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Del tradurre e dell\'interpretare - George Steiner
 

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    Del tradurre e dell\'interpretare - George Steiner Del tradurre e dell\'interpretare - George Steiner Presentation Transcript

    • Del tradurre e dell’ interpretare George Steiner e il compito del traduttore
    • "Dopo Babele" – Aspetti del linguaggio e della traduzione
      • George Steiner: coordinate di un nuovo campo di discussione, vale a dire mettere a fuoco le relazioni interattive fra i vari campi della retorica, della storia, della critica della letteratura, della linguistica e della filosofia linguistica.
    • La torre di Babele occupa un posto importante tra i simboli che riguardano i traduttori.
      • [1] Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. [2] Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. [3] Si dissero l'un l'altro: "Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco". Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. [4] Poi dissero: "Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra". [5] Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. [6] Il Signore disse: "Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. [7] Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro". [8] Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. [9] Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra. ( Genesi , 11: 1-9). «Genesi» (ebraico: Berešit la cui traduzione è più corrispondente a «Principio» che a «Genesi».
    • “ Ogni atto comunicativo è un atto di traduzione”
      • la traduzione è formalmente e praticamente implicita in OGNI atto di comunicazione, nell'emissione e nella ricezione di ogni singolo atto di significazione, sia nel più ampio senso semiotico, sia negli scambi più specificamente verbali.
    • Capire significa decifrare.
      • La traduzione fra lingue diverse è un'applicazione particolare di una configurazione e di un modello fondamentali del discorso umano, persino quando questo discorso avviene in un'unica lingua.
      • Tutto ciò infatti si evince attraverso l'osservazione delle numerosissime difficoltà incontrate all'interno della stessa lingua da quelli che si sforzano di comunicare attraverso gli spazi del tempo storico, delle differenze sociali, delle variazioni di sensibilità culturale e professionale.
    • In "Dopo Babele" si nega l'esistenza di una "teoria della traduzione" a favore di descrizioni ragionate di procedimenti.
      • Il modello in quattro tempi dell'ermeneutica inerente all'atto della traduzione che viene preso in esame in "Dopo Babele"  "spinta iniziale–aggressione–incorporazione–reciprocità o restituzione" non ha pretese teoriche, è solo la narrazione di un procedimento.
    • Qualsiasi lettura completa di un testo tratto dal proprio passato linguistico e letterario è, secondo Steiner, "un atto multiplo di interpretazione”
      • Il linguaggio è soggetto a un mutamento perenne; per cui tempo e linguaggio sono intimamente collegati, si muovono, e la direzione non è mai nello stesso posto.
      • Filologia e ‘presenza vera’
      • (Steiner, “Vere Presenze”, Garzanti)
    • Linguaggio sacro e linguaggio ordinario
      • Differentemente da certe lingue sacre e magiche che si conservano in uno stato di stasi artificiale, il linguaggio ordinario è soggetto in ogni istante ad un mutamento che può assumere svariate forme.
      • Civiltà ed epoche differenti non producono necessariamente la stessa "massa di linguaggio", alcune forme di sensibilità apprezzano il silenzio e l'elisione, altre invece premiano la prolissità e gli ornamenti semantici.
    • Il divenire della lingua
      • In certi momenti le lingue mutano a velocità straordinaria: introducono innovazioni lessicali e grammaticali, oppure eliminano elementi consunti con consapevole velocità. In altri momenti invece, le lingue sono rigidamente conservatrici: l'italiano del dopoguerra, ad esempio, nonostante le pressioni del realismo e il modernismo consapevole di altri strumenti di comunicazione quali il cinema, è stato curiosamente inerte. Gadda costituisce un caso eccezionale.
    • Una lingua non è avulsa dal proprio contesto d’uso
      • Ogni atto linguistico ha una determinazione temporale, nessuna forma semantica è atemporale. Ogni testo afferma Steiner è radicato in un preciso tempo storico, e possiede una struttura diacronica. "Leggere in modo totale" significa, dunque, recuperare il più possibile i valori e le intenzionalità immediate in cui di fatto si presenta un discorso. Occorre conoscere a fondo la collocazione temporale e locale del testo, i legami che uniscono anche la più inconsueta delle locuzioni poetiche all'idioma dell'ambiente circostante
    • Conoscere l’autore
      • La familiarità con l'autore faciliterà la comprensione in qualsiasi punto. Quando interpretiamo un testo nel modo più accurato possibile, tutelando e vivificando in tale appropriazione la vita autonoma dell'oggetto stesso, si ha un processo di "ripetizione originale".
      • Riproduciamo, nei limiti di una nostra consapevolezza secondaria, ma arricchita ed educata, la creazione compiuta dall'artista.
    • Mimesis
      • La conoscenza più raffinata e completa è una sorta di MIMESIS finita. Allo stesso modo del poeta, il grande esecutore o critico può dire JE EST UN AUTRE . Si combinano così due movimenti fondamentali in quanto il raggiungimento del senso interno dell'opera (EINFŰHLUNG) è un atto sia linguistico che emotivo.
    • interpretazione
      • L'"interpretazione" è intesa come ciò che conferisce al linguaggio una vita che trascende il momento e il luogo dell'immediata espressione o trascrizione.
      • La parola francese INTERPRÈTE concentra in sé tutti i valori attinenti: l'attore è INTERPRÈTE di Racine; il pianista offre UNE INTERPRÉTATION di una sonata di Beethoven; con l'impegno della propria identità, il critico diventa UN INTERPRÈTE .
    • interpretazione
      • Il vocabolo inglese INTERPRETER non è così pregnante; ma è conforme al francese quando si estende in un'altra direzione decisiva.
      • INTERPRÈTE / INTERPRETER vengono comunemente usati col significato di TRANSLATOR (traduttore).
    • trasformazione
      • Il lettore, l'attore, il curatore sono traduttori di un linguaggio estraneo al loro tempo. Il modello schematico della traduzione è quello in cui il messaggio passa da una lingua-fonte ad una lingua-ricevente tramite un processo di trasformazione.
    • decodificazione
      • La barriera è costituita dal fatto che ogni lingua è diversa dall'altra, e affinché il messaggio "giunga a destinazione", deve necessariamente aver luogo un trasferimento interpretativo, descritto come codificazione e decodificazione.
    • La distanza: il tempo
      • Questo stesso modello agisce all'interno di una singola lingua, solo che in questo caso la distanza tra fonte e ricevente è il tempo. Taluni elementi si sottrarranno ad una completa comprensione o riesumazione. La barriera temporale può essere più indocile della differenza linguistica.
    • La storia
      • La storia è un atto linguistico. Quale realtà sostanziale avrebbe altrimenti la storia al di fuori del linguaggio, al di fuori della fede interpretativa in documenti essenzialmente linguistici?
      • L'organizzazione semantica del ricordo viene stilizzata e codificata in maniera diversa dalle differenti culture. Tuttavia ciascuna lettura, ciascuna traduzione è differente e trae origine da un diverso angolo visuale.
    • I linguisti distinguono una struttura diacronica da una struttura sincronica del linguaggio
      • Se la cultura si bassa sulla trasmissione del significato attraverso il tempo – il vocabolo tedesco ŰBERTRAGEN esprime esattamente i concetti del tradurre e del trasmettere tramite la narrazione – essa si basa anche sul trasferimento del significato nello spazio.
    • Differenze regionali
      • Le lingue che si estendono su un vasto territorio generano dialetti e regionalismi, e le differenze di dialetto hanno raggiunto in alcuni casi un tale grado di polarizzazione che ci si trova quasi di fronte a lingue specifiche. Le differenze regionali e dialettali sono tuttavia le più facili da identificare. Ogni corpo linguistico è in effetti incrinato da divergenze assai più sottili, che si riferiscono allo stato sociale, all'ideologia, alla professione, all'età e al sesso.
    • inflessione
      • Assai più importanti e inafferrabili sono gli usi dell'inflessione, della struttura grammaticale e della scelta terminologica da parte di classi sociali e gruppi etnici diversi per affermare le rispettive identità e per opporsi gli uni agli altri.
    • Storicità e polisemia del linguaggio
      • Le funzioni aggressive di un linguaggio all'interno di una comunità divisa socialmente ed economicamente superano per importanza le funzioni della semplice comunicazione.
      • La polisemia, la capacità di una stessa parola di indicare cose diverse, dove tale differenza va dalla sfumatura all'antitesi, caratterizza il linguaggio dell'ideologia. Ideologie competitive di rado creano nuove terminologie.
    • esempi
      • Nell'idioma del fascismo e dello stalinismo, "pace", "libertà", "progresso", "volontà popolare" sono parole-chiave come nel linguaggio della democrazia parlamentare. Ma hanno significati fortemente contrastanti. La traduzione, nel senso "normale" del termine, diventa impossibile.
    • Linguaggio infantile
      • Nel linguaggio dei bambini invece le strutture diacronica e sincronica si sovrappongono. In ogni momento, in una comunità e nella storia della lingua, il discorso delle varie generazioni è diverso.
      • I bambini ritagliano il proprio mondo linguistico dalla somma delle risorse lessicali e sintattiche della società adulta. In quanto classe sfruttata e ribelle, i bambini, proprio come il proletariato o le minoranze etniche, attaccano e ridicolizzano la retorica, le parole tabù, gli idiomi normativi dei loro "oppressori".
    • donne
      • Nella maggior parte delle società e in tutto il corso della storia, la condizione delle donne è stata simile a quella dei bambini. Ambedue i gruppi sono mantenuti in uno status di inferiorità privilegiata, ed entrambi devono subire forme evidenti di sfruttamento sessuale, legale ed economico. Così il sentimentalizzare vittoriano della superiorità morale delle donne e dei bambini coesisteva con forme violente di asservimento erotico ed economico.
    • Eros e linguaggio
      • Sotto tale pressione sociologica e psicologica, tutte e due le minoranze hanno sviluppato codici interni di comunicazione e difesa. Eros e linguaggio si intrecciano ovunque. Relazione sessuale e relazione verbale sono sottoclassi del processo comunicativo. Come il linguaggio, il sesso è condizionato dalle convenzioni sociali, dalle regole di comportamento e dalle esperienze precedenti.
    • Identità sessuale e linguaggio
      • Il fenomeno di gran lunga più importante, anzi universale, è il diverso modo in cui gli uomini e le donne usano termini e costrutti grammaticali identici. L'identità sessuale crea infatti nella comunicazione barriere sottili, ma robuste.
    • Comunicare e tradurre
      • Ogni modello di comunicazione è dunque, al tempo stesso, un modello di tra-duzione, di trasferimento verticale o orizzontale di significato.
      • Non vi sono due epoche storiche, due classi sociali, due località che si servano delle parole e della sintassi per significare esattamente le stesse cose, per inviare segnali identici di valutazione e deduzione. E nemmeno due esseri umani.
    • idioletto
      • Ogni persona attinge a due fonti di riferimento linguistico: il parlato corrente che corrisponde al suo livello culturale e un proprio repertorio privato. Per quanto riguarda la possibilità o meno dell'esistenza di un "linguaggio privato", si può affermare che gli aspetti di ogni atto linguistico sono unici ed individuali. Formano ciò che i linguisti chiamano "idioletto".
      • Il "lessico personale" di ognuno di noi modifica inevitabilmente le definizioni, le connotazioni, i processi semantici del linguaggio pubblico.
    • Fattore privato
      • L'importanza del fattore privato presente nel linguaggio mette in rapporto lo studio della traduzione con la teoria del linguaggio in quanto tale. Un individuo compie dunque un atto di traduzione, nel pieno senso del termine, quando riceve un messaggio verbale da qualsiasi altro essere umano. Tempo, distanza, divergenze di punti di vista o di riferimento rendono tale atto più o meno difficile.
      • La "traduzione" in senso stretto è un caso particolare del rapporto di comunicazione che ogni atto linguistico riuscito traccia all'interno di un dato linguaggio.
    • Comunicazione - linguaggio
      • All'interno delle lingue e tra di esse, la comunicazione umana equivale alla traduzione. Studiare la traduzione significa, quindi, studiare il linguaggio.
    • Testi sacri e testi poetici
      • Caratterizzati dalla loro natura di ‘linguaggi speciali’ –
      • Cosa significa, per poesia e per testo sacro, essere ‘intraducibili’?
      • Ma data la presenza di numerose e fondamentali traduzioni, cosa significa il
      • Fatto che vengano tradotte e ritradotte
      • Ontologia dell’intraducibile e fenomenologia del traducibile
    • Tradurre e ritradurre
      • Traduzioni della Bibbia in Inglese:Tradurre la Bibbia nella lingua del volgo: Il problema della individualità dell’interpretazione.
      • La mimesi.
      • La traduzione della Bibbia è traduzione della Parola, perciò è testo ispirato.
    • Il non-problema della traduzione del Corano
      • Il problema del “tradurre” il testo sacro è di fondamentale importanza nell’ambito giudaico-cristiano.
      • Per quale motivo tale problema non si pone in ambito islamico?
      • Bibbia e Corano sono ontologicamente diversi: il Corano sta al Cristo come Maometto sta alla Madonna.