Didattica dell'Italiano di base. Corso di Cremona cremona
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Silvana Cantù

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Didattica dell'Italiano di base. Corso di Cremona cremona Presentation Transcript

  • 1. Vivere in Italia. L’italiano per il lavoro e la cittadinanza Didattica base per l’insegnamento dell’italiano L2 ad adulti Corso per docenti/operatori/volontari Cremona 9 novembre 2011Silvana Cantù
  • 2. Apprendere una lingua seconda in età adulta e in condizione di migrazione• Risorse, strategie e criticità• Un’idea di lingua e di livelli: il Quadro Comune di Riferimento per le Lingue
  • 3. La prospettiva della società conoscitiva(…) Imparare è un aspetto strutturale e permanente nella vita degli individui e delle collettività. Non si può affrontare la complessità del vivere quotidiano, il rischio del cambiamento,la pluralità di ruoli a cui donne e uomini devono rispondere, la velocità dei cambiamenti e la molteplicità delle transizioni, senza un lavoro costante di riflessività e di apprendimento.Imparare sempre per orientarsi, per scegliere i propri percorsi, per usare le proprie informazioni, per sviluppare le competenze necessarie nei diversi contesti, nelle diverse carriere e ruoli, nelle diverse stagioni della vita stessa. Per sviluppare un pensiero creativo e responsabileA. Alberici (1999:9)
  • 4. Il concetto di adultità“Non si dovrebbe parlare di un’età adulta, ma di molte, tante quante sono state le formulazioni che verbalmente le diverse culture hanno elaborato per rispondere al loro bisogno di darsi un’età adulta”.Il concetto di adulto è caratterizzato da instabilità temporale e geografica D. Demetrio (1990:27)
  • 5. Le fasi di adultizzazione Un’ ipotesi di classificazione• Giovani adulti (18-25)• Prima adultità (25-40)• Media adultità (40-65)• Giovani anziani (65-75)• Anziani o vecchi (75+)H. Bee in A. Alberici (2002:85)
  • 6. A proposito di lingua… “Non si può insegnare una lingua, si possono solo creare le condizioni perché una lingua possa essere acquisita” Von Humboldt• Che cosa vuol dire conoscere una lingua?• Che cosa vuol dire insegnare una lingua?• Che cosa vuol dire acquisire/apprendere una lingua?• Come si realizza l’apprendimento di una lingua?• Come definiamo gli obiettivi, verifichiamo i progressi evalutiamo?• Come facilitiamo e sosteniamo l’apprendimento di unalingua?
  • 7. Chi è l’apprendente?Che cosa dovrà fare l’apprendente con la lingua?Che cosa ha bisogno di imparare per usare efficacemente la lingua per quegli scopi? Qual è il contesto di apprendimento? Che cosa sappiamo del contesto di apprendimento?
  • 8. dal QCERQuadro comune europeo di riferimento per le lingue:apprendimento, insegnamento, valutazione – Consiglio d’Europa, 2002“Il Quadro comune europeo di riferimento fornisce una basecomune in tutta l’Europa per l’elaborazione di programmi,linee guida curricolari, esami, libri di testo per le linguemoderne, ecc. Descrive in modo esaustivo ciò che chi studiauna lingua deve imparare per agire in modo efficace. Ladescrizione riguarda anche il contesto culturale nel quale lalingua si situa. Inoltre il Quadro di riferimento definisce i livellidi competenza che permettono di misurare il progressodell’apprendente ad ogni stadio del percorso, nella prospettivadell’educazione permanente”(Consiglio d’Europa 2002:1 )
  • 9. dal QCER“l’apprendimento delle lingue deve realizzarsinell’arco di tutta la vita e va promosso e facilitato intutto il percorso educativo, dalla scuola dell’infanziafino all’educazione degli adulti”“il saper apprendere può anche essere concepitocome “sapere come scoprire l’alterità o esseredisponibile a farlo” - sia che si tratti di una lingua, diun’altra cultura, di altre persone o di nuove aree delsapere”
  • 10. “Una lingua, voglio dire la lingua materna in cuisiamo nati e abbiamo imparato a orientarci nelmondo, non è un guanto, uno strumento usa e getta.Essa innerva la nostra vita psicologica, i nostri ricordi, associazioni, schemi mentali.Essa apre le vie al con-sentire con gli altri e lealtre che la parlano ed è dunque la trama della nostra vita sociale e di relazione, la trama, invisibile e forte, dell’identità di gruppo.”T. De Mauro, 1996
  • 11. “il compito dell’educazione linguistica è profonda-mente cambiato. Non è più visto semplicementecome acquisire la padronanza di una o due oanche tre lingue, ognuna isolata dall’altra, avendocome riferimento il modello del “parlante nativoideale”.Al contrario l’obiettivo è di sviluppare unrepertorio linguistico nel quale abbiano postotutte le abilità linguistiche”il plurilinguismo favorisce i processi di intera-zione, la reciprocità degli scambi, lo sviluppo dicompetenze interculturali”
  • 12. “con competenza plurilingue pluriculturale siintende la capacità che una persona, comesoggetto sociale, ha di usare le lingue percomunicare e di prendere parte a interazioniinterculturali, in quanto padroneggia, a livelli diversi,competenze in più lingue ed esperienze in piùculture.Questa competenza non consiste nellasovrapposizione o nella giustapposizione dicompetenze distinte, ma è piuttosto unacompetenza complessa o addirittura composita sucui il parlante può basarsi”
  • 13. L’uso della lingua, incluso il suo apprendimento, comprende le azioni compiute da persone che, in quanto individui e attori sociali, sviluppano una gamma di competenze sia generali sia, nello specifico, linguistico-comunicative.Gli individui utilizzano le proprie competenze in contesti e condizioni differenti e con vincoli diversi per realizzare delle attività linguistiche. Queste implicano i processi linguistici di produrre e/o ricevere testi su determinati temi in domini specifici, con l’attivazione delle strategie che sembrano essere più adatte a portare a buon fine i compiti previsti.Il controllo che gli interlocutori esercitano su queste azioni li porta a rafforzare e a modificare le proprie competenze.
  • 14. • Le competenze sono costituite dall’insieme di conoscenze, abilità e caratteristiche che permettono a una persona di compiere azioni.• Le competenze generali sono quelle che non si riferiscono specificamente al linguaggio, ma delle quali ci si avvale per azioni di tutti i tipi, comprese le attività linguistiche. Le competenze generali consistono nel sapere (conoscenza empirica e accademica) saper fare (abilità) saper essere (caratteristiche individuali, atteggiamenti,…) saper apprendere (capacità di imparare, osservare, partecipare a nuove esperienze, integrare nuove conoscenze con quelle esistenti,…) Le competenze linguistico - comunicative sono quelle che permettono a una persona di agire usando specificamente strumenti linguistici e comprendono diverse componenti: linguistica, sociolinguistica e pragmatica.
  • 15. Domini e bisogni linguisticiI domini sono il quadro di contestualizzazione delle attivitàlinguistiche: rappresentano gli ambiti di esperienza, di saperi e disocialità nei quali l’apprendente/migrante si trova a svolgere lapropria vita e a interagire comunicativamente.Macroaree Dominiaccoglienza e regolarizzazione Personaleabitazionelavoro Pubblicosalute e assistenza Professionaleformazionesocializzazione e tempo libero EducativoLa scelta dei domini nei quali gli apprendenti devono esserepreparati a operare è determinante per la selezione di situazioni,scopi, compiti, temi e testi dei materiali e delle attività diinsegnamento e di valutazione.
  • 16. La competenza linguistico-comunicativa Saper fare con la lingua utilizzare la lingua come Saper fare lingua strumento per agire in un padroneggiare le abilità contesto comunicativo linguistiche primarie e integrate Sapere la lingua e saperla integrare con altri codici conoscere ed usare le grammatiche linguistiche e saper integrare la lingua con i linguaggi non verbaliContestocomunicativo oglottodidattico La “metafora della piramide”P.E. Balboni, 1994
  • 17. Saper fare lingua Lo sviluppo delle abilità integrateFonte: Progetto MILIA
  • 18. Obiettivi di apprendimento• ITALBASE Abilità comunicative interpersonali di base (BICS: Basic Interpersonal Communication Skills, Cummins 1981)• ITALSTUDIO Padronanza linguistica cognitivo-scolastica (CALP: Cognitive Academic Language Proficiency, Cummins 1981) I due percorsi richiedono tempi, attenzioni didattiche e impegno differenti
  • 19. I livelli comuni di riferimento del QCER A B C elementare intermedio avanzato A1 A2 B1 B2 C1 C2Contatto Sopravvivenza Soglia Progresso Efficacia PadronanzaScala globale Griglia di autovalutazione
  • 20. Il processo di insegnamento/apprendimento Apprendente attore sociale caratteristiche bisogni risorse/competenze motivazioni OBIETTIVI SIGNIFICATIVI METE GLOTTODIDATTICHE CURRICOLO
  • 21. Italiano L2: apprendere da adulti Punti di attenzioneLa capacità di apprendere una lingua non viene maimeno: tempi, modalità ed esiti presentano notevolidifferenze legate al fattore età.Le somiglianze riguardano il percorso, mutano larapidità e la stabilità.
  • 22. ... L’adulto ha …“Per i bambini l’esperienza è qualcosa che capita loro, per gli adulti essa rappresenta chi sono” (M. Knowles, 1973) • bisogni di formazione linguistica/professionale/di qualificazione sociale • sperimentato un modello di apprendimento • propri stili cognitivi e di apprendimento, proprie strategie e canali sensoriali preferiti • una storia personale di apprendimento linguistico • conoscenze del mondo, del linguaggio, della comunicazione, esperienze di vita • un filtro affettivo particolarmente sensibile
  • 23. ... L’adulto ha …• maggiore necessità di una riflessione consapevole ed esplicita sulla realtà formale della comunicazione• bisogno di misurare continuamente il percorso effettuato, di individuare con chiarezza la successione degli obiettivi• la capacità di strutturare in modo razionale e intenzionale le conoscenze e di contestualizzare gli apprendimenti poiché possiede strutture metacognitive acquisite
  • 24. … L’adulto non è disponibile a mettere continuamente in discussione …• il proprio status di adulto• l’architettura delle sue conoscenze, il proprio modo di valutare le esperienzeL’insegnamento può avere successo solo se è lo stessoapprendente a decidere di voler modificare la sua realtàconoscitiva e socialeAlla base della relazione insegnante/allievo vi è un“contratto psicologico” tra due adulti che assumono lefunzioni complementari di insegnante-facilitatore e diallievo-autonomo (approccio andragogico)
  • 25. Il ruolo del docente fra teoria e prassi“In una metodologia comunicativa l’insegnante ha due ruoli principali. Ilprimo consiste nel facilitare i processi comunicativi tra tutti partecipantidella classe e tra i partecipanti, le varie attività e i testi proposti. Ilsecondo ruolo consiste nel fungere da partecipante interdipendenteall’interno del gruppo di apprendimento-insegnamento. […]Questi ruoli implicano un insieme di ruoli secondari: innanzituttol’insegnante è un organizzatore delle risorse a disposizione ed unarisorsa egli stesso. In secondo luogo è una guida nelle procedure edattività della classe. In questo ruolo, l’insegnante cerca di renderechiaro agli allievi ciò che essi devono fare per poter svolgere specificheattività o compiti. Questo ruolo di guida è sempre necessario e non èpredicibile. Per questo motivo l’insegnante deve condividerlo con altridiscenti”Breen e Candlin, 1980
  • 26. Il profilo dell’apprendente• Dati anagrafici: generalità, data di arrivo in Italia,….• Livello di scolarizzazione• Repertorio linguistico• Attività lavorativa nel paese d’origine• Lavoro in Italia• Situazione familiare/socio-affettiva• Occasioni d’uso dell’italiano• Progetti di vita• Progetti lavorativi futuri• Aspirazioni/interessi• Bisogni formativi dichiarati, aspettative
  • 27. Frammenti di storie
  • 28. Mia madre mi ha insegnatodi tenere gli occhi bassiper rispettare gli anziani.Il mio maestro mi ha insegnatodi ascoltare primaper non parlare di niente.La mia terra mi ha insegnatodi dare senza fare rumore.(…)Quando parlo con l’amica dai capelli argenteilei mi insegna tutta indignata“Guardami negli occhi mentre parli”Sono arrossita di doppia vergogna.(…)
  • 29. MadrelinguaIn quale lingua ti devo parlare?La sera quando finisce il giorno,e la tua testa sotto il peso dei sogni mi cade tra le braccia,ecco che dal cuore rifiorisce sulla bocca una ninna nannanella mia vecchia lingua.(…) Ma allora qual è la mia appartenenza?Continuo ad essere straniera in questo paese?Mi sono ambientata e adattata a vivere qui-non fa parte di questa decisione anche la parola?In quale lingua ti devo parlare?Tutti i giorni per strada saluto il vicinoin questa nuova lingua,il pane lo porto a casa in tedesco;…e tu sei nato qui!Non è questa una cosa importante per l’anima?In quale lingua ti devo parlare?(…) Quale delle due lingue sarà la tua?………….Guadalupe Bedregal-Zaefferer, in L’Europa delle culture, Fondazione ISMU,1996
  • 30. Amore bilingue“Pensava al sole,ed ecco che, nella suadoppia lingua,subito il suo nome e quello della lunasi invertono, dal femminile al maschile. (…)…La bilingua?è la mia fortuna,il mio gergo personale, ma anchela mia bella capacità di dimenticare.(…) Una parola: subito due:subito un racconto.Nel momento in cui ti parlonella tua lingua,io divento te senza esserlo,poichè mi cancello nelle tue tracce.Bilingue, sono ormailibero di esserloTotalmente, per mio conto”.Abdelkébir Khatibi, in L’Europa delle culture,Fondazione ISMU,1996
  • 31. Fondazione IsmuSettore Educazione Via Galvani 16, Milano www.ismu.org Silvana Cantù s.cantu@ismu.org