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Illuminismo E Diritto Penale
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Illuminismo E Diritto Penale

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  • molto probabilmente era in spagnolo questo testo ed è stato tradotto, ci sono errori di traduzione e di sinonimi.
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  • Consiglio una rilettura di quanto scritto. Poichè, anche se fatto molto bene e scritto in maniera chiara ci sono diversi errori di battitura, date errate, punteggiatura carente ed in alcuni punti forse anche delle parole saltate. Per il resto è esaustivo :)
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  • 1. Illuminismo E Diritto PenaleIl diritto penale moderno nasce con lilluminismo a metà del 700. Alcuni principi di allora costituiscono tuttora cardini dellelegislazioni penali europee quali: principio di irretroattività, principio di personalità della responsabilità penale, divieto di penedisumane.....Cesare Beccaria descrive nel suo libro dei diritti delle pene quali siano i fini del diritto penale, i quali secondo lui eranoperlopiù protezione forte dei beni umani fondamentali; dite pene devono conoscersi prima della commissione del fatto inmodo che si possa essere previsione da parte del cittadino di ciò che è vietato e ciò che non lo è. La pena deve essereretributiva che a colpire in maniera proporzionale alla gravità del fatto.Tra le pene è da preferirsi quella carceraria perché è uguale per tutti la pena non deve essere per forza severa ciò che contaè che sia rapida.tali principi sono stati accolti dalle corti del 700 e sono sbocciati nella rivoluzione franceseMolti di questi principi sono compresi nella dichiarazione dei diritti delluomo del cittadino del 1789: a stretta legalità,irretroattività, presunzione innocenza, diritto di manifestazione del proprio pensiero. i principi del codice penale il qualeinfluenzato lintera codificazione italiana ed europea dell800Scuola Classica:Il passaggio dallilluminismo alle legislazioni liberali dell800 trova riscontro nella scuola classica. Maggior esponente èFrancesco Carrara il quale dà continuità rispetto i cannoni garantistici dellilluminismo. Caratteristica della scuola classica è iltentativo di costruire un sistema scientifico di diritto penale astratto e immutabile ancorato il valore della ragione assoluta.ilgiurista deve costruire un sistema di dati delle prime secondo criteri di razionalità senza tener conto delle pressioni chevengono dalla società o dalla politica.In questo modo il diritto penale diverrebbe un sistema perfetto perché sganciato dalle contaminazioni del mondo e dellapolitica. Ad ogni modo nella costruzione del sistema penale carrabili altri classici ripropongono i capisaldi dellidea liberale delsistema penale: garanzie di legalità e irretroattività sono indiscutibili quanto il principe di tassatività della fattispecie e dicertezza del diritto inoltre il carattere astratto diritto penale viene enfatizzato.Lunico punto in cui il Carrara a un cedimento riguardi delitti di cosiddetta lesa maestà cioè contro lo Stato che sononecessariamente dipendenti dalla politica dal potere e non possono essere elaborati scientifica.La scuola classica perfezioni inoltre gli strumenti di analisi tecnica del reato massimi esponenti Carrara e piscina: è unapproccio metodologico i cui risultati hanno perdurato nel tempo tanto che ancora oggi influenzano la teoria generale delreato.la scuola classica e in particolare il Carrara ha influenzato molto lelaborazione del codice penale Zanardelli del 1889 incodice che può considerarsi di caratura e liberale: può considerarsi espressione legislativa nel complesso delle garanzieilluministico liberali.Principi di stretta legalità di irretroattività ed altri sono stati formulati in maniera impeccabile è stata eliminata la pena di mortetentativo è concorso di persone nel reato sono stati configurati in maniera il più possibile garantista il codice Zanardelli nellaparte speciale è stato attento a non punire fatti soprattutto se riguardanti la manifestazione del pensiero.La Scuola PositivistaCon essa cè un cambiamento radicale nellapproccio scientifico del diritto penale: i classici usavano il metodo deduttivo ilpositivisti servono il metodo induttivo tipico della ricerca sul campo i classici privilegiavano lanalisi derrata della I. positivistipuntano lattenzione sulluomo delinquente e quindi la personalità dellautore e dellillecito cambiano anche presupposti dellaresponsabilità penale: i classici sostenevano che il reo era libero di scegliere bene il mare di positivisti negano lesistenza dellibero arbitrio e affermano che lautore di un reato è in realtà una normale.Le sanzioni in senso retributivo è sostituito delle sanzioni in senso preventivo, la durata della sanzione puoi non per avere untermine determinato ma durare tanto quanto sia necessario perché lindividuo si è adattato la vita libera e quando siincorreggibile deve durare per tutta la vita .
  • 2. Tale scuola è nato troppo tardi per influenzare il codice Zanardelli il quale accoglie lidea retributiva di pena comunque aquesta scuola sia imposta nella seconda decade del 900 e fu addirittura incaricato il guardasigilli Mortara di redigere unprogetto preliminare di codice penale per proporre le riforme necessarie per una maggiore difesa sociale contro il delitto ingenerale.punto tale progetto pubblicato nel 1221 non ebbe seguito a causa delle vicende politiche inerenti al fascismo salitoal potere alcune delle positivisti che tuttavia penetrarono fortemente nel codice Rocco del 1930 in cui era tradizione di penaretributiva classica fu placata la misura di sicurezza indeterminata legata alla durata della pericolosità sociale del reo Questoe è il compromesso fra le due scuole.Il Socialismo GiuridicoNon è e propria scuola ma un atteggiamento culturale nato a cavallo fra 809100. In Questo periodo si è sviluppato unorientamento di critica verso il potere politico che ha usato il codice Zanardelli nel modo più rigido possibile; critica volta allaprotezione dei principi liberali presenti nel codice.Sono giuristi docenti universitari avvocati che sono impegnati nel terreno della difesa dei diritti della libertà.Lincidenza pratica di questa presenza culturale è stato il certo rilievo anche se è mancata capacità di formulare proposteconcrete di riforma.La Scuola Tecnico Giuridica:Al culmine del dibattito tra le due scuole si formò in Italia una reazione a entrambe: un nuovo orientamento culturale natodallUniversità di Sassari e da Arturo Rocco del 1910.Rocco osservava che il diritto penale si trova in crisi a causa della sua posizione di esso con antropologia psicologiastatistica sociologia era scarsa attenzione prestata alla realtà legislativa vigente entrambe le scuole non sono accettabili: lascuola classica pretende di elaborare un diritto penale assoluto la scuola positiva afferma che il diritto penale è un capitolodella criminologia della sezione di punto ecco la novità metodologica imposta da Rocco: per tenersi fermi scrupolosamenteattaccati allo studio del diritto positivo vigente il solo che debba essere oggetto della scienza giuridica .Questo indirizzo detto tecnico giuridico è il solo possibile in una scienza giuridica.Filosofia del diritto politica criminale antropologia sono soltanto di ostacolo alla purezza della ricerca scientifica quando ilgiurista a questo si leva la toga e veste labito del filosofo. Nonostante questo ribaltamento metodologico i collegamenti conla scuola classica sono molteplici: decostruzione dogmatica della teoria del reato, lenunciazione dei principi generali dellaresponsabilità penale.Il giurista deve avere il solo compito di interpretare le legislazione e la costruzione del sistema che rifletta la stessa. Anche lasua positiva è stato oggetto di critica da parte di Arturo Rocco anche se i risultati della scuola positiva non contrastavano congli obiettivi politici perseguiti da Rocco. La sua positiva non dava particolari preoccupazioni ai protagonisti del nuovo indirizzolindirizzo tecnico giuridico di Rocco diventò metodo di lavoro dominante tre penalisti tanto da che da caratterizzare gli studifino a parecchi anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.La Codificazione Penale Del 1930, Il Compromesso Fra Le Scuole.Nella relazione al nuovo codice si spiega che nella riforma della legislazione penale non si deve travolgere lintero sistemama per laltro fare dei perfezionamenti tecnici che anche se importanti non modificano le basi storiche tradizionali.Il dibattito sul codice del 30 ha visto nascere posizioni diverse: da un lato chi sosteneva che nonostante contenesse i sostitutiliberali sarebbe stato pesantemente influenzato da pensiero fascista e della sua concezione di Stato, non per uno Statoprodotto dalla somma di individui che lo costituiscono bensì uno Stato forte e autonomo sovraordinato lindividuo.Cè stato chi ha fermati invece che nonostante la sua emanazione in epoca fascista non sia interamente investitodallideologia del regime che gli diede vita: limpronta del regime avrebbe contrassegnato alcuni settori della parte specialema in modo non troppo marcato infatti si ravvisa una certa continuità storica tra le due codificazioni. Nonostante questo ilnuovo codice sono state numerose le rotture rispetto al passato e il presente e ora meno garantista.
  • 3. È stata ripristinata la pena di morte le sanzioni sono inasprite genericamente e nelle conseguenze sanzionatorie si sonoaffiancate alle pene retributivo punitive le misure di sicurezza rieducativa scegliendo così il sistema del doppio binariosanzionatorio: è ravvisabile in questoil compromesso tra le due scuole.La Scuola Tecnico Giuridica Anni 30 Anni 50:Anche durante il fascismo il dibattito sui contenuti ha continuato sia pure timidamente a svilupparsi: chi sono stati dibattiti sulsignificato è giuridico. Nel 39 Petrocelli incitava il giuristi ad occuparsi più di politica e meno dogmaticaRecenti Orientamenti Del Pensiero Penalistico Italiano:Operistiche italiana non è stato in grado nel dopoguerra di proporre realizzare una riforma della legislazione penale italianorispondente alla nuova scala di valori mutata nella società attuale. nonostante ciò ricordato come nel 48 la nuovacostituzione abbia introdotto nuovi principi in materia di giustizia penale. La costituzione influenzi il sistema in due pianiquello delle norme che prevedono direttamente principi di garanzia penale e denunciano regole di responsabilità e sanzionipenali articoli 25-27 costituzione e quello dellenunciazione dei diritti di libertà e dei diritti sociali alla luce delle quali numerosenorme del codice Rocco sono risultati illegittime e quindi annullate dalla corte costituzionale.Si può così tracciare lelaborazione della dottrina penalisti che in Italia dallinizio deglianni 70:. lidea di un nuovo modo di concepire il ruolo del giurista e della sua attività bisognava riappropriarsi anche del ruolo dipolitici del diritto e questo sfociò in unampia critica della legislazione vigente. Sul piano pratico molti giovani magistrati hannoabbandonato il ruolo di giudice come migliore interprete della legge per fare unopera di adeguamento interpretativo dellalegislazione penale ai dettami della costituzione.. I valori costituzionali sono diventati dei veri e propri punti di riferimento per la costruzione del sistema dei reati al punto diportare ad affermare qualche studioso al fine degli anni 70 che il diritto penale dovrebbe essere stato strumentosanzionatorio delle soli violazioni di caratura costituzionale. In un piano di modernizzazione del diritto penale ai beni giuridiciclassici sono stati affiancati nuovi beni giuridici quali la tutela del territorio dellambiente la salute, la sicurezza sul lavoro, latutela dei consumatori.. Per quanto riguarda il sistema sanzionatorio la costituzione attribuita una per una funzione rieducativa e a posto lepremesse per una trasformazione radicale del concetto di pena. Su questo piano la dottrina ha prodotto grandi elaborazionitendenze sostituire il carcere con sanzioni non privati della libertà personale e a superare il sistema del doppio binario conuna sanzione penale unica rieducativa.Dario MelossiPunti di riferimento del sistema penale sono: codice penale codice di procedura regolamento penitenziario misure diprevenzione o di polizia tutti settori in cui legislazione fascista pesantemente intervenuta.Il diritto penale sostanziale del sistema è il codice Zanardelli che ha definito un codice liberale. La parte generale del codiceZanardelli configura il sistema in cui diritti di libertà sono sufficientemente garantiti in linea con limpostazione classica delCarrara nella parte speciale sono descritte le singole fattispecie incriminatrici. Limpostazione classista del codice è evidentesoprattutto nei delitti contro lo Stato emblematiche al riguardo sono le pene per i delitti contro la proprietà è il delitto di furto.Il regolamento carcerario:Il regolamento generale 1 febbraio 1891 260 è ancora in vigore lavvento del fascismo e reimpostato lungo tre linee guida:1: il carcere è organizzato come un luogo isolato dalla società libera per porre detenuti in un contesto di emarginazione eseparazione gli unici collegamenti con lesterno sono i colloqui la corrispondenza e le visite dei congiunti ma hanno disciplinarestrittiva .2: cè un clima di violenza tra detenuti e soprattutto tra custodi e custoditi, estremo rigore degli obblighi e relative sanzionidisciplinari a carico sia del personale che detenuti è la principale regola di governo del carcere: governare con la violenza èespressamente previsto nel regolamento del 91.3 terza linea guida è data da struttura burocratica e rigidamente centralizzata e verticistica dellamministrazione penitenziaria.
  • 4. Le leggi di sicurezza e le misure di prevenzione.Il sistema penale dello Stato liberale era completato dalla legge di pubblica sicurezza e stemperava alcune delle garanzie delcodice Zanardelli tramite il sistema di misure di prevenzione volte le figure degli oziosi e vagabondi e dei diffamati per certireati. La situazione legislativa era in un piano eccezionale con le leggi del 94 Crispi che traevano spunto dallesplosione diuna bomba alla camera dei deputati: nuove misure repressive contro gli anarchici.Le scuole e la cultura penalistica.Negli anni venti e il dibattito tra le due scuole era arrivato al culmine ed erano state sopraffatte dalla scuola tecnico giuridicadi Arturo Rocco. I principi di garanzia della scuola classica si trovano in un contesto di garanzie sostanziali sempre piùprecario, a ciò si sostituiva il rispetto della legge positiva. Dallaltro lato i positivisti erano ansiosi di una riforma non avendofatto parte del codice Zanardelli e presentare un progetto, il progetto ferri, le ventuno che però si spense quasi subito.Consolidamento del regime e politica degli amnistie .Il momento iniziale della politica criminale fascista è il ventisei con i provvedimenti a difesa dello Stato primo nucleo di regolevolte allannientamento degli avversari politici. Il fascismo volle utilizzare lo strumento penale come arma di lotta politica eusa le amnistie per sbarazzarsi di scomode pendenze penali dei suoi sostenitori. Tali amnistie erano volte a sanare i fatticommessi con luso della violenza dai sostenitori del fascismo. Si concedeva amnistia per tutti i reati commessi in occasioneo per causa di moventi politici o determinati da movente politico quando il fatto sia stato commesso per un fine nazionaleimmediato o mediato. Tutto questo si attende con il regio decreto nellottobre del ventitré, a questo punto il fascismo avevauna forza spaventosa.Repressione dellopposizione politicaIl tribunale speciale per la difesa dello Stato.Legge numero due mille otto nel novembre del ventisei emanata con procedura demergenza in seguito ad un attentato aMussolini anticipa alcuni contenuti poi riversati nel codice Rocco. Lattentato al capo del governo è equiparato a quello del reanche se più pericolose si mostravano lassociazionismo e lattività di propaganda antifascista, al riguardo si punisce laricostruzione e la partecipazione allattività di organizzazioni partiti disciolti per ordine della pubblica autorità. Per il fascismoinoltre era necessario rivedere le regole sulla competenza per avere un dominio totale sulle sorti dello Stato e quindi fuistituito il tribunale speciale per la difesa dello Stato la cui composizione assicurava la dipendenza di direttive politichedellesecutivo è un organo di giustizia politica che giudica secondo regole della procedura penale in tempo di guerra congaranzie difensive alquanto ridotte e senza nessun ricorso in cassazione possibile. Non divenne mai formalmente organopermanente e rimase in vita fino a meno cento quarantatré. Listituzione di tale organo da parte del governo fascista è ladimostrazione dellincapacità del regime di assicurare la giustizia con gli organi propri della giustizia ordinaria.Non si è trattato quindi di una riforma della giustizia ordinaria ma di una modalità di utilizzazione della giustizia penalemilitare di repressione politica: è un organo di tutela degli interessi dello Stato. Il regime non uso lo strumento di statodassedio come pretesto di controllo sul popolo, a soddisfare le sue esigenze furono più che sufficienti il tribunale speciale e ilricorso le misure di prevenzione.Le leggi di pubblica sicurezza del mille nove cento ventisei la lotta Agli avversari del regime si completa con il testo unico di pubblica sicurezza del ventisei il quale prevedeva il delittodi espatrio abusivo, o tentativo di espatrio, quando il fatto sia determinato da un motivo politico e quindi lesivo dei superioriinteressi della sua nazionale in questo modo si vuole prevenire e tentativi di allontanamento dal territorio degli antifascisti,per evitare attività di propaganda svolte allestero contro il regime. Unaltra legge punisce il cittadino che fuori del titolo delloStato comunica notizie false o esagerate sulle condizioni di vita e relative al regime. Le misure di prevenzione sonostrutturate come semplice fattispecie di sospetto volte alla repressione del dissenso politico e sono lo strumento principaleper assicurare lintangibilità politica del regime. La misura è rivolta sia chi ha commesso atti volti a sovvertire o anche a chiha solamente manifestato e deliberato il proposito di commettere tagliati. Denigrato inoltre lovra reparto speciale destinato arepressione dellantifascismo.
  • 5. È da notare che il fascismo è stato molto abile a strumentalizzare per i propri fini legislazione liberale allentando le avversaripolitici.Le deleghe della codificazione: il codice penaleLambizioso programma del regime iniziano i venticinque dove il governo ha la facoltà di emendare il codice penale e quellodi procedura le leggi sullordinamento giudiziario e noleggio del codice civile. Per quanto riguarda il codice penale e la delegaa progetto profili esclusivamente tecnico giuridici in particolare il governo è autorizzato a modificare il sistema delle pene ineffetti è lesecuzione delle condanne penali, la recidiva, eccetera. Potrebbe sembrare che il legislatore non volessemodificare più di tanto il codice Zanardelli in realtà i punti nei quali è permesso legiferare sono molto vasti e incisivi eriguardano lintero sistema sanzionatorio e tutti i reati della parte speciale. Rocco diceva che ai fini della riforma nonservivano profonde trasformazioni ma erano sufficienti semplici ritocchi e prudenti emendamenti volti a completare le normeattuali mantenendo intatti principi e i caratteri fondamentali degli istituti penali .Ci sono: da sottolineare innanzitutto lutilizzazione di alcuni postulati della scuola positiva al riguardo del re del rafforzamentodelle esigenze di difesa sociale e quindi lintroduzione delle misure di sicurezza in determinate nel massimo, poi ilrafforzamento della tutela della sicurezza dello Stato e con introduzione di nuovi delitti come alcune forme di tradimentocome si sia in tempo di guerra che in tempo di pace.Il codice di procedura penale:La stessa legge del venticinque concede il governo anche la delega per il codice di procedura penale e in tal caso la delegaè ancora più in bianco: il governo è autorizzato ad emendare i punti che hanno dato luogo controversie..... non cè alcuncenno a quali siano gli istituti da modificare. Altra differenza riguarda il modo di produzione di due codice: il codice penale èdato da un comitato ministeriale, il codice di procedura e opera per lo piu di Vincenzo Manzini su su incarico conferitodirettamente da Rocco. il progetto fu esaminato dal ministro e poi rielaborato da Manzini in seguito distribuito alle cortidappello alle facoltà di giurisprudenza e agli ordini forensi che diedero il loro parere i quali furono presi in considerazione invista del progetto finale. Questo codice fu elaborato nella totale assenza di qualunque dibattito e il contraddittorio dottrinale.Secondo Manzoni visto la speditezza della procedura, è la prova che è questo il miglior metodo di produzione.La politica criminale del regime attraverso il codice penale.La dottrina fascista dello Stato.La dottrina fascista dello Stato.La nuova costruzione autoritaria dello Stato e provata dallintreccio di disposizioni repressive e preventive, e le deleghe inbianco per i nuovi codici. La serietà dellesecutivo si fonda sul capo del governo che ha svincolato da di controllo delParlamento e in una posizione di supremazia gerarchica rispetto ad altri ministri. contrariamente al Stato liberale, privo dicontenuto e idee propri lo Stato fascista è dotato di volontà propria con finalità proprie, ha una propria morale. Intendeva lanazione italiana come un organismo avente fini dita medie dimensioni superiori per potenza è durata a quelli degli individuiche la compongono è ununità morale e politica ed economica che si realizzi integralmente nello Stato fascista.Il codice Rocco e lideologia penale fascis la parte generale del codiceLa loro concezione dello Stato autoritario inteso come un organismo ha conseguenze sul diritto penale: laspetto difensivorispetta quello retributivo e si concepisce il diritto penale come strumento di difesa sociale. La politica criminale diventafunzionare il perseguimento dei fini del fascismo, ed ecco uno degli aspetti peculiari della riforma:Accosta principi della scuola classica con quelli della scuola positiva, con lapprovazione dei rappresentanti delle due scuole.Ma tutto ciò ha delle gravi conseguenze sulle sanzioni le quali diventano decisamente eccessive e pesantemente repressiva:non solo si inaspriscono i limiti di età in piena e si estende la pena di morte malapena retributive si affiancano le misure disicurezza. È da sottolineare che se ne progetto ferri le misure di sicurezza erano lunica sanzione prevista nel codice Roccoe se sono in aggiunta alle sanzioni retributive e tutto ciò comporta un aggravamento del carico sanzionatorio in cui si riduceallannientamento del soggetto.Anche il diritto tentato trova una nuova formulazione ora con il codice Rocco e linizio dellattività punibile e anticipata da attiche sotto la reggenza del codice Zanardelli non sarebbero stati puniti.Particolare attenzione invece viene data la delinquenza minorile sentì dal regime come problema educativo della stirpenazionale in accordo alla concezione dello Stato come etico educatore. Quindi la nuova politica legislativa è più attenti profilipreventivi che le necessità repressive per quanto riguarda i minori e si traduce nellinnalzamento della soglia di mutabilità danove a quattordici anni.
  • 6. Quando la dottrina parla di subbiettivazione del diritto penale si intende sottolineare quanto è il regime e il suo codiceabbiano dato spazio alla personalità del delinquente.la parte speciale.Il codice Rocco non può di certo essere considerato, nonostante la presenza di istituti garantistici, con codice liberale. Èproprio nella parte speciale che il codice fa emergere ideologia fascista. le innovazioni del legislatore toccano vari punti tracui delitti contro la sicurezza dello Stato, così titolati nel codice Zanardelli ma di definizione troppo restrittiva. Infatti nonandava tutelato solo lo stato anche tutti gli interessi statali e se voleva fermare la sua personalità come la saldezza dellaprosperità economica del paese.Da questa visione dello Stato deriva il sacrificio lannullamento dei diritti di libertà dellindividuo proprio per la realizzazione difini superiori dello Stato nazione.Nelle categorie di reati associativi politici il codice Rocco introduce lassociazione sovversiva la cui novità è dato al fatto che èpenalmente rilevante nel semplice diffusione di idee. È una fattispecie volta colpire le associazioni socialiste comuniste eanarchiche. Varie altre modifiche toccano la parte speciale ad esempio leliminazione delle attenuanti generiche checonsentivano una migliore valutazione del fatto in concreto. Per garantire lidea del regime non bastavano fattispecie aregime sanzionatorio nuove ma si rese necessario definire poteri della magistratura per realizzare gli obiettivi del regimevenne ridotto al minimo il potere discrezionale del giudice.Il testo unico di pubblica sicurezzaDalla combinazione tra il codice penale e il testo unico di pubblica sicurezza nasce un pesante inasprimento dellarepressione del dissenso politico. Nel testo unico di pubblica sicurezza del trentuno le misure di prevenzione sono uguale alventisei ma diventano in qualche modo ancor più rigide perché applicate anche chi pur in assenza di reati è intenzionato asovvertire.......Le formule utilizzate molte determinate incentrate sul momento soggettivo, basta lintenzione, permette un controllo suldissenso politico molto molto molto penetrante.In questo modo si compete il sistema da un lato il codice penale che da una severa repressione dei reati riguardanti la nuovascala dei valori tutelati, dallaltro luso di meccanismi preventivi e sanzionatori che completano gli spazi vuoti che nonpotevano lasciarsi scoperti soprattutto nei settori della tutela Stato partito. Il testo unico svuotava deificato una serie didisposizioni dello statuto Albertino come ad esempio le libertà di riunione la quale era condizionata dal controllo preventivodel questore e anche sulle associazioni viene cadere un pesante controllo poliziesco le quali devono comunicare allautoritàdi pubblica sicurezza lo statuto e dai regolamenti interni lelenco nominativo e le cariche dei soci e ogni altra notiziariguardante la loro attività con sanzioni penali in casi di commesse o false comunicazioni. Inoltre il testo unico del trentunoriproduci di istituti della dichiarazione di pericolo pubblico e di stato di guerra e eredi di uno strumento ampiamente collaudatonei momenti di rottura della legalità dello Stato liberale.Legislazione razzistaLa produzione legislativa in questa materia è stata molto intensa: norme miranti a tutelare la purezza della razza italianadalle contaminazioni dellAfrica orientale italiana e da infiltrazioni degli ebrei nel territorio nazionale. Di questa triste paginedella storia gli studiosi del diritto non si sono molto occupati erano previste comunque due categorie della difesa diretta eimmediata contro linfiltrazione di elementi appartenenti a razze inferiori e diverse e dalla difesa in diretta e immediatamirante allintimità alla conservazione dei caratteri fondamentali dellarte italiana. Nel codice Rocco tali norme eranointrodotte nel capo dei delitti contro lintegrità e la sanità della stirpe or integralmente abrogato.Tutela della razza nei territori coloniali: il delitto di madamatoCi fu una serie di norme destinate la popolazione coloniale al fine di ostacolare la mescolanza dei cittadini italiani con gliindigeni. In particolare lattenzione era rivolta madamato pratica accettata dalle autorità locali che consisteva nellacquisto daparte di un bianco di un indigena detta madame che svolgeva compiti di domestica e pratiche sessuali pelame dellapermanenza del bianco della colonia. Contro questo fenomeno interviene un decreto legge il trentasette che fa incorrere inuna sanzione severa, da una cinque anni, al cittadino italiano che incorra in situazione. Lo scopo è di ostacolare rapporti conrazze inferiori. La razza viene tutelato da questa legge da un lato come fattore biologico, dallaltro come fattore sociale diprestigio. Per laccusa di madamato devono concorrere due elementi: uno coniugale materiale consistente nel rapportosessuale continuato e una morale consistente nellaffetto del marito ed è soprattutto laccertamento di questultimo desuntodalla fedeltà richiesta a destare maggiori problemi. In seguito ci fu un inasprimento dovuto allestensione del diritto dimadamato anche i libici prima esclusi dal trattato normativo.Le leggi antiebraiche.
  • 7. Il manifesto del razzismo italiano del trentotto è elaborato da un gruppo di intellettuali scienziati dove delineatolantisemitismo di Stato, da ricordare la carta della razza approvata dal gran consiglio del fascismo lo stesso non. Da questidocumenti emerge una presunta causa pseudoscientifica di carattere fisico e biologico della persecuzione antisemita in lineagenerale del legislazione antiebraica mira le persecuzioni dei diritti a differenza di quella tedesca che vede le persecuzionidelle vite. La persecuzione dei diritti e volta lemarginazione è lisolamento degli ebrei da qualsiasi aspetto della società eanche alla privazione del lavoro: si vuole spingere ebrei alla emigrazione.Cè un divieto assoluto, nel diritto privato, il matrimonio tra italiani ed ebrei o appartenenti ad altra razza, linterdizione allaproprietà o la gestione di aziende impiegano più di cento persone, il limite alla proprietà terriera e fabbricati urbani, il divietodi avere le prove dipendenze domestici di razza ariana.gli appartenenti alla razza ebraica vennero esclusi dalle scuole diogni ordine e ogni grado sia in qualità di studenti e insegnanti, dalle forze armate, da qualsiasi settore della pubblicaamministrazione.Con il tempo ci fu una progressiva estensione dellattività vietate e questo provocò una continua invenzione di nuove attivitàlavorative da parte del popolo ebraico: fu vietato vendere carte da gioco articoli per bambini aprire scuole di ballo e di taglio eanche raccogliere la lana dei materassi.erano pulite con recensioni della violazione dellobbligo di denunciadellappartenenza alla razza ebraica sanzioni minori erano dati a chi ad esempio non comunicava di avere le propriedipendenze cittadini di razza ariana oppure sanzioni erano previste per chi celebrasse matrimonio senza accertarsi dellarazza dei futuri sposi. Altri criteri sanzionatori sono seguite nelle legislazione successiva al regio decreto del trentotto: divietodi svolgere qualsiasi professione liberale accompagnato da disciplina molto complessa degli elenchi degli ebrei discriminatinon discrimina per lesercizio abusivo della professione; infine venne aggiunto il divieto di rappresentare qualunque opera diautore appartenente alla razza ebraica. Per quanto riguarda le sentenze emesse dalla magistratura italiana in quel periodononostante la maggior parte dei magistrati si conformavano alla volontà del regime sicuramente esistevano dei giudicicoraggiosi i quali manifestavano attraverso le sentenze il proprio dissenso famosa è stata la corte dappello di Torino, autricedi sabotaggio interpretativo della legislazione antisemita. In materia matrimoniale invece le sentenze furono abbastanzacondiscendenti. In ogni caso lo studio della giurisprudenza penale in materia in materia di legislazione antiebraica èovviamente incompleta in quanto condotto sulle sole sentenze pubblicate sulle riviste.Nuovo processo PenaleIl modo accentratore di produzione del codice di procedura ha un influenza sul nuovo processo penale: nella relazione alcodice non si cita se il modo sia inquisitorio o accusatorio, indica i cardini della riforma in principi del tutto ovvi. In realtà ilnuovo processo penale è perfettamente in linea col regime ed è di tipo inquisitorio e molto autoritario: il processo è ancora ditipo misto ma potenzia gli aspetti inquisitori della fase istruttoria. Il secondo libro è dedicato appunto all’istruzione momentofondamentale della raccolta delle prove, il terzo al giudizio e ne è gravemente impoverito dalla potenza appunto della faseistruttoria. Confrontandolo con il precedente si può notare :1) Il nuovo esclude la presenza del difensore nella fase istruttoria di raccolta delle prove, sia quella sommaria che la formale.2)è escluso il difensore per le contravvenzioni punibili con ammenda o arresto non superiore ai trenta giorni, prima eranocinque3)Vengono ampliati i poteri del pubblico ministero4)diminuzione quasi totale delle garanzie dell’imputato, ampliati i casi di arresto obbligatorio in flagranza di reato e abolitol’istituto di scarcerazione automatica per decorrenza dei termini massimi5)il codice Rocco a differenza dello Zanardelli definisce tutte le nullità sanabili6)dopo un anno dall’entrata in vigore del Rocco un regio decreto modifica la composizione della corte d’assise che perdeautonomia e diviene una sezione della Corte d’Appello.Da ciò emerge un sistema il quale ha forte controllo sul p.m,, c’è grande sacrificio dei diritti individuali di difesa e di libertàdell’imputato unica strada perseguibile.L’ordinamento penitenziarioI primi interventi in materia penitenziaria.Il regio decreto del ventidue dalla direzione generale delle carceri dal ministero dellinterno quello di giustizia, dareesecuzione delle pene detentive alle stesse istituzioni che pronuncia le sentenze significa non dare valore a carattererieducativo della pena.In questo periodo ci sono sempre maggiori esigenze di controllo sui detenuti soprattutto quelli che non solo per motivi politicie dei quali bisogna stare ben distanti ed evitare ogni contatto perché sono oppositori del regime, come i compagni di fede. Esi istituisce il comitato ha soccorso vittime del partito comunista e quale vi è visto come uninsidiosa forma di propagandacapace di far simpatizzare per il partito comunista stesso.Il Regolamento RoccoTale regolamento nato nel trentuno e la fedele traduzione di ideologia fascista nel settore penitenziario. Come per il codicepenale si realizza un compromesso tra le due scuole per giustificare scientificamente il maggior rigore carcerario. La penadeve confermare il suo carattere di castigo nonostante ciò deve servire anche a rigenerare il detenuto, in tale regolamentotrova conferma le tre leggi fondamentali della vita carceraria già presenti nel regolamento precedente: lavoro, istruzione,pratiche religiose; ogni altra attività è tassativamente vietato. Nel nuovo regolamento particolare rilievo hanno quegli obblighiche sottolineano il carattere di castigo della pena ad esempio il divieto di giochi o di divertimenti riservati al cittadino libero.
  • 8. Inoltre nel nuovo regolamento si fa alla scelta di chiamare detenuti per loro nome e non più con il loro numero, in questomodo si ha un abbattimento della personalità del detenuto: al nome sono legati tutti ricordi della vita passata. Inoltre lelevatagrande attenzione al lavoro come funzione educativa. I principi cardine del nuovo regolamento tra unapplicazione anche achi in attesa di pena non potendosi considerare sia il giudizio al pari di una persona libera, inoltre sono abolite le commissionivisitatrici che possono creare dei subbugli allinterno del carcere. Nel ventennio fascista sono scarse le informazionicondizioni di vita dei detenuti, a differenza di quello precedente, inoltre viene stabilito che le visite se non sono compito diunistituzione non debbono avere altro compito che quello di studio scientifico. Listruzione diventa obbligatoria per due ore algiorno per i detenuti analfabeti ma i maestri che prestano servizio per ragioni economiche non debbono essere pagati lostato era grato. Per quanto riguarda il lavoro nel trentadue viene pubblicata la carta del lavoro carcerario che tra i variobblighi istituisce quello per le pubbliche amministrazioni di dare parte del lavoro ai carceri.I programmi del guardasigilli Grandi e i delinquenti non rieducabilicasacche uniformi e spersonalizzante, al disegno rendeva sia a escludere il detenuto dalla vita sociale maanche condizionarlo agli schemi del regime il quale usava come propaganda.In questo modo si chiude nellarco del ventennio fascista questa opera di bonifica e di eliminazione dei deviantiche sono rimasti intrappolati nelle maglie della giustizia penale italiano.Il controllo sulla magistratura e lordinamento grandi del quarantuno.Come già ricordato in precedenza la magistratura doveva dare attuazione alle scelte di politica criminale delregime. La politica giudiziaria del regime emanò una serie di regole per regolare i rapporti tra magistratura epotere esecutivo queste erano le sono uno dei tasselli della politica criminale durante il periodo fascista.Ladesione della magistratura alle scelte di politica criminale del regime.Dopo la conquista del potere il regime fascista è in un contesto nel quale cè un grandissimo potere datolesecutivo il quale condizione lintero corpo giudiziario, il pubblico ministero non gode di alcuna indipendenza dalgoverno ed è tenuto a seguire le sue iniziative sullazione penale.Non comprese la posizione dei giudici il quale dovrebbero essere indipendenti dal governo ma il cui statogiuridico in realtà è nelle mani del governo stesso dato che provvedimenti nei loro confronti sono controllatidirettamente dal ministro di giustizia, inoltre lorganizzazione gerarchica di tipo piramidale permette decisioniincisivo controllo su tutti i magistrati facendo una singola pressione sul capufficio.Da ricordare sul programma di epurazione della magistratura con regio decreto del 1923, con il quale venivaprevista la dispensa dal servizio di quel magistrato il quale si fosse posto in condizioni di incompatibilità con ledirettive generali del governo.Il sistema dei controlli sulla magistratura che era già residente al tempo dello Stato liberale spiega perché ilregime non abbia effettuato specifici interventi sulla magistratura proprio nel periodo in cui iniziò la maggiorefascistizzazione dello Stato: gli strumenti esistenti erano già idonei a soddisfare il controllo sulla magistratura.Si può dire in linea generale che la magistratura non ebbe grandi problemi a conformarsi allidea del regime,: nelmille nove cento quaranta il guardasigilli grandi elenca ad un dì in un discorso pubblico i molti esempi disensibilità fascista della magistratura italiana tra quelle sentenze che hanno qualificato il partito nazione fascistacome organo di diritto pubblico e investito i suoi pubblici ufficiali delle pratica le istituzioni statali: le poche fontiufficiali danno quindi unidea della magistratura completamente allineata alla politica criminale del regime. Gliunici punti in cui ci sono atteggiamenti giurisprudenziali non conformisti sono quelli riguardanti i delitti controlintegrità e la serietà della stirpe con particolare riferimento allaborto, e ai reati annonari.Nonostante i segni di resistenza dimostrata in questi due settori a fine degli anni trenta non cerano più spazi perlautonomia della magistratura: vigeva lobbligo di iscrizione al partito fascista per qualunque impiego nellapubblica amministrazione, inizialmente previsto solo per lingresso in carriera ma di fatto poi esteso a tutti igiudici con una legge del quaranta che poneva lappartenenza al partito fascista come condizione perlavanzamento di carriera del personale facente parte lamministrazione statale. Svariate regole furono poiinserire ad esempio la stretta di mano e lei sostituiti dal saluto romano e dal tu o voi.Troviamo alcune testimonianze anche se rare che parlano di una magistratura coraggiosa che ha fattoresistenza al regime fascista con astute sentenze, ma questo sembra essere soltanto leccezione che conferma
  • 9. la regola. Questo comunque contrasta con le realtà sembra infatti legittima alla conclusione di chi sostiene chele scelte di politica criminale del fascismo non ebbero nessun ostacolo della magistratura italiana, anzi fu uno deimezzi con i quali si attuò la codificazione del regime materia per puntoLOrdinamento Giudiziario Del Quarantuno.Lordinamento giudiziario del quarantuno non introduce nessuna grande novità né per quanto riguarda i rapportitra magistratura e potere politico né per quanto riguarda lorganizzazione interna: perfeziona solo lindipendenzadel pubblico ministero dallesecutivo, il controllo sui giudici, e lorganizzazione gerarchica piramidale dellamagistratura.Grandi precisa: "per i magistrati non si può parlare di autogoverno lautogoverno è incompatibile col concetto diStato fascista".Da qui deriva quindi da subordinazione di tutti i magistrati al ministro della giustizia e il controllo esercitatotramite i capi degli uffici. Anche il sistema delle promozioni a giudice di appello e di cassazione è saldamentenelle mani del ministro come quelle riguardanti il consiglio superiore della magistratura. Considerati titolipreferenziali lessere invalidi o feriti per la causa fascista il brevetto di partecipazione a marcia su Roma eliscrizione ininterrotta i fasci di combattimento.Effetti della legislazione penale fascista sulla criminalità.Nel periodo fascista il dato che maggiormente emerge è la diminuzione dei tassi di criminalità, le denunce penalisono diminuite nettamente tranne che per i diritti di furto, gli omicidi sono addirittura dimezzato, rimane costanteil numero delle persone presenti negli istituti di pena. Tali dati non poteva di certo essere non considerati daisostenitori del regime i quali con toni celebrativi inneggiavano alla forza del partito nazionale fascista. In realtà èpiù corretto attribuire diminuzione del tasso di criminalità alla cura crescente sui cittadini dovuta al maggior rigoredel controllo poliziesco.Inoltre il periodo di vigilanza del codice Rocco, ci furono diverse condanne di morte di cui ventotto furonocommutate in ergastolo, mentre altre quarantadue furono quelle eseguite. Significativa e anche lestrazionesociale degli imputati per lo più operai e contadini.La cultura penalistica durante il fascismoIl dibattito sul metodo giuridico.Dopo Arturo Rocco il metodo prevalentemente usato dai giuristi italiani è sicuramente il tecnico giuridico, il qualetralasciava tutto ciò che non riguardava strettamente il diritto positivo. La scienza giuridica stava diventando deltutto sterile, a questo punto Paolo Rossi in un suo testo si dimostrò scettico di fronte a tale dogmatismo giuridicoil quale secondo lui permetteva al regime autoritario di prendere il sopravvento, come risposta il regime ordinòlimmediato sequestro del volume che conteneva quelle informazioni. Parte della dottrina si schierò dalla stessaparte e seguendola scienza giuridica tedesca si afferma un nuovo indirizzo teleologico, secondo quale i concettigiuridici sono strettamente collegati a unidea di scopo. Il metodo tecnico giuridico viene considerato come unresiduo storico del periodo liberale che proclamava la superiorità della legge sullo stato, invece si auspica unascienza giuridica con nuovi contenuti politici e filosofici. In Italia la dottrina teleologica tentava un approcciodiverso da quello del formalismo tecnico giuridico, sul piano del metodo ci fu un netto rifiuto della giurisprudenzadegli interessi. Latletica tecnicismo giuridico si esprime con la delegittimazione della legge ad essere unica fontedi produzione del diritto e del proprio il nuovo Stato fascista a imporre una riconsiderazione globale delfondamento e delle finalità del diritto penale.Fondamento e funzione della pena il dibattito nella dottrina giuridica non si è fermato al problema del metodo giuridico, sia i codici che le misure disicurezza portavano nuove riflessioni sul fondamento e funzione della pena. Si deve considerare la politicacriminale in funzione al soddisfacimento delle politiche di difesa sociale, nella concezione fascista la pena a unafunzione polivalente sia retributiva che preventiva come volevano le due scuole, è unidea polivalente di pena.Inoltre ben figurava il lato rieducativo della pena in uno stato il quale voleva essere stato educatore, ma dallegelatiere fascista non è riuscita a contemperare questi diversi caratteri. Infatti il rigore del codice Rocco ilsistema delle pene e dallintroduzione della pena di morte sono lontani da finalità rieducative. Sulla terra ci
  • 10. furono vari dibattiti con idee da un lato o dallaltro lunica pena per la quale cera difficoltà di trovare una solidabase giuridica e alla pena di morte non su un problema: si trattava di questioni politica di competenza esclusivadel governo: lItalia aveva una tradizione abolizionista e si usò il pensiero dello stesso Beccaria che era il piùgrande sostenitore dellabolizione della pena di morte, per far vedere come anche lui in certi reati più gravi laammetteva. Ancora una volta Paolo Rossi e si dimostrò scettico davanti a questa dimensione della pena dimorte tecnico giuridica, per affrontare una discussione più ideologica e sottolineando i molteplici effetti negatividella pena stessa.Altro dibattito sul fondamento in funzione della pena devono ancora della scuola positiva la quale era attenta ailimiti di durata delle sanzioni, il dibattito era tra i fautori della pena determinata e quelli dellindeterminata. Daldibattito emerse dai problemi del sistema del doppio binario e si cercarono varie soluzioni volte a superarne leincongruenze.In questo periodo con la ricerca di nuove tecniche sanzionatorie, più efficaci alla rotta il crimine, ha valorizzato lapersonalità soggettiva del reo, questo dato si ricava dal sistema, dalle lire di sicurezza introdotte, e dellacategoria giuridica della pericolosità sociale: lattenzione rivolta reo evidenzia una connessione ora nuovamenteattiva tra diritto penale e scienze ausiliarie, biologia psichiatria antropologia. Si studia ora la strutturadellindividuo nel quale troviamo determinati inclinazioni allessere un criminale quindi uninclinazione al reato. Ilcodice ha incasellato in queste categorie determinati soggetti considerati pericolosi socialmente in funzione dialcune caratteristiche personali degli stessi.ruolo e continuità della dottrina penale, mancate riforme dopo caduta fascismo.Dal dibattito penalistico nel ventre del regime si vede che la dottrina si è trovata tra due fuochi: da un lato lostatalismo fascista abile nel manipolare categorie istituti di tradizione liberale; dallaltro gli sviluppi delladogmatica tedesca che svalutando la concezione classica del reato si avviava verso il diritto penale della volontàper aggiungere labolizione del divieto di analogia.Sicuramente nel clima di sommossa che cera alla caduta del fascismo poteva sembrare azzardato proporre unariforma del diritto penale per poter tornare al codice Zanardelli come auspicato da alcuni ministri oppure percostruire un codice nuovo in attesa della costituzione. In ogni caso si nota e si sottolinea che il codice penale ètecnicamente perfetto e quindi sarebbe un peccato rovinare un lavoro talmente impeccabile e quindi si sonoandati a cercare attentamente tutti quegli aspetti permeati lideologia fascista i quali andavano sicuramenteriformati mantenendo invece tutte le altre norme che avevano radici liberali. Secondo la penalistica e il codiceRocco non fu frutto del fascismo ma di una lunga elaborazione cominciata molti anni prima allinterno dellascienza criminale.Si sono mantenuti per il principe istituti in netto contrasto con le premesse teoriche del fascismo: principio dilegalità irretroattività, limputabilità, la centralità del bene giuridico. E mentre i liberali comunque dimostrano unacontinuità tra i due codici a prescindere dal regime fascista.Francesco palazzoPolitica criminale e politica penale: precisazioni e delimitazioni.Plausibile definizione di politica criminale potrebbe essere: insieme organizzato di mezzi strumenti che incoerenza con dei principi di riferimento persegue lo scopo di contrastare la criminalità, tale definizione richiedeprecisazioni:Innanzitutto non è affatto detto che sia per forza razionale perché nelle sue manifestazioni storiche non semprestato così infatti non è raro vedere come mezzi e strumenti siano stati usati per far fronte a contingenze politichee senza nessuna preoccupazione per la coerenza con i principi di riferimento. Per quanto riguarda i principi poi illoro grado di consolidamento e di rigore è molto diverso il rapporto alla loro natura mi sono principi che hannoraggiunto la consultazione giuridica e talvolta anche costituzionale, come il principio della personalità dellaresponsabilità penale. Ma ce ne sono altri ideologico culturali che nondimeno condizionano i mezzi strumentidella politica criminale. Per quanto riguarda i mezzi della poesia criminale e agli strumenti è indispensabile fareuna delimitazione: è falsa idea che lo strumento sanzionatorio penale che lunica opzione disponibile della
  • 11. politica criminale infatti esistono altri mezzi punitivi o anche mezzi non punitivi ma incentivanti promozionali. Èquesto potrebbe esserci una diversificazione dei mezzi di contrasto da criminalità.Mancata codificazione penale delletà repubblicana.dei due codici , quello di procedura e quello penale solo il primo è stato rifatto dal legislatore repubblicano per ilsecondo, il più importante, si usa ancora quello di produzione fascista. letà repubblicana non è stata in grado dimodificare il più importante strumento della politica criminale: il codice penale. Del codice di proceduranonostante fosse opera moderna ottantotto, pesantemente colpito dalla corte costituzionale nella sua opera diammodernamento della legislazione alla costituzione del quarantotto.La politica criminale delletà repubblicana si identifica in parte in una storia negativa: lincapacità di attuare unariforma del codice penale, invece in Europa si ravvisa una tendenza alla codificazione e molti nuovi codicivengono prodotti ed essi rappresentano più che altro una consolidazione legislativa del diritto prevalentementegiurisprudenziale, non mancano poi delle codificazioni che esprimono un ordine di valori nuovo: un ordinerazionale e umanitario come con il codice spagnolo del novantacinque, oppure la traduzione del nuovo ordine divalore sulla giustizia penale come affermato col cambio costituzionale del settantotto. Nonostante il legislatorenon abbia avuto la forza di sostituire il codice Rocco sono state prodotte un elevato numero di leggi speciali lequali hanno fatto nascere anche un dibattito sul se il codice abbia mantenuto oppure no la sua centralità nelsistema penale italiano.Tentativi di codificazione dalla costituzione alla metà degli anni settanta.La rapidità con cui la assemblea costituente terminò il suo lavoro e lavorando la carta costituzionale venne ininficiata dallincapacità del legislatore repubblicano di riformare il codice penale italiano. Ci sono comunque giàle quarantaquattro alcuni interventi legislativi che depurarli sistema dei più vistosi lasciti del fascismo: abolita lapena di morte, furono introdotte le attenuanti generiche, e furono ripristinate o modificate alcune norme in mododa stemperarne certi eccessi di autoritarismo statalistico.La grande svolta doveva essere data della carica innovativa della carta costituzionale, infatti aveva radicalmentemutato molti valori fondamentali di rilevanza penale: famiglia, ordine pubblico, manifestazione del pensiero,riunioni, associazione. Inoltre la costituzione presenta molte norme di rilevanza penalistica diretta: principio dilegalità dei reati delle pene, principio di personalità, di responsabilità penale, finalità rieducativa della pena. Ilprincipio di personalità della responsabilità penale, nello specifico, fu dettato dai costituenti come una reazionepolemica nei confronti delle aberrazioni del diritto penale usato come strumento di rappresaglia nei confronti diavversari politici quindi è accettabile, che significato originario del principio fosse solo quello di evitare là incivilissima responsabilità per fato altrui. Per quanto riguarda il principio della finalità rieducativa della penaquesta è unespressione quasi rivoluzionaria, molto diversa dalla tradizione della giustizia retributiva. Si potrebbepensare che tali finalità rieducative siano collegate a un superiore principio ideale di solidarietà umana e sociale,presente in tutta la costituzioneil primo progetto di riforma organica, del dopoguerra fu negli anni cinquanta e il risentì affatto della caricainnovativa costituzionale: effettuava una scelta politico criminale rigorosamente ispirata alla concezioneretributiva della pena. La reazione della dottrina prevalente fu nettamente negativa: si parlò di regresso di unsecolo nella legislazione penale e il progetto fu rapidamente ritirato dal guardasigilli. Quindi nella storia negativadella riforma penale che sono stati soltanto tre tentativi poco significativi di progetti preliminari, il cinquantasei,nei sessanta, sessantatré. Sono le sessantotto un progetto riuscirà ad ottenere lapprovazione di un ramoparlamentare: il senato. Ma eravamo in un periodo in cui si erano ripetuti scioglimenti anticipati del Parlamento ela camera non sarebbe mai riuscita a discutere quel progetto neanche nella legislatura successiva. Il codiceRocco era divenuto uno strumento inadeguato soprattutto sul versante della criminalità quotidiana: furti apressioni indebite lesioni e ingiuria erano sanzionate pesantemente e tutto ciò non era più tollerabile. Daltraparte invece il vecchio codice è insufficiente verso una nuova criminalità che emergeva in unItalia che stavacambiando velocemente da agricola ad industriale da contadina a borghese. Dal mille nove centosettantaquattro iniziò una riforma fatta non con una di codificazione ma con una serie di leggi speciali extracodicem e si cercò di reagire anche in quellenorme che avevano un eccessivo carico sanzionatorio.Riassumendo la storia mancata codificazione è negativa in due sensi: il primo perché non si giunge al codicenuovo, il secondo perché lunica riforma del codice, quella di settantaquattro, è ispirata la volontà di nonmodificare il codice nel quadro dei valori della parte speciale nei principi fondanti la responsabilità penale dellaparte generale : lobiettivo è solamente quello di mitigare la risposta sanzionatorie. Ultimi progetti di codificazionea cavallo tra gli anni ottanta novanta.
  • 12. Nel mille nove centoottantotto, Giuliano vassalli, autorevole professore di diritto penale, nomina unacommissione per redigere uno schema di delega al governo per il nuovo. Codice penale. La situazione politica èora ben diversa dal passato, le ragioni che sembrano spingere alla codificazione sono legate alla sensibilitàgiuridica del ministro di allora. Un lavoro decennale era appena stato varato il codice di procedura, il primorepubblicano, ispirato a principi molto distanti dal vecchio codice di procedura. Tra laltro ora si presenta unproblema di rapporto tra i due codici dato che quello di procedura era profondamente mutato. Inoltre nessunopiù del ministro vassalli conosceva i progressi della scienza penale dellultimo ventennio essendo aperto ancheuna visione comparatistica del diritto penale in chiave internazionale. Ancora una volta la riforma del codice hauna storia negativa quella di una riforma mancata. Nel novantadue arrivati ad un risultato di immenso valorescientifico, forse con qualche eccesso di accademismo, il progetto permeato da un forte personalismo sia nellaparte generale che nella parte speciale delle singole incriminazioni. Nonostante ciò laccoglienza del progettomolto fredda al punto che non è mai stato presentato nemmeno al consiglio dei ministri. Inoltre era discutibile lascelta della delegazione legislativa al governo come mezzo per sottrarre il codice alle lungaggini parlamentari,mancava così un controllo efficace del Parlamento. Sulla questione del metrò. Si aprì una grande disputa,perlopiù accademica, sicuramente meno pregevole dello schema di delega.La politica criminale delle leggi penali speciali anni settanta: fattori sociali, culturali e politici.Il fatto è che alla base della produzione legislativa manifestanti le scelte di politica criminale sono vari e si fannoriferimento innanzitutto a principi costituzionali, che iniziano a essere influenti dagli anni sessanta in poi, inoltrefattore non trascurabile della politica criminale è visto nellinfluenza esercitata tramite la scienza giuridica dalcosiddetto movimento internazionale di riforma penale. In Europa si respira una tendenziale omogeneitàculturale e politica soprattutto nelloccidentale, nascono istituzioni europee, il fatto è che facilitano la circolazionedi alcuni idee politico criminali comuni.si può aggiungere anche che un ruolo molto intenso è stato svolto da difattori considerati sociali, sia le grandi trasformazioni della società italiana del dopoguerra, sia quelle delfenomeno criminale. Gli anni settanta sono stati degli anni di relativa tranquillità ma tutto questo era soltantolalbore della tempesta che si scatenerà nel decennio successivo.Tendenza della politica criminale italiana: uso simbolico della pena.Sinteticamente si può dire che: si è assistito da un lato ad un fenomeno di espansione dellarea penalmenterilevante almeno in due direzioni, quella dei nuovi interessi caratteristica della società tecnologicamenteavanzata del tardo capitalismo che ha fatto sorgere nuove branche del diritto penale, ed espansione del dirittopenale dovuta dalla sempre più intensi articolata repressione della cosiddetta criminalità organizzata: mafiacamorra ndrangheta. Dallaltro lato cè stato anche un fenomeno di liberalizzazione e secolarizzazione del dirittopenale che ha spinto nellopposta direzione della riduzione dellarea del penalmente rilevante, il fenomenoquantitativamente limitato di quellespansivo. Se ad esempio il legislatore modificò la disciplina dellaborto edivide la rilevanza della causa donore. La corte invece intervenne con un raggio più ampio innanzituttorimuovendo i limiti penali di esercizio delle libertà costituzionali, come quella di manifestazione del pensiero,riunione, situazione, ciò ma anche per eliminare la tutela penale di beni che non apparivano più in armonia colquadro di valori e espressi della costituzione, adulterio concubinato plagio.nella produzione legislativa del periodo repubblicano soprattutto negli anni più vicini a noi, che è unautilizzazione del là sanzione criminale come simbolica affermazione di valori ideali sociali come per dare unesempio. Per quanto riguarda la criminalità organizzata, specialmente quella violenta, lutilizzatore simbolicadella sanzione penale risponde lintento politico di placare linteresse diffuso allarme sociale prodotte da questetemibili forme di criminalità come appunto la mafia e il terrorismo.Lutilizzatore simbolica della sanzione penale e una delle cause del fenomeno di inflazione penale che a suavolta origina molti problemi di efficienza della giustizia penale complessivamente.Grandi tendenze della politica criminale italiana: ricerca di efficienza tendenza di usare anche strumenti nuovi per dare una maggiore efficienza controllo penale: adozione di nuovetecniche di configurazione dei reati, potenziamento di alcuni strumenti sanzionatori, utilizzazione di normepremiali in funzione probatoria.per le nuove tecniche di configurazione dei reati si sottolinea lanticipo della soglia
  • 13. di punibilità, in modo di colpire comportamenti precedenti alla successiva offesa del bene. Questa tecnica ditutela trova ragion dessere nella difficoltà di accertamento o dallirreparabile gravità di alcuni tipi di reati i qualitoccano interessi diffusi collettivi. Si arriva però alla duplice conseguenza: da un lato si ottengono delle forme diillecito penale di un disvalore attenuato, dallaltro ladozione generalizzata di questa tutela porta con sé unincremento dellipotesi criminose innescando anchessa linflazione penale già innescata dalluso simbolico dellasanzione criminale. Unaltra tecnica che deriva da unevoluzione generale dei modi di gestire certi interessi daparte dellordinamento, fa anticipare la tutela penale al carattere sanzionatorio che viene ad assumere.unascelta politico criminali sempre presente in Italia e quella che privilegia le misure di prevenzione "ante delictum":non è tanto lanticipazione ma quanto unadozione di uno strumento sanzionatorio surrogatoria rispetto allapena. Infatti tali misure non presuppongono il reato in quanto lanticipano repressivamente e facilitanolaccertamento probatorio. Tra le modifiche delle misure di prevenzione degli ultimi anni , da segnalare ilpotenziamento di quella contenuto patrimoniale e di confisca. Infatti proprio per la criminalità organizzata e leassociazioni mafiose è divenuto la costante la confisca dei loro immensi patrimoni di illecita provenienza in mododa fargli un danno. Forse però la scelta politico criminali più significativo degli ultimi anni è quella che haintrodotto le norme premiali a vantaggio dei cosiddetti pentiti, le quali vengono estese prima a chi si dissocia dalgruppo criminoso e poi ai collaboratori di giustizia. Il risultato voluto è stato raggiunto con queste norme che sisono rivelate efficienti anche perché hanno permesso di conoscere il fenomeno mafioso in maniera molto piùampia del passato anche se questa scelta politico criminale si pone in contrasto con alcuni valori di giustizia, nonperché il premio spetta la proporzione tra gravità del fatto e gravità della risposta sanzionatorie; piuttosto per duemotivi: in primis la custodia cautelare, in secondo il sistema di protezione del pentito, volto a proteggerlo darappresaglie vendette dei suoi ex compagni, che ha sommato al già presente sconto della pena sembra daretroppi benefici a una persona che comunque un delinquente. Inoltre spesso è facile arrivare a tali privilegi anchecon dichiarazioni parziali reticenti o del tutto fasulle.Tendenza alladeguamento costituzionale delle legislative penale: riforme penitenziarie.Non sono mancati in Italia alcune linee di politica criminale più stabili e razionali delle precedenti, vanno ricordati almeno duefiloni evolutivi. Le trasformazioni del sistema dovute al suo adeguamento costituzionale e la più recente tendenza dirazionalizzazione del sistema penale per far fronte alla complessità della società odierna. Per quanto riguarda il primo puntova ricordato il potenziamento della colpevolezza e soprattutto la filosofia della risocializzazione della pena. Queste tendenzeriformistiche hanno diverse ispirazioni, per quanto riguarda il potenziamento della colpevolezza e suo forse si derivadallinclinazione al pensiero giuridico tedesco più attenta al lato soggettivo, da ricordare il primato culturale che la dottrinagiuridica tedesca ha sempre avuto nelle scienze penali. A potenziare la colpevolezza in Italia non fu tanto il legislatore maquando la corte costituzionale la quale con una coraggiosa sentenza dellottantotto definita storica elimino il principiodellirrilevanza scusante dellignoranza legis che della colpevolezza è sempre stata la più grande negazione. questasentenza riportò lItalia è in una posizione di conformismo rispetto ad altri paesi europei e poneva le basi di un adeguamentodel nostro sistema al principio della colpevolezza.Discorso diverso merita la filosofia della risocializzazione, che muove le sue mosse direttamente dallenunciato dellacostituzione il quale prevede che la pena debba essere rieducativa per il condannato; lideologia della rieducazione alle sueradici nella svolta solidaristico sociale che si ebbe in Italia alla fine degli anni settanta che portò a un riscatto degli strati dellasocietà maggiormente emarginati. Per quanto riguarda la ideologia rieducativa del detenuto bisogna considerarsifondamentale lo studio del soggetto per individualizzare il trattamento. Proprio in questa direzione si muove la grande riformapenitenziaria del mille nove cento settantacinque, in Italia sta per esplodere il terrorismo e la malavita e rispetto a questifenomeni è difficile unidea di rieducazione sociale e ancora una volta le esigenze di sicurezza e finiscono per prevaleresullidea rieducative. Più in generale poi sistema tende a distinguere tra piccola criminalità e criminalità organizzatadifferenziandole più che altro in base oggettiva cioè della tipologia dei reati commessi.Lideale educativo ormai avuto il suo tempo, le nuove priorità sono di assicurare il governo di carcere e di alleggerire ilsistema penitenziario concentrando le risorse disponibili contro la grande criminalità.Con la riforma dellottantasei e decisivo contributo della corte costituzionale le misure di sicurezza subiscono una dilatazionein senso oggettivo: divengono benefici pressoché automatici fondati su comportamenti e situazioni abitative come adesempio disintossicarsi da alcol e droga.Per quanto riguarda la grande criminalità invece la chiusura e netta, con vari provvedimenti legislativi datati novantuno enovantatré ai condannati per questi gravi reati venivano precluse le ammissioni alle misure alternative: opera unapresunzione di non rieducabilità., anche se non assoluta perché in presenza di un comportamento di un certo tipo, il
  • 14. cosiddetto pentimento, anche questi condannati possono essere ammessi alle misure alternative che come già detto inprecedenza diventano per loro benefici anche troppo esagerati.Sintetizzando si possono racchiudere in tre linee di politica criminale dellultimo ventennio: rieducazione, decarcerazione e,collaborazione processuale.Il risultato di questo processo è la disintegrazione della pena carceraria che ha perso non solo rigidità ma anche certezza.Tendenza alla razionalizzazione del sistema penaleLevoluzione legislativa spinge verso una razionalizzazione del sistema della giustizia penale, questa si manifesta in tutti queiprovvedimenti che tendono a controllare lespansione del penale. Le grandi elezioni legislative si collocano su due pianidifferenti: il primo quello di affiancare al sistema del diritto penale quello del diritto amministrativo punitivo, il secondo quellodi operare esclusivamente sulla sanzione criminale rimanendo allinterno del sistema stesso. Lillecito punitivo amministrativonasce in Italia nellottantuno, per accogliere le violazioni dei reati minori e quelle derivanti da quelle relazioni che il legislatorefuturo vuole configurare come amministrative. Quindi cè il legislatore una semplice alternativa al sistema penale classico, equesto è risultata una felice scelta politica. In ogni caso va sottolineato che la scelta dellottantuno è stata quella di modellaretale sistema in chiave para penale e in termini semplificati. La situazione è ancora lontana dallessere perfettamenteconsolidata, sicuramente lo sviluppo di tale sistema segue linee di differenziazione molto più marcate rispetto al sistemapenale classico. Sicuramente nasce un ulteriore problema che è quello della ripartizione tra sistema penale classico e quelloaffiancato