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I vini Doc e Docg
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Una mappatura della vitivinicoltura regionale a denominazione di origine

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  • 1. Responsabile della Ricerca: Ezio Castiglione Responsabile Scientifico: Raffaele Borriello Coordinamento Tecnico: Fabio Del Bravo Lo studio è stato curato da: Enrico De Ruvo Redazione: Enrico De Ruvo, Giovanni Luppi, Davide Marino, Sara Mollichelli Art director: Massimo Cerasi Impaginazione: Donatella Quaranta, Carlo Alberto Torlai La ricerca è stata eseguita con il contributo del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
  • 2. Indice Introduzione 1. Evoluzione del quadro normativo italiano ed europeo 1.1 La riforma dell’OCM vino 1.2 La legislazione nazionale 1.3 Gli attori istituzionali: i Consorzi di tutela 2. La produzione nazionale di vini DOC, DOCG, IGT 2.1 Le denominazioni in Italia 2.2 Il mercato 2.3 La dimensione territoriale 5 6 6 8 10 18 18 20 23 3. La mappatura della vitivinicoltura regionale italiana 26 3.1 La vitivinicoltura regionale, uno sguardo d’insieme 3.2 Valle d’Aosta 3.3 Piemonte 3.4 Liguria 3.5 Lombardia 3.6 Veneto 3.7 Friuli Venezia Giulia 3.8 Trentino Alto Adige 3.9 Emilia Romagna 3.10 Toscana 3.11 Marche 3.12 Umbria 3.13 Lazio 3.14 Abruzzo 3.15 Molise 3.16 Campania 3.17 Basilicata 3.18 Puglia 3.19 Calabria 3.20 Sicilia 3.21 Sardegna 26 34 36 41 45 48 51 58 60 63 67 70 72 75 78 81 83 85 88 90 93 4. I consumi domestici di vini DOC-DOCG 4.1 4.2 4.3 4.4 L’andamento dei consumi I consumi per area geografica I consumi per tipologia di famiglia I consumi per canale distributivo APPENDICE METODOLOGICA CD ROM ALLEGATO: FILE IN PDF DEL VOLUME 97 97 99 104 107 110
  • 3. Introduzione Ismea, nell’ambito dell’ “Osservatorio prodotti tipici e sui sistemi di qualità e garanzia nell’agroalimentare”, ha esteso già dallo scorso anno anche al settore dei vini di qualità (i prodotti regolamentati dalla Legge n° 164 del 10/2/92: vini DOC - DOCG – IGT) le attività già svolte per le produzioni DOP, IGP e STG. Il presente Rapporto rappresenta quindi l’aggiornamento della pubblicazione Ismea su questo tema denominata “I vini Doc, Docg e Igt: aspetti normativi, economici e di mercato“ e pubblicata nel dicembre 2005. In questa edizione però, a differenza della precedente, si è effettuato un approfondimento sulle realtà vitivinicole di qualità delle singole regioni, analizzandone il loro posizionamento sul mercato nazionale. Il Rapporto, redatto con la collaborazione del RTI AGER-AREA, in una prima sezione riporta gli aggiornamenti normativi intervenuti riguardo ai vini di qualità, con particolare riferimento alla riforma dell’OCM vino e alla legislazione nazionale in materia di denominazioni di origine. Nel secondo capitolo sono analizzate le serie storiche delle principali variabili economiche legate ai vini a denominazione di origine e a indicazione geografica, utilizzando i relativi dati ufficiali provenienti dall’Istat e dall’AGEA. Nel terzo capitolo invece, dopo un’analisi dei dati strutturali aggregati a livello nazionale provenienti dall’indagine Ismea sulle Camere di Commercio, si scende nel dettaglio regionale, osservando più analiticamente la situazione del comparto vitivinicolo di qualità a livello locale. Ciò è stato possibile anche grazie al supporto di utili indicatori che hanno consentito di comprendere come si siano sviluppati nelle varie aree che compongono il nostro paese differenti “modelli” vitivinicoli e come questi ultimi si differenzino dalla media nazionale. Il quarto capitolo, infine, esamina ed aggiorna l’andamento dei consumi domestici di vini Doc secondo i dati del Panel Ismea/ACNielsen, mostrando anche, come ormai di consueto, la stratificazione degli acquisti per area geografica e canale distributivo. Il volume è corredato da un CD-ROM in cui si potranno trovare su file in pdf i contenuti dello stesso. L’ 5
  • 4. 1. Evoluzione del quadro normativo italiano ed europeo l presente capitolo riporta gli aggiornamenti normativi nel comparto dei vini ed in particolare di quelli a denominazione di origine. Nello specifico vengono prese in considerazione le riforme principali della legislazione nel settore vitivinicolo intervenute dal 2005 ad oggi. In ogni caso per una più completa anche se meno recente descrizione della legislazione esistente sui vini a denominazione di origine si rimanda alla precedente edizione del Rapporto, pubblicata nel dicembre 2005. I 1.1 La riforma dell’OCM vino La Commissione Europea, con Comunicazione del 22 giugno 2006, ha trasmesso al Consiglio e al Parlamento una proposta di riforma del settore vitivinicolo, con un’analisi d’impatto e una valutazione sui possibili effetti da essa provocati. È questo il primo passo verso una riforma sostanziale del settore vitivinicolo, iniziata a seguito di una lunga consultazione degli operatori interessati, partita a febbraio con l’organizzazione di un seminario vitivinicolo e, quindi, proseguita con l’esame di quattro proposte alternative di riforma. L’adozione dei relativi provvedimenti legislativi è prevista per l’estate 2007, considerato che il Parlamento Europeo adotterà il proprio rapporto, in plenaria, a febbraio 2007. Gli obiettivi perseguiti dalla Commissione sono principalmente quelli di riequilibrare il mercato, di migliorare la competitività dei produttori vinicoli europei e di semplificare il settore attraverso norme chiare e semplici. La necessità di riequilibrare la domanda e l’offerta di vino nasce dalle previsioni di settore che danno in continua diminuzione i consumi europei di vino. I dati disponibili, infatti, evidenziano che i consumi continuano a diminuire annualmente dello 0,65%. Tutto ciò rende insostenibili le misure di mercato odierne, che prevedono meccanismi di sostegno e di smaltimento delle eccedenze: a fronte delle tendenze attuali, si prevede che esse dovrebbero salire al 15% della produzione annua entro il 2010/11, con un peso sul bilancio dell’Unione sempre più oneroso. Inoltre, le importazioni di vino a basso costo da Paesi Terzi sono in continua crescita mentre le esportazioni stentano a tener il loro passo. Per quanto riguarda il miglioramento della competitività dei prodotti europei, la riforma del settore ha come obiettivo il rafforzamento della notorietà dei vini attraverso una loro continua valorizzazione. Tutto ciò permetterebbe di conquistare nuovi mercati e di consolidare la presenza su quelli già acquisiti. In questo senso va letta anche la necessità, espressa dalla Commissione, di varare regole più chiare per l’etichettatura dei vini in modo da non indurre in confu- 6
  • 5. sione i consumatori e non ostacolare la commercializzazione del prodotto imbottigliato. Tra le proposte della Commissione, quella verso cui quest’ultima è maggiormente orientata prevede una riforma radicale del settore da applicarsi in una o due tappe. La riforma prevede, innanzitutto, meccanismi di riequilibrio dell’offerta di mercato. In questo ambito rientra la riattivazione del regime di estirpazione delle superfici vitate, che vede l’erogazione di un premio tale da invogliare i produttori non competitivi ad abbandonare il mercato. Il premio erogato dovrebbe diminuire di anno in anno: tutto ciò potrebbe spingere gli agricoltori indecisi a optare immediatamente per l’espianto senza attendere tempo inutile. Lo scopo è arrivare all’espianto di 400.000 ettari in cinque anni. L’estirpazione rimane su base volontaria e comporterà una spesa complessiva di 2,4 miliardi di euro. Inoltre le superfici estirpate potrebbero beneficiare del pagamento unico per azienda, subordinatamente al rispetto dei requisiti ambientali minimi. Il sistema dei diritti di impianto rimarrebbe invariato fino al 2013, anno in cui scadrebbe definitivamente. È previsto, inoltre, un sistema di incentivi per la vendita dei diritti da parte delle aziende non competitive. In questo modo si avvantaggerebbero anche i produttori che rimangono sul mercato, in quanto potrebbero più facilmente acquistare le quote così liberate ed ampliare la propria azienda. Le misure di mercato, come l’aiuto per la distillazione dei sottoprodotti, l’aiuto per il magazzinaggio privato e l’aiuto per l’uso del mosto sarebbero definitivamente abolite. Anche le misure volontarie, come la distillazione di crisi, verrebbero abolite e sostituite da una rete alternativa di sostegno, finanziata grazie ad una dotazione nazionale assegnata a tutti i Paesi produttori per incentivare le misure più appropriate per le varie situazioni locali. La riforma prevede, inoltre, una semplificazione sostanziale della legislazione sulla qualità ad oggi esistente: le categorie di vino possibili sarebbero soltanto due, i vini ad indicazione geografica e i vini senza indicazione geografica. Tutto ciò a vantaggio del consumatore che non avrebbe più la difficoltà di districarsi tra vini che differenziano di poco il loro legame con il territorio. Inoltre, all’interno di questa suddivisione, la Commissione propone di uniformare la legislazione sui vini con quella esistente per gli altri prodotti di qualità agroalimentare. La politica di qualità del vino sarebbe quindi messa in sintonia con la politica orizzontale della qualità (in materia di indicazioni geografiche protette, IGP, e denominazioni di origine protette, DOP). I vini a indicazione geografica sarebbero quindi ulteriormente suddivisi in due sottocategorie, quella dei vini a IGP e quella dei vini a DOP. Ciò richiederebbe quindi l’istituzione di una procedura di registrazione e protezione delle indicazioni geografiche. Si propone, poi, l’istituzione di un apposito registro per l’iscrizione dei vini con e senza indicazione geografica. Per contrastare efficacemente la concorrenza dei Paesi Terzi sui vini di qualità, si vuole incentivare la produzione di “vini da vitigno”, composti di un’unica varietà o da una miscela di due o più varietà. 7
  • 6. Tutte queste modifiche andrebbero comunque adeguate alle norme internazionali, soprattutto a quelle stabilite in ambito WTO per gli accordi sulle proprietà intellettuali (TRIPS). A queste innovazioni, va aggiunto l’obbligo di utilizzare etichette più semplici e comprensibili per il consumatore, al fine di rafforzare la competitività delle aziende, che potranno anche utilizzare soluzioni pubblicitarie finora precluse loro. Ad esempio, potrebbe essere ammessa l’indicazione del vitigno e dell’annata anche per i vini senza indicazione geografica. Inoltre, per i vini di qualità, la Commissione propone di minimizzare le differenze tra menzioni e definizioni tradizionali degli Stati membri e di modificare il regime linguistico del settore vitivinicolo. La comunicazione della Commissione prevede, infine, che la riforma suddetta possa essere attuata in un solo step: in questo caso l’adattamento del settore alle nuove regole dovrebbe essere più repentino. Entro il 2010 scadrebbe la limitazione dei diritti di impianto. Sarebbe invece abolita immediatamente l’attuale regime di estirpazione dei vigneti. Ogni ettaro di superficie estirpata entrerebbe a far parte di quella ammissibile al pagamento unico. 1.2 La legislazione nazionale A livello nazionale non si registrano sostanziali azioni di riforma legislativa per il settore dei vini di qualità. Sono tuttavia da menzionare una serie di provvedimenti legislativi volti ad integrare la normativa già esistente e a modificarne alcuni aspetti. A questo proposito, va ricordato il Decreto Ministeriale dell’8 Febbraio 2006 che regolamenta l’utilizzo delle fascette sostitutive dei contrassegni di Stato per i vini DOCG. Il Decreto prevede norme specifiche per la realizzazione della fascetta da parte dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; l’art. 2, inoltre, elenca tutta una serie di indicazioni che la fascetta deve contenere, dal nome della DOCG al logo della denominazione. Le fascette vengono distribuite dalle Camere di Commercio che possono delegare anche i Consorzi di tutela delle relative DOCG, previa apposita convenzione. La fascetta deve essere applicata sulla bottiglia in modo tale da poterne riscontrare l’avvenuta apertura. Le fascette sono numerate e la loro quantità è determinata in base alle indicazioni che le singole Camere di Commercio devono far pervenire al MIPAAF entro il 30 Aprile di ciascun anno. Tale previsione deve essere calcolata tenendo conto dei quantitativi occorsi nell’anno precedente e degli orientamenti tendenziali del mercato. Il numero delle fascette ritirate dagli imbottigliatori deve corrispondere alle quantità di confezioni realizzate: è però ammesso uno scarto dell’1%, così come previsto dal Decreto Ministeriale 16 Maggio 2006. Anche nel settore dei controlli dei vini v.q.p.r.d., qualche novità è stata introdotta dal Decreto del 4 agosto 2006 emanato dal MIPAAF. In particolare, in atte- 8
  • 7. sa di una riforma strutturale del settore, il decreto ha affidato all’Ispettorato Centrale Repressione Frodi la funzione di vigilanza sull’attività di controllo dei Consorzi di tutela autorizzati. Il nuovo incarico, diventato effettivo dal 1° Novembre 2006, si va ad aggiungere al controllo sui vari illeciti già detenuto dall’Ispettorato, ed ha come oggetto il controllo sui Consorzi di tutela incaricati, al fine di garantire che gli stessi effettuino la loro attività nel rispetto dei piani di controllo autorizzati e senza discriminazione tra i vari soggetti della filiera. Nuove regole sono state introdotte anche dalla legge 82 del 2006 che presenta disposizioni per tutto il settore vitivinicolo e si integra con quelle già previste dai Regolamenti comunitari. La legge, all’art. 1, presenta la definizione di “vino passito” o “passito” e di “mosto cotto”. La prima menzione sta ad indicare il vino ottenuto da uve sottoposte ad appassimento, anche parziale, naturale sulla pianta o dopo la raccolta. L’accezione di “vino passito-passito liquoroso” è riservata ai vini liquorosi IGT o DO i cui disciplinari prevedono tale tipologia. La menzione può essere sostituita da quella di “vin santo” soltanto per quei vini v.q.p.r.d. i cui disciplinari prevedono l’uso di tali menzioni. Norme precise sono state introdotte in campo di etichettatura e chiusura. Secondo le nuove disposizioni (art. 12), per essere dichiarati in vendita i recipienti contenenti vino fino a 60 litri devono essere chiusi ed etichettati. Nel caso in cui i recipienti siano destinati al consumo familiare, gli stessi devono essere tenuti accuratamente separati e devono essere provvisti di cartelli indicanti la destinazione, il lotto di appartenenza e, nel caso, il tipo di lavorazione in corso. Per quanto riguarda gli scarti della lavorazione (art. 14), gli stabilimenti enologici possono prorogare il tempo di detenzione delle vinacce di 10 giorni (da 20 a 30) dalla chiusura del periodo vendemmiale. Dopo questo periodo, le vinacce devono essere avviate obbligatoriamente alla distillazione, ad eccezione dei casi di esenzione. Importanti modifiche sono intervenute nel campo delle sanzioni, che hanno introdotto l’istituto della oblazione e della diffida. Per ciò che concerne l’oblazione, la legge 82/2006 abroga il passo relativo del D. Lgs. 260/2000, comportando l’applicazione delle disposizioni previste dalla legge 689/1981. Pertanto, dopo il 28 marzo 2006 il produttore potrà avvalersi di pagamenti in misura ridotta (pari ad 1/3 del massimo della pena o, ove più favorevole, il doppio del minimo) se effettuerà l’esborso entro 60 giorni dalla contestazione. Ulteriore istituto introdotto dalla 82/2006 è la diffida. In questo caso il contravventore può chiedere che la pena venga sospesa, non dando seguito al verbale ove sia possibile la regolarizzazione, il declassamento, la distruzione o il cambio di destinazione del prodotto o dei materiali irregolari. La diffida può essere applicata solo per sanzioni di importo non superiore a 500 euro ed è erogata a discrezione del verbalizzante. Ulteriori novità sono state introdotte dal Decreto del 2 Novembre 2006, pubblicato in GU 14 novembre 2006 n. 265. La disposizione normativa vieta 9
  • 8. l’uso di “pezzi di legno” di quercia per tutti i vini DOCG e DOC. Questo decreto è seguito alla regolamentazione comunitaria dell’uso dei trucioli di cui al Reg. 1507/2006. Per tale Regolamento, i trucioli possono essere impiegati nell’elaborazione del vino per trasmettere allo stesso alcune proprietà del legno di quercia di cui sono costituiti. Questo trattamento può essere applicato solo sul vino e non sui mosti. L’utilizzo dei trucioli nei v.q.p.r.d. non era escluso dalla lettera del Regolamento, purché lo stesso fosse previsto nei disciplinari di produzione. Il decreto del 2 novembre, quindi, opera in senso restrittivo, diminuendo cioè la portata più ampia del regolamento comunitario. 1.3 Gli attori istituzionali: i consorzi di tutela Al 21 agosto 2006, i Consorzi di tutela autorizzati dal MIPAAF erano 102, uno in più rispetto all’anno precedente (Consorzio vini Doc “Friuli Latisana”). Quelli autorizzati a svolgere attività di vigilanza erano invece 52 (3 in più rispetto allo scorso anno). Il maggior numero dei Consorzi è presente in Veneto, seguito dalla Toscana (Tab. 1.1). Tabella 1.1. - Numero di Consorzi di tutela dei vini DO e IGT autorizzati a svolgere funzioni generali di tutela, valorizzazione e vigilanza Regione Piemonte Lombardia Trentino A. Adige Veneto Friuli V. Giulia Emilia Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Campania Molise Puglia Basilicata Calabria Sicilia Totale nazionale Fonte: Mipaaf. 10 N° consorzi autorizzati a funzioni di tutela e valorizzazione generale 11 11 1 16 5 8 14 3 7 4 2 3 1 10 1 1 4 102 N° consorzi autorizzati alla vigilanza 3 10 11 3 6 9 1 3 1 1 4 52
  • 9. Tabella 1.2. - I Consorzi di tutela autorizzati a svolgere funzioni generali di tutela, valorizzazione e vigilanza (per la lettura dell’ultima colonna della tabella si veda nota esplicativa in fondo alla stessa) Regione Inc. vigilanza D.M. G.U.* PIEMONTE 1 6 Consorzio Tutela Vini d’Asti e del Monferrato (DOC “Barbera d’Asti”, “Barbera del Monferrato”, “Dolcetto d’Asti”, “Freisa d’Asti”, “Cortese dell’Alto Monferrato”, “Malvasia di Castelnuovo Don Bosco”, “Ruchè di Castagnole Monferrato”, “Albugnano”, “Loazzolo”, “Monferrato e Piemonte”) Consorzio Tutela e Valorizzazione Vini DOC “Pinerolese” Consorzio Tutela Vini DOC Malvasia di Casorzo d’Asti Consorzio Tutela e Valorizzazione Vini DOC Valsusa Consorzio Tutela Vini d’Aqui (DOCG “Brachetto d’Aqui” e DOC “Dolcetto d’Aqui”) Consorzio Tutela dell’Asti √ 7 Consorzio Tutela del Gavi √ 8 Consorzio Tutela e Valorizzazione dei Vini DOC Caluso, Carema e Canavese Consorzio Tutela Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Roero (DOCG “Barolo” e “Barbaresco”, DOC “Barbera d’Alba”, “Dolcetto di Diano d’Alba”, “Dolcetto di Dogliani”, “Dolcetto delle Langhe Monregalesi”, “Langhe” e “Verduro Pelaverga”) Consorzio Tutela e Valorizzazione delle DOC dei Vini “Freisa di Chieri” e “Collina Torinese” Consorzio tutela Nebbioli dell'Alto Piemonte (DOC "Boca", "Bramaterra", "Colline Novaresi", "Coste della Sesia", "Fara", "Gattinara", "Ghemme", "Lessona" e "Sizzano") 2 3 4 5 9 10 11 05.12.00 24.2.05 24.11.00 292 – 15.12.00 14.12.00 27.10.04 06.07.00 4 – 05.01.00 268 -15.11.04 CT 273 – 22.11.00 21.09.00 25.03.05 21.09.00 15.10.02 8.6.06 06.07.00 10.1.05 05.06.06 06.07.00 228 – 29.09.00 79 - 6.4.05 CT 228 – 29.09.00 256–31.10.02 V 139 – 17.6.06 CV 168 – 20.07.00 26 -2.2.05 CT 165 -18.07.06 V 169 – 21.07.00 21.05.03 30.12.03 127 – 04.06.03 8 -12.01.2004 V 06.08.03 205 – 04.09.03 21.11.03 √ 295 - 19.12.00 55 -8.3.05 CT 285 - 09.12.03 05.07.00 169 – 21.07.00 LOMBARDIA 1 Consorzio Tutela Moscato di Scanzo √ 11
  • 10. Tabella 1.2. (segue) - I Consorzi di tutela autorizzati a svolgere funzioni generali di tutela, valorizzazione e vigilanza (per la lettura dell’ultima colonna della tabella si veda nota esplicativa in fondo alla stessa) Regione Inc. vigilanza D.M. G.U.* √ 13.09.00 04.11.02 221 – 21.09.00 273- 21.11.02 V 3 Consorzio Tutela Valcalepio (DOC “Valcalepio bianco”, “Valcalepio rosso”, “Valcalepio moscato passito” e IGT “Bergamasca”) Consorzio Tutela del Franciacorta √ 4 Consorzio Tutela Vini Lugana √ 5 Consorzio Tutela Vini DOC “Valtellina” √ 05.12.00 15.11.04 12.12.05 01.01.01 16.01.04 09.05.01 03.03.04 295–19.12.00 CV 287 -7.12.04 CV 13 -17.1.06 N 31 – 07.02.01 22 - 20.01.04 V 120 – 25.05.01 66 - 19.03.04 V 6 Consorzio Volontario Lambrusco Mantovano DOC (DOC “Lambrusco Mantovano” e IGT “Provincia di Mantova”, “Quistello” e “Sabbioneta”) 04.07.01 28.12.04 183 – 08.08.01 3 - 5.1.05 CT √ √ 04.12.01 15.10.02 04.11.02 04.11.02 298 – 24.12.01 256–31.10.02 V 273–21.11.02 V 273–21.11.02 V √ 04.11.02 273–21.11.02 V √ 04.11.02 9.5.06 273–21.11.02 V 120 -25.5.06 CV 05.06.00 15.11.04 151 – 30.06.00 287 -7.12.04 C T 05.12.00 15.11.04 29.08.05 5.01.06 07.11.00 22.11.04 06.07.00 15.11.04 294–08.12.00 CV 282 -1.12.04 CV 209-8.9.05 N 13 -17.1.06 N 267–15.11.00 CV 289 -10.12.04 CV 2 7 8 9 10 11 Consorzio volontario per la tutela dei vini a D.O. Oltrepò Pavese Consorzio tutela Vini Botticino DOC Consorzio tutela dei Vini DOC “Capriano del Colle” e IGT “Montenetto di Brescia” Consorzio Tutela dei Vini “Cellatica” DOC e “Ronchi di Brescia” IGT Consorzio tutela Vino DOC “San Colombano” o “San Colombano al Lambro” √ TRENTINO A. ADIGE 1 Consorzio Vini del Trentino (DOC “Teroldego Rotaliano”, “Caldaro o Lago di Caldaro”, “Casteller”, “Valdadige”, “Trentino”, “Trento” e IGT “Vallagarina”, “delle Venezie” e “Vigneti delle Dolomiti” VENETO 1 Consorzio Tutela Vini DOC “Gambellara” √ 2 Consorzio Tutela vini DOC Valpolicella e Recioto della Valpolicella Consorzio Tutela Vini Colli Berici √ 3 12 168–20.07.00
  • 11. Tabella 1.2. (segue) - I Consorzi di tutela autorizzati a svolgere funzioni generali di tutela, valorizzazione e vigilanza (per la lettura dell’ultima colonna della tabella si veda nota esplicativa in fondo alla stessa) Regione Inc. vigilanza D.M. 4 Consorzio Tutela dei Vini Breganze 5 Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave √ 6 Consorzio Tutela Vino Bianco di Custoza √ 7 Consorzio Tutela Vini Lessini Durello √ 8 Consorzio tutela Vino Bardolino √ 9 Consorzio Volontario Tutela Vini DOC "Lison Pramaggiore" Consorzio Volontario per la tutela dei Vini DOC "Colli Euganei" Consorzio Tutela Vino DOC "Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene" Consorzio tutela Vini del Piave √ 10 11 12 13 14 15 16 Consorzio tutela Vini DOC "Valdadige Terra dei Forti" Consorzio Tutela Vini DOC "Arcole" Consorzio Tutela Vini "Merlara" DOC √ √ √ √ Consorzio Tutela Vini DOC "Montello" e "Colli Asolani" G.U.* 06.07.00 15.11.04 07.11.00 22.11.04 07.11.00 9.5.06 07.11.00 24.10.02 16.1.06 07.11.00 9.5.06 27.03.01 15.11.04 05.10.01 28.12.04 05.10.01 24.2.05 06.09.02 12.07.06 24.10.02 9.5.06 13.02.03 04.07.03 15.04.04 28.07.03 168–20.07.00 282 -1.12.04 C 267–15.11.00 CV 289 -10.12.04 CV 268–16.11.00 CV 120 – 25.5.06 CV 268 – 16.11.00 264 -11.11.02 V 20 – 25.1.06 CV 267–15.11.00 CV 120 -25.5.06 CV 85 –11.04.01 CV 282 -1.12.04 CV 242–17.10.01 CV 3 - 5.1.05 CV 242–17.10.01 CV 55 - 8.3.05 CV 225–25.09.02 CV 168 -21.07.06 CV 260 – 06.11.02 120 -25.5.06 CT 47 – 26.02.03 192 – 20.08.03 98 - 27.04.04 V 193 – 21.08.03 14.11.00 22.11.04 25.01.01 22.11.04 05.10.01 30.12.04 22.01.03 14.07.03 5.1.06 275 -24.11.00 CV 289 -10.12.04 CV 31 - 07.02.01 CV 287 -7.12.04 CV 242 - 17.10.01 12 - 17.1.05 CT 29 - 05.02.03 192 -20.08.03 V 13 – 17.1.06 19.12.00 22.11.04 1 - 02.'1.01 289 -10.12.04 CT FRIULI-V. GIULIA 1 Consorzio Tutela dei Vini dell'Isonzo del Friuli √ 2 Consorzio Tutela della DOC dei Vini "Collio" √ 3 4 Consorzio tutela della DOC dei Vini "Colli Orientali del Friuli" Consorzio Tutela Vini DOC Friuli Grave √ 5 Consorzio Tutela Vini DOC “Friuli Latisana” EMILIA-ROMAGNA 1 Consorzio Tutela Vini del Reno (DOC "Reno" e IGT "Bianco di Castelfranco Emilia") 13
  • 12. Tabella 1.2. (segue) - I Consorzi di tutela autorizzati a svolgere funzioni generali di tutela, valorizzazione e vigilanza (per la lettura dell’ultima colonna della tabella si veda nota esplicativa in fondo alla stessa) Regione Inc. vigilanza D.M. G.U.* Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena (DOC "Lambrusco di Sorbara", "Lambrusco Salamino di S. Croce", "Lambrusco Grasparossa di Castelvetro" e IGT "Modena o provincia di Modena") Consorzio Vini Colli Bolognesi (DOC "Colli Bolognesi" e "Colli Bolognesi Classico Pignoletto") Consorzio Tutela Vini DOC "Colli di Parma" √ 24.11.00 03.03.04 291 - 14.12.00 66 - 19.03.04 V √ Consorzio Vini DOC "Colli Piacentini" (DOC Colli Piacentini e IGT Valtidone e Terre di Veleja) Consorzio Tutela Vini DOC "Bosco Eliceo" √ 7 Consorzio Tutela Vini DOC "Reggiano" e "Colli di Scandiano e di Canossa" √ 8 Ente Tutela Vini di Romagna (DOCG Albana di Romagna), (DOC Albana di Romagna Spumante, Sangiovese di Romagna, Trebbiano di Romagna, Cagnina di Romagna, Pagadebit di Romagna, Colli di Faenza, Colli d'Imola, Colli di Romagna Centrale) √ 21.03.01 22.11.04 19.02.01 24.10.02 9.6.06 04.07.01 18.1.05 29.03.01 22.11.04 16.05.02 22.05.03 18.5.05 05.04.02 06.08.03 9.5.06 78 - 03.04.01 CV 286 -6.12.04 CV 55 - 07.03.01 264 -11.11.02 V 139 – 17.6.06 CV 179 -03.08.01 CV 26 -2.2.05 CV 94 - 23.04.01 287 -7.12.04 CT 124 - 29.05.02 135 -13.06.03 V 123 -28.5.05 N 104-06.05.02 CV 202-01.09.03 N 120 – 25.5.06 CV 2 3 4 5 6 √ TOSCANA 1 2 3 4 5 14 Consorzio del vino Brunello di Montalcino (DOCG "Brunello di Montalcino" e DOC " Rosso di Montalcino", "Moscadello di Montalcino" e "Sant'Antimo") Consorzio Tutela Vino Morellino DOC di Scansano √ 05.12.00 13.1.05 295 -19.12.00 CV 21 -27.1.05 CV √ Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano (DOCG "Vino Nobile di Montepulciano" e DOC "Rosso di Montepulciano" e "Vin Santo di Montepulciano") Consorzio Tutela Vino Chianti Classico (DOCG Chianti Classico", DOC "Vin Santo del Chianti Classico") √ 28.12.00 04.11.02 5.5.06 19.12.00 29.08.03 23.11.04 18 - 23.01.01 273 -21.11.02 V 113 - 17.5.06 CV 1 - 02.01.01 CV 213 -13.09.03 N 299 -22.12.04 CV Consorzio Tutela Vini DOC Valdichiana √ 07.11.00 24.09.03 23.11.04 13.9.05 11.09.01 14.07.03 268 -16.11.00 CV 234 -08.10.03 N 299 -22.12.04 CV 222 – 23.9.05 N 218 - 19.09.01 192 -20.08.03 V √
  • 13. Tabella 1.2. (segue) - I Consorzi di tutela autorizzati a svolgere funzioni generali di tutela, valorizzazione e vigilanza (per la lettura dell’ultima colonna della tabella si veda nota esplicativa in fondo alla stessa) Regione Inc. vigilanza D.M. G.U.* Consorzio della denominazione San Gimignano (DOCG "Vernaccia di San Gimignano" e DOC "San Gimignano") Ente Tutela Vini di Toscana Consorzio Tutela Vini DOC "Cortona" √ 05.07.01 28.12.04 165 -18.07.01 CV 3 - 5.1.05 CV √ 9 Consorzio Vino Chianti (DOCG "Chianti" e DOC "Vin Santo del Chianti" e "Colli dell'Etruria Centrale" ) √ 10 11 12 Consorzio Tutela Vino DOC "Orcia" Consorzio Tutela Vini Montecucco a DOC Consorzio Chianti Colli Senesi 13 14 Consorzio Chianti Colli Fiorentini Consorzio tutela del vino “Candia dei Colli Apuani” 24.10.02 05.04.02 05.06.06 06.08.03 12.01.04 15.07.04 28.12.04 10.02.03 21.05.03 29.08.03 04.08.04 14.12.04 15.2.06 261 - 7.11.02 V 100 - 30.04.02 165 -18.07.06 CT 205 - 04.09.03 18 - 23.01.04 180 - 03.08.04 CV 2 - 4.1.05 (mod. S.) 40 - 18.02.03 127 - 04.06.03 213 - 13.09.03 199 - 25.08.04 V 305 - 30.12.04 46 - 24.2.06 04.07.01 28.11.02 5.1.06 179 - 03.08.01 292 -13.12.02 V 13 - 17.1.06 CV 15.05.03 120 - 26.05.03 23.10.02 9.5.06 258 - 04.11.02 120 – 25.5.06 CT 14.11.00 25.11.04 20.07.00 14.06.02 06.02.03 15.10.0206. 02.03 06.01.03 15.04.04 24.2.05 273 - 22.11.00 CV 297 - 20.12.04 CV 176 - 29.07.00 153 - 02.07.00 42 - 20.02.03 V 255 - 30.10.02 42 - 20.02.03 V 35 - 12.02.03 98 - 27.04.04 56 - 9.3.05 6 7 8 √ MARCHE 1 2 3 Istituto Marchigiano di Tutela (DOC "Verdicchio dei Castelli di Jesi", "Verdicchio di Matelica", "Lacrima di Morro d'Alba", "Rosso Conero", "Esino", "Vernaccia di Serrapetrona", "Colli Maceratesi") Consorzio Tutela dei vini Piceni (DOC "Rosso Piceno", "Falerio dei Colli Ascolani" e "Offida") Consorzio tutela Vini DOC "Colli Pesaresi" √ UMBRIA 1 2 3 4 5 6 7 Consorzio Tutela Vini Orvieto (DOC "Orvieto" e "Rosso Orvietano o Orvietano Rosso") Consorzio Tutela Vini Colli del Trasimeno Consorzio per la tutela dei Vini Montefalco (DOCG Montefalco Sagrantino e DOC Montefalco) Consorzio di Tutela dei Vini di Torgiano (DOCG Torgiano e DOC Torgiano) Consorzio Tutela Vini "Colli Martani" DOC Consorzio tutela vini "Lago di Corbara" DOC Consorzio volontario per la tutela dei vini a D.O.C. "Colli Amerini" √ √ √ 15
  • 14. Tabella 1.2. (segue) - I Consorzi di tutela autorizzati a svolgere funzioni generali di tutela, valorizzazione e vigilanza (per la lettura dell’ultima colonna della tabella si veda nota esplicativa in fondo alla stessa) Regione Inc. vigilanza D.M. G.U.* LAZIO 1 Consorzio Tutela Denominazione Frascati 2 3 4 275 -24.11.00 CV 297 -20.12.04 CV 56 -9.3.05 N 183 - 08.08.01 6 - 10.1.05 CT 146 -24.06.04 3 - 5.1.05 21.11.03 23.5.05 19.07.06 15.04.04 285 - 09.12.03 127 -3.6.05 N 176 -31.07.06 V 98 - 27.04.04 15.10.02 16.1.06 255 - 30.10.02 20 – 25.1.06 CT 18.1.05 26 - 2.2.05 26.4.2005 18.5.05 Consorzio volontario per la tutela dei vini D.O.C. "Cerveteri" e "Tarquinia" Consorzio tutela vino DOC "Colli Lanuvini" 14.11.00 25.11.04 24.2.05 04.07.01 29.12.04 09.06.04 28.12.04 Consorzio tutela vino DOC "Marino" √ 109 - 12.5.2005 123 -28.5.05 13.07.00 21.11.03 178 - 01.08.00 284 -06.12.03 V ABRUZZO 1 2 Consorzio di tutela Vini d'Abruzzo (DOC "Montepulciano d'Abruzzo" e "Trebbiano d'Abruzzo") Consorzio tutela vini "Colline Teramane" (DOCG "Montepulciano d'Abruzzo - Colline Teramane" √ MOLISE 1 Consorzio valorizzazione Vini DOC del Molise (DOC Molise e Biferno) CAMPANIA 1 2 3 Consorzio tutela dei vini a D.O.C. "Asprinio d'Aversa", "Falerno del Massico" e "Galluccio" (D.O.C. "Asprinio d'Aversa", "Falerno del Massico", "Galluccio" e I.G.T. Roccamonfina e Terre del Volturno) Consorzio tutela vini dei "Campi Flegrei" D.O.C. "Samnium Consorzio Tutela Vini" - Consorzio Tutela dei vini DOC e IGT della Provincia di Benevento" (DOC "Aglianico del Taburno e Taburno", "Guardiolo", "Sannio", "Sant'Agata de' Goti", "Solopaca" e IGT "Beneventano" e "Dugenta") PUGLIA 1 16 Consorzio Tutela Vino Rosso Barletta √
  • 15. Tabella 1.2. (segue) - I Consorzi di tutela autorizzati a svolgere funzioni generali di tutela, valorizzazione e vigilanza (per la lettura dell’ultima colonna della tabella si veda nota esplicativa in fondo alla stessa) Regione Inc. vigilanza D.M. 2 Consorzio Tutela dei Vini Castel del Monte √ 3 Consorzio Tutela Vino DOC "Locorotondo" √ 4 5 Consorzio Tutela Vino DOC "Gravina" Consorzio Tutela Vino "Primitivo di Manduria " DOC Consorzio Tutela vino DOC "Rosso Canosa" 6 7 8 9 10 Consorzio Valorizzazione e Tutela Vino DOC "Moscato di Trani" Consorzio Tutela Vino DOC "San Severo" Consorzio Tutela Vini DOC "Gioia del Colle" Consorzio Tutela e valorizzazione dei vini DOC "Salice Salentino" √ G.U.* 20.07.00 30.12.03 01.05.01 24.2.05 7.7.05 04.07.01 05.04.02 27.07.06 02.02.01 19.10.04 27.03.01 5.5.06 22.05.03 05.06.06 20.02.03 01.10.03 176 - 20.07.00 8 - 12.01.04 V 141 - 20.06.01 54 -7.3.05 CT 166 -19.7.05 V 179 - 03.08.01 100 - 30.04.02 187 –12.08.06 CT 38 - 15.02.01 254 -28.10.04 CT 85 - 11.04.01 113 - 17.5.06 CT 135 - 13.06.03 165 -18.07.06 V 52 - 04.03.03 239 - 14.10.03 24.2.2005 58 -11.3.2005 29.08.03 24.2.05 213 - 13.09.03 54 - 7.3.05 CT 05.04.02 05.05.06 29.03.01 25.11.04 13.02.03 19.7.2006 12.11.04 100 - 30.04.02 113 - 17.5.06 CT 94 - 23.04.01 297 -20.12.04 CT 45 - 24.02.03 176 - 31.07.06 CT 282 - 1.12.04 BASILICATA 1 Consorzio tutela del vino a D.O.C. "Aglianico del Vulture" CALABRIA 1 Consorzio per la Tutela e la valorizzazione dei Vini "Cirò" DOC SICILIA 1 2 Consorzio tutela e valorizzazione vini DOC Isola di Pantelleria Consorzio Tutela vino "Cerasuolo di Vittoria" DOC 3 Consorzio Volontario Tutela Vino Marsala a DOC 4 Consorzio Tutela DOC vini "Monreale" Fonte: Mipaaf. *Nota per la lettura dell’ultima colonna della tabella: V: incarico di vigilanza CV: conferma incarico di vigilanza CT: Conferma incarico di tutela N: approvazione nuovo statuto (ovvero modifiche allo statuto) Se non sono specificate le sigle di cui sopra accanto alla data della Gazzetta Ufficiale, si intende che il Consorzio è stato autorizzato per le funzioni di tutela e valorizzazione. 17
  • 16. 2. La produzione nazionale di vini DOC, DOCG, IGT* 2.1 Le denominazioni in Italia el 20061, le denominazioni registrate in Italia sono cresciute di 15 unità, rispetto all’anno precedente, raggiungendo il valore assoluto di 477. Le 15 nuove denominazioni incidono poco sulla distribuzione per tipo di denominazione e per ripartizione geografica. Le 320 DOC rappresentano quindi ancora oltre il 67% del totale, seguite dalle IGT, pari a 123, ossia il 26%, e dalle DOCG, in numero di 34. Per quanto concerne la distribuzione geografica (Figura 2.1), emerge ancora la netta prevalenza del Nord con 192 denomi- N Grafico 2.1 - Distribuzione delle denominazioni per circoscrizione 200 Igt 180 160 Docg 140 Doc 120 100 80 60 40 20 0 Nord Centro Sud Isole Fonte: Mipaaf. nazioni, pari a oltre il 40%, seguito dal Centro e dal Sud – rispettivamente 113 e 108 – e, in ultimo, dalle Isole con 64. È significativo notare come la distribuzione percentuale a livello nazionale e sopra richiamata, cambi tra le diverse circoscrizioni. Infatti, nel Nord Italia risulta concentrato il 53% circa delle DOCG, mentre l’incidenza delle 18
  • 17. IGT è del 36% circa, dato inferiore quindi al valore che la circoscrizione fa registrare per tutte le denominazioni. Dello stesso tenore la distribuzione al Centro. Fenomeno invece del tutto opposto si osserva al Sud e nelle Isole, dove il contributo delle IGT è superiore rispetto a quello complessivo, a discapito quindi delle DOC e soprattutto delle DOCG. Per quanto concerne il contributo delle singole regioni, anche in questo caso le variazioni intervenute non modificano sostanzialmente la geografia della produzione di vino di qualità. La regione che vanta il maggior numero di denominazioni – ben 55, oltre l’11% del totale nazionale – è il Piemonte (Figura 2.2), seguito dalla Toscana con 46 e dal Veneto con 37. Seguono poi altre regioni forti produttrici, anche se, come si vedrà meglio nei paragrafi seguenti e nel successivo capitolo, spesso al numero di denominazioni non corrisponde un paritario contributo quantitativo. Da notare che il peso delle diverse regioni cambia notevolmente se si considera la composizione interna ad ogni regione tra le diverse tipologie di denominazioni (Figura 2.3). Ad esempio il Piemonte e la Valle D’Aosta sono le uniche regioni che non annoverano IGT, probabilmente a causa della forte presenza di produzioni di maggiore qualità nel primo caso e della DOC regionale nel secondo caso. A conferma di ciò, il Piemonte è la regione in cui, almeno sotto Grafico 2.2 - Numero totale di denominazioni per regione Valle D'Aosta Molise Basilicata Liguria Trentino A.A. Abruzzo Friuli V.G . Marche Umbria Calabria Sicilia Campania Puglia Lazio E. Romagna Lombardia Sardegna Veneto Toscana Piemonte 0 10 20 30 40 50 60 Fonte: Mipaaf. 19
  • 18. Grafico 2.3 - Distribuzione % del tipo di denominazione per regione Valle D'Aosta Molise Basilicata Liguria Trentino A.A. Abruzzo Friuli V.G. Marche Umbria Calabria Sicilia Campania Puglia Lazio E. Romagna Lombardia Sardegna Veneto Toscana Piemonte 0% 20% 40% Igt 60% Docg 80% 100% Doc Fonte: Mipaaf. il profilo numerico, è più elevato il peso delle DOCG (quasi il 20% del totale regionale). Altre regioni con un modesto numero di IGT rispetto al totale delle denominazioni sono le Marche e la Toscana, regione che, come il Piemonte, si caratterizza per l’alto peso delle DOCG. Le IGT sono, invece, maggiormente diffuse nelle regioni del Sud – con l’eccezione rilevante della Puglia – e in Sardegna. Si tratta probabilmente di regioni in cui il passaggio ad una vitivinicoltura di maggiore qualità è avvenuto più gradualmente, facendo ricorso ad uno strumento, quello delle IGT, che consente un minore “rigore” in termini di parametri qualitativi e di ampiezza delle aree di produzione. Tra le regioni a maggiore presenza di IGT spiccano l’Abruzzo, in cui i vini IGT sono 9 su un totale di 13 denominazioni, e la Calabria (13 su 25). Sempre per le IGT al Nord spicca il ruolo della Lombardia (14 IGT), del Veneto e dell’Emilia Romagna (entrambe 10). 2.2 Il mercato In base ai bilanci di approvvigionamento ISMEA, la produzione utilizzabile di vino di qualità, nella campagna 2004/05 (ultimo dato definitivo disponibile) si è attestata sui 15 milioni di ettolitri (tabella 2.1). Nell’ultimo decennio, la produzione utilizzabile evidenzia una tendenza crescente: in questo periodo, in- 20
  • 19. Tabella 2.1 - Bilancio di approvvigionamento del vino di qualità p.r.d (migliaia di ettolitri) Voci 1995/96 1996/97 1997/98 1998/99 1999/00 2000/01 2001/02 Produzione utilizzabile 10.363 11.796 12.179 12.752 12.580 12.699 12.529 Importazioni 97 101 107 112 119 131 111 Disponibilità totali 10.460 11.897 12.286 12.864 12.699 12.830 12.640 Esportazioni 4.386 4.391 4.589 4.613 4.983 5.210 4.569 Scorte finali 7.737 9.040 10.185 11.252 12.109 12.481 12.714 di cui al commercio 0 2.770 2.962 3.180 2.079 3.238 3.452 Variazione degli stock -192 1.303 1.145 1.067 -857 -372 -233 di cui al commercio 0 0 192 218 1.101 -1.159 -214 Utilizzazione interna 6.266 6.203 6.552 7.184 6.859 7.248 7.838 Perdite 40 40 40 40 90 40 40 Usi Industriali 0 0 0 0 319 574 459 di cui alcool 0 0 0 0 0 0 0 Trasformazione 0 0 0 0 0 0 0 Consumo umano 6.226 6.163 6.512 7.144 6.450 6.634 7.339 2002/03 2003/04 2004/05 13.600 13.600 15.000 142 144 152 13.742 13.744 15.152 4.279 4.391 4.531 12.046 12.748 14.822 3.240 3.973 4.018 668 -702 -2074 212 -733 -45 10.131 8.651 8.547 40 40 40 349 351 390 0 0 0 0 0 0 9.742 8.260 8.117 Fonte: elaborazioni ISMEA su dati Istat e AGEA. fatti, si è registrato un aumento di oltre il 40%, pari ad un incremento medio annuo del 4,4% (Figura 2.4). Alla crescita della produzione utilizzabile ha fatto riscontro quella delle importazioni, pari al 55% nel periodo esaminato, anche se in valore assoluto i Grafico 2.4 - Evoluzione di alcune variabili per i vini DOC-DOCG 16.000 14.000 12.000 000hl 10.000 8.000 6.000 Produzione utilizzabile 4.000 Esportazioni nette 2.000 Utilizzazione interna Consumo umano 2004/05 2003/04 2002/03 2001/02 2000/01 1999/00 1998/99 1997/98 1996/97 1995/96 0 Fonte: elaborazioni ISMEA su dati Istat e AGEA. 21
  • 20. Grafico 2.5 - Evoluzione di alcune variabili per i vini nel complesso 70 60 000hl 50 40 30 Produzione utilizzabile 20 Esportazioni nette Utilizzazione interna Consumo umano 10 2004/05 2003/04 2002/03 2001/02 2000/01 1999/00 1998/99 1997/98 1996/97 1995/96 0 Fonte: elaborazioni ISMEA su dati Istat e AGEA. quantitativi permangono modesti, tanto che queste contribuiscono al totale della disponibilità interna per appena l’1%. Per quanto concerne le due voci principali del bilancio in uscita si notano andamenti diversificati. I consumi interni – che costituiscono oltre il 53% della disponibilità totale – rappresentano ancora la principale voce del bilancio di utilizzazione. L’andamento dei consumi interni tra la campagna 1995/96 e quella 2004/05 ha evidenziato una crescita complessiva del 30% circa, con una incremento medio annuo di circa il 3%. L’andamento è stato spesso ciclico con espansioni e decrementi alternati. Come si vedrà nel capitolo 4 del Rapporto, questo è vero soprattutto considerando i consumi in quantità, mentre in valore l’andamento è sicuramente migliore. Nello stesso periodo, invece, l’andamento delle esportazioni è stato abbastanza stagnante con una crescita del 3% circa, pari ad un incremento medio annuo inferiore allo 0,5%. Ciononostante, nella campagna 2004/05 questa voce ha rappresentato il 30% del totale delle disponibilità. Anche per le esportazioni i dati non sono univoci. Dopo una crescita pressoché costante sino al 2000/01 nelle due campagne successive si è registrata una flessione considerevole, cui è seguita una inversione di tendenza nell’ultima campagna qui considerata. I dati sinora esposti risultano maggiormente esplicativi se letti unitariamente a quelli del comparto nel suo complesso (figura 2.5). Nonostante i dati incoraggianti dell’ultimo bilancio disponibile, infatti, la tendenza appare abbastanza chiara. Nel decennio considerato, i consumi interni di vino nel complesso (di qualità e da tavola), attestandosi sui 27 milioni di ettolitri, hanno registrato un decremento del 22%, contenuto 22
  • 21. in parte dai risultati positivi della campagna 2004/05. Anche la produzione utilizzabile nel complesso evidenzia una tendenza decrescente, anche se più contenuta rispetto a quella dei consumi: -5% grazie all’inversione di tendenza della campagna 2004/05. In generale, quindi, tra il vino da tavola e quello di qualità sono in atto due tendenze opposte, confermate tanto dai consumi (si veda il Capitolo 4), quanto dalla dimensione strutturale. 2.3 La dimensione territoriale Sotto il profilo strutturale, il comparto vitivinicolo, nel corso dell’ultimo decennio, si è significativamente modificato. Tra il 1996 ed il 2005 si è avuta una perdita di SAU a vite da vino di oltre 50.000 ettari, che scendono di poco se si considera la superficie effettivamente in produzione (Figura 2.6). In termini percentuali il decremento si quantifica in un -8%. Meno lineare l’andamento della produzione di uva da vino, che dipende, oltre che dalle superfici, dalle rese. In ogni caso, si è registrato un decremento del 5%, nonostante il sensibile incremento registratosi nel 2004. La differenza tra i due dati – produzioni e superfici – sembra indicare comunque che le modifiche strutturali siano avvenute a discapito delle aziende meno produttive e con superfici più marginali. Tale tendenza viene confermata dall’andamento delle unità di produzione (Figura 2.7). Negli ultimi 20 anni, infatti, si è passati da oltre 1,6 milioni di aziende a 600.000, con un decremento del 63% circa, risultato però di andamenti diversi tra le aziende che producono uve per vini da tavola e quelle che producono uve per vini DOC-DOCG. Per le prime il decremento sfiora il 70%: Grafico 2.6 - Superfici e produzione per l’uva da vino 860.000 9.000 840.000 8.000 820.000 7.000 6.000 780.000 5.000 760.000 4.000 740.000 000 t SAU (ha) 800.000 3.000 720.000 700.000 2.000 680.000 1.000 660.000 0 1996 1997 1998 1999 SAU uva da vino 2000 2001 2002 SAU in produzione 2003 2004 2005 Uva da vino Fonte: Istat. 23
  • 22. Grafico 2.7 - Evoluzione delle aziende vitivinicole in Italia 1.800.000 1.600.000 1.400.000 1.200.000 1.000.000 800.000 600.000 Vite 400.000 Per vini DOC e DOCG 200.000 Per altri vini 0 1982 1990 1993 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2003 Fonte: Istat. dell’oltre milione e mezzo censite nel 1982, ne rimangono attive meno di 470.000 nel 2003. Per le seconde, il fenomeno è opposto: si è infatti avuto un incremento di quasi il 14%, passando da un’incidenza del 6% del 1982 ad una del 20% sul complesso delle aziende che producono uva da vino del 2003. La dimensione media è di conseguenza passata da meno di un ettaro a 1,31, rafforzando l’indicazione secondo la quale il riaggiustamento ha interessato soprattutto le aziende più marginali. La tendenza che emerge dai dati sinora analizzati viene in gran parte confermata analizzando la produzione. Secondo i dati forniti dall’ISTAT, nel 2004 la produzione di vini di qualità, intesa come somma dei vini DOC, DOCG e IGT è stata di 30,4 milioni di ettolitri, ossia oltre il 57% del totale del vino prodotto sul territorio nazionale (Tabella 2.2). La componente di maggiore peso è quella del vino DOC-DOCG che con 16,5 milioni di ettolitri circa rappresenta oltre il 31% del totale. Il vino IGT contribuisce con il restante 26%. Osservando la Tabella 2.2 si nota come la quota di gran lunga maggiore del vino DOC-DOCG (il 58%) viene ottenuta nelle regioni del Nord Italia, cui segue il Centro (22,6%). In particolare le prime 4 regioni per quantità prodotte – nell’ordine Piemonte, Veneto, Emilia—Romagna e Toscana – concentrano il 53,6% del totale. Per i vini IGT il livello di concentrazione della produzione è ancora più alto: nel Nord Italia si ottiene il 62% del totale, grazie soprattutto al Veneto ed all’Emilia-Romagna. Se a queste regioni si somma la Sicilia, che è il terzo ambito produttivo, si arriva al 67% del totale. Prendendo in considerazione tutto il vino prodotto, la situazione si riequilibra a favore del Sud Italia e delle Isole, il cui peso sale rispettivamente al 2,6% ed al 14,9%. Tra le regioni grandi produttrici di vini di qualità del Nord e del Centro Italia permane il ruolo di Veneto ed Emilia-Romagna, mentre il ruolo di Piemonte e 24
  • 23. Tabella 2.2 - Produzione di vino distinta per tipologia in Italia nel 2004 Regioni VALLE D'AOSTA PIEMONTE LIGURIA LOMBARDIA VENETO FRIULI V.G. TRENTINO A.A. EMILIA ROMAGNA NORD TOSCANA MARCHE UMBRIA LAZIO CENTRO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA BASILICATA PUGLIA CALABRIA SUD SICILIA SARDEGNA ISOLE ITALIA Vino DOC-DOCG (000 hl) % 10 0,1 2.726 16,5 34 0,2 644 3,9 2.453 14,8 838 5,1 969 5,9 1.938 11,7 9.612 58,0 1.762 10,6 530 3,2 377 2,3 1.080 6,5 3.749 22,6 1.183 7,1 230 1,4 223 1,3 27 0,2 882 5,3 53 0,3 2.598 15,7 343 2,1 261 1,6 604 3,6 16.563 100,0 Vino IGT (000 hl) % 0,00 0,0 0,00 0,0 4,20 0,0 177,70 1,3 5.189,70 37,5 278 2,0 260,20 1,9 2.718,00 19,6 8.628 62,3 802,30 5,8 370,80 2,7 373,00 2,7 301,80 2,2 1.848 13,4 182,60 1,3 0,00 0,0 249,40 1,8 24,50 0,2 1.295,60 9,4 12,50 0,1 1.765 12,8 1.404,10 10,1 193,40 1,4 1.598 11,5 13.838 100,0 Vino totale (000 hl) % 22 0,0 3.263 6,1 91 0,2 1.168 2,2 8.843 16,6 1.344 2,5 1.269 2,4 7.155 13,5 23.155 43,6 3.166 6,0 1.248 2,3 1.078 2,0 2.492 4,7 7.984 15,0 3.585 6,7 328 0,6 1.878 3,5 201 0,4 7.610 14,3 485 0,9 14.087 26,5 6.964 13,1 943 1,8 7.907 14,9 53.133 100,0 Fonte: Istat. Toscana viene sensibilmente ridimensionato. Anche per il vino nel suo complesso il grado di concentrazione – sebbene minore rispetto a quello dei vini di qualità – appare alto. Le prime quattro regioni – Veneto, Emilia-Romagna, Puglia e Sicilia – rappresentano il 57,5% del totale del vino prodotto in Italia. La differenza tra le due serie di dati mette in luce la differente struttura produttiva a livello geografico che caratterizza la vitivinicoltura italiana. Si è visto infatti che l’incidenza delle produzioni di qualità è mediamente del 57%. In realtà nel Nord Italia la media sfiora l’80% e si riscontrano situazioni regionali in cui l’incidenza è ancora più alta. Anche al Centro il valore medio nazionale viene superato e si osserva un gradiente geografico in base al quale si passa progressivamente dall’81% della Toscana al 55% del Lazio, che è l’unica regione che fa eccezione. Il gradiente viene rispettato scendendo verso il Sud. Se infatti nelle regioni del Sud la produzione di vini di qualità si attesta mediamente sul 31%, nelle Isole non si supera il 28% 1) Aggiornamento a luglio 2006. * Il presente capitolo, insieme ai successivi 3 e 4, è stato redatto dal Prof. Davide Marino, consulente AGER. 25
  • 24. 3. La mappatura della vitivinicoltura regionale italiana L’ analisi precedente, basata su dati statistici ufficiali, ha consentito di tracciare un quadro complessivo dell’andamento del settore vitivinicolo negli ultimi anni mettendo in luce l’evoluzione della produzione di vino DOCDOCG rispetto a quella complessiva. In questo capitolo vengono invece presentati i risultati dell’ attività dell’Osservatorio sui vini DOC-DOCG. L’analisi utilizza i dati rilevati ad hoc presso le fonti primarie2, cercando di ricostruire in modo più articolato – sia a livello geografico che produttivo – il quadro strutturale ed economico della produzione nazionale. In questo senso, il primo paragrafo del capitolo è dedicato a fornire un primo sguardo d’insieme della produzione, in modo da ottenere una “mappa” in cui inscrivere successivamente i singoli approfondimenti regionali. Tutti i dati presenti nel capitolo sono aggiornati all’anno 2004. 3.1. La vitivinicoltura regionale, uno sguardo d’insieme La tabella 3.1 riporta i dati regionali derivanti dalle attività di rilievo svolte sui vini DOC-DOCG e rappresenta alcuni dati di sintesi delle situazioni regionali che verranno sviluppati successivamente nei singoli rapporti. Il quadro nazionale che emerge dal rilievo è per alcune grandezze differente rispetto a quello statistico. Innanzitutto sono state evidenziate le denominazioni in produzione, ossia quelle per le quali, indipendentemente dall’iscrizione delle aziende, con relative superfici, all’Albo dei vigneti sono state rilevate produzioni effettive di vino. Come si nota, per 24 denominazioni non esiste in realtà una attività produttiva. L’incidenza delle denominazioni registrate ma non attive è maggiore per le DOCG rispetto alle sole DOC (l’11% del totale potenziale contro il 6%), e presenta valori sensibilmente più alti al Sud e soprattutto nelle Isole – ove raggiunge il peso del 18% - rispetto al Nord. Le differenziazioni geografiche viste nel capitolo precedente trovano quindi un ulteriore elemento di riflessione nella difficoltà a creare percorsi di valorizzazione a livello locale. Secondo il rilievo effettuato presso le CCIAA la produzione di vino DOCDOCG è risultata nel 2004 di poco inferiore ai 13 milioni di ettolitri. Vi sono a tal proposito due osservazioni preliminari da fare. La prima è che il dato è certamente sottostimato per la mancanza di alcune informazioni a livello regionale3. La seconda è che, anche considerando queste indisponibilità, il dato è diverso da quello ISTAT riportato in tabella 2.2. Al di là delle motivazioni che vanno ricercate nelle diverse metodologie di rilievo dei dati4, va sottolineata 26
  • 25. qui la diversità delle finalità dei due insiemi di dati: strettamente statistiche nel primo caso, proprie di un osservatorio economico nel secondo. Anche se le differenze tra le due sono distribuite in tutte le circoscrizioni geografiche, i dati della tabella 3.1 accentuano il ruolo rivestito nella produzione nazionale dal Nord Italia che con quasi 8 milioni di produzione effettiva rappresenta quasi il 62% del totale. Segue poi il Centro con il 23%, mentre viene ridimensionata la posizione del Sud Italia (meno del 13%). Modesta la variazione per Isole anche in presenza dei problemi di rilievo per la Sicilia, fatto che rafforza l’immagine di una posizione minoritaria di tale circoscrizione. Se poi si va ad analizzare la stessa distribuzione per il vino certificato, il ruolo del Nord Italia e, in misura minore del Centro, vengono rafforzati, anche se il dato è fortemente influenzato dalla mancanza di informazioni relative alle Tabella 3.1 - Il quadro della produzione di vini DOC-DOCG in Italia nel 2004 Vino DOC e DOCG V. D'AOSTA PIEMONTE LIGURIA LOMBARDIA VENETO FRIULI V.G. TRENTINO AA EMILIA R. TOTALE NORD TOSCANA MARCHE UMBRIA LAZIO TOTALE CENTRO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA BASILICATA PUGLIA CALABRIA TOTALE SUD SARDEGNA SICILIA TOTALE ISOLE ITALIA di cui in produzione 1 55 8 19 27 10 8 21 148 41 16 13 26 96 4 3 20 3 25 12 67 20 23 43 354 1 52 8 16 27 10 7 20 141 40 14 13 26 93 4 2 20 2 25 8 61 19 16 35 330 Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione Iscritte Iscritta produzione certificata all'Albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) 1.162 217 215 18.196 13.418 13.418 39.753 40.924 36.891 2.980.579 2.079.912 1.833.852 2.755 816 643 45.296 29.668 29.638 13.779 23.725 13.805 1.123.340 751.132 751.132 24.990 35.469 27.276 3.008.112 2.045.010 1.430.192 11.086 11.075 11.075 1.094.386 765.732 765.732 27.615 12.887 12.579 1.526.169 1.068.040 555.065 27.550 32.908 17.156 1.673.322 1.155.735 771.716 148.690 158.021 119.640 11.469.400 7.908.645 6.150.743 21.738 82.051 31.414 2.271.279 1.659.632 1.268.950 7.533 11.084 7.109 651.962 454.016 454.016 5.217 16.425 10.179 413.865 207.205 205.826 11.945 19.156 7.871 846.384 632.877 393.709 46.434 128.717 56.573 4.183.490 2.953.730 2.322.499 14.717 19.024 11.893 1.447.278 1.059.666 781.917 623 1.370 653 71.005 42.897 42.897 9.308 11.414 2.471 187.030 129.148 113.628 436 964 712 40.510 28.357 28.357 7.364 10.384 6.837 484.779 334.301 334.301 1.077 1.704 1.123 82.841 58.118 n.d. 33.525 44.861 23.689 2.313.442 1.652.488 1.301.100 3.509 3.765 4.718 367.218 250.895 n.d. 1.293 4.187 1.489 88.117 51.229 n.d. 4.802 7.952 6.208 455.335 302.124 n.d. 233.450 339.552 206.110 18.421.667 12.816.986 9.774.343 Fonte: Indagine Ismea sulle CCIAA. 27
  • 26. Isole. In effetti se si va ad analizzare il rapporto tra produzione certificata ed effettiva si nota come mediamente nelle tre circoscrizioni per le quali il dato è disponibile, il rapporto sia molto simile (0,78 al Nord, 0,79 nelle altre due). Se mai differenze notevoli si possono evidenziare tra le diverse regioni: a fronte di molte in cui l’intera produzione viene certificata, si rilevano alcune situazioni in cui la certificazione risulta di minore interesse. È il caso del Trentino A.A. o del Lazio dove poco più del 60% della produzione viene certificata. A livello regionale, rimandando all’esame dei singoli rapporti per analisi più approfondite, viene confermato il ruolo trainante, già visto nel capitolo precedente, di Piemonte, Veneto, Toscana, Emilia-Romagna. Esaminando i dati strutturali si nota come nel Nord Italia ricada quasi il 64% delle aziende ma soltanto il 46% delle superfici iscritte all’Albo. In termini di SAU, tende a pesare in misura relativamente maggiore il Centro Italia (38% della SAU contro meno del 20% delle aziende), mentre risultano abbastanza costanti, rispetto agli altri parametri, i valori per il Sud e le Isole. La differenza è da imputarsi naturalmente alla differente maglia aziendale. Di poco superiore all’ettaro al Nord, contro i quasi 3 del Centro. Al Sud e nelle Isole il valore invece non si discosta molto dalla media nazionale che è di circa 1,5 ettari. I dati riportati, dunque, sottolineano la differenza di peso in termini strutturali e produttivi tra le diverse circoscrizioni. Infatti anche la produzione di uva, nonostante quanto osservato in termini di SAU, è ancora concentrata al Nord, con una incidenza molto simile a quella vista per il vino. Tale differenza è dovuta naturalmente alla diversa produttività che si riscontra, visto che la resa in vinificazione non fa osservare differenze significative. Nelle regioni del Nord e del Sud la resa si aggira sui 96-97 quintali di uva per ettaro, contro i 73-74 registrati nelle altre circoscrizioni. In particolare le aree più vocate sembrano essere quelle del Nord-Est, ove si sfiorano sempre i 100 quintali che vengono abbondantemente superati in Veneto (110) e in Trentino (121). I dati raccolti sulle superfici e quelli sulla produzione di vini DOC-DOCG, unitamente a dati di altre fonti5, hanno permesso di costruire una serie di indicatori che vengono riportati nella tabella 3.2. Attraverso questi indicatori sono stati realizzati i “profili vitivinicoli” delle regioni italiane, analizzati nel dettaglio nei rapporti regionali, ma essi permettono anche una lettura trasversale della vitivinicoltura di qualità nazionale. Gli indici di specializzazione – ISP1 e ISP2 – rappresentano la specializzazione delle diverse regioni nella coltivazione di uve destinate a vini DOC-DOCG. L’indice è costruito attraverso il rapporto tra l’incidenza che si osserva nella nesima regione tra la SAU a vite DOC-DOCG e il totale della SAU viticola, e il valore che lo stesso rapporto assume a livello nazionale. Se quindi l’indice assume valori superiori a 1 la regione farà osservare una incidenza superiore a quella media nazionale si considera quindi specializzata. Valori inferiori all’unità indicano despecializzazione. La differenza tra ISP1 e ISP2 è che il primo utilizza la SAU iscritta all’Albo e il secondo quella in produzione. Gli indicatori successivi sono più immediati: il primo è l’incidenza della SAU a vite sul totale, il secondo 28
  • 27. l’incidenza del vino DOC-DOCG sul totale, il terzo il peso che, in termini economici, la produzione vitivinicola assume sul totale della produzione agricola. La prima osservazione che è possibile compiere sui dati riportati è il riscontro di un “gradiente geografico”, già visto in precedenza in base al quale tutte le regioni del Centro-Nord, ad eccezione della Liguria, risultano specializzate, mentre tutte quelle del Sud e delle Isole, con la rilevante eccezione dell’Abruzzo, sono despecializzate. In particolare i valori più elevati dell’ISP1 si riscontrano in Toscana, Lombardia, Trentino, Umbria, Piemonte. La lettura contemporanea dei diversi indici consente di evidenziare fenome- Tabella 3.2 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG nelle regioni italiane Regioni VALLE D'AOSTA PIEMONTE LIGURIA LOMBARDIA VENETO FRIULI V.G. TRENTINO A.A. EMILIA ROMAGNA NORD TOSCANA MARCHE UMBRIA LAZIO CENTRO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA BASILICATA PUGLIA CALABRIA SUD SICILIA SARDEGNA ISOLE ITALIA ISP 1,01 1,91 0,84 2,39 1,14 1,43 2,12 1,33 1,55 2,98 1,17 2,42 1,37 2,23 1,26 0,56 0,87 0,48 0,16 0,22 0,43 0,07 0,27 0,10 1,00 ISP 2 1,65 2,84 1,10 2,29 1,45 2,35 3,41 1,14 1,93 1,88 1,23 2,47 0,93 1,61 1,30 0,44 0,31 0,58 0,18 0,24 0,38 0,13 0,18 0,13 1,00 Indicatori SAU Vite % Vino DOC/tot (HL) 0,43 0,48 4,96 0,64 2,54 0,35 2,29 0,65 7,53 0,24 7,64 0,57 2,54 0,83 4,52 0,17 4,53 0,35 4,92 0,50 3,67 0,37 3,20 0,22 4,52 0,26 4,31 0,37 10,43 0,30 2,60 0,15 5,42 0,06 0,79 0,08 11,79 0,05 3,04 0,12 6,81 0,12 11,08 0,01 2,43 0,27 6,69 0,05 5,43 0,25 € Vino % 2,99 11,80 0,98 2,34 10,28 12,80 8,94 5,69 6,97 18,04 5,17 7,26 7,02 10,21 15,09 3,77 3,28 3,72 20,07 1,43 9,66 11,11 4,34 9,17 8,38 Nota: ISP = SAU a DOC-DOCG iscritta all’albo/SAU viticola ISP2 = SAU a DOC-DOCG in produzione/SAU viticola SAU VITE % = SAU vite/SAU agricola VINO DOC/TOT (HL) = Produzione vino DOC-DOCG/Produzione vino totale € VINO % = Valore produzione vitivinicola/Valore produzione agricola Fonte: elaborazioni Ismea su dati propri, Istat e Federdoc. 29
  • 28. ni interessanti. È possibile infatti rilevare come, accanto ad alcune regioni che mostrano un ISP1 maggiore di 1 ma anche una diffusione della vite superiore alla media nazionale (Veneto, Friuli, Abruzzo), ve ne siano altre ove l’ISP1 è ancora maggiore di 1, ma in presenza di una diffusione della vite minore rispetto alla media (Piemonte, Lombardia, tutte quelle del Centro). Ve ne sono poi altre in cui ad una diffusione molto rilevate della viticoltura corrisponde un ISP1 inferiore all’unità, prime fra tutte Puglia e Sicilia. Queste differenze sottostanno a sistemi produttivi differenti, sulla cui base, come si vedrà più avanti, è stata costruita una mappatura della vitivinicoltura italiana. Un raffronto interessante può essere anche quello tra ISP1 e ISP2. In genere le due coppie di valori sono coerenti tra loro anche se si nota una diversità nei valori. Quella più rilevante riguarda l’inversione di ruolo tra Piemonte e Toscana. Utilizzando l’ISP2 infatti il valore maggiore si riscontra nella prima regione e non nella seconda la cui posizione scende sensibilmente. Con L’ISP2 poi la Liguria, prima despecializzata, diviene specializzata, mentre il fenomeno opposto si osserva nel Lazio. La differenza tra i due indici è dovuta al dato originario: mentre l’ISP1 è costruito con la SAU iscritta all’Albo e ha un valore più strutturale, l’ISP2 è realizzato con la SAU effettivamente in produzione ed ha quindi più un valore contingente. Nel caso specifico mentre in Piemonte ed in Liguria il rapporto tra SAU in produzione e SAU iscritta è molto alto, in Toscana e nel Lazio è al contrario basso (non si arriva al 50%). Un gradiente geografico simile a quello visto per gli ISP si nota anche analizzando il peso del vino DOC-DOCG sul totale. In genere nel Nord e nel Centro ci si situa al di sopra della media nazionale, mentre nel Sud e nelle Isole al di sotto. Tuttavia, nel primo insieme, esistono alcune differenze fondamentali. In particolare nel Veneto e in Emilia-Romagna, oltre che in Umbria, l’incidenza del vino DOC-DOCG è minore della media. La spiegazione va rintracciata nel ruolo che assumono i vini IGT nel contesto dei vini di qualità in queste regioni. Infine l’ultimo indicatore della tabella è il peso economico del settore vitivinicolo. In questo caso la posizione tra le circoscrizioni si inverte. Se infatti la media nazionale è dell’8,4%, quella del Nord Italia è inferiore al 7%, mentre al Centro supera il 10% e nel Sud e nelle Isole si supera in entrambi i casi il 9%. Si deve dire che mentre nel Nord in diverse regioni (Piemonte, Veneto, Friuli) ci si situa al di sopra del valore medio, il valore medio del Centro è dovuto soprattutto alla Toscana (18%), quello del Sud a Puglia ed Abruzzo, quello delle Isole alla Sicilia. Come si nota, gli indicatori utilizzati consentono, se letti congiuntamente, di ricostruire un mappa della vitivinicoltura italiana. Nel tentativo di sintetizzare le informazioni sinora esposte, evidenziando nel contempo il ruolo della produzione DOC-DOCG è stata costruita la Figura 3.1. I due assi del grafico rappresentano due indicatori già visti nella tabella – il peso economico del comparto vitivinicolo e l’incidenza della produzione di vino DOC-DOCG sul totale – che nel loro insieme delineano sistemi produttivi vinicoli differenti. Gli assi, il cui punto d’incontro rappresenta per entrambi gli indicatori il valore della media nazionale, delimitano quindi quattro quadranti. 30
  • 29. Nel primo – denominato “prima la quantità, poi la qualità” – sono comprese quelle regioni nelle quali il comparto vinicolo assume un peso rilevante, ma in cui l’incidenza del vino DOC-DOCG è minore rispetto alla media. Sono realtà in cui quindi la quantità assume un ruolo maggiore rispetto alla qualità6, definizione senz’altro condivisibile per Puglia e Sicilia, meno per il Veneto che infatti si situa vicino all’origine degli assi. Da notare che la posizione della Sicilia è stata calcolata due volte, la seconda con dati statistici che consentono di eludere l’incompletezza di quelli rilevati per l’Osservatorio. La breve distanza tra le due posizioni evidenzia in modo ancora più netto il ruolo ridotto della qualità in questa regione. Il secondo quadrante è stato definito quello dell’eccellenza. Nelle regioni che vi ricadono – Abruzzo, Toscana, Friuli, Piemonte, Trentino – il comparto vitivinicolo è uno di quelli portanti per l’economia agricola regionale. La produzione di qualità assume un ruolo fondamentale nella costruzione di questo percorso. Il terzo quadrante è stato denominato “la qualità di nicchia”. Infatti nelle Grafico 3.1 - Mappatura della vitivinicoltura italiana a livello regionale 25 PRIMA LA QUANTITA' POI LA QUANTITA' 20 L'ECCELLENZA PUG % valore produzione vitivinicola su totale TOS ABR 15 SIC2 10 PIE FVG SIC VEN TNA ITALIA 5 CAM 0 UMB EMR BAS MOL MAR SAR TRA MARGINALITA' ED EQUILIBRIO CAL 0 10 LA QUALITA' DI NICCHIA LAZ VALD LOM LIG 20 30 40 50 60 70 80 % produzione vino DOC/totale Fonte: elaborazioni Ismea su dati Istat e Federdoc. regioni che ne fanno parte – Lombardia, Val d’Aosta, Marche, Liguria, Sardegna, Lazio – la produzione di qualità ha una incidenza elevata, ma il comparto nel suo complesso riveste un ruolo economico limitato. Infine il quarto quadrante – denominato “tra marginalità ed equilibrio” – racchiude situazioni molto differenziate. In genere un ruolo ridotto della quali- 31
  • 30. tà, unitamente ad un peso limitato della vitivinicoltura, delineano una relativa marginalità che tuttavia, specie nelle regioni posizionate più vicino agli assi, si avvicina di più all’equilibrio. Naturalmente nel leggere la posizione delle diverse realtà regionali si deve tenere conto che si tratta di valori relativi che non escludono né l’importanza del comparto in termini assoluti, né l’esistenza di situazioni specifiche di eccellenza produttiva ed economica. A conclusione di questo primo paragrafo introduttivo, sembra interessante evidenziare, rispetto ad alcuni parametri produttivi e strutturali, le posizioni dei vini DOC-DOCG specifici. La Figura 3.2 riporta le prime 10 denominazioni italiane per quantità di vino effettivamente prodotta. Come si vede le prime due – il Montepulciano e il Chianti che superano abbondantemente gli 800.000 ettolitri – si distanziano di poco. Il dato tuttavia più rilevante è che i primi 10 vini incidono, nel loro insie- Grafico 3.2 - Prime 10 DOC per produzione effettiva di vino Alto Adige Piemonte Conegliano Valdobbiadene Friuli Grave Valpolicella Oltrepò Pavese Soave Trentino Asti Chianti 900.000 800.000 700.000 600.000 500.000 400.000 300.000 200.000 100.000 0 Montepulciano d’Abruzzo Vino (hl) Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. me, per il 43% sul totale della produzione nazionale. Dato che mette in luce, cosa che si vedrà in molte situazioni regionali, come la struttura produttiva della produzione DOC-DOCG sia basata su poche produzioni molto rilevanti sotto il profilo quantitativo con le quali si integrano molte piccole produzioni di nicchia. Se si prende in considerazione la produzione certificata e non quella effettiva (Fi- 32
  • 31. Grafico 3.3 - Prime 10 DOC per produzione certificata di vino Colli Piacentini Trentino Piemonte Valpolicella Soave Friuli Grave Asti Oltrepò Pavese Montepulciano d’Abruzzo Chianti 0 100.000 200.000 300.000 400.000 500.000 600.000 700.000 Vino (hl) Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. Grafico 3.4 - Prime 10 DOC per numero di aziende Trebbiano d’Abruzzo Friuli Grave Colli Piacentini Asti Barbera d’Asti Chianti Reggiano Oltrepò Pavese Montepulciano d’Abruzzo Trentino Alto Adige 0 2.000 4.000 6.000 Aziende 8.000 10.000 12.000 Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 33
  • 32. Grafico 3.5 - Prime 10 DOC per estensione delle superfici Orvieto Friuli Grave Barbera d’Asti Valpolicella Chianti Classio Trentino Soave Oltrepò Pavese Montepulciano d’Abruzzo Asti Chianti 0 5.000 10.000 15.000 20.000 25.000 30.000 Aziende SAU in produzione SAU iscritta Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. gura 3.3), le prime 10 DOC-DOCG sono con un’unica eccezione – Colli Piacentini al posto dell’Alto Adige – le stesse. In questo caso tuttavia il grado di concentrazione è decisamente più basso: i primi10 vini concentrano il 35% della produzione certificata. Simile il grado di concentrazione – il 37% – se si analizza il numero di aziende (Figura 3.4). Le denominazioni con il numero maggiore di unità produttive, in entrambi i casi poco più di 11.500 aziende, ricadono nel Trentino A.A., in cui, come si è visto anche prima, la dimensione media è tra le più basse tra tutte le regioni. Infine la Figura 3.5 riporta le prime 10 denominazioni per SAU iscritta e in produzione. In entrambi i casi la DOC-DOCG che può contare sulla più robusta base produttiva è il Chianti, anche se la differenza tra i due dati – come del resto in altri casi di vini molto diffusi come il Montepulciano – è molto accentuata. 3.2 La Valle d’Aosta La Valle d’Aosta, per diversi motivi di carattere, in primo luogo, strutturale, può essere considerata nel panorama della vitivinicoltura italiana una 34
  • 33. regione di nicchia. Già nella panoramica nazionale si è visto infatti come con 217 ettari sia la regione con la minore quota assoluta di superfici destinate alla produzione di vitigni per vini DOC-DOCG. Tuttavia l’incidenza molto elevata – superiore al 42% – di tali superfici su quelle viticole complessive riservano a questa regione una posizione di rilievo nel quadrante C – ovvero quello della qualità – della mappatura regionale fornita nel capitolo precedente. Il posizionamento della regione alpina nei confronti dell’Italia (Figura 3.6) risulta quindi peculiare. La coltura della vite infatti occupa – sotto il profilo meramente quantitativo in termini di superfici – un posto di scarso rilievo nel panorama agricolo regionale. Grafico 3.6 - Posizionamento della Valle d’Aosta ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (HL) V. Aosta Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie. Tuttavia il peso del comparto, in termini economici è di gran lunga superiore (il 3% circa della produzione economica regionale), anche se ben inferiore alla media nazionale. Tale risultato è dovuto anche all’incidenza delle produzioni DOC su quelle complessive pari al 48%. Tale incidenza produce un ISP superiore al valore unitario (1,11). La caratterizzazione “di nicchia” della vitivinicoltura regionale è accentuato dall’esistenza di una sola denominazione – il Valle D’Aosta DOC – nel cui albo sono iscritte 1.162 aziende, per una SAU di appena 217 ettari, con una superficie media inferiore ai 2.000 mq. Da notare che la SAU in produzione sfiora il 100% di quella iscritta all’Albo. 35
  • 34. La produzione certificata di vino DOC è di 13.400 hl circa, pari al 100% di quella effettiva. Tale produzione deriva da una resa di uve pari a quasi 85 quintali/ettaro ed a una resa in vinificazione pari a 0,74. Tabella 3.3 - La produzione di vino DOC-DOCG in Val d’Aosta nel 2004 Vino Denominazione Provincia V. D'AOSTA Doc Aziende SAU SAU in Produzione Produzione Iscritte Iscritta produzione effettiva certificata all'Albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Aosta 1.162 217 215 18.196 13.418 13.418 Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. Tabella 3.4 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Val d’Aosta nel 2004 Vino Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 Resa apparente (q.li/ha) 84,7 SAU media (ha) 0,19 SAU in produzione sul totale 0,99 Resa vinificazione 0,74 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. La Doc Valle d’Aosta conta 33 menzioni differenti di cui per sole 5 non risultano aziende e superfici iscritte all’Albo. Questo dato se possibile accentua il carattere di nicchia, soprattutto se si pensa che la produzione è molto frazionata. Le prime tre menzioni per incidenza sulla produzione finale certificata sono il Valle d’Aosta Torrette (circa il 18% del totale), il Valle d’Aosta Blanc de Morgex et de La Salle ed il Valle d’Aosta Pinot Nero (entrambi con poco più del 10%). Per quanto riguarda i prezzi si osserva una variabilità tra le diverse menzioni piuttosto bassa: per le uve si va dai 180 ai 200 €/qle, mentre per il vino dai 200 ai 220 €/hl. 3.3 Piemonte Il Piemonte con le sue 52 denominazioni in produzione, il numero più elevato in Italia, e con oltre il 63% di vino DOC-DOCG sul totale è tra le regioni leader nella produzione di vino di qualità in Italia. Il suo posizionamento sulla mappatura della vitivinicoltura nazionale (cfr. figura 2.8) ricade, come si è visto, nel quadrante dell’eccellenza, nel quale all’alta incidenza dei vini DOCDOCG si accompagna un ruolo importante del comparto nell’economia agricola regionale. In effetti i numeri della regione restituiscono una immagine chiara: in Piemonte sono localizzate il 18% delle aziende nazionali che producono vini di qualità ed il 13% circa della SAU iscritta all’Albo, ma considerando la SAU in produzione si sale quasi al 20%. Il contributo regionale alla produzione nazionale è superiore al 16%, se si considera la produzione effettiva di vino (oltre 2 milioni di hl), e del 19%, nel caso di quella certificata (più di 1,8 milioni). Dati che mettono in evidenza come il rapporto tra produzione certificata ed effettiva 36
  • 35. Grafico 3.7 - Posizionamento del Piemonte 12,0 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (HL) Piemonte Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie. – pari a 0,88 – e quello tra superfici in produzione e iscritte – 0,90 – siano ben superiori ai valori medi nazionali. La Figura 3.7 evidenzia bene il peso della vitivinicoltura, con particolare riguardo a quella di qualità, evidenziato dal valore dell’ISP (1,98) tra i più alti a livello nazionale. La tabella 3.5 riporta la produzione regionale di vino DOC-DOCG, ed i relativi parametri strutturali, suddivisa per singole denominazioni. Come si è detto quelle per le quali è stata riscontrata produzione sono 31, delle quali 5 DOCG. Dall’analisi dei dati si può rilevare come, accanto a vini molto diffusi in termini aziende e superfici la cui produzione rientra tra quella dei maggiori vini a livello nazionale, se ne ritrovano altri con un peso assai limitato, la cui produzione si può considerare quindi marginale o di nicchia. Il vino più diffuso a livello regionale è l’Asti che con 556.000 hl copre il 27% della produzione effettiva ed il 24% di quella certificata (440.000 hl). Seguono il Piemonte con, rispettivamente, il 14,4% ed il 14,8% ed il Barbera d’Asti con il 12% ed l’11%. Questi tre vini da soli rappresentano quasi il 54% della produzione effettiva ed il 50% circa di quella certificata, del vino DOC-DOCG piemontese. C’è da considerare che per l’Asti si tratta del vino con la resa apparente (108 quintali/ha, tabella 3.6) più elevata – a parte il caso del Langhe – dell’intera regione. Allo stesso tempo l’ampiezza media aziendale elevata (1,69 ettari contro una media di 1) fa sì che la produzione di Asti sia concentrata in solo il 15% delle aziende. 37
  • 36. Tabella 3.5 - La produzione di vino DOC-DOCG in Piemonte nel 2004 Vino Denom. Albugnano Alta Langa Spumante Asti Barbaresco Barbera d'Alba Barbera d'Asti Barbera del Monferrato Barolo Boca Brachetto d'Acqui Bramaterra Canavese Carema Cisterna d'Asti Colli Tortonesi Collina Torinese Colline Novaresi Colline Saluzzesi Cortese dell'alto Monferrato Coste della Sesia Dolcetto Langhe Monreghesi Dolcetto d'Acqui Dolcetto d'Alba Dolcetto d'Asti Dolcetto di Diano d'Alba Dolcetto di Dogliani Dolcetto di Ovada Erbaluce di Caluso Fara Freisa d'asti Freisa di Chieri Gabiano Gattinara Gavi o Cortese del Gavi Ghemme Grignolino d'asti Grignolino del Monferrato Casalese Doc Doc Docg Docg Doc Doc Doc Docg Doc Docg Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc 38 Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Asti 17 11,47 10,39 987 691 159 Asti, Cuneo, Alessandria 45 44,23 43,71 4.707 3.059 1.263 Asti, Cuneo, Alessandria 5.899 9.960,26 9.568,17 740.642 555.481 440.274 Cuneo 396 680,14 603,00 45.948 29.866 29.866 Cuneo 2.096 1.814,93 1.576,00 140.587 98.411 98.411 Asti, Alessandria 6.522 7.288,40 5.380,84 418.815 255.960 206.330 Asti, Alessandria 2.528 2.818,82 2.125,57 167.001 116.901 112.771 Cuneo 761 1.714,62 1.566,00 118.294 76.891 76.891 Novara 10 10,97 8,58 362 253 216 Asti, Alessandria 1.307 1.057,72 927,20 54.672 38.271 33.165 Vercelli 4 6,73 5,23 110 77 66 Torino, Biella, Vercelli 344 87,69 75,50 6.198 4.337 3.708 Torino 54 16,04 15,13 769 538 460 Asti, Cuneo 33 11,79 9,92 806 707 637 Alessandria 961 1.097,28 364,67 23.702 16.565 14.162 Torino 57 15,25 9,93 762 534 457 Novara 231 138,92 164,11 12.210 8.546 7.306 Cuneo 27 17,16 14,56 888 621 621 Asti 1.413 740,29 388,94 34.593 24.215 20.918 Doc Doc Biella, Vercelli Cuneo 20 64 13,25 45,40 10,90 37,54 572 2.015 401 1.410 343 1.410 Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Docg Docg Docg Doc Doc Alessandria Asti, Cuneo Asti Cuneo Cuneo Alessandria Torino, Vercelli Novara Asti Torino Alessandria Vercelli Alessandria Novara Asti Alessandria 864 1.928 518 185 546 844 325 25 575 136 3 57 420 28 696 398 501,29 1.698,54 214,86 299,83 1.000,94 1.178,18 153,08 19,28 421,35 106,20 6,95 102,84 1.075,06 65,08 454,16 457,29 388,01 1.467,28 157,92 205,00 855,00 829,73 141,22 13,58 322,74 89,59 6,01 97,44 1.044,58 42,01 412,38 234,98 23.536 116.350 11.867 14.229 54.934 42.143 14.692 1.355 21.336 5.384 314 6.386 96.975 2.182 30.640 13.940 16.475 81.445 8.307 9.960 38.454 29.500 9.924 949 14.935 3.769 220 4.151 67.882 1.527 19.916 8.364 14.085 81.235 7.110 9.960 38.454 25.221 8.485 811 10.861 3.222 188 3.549 58.036 1.306 16.000 7.151
  • 37. Tabella 3.5 (segue) - La produzione di vino DOC-DOCG in Piemonte nel 2004 Vino Denom. Langhe Lessona Loazzolo Malvasia di Casorzo d'asti Malvasia di Castelnuovo Don Bosco Monferrato Nebbiolo d'Alba Piemonte Pinerolese Roero Rubino di Cantavenna Ruchè Castagnole Monferrato Sizzano Valsusa Verduno Pelaverga Totale Piemonte Doc Doc Doc Doc Doc Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Cuneo 1.869 988,52 374,00 113.468 86.073 86.073 Biella 4 9,37 9,37 423 296 253 Asti 11 4,80 4,66 149 82 42 Asti, Alessandria 61 58,60 48,50 4.774 3.342 3.067 134 73,88 63,32 5.835 4.085 3.620 Doc Asti, Alessandria 1.731 Doc Cuneo 940 Doc Asti, Cuneo, Alessandria 3.517 Doc Torino 215 Doc Cuneo 803 Doc Alessandria 10 Doc Asti 60 921,96 685,94 1.965,59 76,61 695,78 15,39 44,35 1.088,27 515,00 4.877,24 60,26 553,00 11,53 42,09 91.290 42.886 428.686 4.243 51.406 686 3.619 63.904 30.020 299.080 2.973 35.984 480 2.534 62.469 30.020 270.855 2.542 35.984 410 1.970 7,98 436 8,93 629 13,11 1.145 36.891 2.980.579 305 440 802 2.079.912 261 376 802 1.833.852 Doc Doc Doc Asti Novara Torino Cuneo 16 15 30 39.753 13,11 9,85 14,02 40.924 In corsivo i dati Federdoc, in colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. Considerando anche il Barbera del Monferrato e quello d’Alba, il Langhe, il Dolcetto d’Alba, il Barolo, il Gavi ed il Monferrato, si ottiene che con appena 10 denominazioni su 52, si supera l’81% della produzione – sia effettiva che certificata - vitivinicola DOC-DOCG regionale. In questo gruppo si ritrovano vini di grande tradizione e prestigio come il Barolo ed il Dolcetto d’Alba, che incidono comunque per circa il 4% sulla produzione di vino certificato. Altri vini, simili per reputazione, come ad esempio il Nebbiolo, il Barbaresco, il Roero, pesano per meno del 2% sul totale della produzione e vengono ottenuti su superfici inferiori ai 1.000 ettari. Si consideri inoltre che per 16 denominazioni non si raggiungono i 1.000 hl di produzione effettiva, mentre per 26 denominazioni (ossia il 50% del totale) non si superano i 100 ettari di SAU in produzione. Il panorama complessivo, quindi, è di una vitivinicoltura di qualità profondamente radicata sul territorio. Accanto a vini con ampia diffusione in termini di aziende, superfici e produzione, e vini che si possono annoverare tra i prodotti di maggiore qualità nel panorama enologico nazionale, se ne ritrova un ampio numero di modesta diffusione ma la cui presenza va a completare l’offerta e a integrare il tessuto produttivo regionale. 39
  • 38. Tabella 3.6 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Piemonte nel 2004 Vino Produzione certificata/ effettiva Albugnano 0,23 Alta Langa Spumante 0,41 Asti 0,79 Barbaresco 1,00 Barbera d'Alba 1,00 Barbera d'Asti 0,81 Barbera del Monferrato 0,96 Barolo 1,00 Boca 0,85 Brachetto d'Acqui 0,87 Bramaterra 0,85 Canavese 0,85 Carema 0,85 Cisterna d'Asti 0,90 Colli Tortonesi 0,85 Collina Torinese 0,85 Colline Novaresi 0,85 Colline Saluzzesi 1,00 Cortese dell'Alto Monferrato 0,86 Coste della Sesia 0,85 Dolcetto Langhe Monreghesi 1,00 Dolcetto d'Acqui 0,85 Dolcetto d'Alba 1,00 Dolcetto d'Asti 0,86 Dolcetto di Diano d'Alba 1,00 Dolcetto di Dogliani 1,00 Dolcetto di Ovada 0,85 Erbaluce di Caluso 0,85 Fara 0,85 Freisa d'Asti 0,73 Freisa di Chieri 0,85 Gabiano 0,85 Gattinara 0,85 Gavi o Cortese del Gavi 0,85 Ghemme 0,85 Grignolino d'Asti 0,80 Grignolino del Monferrato Casalese 0,85 40 Resa apparente (q.li/ha) 95,0 107,7 77,4 76,2 89,2 77,8 78,6 75,5 42,2 59,0 21,0 82,1 50,8 81,3 65,0 76,7 74,4 61,0 88,9 52,5 53,7 60,7 79,3 75,1 69,4 64,3 50,8 104,0 99,8 66,1 60,1 52,2 65,5 92,8 51,9 74,3 59,3 SAU media (ha) 0,67 0,98 1,69 1,72 0,87 1,12 1,12 2,25 1,10 0,81 1,68 0,25 0,30 0,36 1,14 0,27 0,60 0,64 0,52 0,66 0,71 0,58 0,88 0,41 1,62 1,83 1,40 0,47 0,77 0,73 0,78 2,32 1,80 2,56 2,32 0,65 1,15 SAU in produzione sul totale 0,91 0,99 0,96 0,89 0,87 0,74 0,75 0,91 0,78 0,88 0,78 0,86 0,94 0,84 0,33 0,65 1,18 0,85 0,53 0,82 0,83 0,77 0,86 0,73 0,68 0,85 0,70 0,92 0,70 0,77 0,84 0,86 0,95 0,97 0,65 0,91 0,51 Resa vinificazione 0,70 0,65 0,75 0,65 0,70 0,61 0,70 0,65 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,88 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,68 0,70 0,70 0,70 0,70 0,65 0,70 0,70 0,65 0,60
  • 39. Tabella 3.6 (segue) - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Piemonte nel 2004 Vino Produzione certificata/ effettiva Langhe 1,00 Lessona 0,85 Loazzolo 0,51 Malvasia di Casorzo d'Asti 0,92 Malvasia di Castelnuovo Don Bosco 0,89 Monferrato 0,98 Nebbiolo d'Alba 1,00 Piemonte 0,91 Pinerolese 0,85 Roero 1,00 Rubino di Cantavenna 0,85 Ruche' Castagnole Monferrato 0,78 Sizzano 0,85 Valsusa 0,85 Verduno Pelaverga 1,00 Media regionale 0,88 Resa apparente (q.li/ha) 303,4 45,2 31,9 98,4 92,2 83,9 83,3 87,9 70,4 93,0 59,5 86,0 54,6 70,4 87,3 80,80 SAU media (ha) 0,53 2,34 0,44 0,96 0,55 0,53 0,73 0,56 0,36 0,87 1,54 0,74 0,82 0,66 0,47 1,03 SAU in produzione sul totale 0,38 1,00 0,97 0,83 0,86 1,18 0,75 2,48 0,79 0,79 0,75 0,95 0,61 0,91 0,93 0,90 Resa vinificazione 0,76 0,70 0,55 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. 3.4 Liguria La posizione che assume la Liguria nella mappatura regionale della vitivinicoltura italiana, esposta nel capitolo precedente (figura 2.8) è molto simile a quella della Valle d’Aosta7. Regioni in cui la vitivinicoltura ha un peso ridotto sia in termini strutturali che economici, ma con una elevata incidenza di produzioni di qualità, e che si caratterizzano, dunque, per un profilo di nicchia. Tali indicazioni risultano rafforzate dal posizionamento della regione rispetto al quadro nazionale (figura 3.8). Si nota infatti come in Liguria, sia in termini di superfici che di valore economico, la vitivinicoltura abbia un ruolo ridotto se confrontato alla media nazionale. Tuttavia in tale contesto – nonostante la limitata l’incidenza delle superfici a vini DOC-DOCG inferiore alla media nazionale che determina un ISP minore di 1 – spicca la produzione di vini di qualità. D’altronde la Liguria con i suoi 816 ha (tabella 3.7), pari a meno dello 0,3% del totale nazionale, è tra le realtà regionali di minore peso. Tale superficie afferisce a 2.775 aziende di produzione, che rappresentano l’1,25% del totale nazionale. La SAU media è quindi molto ridotta, di 0,3 ettari per azienda, valore simile a quello riscontrato in Val d’Aosta. Il potenziale produttivo risulta peraltro ridotto dal fatto che più del 21% della SAU iscritta all’Albo non risulta ef- 41
  • 40. Grafico 3.8 - Posizionamento della Liguria ISP 9,0 6,0 3,0 SAU VITE % € VINO % VINO DOC/tot (HL) Liguria Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.Fonte: fettivamente in produzione (tabella 3.8), portando la superficie utilizzata ad un totale di 643 ettari. Nel complesso vengono ottenuti quasi 30.000 hl di vino DOC, distribuito, a riprova del ruolo svolto dalla qualità nel panorama produttivo regionale, su ben 7 denominazioni. La produzione certificata sfiora il 100% di quella effettiva. Quasi la metà dell’intera produzione di vino DOC è riconducibile alla denominazione Riviera ligure di Ponente, unica presente in tre province. Prendendo in esame la SAU realmente in produzione, l’incidenza del Riviera di Ponente è di poco inferiore a quella della produzione, ma scende al 40% per la SAU iscritta all’Albo e al 30% in termini di aziende. Le differenze tra i valori citati sono dovute ad un rapporto tra SAU in produzione e SAU iscritta pari al 90% e quindi molto più alto della media, ed all’ampiezza aziendale di 0,4 ettari, valore anche questo più elevato rispetto alla media. Peraltro anche la resa produttiva, di 76 quintali di uve per ettaro, è superiore alla media regionale. Il Riviera di Ponente annovera ben 16 menzioni delle quali tuttavia solo 7 risultano utilizzate a fini produttivi. Tra queste le più rappresentative risultano il Vermentino, con più del 41% del vino certificato, il Pigato con il 36%, l’Ormeasco Riviera dei Fiori, con quasi l’11%. Il secondo vino DOC ligure per volume produttivo – circa 7.000 hl, pari a quasi il 24% del totale regionale, è il Colli di Luni la cui produzione è localizzata anche nella provincia di La Spezia. Il Colli di Luni incide in misura leggermente minore, sia in termini di SAU in produzione che di aziende, ma vanta una resa in uva (pari a 78 q.li/ha) superiore alla media, cui si contrappone la 42
  • 41. Tabella 3.7 - La produzione di vino DOC-DOCG in Liguria nel 2004 Vino Denom. Cinqueterre Colli di Luni (Ir) Colline di Levanto Golfo del Tigullio Valpolcevera Riviera Ligure di Ponente Ormeasco Riviera dei Fiori Rossese di Dolceacqua Totale Liguria Doc Doc Doc Doc Doc Doc Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Spezia 568 165,06 76,39 3.948,33 2.638,05 2.638,05 Spezia 580 147,92 128,79 10.113,28 7.079,30 7.079,30 Spezia 146 32,24 24,73 1.398,81 979,18 979,18 Genova 401 53,73 51,01 3.828,69 2.680,12 2.680,12 Genova 34 4,12 3,13 269,32 189,78 189,78 Imperia, Savona, Genova 718 291,07 266,60 20.568,68 12.483,57 12.483,57 Doc Imperia 123 40,08 32,04 2.219,71 1.552,78 1.522,78 Doc Imperia 185 2.755 81,85 816 60,50 643 2.949,63 45.296 2.064,76 29.668 2.064,76 29.638 In colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. Tabella 3.8 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Liguria nel 2004 Vino Cinqueterre Colli di Luni (Ir) Colline di Levanto Golfo del Tigullio Valpolcevera Riviera Ligure di Ponente Ormeasco Riviera dei Fiori Rossese di Dolceacqua Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 0,98 1,00 1,00 Resa apparente (q.li/ha) 51,7 78,5 56,6 75,1 86,0 77,2 69,3 48,8 70,4 SAU media (ha) 0,29 0,26 0,22 0,13 0,12 0,41 0,33 0,44 0,30 SAU in produzione sul totale 0,46 0,87 0,77 0,95 0,76 0,92 0,80 0,74 0,79 Resa Vinificazione 0,67 0,70 0,70 0,70 0,70 0,61 0,70 0,70 0,65 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. minore ampiezza aziendale. Il Colli di Luni è articolato in 4 menzioni delle quali per tre risultano produzioni certificate. Tra queste il Vermentino concentra il 69% del totale, seguito dal Rosso (21%) e dal Bianco (10%). Con 2.680 hl pari al 9% del totale regionale il Golfo del Tigullio è la terza DOC ligure, risultato dovuto alla resa superiore alla media, visto che il contributo in termini di SAU è inferiore di un punto percentuale. Più elevato invece il peso in termini di aziende, vista la ridottissima – circa 1.300 mq – superficie media aziendale. Il Golfo del Tigullio conta 6 menzioni, tutte in produzione; tra 43
  • 42. queste quelle maggiormente rappresentative sono il Vermentino (44%), il Bianchetto Genovese (28%), il Ciliegiolo (15%). Tra le altre DOC di un certo peso si segnala il Cinque Terre, che incide per quasi il 9% sul totale regionale e a cui afferiscono due menzioni, tra cui lo Sciacchetrà. Il Cinque Terre, che come noto viene coltivato in un ambiente particolarmente difficile ed in un’area destinata a Parco nazionale, fa registrare il valore minore del rapporto tra SAU in produzione e iscritta, e tra le rese più basse. Notazioni simili possono farsi per il Rossese di Dolceacqua, la cui produzione rappresenta quasi il 7% del totale regionale. Tabella 3.9 - Prezzi di uve e vini DOC-DOCG in Liguria nel 2004 Vino e Menzione CINQUETERRE Cinque Terre Cinque Terre Sciacchetrà COLLI DI LUNI (IR) Colli di Luni Bianco Colli di Luni Rosso Colli di Luni Vermentino COLLINE DI LEVANTO Colline di Levanto Bianco Colline di Levanto Rosso GOLFO DEL TIGULLIO Golfo del Tigullio Vermentino Golfo del Tigullio Bianchetta Genovese Golfo del Tigullio Ciliegiolo Golfo del Tigullio Moscato Golfo del Tigullio Bianco Golfo del Tigullio Rosso VALPOLCEVERA Val Polcevera Vermentino Val Polcevera Bianchetta Genovese Val Polcevera Bianco e Coronata Val Polcevera Rosso RIVIERA LIGURE DI PONENTE Riviera Ligure di Ponente Ormeasco Riviera dei Fiori Riviera Ligure di Ponente Ormeasco Sciac-Tra' Riviera Ligure di Ponente Ormeasco Superiore Riviera Ligure di Ponente Pigato Riviera Ligure di Ponente Rossese Riviera Ligure di Ponente Vermentino Riviera Ligure di Ponente Vermentino Riviera dei Fiori ROSSESE DI DOLCEACQUA Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 44 Prezzi Uva (€/kg) Vino (€/bott) 3 4 8-14 30-50 3 3 3 8-14 6-10 6-14 3 3 6-12 6-10 1 1 1 1 1 1 5 5 5 6 5 5 1 1 1 1 5 5 5 5 2 2 2 2 2 2 2 3 7 7 7 6-10 8,5-14 6-10 6-10 10-16
  • 43. I prezzi delle uve e dei vini rilevati presso le CCIAA competenti mostrano una variabilità piuttosto accentuata tra i diversi vini, ma per alcune DOC, anche tra le diverse menzioni (tabella 3.9). Ad esempio, per il già citato Sciacchetrà – vino prodotto in piccole quantità e oggetto di una recente riscoperta – si registrano quotazioni superiori sino a 6 volte quelle del Cinque Terre DOC. Meno rilevanti le altre differenze, che rimangono tuttavia non trascurabili anche all’interno della singola menzione, in ragione di qualità enologiche e commerciali specifiche. 3.5 Lombardia Anche la Lombardia, nella mappatura regionale della vitivinicoltura italiana (figura 2.8), ricade tra le regioni caratterizzate da produzioni vinicole di qualità e di nicchia. In effetti il primo termine è evidente se si pensa che con il 65% di vino DOC-DOCG sul totale, la Lombardia è seconda solo al Trentino A.A. e precede regioni di particolare rilevanza nel panorama enologico nazionale come Piemonte e Toscana. La caratterizzazione di nicchia invece si deve al fatto che la produzione viticola ha un peso abbastanza ridotto (il 2,34%) sull’economia agricola regionale, anche se, in termini di valori assoluti e di peso nel contesto nazionale il comparto vitivinicolo lombardo assume contorni più che ragguardevoli. Si consideri infatti (tabella 2.2) che la Lombardia con quasi 13.800 aziende e poco meno di 24.000 ettari iscritti all’Albo, rappresenta il 6,2% ed il Grafico 3.9 - Posizionamento della Lombardia ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (HL) Lombardia Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.Fonte: 45
  • 44. Tabella 3.10 - La produzione di vino DOC-DOCG in Lombardia nel 2004 Vino Denom. Provincia Botticino Capriano del Colle Cellatica Franciacorta Garda (Ir) Garda Colli Mantovani Lambrusco Mantovano Lugana (Ir) Oltrepò Pavese San Colombano al Lambro San Martino della Battaglia (Ir) Sforzato di Valtellina Terre di Franciacorta Valcalepio Valtellina Valtellina Superiore Lombardia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Doc Brescia 32 43,21 26,35 1.463 1.024 1.024 Doc Brescia 55 53,44 31,25 3.768 2.637 2.637 Doc Brescia 42 42,57 13,55 1.020 714 714 Docg Brescia 302 1.533,00 1.553,00 126.510 82.231 82.231 Doc Brescia 473 585,37 580,27 49.675 34.312 34.312 Doc Mantova 7 33,53 27,79 2.972 2.081 2.081 Doc Mantova 52 236,53 196,06 27.918 19.543 19.543 Doc Brescia 155 706,40 722,55 69.204 48.443 48.443 Doc Pavia 9.422 11.297,84 8.751,30 727.258 482.989 482.989 Doc Pavia, Milano 26 36,58 89,82 7.630 5.340 5.340 Doc Brescia 34 66,50 55,12 961 673 673 Doc Sondrio 197 99,96 97,83 6.459 3.229 3.229 Doc Brescia 284 795,00 658,96 49.140 33.415 33.415 Doc Bergamo 177 7.343,28 472,18 11.006 7.651 7.651 Doc Sondrio 1.004 229,87 103,18 7.604 5.323 5.323 Docg Sondrio 1.517 621,73 425,66 30.752 21.526 21.526 13.779 23.724,81 13.804,87 1.123.340 751.132 751.132 In corsivo i dati Federdoc, in colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 7,3% dei totali nazionali. Stesso peso in termini di SAU in produzione, mentre considerando la produzione di vino si attesta sul 6% circa riguardo a quella effettiva e sul 7,7% a quella certificata. Il ruolo della qualità nella vitivinicoltura lombarda e la sua caratterizzazione “di nicchia” emerge con chiarezza dal posizionamento regionale rispetto ai valori nazionali (figura 3.9). Il grafico infatti evidenzia bene la situazione in qualche modo speculare rispetto al riferimento nazionale, con valori alti dell’incidenza delle DOC-DOCG sul totale e soprattutto dell’Indice di specializzazione (ISP), che assume il valore più alto (2,52) – ad eccezione della Toscana e dell’Umbria – fra tutte le regioni italiane. In Lombardia risultano 16 denominazioni di cui 2 DOCG che danno una produzione effettiva superiore ai 750.000 hl di vino (tabella 3.10). La produzione di vino DOC-DOCG in Lombardia appare fortemente condizionata nelle sue caratteristiche dalla presenza dell’Oltrepò Pavese. Questa denominazione infatti, cui si deve il 64% del vino DOC-DOCG prodotto in regione (circa 483.000 hl), assume un ruolo importante anche a livello nazionale, se si considera che è la terza in Italia per produzione certificata e per SAU iscritta all’Albo, la quarta per SAU in produzione, e la sesta per produzione effettiva di vino. A livello regionale il peso in termini di SAU iscritta è decisamente inferiore (47%) a quello relativo alle aziende (68%) vista l’ampiezza media azien- 46
  • 45. dale inferiore alla media regionale (tabella 3.11). L’Oltrepò Pavese è seguito dal Franciacorta DOCG, che con 82.000 hl rappresenta l’11% della produzione di vino DOC-DOCG regionale, mentre in termini di aziende iscritte all’Albo solo il 2,2%, grazie all’ampiezza media azien- Tabella 3.11 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Lombardia nel 2004 Vino Botticino Capriano Del Colle Cellatica Franciacorta Garda (Ir) Garda Colli Mantovani Lambrusco Mantovano Lugana (Ir) Oltrepo' Pavese San Colombano al Lambro San Martino della Battaglia (Ir) Sforzato di Valtellina Terre di Franciacorta Valcalepio Valtellina Valtellina Superiore Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 Resa apparente (q.li/ha) 55,5 120,6 75,3 81,5 85,6 106,9 142,4 95,8 83,1 84,9 83,4 66,0 83,4 23,3 73,7 72,2 81,4 SAU media (ha) 1,35 0,97 1,01 5,08 1,24 4,59 4,59 4,56 1,20 1,41 1,96 0,51 2,80 41,49 0,23 0,41 1,72 SAU in produzione sul totale 0,61 0,58 0,32 1,01 0,99 0,83 0,83 1,02 0,77 2,46 0,83 0,98 0,83 0,06 0,45 0,68 0,58 Resa vinificazione 0,70 0,70 0,70 0,65 0,69 0,70 0,70 0,70 0,66 0,70 0,70 0,50 0,68 0,70 0,70 0,70 0,67 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. dale piuttosto elevata (5 ha/azienda circa). Simile la situazione del Lugana che con 48.000 hl è il terzo vino per produzione in Lombardia, ma rappresenta soltanto l’1,1% delle aziende. Altri vini di grande diffusione sono il Garda e il Terre di Franciacorta, entrambi con un peso sulla produzione vinicola di qualità regionale di circa il 4,5%. Come già visto per il Piemonte anche in Lombardia accanto a grandi realtà produttive e strutturali esistono numerose produzioni di modesta entità quantitativa. Si rileva così che per 7 denominazioni non vengono raggiunti i 100 ettari di SAU iscritta all’Albo o in produzione. A parte vanno considerate le denominazioni della Valtellina, che si caratterizzano per l’elevato numero di aziende iscritte all’Albo, ma per la ridotta incidenza in termini di SAU e di produzione di vino, dovute sia all’ampiezza media aziendale molto modesta – caratteristica peraltro delle aree montane – che alla resa, inferiore alla media regionale. 47
  • 46. Opposto in un certo senso il caso del Lambrusco che pur con dati strutturali modesti (1,4% della SAU in produzione), ottiene produzioni ragguardevoli (il 2,6% del vino), grazie alla resa media ben più elevata (142 q.li/ha) degli altri vitigni. 3.6 Il Veneto Il Veneto è tra le realtà produttive di maggiore importanza e peso nel panorama vitivinicolo nazionale. E, nella mappatura del comparto (figura 2.8), assume una posizione peculiare – nel quadrante A – che testimonia come, oltre alla qualità, il settore vitivinicolo sia uno degli assi portanti dell’economia agricola regionale anche sotto il profilo meramente quantitativo. Infatti il Veneto si situa al di sopra della media nazionale per quanto concerne il peso del comparto a livello economico, ma poco al di sotto della media se si considera l’incidenza delle produzioni di qualità. Il dato è in una certa misura sorprendente se si considera che con oltre 2 milioni di hl il Veneto (pari al 16% del totale nazionale) è la seconda regione per produzione di vino DOC-DOCG. Tale dato va tuttavia letto considerando che in termini di produzione certificata l’incidenza scende a meno del 15%, con un rapporto tra produzione certificata ed effettiva di 0,70, tra i più bassi dell’intero territorio nazionale. Il ruolo delle produzioni di qualità viene ulteriormente “ridimensionato” se si considera che con quasi 9 milioni di hl complessivi (il 17% del totale nazionale) il Veneto è la regione di gran lunga maggiore produttrice di vino. Grafico 3.10 - Posizionamento del Veneto ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % SAU VITE % 0,0 VINO DOC/tot (HL) Veneto Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.Fonte: Fonte: 48 Italia
  • 47. Non sorprende quindi che il posizionamento del Veneto, nonostante un indice di specializzazione di 1,20, sia abbastanza “schiacciato” sul profilo nazionale (figura 3.10). Naturalmente, nonostante i dati quantitativi di grande impatto, il ruolo della qualità rimane assolutamente di primo piano. Basti dire che con 27 denominazioni, di cui 3 DOCG, il Veneto è la terza regione dopo Piemonte e Toscana per numerosità di vini di qualità (tabella 3.12). Tabella 3.12 - La produzione di vino DOC-DOCG in Veneto nel 2004 Vino Arcole Bagnoli di sopra Bardolino Bardolino Superiore Bianco di Custoza Breganze Colli Berici Colli di Conegliano Colli Euganei Conegliano Valdobbiadene Corti Benedettine del Padovano Gambellara Garda (Ir) Lison Pramaggiore (Ir) Lugana (Ir) Merlara Montello e Colli Asolani Monti Lessini o Lessini Piave Recioto di Soave Riviere del Brenta Soave Soave Superiore Valdadige (Ir) Valdadige Terra dei Forti Valpolicella Vicenza Totale Veneto Denom. Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Doc Verona, Vicenza 210 290,01 197 20.513 14.359 10.051 Doc Padova 295 535,27 108,53 12.289 8.601 6.021 Doc Verona 1.212 2.813,33 2.813,33 314.007 219.805 153.863 Docg Verona 38 54,09 73,83 5.033 3.523 2.466 Doc Verona 569 970,20 1.336,64 151.876 98.594 69.016 Doc Vicenza 308 425,29 289,08 25.070 17.391 12.174 Doc Vicenza 1.536 2.119,24 1.440,52 142.146 99.572 69.700 Doc Treviso 81 112,03 76,15 4.933 3.140 2.198 Doc Padova 2.098 1.237,51 845,49 76.022 52.603 36.822 Doc Treviso 4.220 5.824,73 3.959,26 459.313 321.520 225.064 Doc Provincia Padova Doc Vicenza Doc Verona Doc Venezia Doc Verona Doc Verona, Padova Doc Treviso Doc Verona, Vicenza Doc Venezia Docg Verona Doc Padova Doc Verona Docg Verona Doc Verona Doc Verona Doc Verona Doc Vicenza 87 55,66 28,21 3.604 747 333 1.524 187 86 275 345 27 146 9 6.529 69 568 15 3.200 275 24.990 1.031,42 459,98 2.103,22 258,07 118,71 378,85 476,17 37,71 201,06 12,25 9.011,26 95,32 784,17 20,83 5.661,56 379,77 35.468 701,09 312,67 1.429,63 175,42 81 257,52 324 25,63 136,67 8,33 6.125,25 64,79 533,03 14,16 5.661,56 258,14 27.276 78.204 31.228 137.492 15.039 9.129 22.452 39.486 2.534 4.760 852 707.236 4.606 72.561 1.463 620.72 45.542 3.008.112 1.976 1.384 53.911 37.738 21.860 15.302 93.489 65.364 10.527 7.369 6.390 4.473 15.716 11.001 27.630 19.341 1.774 5 1.904 1.333 99 69 495.065 346.546 3.224 2.257 50.793 35.555 1.024 717 3388.640 272.048 31.879 22.316 2.045.010 1.430.192 In corsivo i dati Federdoc, in colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 49
  • 48. Tabella 3.13 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Veneto nel 2004 Vino Arcole Bagnoli di Sopra Bardolino Bardolino Superiore Bianco di Custoza Breganze Colli Berici Colli di Conegliano Colli Euganei Conegliano Valdobbiadene Corti Benedettine del padovano Gambellara Garda (ir) Lison Pramaggiore (ir) Lugana (ir) Merlara Montello e Colli Asolani Monti Lessini o Lessini Piave Recioto di Soave Riviere del Brenta Soave Soave Superiore Valdadige (ir) Valdadige Terra dei Forti Valpolicella Vicenza Media regionale Produzione certificata/ effettiva 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,00 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 Resa apparente (q.li/ha) 104,1 113,2 111,6 68,2 113,6 86,7 98,7 64,8 89,91 116,0 127,75 111,5 99,9 96,2 85,7 113,1 87,2 122,0 98,8 34,8 102,3 115,5 71,1 136,1 103,3 109,6 176,4 110,3 SAU media (ha) 1,35 1,81 2,32 1,42 1,71 1,35 1,35 1,35 0,59 1,35 0,64 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,35 1,77 1,35 1,42 SAU in produzione sul totale 0,68 0,20 1,00 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,51 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 0,68 1,00 0,68 0,77 Resa vinificazione 0,70 0,70 0,70 0,70 0,65 0,69 0,70 0,64 0,69 0,70 0,55 0,69 0,70 0,68 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,40 0,12 0,70 0,70 0,70 0,70 0,63 0,70 0,68 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. Nel panorama regionale veneto spiccano alcune denominazioni di particolare importanza anche nel contesto nazionale. Il Soave, il Valpolicella, e il Conegliano Valdobbiadene rientrano tra le prime 10 denominazioni a livello nazionale per produzione effettiva e nel loro insieme sfiorano il 10% del totale nazionale. Si tratta di realtà territoriali di grande importanza che interessano un gran numero di produttori (rispettivamente più di 3.000 aziende per il primo, 3.200 per il secondo e circa 2.000 il terzo), e di superfici (intorno ai 6.00 ettari per i primi due e a 4.000 per il terzo). Complessivamente le tre denominazioni pesano per il 56%, 58% e 59% sui totali regionali di aziende, superfici e vino prodotto. Se a queste si aggiunge il Bardolino – che incide per circa il 16% sul- 50
  • 49. la produzione di vino – si raggiunge il 70% della produzione regionale complessiva. Abbastanza simili tra loro i valori degli indicatori descrittivi adottati (tabella 3.13): la resa varia tra i 110 quintali/ha circa del Valpolicella sino ai 116 circa degli altri due. Anche l’ampiezza media aziendale – inferiore in tutti e tre i casi ai 2 ha/azienda – è simile e testimonia di un tessuto produttivo basato su molte e diffuse piccole imprese. Altri vini che rivestono una certa importanza sotto il profilo delle quantità prodotte sono il Colli Berici, il Bianco di Custoza, il Lison. Infine va ricordato che – come in tutte le regioni i cui sono presenti un gran numero di denominazioni – accanto alle maggiori se ne annoverano altre di dimensioni minori, ma che rivestono un ruolo specifico e particolare nell’offerta regionale di vini di qualità. In particolare si segnalano ben 8 denominazioni coltivate su meno di 100 ettari e in meno di 100 aziende. Tra queste le tre DOCG: il Bardolino Superiore, il Soave Superiore e il Recioto, che si distinguono – in particolare il Recioto – per le rese ben inferiori alla media regionale. 3.7 Il Friuli Venezia Giulia Il Friuli Venezia Giulia rientra nel ristretto numero delle regioni che, nella mappatura della vitivinicoltura italiana, ricadono nel quadrante dell’eccellenza. È infatti una tra le realtà in cui maggiore è il peso del comparto vitivinicolo nel contesto economico regionale (12,8%, solo tre regioni fanno registrare valori Grafico 3.11 - Posizionamento del Friuli Venezia Giulia ISP 12,0 9,0 6,0 3,0 € VINO % SAU VITE % 0,0 VINO DOC/tot (x10) Friuli Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.FFonte: 51
  • 50. più alti) e più significativo è il contributo della produzione di vino DOCDOCG sul totale. A riprova dell’importanza che assume l’orientamento alla qualità, basti pensare che mentre con più di 765.000 hl il Friuli contribuisce al 6% della produzione nazionale effettiva di vini DOC-DOCG, il peso della regione sul totale nazionale di vini scende al 2,6%. Il significato del comparto vitivinicolo nel contesto produttivo regionale appare quindi chiaro attraverso la lettura del posizionamento della regione (figura 3.11). Si vede infatti come per tutti i parametri descrittivi impiegati – e soprattutto per il peso del vino DOC-DOCG sul totale – la dimensione regionale sia ben maggiore di quella nazionale. Il risultato in termini di specializzazione porta ad un ISP pari a 1,51, valore tra i più alti in Italia. In Friuli sono presenti 10 denominazioni di cui una DOCG (tabella 3.14). La produzione effettiva, che si è visto raggiungere quasi i 766.000 hl, viene certificata al 100%, fatto che determina una incidenza, secondo questo parametro, ben maggiore (quasi l’8%) sul totale nazionale rispetto a quella effettiva. Tale produzione viene ottenuta su 11.000 ettari circa, distribuiti in 11.000 aziende circa, con una dimensione media, quindi, pari ad un ettaro per azienda. Vi è da osservare che mentre per la superficie la dimensione regionale è simile a quella in termini di produzione (vista anche la resa media, che non si discosta in misura significativa dalla media nazionale), per quanto riguarda le aziende l’incidenza scende a meno del 5%, visto che la dimensione media supera l’esiguo valore nazionale. La denominazione di maggiore importanza è il Friuli Grave, che rappresenta più del 50% della produzione complessiva di vino DOC-DOCG, ma che incide in misura leggermente minore in termini di SAU e di aziende iscritte all’Albo, a causa soprattutto della resa apparente (108,5 q.li/ha) maggiore della me- Tabella 3.14 - La produzione di vino DOC-DOCG in Friuli nel 2004 Vino Denom. Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva iscritte iscritta produzione all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) Friuli Grave Doc Pordenone, Udine 5.067 5.111,61 5.111,61 554.811 388.374 Colli Orientali del Friuli Doc Udine 2.334 2.036,57 2.036,57 169.811 118.868 Collio Goriziano Doc Gorizia 1.721 1.360,39 1.360,39 123.350 86.183 Friuli Isonzo Doc Gorizia 1.146 1.147,45 1.147,45 113.372 79.361 Friuli Aquileia Doc Udine 343 814,42 814,42 80.012 56.009 Friuli Latisana Doc Udine 112 221,36 221,36 20.148 14.104 Lison Pramaggiore (Ir) Doc Pordenone 138 165,82 165,82 15.837 11.086 Friuli Annia Doc Udine 66 79,76 79,76 7.943 5.563 Carso Doc Trieste, Gorizia 99 77,00 77,00 5.346 3.557 Ramandolo Docg Udine 60 60,87 60,87 3.756 2.629 Totale Friuli V. G. 11.086 11.075,26 11.075 1.094.386 765.732 Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 52 Produzione certificata (hl vino) 388.374 118.868 86.183 79.361 56.009 14.104 11.086 5.563 3.557 2.629 765.732
  • 51. dia regionale (tabella 3.15). Il Grave è articolato il 59 menzioni, delle quali tuttavia solo per 13 si registrano produzioni. Tra queste le più rappresentative sono il Pinot Grigio (23% del totale del Friuli Grave), il Merlot (21%), lo Chardonnay (12%). Tabella 3.15 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Friuli nel 2004 Vino Friuli Grave Colli Orientali del Friuli Collio Goriziano Friuli Isonzo Friuli Aquileia Friuli Latisana Lison Pramaggiore (Ir) Friuli Annia Carso Ramandolo Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 Resa apparente (q.li/ha) 108,5 83,4 90,7 98,8 98,2 91,0 95,5 99,6 69,4 61,7 98,8 SAU media (ha) 1,01 0,87 0,79 1,00 2,37 1,98 1,20 1,21 0,78 1,01 1,00 SAU in produzione sul totale 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 Resa Vinificazione 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,67 0,70 0,70 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. Al Grave segue il Colli Orientali del Friuli con oltre il 15,5 % della produzione. In questo caso tuttavia il peso in termini di aziende e superfici è ben maggiore, visto che sia la resa che la dimensione media aziendale sono inferiori alla media regionale. Al Colli Orientali fanno capo ben 86 menzioni delle quali per 35 si registrano produzioni; di queste, per 11 risulta iscritta una sola azienda. Questi dati mettono in luce un forte radicamento di questa denominazione sul territorio. Le menzioni per le quali si registra la maggiore produzione sono: il Merlot (17% del totale), il Tocai Friulano (16%), il Pinot Grigio, (12%) e il Sauvignon (10%). Le altre DOC rappresentative sotto il profilo quantitativo a livello regionale sono il Collio Goriziano (11% circa della produzione), il Friuli Isonzo (più del 10%), il Friuli Aquileia (7%). Si deve sottolineare come per tutte e tre le denominazioni siano presenti un numero elevato di menzioni (da 33 a 39), delle quali molte in produzione. Anche in Friuli si annoverano tuttavia denominazioni con produzioni ed estensioni molto limitate, pari a poche decine di ettari. Si deve sottolineare tuttavia che per tutte – con l’eccezione dell’unica DOCG, il Ramandolo – siano sempre presenti molte menzioni. Ad esempio il Friuli Annia presenta 33 menzioni in produzione, in 66 aziende e per una sola di esse si raggiungono i 20 ettari di SAU. I prezzi delle uve e dei vini DOC-DOCG friuliani che è stato possibile rilevare sono riportati in tabella 3.16. Come è possibile osservare, si rileva una variabilità molto accentuata sia tra i diversi vini che al loro interno tra le diverse 53
  • 52. menzioni. I prezzi più elevati si denotano per le diverse menzioni del Colli Orientali, anche se va detto che le sottodenominazioni per le quali maggiore è la produzione (Merlot, Tocai Friulano) si attestano sui valori più bassi, mentre il Picolit per il quale si registra il prezzo in assoluto maggiore, rappresenta meno dell’1% dell’intera DOC. Diversa la situazione per la DOC più diffusa, il Grave, per il quale la menzione con il prezzo delle uve più elevato (120 €/q.le) è anche la più prodotta. Tabella 3.16 - Prezzi delle uve e dei vini DOC-DOCG friulani nel 2004 Vino e Menzione Uva (€/q.le) CARSO Carso Vitovska Carso Pinot grigio Carso Terrano Carso Chardonnay Carso Malvasia Carso Traminer Carso Sauvignon Carso Cabernet franc Carso Refosco dal peduncolo rosso COLLI ORIENTALI DEL FRIULI Colli Orientali del Friuli Rosazzo Picolit Colli Orientali del Friuli Picolit Colli Orientali del Friuli Cialla Picolit Colli Orientali del Friuli Picolit Superiore Colli Orientali del Friuli Pinot Grigio Colli Orientali del Friuli Schioppettino Colli Orientali del Friuli Pignolo Colli Orientali del Friuli Tazzelenghe Colli Orientali del Friuli Rosazzo Pignolo Colli Orientali del Friuli Cialla Schioppettino Colli Orientali del Friuli Pignolo Superiore Colli Orientali del Friuli Pinot Nero Colli Orientali del Friuli Pinot Nero Superiore Colli Orientali del Friuli Sauvignon Colli Orientali del Friuli Chardonnay Colli Orientali del Friuli Cabernet Franc Colli Orientali del Friuli Cabernet Sauvignon Colli Orientali del Friuli Cabernet Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla Colli Orientali del Friuli Rosazzo Ribolla Gialla Colli Orientali del Friuli Cialla Ribolla Gialla 54 PREZZI Vino sfuso (€/l) 162 134 134 122 122 97 94 83 67 0,8-1,3 0,8-1,3 0,6-0,9 0,7-1,10 0,7-1,10 0,7-1,10 0,6-0,9 0,5-0,7 0,7-0,9 297 200 200 200 162 161 161 161 161 161 161 139 139 134 134 122 122 122 110 110 110 1,80 - 2 1,45 - 1,55 1,55-1,65 -
  • 53. Tabella 3.16 (segue) - Prezzi delle uve e dei vini DOC-DOCG friulani nel 2004 Vino e Menzione Uva (€/q.le) Colli Orientali del Friuli Merlot 97 Colli Orientali del Friuli Traminer Aromatico 94 Colli Orientali del Friuli Tocai Friulano 83 Colli Orientali del Friuli Verduzzo Friulano 83 Colli Orientali del Friuli Riesling Renano 83 Colli Orientali del Friuli Malvasia Istriana 83 Colli Orientali del Friuli Tocai Friulano Superiore 83 Colli Orientali del Friuli Cialla Verduzzo Friulano 83 Colli Orientali del Friuli Verduzzo Friulano Superiore 83 Colli Orientali del Friuli Pinot Bianco 71 Colli Orientali del Friuli Refosco dal Peduncolo Rosso 67 Colli Orientali del Friuli Cialla Refosco dal Peduncolo R. 67 COLLIO GORIZIANO Collio Goriziano Picolit 297 Collio Goriziano Pinot Grigio 162 Collio Goriziano Pinot Nero 139 Collio Goriziano Sauvignon 134 Collio Goriziano Chardonnay 134 Collio Goriziano Cabernet Franc 122 Collio Goriziano Cabernet Sauvignon 122 Collio Goriziano Ribolla Gialla 110 Collio Goriziano Merlot 97 Collio Goriziano Traminer Aromatico 94 Collio Goriziano Muller Thurgau 94 Collio Goriziano Tocai Friulano 83 Collio Goriziano Malvasia 83 Collio Goriziano Riesling 83 Collio Goriziano Riesling Italico 83 Collio Goriziano Pinot Bianco 71 FRIULI ANNIA Friuli Annia Merlot 82 Friuli Annia Cabernet Franc 90 Friuli Annia Cabernet Sauvignon 90 Friuli Annia Tocai Friulano 68 Friuli Annia Chardonnay 71 Friuli Annia Pinot Grigio 120 Friuli Annia Refosco Dal Peduncolo Rosso 67 Friuli Annia Sauvignon 71 Friuli Annia Verduzzo Friulano 68 Friuli Annia Pinot Bianco 71 PREZZI Vino sfuso (€/l) 0,7-1,10 1,25 - 1,35 1,55-1,65 1,55 - 1,65 0,8-1,3 0,7-1,1 0,8-1,3 0,6-0,9 0,7-1,1 0,7-1,1 0,8-1,3 0,7-1,1 0,6-0,9 0,6-0,9 0,5-0,7 0,5-0,7 0,6-0,9 0,6-0,9 0,5-0,7 - 55
  • 54. Tabella 3.16 (segue) - Prezzi delle uve e dei vini DOC-DOCG friulani nel 2004 Vino e Menzione Friuli Annia Malvasia FRIULI AQUILEIA Friuli Aquileia Pinot Grigio Friuli Aquileia Cabernet Franc Friuli Aquileia Cabernet Sauvignon Friuli Aquileia Merlot Friuli Aquileia Traminer Aromatico Friuli Aquileia Sauvignon Friuli Aquileia Pinot Bianco Friuli Aquileia Tocai Friulano Friuli Aquileia Verduzzo Friulano Friuli Aquileia Riesling Renano Friuli Aquileia Malvasia Friuli Aquileia Refosco dal Peduncolo Rosso Friuli Aquileia Muller Thurgau Friuli Aquileia Chardonnay FRIULI GRAVE Friuli Grave Pinot Grigio Friuli Grave Cabernet Sauvignon Friuli Grave Cabernet Franc Friuli Grave Pinot Nero Friuli Grave Merlot Friuli Grave Traminer Aromatico Friuli Grave Chardonnay Friuli Grave Sauvignon Friuli Grave Pinot Bianco Friuli Grave Tocai Friulano Friuli Grave Verduzzo Friulano Friuli Grave Riesling Friuli Grave Refosco dal Peduncolo Rosso FRIULI ISONZO Friuli Isonzo Schioppettino Friuli Isonzo Pinot Grigio Friuli Isonzo bianco Friuli Isonzo Cabernet Sauvignon Friuli Isonzo Pinot Nero Friuli Isonzo Merlot Friuli Isonzo Traminer Aromatico Friuli Isonzo Sauvignon Friuli Isonzo Chardonnay 56 Uva (€/q.le) 68 PREZZI Vino sfuso (€/l) - 120 90 90 82 75 71 71 68 68 68 68 67 65 52 1,6-1,7 1,15-1,25 1,15-1,25 0,8-0,9 0,85-0,95 0,7-0,8 0,55-0,65 1,25-1,35 - 120 90 90 90 82 75 71 71 71 68 68 68 67 1,8-2 1,15-1,26 1,15-1,26 0,87 - 0,97 0,85-0,95 1-1,1 0,8-0,91 0,55-0,65 1-1,1 161 120 90 90 90 82 75 71 71 0,8-1,3 0,7-1,1 0,7-1,1 0,7-1,1 0,7-1,1 0,6-0,9 0,8-1,3 0,6-0,9
  • 55. Tabella 3.16 (segue) - Prezzi delle uve e dei vini DOC-DOCG friulani nel 2004 Vino e Menzione Friuli Isonzo Pinot Bianco Friuli Isonzo Refosco dal Peduncolo Rosso Friuli Isonzo Tocai Friulano Friuli Isonzo Malvasia Istriana Friuli Isonzo Verduzzo Friulano Friuli Isonzo Riesling Friuli Isonzo Moscato giallo Friuli Isonzo Moscato rosa Friuli Isonzo Franconia FRIULI LATISANA Friuli Latisana Pinot Grigio Friuli Latisana Cabernet Franc Friuli Latisana Cabernet Sauvignon Friuli Latisana Pinot Nero Friuli Latisana Merlot Friuli Latisana Traminer Aromatico Friuli Latisana Chardonnay Friuli Latisana Pinot Bianco Friuli Latisana Sauvignon Friuli Latisana Refosco dal Peduncolo Rosso Friuli Latisana Tocai Friulano Friuli Latisana Verduzzo Friulano Friuli Latisana Malvasia Istriana Friuli Latisana Riesling Renano Friuli Latisana Franconia LISON PRAMAGGIORE (IR) Lison Pramaggiore Pinot Grigio Lison Pramaggiore Cabernet Sauvignon Lison Pramaggiore Cabernet Franc Lison Pramaggiore Merlot Lison Pramaggiore Chardonnay Lison Pramaggiore Sauvignon Lison Pramaggiore Pinot Bianco Lison Pramaggiore Tocai Italico Lison Pramaggiore Riesling Italico Lison Pramaggiore Refosco Dal Peduncolo Rosso RAMANDOLO Colli Orientali del Friuli Ramandolo Uva (€/q.le) 71 69 68 68 68 68 61 61 54 120 90 90 90 82 75 71 71 71 69 68 68 68 68 54 120 90 90 82 71 71 71 68 68 67 126 PREZZI Vino sfuso (€/l) 0,5-0,7 0,7-0,9 0,5-0,7 0,5-0,7 0,5-0,7 0,6-0,9 0,7-0,9 - Nota: i trattini indicano che le CCIAA non disponevano delle informazioni richieste in relazione ad una determinata denominazione di origine. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 57
  • 56. 3.8 Trentino Alto Adige Il Trentino Alto Adige, nonostante la limitata ampiezza del territorio regionale, ha nel panorama vitivinicolo nazionale un ruolo di primo piano. Se infatti si consulta la mappa della vitivinicoltura italiana (figura 2.8) si nota che la regione Alpina, in compagnia di poche altre, è situata nel quadrante B, quello dell’eccellenza. Tale posizione si deve ad un peso economico del comparto viticolo superiore alla media nazionale, ma spicca, soprattutto, l’incidenza della produzione di vini DOC sul totale, superiore all’83%, il valore più alto tra tutte le regioni italiane. A questo va aggiunto che la produzione trentina ha un peso anche in assoluto: con oltre un milione di hl di vino DOC-DOCG prodotto di cui oltre 535.000 certificati, rappresenta rispettivamente l’8,4% e il 5,5% del totale nazionale. Naturalmente la differenza tra i due dati si deve ad un rapporto tra produzione effettiva e certificata che è tra i più bassi di tutte le regioni, anche se tale dato potrebbe essere visto come un indice di attenzione alla qualità. Da sottolineare ancora come ben due DOC trentine siano presenti tra le 10 maggiori DOC per produzione effettiva di vino in Italia (figura 2.9). Grafico 3.12 - Posizionamento del Trentino A.A. ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (HL) Trentino AA Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.FFonte: Fonte: La sintesi dei dati forniti viene bene riassunta nel posizionamento della regione (figura 3.12). Emerge con chiarezza infatti il ruolo della vitivinicoltura nell’economia agricola regionale, ma soprattutto come tale ruolo sia dovuto alla forte presenza di vini di qualità, come testimoniato sia dall’incidenza della SAU a vite, minore di quella nazionale, sia dal robusto valore dell’indice di 58
  • 57. specializzazione - 2,42 - tra i più alti fra le diverse realtà regionali. In Trentino sono presenti 7 DOC, e quasi 13.000 ettari iscritti all’Albo, cui corrispondono 27.600 aziende con una SAU media quindi di poco inferiore ai 6.000 mq. La SAU effettivamente in produzione è pari a quasi 12.600 ettari, con un rapporto di circa 1:1 con quella iscritta8. Il vino che di gran lunga risulta più prodotto è il Trentino DOC con oltre il 51% della produzione effettiva, seguito dall’Alto Adige con il 28% (tabella 3.17). Tabella 3.17 - La produzione di vino DOC-DOCG in Trentino Alto Adige nel 2004 Vino Denom. Provincia Aziende SAU SAU in iscritte iscritta produzione all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Bolzano 11.593 4.370,85 4.075,25 Trento 347 150,04 118,42 Trento, Bolzano 2.571 907 855 Trento 561 483,98 460,01 Trento 12.112 6.561 6.278 Trento 431 413,63 792,52 Trento, Bolzano 1.823 939 653 27.615 12.887 12.579 Alto Adige Casteller Lago di Caldaro o Caldaro Teroldego Rotaliano Trentino Trento Valdadige (Ir) Totale Trentino A.A. Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Produzione effettiva Uva (q.li) 426.404 14.969 110.767 71.098 801.432 101.499 86.803 1.526.169 Vino (hl) 298.487 10.478 77.537 49.769 560.720 71.049 60.754 1.068.040 Produzione certificata (hl vino) 169.374 5.735 45.356 32.155 262.740 39.705 60.754 555.065 In colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. Se si osserva il contributo dei due vini in termini di aziende si nota come sia praticamente identico (oltre il 41% per entrambi), mentre in termini di SAU in produzione, il Trentino DOC torna a rivestire un ruolo di maggiore incisività (48% contro 32%), anche se non sui livelli visti per la produzione di vino. Le differenze tra le due DOC sono quindi dovute da un lato alla diversa ampiezza media aziendale (0,54 ha/azienda per il Trentino DOC, contro 0,38 dell’Alto Adige), ma anche alla diversa produttività (128 quintali/ha per il Trentino DOC contro 104 dell’Alto Adige) della terra (tabella 3.18). Tabella 3.18 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Trentino Alto Adige nel 2004 Vino Alto Adige Casteller Lago di Caldaro o Caldaro Teroldego Rotaliano Trentino Trento Valdadige (Ir) Media regionale Produzione certificata/ effettiva 0,50 0,55 0,58 0,65 0,47 0,56 1,00 0,61 Resa apparente (q.li/ha) 104,6 126,4 129,5 154,6 127,7 128,1 132,9 121,3 SAU media (ha) 0,38 0,43 0,35 0,86 0,54 0,96 0,52 0,47 SAU in produzione sul totale 0,93 0,79 0,94 0,95 0,96 1,92 0,70 0,98 Resa Vinificazione 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. 59
  • 58. Nonostante le due DOC analizzate concentrino quasi l’80% della produzione effettiva e della SAU, ve ne sono altre che presentano un buon grado di diffusione territoriale e aziendale e buoni livelli produttivi. La meno diffusa risulta il Trentino Superiore DOC caratterizzata dal bassissimo rapporto tra produzione certificata ed effettiva (20%). 3.9 Emilia Romagna L’Emilia Romagna, con il 13,34% del totale è la terza regione italiana, dopo Veneto e Puglia, per produzione complessiva di vino. Tuttavia, se si considera la produzione di vino DOC-DOCG, la sua incidenza scende al l’9%, che diviene l’8% se si prende quale riferimento la produzione certificata. In effetti l’incidenza della produzione DOC-DOCG emiliana sul totale regionale, pari al 17% circa, è inferiore alla media nazionale, così come il contributo del comparto vitivinicolo all’economia agricola regionale. Tali dati fanno si che nella mappatura della vitivinicoltura regionale italiana l’Emilia Romagna ricada tra le situazioni regionali meno univoche. In effetti il posizionamento dell’Emilia Romagna, delineato attraverso gli indicatori descrittivi qui adottati (figura 3.13), mostra il ruolo relativamente meno importante che il comparto assume a livello regionale rispetto alla media nazionale, anche se si è in presenza di uno dei maggiori produttori. Contrasta in un certo senso con tale profilo l’indice di specializzazione pari a 1,4, ma si deve considerare che questo è calcolato sulle superfici iscritte all’Albo e che la Grafico 3.13 - Posizionamento dell’Emilia Romagna ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % SAU VITE % 0,0 VINO DOC/tot (x10) E. Romagna Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.FFonte: Fonte: Fonte: 60
  • 59. regione ha uno dei rapporti tra SAU in produzione e SAU iscritta più bassi di tutto il Nord (0,52 contro una media circoscrizionale pari a 0,76). In definitiva in Emilia-Romagna la vitivinicoltura assume una posizione equilibrata: pur essendo uno dei principali poli produttivi nazionali, non raggiunge l’eccellenza di altre realtà regionali, senza che l’aspetto quantitativo risulti preponderante. Questo anche perché a fronte dei volumi ottenuti, la regione vanta una produzione di qualità di tutto rispetto, articolata su 20 denominazioni fra le quali una DOCG. La produzione di vini DOC-DOCG è ottenuta su più di 17.000 ha, pari al 52% del potenziale di quasi 33.000 ettari iscritti all’Albo (tabella 3.19), cui corrispondono 27.550 aziende, con una superficie media aziendale inferiore all’ettaro. Tabella 3.19 - La produzione di vino DOC-DOCG in Emilia Romagna nel 2004 Vino Albana di Romagna Bosco Eliceo Cagnina di Romagna Colli Bolognesi Colli di Faenza Colli di Parma Colli di Rimini Colli di Scandiano e di Canossa Colli d'Imola Colli Piacentini Colli Romagna Centrale Lambrusco di Sorbara Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Lambrusco Salamino di Santa Croce Pagadebit di Romagna Reggiano Reno Romagna Albana Spumante Sangiovese di Romagna Trebbiano di Romagna Denom. Provincia Aziende iscritte all'albo (n.) Docg Bologna, Forlì, 979 Ravenna Doc Ferrara, Ravenna 120 Doc Forlì, Ravenna 195 Doc Bologna, Modena 934 Doc Forlì, Ravenna 99 Doc Parma 201 Doc Rimini 340 Doc Reggio Emilia 563 SAU * Produzione effettiva Produzione iscritta certificata all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) 4.912 1.122 28.683 19.499 180 93 1.351 158 221,65 329,80 513,23 8.064 8.292 55.498 2.113 17.298 15.925 38.120 5.645 5.706 38.579 1.480 11.479 11.148 26.684 3.103 4.660 24.937 411 6.929 10.752 16.048 Doc Doc Doc Doc Doc Bologna Piacenza Forlì Modena Modena 239 5.577 77 951 1.120 307,00 6.262,69 113,01 1.682,23 1.335,46 13.834 325.809 1.336 180.558 155.598 9.739 227.636 935 126.390 108.918 4.633 251.276 149 71.200 70.456 Doc Modena 1.133 1.684,79 172.131 120.491 56.099 Doc Forlì, Ravenna, Rimini Doc Reggio Emilia Doc Bologna, Modena Doc Bologna, Forlì 187 7.185 1.291 169 105 7.117,00 934 411 5.907 186.459 44.983 21.623 4.136 130.521 31.589 13.999 2.654 78.498 13.691 8.433 Doc Forlì, Ravenna, Rimini Doc Bologna, Forlì, Ravenna, Rimini 3.332 2.858 4.563 4.424 252.033 139.058 163.821 97.341 111.854 31.022 Totale Emilia Romagna 27.550 32.908 1.673.322 1.155.735 771.716 * Nella tabella non sono presenti, come nelle altre regioni, i valori relativi alla SAU in produzione, in quanto non disponibili. In colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 61
  • 60. Come in altre regioni in cui sono presenti molte denominazioni, la produzione regionale risulta concentrata su un numero ridotto, anche se in misura minore rispetto ad altri casi. Il primo vino per diffusione è il Colli Piacentini che, con quasi 228.000 hl, rappresenta quasi il 20% del totale regionale di produzioni effettive. Se tuttavia si prende in considerazione la produzione certificata il contributo di questa DOC sale a quasi un terzo. Il secondo vino per diffusione con oltre 163.000 hl, pari al 14% della produzione effettiva, è il Sangiovese di Romagna. Seguono poi diverse altre DOC la cui incidenza varia tra l’8% ed il 10%: Reggiano, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa, Lambrusco Salamino, Trebbiano. Si tratta in tutti i casi di vini molto diffusi, ottenuti su superfici di migliaia di ettari e da migliaia di imprese. Anche in Emilia Romagna sono presenti diverse DOC la cui produzione è molto limitata e deriva da poche decine o centinaia di ettari e imprese. Tra queste si annovera anche l’unica DOCG l’Albana di Romagna la cui produzione certificata non supera i 5.000 hl, pari allo 0,65% del totale. Tuttavia va messo in luce come tale risultato sia dovuto (tabella 3.20) al basso rapporto tra produzione certificata rispetto a quella effettiva (25%) ed anche alla bassa resa (25 quintali/ha), mentre in termini di aziende e superfici l’Albana diviene meno marginale. Tabella 3.20 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Emilia Romagna nel 2004 Vino Albana di Romagna Bosco Eliceo Cagnina di Romagna Colli Bolognesi Colli di Faenza Colli di Parma Colli di Rimini Colli di Scandiano e di Canossa Colli d'Imola Colli Piacentini Colli Romagna Centrale Lambrusco di Sorbara Lambrusco Grasparossa di Castelvetro Lambrusco Salamino di Santa Croce Pagadebit di Romagna Reggiano Reno Romagna Albana Spumante Sangiovese di Romagna Trebbiano di Romagna Media regionale Produzione certificata/ effettiva 0,25 0,55 0,82 0,65 0,28 0,60 0,96 0,56 0,48 1,10 0,16 0,56 0,65 0,47 0,64 0,60 0,43 0,60 0,68 0,32 0,67 Resa apparente (q.li/ha) 25,6 44,8 89,5 41,1 13,4 78,0 48,3 74,3 45,1 52,0 11,8 107,3 116,5 102,2 56,1 26,2 48,1 52,6 55,2 31,4 50,8 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. 62 SAU media (ha) 0,87 0,67 2,10 0,69 0,63 0,91 1,03 1,10 0,78 0,89 0,68 0,57 0,84 0,67 1,77 1,01 1,38 0,41 0,73 0,65 0,84 Resa vinificazione 0,68 0,70 0,69 0,70 0,70 0,66 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,65 0,65 0,70 0,69
  • 61. 3.10 Toscana La Toscana, come si evince dal suo posizionamento nella mappatura della figura 2.8, è una delle regioni dell’eccellenza vitivinicola italiana. Il peso che il settore vitivinicolo esercita a livello regionale è pari al 18% dell’intera produzione agricola regionale, percentuale inferiore soltanto a quella pugliese. A differenza della Puglia, tuttavia, l’incidenza del vino DOC-DOCG sul totale sfiora il 57%, contributo tra i più alti fra tutte le regioni. L’orientamento alla qualità è confermato peraltro dall’incidenza del 13% sul totale nazionale del vino di qualità, pur essendo soltanto il 6% quella per il vino totale prodotto. L’importanza economica del settore vitivinicolo e il particolare ruolo delle produzioni di qualità determinano un profilo del tutto specifico (figura 3.14). Attraverso il grafico si può infatti notare che la dimensione economica non è dovuta tanto a fattori strutturali – il contributo della SAU regionale a vite è inferiore alla media nazionale – ma in maniera specifica alle produzioni DOCDOCG, che, in termini di SAU, determinano l’indice di specializzazione più elevato – 2,98 – tra tutte le regioni. Grafico 3.14 - Posizionamento della Toscana ISP 15,0 10,0 5,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (HL) Toscana Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: La produzione effettiva di vini DOC-DOCG in Toscana sfiora il 1,6 milioni di hl, ottenuti su una SAU iscritta all’Albo di oltre 82.000 ettari (il 24% del totale nazionale), cui corrispondono quasi 22.000 aziende (tabella 3.21). Va sottolineato tuttavia che la SAU effettivamente in produzione è di “appena” 31.400 ettari (in questo caso il 15% del totale nazionale), mentre la produzione certificata scende a 1.269.000 hl circa. Tali dati mettono in evidenza come la regione 63
  • 62. faccia registrare uno dei valori più bassi per il rapporto tra SAU in produzione ed iscritta, mentre il valore del rapporto tra produzione certificata ed effettiva è conforme alla media nazionale (tabella 3.22). Come già visto in altre regioni forti produttrici, l’ampio panorama delle denominazioni toscane si articola su vini di grande diffusione e produzioni di nicchia. In particolare quasi 844.000 hl, pari ad oltre il 50% della produzione regionale effettiva di vino DOC-DOCG, si concentra nel Chianti, denominazione che è anche una delle maggiori a livello nazionale. Infatti il Chianti DOCG, che va ricordato è presente in ben cinque province toscane, è la prima denominazione nazionale per produzione certificata e la seconda per effettiva dopo il Montepulciano d’Abruzzo (6,6% del totale nazionale per entrambi gli indicatori), ed è anche la DOCG nella quale si ritrova anche la maggior quota di SAU, sia iscritta all’Albo che in produzione, anche se il rapporto tra le due superfici è abbastanza basso. Al Chianti va aggiunto poi il Chianti Classico DOCG che è la seconda denominazione regionale con oltre il 14% della produzione effettiva e l’11% di quella certificata. Da rilevare che il Chianti Classico in termini di ettari rappresenta quasi il 9% della SAU iscritta all’Albo ed il 19% di quella in produzione. Le differenze tra le due denominazioni sono dovute a differenze strutturali e produttive significative. Il Chianti Classico può vantare un rapporto tra SAU in produzione ed iscritta ben più alto del Chianti (0,83 contro 0,61), ed un’ampiezza aziendale che è quasi il doppio (6,8 ha/azienda contro 3,8). Di contro il Chianti ha una maggiore incidenza di produzione certificata (il 75% contro il 59%). Tabella 3.21 - La produzione di vino DOC-DOCG in Toscana nel 2004 Vino Denom. Ansonica Costa Argentario Doc Barco Reale di Carmignano e Carmignano Bianco della Valdinievole Doc Bianco dell'Empolese Doc Bianco di Pitigliano Doc Bianco Pisano di San Torpé Doc Bolgheri Doc Brunello di Montalcino Docg Candia dei Colli Apuani Doc Capalbio Doc Carmignano Docg Chianti Docg Chianti Classico Colli dell'etruria centrale 64 Provincia Aziende SAU SAU in iscritte iscritta produzione all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Grosseto 118 109,88 77,06 6 65,00 37,20 Firenze Firenze Grosseto Pisa Livorno Siena Massa Carrara Grosseto Prato Arezzo, Firenze, Pisa, Siena, Pistoia Docg Firenze, Siena Doc Arezzo, Firenze, Pisa, Siena Produzione effettiva Uva (q.li) 7.343 3.729 Produzione certificata Vino (hl) (hl vino) 5.140 2.122 2.604 2.604 2 42 327 80 92 370 41 300 31 6.659 9,13 98,54 554,05 203,41 831,77 1.970,70 44,76 239,83 117,00 25.116 15,95 41,23 298,27 63,66 575,42 1.844,33 32,00 159,35 83,54 15.352 1.290 3.352 23.330 4.463 42.992 127.365 1.975 13.514 5.187 1.193.724 748 2.178 16.074 3.124 29.927 86.345 1.382 9.219 3.455 833.716 593 571 11.401 2.478 23.741 86.345 1.382 3.202 3.455 628.391 1.054 1.584 7.168 5.073 5.958 159 338.131 11.042 236.009 7.379 139.427 4.568
  • 63. Tabella 3.21 (segue) - La produzione di vino DOC-DOCG in Toscana nel 2004 Vino Denom. Colli di Luni (Ir) Colline Lucchesi Cortona Elba Montecarlo Montecucco Monteregio di Massa Marittima Montescudaio Morellino di Scansano Moscadello di Montalcino Orcia Parrina Pomino Rosso di Montalcino Rosso di Montepulciano San Gimignano Sant'Antimo Sovana Val d'Arbia Val di Cornia Valdichiana Vernaccia di San Gimignano Vin Santo di Montepulciano Vin Santo del Chianti Vin Santo Chianti Classico Vino Nobile di Montepulciano Totale Toscana Provincia Aziende SAU SAU in iscritte iscritta produzione all'albo (n) all'albo (ha) all'albo (ha) Doc Massa Carrara 31 21,35 18,04 Doc Lucca 86 171,73 139,93 Doc Arezzo 149 359,11 116,15 Doc Livorno - Isola d'Elba 203 150,87 113,87 Doc Lucca 114 285,77 258,46 Doc Grosseto 272 359,12 220,82 Doc Grosseto 214 477,63 304,38 Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Docg Pisa Grosseto Siena Siena Grosseto Firenze Siena Siena Siena Siena Grosseto Siena Livorno Arezzo, Siena Siena Doc Siena Produzione effettiva Uva (q.li) 985 8.396 6.715 6.515 20.063 12.108 18.718 Vino (hl) 688 5.860 4.625 4.151 15.206 8.549 12.886 Produzione certificata (hl vino) 688 5.567 3.669 3.293 14.492 2.427 2.847 Arezzo, Firenze, Pisa, Siena, Pistoia Doc Firenze, Siena Docg Siena 213,66 1.357,56 103,65 169,15 53,20 101,80 2.194,85 1.603,27 2.299,01 3.730,19 352,47 77,69 385,00 677 847,88 136,08 1.287,37 48,92 79,49 39,84 94,88 216,66 347,99 74,59 607,62 201,64 39,44 197,35 226 777,06 9.617 109.173 1.615 4.786 3.680 5.638 16.604 29.458 5.321 35.978 14.449 1.563 14.835 18.669 63.893 6.732 67.721 913 3.299 2.576 3.890 11.599 20.604 3.597 25.077 9.801 985 10.358 102.459 44.695 5.340 57.700 913 3.299 1.921 2.923 11.599 20.604 3.597 25.077 1.788 985 8.217 81.500 44.695 1.084 3.293,37 10,39 710 241 241 2.849 11.796 84 6.958 2.829 2.364 974 8.136 54 2.881 1.001 934 317 1.233,80 1.022,33 74.518 51.991 51.991 21.738 Doc 74 475 33 157 4 4 507 519 767 924 310 25 185 560 195 82.051 31.414 2.271.279 1.659.632 1.268.950 In corsivo i dati di fonte Federdoc; in colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. La terza denominazione, sia per produzione effettiva che certificata, è il Valdichiana Doc, con oltre il 6% circa per entrambi i dati. Segue ancora il Brunello di Montalcino, con rispettivamente, il 5,2% ed il 6,8%, per le due tipologie di produzione. La differenza tra le due percentuali è dovuta al fatto che tutta la produzione effettiva viene poi certificata; da rilevare anche l’alta incidenza – 65
  • 64. 95% – della SAU in produzione rispetto a quella iscritta. È evidente come l’utilizzazione delle superfici e delle produzioni di Brunello sia molto efficace. Queste quattro denominazioni concentrano rispettivamente il 76% ed il 74% delle produzioni effettiva e certificata regionali. Complessivamente con le prime 10 denominazioni si supera, per entrambi gli indicatori, il 90% del totale regionale. Un’altra notazione di indubbio interesse è che fra i primi quattro vini analizzati ben tre sono DOCG. La loro produzione sfiora il 70% del totale regionale di quella effettiva. Nei primi 10 se ne trovano altri due – Vino Nobile di Montepulciano e Vernaccia di S. Gimignano – e l’incidenza in questo caso si aggira sul 75% del totale regionale. La Toscana quindi non si caratterizza soltanto, come visto in precedenza, per una produzione vitivinicola fortemente orientata alla qualità9, ma all’interno della qualità la componente che trova lo spazio maggiore è quella della fascia in cui la qualità stessa viene ulteriormente garantita. Da ricordare ancora come per molte delle denominazioni meno diffuse non si raggiungano i 100 ettari di SAU o vengano ottenuti in numero di imprese esiguo10. Va ulteriormente messo in luce come vi siano alcune denominazioni per le quali il numero di aziende e le superfici iscritte all’Albo è molto alto, ma per le quali poi la produzione viene effettivamente ottenuta su una SAU molto minore. Si tratta dei tre Vin Santo per i quali, complessivamente, l’Albo registra più di 23.000 ettari (28% della SAU iscritta), dei quali meno di 150 effettivamente in produzione. Tabella 3.22 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Toscana nel 2004 Vino Produzione certificata/ effettiva Ansonica Costa Argentario 0,41 Barco Reale di Carmignano e Carmignano 1,00 Bianco della Valdinievole 0,79 Bianco dell'Empolese 0,26 Bianco di Pitigliano 0,71 Bianco Pisano di San Torpé 0,79 Bolgheri 0,79 Brunello di Montalcino 1,00 Candia dei Colli Apuani 1,00 Capalbio 0,35 Carmignano 1,00 Chianti 0,75 Chianti Classico 0,59 Colli dell'etruria Centrale 0,62 Colli di Luni (Ir) 1,00 Colline Lucchesi 0,95 66 Resa apparente (q.li/ha) 95,3 100,2 80,9 81,3 78,2 70,1 74,7 69,1 61,7 84,8 62,1 77,8 56,8 69,4 54,6 60,0 SAU media (ha) 0,93 10,83 3,74 2,35 1,69 2,54 9,04 5,33 1,09 0,80 3,77 3,77 6,80 3,20 0,69 2,00 SAU in produzione sul totale 0,70 0,57 1,75 0,42 0,54 0,31 0,69 0,94 0,71 0,66 0,71 0,61 0,83 0,03 0,84 0,81 Resa vinificazione 0,70 0,70 0,58 0,65 0,69 0,70 0,70 0,68 0,70 0,68 0,67 0,70 0,70 0,67 0,70 0,70
  • 65. Tabella 3.22 (segue) - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Toscana nel 2004 Vino Cortona Elba Montecarlo Montecucco Monteregio di Massa Marittima Montescudaio Morellino di Scansano Moscadello di Montalcino Orcia Parrina Pomino Rosso di Montalcino Rosso di Montepulciano San Gimignano Sant'Antimo Sovana Val d'Arbia Val di Cornia Valdichiana Vernaccia di San Gimignano Vin Santo di Montepulciano Vin Santo del Chianti Vin Santo Chianti Classico Vino Nobile di Montepulciano Media regionale Produzione certificata/ effettiva 0,79 0,79 0,95 0,28 0,22 0,79 0,85 1,00 1,00 0,75 0,75 1,00 1,00 1,00 1,00 0,18 1,00 0,79 0,80 1,00 1,00 0,84 0,93 1,00 0,79 Resa apparente (q.li/ha) 57,8 57,2 77,6 54,8 61,5 70,7 84,8 33,0 60,2 92,4 59,4 76,6 84,7 71,3 59,2 71,7 39,6 75,2 82,8 82,2 68,3 82,6 53,2 72,9 72,3 SAU media (ha) 2,41 0,74 2,51 1,32 2,23 2,89 2,86 3,14 1,08 13,30 25,45 4,33 3,09 3,00 4,04 1,14 3,11 2,08 1,21 4,35 3,04 4,14 8,35 3,89 3,77 SAU in produzione sul totale 0,32 0,75 0,90 0,61 0,64 0,64 0,95 0,47 0,47 0,75 0,93 0,10 0,22 0,03 0,16 0,57 0,51 0,51 0,33 0,92 0,00 0,01 0,01 0,83 0,38 Resa vinificazione 0,69 0,64 0,76 0,71 0,69 0,70 0,62 0,57 0,69 0,70 0,69 0,70 0,70 0,68 0,70 0,68 0,63 0,70 5,49 0,70 0,34 0,41 0,35 0,70 0,73 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. 3.11 Marche Nel 2004 nelle Marche sono stati ottenuti poco più di 454.000 hl di vino DOC-DOCG pari al 3,5% dell’intera produzione nazionale. L’intera produzione risulta certificata ed in questo caso l’incidenza sale al 4,6%. La produzione, anche se limitata nei suoi volumi, consente tuttavia alla regione di rivestire un ruolo non secondario fra quelle realtà territoriali che nella mappatura della vitivinicoltura italiana sono state classificate come “di nicchia”. Tale posizione è giustificata dal limitato apporto – il 5% circa – del comparto vitivinicolo alla produzione agricola regionale, ma al ruolo che le produzioni DOC-DOCG rivestono – il 37% circa del totale in volume – in tale contesto. Il profilo regionale, rispetto a quello nazionale è quindi diversificato sull’asse 67
  • 66. Grafico 3.15 - Posizionamento delle Marche ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (x10) Marche Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: della qualità (figura 3.15). Valori minori per gli indicatori che rappresentano parametri quantitativi – SAU a vite, peso economico del comparto – e maggiori per il ruolo dei vini DOC-DOCG e per l’ISP, con il valore dell’indicatore pari a 1,17. La produzione di vino DOC-DOCG (tabella 3.23) nelle Marche è articolata su Tabella 3.23 - La produzione di vino DOC-DOCG nelle Marche nel 2004 Vino Denom. Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Bianchello del Metauro Doc Pesaro 247 381,26 256,81 22.218 15.553 15.553 Colli Maceratesi Doc Ancona, Macerata 99 196 126 10.201 7.218 7.218 Colli Pesaresi Doc Pesaro 195 339,42 230,53 15.734 11.014 11.014 Conero Docg Ancona 34 106,80 83,51 5.951 4.166 4.166 Esino Doc Ancona, Macerata 1.342 797,71 399,88 21.896 13.327 13.327 Falerio dei Colli Ascolani Doc Ascoli Piceno 223 488,24 469,53 42.945 30.062 30.062 I Terreni di Sanseverino Doc Macerata 6 10,37 3,20 76 54 54 Lacrima di Morro D'alba Doc Ancona 64 207,38 183,81 15.932 11.152 11.152 Offida Doc Ascoli Piceno 163 195,57 138,32 10.210 7.095 7.095 Rosso Conero Doc Ancona 121 466,98 442,38 34.604 24.223 24.223 Rosso Piceno Doc Ancona, Ascoli Piceno, 1.192 2.708,87 2.072,33 169.568 118.697 118.697 Macerata Verdicchio dei Castelli di Jesi Doc Ancona, Macerata 3.653 4.776,30 2.428,98 275.229 192.656 192.656 Verdicchio di Matelica Doc Ancona, Macerata 175 340,91 235,17 24.233 16.963 16.963 Vernaccia di Serrapetrona Docg Macerata 19 68,20 38,39 3.165 1.836 1.836 Totale Marche 7.533 11.084 7.109 651.962 454.016 454.016 In colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 68
  • 67. 14 denominazioni di cui 2 DOCG, ed è ottenuta su 7.000 ettari circa. All’Albo risultano iscritte 7.533 aziende ed una SAU di circa 11.000 ettari, evidenziando un rapporto tra SAU in produzione e totale maggiore in confronto alla media nazionale (tabella 3.24). Da notare come l’incidenza regionale in termini di unità produttive e di SAU sia minore rispetto alla produzione di vino. La diversità è dovuta alla maggiore resa apparente rispetto alla media nazionale e alla dimensione media aziendale, superiore sia pur di poco al valore medio nazionale. Oltre il 42% del totale della produzione regionale di vino DOC-DOCG – pari a circa 193.000 hl – è rappresentata dal Verdicchio dei Castelli di Jesi. Segue il Rosso Piceno con il 26%. In due denominazioni è quindi concentrato il 70% della produzione regionale. Fra i due vini si notano differenze strutturali profonde. Infatti le aziende che producono Verdicchio evidenziano una ampiezza media decisamente minore (1,3 ha/azienda contro 2,3 del Rosso Piceno). Allo stesso tempo è minore il rapporto tra SAU in produzione ed iscritta (0,51 contro 0,77). Tuttavia per il Verdicchio si registra una resa produttiva di 113 quintali/ha, superiore a quella del Rosso Piceno e delle altre denominazioni regionali. Tra queste, sotto il profilo meramente quantitativo, rivestono una certa importanza produttiva il Falerio dei Colli Ascolani (6,6% del totale regionale) e il Rosso Conero (5,5%). Se si esclude l’Esino, al cui Albo sono iscritte ben più di 1.300 aziende la cui superficie media tuttavia è inferiore ai 6.000 mq, le altre denominazioni sono presenti su aziende e superfici limitate. Nell’Albo delle due DOCG – Conero e Vernaccia di Serrapetrona – sono iscritte rispettivamente 34 e 19 aziende. In entrambi i casi la produzione, pari a poche migliaia di hl, non raggiunge l’1% del totale regionale. Tabella 3.24 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG nelle Marche nel 2004 Vino Bianchello del Metauro Colli Maceratesi Colli Pesaresi Conero Esino Falerio dei Colli Ascolani I Terreni di Sanseverino Lacrima di Morro D'alba Offida Rosso Conero Rosso Piceno Verdicchio dei Castelli di Jesi Verdicchio di Matelica Vernaccia di Serrapetrona Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 Resa apparente (q.li/ha) 86,5 80,8 68,3 71,3 54,8 91,5 23,8 86,7 73,8 78,2 81,8 113,3 103,0 82,5 91,7 SAU media (ha) 1,54 1,98 1,74 3,14 0,59 2,19 1,73 3,24 1,20 3,86 2,27 1,31 1,95 3,59 1,47 SAU in produzione sul totale 0,67 0,64 0,68 0,78 0,50 0,96 0,31 0,89 0,71 0,95 0,77 0,51 0,69 0,56 0,64 Resa vinificazione 0,70 0,71 0,70 0,70 0,61 0,70 0,71 0,70 0,69 0,70 0,70 0,70 0,70 0,58 0,70 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. 69
  • 68. 3.12 Umbria L’Umbria con 207.000 hl di vino DOC-DOCG è, sotto il profilo meramente quantitativo, una delle più piccole realtà produttive italiane, con un contributo alla produzione nazionale inferiore al 2%. Inoltre se si considera l’incidenza della produzione DOC-DOCG sul totale di vino si nota come questa – poco meno del 22% – sia inferiore alla media nazionale. Allo stesso modo risulta al di sotto della media il contributo economico del comparto sul totale della produzione agricola. Tali dati fanno sì che la regione si posizioni, nell’ambito della mappatura della vitivinicoltura nazionale, nel quadrante denominato “tra marginalità ed equilibrio”, seppure molto vicino all’origine degli assi, ossia alla media nazionale degli indicatori. A tale posizionamento corrisponde quindi un profilo per alcuni versi simile a quello nazionale (figura 3.16). Le differenze si notano soprattutto in termini di superfici. Infatti l’Umbria pur avendo una percentuale della SAU a vite di poco inferiore a quella media nazionale, si caratterizza per un indice di specializzazione tra i più elevati. Quindi un profilo simile a quello visto per le regioni definite “di nicchia”. Tuttavia si è visto che il contributo delle produzioni DOC-DOCG sul totale del vino prodotto è inferiore alla media nazionale. La differenza si può spiegare da un lato con il rapporto tra SAU iscritta e SAU realmente in produzione (62%), ma soprattutto con la resa apparente, inferiore ai 41 quintali/ha (tabella 3.25), meno del 50% della media nazionale e valore più basso in assoluto tra tutte le regioni italiane. Si spiega quindi anche la differenza tra il peso sul totale Grafico 3.16 - Posizionamento dell’Umbria ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % SAU VITE % 0,0 VINO DOC/tot (x10) Umbria Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: 70 Italia
  • 69. nazionale in termini di vino prodotto, che si è visto è inferiore al 2%, e quello in termini di SAU che sfiora il 5%. Sembra quindi appropriata la collocazione della regione umbra nel quadrante che ospita realtà che mirano all’equilibrio. In questo caso l’orientamento alla qualità della produzione umbra, seppur di rilievo, viene “equilibrato” dalla produzione di vino comune che, grazie ad una resa di gran lunga maggiore, assume un peso decisivo. Tabella 3.25 - La produzione di vino DOC-DOCG in Umbria nel 2004 Vino Colli Altotiberini Colli Amerini Colli del Trasimeno Colli Martani Colli Perugini Lago di Corbara Montefalco Montefalco Sagrantino Orvieto (Ir) Rosso Orvietano Torgiano Torgiano Rosso Riserva Assisi Totale Umbria Denom. Provincia Aziende SAU SAU in iscritte iscritta produzione all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Doc Perugia 27 133 65 Doc Terni 86 2 0 Doc Perugia 206 300 179 Doc Perugia 341 553 216 Doc Perugia, Terni 357 807 243 Doc Terni 45 2 1 Doc Perugia 164 354 338 Docg Perugia 1.106 3.287 3.203 Doc Terni 2.375 9.698 5.104 Doc Terni 255 587 320 Doc Perugia 87 294 221 Docg Perugia 90 302 225 Doc Perugia 79 106 66 5.217 16.425 10.179 Produzione effettiva Produzione certificata Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) 3.768 2.638 2.638 0 0 0 10.278 7.062 7.062 16.585 11.609 11.609 7997 5.598 5.598 76 2.883 2.883 26.486 18.540 18.540 8.019 4.946 4.946 307.458 136.258 136.258 19.312 7.410 6.031 8.969 6.058 6.058 154 108 108 4.764 4.095 4.095 413.865 207.205 205.826 In colore i dati derivanti da stime; per le procedure di stima si vedano le note metodologiche. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. L’importanza delle produzione umbre DOC-DOCG è comunque testimoniata dalle 13 denominazioni di cui 2 DOCG (tabella 3.25), ma anche dal rapporto tra produzione certificata ed effettiva, vicino all’unità e che fa salire il peso della produzione effettiva umbra sul totale nazionale a più del 2%. Due terzi circa dell’intera produzione umbra di vini DOC-DOCG è rappresentata dall’Orvieto DOC, che tuttavia rappresenta appena il 50% della SAU in produzione, discrasia che mette in luce una resa ben superiore a quella media regionale. A ciò si aggiunga che le aziende iscritte all’Albo dell’Orvieto DOC, vantano una dimensione di circa il doppio di quella media regionale. Ciò fa si che le quasi 2.400 aziende siano il 45% del totale regionale. Il 77% della produzione di Orvieto è costituita da Orvieto Classico, cui segue la sottomenzione Orvieto (19%), mentre la menzione superiore rappresenta appena il 4%. L’Orvieto è seguito dal Montefalco DOC, che con 18.550 hl rappresenta il 9% circa dell’intera produzione regionale. Anche in questo caso i valori in termini di aziende e SAU sono molto più bassi, grazie alla resa elevata – 78 quintali/ha – ed all’elevato rapporto tra SAU in produzione ed iscritta. 71
  • 70. Tabella 3.26 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Umbria nel 2004 Vino Colli Altotiberini Colli Amerini Colli del Trasimeno Colli Martani Colli Perugini Lago di Corbara Montefalco Montefalco Sagrantino Orvieto (Ir) Rosso Orvietano Torgiano Torgiano Rosso Riserva Assisi Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 0,81 1,00 1,00 1,00 0,99 Resa apparente (q.li/ha) 58,3 57,4 76,9 32,8 108,3 78,4 2,5 60,2 60,4 40,7 0,7 72,1 40,7 SAU media (ha) 4,93 0,02 1,46 1,62 2,26 0,06 2,16 2,97 4,08 2,30 3,38 3,36 1,34 3,15 SAU in produzione sul totale 0,49 0,00 0,60 0,39 0,30 0,28 0,95 0,97 0,53 0,55 0,75 0,75 0,62 0,62 Resa vinificazione 0,70 0,69 0,70 0,70 37,95 0,70 0,62 0,44 0,38 0,68 0,70 0,86 0,50 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. Le altre denominazioni umbre sono ottenute su superfici contenute e in un numero ridotto di aziende e si caratterizzano quali prodotti di nicchia. Sembrerebbe in un certo senso fare eccezione il Sagrantino, una delle due DOCG ed uno dei prodotti enologici di maggiore pregio anche a livello nazionale, visto che all’Albo risultano iscritte più di 1.100 aziende e la SAU in produzione è di 3.200 ettari. Tuttavia, analizzando le sottomenzioni, si capisce come tali dati siano imputabili ad una sottodenominazione – il Sagrantino Secco – la cui produzione di uva, rilevata presso la CCIAA, non viene poi vinificata. Ciò spiega anche la resa molto bassa. 3.13 Lazio Anche se per il Lazio i valori degli indicatori qui adottati per classificare il comparto vitivinicolo sono abbastanza simili a quelli dell’Umbria, a causa della maggiore incidenza della produzione DOC sul totale, la regione nella mappatura riportata in figura 2.8, ricade nel quadrante definito “di nicchia”. In effetti nel Lazio si ottengono quasi 633.000 hl di vino DOC-DOCG, pari a quasi il 5% della produzione nazionale di vini DOC-DOCG. Tuttavia il contributo del comparto viticolo all’economia del settore agricolo regionale si attesta sul 7%, valore comunque inferiore alla media. Per quanto detto non stupisce quindi che il profilo del Lazio sia abbastanza simile a quello nazionale. In modo analogo a quanto visto per l’Umbria, si osserva una leggera differenza in termini di incidenza dalla SAU a vite, cui fa riscontro però un indice di specializzazione pari ad 1,37. La combinazione dei 72
  • 71. Grafico 3.17 - Profilo vitivinicolo del Lazio ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (x10) Lazio Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: due dati è coerente con il carattere “di nicchia” della produzione regionale. Colpisce, semmai, che il valore dell’indice, abbastanza elevato, non si traduca in una più robusta incidenza delle produzioni DOC-DOCG, pari al 26% circa sul vino totale e simile quindi alla media nazionale (25%). Tale differenza in realtà è da imputare al rapporto tra SAU in produzione e SAU iscritta, pari a 0,41, valore tra i più bassi tra tutte le realtà regionali (tabella 3.28). Ciò determina anche il diverso peso che la regione assume a livello nazionale per la SAU in produzione – il 3,8% – rispetto a quella per la SAU iscritta, pari al 5,6%. L’altro dato che caratterizza il comparto vitivinicolo regionale è la quota di produzione certificata, pari al 62% di quella effettiva, e quindi decisamente inferiore alla media nazionale. La produzione di vino DOC-DOCG nel Lazio si articola su ben 26 denominazioni, per un totale di quasi 12.000 aziende e 19.000 ettari di SAU iscritte all’Albo (tabella 3.27). Tuttavia analizzando la produzione delle singole denominazioni si nota come quasi il 67,5% della produzione effettiva sia ottenuta da tre vini: il Castelli Romani, con quasi il 32%, il Frascati, con il 22,5% e il Marino, con il 13%. Se si prende in considerazione la produzione certificata poi il contributo dei tre vini citati sale ad oltre il 73% del totale. Si deve dire tuttavia che in termini di prodotto certificato il terzo vino risulta il Colli Albani con quasi il 12% del totale. Se alle 4 DOC citate si aggiunge la quinta, ossia il Velletri, si raggiunge l’81% della produzione effettiva e l’85% di quella certificata. Si tratta, come è possibile osservare di vini che ricadono nell’area dei Castelli Romani, ove in totale sono presenti 8 vini DOC. L’insieme di questi vini rappresenta quasi il 90% della produzione regionale, identificando, alme- 73
  • 72. Tabella 3.27 - La produzione di vino DOC-DOCG nel Lazio nel 2004 Vino Denom. Provincia Aleatico di Gradoli Aprilia Atina Bianco Capena Castelli Romani Cerveteri Cesanese del Piglio Cesanese di Affile Cesanese di Olevano Circeo Colli Albani Colli della Sabina Colli Etruschi Viterbesi Colli Lanuvini Cori Est! Est!! Est!!! di Montefiascone Frascati Genazzano Marino Montecompatri Colonna Nettuno Orvieto Tarquinia Velletri Vignanello Zagarolo Totale Lazio Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Aziende SAU SAU in iscritte iscritta produzione all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Viterbo 58 21,15 11,31 Latina 840 3.195,00 117,94 Frosinone 17 12,69 12,69 Roma 139 160,26 Latina, Roma 2.533 3.026 2.342 Roma, Viterbo 856 1.052 275 Frosinone 91 140,15 119,10 Roma 24 17,70 3,65 Roma 306 382,49 37,70 Latina 58 212,00 78,91 Roma 401 1.274,47 450,58 Roma, Rieti 58 105 88 Viterbo 282 274,39 230,93 Roma 926 1.489,55 115,70 Latina 135 485,00 136,03 Viterbo 565 524,74 427,92 Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Roma Roma Roma Roma Roma Viterbo Roma, Viterbo Latina, Roma Viterbo Roma 2.296 39 632 304 32 122 65 872 132 162 11.945 2.414,87 32,11 1.477,66 239,80 32,23 273,53 119 1.906 101,39 186,05 19.156 1.660,64 14,90 871,14 7,77 9,17 182,07 36 570 63,78 8,36 7.871 Produzione effettiva Produzione certificata Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) 587 411 49 10.006 7.424 1.315 260 182 182 242.654 201.781 131.953 26.261 18.382 11.830 7.733 5.026 5.026 45 29 25 2.451 1.593 151 7.039 13.675 2.683 65.690 45.983 42.457 2.592 1.813 1.811 12.418 8.693 3.381 12.710 8.897 8.897 9.373 6.561 1.341 38.281 26.797 7.467 202.990 1.591 119.066 1.126 911 15.072 3.750 56.085 6.959 734 846.384 142.092 1.104 83.346 788 637 10.550 2.624 38.959 5.002 528 632.877 121.593 612 34.742 739 393 6.616 2.458 5.000 2.720 268 393.709 In corsivo i dati di fonte Federdoc; in colore quelli risultanti da stime. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. no sotto il profilo quantitativo, la produzione regionale con quella di questo distretto. Analizzando i dati a disposizione si osserva che questa concentrazione produttiva è dovuta a diversi fenomeni concomitanti. Innanzitutto si tratta di tre vini i cui terreni di riferimento fanno osservare una produttività tra le più alte: si va infatti da valori simili alla media regionale, come per i Castelli Romani (104 q.li/ha) sino a valori di gran lunga superiori (come i 145 q.li/ha del Colli Albani). Si è poi in presenza di vini per i quali la quota di produzione certificata rispetto al totale è piuttosto alta. Di contro per molte delle altre denominazioni regionali si osserva il fenomeno opposto: rese contenute e bassa inci- 74
  • 73. Tabella 3.28 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG nel Lazio nel 2004 Vino Produzione certificata/ effettiva Aleatico di Gradoli 0,12 Aprilia 0,18 Atina 1,00 Bianco Capena Castelli Romani 0,65 Cerveteri 0,64 Cesanese del Piglio 1,00 Cesanese di Affile 0,88 Cesanese di Olevano 0,09 Circeo 0,20 Colli Albani 0,92 Colli della Sabina 1,00 Colli Etruschi Viterbesi 0,39 Colli Lanuvini 1,00 Cori 0,20 Est! Est!! Est!!! di Montefiascone 0,28 Frascati 0,86 Genazzano 0,55 Marino 0,42 Montecompatri Colonna 0,94 Nettuno 0,62 Orvieto 0,63 Tarquinia 0,94 Velletri 0,13 Vignanello 0,54 Zagarolo 0,51 Media regionale 0,62 Resa apparente (q.li/ha) 51,9 84,8 20,5 103,6 95,7 64,9 12,3 65,0 89,2 145,8 29,5 53,8 109,9 68,9 89,5 122,2 106,8 136,7 144,9 99,3 82,8 105,6 98,3 109,1 87,8 107,54 SAU media (ha) 0,36 3,80 0,75 1,15 1,19 1,23 1,54 0,74 1,25 3,66 3,18 1,82 0,97 1,61 3,59 0,93 1,05 0,82 2,34 0,79 1,01 2,24 1,84 2,19 0,77 1,15 1,60 SAU in produzione sul totale 0,53 0,04 1,00 0,00 0,77 0,26 0,85 0,21 0,10 0,37 0,35 0,83 0,84 0,08 0,28 0,82 0,69 0,46 0,59 0,03 0,28 0,67 0,30 0,30 0,63 0,04 0,41 Resa vinificazione 0,70 0,74 0,70 0,83 0,70 0,65 0,64 0,65 1,94 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,69 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,69 0,72 0,72 0,75 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. denza di produzione certificata sul totale. Tale andamento rende ancora più accentuata una delle caratteristiche della vitivinicoltura laziale, ossia la dimensione di nicchia, che non si applica alle denominazioni maggiori, ma sicuramente a diverse altre, finendo con il marcare l’intera produzione. 3.14 Abruzzo L’Abruzzo è la sola regione meridionale italiana che nella mappatura della vitivinicoltura italiana si situa nel quadrante dell’eccellenza, caratterizzato da una importanza marcata del settore vitivinicolo nel panorama economico regionale ed allo stesso tempo da una elevata incidenza della produzione di vini di qualità. 75
  • 74. Grafico 3.18 - Profilo vitivinicolo dell’Abruzzo ISP 9,0 6,0 3,0 SAU VITE % 0,0 € VINO % VINO DOC/tot (x10) Abruzzo Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: Nonostante il numero di denominazioni non sia particolarmente elevato – 3 DOC ed una DOCG – l’Abruzzo con poco più di 19.000 ettari di SAU investita in vitivinicoltura di qualità incide per circa il 5,6% sulla SAU nazionale destinata a vini a Denominazione di Origine. A rimarcare il peso del comparto ed il posizionamento della regione, basti dire che l’incidenza della SAU viticola sul totale – superiore al 10% – è quasi il doppio di quella nazionale, così come il contributo alla produzione economica del settore agricolo (15%). Più elevata rispetto al valore nazionale anche l’incidenza della produzione di vini di qualità. Nel complesso questi dati delineano un profilo vitivinicolo che fa emergere l’alta vocazione regionale, mettendo il luce, al suo interno, il ruolo decisivo dei prodotti di qualità, ribadito da un indice di specializzazione – peraltro unica regione del Sud Italia – positivo, pari a 1,26. Dei 19.000 ettari iscritti all’Albo in realtà quelli realmente in produzione risultano poco meno di 12.000 (tabella 3.29), con un rapporto tra SAU iscritta e SAU in produzione simile alla media nazionale (tabella 3.30), distribuiti su quasi 15.000 aziende, con una SAU media di oltre 2 ettari. La produzione complessiva di uve sfiora il milione e mezzo di quintali con una resa apparente di quasi 122 q.li/ha, mentre quella di vino supera il milione di hl, anche se quella certificata è pari al 74% (782.000 hl). Il panorama produttivo complessivo è dominato dal Montepulciano d’Abruzzo DOC che concentra oltre l’80% della produzione certificata. Segue il Trebbiano d’Abruzzo DOC con il 19% circa, mentre la restante quota si suddivide tra Controguerra DOC e Montepulciano d’Abruzzo delle Colline Teramane DOCG. 76
  • 75. Tabella 3.29 - La produzione di vino DOC-DOCG in Abruzzo nel 2004 Vino Denom. Provincia Aziende SAU SAU in iscritte iscritta produzione all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Teramo 24 87 61 Teramo 99 260 170 Controguerra Doc Montepulciano d'Abruzzo Docg Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo Doc Chieti, Aquila, Pescara, Teramo Trebbiano d'Abruzzo Doc Chieti, Aquila, Pescara, Teramo Totale Abruzzo Produzione effettiva Produzione certificata Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) 4.301 3.010 2.425 9.369 6.558 4.984 10.482 14.022 9.329 1.218.801 853.160 628.357 4.112 4.654 2.332 214.806 196.936 146.151 14.717 19.024 11.893 1.447.278 1.059.666 781.917 In colore i dati risultanti da stime. Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. Tabella 3.30 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Abruzzo nel 2004 Vino Controguerra Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane Montepulciano d'Abruzzo Trebbiano d'Abruzzo Media regionale Produzione certificata/ effettiva 0,81 0,76 Resa apparente (q.li/ha) 70,4 55,0 SAU media (ha) 3,63 2,63 SAU in produzione sul totale 0,70 0,65 Resa vinificazione 0,74 0,74 0,74 130,6 92,1 121,7 1,34 1,13 1,29 0,67 0,50 0,63 0,70 0,92 0,73 0,70 0,70 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. Il Montepulciano d’Abruzzo DOC, diffuso in tutte le province abruzzesi, incide in misura minore, rispetto alla produzione certificata, per i principali dati strutturali (aziende, SAU). Ciò è dovuto ad un maggiore coefficiente di SAU in produzione rispetto a quella iscritta in Albo, ma soprattutto ad una resa media sensibilmente più elevata. Per il Montepulciano d’Abruzzo risultano in produzione due menzioni: il Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo ed il Montepulciano d’Abruzzo Rosso che concentra il 92% della produzione di vino certificato. Esistono poi altre due menzioni per le quali tuttavia non risultano produzioni. Anche per il Trebbiano, presente in provincia di Teramo, sono presenti due menzioni, ma ne risulta in produzione una sola, i cui dati coincidono pertanto con quelli riportati in tabella. Stesso discorso può farsi per il Montepulciano d’Abruzzo delle Colline Teramane DOCG. Al contrario per il Controguerra, anche questo prodotto in provincia di Teramo, esistono ben 23 menzioni, ma quelle che risultano in produzione sono 5. Tra queste il maggiore contributo si deve al Controguerra Bianco (con oltre il 63% della produzione complessiva) ed a quello Rosso (il 18% circa). 77
  • 76. Le informazioni relative ai prezzi delle uve e dei vini abruzzesi sono alquanto carenti. Tuttavia è stato possibile rilevare quotazioni nettamente differenziate tra denominazioni e menzioni. Sia per le uve che per il vino i prezzi minori si riscontrano per il Trebbiano, mentre il Montepulciano fa registrare prezzi più alti e con un range notevolmente più ampio. Da notare che per questo vino nel caso della menzione Colline Teramane (DOCG e quindi di maggiore pregio), il prezzo del vino diventi più del doppio della quotazione delle altre. Lo stesso si rileva per il Controguerra Rosso il cui prezzo è di un ordine 4 volte superiore a quello del Bianco. Tabella 3.31 - Prezzi di uve e vini DOC-DOCG in Abruzzo nel 2004 Vino e Menzione Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo Montepulciano d’Abruzzo Cerasuolo Montepulciano d’Abruzzo Rosso Trebbiano d’Abruzzo Controguerra Controguerra bianco Controguerra rosso PREZZI Uva (€/q.le) Vino (€/ettogrado) n.d. 13,46 38-60 38-60 20-23 4,20-6,04 4,20-6,04 3,00-3,30 n.d. n.d. 4,52 19,17 Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 3.15 Molise Come si è visto nel capitolo precedente, analizzando la mappa della vitivinicoltura regionale italiana, il Molise si situa nel quadrante D, caratterizzato da un ridotto contributo del comparto vitivinicolo all’economia agroalimentare regionale e da un peso modesto – all’interno del comparto – dei vini di qualità. Tra le due condizioni richiamate dalla mappatura – marginalità ed equilibrio – sembra che quella prevalente sia la prima, anche se non mancano, come d’altronde in tutte le regioni italiane, situazioni qualitative specifiche. Le caratteristiche fondamentali della vitivinicoltura molisana appaiono restituite con evidenza dal suo profilo grafico (figura 3.19). Questo evidenzia innanzitutto il minor peso, rispetto alla media nazionale, del comparto vitivinicolo sia in termini di superfici che di produzione economica, ma anche come la modesta incidenza della superficie a vini di qualità – il 15% circa – determini un coefficiente di specializzazione negativo, pari a 0,56. D’altronde la SAU iscritta all’Albo dei vini DOC-DOCG in Molise è inferiore ai 1.400 ettari, pari ad appena lo 0,4% del totale nazionale (tabella 3.32). Le denominazioni di origine in Molise sono appena 3, anche se di una – il Pentro d’Isernia – non si rilevano aziende attive e, conseguentemente produzioni. 78
  • 77. Grafico 3.19 - Profilo vitivinicolo del Molise ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (HL) molise italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: Anche sotto questo profilo il peso della regione nel contesto nazionale risulta piuttosto modesto. La produzione di vini DOC nel 2004, è stata pari a quasi 43.000 hl, ottenuta da 623 aziende su una SAU di 652 ettari, pari al 48% dei 1.370 ettari iscritti all’Albo. I 71.000 quintali di uve raccolti danno quindi una resa apparente pari a 109 q.li/ha. La produzione di vino è da attribuire, per oltre il 92%, al Molise DOC, mentre la restante quota di circa 3.400 hl è attribuibile al Biferno DOC. Entrambi i vini sono ottenuti da terreni dislocati nella provincia di Campobasso. Leggermente diversi i contributi dei due vini in termini di aziende e superfici. Infatti l’incidenza del Molise DOC si riduce sino all’83% ed all’86%, considerando, rispettivamente, le aziende e le superfici iscritte all’Albo. Ancora minore, tuttavia, il contributo (76%) se si prende in considerazione la SAU iscritta all’Albo effettivamente in produzione. Tabella 3.32 - La produzione di vino DOC-DOCG in Molise nel 2004 Vino Denom. Biferno Molise Totale Molise Doc Doc Provincia Aziende SAU iscritte iscritta all'albo (n.) all'albo (ha) Campobasso 84 230,76 Campobasso 539 1.139,51 623 1.370,28 SAU in produzione all'albo (ha) 157,88 494,91 652,80 Produzione effettiva Produzione certificata Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) 13.602 3.419 3.419 57.403 39.478 39.478 71.005 42.897 42.897 In colore i dati risultanti da stime. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 79
  • 78. Tabella 3.33 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Molise nel 2004 Vino Biferno, DOC Molise, DOC Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 1,00 1,00 Resa apparente (q.li/ha) 86,2 116,0 108,8 SAU media (ha) 2,75 2,11 2,20 SAU in produzione sul totale 0,68 0,43 0,48 Resa vinificazione 0,25 0,69 0,60 Fonte: elaborazione Ismea su dati della CCIAA, Federdoc e proprie stime. Le differenze tra i due vini sono dovute a diversità strutturali e produttive (tabella 3.33). Innanzitutto la SAU in produzione, rispetto a quella iscritta all’Albo, è pari al 68% per il Biferno DOC contro il 43% del Molise DOC. Anche l’ampiezza media aziendale risulta superiore per il Biferno DOC (2,75 ettari, contro i 2,11). Tuttavia in termini di resa di uve vi è una differenza sostanziale a favore del Molise DOC (116 quintali/ha contro 86). Per ambedue i vini la produzione certificata risulta pari a quella effettiva. Al Molise DOC sono ascrivibili 21 menzioni potenziali, ma di queste solo 11 risultano in produzione. Sotto il profilo produttivo tuttavia ben 32.000 hl (pari all’81% del totale) ricadono nella menzione del Molise Montepulciano. Seguono il Molise Trebbiano (6%) ed il Molise Aglianico (4%). Per il Biferno il rapporto tra menzioni in produzione e potenziali è più alto (3 su 4), ma anche in questo caso la produzione si concentra soprattutto (oltre il 60%) sul Biferno Rosso. Per quanto riguarda i prezzi (tabella 3.34) è stato possibile rilevare i prezzi sia a livello di DOC che di menzione. Mediamente il Biferno DOC spunta un prezzo di 37 €/hl, superiore ai 33 €/hl del Molise DOC, Tuttavia si nota che Tabella 3.34 - Prezzi di uve e vini DOC-DOCG in Molise nel 2004 PREZZI Vino e Menzione Biferno DOC Biferno Bianco Biferno Rosso Molise DOC Molise o Vini del Molise Montepulciano Molise o Vini del Molise Trebbiano Molise o Vini del Molise Aglianico Molise o Vini del Molise Cabernet sauvignon Molise o Vini del Molise Falanghina Molise o Vini del Molise Tintilia Molise o Vini del Molise Sangiovese Molise o Vini del Molise Greco Bianco Molise o Vini del Molise Moscato bianco Molise o Vini del Molise Pinot bianco Molise o Vini del Molise Chardonnay Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. 80 Uva (€/q.le) Vino (€/hl) 20,00 25,00 35,00 40,00 26,00 20,00 25,00 22,00 23,00 30,00 25,00 20,00 22,00 20,00 22,00 40,00 28,00 40,00 35,00 25,00 60,00 35,00 25,00 26,00 26,00 25,00
  • 79. per il secondo diverse menzioni, ed in particolare quelle che si è visto avere il maggiore peso produttivo, fanno registrare quotazioni ben più elevate della media. Naturalmente questo incrementa il peso di tali menzioni nel panorama vitivinicolo regionale. Da notare infine che la menzione Tintilia – derivante da un vitigno autoctono e storico della regione – spunti il prezzo in assoluto più elevato, pari ad oltre l’80% di quello medio. 3.16 Campania Nonostante la presenza di ben 20 denominazioni – di cui 3 DOCG – e la tradizione che vanta alcune produzioni di eccellenza, in Campania si registrano valori tra i più bassi di ambedue gli indicatori qui impiegati per tracciare una mappa della vitivinicoltura regionale italiana (figura 2.8). Il contributo del comparto vitivinicolo è infatti appena superiore al 3%, mentre l’incidenza della produzione di vini DOC-DOCG sul totale non raggiunge il 5%. Tali dati fanno si che il posizionamento della Campania ricada nel quadrante che comprende le realtà in bilico tra marginalità ed equilibrio. Si aggiunga a ciò che il contributo regionale alla produzione nazionale di vino DOC-DOCG è di appena l’1%, valore tra i più bassi dell’intero panorama nazionale. Il profilo regionale dunque (figura 3.20) restituisce una immagine più vicina – a parte la presenza di alcune punte di eccellenza che verranno analizzate più avanti – a quella della marginalità che a quella dell’equilibrio. In Campania la SAU a vite ha la stessa incidenza che sul territorio nazionale, ma i parametri Grafico 3.20 - Profilo vitivinicolo della Campania ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (x10) Campania Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: 81
  • 80. Tabella 3.35 - La produzione di vino DOC-DOCG in Campania nel 2004 Vino Denom. Aglianico del Taburno Aversa Asprinio Campi Flegrei Capri Castel San Lorenzo Cilento Costa d'Amalfi Falerno del Massico Fiano di Avellino Galluccio Greco di Tufo Guardiolo Ischia Penisola Sorrentina Sannio Sant'agata dei Goti Solopaca Taburno Taurasi Vesuvio Totale Campania Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Docg Doc Docg Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Docg Doc Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Benevento 506,00 640,00 19,00 839,00 587,00 516,56 Caserta, Napoli 117,00 103,04 27,10 3.282,01 2.296,61 1.396,30 Napoli 313,00 206,57 157,47 13.492,00 9.444,00 8.427,61 Napoli 34,00 14,68 7,68 458,00 320,00 281,60 Salerno 245,00 140,34 91,23 6.504,00 4.553,00 4.006,64 Salerno 62,00 73,95 36,61 1.801,00 1.248,00 1.098,24 Salerno 284,00 74,44 55,91 2.995,00 2.097,00 1.845,36 Caserta 30,00 80,77 41,85 4.185,00 3.019,50 2.657,16 Avellino 362,00 410,58 369,65 29.829,08 20.880,33 18.374,69 Caserta 23,00 77,13 19,44 2.222,60 1.555,82 1.369,12 Avellino 558,00 799,79 631,95 48.781,17 34.146,82 30.049,20 Benevento 472,00 295,00 4,36 275,00 192,00 168,96 Napoli 391,00 131,49 97,13 8.735,00 6.112,00 5.184,90 Napoli 273,00 132,66 77,95 5.222,00 3.653,00 2.967,13 Benevento 1.770,00 1.572,00 114,73 11.329,00 7.930,00 6.978,40 Benevento 17,00 15,47 Benevento 2.015,00 5.175,00 79,44 6.746,00 4.722,00 4.155,36 Benevento 346,00 307,00 12,05 953,00 663,00 583,44 Avellino 729,00 756,41 327,03 17.254,19 11.215,15 9.869,33 Napoli 761,00 408,13 300,58 22.127,00 14.513,00 13.698,17 9.308 11.414 2.471 187.030 129.148 113.628 In corsivo i dati Federdoc; in colore quelli risultanti da stime. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. produttivi ed economici non risultano proporzionali. In termini di specializzazione per le produzioni DOC-DOCG la regione risulta despecializzata. La produzione regionale effettiva di vino DOC-DOCG è sotto il profilo meramente quantitativo modesta: appena 129.000 hl, ottenuti da meno di 190.000 quintali di uve, provenienti da meno di 2.500 ettari di SAU in produzione (tabella 3.35). È di rilievo notare che la SAU iscritta all’Albo è però di 11.400 ha, distribuiti in 9.300 aziende circa, con un rapporto tra SAU in produzione e iscritta di 0,22 (tabella 3.36) che è il valore in assoluto minore tra tutte le regioni italiane. Letto unitamente agli altri indicatori prima esposti, è un indice dello scarso peso assegnato alla vitivinicoltura, ed in particolare a quella di qualità. I dati non brillanti sinora esposti vengono, in qualche misura, equilibrati dal fatto che i due vini che maggiormente incidono in termini di produzione effettiva sono il Greco di Tufo – con il 26,5% del totale regionale – e il Fiano di Avellino, con oltre il 16%. Nel loro insieme quindi il 43% circa. La notazione è importante perché si tratta di due DOCG, peraltro tra le più note ed apprezzate. Se a queste due si aggiunge anche il Taurasi, ossia la terza DOCG regionale, viene 82
  • 81. superato il 51%. È possibile vedere in questo dato una nota positiva, di riequilibrio rispetto ai fattori negativi osservati prima. Ed, a riprova che la produzione di qualità se valorizzata diviene un fattore di strutturale, si nota che per questi vini il rapporto tra SAU in produzione ed iscritta è molto più alto rispetto alla media. Di contro si potrebbe affermare che alla base di una modesta utilizzazione delle potenzialità in termini di superfici disponibili stia proprio la mancata valorizzazione commerciale dei prodotti. Tabella 3.36 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Campania nel 2004 Vino Aglianico del Taburno Aversa Asprinio Campi Flegrei Capri Castel San Lorenzo Cilento Costa d'Amalfi Falerno del Massico Fiano di Avellino Galluccio Greco di Tufo Guardiolo Ischia Penisola Sorrentina Sannio Sant'Agata dei Goti Solopaca Taburno Taurasi Vesuvio Media regionale Produzione certificata/ effettiva 0,88 0,61 0,89 0,88 0,88 0,88 0,88 0,88 0,88 0,88 0,88 0,88 0,85 0,81 0,88 0,88 0,88 0,88 0,94 0,88 Resa apparente (q.li/ha) 44,2 121,1 85,7 59,7 71,3 49,2 53,6 100,0 80,7 114,3 77,2 63,1 89,9 67,0 98,7 84,9 79,1 52,8 73,6 75,7 SAU media (ha) 1,26 0,88 0,66 0,43 0,57 1,19 0,26 2,69 1,13 3,35 1,43 0,63 0,34 0,49 0,89 0,91 2,57 0,89 1,04 0,54 1,23 SAU in produzione sul totale 0,03 0,26 0,76 0,52 0,65 0,50 0,75 0,52 0,90 0,25 0,79 0,01 0,74 0,59 0,07 0,02 0,04 0,43 0,74 0,22 Resa vinificazione 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,69 0,70 0,72 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,65 0,66 0,69 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. 3.17 Basilicata La Basilicata nella mappatura delle vitivinicoltura italiana ha una posizione molto simile a quella della Campania, e ricade quindi nel quadrante “tra marginalità ed equilibrio”. Gli indici adottati sono leggermente più alti delle altre regioni del quadrante, ma non cambiano sostanzialmente la posizione di una regione in cui il comparto vitivinicolo pesa poco e, al suo interno, la produzione DOC-DOCG non raggiunge il 10%. Anche in termini assoluti la regione assume un ruolo defilato: con meno di 30.000 hl, infatti è – a parte la Val d’Aosta – il minore produttore di vino DOC-DOCG in Italia, incidendo per meno dello 0,3% sul totale nazionale. 83
  • 82. Grafico 3.21 - Profilo vitivinicolo della Basilicata ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (x10) Basilicata Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: Tabella 3.37 - La produzione di vino DOC in Basilicata nel 2004 Vino Aziende iscritte all'albo (n.) Totale vini DOC Basilicata 436 SAU iscritta all'albo (ha) 963,97 SAU in produzione all'albo (ha) 711,97 Produzione effettiva Produzione certificata (hl vino) 28.357 Uva (q.li) Vino (hl) 40.510 28.357 Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. Tabella 3.36 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Basilicata nel 2004 Vino Aglianico del Vulture Terre dell’Alta Val d’Agri Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 1,00 1,00 Resa apparente (q.li/ha) 56,7 70,2 56,9 SAU media (ha) 2,20 8,97 2,21 SAU in produzione sul totale 0,74 1,00 0,74 Resa vinificazione 0,70 0,70 0,70 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. Di conseguenza il profilo vitivinicolo regionale (figura 3.21) appare assai “ridotto”, con un indice di specializzazione negativo. L’unico dato in qualche modo incoraggiante è il contributo del settore alla ricchezza prodotta dal settore agricolo che, anche se si è visto essere limitata, è proporzionalmente maggiore rispetto alle superfici, segno di una buona valorizzazione commerciale dei prodotti ottenuti. Come detto, in Basilicata vengono ottenuti poco più di 28.000 hl di vino DOC, su una superficie in produzione di appena 700 ettari circa, mentre quella iscritta non raggiunge i 1.000 ettari e le aziende iscritte sono appena 436 (tabella 3.37). Le denominazioni in produzione sono due, anche se per una – il Terre 84
  • 83. dell’Alta Val d’Agri – i numeri sono molto modesti. Di fatto quindi l’unico vino realmente in produzione è l’Aglianico del Vulture DOC che rappresenta quasi il 100% della produzione, delle superfici e delle aziende. La resa apparente dell’Aglianico peraltro è abbastanza bassa (meno di 57 qliquintali/ha) e come già visto la SAU in produzione è il 74% del totale (tabella 3.38). 3.18 Puglia La Puglia, insieme al Veneto ed alla Sicilia, ossia l’altra grande regione produttrice di uva da vino del Sud Italia, occupa il primo quadrante della mappatura della vitivinicoltura regionale italiana. Si tratta dell’area che identifica le realtà produttive importanti sotto il profilo quantitativo, ma meno sotto quello qualitativo. Basti dire che la Puglia fa registrare il valore più alto come contributo del comparto vitivinicolo alla produzione economica agricola regionale – oltre il 20% - ma la partecipazione dei vini DOC-DOCG al totale della produzione regionale non raggiunge il 5%, valore superiore soltanto a quello della Sicilia. Si aggiunga a ciò che la SAU a vite sfiora il 12% (anche in questo caso la percentuale più elevata di tutte le regioni italiane) e si comprende allora il profilo che ne risulta (figura 3.22), allungato sui parametri quantitativi – superfici a vite e ricchezza prodotta dal comparto – ma schiacciato su quelli qualitativi, con un indice di specializzazione molto basso (0,18), anche in questo caso superiore solo a quello della Sicilia. Grafico 3.22 - Profilo vitivinicolo della Puglia ISP 10,0 5,0 0,0 € VINO % SAU VITE % VINO DOC/tot (HL) Puglia Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: 85
  • 84. Tabella 3.39 - La produzione di vino DOC-DOCG in Puglia nel 2004 Vino Denom. Aleatico di Puglia Doc Alezio Brindisi Cacc'e Mitte di Lucera Castel del Monte Copertino Galatina Gioia del Colle Gravina Leverano Lizzano Locorotondo Martina o Martina Franca Matino Moscato di Trani Nardò Orta Nova Rosso Ostuni Primitivo di Manduria Rosso Barletta Rosso Canosa Rosso di Cerignola Salice Salentino San Severo Squinzano Totale Puglia Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Bari, Brindisi, 1 1,40 0,00 0 0 0 Foggia, Lecce, Taranto Lecce 18 34,36 26,26 1.769 920 920 Brindisi 166 626,31 414,77 15.375 10.763 10.763 Foggia 16 29,84 29,84 3.402 2.212 2.212 Bari 1.682 2.307,47 1.320,09 129.488 90.641 90.641 Lecce 653 563,94 356,87 18.818 13.062 13.062 Lecce 22 63,68 58,33 1.040 802 802 Bari 90 163,02 82,02 4.811 3.128 3.128 Bari 12 38,51 19,18 2.339 1.637 1.637 Lecce 258 298,01 246,97 17.828 12.480 12.480 Taranto 17 57,47 17,77 1.394 951 951 Bari, Brindisi 828 502 215 15.348 10.743 10.743 Bari, Brindisi, Taranto 406 464 134 11.031 5.067 5.067 Lecce Bari Lecce Foggia Brindisi Brindisi, Taranto Bari Bari Foggia Brindisi, Lecce Foggia Brindisi, Lecce 12 23 46 4 3 1.265 18 11 1 1.521 292 199 7.364 62,89 29,09 81,75 7,31 0,00 1.887 22,27 41,88 0,97 2.495,85 605,14 434 10.384 9,39 14,35 29,23 7,31 0,00 1.428 12,85 31,92 0,97 1.776,74 605,14 286 6.837 392 1.517 1.289 479 0 72.801 1.798 1.470 135 119.538 62.718 21.887 484.779 266 986 820 335 0 50.960 1.259 1.029 94 82.242 43.904 15.321 334.301 266 986 820 335 0 50.960 1.259 1.029 94 82.242 43.904 15.321 334.301 In corsivo i dati Federdoc; in colore quelli derivanti da nostre stime. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. Si deve tuttavia considerare che tale profilo, piuttosto che essere dovuto ad una scarsa presenza di produzioni di qualità, deriva proprio dai numeri della vitivinicoltura pugliese. Infatti con ben 25 denominazioni, tutte DOC, in Puglia si ottengono 334.000 hl di vino DOC, pari al 2,6% del totale nazionale di produzione effettiva e al 3,4% di quella certificata (tabella 3.39). In assoluto è la maggiore produzione di tutto il Sud Italia. Inoltre in Puglia risultano iscritte all’Albo 7.364 aziende, cui corrisponde una SAU di oltre 10.000 ettari. La superficie effettivamente in produzione tuttavia ammonta a meno di 7.000 ettari con una incidenza su quella iscritta del 66% (tabella 3.40). 86
  • 85. Come spesso succede nelle realtà regionali in cui sono presenti numerose denominazioni, una quota considerevole della produzione si concentra su poche DOC. In particolare in Puglia le prime quattro DOC per incidenza sul totale della produzione regionale cumulano oltre l’80% del prodotto. La prima è il Castel del Monte (27%), seguito dal Salice Salentino (25%), dal Primitivo di Manduria (15%), e dal S. Severo (13%). Le produzioni dei quattro vini sono tuttavia ottenute con quote della SAU abbastanza differenti; ciò è imputabile soprattutto alla diversa resa: alta per il S. Severo (103 quintali/ha) e per il Castel del Monte (98 quintali/ha), più contenuta quella del Salice Salentino (67 quintali/ha) e del Primitivo (51 quintali/ha). Vi è da dire inoltre che i due vini più produttivi sono anche quelli per i quali minore è la quota di SAU in produzione rispetto a quella iscritta. Tabella 3.40 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Puglia nel 2004 Vino Aleatico di Puglia Alezio Brindisi Cacc'e Mitte di Lucera Castel del Monte Copertino Galatina Gioia del Colle Gravina Leverano Lizzano Locorotondo Martina o Martina Franca Matino Moscato di Trani Nardò Orta Nova Rosso Ostuni Primitivo di Manduria Rosso Barletta Rosso Canosa Rosso Di Cerignola Salice Salentino Salice Salentino San Severo Media regionale Produzione certificata/ effettiva 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 1,00 Resa apparente (q.li/ha) 67,4 37,1 114,0 98,1 52,7 17,8 58,7 121,9 72,2 78,4 71,3 82,0 41,7 105,7 44,1 65,5 51,0 140,0 46,1 139,2 67,3 103,6 76,4 70,90 SAU media (ha) 1,40 1,91 3,77 1,88 1,37 0,86 2,89 1,81 3,21 1,16 3,38 0,61 1,14 5,24 1,26 1,78 1,88 1,49 1,24 3,81 1,88 1,64 2,07 2,2 1,41 SAU in produzione sul totale 0,00 0,76 0,66 1,00 0,57 0,63 0,92 0,50 0,50 0,83 0,31 0,43 0,29 0,15 0,49 0,36 1,00 0,76 0,58 0,76 1,00 0,71 1,00 0,66 0,66 Resa vinificazione 0,52 0,70 0,65 0,70 0,69 0,77 0,65 0,70 0,70 0,68 0,70 0,46 0,68 0,65 0,64 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,69 0,70 0,70 0,69 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. 87
  • 86. A queste quattro denominazioni se ne aggiungono altre quattro – il Brindisi, il Copertino, il Locorotondo, lo Squinzano – la cui produzione oscilla tra i 10 ed i 15.000 hl, pari al 3-5% del totale regionale. Nel complesso con questi vini si raggiunge il 99% della produzione regionale. Ne consegue che le altre produzioni sono davvero di nicchia. Si pensi che per ben 14 di queste non si raggiungono i 100 ettari di SAU in produzione e le 50 aziende iscritte all’Albo. 3.19 Calabria La Calabria si caratterizza per essere la regione in cui minore risulta – meno del 2% – il peso del comparto vitivinicolo sull’economia agricola regionale. Se a ciò si aggiunge che l’incidenza del vino DOC-DOCG sul totale della produzione vinicola regionale non raggiunge il 12%, risulta chiara la collocazione, nella mappa della vitivinicoltura italiana, nel quadrante occupato dalle realtà produttive definite “tra marginalità ed equilibrio”. E come tra questi due termini si avvicini maggiormente al primo. Peraltro la Calabria, con appena 58.000 hl di vino DOC-DOCG effettivamente prodotto, incide per meno dello 0,5% sul totale nazionale e come volume produttivo tra tutte le regioni italiane precede soltanto quelle di più limitata estensione11 (V. Aosta, Liguria, Basilicata, Molise). Non sorprende quindi che il profilo vitivinicolo regionale sia molto ridotto per tutti i parametri presi in considerazione, con un indice di specializzazione inferiore all’unità, pari a 0,22. Grafico 3.23 - Profilo vitivinicolo della Calabria ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (x10) Calabria Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: 88 Italia
  • 87. Tabella 3.41 - La produzione di vino DOC-DOCG in Calabria nel 2004 Vino Denom. Provincia Bivongi Greco di Bianco Cirò Lamezia Melissa S. Anna Isola di Capo Rizzuto Savuto Scavigna Totale Calabria Doc Doc Doc Doc Doc Doc Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (nn) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Reggio Calabria 21 38,66 17,30 594,71 416,30 n.d. Reggio Calabria 11 23,21 16,98 231,00 103,95 n.d. Catanzaro 853 1.199,44 877,42 69.340,00 48.725,00 n.d. Catanzaro 95 237,34 46,49 3.848,00 2.694,00 n.d. Crotone, Catanzaro 91 148,54 105,16 6.402,00 4.482,00 n.d. Catanzaro 1 2,12 3,21 160,00 112,00 n.d. Doc Doc Cosenza, Catanzaro Cosenza, Catanzaro 3 2 1.077 22,00 33,00 1.704,31 17,00 996,00 39,00 1.269,00 1.122,56 82.840,71 697,00 888,00 58.118,25 n.d. n.d. n.d. In colore i dati risultanti da stime. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. Tabella 3.42 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Calabria nel 2004 Vino Bivongi Greco di Bianco Cirò Lamezia Melissa S. Anna Isola Caporizzuto Savuto Scavigna Media regionale Produzione certificata/ effettiva n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. Resa apparente (q.li/ha) 34,4 13,6 79,0 82,8 60,9 49,8 58,6 32,5 73,8 SAU media (ha) 1,84 2,11 1,41 2,50 1,63 1,58 7,33 16,50 1,58 SAU in produzione sul totale 0,45 0,73 0,73 0,20 0,71 1,52 0,77 1,18 0,66 Resa vinificazione 0,70 0,45 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 0,70 Fonte: elaborazione Ismea su dati della CCIAA, Federdoc e proprie stime. Nonostante la modesta dimensione in Calabria si ritrovano comunque ben 8 denominazioni per le quali sono presenti aziende e superfici iscritte all’Albo (tabella 3.41). In totale le aziende iscritte sono 1.077 e la SAU supera i 1.700 ettari, dei quali circa 1.100 in produzione, con un rapporto maggiore (0,66) che non a livello nazionale (tabella 3.42). Tuttavia analizzando i dati si vede come la produzione DOC-DOCG sia estremamente concentrata. Un solo vino infatti – il Cirò DOC – rappresenta l’84% circa della produzione. Se si analizza la SAU la percentuale scende di qualche punto, a causa della resa del Cirò – pari a 79 quintali/ha – la più elevata della regione ad eccezione del Lamezia. Tra gli altri vini calabresi solo il Melissa ed il Lamezia superano i 1.000 hl di produzione. Con questi due vini, il cui contributo al totale regionale è 89
  • 88. del 7% e del 5% circa, si supera il 96% dell’intera produzione regionale. Per le altre produzioni il numero di aziende e di superfici iscritte all’Albo è irrisorio. 3.20 Sicilia La caratterizzazione vitivinicola della Sicilia è per molti versi analoga a quella già vista per la Puglia. Infatti da un lato è influenzata dalla dimensione del settore che considerata come contributo all’economia agricola regionale – pari all’11% – è tra le maggiori delle regioni italiane, ma che, analizzata in valore assoluto (464 milioni di €), è seconda solo alla Puglia. A questo fa riscontro la minore incidenza in assoluto tra tutte le regioni italiane del segmento DOC-DOCG12, che supera appena l’1%. Risulta quindi chiara la collocazione, nella mappa della vitivinicoltura nazionale (figura 2.8) nel quadrante delle regioni caratterizzate dalla loro dimensione produttiva, più che dal ruolo della qualità, anche se probabilmente, in presenza di dati completi, il posizionamento si sarebbe spostato più verso destra. Grafico 3.24 - Profilo vitivinicolo della Sicilia ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (x10, Sicilia %) Sicilia Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: In relazione ai parametri illustrati il profilo della Sicilia, similmente, a quello pugliese risulta particolarmente schiacciato13. Anche in questo caso, oltre ai dati mancanti, il ruolo delle produzioni di qualità viene appunto schiacciato dal peso dei dati quantitativi, superficie coltivata e ricchezza prodotta. Basti dire che con oltre 150.000 ettari a vite la Sicilia è la seconda regione italiana (appena 3.000 ha meno della Puglia), ma ha più 90
  • 89. Tabella 3.43 - La produzione di vino DOC-DOCG in Sicilia nel 2004 Vino Denom. Alcamo Cerasuolo Doc Docg Contea Di Sclafani Doc Contessa Entellina Eloro Etna Faro Malvasia delle Lipari Marsala Menfi Monreale Moscato di Noto Moscato di Pantelleria Moscato di Siracusa Riesi Sambuca di Sicilia Santa Margherita di Belice Sciacca Mamertino Totale Sicilia Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Doc Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Palermo, Trapani 37 229,00 148,00 11.068 29.232 n.d. Ragusa, Catania, 52 270,57 221,83 15.844 9.974 n.d. Caltanissetta Agrigento, Palermo, 66 390,00 83,00 6.609 3.396 n.d. Caltanissetta Palermo 38 109,00 83,00 7.615 1.843 n.d. Siracusa, Ragusa 61 266,83 129,25 7.192 5.045 n.d. Catania 655 1.827,00 356,00 18.769 13.230 n.d. Messina 13 11,61 3,85 199 139 n.d. Messina 68 28,64 10,04 416 196 n.d. Trapani n.d. n.d. n.d. n.d. 138.792 n.d. Agrigento 148 461,00 127,00 8.490 5.663 n.d. Palermo 45 144,00 79,70 8.193 1.897 n.d. Siracusa 9 35,00 31,00 754 490 n.d. Trapani n.d. n.d. n.d. n.d. 12.468 n.d. Siracusa 7 26,00 25,00 539 404 n.d. Caltanissetta 11 66,71 10,49 309 216 n.d. Agrigento 71 272,83 151,00 1.550 1.049 n.d. Agrigento, Trapani 2 9,03 5,00 60 887 n.d. Agrigento Messina 9 1 1.293 34,33 5,48 4.187 19,00 6,10 1.489 152 358 88.117 107 250 225.279 n.d. n.d. n.d. In corsivo i dati Federdoc; in colore quelli derivanti da stime. Fonte: indagine Ismea sulle CCIAA. superficie vitata di tutto il Centro Italia. Le denominazioni per le quali è stato possibile rilevare i dati completi sono 17, tra cui una DOCG. A tali denominazioni corrispondono in Albo meno di 1.330 aziende e circa 4.200 ettari di SAU (tabella 3.43). Una prima notazione importante per caratterizzare il comparto regionale è la SAU effettivamente in produzione che risulta inferiore ai 1.500 ettari, con una incidenza su quella iscritta quindi del 36% (tabella 3.44). Si tratta del valore più basso tra tutte le regioni e indica già la debole vocazione all’utilizzazione dei marchi DOCDOCG nella produzione finale. La situazione del tutto unica che si è registrata in Sicilia per quanto concerne la disponibilità di dati rischiava di falsare in modo pesante la descrizione della situazione regionale. Si è quindi deciso di procedere ad una stima dei dati mancanti utilizzando fonti bibliografiche. Alle denominazioni rilevate sono state aggiunte quindi il Marsala ed il Moscato di Pantelleria, mentre i dati dell’Al- 91
  • 90. Tabella 3.44 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Sicilia nel 2004 Vino Alcamo Cerasuolo Contea di Sclafani Contessa Entellina Eloro Etna Faro Malvasia delle Lipari Marsala Menfi Monreale Moscato di Noto Moscato di Pantelleria Moscato di Siracusa Riesi Sambuca di Sicilia Santa Margherita di Belice Sciacca Mamertino Media regionale Produzione certificata/ effettiva n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. Resa apparente (q.li/ha) 74,8 71,4 79,6 91,7 55,6 52,7 51,7 41,4 n.d. 66,9 102,79 24,3 n.d. 21,6 29,5 10,3 12,0 8,0 58,7 59,17 SAU media (ha) 6,19 5,20 5,91 2,87 4,37 2,79 0,89 0,42 n.d. 3,11 3,20 3,89 n.d. 3,71 6,06 3,87 3,87 3,87 5,48 3,24 SAU in produzione sul totale 0,65 0,82 0,21 0,76 0,48 0,19 0,33 0,35 n.d. 0,28 0,55 0,89 n.d. 0,96 0,16 0,55 0,55 0,55 1,11 0,36 Resa vinificazione n.d. 0,63 0,51 0,24 0,70 0,70 0,70 0,47 n.d. 0,67 0,23 0,65 n.d. 0,75 0,70 0,68 n.d. 0,70 0,70 2,56 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. camo e del S. Margherita Belice sono stati integrati relativamente alle sole produzioni di vino14. Per dare una idea dell’opportunità di inserire i dati stimati, basti pensare che i vini mancanti nel rilievo incidono per circa l’80% sul totale della produzione di vino DOC-DOCG siciliano. Questa, integrando i dati, è superiore ai 227.000 hl che rappresenta comunque ancora una quota modesta – pari a meno del 2% del totale nazionale15. Per il vino nel suo complesso il peso regionale supera invece l’11% del totale nazionale e, a questo proposito, va notato che la resa apparente che si registra in Sicilia – circa 59 quintali/ha – è tra le più basse che si riscontrano in Italia. Il vino più prodotto in Sicilia è il Marsala la cui produzione del 2004 è stata stimata in quasi 140.000 hl, valore che porterebbe il vino siciliano tra le prime 20 DOC italiane e che incide per il 61% sul totale della produzione regionale. Al Marsala segue l’Alcamo, i cui dati relativi alla provincia di Palermo, sono stati integrati con quelli della provincia di Trapani. L’Alcamo con quasi 30.000 hl rappresenta il 13% del totale. Si avrebbe quindi, come già visto in altre regioni italiane, un grado di concentrazione molto alto in due denominazioni che, in questo caso, corrisponde anche ad una concentrazione 92
  • 91. territoriale, visto che con 12.500 hl circa il quarto vino per produzione sarebbe il Moscato di Pantelleria, anch’esso ricadente quindi nella provincia di Trapani. Prima del Moscato di Pantelleria per produzione si piazza l’Etna che con oltre 13.000 hl costituisce meno del 6% della produzione regionale di vini DOCDOCG. A questo segue il Cerasuolo DOCG, con il 4,4%, il Menfi con il 2,5%, e l’Eloro con il 2,2%. Da notare che per tutti i vini citati l’incidenza in termini di prodotto finale è maggiore rispetto a quella che si registra considerando la SAU in produzione. Il dato è quasi sempre dovuto alla maggiore resa in uve. 3.21 Sardegna Nella mappa della vitivinicoltura italiana (figura 2.8) la Sardegna si posiziona nel quadrante “di nicchia”, anche se abbastanza vicino all’origine degli assi e, dunque, ai valori medi nazionali. Tale risultato è raggiunto grazie all’alta incidenza della produzione di vini DOC-DOCG sul totale (il 27% circa) in un contesto in cui il comparto vitivinicolo non rappresenta uno di quelli trainanti con appena il 4% del totale della produzione agricola regionale. A tale caratterizzazione risponde bene il profilo vitivinicolo regionale (figura 3.25), che mette in luce il ruolo modesto sotto il profilo meramente quantitativo della viticoltura regionale. Di contro i dati evidenziano il contributo delle produzioni di qualità, anche se, in termini di superfici, la regione resta despecializzata. Grafico 3.25 - Profilo vitivinicolo della Sardegna ISP 9,0 6,0 3,0 € VINO % 0,0 SAU VITE % VINO DOC/tot (x10) Sardegna Italia Fonte: elaborazione Ismea su fonti varie.e: 93
  • 92. Tabella 3.45 - La produzione di vino DOC-DOCG in Sardegna nel 2004 Vino Denom. Provincia Aziende SAU SAU in Produzione effettiva Produzione iscritte iscritta produzione certificata all'albo (n.) all'albo (ha) all'albo (ha) Uva (q.li) Vino (hl) (hl vino) Sassari 270 n.d. 416,55 44.851,00 31.396,00 n.d. Cagliari, Oristano 91 89,75 73,41 4.771,00 3.340,00 n.d. Cagliari, Oristano, 858 1.474,14 1.341,69 72.890,00 51.024,00 n.d. Nuoro, Sassari Cagliari 166 418,78 286,89 17.644,00 11.468,00 n.d. Cagliari, Oristano 2 4,40 4,40 100,00 60,00 n.d. Nuoro 9 14,00 8,44 256,00 179,00 n.d. Cagliari, Oristano 16 14,88 13,16 532,00 346,00 n.d. Nuoro, Oristano 19 48,91 22,47 590,00 413,00 n.d. Cagliari, Oristano, 378 431,45 340,87 29.811,00 20.867,00 n.d. Nuoro, Sassari Cagliari, Oristano 30 26,97 23,07 1.167,00 759,00 n.d. Cagliari, Oristano, 42 3,37 48,11 2.536,00 1.775,00 n.d. Alghero Campidano di Terralba Cannonau di Sardegna Doc Doc Doc Carignano del Sulcis Girò di Cagliari Malvasia di Bosa Malvasia di Cagliari Mandrolisai Monica di Sardegna Doc Doc Doc Doc Doc Doc Moscato di Cagliari Moscato di Sardegna Doc Doc Nuoro, Sassari Moscato di Sorso Sennori Doc Sassari Nasco di Cagliari Doc Cagliari, Oristano Nuragus di Cagliari Doc Cagliari, Oristano, Nuoro Sardegna Semidano Doc Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano Vermentino di Gallura Docg Sassari, Nuoro Vermentino Doc Cagliari, Sassari, di Sardegna Nuoro, Oristano Vernaccia di Oristano Doc Oristano Arborea Doc Oristano Totale Sardegna 23 21 279 20,49 511,01 1,19 12,03 359,70 73 30,30 26,47 482 637 81 32 3.509 79,00 6,00 472,00 307,00 23.943,00 16.760,00 1.526,00 1.068,00 n.d. 513,30 812,44 62.154,00 43.508,00 806,19 100.720,00 65.468,00 n.d. n.d. 132,71 30,77 3.765 101,70 19,53 4.718 n.d. n.d. n.d. 2.236,00 940,00 367.218 1.453,00 658,00 250.895 In Sardegna si producono 251.000 hl di vino DOC-DOCG che rappresentano quasi il 2% del totale nazionale. Le aziende iscritte all’Albo sono 3.500 circa, cui fa riscontro una SAU di quasi 3.800 ettari (tabella 3.45). Tuttavia se si prende in considerazione la SAU effettivamente in produzione questa sale a più di 4.700 ettari, discrasia dovuta ad una probabile anomalia nei dati di alcune denominazioni (tabella 3.46). Le denominazioni in produzione sono 19, tra cui una DOCG, mentre tra quelle registrate se ne annovera una in più. I vini più rappresentativi a livello regionale sono il Vermentino di Sardegna (26% della produzione regionale), il Cannonau (più del 20%), il Vermentino di Gallura (17%) e l’Alghero (12%). Queste denominazioni concentrano dunque più del 76% della produzione, anche se in termini di superfici il loro contributo 94 n.d. n.d. n.d.
  • 93. Tabella 3.46 - Alcuni indicatori sulla produzione di vino DOC-DOCG in Sardegna nel 2004 Vino Alghero Campidano di Terralba Cannonau di Sardegna Carignano del Sulcis Girò di Cagliari Malvasia di Bosa Malvasia di Cagliari Mandrolisai Monica di Sardegna Moscato di Cagliari Moscato di Sardegna Moscato di Sorso Sennori Nasco di Cagliari Nuragus di Cagliari Sardegna Semidano Vermentino di Gallura Vermentino di Sardegna Vernaccia di Oristano Arborea Media regionale Produzione certificata/ effettiva n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. Resa apparente (q.li/ha) 107,7 65,0 54,3 61,5 22,7 30,3 40,4 26,3 87,5 50,6 52,7 66,4 39,2 66,6 57,7 76,5 124,9 22,0 48,1 77,8 SAU media (ha) n.d. 0,99 1,72 2,52 2,20 1,56 0,93 2,57 1,14 0,90 0,08 0,00 0,98 1,83 0,42 0,00 0,81 1,64 0,96 1,07 SAU in produzione sul totale n.d. 0,82 0,91 0,69 1,00 0,60 0,88 0,46 0,79 0,86 14,28 n.d. 0,59 0,70 0,87 n.d. 1,57 0,77 0,63 1,25 Resa vinificazione 0,70 0,70 0,70 0,65 0,60 0,70 0,65 0,70 0,70 0,65 0,70 0,58 0,65 0,70 0,70 0,70 0,65 0,65 0,70 0,68 Fonte: elaborazione Ismea su dati delle CCIAA, Federdoc e proprie stime. scende a meno del 72%. La differenza è dovuta alla resa che, per alcune di queste DOC, risulta ben più elevata della media regionale. In particolare questo è vero per il Vermentino di Gallura la cui produttività raggiunge i circa 125 quintali/ha. 2) Per una esposizione della metodologia qui adottata di rilievo e di elaborazione dei dati si veda l’Appendice Metodologica. 3) In particolare, come si vedrà meglio in seguito, non è stato possibile reperire alcuni dati per la Sicilia. 4) Va peraltro sottolineato come i dati rilevati ed analizzati concordino, nella sostanza, con quelli diffusi da FEDERDOC. 5) Sono stati utilizzati dati ISTAT per le superfici, FEDERDOC per la produzione in senso fisico di vino, dati ISTAT per i valori delle produzioni di vino e totali dell’agricoltura. 6) In questo caso, visto che si è utilizzata la sola produzione DOC-DOCG non includendo gli IGT, la definizione è restrittiva. 95
  • 94. 7) È naturale che le cause vadano rintracciate anche nella conformazione territoriale. 8) In effetti, come si vedrà più avanti, il dato è influenzato dal valore del Trento DOC. 9) Si potrebbe notare che tra le prime 10 denominazioni si ritrovano vini che, pur non essendo DOCG rivestono nel panorama produttivo nazionale ed internazionale posizioni di particolare prestigio, come ad esempio il Bolgheri. 10) Ad esempio per il Pomino Doc risultano iscritte all’Albo appena 4 aziende. 11) In effetti osservando la tabella 2.2 si nota che anche la Sicilia farebbe registrare un volume produttivo minore. Tuttavia va considerato che per questa regione i dati sono incompleti. 12) Tuttavia va considerato che per la Sicilia mancano del tutto, a causa della loro indisponibilità presso la CCIAA, i dati relativi alla provincia di Trapani, una delle maggiori in Italia per estensione e produzione vitivinicola e nella quale sono presenti diverse denominazioni. 13) Si consideri che per rendere il profilo siciliano “visibile” graficamente si è dovuta differenziare la scala dell’incidenza del vino DOC-DOCG sul totale. Pertanto il valore nazionale è x10, mentre quello regionale è in %. 14) Ne consegue che i dati strutturali presenti nella tabella 3.40 sono relativi alle sole aziende e superfici che ricadono in provincia diverse da quella di Trapani. 15) Considerando la sola produzione rilevata, circa 51.00 hl, il contributo regionale scenderebbe ad appena lo 0,4%. 96
  • 95. 4. I consumi domestici di vini DOC-DOCG 4.1 L’andamento dei consumi el 2005 i consumi domestici di vini DOC-DOCG in Italia, rilevati ed analizzati attraverso il panel Ismea-AC Nielsen16, sono ammontati in valore a poco meno di 632 milioni di €, facendo registrare una leggera flessione – pari ad un 0,5% – rispetto al 2004 (figura 4.1). In termini quantitativi di contro, i consumi sono cresciuti dello 0,7%, attestandosi sui 192,7 milioni di litri (figura 4.2). Si è quindi assistito ad una inversione di tendenza rispetto a quanto avvenuto nel 2004, quando una leggera flessione dei consumi in quantità (-1% circa) era stata compensata dall’incremento – di oltre il 5% – della spesa. In definitiva, considerando il biennio nel suo complesso, si può dire che i consumi di vini DOC-DOCG in Italia sembrano stabili, ma, a causa evidentemente della dinamica sostenuta dei prezzi, la spesa per il loro acquisto fa registrare un sensibile incremento. Per inquadrare compiutamente l’andamento della domanda di vini DOCDOCG è necessario considerare anche l’evoluzione dei consumi di vino nel loro complesso (tabella 4.1). Infatti al lieve incremento nei consumi in quantità dei vini DOC-DOCG del 2005 fa riscontro una flessione (pari all’1,6%) dell’intera categoria. Naturalmente le differenze tra le due serie sono imputabili al vino da tavola, per il quale si registra una costante flessione dei consumi, più sensibile in valore che in quantità. Le differenze nelle dinamiche di prezzo peraltro, anche se non è possibile evidenziare una tendenza uniforme, sembrano indicare una tendenza di un progressivo spostamento della spesa per i consumi di vino da quello da tavola verso i vini DOC-DOCG. Il vino da tavola rappresenta comunque ancora oltre i 3⁄4 del totale del vino consumato in Italia e, nel triennio considerato la sua incidenza non è mutata. In valore invece si assiste ad un progressivo incremento della quota riservata al vino DOC-DOCG: il 41% nel 2003, il 42% nel 2004, il 42,7% nel 2005. In definitiva mantenendo il livello dei consumi pressoché inalterato si spende meno per il vino da tavola mentre aumenta la spesa per quello DOC-DOCG. Sembra quindi che i consumatori abbiano fatto una scelta precisa: da un lato contenere la spesa riservata al consumo del vino da tavola, dall’altro premiare la qualità anche attraverso maggiori quote di spesa riservate ai vini DOC-DOCG. Naturalmente tali dinamiche vanno inquadrate nei più generali cambiamenti che interessano i consumi alimentari. In quest’ottica il vino è sempre meno un “alimento” con funzioni nutritive e, di contro, il suo consumo è sempre più spesso connesso ad occasioni particolari e specifiche legate a dinamiche sociali e culturali. Tra i vini DOC-DOCG la dinamica si differenzia tra vini rossi, bianchi e ro- N 97
  • 96. Tabella 4.1 - Consumi domestici di vini in quantità e valore Vino -Doc-Docg --Rosso ---Rosso frizzante ---Rosso altri tipi --Bianco ---Bianco frizzante ---Bianco altri tipi --Rosato --Confezionato --Sfuso -Da tavola --Rosso --Bianco --Rosato --Confezionato --Sfuso Spumante Vino e spumante 2003 000 lt 000euro 804.396 1.467.000 193.441 602.572 110.631 367.096 4.604 9.920 106.027 357.175 75.906 215.095 5.482 11.755 70.427 203.342 6.901 20.380 173.014 571.645 20.427 30.927 610.954 864.429 332.667 474.475 233.951 328.931 44.284 60.831 495.766 727.282 115.188 137.147 40.286 220.368 844.684 1.687.369 2004 000 lt 000euro 810.533 1.511.735 191.445 634.758 110.109 392.726 5.273 16.964 104.837 375.763 75.544 224.922 4.979 16.898 70.568 208.025 5.788 17.109 174.966 609.561 16.479 25.197 619.089 876.978 340.141 501.296 225.706 306.368 53.234 69.271 500.556 727.981 118.533 148.997 41.178 227.644 851.713 1.739.379 2005 Var % 05/04 Var % 05/03 000 lt 000euro quantità valore quantità valore 797.412 1.480.535 -1,6% -2,1% -0,9% 0,9% 192.697 631.737 0,7% -0,5% -0,4% 4,8% 113.258 393.591 2,9% 0,2% 2,4% 7,2% 4.905 9.303 -7,0% -45,2% 6,5% -6,2% 108.352 384.287 3,4% 2,3% 2,2% 7,6% 74.785 221.653 -1,0% -1,5% -1,5% 3,0% 4.301 10.750 -13,6% -36,4% -21,5% -8,5% 70.480 210.903 -0,1% 1,4% 0,1% 3,7% 4.657 16.490 -19,5% -3,6% -32,5% -19,1% 178.023 606.016 1,7% -0,6% 2,9% 6,0% 14.674 25.721 -11,0% 2,1% -28,2% -16,8% 604.716 848.797 -2,3% -3,2% -1,0% -1,8% 333.155 480.818 -2,1% -4,1% 0,1% 1,3% 225.487 304.465 -0,1% -0,6% -3,6% -7,4% 46.073 63.514 -13,5% -8,3% 4,0% 4,4% 487.193 700.598 -2,7% -3,8% -1,7% -3,7% 117.523 148.199 -0,9% -0,5% 2,0% 8,1% 41.726 232.489 1,3% 2,1% 3,6% 5,5% 839.139 1.713.026 -1,5% -1,5% -0,7% 1,5% Fonte: Ismea/ACNielsen. Grafico 4.1 - Evoluzione dei consumi di vino in valore 1.600.000 1.400.000 000 Euro 1.200.000 1.000.000 800.000 600.000 400.000 200.000 0 2003 Vino Fonte: Ismea/ACNielsen. 98 2004 Doc-Docg 2005 Da tavola Spumante
  • 97. Grafico 4.2 - Evoluzione dei consumi di vino in quantità 900.000 800.000 700.000 000 litri 600.000 500.000 400.000 300.000 200.000 100.000 0 2003 Vino 2004 Doc-Docg 2005 Da tavola Spumante Fonte: Ismea/ACNielsen. sati. I primi, con oltre 113 milioni di litri, hanno rappresentato nel 2005 quasi il 59% del totale della categoria. Inoltre il loro consumo è aumentato di quasi il 3% rispetto al 2004 e, su base 2005-03, del 2,4%. Ancora maggiore l’incremento in valore, pari a più del 7% su base biennale. In volume nel 2005 i vini rossi hanno inciso per più del 62% sul totale dei DOC-DOCG (figura 4.3). Alla crescita dei rossi fa riscontro un progressivo decremento nelle quantità consumate dei bianchi, scesi da quasi 76 milioni di litri del 2003 a meno di 75 nel 2005, e, soprattutto dei rosati, per i quali la diminuzione è stata molto più accentuata (-32,5% nel biennio). Per entrambi, tuttavia, la contrazione in valore è stata decisamente minore. Da notare che anche per il vino da tavola è possibile osservare la stessa dinamica che differenzia il consumo di vini rossi, bianchi e rosati, che quindi si afferma come linea di tendenza generale. Per quanto riguarda il confezionamento nel 2005 il 92,4% del vino DOCDOCG è stato acquistato confezionato. In valore la percentuale sale al 96%. Anche in questo caso la dinamica vede crescere la quota del confezionato, che nel 2003 era meno del 90%. Si tratta di percentuali molto alte, nettamente superiori a quelle de vino da tavola per il quale ancora quasi il 20% viene acquistato sfuso, senza che si evidenzi, in modo univoco, la stessa tendenza, vista per i vini DOC-DOCG, a ridurre tale quota. 4.2 I consumi per area geografica I consumi di vino DOC-DOCG appaiono fortemente differenziati per area geografica (figura 4.4). In particolare oltre il 40% dei consumi in quantità è 99
  • 98. concentrato nell’area di Nord-Ovest, incidenza che sale al 49% circa se si prende in considerazione la spesa. Se si analizza il dato omologo per il vino nel suo complesso l’incidenza del Nord-Ovest scende rispettivamente al 32% ed al 40% circa. I dati esposti evidenziano quindi la “specializzazione17” di questa circoscrizione geografica nel consumo del vino di qualità, ma anche come, all’interno di questo segmento, i consumatori del Nord-Ovest tendano a scegliere vini dal prezzo medio più elevato (figura 4.5). Un modello in qualche modo opposto si riscontra invece al Sud. Quest’area infatti appare “specializzata” nel consumo di vino da tavola – oltre il 21% del totale nazionale del vino in quantità, contro meno del 13% per quello DOCDOCG – e, all’interno del segmento della qualità la scelta privilegia i prodotti con il minore prezzo relativo, visto che in valore l’incidenza di tale area scende a meno del 10%. Le altre due aree evidenziano modelli intermedi tra questi due estremi. Il Nord-Est appare debolmente “despecializzato” nel consumo di vini DOC-DOCG; in quest’area infatti il contributo al consumo dei vino di qualità è leggermente inferiore a quella del vino nel suo complesso, sia in quantità che in valore. Tuttavia il peso in valore (18%) è maggiore di quello in quantità (17,6%). Tabella 4.2 - Consumi domestici di vini in quantità e valore per area geografica (2005) Nord Ovest Nord Est 000 lt 000euro 000 lt 000euro Vino 256.240 588.690 157.682 290.182 -Doc-Docg 77.826 308.977 33.967 114.584 --Rosso 53.370 212.210 18.674 62.189 ---Rosso frizzante 3.477 6.332 872 1.730 ---Rosso altri tipi 49.893 205.880 17.803 60.456 --Bianco 22.605 87.984 14.274 49.323 ---Bianco frizzante 2.535 5.982 1.516 3.957 ---Bianco altri tipi 20.067 82.005 12.757 45.364 --Rosato 1.850 8.781 1.016 3.078 --Confezionato 73.157 298.467 29.742 108.084 --Sfuso 4.669 10.510 4.225 6.500 -Da tavola 178.417 279.714 123.713 175.596 --Rosso 105.288 165.471 68.843 95.254 --Bianco 58.036 94.796 51.435 73.562 --Rosato 15.096 19.446 3.436 6.784 --Confezionato 159.787 253.615 83.667 127.440 --Sfuso 18.630 26.099 40.046 48.156 Spumante 12.527 81.425 8.200 42.135 Vino e spumante 268.767 670.117 165.880 332.319 Fonte: Ismea/ACNielsen. 100 Centro+Sardegna 000 lt 000euro 213.716 346.684 55.922 148.365 26.022 80.820 0 0 25.702 80.027 29.515 66.288 168 469 29.348 65.819 383 1.261 52.292 142.970 3.630 5.395 157.797 198.318 77.176 109.434 74.814 81.118 5.806 7.768 136.557 171.345 21.240 26.973 9.870 51.414 223.586 398.096 Sud+Sicilia 000 lt 000euro 169.778 254.977 24.990 59.804 15.189 38.373 237 446 14.953 37.926 8.395 18.060 81 345 8.312 17.716 1.412 3.371 22.840 56.493 2.150 3.311 144.788 195.173 81.845 110.664 41.204 54.996 21.735 29.510 107.180 148.200 37.608 46.973 11.127 57.519 180.905 312.495 Italia 000 lt 000euro 797.416 1.480.533 192.705 631.730 113.255 393.592 4.586 8.508 108.351 384.289 74.789 221.655 4.300 10.753 70.484 210.904 4.661 16.491 178.031 606.014 14.674 25.716 604.715 848.801 333.152 480.823 225.489 304.472 46.073 63.508 487.191 700.600 117.524 148.201 41.724 232.493 839.138 1.713.027
  • 99. Tabella 4.2 bis - Variazioni percentuali 2005/2004 dei consumi domestici di vino in quantità e valore per area geografica Vino -Doc-Docg --Rosso ---Rosso frizzante ---Rosso altri tipi --Bianco ---Bianco frizzante ---Bianco altri tipi --Rosato --Confezionato --Sfuso -Da tavola --Rosso --Bianco --Rosato --Confezionato --Sfuso Spumante Vino e spumante Nord-Ovest quantità valore -2,4% -0,4% -3,6% -0,4% 0,7% 2,7% 11,1% -53,7% 0,0% 6,7% -9,8% -8,9% 2,0% -48,8% -11,2% -3,4% -30,6% 22,8% -1,6% -0,9% -26,8% 15,1% -1,8% -0,4% 1,5% 3,2% -2,2% -0,1% -19,0% -24,0% -2,7% -1,2% 6,1% 9,0% -1,7% 1,2% -2,3% -0,2% Nord-Est quantità valore 6,7% 7,0% 15,3% 15,0% 13,8% 12,0% 24,2% 6,5% 13,3% 12,2% 17,6% 23,6% 0,6% 40,6% 19,9% 22,3% 11,6% -27,2% 22,2% 17,7% -17,6% -16,4% 4,5% 2,3% -4,5% -8,1% 19,5% 17,1% 4,9% 33,2% -0,5% -1,5% 16,8% 14,2% 20,3% 25,1% 7,3% 9,0% Centro+Sardegna quantità valore -6,1% -11,5% -4,4% -10,1% -3,2% -12,3% n.d. n.d. -0,8% -12,0% -4,5% -6,1% -63,7% -73,5% -3,6% -4,4% -44,3% -45,4% -4,6% -10,1% -1,5% -9,8% -6,7% -12,5% -9,3% -16,6% -2,6% -5,5% -20,1% -19,2% -3,2% -10,2% -24,5% -24,5% 9,3% 2,5% -5,5% -9,9% Sud+Sicilia quantità valore -1,6% -1,1% 9,9% 0,1% 10,0% -0,2% -51,7% 4,4% 12,3% -0,3% 13,2% 1,1% -84,6% -44,4% 20,7% 2,8% -7,3% -1,4% 6,4% -1,6% 66,7% 43,5% -3,4% -1,4% 3,2% 4,2% -11,4% -12,5% -9,6% 1,8% -3,7% -1,8% -2,4% -0,4% -11,6% -9,1% -2,3% -2,7% Fonte: Ismea/ACNielsen. Nel Centro e nella Sardegna invece i consumi in quantità evidenziano una certa specializzazione per il vino di qualità (29% del totale nazionale contro il 26,8% per il vino in totale), ma la differenza si annulla nel caso si consideri la spesa (23% per entrambe le categorie), evidenziando quindi come i consumi – pur all’interno del segmento di maggiore qualità – siano orientati verso prodotti a minor prezzo relativo. Scendendo di livello (tabella 4.2) è possibile notare come le preferenze nei consumi di vino DOC-DOCG siano differenziate per tipologia di vino in funzione dell’area geografica. Il Nord-Ovest appare specializzato in quantità, e soprattutto in valore, sui rossi, ed in particolare per quelli frizzanti, mentre per i rosati si evidenzia una netta specializzazione in valore ma non in quantità. Per i bianchi al contrario vi è una despecializzazione, con la rilevante eccezione per i bianchi frizzanti. Al contrario nel Nord-Est i consumi sono despecializzati per i rossi e specializzati, soprattutto in valore, per i bianchi ed in particolare per i bianchi frizzanti. Anche al Centro e in Sardegna vi è una despecializzazione per i rossi ed una sensibile specializzazione per i bianchi, anche se in questo caso più marcata per le quantità che per i valori. Infine al Sud si rileva una debole specia- 101
  • 100. Grafico 4.3 - Consumi di vino DOC-DOCG per tipologia 200 180 160 Milioni di litri 140 120 100 80 Rosato 60 40 Bianco 20 Rosso 0 2003 Fonte: Ismea/ACNielsen. 2004 2005 Grafico 4.4 - I consumi di vino e vino DOC-DOCG in quantità per area geografica 100 90 80 70 % 60 50 Sud+Sicilia 40 Centro+Sardegna 30 20 Nord Est 10 Nord Ovest 0 Vino Doc-Docg Fonte: Ismea/ACNielsen. lizzazione per i rossi e una debole despecializzazione per i bianchi con l’eccezione dei frizzanti. Accentuata, invece, la specializzazione per i rosati. Nel 2005 la dinamica dei consumi di vino DOC-DOCG è stata comunque differenziata tra le diverse circoscrizioni. Nel Nord-Ovest i consumi in quanti- 102
  • 101. Grafico 4.5 - I consumi di vino e vino DOC-DOCG in valore per area geografica 100 90 80 70 % 60 50 Sud+Sicilia 40 Centro+Sardegna 30 20 Nord Est 10 Nord Ovest 0 Vino Doc-Docg Fonte: Ismea/ACNielsen. tà – pari a quasi 78 milioni di litri – sono apparsi rispetto al 2004 in contrazione (-3,6%). La riduzione ha riguardato soprattutto i vini bianchi, mentre per i rossi al contrario si è avuta una crescita, e si è registrata anche in valore, anche se in misura molto più contenuta (-0,4%). Il modello di consumo prima descritto risulta quindi confermato: contrazione dei consumi in quantità, con una tendenza a privilegiare sempre più i prodotti di una fascia qualitativa più alta. Esemplare sotto questo profilo i rosati: -30% in quantità e + 23% in valore. Nel Nord-Est invece il 2005 ha fatto registrare una notevole espansione dei consumi, sia in quantità che in valore (entrambi del 15% circa). La crescita ha riguardato più i bianchi che non i rossi; inoltre per i primi è stata maggiore in valore che non in quantità. Notevole invece il calo dei consumi (-4% in quantità e -10% in valore) che si è registrato al Centro. Tale riduzione va inquadrata in quella più complessiva che ha interessato tutto il comparto, mentre la differenza tra i due dati evidenzia come il calo dei consumi abbia colpito maggiormente i prodotti delle fasce più alte di prezzo. Questo è vero soprattutto per i rossi (-3% in quantità e -12% in valore), mentre nei bianchi le differenze sono più contenute. Infine, al Sud, il 2005 ha visto una sensibile espansione dei consumi in quantità (+10%) ed una sostanziale stabilità in valore. Anche in questo caso, quindi, le variazioni dei consumi appaiono evidenziare la scelta dei consumatori per prodotti di fascia bassa di prezzo. Ciò è vero sia per i bianchi che per i rossi; tuttavia nel secondo caso l’aumento delle quantità consumate non evita una, se pur debole, contrazione della spesa. 103
  • 102. 4.3 I consumi per tipologia di famiglia I consumi di vino DOC-DOCG si concentrano nei nuclei familiari di minori dimensioni. Considerando le famiglie sino a tre membri infatti, in queste si concentra circa il 78% dei consumi in quantità e della spesa (figura 4.6), incidenza di qualche punto maggiore a quella osservabile nel caso di vino nel suo complesso. Se ne deduce che sia il consumo procapite che la spesa procapite sia ben maggiore in queste tipologie. In particolare i nuclei familiari con la maggiore incidenza sono quelli composti da due persone. Tuttavia in questa categoria la percentuale in termini quantitativi è leggermente maggiore che non in termini economici (quasi il 32% contro poco più del 30%). Inoltre il peso di questi nuclei sui consumi dei vini DOC-DOCG è identico a quello del vino nel suo complesso, senza che si evidenzi una preferenza spiccata per l’una o l’altra tipologia. Le famiglie con tre membri incidono sul totale dei consumi dei vini DOCDOCG per poco più del 25% in quantità, percentuale che si abbassa a meno del 23% in valore. Si ha quindi una prima indicazione delle scelte fatte da questi consumatori, le cui preferenze vanno ai prodotti con un minor prezzo medio. A Tabella 4.3 - Consumi domestici di vini in quantità e valore per tipologia familiare Fam. 1 membro 000 lt 000euro Vino 121.789 295.441 -Doc-Docg 40.163 160.753 --Rosso 24.848 103.109 ---Rosso frizzante 1.420 1.438 ---Rosso altri tipi 23.431 101.671 --Bianco 14.956 56.473 ---Bianco frizzante 0 0 ---Bianco altri tipi 14.332 53.735 --Rosato 0 0 --Confezionato 39.549 159.848 --Sfuso 614 905 -Da tavola 81.625 134.689 --Rosso 43.999 74.152 --Bianco 30.005 50.333 --Rosato 7.616 10.201 --Confezionato 67.516 117.374 --Sfuso 14.109 17.315 Spumante 6.850 39.402 Vino e spumante 128.640 334.841 Fonte: Ismea/ACNielsen. 104 Fam. 2 membri 000 lt 000euro 254.339 446.614 61.564 190.338 32.829 112.935 1.674 3.942 31.157 108.993 27.194 72.836 1.307 3.004 25.888 69.830 1.539 4.564 57.077 183.913 4.487 6.425 192.774 256.279 104.064 145.996 77.904 92.927 10.805 17.348 155.925 208.663 36.849 47.616 11.085 61.406 265.425 508.024 Fam. 3 membri 000 lt 000euro 209.746 368.405 48.530 143.883 29.624 91.102 1.347 2.786 28.276 88.318 17.908 49.676 1.168 2.686 16.740 46.989 995 3.100 43.030 135.589 5.500 8.294 161.220 224.525 93.512 131.315 57.767 78.994 9.938 14.214 125.258 178.808 35.962 45.717 11.297 63.078 221.043 431.481 Fam. 4 membri Fam. 5 o più membri Tutte 000 lt 000euro 000 lt 000euro 000 lt 000euro 152.312 266.394 59.226 103.682 797.412 1.480.536 30.627 98.463 11.816 38.305 192.700 631.742 19.524 65.351 6.438 21.093 113.263 393.590 439 1.090 0 0 4.880 9.256 19.084 64.261 6.410 21.047 108.358 384.290 10.276 31.081 4.448 11.590 74.782 221.656 237 867 960 1.456 3.672 8.013 10.035 30.216 3.486 10.135 70.481 210.905 828 2.027 934 5.625 4.296 15.316 28.095 94.177 10.273 32.489 178.024 606.016 2.532 4.286 1.543 5.816 14.676 25.726 121.686 167.936 47.413 65.376 604.718 848.805 67.100 94.503 24.474 34.850 333.149 480.816 41.940 58.838 17.863 23.375 225.479 304.467 12.638 14.588 5.069 7.150 46.066 63.501 99.541 140.754 38.953 55.005 487.193 700.604 22.145 27.182 8.460 10.371 117.525 148.201 9.073 47.870 3.416 20.731 41.721 232.487 161.387 314.267 62.642 124.414 839.137 1.713.027
  • 103. Tabella 4.3 bis - Variazioni percentuali 2005/2004 dei consumi domestici di vino in quantità e valore per numero dei membri della famiglia Vino -Doc-Docg --Rosso ---Rosso frizzante ---Rosso altri tipi --Bianco ---Bianco frizzante ---Bianco altri tipi --Rosato --Confezionato --Sfuso -Da tavola --Rosso --Bianco --Rosato --Confezionato --Sfuso Spumante Vino e spumante 1 membro 2 membri quantità valore quantità valore 3,5% -8,7% -3,1% -0,2% -7,8% -15,8% -1,4% 1,9% -8,0% -16,9% 7,5% 9,3% -9,3% -86,4% -2,3% 46,7% -8,0% -10,4% 8,1% 8,3% -4,5% -11,7% -9,7% -5,1% n.d. n.d. 11,4% 24,3% 1,2% 0,0% -10,6% -6,0% n.d. n.d. -13,6% -31,8% -6,2% -15,4% 0,3% 3,4% -55,4% -54,5% -18,7% -28,5% 10,2% 1,5% -3,6% -1,6% 4,3% -5,4% -4,3% -3,0% 24,3% 19,2% 1,4% 2,5% -1,9% -15,7% -24,8% -10,7% 6,6% -1,5% -5,5% -3,7% 31,0% 28,1% 5,0% 8,2% 1,6% -4,2% 10,7% 4,5% 3,4% -8,2% -2,6% 0,4% 3 membri quantità valore 5,7% 4,8% 12,3% 10,0% 10,7% 9,2% 71,2% 48,9% 8,8% 8,3% 21,4% 14,0% -16,1% -13,4% 25,3% 16,1% -41,2% -18,5% 18,4% 12,3% -19,9% -17,5% 3,9% 1,8% 4,0% 0,9% 10,3% 6,8% -23,0% -14,1% 5,6% 2,5% -1,8% -1,1% 8,4% 15,1% 5,8% 6,2% 4 membri quantità valore -0,1% 2,6% 9,1% 14,7% 16,3% 17,3% -13,1% -12,0% 17,2% 18,0% 0,2% 13,0% -15,7% 55,9% 0,7% 12,1% -19,2% -22,0% 7,0% 13,5% 40,2% 51,1% -2,2% -3,3% 0,1% -2,3% -6,4% -6,7% 0,7% 4,4% 1,7% 0,4% -16,6% -18,8% -4,1% -4,1% -0,3% 1,6% 5 o più membri quantità valore -25,6% -20,2% -16,7% -5,4% -28,5% -19,5% n.d. n.d. -22,7% -17,7% -6,6% -12,2% 51,9% 132,6% -15,6% -19,4% 118,2% 408,1% -22,6% -17,1% 69,9% 333,4% -27,5% -26,8% -23,9% -23,6% -35,1% -36,0% -10,3% -0,8% -30,3% -29,1% -11,0% -12,1% -24,7% -10,1% -25,5% -18,6% Fonte: Ismea/ACNielsen. ciò si aggiunga che, al contrario della tipologia precedente, in questo caso è maggiore il peso considerando il vino nel suo complesso, segno di una certa despecializzazione. I nuclei familiari monocomponenti, tradizionalmente caratterizzati da una maggiore capacità di spesa e da influenze culturali maggiormente incentivanti, al contrario fanno osservare una forte specializzazione nei consumi. Innanzitutto il loro peso sui consumi dei vini DOC-DOCG (quasi il 21%) è molto più elevato di quello del vino totale (il 15% circa); poi all’interno della prima tipologia vengono preferiti i prodotti caratterizzati dai prezzi più elevati, visto che in valore la loro incidenza supera il 25%. I nuclei familiari di maggiori dimensioni fanno osservare un livello di consumo decisamente più basso. In ambedue queste tipologie si osserva un maggiore contributo per i vini non DOC. Inoltre i consumi in valore e quantità sono dello stesso livello, senza che si denoti, quindi, una preferenza univoca. Da notare che in queste tipologie familiari, ed in special modo per le famiglie di 5 e più membri, vi sia una sensibile specializzazione per i vini DOC-DOCG sfusi. I livelli di consumo sinora commentati sono il risultato di un certo riaggiu- 105
  • 104. Grafico 4.6 - Peso % delle varie tipologie di famiglie rispetto al totale (in volume e valore) dei consumi di vino nel complesso e di DOC-DOCG 35 30 25 % 20 15 10 Vino 5 Doc-Docg Fam. 1 membro Fam. 2 membri Fam. 3 membri Fam. 4 membri Valore Quantità Valore Quantità Valore Quantità Valore Quantità Valore Quantità 0 Fam. 5+ membri Fonte: Ismea/ACNielsen. Grafico 4.7 - Variazioni % 05/04 nei consumi di vino e di vino DOC-DOCG per tipologia di famiglia 20 15 10 5 % 0 -5 -10 -15 -20 Vino -25 Doc-Docg Fam. 1 membro Fonte: Ismea/ACNielsen. 106 Fam. 2 membri Fam. 3 membri Fam. 4 membri Valore Quantità Valore Quantità Valore Quantità Valore Quantità Valore Quantità -30 Fam. 5+ membri
  • 105. stamento a cui si è assistito nel corso del 2005 (figura 4.7). In particolare nei nuclei monocomponenti sembra che le preferenze – sia per il vino DOC-DOCG che per quello totale – si siano indirizzate maggiormente verso prodotti di una minore fascia di prezzo, visto che la variazione della spesa è stata negativa per ambedue le categorie. Tuttavia per i vini DOC-DOCG si è avuta anche una contrazione in quantità. Lo stesso tipo di fenomeno si osserva per le famiglie con 5 e più membri. In questo caso però, le contrazioni dei consumi sono state generalizzate e maggiori in quantità che non in valore. Nelle altre tipologie familiari si evidenziano invece dinamiche positive o, nel caso delle famiglie di due componenti, sostanzialmente stabili. In particolare nella famiglie con 3 e in quelle con 4 componenti il consumo dei vini DOC-DOCG è cresciuto sia in quantità che in valore, di oltre 10 punti percentuali, facendo osservare una dinamica particolarmente positiva viste anche le modeste variazioni, comunque positive, che si notano per tutto il vino. 4.4 I consumi per canale distributivo Oltre i 3⁄4 della spesa per vini DOC-DOCG passa attraverso i punti vendita più tradizionali della GDO, supermercati ed ipermercati; se si considerano le Tabella 4.4 - Consumi domestici di vini in quantità e valore per canale distributivo Super ed iper Vino -Doc-Docg --Rosso ---Rosso frizzante ---Rosso altri tipi --Bianco ---Bianco frizzante ---Bianco altri tipi --Rosato --Confezionato --Sfuso -Da tavola --Rosso --Bianco --Rosato --Confezionato --Sfuso Spumante Vino e spumante 000 lt 449.852 132.579 76.928 n.d. 76.538 53.112 n.d. 52.608 n.d. 132.316 263 317.273 167.533 128.583 21.157 315.104 2.169 28.771 478.623 000euro 1.000.468 482.810 302.641 n.d. 301.887 171.467 n.d. 169.614 n.d. 482.227 583 517.657 272.341 208.765 36.552 514.404 3.253 173.963 1.174.432 Discount 000 lt 83.304 19.050 13.134 n.d. 12.334 n.d. n.d. n.d. n.d. 19.035 15 64.255 33.339 23.043 7.874 64.201 54 3.658 86.963 Negozi tradiz. Superette 000euro 000 lt 000euro 000 lt 000euro 90.172 111.917 185.023 54.690 57.932 34.727 19.481 60.653 5.385 11.627 24.235 10.851 36.983 3.731 7.057 n.d. 2.345 4.330 n.d. n.d. 22.718 8.504 32.652 3.731 7.057 n.d. 8.196 22.967 n.d. n.d. n.d. 1.685 4.403 n.d. n.d. n.d. 6.509 18.562 n.d. n.d. n.d. 436 711 n.d. n.d. 34.703 14.311 52.187 5.380 11.620 24 5.170 8.466 5 7 55.446 92.436 124.364 49.306 46.303 31.739 61.651 83.405 21.146 27.522 18.635 23.523 31.195 26.152 16.325 5.072 7.259 9.765 2.008 2.451 55.378 43.700 62.060 47.836 44.456 68 48.736 62.304 1.470 1.847 8.016 7.826 44.577 903 3.872 98.188 119.741 229.600 55.593 61.802 Grossisti/ Altri canali spaccio produttori 000 lt 000euro 000 lt 000euro 62.235 94.314 35.414 52.626 14.247 36.224 1.955 5.696 7.642 20.157 972 2.518 1.314 2.515 n.d. n.d. 6.328 17.642 917 2.331 5.822 11.063 n.d. n.d. 1.895 3.994 n.d. n.d. 3.927 7.068 n.d. n.d. 779 5.001 n.d. n.d. 5.509 20.345 1.472 4.934 8.738 15.879 483 762 47.990 58.093 33.456 46.934 27.667 35.330 21.819 30.481 17.245 19.084 6.941 10.461 3.080 3.679 4.695 5.995 7.350 10.280 9.002 14.020 40.640 47.813 24.454 32.914 421 1.614 147 447 62.657 95.929 35.562 53.075 Totale 000 lt 797.412 192.697 113.258 4.905 108.352 74.785 4.301 70.480 4.657 178.023 14.674 604.716 333.155 225.487 46.073 487.193 117.523 41.726 839.139 000euro 1.480.535 631.737 393.591 9.303 384.287 221.653 10.750 210.903 16.490 606.016 25.721 848.797 480.818 304.465 63.514 700.598 148.199 232.489 1.713.026 Fonte: Ismea/ACNielsen. 107
  • 106. Tabella 4.4. bis - Variazioni percentuali 2005/2004 dei consumi domestici di vino in quantità e valore per canale distributivo Vino -Doc-Docg --Rosso ---Rosso frizzante ---Rosso altri tipi --Bianco ---Bianco frizzante ---Bianco altri tipi --Rosato --Confezionato --Sfuso -Da tavola --Rosso --Bianco --Rosato --Confezionato --Sfuso Spumante Vino e spumante Super+ Superette Discount Negozi Grossisti/ Altri canali Ipermercati tradizionali spaccio produttori quantità valore quantità valore quantità valore quantità valore quantità valore quantità valore -0,1% 1,3% 7,2% -1,5% 1,2% 7,4% -15,8% -22,0% 6,5% 5,2% -0,9% -3,0% 1,6% 3,7% -5,9% -29,7% 28,0% 31,7% -8,2% -29,9% -16,0% 3,6% -9,0% 23,1% 3,9% 4,0% 41,1% -16,4% 30,4% 30,9% -14,4% -27,6% -20,7% -4,1% -4,4% -7,4% n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. 33,1% -56,7% -40,1% -38,8% n.d. n.d. 3,8% 4,1% 41,1% -16,4% 35,5% 36,4% -22,1% -20,5% -15,0% 4,3% -8,3% -12,5% -0,8% 5,0% n.d. n.d. n.d. n.d. 7,5% -29,8% -3,2% -9,9% n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. 7,1% -59,8% -22,1% 6,6% n.d. n.d. -0,8% 4,8% n.d. n.d. n.d. n.d. 7,6% -14,8% 9,7% -17,2% n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. n.d. -53,3% -74,0% -40,7% 204,0% n.d. n.d. 1,7% 3,7% -2,3% -28,2% 28,2% 32,0% -19,6% -35,3% 0,9% 12,1% 17,4% 49,0% -33,1% -21,6% -97,7% -98,0% -57,1% -70,0% 50,6% 43,6% -24,0% -5,5% -46,0% -42,1% -0,8% -0,9% 8,8% 9,5% -4,7% -3,7% -17,2% -17,5% 15,7% 6,1% -0,4% -5,4% 0,7% -1,5% 28,4% 22,5% -5,5% -1,2% -21,1% -20,6% 7,0% -2,7% 20,8% 5,5% 0,6% 1,2% -2,1% -2,1% -1,3% -0,1% 0,2% -6,3% 38,7% 28,0% -42,0% -36,9% -17,4% -7,0% n.d. n.d. -10,3% -25,1% -27,1% -21,4% -3,3% 5,2% n.d. n.d. -0,9% -1,0% 9,9% 10,2% -4,4% -3,2% -16,4% -18,9% -12,7% -24,5% -20,3% -32,0% 21,7% 36,0% -18,6% -4,7% -78,3% -80,5% -17,9% -16,0% 22,9% 16,3% 9,7% 13,5% 3,1% 5,3% -12,2% -34,1% 3,3% -0,1% 7,5% 6,2% -56,1% -62,3% -67,5% -79,9% 0,1% 1,9% 6,8% -4,4% 1,3% 6,8% -14,5% -17,8% 5,5% 2,1% -1,7% -6,0% Fonte: Ismea/ACNielsen. quantità il contributo di super ed ipermercati scende a meno del 60%, mettendo anche in luce come in questi canali, rispetto agli altri, transitino in maggiore quantità i prodotti della fascia di prezzo maggiore (tabella 4.4). Da notare che le percentuali nel caso si consideri il vino da tavola, scendono decisamente, anche se questo canale rimane il più importante. Anche in questo caso si nota una maggiore incidenza in termini di valore rispetto alle quantità (61% circa contro 53%). Il secondo canale distributivo per i vini DOC-DOCG è rappresentato dai negozi tradizionali per i quali transita il 10% circa dei consumi, sia in valore che in quantità. Da notare che il ruolo di questi esercizi appare decisamente maggiore (35% in valore e 32% in quantità) se si considera il vino sfuso. Seguono poi i discount, in cui tuttavia l’incidenza è ben maggiore in quantità (quasi il 10%) che non in valore (5,5%), ed i grossisti con percentuali e rapporti simili ai primi. Minimi i valori per gli altri canali anche se è possibile identificare alcune particolarità. In particolare i negozi tradizionali e i grossisti rivestono un ruolo 108
  • 107. importante, oltre che per il vino sfuso, anche per i vini frizzanti, sia rossi che bianchi. Attraverso il canale dei grossisti passa poi una quota notevole, soprattutto in valore (il 30% circa), dei vini rosati. Dai dati analizzati emerge quindi una mappa abbastanza precisa. Anche per il vino la GDO è il canale distributivo che incide maggiormente sulla quota dei consumi finali delle famiglie. Al suo interno esiste una certa specializzazione: supermercati ed ipermercati veicolano in misura relativamente maggiore rispetto agli altri canali i vini DOC-DOCG, e, all’interno di questa categoria, i prodotti di maggiore fascia di prezzo. I discount sono invece specializzati nel vino da tavola, mentre, considerando il vino DOC-DOCG, nei prodotti di minor prezzo. Infine i grossisti e i negozi tradizionali rappresentano un canale importante per referenze specifiche come i vini sfusi, quelli frizzanti e i rosati. 16) Il panel Ismea/ACNielsen non comprende gli acquisti extradomestici e quelli effettuati nei periodi di ferie. 17) In questo caso si parla di specializzazione quando l’incidenza dei consumi di una determinata tipologia di vino di un’area risultino maggiori dell’incidenza dei consumi complessivi. 109
  • 108. Appendice metodologica La raccolta dei dati dati utilizzati nei capitoli 2 e 3 sono stati reperiti presso le Camere di Commercio provinciali attraverso la somministrazione di un questionario opportunamente redatto (qui di seguito, si riporta un esempio di questionario sottoposto in Molise) contenente le variabili potenzialmente reperibili. È stato quindi riportato all’interno del questionario, a fianco di ogni denominazione di origine, l’elenco delle menzioni; per ogni menzione, il questionario richiedeva di riportare i dati relativi alla SAU iscritta all’albo e a quella effettivamente in produzione, al numero di aziende iscritte, alla produzione effettiva e a quella certificata ed, infine, agli imbottigliatori e ai prezzi. Questi ultimi due dati sono stati i più difficili da raccogliere, perché non sempre le Camere di Commercio disponevano di una banca dati che permetteva di risalire ai prezzi relativi al 2004. La raccolta dei dati è stata effettuata attraverso la rete regionale e provinciale di cui AGER, una delle società facenti parte del RTI aggiudicatario della gara per l’Osservatorio sulle produzioni di qualità, può usufruire. Ogni rilevatore, infatti, aveva il compito di recarsi personalmente presso le Camere di Commercio di propria competenza e di reperire i dati necessari, facendoli poi confluire a livello regionale in un unico database. In alcuni casi, (Abruzzo, Sardegna) i dati disponibili erano soltanto cartacei e non avevano subito alcun processo di informatizzazione. Questo ha comportato un’ulteriore fase (a monte) di aggregazione del dato suddiviso per azienda che ha poi permesso la compilazione del questionario. Vista la mole dei dati e la differente metodologia di gestione degli stessi da parte delle Camere di Commercio, la fase successiva alla compilazione dei questionari è stata quella di controllo ed omogeneizzazione delle informazioni, effettuata sui database regionali. In alcuni casi, infatti, (Umbria, Molise, Toscana) i dati sono stati forniti con unità di misure differenti tra di loro: ciò ha comportato un’attenta verifica degli stessi per omogeneizzarli con gli altri a disposizione. Altre difficoltà sono state incontrate in particolare in Sicilia. In questo caso il dato disponibile si presentava solamente aggregato per denominazione, senza una specifica per menzione; inoltre, per alcune denominazioni, il dato al 2004 non era disponibile. I dati effettivamente raccolti rappresentano più del 75% del totale ottenuto integrando quelli delle denominazioni mancanti con altre fonti. Infatti nei casi in cui l’attività di rilevazione non ha prodotto risultati, si è fatto ricorso ad altri dati; tra questi, quelli maggiormente utilizzati sono stati quelli presenti nella I 110
  • 109. 111 Pentro d’Isernia Molise Biferno Vino Pentro di Isernia Bianco Pentro di Isernia Rosato Pentro di Isernia Rosso Molise o Vini del Molise Aglianico Molise o Vini del Molise Aglianico riserva Molise o Vini del Molise Cabernet sauvignon Molise o Vini del Molise Chardonnay Molise o Vini del Molise Falanghina Molise o Vini del Molise Greco Bianco Molise o Vini del Molise Montepulciano Molise o Vini del Molise Montepulciano riserva Molise o Vini del Molise Moscato bianco Molise o Vini del Molise Moscato passito Molise o Vini del Molise Moscato spumante Molise o Vini del Molise Novello Molise o Vini del Molise Pinot bianco Molise o Vini del Molise Sangiovese Molise o Vini del Molise Sauvignon Molise o Vini del Molise Spumante Molise o Vini del Molise Spumante Chardonnay Molise o Vini del Molise Spumante Pinot bianco Molise o Vini del Molise Tintilia Molise o Vini del Molise Tintilia riserva Molise o Vini del Molise Trebbiano Biferno Bianco Biferno Rosato Biferno Rosso Biferno Rosso Riserva Menzione Produzione potenziale Rivendicazioni doc doc doc CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise CB, IS CB, IS CB, IS IS Molise IS Molise IS Molise IS Molise Molise Molise Molise Molise CB, IS CB CB CB CB CB CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS CB, IS Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Molise Produzione Produzione Imbottigliatori Prezzi effettiva certificata DOC DOCG Denom. Regione Provincia Numero SAU Uva Vino N. SAU in Uva Vino Vino Numero Uva Vino aziende Iscritta (q.li) (hl) denuncie produz. (q.li) (hl) (specificare Imbottigliatori (specificare (specificare iscritte all'albo all'albo unità di mis.) unità di mis.) unità di mis.) Iscrizione albo Tabella 1 - Esempio di questionario sottoposto alle Camere di Commercio
  • 110. pubblicazione di FEDERDOC del Tabella 2 - Percentuale del dato “produzione certificata” stimata sul dato 2004. complessivo regionale In altri casi ancora sono state effettuate delle stime; i dati stimati riguarRegione Dato stimato dano soprattutto quelli relativi alla Abruzzo 25% produzione certificata; questi ultimi, Basilicata 0% 0% infatti, erano spesso non disponibili Calabria 75% presso le Camere di Commercio. I dati Campania Emilia Romagna 30% stimati sulla produzione certificata Friuli Venezia Giulia 0% rappresentano poco più del 40% del Lazio 7% dato complessivo e la percentuale va- Liguria 0% ria da regione a regione, come si può Lombardia 93% 85% notare dalla tabella 2. Bisogna però te- Marche Molise 0% ner presente che in alcuni casi non si è Piemonte 63% proceduto a stima perchè il dato era Puglia 60% completamente mancante e quindi ci si Sardegna 0% è limitati ad indicare nel rapporto Toscana 30% 42% “Non Disponibile” (ad esempio in Ca- Trentino Valle d’Aosta 0% labria e Sardegna). 92% Solo in due casi (Sicilia e Umbria) Veneto sono stati stimati i dati della produzione effettiva, rispettivamente per il 21% e per il 30%. Metodologie di stima Nel corso del lavoro un primo, importante momento di verifica, è stato fatto riguardo al numero delle denominazioni rilevate. Infatti alcune di esse non sono effettivamente in produzione (tale differenza viene evidenziata nella tabella 3.1). I dati riportati possono essere essenzialmente di tre fonti. La prima, sicuramente la più rilevante, è il rilievo diretto presso le Camere di Commercio. In alcuni casi (si veda il prospetto riportato più avanti) è stato possibile rilevare i dati disaggregati per sottodenominazione, con un arricchimento notevole delle informazioni disponibili (si veda ad esempio il caso della Liguria). Se i dati riguardo ad una singola denominazione fossero risultati indisponibili presso le Camere di Commercio si è fatto ricorso ai dati FEDERDOC. In questo caso non sono riportati i dati riguardo alla produzione certificata. In diverse situazioni per singole denominazioni e/o per singoli campi di dati1 sono state effettuate delle stime. Il metodo di stima adottato in genere è stato quello di usare i coefficienti tecnici calcolati e riportati come indicatori nelle tabelle regionali per stimare i dati mancanti. Tuttavia i coefficienti sono stati impiegati a livelli differenti. Ove disponibili i dati suddivisi per sottodenominazione la stima è stata ef- 112
  • 111. fettuata assumendo i coefficienti medi all’interno della denominazione. In caso diverso sono stati adottati i coefficienti medi relativi alla denominazione se questa è presente in altre provincie rispetto a quella del dato mancante. Questo processo è stato adottato in particolar modo in Piemonte e Toscana, regioni in cui diverse denominazioni sono distribuite su più province. Infine in mancanza di dati di maggior dettaglio i coefficienti di stima adottati sono stati quelli regionali. 1) Ossia i singoli campi riportati nelle tabelle regionali: Aziende, superfici, produzioni di uva e di vino. 113
  • 112. Prestampa, stampa e allestimento Società Editrice IMAGO MEDIA 81010 Dragoni (CE) - Tel 0823 866710 www.imagomedia.it - email: info@imagomedia.it