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GLI OGM E LA SOCIETA'
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GLI OGM E LA SOCIETA'

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presentazione su come gli ogm sono visti nella società. Sonfìdaggio, percezione del rischio e paure per le nuove tecnologie.

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GLI OGM E LA SOCIETA' GLI OGM E LA SOCIETA' Presentation Transcript

  • OGM DEBUTTO IN SOCIETA’ CHIARA BADIA SILVIA STORCHI ASPETTI COMUNICATIVI DELLE SCIENZE CONAM - UNIVERSITA’ DI SIENA A.A.2006-2008
    • Luis Pasteur (metà del 1800): tutti gli organismi si generano solo da altri organismi.
    • 1864: Gregor Mendel: prime leggi della genetica.
    • Primi ‘900: sistematica selezione artificiale, soprattutto nel grano.
    • 1953: James D. Watson e Francis H.C. Crick: struttura a doppia elica del DNA.
    • 1960: scoperto l’RNA messaggero e la sua funzione nella sintesi delle proteine.
    • 1961-1966: si decifra il codice genetico inscritto nel DNA.
    • 1965: isolati gli “enzimi di restrizione”, che “tagliano” il DNA in punti definiti.
    • 1965: scoperto enzima “DNA ligasi” che “ricuce” frammenti di DNA.
    • Anni ‘70: usando i suddetti enzimi, inizia la tecnica di manipolazione del DNA, che sarà detta “tecnica del DNA ricombinante”, la base dell’“ingegneria genetica”.
    • 1973: Stanley Cohen e Herbert Boyer: ottenuto primo OGM.
    • 1983: creato primo tabacco transgenico.
    • 1995: arriva sul mercato il primo prodotto OGM poi ritirato per problemi tecnici.
    • 1996: importazione del grano transgenico in Europa autorizzata dalla Commissione Europea.
  • In Italia i media e i diversi soggetti pubblici hanno posto l’accento sulla questione “ favorevole o contrario agli OGM ”, come se si discutesse di un caso di coscienza, una questione filosofica o ideologica, senza informare in modo adeguato sulle fonti da cui vengono tratte le notizie e soprattutto senza dare sufficienti informazione,spiegazioni tecnico-scientifiche, o usando terminologia fuorviante. E’ quindi necessario partire dal principio, facendo chiarezza sul concetto stesso di: INTRODUZIONE AGLI OGM BIOTECNOLOGIE Tecniche che utilizzano organismi viventi, o parti di essi, al fine di ottenere beni o servizi . “ convenzionali”: utilizzano alcuni microrganismi fermentatori per ottenere prodotti (vino, birra e distillati, pane e formaggio). “ avanzate” : applicano l’ingegneria genetica e la biologia molecolare alla modifica di organismi e alla creazione di nuovi prodotti.
    • Anche i concetti di gene, DNA e ingegneria genetica sono spesso poco chiari alla gente comune.
    DNA gene Macromolecola a forma di doppia elica, composta da una serie di unità più piccole, i nucleotidi nella cui sequenza risiedono risiedono tutte le informazioni.Il DNA è il codice di istruzioni necessarie per la cellula; è ereditabile ma nessun individuo possiede una sequenza uguale. Unità di DNA che contiene un’informazione comprensibile e traducibile dalla cellula, cioè il codice per la produzione di una proteina. proteina Sequenza di amminoacidi costruita “traducendo” la sequenza nucleotidica dei geni. Le proteine svolgono la maggior parte delle funzioni vitali della cellula.
    • Le informazioni necessarie alla vita di ogni essere vivente sono racchiuse nei suoi geni, il cui linguaggio è universale:specie diverse condividono parte del patrimonio genetico.
    • Ciò è alla base della possibilità di trasferire un gene da un organismo a un altro
    OGM organismo il cui materiale genetico è stato modificato in modo diverso da quanto avviene in natura con l’accoppiamento o la ricombinazione genica naturale ma attraverso tecniche di “ingegneria genetica” La tecnologia del DNA ricombinante è l’insieme delle tecniche che permettono di estrarre, isolare, modificare e trasferire frammenti di DNA da un individuo a un altro, anche se appartenenti a specie diverse. Questa modifica viene definita con il termine di “trasformazione” o “transgenesi”. TRANSGENE frammento di DNA inserito
  • APPLICAZIONI DEGLI OGM
    • Alimentazione
    • - alimentazione umana (soia,mais,chimosina)
    • - alimentazione animale (soia,mais)
    • - miglioramenti della qualità nutrizionali di alcuni alimenti (golden-rice)
    • Agricoltura
    • - miglioramento delle pratiche agronomiche
    • - aumento della resistenza ad ambienti ostili e in condizioni climatiche estreme
    • - limitazione dell'impiego di prodotti fitosanitari, come insetticidi o erbicidi
    • - possibilità di salvare specie a rischio di estinzione (pomodoro san marzano,riso carnaroli...)
    • Salute
    • - biomedicina con produzione di sostanze medicinali (insulina, vaccino contro l'epatite B o il vaccino contro la rabbia)
    • - terapia genica
    • - alimenti funzionali per rispondere a specifiche caratteristiche nutrizionali e/o farmacologiche di particolari categorie di consumatori/pazienti;sono ancora in fase sperimentale.
    • - costruire tessuti ed organi ex novo con manipolazioni genetiche per la carenza di organi ed i rischi degli xenotrapianti.
    • Industria e ricerca
    • - miglioramento delle qualità industriali delle materie prime,
    • - biocarburanti e bioplastiche,
    • - biorimedi e fitodepurazione: batteri che degradano idrocarburi, piante capaci di stoccare metalli pesanti restano dei progetti allo stato di ricerca.
    • La tecnologia del DNA ricombinante presenta due sostanziali differenze rispetto al miglioramento genetico tramite incrocio, permettendo modifiche mirate del DNA:
    • 1. Specificità e controllabilità: inseriti solo i geni di interesse o viene modificata una caratteristica nota attraverso la sostituzione o l’aggiunta di una specifica parte di DNA.
    • 2. Acquisizione di nuove caratteristiche: non sarebbero ottenibili attraverso l’incrocio perché le caratteristiche desiderate risiedono nel DNA di specie non sessualmente compatibili.
    • Allergeni
    • un primo rischio è l'inserimento nel cibo di nuove proteine:è possibile che una parte della popolazione reagisca con intolleranze o allergie a queste nuove proteine.
    • Quando viene valutata una pianta transgenica, uno dei primi test che deve essere effettuato sulla sua potenziale allergenicità. L’intervento biotecnologico è comunque adottabile anche per ridurre l’allergenicità degli alimenti, come nel caso del riso OGM ipoallergenico, dove è stato eliminato il gene che produce la proteina allergenica.
    SALUTE E SICUREZZA
    • La ricombinazione
      • l'inserimento del gene estraneo può portare all'instabilità del
      • patrimonio genetico, aumentando il fenomeno di ricombinazione.
      • La resistenza agli antibiotici
    • preoccupazione diffusa è quella che gli OGM possano diffondere resistenze agli antibiotici rendendo più difficile la cura delle malattie.
    • In ogni caso, la normativa Ue 2001/18 ha stabilito che a partire dal 2008 non saranno più autorizzati OGM che contengano geni di resistenza agli antibiotici utilizzati in terapia.
    • Se mangio OGM muta il mio DNA?
    • Mangiando alimenti transgenici non si verificano sicuramente cambiamenti del DNA nel senso di mutazioni evidenti nel fenotipo, cioè nell’aspetto dell’organismo transgenico: non ci trasformeremo mai in un essere mezzo uomo e mezzo animale.
    • Gli studi finora condotti non hanno quindi evidenziato problemi causati dall’ingestione del DNA transgenico.
      • L’impatto sulla biodiversità
    • È un tema complesso e solo un approccio caso-per-caso può portare a un’adeguata analisi dell’influenza potenziale di una data coltura sulla biodiversità naturale.
    • Qualunque tipo di intervento umano o anche semplici eventi naturali hanno un impatto sulla biodiversità.
    • Il problema della riduzione della “agro-biodiversità” non è quindi nuovo: l’opera di selezione umana e la distruzione dell’habitat naturale al fine di creare spazi a uso agricolo sono causa di una consistente perdita di biodiversità. Abbiamo l’impressione di violare un limite imposto dalla “natura”;in realtà, la modifica del DNA degli organismi viventi a opera dell’uomo, ha origini antiche e coincide con la nascita stessa dell’agricoltura e la domesticazione di piante e animali. Inoltre, le modifiche introdotte dall’uomo nel genoma di specie utili sono state per lo più casuali e inconsapevoli, con effetti sulla pianta, sull’ambiente e sull’uomo largamente non prevedibili.
    AMBIENTE
    • Le piante infestanti
    • Rischio che una pianta acquisisca resistenza a insetti e malattie o che si modifichi fino a presentare una serie di nuovi caratteri di invasività per mutazione spontanea o per ibridazione con altre piante selvatiche o coltivate.
    • Gli OGM non sono di per sé più infestanti delle colture convenzionali. Infatti gli ibridi e gli OGM:
    • Necessitano di cure costanti per sopravvivere;
    • Non disperdono il seme quando mature o lo fanno in tempi diversi;
    • Sono poco vitali e hanno bassa fertilità.
    Effetti secondari Sono stati effettuati vari studi: una pianta GM molto studiata è il mais transgenico Bt, che esprime un insetticida naturale. Una ricerca sosteneva che le larve di farfalla “monarca” presentavano una mortalità più elevata se nutrite con polline di mais Bt.Studi successivi, effettuati in campo e non in laboratorio, hanno concluso che l’impatto sulla farfalla monarca del mais Bt è trascurabile. Questi risultati vanno inoltre paragonati con l’impatto delle attuali pratiche agronomiche, che l’utilizzo di piante OGM tende a ridurre, come l’uso di insetticidi ad ampio spettro, potenzialmente più dannosi.
    • Dagli studi pubblicati sulla sicurezza degli OGM e dai dati della Comunità Europea, emerge che gli OGM fino ad oggi autorizzati, anche dal punto di vista della loro eventuale pericolosità, non manifestano un comportamento diverso da quello delle colture tradizionali. Sono state condotte molte ricerche sul tema della sicurezza e finora non è stato raccolto nessun dato significativo che abbia evidenziato qualche rischio.
    Non avremo la certezza scientifica assoluta dell’”innocuità”di un intervento nel lungo termine, anche perché il tempo biologico necessario a valutare le conseguenze di una nuova pratica agricola nell’ambiente, è necessariamente lungo, e può arrivare ad alcuni secoli, ma questo vale del resto per tutte le azioni umane sull’ambiente.
  • POLITICHE ECONOMICHE E SOCIALI Nella definizione di sicurezza alimentare si distinguono due aspetti fondamentali: la security , cioè la disponibilità del cibo, e la safety , la salubrità del cibo. Una tendenza diffusa nei paesi sviluppati è quella di privilegiare la safety invece che la security, in quanto, generalmente, gli alimenti base sono in eccesso e si tende a prestare maggiore attenzione alle soglie di rischio. Al contrario, nei paesi in via di sviluppo si cerca di privilegiare l’aspetto della security.
      • Come vengono controllati gli OGM?
    • L’Europa, con la Direttiva 2001/18, ha imposto test ancora più restrittivi di quelli messi a punto negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti, invece, una volta accertata la “sostanziale equivalenza” del prodotto OGM rispetto a quello tradizionale, non viene richiesta nessuna segnalazione obbligatoria della presenza di OGM nel prodotto finito Secondo la normativa vigente, che introduce, inoltre, la tracciabilità del prodotto, è comunque obbligatorio effettuare il monitoraggio di ciascun OGM anche dopo la sua approvazione.
    • La decisione europea di etichettare i prodotti che contengono OGM in quantità superiori allo 0,9% è motivata unicamente dalla necessità di tutelare la “libertà di scelta” del consumatore e non va interpretata come indice di presunta pericolosità in quanto questi prodotti sono ritenuti “sostanzialmente equivalenti” in sicurezza a quelli tradizionali
    • Gli OGM, prima di ricevere l’autorizzazione alla coltivazione e alla commercializzazione, devono superare un elevato numero di test di sicurezza, che partono dallo studio della nuova proteina prodotta dalla pianta transgenica. Il DNA inserito (transgene) si “esprime”, infatti, tramite la produzione di una proteina, responsabile della caratteristica desiderata i test danno esito negativo, cioè se la proteina non è tossica o allergenica, si passa a valutare la “sostanziale equivalenza” della pianta transgenica nei confronti di piante analoghe non transgeniche, che richiede l’analisi comparativa di molti parametri Accertata l’innocuità di una pianta o di un prodotto derivato da OGM, e solo dopo che tutte le analisi siano state effettuate, in Europa viene autorizzata la sua commercializzazione previa etichettatura.
  • Sono state concesse 142 autorizzazioni per le coltivazioni OGM nel mondo e fino al 2003 sono stati coltivati 67,7 milioni di ettari (4 volte la superficie italiana). La distribuzione delle coltivazioni è disomogenea; circa il 70% si trova negli USA, seguiti dal Canada e dall’Argentina. In Cina sono stimati circa 300.000 ettari, in Australia e Sud Africa circa 100.000 ettari. In Europa sono state autorizzate solo le colture di garofano, soia, colza, tabacco, mais e cicoria a causa della pesante moratoria. La Spagna è stata l’unica ad aver autorizzato totalmente le coltivazioni OGM con un utilizzo di più di 30.000 ettari di suolo agricolo; in Francia sono circa 1000 gli ettari coltivati ad OGM ed in Portogallo sono 1000. Il capitale investito in Italia , in questo settore, è estremamente basso rispetto a quello statunitense; è alla coda della classifica per autorizzazioni.
    • La moratoria europea ha indebolito la ricerca pubblica e gli investimenti privati nel settore.
    • Il taglio dei finanziamenti pubblici nella ricerca in generale, ha causato l’abbandono di molti progetti scientifici: nell’80% dei casi sono stati progetti riguardanti ricerche in campo OGM.
    Il problema politico centrale è considerare le preoccupazioni del pubblico senza ostacolare la ricerca e l’innovazione. Alcuni punti da chiarire: E’ ingenuo affermare che gli OGM risolveranno questi problemi, ma sono una delle possibili opzioni tecnologiche per ridurli; sarebbe irrazionale escluderli a priori. Gli OGM sconfiggeranno la fame nel mondo? Il “monopolio” nel mercato del seme non è nuovo:molte sementi sono già coperte da diritti di produzione; i costi per la produzione di piante transgeniche è relativamente basso (migliaia di euro), ma i test di sicurezza richiesti dalla normativa sono così elevati (milioni di euro) da richiedere il sostegno economico delle grandi multinazionali. Che ruolo hanno le multinazionali nell’economia? Dal punto di vista legislativo, comunque, la situazione è paradossale: è vietata la produzione, ma non esiste una legge che ne vieti l'importazione.
    • È molto diffusa la percezione di aut aut tra tipicità e qualità del cibo e gli OGM, ma non è in realtà corretta.
    Coltivazioni OGM e tradizionali possono coesistere? Il problema non è recente e finora è stato risolto tramite le soglie di tolleranza. Ottenere una purezza del 100%, senza alcun flusso genico, è impossibile e gli standard internazionali permettono la presenza accidentale dell’1-2% di altre sementi nei lotti commerciali. La qualità non dipende dal metodo di produzione in sé: i prodotti definiti biologici non hanno intrinseche proprietà speciali.
    • PRINCIPIO DI PRECAUZIONE (PdP)
    • Formulato per la prima volta agli inizi degli anni Settanta, è diventato uno degli elementi fondanti delle moderne politiche biotecnologiche, sanitarie ed ambientali.
    • “ un approccio alla gestione del rischio che si applica in circostanze di incertezza scientifica e che riflette l’esigenza di intraprendere delle azioni a fronte di un rischio potenzialmente serio senza attendere i risultati della ricerca scientifica ”.
    • La piena certezza scientifica non esiste
    • Il principio ha acquistato particolare visibilità dopo la Conferenza delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo svoltasi a Rio de Janeiro nel 1992 dove viene stabilito che “l’approccio cautelativo deve essere largamente applicato dagli Stati secondo le loro capacità”.
    • Dovrebbero essere promosse valutazioni e gestioni appropriate del rischio in campo della medicina, le scienze della vita e le tecnologie correlate.
  • NORMATIVA OGM
    • Con la diffusione delle ricerche in campo OGM, le paure maggiori sorsero in capo agro-alimentare eportarono alla nascita di una nuova legislazione “a ombrello ” , nota come «Legislazione generale sugli alimenti» che ha:
    • - introdotto il concetto di rintracciabilità ,
    • - istituito l’ Autorità europea per la sicurezza dei prodotti alimentari (EFSA)
    • - potenziato il sistema di allarme rapido che i governi UE e la Commissione europea per intervenire rapidamente in caso di allarme per la sicurezza alimentare umana e/o animale.
    • È importantissimo finanziare la ricerca: solo così si potrà avere una sempre maggiore sicurezza dei prodotti alimentari.
    • L’UE ha riconosciuto l’esigenza dei cittadini europei di far rispettare la propria cultura gastronomica che esiste nei propri confini, con quattro «marchi di qualità»:
    • le denominazioni d’origine protetta (DOP)
    • indicazioni geografiche protette (IGP)
    • specialità tradizionale garantita (STG)
    • marchio agricoltura biologica
    • Alcuni punti importanti estratti dalle varie norme europee:
    • Gli OGM (cibi o mangimi) devono superare un elevato numero di test di sicurezza, prima di ottenere l’autorizzazione per la ricerca, la coltivazione e la vendita. Le caratteristiche di ogni prodotto sono raccolte in un dossier e disponibili per la consultazione (ora anche da parte del pubblico, prima dell’autorizzazione). Le autorizzazioni restano in vigore per 10 anni.
    • Gli approcci adottati negli USA e nell’EU sono molto diversi tra loro, sebbene con simili procedimenti di analisi: negli Stati Uniti viene fatto l’accertamento sulla “sostanziale equivalenza”, l’Europa, invece, prevede maggiore certificazione nel processo di produzione piuttosto che sul prodotto stesso.
    • Si è sviluppata una Direttiva orizzontale che copre gli OGM dalla sperimentazione alla commercializzazione; il quadro di normative per gli OGM non ha eguali nel campo alimentare, dunque risultano essere più controllati di qualunque altro prodotto alimentare.
    • DIR.2001/18/CE : uno dei più importanti atti normativi, regola l’emissione deliberata nell’ambiente di OGM, valutando i caratteri genetici inseriti caso per caso. Prevede: monitoraggio degli effetti sulla salute e sull’ambiente, consultazione e accessibilità alle informazioni, termine di 10 anni per ogni autorizzazione. Stabilisce inoltre che dal 2008 gli OGM con resistenza antibiotica (per farmaci utilizzati in terapia) non saranno più approvati.
    • DIR. 98/95/CE e 98/96/CE : regolamenta il comparto sementifero e la conformità delle varietà; le sementi inserite nel “Catalogo comune delle varietà delle specie di piante agricole” possono essere commerciate in tutta l’UE. Con la DIR. 2001/18/CE vengono iscritte nel catalogo anche le sementi OGM.
    • DIR.98/44/CE : regola i brevetti biotecnologici europei, in ogni settore.
    • REGOLAMENTO n°1829/2003/CE : istituisce le procedure comunitarie per l’autorizzazione e la vigilanza di cibi e derivati OGM, e stabilisce norme per l’etichettatura.
    • REGOLAMENTO n°1830/2003/CE : sulla tracciabilità e l’etichettatura degli OGM. I prodotti devono avere la dicitura “contenente …geneticamente modificato” per qualsiasi tipologia di prodotto, anche biologico, che superi la soglia di tolleranza dello 0,9%, di 0,5% se è una presenza accidentale o inevitabile, valutato positivamente ma non autorizzato; vige la tolleranza zero per quelli ancora non valutati.
    NORMATIVA ITALIANA La normativa italiana si distingue da quella europea per una maggiore sensibilità sul tema OGM. Molte norme europee sono state recepite in Italia, ma con varie restrizioni. La Dir. 2001/18/CE è stata per esempio integrata con un allegato con le “Prescrizioni per la valutazione del rischio dell’agrobiodiversità, i sistemi agrari e la filiera agroalimentare”. Legge 5/2005 : con le disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra agricoltura transgenica, convenzionale e biologica; si richiede la completa separazione delle filiere per evitare in ogni modo la mescolanza tra OGM e le altre tecniche di coltura. Sono previste sanzioni e risarcimenti dei danni per l’inosservanza dei piani di coesistenza.
      • NORMATIVA EUROPEA
    • Solo alcune regioni italiane sono provviste di leggi relative in campo OGM. Veneto e Campania ne vietano l’uso nelle mense pubbliche, mentre altre non ne consentono la produzione né la coltivazione sull’intero territorio regionale. Tra queste, Basilicata, Puglia e Molise comprendono nel divieto anche le prove sperimentali.
    NORMATIVE REGIONALI In alcune regioni è stata vietata la coltivazione di OGM, ma questa è già impossibile in quanto nessun semento geneticamente modificato è stato finora registrato. Nel momento in cui questo avverrà, si verificherà un'assurda disparità fra i coltivatori di regioni diverse.
  • COMUNICAZIONE NEI MASS MEDIA
    • Lo stato della comunicazione sulle agrobiotecnologie è ancora insufficiente nell’informazione, non solo per i contenuti scientifici trasmessi, ma anche per le metodologie con cui viene fatta.
    • Gli OGM sono uno degli argomenti che hanno impatto emotivo sull’opinione pubblica e spesso fuoriescono dalle regole della comunicazione scientifica; parlando di alimentazione, in un paese come l’Italia, si tocca un argomento dalle molteplici “valenze psicologiche, etiche e culturali”.
    • L’applicazione della biotecnologia in campo agro-alimentare è un tema che coinvolge attori e interessi tra i più vari
    • Quando si iniziò realmente ad affrontare il problema della presenza degli OGM in Italia, non tutti i network manifestarono e rispecchiarono il reale interesse del pubblico all’argomento.
    • Dall’informazione scientifica si è passati ai talk-show dove la formulazione di giudizi valutativi complessivamente sono sganciati dall’analisi rischi/benefici.
    • Termini utilizzati da molti critici degli OGM: purezza, inquinamento, contaminazione, libertà di scelta, business, interessi delle multinazionali;
    • L’estensione dell’aggettivo “buono” a tutto ciò che è naturale, non manipolato, prodotto e distribuito dal piccolo produttore.
    • Hanno partecipato ai dibattiti sugli OGM soprattutto testate e giornalisti; i politici si confermano tra i più presenti, seguiti da esperti e scienziati. Cresce l’attenzione del settore agricolo, mentre si riduce quella delle aziende biotech (strategia difensiva).
    • Si continua a parlare di OGM soprattutto con:
    • - valutazioni prevalentemente negative, toni allarmistici, - in trasmissioni con ospiti in prevalenza critici, - in concomitanza di eventi particolarmente sfavorevoli,
    • - giudizi sia negativi sia positivi, ma diminuiscono quelli neutrali o bilanciati.
    L’Accademia Pontificia delle Scienze, la cui attenzione per gli aspetti morali è sicuramente rilevante, si è espressa positivamente rispetto alla tecnica in sé, per il miglioramento della qualità della vita degli uomini.
        • E…
        • le testate si confermano relativamente neutrali, i giornalisti propendono più per valutazioni negative che positive,
        • i politici tendono a restare più critici che convinti degli OGM,
        • gli scienziati hanno posizioni poco neutrali, più positive che negative,
        • assai critiche restano le associazioni ambientaliste e consumeriste,
        • parzialmente critico anche il settore agricolo, poco rappresentato in TV .
    • Nonostante l’incremento d’attenzione da parte dei media, non sembra si possa concludere che i lettori dei giornali e i telespettatori siano stati posti in grado di costruirsi un’opinione informata sulle questioni attinenti agli OGM:
    • Possiamo essere più sicuri dopo aver assistito ad un dibattito televisivo?
    • Quanti di noi conoscono correttamente le leggi e le normative in vigore in campo OGM?
    • “ Se l’accettabilità sociale del rischio di una nuova tecnologia dipende da una ponderazione dei rischi e dei benefici nel senso più ampio, in una situazione in cui i primi sono stati comunicati male e i secondi quasi del tutto omessi è difficile credere che il pubblico sia posto in grado di valutare realisticamente il rapporto rischi/benefici”.
    • “ Informare” è cosa diversa da “formare”
  • ALCUNI ASPETTI PSICOLOGICI
    • I recenti dibattiti sul cibo OGM hanno evidenziato il profondo distacco che esiste tra i punti di vista del mondo scientifico e quelli della società riguardo i possibili rischi.
    • G. Gaskell e N. Allum considerano i numerosissimi modi di percepire e di rappresentare il rischio e l’ incertezza: il caso OGM è ottimo per osservare come la gente percepisce il rischio ed affronta l’incertezza scientifica.
    • Tutto viene ancora oggi valutato ed accettato a seconda dell’ utilità che letecnologie rappresentano per la società ;
    • Nell’ analisi dei costi-benefici la società percepisce molto più i costi che i benefici, e per accettare un rischio, il beneficio deve superare di molto il costo;
    • La probabilità che si verifichi un incidente non viene statisticamente presa in considerazione; un evento viene considerato più pericoloso perché più impresso nella nostra memoria passata, più “spettacolare” o più diffuso dai media.
    • Non si considera la consistenza del rischio, ma la volontarietà nell’assumerlo. (Starr)
    • L ’appartenenza a diversi gruppi culturali condiziona la valutazione di un pericolo tecnologico o naturale.
    I valori morali personali o di gruppo condizionano la visione positiva o negativa delle biotecnologie. Gli OGM possono essere visti positivamente se associati alla possibilità di salvare o di guarire le persone (medicine GM) e al contempo essere definiti “FrankenFood” e “geni del demonio” se utilizzati nell’alimentazione. In questo caso la gente percepisce un’alterazione del mondo naturale, un’infezione nell’alimento (come per BSE…), una paura per le future generazioni,pur continuando volontariamente ad usare medicine (anche GM), con uguali fattori negativi, ma ritenute controllate meglio.
  • L’OPINIONE PUBBLICA
    • La nostra attenzione si è focalizzata sul modo in cui i cittadini italiani si rapportano con la “questione OGM” e le problematiche ad essa connesse.
    • A tal proposito abbiamo effettuato un sondaggio sottoponendo agli intervistati un questionario a risposta multipla, per verificare alcuni dei seguenti aspetti:
    • - livello di conoscenza dell’argomento OGM;
    • - opinioni personali;
    • - efficienza della comunicazione svolta.
    • Il sondaggio effettuato su un campione di 61 intervistati, scelti casualmente e distribuiti nelle diverse categorie (età, sesso, livello d’istruzione, e provenienza);
    • Non abbiamo notato particolari differenze per genere, né per provenienza, probabilmente per il campione abbastanza ristretto; è stato possibile però analizzare le differenze e le analogie di risposta tra le tre fasce di età (18-30 anni, 30-60 anni e over 60 anni): nell’ultima, tutti gli intervistati non sono stati in grado di rispondere al questionario, o di farlo correttamente .
    • Cosa sono gli OGM?
    • 2. In quale di questi settori potrebbero essere utilizzati gli OGM?
    • Farmaceutico 15%
    • Agro-alimentare 54%
    • Ambientale 8%
    • Tutti i precedenti 26%
    • 3. Quali tra queste sono le applicazioni possibili degli OGM?
    • Migliorare la produzione e le caratteristiche organolettiche. 51%
    • Aumentare le proprietà nutritive degli alimenti. 39%
    • Aumentare la resistenza a erbicidi, parassiti ed ambienti ostili. 66%
    • Salvare specie vegetali a rischio di estinzione. 26%
    • Produrre vaccini alimentari. 25%
    • Produrre farmaci.
    • Degradare sostanze inquinanti per l’ambiente. 16%
    • 4. Quali tra queste affermazioni ritieni vere?
    • Gli esseri umani e la banana hanno il 50% di patrimonio genetico in comune. 21%
    • Gli innesti tradizionali non avevano impatto sul DNA della specie. 21%
    • Le colture tradizionali non avevano impatto sulla diversità delle colture agricole. 28%
    • Nell’analisi costi-benefici l’uso degli OGM è senza dubbio negativo. 18%
    • Gli OGM sono meno testati in campo di allergie alimentari rispetto ai cibi tradizionali. 33%
    • Gli OGM sono garantiti da rigide normative e l’autorizzazione si rinnova ogni 10 anni. 23%
    • Molti dati e prove scientifiche dimostrano che gli OGM sono dannosi per la salute. 26%
    • Gli OGM sono molto utili per la società. 16%
    • Non esistono problemi morali sull’uso di OGM in agricoltura. 16%
    • Non esistono problemi morali sull’uso di OGM in altri campi. 3%
    • 5. Secondo te chi possiede i geni?
    • Tutti gli esseri viventi 82%
    • Solo alcuni esseri viventi 3%
    • Solo gli organismi geneticamente modificati 3%
    • Non so, non risponde 12%
    • 6. Hai mai mangiato un alimento OGM?
    • Non so 33%
    • Si, tranquillamente 7%
    • No, mai 8%
    • Penso di no 31%
    • Penso di si 21%
    • 7. Credi che mangiando un OGM possa cambiare il nostro DNA?
    • SI 3%
    • NO 94%
    • Non risponde 3%
    SONDAGGIO
    • 8.Leggendo l’etichetta di un prodotto a quali aspetti presti attenzione?
    • Contenuto calorico 26%
    • Presenza di sostanze artificiali (coloranti, conservanti, correttori di sapidità…) 52%
    • Altre proprietà nutritive (grassi, ferro , proteine,…) 25%
    • Provenienza del prodotto 46%
    • Data di scadenza 80%
    • Presenza di componenti OGM 30%
    • 9.Hai mai seguito trasmissioni, congressi, incontri, o letto articoli sugli OGM?
    • SI (QUALE) 33%
    • NO 67%
    • 10.Pensi che l’informazione data oggi sia:
    • sufficiente e scientificamente obiettiva 5%
    • insufficiente ma scientificamente obiettiva 13%
    • sufficiente ma con prese di posizione eccessive 8%
    • insufficiente e con troppe prese di posizione 60%
    • 11. Secondo te è più salutare mangiare alimenti…(in ordine di preferenza)
    • OGM
    • Provenienti da agricoltura biologica
    • Provenienti da agricoltura tradizionale
    • 12. Secondo te è più dannoso…
    • L’uso di prodotti chimici (pesticidi, erbicidi, diserbanti,…) in agricoltura 79%
    • La modifica dei geni nel DNA di una pianta 13%
    • Non risponde 8%
    • 13.Chi può meglio garantire la sicurezza in campo OGM?
    • Associazioni dei consumatori 25%
    • Politici 8%
    • Associazioni ambientaliste 21%
    • Scienziati tradizionali 26%
    • Esperti di biotech 56%
    • Esperti in campo medico 48%
    • 14.Pensi che la ricerca sugli OGM debba essere incentivata?
    • Si, in tutti i settori. 52%
    • Solo in alcuni settori. (dire quali) 16%
    • No, in nessun settore. 16%
    • Non risponde 16%
    • 15.Sei a favore di una maggiore presenza di OGM in Italia?
    • SI 26%
    • NO 59%
    • Non risponde 15%
    SONDAGGIO
    • Dalla prima domanda: il 44% delle persone intervistate non ha saputo dare una definizione degli OGM o l’ha data imprecisa;
    • I settori, conosciuti dalla gente, in cui è possibile l’applicazione sono:
    • In ognuno dei campi di applicazione riportati, secondo le ultime ricerche scientifiche, si potrebbero raggiungere diversi obiettivi grazie all’utilizzo degli OGM.
    • Solo il 5% degli intervistati ha dichiarato di conoscerli tutti ed il 20% ne conosceva più di tre; le applicazioni più conosciute sono quelle per migliorare le caratteristiche organolettiche dei cibi (51%) e le qualità nutritive (39%). Il 66% è a conoscenza del fatto che l’uso degli OGM possa ridurre la presenza di sostanze chimiche in agricoltura. Appena il 25% (un quarto del campione) ha sentito parlare, o pensa, che gli OGM potrebbero aiutare a risanare l’ambiente dalle sostanze inquinanti, a produrre vaccini alimentari e a produrre farmaci.
    Solo ¼ della popolazione è a conoscenza di tutti i possibili settori di utilizzo degli OGM; quello agro-alimentare è senza dubbio il più conosciuto.
    • 4. Nelle risposte sulla propria opinione personale o conoscenza scientifica di alcune tematiche biotecnologiche, le risposte sono state molto varie; si è rilevata differenza tra giovani (18-30 anni) e adulti (30-60 anni).
    • Il 21% degli intervistati era a conoscenza del fatto che tra noi e la banana c’è il 50% di DNA in comune. Il 70% di essi appartiene alla fascia d’età inferiore.
    • Il 21% del campione ritiene che l’innesto tradizionale, in agricoltura, non cambi il DNA di una specie. Hanno risposto bene il 72% dei giovani e l’83% degli adulti.
    • Il 28% del campione afferma che le colture tradizionali non hanno mai avuto un impatto sulle varietà vegetali. A questa domanda ha risposto correttamente il 70% dei giovani e il 75% degli adulti.
    • L’OGM è ritenuto assolutamente negativo, nell’analisi costi-benefici, dal 18% del campione; sono maggiormente i giovani a ritenerlo tale (27% di loro) rispetto agli adulti (8%), forse più cauti in questa risposta.
    • Il 33% degli intervistati non sa che gli OGM sono molto più testati in campo allergico, rispetto ai cibi tradizionali; in questo caso l’opinione dei giovani (55% risponde così) non si discosta molto da quella degli adulti (il 45%).
    • Solo il 23% del campione sa che gli OGM vengono autorizzati dopo un lungo procedimento e controllo normativo e che la loro autorizzazione vale solo 10 anni.
    • Il 26% degli intervistati sostiene che esistono molte prove e indagini scientifiche che provano la pericolosità degli OGM per la nostra salute.
    • Gli OGM sono ritenuti utili per la società dal 16% del campione; evidenziamo il fatto che sono tutti appartenenti alla fascia di età sotto i 30 anni.
    • Il 16% ritiene che non esistono problemi morali nell’uso di OGM in agricoltura, il 3% in altri settori.
    • 5. Chi possiede i geni?
    • L’82% del campione ha risposto “tutti gli esseri viventi”, il 3% ha risposto “solo alcuni esseri viventi” e, addirittura, il 3% ha risposto “solo gli organismi geneticamente modificati”!!!!!
    • 7. Il nostro DNA può cambiare mangiando un alimento OGM?
    • Il 3% del campione risponde affermativamente ed un altro 3% non sa o non risponde.
    • 6. Mai mangiato un OGM?
    • Perché questa incertezza? Per l’etichettatura non efficiente o poco chiara? Per la possibile presenza di OGM in tracce non segnalate? O per distrazione del consumatore?
    • 8. Per capire quali sono gli aspetti a cui il pubblico presta maggiore attenzione quando compra un prodotto e legge l’etichetta,abbiamo chiesto:
    Notare che il 39% di coloro che prestano maggiore attenzione alla presenza di componenti OGM, non fanno caso alla presenza di sostanze artificiali, spesso anche più dannose per la salute. Solo il 15% è sicuro di averlo o non averlo mangiato, di cui il 7% tranquillamente lo ha mangiato e l’8% mai, ed il resto del campione era insicuro nel rispondere.
    • Solo il 33% afferma di aver seguito l’argomento; la maggior parte di loro (65%) ha letto articoli a riguardo, il 53% ha seguito la tematica in trasmissioni televisive di vario genere, e solo l’11% attraverso il web.
    • 10. Secondo il 60% degli intervistati, l’informazione data oggi dai media è “insufficiente e con troppe prese di posizione” e secondo il 13% è “insufficiente ma scientificamente obiettiva”.
    9. Abbiamo voluto analizzare il rapporto del pubblico con la comunicazione in tema: la maggior parte degli intervistati (67%) dichiara di non aver mai sentito degli OGM dai mass media, o di non ricordarsene.
  •  
    • 11.I principali timori e dubbi in campo OGM si concentrano sui prodotti alimentari, abbiamo posto delle domande per vedere le preferenze del consumatore tra cibo OGM, proveniente da agricoltura biologica o tradizionale.
    • Come ci aspettavamo, solo il 3% pone al primo posto l’OGM, il 42% preferisce alimenti da agricoltura tradizionale seguita da quelli dell’agricoltura biologica, e il 53% privilegia i prodotti biologici e poi quelli tradizionali.
    • 12.È importante notare una contraddizione. Il 79% del campione ritiene che l’uso dei prodotti chimici sia più dannoso di un’eventuale modifica dei geni: il 42% di essi continua comunque a preferire l’agricoltura tradizionale (dove c’è notevole utilizzo di prodotti agro-chimici) e il 58% preferisce quella biologica.
  • 13.Per garantire la propria sicurezza, la maggior parte della gente si affiderebbe a diversi soggetti pubblici nelle seguenti percentuali: 14.Sei a favore di un’incentivazione della ricerca sugli OGM e in quali settori? La maggior parte del campione (52%) è favorevole alla ricerca in tutti i settori; i restanti intervistati si dividono equamente (16%) “ solo in alcuni settori” e chi non la ritiene necessaria in nessun settore. Un altro 16% del campione non ha risposto. I settori che sono risultati da incentivare sono soprattutto quello medico-farmaceutico, agricolo, ambientale e alimentare (quasi esclusivamente per il terzo mondo). Il 73% dei giovani intervistati è a favore di una ricerca maggiore in tutti i settori contro il 33% degli adulti; il 15% risponde “solo alcuni settori” come il 17% degli adulti: maggiore fiducia dei giovani verso la ricerca scientifica. 15.Nell’ultima domanda, più netta, si chiede un parere personale sulla possibilità di una maggiore presenza di OGM in Italia: il 59% è contrario, contro un 26% favorevole ed un 15% che si astiene dal giudizio. A questa domanda ha risposto positivamente il 33% dei giovani e il 21% degli adulti; chi ha risposto affermativamente nel 44% è in possesso di una laurea (di qualsiasi genere), il 37% ha un diploma di maturità ed il 19% ha un’istruzione di livello primario. Correlando con altre risposte:risulta che il 56% di coloro che vorrebbero incentivare la ricerca in tutti i settori contemporaneamente non accettano una maggiore presenza di OGM in Italia.
    • Una particolare considerazione sulla psicologia dell’individuo, importante nella definizione del rischio e delle proprie paure nei confronti di argomenti complessi, quali le moderne biotecnologie:
    • Il fatto che il 67% dei fumatori si dichiara contrario ad una maggiore presenza di OGM, spiega perché questi, soprattutto in campo alimentare, spaventino molto di più rispetto ad altri rischi certi ma volontari, quali il fumo.
  • La società è un po’ tenuta fuori dal mondo scientifico e se fosse coinvolta in un dialogo tra più parti, in uno scambio di pensiero egalitario, aperto, sincero, senza parti, se fosse presa più in considerazione e non ritenuta solo bigotta e retrograda, avrebbe sicuramente maggiore fiducia nel governo, nelle istituzioni, e nel futuro tecnologico. Concludendo …
  • Bibliografia e sitografia
    • N.Allum e G.Gaskell (2002)- Sound science,problematic publics?Contrasting representantion of risk and uncertainty da Notizie di Politeia rivista di etica e scelte pubbliche n°63
    • I rischi delle manipolazioni genetiche(prima parte)- relazione di Gianni Tamino biologo dell'Università di Padova.
    • I semi della distrazione – articolo di George Monbiot, The Guardian. Nuovi Mondi Media
    • www.ec,europa.eu/research/fp5/eaq-gmo.html - rapporto della Commisione Europea Philippe Busquin (1999-2004)
    • www.greenpeace.it
    • www.osservatorio.it
    • www.wikipedia.org
    • www.rivistaprometheus.it
    • www.agricoltura.regione.lombardia.it - Comitato Scientifico per le Biotecnologie in Agricoltura della Regione Lombardia.
    • www.insp.org - rapporto dell’Indipendent Science Panel
    • www.isaa.fr - rapporto ISAA (International Service for the Acquisition of Agrobiotech Application)