• Save
Articoli per Fondazione Pangea Onlus
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×
 

Articoli per Fondazione Pangea Onlus

on

  • 767 views

I miei post sul blog www.aiutodonne.com

I miei post sul blog www.aiutodonne.com

Statistics

Views

Total Views
767
Views on SlideShare
767
Embed Views
0

Actions

Likes
0
Downloads
0
Comments
0

0 Embeds 0

No embeds

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

Articoli per Fondazione Pangea Onlus Articoli per Fondazione Pangea Onlus Document Transcript

  • www.chiaracasablanca.it I miei post perFondazione Pangea Onlus (www.pangeaonlus.org)Blog: www.aiutodonne.com
  • Donne & lavoro: tempo che passa, problemi che restano.24 maggio 2011 | Autore: Fondazione PangeaL‟Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL) ha realizzato unprogetto, su proposta del Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali, intitolato“Perché non lavori? I risultati di una indagine ISFOL sulla partecipazione femminile al mercato dellavoro”. La ricerca è oggi un volume, da pochi mesi nel catalogo dei libri del Fondo SocialeEuropeo, da cui emerge un dato interessante: la crisi del mercato lavorativo italiano dipende anche,ed in gran parte, dal basso livello di occupazione femminile (soprattutto nel Mezzogiorno).L‟indagine, portata avanti dal 2007 al 2009, ha selezionato un campione di 6000 donne lavoratrici einattive tra i 25 e i 45 anni, analizzando vari aspetti della vita delle intervistate attraverso unquestionario. Tra le cause chiave della disoccupazione sono emerse non soltanto la mancanza diflessibilità da parte delle aziende (sempre poco inclini a proporre contratti part-time), lo scarsolivello di servizi alle famiglie e la difficoltà a conciliare casa e lavoro, ma anche fattori di tipoculturale: in molti territori, infatti, la donna è ad oggi considerata solo ed esclusivamente nel ruolodi “angelo del focolare”, senza tenere conto delle aspirazioni personali, inclinazioni, iniziative oattività che ciascuna desideri portare avanti.La donna non riesce ancora ad emergere del tutto, ad avere potere decisionale, costretta spesso adadeguarsi ai modelli sociali di riferimento nel proprio contesto d‟appartenenza.Il volume offre alcuni suggerimenti per l‟ideazione di politiche di sostegno ed implementazione diservizi: in effetti, sarebbe davvero utile pensare a campagne educative di sensibilizzazione territorioper territorio, con attenzione ad esigenze e peculiarità specifiche. Lo scopo? Infondere maggioreconsapevolezza alle donne stesse rispetto alla loro unicità, alle capacità e all‟importanza del lororuolo nella società. Una donna lavoratrice, o comunque libera di esprimere i propri talenti, non puòche rappresentare un valore aggiunto alla crescita economica e culturale del nostro Paese.Chiara Casablanca per Fondazione PangeaFonte: http://www.womenews.net/spip3/spip.php?article8570Tag: donne, Lavorowww.chiaracasablanca.it
  • Avere un bambino è diventato un lusso30 maggio 2011 | Autore: Fondazione PangeaLo ha capito, per esperienza personale, anche l‟attrice Beatrice Luzzi che ha avuto due gravidanze,a nemmeno due anni di distanza, e ha deciso di condividere le sue emozioni in un diario (tra l‟altroricco di utili consigli per tutte le future mamme): Mi è nata una famiglia (Morellini Editore). Dalleprime settimane di gravidanza, alla prima ecografia, fino al lieto evento: una guida sualimentazione, esami clinici da effettuare, impressioni della mamma ma anche del papà, figura cheha acquistato nel tempo un ruolo sempre più attivo e partecipe.Su “Il Fatto Quotidiano” del 29-05-2011 la Luzzi racconta, però, anche le numerose difficoltàincontrate, che accomunano tutte le giovani coppie che oggi vogliono mettere su famiglia.Pensiamo alla prenotazione degli esami resa ostica dalle mille pratiche burocratiche dellagravidanza, la mancanza di posti letto, gli appuntamenti disponibili solo dopo mesi dalla richiesta,per non parlare delle telefonate infinite ed altrettanto infinite attese con sottofondo musicale…prima di riuscire a parlare con un operatore in carne ed ossa (tutte problematiche che spingonospesso a dover contattare strutture private, con tutti i costi del caso non sostenibili da chi ha unbasso reddito).L‟attrice ha affermato di aver speso in totale, per la prima gravidanza, 5.081 euro (tra visite,medicine, abbigliamento personale e corredo per il nascituro): nella realtà precaria in cui siamoimmersi, quante giovani rinunciano al diritto sacrosanto di una gravidanza per via “del costo”?E quante donne, in zone poverissime del mondo, non hanno risorse sufficienti a tutelare la propriasalute e quella del proprio bambino durante la gestazione? Pangea offre l‟opportunità di aiutare unamamma in Afghanistan, Nepal o India, garantendo la possibilità di seguire corsi di alfabetizzazioneed educazione igienico sanitaria. Ecco come si può aiutare una mamma.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonti:http://www.beatriceluzzi.com/index.php?id=2,14,809http://www.zeroviolenzadonne.it/displayrassegna.php?data=2011-05-29&rubrica=tuttowww.chiaracasablanca.it
  • Così giovani, così aggressive8 giugno 2011 | Autore: Fondazione PangeaSecondo le ultime notizie di cronaca sembra che le giovani tra i 13 e i 16 anni circa stianodiventando quasi più violente dei compagni. Siamo ormai piuttosto abituati a sentir parlare dibullismo (fisico e verbale), ma è un fenomeno che di solito caratterizza i maschietti che agiscono in“branco”. Si è meno preparati a constatare che alle mani arrivino delle ragazze, aggredendo lorocoetanee per futilissimi motivi: in diverse città si sono ripetute, infatti, le stesse scene di minacce epercosse tra ragazze per via di un lettore Mp3, un I-Pod o, addirittura, un fidanzatino. Dall‟occhiatadi sfida, alla prima battuta, all‟aggressione vera e propria il passo è breve. Fortunatamente in Italiail fenomeno è ancora contenuto rispetto a città come Londra o Parigi dove sembra esistanonumerose bande al femminile.Si sa, tra donne ci può essere invidia, rivalità, prevaricazione, ma fino ad oggi non si era maisuperato il confine dell‟offesa, dell‟umiliazione, del ferire “a parole”.I sociologi descrivono il fenomeno sotto una luce puramente “culturale”, come se le donne, vittimedi ingiustizie e soprusi di ogni genere, volessero reagire ai pericoli esterni diventando esse stessedelle “persecutrici”.Forse il problema è, però, educativo: non c‟è più rispetto, né tra uomini né tra donne, leintimidazioni sono all‟ordine del giorno, si vive prepotentemente pensando che tutto sia dovuto.Non ci sono più confini né regole. Sarebbe utile progettare laboratori e campagne disensibilizzazione nelle scuole al fine di favorire la socializzazione e valorizzare i rispettivi ruoli diuomo e donna, oltre all‟immagine singola e personale di ogni soggetto, indipendentemente dal suoaspetto fisico, razza, religione e condizione sociale.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonte: settimanale Tu Style n. 21www.chiaracasablanca.it
  • Il dramma delle donne cinesi raccontato da Xue Xinran15 giugno 2011 | Autore: adminLe figlie perdute della Cina (Longanesi) è il nuovo libro di Xue Xinran, scrittrice e giornalistacinese che ha svolto una lunga ricerca raccogliendo la testimonianza di diverse donne vittime dellanota “politica del figlio unico”, antica tradizione legata all‟importanza di avere un discendentemaschio. La legge per il controllo delle nascite, promulgata nel 1979 da Deng Xiaoping, si basaproprio sull‟aborto selettivo in base al sesso, un‟atrocità che ha causato la scomparsa di milioni dibambine.Sembra un discorso antico, ci si chiede come possano esistere nel 2011 certi scenari, eppure in Cina(come in altre parti del mondo) i diritti delle donne sono ancora ignorati e calpestati.Xue Xinran ha così deciso di dare voce a coloro che hanno vissuto questo dramma e hanno dovutomantenere il silenzio, costrette ad abbandonare (nella migliore delle ipotesi) le proprie figlie subitodopo la nascita. L‟aborto selettivo ostacola il naturale sviluppo della popolazione creando fortidisparità tra femmine e maschi (oltre ad alimentare crimini come violenze sessuali ed omicidi di cuinessuno parla).Non è la prima volta che la scrittrice incontra ed intervista le donne cinesi: nel 2002 ha pubblicatoun‟altra raccolta di testimonianze in un libro intitolato La metà dimenticata, diventato bestseller etradotto in più di 30 lingue.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonte: www.zeroviolenzadonne.itwww.chiaracasablanca.it
  • Ti sposi? Vai a nozze con Pangea!22 giugno 2011 | Autore: admin Una cerimonia perfetta, semplice ma studiata in ogni dettaglio e senzasprechi: se questo è il vostro desiderio, Fondazione Pangea Onlus vi offre l‟opportunità di renderespeciale e solidale il giorno del “sì”. Una serie di proposte pensate per non dimenticare gli elementichiave di ogni matrimonio:- Partecipazioni. Disponibili in due formati (16×11 cm e 16×16 cm) che potrete modificareliberamente, sia per quanto riguarda il carattere che il colore.- Bomboniere. Saranno la vera e propria testimonianza del vostro sostegno alle Donne beneficiariedei progetti Pangea, cui donerete l‟opportunità di migliorare la propria vita e quella dei propri figli.Potrete scegliere le scatoline portaconfetti (dimensione 6×6x3,5 cm) in cartone color avorio,complete di nastro. Potrete allegare una piccola pergamena o scegliere esclusivamente quest‟ultimain un formato più grande, da arrotolare con un nastro. Testo e colore, ovviamente, personalizzabili.In alternativa, è presente anche il bonsai (simbolo di vita) oppure il famoso ciondolo a forma dinodo di Fondazione Pangea che, in questo caso specifico, diventa il simbolo dell‟amore che lega idue sposi.- Liste nozze. Parenti e amici potranno devolvere la cifra che avrebbero speso per il vostro regaload uno dei progetti Pangea che sceglierete di sostenere. Se non vorrete indicarne uno specifico, saràdivertente creare una lista composta da capre, galline, visite post-parto e corsi di sartoria!- Sito web. Questa è la vera “chicca”: la tendenza del momento con Pangea diventa solidale!Potrete presentarvi, raccontare la vostra storia, fornire dettagli sulla cerimonia agli invitati,coinvolgere gli amici nei preparativi.Tra l‟altro, le vostre donazioni saranno fiscalmente deducibili. Allora, perché aspettare? Inviate unamail a Fondazione Pangea, a questo indirizzo matrimoni@pangeaonlus.org ,ed iniziate a progettareil vostro giorno più bello all‟insegna della solidarietà: sarete felici voi e regalerete un sorriso a tantedonne.Chiara Casablanca per Fondazione Pangeawww.chiaracasablanca.it
  • Discriminazioni moderne… (e a farne le spese sono sempre ledonne)5 luglio 2011 | Autore: adminLa Ma-Vib di Inzago ha lanciato una proposta choc scatenando subito una serie di polemiche edinfiammando il dibattito pubblico. Quale? Ridurre il personale licenziando solo le donne.A parte l‟indignazione per la scelta di per sè, ancora più sconcertante risulta la motivazione addottae riportata: “Licenziamo le donne così possono stare a casa a curare i bambini e poi, comunque,quello che portano a casa è il secondo stipendio”.Il secondo stipendio oggi non è un optional, ma spesso una necessità per molte famiglie alle presecon mutui, tasse e il mantenimento dei figli, oggi purtroppo più che mai quasi un lusso.Attualmente sono in corso proteste e trattative, in attesa di capire come si risolverà la faccenda.Sembra comunque che lo schiaffo morale alle dipendenti dell‟azienda l‟abbiano dato soprattutto icolleghi uomini, che dopo aver assicurato il loro sostegno allo sciopero, hanno scelto di recarsiregolarmente al lavoro, facendo mancare il proprio sostegno alla protesta.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonti:http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lombardia/2011/06/29/visualizza_new.html_811095165.htmlhttp://www.diredonna.it/licenziare-solo-le-donne-proposta-shock-di-unazienda-del-nord-45397.htmlwww.chiaracasablanca.it
  • Lavori in Corsa – 30 anni Cedaw. Presentato all’ONU ilRapporto Ombra18 luglio 2011 | Autore: adminCedaw Rapporto Ombra: in Italia esiste ancora la discriminazione di genere Il 14 luglio scorso, nel Palazzo di vetro della Nazioni Unite, è statoesaminato il VI Rapporto periodico sull’implementazione della convenzione Cedaw (laConvenzione per l‟Eliminazione di ogni forma di Discriminazione contro le donne), che il GovernoItaliano ha presentato nel dicembre 2009.Fondazione Pangea Onlus e Giuristi Democratici – presenti in qualità di rappresentanti dellasocietà civile per la piattaforma Lavori in Corsa – 30 anni CEDAW, hanno presentato ilRapporto Ombra – elaborato da diverse organizzazioni – mirato ad evidenziare l‟inadeguatezzadelle politiche e dei finanziamenti presenti nel nostro paese (in riferimento ai parametri di giudiziostabiliti dalla Convenzione) per garantire le pari opportunità.Si è discusso su quanto sia ancora presente la discriminazione di genere – dall‟impiegoall‟economia – e il persistere di stereotipi lesivi della dignità e dei diritti delle donne. Oltre amaltrattamenti, violenze psicologiche e omicidi nei casi più gravi, le donne sono vittimeattualmente di vessazioni sul lavoro, specie se in procinto di diventare madri. Nel 2010 moltissimegiovani sono state costrette a lasciare il proprio impiego senza nessun tipo di tutela giuridica. Lasituazione è poco confortante e, quel che è peggio, negli ultimi anni non ha presentato alcunmiglioramento.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonti:http://www.pangeaonlus.org/main.php?liv1=comunicazione&liv2=campagne&liv3=2009_cedaw&liv4=rapporto_ombrahttp://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2011/07/13/news/pangea_a_new_york_il_rapporto_ombra-19088856/www.chiaracasablanca.it
  • Egitto: le donne chiedono tutela alla costituzione27 luglio 2011 | Autore: admin15 associazioni femministe egiziane hanno organizzato una conferenza stampa per rivendicarediritti fondamentali non ancora riconosciuti: le quote rosa in politica, parità sul lavoro e nel settoreeducativo. Amina el Bendary ha affermato: “Non proponiamo una nuova Costituzione, ma chequella esistente preveda norme che garantiscano i diritti delle donne”.Sono ancora tante le costrizioni che le donne egiziane devono subire: proprio il mese scorso,Amnesty International ha richiesto alle autorità egiziane di giudicare i mandanti dei “test diverginità” forzati, secondo quanto riferito da un generale alla Cnn (in condizione di anonimato).Secondo il suo raccontov17 donne, arrestate il 9 marzo scorso in piazza Tahrir sono state costrette asottoporsi a questi test, vere e proprie forme di tortura.La preoccupazione generale, riguarda l‟atteggiamento discriminatorio e maschilista verso le donne,gli ostacoli alla crescita personale e professionale, oltre che alla partecipazione alla vita politica ealle riforme.Tuttavia, queste donne coraggiose, che oggi lottano per rivendicare questi diritti, lanciano unmessaggio di speranza: una “rivoluzione femminile” che dimostra la volontà (e il dovere) didifendere la propria dignità. E, grazie anche al web, c‟è uno strumento in più per portare avantiquesta importante battaglia per la libertà.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonti:http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Esteri/Egitto-donne-Costituzione-tuteli/26-07-2011/1-A_000230566.shtmlhttp://www.amnesty.it/generale-egiziano-ammette-17-donne-costrette-a-test-verginitawww.chiaracasablanca.it
  • “Decent Work e Insicurezza Lavorativa”1 agosto 2011 | Autore: admin“Decent Work e Insicurezza lavorativa, professionalità e genitorialità nelle donne dell‟Abruzzo dioggi” è una ricerca condotta dal Laboratorio di Business Psychology dell‟Università degli Studi“G.D‟Annunzio” di Chieti, presentata all‟Aquila il 28 luglio scorso, presso l‟Auditorium PalazzoSilone Giunta Regionale.Lo studio analizza i nuovi bisogni generati dal mondo del lavoro e le persistenti discriminazioni,specialmente nei confronti delle donne: il lavoro atipico, infatti, non favorisce la maternità né lepolitiche di conciliazione dei carichi familiari. Nello specifico, in Abruzzo, secondo dati Istat del2010, il divario tra le percentuali d‟occupazione maschile e femminile è piuttosto alto (67,0% per iprimi contro 44,1% per le seconde).Le Consigliere regionali di Parità d‟Abruzzo, unitamente alle Consigliere provinciali di Parità diL‟Aquila, Pescara e Teramo, sono state ben felici di approfondire l‟argomento, accogliendo conentusiasmo la proposta di ricerca del Laboratorio di Business Psychology. Tenendo anche contodella situazione già delicata dell‟Aquila, in seguito al sisma dell‟aprile 2009, si è giunti allaconclusione che il disagio personale che deriva dall‟incertezza del lavoro mortifica, svalutandole, lerisorse umane e genera al tempo stesso un disagio sociale.E, poiché un evento così grave modifica i punti di riferimento delle vita, per cui “conta di più ciòche si è e meno ciò che si ha”, la gratificazione professionale acquista una rilevanza importante,perché consente di valorizzare se stessi e la propria identità.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonte:http://www.deltanews.net/lavoro-presentata-la-ricerca-decent-work-e-insicurezza-lavorativa-professionalita-e-genitorialita-nelle-donne-dell%e2%80%99abruzzo-di-oggi-4713105.htmlwww.chiaracasablanca.it
  • Sostieni Pangea ed il progetto Piccoli Ospiti12 settembre 2011 | Autore: admin Se sei cliente Vodafone puoi sostenere Pangea Onlusgrazie ad un‟iniziativa di Fondazione Vodafone Italia. E‟ semplice e gratuito: basta inviare un smsal 47210 con scritto ACCOGLIENZA o effettuare una chiamata al numero 8992344. Se poi haiconfidenza con le nuove tecnologie, partecipare è ancora più rapido: è sufficiente collegarsi al sitoweb dedicato ed accedere al form per votare il progetto Piccoli Ospiti direttamente dal tuo pc:inserisci il numero di cellulare, poi il codice che riceverai subito via sms e clicca su “Vota”. Avraicosì aiutato Fondazione Pangea Onlus e la sua bella iniziativa a favore dei bambini.Il Progetto Piccoli Ospiti mira a favorire il recupero del legame mamme/figli che abbiano subitoviolenza diretta o abbiano assistito a scene crudeli in famiglia. Una ricerca del CISMAI (2001) harivelato, infatti, che oltre 22 mila minori in Italia assistono ad atti violenti all‟interno del loro nucleofamiliare (o ne sono vittime): ciò determina insicurezze di varia natura ed entità, senso di colpa,sfiducia negli adulti, aggressività, depressione. E c‟è da dire che le violenze non sono solo di tipofisico o sessuale, ma anche verbale e psicologico, che turbano il processo di crescita dei più piccoli.Pangea intende organizzare attività di cura e sostegno per mamme e bambini attraverso laboratoriludico-espressivi, così da avviare un percorso di rimozione del trauma e recupero graduale diequilibrio e serenità. Sostieni anche tu il progetto Piccoli Ospiti. Un piccolo gesto non costoso perte aiuterà le piccole vittime di abusi a capire che le violenze subite non fanno parte del loro futuro!Chiara Casablanca per Fondazione Pangeawww.chiaracasablanca.it
  • Barletta: spezzato il futuro di giovani donne11 ottobre 2011 | Autore: adminHanno perso la vita insieme, in pochi attimi, seppellite dal crollo della palazzina in cui lavoravano. Iloro sogni sono sfumati tra polvere e calcinacci. Non si può rimanere indifferenti di fronteall‟ennesima tragedia, all‟ennesima morte sul lavoro.Tina Ceci, Matilde Doronzo, Giovanna Sardaro ed Antonella Zaza non avevano ancora compiuto 40anni: erano tutte operaie, trascorrevano le loro giornate in quel maglificio nel sottoscala dellapalazzina di Barletta, senza contratto e a meno di 4 euro l‟ora. Fatalità, con loro era presente ancheMaria Cinquepalmi, 14 anni, figlia dei proprietari della ditta.Il nostro è un Paese costellato da realtà come queste. Persone che per crearsi una famiglia,mantenerla o garantirsi un futuro, sono costrette ad accettare condizioni lavorative ingiuste, cheferiscono la dignità, personale e professionale, ma sono le uniche condizioni che ti prospettano peravere un impiego, uno stipendio, un minimo appiglio per vivere.E, spesso, le protagoniste degli scenari più tristi e desolanti sono proprio le donne.Le cosiddette “morti bianche” sono la diretta conseguenza di lavori fantasma, che si svolgononell‟ombra di un sottoscala come quello di Barletta, una realtà di fronte alla quale non è possibilegirare la testa dall‟altra parte per non vedere.L‟attuale situazione economica pesa sulle categorie meno garantite dal punto di vista contrattuale eaziendale: donne e giovani, che fanno spesso le spese della precarietà di un mondo lavorativo chenon assicura stabilità o continuità, parità di salario, sicurezza sul lavoro o garanzie in caso dimaternità. Secondo dati provvisori Istat del gennaio 2011, il tasso di attività femminile è pari al51,4%, inferiore a quello maschile (63%): ciò evidenzia la difficoltà delle donne a fare valere leproprie competenze e abilità nel mercato del lavoro italiano. L‟indignazione deve andarenecessariamente di pari passo con la pretesa di regole certe, di garanzie per il lavoratore e per ildatore di lavoro: molti pensano che “un lavoro fantasma è meglio che il nulla”, in realtà devonoessere create le condizioni per cuimsia più conveniente per tutti portarlo alla luce del sole. Per nondover pagare con la vita di tanti il diritto al lavoro.La storia di Barletta – e come questa purtroppo tante precedenti storie – ci insegna che ciascunodeve assumersi le proprie responsabilità: anche chi controlla l‟agibilità e la sicurezza degli edifici.E, a farci riflettere, è stato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con il suomonito, in occasione della giornata nazionale delle vittime degli incidenti sul lavoro: “Gli infortunisul lavoro e le morti bianche costituiscono un fenomeno sempre inaccettabile”.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonti:http://it.peacereporter.net/articolo/30829/Morire+di+lavoro%2C+tra+Barletta+e+New+Yorkhttp://www.articolo21.org/3944/notizia/barletta-operaie-tragedia-annunciata.htmlhttp://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-10-09/monito-napolitano-morti-lavoro-160108.shtml?uuid=AaX8IWBEwww.chiaracasablanca.it
  • Donne & lavoro: l’azienda le valorizza abbastanza?21 ottobre 2011 | Autore: adminQuesta è certamente una domanda scottante. Una recente indagine per la Fondazione ValoreD hadimostrato che la professionalità delle donne non è ancora tenuta in sufficiente considerazione. Inquesto caso, non parliamo soltanto dei diritti rivendicati da tempo (avere un‟occupazione dignitosa,essere rispettate per ciò che si è, avere la possibilità di diventare mamme senza perdere il postoecc.), ma di un riconoscimento altrettanto essenziale: quello verso il talento femminile.“I capi azienda sono spesso uomini: sta a loro porre tra le priorità dello sviluppo e della crescitaaziendale l‟apporto fondamentale del talento femminile”, come sostiene Alessandra Perrazzelli,presidente di ValoreD. Ormai è noto: in qualsiasi azienda esiste sempre un pizzico di rivalità, unclima di tensione, che penalizza spesso e volentieri le buone idee, l‟armonia generale e, diconseguenza, una sana produttività.Secondo la ricerca effettuata, solo il 25% degli amministratori delegati sostiene la promozione deltalento femminile all‟interno del team di lavoro, mentre ben il 70% delle società non offreprogrammi di formazione adeguati per favorire lo sviluppo di una leadership femminile. Per cercaredi colmare questo enorme divario, la Fondazione ValoreD ha creato un “kit” al fine d‟incentivare ilrafforzamento delle competenze, la comunicazione ed il networking al femminile. Di cosa si trattaesattamente? Di formazione, 21 corsi suddivisi in 4 aree, così da offrire tutti gli strumenti necessarial miglioramento delle capacità personali.Investire sulle proprie risorse interne, anziché penalizzarle, non può che rappresentare un alto valoreaggiunto per l‟azienda che abbia l‟astuzia di comprendere il ruolo strategico delle donne, le loropotenzialità.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonte: http://www.corriere.it/economia/trovolavoro/11_ottobre_14/consigliere-uomini-non-formano-donne_1be1ac44-f63e-11e0-abf0-c6818ffd4921.shtmlwww.chiaracasablanca.it
  • Non solo PVS: il microcredito arriva anche in Italia4 novembre 2011 | Autore: adminIl microcredito, menzionato soprattutto in riferimento ai PVS (Paesi in Via di Sviluppo), pare stiatrovando maggiore diffusione anche nei paesi industrializzati, come diretta conseguenza dell‟attualecrisi. Molto semplicemente, si tratta di un piccolo prestito destinato a finanziare persone fisiche,società di persone e cooperative per avviare una microimpresa o un lavoro autonomo (microcreditod‟impresa). Alternativa: può rappresentare un sostegno a persone con particolari difficoltà sociali edeconomiche (microcredito sociale). L‟obiettivo è di aiutare tutti coloro che non hanno sufficientigaranzie per ottenere un prestito da una banca tradizionale.In Italia, dal 2009 al 2010, l‟ammontare complessivo dei microcrediti erogati è passato da 12,7milioni ad oltre 21,6 milioni e i clienti sono aumentati da 2.146 a 3.964. I maggiori beneficiari finoa questo momento sono stati gli immigrati e le donne. Gli attori di questo mercato, infatti, sono lepiccole istituzioni o, in maggior misura, realtà legate al sociale come la Caritas diocesana e alcunefondazioni bancarie e non, compresa Fondazione Pangea Onlus.A disciplinare il settore del microcredito è intervenuto il Dlgs 141/10 sul credito al consumo, cosìda stabilire caratteristiche e requisiti degli operatori in attesa dell‟entrata in vigore di un decretocorrettivo. Secondo quanto previsto dal decreto stesso, l‟importo concesso come finanziamento nondeve superare il tetto dei 25 mila euro. Il vantaggio consiste nella garanzia di ottenere un tassod‟interesse sempre inferiore rispetto a quello di mercato.Recentemente, RITMI – Rete Italiana Microfinanza della quale fanno parte diverse realtà cheoperano nel microcredito – ha chiesto al Ministero dell‟Economia e delle Finanze, che venganorealizzate le norme attuative del Testo unico Bancario, la normativa relativa dedicata proprio aglioperatori del settore.Salutato come innovativo e importante in un momento di forte crisi economica, la validità del Testounico, infatti, rischia di essere vanificata per i ritardi nella realizzazione delle norme che di fatto neconsentirebbero entrata in vigore.“La nostra preoccupazione – sottolinea Daniele Ciravegna, presidente Ritmi, nel comunicato del 19ottobre – è ancora più crescente in quanto, dopo aver partecipato attivamente alla commissione diesperti costituita presso gli uffici competente della Banca d‟Italia, la nostra Rete non ha più avutoalcuna informazione e comunicazione in merito allo stato di elaborazione e finalizzazione di dettedisposizioni attuative”.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonte: Il Sole24Ore del 31/10/2011 p. 35Comunicato RITMI, 19 ottobre 2011www.chiaracasablanca
  • 25 Novembre: giornata mondiale contro la violenza sulledonne25 novembre 2011 | Autore: pangeaCon la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999, l‟Assemblea Generale delle Nazioni Unite hadichiarato il 25 novembre Giornata Mondiale per l‟Eliminazione delle Violenza sulle Donne:governi, organizzazioni internazionali e ONG si attivano ogni anno per proporre iniziative ed eventiutili ad accrescere la consapevolezza dell‟opinione pubblica su questo tema.Bisogna ammettere che nonostante siano trascorsi molti anni la situazione non è cambiata, anzi:sembra che aumentino i casi di violenza proprio all‟interno del nucleo familiare. Spesso certesituazioni derivano dal contesto ambientale e familiare in cui si è cresciuti: nodi irrisolti, difficoltànel relazionarsi con gli altri, violenze subite in passato, sono tutti elementi che possono entrare ingioco nel futuro, quando si decide di creare una propria famiglia, comprese le pressionipsicologiche di genitori che, a loro volta, possono aver avuto un‟infanzia difficile.A volte alcune reazioni derivano, invece, da un evento preciso, una delusione, una perdita, unavvenimento che segna prepotentemente la personalità. Sarebbe utile cercare di rintracciarel‟origine di un‟elevata aggressività, per recuperare “umanità” , sensibilità e capacità dicomunicare…Informazione e formazione sono ottimi strumenti per accrescere la consapevolezza.Tra le numerose iniziative di sensibilizzazione oggi in programma , nell‟aula magna dell‟Itis Voltadi Alessandria è previsto il convegno “Il silenzio di un bacio, per un pugno di parole”. Testimoniald‟eccezione dell‟evento: Fabio Artico, Paolo Enrico Archetti Maestri, Dario Serra. Alcuni di lorosono già stati protagonisti di spot informativi contro la violenza sulle donne, per iniziativadell‟Assessorato alle Pari Opportunità nell‟ambito del Progetto „La Provincia sicura‟. Obiettivodella giornata è quello di dialogare con gli studenti del territorio su temi chiave, come il rispettodella donna, le dinamiche di coppia, le diseguaglianze tra i sessi. Grazie ad un questionarioanonimo, tra l‟altro, i ragazzi potranno esprimere liberamente il loro pensiero in meritoall‟argomento principale, la “violenza subita dalle donne”.Chiara Casablanca per Fondazione Pangea OnlusFonte:http://www.zeroviolenzadonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=16431:25-novembre-la-violenza-sulle-donne-e-sempre-un-tabu&catid=231&Itemid=0http://www.radiogold.it/notizie/cronaca/2011/11/15/gli-studenti-della-provincia-contro-la-violenza-sulle-donne-36577.htmlwww.chiaracasablanca.it