Come si costruisce un frutteto

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Indicazioni per la costruzione di un frutteto

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Come si costruisce un frutteto

  1. 1. Come si costruisce un frutteto Nei progetti che prevedono la coltivazione di melo, pero, pesco, nonché fragola si possono fornire alcuni suggerimenti, basati sulle esperienze fatte anche nel territorio russo. Le valutazioni più importanti riguardano: a)la scelta della specie e cultivar da coltivare b)la scelta del portinnesto c)la scelta del terreno d)la consulenza, sia in fase di realizzazione sia nel corso della gestione dagli impianti. Per quanto riguarda la scelta della specie da coltivare possiamo suggerire il seguente criterio di valutazione: tra quelle che si adattano alle reali condizioni pedo-climatiche va data priorità alla specie a reddito più elevato con prospettiva di maggiore sviluppo di mercato. Considerato il PERO come specie a maggiore priorità, vanno scelte cultivar come Abate Fetel e Conference normalmente più produttive. Per il MELO la scelta varietale è più ampia e deve tenere conto delle esigenze organizzative della raccolta: per l’epoca estiva si propone un Schniga clone di Gala (produttiva, con buona frigoconservazione); per le autunnali la scelta cadrà su Golden B per le gialle e Red Chief o Red Cap per le rosse (del gruppo Red Delicious) per l’epoca tardiva si segnala Granny Smith (la classica mela verde, ottima anche come impollinante), immancabile poi Fuji Kiku (che si contraddistingue per la croccantezza e dolcezza della polpa, ottima anche la frigoconservazione). Per il PESCO va fatta una distinzione fra pesche e nettarine: fra le prime vale la pena rimanere su varietà classiche come Redhaven, Glohaven, Fayette, Suncrest, Maria Bianca e Maria Delizia; per le nettarine si consiglia Stark Red Gold e Fairlane. Per il SUSINO si consigliano varietà produttive note su tutti i mercati: Black Star, Fortune, Angeleno e Stanley. Nel caso del CILIEGIO si segnalano varietà come: Burlat, Moreau, Giorgia, Celeste, Big Lory e Kordia. Le scelta dei portinnesti e dei sesti d’impianto si può così suddividere: per il pero suggeriamo il cotogno BA29 per i terreni più incoerenti (i più sciolti e i più compatti) con sesti d’impianto 3,5 x 1 m.: mentre per le condizioni migliori con terreni di medio impasto e regolari, con minime termiche non troppo pesanti si potrà impiegare il cotogno MC con sesti d’impianto 3,5 x 0,4 m con forme di allevamento libere (fusetto, cordone verticale). Per il melo la scelta cade su EM9 clone T337 con sesti di 3,5 x 1 m con forme di allevamento tipo fusetto. Per il pesco e susino si impiega un portinnesto rustico e resistente come MISSOURI. Per il ciliegio si ottengono buoni risultati con il portinnesto MAHALEB e GISELA 5-6. Infine per quanto riguarda la consulenza sia in fase di realizzazione, sia nel corso della gestione degli impianti l’azienda e organizzata in modo tale da poter seguire le varie fasi d’impianto; necessariamente prima si renderà opportuno effettuare le analisi dei terreni sui quali si intendono
  2. 2. realizzare gli impianti. IMPIANTO Di seguito si andranno ad elencare gli aspetti pratici legati alla realizzazione di un moderno impianto frutticolo: 1) LIVELLAMENTO Il terreno richiede un corretto livellamento, che in pianura è in genere poco oneroso, mentre in collina risulta un’operazione complessa. Si sconsigliano grossi movimenti di terra, sia per il costo, sia perchè si fa affiorare terreno vergine, in cui le piante vegetano stentatamente per diversi anni. In queste situazioni è bene ammucchiare lo strato attivo del terreno in un angolo dell’appezzamento, eseguire il livellamento, quindi ridiscendere lo strato attivo di terreno. 2) SCASSO E RIPUNTATURA Lo scasso totale, va fatto ad una profondità di circa 1 – 1,2 m., è una lavorazione molto energica e costosa, perciò in molti casi viene abbandonata. Normalmente si preferisce l’impiego di uno strumento discissore tipo ripper, che scarifica il terreno senza rivoltare gli strati alla profondità di cm. 80 – 100, cui segue un’aratura a 40 – 50 cm. Il terreno poi viene amminutato, indi si opera l’affossatura o in certi casi il drenaggio, per permettere lo sgrondo delle acque. Le lavorazioni profonde sono fatte alcuni mesi prima dell’impianto ed hanno lo scopo di favirire l’approfondimento delle radici e l’immagazzinamento delle acque piovane. 3) CONCIMAZIONE D’IMPIANTO La concimazione d’impianto o di fondo è fatta in relazione ai dati forniti dalle analisi del terreno e presenta lo scopo di elevare il livello di fertilità dello stesso. È quindi una concimazione prevalentemente organica e fosfo-potassica e generalmente si impiegano le seguenti dosi: letame 500q / ha; fosforo 100-200 unità fertilizzanti / ha; potasio 100-200 unità fertilizzanti / ha. Il letame in molte zone non essendo reperibile, può essere surrogato da fanghi di depurazione o residui solidi urbani o altro materiale organico. 4) TRACCIAMENTO Tradizionalmente si esegue con paline, squadro agrimensorio, cordella metrica e picchetti; più recenti sono i metodi che prevedono l’uso del LASER e GPS. 5) PALIFICAZIONE La palificazione per sostenere le piante è indispensabile sia in viticoltura quanto in frutticoltura soprattutto quando si utilizzano portainnesti con scarso ancoraggio. La palificazione se opportunamente rinforzata, sostiene anche le reti antigrandine, le reti ombreggianti e le linee aeree degli impianti di irrigazione a goccia a spruzzo. Gli elementi principali della palificazione sono: pali fili e tendifilo ancore, collari, poggiapali e copripali. I pali di cemento più comuni sono realizzati in cemento armato vibrato e precompresso. Sono pali
  3. 3. resistenti, di lunga durata, meno costosi del legno ma più pesanti. I fili più comunemente usati sono in ferro zincato galvanizzato con resistenza alla trazione di 40 Kg/ mm. Si utilizzano anche fili di ferro ricoperti di plastica, in quanto la protezione di materiale plastico evita la ruggine, aumentando la durata del filo, inoltre non sporca i frutti con cui viene a contatto. A parità di calibro il filo plastificato ha un maggior costo del 10-20% rispetto al filo zincato, ma una maggiore durata. I fili in acciaio inox di diametro compreso fra 1,2-3,5 mm. sono impiegati per l’impalcatura per la loro durata, anche se il costo è superiore del 20-30 % al - filo di ferro zincato. I diversi tipi di filo presentano le seguenti durate: - filo di ferro zincato 15 anni. - filo di ferro plastificato 20 anni. - filo di acciaio inox più di 25 anni. Gli altri elementi della palificazione sono: - i sottopali, che evitano l’interramento del palo - le ancore, in cemento o in ferro, per ancorare saldamente al terreno la palificazione, onde evitarne la caduta in caso di temporali. 6) MESSA A DIMORA L’operazione può essere fatta manualmente, con trivella meccanica o con apposita macchina assolcatrice. L’assolcatura meccanica è indicata quando le piante sono fitte sulla fila. 7) SESTO D’IMPIANTO I sesti d’impianto adottabili sono numerosi e variano in funzione del terreno, cultivar, portainnesto, ecc… attualmente la moderna frutticoltura è rivolta verso l’alta densità con sesti tipo 3,5 m x 0,8-0,3m con densità comprese fra 3.500 e 9.500 piante/ha. 8) POTATURA DI ALLEVAMENTO La potatura di allevamento deve formare le piante da frutto in modo simile al suo naturale portamento, costruendo lo scheletro della dimensione voluta che supporti la produzione. Gli scopi principali che si prefigge sono i seguenti: - rapido raggiungimento della fase di maturità, ossia della piena fruttificazione; - facilitare la meccanizzazione delle cure colturali; - consentire che buona parte delle operazioni di potatura e raccolta avvengano da terra. 9) CONCIMAZIONE DI PRODUZIONE In fase di allevamento, nei primi 2-3 anni, la concimazione è prevalentemente azotata; gli apporti vengono frazionati onde evitare perdite per dilavamento. La concimazione di produzione viene praticata annualmente e per tutta la fase produttiva dell’arboreto distribuendo sia sostanza organica che elementi sottoforma minerale come N,P,K,Mg ecc.. L’apporto organico si effettua distribuendo ogni 3-4 anni letame maturo o altri concimi organici lungo la fila ed interramento con le lavorazioni classiche. Per le concimazioni chimiche si possono distribuire annualmente 60 - 100 unità di N a seconda se presente inerbimento; 40 – 60 unità di P2O5; 100 – 150 unità di K2O . Si possono impiegare sia concimi semplici che complessi: la scelta è fatta in funzione del costo e della praticità della distribuzione. Infatti, se la distribuzione degli elementi è contemporanea convengono i concimi complessi, sia per risparmio di tempo, che per evitare ripetuti calpestamenti del terreno.

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