CONVEGNO TORINO 4-5 MARZO 2011          PROPOSTA DI  ATTIVITA‟ FISICA ADATTATA      DI GRUPPO IN ACQUA   NEL LINFEDEMA ALL...
ORIGINI DELL‟ESPERIENZA   Esperienza     nata    nel   2005     dalla    collaborazione dello staff Aquaria dell‟    Uisp...
PROGETTO         Elaborazione di una    fase POST- RIABILITATIVA        che si inserisca tra la         RIABILITAZIONE el„...
FASE POST-RIABILITATIVA           IN ACQUA   Il periodo di permanenza è legato    all‟esigenza dei soggetti e all‟acquisi...
   La fase post-riabilitativa può permettere:    - responsabilizzazione da parte del non più    paziente a prendersi cura...
OBIETTIVI GENERICI dellafase post-riabilitativa in acqua: attività cardiovascolare tonificazione coordinazione acquati...
OBIETTIVI SPECIFICI dellafase post-riabilitativa in acqua: mantenimento       dell‟efficienza   dei  distretti muscolari ...
PERCHE‟ IN ACQUA?L‟ATTIVITA‟ IN ACQUA E‟ RISORSA  MOTORIA PER: neonati bambini adolescenti adulti anziani gestanti ...
EFFETTI DI ATT. IN ACQUA:  Facilitazione dei movimenti            grazie ad  alleggerimento del corpo (con il conseguente...
ELEMENTO ACQUA -              caratteristiche   Galleggiamento: principio di Archimede    (ogni corpo immerso in un fluid...
 Pressione idrostatica: è in relazione  alla profondità, aumenta di 1  atmosfera ogni 10,33 metri di  profondità Resiste...
Effetto           metacentrico:    qualsiasi    corpoimmerso in un liquido è sottoposto a 2 forze:spinta di Archimede e p...
CARATTERISTICHE    DELL‟ATTIVITA‟ IN ACQUA       principalmente legate a 2 fattori: TEMPERATURA:  ideale tra 28/29 C ALT...
PERCORSOHa inizio dal medico che non invia ilpaziente direttamente in piscina ma glioffre la possibilità di incontrare in ...
Difficoltà ad iscriversi al corso            in piscina difficoltà psicologiche (es.:dover  indossare solo il costume, cu...
MODALITA‟ ORGANIZZATIVEIl corso viene proposto in 16 lezioni confrequenza bisettimanale della durata di50 minuti, per grup...
ASPETTI TECNICI Inserimento di proposte di attività  specificamente      rivolte      al   distretto  interessato ed ai d...
La proposta tecnica nasce da adattamenti  e sviluppi (analisi alla “moviola”) dei  movimenti utilizzati nelle attività svo...
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UTILIZZO DEGLI ATTREZZIGli attrezzi hanno più funzioni: poter cambiare e modulare l‟intensità del  carico aumentare     ...
E‟      importante scegliere l‟applicazione     dell‟attrezzo, perché potrebbe creare     spiacevoli fastidi come contropr...
FASI DI UNA LEZIONE di 50’ RISCALDAMENTO: 15 MINUTI FASE CENTRALE: 30 MINUTI DEFATICAMENTO: 5 MINUTI    Viene proposto ...
RISCALDAMENTO Nell‟attivazione dell‟organismo le proposte di  lavoro sono molto simili a quelle fatte nelle  lezioni dei ...
FASE CENTRALE   Nella fase centrale viene svolto il lavoro    specifico:    3 step di lavoro di 7 min. intervallati da 4 ...
Dopo il riscaldamento, prima di iniziare gliesercizi specifici, viene fatto eseguireall‟allievo un automassaggio dell‟asce...
   Ogni step di lavoro inizia con l‟arto    sano; nel 1° step il lavoro muscolare del    lato con linfedema prevede una  ...
FASE CENTRALE - programmazione   1° - 3° SETTIMANA - corpo libero
   4°-6°SETTIMANA - corpo libero+tubo
   7°-8° SETTIMANA - corpo libero +    tubo/salvagente
DEFATICAMENTO allungamento tramite stretching (arti  superiori ed inferiori, tronco) mobilità articolare rilassamento (...
FEEDBACK ALLIEVIASPETTI POSITIVI: buon riscontro sull‟arto con linfedema:  meno gonfiore nessuna nuova patologia opport...
ASPETTI NEGATIVI: corso “ghettizzante” per la presenza  esclusiva di pazienti con linfedema  dell‟arto superiore essendo...
ANNO 2011: NUOVO PROGETTOCollaborazione dello staff Aquaria dell‟Uisp Prov.le di Bologna con il dott.Daniele Aloisi dell‟A...
PERCORSO – fase APercorso che gli ospedali Maggiore e  Bellaria di Bologna attuano verso i  pazienti operati di tumore: v...
- incontro educativo con infermiere, con loscopo di fornire supporto educativo perfacilitare il ritorno alla vita normale(...
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ATTIVITA‟ IN ACQUA Dopo la fase riabilitativa i pazienti  possono accedere a corsi di ginnastica in  acqua “standard”, ci...
OBIETTIVO WELLNESS permettere loro di acquisire o conservare  una buona forma fisica:         aspetto allenante, psicolog...
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Linfedema torino 4 e 5 marzo scrocchi rita

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Linfedema torino 4 e 5 marzo scrocchi rita

  1. 1. CONVEGNO TORINO 4-5 MARZO 2011 PROPOSTA DI ATTIVITA‟ FISICA ADATTATA DI GRUPPO IN ACQUA NEL LINFEDEMA ALL‟ARTO SUPERIORE Presentata da d.ssa Rita Scrocchi
  2. 2. ORIGINI DELL‟ESPERIENZA Esperienza nata nel 2005 dalla collaborazione dello staff Aquaria dell‟ Uisp Prov.le di Bologna con la U.O. di Angiologia dell‟AUSL di Bologna con la finalità di produrre un percorso sperimentale di attività post-riabilitativa in acqua rivolta a pazienti con linfedema dellarto superiore secondario a trattamenti per tumore al seno.
  3. 3. PROGETTO Elaborazione di una fase POST- RIABILITATIVA che si inserisca tra la RIABILITAZIONE el„ATTIVITA‟ MOTORIA vera e propria
  4. 4. FASE POST-RIABILITATIVA IN ACQUA Il periodo di permanenza è legato all‟esigenza dei soggetti e all‟acquisizione di una buona presa di coscienza che consenta di poter rientrare in corsi “normali”, pur con attenzione e cura necessariamente maggiori.
  5. 5.  La fase post-riabilitativa può permettere: - responsabilizzazione da parte del non più paziente a prendersi cura di sé - reinserimento del segmento che ha subito danni nell‟equilibrio psico-fisico del corpo - un ulteriore consolidamento dopo una stabilizzazione raggiunta nella fase riabilitativa - socializzazione: passaggio dal basso rapporto numerico tra fisioterapista e paziente all‟inserimento in un gruppo in cui l‟insegnante è da condividere con altre persone; impatto emotivo-relazionale e motivazionale
  6. 6. OBIETTIVI GENERICI dellafase post-riabilitativa in acqua: attività cardiovascolare tonificazione coordinazione acquaticità mobilità articolare allungamento rilassamento socializzazione
  7. 7. OBIETTIVI SPECIFICI dellafase post-riabilitativa in acqua: mantenimento dell‟efficienza dei distretti muscolari interessati agevolazione del ritorno linfatico (arti superiori e inferiori) allungamento dei distretti muscolari interessati presa di coscienza del movimento in acqua
  8. 8. PERCHE‟ IN ACQUA?L‟ATTIVITA‟ IN ACQUA E‟ RISORSA MOTORIA PER: neonati bambini adolescenti adulti anziani gestanti cardiopatici disabili obesi sogg. affetti da patologie osteoarticolari
  9. 9. EFFETTI DI ATT. IN ACQUA: Facilitazione dei movimenti grazie ad alleggerimento del corpo (con il conseguente incremento o mantenimento della mobilità articolare, di una migliore coordinazione, costante ricerca dell‟equilibrio, un minor carico,…) Miglioramento circolazione periferica pressione idrostatica + creazione vortici determinano: - azione di massaggio - stimolazione dei vasi sanguigni e linfatici - miglioramento circolazione - drenaggio dei fluidi corporei Effetto antistress, motivazionale, socializzante
  10. 10. ELEMENTO ACQUA - caratteristiche Galleggiamento: principio di Archimede (ogni corpo immerso in un fluido (liquido o gas) riceve una spinta verticale dal basso verso lalto, uguale per intensità al peso del volume del fluido spostato) La spinta al galleggiamento è proporzionale alla profondità dell‟acqua
  11. 11.  Pressione idrostatica: è in relazione alla profondità, aumenta di 1 atmosfera ogni 10,33 metri di profondità Resistenza al movimento: essendo l‟acqua più densa dell‟aria, determina una resistenza circa 12 volte superiore, per cui ogni movimento in acqua è come se venga eseguito contro un ostacolo
  12. 12. Effetto metacentrico: qualsiasi corpoimmerso in un liquido è sottoposto a 2 forze:spinta di Archimede e peso gravitazionale(baricentro del corpo)Se la forza del primo > → corpo sale, galleggiase < → corpo scende, affondase = → corpo rimane sospeso in equilibrio
  13. 13. CARATTERISTICHE DELL‟ATTIVITA‟ IN ACQUA principalmente legate a 2 fattori: TEMPERATURA: ideale tra 28/29 C ALTEZZA : ideale 120-130 cm.N.B. difficoltà a quantificare precisamente il lavoro svolto, poiché i parametri da riscontrare sono variabili e difficili da quantificare : - altezza e temperatura dell‟acqua, movimento dell‟acqua - caratteristiche personali: h, peso specifico, … - caratteristiche del movimento: impegno nell‟esecuzione, ampiezza …
  14. 14. PERCORSOHa inizio dal medico che non invia ilpaziente direttamente in piscina ma glioffre la possibilità di incontrare in gruppoun operatore dei corsi che presenta icontenuti e gli obiettivi dell‟attività inacqua e la struttura con materialeaudiovisivo.Lo scopo dell‟incontro è di superare almenoil primo “ostacolo”, quello dellaconoscenza/scelta dell‟attività e dellapersona che condurrà il gruppo.
  15. 15. Difficoltà ad iscriversi al corso in piscina difficoltà psicologiche (es.:dover indossare solo il costume, cuffia) timore di infezioni timore di prendere freddo per temperatura fredda dell‟acqua in vasca paura dell‟acqua
  16. 16. MODALITA‟ ORGANIZZATIVEIl corso viene proposto in 16 lezioni confrequenza bisettimanale della durata di50 minuti, per gruppi di 12/15 persone, ilpiù possibile omogenei per età (tra i 35 ei 55 anni);le lezioni si svolgono in una piscinacomunale, con temperatura 28/28.2°C ealtezza dell‟acqua 120/130 cm.
  17. 17. ASPETTI TECNICI Inserimento di proposte di attività specificamente rivolte al distretto interessato ed ai distretti “limitrofi” Ricerca di attivazione specifica del sistema linfatico dell‟arto superiore e del torace tramite le azioni caratteristiche dell‟acqua (pressione idrostatica, massaggio dell‟acqua ecc.). In queste aree la finalità è quella di svolgere un lavoro muscolare che, partendo dalla periferia, arrivi alla regione prossimale attraversando la parte interessata dalla patologia (attivazione disto-prossimale).
  18. 18. La proposta tecnica nasce da adattamenti e sviluppi (analisi alla “moviola”) dei movimenti utilizzati nelle attività svolte in acqua (nuoto, ginnastica in acqua…) e si basa su 6 punti che definiscono il raggio di azione ottimale :1.ampiezza fisiologica del movimento (per cercare di rendere più efficace il lavoro muscolare)2.esecuzione che non ricerca la velocità (una rapida e magari eccessiva contrazione non permette il deflusso auspicato, ma “intrappola”)
  19. 19. 3.dosare soggettivamente il carico provocato dal lavoro contro-resistenza perché potrebbe provocare eccessiva contrazione, irrigidimento (alcuni soggetti non riuscivano a terminare l‟esercizio, presentavano una forte contrazione e rigidità muscolare durante e dopo il lavoro e gonfiore la sera e il giorno dopo)4.inserire l‟allungamento muscolare sul distretto su cui si è lavorato alla fine dei singoli step di lavoro specifico (maggiore allungamento favorisce una più efficace e completa contrazione )
  20. 20. 5.lavorare sulla respirazione sopra e sotto l‟acqua (finalizzata alla presa di coscienza della respirazione )6.evitare il lavoro ripetuto e specifico sui pettorali
  21. 21. UTILIZZO DEGLI ATTREZZIGli attrezzi hanno più funzioni: poter cambiare e modulare l‟intensità del carico aumentare le capacità coordinative rispetto al proprio corpo in acqua (strumenti importanti per la progressione del carico)L‟inserimento dell‟attrezzo avviene solo quando si consolida il movimento corretto (postura e tecnica) a corpo libero.
  22. 22. E‟ importante scegliere l‟applicazione dell‟attrezzo, perché potrebbe creare spiacevoli fastidi come controproducenti e fastidiose compressioni sulle parti in causa. Ad esempio, se il problema è alle gambe si utilizza l‟attrezzo nella parte superiore del corpo; se il problema è alle braccia, si utilizza nella parte inferiore o lo si impugna con le mani senza contrazione/tensione eccessiva.
  23. 23. FASI DI UNA LEZIONE di 50’ RISCALDAMENTO: 15 MINUTI FASE CENTRALE: 30 MINUTI DEFATICAMENTO: 5 MINUTI Viene proposto un lavoro generale che va incontro alle esigenze “standard” dei partecipanti con un‟attenzione alle modalità di esecuzione durante l‟intera lezione e non solo durante la fase centrale specifica. E‟ necessario “registrare” le risposte al lavoro in modo da ottenere un feedback continuo per permettere un‟evoluzione positiva del percorso.
  24. 24. RISCALDAMENTO Nell‟attivazione dell‟organismo le proposte di lavoro sono molto simili a quelle fatte nelle lezioni dei corsi standard di ginnastica in acqua La differenza è nel proporre dei movimenti settoriali per le articolazioni interessate (braccia e/o gambe) con l‟obiettivo di “avviare”, ma soprattutto di prendere coscienza delle singole fasi dei movimenti che saranno proposti nella fase centrale. Di settimana in settimana, quando i movimenti specifici della fase centrale verranno acquisiti, saranno inseriti nel riscaldamento coordinati con i movimenti delle gambe.
  25. 25. FASE CENTRALE Nella fase centrale viene svolto il lavoro specifico: 3 step di lavoro di 7 min. intervallati da 4 min. (allungamento, mobilità articolare e lavoro sulla respirazione fuori e sott‟acqua). Ad ogni step di lavoro vengono proposti 2 movimenti differenti, che varieranno dopo la 3° e dopo la 6° settimana, ciò perché non si verifichi un adattamento che potrebbe portare ad una perdita nell‟efficacia delle proposte; i movimenti sono rivolti ad entrambi gli arti per non creare squilibri muscolari e posturali sul corpo in toto.
  26. 26. Dopo il riscaldamento, prima di iniziare gliesercizi specifici, viene fatto eseguireall‟allievo un automassaggio dell‟ascelladell‟arto sano.Prima di ogni step di lavoro esegue unleggero automassaggio di sfioramentocon la mano aperta del lato sano, sullaregione anteriore del torace, dalla spalladel lato con linfedema fino all‟ascellaopposta.
  27. 27.  Ogni step di lavoro inizia con l‟arto sano; nel 1° step il lavoro muscolare del lato con linfedema prevede una successione in senso prossimo-distale con recupero lungo il fianco (4/5 ripetizioni); in seguito, il resto del lavoro muscolare avviene con direzione disto-prossimale con entrambi gli arti.
  28. 28. FASE CENTRALE - programmazione 1° - 3° SETTIMANA - corpo libero
  29. 29.  4°-6°SETTIMANA - corpo libero+tubo
  30. 30.  7°-8° SETTIMANA - corpo libero + tubo/salvagente
  31. 31. DEFATICAMENTO allungamento tramite stretching (arti superiori ed inferiori, tronco) mobilità articolare rilassamento (scivolamenti, andature, trasporti a coppie)
  32. 32. FEEDBACK ALLIEVIASPETTI POSITIVI: buon riscontro sull‟arto con linfedema: meno gonfiore nessuna nuova patologia opportunità di socializzazione e confronto con soggetti affetti dalla stessa problematica
  33. 33. ASPETTI NEGATIVI: corso “ghettizzante” per la presenza esclusiva di pazienti con linfedema dell‟arto superiore essendo corsi organizzati ad hoc, è stato possibile realizzarli solo in 3 piscine di Bologna e con limitazione di scelta tra giorni ed orari di corso
  34. 34. ANNO 2011: NUOVO PROGETTOCollaborazione dello staff Aquaria dell‟Uisp Prov.le di Bologna con il dott.Daniele Aloisi dell‟AUSL di Bologna conla finalità di continuare il percorsosperimentale di attività post-riabilitativa in acqua intrapreso nel2005 rivolgendolo a tutti i pazienti,anche senza linfedema, operati al senoma non solo, quindi anche uomini.
  35. 35. PERCORSO – fase APercorso che gli ospedali Maggiore e Bellaria di Bologna attuano verso i pazienti operati di tumore: visita post-operatoria dove si individuano eventuali problemi quali edemi, patologie in atto, limitazioni funzionali. Tutti i pazienti vengono indirizzati a 2 incontri:
  36. 36. - incontro educativo con infermiere, con loscopo di fornire supporto educativo perfacilitare il ritorno alla vita normale(tecniche di gruppo, cosa fare e non farein generale per la salute, ecc..)- incontro con fisioterapista dove vengonoinsegnati esercizi da fare a casa
  37. 37. PERCORSO – fase BPrevede l‟incontro con collaboratori esterni: dietista: incontro su educazione alimentare per la prevenzione sia della recidiva al seno che sullo sviluppo del linfedema psicologa: 2 incontri in palestra per approcciare tecniche di rilassamento e di respirazione al fine di evitare lo stress.
  38. 38.  tecnico Uisp: incontro mensile in struttura ospedaliera in collaborazione con la AUSL di Bologna con la finalità di promuovere l‟attività in piscina per prevenire l‟insorgenza di linfedema e offrire una possibilità di integrazione.
  39. 39. ATTIVITA‟ IN ACQUA Dopo la fase riabilitativa i pazienti possono accedere a corsi di ginnastica in acqua “standard”, ciò consente la possibilità di scegliere tra diverse piscine comunali con un‟ampia offerta di giorni ed orari del corso I tecnici seguono un iter formativo specifico sul linfedema Viene data la possibilità ai pazienti con linfedema di eseguire al termine della lezione degli esercizi specifici per 5-10 minuti
  40. 40. OBIETTIVO WELLNESS permettere loro di acquisire o conservare una buona forma fisica: aspetto allenante, psicologico, mobilità articolare e tonificazione aspetto socializzante, allontanare lo spettro dell‟inutilità, dell‟isolamento riprendere un ritmo di vita normale anche dopo un intervento a volte invalidante

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