annesso. Con un simile obiettivo non può coesistere la sostituzione edilizia qualemodalità d’intervento ammesso nella tenuta. Men che meno a tale indirizzo si confà la nuova edificazione.Pertanto si propone la seguente osservazione: Osservazione n° 8 Abrogazione del punto 3 dell’art 5 3. Nuova edificazione limitatamente alla struttura ricettiva alberghiera localizzata nellambito poderale " Poggettino - Contessa Lea". 7
  9. 9. Contenuto dell’Osservazione N° 9: Sostituzione dei punti 1 e 2 dell’Art 5 con quanto segue: “Interventi di ristrutturazione edilizia con scrupoloso mantenimento delle caratteristiche formali e relazionali degli immobili presenti nella tenuta siano essi destinati ad attività agricole o ad attività residenziali.”Contenuto dell’Osservazione N° 10: Aggiornamento della cartografia del R U secondo le modifiche sopra apportate.Contenuto dell’Osservazione N° 11: Abrogazione del comma terzo dell’Art 7 Gli interventi previsti nel Nucleo poderale Poggettino Contessa Lea per la realizzazione della struttura alberghiera sono ammessi per una quantità massima di 6.000 mq di S.L.P., compreso l’eventuale riutilizzo del patrimonio edilizio esistente con valore storico, testimoniale localizzato nel Nucleo medesimo.Contenuto dell’Osservazione N° 12: Abrogazione dell’Art 9Contenuto dell’Osservazione N° 13: Abrogazione dell’Art 10Contenuto dell’Osservazione N° 14:In aggiunta a quanto sopra esposto, è inconcepibile e priva di giustificazione razionale, l’affermazionecontenuta al comma primo dell’Art 9 della disciplina secondo cui nella Tenuta esisterebbero: “strutture e i manufatti che non presentano alcun valore storico testimoniale formale”Questa affermazione è sconcertante. Evidentemente il valore paesaggistico, urbanistico e testimoniale ècostituito proprio dall’alternarsi dei poderi e degli annessi agricoli, la scansione e la disposizione di stalle eannessi attorno ai poderi è l’essenza di un nucleo poderale. Persa questo equilibrio architettonico, non hapiù nessun senso parlare di nuclei poderali ma semplicemente di piccoli e grandi quartieri residenziali.Che poi la presenza delle testimonianze del lavoro svolto nella tenuta dalla bonifica Leopoldina ai nostrigiorni non costituisca “valore testimoniale” è una affermazione talmente offensiva nei confronti di generazionidi uomini e donne che nella Tenuta hanno trascorso l’intera esistenza e che hanno contribuito a consegnarea noi il paesaggio per come oggi appare, che una Amministrazione, di qualsiasi colore politico e di qualsiasilivello culturale, dovrebbe provvedere senza il nostro suggerimento a correggere il comma in questione.Certo un simile errore la dice lunga sul livello di consapevolezza con cui l’Amministrazione pianifica l’areaforse di maggior pregio dell’intero territorio sanvincenzino. Si propone pertanto in subordine all’accoglimentodell’osservazione n°12: Osservazione n°14 Abrogazione dell’Art 9 comma primo in quanto in netto e palese contrasto con gli obiettivi del PS e con le invarianti strutturali nonché perché privo di coerenza intrinseca. 8
  10. 10. Contenuto dell’Osservazione N° 15:Altri elementi che contraddicono palesemente gli indirizzi e gli obiettivi del PS approvatodall’Amministrazione, in particolare nella parte relativa alle invarianti da tutelare, e sempre con riferimento ainuclei poderali, sono ad esempio le possibilità concesse dal RU di realizzare piscine in grande quantità nellatenuta. Tali strutture sono previste all’interno dei nuclei poderali, senza nessun vincolo particolare riguardo ilnumero e la capacità (Art 11 comma secondo ultimo punto).L’Amministrazione pare così sottovalutare l’impatto derivante dagli elementi architettonici diversi dagli edifici,che tuttavia possono snaturare completamente la fisionomia di un territorio. Non sfuggirà che la presenza dipoderi variamente ristrutturati con attorno una o più piscine con la diffusione prevista nella Tenuta diRimigliano è in grado di trasformare la Tenuta in una enorme area lottizzata diffusa. Questo da un punto divista urbanistico, architettonicamente parlando inoltre, la concezione del paesaggio che ne deriverebbesarebbe un grave cedimento a quella omologazione che Rimigliano può combattere e alla quale SanVincenzo ha già sacrificato grandi spaccati di territorio peculiari e di pregio quali quelli del centro urbano edelle colline.È inoltre necessario ragionare a proposito del risparmio idrico e del contenimento dei consumi energeticinonché dei prodotti chimici. Da tutte queste considerazioni si possono trarre due ordini di conseguenze. Laprima è quella che il Forum del centrosinistra propone con forza e predilige. Per mantenere le caratteristichepeculiari del luogo, per selezionare l’offerta turistica garantendo un ambiente unico e non omologato allealtre numerose realtà presenti anche in Toscana, è necessario vietare la realizzazione di piscine nellaTenuta agricola di Rimigliano. La seconda, che riteniamo meno efficace ed interessante della precedente mache rappresenterebbe tuttavia un miglioramento del piano così come adottato dal Consiglio Comunale, èquella di limitare a tre il numero massimo di piscine da costruirsi in tutta la tenuta. La proposta del Forum èla prima, qualora non fosse recepita dall’Amministrazione, chiediamo in subordine, l’accoglimento dellaseconda.Si osservi peraltro che la dimostrazione di non attingere dall’acquedotto idropotabile non dà alcun beneficiocirca i consumi idrici sia perché l’acqua viene tutta dalle falde, sia quella dell’acquedotto, sia quella dei pozziprivati, sia perché un maggior prelievo localizzato in prossimità al mare favorisce il cuneo salino.Contenuto dell’Osservazione N° 15: (Disciplina) Art 11 comma secondo ultimo punto, si propone la sostituzione con tale enunciato: “a tutela degli elementi caratterizzanti dei nuclei poderali, a salvaguardia della risorsa idrica e ritenendomaggiormente utile alla caratterizzazione dell’area come meta di un turismo diverso rispetto a quello praticato un po’ in tutta la Toscana, è vietata la realizzazione di piscine in tutta la Tenuta.”Contenuto dell’Osservazione N° 16: (Disciplina) Art 11 comma secondo ultimo punto, si propone la sostituzione con tale enunciato: “a tutela degli elementi caratterizzanti dei nuclei poderali, a salvaguardia della risorsa idrica e ritenendomaggiormente utile alla caratterizzazione dell’area come meta di un turismo diverso rispetto a quello praticato un po’ in tutta la Toscana, è consentita la realizzazione di un massimo di 2 (due) piscine intutta l’area della Tenuta. Ciascuna piscina non potrà avere una superficie superiore ai 120 mq né una capacità superiore ai 150 mc d’acqua. La scelta della localizzazione e la necessità di questi impianti dovrà essere motivata e adeguatamente documentata in sede di presentazione dei progetti relativi agli interventi edilizi. Tali realizzazioni sono subordinati alla verifica da parte del Comune e dell’ASA della compatibilità rispetto alla disponibilità idrica residua di questo territorio.”Controdeduzioni:È curioso come, l’estensore delle sopra elencate osservazioni si affanni a cercareeventuali incongruenze degli interventi previsti dal Regolamento Urbanistico rispettoal dettato del punto 2 ” Lo Statuto del Territorio e le invarianti strutturali” del PianoStrutturale senza tenere di conto del restante articolato dello stesso.Gli interventi di sostituzione edilizia (demolizione e ricostruzione), ma anche quelli dinuova edificazione sono chiaramente contemplati dal Piano strutturale stessoall’articolo 3 che regola gli interventi sul patrimonio edilizio esistente e, ancor piùall’articolo 4 ove si prevede la realizzazione dell’albergo. 9
  11. 11. Inoltre, in tema di patrimonio edilizio, sono chiaramente indicati al 4° capoverso delcitato articolo 2, quali sono le invarianti: le tipologie edilizie delle case coloniche equeste, nel R.U. sono state tutte indicate quali oggetto di ristrutturazione edilizia.È chiaro, e non confutabile, che i “nuclei poderali” che costituiscono invariante sono daconsiderarsi gli ambiti perimetrati dal P.S. dei 7 nuclei poderali esistenti, tanto è chesono indicati nelle “componenti dell’organizzazione territoriale” e non tra “leemergenze storiche ed architettoniche” ove invece vengono indicate le struttureedilizie che debbono essere tutelate.Ad ulteriore riprova di quanto affermato si riporta il punto 3 dell’articolo 3 delleNorme del Piano Strutturale:“Gli interv enti di nuova costruzi one, ov vero di ricostruzi one di edifici e manuf attiprecedentemente demoliti dovr à avvenir e senza alc una riduzione della superfi cie deisuoli agri coli c oltiv abi li, e con l’uso di tipologie rispondenti alle r egole c ostruttive eformali ri conducibi li a q uelle pres enti negli edifici di interesse storic o. A ll’internodella T enuta di Rimiglianotale g ener e di interventi potrà avv enire solo all’intern odelle pertinenze dei nuclei poder ali esisten ti.”Ritenuto che tutte le norme del Piano Strutturale abbiano uguale valenza, si ritieneche la lettura data, dalle osservazioni sopra elencate, alle stesse sia quantomenosuperficiale e finalizzata a trovare incongruenze con le previsioni del R.U., cosaquesta non vera per le motivazioni sopra riportate, peraltro confermate anchedall’osservazione regionale, la quale non ha sollevato nessuna eccezione di congruitàcon il Piano Strutturale.Il riferimento all’articolo 6 della L.R. 1/2005 non è pertinente: non siamo nel caso diimmobili “ricompresi” all’interno di una invariante strutturale per i quali lo statutonon ha fornito le “ regole relative all’uso” ma in presenza di una specificadefinizione di quali immobili costituiscano invariante strutturale. La considerazionetesa a ”…evitare critiche sciocche ed infondate, che tali limitazioni non possono arrecare pregiudizio perl’Ente né possono generare ricorsi o azioni legali …” è facilmente contro deducibile ricordandoche non siamo in presenza di un semplice, NUOVA, previsione che individua comeInvariante strutturale un’ambito non pianificato, ma in presenza di una Variante alPiano Strutturale esistente che conteneva, per l’ambito in oggetto, previsioniedificatorie consolidate dall’approvazione di un apposito piano attuativo di iniziativaPubblica, valido sino alla introduzione delle norme di salvaguardia.In riferimento alle osservazioni agli articoli 5 – 7 – 9 – 10 e 11, tutte conseguenti allapresunzione di non conformità al Piano Strutturale, si rimanda alle motivazionisuesposte.In merito alle osservazioni 15 e 16 si contro deduce analizzando il probabile consumoidrico aggiuntivo introdotto dalla previsione di n° 10 piscine delle dimensioni di ml 12x 6 x 1,5 di profondità12x6x1,5 = 108 mc x 10 = 1080 mcse si considera che con i nuovi sistemi di filtrazione l’acqua delle piscine vienecompletamente sostituita una volta ogni 4/5 anni e che il consumo per evaporazioneè stimato dalla letteratura tecnica nel 10/15% all’anno avremo che il consumo annualesarà:sostituzione ogni 5 anni = 1080/4 = 216 mc/annoperdite annuali x evaporazione =1080 x 15% = 162 mc/annototale = 378 mc/anno 10
  12. 12. Il consumo idrico procapite è stimato in 250/300 litri x abitante x giorno checorrispondono a 100 mc. anno e quindi il consumo delle piscine è inferiore a quellodi 4 abitanti.Considerato che il carico urbanistico è calcolato in 1 abitante ogni 25 mq di SLP sene deduce che nella SLP esistente si possono insediare oltre 600 abitanti. Iconsumi legati alla presenza di piscine sono quindi ininfluenti.LE OSSERVAZIONI n° 7, 8, 9, 10, 11, 12, 13, 14, 15 e 16 NON SONO PERTANTOACCOGLIBILI.Contenuto dell’Osservazione N° 17:È inoltre del tutto evidente che qualsiasi proposito di tutela dei nuclei poderali residui della tenuta diRimigliano – è infatti corretto ricordare come uno dei principali nuclei, Cason di Tavole, sia ormai snaturatonelle sue linee e nelle sue funzioni – sarebbe inficiato dall’art 16 delle discipline così come adottate dalConsiglio Comunale di San Vincenzo.Al primo comma infatti l’art 16 recita: “Gli interventi ammissibili dalla presente disciplina si attuano tramite ilrilascio di permessi a costruire riferiti ed unitari ad almeno ogni singolo Nucleo poderale.”Questa scelta appare profondamente errata per diversi ordini di motivazioni. Innanzi tutto sappiamo come laprocedura per stralci determini una incapacità previsionale da parte dell’Amministrazione pubblica di ciò cheverrà realizzato. Insomma, nonostante gli impegni e le promesse, procedendo per stralci si sa quando e dacosa si comincia ma non si sa dove e come si arriva. Ecco che in un’area del pregio di Rimiglianopermettere al privato di procedere per stralci è un’idea ridicola che non merita ulteriori commenti.Certo, qualora le caratteristiche del piano fossero quelle proposte dal forum, ovvero un recupero e solo unrecupero delle volumetrie esistenti nelle forme e caratteristiche attuali, i rischi derivanti dall’art. 16 sarebberocertamente meno pesanti. Tuttavia individuiamo un errore di fondo che smaschera l’incapacitàdell’Amministrazione a cogliere il significato della pianificazione urbanistica in un’area di tale pregio el’assenza di una dimensione di piano pubblico articolato per l’intera Tenuta.L’Amministrazione rinuncia a scandire le tappe della pianificazione di Rimigliano sia da un punto di vistatemporale sia da un punto di vista urbanistico. Il privato potrà decidere da quale nucleo cominciare ademolire, potrà decidere quanto demolire e dove, quanto nonché come ricostruire. Quest’arbitrio pressochéassoluto concesso in quello che negli anni Settanta era stato pensato come parco naturale, lasciaassolutamente basiti. È del tutto evidente che non esiste un piano pubblico, non esiste una fotografia,un’immagine di quello che, secondo l’Amministrazione, dovrebbe essere Rimigliano dopo gli interventiprevisti. Esiste, c’è da scommetterci, una fotografia del privato che avrà ben orientato le proprie scelte sullabase della convenienza economica e non della tutela del bene collettivo, ma il pubblico abdica senza averenessuna contropartita.La contraddizione intrinseca in cui cade poi l’Amministrazione è quella di cedere ad una parcellizzazionedella pianificazione urbanistica che inficia lo stesso significato del RU e del PS. Nonostante sia già moltograve la decisione di pianificare la sola Tenuta escludendo dal RU la “fascia a mare”, accettare di pianificare,mediante il piano del privato che per gli spazi di arbitrio che gli sono concessi assume i connotati di unpiccolo RU, ogni singolo nucleo poderale svincolandolo dagli altri e quindi considerandolo un elemento a sé,staccato dalla Tenuta e dal Sottosistema ambientale di cui fa parte, è assolutamente ridicolo.I nuclei poderali debbono essere pianificati tutti insieme perché qualsiasi progetto sull’area deve sempreporre al centro dell’attenzione l’unicità e l’indivisibilità della Tenuta di Rimigliano. L’Amministrazione inveceimpone – non si capisce bene poggiando su quali principi di diritto – l’indivisibilità della proprietà privata dellaTenuta ma è pronta a parcellizzarne la pianificazione. Avrebbe avuto senso l’operazione contraria. Inquesto senso l’art 16 della disciplina corrobora la nostra convinzione che tale piano sia null’altro che unalottizzazione diffusa, un piano che creerà una decina di quartieri di seconde case più e meno grandi.In ogni caso, la proposta del Forum è la seguente: Osservazione n°17Sostituire il primo comma dell’Art.16 con quanto segue: “Gli interventi si attuano tramite la presentazionedi un progetto unitario esteso a tutti i nuclei poderali della tenuta che dettagli ogni singolo intervento e fissi un crono programma delle opere.” 11
  13. 13. Controdeduzioni:Considerato che la definizione di una progettazione unitaria della Tenuta, comportasicuramente una migliore valutazione degli interventi previsti e che l’AmministrazioneComunale, anche in riferimento a quanto contro dedotto al punto n° 6dell’osservazione della Regione Toscana (N° 8 – pag. 64), ha integrato, il R.U.adottato, con nuove schede normative (2) contenenti, in sostituzione degli AmbitiInsediativi (che consentivano invece libertà progettuale al loro interno), schemi planivolumetrici dettagliati ed ha specificato per ciascun Nucleo Poderale le quantitàesistenti, quelle ammesse al recupero/ristrutturazione e quelle oggetto di demolizionee ricostruzione L’organizzazione dell’insediamento composto dagli edifici soggetti alrestauro conservativo e dalla previsione plano volumetrica delle superfici scaturite dagliinterventi di sostituzione edilizia è stato concepito nel rispetto ed in coerenza alle regoleinsediative tradizionali. Sia per ciò che riguarda i caratteri architettonici e formali dei singolimanufatti richiamanti i connotati tipologici dell’edilizia rurale del luogo e sia per l’assettocomplessivo, organizzato intorno agli insediamenti dei nuclei poderali esistenti e la cuiconsistenza risulta rapportata ad essi e alla necessità di non costituire elemento invasivo odi ostacolo agli scorci paesaggistici verso la campagna e le aree boscate.Ricordato che i contenuti dei Piani Attuativi sono stabiliti dalla L.R. 1/2005 all’articolo67:Art. 67Contenuto dei piani attuativi1. I piani attuativi contengono:a) i progetti delle opere d’urbanizzazione primaria e secondaria:b) l’indicazione delle masse e delle altezze delle costruzioni lungo le strade e piazze;c) la determinazione degli spazi riservati ad opere od impianti di interesse pubblico;d) l’identificazione degli edifici destinati a demolizione o ricostruzione ovvero soggetti a restauro o abonifica edilizia;e) l’individuazione delle suddivisioni degli isolati in lotti fabbricabili secondo la tipologia indicata nelpiano;f) il dettaglio, mediante l’indicazione dei relativi dati catastali, delle eventuali proprietà da espropriare o davincolare secondo le procedure e modalità delle leggi statali e dell’articolo 66;g) la specificazione della profondità delle zone laterali a opere pubbliche, la cui occupazione sia necessaria perintegrare le finalità delle medesime opere e per soddisfare prevedibili esigenze future;h) ogni altro elemento utile a definire adeguatamente gli interventi previsti ed il loro inserimento nelcontesto di riferimento.Si ritiene pertanto che con le modifiche proposte, la Variante al R.U. adottata,soddisfi ampiamente tali contenuti e che quindi sia ininfluente il ricorso al progettounitario esteso a tutti i nuclei poderali come richiesto, essendo, di fatto il R.U. unprogetto unitario.Si propone, quindi, di fatto, il parziale accoglimento di tale osservazione che comporta 12
  14. 14. quindi la modifica del punto 6 della Disciplina del R.U.,e di tutti gli altri riferimenti agliAmbiti Insediativi, come segue (3): 6 - Qualità morfologica e distribuzione planivolumetrica degli interventi edilizi. Ambiti insediativi. Al fine di garantire la qualità delle trasformazioni edilizie ammesse in coerenza con i caratteri insediativi e tipologici di matrice rurale all’interno di ogni nucleo poderale sono stati e individuate le articolazioni plani volumetriche delle delimitati gli Ambiti insediativi nei quali è possibile localizzare lesuperfici oggetto di demolizione e ricostruzione. I criteri che hanno portato all’interno di ogni Nucleo poderale alla articolazione planivolumetrica dettagliata, per ciascun Nucleo Poderale, nelle allegate Schede normative NP1 – NP2 – NP3 – NP4 – NP5 – NP5 e NP7 ed alla individuazione delle quantità di Ristrutturazione e di Demolizione e ricostruzione all’interno di ciascun Nucleo Poderale, specificate nella tabella A, allegata alle presenti Norme, delimitazione dell’Ambito insediativo risultano i seguenti:  Formazione di un sistema costruito compatto organizzato intorno agli spazi di uso collettivo riproducente il caseggiato di campagna;  Riconoscimento del valore formale, di testimonianza storica e di centralità nell’organizzazione morfologica dei casolari da mantenere  Rispetto degli scorci panoramici e delle visuali paesaggistiche dal Nucleo poderale e verso lo stesso;  Mantenimento di un equilibrio complessivo tra i Nuclei poderali; Gli Ambiti insediativi, la cui conformazione geometrica è da ritenersi prescrittiva, sono graficamente individuati nelle schede normative allegate alla presente disciplina e presentano le seguenti superfici: Nucleo poderale 1 – Chiusacce Ambito insediativo mq 3.085 Nucleo poderale 2 – Uguccione Ambito insediativo mq 2.400 Nucleo poderale 3 – Walfredo Ambito insediativo mq 2.585 Nucleo poderale 4 – Casa delle Guardie Ambito insediativo mq 1.480 Nucleo poderale 5 – Poggettino Contessa Lea Ambito insediativo mq 7.930 Nucleo poderale 6 – Sveva e Manfredi Ambito insediativo mq 4.295 Nucleo poderale 7 – Fossa Calda Ambito insediativo mq 3.525L’articolazione plani volumetrica e la morfologia architettonica riportata nelle schede normative di ciascun NucleoPoderale è da ritenersi prescrittiva anche se, in sede di progettazione esecutiva saranno ammesse variazioni nonsostanziali di carattere dimensionale, in conseguenza di una più esatta articolazione distributiva delle unitàabitative.PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE E’ PARZIALMENTE ACCOGLIBILECON L’INTRODUZIONE DELLE INTEGRAZIONI E MODIFICHE SOPRASPECIFICATE.Contenuto dell’Osservazione N° 18:Ultimo, non certo per importanza, il fatto che le volumetrie demolite nei nuclei poderali possano essereaggiunte in altre resedi a piacimento della proprietà. Riteniamo una simile impostazione la negazionesemplice e pura degli stessi principi della “pianificazione” del territorio. Simili criteri non solo non si confanno 13
  15. 15. ad un parco naturale, sarebbero eccessivamente arbitrari e rischiosi per la conservazione dei luoghi in unaqualsiasi area agricola o persino in una periferia urbana.La pianificazione dovrebbe determinare le previsioni anche di natura edilizia in un’area, redigere un RU incui si afferma che i volumi possono vagare in un’ area di 560 ettari senza un criterio di interesse pubblico oequilibrio ambientale è irresponsabile.Ovviamente questo rischio esiste perché l’Amministrazione non ha voluto tutelare in modo netto il tessutoedilizio oltreché quello ambientale di Rimigliano imponendo la conservazione dei luoghi per come appaionosenza alterazioni nelle strutture come proposto dal Forum. Al contrario è da rilevare come manchi persinouna stima dei mq che secondo l’Amministrazione possono essere demoliti e ricostruiti dove capita, in barbaai propositi di conservazione territoriale, e delle superfici che, al contrario, devono essere solo ristrutturate.Ovviamente dunque l’osservazione che segue è da intendersi come proposta utile in caso di mancatoaccoglimento delle osservazioni n° 1 e 6.Di fronte ad una simile attività edilizia occorre che ci siano almeno delle norme più precise che garantiscanola Tenuta. Si propone pertanto: Osservazione n° 18 Inserimento del seguente comma all’interno dell’Art 10: “All’interno di ogni nucleo poderale, dopo gli interventi previsti dal RU, le superfici edificate non potranno essere più di quelle lì presenti originariamente.”Controdeduzioni:L’osservazione non è accoglibile per il solo fatto che sono esistenti edifici esterni ainuclei poderali, che costituiscono parte della edificabilità complessiva, quali lateleferica e le stalle sparse, di scarsissimo valore storico ed architettonico, la cuidemolizione è auspicabile e la cui SLP esistente deve trovare allocazione all’internodei Nuclei Poderali esistenti, liberando così ulteriori aree oggi edificate.Inoltre la scelta voluta dall’Amministrazione di non andare ad impegnare nuovoterritorio per la realizzazione della struttura alberghiera, ma prevederne larealizzazione all’interno del Podere Poggettino – Contessa Lea, comportaobbligatoriamente la necessità che la SLP degli edifici ivi esistenti possa essererecuperata nei restanti Nuclei Poderali.PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILEContenuto dell’Osservazione N° 19:Il quadro conoscitivoChe cosa sappiamo della Tenuta di Rimigliano? Se ci fermiamo alla prima impressione, dopo aver letto chegli annessi di una tenuta agricola con quelle caratteristiche non costituiscono un valore testimoniale,verrebbe da dire che, sulla tenuta di Rimigliano, e su molte altre cose ancora, l’Amministrazione sa piuttostopoco. Tuttavia c’è qualcosa di molto più preoccupante nel RU adottato. Cominciamo a parlare dellecosiddette “volumetrie esistenti”. Dietro questa definizione si nasconde un grave equivoco chel’Amministrazione non ha chiarito e che vuole pervicacemente mantenere nel mistero garantendo allacontroparte privata un margine di discrezionalità molto preoccupante.Il Forum del Centrosinistra in fase di discussione della variante al PS sulla pianura costiera, sollevò molteobiezioni a proposito dell’assenza di cifre precise che delimitassero senza alcuna ombra di dubbio laquantità edificabile, e di conseguenza la ricettività, prevista nella Tenuta. Fermo restando che la posizione 14
  16. 16. del Forum del Centrosinistra è e rimane semplice e semplicemente sintetizzabile nel motto in un parconaturale non si costruiscono nuovi edifici, vogliamo oggi con maggior forza protestare per l’assenza di precisilimiti volumetrici ed insediativi anche nel RU.Infatti alla richiesta più volte formulata di precisare quanti fossero i metri quadri da demolire e quanti quelli daristrutturare in base ai sopralluoghi e agli studi effettuati, il Comune ha sempre risposto negativamente. Eccoche il Consiglio Comunale si è preso la libertà di adottare un piano per Rimigliano privo della quantità di mqdi SLP da ristrutturare e della quantità da poter “sostituire”.Paradossalmente l’unica previsione in questo senso la possiamo trovare nel Pamaa presentato dallaproprietà. Inutile sottolineare come la proprietà abbia tutto l’interesse a sostituire piuttosto che a restaurareeppure, senza un sopralluogo preciso e allegato al Regolamento Urbanistico da parte del Comune, èimpossibile determinare il grado di accuratezza e di esattezza dei dati riportanti nel Pamaa (che non èdocumento deputato a stabilire massimi edificabili).È del tutto evidente che restaurando tutte le strutture, e quindi adattando le esigenze del privato alpatrimonio edilizio e paesaggistico piuttosto che viceversa, si ovvierebbe ad un simile problema e tuttaviauna amministrazione che non controlla quanti metri quadri di SLP di annessi e quanti di residenza ci sononella tenuta non sarebbe neppure in quel caso (tantomeno lo è con l’attuale RU) credibile. Pertanto: Osservazione n°19 Inserimento all’interno del RU di un dettagliato elenco, distinto per singoli nuclei poderali, di quanti metri quadri possono essere demoliti e ricostruiti e di quanti devono essere semplicemente restauratiControdeduzioni:Si rimanda a quanto motivato per il punto n° 6 dell’Osservazione della RegioneToscana (N° 8 – pag. 55) con l’inserimento di una apposta Tabella nella Disciplinadel R.U. (4) che dettaglia quanto richiesto, e nella conseguente modifica del primocomma del punto 7 della Disciplina come segue: “Gli interventi di trasformazione edilizia ammessi, di cui all’alinea 1 e all’alinea 2 del precedente punto 5 sono riferiti alle superfici esistenti, che sono meglio definite negli elaborati allegati alla presente Variante: 1. Abaco degli immobili esistenti - Documentazione fotografica degli immobili esistenti -Tabelle di calcolo della SLP ammessa al recupero calcolata secondo i dettami delle Norme sopra citate; e riportate nella tabella A, allegata alle presenti Norme, ammontano complessivamente a mq.16.608,89 di S.L.P.stimate in mq 17.000,00 di S.L.P. determinata secondo le disposizioni comunali vigenti con la redazione del primo Regolamento Urbanistico e, certificata dagli uffici comunali competenti. (17) La tabella A allegata indica, per ogni Nucleo Poderale, la quantità di SLP complessiva esistente, quella oggetto di restauro/ristrutturazione e quella ammissibile oggetto di demolizione e ricostruzione, alla quale dovrà essere detratta quella riconosciuta necessaria per la conduzione agricola della Tenuta. Tale quantità, per ogni singolo podere è prescrittiva e saranno consentite, in sede di progettazione esecutiva, variazioni massime del 10% in più o meno. Ogni istanza di titolo abilitativo, alla realizzazione dell’intervento, dovrà chiaramente indicare la S.L.P. oggetto di demolizione, sia che essa sia ricompresa nel Nucleo Poderale oggetto dell’intervento, che al di fuori di esso.” (5)L’OSSERVAZIONE E’ ACCOGLIBILEContenuto dell’Osservazione N° 20: 15
  17. 17. La maglia insediativa e quella agraria, secondo quanto riportato all’art. 3 comma 4 della disciplina dovrebbeessere soggetto ad interventi di “salvaguardia”. Come possa la nuova edificazione essere ricompresa tra gliinterventi di salvaguardia che valorizzino un parco naturale è mistero insondabile, soprattutto non è affattospiegato all’interno del Piano. Osservazione n° 20 Considerato quanto contenuto nelle invarianti strutturali e quanto disposto dall’art 3 comma 4 si richiede l’abrogazione del comma successivo che fa riferimento all’albergo da realizzarsi all’interno della Tenuta perché le due disposizioni entrano in una contraddizione insanabile.Controdeduzioni:Il comma citato non recita quanto riportato nell’Osservazione, ma pone tra gliobiettivi del R.U.: la “Valorizzazione del sistema insediativo “ dove con il terminevalorizzazione si vuol rappresentare qualsiasi intervento che possa dare maggiorvalore dell’attuale, attraverso il recupero, il riuso, l’ammodernamento,l’implementazione ed il trasferimento, in tale sede, di quanto è invece fuori dalsistema insediativo. Tali interventi devono però essere tesi alla salvaguardia “ dellamaglia agraria originaria e delle strutture edilizie individuate di valore storico,testimoniale, tipologico ed architettonico “. Questo ha fatto il RegolamentoUrbanistico, riducendo ulteriormente, Rispetto al P.S. le aree non agricole,mantenendo però l’impianto della maglia agraria ottocentesca ed individuando gliedifici da salvaguardare.PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE NON E’ ACCOGLIBILEContenuto dell’Osservazione N° 21:Insomma, il Regolamento Urbanistico richiede di mantenere le vie tal quali sono ma permette di sconvolgerei nuclei poderali, i luoghi a cui le vie conducono.Oltre alla maglia insediativa, il PS individua come invariante la conduzione agricola (unitaria) della Tenuta.L’agricoltura, secondo quanto disposto dal PS dovrebbe essere centrale nella pianificazione di questoterritorio. In aperta e palese contraddizione con questo proposito, il RU concede al privato la possibilità discegliere quanti mq destinare all’attività agricola e quanti de ruralizzare. Sappiamo, ed è tenuta a saperloanche l’Amministrazione, che il Pamaa presentato dalla proprietà, affida a 650mq di annessi (tutti localizzatiin un unico punto a nord della tenuta) la conduzione agricola dell’intera tenuta, suscitando a tal riguardo leperplessità degli Uffici competenti della Provincia che tuttavia hanno dato l’assenso al Pamaa.L’inverosimiglianza di tale previsione è riconducibile alle motivazioni di ricerca del maggior (e più immediato)profitto da parte della proprietà come sopra accennato ma la responsabilità di un simile abbandonodell’attività agricola va attribuita in toto all’Amministrazione. Infatti lo Strumento Urbanistico non puòconsentire il cambio di destinazione d’uso da rurale a residenziale per tutte le volumetrie che la proprietàritiene allettanti da un punto di vista economico e pretendere il mantenimento dell’attività agricola.Con il doppio binario usato sinora proponiamo a riguardo in prima battuta (osservazione n° 21) ciò che sidovrebbe fare per tutelare davvero e seriamente la tenuta e in seconda battuta (osservazione n 22) unemendamento che limiti il danno. Osservazione n°21 16
  18. 18. Gli immobili attualmente adibiti a civile abitazione possono essere recuperati con la medesima 1destinazione d’uso per un massimo di Xmq ovvero con destinazione d’uso turistico ricettiva. Per gli annessi agricoli, stalle ed altri manufatti, si prevede la ristrutturazione nelle forme attuali e la riconversione funzionale per scopi comunque legati alla conduzione agricola della tenuta.Contenuto dell’Osservazione N° 22: All’interno dei 17.000 mq di SLP esistente potranno essere de-ruralizzati e usati a scopi di ricettività ovvero di residenza non più di mq 12.500 mentre gli altri 4.500 mq dovranno essere mantenuti con destinazione agricola ai fini della conduzione della Tenuta. Ciascun nucleo poderale dovràmantenere un minimo di 200 mq di annessi agricoli per garantire la corretta e razionale distribuzione di quanto necessario alle attività agricole nelle varie aree della Tenuta.Contenuto dell’Osservazione N° 23:Tutta la parte del piano riguardante l’attività agricola, è viziata da un errore temporale e da un erroreconcettuale. In primo luogo, un’Amministrazione che pervicacemente dichiara, per bocca dell’Arch.incaricato, che l’agricoltura non è un’attività produttiva e che per attività agricole da salvaguardare nellaTenuta di Rimigliano si devono intendere quelle tese al mantenimento del reticolo idrografico e quellerelative alla potatura degli alberi, è evidentemente inadatta a pianificare una simile area.È inoltre un’Amministrazione che cade in contraddizione, quella che rinnega gli obiettivi di valorizzazioneagricola della tenuta enunciati nel PS. In assenza dell’attuazione puntuale dell’obiettivo pubblico si lasciaampio margine di discrezionalità al privato che infatti riempie il pamaa di parti relative al recupero edilizio afini residenziali e turistico ricettivi, modifica in modo sostanziali le parti relative all’albergo, individua aree perservizi sportivi a detrimento dell’attività agricola, lascia alla conduzione della tenuta un numero di metriquadri assolutamente inadeguato al fabbisogno, dimentica di esaminare la verosimiglianza delle previsioniagronomiche proposte e non elabora nessun piano economico pluriennale relativo alla conduzione agricoladei suoli.Sarà perché l’agricoltura non è produttiva? Il PamaaUna tenuta senza agricolturaIl Piano aziendale di miglioramento agricolo ambientale, è parte essenziale della variante in oggetto. Neldettaglio l’Amministrazione attribuisce a tale documento, che il privato redige e che il Comune fa proprio, sevuole, delle prerogative assolutamente eccessive tali da configurare il Pamaa come una sorta diRegolamento Urbanistico parallelo.Al Pamaa spetta infatti il compito di stabilire quanti metri quadri sono da destinarsi per lo svolgimentodell’attività agricola (si noti che l’Amministrazione non pone nessun limite minimo) e, di conseguenza, quantevolumetrie sarà possibile convertire a fini residenziali. Il Pamaa dovrebbe precisare modalità e prospettivedella costituzione dell’ANPIL di Rimigliano, dovrebbe precisare l’accessibilità alla tenuta da parte dellacittadinanza.È opinione del Gruppo scrivente che, un’Amministrazione nel pianificare il territorio deve aver ben chiari gliindirizzi e gli obiettivi e non deve e non può e non deve voler lasciare una simile discrezionalità allaproprietà. Quest’affermazione, valida in linea di massima per ogni area, è corroborata dal grande valore delParco naturale di Rimigliano.Dunque se anche l’Amministrazione è disposta a riconoscere margini d’autonomia vasti alla proprietà, chealmeno ci si prenda la briga di acquisire tali volontà e di far diventare tali previsioni parte integrante delRegolamento Urbanistico. Osservazione n°23 Il Pamaa, essendo di fatto parte integrante della pianificazione territoriale, in funzione della grande rilevanza dell’attività agricola nella Tenuta, deve essere ricompreso nei documenti del Regolamento Urbanistico in modo che possa essere perfettamente in linea con le previsioni vigenti e coerente con gli Strumenti Urbanistici. 17
  19. 19. Contenuto dell’Osservazione N° 24:Con il Regolamento Urbanistico presentato, viceversa non è possibile garantire il minimo di correttezzaamministrativa che sta nella coerenza degli atti che riguardano il territorio. Ecco che infatti si possonoindividuare molti “assurdi” nel Pamaa presentato alla Provincia tra i quali citiamo:  Diversa collocazione dell’albergo rispetto a quanto previsto dal Regolamento Urbanistico adottato  Diversa perimetrazione dei nuclei poderali rispetto a quanto previsto dal Piano Strutturale e recepito dal Regolamento Urbanistico adottato  Impossibilità della proposta di realizzazione del nuovo frantoio visto l’esaurimento delle volumetrie disponibili, a meno che non si pensi già oggi ad una variante al Regolamento Urbanistico alla scadenza delle previsioni del PamaaDunque è necessario che il Pamaa si uniformi alla pianificazione urbanistica perché non è assolutamentesufficiente a garantire un corretto sviluppo dell’attività agricola la considerazione che, in ordine agli interventiedilizi sono sovraordinate le disposizioni del RU. La discordanza tra i due documenti potrà essere assunta apretesto per non realizzare le previsioni agricole e comunque, un’adeguata gestione aziendale si basa sullacorrettezza delle previsioni e sull’esatta interpretazione del contesto in cui si opera.Dovrebbe essere pleonastico aggiungere che una corretta pratica amministrativa dovrebbe escludere l’avalloo l’approvazione di documenti contenenti indicazioni contraddittorie o ambigue.Ecco che, qualora non si intenda, come sarebbe logico e doveroso, inserire il Pamaa all’interno delRegolamento Urbanistico come allegato sostanziale della pianificazione, occorre almeno precisare qualisiano i requisiti perché lo stesso documento possa essere preso in considerazione dal Comune e possauniformarsi agli Strumenti Urbanistici. Osservazione n°24 Il Pamaa dovrà avere una validità di venticinque anni dalla data di approvazione da parte della Provincia e dovrà contenere un allegato in cui si descrivano gli interventi di miglioria agricola nell’arco di tempo con cadenza annuale. Gli Enti potranno controllare l’effettiva realizzazione, secondo il crono programma, degli interventi e dovranno sanzionare eventuali mancanze ingiustificate.Contenuto dell’Osservazione N° 25:Il Pamaa dovrà contenere un dettagliato piano economico pluriennale e una precisa rendicontazione dell’azienda agricola oggi presente ed operante nella tenuta. Per ciascun intervento agronomico previsto dovranno essere forniti dati di dettaglio sui costi previsti e sugli introiti che tali attività permetteranno presumibilmente di ottenere.Contenuto dell’Osservazione N° 26: Il Pamaa dovrà specificare nel dettaglio le condizioni agronomiche – verificate puntualmente sul campo – che motivano le previsioni colturali.Contenuto dell’Osservazione N° 27:Il Pamaa dovrà essere perfettamente conforme agli strumenti urbanistici perché le previsioni in esso contenute non siano considerabili prive di fondamento. Non potranno esserci difformità di sorta nell’individuazione degli ambiti poderali, della localizzazione degli interventi edilizi o di quant’altrosia stato pianificato dal PS del Comune di San Vincenzo o dal successivo Regolamento Urbanistico.Controdeduzioni:Le osservazioni 21,22,23,24,25,26 e 27sono specificatamente attinenti ai contenuti delPAMAA che non è contenuto nella Variante adottata e che attiene a specifichenormative, procedure e competenze di Enti diversi dall’Amministrazione Comunale epertanto quanto osservato non è pertinente all’oggetto della Variante al 18
  20. 20. Regolamento Urbanistico adottata.PERTANTO LE OSSERVAZIONI 21,22, 23,24,25,26 E 27 NON SONO PERTINENTI EQUINDI NON ACCOGLIBILI PER LE MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE,.Contenuto dell’Osservazione N° 28:Tali osservazioni si rendono necessarie perché il Pamaa presentato dalla proprietà non rispetta nessunadelle condizioni sopra riportate. Non c’è un quadro economico neppure approssimativo in cui venganogiustificati gli interventi, non esiste alcuna previsione sui costi e benefici attesi dalla conduzione agricola, nonesistono tempi certi per la realizzazione del pescheto e dell’oliveta in previsione, non esiste neppure lacertezza che tali colture siano poste in essere.Si afferma infatti che la verifica della possibilità di realizzare tali impianti sarà successiva quando il Pamaa èproprio il documento in cui si dovrebbero giustificare con studi agronomici le scelte aziendali per gli annisuccessivi.Richiamata l’insufficienza poi della previsione di utilizzo delle volumetrie per l’agricoltura, occorre chiarireche la presente formulazione del Pamaa genera un altro tipo di problema urbanistico. Si afferma infatti che laproprietà vuol valutare se realizzare un frantoio per la molitura delle olive prodotte. Impossibile. Infatti ilRegolamento urbanistico ribadisce più volte che non sarà ammissibile il superamento del limite dei 17.000mq di edificazione.La formulazione di tale limite è ipocrita giacché grazie alla scelta del nuovo albergo di 6.000 mq le superficisul territorio della Tenuta saranno di 23.000, giusto per fare i conti della serva. Tuttavia non ci sono gli spaziper realizzare un frantoio a meno che la proprietà, in vista di una improbabile riuscita dell’operazioneolivicola, non voglia oggi sacrificare un 1.000 mq di residenza che possono avere un valore sul mercato dicirca 5 milioni di euro.Questo passaggio dimostra palesemente come l’intero piano sia contro l’agricoltura, infatti il limitedei metri quadri anziché tutelare l’attività agricola, è posto a tutela della riconversione turistica dellaTenuta.Dunque, preso atto dell’intenzione della proprietà di prendere in considerazione l’ipotesi di realizzare unfrantoio, si predisponga un apposito articolo nella disciplina in cui si precisi che tali volumetrie non possonoessere recuperate a fini residenziali e devono essere lasciate a disposizione della eventuale realizzazione diun frantoio di qualsivoglia altra struttura di potenziamento dell’attività agricola. Osservazione n°28 Art 16 bis della disciplina: “I limiti edificatori determinati da questa disciplina devono tenere contodella necessità di potenziamento futuro dell’attività agricola così come auspicato dagli obiettivi del Piano Strutturale. Pertanto dal totale di 17.000mq di superfici destinabili sia all’agricoltura che alla residenza, dovranno essere detratti mq 2.000 per rendere possibili interventi di potenziamento dell’attività agricola nel prossimo futuro. Tali superfici, da cumularsi a quelle immediatamente riconosciute come necessarie all’attività agricola dal Pamaa, non possono pertanto essere recuperate se non in seguito a comprovate esigenze produttive o gestionali per l’attività agricola.Una parte di dette superfici dovrà ospitare le stalle per realizzare l’indirizzo di realizzazione concreta di una ippovia che possa valorizzare l’intero territorio a partire dalla Tenuta di Rimigliano.”Contenuto dell’Osservazione N° 29:Occorre infatti evidenziare che nonostante la possibilità di realizzazione di una ippovia sia a più ripresesostenuta nel Regolamento Urbanistico, non esiste alcuna previsione di superficie atte alla cura deglianimali. Tale incongruenza deve essere positivamente risolta e la realizzazione di questo obiettivo non puòessere lasciato alla discrezionalità della proprietà.Incredibile poi che il Pamaa attualmente presentato non preveda volumetrie per gli addetti allo svolgimentodell’attività agricola nonostante il cumulo di ore annue di lavoro venga decuplicato nelle intenzioni dellaproprietà. Ci sono solo due possibili spiegazioni a tale contraddizione. La prima è che il Pamaa è fatto tantoper fare ma che le previsioni in esso contenute non sono che carta straccia, fumo da gettare negli occhi aipiù crapuloni. La seconda è che il Pamaa individua come sviluppo agricolo una azione che sfrutti solo 19
  21. 21. manodopera stagionale o comunque saltuaria che sarebbe inevitabilmente sottopagata e sfruttata come bentestimoniano i troppi esempi in zona.È evidente che una simile prospettiva non solo non offre nessuna possibilità aggiuntiva di lavoro a questoterritorio ma soprattutto dissipa un’occasione insostituibile per promuovere una seria valorizzazione delterritorio e del paesaggio a partire da una filiera produttiva biologica che costituirebbe valore aggiunto eopportunità di lavoro per molti, non solo nel nostro comune. Osservazione n°29 Art 16 ter della disciplina: “All’interno dei 17.000mq totali che tale disciplina impone quale limitemassimo edificatorio, dovranno essere detratti 240 mq da recuperare a fini residenziali ma da non de ruralizzare. Tali superfici, da prevedersi in aggiunta a quelle già considerate necessarie alla conduzione dell’azienda agricola nel Pamaa presentato, dovranno ospitare i lavoratori impiegati nell’azienda.”Controdeduzioni:Le Osservazioni 28 – 29 pur affrontando aspetti comunque collegati al PAMAAintroducono però un elemento meritevole di considerazione e cioè quello di unprobabile sviluppo dell’attività Agricola che potrebbe richiedere nuove disponibilità diedifici ad essa asserviti. Essendo intendimento dell’Amministrazione Comunale, dasempre dichiarato, di valorizzare e tutelare l’Agricoltura della Tenuta si ritieneopportuno che tutte le volumetrie esistenti non siano ammesse al recupero ma,che una quantità rilevante, sia disponibile per un ipotetico ma probabile sviluppoagricolo. Si ritiene pertanto opportuno proporre l’accoglimento di tale osservazionecon l’individuazione di una quantità di SLP esistente da mantenere finalizzata allaconduzione agricola della tenuta. A tali fine risultano congrue nella quantità ecorrette nella loro attuale destinazione, le così dette Stalle Sparse e gli altri edificiesterni ai Nuclei Poderali, che complessivamente costituiscono un patrimonio di3.417,60 mq di SLP, che resterà con la attuale destinazione d’uso agricola. Non siritiene opportuno però che tali volumetrie siano vincolate per norma, ne tantomenoa funzioni prestabilite, perché così l’Amministrazione si sostituirebbe alla proprietàintroducendo prescrizioni che non sono proprie della Pianificazione Urbanistica,ritenendo invece che possano essere fissate regole alle quali i Programmi Aziendalidi cui al Titolo V della L.R. 1/2005 debbano attenersi.Per quanto sopra si ritiene pertinente e corretta l’Osservazione 28 ed inconseguenza parzialmente accoglibile, di fatto, la 29, con l’inserimento di unulteriore paragrafo in calce al secondo comma all’Articolo 7 della Disciplina cosìarticolato:“Il primo Piano Aziendale Pluriennale di Miglioramento Agricolo Ambientale, ferme restando leprocedure e le prescrizioni dell’articolo 42 della L.R. n. 1/2005dovrà comunque prevedere ilmantenimento dell’uso ai fini agricoli delle superfici oggi esterne ai Nuclei Poderali consolidati, 20
  22. 22. meglio definite e quantificate nella Tabella allegata alla presente Variante come Stalle sparse eTeleferica per complessivi mq. 3.417,60, quale garanzia sulle potenzialità gestionali dell’attivitàagricola. Tali quantità, sono comunque, soggette alle revisioni ed agli aggiornamenti con le formepreviste dalla legislazione regionale vigente, e fermo restando il limite massimo insediativo dellesuperfici del patrimonio edilizio esistente”.(6)PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE E’ ACCOGLIBILE CON ILCONSEGUENTE INSERIMENTO DI UN ULTERIORE COMMA ALL’ARTICOLO 7DELLA DISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO.Contenuto dell’Osservazione N° 30:Se l’Amministrazione sceglierà di non accogliere neanche una delle osservazioni sopra riportate circa icontenuto del Pamaa e il rapporto tra Pamaa e RU, sarà a tutti evidente che l’agricoltura sarà dismessa inbreve tempo e la Tenuta di Rimigliano potrà, a buon diritto essere ribattezzata “Rimigliano village”.Quale tipo di agricoltura? Il ritorno alla monocoltura turistica.Uno dei più gravi problemi ambientali dei paesi che hanno conosciuto il processo di industrializzazione emeccanizzazione dell’agricoltura, è che essa è divenuta in breve tempo uno strumento di conversione inalimento dei combustibili fossili. La sfida di una Amministrazione che davvero voglia fare di Rimigliano unmodello da esportare in tutt’Italia, è quella di affermare, a partire proprio dagli strumenti urbanistici, chealcune scelte colturali non sono compatibili col territorio a causa del loro enorme costo ambientale.Ecco che sfugge la logica con la quale non si rinvenga nel Regolamento Urbanistico una previsione dimassima dei costi ambientali che l’agricoltura potrebbe riversare sulla Tenuta. Se infatti allo stato attualeRimigliano ospita un’azienda agricola, occorre per il futuro valutare fabbisogni idrici e eventuali cedimenti adaltre logiche di conduzione colturale.È pertanto dovere dell’Amministrazione capire le intenzioni della proprietà in proposito e tutelare l’ambientedella bonifica leopoldina. Nel pamaa esistono vari riferimenti all’agricoltura biologia pertanto si ritiene chel’impegno della proprietà, qualora voglia davvero proseguire l’attività agricola nella tenuta, sia daconsiderarsi a tal fine votata. Tuttavia il mancato approfondimento sulla fattibilità degli interventi ponepesanti domande sull’attendibilità del documento. In particolare si fa presente che lungo la Costa, tra Cecinae San Vincenzo, negli ecosistemi derivanti da bonifica comparabili in qualche modo alla Tenuta diRimigliano, non esistono impianti di olivete. L’olivo compare solo sulle pianure o sui rilievi immediatamenteretrostanti. Tale coltura infatti non ama i ristagni idrici che invece sono elemento non raro nella tenuta.L’eccessiva umidità rende pertanto molto strana la previsione del Pamaa. L’altra previsione, il pescheto, èforse più adatta al territorio in oggetto ma rimangono dubbi profondi sulle modalità di individuazione dellearee in cui di può inserire tale coltura e sulle “fasi” previste per una evantuale sua espansione.Per entrambe queste piantagioni poi l’Amministrazione dovrebbe valutare la ragione economica dei progetti.Una grande azienda agricola, quale utile può avere dalla progettazione di un ettaro di pescheto, forseestendibile a 5 ha? Le modeste dimensioni paiono rendere questo intervento velleitario e inspiegabile.Altrettanto dicasi dell’olivo che occuperebbe, forse, 11 ha. Per il resto la tenuta rimarrebbe condotta aseminativi una parte dei quali destinati all’alimentazione della fauna selvatica.Quali garanzie il Regolamento Urbanistico richiede sui consumi idrici? Quali obiettivi il RegolamentoUrbanistico richiede sul cuneo salino? Quali garanzie il Regolamento Urbanistico richiede sui livelli diinquinamento delle falde acquifere. Nessuno. Eppure sarebbe il momento di iniziare a richiederne.L’agricoltura può essere la più grande alleata o la prima nemica nella risoluzione dei problemi sopra citati.Occorre tuttavia che il Comune in prima battuta, pretenda garanzie puntuali e sia disposto a verificare ilrispetto degli impegni presi. Un simile comportamento delle istituzioni garantisce sia l’interesse pubblico chequello del proprietario. Osservazione n°30 Si propone di inserire un apposito articolo relativo alla possibilità di dichiarare, in convenzione, precisi impegni da parte della proprietà sui valori da raggiungere sia per quanto riguarda i livelli di inquinamento, si per quanto riguarda i consumi idrici relativi alla conduzione agricola della tenuta. 21
  23. 23. Controdeduzioni:Si richiamano le controdeduzioni apportate alle precedenti osservazioni21,22,23,24,25,26 e 27 e alle osservazioni 2, 3 e 4 del Comitato di Campiglia ( N° 7) .L’OSSERVAZIONE NON E’ PERTINENTE E QUINDI NON ACCOGLIBILE PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 31:È vero che una percentuale compresa tra il 70 e in 90 dell’acqua usata in agricoltura torna in falda e che èpertanto più preoccupante per il mantenimento degli equilibri ambientali di quello che dovrebbe essere unparco naturale, il consumo idrico domestico e l’inquinamento generato dalle automobili e dalle attività umanediverse dall’agricoltura. Osservazione n°31 Si propone pertanto che il RU preveda un livello massimo di consumi idrici relativi al fabbisognodomestico da non superare. L’individuazione di tale livello dovrà essere dettagliatamente giustificata con dati relativi al crescente consumo idrico che si registra nel nostro Comune.Controdeduzioni:L’osservazione è da considerare pertinente e mirata al miglioramento del regolamentoUrbanistico adottato con particolare riferimento alla riduzione dei fattori di impatto.Come contro dedotto al Punto 8 dell’osservazione regionale (N° 8), lettere E ed F, conla conseguente modifica dell’Articolo 12 della Disciplina, si introduce l’obbligo delraggiungimento dei targets stabiliti nel Rapporto Ambientale in materia di (7) e (8)PER QUANTO SOPRA L’OSSERVAZIONE E’ ACCOGLIBILE CON LACONSEGUENTE INTEGRAZIONE E MODIFICA DELL’ARTICOLO 12 DELLADISCIPLINA ADOTTATA, COME SOPRA ELENCATO.Contenuto dell’Osservazione N° 32:Ricordiamo che vagheggiamenti sulla copertura del fabbisogno senza attingere all’acquedotto idropotabilesono inutili.Non esiste nulla, neppure un auspicio, a proposito della possibilità che si crei una filiera di lavorazione deiprodotti agricoli e anzi, tale ipotesi, è ostacolata dall’impostazione del RU che permette di riconvertire dasubito tutte le superfici esistenti nella tenuta in residenze. La previsione di non favorire le attività produttivenon collegate direttamente alla sfera turistica è un grave impoverimento per il nostro territorio che conquesto Regolamento si vota una volta per tutte alla monocoltura turistica. Osservazione n°32 Inserire in Convenzione un percorso di verifica biennale dello sviluppo dell’attività agricola nella Tenuta; si propone che il mancato potenziamento dell’attività agricola possa essere sanzionabile in modo severo, finanche con la decadenza della convenzione e sua risoluzione a danno della proprietà.Controdeduzioni:Si richiamano le controdeduzioni apportate alle precedenti osservazioni21,22,23,24,25,26,27 e 30 ed alle osservazioni 2, 3 e 4 del Comitato di Campiglia (N° 7) .L’OSSERVAZIONE NON E’ PERTINENTE E QUINDI NON ACCOGLIBILE PER LE 22
  24. 24. MOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 33:INTERESSE PUBBLICOLa nostra propostaLa proposta del Forum del Centrosinistra per San Vincenzo sulla Tenuta di Rimigliano era chiara epermetteva di evitare il mare di contraddizioni sopra riportate, a beneficio della correttezza amministrativama soprattutto della conservazione del bene economico fondamentale di una comunità: il territorio. Ladistanza tra la nostra proposta e il presente Regolamento Urbanistico è siderale e qualora non ci sianoradicali cambiamenti in fase di osservazioni, l’Amministrazione potrà passare alla storia come quella che hadistrutto Rimigliano.Ribadita l’unitarietà evidente e non negabile di Rimigliano, il Forum del Centrosinistra per San Vincenzo,proponeva un serio progetto di parco naturale che potesse legare e far coesistere, senza danno perl’ambiente e per il territorio, agricoltura, turismo e conservazione del patrimonio naturale.Si sarebbe trattato di permettere il recupero dei manufatti edilizi così come sono, senza sostituzione ediliziae demolizioni, in modo da conservare davvero la struttura poderale dell’area e di creare un nuovo polo sulmodello agrituristico. La coesistenza all’interno di ciascun podere di volumi destinati all’agricoltura e volumidestinati alle attività ricettive, avrebbe consentito di perseguire davvero quel rilancio dell’agricoltura comeattività economica e produttiva che con questo piano è negato. Ogni podere sarebbe stato presidioambientale, polo agricolo e struttura turistica. Volendo mantenere la celeberrima “unitarietà” sarebbe statopossibile far gestire le strutture secondo la prassi dell’albergo diffuso, viceversa ricordiamo che con questopiano abbiamo pagato sull’altare dell’unitarietà (che chissà come verrà mantenuta) un prezzo salatissimoovvero la sostituzione edilizia per i tre quarti delle strutture presenti nella tenuta e altri 6.000mq di albergo dinuova costruzione.Con la nostra proposta ci sarebbe stato davvero un recupero “filologico” di Rimigliano con il rispetto non solodelle linee architettoniche sedetiam delle funzioni delle varie pertinenze.Il modello di turismo così prefigurato avrebbe certamente inciso meno sul territorio e non avrebbe neppurfatto pensare a centri sportivi, piscine a manciate o privatizzazioni delle spiagge, tutte cose già chieste oprossimamente messe sul piatto dalla proprietà. Sarebbe stata possibile e molto interessante larealizzazione dell’ippovia e magari di un sistema di maneggi e di allevamento dei cavalli che molto successo,anche economico, ha avuto a Bolgheri.L’agricoltura avrebbe così avuto gli spazi necessari e sufficienti a svilupparsi, collegandosi al Parco naturaledi Rimigliano attraverso un marchio che promuovesse i prodotti della catena agroalimentare. La possibilità divalorizzare ulteriormente i prodotti tipici poteva essere garantita da apposite iniziative che avrebbero portatoad una ulteriore destagionalizzazione del turismo (si pensi all’operazione palamita ma incentrata sullaricchezza della nostra agricoltura). In più il recupero di antiche varietà di ortaggi e di alberi da frutto avrebbepotuto fare di San Vincenzo un centro per la conservazione della biodiversità e, di conseguenza, unimportante polo di attrazione per gli studi di massimo livello relativi all’agronomia e alla botanica.La possibilità di destinare una porzione anche importante del territorio meridionale della tenuta a parco perl’avifauna e per lo sviluppo del turismo naturalistico, avrebbe completato l’operazione didestagionalizzazione turistica e diversificazione economica di cui questo territorio avrebbe bisogno. Il ritornoper la collettività sarebbe stato altissimo. In primo luogo un’occupazione più stabile, non precaria e di qualità.In secondo luogo una conservazione delle risorse territoriali e paesaggistiche che costituiscono il valoremaggiore a nostra disposizione per l’avvenire. Infine la creazione di un tessuto economico sociale molto piùresistente al susseguirsi delle crisi economiche che investono l’intero pianeta.Invece …Che ci guadagna la collettività?Con il Regolamento Urbanistico adottato invece la collettività non ottiene un bel nulla dalla Tenuta diRimigliano. Persino le aree che vengono cedute come standard sono certamente una sciocchezza inconfronto al beneficio che la proprietà ricava dall’affare e rappresentano anzi, se valutate da un punto di 23
  25. 25. vista meramente mercantile, un onere in termini di manutenzione più che una risorsa per il Comune. Comeal solito il Comune si fa cedere un’area che sarebbe stata comunque al riparo da sconvolgimenti ambientaliperché sottoposta a vincolo e lascia al privato le parti più vulenerabili.La lingua di bosco che costeggia alla Principessa rappresenterà in più la scusa grazie alla qualel’Amministrazione, sottomessa agli interessi particolari, non richiederà alla proprietà l’apertura al pubblicodell’intera tenuta di Rimigliano.Contro tutto questo il Forum si oppone con decisione e determinazione e chiede che in Convenzione e intutti gli atti in cui si fa riferimento a alle aree da cedere, sia sostituita l’attuale previsione con quanto segue: Osservazione n°33La proprietà si impegna a garantire il libero accesso dei cittadini all’interno dei territorio della tenuta lungo i sentieri esistenti ed eventuali sentieri individuati in accordo con il Comune.Contenuto dell’Osservazione N° 34:La proprietà si impegna ad individuare, nel reticolo viario esistente una rete ciclabile collegata con la Via della Principessa e con la fascia a mare di Rimigliano.Contenuto dell’Osservazione N° 35:La proprietà si impegna a finanziare la messa in sicurezza della pista ciclabile nel tratto compreso tra Largo Berlese e il Fosso di Botro ai marmi.Contenuto dell’Osservazione N° 36:La proprietà si impegna a finanziare l’esproprio e la ristrutturazione del Nido dell’aquila che diverrà il centro del nuovo Parco Naturale di Rimigliano per quanto riguarda il sistema costiero.Contenuto dell’Osservazione N° 37:Ricordiamo infatti che l’altrettanto sciagurato progetto Parmalat prevedeva la realizzazione di un palacongressi costoso e inutile e la depurazione delle acque del Botro ai Marmi. Possibile che la contropartitaper le massicce e dannosissime edificazioni concesse all’attuale proprietà non comportino una adeguatacontropartita?Infine, per garantire la piena e libera fruizione del grandissimo patrimonio della Tenuta, se non si vuolapplicare quanto dispone la Legge Regionale 17/98 a proposito della rete escursionistica, chepermetterebbe di far accedere i cittadini nella Tenuta senza nessun onere per il Comune, si abbial’accortezza di far cedere dalla proprietà al Comune in forma gratuita la viabilità interna alla Tenuta. In talmodo il Comune si assumerebbe certamente una importante manutenzione (cosa evitabile applicando la17/98) ma avrebbe un saldo controllo non solo dei flussi veicolari e del mantenimento degli impegni presi aproposito della conservazione delle vie sterrate, ma anche a proposito degli interventi edilizi chediventerebbero visibili e controllabili in qualsiasi momento.Non c’è bisogno di spiegare peraltro il grande valore che il Comune di San Vincenzo si troverebbe attraversol’acquisizione al pubblico della Via dei Cavalleggeri, un autentico monumento. Ricordiamo che in tal modosarebbe anche molto semplice e immediato per il Comune riprogettare la viabilità ciclistica dandole nuovadignità nella progettazione e una completa autonomia dai flussi veicolari della Via della Principessa.La pista ciclabile interna alla Tenuta anziché ritagliata nella Via della Principessa determina una maggiorfruibilità e sicurezza sia per i turisti che per i cittadini e ribalta un concetto che ha impedito sinora unarmonioso sviluppo dei percorsi per la mobilità alternativa: non è più la pista ciclabile a dipendere dallastrada, la pista ciclabile ha la sua autonomia.Riflettere sui benefici in termini di vivibilità e qualità dell’immagine del nostro territorio sarebbe necessario. Osservazione 37La proprietà si impegna a cedere a titolo assolutamente gratuito interna alla Tenuta di Rimigliano ivi compresi i percorsi pedonali esistenti all’interno del Pinetone.Contenuto dell’Osservazione N° 38:Si propone in subordine che Osservazione 38 24
  26. 26. VENGA SOSTITUITA LA CESSIONE DELLA FASCIA BOSCATA A EST DELLA PRINCIPESSA CON LA CESSIONE DELLA MAGLIA DI STRADE INTERNE ALLA TENUTA.Controdeduzioni:Le osservazioni 33, 34, 37 e 38 sono mirate principalmente all’ottenimento dellaliberazione dell’accesso alla tenuta. Fermo restando l’impegno dell’Amministrazione aperseguire nella costituzione dell’ANPIL anche nei terreni della Tenuta, ed allaconseguente regolamentazione dell’ accesso alla stessa da parte dei cittadini di SanVincenzo ma in modo controllato e regolamentato. Non si devono infatti dimenticaredue aspetti importanti:  Il primo è che la particolarità e l’importanza ambientale della tenuta devono essere tutelati da una presenza incontrollata di persone che potrebbero arrecare danni importanti alla flora ed alla fauna presente.  Il secondo è che nella Tenuta di Rimigliano è presente, storicamente, una Azienda Faunistica e Venatoria, che comprende tutti i terreni agricoli, boscati e palustri, la cui presenza non si addice molto alla presenza di ciclisti, cavalieri o escursionisti in genere se non che in periodi di chiusura della caccia.Le considerazioni apportate in merito alla applicabilità della Legge Regionale 17/98non corrispondono al vero. In merito a tale aspetto sono stati presi contatti con ilDirigente del Settore PROGETTI SPECIALI INTEGRATI DI SVILUPPO TURISTICO Dott.Giovanni DAgliano, competente in materia di RET, il quale ha confermato lasostanziale impossibilità di applicare la 17/98 là dove, non sia storicamentedimostrabile la acclarata fruizione pubblica dei percorsi, che la presenza di unaazienda faunistico venatoria presente da secoli, è di per sé un serio impedimentoalla dimostrazione della pubblica utilità dei percorsi.Sulla mancanza di oneri per l’Amministrazione Comunale si riporta, di seguito l’art. 7della citata Legge 17/98:Art. 07 - Realizzazione e manutenzione della Rete Escursionistica Toscana1. Le Province provvedono alla progettazione, realizzazione e manutenzione della viabilità di interesse provinciale e delle relativeattrezzature. Coordinano altresì gli interventi degli altri enti locali.2. I Comuni provvedono alla progettazione, realizzazione e manutenzione della viabilità di interesse comunale e delle relativeattrezzature.3. I parchi provvedono alla progettazione, realizzazione e manutenzione della viabilità tracciata al loro interno e delle relativeattrezzature.4. Le Province possono delegare alle Comunità Montane ed ai Comuni singoli o associati la progettazione, realizzazione emanutenzione della viabilità di interesse provinciale.5. La Regione interviene per la realizzazione e la manutenzione della R.E.T. con gli strumenti programmatori efinanziari di cui alla LR 14 novembre 1996, n. 84 recante "Interventi a sostegno della qualificazione dell’offertaturistica complessiva". Nella eventualità che gli interventi interessino territori appartenenti ad altre Regioni, la Giuntaregionale promuove le necessarie intese, ai sensi dell’art. 8 del DPR 24 luglioSe poi si volesse sostenere l’applicabilità della Legge sugli Usi Civici si ricorda che,sulla Tenuta di Rimigliano, non risulta che siano mai stati esercitati i diritti di cui allaLegge 1766/27 anche perché la stessa è applicabile ai così detti “beni collettivi” diproprietà cioè della collettività, dei comuni, di associazioni agricole ecc. ma nonproprietà private. Come si evince dagli articoli 2 e 3 della legge per esercitare tali dirittisi sarebbe dovuta attivare una apposita richiesta dimostrando che l’esercizio di unprecedente diritto non fosse cessato anteriormente al 1800. Cosa questaestremamente difficile considerato che la famiglia dei Della Gherardesca / Alliata ne eraproprietaria dal Medioevo.LEGGE 16 giugno 1927, n. 1766 25
  27. 27. Art. 2.Nel giudizio di accertamento circa la esistenza, natura ed estensione degli usi civici, ove non esista la provadocumentale, é ammesso qualunque altro mezzo legale di prova purché lesercizio delluso civico non sia cessatoanteriormente al 1800.Art. 3.Chiunque eserciti o pretenda esercitare diritti della natura di cui allarticolo precedente é tenuto, entro sei mesi dallapubblicazione della presente legge, a farne dichiarazione al commissario istituito ai sensi dellart. 27.Trascorso detto termine senza che siasi fatta la dichiarazione, rimane estinta ogni azione diretta ad ottenere ilriconoscimento dei diritti medesimi, che non trovinsi in esercizio, e la rivendicazione delle terre soggette agli usi civici.Per la generalità degli abitanti le dichiarazioni e le istanze saranno fatte dal podestà o dalla associazione degli utenti,ove esista, salvo ai singoli di provvedervi direttamente; nel quale ultimo caso il commissario potrà chiamare ingiudizio i legali rappresentanti del comune, della frazione o dellassociazione.LE OSSERVAZIONI 33,34,37 E 38 NON SONO ACCOGLIBILI PER LEMOTIVAZIONI SOPRA RIPORTATE.In merito alle Osservazioni 35 e 36, le richieste non sono di interessedell’Amministrazione che ritiene più utile per la collettività, l’acquisizione dei 260.000mq di aree a monte della Via della Principessa edella ex Scuola di Rimigliano chesono acquisite senza nessun onere (per inciso si ricorda che nel c.d. progettoParmalat c’era si, la realizzazione del Centro Congressi, ma a scomputo degli oneri diurbanizzazione secondaria e quindi a carico dell’Amministrazione Comunale)Relativamente all’edificio di Nido dell’Aquila si rimanda alla controdeduzionedell’osservazione n° 9 del COMITATO PER CAMPIGLIA (N° 7)LE OSSERVAZIONI 35 E 36 NON SONO ACCOGLIBILI PER LE MOTIVAZIONISOPRA RIPORTATE.Contenuto dell’Osservazione N° 39: QUESTIONI DI PRINCIPIODefinizioniRibadendo che tutto dovrebbe essere riscritto mantenendo immutato il numero dei metri quadri, ladisposizione, dimensione e forma degli edifici e possibilmente la loro destinazione d’uso, è molto utile darconto di alcune questioni di fondo che devono trovare una risoluzione ed è necessario modificareimmediatamente nel testo del Regolamento Urbanistico.Come può essere chiamato un intervento edilizio di realizzazione ex novo, su suolo vergine, di un edificiodestinato a residenza? Per il gruppo scrivente non ci sono dubbi e, dato bizzarro, la proprietà privata dellaTenuta di Rimigliano concorda pienamente con noi, come dimostrato dallo schema riassuntivo dellevolumetrie contenuto nella relazione del Pamaa. Il Forum ritiene che debba essere chiamata NUOVAEDIFICAZIONE (nuova costruzione per la proprietà).L’Amministrazione la chiama invece SOSTITUZIONE EDILIZIA. Non si ritiene ammissibile tale definizione, sitratta infatti di volumi che vagano da un nucleo poderale all’altro e vengono costruiti nelle aie e nellepertinenze dei poderi. Dal casolare più a nord a quello posto più a meridione della Tenuta di Rimigliano, cisono quasi quattro chilometri in linea d’aria. È incredibile applicare la definizione di sostituzione edilizia suuna scala di simili proporzioni. Osservazione n° 39 Si richiede che gli interventi attualmente definiti di “sostituzione edilizia” vengano rinominati come “nuova edificazione”. Se necessario per distinguerla dalla nuova edificazione dell’albergo, la si definisca “nuova edificazione residenziale derivante da demolizione di annessi agricoli”. 26

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