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Bukowski poesie scelte

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Raccolta poesie di C.Bukowsky

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  • 1. Charles BukowskiPoesie scelte
  • 2. DA It Catches My Heart in Its Hands (Poems 1955-1963):la tragedia delle fogliemi destai alla siccità e le felci erano morte,le piante in vaso gialle come grano;la mia donna era sparitae i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuotemi cingevano con la loro inutilità;cera ancora un bel sole, però,e il biglietto della padrona ardeva dun giallo caldoe senza pretese; ora quello che ci volevaera un buon attore, allantica, un burlone capace di scherzaresullassurdità del dolore; il dolore è assurdoperché esiste, solo per questo;sbarbai accuratamente con un vecchio rasoioluomo che un tempo era stato giovane e,così dicevano, geniale; maquesta è la tragedia delle foglie,le felci morte, le piante morte;ed entrai in una sala buiadove stava la padrona di casainsultante e ultimativa,mandandomi allinferno,mulinando i braccioni sudatie strillandostrillando che voleva i soldi dellaffittoperché il mondo ci aveva traditotutte due. 2
  • 3. la vita di Borodinla prossima volta che ascolti Borodinricorda che era solo un farmacistache scriveva musica per distrarsi;la sua casa era piena di gente:studenti, artisti, barboni, ubriaconi,e lui non sapeva mai dire di no.la prossima volta che ascolti Borodinricorda che sua moglie usava le sue composizioniper foderare la cuccia del gattoo coprire i vasi di latte acido;aveva lasma e linsonniae gli dava da mangiare uova à la coquee quando lui voleva coprirsi la testaper non sentire i rumori della casagli lasciava usare soltanto il lenzuolo;per giunta cera sempre qualcunonel suo letto(dormivano separati quando propriodormivano)e siccome tutte le sedieerano sempre occupatespesso lui dormiva sulle scaleavvolto in un vecchio scialle;era lei a dirgli di tagliarsi le unghie,di non cntare o fischiaredi non mettere troppo limone nel tèdi non schiacciarlo col cucchiaino;Sinfonia n.2 in si minoreIl principe IgorNelle steppe dellAsia centraleriusciva a dormire solo mettendosiun pezzo di stoffa scura sopra gli occhi;nel 1887 partecipò a un balloallAccademia di medicinaindossando un allegro costume nazionale;sembrava finalmente di uninsolita gaiezzae quando cadde sul pavimento,pensarono che volesse fare il pagliaccio.la prossima volta che ascolti Borodin,ricorda... 3
  • 4. i gemellia volte insinuava che ero un bastardo e io gli dicevo di ascoltareBrahms, e gli dicevo di mettersi a dipingere e di bere e di non farsidominare dalle donne e dai dollarima lui mi gridava: Per Amor di Dio ricorda tua madre,ricorda il tuo paese,ci farai morire tutti!...giro nella casa di mio padre (che aveva finito di pagaredopo 20 anni dello stesso lavoro) e guardo le sue scarpe stecchiteil modo in cui i suoi piedi incresparono il cuoio, come se irosamentestesse piantando rose, e così era, guardo la sua morta sigaretta,la sua ultima sigarettae lultimo letto in cui dormì quella notte, e sento che forse dovrei rifarloma non posso, perché un padre è sempre il tuo maestro anche quandonon cè più; credo che queste cose siano accadute molto spessoma non posso fare a meno di pensaremorire su un pavimento di cucina alle 7 del mattinomentre gli altri friggono le uovanon è poi così brutto se non càpita a te.esco, stacco unarancia e le tolgo la buccia lucente;le cose sono ancora vive: lerba cresce chè un piacere,il sole fa piovere i suoi raggi tra i giri di un satellite russoun cane, sciocco, latra chissà dove, i vicini spiano dietro le tendine.io qui sono un estraneo, e sono stato (immagino) la pecora nera,e non dubito che mabbia dipinto proprio bene (il vecchio e iolottavamo come leoni di montagna) e dicono che abbia lasciato tuttoa una donna di Duarte ma non me ne importa un fico - se lo tenga:era il mio vecchioed è mortodentro, mi provo un vestito celestela cosa migliore che abbia mai indossatoe muovo le braccia come uno spaventapasseri nel ventoma non serve:per quanto ci odiassimonon posso tenerlo in vita.identici eravamo, avremmo potuto essere gemelliil vecchio e io: almeno così dicevanoteneva i suoi bulbi nel crivellopronti per essere piantatimentre io me la spassavo con una battona della 3^ strada.va be, lasciateci questo momento: ritto davanti a uno specchionel vestito di mio padre mortomentre aspettodi morire anchio. 4
  • 5. la casacostruiscono una casaa mezzo isolato di distanzae io sto qui sedutocon le tende abbassatea sentire i rumori,i martelli che piantano i chiodi,toc toc toc toc,e il canto degli uccelli, etoc toc toc toc,e vado a letto, mi tiro le coperte fino al mento;la stanno costruendoda un mese, presto avràchi labita... dormendo, mangiando,amando, girando qua e là,ma chissà comeadessonon è giusto,mi sembra una follia,gli uomini camminano sul tetto con la bocca piena di chiodie io leggo di Castro e di Cuba,e la sera le passo davantie la casa ha le costole visibilie dentro vedo gatti che camminanocome camminano i gatti,e poi passa un ragazzo in bicicletta,e la casa nonè ancora finitae la mattina gli uominisaranno di ritornogirando intorno alla casacon i loro martelli,e mi sembra che la gente non dovrebbe più costruirecase,mi sembra che la gente dovrebbe smettere di lavoraree sedere in stanzetteal primo pianosotto luci elettriche senza riparo;mi sembra che ci siano molte cose da dimenticaree molte da non faree nei drugstore, nei market, nei bar,la gente è stanca, non ha vogliadi muoversi, e la sera io sto là in piedie guardo attraverso questa casa e la casanon ha voglia di essere costruita;tra i suoi fianchi vedo i colli purpureie le prime luci della sera,e fa freddoe mi abbottono la giaccae sto là a guardare attraverso la casae i gatti si voltano a guardarmifinché non mi sento in imbarazzoe riprendo il marciapiede verso il Norddove compreròsigarette e birrae ritornerò nella mia stanza. 5
  • 6. il prete e il matadornellaria torpida messicana vidi morire il toroe gli recisero lorecchio, e il suo testonenon faceva più paura dun sasso.lindomani tornando in macchina ci fermammo alla Missionee vedemmo i fiori rossi azzurri e orocontorcersi nel vento come tigri.mettilo in versi: il toro, e il forte di Cristo:il matador in ginocchio, il toro ucciso il suo bebè;e il prete che guardava dalla finestracome un orso in gabbia.puoi discutere nella piazza del mercato e tirarei tuoi dubbi con serici fili: io ti dirò soltantoquesto: ho vissuto in entrambi i loro templi,credendo tutto e nulla - forse, ora,essi morranno nel mio. 6
  • 7. luccellocon gli occhi rossi e stordito come meluccellogiunse in volodal lontano Egittoalle 5 del mattino,e Maria quasi inciampò sui tacchi a spillo:cosera, un razzo?e andammo di sopra.riempii due bicchieri di portoe aspettammo che le campanestanassero gli sgobboni dai loro miserabili nidipoi Maria andò dentro ad annaffiareil vasoe io rimasi là seduto a strofinarmi la barba di tre giornipensando a quel matto di un uccelloe questo è il risultato:tutto ciò che davvero contavaera andare in qualche postoquanto più in fretta tanto meglio eraperché restava meno da aspettareper morire. Maria uscìe tirò giù le copertee io mi tolsi il vestito macchiatominfilai sotto le lenzuola sudate,chiudendo gli occhi al suono e alla luce,e la sentii sfilarsi i tacchi aguzzie i suoi piedi gelati mi calcarono i polpaccie io battezzai quelluccelloMr. Americae poi rapido mi addormentai. 7
  • 8. un cavallo da 340 dollari e una puttana da centonon vi venga lidea che io sono un poeta; mi trovatemezzo sbronzo allippodromo ogni giornoa puntare su quarter, trottatori e purosangue,ma fatevelo dire, là ci sono delle donneche seguono i quattrini, e qualche voltaquando guardi queste puttane queste puttane da cento dollariqualche volta ti domandi se la natura non ha scherzatoa regalare tanto petto e tanto culo e la manierain cui sta tutto insieme, tu guardi e guardi e guardi enon ci credi; ci sono le donne qualsiasie poi cè qualcosaltro che ti fa venir vogliadi sfondare quadri e spaccare dischi di Beethovensul coperchio del cesso; in ogni modo, la stagionesi trascinava e i pezzi grossi restavano in bolletta,tutti i non professionisti, i produttori, gli operatori,gli spacciatori di marijuana, i pellicciai, gli stessiproprietari, e sto giorno correva Saint Louie:un cavallo che rompeva quando larrivo era serratocorreva a testa bassa, era brutto e cattivodato 35 a 1, e io puntai un deca su di lui.il guidatore lo spinse al largolo portò allo steccato dove sarebbe stato soloanche se doveva fare il quadruplo di strada,e fu così che fecetutta la gara lungo lo steccatocorrendo per due miglia anziché unae vinse come se avesse il diavolo alle calcagnae non era nemmeno stanco,e la bionda più grossa di tuttetutta culo e tette, praticamente nientaltrovenne con me a riscuotere.quella notte non riuscii a distruggerlaanche se le molle sprizzavano scintilleche rimbalzavano sui muri.più tardi là seduta in sottovestebevendo Old Grandaddissecome mai un tipo come tevive in una stamberga come questa?e io dissisono un poetae lei buttò indietro la bella testa e rise.tu? tu... un poeta?proprio così, dissi, proprio così.ma mi piaceva ancora, sì, mi piaceva,e tante grazie a un brutto cavalloche ha scritto questa poesia. 8
  • 9. DA Crucifix in a Deathhand (Poems 1963-1965):crocifisso nel pugno dun mortosì, cominciano tra i salici, direi,i monti inamidati cominciano tra i salicie vanno via così senza badarené ai puma né alle peschechissà comequesti monti somigliano a una vecchiacon poca memoria e una sporta per la spesa.siamo in una conca. eccolidea. giù nella sabbia e tra i vicoli,questa terra trafitta, percossa, divisa,stretta come un crocifisso nel pugno dun morto,ques ta terra comprata, rivenduta, ricompratae ancora venduta, le guerre finite da un pezzo,tornati gli spagnoli nella Spagna lontanasempre nel bussolotto, e adessoagenti immobiliari, lottizzatori, proprietari terrieri, costruttoridi autostrade che discutono. questa è la loro terrae io ci cammino sopra, ci vivo per un poqui dalle parti di Hollywood vedo giovani nelle stanzeche ascoltano vitree registrazionie penso anche ai vecchi stanchi di musicastanchi di tutto, e la morte come suicidiocredo siaqualche volta volontaria, e per avere un pungo dappoggioqui sulla terra è meglio ritornareal Grand Central Market, vedere le vecchie messicane,i poveri... sono certo che hai visto queste stesse donne molti anni primadiscuterecon gli stessi giovani impiegati giapponesispiritosi, intelligenti e doratitra i loro mucchi di arance, di mele,avocado, pomodori, cetrioli -e sai che aspetto hanno, hanno davvero un bellissimo aspettoti sembra che potresti mangiarteli tuttiaccendere un sigaro e, col fumo disfarti del mondo cattivo.poi è meglio tornare nei bar, gli stessi barlignei, verdi, spietati, stantiicol giovane poliziotto di passaggioterrorizzato e in cerca di guaie la birra è sempre cattivaha un sapore che si confonde già col vomitoe la putrefazione, devi farti forza tra le ombreper ignorarlo, ignorare i poveri e te stessoe la borsa della spesa che tieni tra le gambebella piena di avocado, arance e pesce frescoe bottiglie di vino, chi ha bisogno di un invernocome quelli di Ford Lauderdale?25 anni fa cera sempre una battonacon una membrana su un occhio, che era troppo grassae faceva campanule dargento con la stagnoladelle sigarette. allora il sole sembrava più caldoanche se forse non era affatto veroe tu porti fuori la borsadella spesa e cammini per la stradae la birra verde ti resta là sospesaproprio sopra lo stomaco come 9
  • 10. uno scialle corto e vergognoso,e tiguardi intorno e non vedipiùvecchi. 10
  • 11. la madama3 monelli mi corrono incontrosoffiando nei fischiettie strillanosei in arresto!sei ubriaco!e comincianoa picchiarmi sulle gambecon i loro manganelli di plastica.uno ha addiritturail distintivo. un altro hale manette ma le braccia sono levate al cielo.quando entro nel negozio di liquoripiroettano sul marciapiedecome apichiuse fuori dallarnia.compro una bottiglia di whiskyscadentee3 stecche di zucchero candito. 11
  • 12. DA Burning in Water, Drowning in Flame (Poems 1972-1973):il pescatoreviene fuori ogni giorno alle 7.30 del mattinocon 3 panini al burro darachidi,e cè una lattina di birrache mette a bagno nel secchio delle esche.pesca per ore con una cannuccia per trotea tre quarti dalla banchina, lungo il molo.ha 75 anni e il sole non lo abbronza,e per quanto faccia caldonon si toglie mai la giubba verde e marrone.prende stelle marine, squalotti e maccarelli;ne prende a dozzine,non parla con nessuno.a una certa ora del giornobeve la sua latta di birra.alle 6 del pomeriggio raccatta la sua roba e il suo bottinocammina lungo il moloattraversa le stradeentra in un appartamentino di Santa Monicava in camera da letto e apre il giornale della seramentre sua moglie getta le stelle marine, gli squali e i maccarellinella pattumierasi accende la pipae aspetta la cena 12
  • 13. Da Le ragazze che seguivamoSplashlillusione è che tu semplicementestia leggendo questa poesia.la realta è che questa èpiù di unapoesia.questo è il coltello di un accattone.è un tulipano.è un soldato che marciaattraverso Madrid.questo sei tu sul tuoletto di morte.questo è Li Po che ridesottoterra.no, non è una dannatapoesia.è un cavallo che dorme.una farfalla dentroil tuo cervello.questo è il circodel diavolo.e non la stai leggendosu una pagina.è la pagina che leggete.la senti?è come un cobra.è unaquila affamatache sorvola la stanza.questa non è una poesia.la poesia è barbosa,ti fa veniresonno.queste parole ti incitanoa una nuovafollia.ti ha toccato la grazia,sei stato spintodentro unaabbacinante regione diluce.adesso lelefantesogna insiemea te.la volta dello spaziocurva e ride.adesso puoi morire.tu puoi morire adesso comesi doveva morire da uomini:grande,vittorioso, 13
  • 14. con lorecchio alla musica,essendo tu la musica,che romba,romba,romba. 14
  • 15. DA You Get So Alone At Times That It Just Makes Sense1813 - 1883stare a sentire Wagnerintanto fuori al buio il vento sfiata pioggia fredda glialberi ciondolano e si dimenano le luci vannoe vengono i muri scricchiolano i gatti corrono sotto illetto...Wagner lotta come un dannato, è un sentimentalone ma èmassiccio, è un gran guerriero, un gigante in un mondo dipigmei, carica a testa bassa, spaccale barriereunaincredibile POTENZA di suono eintanto qui tutto turbinasi frantumasi piegasi perdein un furioso azzardosì, Wagner e la tempesta si mischiano col vino mentrenotti come questa corrono su per le braccia e fin dentro la testa epoi giù nellebudellacè chi non è maimortocè chi non è mai statovivoinvece siamo tutti vivistanotte. 15
  • 16. FARCELAnel mattino umido Ade applaude con mani segnate dall herpes euna donna canta alla radio, la sua voce giunge arrampicandosisul fumo, e il fumo esala vapori...mi sento sola, canta la donna, tu non seimio e ciò mi fa sentire così male,questo essere me...sento macchine per la strada, è come un mare lontanoinfangato di gentementre dietro laltra spalla, lontano sulla Settima stradavicino a Western Islandcè lospedale, quella casa di agonia-lenzuola e padelle e braccia e teste emorti lente;tutto è così deliziosamente orribile:larte del coronamento: la vita che mangiala vita...una volta ho visto in sogno un serpente che inghiottiva la sua stessacoda, inghiottiva e inghiottiva finchéè arrivato a metà dellanello, e là si è fermato eè rimasto così, si era pappatosé stesso. bella fregatura.abbiamo solo noi stessi per tirare avanti, ed èabbastanza...scendo giù a prendere unaltra bottiglia, accendo lativù e cè Gregory Peck che finge di essereF. Scott Fitzgerald ed è tutto agitato e sta leggendo il suomanoscritto alla sua signora.Spengo lativù.che razza di scrittore è quello? uno che legge le sue pagine auna donna? è uno stupro...torno su e i miei due gatti mi vengono dietro, sonobuoni compagni, non litighiamo mai, nondiscutiamo, ascoltiamo la stessa musica, non votiamo mai allepresidenziali.uno dei gatti, quello grosso, salta sullo schienaledella mia sedia, mi si strofina sulle spalle esul collo."niente da fare," gli dico, "non ho intenzionedi leggerti questapoesia."lui salta sul pavimento ed esce sulbalcone e il suo compagnolo segue.siedono e guardano la notte; siamo gentecon la testa a posto qui.questi mattini presto quando quasi tuttidormono, piccole cimici notturne, affarini con le alientrano in casa, e vorticano e piroettano. 16
  • 17. la macchina da scrivere elettro-ronza, e dopo averaperto e assaggiato la bottiglia nuova scrivo la prossimariga. poteteleggerlo alla vostra signora e lei probabilmente vi diràche è assurdo. magari staràleggendo Tenera è lanotte. 17
  • 18. DA Quando eravamo giovaniluomo del Signoreeravamo sui 10-11 anniquando andammodal prete.bussammo.apriuna cicciona sciatta."si?" domando."vogliamo vedereil prete," disse uno di noi.penso fosse Frankche lodisse."Padre," la donnagiro la testa,"dei ragazzi voglionovederla.""falli venirdentro," disseil prete."seguitemi," dissela cicciona ciatta.la seguimmo.il prete eranello studio.seduto alla scrivania.mise via delle carte."si, ragazzi?"la ciccionase la filo."ebbene," dissi io."ebbene," disse Frank."si, ragazzi, proseguite...""ebbene," disse Frank, "cichiedevamo se ce davveroIddio."il Padre sorrise."ma certoche ce.""e dove?"domandai io. 18
  • 19. "voi ragazzi non avetestudiato catechismo?Dio e ovunque.""oh," fece Frank."grazie, Padre,volevamo soloesser certi," dissi io."non ce problema,ragazzi, mi fa piacereche abbiate chiesto.""grazie, Padre,"disse Frank.facemmo entrambi una specie diinchino, poigirammoe uscimmodalla stanza.la cicciona sciattaci aspettava.ci guido lungo ilcorridoio sino allaporta.passeggiammo su e giuper la via."mi domando sela chiava?" chieseFrank.guardai intorno in cerca di Dio,poi risposi:"certo che no"."ma cosa faquando eeccitato?"chiese Frank."probabilmente prega,"dissi."non e la stessacosa,"disse Frank."lui ha Dio,"dissi,"non ha bisognodi quello.""secondo mela chiava," disse Frank."ah si?" 19
  • 20. "giaperche non andiamoa chiederglielo?""vacci tu a chiedere,"dissi, "sei tuil curioso.""ho paura,"disse Frank."hai paura di Dio,"dissi."be, tu non ce lhai?"domando."sicuro."poi ci fermammo ad unsemaforo rosso, aspettando ilturno.nessuno di noi era statoa messa damesi.era noioso.era piu divertenteparlare col prete.venne il verde eattraversammo. 20
  • 21. anormalequando facevo le elementariil maestro ci racconto la storiadi un marinaioche disse al capitano:"la bandiera? spero di nonvederla piu, la bandiera!""molto bene," gli fu risposto,"il tuo desideriosara esaudito!"e lo chiusero nellastivae ce lo tennero,mandandogli cibodi sottoe mori laggiusenza vederla mai piula bandiera.una storia davvero spaventosaper dei bambini,moltoefficace.ma non efficaceabbastanza perme.stavo li seduto a pensare,bene, e bruttonon vedere labandiera,ma il bello enon dover vederela gente.peronon alzai la manoper dir niente del genere.sarebbe stato ammettereche non volevo vedereneppure loro.ed era vero.guardavo dritto allalavagnache sembrava miglioredi chiunquedi loro 21
  • 22. classicila nostra insegnante dinglese alle medie,Mrs Gredis, non sedeva dietrola cattedra, lasciava liberoil primo banco e ci montava sopracon le gambe ben accavallate enoi fissavamo quelle lunghe gambedi velluto, quei fianchi magici,quella tiepida carne scintillantementre lei dava di ancae riaccavallava le gambecon quelle scarpe nere tacco a spilloe parlava di Hawthornee di Melville e di Poe e di quegli altri.noi ragazzi non sentivamo una parolama inglese era la nostra materiapreferita e di Mrs Gredis nondicevamo mai male, di lei nonparlavamo nemmeno tra noi,ci bastava star li seduti a guardarlae sapere che le nostre madrinon erano cosi e che le compagnedi classe non erano cosie che persino le donne di stradanon erano cosi.nessuna era come Mrs Gredise lo sapeva pure Mrs Gredis,la seduta sul primo banco,appollaiata di fronte a 20 maschiquatordi cenni che mai lavrebberodimenticataattraverso le guerre e gli anni,mai una cosiche parlando ci studiava,osservava noi incantati da lei,cera riso nei suoi occhi,sorrideva, accavallava e riaccavallava le gambeancora e di nuovola gonna saliva, spostandosidelicatamente sempre piu sumentre parlava di Hawthornee di Poe e di Melville e daltofinche suonava la campanache concludeva la lezionelora piu rapida della nostra giornata.grazie Mrs Gredis,per la piu meravigliosadelle lezioni,con lei la scuolaera piu chefacile,grazie Mrs Gredis,grazie. 22
  • 23. monello a due ruotedenaro non ne ho mai avutoma avevo una bicie cera poco da fare in estatetranne correrci soprafino alla spiaggia e ritorno.una corsa da rompersi il culoda L.A. fino aVenicema non cera altra scelta.e poi, come facevale gambe.avevo 14 annie le gambe piu toste delSouthland, direi.quel che rendevapiu eccitante la cosa eraprovare a ridurreil tempo del viaggio.ogni volta che battevo il mio recordcercavo subito di stabilirneun altro.pedalavo semprepiu forte.e mi piaceva,eccetto che una mattina di solementre ci davosottoquesto tipo inauto rossa sportivagrido:"hey, piccolo, guardadove cazzo vai!".mi girai e vidiun vecchiosu una fuoriserie dannata,col sigaro in boccae una giovanebionda accanto.il vento soffiava suisuoi lunghi capelli."affanculo!" gli gridaidietro.lui rallentomentre gli pedalavo a fianco.me diede unocchiatae disse:"ti dispiaceripeterlo?".glielo ridissi.la ragazza coicapelli al ventolo guardoe rise. 23
  • 24. "ho proprio voglia diparcheggiaree fartiun mazzo cosi!""e tu parcheggia!parcheggia!"gli urlai.accelero eaccostoal marciapiede.scesi di sellae gli andaiincontro.non avevo paura.mi sentivo un grande.mi avvicinai alla macchina.de dentrolui mi fisso.non vennefuori.la ragazza stavadicendogli qualcosa.di colpo luiriaccesee scomparve.allangolo, giroa destra.tornai alla bici.saltai su e ricominciaia pedalare.eccolo di nuovo.aveva girato lisolato.mi guardavalo guardavomai visto tanto odioin una volta.e poi se ne andogiu per il vialefuori dalla mia vistacon la sua bionda.continuavo a pedalare.ma non avevo piu fretta.allinferno i miei record.avevo scoperto il suobluffe la ragazza dai capelli lunghistava pensando ame.ero diventato unuomo. 24
  • 25. 25
  • 26. girotondoa Sanford piaceva fare brutti scherzicome pisciare nelle bottiglie del latte,bruciare le gambe ai ragni,torturare gatti,metter lacqua nel serbatoio ecc.ne sapevae ne faceva di tutti i colori.siamo cresciuti insieme.quando scoppiò la seconda guerra mondialelui si arruolò in aviazione."i piloti cuccano più figa,"mi disse.alla seconda missione sulla Manicagli sfondarono il culonel cielo.non fu mai trovato.un brutto scherzo in piùin un gran brutto mondo. 26

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