cittAgorà n. 0 (27.02.2004)

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Periodico del Consiglio comunale di Torino

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cittAgorà n. 0 (27.02.2004)

  1. 1. cittAgoràPeriodico del Consiglio comunale di TorinoANNO 2004NUMERO 0Il nuovo Regolamento del Consiglio comunale è stato approvatoin Sala rossa.La deliberazione contenente il corposo docu-mento, formato da 150 articoli, è stata presentata in auladal presidente del Consiglio comunale Mauro Marino, acoronamento di un accordo unitario raggiunto al termine diun lavoro e di una discussione svoltisi a partire dal gennaioscorso in Conferenza dei capigruppo. A favore del nuovoregolamento, al momento della votazione in aula, si sonoinfatti pronunciate tutte le forze politiche presenti in Consiglio:Margherita, Democratici di sinistra, Forza Italia, Alleanzanazionale, Comunisti italiani, Alleanza popolare, Lega Nord,Rifondazione comunista e Verdi. Il regolamento precedente,la cui stesura risale alla fine del 1996 (con alcune modificheapportate successivamente), pur avendo garantito nel corsodegli anni un adeguato funzionamento dell’organo assemblearedi Palazzo Civico, necessitava di una revisione per raccoglierele innovazioni legislative introdotte più recentemente, soprattuttodopo le modifiche costituzionali (Parte II, Titolo V). Altra novitàche andava recepita, l’istituzione alla fine degli anni Novantadell’Agenzia per i Servizi pubblici locali. Il nuovo testoapprovato nella seduta odierna contiene alcune innovazionisignificative, a cominciare dall’autonomia funzionale eorganizzativa del Consiglio comunale per il personale, ledotazioni strumentali ed anche per le risorse finanziarie.Inoltre, viene regolamentata in modo più articolato l’attivitàdell’Agenzia per i servizi pubblici locali, che si configuracome il “braccio operativo” della Sala rossa per svolgerele proprie funzioni di indirizzo e di controllo nei confrontidelle aziende a partecipazione comunale che gestisconoi servizi pubblici essenziali (come trasporti, energia, acqua,igiene ambientale). A questo fine, il regolamento prevedeampia facoltà di accesso, da parte dell’Agenzia, a documentied informazioni in possesso delle aziende di servizi pubblici.Dalla revisione del vecchio regolamento esce rafforzatoanche il ruolo della Conferenza dei capigruppo, sia a tuteladell’autonomia del Consiglio comunale sia per quantoconcerne le funzioni d’indirizzo e di controllo sul pianopolitico e amministrativo. Per quanto concerne l’organizza-zione dei gruppi consiliari, la nuova normativa prevede tral’altro che il Gruppo misto possa suddividersi in due rag-gruppamenti, pro o contro il programma della maggioranzache governa la città. Nel dibattito, che ha visto esprimersialcune perplessità relative a singoli aspetti del regolamentorelativi all’Agenzia dei servizi pubblici e alla composizionedella Commissione pari opportunità, sono intervenuti anchei consiglieri Nigro, Provera, Dell’Utri, Costa, Ventriglia.Più autonomia per l’assemblea elettiva di Palazzo CivicoNell‚antica democrazia ateniese era l’agorà, la piazza,il luogo dove si confrontavano le idee. Oggi la democraziaè un sistema più evoluto ma certamente più complesso el’informazione, con i suoi molteplici mezzi e le sue diverseforme d‚espressione, svolge un ruolo essenziale. Un cittadinoinformato è un cittadino libero.Le istituzioni democratiche,comprese le municipalità ed iloro Consigli comunali, hannoil compito non solo diamministrare la cosa pubblica,ma anche di informare lacomunità che amministrano sucosa si fa e perché lo si fa.Questa pubblicazione non pretende né potrebbe essereil veicolo delle informazioni da Palazzo Civico. Pensiamotuttavia che possa contribuire, offrendo periodicamenteuna panoramica di quanto avviene in Sala rossa e nelleCommissioni consiliari, a stabilire un dialogo tra i cittadini,singoli o associati che siano,e l’istituzione che, da loro eletta,ne rappresenta volontà easpirazioni. Desideriamo cheil Comune sia una casa di vetro.Occorre poterci guardaredentro, e da dentro bisognapoter guardare fuori. CittAgoràcercherà di fare la sua parte.CittAgoràGruppi ConsiliariLA MARGHERITA -ALLEANZA PER TORINOlamargherita@comune.torino.itTel. 0114423161Fax 0114423162Monaci PaolaOlmeo GavinoOrlandi MassimilianoPanero TommasoSbriglio GiuseppeSteffenino MarcoTumolo AntoninoAltamura Alessandro MariaBorgione Marco (Capogruppo)Favaro MichelaFerragatta BrunoLevi Montalcini PieraMangone DomenicoMarino Mauro MariaDEMOCRATICI DI SINISTRAdemocraticidisinistra@comune.torino.itTel. 0114423104Fax 0114423108Cuntrò GioacchinoGiorgis AndreaGreco ElianaLarizza RoccoMontagnana ManfredoRossomando AnnaVinciguerra SantinaBorgogno Giuseppe (Capogruppo)Buronzo Maria PiaCentillo Maria LuciaCerutti MonicaCrosetto Pier GiorgioCugusi VincenzoFORZA ITALIAforzaitalia@comune.torino.itTel. 0114422685Fax 0114423126Gallo FrancescoLospinuso RoccoMina AlbertoRosso Roberto (Capogruppo)Salti TizianaTealdi LuigiTroiano DarioBorsano GregorioChiavarino PaoloCoppola Michele GiuseppeCosta GianlucaDellUtri MicheleFurnari BaldassarreALLEANZA NAZIONALEalleanzanazionale@comune.torino.itTel. 0114423056Fax 011443247Ghiglia AgostinoVentriglia Ferdinando (Capogruppo)Altea WalterALLEANZA POPOLARE-UDEURgruppoudeur@comune.torino.itTel. 0114421967Fax 01144223719Fucini Susanna (Capogruppo)Gabri GiulianaCOMUNISTI ITALIANIcomunistiitaliani@comune.torino.itTel. 0114422012Fax 0114423118Gallo DomenicoPassoni Gianguido Gabriele(Capogruppo)LEGA NORD - PIEMONT - PADANIAleganord@comune.torino.itTel. 0114423272Fax 0114423249Airola Giovanni (Capogruppo)RIFONDAZIONE COMUNISTArifondazionecomunista@comune.torino.itTel. 0114422022Fax 0114423167Provera Marilde (Capogruppo)VERDI LISTA CIVICA PER TORINOverdi@comune.torino.itTel. 0114423258Fax 0114423138Nigro Giovanni (Capogruppo)
  2. 2. 2 3Marino riconfermato Presidente del Consiglio comunaleCoppola eletto Vice PresidenteA due anni e mezzo dalle ultime elezioniper il Comune, la Sala rossa ha dovutoprocedere, come già in passato, al rinnovodel proprio ufficio di presidenza.Il mandato di presidente e vicepresidentedel Consiglio comunale dura infatti solofino al “giro di boa” di quello del primocittadino. Per le operazioni di votoprecedute dagli interventi dei capigruppo,le funzioni di presidente sono state svoltedal consigliere anziano Alberto Mina. Iconsiglieri, con 46 voti, hanno riconfermatoMauro Marino nell’incarico che haricoperto sin dal maggio del 1997,succedendo a Domenico Carpanini, ilprimo ad essere eletto presidente dellaSala rossa nel ’93. Nell’urna sono statedepositate anche due schede bianche eduna nulla. Con voti 39 è stato poi elettovice presidente Michele Coppola, chesubentra così a Susanna Fucini, dimessasinei giorni scorsi dopo essere stata in caricadal 1997. Dall’urna, anche due voti perMarilde Provera, uno per Walter Altea euno per Luigi Tealdi, oltre a 4 schedebianche e due nulle. Subito dopo loscrutinio, Mauro Marino, ringraziando iconsiglieri e gli uffici del Consigliocomunale, ha commentato: “Ritengo unonore essere stato riconfermato per laquarta volta come presidente. Pensocomunque che il nostro sia un lavoro disquadra. Uno degli obiettivi che avremo,come nuovo ufficio di Presidenza, saràquello di realizzare ciò che abbiamoprevisto nel nuovo Regolamento delConsiglio comunale approvato nei giorniscorsi, ispirato alle recenti riformecostituzionali. Dovremo - ha conclusoMarino - trasformare un’enunciazione diprincìpi in realtà, nella ricerca di unequilibrio fra il potere esecutivo e i poteridi indirizzo e di controllo che spettanoagli eletti dal popolo”.Il neo-vice presidenteMichele Coppola ha da parte suaaggiunto: “Sono onorato dalla fiduciaaccordatami dai consiglieri. Con umiltàe dedizione assisterò il presidente Marinonella gestione delle attività consiliari”.da sin.: Mauro Marino e Michele Coppola“Oggi, parlando di Servizi Pubblici Locali, vogliamo non soloaffrontare un problema che riguarda il bene pubblico, maaffermare che questi servizi sono direttamente legati al dirittodi cittadinanza, e la loro qualità è uno dei primi temi su cuisi deve interrogare un Consiglio comunale”. Con questaintroduzione del presidente del Consiglio comunale, MauroMarino, si sono aperti i lavori del convegno “Il mercato deiservizi pubblici locali, ruolo delle aziende e prospettive peri consumatori”, tenutosi nella sala Seat di via Bertola lo scorso28 novembre. L’appuntamento è stato promosso dall’Agenziaper i servizi pubblici locali del Comune di Torino - l’organismocreato dal Consiglio comunale, a controllo della qualità deiservizi di AEM, AMIAT, GTT, SMAT E ITALGAS, presiedutoda Carlo Foppa – ed ha rappresentato l’occasione per lapresentazione dei risultati dell’indagine statistica 2003 sulgrado di soddisfazione dei servizi comunali (luce, gas, acqua,trasporti e rifiuti), predisposta dal Dipartimento di ScienzeSociali dell’Università di Torino. L’indagine, presentata daldocente universitario Luca Ricolfi, è stata effettuata dal 3 al7 novembre con un questionario telefonico di 60 domandesu un campione di 4.000 torinesi (1.900 uomini e 2.100donne), tra i 18 e i 92 anni. Un primo quesito, di caratteregenerale, ha riguardato la soddisfazione della vita condottadai torinesi. Il 52,5% s’è dichiarato soddisfatto o abbastanzasoddisfatto della propria esistenza, un dato in calo del 14,4%rispetto alla rilevazione del 2001 che registrava una percentualedel 66,6%; è cresciuta del 16%, viceversa, la quota degliincerti, di coloro che ritengono che a Torino si viva né bene,né male o che non sanno rispondere. L’analisi è proseguitacon l’illustrazione dei dati del servizio trasporti pubbliciurbani. I torinesi che usano i trasporti pubblici, almeno unavolta la settimana, sono il 52,9%; ad essi si contrappongonocoloro che li utilizzano raramente, un terzo degli interpellati,o mai, circa un settimo della popolazione cittadina.Soddisfazione per il comfort dei mezzi per il 75% degliintervistati, ma solo il 46,5% è soddisfatto della frequenzadei passaggi. Quasi due terzi dei torinesi pensano che imezzi pubblici siano troppo affollati ed il 51,3% consideraeccessivo il costo delle tariffe. Oltre il 57% dei torinesi provadisagi per i cantieri cittadini, ma più di 4/5 di essi ritengonone valga la pena per la maggiore facilità di spostamento incittà ad opere concluse. Per il servizio d’igiene urbana, lafrequenza della raccolta e la “differenziata” soddisfanorispettivamente il 71,7% e il 57,4% dei cittadini, ma più dellametà dei torinesi trova insoddisfacente la pulizia del proprioquartiere di residenza (52,9%) e della città nel suo complesso(54,9%). La raccolta differenziata è ritenuta utile dal 93% deitorinesi; coloro che la usano sempre o spesso sono l’83%ma il 28,8% non trova ben collocati i contenitori, troppolontani dall’abitazione mentre il 59,7% ritiene eccessivamentecostoso lo smaltimento, in rapporto alla qualità del servizioofferto. Un ultimo dato: il 94,9% degli insoddisfatti per lapulizia cittadina attribuisce le responsabilità non solo all’Amiat,ma anche alla scarsa educazione civica dei cittadini. Lastragrande maggioranza dei torinesi, il 93,5% del totale, èsoddisfatta del servizio d’erogazione dell’acqua; il gradimentoconfrontato alle rilevazioni del 2001 è sostanzialmente stabile.Per il servizio di fornitura dell’energia elettrica, la continuitàdella fornitura d’energia elettrica non costituisce un problemaper i torinesi; il 94,1% si dichiara soddisfatto. Il 67,4% deitorinesi apprezza il servizio alla clientela dell’A.E.M. edaltrettanto positivo è il dato per l’illuminazione delle strade,che trova soddisfatti il 78,9% dei torinesi. Di rilevo il numerodei torinesi (50,5%) che considera eccessivo il costo dell’energiaelettrica in relazione al servizio offerto.Gli ultimi dati forniti riguardano il servizio di erogazione delgas per il quale, la stragrande maggioranza dei torinesi èsoddisfatta della continuità della fornitura (97,2%), del serviziorapporti con i clienti (73,5%) e per la chiarezza della bolletta(70,1). Il 55,4% considera adeguate le tariffe in relazionealla qualità del servizio offerto. Il sistema di riscaldamentopiù diffuso a Torino è quello centralizzato (59,4%) mentre èin forte ascesa (15,4%) il teleriscaldamento, consideratosoddisfacente dal 90,7% dei proprietari.Servizi pubblici locali,una ricerca sul gradimento dei torinesiPer le scolaresche torinesi è possibile visitare la storica sedemunicipale, edificata su progetto dell’architetto Lanfranchi nelXVII secolo, con una guida esperta e senza alcun costo. E’sufficiente inviare un fax o una e-mail all’Ufficio comunicazioneistituzionale del Consiglio comunale per prenotare. Informazioniallo 011.442.3327 (fax 011.442.3277), e-mailu187368@comune.torino.itVisite al Palazzo CivicoTela incastonata nel soffitto della Sala rossa ed attribuita al pittore Giovanni AndreaCasella, esponente della folta schiera di artigiani e artisti lombardo-luganesi attivi nelXVII secolo in Italia e oltralpe
  3. 3. 4 5Riparte la “numerazione” di alloggi e uffici in citta’Sarà il Collegio dei geometri di Torinoe provincia a completare lanumerazione delle unità immobiliaripresenti in città. La relativa propostadi convenzione, che dovrà essereapprovata dalla Sala rossa, è statapresentata dall’assessore GianluigiBonino ai componenti della ICommissione consiliare, guidata oggidal vicepresidente Luigi Tealdi. Le unitàimmobiliari presenti a Torino sono circa740mila, suddivise in 60mila fabbricati.A partire dalla seconda metà deglianni Novanta e soprattutto dal 2000,una serie di ordinanze indirizzate agliamministratori di stabili hanno stabilitol’obbligo dell’attribuzione di un numerocaratteristico ad ogni singola unitàimmobiliare, con indicazione perciascuna di superficie, nomedell’occupante e identificativo catastale.Questo al fine di disporre di dati realiriguardanti pubblica sicurezza, movimentianagrafici, situazione catastale, controlloe recupero dell’evasione tributaria (Ici,TARSU - tassa rifiuti). In questo modo siè potuta ottenere sinora la numerazionedi 420mila unità immobiliari in 32milafabbricati, il che ha tra l’altro consentitoun recupero di evasione sulla TARSU,dal ’97 ad oggi, di quasi 33 milioni e576mila Euro (in media poco meno di4,8 milioni all’anno). Restano tuttavia da“censire” approssimativamente ancora320.000 unità immobiliari. Ladeliberazione allegata alla convenzione,che sarà sottoposta al voto del Consigliocomunale nei prossimi giorni, sostiene lanecessità di “impostare diversamente ilmodello organizzativo” per completarel’opera. Il Collegio dei geometri,collaboratore privilegiato dell’Agenziadel territorio (dai geometri proviene ilmaggior flusso di aggiornamenti delcatasto) viene quindi individuato comepiù idoneo affidatario per quest’attività,che consentirà di “certificare” in mododefinitivo le caratteristiche delle più ditrecentomila unità immobiliari ancora“mancanti” per avere un quadro definitodella situazione in città. Al termine dellariunione, nel corso della quale sonointervenuti i consiglieri Francesco Gallo,Giovanni Nigro, Domenico Mangone,Andrea Giorgis e Marilde Provera, ilpresidente Luigi Tealdi ha commentato:“Si tratta di un atto importante perconseguire un’efficace azionedell’amministrazione civica nel recuperodell’evasione tributaria. Inoltre sarà utileper avere una reale fotografia dellasituazione immobiliare torinese econtribuirà alla sicurezza collettiva”.La consulta femminile compie 25 anniLa Consulta femminile comunale di Torino ha celebrato mercoledì 10 dicembrescorso, il suo 25° anniversario. Alla cerimonia, svoltasi in Sala rossa, hanno presoparte parte gli assessori Paola Pozzi e Tom Dealessandri e la presidente dellaConsulta Margherita Morone. Il presidente del Consiglio comunale Mauro Marinoha fatto pervenire un suo messaggio.Il 30 novembre scorso si è spenta Agnese Prandi. Era entrata in Sala rossa nel1946, con le prime elezioni democratiche del dopoguerra. Eletta nelle liste delPartito comunista era stata riconfermata nel ’51. Nata a Venaria Reale il 26novembre del 1903, aveva preso parte alla Resistenza. Componente del CLNrionale di Vanchiglia, era stata staffetta partigiana nelle Valli di Lanzo.Nel 1996 era stata insignita del Sigillo della Città, in occasione del 50° anniversariodel primo Consiglio comunale eletto nel dopoguerra.Agnese Prandiconsigliere comunale e partigianaNasce nella Piazza Borgo Dora, difronte all’edificio dell’ex ArsenaleMilitare, un parcheggio pubblico insuperficie di circa 1000 mq. per untotale di 40 posti, con un’areaattrezzata per la sosta pedonale. Lacreazione di nuovi posti auto in questazona storica della città, intendemigliorare la destinazione dell’areaverso uno sviluppo maggiore delleattività commerciali e per il normalesvolgimento della vita del quartiere. Lesuperfici del parcheggio sarannoprevalentemente ombreggiate da alberidi medio fusto. Lungo la sosta pedonalei cittadini potranno sedersi sullepanchine che saranno messe all’ombradi alberi, con relativi portabiciclette ecestini portarifiuti.Sarà previsto inoltreun impianto di illuminazione pubblicache svolgerà una doppia funzione:offrire la massima visibilità, necessariaper motivi di sicurezza e un effettodecorativo per valorizzare l’ambiente.ll territorio di Borgo Dora attualmenteè interessato da un’ampiariqualificazione che comprendeinterventi di arginatura della spondadestra della Dora, che sarà percorsada una pista ciclo pedonale nel trattodal Ponte Duca degli Abruzzi a PonteMosca e la realizzazione del nuovoPonte ex Principessa Clotilde. Una delleparticolarità di questa riqualificazioneè una balconata, che sarà realizzatasfruttando il dislivello di circa 1 metroe 30 centimetri che troviamo da ViaBorgo Dora alla facciata del cortile delMaglio, legata alle attività commercialiesistenti. Una balconata che sarà poiuna vera passeggiata pedonale con idue accessi al cortile del Maglio: unocosteggiando il fianco dell’ex Arsenale,l’altro con una scala lungo l’edificioresidenziale di Via Borgo Dora.Borgo Dora, nuovi posti auto, alberi,panchine e una “balconata pedonale”La planimetria del nuovo parcheggio vicino a Porta Palazzo
  4. 4. 6 7Un “difensore civico” per i detenutiUn “difensore civico” per i carcerati e le persone sottopostea misure di restrizione della libertà personale a Torino.L’argomento è stato discusso in IV Commissione, prendendospunto da una proposta di deliberazione d’iniziativa consiliareche prevede l’istituzione del Garante dei diritti delle personeprivate della libertà personale. Il documento esaminato inCommissione traccia un profilo di questa nuova figura e deisuoi compiti. Nominato dal sindaco previaconsultazione della conferenza deicapigruppo, il Garante – una persona“d’indiscusso prestigio e di notoria famanel campo delle scienze giuridiche, deidiritti umani, ovvero delle attività socialinegli istituti di pena” – per cinque annidovrebbe promuovere “l’esercizio deidiritti di partecipazione alla vita civile edi fruizione dei servizi comunali” da partedei detenuti. Al tempo stesso, tra i compitidel nuovo ombudsman carcerario -supportato da un apposito ufficio comunale come già avvieneper il Difensore civico – vi sarebbe la promozione di iniziativedi sensibilizzazione pubblica sui temi dei diritti umani dellepersone private della libertà personale e dell’umanizzazionedella pena detentiva, oltre all’effettuazione di visite ai luoghidi detenzione. Il tutto, naturalmente, in accordo e collaborazionecon gli organi preposti alla vigilanza penitenziaria. Comesottolineato dal testo della deliberazione “lo Statuto del Comunedi Torino intende tutelare e promuovere i diritti costituzionalmentegarantiti attinenti alla dignità ed alla libertà delle persone,contrastando ogni forma di discriminazione e promuove ilrispetto della vita e la sicurezza sociale rimuovendo le causedi emarginazione”. E questo riguarda anche la popolazionedetenuta, è stato evidenziato in Commissione, secondo ilprincipio delle finalità rieducative e non soltanto punitive dellapena. “Prima di portare al voto dellaSala rossa questo provvedimento,presumibilmente nella primavera prossima– spiega il presidente della IVCommissione Domenico Gallo – ciconfronteremo ulteriormente con leistituzioni dello Stato preposte allasicurezza dei cittadini ed alla gestionedelle strutture detentive. Incontreremoinoltre le associazioni di volontariato cheoperano nei penitenziari ed anche leorganizzazioni di categoria del personaledi custodia.” La proposta di deliberazione, è stata sottoscrittada 18 consiglieri, in gran parte della Margherita (oltre alprimo firmatario Ferragatta, Sbriglio, Favaro, Monaci, Orlandi,Altamura, Levi Montalcini e Steffenino) e dei Democratici disinistra (Cerutti, Centillo, Rossomando, Cuntrò e Greco).Hanno firmato anche D.Gallo (Comunisti italiani), Nigro(Verdi), Provera (Rifondazione comunista), Fucini (Alleanzapopolare – Udeur) e Lospinuso (Forza Italia).Dirittura d’arrivo e traguardo tagliato, in Consiglio comunaleper la Variante n. 59 al Piano Regolatore, relativa all’area“Filadelfia” (ex Stadio Filadelfia) tra le vie Tunisi, GiovanniSpano, Giordano Bruno e Filadelfia. La “variante Filadelfia”approvata tutelerà lo “storico” campo di calcio, sia perl’attività sportiva (partite di calcio della squadra primavera),sia per la difesa e la valorizzazione delle parti residue dellastruttura. Verrà così salvaguardato il campo di calcio nellasua configurazione storica, opportunamente ricostruito,prevedendo la realizzazione di parte degli interventi ediliziprevisti al di fuori dell’area stessa. In particolare nell’area ExChinino di Stato (area tra le vie G.Bruno, Filadelfia, Montevideoe Taggia) sorgerà il Centro Commerciale (max 10 mila mqdi superficie di pavimento). L’intervento di completamentoedilizio verrà concentrato sul fronte di via Tunisi previa cessionegratuita alla Città della parte restante dell’area. Peraltro vieneconfermata la realizzazione di servizi pubblici, originariamenteprevisti nell’area ex Chinino. In particolare il Centro Diurnoper Anziani nell’area ex Paoli ad ovest di piazza Galimbertie il bocciodromo nella porzione residua dell’ex Chinino.La nuova zona urbana di trasformazione (ZUT) è statadenominata “12.29 Filadelfia” è dovrà garantire l’unitarietàdell’intervento di trasformazione urbanistica, nel quale èprevisto anche il recupero dell’ex campo Filadelfia.Quindi il campo di calcio Filadelfia sarà ricostruito nella suasede storica e l’area sarà di proprietà comunale attraversouna permuta patrimoniale tra la Città di Torino e la SocietàTorino Calcio. Hanno partecipato al dibattito: Borgogno(D.S.), Rosso e Chiavarino (Forza Italia), Passoni (ComunistiItaliani), Sbriglio e Borgione (La Margherita), Provera(Rifondazione Comunista), Nigro (Verdi). I voti a favore sonostati 31 (compreso il Sindaco): 10 i voti contrati, 1 astenuto.Variante Filadelfia approvata in Sala RossaIn ricordo di Norberto BobbioIl Consiglio comunale, nel corso dellaprima seduta del 2004, ha ricordatocon un minuto di silenzio il filosofo,docente universitario e senatore a vitaNorberto Bobbio. Come ha ricordatoil presidente del Consiglio comunaleMauro Marino, al senatore Bobbio -scomparso il 9 gennaio scorso - erastato conferito il Sigillo della Città,quale riconoscimento dell’impegnopolitico, della passione civile e delcontributo alla riflessione storica eculturale, coniugati con un legameduraturo e profondo con Torino.Ottobre 2003: il presidente Mauro Marino, il sindaco Sergio Chiamparino e la vicepresidente del Consiglio comunaleSusanna Fucini consegnano il Sigillo al filosofo torinese presso la sua abitazione.Un’immagine storica del vecchio campo di gioco del Torino Calcio
  5. 5. 8 9Un “toret” e una poesia per LelaGiunge a conclusione la vicenda dellafontana in ricordo di Lela la studentessatorinese morta di meningite a diciannoveanni, chiesta nel maggio scorso da1.400 cittadini con una petizione alConsiglio comunale. Dopo il “sì” dellaSala rossa e l’avvenuta installazione delrichiesto toret di fronte alla sede delleFacoltà umanistiche, restava ancoraaperta la questione dell’apposizionesulla fontanella di una targhetta con unabreve poesia proposta dai promotoridell’iniziativa: “Lela. Un viaggio impre-visto mi porta via...ma ancora insiemetorneremo e ci racconteremo”. E infine,la Conferenza dei capigruppo ha datol’assenso definitivo, a coronamento diuna vicenda che il presidente del Con-siglio comunale Mauro Marino ha defi-nito “non legata alla toponomastica insenso stretto, quanto piuttosto al ricono-scimento del valore civile ma ancheartistico di quest’ iniziativa”. Emanuela“Lela” Borgiattino aveva lanciato laproposta poco prima di essere stroncatadalla malattia: un toret vicino a PalazzoNuovo, utile per le migliaia di giovaniche affollano quella parte di città. Eranostate la mamma e le compagne di studidella giovane a portare avanti la suaidea, raccogliendo le firme di 1400torinesi, in gran parte ragazze e ragazzi.Il Consiglio comunale ha dato il vialibera alla F.C.T. S.r.l., la FINANZIARIACITTA’ DI TORINO. La neonata finanzia-ria si pone quale primo obiettivo lamigliore gestione delle partecipazionidella Città, consentendo una valorizza-zione del patrimonio civico. La societàsarà interamente posseduta dal Comu-ne.Con l’atto costitutivo della F.C.T. saràtrasferita alla finanziaria una partecipa-zione di A.E.M. (Azienda EnergeticaMetropolitana) pari al 18% del propriocapitale, corrispondente ad un valoredi circa 100 milioni di Euro. La societàavrà sede a Torino, in Piazza Palazzodi Città. La sua costituzione è stataapprovata con i voti di Democratici diSinistra, Margherita e Comunisti Italiani.Contraria Rifondazione Comunista, men-tre si sono astenuti la Lega Nord, ForzaItalia e il Gruppo Misto (oggi Ap-Udeur).Non ha partecipato Alleanza Nazionale.Finanziaria Citta’ di Torino S.p.A.La rete di distribuzione a Torino delteleriscaldamento aumenterà sino a faredel capoluogo subalpino la città piùteleriscaldata d’Italia. I lavori partirannonel prossimo mese di marzo nelquadrilatero cittadino delimitato da:corso Rosselli, parco Ruffini, corsoMontecucco, via Lera, piazza Rivoli,corso Vittorio Emanuele II, corso Ferruccie via Spalato. Vi sarà inoltre unprolungamento da corso Einaudi a corsoBramante attraverso corso GalileoFerraris. E’ quanto annunciato a Palazzocivico dai responsabili dell’Aes (Aziendaenergia e servizi) nel corso di unariunione della Commissione ambiente.Con la realizzazione di questo progettol’incremento della rete di distribuzionesarà di 15 chilometri e l’aumento di 11milioni di metri cubi di edifici riscaldati(da 28 a 39) e la tappa conseguentealla realizzazione della centrale termica,a cura di Aem, che sarà situata in corsoFerrucci angolo corso Peschiera.Torino sara’ la citta’ piu’ teleriscaldata d’ItaliaNon si vive di solo pane. Serve anchel’acqua: fresca, limpida e dissetante emagari priva di quelle fastidiose sostanzechimiche poco apprezzate dal nostroorganismo e tanto astruse da leggeresulle etichette delle bottiglie commercia-lizzate sugli scaffali dei grandi magaz-zini. Lo sanno bene alla SMAT (exAzienda Acquedotto Municipale) doveda sempre lavorano per rendere l’ac-qua che sgorga dal nostro rubinetto lamigliore possibile, attraverso i quasi100 mila controlli annui (effettuati ancheda ARPA e ASL) che raccontano diun’acqua potabile completamente privadi nitriti e con percentuali di clorovariabili ma sempre al di sotto dellasoglia dei 0,18 milligrammi per litro(la soglia consigliata, ma non fissataper legge è di 0,2 mg/l). 217 milionidi metri cubi l’anno di acqua che costaad ogni singolo utente poco più di 1.5vecchie lire per litro e che arriva nellenostre case dopo un viaggio che passaattraverso 3.200 chilometri di tubazionipartendo principalmente dai 289 pozziche si trovano nelle falde più profonde,dalle sorgenti di Pian della Mussa edi Sangano e, seppur in misura minore,dalle acque del Po. A restituire all’am-biente 205 milioni di m3 di acquadepurata ogni anno ci pensano poi3.500 chilometri di rete fognaria e 37impianti di depurazione per scarichiindustriali che vengono trattati consistemi tecnologicamente avanzati negliimpianti di Castiglione Torinese, Colle-gno e altri minori. E dal 26 dicembredello scorso anno l’entrata in vigoredel decreto legislativo n. 31 del 2febbraio 2001, garantisce ad ognicittadino una ulteriore possibilità dicontrollo, come ci conferma il dottorFerrara, responsabile del Servizio IgieneAlimenti e Nutrizione del Dipartimentodi Prevenzione ASL 1: “Con questanuova norma, in caso di inconvenientispecifici (acqua torbida o maleodoran-te, ecc.), l’utente può contattarci peravere un’analisi dettagliata sull’acquache arriva al suo rubinetto”.SMAT, mille litri di acqua di qualitàper meno di un euroLuci d’artista in Piazza Palazzo di Città
  6. 6. 10 11A chi affidare le sorti di Torino, in preda ad un’epidemiamortale di colera, in un’estate del 1835 nella quale lescarse risorse della medicina - e l’assiduo impegno delleistituzioni nell’adottare misure igieniche e sanitarie – appa-rivano insufficienti a frenare il morbo? Per i torinesi, la sceltafu naturale: la Madonna Consolata - quellache il poeta Nino Costa definiva “parei‘d na mama...ch’an consola” - alla qualeè dedicato un santuario che da secolirappresenta il cuore pulsante della spiritualitàdel capoluogo subalpino e che dopol’assedio del 1706 fu proclamata qualepatrona della città dal Corpo decurionale(l’amministrazione comunale di allora). Eoltre un secolo più tardi, al momento deldilagare del colera, da Palazzo Civicovenne formulato un voto solenne, preve-dendo tra l’altro “l’erezione, sopra la piazzadella Consolata, d’una colonna di granitoportante una statua in marmo della santissima Vergine”,come si legge negli atti ufficiali dell’epoca. Merito dellafede o delle rigorose misure igienico-sanitarie assunte dalComune, retto dai due sindaci Carlo Saverio Pallio di Rincoe Luca Martin di San Martino, resta il fatto che nella nostracittà i contagiati furono soltanto 350 (e 220 i decessi)mentre nella più piccola Genova, nello stesso periodo, ilcolera sterminò più di 3.200 persone sulle circa 6milacolpite. Un dipinto ancora oggi esposto in Sala rossa illustra,come spiega il suo titolo, “La Civica Amministrazione diTorino (che) presenta a Monsignor Arcive-scovo l’ordinamento del voto fatto in oc-casione del cholera morbus”. Ma è so-prattutto la colonna di granito inauguratanel 1837 in via della Consolata, sovrastatadalla statua della Madonna a perpetuareil ricordo dell’epidemia e del voto. Si trattòdel primo monumento realizzato in unospazio pubblico a Torino, inaugurando unaserie che da allora ha costituito una delleprincipali caratteristiche della città e delsuo arredo urbano. Per ricordare quelmomento difficile della storia di Torino, laPresidenza del Consiglio comunale havoluto la pubblicazione del libro “1835. Emergenza cholera-morbus. Il voto della Città alla Consolata”, di RosannaRoccia e Rosanna Maggio Serra, con una prefazione delpresidente del Consiglio comunale Mauro Marino e unsaggio introduttivo di monsignor Franco Peradotto.Il colera del 1835 e il voto della Citta’ alla ConsolataSilvio Geuna e Frida Malan, scomparsi rispettivamente nel 1998 e nel 2002, hanno lasciato un segno profondo nella storiapolitica e amministrativa di questa città. L’Associazione degli ex consiglieri comunali, presieduta da Dante Notaristefano,ha voluto iniziare con il loro ricordo un ciclo di incontri su alcune eminenti figure della Sala rossa.A svolgere le relazioni sono stati Mario Berardi, presidente piemontese dell’Ordine dei giornalisti, e la scrittrice Piera EgidiBouchard. Parlando di Silvio Geuna, Berardi ha voluto sottolineare: “Geunaè entrato in politica come uomo della Resistenza, ai cui valori è sempre rimastofedele, nel filone del cattolicesimo liberale. Per diversi anni – ha aggiunto– è stato un apprezzato amministratore della città, mai coinvolto in unoscandalo”. Silvio Geuna, nato nel 1909, fece parte del Consiglio comunale dal’56 al ’75, eletto nelle liste della Democrazia cristiana e più volteassessore. Deputato alla Costituente, era decorato al valor militare. Giovaneufficiale, aveva fatto parte del Comitato militare di liberazione di Torino ed erastato uno dei pochi a sfuggire alla fucilazione del 5 aprile del ’44 alMartinetto. Il dato del rigore nella gestione della cosa pubblica è statoevidenziato anche da Piera Egidi Bouchard nella sua rievocazione di Frida Malan, la quale, ha spiegato, “amava ricordarecome avesse appreso dal padre, pastore valdese, che fondamentale è l’esempio e non la predicazione”. E la relatrice haricordato ancora “la profonda autonomia di giudizio che la contraddistingueva, e il suo impegno per i diritti delle donne”.Valdese, partigiana di “Giustizia e Libertà” e socialista Frida Malan era nata nel 1917. Imprigionata dai fascisti nella famigeratacaserma di via Asti, ricoprì la carica di consigliere comunale dal ’60 al ’75 e fu anch’essa più volte assessore.In ricordo di Silvio Geuna e Frida MalanNella foto: Commemorazione dei caduti della Resistenza al Sacrario del MartinettoPIAZZA BALDISSERA è il progetto per il futuro assetto superficiale di piazza Baldisseradopo linterramento della stazione Dora e lo smantellamento dellattuale sopraelevata di corso Mortara.La città che cambiaL’ex stabilimento Venchi Unica di via De Sanctis ospiterà nuovi servizi per i cittadiniNella foto: Il campanile romanico del Santuario della Consolata
  7. 7. 12 13ASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.FORZA ITALIAASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.ASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.LA MARGHERITA -ALLEANZA PER TORINODEMOCRATICI DI SINISTRAASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.ALLEANZA POPOLARE - UDEURASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.COMUNISTI ITALIANIASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.ALLEANZA NAZIONALE
  8. 8. 14 15Invia una e-mail:CittAgoràPeriodico del Consiglio comunale di Torinon. zero ...del...2004Aut. trib. di Torino n..... del.......2004Direttore responsabile: Remo GuerraCoordinamento redazionale: Claudio RaffaelliIn redazione:Alma Brunetto, Tony De Nardo, Marcello Longhin,Gino Strippoli, Roberto TartaraStampa:xyxyxyxyxyxyGrafica e composizione: Zero Communication - TorinoRedazione: Piazza Palazzo di Città 1 bis, 10127 Torinotel. 011.442.3671 fax 011.442.2424mail: ufficiostampa.consiglio@comune.torino.itPer contattare l’Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale:Presidente.consigliocomunale@comune.torino.itVicepresidente.consigliocomunale@comune.torino.itNUMERI UTILI:Centralino di Palazzo Civico: 011.442.1111Presidenza del Consilio comunale: 011.442.2511Polizia Municipale: 011.4606060Difensore civico: 011.4423006Centro Informagiovani: 800.998.500ASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.LEGA NORD - PIEMONT - PADANIAASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.ASed haec eius diei praefertur opinio,ut se utrique superiores discessisse exi-stimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu stetissent et nostrorumimpetum sustinuissent et initio locumtumulumque tenuissent, quae causapugnandi fuerat, et nostros primo con-gressu terga vertere coegissent; nostriautem, quod iniquoASed haec eius dieipraefertur opinio, ut se utrique superioresdiscessisse existimarent: Afraniani, quod,cum esse omnium iudicio inferioresviderentur, comminus tam diu stetissentet nostrorum impetum sustinuissent etinitio locum tumulumque tenuissent, quaecausa pugnandi fuerat, et nostros primocongressu ASed haec eius diei praeferturopinio, ut se utrique superiores discessisseexistimarent: Afraniani, quod, cum esseomnium iudicio inferiores viderentur,comminus tam diu ASed haec eius dieipraefertur opinio.RIFONDAZIONE COMUNISTA VERDI LISTA CIVICA PER TORINO

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