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Master Chio Febbraio 09

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Malattie …

Malattie
neurodegenerative

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  • 1. Malattie neurodegenerative Adriano Chiò Centro Sclerosi Laterale Amiotrofica Dipartimento di Neuroscienze Università degli Studi di Torino
  • 2. Malattie neurodegenerative Si tratta di un gruppo eterogeneo di patologie del sistema nervoso caratterizzato da: Processo degenerativo progressivo di uno o più sistemi neuronali Assenza di infiammazione e necrosi tissutale Possono essere ereditarie o sporadiche/isolate
  • 3. Classificazione delle malattie neurodegenerative Poiché di molte di queste patologie non è nota la causa, in genere vengono classificate in base al/ai sistemi neuronali coinvolti: Malattie extrapiramidali Malattie del cervelletto Malattie dei motoneuroni Malattie multisistemiche
  • 4. Malattie extrapiramidali
  • 5. Malattie extrapiramidali Sono malattie che coinvolgono il sistema extrapiramidale, cioè la componente del sistema motorio che comprende i nuclei della base (sostanza grigia profonda) e le strutture a questi correlate funzionalmente.
  • 6. Malattie extrapiramidali Prototipo di questo gruppo di patologie è la malattia di Parkinson, che ovviamente non è una malattia rara (prevalenza: ~ 300/100.000)
  • 7. Malattie extrapiramidali rare Malattia di Huntington (RF0080) (RF0080) Malattia di Wilson (degenerazione epatolenticolare) (RC0150) RC0150) Paralisi sopranucleare progressiva (RF0170) (RF0170) Neuroacantocitosi (RN1570) (RN1570) Sindrome di McLeod Corea familiare benigna Degenerazione gangliare cortico-basale cortico- Demenza a corpi di Lewy diffusi Distonia dopa-responsiva dopa-
  • 8. Malattia (corea) di Huntington (RF0080) La malattia di Huntington venne descritta nel 1872 da George Huntington. Corea dal greco χορεία – danza Epidemiologia: Epidemiologia: La sua prevalenza varia a seconda dell’area geografica, ma le stime più accreditate indicano valori di 10/100.000 M=F L’età di esordio varia da 10 a 90 anni.
  • 9. Malattia di Huntington Eziologia: Eziologia: la malattia di Huntington è un disturbo a trasmissione autosomica-dominante autosomica- causato da una ripetizione trinucleotidica instabile CAG nell’esone 1 del gene huntingtina, huntingtina, a livello del braccio corto del cromosoma 4
  • 10. Malattia di Huntington CAG CAG CAG CAG CAG CAG CAG CAG CAG CAG CAG …... CAG 11-34 CAG ripetizioni sono normali: codificano per una serie di 11-34 residui di glutammina nella proteina. Una serie > 34 di residui di glutammina causa l’aggregazione della protiena nei neuroni e causa morte progressiva di tali cellule. Serie >34 ripetizioni di CAG nel gene della MH tende ad espadersi ulteirormente (sopratuttto durate la meiosi maschile)
  • 11. Malattia di Huntington Penetranza completa del gene: tutti i portatori dell’espansione svilupperanno la malattia Fenomeno dell’anticipazione: un numero dell’anticipazione: maggiore di triplette corrisponde a più giovane età di esordio e una maggiore gravità della malattia.
  • 12. Malattia di Huntington Neuropatologia: Neuropatologia: le lesioni nella malattia di Huntington sono localizzate a livello del nucleo caudato e del putamen, con perdita neuronale e gliosi. Il processo degenerativo colpisce soprattutto i piccoli neuroni GABAergici (inibitori).
  • 13. Malattia di Huntington Sintomatologia: Disturbi del movimento: corea (danza coreica), movimento: bradicinesia, impersistenza motoria, goffaggine, movimenti distonici, disartria, disfagia. Disturbi comportamentali: irritabilità (fino ad comportamentali: aggressività verbale e fisica), ansia, depressione, mania, disinibizione, apatia, elevato rischio di suicidio Disturbi cognitivi: demenza sottocorticale cognitivi: (riduzione di attenzione, concentrazione, motivazione, capacità di giudizio, autoconsapevolezza, alterazione del problem solving)
  • 14. Malattia di Huntington Diagnosi: Anamnesi e quadro clinico Anamnesi familiare RM Test genetico Problematiche etiche in relazione alla possibilità di identificare i portatori presintomatici Terapia Terapia sintomatica (antipsicotici tipici e atipici)
  • 15. Malattia di Huntington Problemi etici Diagnosi prenatale Diagnosi presintomatica
  • 16. Vantaggi di un test predittivo per la malattia di Huntington Eliminazione dell’incertezza sul rischio di essere portatori del gene: Se negativo: riduzione delle preoccupazioni su se stessi e la propria prole. Se positivo: Pianificazione del futuro Predisporre il trattamento Informare i figli/assumere di decisioni sull’avere figli.
  • 17. Svantaggi di un test predittivo per la malattia di Huntington Se positivo: Perdita della speranza Sapere che la prole è a rischio Impatto sul coniuge e la famiglia Potenziali problemi assicurativi Se negativo: senso di colpa del ‘superstite’
  • 18. Malattia di Wilson (RC0150) La malattia di Wilson o degenerazione epatolenticolare è una malattia autosomico- autosomico- recessiva del metabolismo del rame, descritta da Wilson nel 1928. Prevalenza: 1-2/100.000 1- M=F Età di esordio: 20-40 anni 20-
  • 19. Malattia di Wilson Eziologia: Eziologia: correlata a mutazioni del gene ATP7B sul cromosoma 13. Questo gene regola un’adenosin- un’adenosin- trifosfatasi connessa con il trasporto del rame. Benché sia chiaro che i disturbi neurologici sono connessi con l’accumulo intracellulare del rame, i meccanismi esatti della disfunzione cellulare provocata non sono noti. Neuropatologia: accumulo di rame nei gangli della base. Alterazioni cirrotiche a livello epatico.
  • 20. Malattia di Wilson Sintomatologia neurologica: neurologica: Segni parkinsoniani (tremore, distonia, rigidità) Segni cerebellari (disartria, goffaggine, instabilità nella marcia) Tremori agli arti Disturbi neurocognitivi (ansia, depressione, impulsività, disinibizione, deliri paranoidei)
  • 21. Malattia di Wilson Sintomatologia non neurologica: neurologica: Anello corneale di Kayser-Fleisher (deposito di rame Kayser- nella membrana di Descemet) Cataratta Epatopatia Nefropatia
  • 22. Malattia di Wilson Diagnosi: Diagnosi: Livello di ceruloplasmina plasmatica (↓) RM: aspetto a faccia Cupremia (↓= ↑) di panda gigante Cupruria delle 24 ore (↑) RM encefalo: iperintensità nuclei della base Ecografia epatica/biopsia epatica Trattamento: Trattamento: Restrizione di assunzione dietetica del rame Farmaci chelanti del rame (d-penicillamina, trientina, (d- tetraidromolibdato, zinco) Trapianto di fegato Valutazione dei fratelli asintomatici!!
  • 23. Paralisi sopranucleare progressiva (Malattia di Steele-Richardson- Steele-Richardson- Olszewski) (RF0170) Malattia degenerativa progressiva descritta nel 1964 da Steele, Richardson e Olszewski Epidemiologia: Epidemiologia: prevalenza stimata da 1,4 a 6,4/100.000. M>F Età di esordio: 50-70 anni 50-
  • 24. Paralisi sopranucleare progressiva Neuropatologia: Neuropatologia: atrofia del mesencefalo con dilatazione dell’acquedotto di Silvio. Nei neuroni del gangli della base, del diencefalo e del tronco encefalico presenza di aggregati neurofibrillari, contenenti filamenti di proteina tau iperfosforilati (Tauopatia) (Tauopatia)
  • 25. Paralisi sopranucleare progressiva Sintomatologia: Sintomatologia: Disartria progressiva Instabilità posturale precoce con frequenti cadute nel I anno di esordio Paralisi verticale dello sguardo Rallentamento dei movimenti saccadici Distonia assiale in estensione (60 – 70%) Disturbi 70%) cognitivi tipo compromissione “frontale” Assenza di risposta alla L-Dopa L- Instabilità posturale grave
  • 26. Atrofia frontale nella PSP
  • 27. Terapia della PSP Non vi è alcuna terapia specifica Terapie sintomatiche Blefarospasmo trattato con tossina botulinica Fisioterapia per le cadute Disfagia trattata con interventi logopedici e nutrizione enterale Disturbi del sonno trattati con ipnotici e BiPAP
  • 28. Neuroacantocitosi (RN1570) Il termine acantocita deriva della parola greca αχαντοσ che significa spina. Gli acantociti sono eritrociti con processi spinosi che si osservano nel sangue periferico.
  • 29. Neuroacantocitosi La neuroacantocitosi è una malattia autosomico- autosomico- recessiva caratterizzata da disturbi del movimento e demenza. Epidemiologia: Epidemiologia: molto rara M=F Età di esordio: 35-45 anni 35-
  • 30. Neuroacantocitosi La malattia è causata da un gene sul cromosoma 9, definito CHAC, che porta alla produzione di CHAC, una proteina troncata, la coreina, la cui funzione è sconosciuta. Neuropatologia: atrofia del caudato, del putamen, della sostanza nera con importante perdita neuronale e gliosi.
  • 31. Neuroacantocitosi Sintomatologia: Sintomatologia: Disturbi del movimento: corea, distonia e tic Parkinsonismo in fase tardiva Distonia della faccia e della lingua Disturbi comportamentali: ansia, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, labilità emozionale ossessivo- Crisi epilettiche in oltre il 50% dei casi Demenza sottocorticale in fase tardiva
  • 32. Sindrome di McLeod Malattia X-linked recessiva, dovuta a mutazioni X- del gene XK, un gene del gruppo Kell degli XK, antigeni glicoproteici della membrana eritrocitaria Esordisce intorno ai 50 anni e ha decorso lentamente progressivo Neuropatologia: Neuropatologia: atrofia del caudato con dilatazione ventricolare
  • 33. Sindrome di McLeod Sintomatologia: Sintomatologia: Neuropatia periferica assonale Corea degli arti Tic facciali Demenza sottocorticale nel 50% dei casi, con insorgenza tardiva Cardiomiopatia e anemia emolitica
  • 34. Degenerazione corticobasale Descritta per la prima volta da Rebeitz e coll. nel 1967 Epidemiologia: Epidemiologia: estremamente rara, ma probabilmente sottodiagnosticata M= F Età di esordio: 50-70 anni 50-
  • 35. Degenerazione corticobasale Neuropatologia: Neuropatologia: atrofia cerebrale diffusa con perdita di neuroni nella corteccia e nella sostanza nera. Nei neuroni accumuli di proteina tau iperfosforilata (Tauopatia) (Tauopatia)
  • 36. Degenerazione corticobasale Sindrome extrapiramidale rigido–acinetica e marcatamente rigido– asimmetrica Assente (o scarsa) risposta all’L-Dopa all’L- Segni corticali: disprassia e deficit della denominazione (funzioni mnesiche e attentive meno compromesse) Babinski, riflesso della prensione coatta, riflesso glabello- glabello- palpebrale inesauribile Postura distonica/aprassia dell’arto superiore interessato (sindrome dell’arto alieno) Mioclonia focale Tremore di azione/posturale RM e SPECT nettamente asimmetriche
  • 37. Corea ereditaria benigna Sindrome non progressiva caratterizzata da corea ereditaria a esordio infantile. Eziologia: Eziologia: mutazione del gene TITF1, sul cromosoma TITF1, 14, un fattore di trascrizione essenziale per l’organogenesi di polmone, tiroide e gangli della base. Sintomatologia: Sintomatologia: movimenti coreici, disartria, distonia, lieve compromissione cognitiva.
  • 38. Malattie del cervelletto
  • 39. Malattie degenerative del cervelletto (RFG040) Si tratta di una serie di patologie, in maggioranza ereditarie, tutte caratterizzate dalle presenza di un predominante danno della funzione cerebellare. Il disturbo cerebellare comprende: Atassia della marcia Dismetria Disartria Tremore cerebellare (teleocinetico) Anita Harding Instabilità posturale
  • 40. Malattie degenerative del cervelletto Si possono classificare in: Atassie progressive autosomico-recessive autosomico- Atassia di Friedreich Atassia con deficit isolato di vitamina E Atassie progressive autosomico-dominanti autosomico- Atassie spinocerebellari (SCA) 1-28 1- Atassie episodiche (EA) 1-2 1- Atassie ereditarie plus (ad es., con sordità, atrofia ottica, epilessia mioclonica)
  • 41. Malattia di Friedreich Detta anche atassia spinocerebellare, descritta da di Nicolas Friedreich, è un’atassia autosomico- autosomico- recessiva con esordio giovanile. Prevalenza: 2/100.000 Incidenza: 1/30000-1/50000 nati vivi. 1/30000- Età di esordio: fra 2 e 20 anni
  • 42. Malattia di Friedreich Eziologia: Eziologia: espansione instabile del trinucleotide GAA nel primo introne del gene X25 sul cromosoma 9q13.21.1. Espansione normale: <40 Espansione patologica: >45 Il gene codifica per la proteina Fratassina, probabilmente connessa con il metabolismo del ferro nel mitocondrio
  • 43. Malattia di Friedreich Sintomatologia: Sindrome atassica rapidamente ingravescente (la maggior parte dei pazienti è costretta alla sedia a rotelle entro i 30 anni di età) Cardiomiopatia Anomalie scheletriche (cifoscoliosi) Diabete Atrofia ottica e sordità sensorineurale Neuropatia periferica assonale sensitiva
  • 44. Atassia con deficit isolato di vitamina E Atassia a esordio giovanile, recessiva, correlata a mutazioni del gene che codifica per la proteina di trasferimento dell’ -tocoferolo (α-TTP). Sul dell’α- ( cromosoma 8 L’ α-TTP è una proteina che interviene nel trasporto della vitamina E nei chilomicroni Clinicamente è molto simile alla malattia di Friedreich Il trattamento con vitamina E ad alte dosi rallenta il decorso della malattia
  • 45. Atassie spinocerebellari (SCA) È un gruppo eterogeneo di disturbi atassici progressivi con esordio nell’età giovanile-adulta giovanile- e ad ereditarietà autosomico-dominante autosomico- La loro prevalenza complessiva non è nota, anche se probabilmente arriva a 3-5/100.000 3- abitanti Età di esordio: 20-80 anni 20-
  • 46. Atassie spinocerebellari (SCA) Eziologia: Eziologia: è molto eterogenea e sono noti al momento almeno 28 geni responsabili delle forme di SCA e due geni responsabili delle forme di EA. Almeno 6 forme di SCA sono dovute a espansioni CAG (disturbi poliglutaminici)
  • 47. Atassie spinocerebellari (SCA) Sintomatologia Atassia progressiva Segni parkinsoniani acinetico-rigidi acinetico- Tremore d’azione Corea Saccadi molto lente Nistagmo verticale Areflessia generalizzata (neuropatia sensitiva) Perdita della vista Crisi comiziali Questi sintomi sono variamente combinati nelle varie forme di SCA
  • 48. Atassie spinocerebellari (SCA) Diagnosi Anamnesi Familiarità Caratteristiche cliniche RM (atrofia del tronco e del cervelletto) Diagnosi genetica EMG/ENG
  • 49. Paraparesi spastiche ereditarie (RFG040) Si tratta di un gruppo eterogeneo di patologie ereditarie caratterizzate da un danno del I motoneurone con conseguente paraparesi o tetraparesi spastica Sono note forme Autosomico- Autosomico-dominanti Autosomico- Autosomico-recessive X-linked recessive Prevalenza stimata fra 0,5 a 11,9/100.000
  • 50. Paraparesi spastiche ereditarie Età di esordio molto variabile (da 20 a 70 anni) Tutte le forme sono caratterizzate da una progressiva compromissione della deambulazione, tardivamente complicata da deficit dell’uso delle mani e da disartria e disfagia spastiche. In genere comportano l’uso della sedia a rotelle entro i 40-50 anni di età, e determinano una modesta riduzione 40- dell’aspettativa di vita (per insufficienza respiratoria di tipo restrittivo)
  • 51. Paraparesi spastiche ereditarie La sintomatologia motoria predominante può essere associata a: Neuropatia ottica Anemia emolitica Sordità autoimmune neurosensoriale Trombocitopenia Atassia Disfunzioni Ittiosi extrapiramidali Amiotrofia distale Demenza Neuropatia periferica Ritardo mentale Disfunzioni vescicali
  • 52. Malattie dei motoneuroni
  • 53. Malattie del motoneurone Si tratta di un gruppo di malattie degenerative caratterizzate da un danno del motoneurone spinale (II motoneurone) o corticale (I motoneurone) o di entrambi. Comprendono: Atrofie muscolari spinali (RFG050) (RFG050) Malattia di Kennedy (RFG050) (RFG050) Sclerosi laterale amiotrofica (RF0100) (RF0100) Sclerosi laterale primaria (RF0110) (RF0110)
  • 54. Atrofie muscolari spinali (RFG050) Sono un gruppo di patologie del II motoneurone con ereditarietà autosomico recessiva. Incidenza genica: 1 su 6000-10.000 nati 6000- La frequenza genica nella popolazione è di 1 su 80 persone
  • 55. Atrofie muscolari spinali Tradizionalmente le atrofie muscolari spinali (SMA) si distinguono in: SMA tipo I (SMA infantile o malattia di Werdnig- Werdnig- Hoffman) SMA tipo II (SMA intermedia) SMA tipo III (SMA giovanile o malattia di Kugelberg- Kugelberg-Welander) Geneticamente tutte e tre le forme sono state mappate al cromosoma 5q11.2-5q13.3 5q11.2-
  • 56. Atrofie muscolari spinali La regione 5q normale su ciascun cromosoma contiene due copie inversamente omologhe del gene Survival Motor Neuron (SMN), definite SMN), SMN1 (telomerica) e SMN2 (centromerica). I due geni hanno 9 esoni e codificano per una proteina di 294 aminoacidi. I geni SMN1 e SMN2 hanno una differenza di sole due basi (1 nell’esone 7 e 1 nell’esone 8).
  • 57. Atrofie muscolari spinali Il gene SMN1 è il gene che determina la SMA e la gravità della malattia è correlata alla dose di gene ereditata dal paziente. La malattia è causata nel 99% dei casi da delezioni degli esoni 7 e 8 oppure solo 7 su entrambi i cromosomi omologhi. Tuttavia, il fenotipo della malattia è correlato anche al numero di copie presenti del gene SMN2: più copie sono presenti più lieve è la SMN2: malattia.
  • 58. Atrofie muscolari spinali Tipo di SMA Età all’esordio Prognosi SMA infantile Nascita- Nascita-6 mesi Morte entro 2 anni (Werdnig- (Werdnig- Hoffmann ) SMA intermedia Prima di 18 mesi Sedia a rotelle, decesso a 30-40 30- anni SMA giovanile Dopo i 18 mesi Lenta progressione, (Kugelberg- (Kugelberg- decesso a 60-70 60- Welander) anni
  • 59. Atrofie muscolari spinali Caratteristiche cliniche Ipostenia e atrofia della muscolatura dei cingoli scapolare e pelvico Disturbi respiratori da deficit restrittivo Decesso da insufficienza respiratoria Diagnosi Anamnesi, caratteristiche cliniche EMG Biopsia muscolare Identificazione genica
  • 60. Atrofie muscolari spinali Trattamento Interventi di fisioterapia anche respiratoria Prevenzione di contratture e cifoscoliosi Correzione chirurgica della scoliosi Uso di ortesi, sedia a rotelle, ventilatori non invasivi Terapie geniche nel futuro prossimo (stabilizzazione dell’esone 7 del gene SMN1, aumento dell’espressione del gene protettivo SMN2) Diagnosi prenatale
  • 61. Malattia di Kennedy (RFG050) Definita anche atrofia bulbo-spinale, è una bulbo- malattia del II motoneurone X-linked recessiva, X- venne descritta da Kennedy e colleghi nel 1968. Epidemiologia: molto rara Colpisce solo i maschi Età di esordio: 30-70 anni 30-
  • 62. Malattia di Kennedy Eziologia: Eziologia: malattia da espansione instabile CAG a livello del gene del recettore degli androgeni localizzato sul cromosoma X Negli individui normali le ripetizioni sono comprese fra 17 e 26, mentre nella malattia di Kennedy sono fra 40 e 65
  • 63. Malattia di Kennedy Sintomatologia Manifestazioni neurologiche: atrofia lentamente progressiva del cingolo scapolare e bulbare (disartria e disfagia); crampi muscolari e fascicolazioni (soprattutto facciali) Manifestazioni sistemiche: ginecomastia, atrofia testicolare, infertilità, diabete mellito
  • 64. Malattia di Kennedy Diagnosi EMG/ENG Segni neurogeni diffusi da danno motoneuronale Alterazione della velocità di conduzione sensitiva Aumento creatina chinasi Aumento ripetizione CAG nel gene del recettore degli androgeni Assenza di terapia Decorso lentamente progressivo, con necessità di ausili per la deambulazione e strumenti di comunicazione alternativa/aumentativa Lieve riduzione dell’aspettativa di vita
  • 65. Sclerosi laterale amiotrofica (RF0100) Malattia degenerativa del SNC, a decorso progressivo, caratteristica dell’età adulta, con coinvolgimento del II motoneurone a livello spinale e/o bulbare e del I motoneurone
  • 66. Sclerosi laterale amiotrofica Epidemiologia: Incidenza: 3/100.000 Prevalenza: 8/100.000 M>F (1,3:1) Età di esordio: 50-80 50- Registro piemontese SLA
  • 67. Sclerosi laterale amiotrofica Varianti cliniche SLA: I +II MN PMA: II MN PMA PLS PLS: I MN ALS PBP: II MN solo bulbare PBP Altre MND NOTA: la sclerosi laterale primaria (PLS) è codificata come RF0110
  • 68. Sclerosi laterale amiotrofica Eziologia: 95% sporadica 5% ereditaria 1% mutazione SOD1 0,5% mutazione TDP-43 TDP-
  • 69. Sclerosi laterale amiotrofica La SOD 1 (Cu-Zn) è un (Cu- enzima ubiquitario che interviene nella conversione degli ioni superossido in H2O2. Mutazioni nel gene della SOD1 causano la forma familiare autosomico- autosomico- dominante di SLA, che rappresenta l’1% dei casi della malattia
  • 70. TARDB (TDP-43) (TDP- Clinicamente si tratta di una SLA classica La mutazione sembra interessare l’1-2% delle SLA familiari e l’1% delle SLA l’1- sporadiche MA Vi è un accumulo di TDP-43 nei neuroni corticali e nei motoneuroni di tutti i TDP- pazienti con SLA (tranne quelli con mutazione SOD1!) È una proteina nucleare che regola la trascrizione e lo splicing dell’RNA. Nella SLA appare sequestrata nel perikaryon e quindi non in grado di svolgere la sua funzione a livello nucleare.
  • 71. Caratteristiche della TDP-43 TDP- Da Strong et al, Mol Cell Neurosci 2007 Localizzazione citoplasmatica della proteina nei pazienti con SLA SLA Sano SLA Mutazioni descritte in casi di SLA familiare e sporadica Da Banks et al, Mamm Gen 2008
  • 72. Sclerosi laterale amiotrofica Fattori eziologici ipotizzati: Eccitossicità (glutammato) Danno ossidativo Apoptosi Fattori di rischio Lou Gehrig Attività fisica (calcio) Agenti tossici (metalli, fertilizzanti) Trami fisici o elettrici Gianluca Signorini
  • 73. Sclerosi laterale amiotrofica Neuropatologia Perdita di motoneuroni spinali Perdita di motoneuroni corticali Pallore della via piramidale Inclusi neuronali ubiquitinati
  • 74. Sclerosi laterale amiotrofica Sintomatologia: Progressiva ipotrofia e ipostenia muscolare (arti superiori e inferiori, tronco, muscoli della fonazione e della deglutizione, muscoli respiratori) Iperreflessia e ipertonia muscolare Nelle fasi avanzate Disartria fino ad anartria Disfagia Immobilità Insufficienza respiratoria da deficit restrittivo Decorso fino all’exitus: da 1 a 4 anni
  • 75. Sclerosi laterale amiotrofica Diagnosi Anamnesi (progressione clinica) Esame obiettivo neurologico (coesistenza di sintomi del I e II motoneurone) EMG RM encefalo-cervicale encefalo- Creatina chinasi Biopsia muscolare
  • 76. Sclerosi laterale amiotrofica Trattamento Terapia farmacologica specifica: Riluzolo Terapia sintomatica: farmaci per spasticità, eccessiva salivazione, depressione, insonnia, ansia, stipsi, etc. Fisioterapia: interventi riabilitativi (inclusa ginnastica respiratoria) e ausili Logopedia Interventi dietologici Interventi per la comunicazione alternativa/aumentativa Sostegno psicologico per i pazienti e le famiglie Nutrizione enterale (PEG/RIG) Ventilazione non invasiva Tracheostomia
  • 77. Problemi etici nella SLA Tracheostomia Terapie sperimentali Cellule staminali embrionarie Vettori virali Terapia genica Testamento biologico (living will) (living will) Rifiuto delle cure Eutanasia passiva Suicidio assistito Eutanasia attiva
  • 78. Malattie multisistemiche
  • 79. Atrofia multisistemica (MSA) (RFG040) Si tratta di una definizione diagnostica nuova che include varie combinazioni di segni piramidali, extrapiramidali, cerebellari e autonomici Nella MSA sono inclusi tre quadri clinici che un tempo erano ritenuti distinti Malattia di Shy-Drager Shy- Atrofia olivopontocerebellare Degenerazione striato-nigrale striato-
  • 80. Atrofia multisistemica (MSA) Malattia di Shy-Drager (MSA autonomica) Shy- (MSA autonomica) Ipotensione ortostatica Perdita del controllo sfinterico Atrofia olivopontocerebellare (MSA cerebellare) (MSA cerebellare) Sindrome cerebellare progressiva Degenerazione striato-nigrale (MSA parkinsoniana) striato- (MSA parkinsoniana) Parkinsonismo non responsivo alla DOPA
  • 81. Atrofia multisistemica (MSA) Eziologia: ignota Epidemiologia: rara, ma sottodiagnosticata Trattamento: Sintomatico (fludrocortisone e misure non farmacologiche come calze compressive per l’ipotensione ortostatica) Fisioterapia Prognosi: sopravvivenza non superiore a 7-9 7- anni
  • 82. Grazie per l’attenzione!

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