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STRUTTURA DEL VASO     LINFATICO
FLUSSO LINFATICO• Flusso linfatico medio: 120 ml/ora• Determinato da meccanismi di pompa linfatica  intrinseci e dalla pre...
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AUTOREGOLAZIONE• ANDAMENTO RIGIDO,  IN MANCANZA DI NO                      • RENE• MODULAZIONE         • CUORE  SECONDO LE...
FORMAZIONE DELLA LINFA         • I capillari linfatici iniziano a           “dita di guanto” nel tessuto           ed hann...
ULTRASTRUTTURA DEL SISTEMA        LINFATICO• Linfagione = unità funzionali del sistema• una valvola a monte ed una a valle...
IL LINFONODO• Ricoperto da una membrana connettivale che forma la capsula.• Da questa si diparte un’organizzazione trabeco...
THE THIRD CIRCULATION:      RADIONUCLIDELYMPHOSCINTIGRAPHY IN THE       EVALUATION     OF LYMPHEDEMA*                     ...
SISTEMA LINFATICO• Lymphatics are found throughout the body, with the  exception of the central nervous system, where  cer...
SISTEMA LINFATICO DEGLI               ARTI• The superficial and deep systems of the lower  extremitiesmerge within the pel...
FLUSSO DELLA LINFA E   CONTRATTILITA’ DEI VASI LINFATICI• In skeletal muscle, lymphatics are usually paired with arteriole...
EFFECT OF UPPER EXTREMITY    EXERCISE ON SECONDARY         LYMPHEDEMA  IN BREAST CANCER PATIENTS:         A PILOT STUDY   ...
• Lymph is propelled by both passive and active forces.• Passive forces are already promoted as treatment for  lymphedema:...
MECCANISMI DEL DEFLUSSO        VENOSO E LINFATICO• Consentono il deflusso in direzione profonda e centripeta• Riguardano l...
TESSUTO CONNETTIVO                      E FASCE•   Nel sistema miofasciale ciascun muscolo, organo viscerale, vaso (sangui...
AZIONE MUSCOLARE, POSTURA,            RESPIRAZIONE•   La deambulazione e la posizione orizzontale con gli arti superiori s...
INTENSE EXERCISE STIMULATES          ALBUMIN  SYNTHESIS IN THE UPRIGHT          POSTURE              .       Kei Nagashima...
EFFECT OF LYMPHATIC OUTFLOW     PRESSURE ON LYMPHATIC ALBUMIN          TRANSPORT IN HUMANS                             JAU...
Journal of Physiology (1997), 504.1, pp.233-239    LYMPH FLOW DYNAMICS IN EXERCISING       HUMAN SKELETAL MUSCLE AS       ...
• Numerous studies have shown that  physical activity increases lymph flow,  both peripherally in the collecting ducts  (O...
• The lymphatics in skeletal muscle consist entirely  of lymphatic capillaries, which have no smooth  muscle and are thus ...
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• The lymphatics in skeletal muscle are unable to contract• The propulsion of the lymph in skeletal muscle is dependent up...
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ESERCIZIO FISICO                      • Movimento della muscolatura• Esercizio fisico      scheletrica, associato a       ...
ATTIVITÀ FISICA                        • Attività fisica finalizzata a• Agonistica              performance agonistiche,  ...
SFORZO FISICO                             • Attività fisica finalizzata aStrenuo (att. agonistica)      performance agonis...
FUNZIONE ENDOTELIALE                   ED ESERCIZIO FISICO                                   Giuseppe M. Andreozzi        ...
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Linfedema torino 4 e 5 marzo rando giancarlo [modalità compatibilità]

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  1. 1. RISPOSTE FISIOLOGICHE DEL SISTEMA LINFATICO ALL’ATTIVITA’ MOTORIA GIANCARLO RANDO ASL CN2 ALBA – BRA , OSPEDALE SAN LAZZARO DI ALBA AMBULATORIO PER LA RIABILITAZIONE LINFOLOGICA CHINESITERAPIA DECONGESTIVA E ATTIVITA’ FISICA E SPORTIVA NEL LINFEDEMA : ESPERIENZE A CONFRONTOTORINO, 4 -5 MARZO AULA MAGNA CESARE LOMBROSO
  2. 2. SVILUPPO DELLA PRESENTAZIONE• ANATOMIA FUNZIONALE DEL MICROCIRCOLO• PRINCIPALI ASPETTI FISIOLOGICI• EFFETTI E/O ADATTAMENTI ALL’ESERCIZIO MUSCOLARE
  3. 3. CIRCOLAZIONE CAPILLARE
  4. 4. PROPRIETA’ E REGOLAZIONI FISIOLOGICHE• Permeabilità• Diffusione (Legge di Fick)• Filtrazione (Equazione di Starling) e scambio nei capillari• Sistema linfatico• Perfusione: tono neurogeno• Regolazione della perfusione metabolica e nervosa• Sostanze modulatrici del calibro vasale• Risposta miogena (autoregolazione)
  5. 5. PARETE CAPILLARE
  6. 6. PERMEABILITÀ CAPILLARE• Parete continua (tessuti : cardiaco, scheletrico, cutaneo, connettivo, adiposo, polmonare)• Fessure intercellulari ( 5 nm ) elevata permeabilità acqua e soluti, scarsa alle proteine• Fenestrati (glomeruli renali, ghiandole esocrine ed endocrine,• mucosa intestinale, corpi ciliati e coroidei) relativamente bassa alle proteine• Pori intracellulari ( 50, 60 nm )• Discontinui ( fegato, milza e midollo osseo)• Fessure intra ed intercellulari ( fino a 1 micron ) permeabilità elevata alle proteine e grosse molecole• Capillari cerebrali : Endotelio continuo con giunzioni strette (barriera ematoencefalica),
  7. 7. Permeabilità Idrosolubili concentrazione interstizio Liposolubili concentrazione intracapillare1 L’aumento della perfusione non provoca problemi2 perchè può essere utilizzato altro spazio capillare disponibile3 L’aumento della perfusione provoca problemi4 perchè non può essere utilizzato altro spazio disponibile
  8. 8. SCAMBI CAPILLARI: EQUAZIONE DI STARLING : F= K*(dP-dp.onc.)• Distretto arterioso : 30 / 28 mmHg ( p. idrostatica intravasale) - (-3mmHg p. i. interstizio) = +33 / 31 mmHg 28 mmHg (p. oncotica intravasale) – 8 mmHg (p.oncotica interstizio) = 20 mmHg• 33 mmHg - 20 mmHg = 13 mmHg verso l’esterno• Distretto venoso :• 10 mm Hg (p. idrostatica interna) – ( - 3 mmHg p.i. esterna) = + 13 mmHg• 28 mm Hg (p. oncotica interna) – 8 mmHg (p. oncotica esterna) = - 20 mmH• 20 mmHg-13 mmHg = 7 mmHg verso l’interno• Valori medi e forza netta risultante : - PI 17.3 mmHg + 3 mmHg (interstizio) = 20,3 mmHg - PO 28 mm Hg - 8 mm Hg = 20 mmHg 17.3 + 3 = 20.3 mmHg 28 - 8 = 20 mmHg
  9. 9. DIFFUSIONE: RUOLO FONDAMENTALE La diffusione è regolata dalla Legge di Fick: V = D · A · ∆C/dx• D = coefficiente di diffusione (1/√PM)• A = Superficie di scambio• ∆C/dx = gradiente di concentrazione/distanza• Sostanze liposolubili (02, CO2, ecc) passano attraverso le membrane e lo scambio è limitato dalla perfusione• Sostanze idrosolubili passano attraverso pori e fessure (85 l/min) la loro diffusione dipende dall’ampiezza dei pori e raggio delle molecole
  10. 10. FILTRAZIONE CAPILLARE• Distretto arterioso: circa 0.5% del volume plasmatico in transito (14 ml/min, 20 l/dì).• Distretto venoso : viene riassorbito soltanto il 90%.• Spazio interstiziale e Distretto linfatico : restante 10% (circa 2 l/dì)• Filtrazione netta = 2 ml/min (cioè 6,67 ml/min/mmHg)• Coefficiente di filtrazione: indica il prodotto tra la conduttanza idraulica della parete capillare e la superficie di scambio.• Basso: cervello, muscolo,• Alto: intestino, fegato ( % di filtrazione delle proteine variabile da 1,5 a 6% )
  11. 11. SISTEMA LINFATICO FLUSSO : 120 ml/h, 2-3 l/ 24h FluidoProteine Macromolecole lipidiche Vasomozione
  12. 12. SISTEMA LINFATICO E RIASSORBIMENTO• Il riassorbimento tiene conto di tre fattori: l’equilibrio tra filtrazione e riassorbimento o legge di Starling; la differenza di pressione tra l’arteriola e la venula; la pressione oncotica dovuta alla presenza di proteine nel plasma sanguigno.• Il riassorbimento inoltre è di due tipi: uno oncotico extravascolare; uno extramurale, dovuto a forze entrinseche del sistema come la contrazione muscolare, l’alternanza dovuta alla respirazione o le contrazioni ritmiche deigrossi vasi.• Il sistema linfatico è costituito da un apparto vasale lungo il decorso del quale sono intercalate formazioni di tessuto linfoide, i linfonodi.• I capillari linfatici sono formati da un endotelio maggiormente permeabile di quello dei capillari sanguigni;• I vasi linfatici di maggiori dimensioni hanno una struttura più complessa. presentano infatti, oltre all’endotelio, una tonaca muscolare liscia con fasci longitudinali interni, anulari medi e longitudinali esterni.
  13. 13. STRUTTURA DEL VASO LINFATICO
  14. 14. FLUSSO LINFATICO• Flusso linfatico medio: 120 ml/ora• Determinato da meccanismi di pompa linfatica intrinseci e dalla presenza di valvole• Può aumentare (fino a 100 volte) con l’incremento della pressione interstiziale fino al massimo di 1-2 mm Hg• Aumenta in relazione diretta con la pressione capillare, con la diminuzione della pressione oncotica intravasale, aumento delle proteine dell’interstizio e della permeabilità capillare
  15. 15. EDEMA • Aumento della pressione arteriosa, vasodilatazione, aumento della pressione venosa, riduzione della pressione colloido- osmotica, • Deficit del drenaggio linfatico • Aumento della permeabilità del capillare • Effetti opposti: Vasocostrizione Deidratazione
  16. 16. REGOLAZIONE DEL FLUSSO LOCALE• La perfusione in un determinato organo dipende dalla resistenza al flusso, cioè dall’organizzazione anatomica dei vasi nell’organo e dall’entità del tono vasale a riposo.• Tono vasale: stato di contrazione della muscolatura della parete dei vasi, che ne determina il calibro (Ossigeno dipendente, vasomozione).• Organi con esigenze di perfusione elevate, ma poco variabili, (cervello, reni) hanno scarso tono neurogeno.• Organi con notevoli variazioni delle esigenze di perfusione (muscolatura scheletrica, tratto gastrointestinale, fegato, cute) hanno un elevato tono neurogeno.• Maggiore è il tono vasale, maggiore è la possibilità di incrementare il flusso.• I massimi incrementi possibili, nei vari distretti, sono molto variabili, le variazioni di perfusione maggiori si possono verificare nei territori con le esigenze funzionali più variabili.
  17. 17. REGOLAZIONE DELLA PERFUSIONE• Sistema neurovegetativo• Metaboliti locali (CO2, H+, Osmoli, riduzione 02 (non per il polmonare), ADP, K)• Sostanze vasoattive• NO, endotelina• Risposta miogena
  18. 18. SOSTANZE VASOATTIVE• Istamina, Serotonina (lesione ed emicrania/intestino), Angiotensina II, bradichinina, callidina,• (Eicosanoidi, da ac.arachidonico) Prostaglandine E D, Trombossano A, prost F2a (azione avversata dalla aspirina), leucotrieni (infiammazione), PAF (opposto nel polmonare)• Renina –angiotensina-aldosterone• ADH, ma a livello del cuore e del cervello vasodilata tramite NOendoteliale• Atriopeptina ANP (abbassa la pressione e il volume ematico)
  19. 19. AUTOREGOLAZIONE• ANDAMENTO RIGIDO, IN MANCANZA DI NO • RENE• MODULAZIONE • CUORE SECONDO LE • POLMONE ESIGENZE DI PERFUSIONE IN OCCASIONE DI UNA FORTE STIMOLAZIONE SIMPATICA
  20. 20. FORMAZIONE DELLA LINFA • I capillari linfatici iniziano a “dita di guanto” nel tessuto ed hanno tendenza ad organizzarsi in reti linfatiche • Spazi irregolari, più o meno ampi a seconda del tessuto ove decorrono, ed in diretta comunicazione con l’origine dei capillari. • Risucchio degli umori dagli spazi interstiziali e spinta verso il capillare.
  21. 21. ULTRASTRUTTURA DEL SISTEMA LINFATICO• Linfagione = unità funzionali del sistema• una valvola a monte ed una a valle che si aprono nella sola direzione del flusso della linfa, impedendone così il reflusso:• endotelio, membrana basale interrotta o molto permeabile, tunica muscolare composta da fibrocellule muscolari lisce disposte a spirale; tunica non presente nei punti dinserzione delle valvole.• L’innervazione orto e parasimpatica del tessuto muscolare liscio determina spiega la contrattilità del vaso, ritmica e costante.• Le contrazioni a riposo di un vaso linfatico sono circa 5/7 al minuto: queste aumentano nel caso sia necessario un incremento della funzione di riassorbimentoLa frequenza delle• La contrazione è regolata da corpuscoli sensitivi allinterno del vaso.
  22. 22. IL LINFONODO• Ricoperto da una membrana connettivale che forma la capsula.• Da questa si diparte un’organizzazione trabecolare di tessuto connettivo, che divide il parenchima, l’insieme dei follicoli linfatici e del tessuto linfoide.• A livello della capsula si ritrova tessuto muscolare liscio, che si raggruppa intorno ai punti d’inserzione dei vasi.• La muscolatura ha sia funzione di “pompa” verso i vasi efferenti, che di valvola ad impedimento di flussi inversi versi i vasi afferenti.• L’innervazione della capsula ha anche ruoli sensitivi oltre che motori.• La capsula invia all’interno del linfonodo, dei setti fibroelastici che delimitano degli spazi entro i quali sono posti i follicoli, costituiti da cellule con funzione immunitaria, che si estrinseca con attività fagocitante, anticorpale o metabolico enzimatica.• Nei linfonodi esiste una doppia circolazione: una linfatica ed una sanguigna, rappresentata da arteriole che penetrando in prossimità dell’Ilo linfonodale a livello della parte midollare, si diramano dando origine ad una fitta rete capillare che fa capo a piccole vene
  23. 23. THE THIRD CIRCULATION: RADIONUCLIDELYMPHOSCINTIGRAPHY IN THE EVALUATION OF LYMPHEDEMA* J Nucl Med 2003; 44:43–57 Andrzej Szuba, MD, PhD1; William S. Shin1; H. William Strauss, MD2; and Stanley Rockson, MD11Division of Cardiovascular Medicine, Stanford University School of Medicine, Stanford, California; and 2Division of Nuclear Medicine, Stanford University School of Medicine, Stanford, California
  24. 24. SISTEMA LINFATICO• Lymphatics are found throughout the body, with the exception of the central nervous system, where cerebrospinal fluid fulfills the normal role of lymph• Lymphatic vasculature and lymphoid tissue are prevalent in organs that come into direct contact with the external environment, such as the skin, gastrointestinal tract, and lungs.• In the extremities, the lymphatic system consists of a superficial (epifascial) system that collects lymph from the skin and subcutaneous tissue, and a deeper system that drains subfascial structures such as muscle, bone, and deep blood vessels
  25. 25. SISTEMA LINFATICO DEGLI ARTI• The superficial and deep systems of the lower extremitiesmerge within the pelvis, whereas those of the upper extremity merge in the axilla.• The 2 drainage systems function in an interdependent fashion such that the deep lymphatic system participates in lymph transport from the skin during lymphatic obstruction .• The superficial and deep systems drain at markedly different rates.• In the normal leg, subfascial transport (the deep system) is slower than the epifascial (superficial) system and transports less lymph.
  26. 26. FLUSSO DELLA LINFA E CONTRATTILITA’ DEI VASI LINFATICI• In skeletal muscle, lymphatics are usually paired with arterioles, so that arterial pulsation and muscle contraction contribute to the periodic expansion and compression of initial lymphatics to enhance fluid uptake• Additional mechanisms of particle transport from the interstitium to initial lymphatic include active transendothelial vesicular transport and phagocytosis with subsequent migration of macrophages into the lymphatic vessels• Particle size and surface properties may determine which way is preferred• A systemic driving force exists for the basal propulsion of lymph that is independent of the local pressure gradients that promote uptake Lymph flow in the collectors depends predominantly on lymphatic contraction hydrostatic pressure (standing position) mechanical stimulation (massage, pneumatic compression), and warm baths• Particle uptake by the lymphatic system is temperature dependent: exposure to cold (ice packs, near 0° also stimula tes lymphatic flow C)
  27. 27. EFFECT OF UPPER EXTREMITY EXERCISE ON SECONDARY LYMPHEDEMA IN BREAST CANCER PATIENTS: A PILOT STUDY Donald C. McKenzie and Andrea L. KaldaJ Clin Oncol 21:463-466. © 2003 by AmericanSociety of Clinical Oncology.
  28. 28. • Lymph is propelled by both passive and active forces.• Passive forces are already promoted as treatment for lymphedema: manual lymphatic drainage, massage therapy, sequential pneumatic compression pumping, elastic compression sleeves, and limb elevation.• These treatments mimic the passive forces of the body, such as skeletal muscle pumping, respiratory movement, and arterial pulsation.• Exercise also stimulates the skeletal muscle to pump venous and lymphatic fluid.• This type of exercise should also stimulate the contraction of the lymph vessels themselves because these vessels are innervated by the sympathetic nervous system.• Regaining control over these internal contractions by resetting the sympathetic drive to these vessels through upper-body exercise may assist in the long-term treatment for lymphedema.
  29. 29. MECCANISMI DEL DEFLUSSO VENOSO E LINFATICO• Consentono il deflusso in direzione profonda e centripeta• Riguardano la struttura ossea, le fasce muscolari, le fasce connettivali perivascolari e le valvole venose e linfatiche• Le forze che intervengono in tale funzione si dividono in: - forze aspirative (aspirazione centripeta tramite gli atti respiratori e il rilascio muscolare); - forze propulsive (pressione arteriosa residua nel microcircolo, pulsazione arteriosa adiacente alle vene, spinta plantare, contrazione muscolare in particolare dei muscoli del polpaccio).
  30. 30. TESSUTO CONNETTIVO E FASCE• Nel sistema miofasciale ciascun muscolo, organo viscerale, vaso (sanguineo e linfatico), nervo, osso, articolazione ecc. è rinchiuso nel proprio involucrofasciale.• Tali involucri, a loro volta, formano un reticolo ubiquitario di tensegrità, che avvolge e, al tempo stesso, sostiene e collega tutte le unità funzionali del corpo.• Esso forma anche uno strato superficiale, che funge da contenitore e da sostegno frenante per tutto il corpo: le fasce superficiali poste sotto la pelle.• Il muscolo è tenuto in sede tramite lamine connettivali (aponeurosi o aponevrosi) ed è racchiuso nelle fasce (epimisio, perimisio ed endomisio).• "Ostruzioni" locali, come ad es. le aderenze fasciali, possono derivare da sforzi eccessivi o mancanza di esercizio, traumi, malattie infiammatorie, cicatrici aderenziali ecc. Esse determinano un aumentato attrito interno che contrasta il movimento e, in particolare, lallungamento muscolare
  31. 31. AZIONE MUSCOLARE, POSTURA, RESPIRAZIONE• La deambulazione e la posizione orizzontale con gli arti superiori sollevati facilitano il deflusso venoso e linfatico• Durante la marcia, ogni passo determina la spremitura muscolare delle vene, con : attivazione delle valvole e riduzione della pressione venosa a livello malleolare a 20-30 mm Hg. .• La posizione orizzontale determina stiramento e compressione della vena poplitea (posta posteriormente al ginocchio), compressione della giunzione femoro-iliaca al passaggio sul legamento inguinale, compressione, a livello addominale, della vena iliaca comune sinistra contro il rachide lombare da parte dellarteria iliaca comune destra (sindrome di Cockett), compressione, in caso di flessione forzata del piede sulla gamba (per letto troppo corto, gesso ecc.), dellanello del soleo (muscolo del polpaccio) con conseguente compressione venosa contro la inestensibile membrana interossea.• Pertanto, la posizione ideale a letto risulta supina con leggera flessione della gamba sulla coscia e della coscia sulladdome.• La respirazione fisiologica ed una corretta azione del muscolo diaframma rivestono un fondamentale ruolo come pompa per la circolazione di ritorno tramite lazione di pressione-depressione sugli organi toracici e addominali
  32. 32. INTENSE EXERCISE STIMULATES ALBUMIN SYNTHESIS IN THE UPRIGHT POSTURE . Kei Nagashima, Gary W. Cline, Gary W. Mack, Gerald I. Shulman,and Ethan R. Nadel +John B. Pierce Laboratory and Departments of Cellular and MolecularPhysiology, Epidemiology, and Public Health and Internal Medicine,Yale University School of Medicine, New Haven, Connecticut 065192 April 1999
  33. 33. EFFECT OF LYMPHATIC OUTFLOW PRESSURE ON LYMPHATIC ALBUMIN TRANSPORT IN HUMANS JAUCHIA WU AND GARY W. MACKThe John B. Pierce Laboratory and Department of Epidemiology and Public Health, Yale University, New Haven, Connecticut 06519 17 April 2001• Endurance exercise training increases plasma volume, hypervolemia an increase in plasma albumin content ogressive expansion of plasma albumin content during 3 days of enduranceexercise training• Plasma albumin content increased within 1 h after intense exercise and remained elevated for 40 h• Possible mechanisms: 1) increased lymphatic return of albumin, 2) increased albumin synthetic rate, and 3) decreased transcapillary escape rate of albumin• Lymph flow rate and lymphatic return of albumin are stimulated by exercise and by increased fluid pressure in exercising muscles• Mechanical manipulation of the lymphatic outflow pressure in the upright or supine posture is associated with a significant modulation of lymphatic return of albumin to the vascular space.
  34. 34. Journal of Physiology (1997), 504.1, pp.233-239 LYMPH FLOW DYNAMICS IN EXERCISING HUMAN SKELETAL MUSCLE AS DETECTED BY SCINTOGRAPHYEino Havas *tt Tapani Parviainen §, Juha Vuorela §, Jarmo Toivanen§,Tuomo Nikula 11 and Veikko Vihko * *LIKES-Research Center, University Campus, FIN-40100 Jyvaskyla, § Isotope Laboratory, Central Hospital of Central Finland, Keskussairaalantie 19, FIN-40640 Jyviaskylai, AP Medical Technologies OY, Elementtitie 27, FIN-41160 Tikkakoski ,and The Department of Biology of Physical Activity, University of Jyvaiskyla, PO Box 35, Fin-40351 Jyvaskylli, Finland
  35. 35. • Numerous studies have shown that physical activity increases lymph flow, both peripherally in the collecting ducts (Olszewski & Engeset, 1985; McGeown, McHale & Thornbury, 1987; Coates, OBrodovich & Goeree, 1993) and centrally in the thoracic duct (Lindena, Kiipper & Trautschold, 1984).• Most of the exercise-related lymph flow data are derived from measurements in skin and subcutaneous lymphatics (Olszewski, Engeset & Sokolowski, 1977; McGeown et al. 1987), and data on skeletal muscles are scarce.
  36. 36. • The lymphatics in skeletal muscle consist entirely of lymphatic capillaries, which have no smooth muscle and are thus unable to contract spontaneously.• The lymphatics lie adjacent to arcading and transverse arterioles, and are surrounded by muscle fibres, to both of which the lymphatic endothelial cells are firmly connected by collagen fibres• Consequently, the arterial pulsations, and especially muscle fibre deformations, can cause opening and closing of the lymphatic capillaries
  37. 37. • When a muscle is stretched, the lymphatics open and the interstitial fluid enters the lymphatics.• Accordingly, when the muscle contracts, the lymphatics collapse and propel fluid forward, with the valvular structure of the lymphatic capillaries allowing only unidirectional flow of lymph
  38. 38. THREE DIFFERENT EXERCISES• I : dynamic knee extension starting with a knee angle of 90 deg and ending with a knee angle of 0 deg (full extension) with a short period of isometric contraction at the end of extension (CONS). This exercise provided the largest range of muscle deformation during the contraction.• II : isometric contractions of the knee extensor muscles with the knees fixed at a 90 deg angle (lower legs in dependent position) (IMFlex). In this exercise the muscles were in the elongated (stretched) state during both rest and contractions, and the deformations were highly restricted.• III : isometric contractions of the knee extensors with a knee angle of 0 deg (knees at full extension, IMExt). In this case the muscles were free to shorten from their relaxed length, and during the rest periods the muscles were also in a relaxed unstretched state. The rhythm of the exercise (10 contractions per minute) was provided by a metronome giving a 1.5 s beep every 6 s.• Each exercise session lasted for 10 min (i.e. itincluded 100 contractions).
  39. 39. • Clearance rates in contracting human vastus lateralis muscle were 5 4, 9 6 and 12% h-1 during IMFlex, CONS and IMExt, respectively.• In rat gastrocnemius muscle, the clearance rate during anaesthesia is about one-fourth of that during spontaneous activity A similar difference was found in dog biceps muscle between rest and electrical stimulation at 1 Hz• In the present study, we found a consistent three- to sixfold increase in the clearance rates due to muscle contractions.
  40. 40. • The lymphatics in skeletal muscle are unable to contract• The propulsion of the lymph in skeletal muscle is dependent upon the external compression of the lymphatics• This compression can be produced by arterial vasomotion or by muscle fibre deformations• If the observed low clearance rate at rest was not exclusively due to the dissipative transport of albumin, vasomotion is the only force which could maintain lymph flow.• This concept agrees well with the observation that endurance trained subjects had slightly higher overall resting clearance rates than untrained subjects (0 06 + 0 05 vs. 0 03 + 0 03 % min-; P= 0 008).• Endurance training is known to increase vascularity in skeletal muscles, and the enhanced resting clearance rate suggests adaptations of the lymphatic system as well.
  41. 41. • As expected, the clearance rates were increased during the exercises. During exercise, the muscle fibre deformations during and between contractions play a major role in lymph propulsion.• The volume of the lymphatics depends upon the diameter of the muscle fibres, so that when muscle fibres are lengthened (stretched), the volume of the lymphatics increases, and, conversely, when fibres are shortened, the lymphatic volume decreases• The different clearance rates for IMFlex and IMExt agree well with the concepts of lymph formation and propulsion .• When IMExt was performed, the muscle was at its normal relaxed length.• During contraction, no external work was done, but themuscle was able to shorten to its anatomical minimum length. Therefore, the cross-sectional area of the vastus lateralis muscle fibres was increased, which in turn collapsed the lymphatics and propelled fluid along the lymphatic system.
  42. 42. CONCLUSION• The present results suggest that improper lymphatic pumping during IMFlex was compensated for during the subsequent rest period.• In conclusion, the present results demonstrate experimentally the significance of muscle deformations on the interstitial albumin clearance from skeletal muscle.• These results support earlier observations on the clearance rates of intramuscularly injected radioactively labelled tracers in animals and extend these observations to human subjects.• The exact contribution of variation of the muscle length to lymph flow from exercising skeletal muscle, as well as the role of the intensity of the muscle contraction, warrant further studies.
  43. 43. QUALE ATTIVITA’ MOTORIA / FISICA ?Task Force Multisocietaria di Medicina Sportiva e Cardiologia dello Sport: Documento di consenso su “La prescrizione dellesercizio fisico inambito cardiologico” FMSI & SIC-sport ed, Roma 9 maggio 2006.
  44. 44. ESERCIZIO FISICO • Movimento della muscolatura• Esercizio fisico scheletrica, associato a consumo energetico• Allenamento • Attività fisica strutturata, (training) fisico finalizzata al mantenimento/miglioramento della efficienza fisica • Capacità di praticare attività• Efficienza fisica muscolo scheletrica e cardio- respiratoria in grado di ridurre il rischio di mortalità e morbilità cardiovascolari
  45. 45. ATTIVITÀ FISICA • Attività fisica finalizzata a• Agonistica performance agonistiche, anche estreme, che prevede la partecipazione regolare a competizioni sportive riconosciut• Ludica e ricreativa • Attività fisica, regolare o occasionale, che non implica sforzi massimali
  46. 46. SFORZO FISICO • Attività fisica finalizzata aStrenuo (att. agonistica) performance agonistiche anche estreme, che raggiunge e supera le capacità aerobiche massimali• Intenso (att. agonistica • Attività fisica che raggiunge occasionale) le capacità aerobiche massimali • Attività fisica, regolare o• Moderato (att. ludica o occasionale, che non ricreativa) raggiunge le capacità aerobiche massimali
  47. 47. FUNZIONE ENDOTELIALE ED ESERCIZIO FISICO Giuseppe M. Andreozzi Direttore U. O. di Angiologia, Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova• Lesercizio fisico va sempre consigliato e prescritto, ma in modo ben finalizzato e personalizzato.• Lattività agonistica, con sforzo strenuo, va lasciata agli atleti nella fase di piena attività.• Nel soggetto sano (privo di fattori di rischio aterosclerotici) con la finalità di mantenere una buona efficienza fisica può essere utilizzato uno sforzo anche intenso, ma senza superare i limiti aerobici personali.• Nella prevenzione cardiovascolare primaria è da prediligere lo sforzo moderato, indulgendo a brevi periodi di sforzo intenso se ben tollerato,• Nella prevenzione secondaria lo sforzo deve essere sempre moderato e personalizzato, evitando ogni sensodi fatica o di “non benessere”.
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