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LE RETI: UN SISTEMA DIFFUSO E VICINO AI PAZIENTI.

                         Maria Maspoli
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Maspoli Maria Torino 13° Convegno Patologia Immune E Malattie Orfane 21 23 Gennaio 2010 [Modalità Compat

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  1. 1. LE RETI: UN SISTEMA DIFFUSO E VICINO AI PAZIENTI. Maria Maspoli
  2. 2. I cambiamenti intervenuti nei fattori della Salute hanno determinato una riduzione dell’incidenza e della gravità delle patologie acute ed un aumento delle Patologie croniche L’aumento del numero dei pazienti con patologie croniche invalidanti pone al SSN nuove richieste qualitative e quantitative
  3. 3. In questo quadro si manifestano nuovi disagi e bisogni che sempre più frequentemente cadono fuori dall’area di intervento del welfare, mettendo in discussione una consolidata visione “riparativa” dello stato sociale.
  4. 4. Inoltre la tendenza presente in tutti i Paesi occidentali alla deistituzionalizzazione e alla assistenza nella comunità, che hanno avuto una forte spinta negli ultimi decenni anche a causa della crisi dello Stato Sociale, pone un problema di garanzia della “protezione sociale” in un nuovo assetto istituzionale.
  5. 5. Occorre riprendere i principi del welfare che vanno garantiti nella prospettiva di una nuova modalità di organizzazione dei servizi alla persona: 1. I problemi debbono essere colti vicino al loro emergere: ogni politica che incida sulla condizioni di vita e di lavoro è una politica di caring, in senso preventivo oltre che curativo; 2. Provvedere cure rientra nelle responsabilità pubbliche ma tutti i cittadini devono condividere questa responsabilità perché l’aiuto arrivi a tutti coloro che ne abbiano effettivamente bisogno; 3. L’efficacia dei risultati deve essere oggetto di valutazione.
  6. 6. Siamo orientati a percorrere politiche sanitarie che consentano di superare la logica della relazione individuo – domanda in emergenza – prestazione , verso comunità – analisi dei bisogni – sviluppo della rete assistenziale. In tale logica il cittadino partecipa al proprio progetto di salute all’interno del progetto di salute della comunità.
  7. 7. Le reti paiono l’organizzazione migliore per rispondere alla domanda di salute che è, nella maggioranza dei casi, una domanda complessa ed articolata, rivolta ad una pluralità di servizi. Inoltre, rendono possibile la vicinanza del servizio al cittadino. Costituiscono il mezzo per rendere più equo l’accesso ai servizi ed il successivo percorso assistenziale e permettono il miglior utilizzo dei servizi preposti a livelli di complessità differenti.
  8. 8. implica una modalità di lavoro in integrazione e lavora in modo non in competizione. coordinato, sussidiario,partecipan te e cooperante. LA RETE permette di costruire un sistema basato sulle competenze piuttosto che sull’autoreferenzialità. Favorisce un clima di crescita, condivisione e confronto.
  9. 9. E’ definita Ogni nodo è attraverso i collegato alla rete luoghi in cui si attraverso i compie l’attività percorsi (nodo) LA RETE Ogni nodo della rete è permeabile agli altri e si modifica nella relazione reciproca adattandosi alle necessità (la Regione stessa)
  10. 10. E quindi, abbiamo lavorato per: Attivare sistemi di monitoraggio dell’attività che non puntassero al governo economico, ma a quello clinico, sottolineando il valore della competenza; e che permettessero di conoscere il bisogno di salute dei cittadini e le risposte dei servizi. Condividere le regole trasparenza Rendere evidenti le scelte finalizzate all’appropriatezza Permettere la crescita delle competenze del sistema attraverso le relazioni reciproche anche in una dimensione di sussidiarietà.
  11. 11. Dall’analisi dei dati abbiamo visto le criticità : disequità e disomogeneità e stiamo lavorando per superarle con : - Definizione obiettivi di salute e valutazione attraverso indicatori di qualità ed esito; - Definizione dei percorsi per leggere le differenze come risorsa salvaguardando l’equità di accesso (autismo, etc); - Integrazione tra i servizi che intervengono nella presa in carico con livelli differenti -Individuazione di nuovi sistemi di definizione concertata dei bisogni in un modello di alleanza terapeutica : ICF -Passaggio dal sistema di monitoraggio ad un sistema di valutazione con partecipazione della società civile.
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