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Vivereinitalia. Corsi di L2 didattica di base2° incontro. G. Lessana
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  • 1. Vivere in Italia. L’italiano per il lavoro e la cittadinanzaDidattica base per l’insegnamento dell’italiano L2 ad adulti Corso per docenti/operatori/volontari
  • 2. Definizione del profilo sociolinguistico degli apprendenti Testare, valutare e certificare 2°incontro novembre 2011 Gabriella Lessana
  • 3. Il profilo dell’apprendente• Dati anagrafici: generalità, data di arrivo in Italia,….• Livello di scolarizzazione• Repertorio linguistico• Attività lavorativa nel paese d’origine• Lavoro in Italia• Situazione familiare/socio-affettiva• Occasioni d’uso dell’italiano• Progetti di vita• Progetti lavorativi futuri• Aspirazioni/interessi• Bisogni formativi dichiarati, aspettative
  • 4. Il profilo del territorio Attività produttive e mercato del lavoro Strutture del tempo libero Risorse culturali Esposizione alla lingua (es. dialetto, varietà regionale,…) Punti di aggregazione sociale Inserimento abitativo degli immigrati Inserimento lavorativo Risorse specifiche della zona
  • 5. Test di ingresso per la valutazione delle abilità e la formazione dei gruppi di livello Verifica, valutazione, certificazione. Cosa, come e perché testare in ingresso Criteri per la formazione dei gruppi di livello Esempi di schede per il colloquio Esempi di prove di ingresso
  • 6. VerificaProcesso che mira ad accertare che sianostati conseguiti gli obiettivi didatticiprefissati, controllando quanta e quale partedi materia, di quella spiegata, sia stataappresa e in che modo, dalla classe nel suocomplesso e/o dai singoli allievi.
  • 7. ValutazioneProcesso più complesso che assume i dati raccoltimediante le verifiche e li interpreta tenendo conto di tuttoquanto occorre alla formulazione di un giudizio tra cui:  la storia personale dell’allievo (condizioni sociali, ambientali e famigliari)  la biografia linguistica e apprenditiva, i riferimenti alla situazione di immigrazione,  la motivazione all’apprendimento, il perché dell’iscrizione al corso, le aspettative….  l’impegno in termini di partecipazione
  • 8. Certificazione 1La valutazione certificatoria è diversa da tutti gli altritipi di valutazione perché è indipendente da tutti isoggetti che entrano in gioco nel processo disviluppo della competenza, prescinde cioè daqualsiasi metodologia o percorsi didattici o meglio,proprio perchè li considera tutti, annulla la lorospecificità e si pone su un piano di generalità
  • 9. Certificazione 2Obiettivi : fotografare la competenza linguistica e comunicativa per definire i profili linguistici degli apprendentiFunzione: descrittiva di spendibilità sociale in ambito di lavoro e di studio di supporto alla programmazione degli insegnanti di orientamento e sostegno della motivazione diagnostica accrescere il prestigio della lingua in ambito internazionale
  • 10. Gli enti certificatori in Italia CELI (Certificato di lingua italiana) Università per stranieri di Perugia ( www.unistrapg.it) prevede 6 livelli (da A1 a C2) CIC (Certificato Italiano Commerciale) Università per stranieri di Perugia (www.unistrapg.it) prevede 2 livelli (B1 e C1) CILS, (Certificato di italiano lingua straniera) Università per stranieri di Siena (www.unistrasi.it) prevede 6 livelli, IT (Certificato di competenza generale in italiano come lingua straniera) Università degli Studi di Roma TRE (www.uniroma3.it) certifica 4 livelli (A2,B1,B2,C2) PLIDA (Programma Lingua Italiana Dante Alighieri) (www.soc-dante-alighieri.it) prevede 6 livelli
  • 11.  L’autonomia dell’Ente certificatore rispetto ai vari enti formatori è il fondamento della sua capacità di garanzia verso gli apprendenti e verso coloro che accoglieranno la capacità di uso della L2 cioè degli ambiti sociali nei quali l’apprendente andrà ad interagire in L2 Tutte le certificazioni si riferiscono esplicitamente al QCER Non tutte coprono i sei livelli
  • 12. I livelli del QCER A B C elementare intermedio avanzato A1 A2 B1 B2 C1 C2Contatto Sopravvivenza Soglia Progresso Efficacia Padronanza Griglia QCER
  • 13. A quale pubblico si rivolgono le certificazioni ?A diverse categorie di apprendenti con competenze diverse per contesti d’uso della lingua e relative situazioni comunicative: immigrati adulti in Italia bambini figli di immigrati in Italia (6-11anni) ragazzi figli di immigrati in Italia (12-15 anni) stranieri adulti con tipologie linguistiche diverse dall’italiano (asiatici) ragazzi figli di emigrati all’estero di 1° e 2° generazione (8-15 anni) ragazzi stranieri di origine italiana di 3° e 4° generazione (8-15 anni)
  • 14. I test di ingresso Cosa sono i test d’ingresso? Cosa si va a valutare? Come si suddividono le prove? A cosa conducono le prove d’ingresso? A che cosa ci si riferisce per i livelli di competenza?
  • 15. I test di ingresso 1 Cosa sono i test di ingresso? Le prove di ingresso sono test che permettono di sapere a che livello si colloca l’apprendente per poter costituire le classi di livello. Le prove di ingresso non sono uno strumento di verifica, di valutazione o di certificazione, ma uno strumento diagnostico che consente di programmare lattività didattica: permettono cioè di aprire un percorso formativo che parte dai punti di forza e di debolezza dellapprendente.
  • 16. I test di ingresso 2 Che cosa si va testare? Si va a testare la competenza comunicativa, la capacità cioè di interagire linguisticamente in L2 in maniera adeguata e appropriata in diverse situazioni comunicative. È una capacità unitaria che per pura convenienza di analisi è suddivisa in competenze separate (morfosintattica, lessicale, pragmatica, ecc.).
  • 17. I test di ingresso 3 Come si suddividono le prove? Le prove sono suddivise in prove orali (ascolto e produzione) e prove scritte (scrittura e lettura). Ogni sequenza di prove mira a valutare una specifica abilità linguistica e specifiche competenze. A cosa conducono le prove d’ingresso? I test, assieme alla scheda di ingresso e alla prova di familiarità con l’alfabeto latino (ove necessario), definiscono il profilo dellapprendente.
  • 18. I test di ingresso 4 A che cosa ci si riferisce per i livelli di competenza? Per i livelli di competenza e i descrittori che li definiscono ci si basa sul framework , cioè il Quadro Comune Europeo di riferimento delle lingue. I tre livelli: A1, A2 e B1 sono quelli nei quali di solito si colloca la maggior parte degli allievi e delle allieve dei corsi di lingua italiana per adulti.
  • 19. I test di ingresso Scheda personale di ingressoLa scheda personale di ingresso è lo strumentoindispensabile per delineare a quale profilo possonoessere ricondotti i singoli apprendenti.È una scheda differente dai formulari di iscrizione a finiamministrativi. Serve ai docenti dei corsi di italiano per laprogrammazione didattica e la stipula del patto formativo.
  • 20. Altri esempi di schede personali di ingresso Scheda colloquio 1  Scheda colloquio 2  Scheda colloquio 3  Scheda colloquio 4 О
  • 21. I test di ingresso Principianti assolutiPer i principianti assoluti, ai quali non possonoessere somministrate le prove, è utile basarsi suidati raccolti nella scheda dingresso: essi fornisconoimportanti informazioni per la programmazionedidattica.In generale, e non solo nel caso dei principianti,scheda e prove di ingresso sono strumentiintegrati.
  • 22. I test di ingresso Prove di familiarità con l’alfabeto latinoLe prove mirano: a valutare se le difficoltà nella realizzazione delle prove d’ingresso sono imputabili a scarsa familiarità con l’alfabeto latino a sapere se si può o non si può fare affidamento sin dall’inizio su input didattici scritti
  • 23. I test di ingresso Parametri di valutazione Produzione orale: efficacia comunicativa, correttezza morfosintattica, appropriatezza e ricchezza lessicale, pronuncia Produzione scritta: efficacia comunicativa, adeguatezza alla tipologia testuale, correttezza morfosintattica, appropriatezza e ricchezza lessicale, ortografia e punteggiatura
  • 24. Esempi di prove scritteProve estratte da un test di ingresso in un corso per adulti. Il test consta di due parti: un cloze test grammaticale e una produzione scritta dopo la visione di un filmato muto di circa 5 minuti. La prova viene svolta da soli e senza dizionario
  • 25. Le prove oraliLe prove orali si distinguono in: Prove di interazione Prove di produzione autonoma Prove di comprensione
  • 26. Le prove orali Prove di interazione Accoglienza Intervista ( valuta la padronanza delle routine più elementari) Colloquio ( valuta la capacità di sostenere una conversazione, le abilità orali di comprensione, espressione..
  • 27. Le prove orali Prove di produzione autonomaValutano la capacità di identificare, descrivere, formulare ipotesi e usare lessico appropriatoEs: descrizione di una foto o situazioni conosciute

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