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Tobacco addiction

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Analysis of the current situation of tobacco addiction and the consequences, written and visual (see bookcover). …

Analysis of the current situation of tobacco addiction and the consequences, written and visual (see bookcover).
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  • 1. Fall 08 03 ‘10Fenomeno del Tabagismo[As sociazione Allen Carr]
  • 2. Indice:Prefazione p. 3Sezione 1: · Cenni storici p. 6 · Il fumo, i principali composti e la loro tossicità p. 7 · Fumo e salute p. 9 · La nicotina come droga, il problema della dipendenza p. 12 · Le azioni farmacologiche della nicotina p. 12 · Le tante strade della nicotina p. 14 · Intossicazione acuta da nicotina p. 14 · La nicotina può dare dipendenza fisica e tolleranza? p. 15 · Uscire dalla dipendenza p.18 · Perché gli adolescenti cominciano a fumare p. 10 · Fenomeno del tabagismo p. 22 · Il punto di partenza per parlare del fumo p. 23 · Norme generali sul fumo p. 24 · Scenario italiano p. 24 · Il percorso legislativo italiano p. 25Sezione 2: · Testimonianze e metodi per smettere di fumare p. 29 · Le teorie psicologiche sulla prevenzione p. 39 · La scuola: educare i ragazzi alla salute p. 42 · Programma antifumo per le scuole p. 43 · La nostra campagna p. 45Glossario p. 47Bibliografia p. 492
  • 3. Prefazione"Io voglio smettere di fumare e sapere è potere”; questo si può dire siail motto della nostra Associazione Allen Carr la quale sostiene che perriuscire a disintossicarsi dalla dipendenza da nicotina e tabacco èsufficiente informarsi.Allen Carr nacque il 2 settembre 1934 e morì il 29 novembre 2006.Ex fumatore da oltre 30 anni era arrivato a fumare anche più di 100sigarette al giorno e, solo dopo vari tentativi per sconfiggere la dipendenza da nicotina e tabacco, ci è riuscito improvvisamente nel 1983 passando a zero sigarette. Prima della morte Carr ha colto loccasione per divulgare il suo metodo Easyway al maggior numero di persone possibili grazie ai suoi libri di successo e ai centri contro la lotta al fumo che ha fondato in 32 Paesi. Alcune importanti sedi del metodo Easyway per la lotta al tabagismo e per lasensibilizzazione sociale alla politica di non fumo per un ambiente dilavoro sano e gradevole, ai sensi della legge 626, si trovano in Italia,Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania,Olanda, Islanda, Irlanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, SudAfrica, Sud America, Svizzera, Spagna, Inghilterra.Il primo libro scritto da Allen Carr, che è stato un vero bestseller, "Èfacile smettere di fumare se sai come farlo" indica comesmettere di fumare con il metodo Easy Way.Il libro ha venduto oltre 7 milioni di copie nel mondo - circa 100.000in Italia - ed è tradotto in 23 lingue; con questo libro Allen Carr èriuscito a fare smettere di fumare milioni di persone nel mondo,anche famose: ognuno ha trovato la libertà eliminato e risolto il graveproblema del tabagismo. 3
  • 4. Il metodo Easyway si sviluppa in poche ore presso il centro antifumoe i risultati spesso sono sorprendenti con unelevata percentuale disuccesso.Smettere di fumare è un po come fare la dieta e spesso si tende aprocrastinarne l’inizio.Ogni fumatore conosce i rischi del fumo perchè linformazione sugliaspetti nocivi del fumo attivo delle sigarette sono conosciuti.Viceversa molti accaniti fumatori ignorano il motivo e il meccanismoche spinge ogni fumatore a fumare decine o centinaia di sigarette algiorno.È importante dare uninformazione completa al fumatore e renderloconsapevole del perchè si fuma e cosa spinge a fumare e questo è loscopo che vogliamo raggiungere alla fine della nostra campagna.Una volta analizzate le motivazioni, occorre rimuovere il desiderio, lasensazione piacevole che il fumatore percepisce e il bisogno difumare dovuto alla dipendenza da nicotina e allo stato psicologico.Questa fase attenua il sacrificio dello smettere di fumare e rende piùsemplice psicologicamente lapproccio a diversi e più salutari stili divita.Lobiettivo usato dal metodo Easy Way di Allen Carr è luso delpotere del "pensiero positivo" che ha convinto e convince migliaia dipersone a smettere di fumare e ad allontanarsi dalla nicotina senzaeccessivi sforzi.4
  • 5. SEZIONE II 5
  • 6. Cenni storici:La coltivazione del tabacco è talmente antica da avere una propriastoria archeologica, infatti reperti rinvenuti in Perù ed in Messicohanno consentito di accertare che la pianta era già coltivata intorno al4.000 a.C.La prima notizia riguardante la pianta di tabacco risale al 1492, annodella scoperta delle Americhe. Fu proprio Cristoforo Colombo adannotare nel suo diario di viaggio della strana usanza degli indigeniamericani, introdurre foglie di pianta arrotolata nel naso aspirandoneil fumo.A partire della scoperta dell’America, la diffusione del tabacco inEuropa fu rapidissima. Il primo esemplare di pianta arrivò nel 1512 inPortogallo da dove il tabacco iniziò a diffondersi nella seconda metàdel cinquecento anche in Spagna e Francia.La denominazioni botanica della pianta (nicotina tabacum) così comeil nome del principio attivo contenuto nelle foglie, devono la propriaorigine a Jean Nicot, un diplomatico francese che nel 1570 portò indono foglie di tabacco tritate a Caterina dei Medici (regina di Francia)come rimedio per la sua emicrania.Per alcuni decenni tutta Europa vennero attribuite al tabaccoproprietà curative per le più svariate malattie.Se la diffusione del tabacco in Europa può contare quasi cinque secolidi storia, la diffusione delle sigarette invece assai più recente.Dall’epoca precolombiana il tabacco è stato usato nelle pipe o informa di sigari. La possibilità di fumare il tabacco avvolto in involucridi carta, sperimentata per la prima volta nel diciottesimo secolo, trovala propria diffusione di massa solo agli inizi del Novecento.La ragione principale dell’imporsi delle sigarette è senza dubbio ditipo tecnologico: da una parte i sistemi di fabbricazione in serie6
  • 7. abbassarono i costi di produzione e di vendita, dall’altro favorironoben presto la diffusione dell’abitudine al fumo.I principali Paesi produttori di tabacco sono: la Cina (con oltre tremilioni di tonnellate l’anno), gli Stati Uniti(con circa 650 milatonnellate), l’India, il Brasile (entrambi con 500 mila tonnellate).All’interno della CEE il più importante produttore di tabacco èproprio l’Italia (nel 1993 ne ha prodotte 145 mila tonnellate) di cuioltre 124 mila destinate all’esportazione.Tuttavia importiamo grandi quantitativi di sigarette; sul totale dellesigarette vendute in Italia oltre al 40% è rappresentato da sigaretted’importazione.Il fumo, i principali composti e la loro tossicita’La composizione chimica del fumo varia a seconda della varietà deltabacco utilizzata, dell’ambiente in cui a pianta è maturata, dellemodalità di essiccamento e manifattura, del tipo di carta, dellapresenza o meno del filtro.Quando il fumo entranell’organismo è una specie diaerosol concentrato cioè unamiscela di sostanze, alcune allostato gassoso altre sottoforma dicorpuscoli. La quantità e qualitàassorbite dal fumatore dipendonoin parte anche dal proprio mododi fumare: sigarette con filtro osenza, aspirazione del fumo,frequenza d’aspirazione. Solo il25% della nicotina viene assorbita 7
  • 8. se il fumo è trattenuto nel cavo orale, mentre l’assorbimento si elevaal 90% se il fumo viene aspirato sino ai polmoni.Nonostante gli sforzi fino ad oggi profusi nella ricerca per valutare ilgrado di nocività di queste sostanze, a tutt’oggi gli studi di tossicità edi cancerogenicità si fermano ad una parte di esse.Dal punto di vita tossicologico i più importanti componenti del fumosono: la nicotina, il catrame e l’ossido di carbonio.Il catrame detto anche “condensato” è una miscela di diverse sostanzetra cui alcuni idrocarburi aromatici policiclici ed alcuni amine. Inparticolare il benzopirene ed il suo derivato benzoantracene hannoevidenziato sia una attività diretta nell’induzione di mutagenesi incellule umane in coltura che la comparsa di fenomeni dicancerogenesi dopo la loro somministrazione in animali dalaboratorio.Tali sostanze oltre ad avere una potente azione cancerogena sonoanche responsabili di effetti tossici ed irritanti sull’apparatorespiratorio. Il fumo di sigaretta contiene in media da 2 a 20 mg persigaretta di ossido di carbonio, gas che si forma essenzialmente dallacombustione incompleta del tabacco.I forti fumatori hanno fino al 15 % della loro emoglobina legataall’ossido di carbonio e per tanto incapace di adempiere alla funzionedi trasporto dell’ossigeno dei polmoni e tessuti. L’emoglobina serveper trasportare l’ossigeno dai polmoni a tutto il resto del corpo. Lapresenza di ossido di carbonio farà si che il sangue non contenga laquantità normale d’ossigeno. Di conseguenza sarà necessari respirarepiù frequentemente ed il cuore dovrà funzionare con più forza perfornire al corpo la quantità d’ossigeno necessaria Il cuore dovràlavorare di più e ciò determina maggior sforzo, nocivo per il cuore,soprattutto se i polmoni sono esposti in maniera continuativa al fumodi sigaretta.8
  • 9. All’elevata concentrazione di carbossiemoglobina nel sangue sonoprobabilmente dovuti certi effetti a carico del feto di madri fumatricicome il minor peso alla nascita e la maggiore incidenza di nati morti.Fumo e saluteL’Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che nel mondofumano regolarmente un milliardo di persone. In Italia la diffusionedel fumo sta registrando un progressivo decremento; se neldopoguerra i fumatori costituivano il 40% della popolazione italiana,nel 1991 essi erano scesi al 27%.A ben vedere questa riduzione si trova in larga misura nellapopolazione maschile.Diverso è il quadro relativo alla popolazione femminile: fino agli anni‘60 le fumatrici costituivano un esigua minoranza, dagli anni ’70 ilfumo si effonde nella popolazione femminile soprattutto nelle fasci dietà più giovani; la sigaretta diviene per loro uno dei simboli dellaemancipazione femminile di quegli anni.Ai nostri giorni si nota non solo da diminuzione dei giovani fumatorima anche una riduzione dell’incidenza di chi inizia a fumare per la 9
  • 10. prima volta. Il quadro generale che in passato assegnava al fumo ilsignificato simbolico dell’acquisizione di uno status adulto sta oracambiando lentamente.I dati più recenti rivelano che fumare accorcia la vita:il principale effetto del fumo di tabacco sulla salute umana èrappresentato infatti dalla riduzione della durata media della vita.Vari studi hanno dimostrato che un uomo di trenta anni che fuma duepacchetti di sigarette al giorno ha una speranza di vita ridotta di circaotto anni rispetto ad un suo coetaneo che non fuma.È però confortante che chi smette di fumare recupera gradualmentetutta la propria speranza di vita le statistiche rivelano che nel 1990 inItalia il 25% di tutte le morti dei maschi , del 3.5 % nelle femminesono state causate dal fumo di tabacco; metà delle morti si verificanotra i 35 e i 69 anni.Le patologie correlate al fumo ditabacco sono tante: tra le piùfrequenti si annoverano i tumorimaligni del polmone, delle alte vierespiratorie, della vescica dellstomaco, del pancreas, le broncopneumopatie croniche, le malattiecardiovascolari, l’ulcera gastrica eduodenale e l’aterosclerosi.La frequenza e la gravità di questemalattie aumenta con la precocitàdi inizio dell’abitudine al fumo econ il numero giornaliero di sigarette fumate.10
  • 11. Nelle femmine i tumori più frequenti sono quelli allo stomaco seguitida quelli polmonari.Per quanto riguarda le malattia cardiovascolari, per i fumatori ilrischio di ammalarsi è tre volte più elevato rispetto a quanto accadeper coloro che non fumano. Tale rischio si moltiplica ulteriormente seil fumatore è contemporaneamente affetto anche da altri disturbicome l’ipertensione arteriosa e l’elevato tasso di colesterolo.Per questo tipo di malattie, però, basta smettere di fumare perché ilrischio di morire decresca in un arco di tempo relativamente breveche va da alcuni mesi ad alcuni anni. Ogni anno in Italia muoionooltre trentamila persone per malattie dell’apparato respiratorio nontumorali (es. bronchite cronica, enfisema polmonare) ed il fumorisulta essere, anche in questo caso, il fattore di rischio principale.Vari studi hanno dimostrato che il fumo “secondario” o “passivo” cioèil fumo che si disperde nell’ambiente provoca anch’esso danni allasalute. Tra gli adulti esposti al fumo passivo gli effetti più comunisono irritazione agli occhi, mal di testa, sintomi nasali e tosse. Unapersona che non fuma, se è esposta quotidianamente al fumo di unfamiliare, vede anch’essa aumentato il proprio rischio di sviluppareun tumore al polmone. Nei bambini poi è stata accertata una strettacorrelazione tra la prevalenza di malattie respiratorie infantili(bronchite e polmonite) e le abitudini fumatorie dei genitori.La conoscenza delle motivazioni psicologiche dell’abitudine al fumo èdeterminante per comprendere a pieno lo stato adolescenziale eprogrammare un corretto intervento di educazione sanitaria.Il giovane fumatore tende ad autogiustificare il propriocomportamento, considera il fumo modello di stato sociale, legato alsuccesso nello sport, nella vita affettiva ed al mito del potere. Lasigaretta diviene il mezzo più comodo per rispondere a stimoliambientali destabilizzanti e più facile per venire accettato dai pari. 11
  • 12. La nicotina come droga, il problema della dipendenza. La nicotina (solo uno dei quasi 4000 componenti chimici contenuti in una sigaretta) è la sostanza più nota e, forse, anche la più studiata del tabacco. Essa fu isolata nel 1828 da Posselt e Reimann, mentre i primi studi farmacologici si devono ad Orfilia, nel 1834. La scoperta che tale principio attivo avesse un’azione sul ganglio cervicale superiore fu di Langley e Dickinson, (1889). La potenza della stimolazione attribuibile alla nicotina è data da un gruppo di recettori colinergici dei gangli autonomi classificati sotto il nome di “recettori nicotinici”. Le azioni farmacologiche della nicotina La nicotina è un alcaloide naturale liquido, basico (pKa= 8,5) volatile, idrosolubile, incolore, capace di acquistare un colore bruno e un odore caratteristico se esposta all’aria. Essa è capace di stimolare inizialmente i gangli, esercitando un’azione colinomimetica, per poi bloccarli attraverso una prolungata depolarizzazione, mediata dal flusso di ioni Na+. Questa bifasicità (azione eccitatoria seguita da una fase depressiva) caratterizza un po’ tutti gli effetti di questo alcaloide, per questo la ritroviamo nelle manifestazioni a livello dei vari organi ed apparati.· Sistema Nervoso Periferico: l’intervento iniziale della nicotina è di stimolazione dei gangli autonomi. Piccole dosi facilitano la trasmissione degli impulsi, la liberazione di catecolamine ( es. adrenalina) dalle ghiandole surrenali, producono una modesta ipereccitabilità neuromuscolare. Segue la fase di depressione. La nicotina deprime la conduzione nervosa dei gangli, la liberazione di 12
  • 13. adrenalina e noradrenalina viene ridotta per stimolazione del nervo spalancnico, l’attività muscolare è inibita per blocco neuromuscolare da desensibilizzazione dei recettori con conseguente paralisi. Il principio attivo stimola i recettori sensoriali: meccanocettori (stiramento o pressione della pelle, dei visceri intestinali, polmone, stomaco), chemocettori (es. glomo carotideo), termocettori ( cute e lingua), recettori al dolore.· Sistema Nervoso Centrale: la nicotina stimola lo SNC in modo intenso, producendo dapprima tremori e poi, per dosi più elevate, convulsioni Per dosi modeste si ottiene un tracciato elettroencefalografico tipico di uno stato di vigilanza, ma diminuiscono contemporaneamente il tono muscolare e i riflessi tendinei profondi. Inizialmente viene stimolata anche l’attività respiratoria, mentre poi, per dosi successive, si ottiene una depressione fino alla insufficienza respiratoria e alla morte, dovuta sia alla paralisi dei muscoli respiratori che alla depressione centrale. L’alcaloide del tabacco è capace di stimolare il vomito (stimolazione del CTZ, chemoreceptor trigger zone, localizzato nella formazione reticolare del midollo allungato).· Sistema cardiovascolare: somministrata per via endovenosa, nel cane, la nicotina induce immediatamente un aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, dovuti a vasocostrizione che è esercitata anche a livello coronario.· Apparato digerente: le azioni della nicotina sull’apparato gastrointestinale sono dovute a stimolazione del sistema nervoso parasimpatico e ad attivazione dei gangli parasimpatici. Di fatto la nicotina aumenta il tono e l’attività motoria dell’intestino (peristalsi). Si rileva nausea, vomito, diarrea, soprattutto dopo somministrazione sistemica. 13
  • 14. · Ghiandole esocrine: la nicotina è capace di indurre inizialmente una stimolazione della secrezione delle ghiandole salivari e bronchiali, mentre dopo si ottiene una inibizione. Le tante strade della nicotina La nicotina di una sigaretta viene assorbita rapidamente dal polmone e già dopo 8 secondi raggiunge il cervello. Essa si trova in sospensione nelle minutissime particelle di catrame del fumo , in tal modo può essere facilmente “assimilata” dall’apparato respiratorio. Dopo l’assunzione di una sola sigaretta, le concentrazioni plasmatiche di nicotina si riducono nel giro di 5 – 10 minuti perché la sostanza si distribuisce nei vari tessuti, ma nei fumatori cronici il tasso nicotinico nel sangue resta abbastanza alto e l’emivita (il tempo necessario a dimezzare il tasso plasmatico) è di circa 2 ore. Nel corso della giornata di un fumatore, il livello di nicotina cresce fino a raggiungere il massimo verso sera. La nicotina, poi si trasforma in metabolici inattivi che vengono eliminati in circa 19 ore. La nicotina è metabolizzata soprattutto dal fegato ma anche il rene e il polmone esercitano una azione di “clearance” metabolica. Una volta inattivata dai metaboliti, questi vengono eliminati rapidamente per via renale. Il latte materno delle fumatrici può contenere fino a 0,5 mg/l di nicotina. Chi fuma ha anche il problema di metabolizzare più rapidamente diversi farmaci. Intossicazione acuta da nicotina Siamo abituati a vedere la nicotina come una sostanza sprigionata dal fumo di sigarette, capace perciò di provocare danni cronici, mentre nella realtà è possibile una intossicazione acuta da questa sostanza che si verifica per ingestione del principio attivo in quanto tale o 14
  • 15. nell’ingestione di derivati del tabacco (per es. dai bambini). La dosemortale acuta per la nicotina è di circa 60 mg per gli adulti cheequivale alla nicotina contenuta in 40- 60 sigarette. I sintomi sononausea, salivazione, dolori addominali, vomito, diarrea, mal di testa,disturbi dell’equilibrio, alterazioni visive e uditive, confusione. Doposi ha grave debolezza, calo della pressione arteriosa, insufficienzarespiratoria, collasso cardiocircolatorio, morte dopo pochi minuti.La nicotina può dare dipendenza fisica e tolleranza?Uno dei problemi più dibattuti è la dipendenza fisica da nicotina,paragonabile a quella delle droghe pesanti. Molti credono che lanecessità di fumare derivi più da un rinforzo psicologico che da unamotivazione biochimica. Senza dubbio il fumo di sigaretta è unaabitudine che ha alcune similitudini con l’abuso di sostanze definite“stupefacenti”, malgrado non si possa stabilire una equazione intermini assoluti tra tossicodipendenza e tabagismo. Il fumo disigaretta ha origine nel disagio giovanile, nella fragilitàadolescenziale, nelle delicate problematiche della formazione della personalità dell’età evolutiva. Esso si cronicizza passando per una “automedicazione” delle piccole difficoltà quotidiane e diviene un rito ben presto della vita.Nonostante tutto ciò si deve accettare che la sigaretta “piace” alfumatore, cioè evoca sensazioni gradevoli che sono mediate dacomplesse reazioni biochimiche nell’organismo e la cui sospensioneprovoca disagi fisici; la nicotina stimola la liberazione di 15
  • 16. noradrenalina e di dopamina da parte di certe aree del cervello.Questo meccanismo è molto simile a quello che si verifica per droghepiù pesanti come la cocaina.Per valutare, dal punto di vista medico il tabacco come “droga”,dobbiamo riferirci a due parametri che abitualmente identificano lesostanze d’abuso: 1. tolleranza 2. dipendenzaIl fumo di sigaretta è capace di dare tolleranza, cioè che l’organismo siadatti a dosi via via crescenti del principio attivo. Per un nonfumatore, l’assunzione del fumo di due sigarette determina sensazionidi instabilità, barcollamento, nausea, senso di vomito, tremori,aumento della frequenza del polso, calo della temperatura corporea.Tali effetti sono fortemente diminuiti nei fumatori cronici, nei quali,però, continua a verificarsi l’aumento della concentrazione plasmaticidi alcuni ormoni.I non fumatori descrivono sensazioni spiacevoli dopo l’iniezione dinicotina, mentre i fumatori giudicano piacevoli questi effetti.L’accumulo di nicotina nel plasma, per unità di dose somministrata, èquasi quattro volte maggiore nei non fumatori rispetto ai fumatori,indicando una reale e consistente differenza nella tolleranzafarmacocinetica.Negli studi su animali si denota l’insorgenza di tolleranza agli effettidella nicotina, che però scompaiono dopo 24/48 ore di astinenza.Nell’uomo la tolleranza tende a sparire piuttosto rapidamente tantoche una dose di nicotina assunta la mattina esercita un effetto piùduraturo e intenso della stessa dose assunta la sera, dopo numerosealtre somministrazioni.La dipendenza (ossia la necessità compulsiva di procurarsi il farmacoper evitare una sindrome da astinenza) è altresì assodata da un punto16
  • 17. di vista farmacologico, malgrado la sua entità non possa essereparagonabile a quella delle droghe maggiori (es. eroina o cocaina). Lasindrome da astinenza da tabacco insorge entro 24 ore dall’ultimaassunzione. Essa comprende anche alterazioni dell’elettroencefalogramma.Entro poche ore i test di vigilanza e di esecuzione psicomotoriaregistrano una netta diminuzione delle prestazioni ed un aumentodell’ostilità. La frequenza cardiaca cala e si riduce la pressionearteriosa, mentre aumenta il flusso arterioso periferico per ladiminuzione della vasocostrizione.Sintomi soggettivi rilevati sono: irritabilità, ansia, difficoltà diconcentrazione, cefalea, disturbi del sonno e gastroenterici. Alcunisintomi scompaiono in 36 – 72 ore, mentre altri si attenuano solodopo settimane o mesi.La gravità di questa sindrome d’astinenza è maggiore quanto più altaè la quantità di sigarette fumata. La somministrazione di nicotina (siaper via endovenosa che attraverso chewing gum) riduce l’ansia,l’irritabilità e molti disturbi somatici dovuti all’astinenza, ma non èmolto efficace per controllare l’insonnia, la fame e il craving(desiderio). Un’altra conferma della tendenza della nicotina a daredipendenza è costituita dall’osservazione che i grossi fumatoritendono a auto-regolare la concentrazione plasmatica di nicotina inmodo empirico, modulando la qualità e quantità di sigarette fumate.Se essi, per esempio, passano ad una qualità di sigarette che contieneuna percentuale di nicotina più bassa abitualmente aumentano ilnumero di sigarette aspirate. Essi, inoltre, istintivamente modificanole modalità di aspirazione (più profonda se la sigaretta è “leggera”)per attutire i disagi derivanti dalla scarsa concentrazione di sostanzanel tabacco. 17
  • 18. La cessazione dell’assunzione di tabacco produce nel giro di 12 / 72ore i più importanti parametri cardiovascolari, come è stato rilevatoin ricerche effettuate su pazienti chirurgici nel perodo preoperatorio.Naturalmente questo, se vale per la frequenza cardiaca, non è veroper i danni cronici (cioè i più importanti) a carico dell’apparatocardiovascolare.Uscire dalla dipendenzaIl problema della dipendenza da tabacco non è un’ipotesi, né tantomeno può essere considerato come una “complicazione” psicologica ouna semplice abitudine.Ciò è dimostrato sia da dati della farmacologia clinica sia da quelliepidemiologici. A testimonianza della gravità del problema stanno lemigliaia di morti che ogni anno sono correlabili al tabagismo nelnostro paese. Sicuramente un numero centinaia di volte maggiore diquello delle morti dovute all’eroina o ad altre droghe. Una dipendenzache provoca una tale strage non può essere sottovalutata o sminuita.Qualsiasi tentativo improvvisato è dunque destinato a fallire o a18
  • 19. Qualsiasi tentativo improvvisato è dunque destinato a fallire o aottenere risultati scadenti. E’ inoltre osservazione comune,confermata dall’esperienza degli psicologi che si sono occupati diquesta materia, che l’elenco dei danni da tabacco non ha mai fattosmettere nessuno. Molti medici, purtroppo, fumano. Nessuno megliodi loro è a conoscenza dei danni del tabacco. Parlare dei rischi delfumo ha l’unica conseguenza di infastidire il fumatore; se poil’impatto è più “forte” perché il fumatore è costretto a spaventarsi o aprendere atto di situazioni drammatiche, il più delle volte tende arimuovere il problema. In pratica il soggetto, inconsciamente, decidedi “spostare” il problema convincendosi che i malanni o i tumoricolpiranno i fumatori, ma non lui stesso. La paura, gli interventi diterrorismo psicologico, l’informazione tecnica servono a poco.Si hanno maggiori risultati nello sforzo di smettere di fumare se ilproblema viene affrontato in tutti gli aspetti, sia farmacologici,medici, sia psicologici.L’interruzione della dipendenza tabagica deve passare ad diversetappe: · l’informazione medica sui danni del tabacco, premessa necessaria, ma non sufficiente per un corretto programma di disassuefazione; · un programma centrato sul cambiamento dello stile di vita, inteso come correzione degli errori alimentari, attività fisica regolare, cura di sé. Per tale motivo è importante integrare la disintossicazione con interventi di councelling e accompagnamento ad un nuovo e ritrovato modo di vivere la propria salute; 19
  • 20. · il supporto psicologico, attraverso una terapia individuale o di gruppo che permetta al paziente di elaborare e rivedere i meccanismi attraverso i quali ha iniziato a fumare, identificando gli stimoli emotivi ed interiori e i momenti che si correlano e perpetuano nell’uso della sigaretta.Perche’ gli adolescenti iniziano a fumareUn problema di grande rilevanza è quello rappresentato dagliadolescenti che iniziano a fumare. Il fumo, in senso psicologico è daconsiderare un comportamento acquisito che continua ad esistereattraverso l’ abitudine e la soddisfazione di alcuni bisogni.Fare l’esperienza del “fumatore” è molto semplice ed accessibile e nonsi può intendere alla stressa stregua di chi è legato da tempo al fumo.Molto spesso il primo contatto con la sigaretta avviene durante la pre-adoloscenza che è un momento di curiosità e di grandi cambiamenti.Questa fase della vita è caratterizzata da un senso di ansiastrettamente collegato all’essere indefinito, al trovarsi nel momento dipassaggio da bambino ad adulto. Questo processo evolutivo cosiimportante comporta una dose di insicurezza che ogni adolescentesupera con i propri strumenti, alcuni dei quali sono comuni ecaratteristici dell’età. Spesso i ragazzi contrappongono alla loroconfusione interna dei comportamenti costanti, quasi stereotipati. Usano lo stesso abbigliamento, ascoltano la stessa musica, magari fumano insieme. Attraverso i comportamenti sembrano esprimere il bisogno di riconoscersi nel sentirsi uniti, di affermarsi nel gruppo. L’esigenza di essere forti e sicuri può quindi portare a fumare perché esiste una immagine20
  • 21. sociale che lega la sigaretta alla potenza ed al successo. Perciò lasigaretta può rappresentare uno strumento di autoaffermazione, dirassicurazione, di conquista e di fascino, di scarico della tensionenervosa, di gratificazione fisica e di piacere.Il bisogno di definirsi e distinguersi porta a ricercare da parte degliadolescenti comportamenti collegati al mondo degli adulti spesso conaspetti di trasgressione. Il gusto del pericolo e del rischio è connessoal bisogno di valutare nel concreto le capacità personali ed esprimerea livello profondo “la morte della parte infantile di sé”.Fumare di nascosto dagli adulti per un ragazzo è il modo anche diandare contro corrente, di avere delle sensazioni piacevoli con gliamici. Sicuramente l’imitazione nei gruppi dei pari è molto forte, sifanno le stesse cose o si ripetono i gesti dei propri modelli:personaggi di successo.Si prova a fumare per imitazione, per amicizia, per bisogno diautonomia, per esprimere le conflittualità verso la famiglia, perpressioni sociali. 21
  • 22. Il problema è che dalla prima sigaretta alla dipendenza per alcuni ilpassaggio è breve. I giovani sono un gruppo particolarmente a rischioperché un’abitudine contratta a quell’età è più difficile daabbandonare.Studi hanno dimostrato che gli adolescenti utilizzano le sigarette perridurre l’ansia, sollevare il morale e darsi energia.22
  • 23. Fenomeno del tabagismoEpidemiologia:Il punto di partenza per parlare del fumo:Il fumo di tabacco rappresenta oggi nei paesi socio economicamenteavanzati un fattore di rischio determinante per molte delle piùcomuni malattie cronico-degenerative.A differenza di molti gravi malattie tuttavia le conseguenze sullasalute sono relativamente meno difficili da prevenire mediantel’educazione sanitaria, proprio perché si tratta di un comportamentoindividuale. Date queste premesse è evidente la necessitàd’intraprendere efficaci interventi di educazione sanitaria neiconfronti di individui che maggiormente sono esposti al rischio didiventare fumatori nel corsi degli anni, quali preadolescenti edadolescenti.Negli Stati Uniti ed in Europa emerge su popolazioni di adolescentiuna realtà preoccupante: tra gli 11 ed i 15 anni almeno un quartodegli adolescenti ha già sperimentato il fumo di sigaretta. Anche se inItalia l’età media dell’inizio della sperimentazione del fumo non è cosìprecoce, collocandosi al di sopra dei 15 anni, la dimensione delproblema rimane preoccupante.L’obiettivo formulato dall’ OMS, Organizzazione Mondiale dellaSanità, nell’ambito del programma “Salute per tutti nell’anno 2000”per la Regione Europea, nei confronti della promozione dicomportamenti positivi per la salute, prevede una diminuzione delconsumo di tabacco pari al 50 % e una riduzione della prevalenza deifumatori.Tali obiettivi potrebbero essere raggiunti attraverso la protezione deinon fumatori e la promozione di ambienti senza fumo. 23
  • 24. Norme generali sul fumoNel gennaio 2005 è entrata in vigore l’applicazione del divieto difumo nei locali pubblici, previsto dall’art. 51 della legge 3 del 16gennaio 2003.L’accordo siglato dalla conferenza Stato-Regioni stabilisce chequest’ultime devono dotarsi di strumenti legislativi e di strategie perl’attuazione della legge e per la promozione di campagne diinformazione e di promozione.Scenario italianoIl Ministero della salute ha redatto una rassegna degli effetti delfumo passivo sulla salute, un documento che raccoglie le evidenzedisponibili sul rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie e ditumori legati al fumo passivo, con attenzione particolare agli effettisui bambini.Una serie di studi che raccolgono dati ed evidenze sul fenomeno fumoin Italia sottolineano l’importanza e l’urgenza dell’applicazione dellalegge.L’Italia è il terzo paese europeo ad applicare il divieto difumo nei luoghi di lavoro. Esperienze simili sono state attuate nelcorso del 2004 solo in altri due paesi dell’Unione: Irlanda e Belgio.Secondo il Ministero per la salute irlandese, sono oltre 7 mila icittadini irlandesi che hanno smesso di fumare negli ultimi mesi, ingran parte grazie al divieto.Un dato rilevante è quello che riguarda l’esperienza californiana, doveil divieto di fumare è stato introdotto nel 1995 nei ristoranti e nel1998 nei bar.24
  • 25. Secondo dati provenienti da diverse agenzie californiane, i guadagnidei locali pubblici non sono affatto diminuiti, anzi sono in continuoaumento.Da indagini eseguite sui clienti, l’assenza di fumo gioca un ruolo afavore della frequentazione dei luoghi pubblici.Il percorso legislativo italianoL’attenzione alla salute dei non fumatori è entrata a più riprese nellalegislazione italiana. Gradualmente negli scorsi decenni, una serie dinorme e di leggi hanno posto le condizioni e accresciuto la sensibilità,anche istituzionale, che ha portato all’approvazione della legge n. 3del 2003.In materia di tabagismo si è espresso anche il Comitato nazionale perla bioetica, su invito del ministro della Salute Girolamo Sirchia.Un gruppo di lavoro ha tracciato un quadro del fenomeno e haformulato alcune indicazioni e proposte, raccolte in un dossier.Secondo i dati richiamati anche dal dossier, i fumatori nel nostropaese sono da 10 a 15 milioni, inprevalenza maschi. Anche se rispettoad alcuni decenni fa, il fenomeno ècomplessivamente in diminuzione, ilfumo rimane in crescita nel sessofemminile e tra i giovani.Alcune indagini condotte nelle scuolesecondarie superiori indicano che lapercentuale dei fumatori arriverebbeanche al 35 per cento tra gliadolescenti. L’Osservatorio fumo, alcol e droghe (Oss-fad) 25
  • 26. dell’Istituto superiore di sanità segue comunque l’andamento delfenomeno in Italia.Qui di seguito alcune F.A.Q – Frequently Asked Questionsriguardo la legislazione in vigore in Italia sul fumo:1. Cosa dice la nuova legge e quali sono gli obiettivi?Dal 10 gennaio 2005, si è partiti con le nuove regole sul fumo. Che lovietano, nella pratica, in tutti i luoghi chiusi pubblici e privati, aperti apubblico e utenti, dove non siano previste zone separate dal resto dellocale, munite di aspiratori daria e recintate da muri sui 4 lati. E’ unalegge molto rigida, la più intransigente dEuropa.Obiettivo: la lotta al fumo passivo, carico di almeno 50 sostanzetossiche, grande comprimario di varie forme di tumore, specie aipolmoni. Si vogliono difendere soprattutto le fasce più deboli dellapopolazione, donne incinte e bambini.2. In quali luoghi non sarà più permesso fumare?Niente più tabacco in tutti i locali pubblici e privati dove entranopubblico o utenti.Ovunque dovrà essere esposto in bella evidenza il cartello con laclassica barra rossa e il nome della persona incaricata di vigilare sulrispetto della legge.3. Anche nei condomini vige il no al tabacco?Sì. Infatti, se nelle abitazioni private non ci sono obblighi, la libertàsvanisce appena si mette piede sul pianerottolo.4. Sono previste delle multe e a quanto ammontano?Il trasgressore rischia multe da 27,5 a 275 euro che vanno pagate condiverse modalità. Le sanzioni raddoppiano se la violazione avviene in26
  • 27. presenza di donne incinte e bambini sotto i 12 anni. Nei pubbliciesercizi ( bar, ristoranti, discoteche) chi non fa rispettare i divieti enon denuncia il cliente trasgressore rischia sanzioni da 220 a 2.200euro ( aumentano della metà se ci sono donne incinte e bambini), finoalla sospensione e ritiro della licenza.5. Dove si potrà fumare?Oltre che nelle abitazioni private e allaperto, in tutti i locali dovesiano state predisposte zone per fumatori. 27
  • 28. SEZIONE II28
  • 29. Testimonianze e metodi per smetteredi fumareFra le tante testimonianze di chi ha avuto la sua vita caratterizzata dalfumo, vi è anche quella di Allen Carr.Quest’ uomo, divenuto famoso in seguito alla pubblicazione del suolibro “ È facile smettere di fumare se sai come farlo”, si classifica comeun ex fumatore.Egli afferma di avere sperimentato un metodo, da lui stesso messo inatto, di assoluta efficacia, per sconfiggere, in maniera definitiva esenza traumi fisici o psichici, la dipendenza dal fumo.Allen sostiene che qualunque fumatore, anche accanito, leggendo ilsuo libro potrà facilmente smettere di fumare.Quello che scrive e che suggerisce trae origine dalla sua esperienzapersonale: ha smesso dopo un lungo periodo di trentatre anni,durante il quale non era riuscito a trattenersi dal fumare circa centosigarette al giorno, con rare punte minime di sessanta sigarette.Racconta che numerosi tentativi effettuati in quel lungo periodo nonhanno avuto un esito positivo. Una volta riuscì ad astenersi per circasei mesi, durante i quali, però, non si tenne del tutto lontano dalfumo:cercava di avvicinarsi ai fumatori, viaggiava, sui treni, nellecarrozze riservate ai fumatori, escogitava comunque mezzi che gliconsentissero di sentire l odore del tabacco.Al contrario di tanti fumatori che si prefiggono di smettere prima dell’insorgere di una delle tante gravi malattie causate da fumo, Allen, puravendo la certezza che, in ogni caso, nel tempo, l’ infausto evento sisarebbe verificato, non trovava la forza di smettere.Eppure la sua salute era divenuta malferma: tosse continua, mal ditesta, pulsazioni irregolari, timore di emorragie cerebrali, lo 29
  • 30. preoccupavano seriamente. Tutto ciò, però, non gli era di aiuto, anzi,aveva accantonato l’ idea di tentare di smettere, credeva che lesigarette gli dessero coraggio e sicurezza, lo aiutassero a rilassarsi;ogni volta che avevo provato a smettere, lo aveva dissuaso un senso diavvilimento e di profonda tristezza.Un episodio casuale della sua vita, un appuntamento fissato dallamoglie con un ipnoterapeuta, provocò un profondo cambiamento nelsuo rapporto con il fumo.Pur precisando che aveva smesso di fumare “nonostante e non graziea lui”, ammette che se non l’avesse conosciuto non avrebbe acquistatola consapevolezza che la vita non dipendeva dalle sigarette e chesarebbe stato assurdo preferire la morte alla loro rinuncia.Col tempo trovò la spiegazione ad un evento che poteva sembrare unmiracolo: la liberazione da un incubo, da una schiavitù chedistruggeva lentamente la vita; la radicale facilità con la quale eraavvenuta la rinuncia.La spiegazione era data dal fatto che erroneamente aveva cercato dicapire perché era stato tanto facile raggiungere lo scopo; avrebbedovuto chiedersi, invece, perché i fumatori ritengono tanto difficileliberarsi da quella schiavitù che conduce il corpo alla rovina.30
  • 31. La sua esperienza lo indusse a portare a conoscenza di coloro i quali sitrovassero nel suo vecchio stato di dipendenza, del modo di venirnefuori.Presupposto necessario per la riuscita è, a suo avviso, sincronizzare ilcervello con il corpo.Il metodo comunemente proposto, che Allen Carr definisce “Metododella forza di volontà”, si sostanzia nell’ evidenziare i lati negativi delfumare, nel presupposto che una più o meno lunga astinenza,eliminerà del tutto il desiderio e i pericoli per la salute.Tuttavia queste ragioni finiscono per agire in senso negativo, inquanto suscitano la convinzione di sottoporsi ad un sacrificio, ad unaforzata rinuncia ad un piacere e ad un sostegno nei momenti difficili.Il metodo di Allen suggerisce una domanda iniziale: “Perché vogliamoo dobbiamo fumare?”Poi, ignorando inizialmente i motivi per i quali si vuole smettere difumare, chiedersi cosa dà il fumare, se piace veramente, se èveramente necessario trascorrere la vita impiegando denaro perimmettere nell’ organismo sostanze nocive e dannose ed a volte ancheletali.In verità fumare non conferisce alcun vantaggio.Occorre, quindi, evidenziare la natura illusoria di tutte legiustificazioni addotte dai fumatori che, infine, si convinceranno chenon rinunciano a nulla, ma conseguono notevoli guadagni, due deiquali sono la salute e il denaro non impiegato per l’ acquisto disigarette.In definitiva, eliminata la convinzione che la vita, senza le sigarette èmeno piacevole, che si perde qualcosa di importante, che ne deriva unsacrificio di notevole entità, potranno prendersi in considerazione ilfattore salute e le ragioni per le quali è sorto il desiderio di smettere.Naturale conseguenza sarà la liberazione dalla schiavitù del tabacco. 31
  • 32. Dopo questa prima premessa, nel libro l’ autore, che promuove il suometodo anche chiamato da lui stesso: EASY WAY, procede con unesame analitico delle cause che, generalmente, rendono moltoproblematico smettere per sempre di fumare. Per Allen tutti ifumatori vorrebbero smettere di fumare, agli inizi pensavano dipoterlo fare in qualsiasi momento, e che sarebbe stato facile; poi, purriconoscendo la molteplicità degli effetti negativi, ritengono che peròuna volta iniziato a fumare è molto difficile smettere.Quasi tutti, poi, sono convinti, dopo molte riflessioni, che il fumo è unabitudine, non considerando che le abitudini si possono cambiare nelcorso della vita. Perché allora è tanto difficile liberarsi proprio daquesta abitudine?Perché, in effetti, non è una vera e propria abitudine quanto unatossicodipendenza, ragion per cui appare tanto difficile liberarsene.Inoltre egli nel libro dichiara che fumare è una trappola diabolica chel’ uomo ha congegnato con l’ aiuto della natura.Si è indotti a fumare perché altri lo fanno, anche se l’ inizio è faticosoe sgradevole. Queste sensazioni negative inducono a pensare che sipuò smettere di qualsiasi momento si voglia.Tale convincimento favorisce, però, il ripetersi incessante dell’esperienza e così si cade in una trappola dalla quale è problematicouscire, anche se si acquista la consapevolezza dei gravi rischi per lasalute che ne derivano.Bisogna chiedersi però quale sia il motivo per il quale, dopo le primesensazioni di ribrezzo nei confronti della sigaretta, si continua afumare.Due, secondo Allen, sono i motivi: l’ assuefazione alla nicotina e illavaggio del cervello.32
  • 33. Nel primo caso, l’ assuefazione al fumo è provocata dalla nicotina,DROGA contenuta nel tabacco e che repentinamente causadipendenza; infatti una sola sigaretta può provocare l’ assuefazione.Ogni boccata provoca l’ invio al cervello, attraverso i polmoni, di unapiccola dose di questa droga che agisce con mutevole rapidità, ma ilsuo quantitativo nel sangue si riduce a metà nel giro di mezz’ ora e adun quarto in un’ ora.Consegue che, dopo avere fumato una sigaretta il livello di nicotina,nel corpo, scende e il fumatore avverte i sintomi di astinenza che nonprovocano sofferenza fisica, ma semplice sensazione di vuoto edirrequietezza.Il persistere di questi sintomi poi provoca nervosismo, insicurezza,irritabilità, e porta così all’ accensione di un’ altra sigaretta.Pochi secondi dopo l’ accensione di una sigaretta si mette in circolo una nuova dose di nicotina che fa cessare il desiderio e suscita una sensazione di rilassamento e sicurezza illusoria. Spegnendo, però, la sigaretta torna il desiderio e continua una reazione a catena che dura per tutta la vita, tranne che non la si spezzi. L’ altro motivo rilevante per cui si continua a fumare, secondo Allen, è il lavaggio del cervello. Fin dai primi anni di età l’ uomo apprende in vari modi che i fumatori ottengono dal fumopiacere, rilassamento, sicurezza, coraggio, serenità, ecc. 33
  • 34. Film, opere teatrali o letterari presentano la figura di un condannatoa morte al quale si porge una sigaretta accesa a soddisfacimento dell’ultimo desiderio.Lo stesso si rappresenta in molti film di guerra, nel momento in cui ilsoldato, crivellato di colpi, sta per morire.Altro scenario dove la sigaretta impera è quello sessuale; quanti filmpresentano la coppia che, dopo avere fatto l’ amore, condivide unasigaretta.In definitiva, in forme diverse, la campagna pubblicitaria costituisceuno stimolante subdolo ed efficace, lanciando un messaggio nascostoche il fumatore assorbe in maniera diligente.Quindi mentre la società, vede la tossicodipendenza da cocaina,eroina, marjuana, ecc., con grande disappunto, non voluta, mentrequeste droghe provocano un centinaio di decessi in un anno, nellostesso periodo si verificano, a causa del fumo, circa centomila mortinei soli paesi occidentali.Tutto questo dovrebbe indurre a riflettere sul perché si fuma, se se neha bisogno.La risposta, comunque, sarà sempre no, assolutamente no!Allora cosa spinge realmente a continuare di fumare? La paura dellasensazione di vuoto e insicurezza che si trova quando si smette diassumere nicotina.In verità chi non fuma non viene privato di nulla, il fumatore invecerinuncia alla salute, all’ energia, alla sicurezza, alla tranquillitàmentale, al rispetto di sé stesso e alla libertà.Tanti sacrifici sono affrontati per ottenere che cosa? Nulla, o l’illusione di conquistare lo stato di pace, tranquillità e sicurezza di cuiil non fumatore è sempre in possesso.34
  • 35. Secondo Carr è errata la convinzione dei fumatori di ottenere dalfumo piacere e distensione, in verità, sia pure inconsapevolmente,cercano di alleviare i sintomi di astinenza.Peraltro, aumentando lo stato di dipendenza dalla droga, diventa piùgrande il bisogno di alleviare quei sintomi.Inoltre risulta pure errata la convinzione che la sigaretta allevi la noia.In verità il fumatore che non sta fumando sente che gli mancaqualcosa, ma se è intento in una attività che non comporta stress, puòstare anche a lungo senza accorgersi della mancanza della droga(nicotina).I fumatori ritengono di essere consapevoli dei rischi derivanti dalfumo, ciò non corrisponde al vero.Tattiche intimidatorie riguardanti la salute, pertanto, non conduconoa dei risultati positivi: i fumatori inventeranno sempre storielle similia quella del nonno che, benché avesse in vita fumato quarantasigarette al giorno, è vissuto novant’ anni.Il metodo giusto è un altro: far capire quanto sarà più piacevole la vitadopo avere smesso definitivamente di fumare.Molti fumatori, invece, spesso consigliati da un medico o da “esperti”,si propongono di fumare meno al fine di smettere o di diminuiresensibilmente il numero di sigarette al giorno.Il metodo è errato ed il tentativo è destinato a fallire; infatti, da unaparte non si elimina la dipendenza dalla nicotina e dall’ altra non siaccende la sigaretta quando si vuole, ma ad intervalli prestabiliti. Ciònon soddisfa i sintomi di astinenza e rende irascibili e tristi; lasofferenza che ne deriva aumenta il godimento della sigaretta che sifuma, in quanto si allevia l’ agitazione provocata dal desiderio.Consegue che meno si fuma, più a lungo si soffre a causa di sintomi diastinenza: in effetti, come già detto, il fumare non è un abitudine, ma 35
  • 36. una tossicodipendenza e, come tale, spinge ad aumentare le dosi, nona diminuirle.Pertanto, ridurre il numero di sigarette non è un rimedio efficace inquanto impone un notevole autocontrollo per tutta la vita, ma, se nonsi possiede tanta forza di volontà da smettere, come si può possedernea sufficienza per continuare a limitare il numero di sigarette fumate?In effetti smettere del tutto è meno penoso e più facile.Il proposito di fumare “una sola sigaretta”, infatti, sia di chi non hamai fumato, sia di chi ha smesso, è un mito: questo dovrebbe pensaresia l’ una sia l’ altra categoria di persone.È proprio una sola sigaretta che può costituire l’ inizio ed è propriouna sola sigaretta che il più delle volte trascina nella dipendenza ilfumatore che era riuscito a liberarsene.Non esiste la sigaretta singola, alla prima seguirà sempre la seconda ecosì via, dando inizio ad una reazione a catena.Allora ci si può chiedere quale sia il momento giusto per smettere, èmolto importante riconoscerlo ai fini di ottenere un successo,considerando, con assoluta serietà, che è il momento più importantedella vita.Dal momento scelto per smettere, fumando l’ultima sigaretta, deveprendersi coscienza che “è meraviglioso non doverlo fare mai più”,che non si sta compiendo un sacrificio bensì stanno per ottenersienormi vantaggi, che il fumare non produce, in maniera assoluta,alcun beneficio, che quando si è accesa la prima sigaretta nonsussisteva alcuna volontà di continuare, incessantemente, per tutta lavita, che nessun fumatore accanito vorrebbe, coscientemente,continuare a fumare per il resto della vita.In ogni momento ed in ogni occasione che dovesse presentarsi dopo ilsuccesso, l’ ex fumatore deve ricordare che quando non si sentirà piùil desiderio di nicotina, si sarà mentalmente e fisicamente più forti e36
  • 37. più in grado di affrontare i problemi e di gioire dei momenti più felicidella vita. Non fumando, nulla si è perso, mentre al fumatore sonostati tolti: salute, energia, denaro, sicurezza, tranquillità mentale,coraggio, serenità, libertà e rispetto per se stesso. Pertanto, i fumatorinon possono essere oggetto di invidia, ma soggetti bisognosi dell’altrui pietà.È naturale che si presentino, nel corso della vita, “cause diinsuccesso”, quali l’ influenza esercitata da altri fumatori; peresempio, durante un’occasione sociale, qualcuno accenderà unasigaretta e potrebbe sorgere la tentazione.È necessario a quel punto ricordare che “non esiste una solasigaretta”, che si è spezzata una reazione a catena e che questo eventoha suscitato l’ invidia del “fumatore”.Altra causa, inoltre, di insuccesso può essere una giornata difficile;occorre pensare, in tal caso, che fumatori e non fumatori possonoavere giornate difficili: nella vita esistono sia momenti belli sia tristi.L’ ex fumatore che ha usato il “metodo della forza di volontà”, duranteuna giornata difficile si rattrista e pensa alla sigaretta ed al falso aiutoche gli dava.Chi, invece, ha eliminato la dipendenza è consapevole di nonaffrontare un sacrifico, ma di conseguire numerosi, ma soprattuttonotevoli vantaggi; sa che se la giornata è difficile, la sigaretta non l’avrebbe comunque cambiata, così, non si rattrista, ma si rallegrapensando alla liberazione dall’ orribile vizio.Il momento in cui il fumatore diviene un “ex fumatore” viene definitoda Allen Carr “il momento della rivelazione”, e si manifesta all’ incircatre settimane dopo avere fumato l’ultima sigaretta, questo è ilmomento in cui il “lavaggio del cervello” è come non fosse maiavvenuto. 37
  • 38. È il momento in cui si ha la consapevolezza che “l’ultimo anello dellacatena si è spezzato” e che per tutto il resto della vita può non piùpresentarsi il desiderio di fumare.I suggerimenti dati da Allen Carr nel del suo libro costituiscono unmetodo che, come gli altri, possono conseguire effetti positivi onegativi, in relazione alle doti caratteriali, fisiche e psicologiche deisoggetti che, caduti nella trappola del fumo, tentano di uscirne perragioni, in massima parte, di natura patologica, non escludendonealtre di natura psicologica o affettiva.Questo metodo, per quanto possa affidarsi molto alla riflessione e alragionamento, conduce infine ad un richiamo alla forza di volontà,poiché il soggetto deve avere la forza di convincersi che il fumo nonproduce alcun vantaggio e la sua eliminazione, di contro, suscita unsenso di liberazione e di gioia di vivere.38
  • 39. Le teorie psicologiche sulla prevenzioneIl fumo viene catalogato come una patologia cronico-degenerative,l’atto del fumare diventa, infatti, una delle prime esigenze quotidianedella vita per il fumatore.Si dovrebbe, invece, dare il giusto peso a questa azione che viene damolti definita come un abitudine, che piuttosto non è altro che unadelle maggiori cause di morte nei paesi occidentali.Bisognerebbe, dunque, esercitare all’ interno della società una forte evalida campagna per la prevenzione della dipendenza da fumo, cosìda sensibilizzare la popolazione composta sia da fumatori sia da nonfumatori in modo che questo nocivo fenomeno del tabagismo siavvicini sempre più ad una fine.Per quanto si sia sempre detto e ripetuto che il fumo fa male, lasigaretta esiste ancora.Sono state formulate nei diversi anni alcune teorie psicologiche chespiegano come prevenire questo fenomeno.Una teoria molto importante è: la teoria dell’ apprendimentosociale.Questa teoria adopera tre variabili di carattere ambientale, cognitivo ecomportamentale.Il primo caso, quello ambientale, è quello che fornisce all’ uomodivieti, leggi, che vietano di fumare in alcuni luoghi pubblici. Questoporta a modificare il comportamento delle persone che si devonoadeguare all’ ambiente in cui si trovano.Nel secondo caso, ovvero quello cognitivo, indica tutte le conseguenzeche un dato comportamento può provocare; l’ abilità sta nel capire seè il caso o meno di compiere una data azione. Così l’ uomo fumatoredeve cercare di domandarsi se valga davvero la pena di fumare,oppure no.Il terzo caso, invece, è quello comportamentale che segnala come 39
  • 40. l’ uomo tende sempre ad imitare il comportamento degli altri indeterminate situazioni: questo processo di imitazionecomportamentale può essere visto come il maggiore elemento ingrado di fare adottare un nuovo comportamento ad una persona.Bisogna sempre sapere distinguere però quale sia un atteggiamentopositivo e quale uno negativo. Bisognerebbe dunque porsi delle domande: 1. quali variabili cognitive determinano nell’ individuo un dato comportamento nei riguardi del fumo che sia positivo o negativo? 2. quali variabili ambientali determinano nell’ individuo un dato comportamento nei riguardi del fumo positivo o negativo? 3. quali variabili comportamentali determinano nell’ individuo un dato comportamento nei riguardi del fumo positivo o negativo?Unaltra teoria importante è: la teoria della diffusionedell’innovazione.Questa teoria fa riferimento alla velocità e all’ adattabilità didiffusione di un determinato comportamento innovatore.Questo dato comportamento può essere adottato più o menovelocemente, per questo motivo si possono distinguere cinque diversecategorie di persone: · gli innovatori;40
  • 41. · gli adattatori precoci; · la maggioranza precoce; · la maggioranza tardiva; · i resistenti.Questa teoria è adattabile, dunque, al fenomeno del tabagismo,utilizzando come comportamento in esame quello del fumatore.Anche in questo caso è possibile porsi delle domande: 1. cosa può rendere una persona completamente resistente alla decisione di fumare? 2. cosa, invece, porta una persona a diventare “adattatore precoce” facendo sì che inizi a fumare in giovanissima età?Infine un’ultima teoria è quella che prende il nome di Modello diFishbeim e Ajzen.Secondo questi due autori la possibilità di intraprendere o meno undato comportamento dipende da due diversi fattori: · attitudine individuale: l’ atteggiamento che una persona ha nei confronti di un comportamento individuandone il valore delle conseguenze, come nel caso del fumo; · norma soggettiva: è la percezione che un individuo ha nei confronti di un comportamento in relazione a ciò che fanno gli altri; questo dipende dalle capacità di adattamento, ma anche dalle aspettative che gli altri hanno sull’ individuo stesso tale che egli possa modificare il suo comportamento.Questa teoria è facilmente utilizzabile per descrivere ilcomportamento di un fumatore, che tende ad imitare gli altri, ma nondando il giusto peso alle conseguenze delle sue azioni. 41
  • 42. La scuola: educare i ragazzi alla salute.Nell’ anno 1991 in Italia è stata diffusa una circolare che sancival’introduzione nelle scuole dell’ educazione alla salute.Istruire i ragazzi sin dalla tenera età e metterli in guardia sul fumo,sulla pericolosa tossicodipendenza determinata dalla nicotina, èimportante e necessario.Lo scopo della “educazione alla salute” è quello di valorizzare ognisingolo alunno così da svilupparne le capacità di pensiero, in modoche i ragazzi siano capaci di prendere le giuste decisioni per la propriasalute.In questo caso la funzione del docente non è più quella di trasmetterela cultura, ma anche di educare il ragazzo e di renderlo capace diusare la propria testa.Compito fondamentale della scuola, quindi, sarebbe quello di aiutareancora di più i ragazzi, con forte autorevolezza, a migliorare la qualitàdella loro vita, a prevenire tutto ciò che è negativo e dannoso per lavita, in particolar modo a prevenire la terribile “abitudine” del fumo.Dunque fornendo ai ragazzi gli strumenti giusti per costruire lapropria identità personale, aiutandoli a favorire autostima e quindicura e attenzione per la propria salute; essi potranno acquisire cosìabitudini regolari e stili di vita sani. Soprattutto è necessario educarlia fare le scelte giuste che non vadano contro la salute.In questo caso il ruolo dei genitori diventa anche di fondamentaleimportanza.Essi devono essere coinvolti in questo importanteprocesso educativo attraverso un solido rapporto tra scuola efamiglia, il cui orientamento verte verso la condivisione degli stessiobiettivi: aiutare ed educare i figli/alunni.È importante, inoltre, in questa lotta contro il fenomeno deltabagismo, formulare delle proposte educative che superino la sferadella mera conoscenza, ma che diano informazioni e conoscenze più42
  • 43. specifiche sui danni del fumo che possono arrivare dopo poco o moltotempo e, soprattutto, è fondamentale, colpire la sfera emotiva ecomportamentale dei ragazzi.Pertanto ogni azione della scuola e dei docenti, deve essere mirata afornire un aiuto ai ragazzi per acquistare una propria autostima,poiché avendo una maggiore fiducia in sé stessi e nelle propriecapacità, saranno capaci di evitare di cadere nell’inganno di quellesostanze dannose alla propria salute. Allo stesso tempo, bisogna dareloro anche le giuste competenze per riuscire a mantenere ilcomportamento positivo acquisito.Bisognerebbe, per rendere efficace questo progetto, fornire ai ragazzila consapevolezza di sé stessi e il desiderio di vivere bene nelpresente, facendo le scelte giuste per preservare un futuro migliore,iniziare ad educarli già dalla scuola materna ed elementare,raccontando ai bambini storielle che mostrino il fumo come unqualcosa di estremamente negativo.Mentre nella scuola media, occorre insegnare loro a rifiutare il fumo,poiché è proprio questa l’ età più vulnerabile dove si può iniziare latossicodipendenza da nicotina, per poi continuare quest’ operaeducativa anche negli anni della scuola superiore.Programma antifumo per le scuoleIl programma scolastico per la prevenzione contro il fumo e ladipendenza da tabacco si divide in diversi punti: 1. Bisogna sviluppare e rinforzare il divieto di uso e consumo di prodotti a base di tabacco nelle scuole, così come è stato sancito dalle leggi. 2. Bisogna dare informazioni adeguate sulle conseguenze sociali e fisiologiche negative a breve e a lungo termine relativamente all’ 43
  • 44. uso di tabacco ed alle competenze e capacità necessarie per rifiutarne l’uso. Bisogna però tenere in considerazione diversi punti fondamentali: • le conseguenze, che possono essere a breve o a lungo termine, di natura fisiologica; • le norme sociali relative all’ uso di tabacco; • le ragioni per le quali gli adolescenti dichiarano di cominciare a fumare; • le influenze sociali che promuovono l’uso di tabacco; • le competenze comportamentali ed attitudinali che una persona deve possedere per resistere alla pressione di chi lo invita a fumare; • le competenze di carattere personale e sociale più generali, come, ad esempio, la capacità di risolvere dei problemi o fissare e mantenere degli obiettivi, e tutti gli elementi che dovrebbero aiutare i giovani ad evitare ogni problema di salute derivato dall’ uso di tabacco. 3. Bisogna fornire programmi di educazione da sviluppare a spirale partendo dalla scuola materna e giungere fino, almeno, alla scuola superiore. Questi programmi dovrebbero essere particolarmente intensivi per i bambini che hanno terminato la scuola elementare e sono diretti verso la scuola media. Le caratteristiche, dunque fondamentali di questo programma sono l’ evoluzione a spirale e l’ intensità di coinvolgimento. 4. Bisogna, inoltre, specificare anche dei programmi di educazione per gli insegnanti, così che essi, a loro volta, possano trasmettere la giusta educazione alla salute agli alunni. 5. E’ necessario, inoltre, coinvolgere i genitori e le famiglie così da avere un supporto ai programmi scolastici.44
  • 45. 6. Bisogna sostenere e incentivare l’ abbandono del fumo tra studenti e personale scolastico. 7. Bisogna, infine, valutare l’ efficacia degli interventi di prevenzione del tabagismo ad intervalli regolari.Tutte queste raccomandazioni sono fondamentali per una buonariuscita di un programma di prevenzione del tabagismo indirizzatoalla popolazione più giovane da realizzare nel contesto scolastico. Cosìla scuola potrà diventare un vero e proprio “cantiere” di iniziative asostegno della salute.La nostra campagnaLa nostra fondazione volge la sua attenzione ai ragazzi in etàadolescenziale e nello specifico dai 12 ai 20 anni, età in cuigeneralmente si inizia ad avere un rapporto decisamente piùravvicinato e più consapevole, con la sigaretta.Per questo motivo la nostra lotta contro il fumo prevede degli incontridi approfondimento sul tema nelle principali scuole conl’affiancamento degli insegnanti, la diffusione di due campagnepubblicitarie di immagini, una video e con depliant. La campagnaavrà inizio dal mese di settembre e si protrarrà per tutto l’annoscolastico, terminando quindi nel mese di giugno. Le stampeverranno affisse negli appositi spazi pubblicitari delle città, inparticolar modo nelle vicinanze di licei e scuole medie, parchi, metroe fermate autobus e negli stessi luoghi provvederemo alladivulgazione dei depliants.Per quanto riguarda invece, il video, abbiamo preso accordi con le retiMediaset, Canale 5 e Italia 1, per la messa in onda della nostracampagna pubblicitaria durante le fasce orarie che crediamo piùseguite dai giovani, dalle 14 alle 17 e dalle 20 alle 22. 45
  • 46. Il testimonial per questa campagna pubblicitaria contro il fumo sarà:Patrick Dempsey.In seguito ad un’ indagine fatta, si è riscontrato che la famosa serietelevisiva americana Grey’s Anatomy, sia una delle più seguite edapprezzate anche nel nostro paese ed è proprio per questo motivo cheabbiamo ritenuto opportuno scegliere uno dei protagonisti cometestimonianza rappresentativa della nostra campagna.Il “Dottor Sheperd” infatti, così comunemente noto ai ragazzi, oltre adessere uno degli attori più amati del cast, da parte di entrambi i sessi,ha sempre rappresentato personaggi dai ruoli positivi e rilevanti,soprattutto in questo caso, ricoprendo il ruolo di un medico disuccesso.Un’altra ragione che ha spinto questo personaggio ha sostenere lanostra causa è il suo stile di vita: è un non-fumatore, naturalista. Pertutte queste ragioni reputiamo giusto sostenere, rafforzare eincoraggiare il modello di persona ideale: salutista, quella personamolto attenta alla propria salute e alle condizioni fisiche permantenere a lungo tale stato. Per quando riguarda il budget invece, laRegione Lombardia, Ministero della Salute e il Coni hanno finanziatouna cifra di 8 milioni di Euro, importo che crediamo sufficiente per ilraggiungimento della nostra missione.46
  • 47. Glossario:AAlcaloide: base organica azotata, di origine prevalentemente vegetale,con azione curativa o tossica.Amina: composto organico basico che deriva, almeno formalmente,dall’ammoniaca per sostituzione di uno o più atomi di idrogeno conradicali alchilici o acrilici.BBenzopirene: idrocarburo aromatico policiclico, contenuto nelcatrame del carbon fossile; è fortemente nocivo alla salute.CCarbossiemoglobina: composto stabile, derivante dalla combinazionedell’emoglobina con l’ossido di carbonio, che determina la morte perasfissia.Catecolamina: composto appartenente a una classe di sostanzeorganiche azotate caratterizzate dalla presenza nella molecola di ungruppo derivato dalla catechina.Chemocettore: recettore di reazioni chimiche.Colinergico: che viene stimolato da sostanze con azionefarmacologica.DDopamina: catecolamina che negli animali superioro svolgeimportanti funzioni di neurotrasmettitore nel sistema nervosocentrale la cui carenza, nell’uomo, provoca il morbo di Parkinson. 47
  • 48. GGanglio: nodo di vasi linfatici o di cellule nervose.NNoradrenalina: catecolamina che agisce da neurotrasmettitore delsistema nervoso simpatico, precursore dell’adrenalina nella partemidollare della ghiandola surrenale.TTermocettori: recettore sensibile alle variazioni della temperatura.48
  • 49. Bibliografia:- A. Carr, "The Easy Way to Stop Smoking", January 2005- Gruppo Vivere la nostra salute dell’ Associazione Brianza per ilCuore, Associazione Salute Donna, Città di Monza, Fumo? No, grazie!Progetto per un sano stile di vita.Sitografia:- http://www.salute.gov.it/http://www.asmaeallergia.it/smokefree.php-http://www.asmaeallergia.it/smokefree.php- http://www.benessereblog.it/post/2823/parte-da-roma-la-campagna-di-prevenzione-del-tumore-al-colon-retto-http://www.benessereblog.it/post/2823/parte-da-roma-la-campagna-di-prevenzione-del-tumore-al-colon-retto>- http://www.asltrapani.it/content.php?pag=214 49

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