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Piano Operativo Riccagioia corretto e ultimo

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Po riccagioia def_240412 (2) Po riccagioia def_240412 (2) Document Transcript

  • RICCAGIOIA S.C.p.A. CONVENZIONE Regione Lombardia - ERSAF - RICCAGIOIA S.C.p.A. d.g.r. 01/02/2011 n. IX/1259 CONVENZIONE QUADRO Regione Lombardia - ERSAF (d.g.r. 15/12/2010 n. IX/978) PROGRAMMA ANNUALE Anno 2012 (d.g.r. 29/12/2011 n. IX/2846) PIANO OPERATIVO 2012Programma Operativo DGAPO 1 Sostegno all’imprenditoria PMI e Reti AREA “TERRITORIALE” Obiettivo Programma ERSAF 1.1 Sostegno all’imprenditoria PMI e Reti: la valorizzazione e sviluppo del patrimonio agroforestale regionale Obiettivo Specifico OS 1.5 Migliorare la qualità delle filiere del settore agroalimentare Obiettivo Operativo OO 1.5.2 Sviluppare e trasferire innovazioni alle imprese agroalimentari OO 1.5.3 Sviluppo e promozione delle filiere Azioni 1.5.2.4 Trasferimento delle innovazioni alle imprese agroalimentari tramite i “Servizi innovativi” 1.5.3.19 Valorizzazione del patrimonio enologico-culturale e sviluppo polo di Riccagioia:Enoteca regionale in Oltrepò Pavese e lavori di valorizzazione e rifunzionalizzazione del polo viticolo di Riccagioia1.5.3.21 Impostazione e organizzazione attività del Polo di Riccagioia in raccordo con ERSAF e Università. Per ERSAF Per Riccagioia S.C.p.A. Sauro Coffani Carlo Alberto Panont PREMESSALa maggior parte delle attività indicate nel piano strategico triennale di Riccagioia S.C.p.A.,approvato con decreto D.G. Agricoltura n. 7659 del 11/08/2011, hanno trovato pienaattuazione nel terzo quadrimestre del 2011, realizzando in buona parte gli obiettiviprefissati, nonostante le difficoltà incontrate nei modi e nei tempi e considerato il vastoambito di collaborazioni scientifiche e tecniche esterne che si sono dovute coinvolgerenella realizzazione dei diversi progetti ai fini di una più ampia condivisione regionale.Le attività programmate e realizzate autonomamente da Riccagioia non sono state oggettodi variazioni e sono state compiute rispettando le linee generali del programma annuale,
  • ambito di collaborazioni scientifiche e tecniche esterne che si sono dovute coinvolgerenella realizzazione dei diversi progetti ai fini di una più ampia condivisione regionale.Le attività programmate e realizzate autonomamente da Riccagioia non sono state oggettodi variazioni e sono state compiute rispettando le linee generali del programma annuale,mentre si è rivelato molto oneroso e non sempre in linea con la tempistica delineatal’impegno profuso nella realizzazione degli obiettivi relativi ai progetti a più lungo respiro eper i quali è fin d’ora necessario fissare la progettualità futura anche in funzione delle nuoveesigenze produttive della filiera vite-vino.Il progetto che presenta attualmente maggiori incertezze anche economiche di sostenibilitànella visione straordinaria della mission di Riccagioa è relativo alle azioni formative(FORMAT), in particolare per quanto riguarda la prosecuzione dei corsi di laurea tenutidall’Università degli Studi di Milano e che richiedono un impegno molto importante sia inrisorse umane che finanziarie della Società. Nell’ambito dello stesso progetto Riccagioia haconseguito il certificato di conformità regionale per l’esercizio di attività formativa, mentremanca ancora l’accreditamento al fine di poter essere riconosciuti dalla Regione Lombardiaper la progettazione ed erogazione di servizi di formazione professionale nell’ambitovitivinicolo che le consentirà di accedere agli aiuti comunitari per l’organizzazione di corsispecifici e quindi utilizzare al meglio il patrimonio scientifico in dote a Riccagioia da partedell’Università partner quali Milano, Pavia e, anche se non socia, Piacenza.Analogamente il Laboratorio di analisi chimico-fisiche ha ottenuto l’accreditamento pressoACCREDIA e l’inserimento nell’elenco nazionale dei laboratori autorizzati ad effettuareanalisi ufficiali nel settore enologico, rendendo il progetto RICCALAB operativo a tutti glieffetti con l’appalto al momento dei certificati di analisi per le D.O. Oltrepò pavese e SanColombano. Lo sviluppo delle attività del Laboratorio anche e soprattutto con l’attivazione dicollaborazioni con altri territori viticoli per le analisi di certificazione come ad esempio laValtellina o la vicina Piacenza sono obiettivi che dovranno conseguirsi nel 2012 al fine diaumentare significativamente il numero di analisi . Anche per le analisi del terreno e ciauguriamo ben presto anche per quelle di microbiologia dovrà essere attuato unprogramma di collaborazioni quanto più ampio possibile sempre fermo restando lanecessità parallelamente di sviluppare professionalità sempre più specializzate e in gradodi attivare anche programmi sperimentali in autonomia.Produttive sono state anche le azioni mirate a coinvolgere il territorio vitivinicolo lombardoattraverso il potenziamento dei progetti sul miglioramento genetico e sanitario della vite(MIGLIORVITE) e di premoltiplicazione viticola attraverso il Nucleo di Riccagioia (NPV) chehanno anche portato alla richiesta ufficiale da parte del Centro Vitivinicolo Provinciale diBrescia di sottoscrizione di una quota del capitale sociale di Riccagioia S.C.p.A. affinché laprogrammazione delle attività di interesse comune possa essere ulteriormente condivisa.La nuova strategia di gestione diretta di un pool di tecnici individuati nelle diverse zoneviticole della Lombardia per la realizzazione dei progetti MIGLIORVITE e LONGEVIT,nonostante il ritardo nella partenza, è stata realizzata in maniera proficua, con nettoincremento delle attività svolte a Riccagioia, come le micro e le meso vinificazioni, le analisisensoriali dei vini ottenuti, i controlli analitici e sanitari ha permesso di avere maggiorcontrollo e interazione fra i progetti ottimizzando le risorse e creando figure professionalispecifiche che possano garantire anche un futuro ampliamento degli obiettivi primari.Oltre alla realizzazione dei progetti acquisiti da ERSAF e all’ampliamento dei laboratori conl’attivazione dell’unità di microbiologia (MICROVINI) e della cantina di meso-microvinificazione, il 2011 è stato speso principalmente per la programmazione e lacondivisione dei piani operativi all’interno e all’esterno di Riccagioia S.C.p.A.,nell’impostazione della nuova politica di gestione che tende alla centralità regionale delCentro Vitivinicolo di Torrazza Coste.Il 2012 sarà particolarmente concentrato sulla valorizzazione dell’azienda Riccagioia qualesede di un patrimonio genetico viticolo di inestimabile valore considerati i rischi di erosionegenetica che minacciano, come accade per la maggior parte delle essenze coltivate, laviticoltura mondiale. La superficie vitata, oltre ai vigneti di produzione, comprende infatti icampi di una preziosissima collezione di germoplasma viticolo proveniente da tutto ilmondo fra cui, ad esempio, i vitigni georgiani e quelli provenienti dalle aree viticolebalcaniche; ma anche i vitigni di antica coltivazione provenienti dalle principali areevitivinicole lombarde: Oltrepò Pavese, Valtellina, Franciacorta, province di Bergamo e diMantova. Si tratta di una della più vaste collezioni presenti in Italia, costituita da più di millebiotipi di cloni e varietà, la cui integrità deve essere scrupolosamente salvaguardata. Dairisultati del monitoraggio effettuato nel settembre 2011 in collaborazione con il ServizioFitosanitario regionale emerge uno stato sanitario da controllare con molta attenzione,caratterizzato dalla presenza di piante affette da virosi, giallumi, tracheomicosi e dinumerose fallanze. Questo certo è da rapportare alla specificità dell’impianto, appunto di
  • risultati del monitoraggio effettuato nel settembre 2011 in collaborazione con il Servizio Fitosanitario regionale emerge uno stato sanitario da controllare con molta attenzione, caratterizzato dalla presenza di piante affette da virosi, giallumi, tracheomicosi e di numerose fallanze. Questo certo è da rapportare alla specificità dell’impianto, appunto di collezione e con la condizione che ogni operazione colturale e di ripristino deve essere effettuata in modo da non arrecare alcun danno o impoverimento della variabilità genetica e quindi mantenimento della biodiversità esistente necessaria per poter portare avanti ogni programma integrato di miglioramento genetico l’ oggi e per il domani. Nel 2012 un particolare impegno sarà quindi profuso nelle azioni volte alla conservazione del materiale genetico, alla prosecuzione dell’attività di miglioramento genetico e al potenziamento del Nucleo di premoltiplicazione. Tutte le attività che si sono implementate, compresi i nuovi servizi di laboratorio inseriti nei piani operativi, sono inoltre propedeutiche e di supporto alla sperimentazione e parziale realizzazione di un Servizio di assistenza tecnica territoriale per la viticoltura della Regione Lombardia moderna e rinnovata in grado di garantire non solo l’applicazione dei dispositivi comunitari sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari (direttiva 128/2009) che impongono agli stati membri di adottare tutte le misure necessarie per incentivare la difesa fitosanitaria a basso apporto di presidi potenzialmente nocivi alla salute umana e all’ambiente ma anche di rispondere alle esigenze produttive per un uso certificato e codificato del territorio dall’uva al vino al fine di rispondere concretamente a livello di territorio e non più di singola azienda. LE ATTIVITA’ PROGETTUALIN. 1. MIGLIORAMENTO GENETICO E SANITARIO DELLA VITE IN LOMBARDIA (MIGLIORVITE).N. 2. NUCLEO DI PREMOLTIPLICAZIONE VITICOLA DELLA LOMBARDIA “C. GALLINI” (NPV).N. 3. Indagine sulla longevità dei vigneti ed importanza delle vecchie viti sulla qualità dei viNI (longevit).N. 4. LISTE DI ORIENTAMENTO VARIETALE PER IL MELO E I PICCOLI FRUTTI IN LOMBARDIA (LISTEFRUTTA).N. 5. GESTIONE DELL’AZIENDA SPERIMENTALE RICCAGIOIA COMPRENSIVA DI C O L L EZ I O N I VAR I ET AL I , VI G N ET I SPER I M EN T AL I E C AN T I N A D I MICROVINIFICAZIONE (GESPRI).N. 6. ATTIVAZIONE E MANTENIMENTO DI UN SISTEMA QUALITA’ PER IL LABORATORIO DI ANALISI MERCEOLOGICHE DEI VINI (RICCALAB).N. 7. ATTIVAZIO NE LABO RATO RIO PER LA DIAG NO STICA DEL PRO FILO COMPOSITIVO E DI SALUBRITA’ DEI VINI LOMBARDI (DIVINI).N. 8. ATTIVAZIONE LABORATORIO DI MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIA MICROBICA A SUPPORTO DELL’ENOLOGIA LOMBARDA (MICROVINI).N. 9. Sviluppo di azioni formative nell’ambito della filiera vitivinicola (FORMAT).PROGETTO N. 1MIGLIORAMENTO GENETICO E SANITARIO DELLA VITE IN LOMBARDIA - ANNO 2012ACRONIMO
  • MIGLIORVITE 1. Analisi dei fabbisogni e stato dell’arteLa selezione genetico-sanitaria, in decenni di studi effettuati anche con il contributo diRegione Lombardia, ha portato alla registrazione di un cospicuo numero di cloni delle varietàmaggiormente diffuse e di alcuni vitigni di antica coltivazione in Valtellina, in Oltrepò Pavese enella provincia di Brescia a rischio di estinzione. La continua evoluzione dei mercati del vino, isensibili cambiamenti climatici in atto, i grandi rischi quotidiani connessi alla diffusione dellemalattie virali e alla semplificazione genetica nei vigneti sono motivo di impegno costante sulfronte del miglioramento genetico che deve sempre più farsi carico di scelte cruciali in gradodi condizionare la qualità globale della futura viticoltura lombarda.Nel primo anno di gestione Riccagioia S.C.p.A. si è impegnata per impostare una nuovapolitica di gestione diretta della maggior parte delle attività di selezione, in particolare perquelle che fanno capo alle due Università coinvolte, lasciando piena autonomia allaFondazione Fojanini di Sondrio e al Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia per quelle diinteresse locale rispettivamente in Valtellina e nel bresciano.I programmi di lavoro sono stati realizzati come da piano operativo, con la prosecuzione deiprotocolli previsti per l’omologazione dei candidati cloni e delle vecchie varietà in studio.L’attività relativa allo studio e al confronto tra portinnesti tradizionali e di nuova generazione ele indagini attinenti la valutazione agronomica ed enologica di nuovi portinnesti e di nuovivitigni ottenuti da incrocio intraspecifico attraverso l’autofecondazione di ceppi di Chardonnaysono state rimandate all’annata 2012 a seguito dell’andamento meteorologico che ha inficiatoalmeno parzialmente i dati. Queste ultime indagini sono particolarmente importanti, soprattuttoper quanto riguarda i portinnesti, considerata la scarsità di materiale di propagazionedisponibile; altrettanto interessante è il lavoro sull’individuazione di resistenze ai “giallumi dellavite” che potrebbe essere conseguita attraverso l’autofecondazione in varietàparticolarmente importanti per la nostra produzione spumantistica regionale e altrettantosensibili ai giallumi.Nel 2012 è pertanto previsto il proseguimento di tutte le attività già prospettate nel programma2011 con il dettaglio che viene di seguito illustrato. 2. Obiettivi del progettoL’obiettivo principale rimane quello di omologare il maggior numero di cloni e varietà chepossano rispondere alle esigenze sanitarie, di adattamento ambientale, di caratterizzazione etipicizzazione delle produzioni enologiche e di innovazione di prodotto che il compartovitivinicolo deve poter soddisfare per migliorare la propria competitività.Tutte le richieste di registrazione saranno proposte inserendo anche il riferimento aRiccagioia con particolare riguardo alla sigla di identificazione del clone o nuova varietà. 3. Risultati attesi , Ricaduta e destinatari dei risultatiNel 2012 ci si propone di portare a buon fine le seguenti registrazioni al Catalogo Nazionaledelle varietà di vite, in particolare, con la supervisione scientifica dell’Università Cattolica diPiacenza: ! n. 3 cloni di Croatina, ! n. 2 cloni di Ughetta di Canneto ! n. 1 clone di Uva Rarae con la supervisione scientifica dell’Università degli Studi di Milano: ! n. 3 cloni di Barbera ! n. 2 cloni di Croatina ! n. 2 cloni di Croà acino grande ! n. 2 cloni di Croà acino piccolo ! n. 1 clone di Brugnola ! n. 3 cloni di Merlina ! n. 2 cloni di Pignola ! n. 1 clone di Rossola ! n. 3 cloni di Zinfandel
  • Il materiale iniziale dei cloni e varietà che otterranno l’omologazione sarà conferito al Nucleodi premoltiplicazione “C. Gallini” per la conservazione e l’avvio della produzione vivaistica.La ricaduta delle attività si concretizza in un arricchimento della piattaforma ampelograficalombarda mediante l’inserimento di nuovi incroci e cloni, anche di vecchie varietà, conspiccate capacità di resistenza alle malattie e adattamento a condizioni produttive ancheestreme, strategici per la viticoltura di questa regione che può trovare maggiori sbocchi dimercato attraverso la produzione di vini molto tipici e di alta qualità.Destinatari dei risultati saranno, in primo luogo, le aziende vitivinicole della Lombardia chepotranno usufruire di materiale vivaistico con elevati standard sanitari e genetici, a monte diqueste beneficeranno in tempi brevi dei prodotti di questa attività le aziende vivaistichelombarde. Questa linea strategica ha l’ambizione di disegnare la viticoltura dei prossimi 10anni non solo regionale ma nazionale viste le forze in campo. I cambiamenti a cui siamochiamati a rispondere sono paragonabili a quelli avvenuti in viticoltura alla metà degli anni ’80,ma con la consapevolezza di un consumatore ormai maturo ed in grado di riconoscere sia laqualità del vino e sia dell’ambiente che lo circonda . 4. DESCRIZIONE ANALITICA DEL PROGETTO E PIANO DI ATTIVITA’4.1 Approccio metodologico e partners coinvoltiMediante la stipula di opportune convenzioni, sarà garantita la supervisione dei seguentiresponsabili scientifici: ! Prof. Piero Attilio Bianco del Dipartimento di Produzione Vegetale, Sezione di Patologia vegetale dell’Università degli Studi di Milano; ! Prof. Attilio Scienza e dott. Lucio Brancadoro del Dipartimento di Produzione Vegetale, Sezione di Coltivazioni arboree dell’Università degli Studi di Milano; ! Prof. Alberto Vercesi dell’Istituto di Frutti-Viticoltura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano - Sede di Piacenza;e la collaborazione del Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia e della Fondazione Fojanini diStudi Superiori di Sondrio.Oltre al coordinamento generale e alla divulgazione dei risultati, RICCAGIOIA partecipa allarealizzazione del progetto eseguendo direttamente la maggior parte delle attività, inparticolare : ! Potatura di standardizzazione sui ceppi individuati quali possibili capostipiti. ! Esecuzione saggi biologici sui nuovi cloni in fase di omologazione. ! Completamento microvinificazioni e imbottigliamento vini vendemmia 2011. ! Analisi enologiche. ! Analisi sensoriale. ! Rilievi e campionamenti di materiale vegetale per il controllo della presenza di malattie virali e fitoplasmi. ! Verifica attitudini agronomiche e produttive dei presunti cloni in omologazione, rilievo di: peso del legno di potatura, fertilità reale, produttività, dimensioni medie del grappolo. ! Verifica delle attitudini enologiche dei cloni in omologazione attraverso la determinazione di zuccheri, acidità titolabile, acidi fissi e pH del mosto. ! Raccolta campioni delle uve. ! Microvinificazione campioni di uve dei presunti cloni, incroci e vecchie varietà in omologazioneInoltre Riccagioia si impegna a corrispondere a UNIMI un importo relativo a parte di unaborsa per giovani promettenti per la realizzazione di attività di selezione afferenti alla Sezionedi Coltivazioni Arboree.L’Istituto di Frutti-Viticoltura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Sede diPiacenza provvederà: ! alla supervisione scientifica delle attività di selezione in corso; ! alle necessarie analisi viticole di campo, immunoenzimatiche, biomolecolari comprese quelle dei microsatelliti (SSRs) per il riconoscimento varietale e dei parentali, sule viti
  • oggetto di studio; ! alla formazione del personale di Riccagioia impiegato nelle attività di propria competenza, secondo il protocollo scientifico di seguito dettagliato.Il lavoro di selezione genetica della vite proseguirà secondo le due direttrici della selezionevarietale per incrocio intraspecifico e della selezione clonale di alcune delle più importantivarietà lombarde.Sui genotipi ad oggi selezionati, nell’ambito del progetto MIGLIORVITE dall’Istituto di Frutti-Viticoltura dell’università Cattolica del Sacro Cuore di Milano Facoltà di Agraria - Sede diPiacenza (le nuove varietà di vite: Celtica, Virgilio e Pliniana, già iscritte al Registro Nazionaleed i nuovi sei cloni delle varietà Croatina, Uva rara ed Ughetta di Canneto, in corso diregistrazione) verranno sviluppati i rilievi vegeto-produttivi sulle piante degli impianti oggiadulti, negli anni allestiti nelle zone di importante riferimento viticolo a livello regionale, permeglio conoscerne l’interazione con i diversi ambienti di coltivazione e per divulgarne laconoscenza presso i viticoltori delle zone viticole più significative. In particolare le nuovevarietà verranno controllate a Montalto Pavese (PV), Oltrepò Pavese e Gussago (BS),Franciacorta.Proseguiranno inoltre i rilievi nel vigneto di selezione ed omologazione varietale di Riccagioia,dove sono coltivati i ceppi campione delle altre possibili nuove varietà ottenute per incrocio:Pinot NeroXBarbera, CroatinaXCabernet Sauvignon e ChardonnayXTrebbiano romagnolo.Presumibilmente nel 2012 verranno completati i dati necessari per l’individuazione di 2-4nuove varietà di vite da inoltrare agli uffici competenti per la registrazione che potrebbeavvenire nell’arco del 2013Le varietà oggetto di selezione clonale saranno Croatina, Moradella e Moscato e i clonisaranno individuati nei vigneti collezione messi a dimora presso aziende vitivinicole dellazona e quello allestito a Riccagioia. INCROCI n. di incroci Pinot nero x Barbera 20 (Az. Riccagioia - PV) Chardonnay x Trebbiano r. 52 (Az. Riccagioia - PV) Croatina x Cabernet S. 54 (Az. Riccagioia - PV) VARIETÀ n. di cloni Croatina 3 nuovi cloni ( Az. Ferrari - PV) Moradella 5 presunti cloni (Az. Montellio, Az. Girani - PV) Pinot Nero 1 (Az. Riccagioia - PV) 32 presunti cloni (Az. diverse in località Moscato Volpara - PV)Gli individui prescelti (6-12 viti per singolo incrocio o clone) saranno oggetto delle seguentideterminazioni: • numero delle gemme totali; • numero di gemme cieche; • fertilità media di campo;alla vendemmia • numero di grappoli; • produzione di uva (Kg/ceppo); • peso medio del grappolo (g); • peso medio della bacca (g); • grado zuccherino del mosto (°Brix; con rifrattometro digitale da tavolo); • pH; • acidità titolabile del mosto (g/L; con titolatore semiautomatico, dati espressi in equivalenti di acido tartarico); • acido tartarico (g/L; con metodo spettrofotometrico); • acido malico (g/L; con metodo enzimatico); • polifenoli ed antoc iani ( genotipi a bac c a r os s a, g/L, c on metodo spettrofotometrico)alla caduta delle foglie • peso del legno di potatura (g).
  • I vini sperimentali prodotti presso la cantina di microvinificazione di Riccagioia, sarannovalutati, per il necessario completamento delle valutazioni viticole-enologiche richieste,secondo l’analisi sensoriale sviluppata con le metodiche sperimentate al riguardo (sistema dirilievo dei dati in due sedute di analisi ed elaborazione non parametrica dei dati).Durante l’anno saranno anche condotti i rilievi ed i campionamenti di materiale vegetale per ilcontrollo della presenza di virus (legno prelevato in riposo vegetativo) e fitoplasmi (germogliraccolti a primavera).Alla vendemmia verranno raccolti campioni di uve (min 50 Kg per genotipo) per lamicrovinificazione di circa 30 campioni; i vini ottenuti saranno sottoposti ad analisi chimica esensoriale.Infine si opererà per assolvere i disposti di legge, per quanto di competenza, per leregistrazioni.Il dettaglio della tempistica delle attività svolte nel 2011 sono riportate nella tabella seguente. mes i 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 attiv ità P re li e v i le g n o X X anali s i virus Rilie vi X X X X vege tativi Rilie vi vend X X emm iali Cont rolli X X X sui vini Anali si ed elab X X X X X orazi oniIl Dipartimento di Produzione Vegetale dell’Università degli Studi di Milano proseguiràl’attività di selezione clonale e sanitaria, finalizzata all’iscrizione al Registro Nazionale delleVarietà di Vite, di nuovi cloni di vitigni autoctoni selezionati in Oltrepò pavese, e nelle provincedi Bergamo, Brescia, Mantova e Sondrio. Verranno completate le valutazioni di caratteregenerale, già illustrate nei precedenti piani di attività e inoltrate ai competenti organi ministerialile richieste ufficiali di omologazione dei nuovi genotipi selezionati.Le sezioni di Coltivazioni Arboree e di Patologia Vegetale del Dipartimento di ProduzioneVegetale dell’Università degli Studi di Milano, si occuperanno rispettivamente della partegenetico-enologica e di quella sanitaria, seguendo l’iter indicato dalle normative attualmentevigenti, ed in coordinamento l’una con l’altra. Sezione di Coltivazioni ArboreeL’attività della sezione di Coltivazioni Arboree del Dipartimento di Produzione Vegetale, perl’anno 2012, riguarderà i seguenti punti: ! Indagini del protocollo agronomico-enologico per l’ottenimento di cloni di vite da vino, queste indagini sono relative ai candidati cloni dei vitigni autoctoni della Lombardia posti
  • in selezione con il presente programma MIGLIORVITE. ! Indagini per la valutazione e il confronto agronomico-enologico di portainnesti di vite tradizionali e di nuova costituzione in tre differenti aree della viticoltura regionale (Oltrepò pavese, Franciacorta e Valtellina).a) Selezione Clonale.La selezione verrà condotta sui candidati cloni presenti presso il campo di confronto edomologazione sito a Riccagioia delle varietà Nibiò, Timorasso, Moscato di Scanzo,Barzemino, Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Carmenère, per un totale di 35 candidaticloni; inoltre sarà completata la raccolta di dati necessari per la richiesta di omologazione deicandidati cloni dei vitigni indagati negli anni passati ed elencati in precedenza. In particolare leindagini agronomico-enologiche del protocollo genetico di selezione clonale prevedono leseguenti attività: ! Potatura di standardizzazione e rilievo del peso del legno di potatura/ceppo per definire i valori di espressione vegetativa e di vigore dei candidati cloni oltre al calcolo di indici vegeto/produttivi (Ravaz) atti a valutare le prestazioni agronomiche ed enologiche dei candidati cloni. ! Organizzazione e realizzazione delle sedute di degustazione atte a valutare i vini monoclonali realizzati durante la vendemmia 2010; raccolta, inserimento ed elaborazione dei dati forniti dal panel allenato di degustatori ! Rilievi delle caratteristiche vegeto-produttive dei candidati cloni, queste riguarderanno i parametri: n° grappoli/ceppo, n° germogli/ceppo, fertilità reale, produzione/ceppo, peso medio del grappolo e saranno condotti su un campione di 6 ceppi rappresentativi del candidato clone. ! Rilievi dei parametri qualitativi delle uve dei candidati cloni, queste riguarderanno i parametri: solidi solubili rifrattometrici, pH, acidità titolabile, antociani e polifenoli totali delle bucce; queste indagini saranno condotte su un campione di uva rappresentativo di ciascuno dei 6 ceppi precedentemente individuati. ! Raccolta dell’uva necessaria alla realizzazione di una microvinificazione rappresentativa delle caratteristiche enologiche del candidato clone. ! Analisi del quadro fenolico dei vini dei candidati cloni. ! Inserimento ed elaborazione statistica dei dati raccolti.Per i candidati cloni dei vitigni: Croatina, Brugnola, Merlina, Pignola, Primitivo, Rossola eBarbera, per i quali è stato completata la raccolta dei dati necessari alla richiesta diomologazione si procederà alla stesura, relativa alla parte agronomica ed enologica, delladocumentazione e all’invio contestuale della documentazione per l’iscrizione al RegistroNazionale delle varietà di uva da vino relativa alla Merlina e alla Brugnola e dei loro candidaticloni.b) Valutazione agronomica ed enologica di nuovi portainnesti mediante confrontocon portainnesti tradizionali.La presente indagine mira a confrontare le performance ottenibili con 4 nuovi ibridiportainnesti realizzati dal Di.Pro.Ve. con 6 dei più diffusi portainnesti commerciali. La prova ècondotta in tre zone della Regione e precisamente: ! Oltrepò pavese, vigneto sperimentale presso l’azienda ERSAF di Riccagioia, portainnesti innestati con Barbera e Chardonnay; ! Franciacorta, Comune di Adro, vigneto presso un’azienda privata, portainnesti innestati con Chardonnay; ! Valtellina azienda della Fondazione di Studi Superiori Fojanini di Sondrio, portainnesti innestati con Nebbiolo biotipo Chiavennasca.Questi campi con l’annata 2012 saranno al quinto anno dall’impianto quindi considerati inproduzione. Per valutare l’effetto sulle prestazioni agronomiche ed enologiche di questicombinazioni d’innesto sarà realizzato il presente protocollo di indagine: ! Potatura di standardizzazione e rilievo del peso del legno di potatura/ceppo per
  • definire i valori di espressione vegetativa e di vigore dei candidati cloni oltre al calcolo di indici vegeto/produttivi (Ravaz) atti a valutare le prestazioni agronomiche ed enologiche delle differenti combinazioni d’innesto, questi rilievi saranno condotti su un campione di 8 ceppi rappresentativi delle differenti combinazioni d’innesto. ! Rilievi delle caratteristiche vegeto-produttive delle differenti combinazioni d’innesto, queste riguarderanno i parametri: n° grappoli/ceppo, n° germogli/ceppo, fertilità reale, produzione/ceppo, peso medio del grappolo e saranno condotti su un campione di 8 ceppi rappresentativi delle differenti combinazioni d’innesto. ! Rilievi dei parametri qualitativi delle uve delle differenti combinazioni d’innesto, queste riguarderanno i parametri: solidi solubili rifrattometrici, pH, acidità titolabile, antociani e polifenoli totali delle bucce, contenuto in K+ ed APA dei mosti; queste indagini saranno condotte su un campione di uva rappresentativo di ciascuno dei 8 ceppi precedentemente individuati. ! Raccolta dell’uva necessaria alla realizzazione di una micro vinificazione rappresentativa delle caratteristiche enologiche delle combinazioni d’innesto più promettenti per ciascuna zona . ! Analisi del quadro fenolico dei vini delle differenti combinazioni d’innesto. ! Inserimento ed elaborazione statistica dei dati raccolti.Le attività previste ai punti 1, 2 saranno condotte in coordinamento con la sezione diPatologia Vegetale del Di.Pro.Ve., e con questa si realizzerà un‘attività di supervisionescientifica delle attività delle altre U.O. afferenti al presente progetto di ricerca MIGLIORVITE. Sezione di Patologia VegetaleLa sezione di Patologia Vegetale del Dipartimento di Produzione Vegetale - Università degliStudi di Milano avrà in capo tutti i controlli sanitari relativi ai cloni che verranno proposti allaregistrazione.In particolare, eseguirà presso il proprio laboratorio ufficiale:i saggi sierologici E.L.I.S.A. - Enzyme Llinked Iimmunosorbent Assay per rilevare la presenzadei virus la cui assenza è richiesta dalle vigenti normative (D.M. 24/6/08),le analisi molecolari (rt-PCR, nested-PCR ed RFLP) per la determinazione dei fitoplasmi.Proseguirà inoltre la supervisione scientifica delle attività di selezione genetica e sanitaria incorso secondo il protocollo tecnico-scientifici di seguito dettagliato.a) Selezione clonale.Proseguimento dei protocolli sanitari previsti per portare a omologazione cloni di vitigniautoctoni. In particolare, dalle indagini condotte in questi anni, sono stati individuati, in tre areeviticole lombarde, vitigni autoctoni di particolare interesse.Sono stati individuate e accertate piante virus esenti delle seguenti varietà: ! in Oltrepò pavese: Duragussa, Moradella, Nibiò, Rossarone, Timorasso, Uva di Mornico, Vermiglio; ! in provincia di Bergamo: Barzemino, Moscato di Scanzo, Schiava; ! in provincia di Mantova: Grappello ruberti, Lambrusco viadanese; ! in provincia di Brescia: Trebbiano di Lugana.Per i cloni selezionati in Oltrepò Pavese, a Bergamo e Mantova verranno continuate le analisidi laboratorio per il controllo dello stato sanitario, inoltre proseguiranno le osservazionidell’eventuale comparsa di sintomi sulle viti indicatrici (Barbera e Kober 5BB) utilizzate per isaggi biologici.Per i cloni di Trebbiano di Lugana selezionati dal Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia,dopo aver ottenuto i risultati derivanti dai saggi sierologici per escludere i virus indicati dalprotocollo sanitario per la selezione, verranno allestiti i saggi di trasmissione agli indicatoribiologici come previsto dal decreto. A tale scopo saranno innestate viti sane di Kober 5BB edi Barbera (MIB12 o altro clone sano) mediante metodologia “chip budding” o “a gemma”.b) Verifica dell’effettivo stato sanitario di alcuni portainnesti.Le normative nazionali in materia di moltiplicazione della vite, applicate già nel corso del 2003,per i portainnesti vietano l’utilizzo di materiale standard, ossia non derivante da selezione
  • clonale.La sanità del portainnesto - riguardo alle malattie da virus e fitoplasmi - è la condizionefondamentale su cui è basato il vivaismo viticolo moderno per produrre barbatelle di “qualità”.I risultati delle ricerche condotte, fino ad oggi, mostrano che i portainnesti sono più o menotolleranti (asintomatici quando infetti) sia alle malattie ad eziologia virale che ad eziologiabatterica (fitoplasmi). Va però sottolineato che gli studi più recenti condotti con tecnicheinnovative dimostrano la presenza di virus non descritti in precedenza, sia in viti sintomaticheche asintomatiche. Inoltre, le ricerche condotte su germoplasma del genere Vitis dimostranola presenza di virus appartenenti a diversi generi quali potyvirus, marafavirus, oryzavirusananovirus endornavirus, mycovirus etc, alcuni dei quali mai ricercati nei cloni omologati o invia di omologazione sia di Vitis vinifera che dei vari portainnesti.Poiché la prevenzione riguardo la diffusione di nuove malattie può essere attuata se sidispone di tecniche diagnostiche rapide e sensibili, in grado di identificare non solo patogeninoti, ma anche quelli ad oggi non identificati, ci proponiamo di utilizzare tecniche diagnosticheinnovative al fine di verificare lo stato sanitario dei portainnesti in omologazione o in via diomologazione in quanto, essendo asintomatici potrebbero costituire pericolose fonti diinoculo.Scansione temporale delle attività TRIMESTRE Descrizione attività per il 2012 I II IV III Prelievo legno per analisi X X virologiche e saggi biologici Esecuzione saggi diagnostici X sierologici e molecolari Esecuzione saggi biologici su nuovi cloni in X fase di omologazione Rilievi sintomatologici malattie da virus X X e fitoplasmi su nuovi cloni Osservazioni su viti indicatrici X innestate Verifica attitudini agronomiche e X X vegeto- produttive Verifica delle attitudini enologiche e delle X X caratteristiche qualitative delle uve per le attività previste. Degustazioni vini dei vini monoclonali per X X l’attività prevista al punto 1 Verifica delle caratteristiche dei vini attraverso microvinificazioni X X seguite dalle
  • l’attività prevista al punto 1 Verifica delle caratteristiche dei vini attraverso microvinificazioni X X seguite dalle analisi chimiche per le attività previste Moltiplicazione X X del materiale Inserimento dati e loro X X X X elaborazione statistica Supervisione scientifica e X X X X CoordinamentoIl Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia proseguirà il programma di selezione clonaleconcentrandosi sulla varietà Trebbiano di Lugana con la supervisione scientifica e i controllisanitari del Di.Pro.Ve. dell’Università degli Studi di Milano. I presunti cloni che risulterannosani all’analisi virologica saranno moltiplicati a cura di aziende vivaistiche che aderirannoformalmente al programma di selezione dichiarandosi disponibili alla collaborazione, sia nellefasi iniziali delle attività, sia a registrazione avvenuta. A fronte di questo impegno e perfavorire la rapida diffusione sul mercato dei nuovi cloni selezionati potrà essere oggetto divalutazione il riconoscimento alle aziende vivaistiche convenzionate con il Centro la venditain esclusiva per un periodo significativo tra 5 e 10 anni del materiale di base per la produzionedi barbatelle certificate.Si procederà quindi alla individuazione di aziende private disposte a realizzare, anch’esse atitolo gratuito, i campi di confronto clonale. I medesimi presunti cloni, corredati di certificato dianalisi che ne certifichino lo stato sanitario, saranno conservati in vasetto anche presso laserra in vetro di Riccagioia.Durante la stagione vegeto-produttiva 2012 proseguiranno inoltre le ricerche di ulteriori biotipisul territorio, si effettueranno i rilievi e la raccolta dei dati produttivi sulle piante madri, siinizierà la caratterizzazione e la descrizione ampelografica di ogni nuovo singolo biotipoindividuato quale candidato clone.La Fondazione Fojanini di Studi superiori di Sondrio, potendo contare sull’ampiadisponibilità genetica ancora presente sul territorio valtellinese, continuerà a valorizzarne lepotenzialità vitivinicole attraverso un programma articolato in diversi linee di ricerca.a) Selezione clonale del Nebbiolo - ChiavennascaIl lavoro è molto apprezzato dai viticoltori valtellinesi che attualmente mettono a dimora neinuovi reimpianti e per la sostituzione delle fallanze esclusivamente i cloni selezionati inValtellina.Nel 2012 proseguiranno i rilievi vegeto-produttivi, le microvinificazioni e le analisi dei vini su 9cloni;riguardo ai cloni di Chiavennasca omologati nel 2003 (12, 21 e 34) si continua la raccolta deidati per una verifica sulla stabilità degli aspetti agronomici ed enologici e loro migliorecombinazione da suggerire ai viticoltori nei reimpianti.Nel corso della primavera 2012 sarà completato il campo di viti madre categoria “base”, perun complessivo di n. 1250 viti, per la produzione di barbatelle “certificate” a disposizione deiviticoltori valtellinesi.b) Selezione storica del Nebbiolo-Chiavennasca per la conservazione dellabiodiversitàSi procederà alla caratterizzazione agronomica, produttiva e sanitaria sui 10 biotipi messi incollezione nella primavera 2009, alla messa a dimora di 88 nuovi biotipi, per un totale di 880barbatelle, individuati nel vigneto valtellinese nel corso dell’annata 2010, all’estensionedell’indagine virologica e alle analisi di controllo dell’identità genetica su questi 88 biotipi e alprosieguo della ricerca sul territorio per l’individuazione di altri biotipi secolari.c) Recupero di portinnesti di antica coltivazione.
  • A partire in particolare dal recupero dei portainnesti che supportano i ceppi secolari diChiavennasca, obiettivo del lavoro è di salvaguardare e valorizzare questo materialevegetale ottimamente adattato all’ambiente pedoclimatico valtellinese e dotato di ottima affinitàdi innesto con la Chiavennasca. Finalità della ricerca sono di rafforzare l’identità viticolavaltellinese, migliorare la qualità delle produzioni, garantire longevità alle viti.Sui 15 soggetti individuati nel corso del 2011 si procederà alla loro identificazione e all’analisivirologica.d) Recupero di vitigni rari a rischio di estinzione.Lo scopo è di conservare questo prezioso germoplasma e procedere alla caratterizzazioneagronomica, enologica delle 42 varietà messe a dimora nella primavera 2009 nel campocollezione e preparazione di una scheda ampelografica; sono previste 30 microvinificazionisulle varietà più precoci mentre per quelle che non garantiranno una adeguata produzione siprocederà all’analisi tecnologica e fenolica sulle uve.Inoltre si procederà all’implementazione del campo collezione con l’inserimento di 121 nuovevarietà, per un totale di 605 barbatelle, individuate nei vigneti sul territorio nel corsodell’annata 2010, all’estensione dell’indagine sanitaria, virologica, su questi 121 vitigni nonchédell’analisi di controllo dell’identità genetica e al proseguo dell’indagine territoriale perl’individuazione di altri vitigni eventualmente presenti.e) Selezione clonale di vitigni autoctoni.Si procederà alle microvinificazioni e alle relative analisi chimiche e sensoriali sui vini deicandidati 6 cloni di Merlina, 3 cloni di Pignola, 3 cloni di Zinfandel, 3 cloni di Rossola, 2 cloni diBrugnola.Avvio alla registrazione dei suddetti cloni e nuova iscrizione della Brugnola come varietàvaltellinese.4.2 Iniziative di informazione e trasferimento dei risultatiNel 2011 le principali iniziative di divulgazione e trasferimento dei risultati sono state leseguenti: La selezione clonale da buoni Lombardia Verde, gennaio Articoli grappoli 2011 Giornata tecnica in campo: visita alla collezione di cloni Berbenno (SO), 8/9/2011 omologati e in fase di Giornate dimostrative omologazione Visita ai campi sperimentali Sondrio, 2/12/2011 della Fondazione Fojanini Miglioramento genetico e Campagna viticola 2011 Comunicazioni presentate a sanitario per la viticoltura To rra zza Co st e (P V ), convegni lombarda e premoltiplicazione 13/12/2011 viticola http://www.ersaf.lombardia.it/ servizi/menu/dinamica.aspx? Sito ERSAF idArea=16946&idCat=21189 &ID=21204 http://www.riccagioia.it/ricerca- Pagine web e-innovazione/ricerca/ Sito Riccagioia SCPA progetto-migliorvite http:// fondazionefojanini.provincia.s Sito Fondazione Fojanini o.it/viticoltura.asp#attivitàNel 2012 Riccagioia: ! completerà la pubblicazione delle schede descrittive dei cloni registrati nel triennio precedente; divulgherà le informazioni relative a tali cloni attraverso il Portale Riccagioia che sarà potenziato con l’attivazione di una web-radio nell’ambito di un progetto “RICCAGIOIA WEB”, la cui fase di start-up si svilupperà nel triennio 2012-14 e si propone di istituire, a livello regionale, un servizio avanzato di informazione e comunicazione vitivinicola.
  • ! organizzerà almeno 3 giornate dimostrative nei campi collezioni situati nelle diverse aree coinvolte nell’attività; ! realizzerà almeno 2 incontri mirati con la filiera vivaistica e le aziende vitivinicole per illustrare i risultati delle attività, verificare l’orientamento dei mercati e l’insorgenza di nuove problematiche che potrebbero dare utili indicazioni nella definizione delle linee strategiche di miglioramento genetico-sanitario. 5. Dotazioni disponibili e personale coinvolto5.1 L’ente attuatore e i diversi partner mettono a disposizione le strutture e attrezzaturenecessaire alla realizzazione del presente progetto; in particolare sono disponibilia Riccagioia: • Serre per la moltiplicazione del materiale vegetale; • Serre per la conservazione del materiale vegetale; • Laboratori per le analisi chimiche dei mosti e dei vini per i diversi parametri necessari alla richiesta di omologazione; • Laboratori per indagini ampelometriche e carpologiche per la descrizione varietale e clonale. • Serre per la conservazione del materiale vegetale; • Sala di degustazione attrezzata per l’analisi sensoriale • Laboratori per analisi sierologiche (E.L.I.S.A.)presso l’Istituto di Frutti-Viticoltura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano(sede di Piacenza): • Laboratori per le analisi immunoenzimatiche e biomolecolari necessarie alle preliminari verifiche sanitarie dei ceppi; • Laboratorio per le analisi chimiche inerenti le determinazioni sui mosti delle uve (zuccheri, acidità, acido malico ed acido tartarico, pH, presenza dei principali cationi); • Laboratorio per l’analisi sensoriale dei vini. •presso il Di.Pro.Ve. - Sezioni di Coltivazioni arboree e Patologia Vegetale: • Strumentazione per le determinazioni biotecnologiche PCR - PROGENE - TECHNE e molecolari (RT-PCT, nested-PCR ed RFLP) per la certificazione sanitaria: • Laboratori per le analisi genetiche (Microsetalliti, AFLP e SSR)per l’accertamento varietale.presso il Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia: • Cantine per la realizzazione delle microvinificazione; • Laboratori per le analisi chimiche dei mosti e dei vini per i diversi parametri necessari alla richiesta di registrazione.presso la Fondazione Fojanini di Sondrio: • Campi di confronto clonale in ampliamento • Cantine per la realizzazione delle microvinificazione; • Laboratori per le analisi chimiche dei mosti e dei vini per i diversi parametri necessari alla richiesta di registrazione.5.2 Il personale complessivamente coinvolto nelle attività progettuali è il seguente: Ente Personale Qualifica / funzione Attività Direzione generale Programmazione e Direttore (Contratto controllo C.A. Panont Dirigente) Microvinificazioni e R. Pontiroli Tecnico laureato analisi sensoriale B. Savinelli Tecnico laureato Gestione agronomica RICCAGIOIA G. Canobbio Perito agrario
  • Ente Personale Qualifica / funzione Attività Direzione generale Programmazione e Direttore (Contratto controllo C.A. Panont Dirigente) Microvinificazioni e R. Pontiroli Tecnico laureato analisi sensoriale B. Savinelli Tecnico laureato Gestione agronomicaRICCAGIOIA G. Canobbio Perito agrario collezioni I. Pasquale Tecnico laureato Rilievi agronomici e P. Prè (Co.co.pro.) micro vinificazioni A. Albertotti Ragioniere Rendicontazione Tecnico laureato finanziaria Amministrazione Coordinamento scientifico di A. Vercesi Professore competenzaU.C.S.C. - Istituto di M. Gatti Tecnico Rilievi agronomici edFrutti-viticoltura C. Bricchi Segretaria elaborazione dati Rendicontazione finanziaria A. Scienza Professore ordinario Coordinamento O. Failla Professore associatoUniMi - Di.Pro.Ve. scientifico di L. Brancadoro Ricercatoresez. Coltivazioni competenza E. Arioni Amministrativoarboree Rilievi agronomici P. Carnevali Assegnista di ricerca Elaborazione dati L. Rustioni Assegnista di ricerca CoordinamentoUniMi - Di.Pro.Ve. P.A. Bianco Professore ordinario scientificosez. Patologia P. Casati Ricercatore Controlli sanitariVegetale S. Prati Tecnico laureato Allestimento serre M. Tonni Agronomo Rilievi agronomiciCentro Vitivinicolo di A. Piotti Tecnico Micro vinificazioniBrescia E. Rizzi Tecnico laureato Analisi chimico-fisiche S. Bonomelli Enologo Degustazione vini Gestione campo G. Murada Direttore sperimentaleFondazione Fojanini N. Bongiolatti Tecnico Rilievi agronomicidi Sondrio I. Fojanini Tecnico Microvinificazioni e Analisi chimico-fisiche 6. DATI FINANZIARi Descrizione dei costi - Anno 2012 Importo €RICCAGIOIAPersonale: DirezioneCo.Co.Pro. per rilievi agronomici,campionamenti ed elaborazione dati, micro-vinificazioni, analisi sensoriale ecollaborazione gestione di cantinaSpese di esercizio (prodotti enologici,reagenti, bottiglie, tappi, capsule, etichette ecartoni) cartoni, e analisi sensoriale)Spese per servizi e consulenze:Incarico per collaborazione paneldegustazione, sedute analisi sensoriali edelaborazione dati.Rimborso al CIRIVE per borsa giovanipromettenti (in parte)Spese generali TotaleDiProVe - Sezione di Patologia Vegetaledell’Università degli Studi di MilanoPersonaleMissioniSpese di esercizio (materiale di consumo perlaboratori)Spese per servizi e consulenze
  • PersonaleMissioniSpese di esercizio (materiale di consumo perlaboratori)Spese per servizi e consulenzeSpese generali TotaleDiProVe - Sezione di Coltivazioni Arboreedell’Università degli Studi di MilanoPersonaleMissioniSpese di esercizio (materiale di consumo pergestione campi)Spese per servizi e consulenzeSpese generali TotaleIstituto di Frutti-Viticoltura dell’Università C a t t o l i c a d e l S a c r o C u o r e d i P i a c e n z aPersonaleMissioniSpese per servizi e consulenze (analisi: difoglie e terreni, dei virus, dei fitoplasmi, delDNA, dei profili aromatici e dei polifenolici,analisi sensoriale).Spese generali TotaleCentro Vitivinicolo Provinciale di BresciaPersonaleSpese di esercizio: materiale di consumo dicantinaSpese per servizi e consulenze: per raccoltauve e microvinificazioni.Spese generali
  • Spese di esercizio: materiale di consumo di cantina Spese per servizi e consulenze: per raccolta uve e microvinificazioni. Spese generali Totale Fondazione Fojanini di Studi Superiori di Sondrio Personale Missioni Spese di esercizio (materiale di laboratorio, gestione campi e microvinificazioni) Spese per servizi e consulenze Spese generali Totale Totale generale RIEPILOGO DATI FINANZIARI Importo € Valore totale progetto Costo a carico della Regione Lombardia Cofinanziamento totale Dettaglio cofinanziamento DiProVe - sez. Patologia Vegetale dell’Università degli Studi di Milano. DiProVe - sezione Coltivazioni Arboree dell’Università degli Studi di Milano Istituto di Frutti-Viticoltura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, Facoltà Agraria di Piacenza Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia. Fondazione Fojanini di Studi Superiori di Sondrio.PROGETTO N. 2NUCLEO DI PREMOLTIPLICAZIONE VITICOLA DELLA LOMBARDIA “C. GALLINI”- Anno 2012ACRONIMONPV 1. PREMESSAEspletate le procedure necessarie per il passaggio da ERSAF, Riccagioia S.C.p.A. haottenuto dal Servizio Fitosanitario Regionale in data 7 giugno 2011 il Certificato di iscrizione alRegistro ufficiale dei Produttori e l’Autorizzazione Regionale alla produzione e al commercio divegetali, assumendo ufficialmente la gestione delle attività relative al Nucleo dipremoltiplicazione viticola.Nel secondo semestre del 2011 è stata portata a compimento la produzione del materiale dibase destinato alla vendita ai vivaisti; si è provveduto inoltre al mantenimento in collezione delmateriale iniziale coltivato sia in vaso che in terra all’interno delle 4 screen-house, allarazionalizzazione dell’utilizzo delle strutture protette e alla preparazione dei terreni per i nuoviimpianti in campo.Infine è stata portata a termine la convenzione con i costitutori ed è stata formulata unarichiesta ufficiale per il conferimento di nuovi cloni di interesse per la viticoltura Lombarda.Nonostante la riduzione della richiesta vivaistica di materiale di base, diretta conseguenzadella crisi che investe tutti i settori produttivi, il Nucleo intende proseguire nel propriopotenziamento produttivo preparandosi a moltiplicare la maggior parte del materialedisponibile che potrà essere impiegato anche per la ricostituzione della superficie vitata
  • dell’azienda Riccagioia. 2. OBIETTIVI E RISULTATI ATTESIRiccagioia intende mantenere fermi gli obiettivi primari di: • offrire un servizio alla filiera vitivinicola attraverso la conservazione e la diffusione di materiale di propagazione viticola della migliore qualità, sia dal punto di vista genetico che sanitario. • aumentare progressivamente la produzione di materiale sia “base” che “certificato” tale da contribuire significativamente all’autofinanziamento di Riccagioia attraverso le vendite alle imprese vivaistichee nel 2012 oltre alla produzione delle barbatelle necessarie a soddisfare le prenotazioni cheperverranno, si propone di ampliare la produzione di materiale di propagazione alla categoriacertificato . 3. RICADUTA E DESTINATARI DEI RISULTATILa produzione di barbatelle di base e certificate interessa e tutela dal punto di vista qualitativotutte le imprese vitivinicole della Lombardia in primis e mondiali per le varietà internazionali. 4. PIANO DI ATTIVITA’ 2012Si elencano di seguito le principali attività in ordine cronologico: ! Confezionamento e vendita del materiale di base annata 2011-2012 per un totale di 626 barbatelle. ! Raccolta marze categoria iniziale e conferimento presso l’azienda vivaistica di fiducia Golferenzo Guido per innesto, paraffinatura, forzatura e impianto in vivaio di circa 5000 innesti per la produzione delle barbatelle di base annata 2012-2013. ! Operazioni colturali finalizzate al mantenimento del materiale iniziale conservato nelle screen-houses, secondo la nuova disposizione indicata nelle mappe di seguito riportate; a questo proposito si intende valutare l’inserimento di ulteriori cloni da parte dei costitutori, sia nell’ottica di estendere la collaborazione con la filiera vivaistica, sia per incrementare le entrate del settore a Riccagioia S.C.p.A. ! Impianto di circa ha 00.50.00 di piante madri delle marze (PMM) utilizzando le barbatelle di base residue conservate in cella frigorifera e dei portinnesti (PMP) utilizzando circa 200 barbatelle conservate in vasetti. Il trasferimento dei cloni all’esterno permetterà di incrementare notevolmente la produttività del Nucleo e di rendere un importante servizio alla filiera vivaistica e vitivinicola, ma aumenterà anche la possibilità di contrarre infezioni che ne pregiudicano la validità. Per questo il vigneto dovrà essere impiantato in un’area sicura dal punto di vista sanitario, opportunamente sottoposto a efficaci trattamenti fitosanitari e protetto da infezioni ad opera di vettori di virus attraverso l’utilizzo di reti antiafidi e pacciamatura integrale del terreno; inoltre dovrà essere effettuato un continuo monitoraggio dello stato sanitario che non riguarderà solo l’impianto in questione, ma l’intera area vitata di Riccagioia. Rilevamenti sintomatologici verranno svolti durante i periodi di massima espressione (manifestazione) delle principali malattie che colpiscono la vite: - a fine primavera verrà rilevata la presenza di sintomi di arricciamento, - da inizio luglio si possono iniziare i controlli sui giallumi i cui sintomi diventano però particolarmente evidenti nel mese di settembre, - a fine estate verranno rilevati sintomi di accartocciamento fogliare. I campioni prelevati su viti con dubbia sintomatologia saranno inviati presso il Laboratorio regionale di Minoprio per l’esecuzione delle analisi diagnostiche di laboratorio che verranno effettuate su campioni legnosi prelevati durante la stagione invernale (legno di potatura) e su foglie prelevate durante la stagione vegetativa (es tate autunno) mediante tec nic a s ierologia E.L.I.S.A. (Enz y me link ed Immunosorbent Assay). Con il Laboratorio Fitosanitario Regionale è in corso di definizione un accordo che prevede la realizzazione delle analisi anche con personale di Riccagioia presso la sede di Minoprio.
  • In particolare, saranno richiesti i saggi E.L.I.S.A. per gli 8 virus indicati dal protocollo fitosanitario riportato nel DM 24 giugno 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 agosto 2008, ovvero: - virus dell’arricciamento della vite (GFLV) e del mosaico dell’Arabis (ArMV); - virus GLRaV-1, GLRaV-2 e GLRaV-3, associati all’accartocciamento fogliare della vite; - virus GVA e GVB, associati rispettivamente a “Kober stem grooving” e “Corky bark”, sindromi comprese nel complesso del legno riccio; - virus della maculatura infettiva o “fleck” (GFkV); la cui assenza è richiesta solo per i portinnesti.Nell’ottica di potenziare le collaborazioni con la filiera vivaistica è stata accolta la richiesta daparte dell’associazione AMPELOS di conferimento, ai fini della sola conservazione, dimateriale iniziale relativo a cloni/varietà di propria costituzione; l’inserimento del nuovomateriale comporterà una modificazione della mappa delle screen-houses che sarà inseguito comunicata.Durante tutto l’anno vengono inoltre espletati i necessari adempimenti burocratici previstidalla vigente normativa (compilazione dei registri, denuncia di produzione, ecc.);4.2 Iniziative di informazione e trasferimento dei risultati ! Inserimento delle schede descrittive, oltre alle 31 realizzate nel 2011, relative ai nuovi cloni che verranno iscritti nel 2012 attraverso il progetto Migliorvite e conferiti a Nucleo sulla sezione dedicata del Portale Riccagioia. Nel 2012 il Portale sarà potenziato con l’attivazione di una web-radio, nell’ambito di un progetto “RICCAGIOIA WEB”, la cui fase di start-up si svilupperà nel triennio 2012-14 e si propone di istituire, a livello regionale, un servizio avanzato di informazione e comunicazione vitivinicola. ! Organizzazione di almeno 1 incontro con i principali rappresentanti della filiera vivaistica per illustrare le disponibilità di materiale di base. In particolare questi momenti saranno caratterizzati dalla presentazione delle schede tecniche anche accompagnate da alcune degustazione significative dei cloni in collezione ! Consolidamento dei rapporti di convenzione con i costitutori ai fini di aumentare in maniera significativa il numero di cloni a disposizione per poter rispondere adeguatamente alle più ampie esigenze di mercato. 5. DOTAZIONI DISPONIBILI E ATTREZZATURE NECESSARIEIl Nucleo svolge la propria attività utilizzando le seguenti strutture e attrezzature: ! Screen house destinate alla premoltiplicazione in terra del materiale iniziale. ! Screen house destinate alla conservazione in vaso del materiale iniziale. ! Serra in vetro a supporto del Nucleo per la conservazione di presunti cloni in vaso, virus esenti, in corso di selezione genetica. Di seguito si riporta la nuova disposizione dei cloni e delle varietà nei settori 1,2,3 e 4 in seguito a razionalizzazione degli stessi. Screen-house n. 1
  • Screen-house n. 2 Screen-house n. 3 Screen-house n. 4All’interno dell’area aziendale destinata al Nucleo sono state individuate e predisposte conadeguata lavorazione profonda e analisi nematologica le superficie nel Comune di Montebellodella Battaglia FGL XV part. 210 e 76 per effettuare l’impianto di viti madri categoria base dellemarze e part. 505 dei portinnesti.Le operazioni colturali nelle screen-houses saranno effettuate in parte con attrezzaturemeccaniche automatizzate (irrigazione e lavorazione del terreno) e in parte manualmente(potatura e trattamenti fitosanitari).La produzione delle barbatelle categoria base sarà effettuata, come nell’anno precedente,presso l’impresa vivaistica locale Golferenzo Guido - Stradella (PV), associata al MIVA con laquale verrà stipulata specifica convenzione. Ogni operazione viene svolta in presenza deiresponsabili fitosanitari preposti di ERSAF e di Riccagioia e dopo notifica alla DirezioneGenerale Agricoltura.
  • Il materiale prodotto, pronto per la vendita o l’impianto in azienda, viene conservato aRiccagioia, in apposita cella frigorifera a disposizione del Nucleo, in idonee condizioni ditemperatura e umidità.Le operazioni colturali nei nuovi impianti in campo saranno gestite con personale eattrezzature di Riccagioia. 6. PERSONALE COINVOLTO E GESTIONE DELLA PARTNERHIP Ente Personale Qualifica/funzione Attività Direzione generale Responsabile Direttore C.A. Panont fitosanitario Tecnico laureato R. Pontiroli Gestione delle serre Perito agrario M. Torra e degli impianti RICCAGIOIA Tecnico laureato A. Zorloni Controlli fitosanitari e (Co.co.pro.) P. Prè analitici Ragioniere A. Albertotti Rendicontazione Tecnico laureato finanziaria AmministrazioneLe linee generali di programmazione e di sviluppo delle attività del Nucleo vengonoconcordate nell’ambito degli incontri con tutti gli associati, in particolare con i costitutori deicloni in premoltiplicazione e la filiera vivaistica. 7. DATI FINANZIARI Descrizione dei costi - Anno 2012 Importo € RICCAGIOIA Personale: Direzione + Co.Co.Pro per tecnico laureato specialista in patologia vegetale Spese di esercizio: concimi, pesticidi, carburanti, Materiale durevole: pali, fili, sostegni e reti anti-insetto, materiale vario per nuovi impianti Spese per servizi e consulenze: contratto attività vivaistica Az. Golferenzo, manutenzione serre Spese generali Totale CONTRIBUTO REGIONE LOMBARDIAPROGETTO N 3Indagine sulla longevità dei vigneti e importanza delle vecchie viti sulla qualità deivini - TERZO ANNO DI ATTIVITA’ACRONIMOLONGEVIT 1. Analisi dei fabbisogni e stato dell’arteI risultati conseguiti nei due anni di sperimentazione sono particolarmente preoccupanti edidentificano una consistente od elevata diffusione dei sintomi attribuibili a Flavescenza doratae a Mal dell’esca nelle più importanti zone viticole lombarde; i riscontri sui vigneti considerabiliadulti o vecchi fanno presumere dette malattie fra le principali cause che determinano ledecisioni dei viticoltori di espiantare e sostituire i vigneti. Inoltre è notevole o addiritturagravissimo è il numero di ceppi che i viticoltori debbono sostituire ogni anno per le morieanticipate di molte piante negli appezzamenti.A minacciare la longevità degli impianti viticoli sono fenomeni riconducibili, da un lato al
  • degrado dell’ambiente di coltura, il terreno soprattutto, che spesso ospita la vite da secoli conpoche soluzioni di continuità e dall’altro a cause prettamente patologiche(Vercesi, 1989;Vercesi, 1990).In particolar modo nella viticoltura lombarda recente, alcune gravi patologie hanno accentuatoin misura significativa la loro diffusione, causando incrementi preoccupanti di “fallanze” neivigneti, riconducibili soprattutto al Mal dell’Esca, alla Flavescenza dorata e al Legno nero.Le aziende vitivinicole lombarde, così come risulta anche dalle considerazioni delle struttureimpegnate da tempo nella ricerca e nell’assistenza tecnica sul territorio, lamentano: ilsostegno di costi annuali, per la sostituzione delle “fallanze”, sempre più elevati e significativinella gestione economica dei vigneti, come pure una scarsa longevità di molti vigneti conparticolare nocumento economico per l’insufficiente ammortamento delle spese sostenuteper l’impianto da un lato e, dall’altro, per l’importanza accreditata al contributo dei vecchivigneti alla qualità ed alla tipicità dei vini prodotti.Molto scarsi risultano in bibliografia risultati di studi volti all’osservazione integrata eponderata sul territorio della longevità e mortalità delle viti, nonché alla valutazione dellaqualità dei vini in correlazione all’età delle piante e la presente ricerca, avviata nel 2010tenendo in considerazione le principali realtà viticole della Lombardia, potrà dare alla fine di untriennio di indagine, nel 2012, un contributo utile allo studio della problematica di così graverilevanza regionale per le aziende vitivinicole. 2. Obiettivi del progettoNel 2012, terzo anno della ricerca che però si concluderà a giugno con soli sei mesioperativi, ci si propone di completare: • le degustazioni dei vini prodotti; • l’analisi delle sezioni dei ceppi campionati nell’arco dell’inverno 2011/2012 nei vigneti campione scelti; • l’elaborazione dei dati raccolti nell’intera durata della sperimentazione.Per i diversi vitigni oggetto di osservazione (cvv Barbera, Riesling italico, Pinot nero,Croatina, Nebbiolo, Trebbiano di Lugana, Lambrusco Marani) delle varie zone lombardeinteressate (Provv. Pavia, Brescia, Mantova e Sondrio) saranno quindi conclusi: • i rilievi sui ceppi asportati dal campo per la presenza del Mal dell’esca, ma anche i riscontri di sintomi fogliari primaverili di fitoplasmi della vite (FD e LN) nei vigneti prescelti; • la verifica della “variabilità” del manifestarsi stagionale dei sintomi negli anni e dell’evoluzione della moria delle piante, come pure il controllo sulla presenza delle malattie nei vigneti giovani; • la valutazione del contributo qualitativo delle viti vecchie alla qualità dei vini, mediante analisi chimica e sensoriale strutturato, i vini ottenuti alla vendemmia del 2011. 3. Risultati attesiI principali risultati che si attendono dalla presente ricerca possono ricondursi : • alla stima delle longevità medie e massime dei vigneti di alcune delle più importanti zone viticole della Lombardia e dell’attuale patrimonio di vigneti di diversa età: giovani, adulti e vecchi; • alla conoscenza dell’effettivo contributo qualitativo dei ceppi/vigneti di diversa età ed in particolare di quelli più vecchi, alla qualità dei vini prodotti; • all’individuazione dell’incidenza nei vigneti di fenomeni e patologie in grado di minacciare la longevità delle viti e degli impianti viticoli.3.1 Prodotti concreti del progettoL’individuazione delle principali problematiche che minacciano la longevità delle viti (tipi didegrado ambientale e/o malattie) permetterà di attivare gli interventi più idonei nelle scelte enelle tecniche colturali delle aziende viticole. La conoscenza da parte delle aziende vitivinicoledel tipo di contributo qualitativo soprattutto delle uve prodotte dai vigneti vecchi, consentiràalle aziende di ottimizzare l’impiego delle uve prodotte dai vari appezzamenti nell’ottica delmiglioramento della qualità dei vini.
  • 3.2 Indicatori di risultatoDue principali indicatori di risultato verranno considerati: 1. per la verifica dell’incidenza delle malattie negli appezzamenti verrà presa in considerazione la % di piante con sintomi visibili di FD e LN (sintomi che saranno ulteriormente studiati per la conferma della causa eziologica, anche dalle analisi PCR per l’identificazione dei fitoplasmi responsabili). Nel caso del Mal dell’esca, oltre alla registrazione dei sintomi visibili, probabilmente su vigneti della zona dove è già previsto l’espianto, ovviamente in modo concordato con i tecnici e le aziende partecipi del progetto, verranno analizzate sezioni longitudinali di un numero congruo di ceppi (circa 100 per appezzamento) casualmente campionate nell’appezzamento, per l’identificazione della presenza della malattia nel legno, rendendo possibile il raffronto fra la % di sintomi visibili nell’anno nel vigneto, con la % di ceppi realmente (diagnosi della sezione dei fusti) già colpiti dal morbo; 2. per la verifica della qualità dei vini ottenuti da vecchie viti, si produrranno microvinificazioni separate di uve provenienti da ceppi posti nello stesso ambiente: “vecchi”, “giovani” e “adulti” (70-100 kg di uve per tesi per due repliche); i vini ottenuti per le diverse classi di età delle viti saranno sottoposti all’analisi sensoriale strutturata, operata da appositi panel di degustatori istruiti (in numero variabile fra 12 e 14), secondo il metodo della definizione qualitativa dei principali descrittori sensoriali dei vini (tavola rotonda) e della misurazione quantitativa degli stessi (seduta di analisi sensoriale) cui seguirà l’elaborazione non parametrica dei riscontri per l’individuazione delle differenze significative mediante il test di Friedman (con i degustatori trattati come “blocchi”) e l’applicazione di appropriati test di comparazione delle singole medie che verranno definiti in funzione dei riscontri offerti dal test di Friedman. 4. Ricaduta e destinatari dei risultatiLa ricaduta del contributo conoscitivo che deriverà dalla presente ricerca è di fatto l’interaviticoltura lombarda poiché consentirà di identificare l’incidenza delle malattie del ceppo dellavite e le altre possibili cause della riduzione della complessiva longevità degli impianti viticolisulle principali varietà coltivate in Lombardia, nei diversi areali colturali (la casistica esaminata- combinazioni vitigni/zone - rappresenta la quasi totalità della viticoltura lombardaeconomicamente produttiva). I destinatari del progetto sono: le aziende vitivinicole lombarde,gli Enti preposti allo studio ed alla programmazione degli interventi nei territori viticoli, i tecnicie le strutture pubbliche e private che erogano assistenza tecnica avanzata alle aziendeviticole. 5. DESCRIZIONE ANALITICA DEL PROGETTO E PIANO DI ATTIVITA’5.1 Approccio metodologicoSaranno presi nuovamente in considerazione i vigneti campione identificati negli anni passatidel lavoro, nei territori più significativi della viticoltura della Regione Lombardia (OltrepòPavese, Valtellina, province di Brescia e di Mantova), in collaborazione con tecnici e struttureoperative nell’ambito dell’assistenza tecnica territoriale. Responsabile scientifico del progettoè il Prof. Alberto Vercesi dell’Istituto di Frutti-Viticoltura dell’Università Cattolica del SacroCuore di Milano - Sede di Piacenza.RICCAGIOIA svolge un ruolo articolato nelle seguenti attività: • coordinamento e organizzazione generale del progetto; • organizzazione di incontri sul territorio regionale a scopo divulgativo e consultivo; • microvinificazione dei campioni di uve provenienti dall’Oltrepò Pavese; • partecipazione ai panel di degustazione dei vini ottenuti da tutti i campioni microvinificati.5.2 Programma e tempistica delle attivitàIn ogni area viticola considerata nel territorio vitivinicolo regionale saranno seguiti i vignetioggetto di studio nel 2011: 2 vigneti in Provincia di Sondrio (cv Chiavennasca), 1 in provinciadi Brescia (cv Lugana), 2 in Provincia di Mantova (cv Lambrusco), 10 in Oltrepò Pavese(cvv Barbera, Croatina, Pinot nero e Riesling italico), solo per quanto riguarda lemanifestazioni sintomatiche eventualmente riscontrabili fino alle prime fasi vegetative. Più in
  • particolare nei vigneti campione ad oggi seguiti, verranno condotti rilievi sullo stato dei terrenie del complessivo ambiente di coltura, con particolare riguardo alle dotazione organiche, ailivelli di compattamento e ai rischi di erosione, come pure rilievi sanitari condotti anche neglianni precedenti sulle viti delle diverse aree.Nella primavera del 2012, perfezionata la produzione dei vini sperimentali della vendemmia2011, verranno organizzate le sedute di assaggio e le analisi dei vini prodotti, per lavalutazione del contributo alle qualità enologiche dei vigneti di differente età. L’analisisensoriale relativa a n. 20 campioni di vini, con tavola rotonda per l’individuazione deidescrittori principali e la successiva seduta analitica per la loro valutazione nei viniprovenienti da viti di differenti età, sarà la metodologia adottata con elaborazione dei dati nonparametrica con il test di Friedman, con i degustatori come “blocchi”. 201 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 1 Rilie vi vege tativi X X e sanit ari Micr o- vinifi cazi X X X X X oni e deg usta zioni Anali si di labor X X atori o Elab orazi oni/ stes ura dei risult ati e dei X X X X X X testi/ divul agaz ione/ prep arazi one conv egni5.3 Iniziative di informazione e trasferimento dei risultatiLa divulgazione dei risultati sarà sviluppata, alla fine del triennio di studio, attraverso: • l’organizzazione di un convegno finale a Riccagioia; • la stesura di una pubblicazione o più pubblicazioni su riviste nazionali o internazionali, senza alcun costo ulteriore a carico del progetto; • pubblicazione dei risultati sul Portale Riccagioia con tagli differenti per le diverse aree di utenza.Nel 2012 il Portale sarà potenziato con l’attivazione di una web-radio, nell’ambito di unprogetto “RICCAGIOIA WEB”, la cui fase di start-up si svilupperà nel triennio 2012-14 e si
  • propone di istituire, a livello regionale, un servizio avanzato di informazione e comunicazionevitivinicola. 6. DOTAZIONI DISPONIBILI E PERSONALE COINVOLTOGli enti attuatori del progetto hanno a loro disposizione le diverse strutture necessaire allarealizzazione del presente programma.a Riccagioia: • laboratorio attrezzato per le analisi enologiche. • sala di degustazione attrezzata per l’analisi sensoriale. • cantina di microvinificazione; • usuale attrezzatura per la conservazione (celle frigorifere regolabili e da campo).presso l’Istituto di Frutti-Viticoltura di Piacenza • strumentazione per le determinazioni biotecnologiche PCR - PROGENE - TECHNE; • strumento per la stima ottica della clorofilla in campo e laboratorio SPAD-520 MINOLTA;presso il Centro Vitivinicolo Provinciale di Brescia • Cantine per la realizzazione delle microvinificazione;presso la Fondazione Fojanini di Sondrio • Cantine per la realizzazione delle micro vinificazione.Il personale complessivamente coinvolto nelle attività progettuali è il seguente: Ente Personale Qualifica/funzione Attività ! Direzione generale ! Programmazione C.A. Panont e controllo Direttore R. Pontiroli ! Microvinificazioni Tecnico laureato B. Savinelli Tecnico laureato e analisi sensoriale RICCAGIOIA I. Pasquale Tecnico laureato ! (Co.co.pro.) Ragioniere Microvinificazione e P. Prè Tecnico laureato analisi sensoriale A. Albertotti ! Rendicontazione finanziaria ! Amministrazione ! Coordinamento scientifico U.C.S.C. - Istituto di A. Vercesi Ricercatore Frutti-viticoltura di M. Gatti Tecnico ! Elaborazione Piacenza N. Ferrari Segretaria dati ! Stesura relazioni annuali Coldiretti di Mantova M. Bernini Tecnico ! Divulgazione Centro Vitivinicolo di Brescia M. Tonni Tecnico ! Divulgazione Fondazione Fojanini di Sondrio N. Bongiolatti Tecnico ! Divulgazione 7. DATI FINANZIARI Descrizione dei costi - Anno 2012 Importo € RICCAGIOIA Personale: Direzione + 1 Co.Co.Pro. per 3 mesi
  • Descrizione dei costi - Anno 2012 Importo € RICCAGIOIA Personale: Direzione + 1 Co.Co.Pro. per 3 mesi Spese di esercizio: prodotti enologici e materiale di consumo cantina Spese generali Totale Istituto di Frutti-Viticoltura di Piacenza Personale Missioni Spese di esercizio: (Materiale di consumo per analisi chimiche e sensoriali) Spese generali Totale Valore totale progetto Costo a carico della Regione Lombardia Cofinanziamento Università di PiacenzaPROGETTO N.4LISTE DI ORIENTAMENTO VARIETALE PER IL MELO E I PICCOLI FRUTTI INLOMBARDIA - ANNO 2011ACRONIMOLISTEFRUTTA 1. Analisi dei fabbisogni e stato dell’arte1.1 MeloCon i suoi 1919 ettari in coltivazione (Istat, 2010), il melo in Regione Lombardia rappresentala specie da frutto più importante, occupando il 44% della superficie a fruttiferi. La produzione,di 50.483 t, è ottenuta soprattutto in provincia di Sondrio (35.870 t), seguita da quelle diMantova (6.510 t) e Pavia (5.302 t). In totale queste tre province producono più del 94% dellemele lombarde. In queste aree la melicoltura rappresenta una tradizione che fonda le sueradici nella prima metà del novecento, quando le coltivazioni erano di tipo famigliare (perautoconsumo o per i mercati locali), estensive e caratterizzate da una elevata consociazionedi specie (mele, pere, pesche , susine e ciliegie) e di cultivar. Ad esempio in Valtellina le piùdiffuse erano Renetta del Canada, la Rosa Mantovana, la Belfiore rossa, la Pearmain dorata,la Calvilla bianca. Ad un certo punto queste coltivazioni furono sostituite da impiantispecializzati, intensivi, che, per quanto riguarda la Valtellina, furono realizzati a seguito dellariconversione di vigneti, seminativi, prati, avviata già prima della seconda guerra mondiale dalungimiranti imprenditori di Ponte in Valtellina. Delle mele prodotte a Sondrio nel 1948 il “15%era di Delicious giallo, il 10% di Deliciuos rosso, il 10% di Renetta Canadà, il 5% di Starking eil 5% di Stayman “ (Breviglieri, 1949); quindi molte cultivar straniere (americane) adatte asoddisfare un mercato più ampio di quello locale. Questa tradizione è andata sempre piùconsolidandosi fino al riconoscimento qualitativo IGP (2010) relativamente alle mele dellaValtellina. Il mondo dei mele e delle mele è una realtà molto dinamica soprattutto per la vivace ecostante offerta di novità varietali in grado di meglio rispondere sia alle richieste di unconsumatore sempre più informato ed esigente - che consuma prodotto fresco, ma anchetrasformato in succhi, frutta essiccata, IV gamma - sia alle necessità di sviluppare modellicolturali sostenibili, quindi in primo luogo utilizzando genotipi di comprovata resistenza aglistress biotici o abiotici a cui la pianta è sottoposta, sia , infine, in grado di essere produttive,commercialmente valide e serbevoli. Sembra un po’ il problema della quadratura del cerchioquello di mettere insieme tutti gli aspetti pregevoli in una cultivar! Comunque oggi aiconsumatori, sempre più studiati e distinti in tipologie geografiche (es. consumatori del bacinodel mediterraneo, del centro nord Europa, asiatici, arabi, ecc.) vengono offerte mele
  • distinguibili dal punto di vista organolettico in tipologie in funzione del sapore dolce e o acido,della compattezza e croccantezza della polpa e della aromaticità più o meno spiccata. Inoltre,sono sempre più frequenti novità varietali rappresentate da cultivar resistenti ad avversitàbiotiche, come è il caso di quelle Ticchiolatura Resistenti (TR) delle quali le più recentimostrano elevata qualità organolettica e commerciale e sono molto adatte alla colturabiologica.Per il futuro la melicoltura regionale Lombarda deve saper mantenere rinnovata l’offertavarietale se intende conservare spazi sia sul mercato locale, sia e soprattutto su quelloextralocale.Il melo, forse più di ogni altra specie da frutto, consente il raggiungimento di elevati standardqualitativi, solo dove viene ottimizzato il binomio cultivar - ambiente. Ciò perché certi ambientisono in grado di esaltarne importanti caratteristiche qualitative del frutto quali la forma, ilcolore, e la croccantezza. Perciò, senza un’adeguata valutazione agronomica e pomologica,l’elevato numero di nuove cultivar commercializzate può disorientare il frutticoltore erappresentare un fattore di rischio per il settore commerciale. Quindi è opportuno che siapreventivamente saggiata per la verifica del suo adattamento ai differenti areali dicoltivazione. Fin dal 1997, quando ha preso avvio il progetto regionale “Valorizzazione dellafrutticoltura lombarda”, sono stati allestiti campi di confronto varietale, per fornire orientamentinella scelta delle diverse cultivar per la frutticoltura lombarda. Tali campi, realizzati nei tretipici ambienti di coltura della regione, montagna, collina e pianura, nel tempo, sono statiopportunamente ampliati con la posa a dimora dei nuovi genotipi resisi disponibili. Nel 2002, atale lavoro è subentrato il progetto, sempre di respiro regionale, denominato “Osservazionedi nuove varietà di melo e selezione di ecotipi locali ai fini della caratterizzazione dellafrutticoltura lombarda”, che aveva tra gli obiettivi la prosecuzione delle attività di rilevamentobio-agronomico per il confronto varietale di genotipi vecchi e nuovi. A partire dal 2008 l’attivitàdi sperimentazione è stata riconosciuta a livello regionale come Servizio. Questa nuovaveste assicura al progetto il sostegno tecnico-economico della Regione Lombardia1.2 Piccoli fruttiPer quanto riguarda i piccoli frutti, nonostante il diffuso e crescente interesse dei consumatoril’Italia figura agli ultimi posti nelle statistiche di produzione dei Paesi Europei anche se,recentemente si è assistito ad un incremento sia delle superfici coltivate che dellaproduzione. Le statistiche ufficiali, probabilmente sottostimate per la difficoltà di rilevare leproduzioni degli impianti più piccoli, autoconsumata o commercializzata sul posto, riportano,per il 2010, una produzione di lamponi di 1800 t, su una superficie totale di 350 Ha e unaproduzione di 1500 t di mirtilli su una superficie complessiva di 200 Ha (FAO). Questi dati,confrontati con quelli di circa quindici anni fa (ISTAT e ISMEA) che indicano una sostanzialestazionarietà nella produzione di lampone, ma soprattutto per il mirtillo si è assistito ad unnotevole incremento della superficie che è più che raddoppiata dal 1994 con un incrementodella produzione da 172 a 1500 t, ossia di quasi 8 volte. Di questo vero e proprio boom dellacoltivazione del mirtillo ne abbiamo un chiaro esempio, in Lombardia dove in Valtellina in pochianni, partendo da zero, si sono superati i 30 Ha di mirtillo e si assiste talvolta all’espianto delmelo, principale coltura frutticola Valtellinese, per far posto al mirtillo. I piccoli frutti fanconcorrenza alla frutticoltura tradizionale! Il lampone, invece, è tradizionalmente presentenelle province di Bergamo, Como, Varese e Lecco, con una produzione complessivaregionale di poco più di 150 t. Nonostante il lusinghiero sviluppo delle produzioni nazionali dipiccoli frutti, siamo però ancora molto lontani dal soddisfare la richiesta nazionale che siaggira oggi sulle 15.000 t totali di cui almeno 3-4.000 t di prodotto frescoNel 2002 venne avviato il primo progetto in Regione Lombardia relativo ai piccoli frutti didurata triennale dal titolo” “Valorizzazione aree marginali attraverso la coltivazione di speciefrutticole in grado di fornire prodotti di qualità” (D.G.R. 31 maggio 2002 n. 7/9182) che avevatra gli scopi di “favorirne la diffusione in aree vocate, e quindi idonee a produzioni di qualità, dinuove cultivar e di migliori tecniche di coltivazione di lampone, rovo e mirtillo gigante,valorizzando aree marginali a rischio di abbandono ed anche di stimolare l’associazionismo alivello dei piccoli produttori”. Esso rappresentava un convinto intervento di finanziamentopubblico a favore di coltivazioni con caratteristiche molto interessanti per la frutticolturalombarda. Infatti esse ben si prestano alla coltivazione in zone dove la coltura con specie più“classiche” (es. melo) è marginale; i loro costi d’impianto sono relativamente bassi ecomunque velocemente ammortizzati; il know how tecnico è relativamente facile (es.potatura) e sono adatti a coltivazioni altamente ecocompatibili (es. produzioni biologiche); ilprodotto può essere auto raccolto, venduto direttamente in azienda fresco o trasformato,fornito dalle mani del produttore o da distributori automatici (es. Valtellina). La loro coltivazione
  • è adatta a zone turistiche, dove si pratica agriturismo, anche se talvolta sarebbe auspicabilela costituzione di forme associative di produttori/commercianti in grado di concentrarel’offerta, spesso troppo frammentata, verso mercati meno locali. Non ultimo è l’interesse per ipiccoli frutti dei frutticoltori hobbisti che li coltivano in giardino, piuttosto che in vaso.Quindi ad oggi esistono in aree rappresentative della frutticoltura lombarda esperienze dicoltivazione diretta di novità varietali di melo e piccoli frutti a cui fanno sempre più riferimento ifrutticoltori locali o comunque coloro che intendono avviare la coltivazione di queste speciesempre più tipiche per la Regione Lombardia. I risultati sinora ottenuti hanno consentito distilare Liste varietali regionali pubblicate in specifici quaderni, nonché di collaborare allaredazione delle Liste varietali nazionali che annualmente vengono pubblicate su rivistetecnico-scientifiche del settore.1.3 BibliografiaDi seguito viene riportata tutta la bibliografia relativa a pubblicazioni vere e proprie e adopuscoli prodotti dalle UU.OO nell’ultimo quinquennio, avente come oggetto le cultivarelencate in questo progetto.AA.VV., 2007. La coltivazione dei piccoli frutti per la valorizzazione delle aree marginali. Quaderni della ricerca Regione Lombardia, n. 66, pp.64.AA.VV., 2007. Liste varietali. Piccoli frutti. Terra e vita, suppl. n.26 :76-83 .AAA.VV., 2008. Lampone, mirtillo e rovo , le varietà consigliate per il 2008.L’Inf. Agrario, 19 : 55-60.AA.VV., 2008. Coltivazione dei piccoli frutti nelle aree marginali Valtellinesi. Concreta Magazine n. 55, settembre: 80-83.AA.VV., 2008. Varietà più interessanti di Mirtillo Gigante Americano da coltivare in Valtellina e Lombardia. Opuscolo prodotto in occasione della mostra pomologica tenutasi alla Fondazione Fojanini nel corso dell’iniziativa “Porte Aperte Fojanini”.AA.VV., 2009. Scegliere la varietà giusta di lampone, mirtillo e rovo. L’Inf. Agrario, 19: 40-45.AA.VV., 2010. Sempre più mirtillo nelle liste dei piccoli frutti. L’Inf. Agrario, 15: 41-45.AA.VV. 2011. Scegliere la cultivar di lampone, mirtillo e rovo per il 2011. L’Inf. Agrario, 20 : 58-61.iAA.VV.2011. Dal mirtillo alla mora, tanti piccoli frutti da coltivare. Lombardia verde, luglio : 37-41AA.VV. 2012. Alla scoperta del fior fiore della melicoltura. Lombardia verde, gennaio : 37-41.Casiraghi E., Sinelli N., Beghi R., Guidetti R., Spinardi A, Folini L., 2008.Evaluation for grapes and blueberries quality parameters by a NIR spectroscopy. Ninth International Vaccinium Symposium. Corvallis, OR, 13-17 July.Colombo A., Ughini V., Eccher T., Granelli G., Perego I., Folini L., 2008. Valutazioni varietali e di tecnica colturale per la filiera piccoli frutti per il consumo fresco e la IV gamma. Convegno “Stato della ricerca agricola in Lombardia. Settore Coltivazioni Arboree”.Colombo, A., Perego, I., Eccher, T., Granelli, G., Ughini,. V. 2007. Osservazione di nuove varietà di melo e selezione di ecotipi locali ai fini della caratterizzazione della frutticoltura lombarda. Convegno “Stato della ricerca agricola in Lombardia. Settore Coltivazioni Erbacee.Eccher T., Bacchetta M ., Granelli G., 2008 - Long Term Effects of Ericoid Endomycorrhizae on the Growth of Micropropagated Plants of Vaccinium corymbosum L. in the Field. Acta Hort. 810:657-664.Eccher T., Genna A., Granelli G., Senesi E., Ughini V., 2008.Screening of raspberry and blackberry cultivars for ready to eat products. Europe-Asia Symposium on Quality Mangement in Post harvest Systems, Acta Hort. 804: 399-404.Eccher T., Granelli G., 2006 - Fruit Quality and Yield of Different Apple Cultivars as Affected by Tree Density. Fourth Int. Conf.on Managing Quality in Chain. Acta Horticulturae 712: 535-540.Eccher T., Noè N., Bacchetta M., 2006 - The Influence of Ericoid Endomycorrhizae and Mineral Nutrition on the Growth of Micropropagated Plants of Vaccinium corymbosum L. 8th international Symposium on Vaccinium Culture, Oeiras, Portugal, and Seville, Spain, 3-9 May, 2004. Acta Horticulturae, 715: 411-416.
  • Eccher T., Noè N., Carotti E., 2006 - Field performance of Vaccinium Corymbosum and V. Ashei cultivars in Northern Italy. 8TH international Symposium on Vaccinium Culture, Oeiras, Portugal, and Seville, Spain, 3-9 May, 2004. Acta Horticulturae, 715: 247-253.Eccher T.,Granelli G., Maffeo M., Pontiroli R., Testoni A., Tonesi R., Silvi E., 2006 - Valutazione di alcune vecchie cultivar di melo un tempo diffuse in Lombardia. Italus Hortus 13 (2): 105-109.Granelli G., L. Mariani, S. Parisi, T. Eccher, R. Lo Scalzo, M. Buccheri and G. Cortellino, V. Ughini, 2010. Influence of genotype, location and year factors on quality and healthy compounds of Rubus fruits.XXVIII International Horticultural Congress, Lisbon 22-27 August.Guidetti R., Folini L., Spinardi A., Mignani I., Bodria L., 2008. Prediction of Blueberries (Vaccinium corymbosum) ripeness by a portable Vis-NIR device. Ninth International Vaccinium Symposium. Corvallis, OR, 13-17 July.Mellano M.G., Carli C., Folini L., Draicchio P., Astesano B., 2008. Training of two groups of tasters for the creation of sensory profiles of highbush blueberry varieties, grown in various areas of North Italy. Ninth International Vaccinium Symposium. Corvallis, OR, 13-17 JulySpinardi A., Beghi R., Folini L., 2008. Quality and nutraceutical content of blueberries (Vaccinium corymbosum) grown at two different altitudes (450 and 650 m a.s.l.) Ninth International Vaccinium Symposium. Corvallis, OR, 13-17 July. 2. Obiettivi del progettoIn analogia a quanto perseguito con i precedenti progetti Listefrutta, anche il presente, sipone l’obiettivo generale di contribuire allo sviluppo della moderna frutticoltura lombardasoprattutto attraverso le indicazioni di scelta varietale ed operative che scaturiranno dalleattività sperimentali previste.Tali attività consentiranno, infatti, di ottenere specifici risultati al fine di : • favorire il rinnovamento e l’ampliamento della piattaforma varietale nelle tipiche aree produttive regionali per tenere aggiornata l’offerta produttiva e consentire il raggiungimento degli standard qualitativi richiesti, localmente e no, dal consumatore e/o trasformatore del prodotto; • individuare tra le novità varietali in prova le migliori dal punto di vista quanti- qualitativo per adattabilità ai differenti ambienti di coltivazione regionali • contribuire alla riduzione della pressione ambientale dei trattamenti fitosanitari attraverso l’individuazione delle migliori cultivar “ticchiolatura resistenti”, che ben si prestano sia con sistemi di produzione integrata che biologica; • incrementare la biodiversità aziendale attraverso una redditizia biodiversità varietale con conseguenti benefici agroambientali oltre che economici; • permettere l’accesso alle indicazioni operative attraverso l’osservazione di campi dimostrativi; • contribuire a tenere elevata la domanda di consumo di mele e piccoli frutti anche attraverso l’informazione tecnico-scientifica; • realizzare attività di divulgazione che raggiungano sia produttori a titolo principale, sia a part-time sia hobbisti, attraverso l’organizzazione di mostre/eventi di ampia fruibilità.Come per i precedenti progetti anche questo propone di valutare comparativamente l’ampiagamma di cultivar proposte dal mondo della ricerca, attraverso l’osservazione dei loro risultatiagrobiologici negli ambienti di pianura, collina e montagna, la determinazione dei loro indici diraccolta ottimali e delle caratteristiche delle produzioni che, per quanto riguarda il melo,saranno valutate anche dopo un certo periodo di frigoconservazione dei frutti. 3. Risultati attesiSi prevede che l’attività in progetto potrà fornire i seguenti risultati: • redazione di Liste varietali regionali, basata sulla valutazione della performance vegeto-produttiva di vecchi e nuovi genotipi; • partecipazione della Regione Lombardia alla redazione delle Liste varietali
  • nazionali coordinate dal MiPAF; • implementazione di campi di orientamento varietale in 3 ambienti colturali tipici regionali (pianura, collina, montagna) che ospitano moltissimi genotipi comuni ai 3 ambienti; • realizzazione di attività divulgative, tipo mostre pomologiche ed esibizioni locali, in grado di soddisfare le esigenze dei possibili fruitori dei risultati del progetto e rendere meglio visibile l’intero progetto. Ciò soprattutto sarà possibile presso Riccagioia e le UU.OO. adeguatamente strutturate all’uopo quali la Fondazione Fojanini, la Fondazione. 4. Ricaduta e destinatari dei risultatiI risultati ottenuti dal progetto potranno essere fruibili dai produttori, presenti e futuri, singoli oriuniti in cooperative o in associazioni, dagli agriturismi, dagli hobbisti, dai vivaisti e dallerivendite di piante da frutto (es. garden center) delle aree limitrofe ai campi sperimentali e ocon condizioni pedoclimatiche simili a quelle dei siti sperimentali. Ciò sarà anche favorito dalcoinvolgimento che usualmente si stabilisce tra i ricercatori delle UU.OO. e le strutture dicommercializzazione del prodotto finale che già sono presenti sul territorio e risultano moltoefficaci nel trasferire gli obiettivi raggiunti al consumatore. Per avere un ordine di grandezzadel potenziale bacino di fruizione si consideri i dati recenti, seppur provvisori, del recente VIcensimento dell’agricoltura che individua in Lombardia oltre 4.000 aziende frutticole.Tra i destinatari indiretti ci sono i soggetti che si occupano di assistenza tecnica, chepotranno utilizzare tali risultati per l’assistenza all’impianto ed alla coltivazione di melo e dipiccoli frutti nel territorio regionale. Inoltre le liste frutta opportunamente tabulate potrannoessere accessibili, attraverso opportuni link, dal capitolo “scelta varietale” delladocumentazione regionale che riporta le indicazioni protocollari della produzione integrata. 5. DESCRIZIONE ANALITICA DEL PROGETTO E PIANO DELLE ATTIVITA’5.1 Partner e responsabili scientifici del progettoDipartimento Produzione Vegetale (Di.Pro.Ve.) sezione Coltivazioni arboree,dell’Università degli Studi di MilanoQuesta U.O., partner operativo del presente progetto, da anni si occupa, nel caso del melo,della valutazione agronomica e qualitativa dei frutti di nuove cultivar recentemente introdotte,sia tradizionali che ticchiolatura resistenti. Nel recente passato, cioè sino alla distruzionedell’impianto a causa di un fortunale, anche di vecchie cultivar ormai non più diffuse mapotenzialmente utilizzabili per produzioni di nicchia o come materiale di base per ilmiglioramento genetico. Attualmente, sono rimaste alcune piante di 6 cultivar: Cavilla bianca,Cavilla San Salvatore, Morellone, Pomme Cloche, Regina delle renette e Rambour Franc. LaSezione si occupa anche della nutrizione minerale delle piante e per quanto riguarda i piccolifrutti, da oltre vent’anni, si occupa di problemi inerenti la caratterizzazione varietale e lacoltivazione dei piccoli frutti in generale. La Sezione, da questanno, ha a disposizione lostrumento Pimprenelle per la valutazione dei parametri qualitativi delle mele.Istituto Frutti-viticoltura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, sede di Piacenza.Partner operativo del progetto, l’U.O. di Piacenza svolge le sue attività con finalità di studiodelle problematiche frutticole e viticole, nell’ottica di individuare soluzioni in armonia trasviluppo della qualità, sostenibilità ambientale e redditività. Le attività di ricerca svolte daidocenti e ricercatori dell’Istituto coprono una vasta gamma di tematiche; in particolare laSezione Arboricoltura si occupa di biologia e fisiologia (biologia fiorale e di riproduzione diciliegio dolce, cotogno, melo, pero e castagno), di tecnica colturale (potatura di produzione edi ringiovanimento di ciliegio dolce e di nocciolo, propagazione del nocciolo, nutrizioneminerale e concimazione del nocciolo e del ciliegio), di biodiversità coltivata (censimento ecaratterizzazione di vecchio germoplasma di melo, pero, ciliegio, olivo, castagno e nocciolo),di qualità delle produzioni (valutazione carpo merceologica, tecnologica ed organolettica diproduzioni frutticole quali nocciolo, ciliegio dolce e melo) e di confronti varietali (liste varietali dipiccoli frutti e melo).Fondazione Fojanini di Studi Superiori di Sondrio.Partner operativo del progetto, la Fondazione Fojanini di Studi Superiori ha come obiettivi larealizzazione di attività destinate alla valorizzazione e al potenziamento della ricercascientifica nelle discipline agrarie ed ambientali, nonché allassistenza tecnica in agricoltura inProvincia di Sondrio e alle attività di trasformazione dei prodotti agricoli. Essa promuove
  • inoltre lo sviluppo e la crescita del settore primario attraverso corsi di formazione eaggiornamento a cui accedono gli operatori interessati. I servizi sono forniti agli imprenditoricon una precisa logica di ricerca del miglioramento qualitativo delle produzioni e le azioniintraprese hanno pertanto una concreta applicazione su tutte le fasi di prodotto e di processodelle produzioni agrarie. La Fondazione Fojanini esprime per tutto ciò un ruolo importantenellaffrontare tematiche di grande valore territoriale, rappresentando un punto di riferimentoche offre un sostanziale impulso alla qualificazione e allo sviluppo dellagricoltura. I settori diattività sono numerosi e tra questi primeggia quello frutticolo, in particolare quello melicolo,per il quale l’attività di ricerca e sperimentazione è fondamentale per il sostegno allaproduzione locale dell’ IGP “mela della Valtellina”. Si inserisce nel progetto come Ente ingrado di supportare il lavoro sperimentale della Fondazione Fojanini la COAV. Questacooperativa, che riunisce più di 600 aziende frutticole su una superficie totale di oltre 500ettari mette a disposizione la Pimprenelle per l’analisi della frutta. Sempre presso laCooperativa si svolge anche la frigoconservazione dei campioni di mele per la successivaanalisi post conservazione.Fondazione Minoprio di Vertemate con Minoprio (CO).Partner operativo del progetto l’U.O. di Minoprio svolge attività di ricerca, sperimentazione,formazione nonché di assistenza tecnica alle imprese ed alla Pubblica Amministrazione, conl’obiettivo di promuovere la crescita sociale, economica e culturale in ambito floro-orto-frutticolo e vivaistico. A questo scopo l’Ente si compone di tre Centri: • Centro MiRT - Minoprio Ricerca e Trasferimento: per la ricerca e la sperimentazione. Questo centro collabora con Enti e Università italiane ed europee (Università Statale di Milano, Università dellInsubria di Varese, Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Ministero Politiche Agricole e Forestali, Politecnico di Milano e il Max Planck Institut di Koln – Germania); • Centro Formazione per preparare i giovani nel settore floro-orto-frutticolo, del vivaismo e del giardinaggio. • Centro Agricolo con la funzione di laboratorio di apprendimento per la formazione.La Fondazione è inoltre sede di un Centro di Saggio riconosciuto dai Ministeri delle PoliticheAgricole e della Sanità e sede operativa del Centro Regionale per la Tutela della FloraAutoctona riconosciuto dalla Regione Lombardia e costituito dal Consorzio: Parco MonteBarro, Fondazione Minoprio, Università dellInsubria di Varese, Università di Pavia. Presso laFondazione è collocato anche il laboratorio del Servizio Fitosanitario Regionale che, oltre alleattività istituzionali, collabora alle prove inerenti alle fitopatologie.I campi di ricerca e sperimentazione indagati dai ricercatori della Fondazione sono quelloagronomico, floricolo, frutticolo, orticolo e fitopatologico. Per lo svolgimento delle varie provela Fondazione dispone sia di superfici in pieno campo sia di strutture di copertura, quali serreed ombrai, dotati di un sistema automatico di regolazione termo-irrigua. Le prove di camposono poi completate da analisi di laboratorio per lo svolgimento delle quali la Fondazioneusufruisce sia dei laboratori interni, sia della collaborazione con il laboratorio MAC (MinoprioAnalisi e Certificazioni).Il presente progetto ha come responsabili scientifici : • Dott.ssa Claudia Piagnani- Dipartimento di Produzione Vegetale, Sezione di Coltivazioni Arboree - Università degli Studi di Milano; • Dott.ssa Virginia Ughini - Istituto di Frutti-Viticoltura - Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza.5.2 I campi sperimentali e le cultivarDi seguito per ogni Unità Operativa vengono descritti i campi sperimentali in cui sisvolgeranno le attività in progetto e le cultivar di melo e di piccoli frutti in essi presenti.5.2.1 Di.Pro.Ve.-Milano MeloL’U.O. Di.Pro.Ve. di Milano, conduce le sue attività relative alle liste varietali melo pressol’Azienda Didattico Sperimentale “Francesco Dotti” situata ad Arcagna, in comune di
  • Montanaso Lombardo (LO).Esso è stato per molti anni ed è tutt’ora il campo sperimentale di riferimento per il progettoMIPAF “Liste di orientamento varietale dei fruttiferi” per la Regione Lombardia. Nel camposperimentale, di circa mezzo ettaro, pertanto sono presenti complessivamente 133 cultivar dimelo, tra quelle tradizionali e quelle “ticchiolatura resistenti (=TR), tutte allevate a spindel condistanze di 4 m fra le file e di 1,1 m sulla fila (Tabb. 1 e 2). Annualmente vengono aggiuntenuove cultivar proposte per la valutazione dal Progetto nazionale. Nella primavera 2011, nelcampo sperimentale di Arcagna sono state messe a dimora 10 nuove cultivar distribuite dalProgetto e precisamente: Fujion, Gaia M8T337, Gemini, Golden Parsi, Jugala, Netta,NOUE 9987, NOUE 9992, Pirol (Pirella), Renoir. Le piante sono irrigate per aspersionesopra chioma e il terreno è inerbito Nel corso dell’anno vengono eseguite le normali curecolturali ed i trattamenti fitosanitari e vengono rilevate le caratteristiche fenologiche, produttivee qualitative delle cultivar in osservazione secondo i protocolli sperimentali concordatinell’ambito del progetto.Tab. 1 - Elenco delle cultivar di melo tradizionali presenti nel campo Arcagna del Di.Pro.Ve diMilano e relativo anno d’impianto dimora (in neretto quelle poste a dimora nel 2011). Cultivar/Clone Anno impianto Alka 1999 Ambaxy Infel Dalilit 2009 Ambrosia 2005 Angold 1999 Annabelle 2010 Annaglo (Gala) 2004 Aurora 2008 Baujade 1998 Braeburn Lochbuie 2001 BraeburnRedfield 2001 BrokfieldGala 2001 Bucheye Gala 2004 Caudle 2004 Cauflight 2010 Chinook 2008 Ciosa 2000 Coe Fuji 2008 Crimson Crisp 2010 CTIFL 1997 Daiane 2008 Daligris 2010 DalinBel 2004 Dalirail 2006 Daliryan 2010 Dalitoga 2006 Delfloga 2007 Delflopion 2007 Delgared 2006 Deltana 2007 Diwa 2004 Doriane 2005 Evelina 2005 Forlady 2006 Fuji Aztech 2004 Fuji Cufu 2010 Fuji Irradiata 1998 Fuji Kiku Fubrax 2006 Fujiko 2009 Fujion 2011 Gaia M8T337 2011 Gala Decarli "Fendeca" 2009 Gala Must 1997 Gala Royal Beaut 2008
  • Fujion 2011Gaia M8T337 2011Gala Decarli "Fendeca" 2009Gala Must 1997Gala Royal Beaut 2008Gala Schnizer Schniga 2001Gala Venus "Fengal" 2010Galaval Cov 2009Galaxy 1997Galaxy Infetel 1997Galmac 2010Gemini 2011Gold Chief 1998Gold Rush 1997Golden Parsi 2011Goldor 2010Goldrosio 2005Granny Smith 1998Green Star 2004Hillwell 1997Jeromine 2004Jugala 2011Kanzi 2004Kiku 8 1997Ligol 2006Luna 2007Maribelle 2010Mariri Red (24-04-002) 2002Mondial Gala 1997Mori Hofu 1 1998Mori Hofu 3A 1997Mudi 2006Nabella 2010Naga Fu 6 1997Netta 2001Nicola 2008NOUE 9987 2011NOUE 9992 2011Opal 2007Pera Von Mutterbaumen 2009Pilot 2000Pink Gold 2004Pink Lady 1998Pink Rose 2001Pinova 2000Pirol (Pirella) 2011Red Boy 2006Red Braeburn 1997Red Cap 2005Red Early 1998Rembrand 2010Renetta Canada Bianca 2009Renoir 2011Rosa Gold Quemoni 2001Royal Braeburn 2006Royal Gala 1997Rubens 2001Rubin Fuji 2005Ruby Gala 1997Rugiada 2000Sansa 1997Scopel 2007Shamrock 1999Smeralda 2011Sonya 2004Super Stayman 1999
  • Scopel 2007 Shamrock 1999 Smeralda 2011 Sonya 2004 Super Stayman 1999 Sweetie 2007 Top Export 2008 Tunda 2007 Zari 2007 Zonga 2007 Zuzana 2001Tab. 2 - Elenco delle cultivar di melo “ticchiolatura resistenti” presenti nel campo Arcagna delDi.Pro.Ve di Milano e relativa età d’impianto. Cultivar Età impianto Ariane 5 Ariwa 9 Brina 12 Catarina 6 Collina 1 Crimson crisp-coop39 1 Dalinbel 6 Dalinco 6 Dalinred 6 Dalinsweet 1 Delcoros 5 Deljuga 5 Ecolette 9 Enterprise 13 Golden lasa 13 Golden mira 12 Golden orange 12 Goldrush (coop 38) 13 Harmonie- delorina 12 Initial 6 Modi’ (g198) 4 Nova-enova 12 Orion 1 Primiera (coop42) 13 Resista 9 Sirius 1 Sir prize 12 Summerfree 12 Sundance 1 Topaz 12 Piccoli fruttiI campi sperimentali presso cui l’U.O. di Milano svolge le sue attività relativamente allavalutazione comparativa varietale, per questo gruppo di specie sono siti:per il mirtillo a Cornaredo (MI) presso, la Cascina Baciocca, Azienda SperimentaledellUniversità degli Studi di Milano che ospita le specie e le cultivar riportate nella sottostantetabella 3Tab.3 - Elenco delle cultivar di mirtillo gigante e delle relative specie di appartenenza presenti aCascina Baciocca nel 2012 Cultivar Specie botanica Bluebelle V. ashei Aurora V. corymbosum Bluehaven V. corymbosum
  • Cultivar Specie botanica Bluebelle V. ashei Aurora V. corymbosum Bluehaven V. corymbosum Bluetta V. corymbosum Brigitta V. corymbosum Chandler V. corymbosum Drapper V. corymbosum Duke V. corymbosum Liberty V. corymbosumper il lampone e il rovo presso l’azienda Dotti di Arcagna (LO), con le cultivar elencate nelletabb. 4 e 5; che occupano una superficie di circa 1000 m2 per specie.Tab 4 - Elenco delle cultivar di lampone presenti nel campo sperimentale di Arcagna, delDi.Pro.Ve di Milano. Cultivar Rifiorenza Anne X Autumn bliss X Autumn treasure Bc 89-2-89 = esquimalt Cascade delight Caroline X Em 6220/70 X Em 6312/5 Em 6346/74 Em 6390/47 Em 6413/59 Em 6414/14 Em 6428/80 X Em 6448/10 Em 6429/6 Em 6505/5 Em 6511/50 Em 6511/58 Glen ample Glen garry Glen lyon Talvolta Glen magna Glen rosa Glen schees Gradina Heritage X Himbo top Jeanne d’orleans John squire X Mbt f1 X Medea Oam w2 Pcs 1 Pcs 2 Polana X Polka X Rossana X Ruby X
  • Pcs 2 Polana X Polka X Rossana X Ruby X Sugana X TulameenTab 5 - Elenco delle 19 cultivar di rovo presenti nel campo sperimentale di Arcagna, del Di.Pro.Vedi Milano. Cultivar Adrienne Apache Arapaho Black bute Black satin Cacanska bistrna Chester Dirksen Early navaho Helen Hull thornless Kiowa Kotata Loch tay Lochness Navaho Silvan Smoothstem Triple crown5.2.2 Istituto Frutti-viticoltura- Piacenza MeloPer contribuire al rinnovamento della piattaforma varietale della provincia di Pavia che vantauna lunga tradizione di melicoltura e perciò poter acquisire in situ dati sulla performancevegeto produttiva delle novità varietali l’unità Operativa di Piacenza dal 2006, svolge la suaattività di ricerca e sperimentazione nella tipica zona melicola dell’Oltrepò Pavese. Al riguardoha preso accordi con un’azienda rappresentativa dell’Oltrepò Pavese di alta collina ossial’Azienda agricola Agosti Gabriele, sita in località Moglie di Ponte Nizza (PV). Nel primo annodi attività è stato allestito un campo di circa 2000 m2, che successivamente è stato via viaampliato.Il campo è posto ad una altitudine media di 403 m s.l.m. ed è suddiviso in 2 appezzamentiseparati dalla strada comunale. Tale suddivisione si è resa necessaria per coltivareseparatamente le cultivar di melo geneticamente resistenti alla ticchiolatura (TR) e quelleconvenzionali (CON), ossia senza alcuna dichiarata resistenza genetica ad avversitàbiotiche. Entrambi gli appezzamenti hanno giacitura tendenzialmente piana ed orientamento aSud Est. Il terreno è di medio impasto-tendente all’argilloso e calcareo con pH intorno a 7,8.Queste caratteristiche chimico-fisiche del suolo sono abbastanza simili a quelle di altriappezzamenti dell’azienda oltre che a quelle di molti terreni della zona. In questo senso,perciò, il campo rappresenta molto bene importanti caratteristiche pedologiche locali. Lepiante sono allevate a fusetto e distanti 3,8 metri tra le file e 1,2 m sulla fila. L’irrigazione èlocalizzata, e dal 2010 è possibile anche effettuare la fertirrigazione mentre il terreno èspontaneamente inerbito tra le file e diserbato sulla fila. La difesa delle piante postenell’appezzamento che ospita le cultivar CON è di tipo integrato, poiché, come già detto,l’azienda aderisce alla misura agro ambientale 214 B- Produzioni integrate.Le cultivar presenti a settembre 2011 sono quelle riportate nelle Tabb.6 e 7.
  • Tab. 6 - Elenco delle cultivar di melo ‘tradizionali’ presenti nel 2011 nei campi sperimentali diPonte Nizza e relative età d’impianto dell’astone e/o d’innesto a dimora (in neretto quelle poste adimora nel 2011) anni impianto astone età innesto in posta CULTIVAR (anni) (anni) Ambassy 3 - Ambrosia - 3 Annabelle 2 Aurora-golden gala 4 3 Braeburn eve mariri red 6 - Calvilla tipo ( m201 pont.) - 3 Camela - 3 Carla finalina ( m139 pont.) - 3 Chinook 4 3 Couflight 2 Daiane 4 3 Daligris 2 Dalinip 6 3 Dalirail 6 3 Dalirayan 2 Dalitoga 6 3 Dalitron 6 3 Diwa - 3 Early red one erovan 5 - EVELINA roho 3615 5 - Forladi 6 3 Fuji azthec - 3 Fuji coe -ebbercove 4 3 Fuji fukan select line 6 3 Fuji kiku 8 6 3 Fuji kiku fubrax 6 3 Fuji raku-raku 6 3 Fuji spike 6 3 Fuji topexport 4 3 Fuji toshiro ® 6 - Fujiko 3 - Gala annaglo 6 - Gala brookfield baigent 6 3 Gala buckeye ® simmons 6 - Gala decarli 5 3 Gala royal beauty 4 3 Gala shnitzer schniga 6 - Gala venus ‘fengal’ a 3 - Galaval 3 - Galaxy selecta 6 3 Galmac 2 Gold pink-gold chief 6 - Golden delicious clone b 6 - Golden Parsi da Rosa 1 Golden reinders - 3 Goldor 2 Goldrosio - 3 Idared 3 Jeromine ® 6 - Jugala 1 Mairac - 3 Maribelle 2 Nero red rome 3 Nicola (spa 440) 4 3
  • Mairac - 3 Maribelle 2 Nero red rome 3 Nicola (spa 440) 4 3 Nicoter - 3 Noue 9987 1 Noue 9992 1 Opal 5 3 Pera 3 - Pinova - 3 Pirol 1 Pomella genovese 3 Px 4042 delgrared 6 3 Red boy - 3 Red cap valtod 6 3 Red chief campspur 6 - Red del. Redkan 3 - Rembrandt 2 Renetta blanc 5 3 Renetta champagne - 3 Rosy glow pink aurora 5/3 3 Sant’anna ( m 433 pont.) - 3 Scopel 1 5 3 September - 3 Smoothee yellow delicious 3 Staymanred 3 Superchief ® sandidge 6 - Sweetie 5 3 Tunda 5 3 Zari 5 3 Zonga 5 3Tab. 7 - Elenco delle cultivar di melo “Ticchiolatura Resistenti” (tr) presenti nel 2011 nel campoPonte Nizza e relativa età d’impianto (in neretto quelle poste a dimora nel 2011) eta’ impianto astone età innesto in posta cultivar (anni) (anni) Ariane 6 3 Brina 6 - Collina 2 Coop 39 crimpson crisp 2 Dalinsweet Delfloga 5 3 Delflopion 5 3 Deltana 5 3 Florina querina 3 Frascona ( m126 pont.) - 3 Fujion 1 Gaia 1 Gemini 1 Gold rush coop38 5,3 3 Golden orange 6 - Luna 5 3 Modi’ g198 6,3 3 Orion 2 Pomellone (m 313 pont.) - 3 Renoir 1 Sirius 2 Smeralda 1 Sundance coop 29 2
  • Renoir 1 Sirius 2 Smeralda 1 Sundance coop 29 2 Travaglina (m348 pont.) - 3 Piccoli fruttiNell’ambito dell’attività relativa ai piccoli frutti, l’U.O. di Piacenza ha principalmente condotto isuoi rilievi in provincia di Pavia e precisamente a Moglie di Ponte Nizza, nell’alta collinadell’Oltrepò Pavese, a circa 430 metri di altitudine, in una zona dove ormai la viticoltura lasciaspazio ad altre colture arboree, quali il melo, e sono già diffusi castagneti e prati. Inparticolare il campo di Ponte Nizza è stato realizzato ex novo e presenta le caratteristiche diseguito descritte.L’appezzamento è esposto a Sud-Ovest, presenta una conformazione poligonale congiacitura leggermente declive. Tali caratteristiche ne favoriscono al contempo il drenaggiosuperficiale e profondo e la meccanizzazione delle operazioni colturali. La superficiecomplessiva è di circa 1000 mq, con facilità di accesso da una capezzagna interpoderale evicino ad un torrente che consente il pescaggio dell’acqua per l’irrigazione localizzata. Comeper tutti i campi realizzati dalle altre province del progetto regionale anche questo vuolerappresentare per giacitura, estensione, esposizione la tipica realtà locale di appezzamentimarginali, non troppo estesi che offrono poche alternative di coltivazione redditizia. Ad oggisono presenti circa 37 cultivar di lampone, delle quali 22 rifiorenti (Tab. 8) e 7 di rovo (Tab.9).Oltre alle regolari pratiche colturali, da tempo sui settori ospitanti cultivar rifiorenti vengonoconfrontate differenti strategie di potatura del lampone, al fine di manipolare (dilatare/concentrare) la stagione di maturazione. In particolare per una stessa cultivar vengonomesse a confronto • piante con taglio raso invernale, ovvero piante a cui è stata asportata tutta la parte aerea superiore a 10 cm dal livello del suolo. Perciò tali piante producono un solo periodo dell’anno; • piante potate convenzionalmente , ossia a fine inverno asportando la parte apicale dei tralci produttivi a 10 cm sopra il filo più alto , perciò a 160 cm dal suolo. Queste piante sono considerate test e le produzioni che da esse si ottengono sono sia quella sul tralcio di 1 anno, sia quella sul pollone dell’anno.Tab. 8 - Elenco delle cultivar di lampone presenti nel campo sperimentale di Ponte Nizza,dell’Istituto di Frutti-viticoltura di Piacenza. Cultivar Rifiorenza Alpen gold X Autumn treasure X Caroline X Cascade delight Cowichan Em6220/70 X Em6390/47 Em6428/80 Em6429/6 Em6471/98 X Em6505/7 X Em6507/56 Em6514/53 Glen ample Glen lyon Heritage X Himbo top X Jean d’orleans Joan irene X Joan j X Josephine X
  • Jean d’orleans Joan irene X Joan j X Josephine X Malling minerva Mtb/f1 X Ndf1 X Pbp b2 X Pcs/2 Polana X Polka X Poranna rosa X Qeg/f1 X Rossana X Ruby X Sugana X Tulamagic Tulameen Venus X WillametteTab. 9 - Elenco delle cultivar di rovo presenti nel campo sperimentale di Ponte Nizza, dell’Istitutodi Frutti-viticoltura di Piacenza. Cultivar Albenza Almenno Arapahao Chester Euro Navaho Triple crown Fondazione Fojanini di Sondrio MeloNel corso degli anni di attività afferente le Liste varietali melo, oltre al lavoro di valutazione e diosservazione, sono stati creati numerosi campi sperimentali con l’introduzione di nuovecultivar da studiare; è per tale motivo che attualmente la Fondazione Fojanini ha incomplesso circa un centinaio di cultivar di melo tradizionali ed una cinquantina di cultivar‘ticchiolatura resistenti’.I campi sperimentali di Ponte Madonna (2500 m2), Ponte Pradella (1500 m2) e PonteCoop (2000 m2) dove ha sede la cooperativa frutticola sono dislocati all’interno del conoidefrutticolo di Ponte in Valtellina, mentre quello di Sondrio (5000 m2) è adiacente l’edificio cheospita la Fondazione Fojanini. Oltre alla sperimentazione Liste varietali-melo per questaspecie sono in atto anche ricerche che riguardano: la potatura, la forma di allevamento, laresa in produzione e la qualità della frutta ottenuta nelle diverse annate frutticole. Gli elenchidelle cultivar ospitate in tutti i campi ove la Fondazione Fojanini svolge sperimentazione ericerca sono riportati nelle Tabb.10 -12.Tab. 10 - Elenco delle cultivar di melo tradizionali in coltivazione nei 4 campi sperimentali gestitidalla Fondazione Fojanini in provincia di Sondrio (tra parentesi gli anni di impianto) Sondrio Ponte madonna Ponte pradella Ponte coop Cultivar Anni Anni Anni Anni Ambrosia 7 Ambassi 4 Aurora golden 4 gala Braeburn hillwell-
  • Ambrosia 7Ambassi 4Aurora golden 4galaBraeburn hillwell- 14hidalaBraeburn joburn 8Braeburn royal 8Braeburn 14standard v.f.Braeburn-eve- 8mariri redCaudle-cameo- 8 7camelaChinook 4Collina braun 5Coe fuji 4Crielaard 14Daiane 4Dalinip 6Dalirail 6Dalitoga 6Dalitron 6Early red one- 6erovanEVELINA roho 73615Faw 5878 - diwa 7Forladi 6Fuji kiku 8 14Fuji kiku fubrax 6Fuji mori hofu 3a 14Fuji naga fu 6 14Fuji Ogura 8( varietà civ)Fuji raku-raku 8Fuji spike 6Fuji toshiro 7Fuji zhen aztec 7Fuji zhen aztect 7Fuji fujico 4G 18 ( varietà 8siglata CIV)G 181 ( varietà 8siglata CIV)G 185 ( varietà 10siglata CIV)G 362 ( varietà 8siglata CIV)Gala - annaglo 7Gala brookfield 8baigentGala buckeye ® 7simmonsGala decarli 5Gala must 14Gala obrogala 14delbardGala schnitzer
  • Gala decarli 5Gala must 14Gala obrogala 14delbardGala schnitzer 8schnigaGala-galaxy 14Galamac 4Galaval 4Gala venus 4Gala royal 4beautyGinger braun 5Gold chief-gold 10pinkGolden delicious 14 7clone bGolden reinders 14Goldrosio 7Greenstar- 7nicogreenIt red delicious 7Jeromine 7Jugala 4Kanzi- nicoter 7LH 96 ( varietà 10siglata CIV)Ligol 6Mairac -.la 7flamboyanteMondial gala 14Nicola 4Opal 5Parsi braun 5Pera 4Pilot 8Pink gold lertess 8Pink lady cripps 7pinkPink rose – rosy 6glowPinova -corail 8Px 4042 – 6delgraredRed boy 6Red breaburn 14Red cap valtod 7Red delicious 7redkanRed gala 95 14Renetta canada 6RJ4 (varietà 8siglata CIV)Royal gala 14tenroyRubin fuji 7Ruby gala - gala 8rossa
  • tenroyRubin fuji 7Ruby gala - gala 8rossaSansa 11Scopel 5September 7wonder ® fieroSmoothee yellow 14deliciousSuperchief ® 7sandidgeSweetie 5Tentation 11Tonda 5Top red 11Topex port 4YX31 (varietà 8siglata CIV)YX1 (varietà 7siglata CIV)YX2 (varietà 7siglata CIV)YX7 (varietà 7siglata CIV)Zari 5Zonga 5Maribelle 3Annabelle 3Rembrand 3Couflight 3Daligris 3Daliryan 3Fujy cufu 3Goldor 3Jeromine 3Roat red deliciou 3Golden parsi 3Fujion(primavera 22011)Ultima gala(primavera 22011)9992(primavera 22011)9987(primavera 22011)Gala schnico(primavera 22011)Crimson snow(primavera 22011)DA8 (primavera 22011)Pirol (primavera 22011)Gemini
  • DA8 (primavera 2 2011) Pirol (primavera 2 2011) Gemini (primavera 2 2011) Gaia (primavera 2 2011) Renoir (primavera 2 2011) Smeralda (primavera 2 2011) Jugala (primavera 2 2011)Tab. 11. - Elenco delle cultivar di melo ‘ticchiolatura resistenti’ in coltivazione in 3 campisperimentali gestiti dalla Fondazione Fojanini in provincia di Sondrio (tra parentesi gli anni diimpianto). Sondrio Ponte madonna Ponte pradella Ponte coop Cultivar Anni Anni Anni Anni Ariane 6 Ariwa 11 Brina 13 Catarina 11 Clr 13 t 40 13 Clr 13 t 45 13 Clr 20 t 14 13 crimson crisp Crimson crisp 5 Clr 20 t 22 12 Cqr 10 t 17 13 D1-B9-41 ( varietà siglata 4 CIV) Dalinbel (dl 33)- 8 antares Dalinco (dl24) 7 Dalinred 11353 7 (dl13) Delfloki 6 Delcoros 6 Delfloga 6 Delflopion 4 Deltana 4 Deljuga 5 Doriane 6 Ecolette 11 Enterprise 13 Freedom 13 Gold rush coop 13 38 Golden lasa 13 Golden mira 13 Golden orange 13
  • 38 Golden lasa 13 Golden mira 13 Golden orange 13 Harmonie- 11 delorina Her 4 t 175 13 Inital 8 Luna 5 Modì (g 198) 6 Nova-enova 13 Pri 2463/110 13 Pri 75441/67 13 Pri coop 11 13 Pri coop 17 13 Pri coop 25 13 Pri coop 34 13 Prima 13 Primiera coop 42 13 Pser 11t27 13 Red earlib 11 Resista 1 11 Saturn 8 Selena 11 Sir prize 13 B3b9-207 renoir 4 B8a3-384 gaia 4 B8a3-323 4 Orion 3 Sirius 3 Sundace 3 Dalinsweet 3 A7b9-119 3 smeralda Lh59 pj 2 fujion 3 B8a3-250 gemini 3 A9D7-179 (primavera 2 2011) A9D7-74 (primavera 2011)Tab. 12. - Elenco delle cultivar di melo tradizionali in coltivazione nei campi sperimentali gestitidalla Fondazione Fojanini in provincia di Sondrio, ricerca supplementare che riguarda lavalutazione di nuovi portinnesti di melo Ponte coop Cultivar Anni impianto Rubensu - SU - G224 speronate 4 Rubensu - SU - G8 ramificate 4 Rubensu - SU - FG 35 ramificate 4 Rubensu - SU - M9 ramificate 4 Rubensu - SU - G224 lisce 4 Rubensu - SU - G224 ramificate 4 Fuji fujico - SU-p51 4
  • Rubensu - SU - FG 35 ramificate 4 Rubensu - SU - M9 ramificate 4 Rubensu - SU - G224 lisce 4 Rubensu - SU - G224 ramificate 4 Fuji fujico - SU-p51 4 Fuji toshiro - su- m9 4 Fuji toshiro - su- g89 4 Piccoli fruttiA Postalesio, nel 2010 è stato realizzato un nuovo impianto sperimentale dove è stato messoa dimora soltanto il mirtillo. Si tratta di una superficie di circa 2000 m2 interamente recintata eprovvista di fertirrigazione.Presenta un’ottima esposizione a sud trovandosi sul versante retico della valle. Grazie aduna modesta pendenza viene favorito sia lo sgrondo dell’acqua piovana che il drenaggioverso il fondovalle dell’aria fredda; quest’ultimo aspetto riduce fortemente il pericolo di dannida gelo. La facilità di accesso e la leggera pendenza permettono la meccanizzazione delleoperazioni colturali tra cui il taglio dell’erba, eseguito nel corso della stagione con cadenzamensile e la raccolta.All’analisi chimica il terreno ha una granulometria a dominante sabbiosa (61%) con un pHsubacido (6,04) ed un elevato tenore di sostanza organica (4,66%); i dati confermano lavocazione dell’appezzamento alla coltivazione del mirtillo gigante che ha forti esigenze in fattodi acidità e tenore di sostanza organica.Lo scopo di questo impianto è quello di concentrare in un unico sito tutte le nuove accessioniprovenienti da tutto il mondo e oggetto di studio e valutazione. Non solo, ma il mantenimentodi alcune varietà oggi superate (Duke, Bluetta, Elisabeth ecc) ha come scopo quello diconservare il germoplasma di questa specie per eventuali programmi di miglioramentogenetico; si tratta del primo allestimento adibito a tale scopo.Lamponi e More sono messi a dimora sempre presso il comune di Postalesio in un campopoco lontano dal secondo vaccineto. Anche in questo caso la facilità di accesso e la leggerapendenza permettono la meccanizzazione delle operazioni colturali tra cui il taglio dell’erba,eseguito nel corso della stagione con cadenza mensile e la raccolta. L’appezzamento chepresenta una superficie totale di circa 1500 m2, è stato scelto perché rappresentativo di unasituazione di marginalità. Infatti, si trova all’interno di un conoide di deiezione tipicamenteagricolo ed è stato realizzato per dimostrare agli agricoltori locali la possibilità di recupero e diutilizzo di siti oggi parzialmente non coltivati. Altri fattori che hanno condizionato tale sceltasono stati la vicinanza della viabilità e di un impianto idrico comunale ad uso agricolo.All’analisi chimica il terreno ha una granulometria a dominante sabbiosa (72%) con un pHsubacido (6,29) ed un elevato tenore di sostanza organica (4,81%).Tab. 13 - Elenco delle cultivar di mirtillo in coltivazione presso i campi di Postalesio dellaFondazione Fojanini di Sondrio. SPECIE CULTIVAR ANNI DI IMPIANTO V. corymbosum Duke 3 V. corymbosum Aurora 3 V. corymbosum Liberty 3 V. corymbosum Brigitta 3 V. corymbosum Draper 3 V. corymbosum Patriot 3 V. corymbosum Bluecrop 3 V. corymbosum Emerald 3 V. corymbosum Ozarkblue 3 V. corymbosum Primadonna 3 V. corymbosum Jewel 2 V. corymbosum Springwide 2 V. corymbosum Berkeley 3 V. corymbosum Biloxy 3 V. corymbosum Bluetta 3 V. corymbosum Chandler 2 V. corymbosum Elisabeth 2 V. corymbosum Giorgia gem 2 V. corymbosum Legacy 2
  • V. corymbosum Chandler 2 V. corymbosum Elisabeth 2 V. corymbosum Giorgia gem 2 V. corymbosum Legacy 2 V. corymbosum Misty (impianto 2011) 2 V. corymbosum O neal 2 V. corymbosum Sharpblue 2 V. corymbosum Denise Blue (impianto 2011) 2 V. corymbosum POPPINS (impianto 2011) 2 V. ashei Centurion 2 V. ashei Snowchaser 2 V. ashei Ochlockonee 2 V. ashei Powed blue 2 V. ashei Alapaha 2 V. ashei Vernon 2Tab. 14 - Elenco delle cultivar di mirtillo Siberiano (Lonicera kamtschatica) in coltivazione presso icampi di Postalesio della Fondazione Fojanini di Sondrio. SPECIE CULTIVAR ANNI DI IMPIANTO Lonicera kamtschatica Morena 2 Lonicera kamtschatica Fialka 2 Lonicera kamtschatica Anfora 2 Lonicera kamtschatica Viola 2 Lonicera kamtschatica Tomicka 2 Lonicera kamtschatica Valchova 2 Lonicera kamtschatica Wojtek 2 Lonicera kamtschatica Vetreno 2 Lonicera kamtschatica Jarni 2 Lonicera kamtschatica Vasilijevska 2 Lonicera kamtschatica Pruhowick letin 2 Lonicera kamtschatica Aut 2 Lonicera kamtschatica Duet 2 Lonicera kamtschatica Warzawa 2 Lonicera kamtschatica Altaj 2 Lonicera kamtschatica Sinoglaska 2 Lonicera kamtschatica Sinaja-ptica 2Tab.15 - Elenco delle cultivar di lampone unifero in coltivazione presso i campi di Postalesio dellaFondazione Fojanini di Sondrio. SPECIE CULTIVAR ANNI DI IMPIANTO Rubus ideus L. Chilliwak Rubus ideus L. Claudia 10 Rubus ideus L. Em6429/6 10 Rubus ideus L. Em6514/53 10 Rubus ideus L. Glen ample 10 Rubus ideus L. Oam-w2 10 Rubus ideus L. Pcs-1 10 Rubus ideus L. Pcs2 10 Rubus ideus L. Sel. 6390/47 10 Rubus ideus L. Sel. 6511/50 10 Rubus ideus L. Tulameen 10 Rubus ideus L. Cascade delight 2 Rubus ideus L. SJR941-1 (impianto2011) 1 Rubus ideus L. BC1-88-6 - (impianto2011) 1 Rubus ideus L. SJR44.2 (impianto 2011) 1 Rubus ideus L. Tulamagic (impianto 2011) 1 Autum tresure (impianto Rubus ideus L. 1 2011) Rubus ideus L. Cowichan 2 Rubus ideus L. Alpengold (impianto 2011) 1 Rubus ideus L. Rubyfall (impianto 2011) 1 Rubus ideus L. Sjr941 - 2011 1
  • Rubus ideus L. Cowichan 2 Rubus ideus L. Alpengold (impianto 2011) 1 Rubus ideus L. Rubyfall (impianto 2011) 1 Rubus ideus L. Sjr941 - 2011 1Tab. 16 - Elenco delle cultivar di lampone rifiorente in coltivazione presso i campi di Postalesiodella Fondazione Fojanini di Sondrio. SPECIE CULTIVAR ANNI DI IMPIANTO Rubus ideus L. Anne 10 Rubus ideus L. Caroline 10 Rubus ideus L. Em6505/7 10 Rubus ideus L. Glen lyon 10 Rubus ideus L. Heritage 10 Rubus ideus L. Himbotop 5 Rubus ideus L. Joan irene 4 Rubus ideus L. Josephine 10 Rubus ideus L. Mtb-f1 10 Rubus ideus L. Nd-f1 10 Rubus ideus L. Pbp-b2 10 Rubus ideus L. Polana 10 Rubus ideus L. Polka 4 Rubus ideus L. Qeg-f1 10 Rubus ideus L. Sugana 2 Jeanne d’orleans (impianto Rubus ideus L. 1 2011Tab. 17. Elenco delle cultivar di rovo in coltivazione presso i campi di Postalesio della FondazioneFojanini di Sondrio. SPECIE CULTIVAR ANNI DI IMPIANTO Rubus fructicosus Arapahao 8 Rubus fructicosus Chester 8 Rubus fructicosus Helen 7 Rubus fructicosus Lochness 8 Rubus fructicosus Navaho 8 Rubus fructicosus Adrienne 7 Rubus fructicosus Diamond 2 Rubus fructicosus Night fall 2 Rubus fructicosus Metolius 2 Rubus fructicosus Cacanska bestrna 3 Rubus fructicosus Kiowa 3 Rubus fructicosus Early navaho 3 Rubus fructicosus Apache 3 Rubus fructicosus Pearl 2 Rubus fructicosus Obsesion 25.2.4 Fondazione Minoprio MeloLimpianto sperimentale di melo della Fondazione di Minoprio è oggi costituito da 3 campivarietali realizzati presso il frutteto avente sede nella Tenuta Superiore della Fondazione. Ilpiù vecchio, impiantato nel 1997 e completato nel 1998, si estende su una superficie di 1200m2 e si compone oggi di 11 cultivar.
  • Il secondo impianto è stato invece realizzato a partire dal 2004 su una superficie di 2000 m2mettendo a dimora complessivamente 88 cultivar.Nel corso del 2010 si è inoltre provveduto alla realizzazione di un terzo campo di superficiepari a 2500 m2. Le cultivar impiantate, tutte ticchiolatura resistenti, sono state scelte traquelle suggerite in occasione degli incontri tenuti annualmente con i vari componenti delprogetto nazionale Liste varietali del MIPAAF.La composizione varietale attuale dei sopracitati campi è riportata nelle tabb. 18 e 19.In particolare, il campo varietale 1, di 1200 m2, è oggi strutturato in 5 file di piante orientate indirezione Est-Ovest, di lunghezza pari a circa 60 m, con 4 varietà di mele per fila. Il sesto diimpianto è costante per tutte le varietà ed è pari a 1 m (sulla fila) x 4 m (interfila).Linterfila è mantenuta ad inerbimento controllato mediante sfalcio meccanico abbinato adiserbo chimico (con diserbante sistemico “ROUNDUP” p.a. glyphosate). La struttura diallevamento è realizzata con pali di castagno di altezza 3,5 m e distanziati circa 15 m, tra iquali è stato tirato un primo filo di ferro zincato, all’altezza di 80 cm, e successivamente unaltro all’altezza di circa 2 m. Il portainnesto è lM9 per tutte le cultivar. La forma di allevamentoè il fusetto abbinato a “solaxe”. Lirrigazione è condotta a goccia con tubi porta irrigatoresostenuti dal filo in ferro zincato posto a 80 cm.Il campo varietale 2 ha una superficie complessiva di circa 2000 m2 ed è costituito da 7 filariorientati in direzione Est-Ovest, realizzati con strutture di sostegno in castagno come per ilcampo 1. Le file hanno una lunghezza di circa 75 m ed il sesto d’impianto è, come per ilcampo 1, 1 m x 4 m. Anche in questo caso il sistema d’irrigazione è realizzato a goccia.Le piante, astoni innestati su M9, PAJAM1, PAJAM2 ed M26 sono state impiantate seguendouno schema a blocchi varietali. La forma di allevamento utilizzata è il solaxe.Il campo varietale 3 ha una superficie complessiva di circa 2500 m2 è costituito da 15 fileorientate in direzione NORD-SUD, di cui occupate finora 12, ed è realizzato con pali incemento. Le file hanno una lunghezza di circa 45 m e il sesto d’impianto è il medesimoadottato negli altri campi. Le piante sono tutte innestate su M9 e anche in questo caso laforma di allevamento adottata è il solaxe.Tab. 18 - Elenco delle cultivar di melo tradizionali in coltivazione nei campi sperimentali gestitidalla Fondazione Minoprio (in colonna sono riportati gli anni di impianto di ciascuna cultivar). CULTIVAR campo 1 campo 2 Ambassy infel m9 ctifl 3 Aurora golden gala 3 Braeburn eve® mariri red 7 Braeburn royal 5 Caudle- cameo-camela- 7 carousel Chinook 3 Clr 20 t 22 6 Coe fuji 3 Daiane 3 Dalinip 5 Dalirail 5 Dalitoga 5 Dalitron 5 Delfloga 4 Delflopion 4 Deltana 4 Early red one ® erovan 7 Forladi 5 Fuji kiku 8 14 Fuji kiku fubrax 5 Fuji naga fu 6 14
  • Forladi 5Fuji kiku 8 14Fuji kiku fubrax 5Fuji naga fu 6 14Fuji ogura 7Fuji raku-raku 7Fuji spike spur 5Fuji topexport 3Fuji zhen aztect 7Fujiko civ 3G 18 6G 362 6Gala annaglo 7Gala brookfield® baigent 7Gala buckeye ® simmons 7Gala galaxy 14 14Gala mustGala royal beaut 3 7Gala schnitzer ® schnigaGalaval cov pajam 1 lancep 3valoisGalaxi infetel 14Golden delicious clone b 14Golden reinders 14Granny smith 5Greenstar-nicogreen 7Jeromine ® 7 7Joburn® auroraKanzi-nicoter 7Ligol 5Lori 4Mondial gala 14Nicola 3Opal 4Pera vf von mutterbäumen 4m9Pink gold lertess 7Pinova - corail 6Px 4042 -delgrared 5Red boy 5Red chief cl.4047 7Red chief® camspur 7Red delicious redkan 7Red gala (95) 14Royal gala tenroy 14Rubin fuji 7Sansa 6Scopel 4Smoothee yellow delicious 14
  • Rubin fuji 7 Sansa 6 Scopel 4 Smoothee yellow delicious 14 Sonya 7 Sweetie 4 Tunda 4 Yx 18 6 Yx 31 6 Zonga 4 Gala venus ‘fengal’ m9 t337 2 Maribelle 2 Daligris 2 Gala decarli ‘fendeca’ m9 2 t337 Goldor infel® 9270 2 Annabelle 2 Daliryan 2 Fuji cupu 2 Galmac pajam® 1 lancep 2 valois Rembrandt 2 Couflight cov pajam® 2 2 cepiland valois Jugala 1 Noue 9987 1 Noue 9992 1 Pirol 1 Golden parsi 1Tab.19 - Elenco delle cultivar di melo ‘ticchiolatura resistenti’ in coltivazione nei campisperimentali gestiti dalla Fondazione Minoprio (in colonna sono riportati gli anni di impianto diciascuna cultivar) . cultivar campo 2 campo 3 Ariwa 4 Brina 7 Catarina 5 Dalinbel (dl33) -antares 5 Dalinred 5 Ecolette 4 Harmonie - delorina 4 Initial 5 Luna 2 Modì g 198 3 Modì g198 5 Nova enova 5 Selena 4 Delorina 2 Topaz 2 Golden orange 2
  • Selena 4 Delorina 2 Topaz 2 Golden orange 2 Crimson crisp 2 Dalinsweet 2 Sundance emla 2 Sirius 2 Orion 2 Collina m9 2 Gaia 1 Gemini 1 Fujion 1 Renoir 1 Smeralda 1 Piccoli fruttiNel 2012 le prove saranno condotte nel campo varietale realizzato a partire dalla primavera2008 che si estende su una superficie di 2000 m2 e che si affaccia sulla strada principale diaccesso alla Tenuta Superiore della Fondazione Minoprio. Tale impianto consta diventicinque filari tra lamponi (Rubus idaeus), ribes (Ribes spp.), mirtilli (Vacciniumcorymbosum) e more (Rubus fruticosus). Mantenendo costante la distanza di interfila a 3mle distanze di impianto sulla fila sono state rispettivamente: per mirtilli e ribes 1m, more 1.5m,lampone 0.30m.L’impianto è dotato sia di una struttura di sostegno e copertura sia di un impianto diirrigazione costituito da ali gocciolanti su cui sono inseriti gocciolatori auto compensanti. Talesistema d’irrigazione corre lungo la superficie del terreno o al di sopra del telo pacciamanteutilizzato per il controllo delle infestanti. Infatti, per ribes e more il controllo delle erbe infestantiè stato eseguito stendendo il telo antialga lungo la fila. Per il mirtillo è stata, invece, previstauna stesura del telo totale quindi non solo sulla fila ma anche nell’interfila.Per ciò che riguarda il controllo delle erbe infestanti nell’interfila, durante la stagioneprimaverile-estiva, periodicamente viene svolta la trinciatura meccanica del cotico erbosopresente negli interfilari.La nutrizione minerale è eseguita sia alla ripresa vegetativa impiegando solfato di ammoniosia nel corso della stagione produttiva utilizzando concimi ternari bilanciati.Infine la difesa fitosanitaria è realizzata eseguendo trattamenti al bruno con prodotti a base dirame.Tab. 20 - Elenco delle cultivar di lampone ospitate presso il campo sperimentale dellaFondazione Minoprio.su cui saranno condotte le prove varietali nel corso del 2010 LAMPONE MIRTILLO ROVO Cultivar Rifiorenza Cultivar Cultivar Autumn bliss X Berkeley arapahao Glen ample Bluecrop Lochness Glen lyon Bluetta Chester Heritage X Brigitta Himbo top X Chandler Malahat Duke Poranna X Elliot Tulameen Patriot Willamette Spartan Toro
  • Sempre nel corso del 2012 inizieranno anche i rilievi fenologici sulle nuove varietà di lampone(POLKA, POKUSA e SUGANA) impiantate in un nuovo campo sperimentale realizzato nelcorso del 2011.5.3 Le attività progettate per il 2012Nel corso del 2012 le attività previste dal Progetto Liste varietali fruttiferi riguarderanno: • l’ampliamento dei campi varietali ed il recupero delle fallanze; • la conduzione agronomico-colturale dei campi varietali ; • l’effettuazione dei rilievi e dei campionamenti di frutti • la frigoconservazione delle mele; • l’organizzazione dei dati di pieno campo e la loro successiva analisi statistica • la stesura dei report e la divulgazione di pieno campo.5.3.1 Pool di cultivar oggetto di indagini nel 2012.Di tutte le numerose cultivar di melo e piccoli frutti presenti nei campi sperimentali delle 4UU.OO. partner del progetto per le attività di pieno campo, ne verrà considerato un pool, chesarà costituito da 40 cultivar di melo, 20 cultivar di lampone bifero ed unifero, 4 cultivar dirovo e 10 cultivar di mirtillo. Tali genotipi, che saranno per la quasi totalità comuni a tutte lequattro UU.OO. del progetto, saranno scelti tra quelli con potenziale importanza per gliambienti colturali Lombardi e possibilmente tra quelli presenti anche nelle Liste varietalinazionali.5.3.2 Ampliamento dei campi varietali e recupero fallanzeL’ampliamento annuale dei campi confronto varietale rappresenta una normale attività delprogetto poiché abbastanza regolarmente il miglioramento genetico mette a disposizionenovità varietali meritevoli di valutazione comparativa. Quindi anche per il 2012 è previsto diampliare tali campi con le novità messe a disposizione sia dal Coordinatore del gruppo Listevarietali del MIPAF, sia con quelle nuove cultivar disponibili presso vivaisti specializzati italianie stranieri. Considerando sia gli impianti di melo, sia quelli di piccoli frutti, si stima cheverranno introdotte non più di 10 novità varietali. Le relative piante verranno opportunamenteconcentrate presso una delle U.O. del progetto la quale provvederà per tempo a distribuirlaalle altre UU.OO. coinvolte.Le diverse UU.OO. predisporranno gli spazi necessari all’impianto delle nuove piante, cheverranno poste a dimora con un protocollo comune a tutte le UU.OO. e che, comunque,seguirà tutte le buone pratiche agricole necessarie all’impianto, ossia analisi del terreno,lavori preparatori di sistemazione e messa a dimora, concimazione, irrigazione, ecc.Verrà anche effettuato il recupero delle fallanze, dopo la valutazione dei possibili danni dagelo che l’inverno 2011-2012 può avere causato. Tale recupero si effettuerà con lasostituzione delle piante morte o irrimediabilmente danneggiate che fan parte di repliche dicultivar in prova particolarmente interessanti. Considerando che non sono ancora disponilidati sull’effetto del freddo invernale, ad oggi si stima che nel complesso di tutte le 4 UU.OO.del progetto, per il melo ed i piccoli frutti, saranno da recuperare almeno 120 piante.5.3.3 Conduzione dei campi varietaliTutte le UU.OO. attueranno le pratiche agronomico-colturali finalizzate ad ottenere i massimirisultati agronomici e produttivi delle piante in prova effettuando con tempestività edaccuratezza le operazioni colturali necessarie, ossia la potatura estiva ed invernale, diserboe concimazione , diradamento delle mele, inerbimento controllato ed irrigazione. Per quantoriguarda la difesa, in particolare, verranno seguiti protocolli di lotta integrata, che nel caso dell’U.O. Fojanini di Sondrio sono presenti per il melo nei disciplinari di produzione locale. Nelcaso specifico delle cultivar resistenti alla ticchiolatura, inoltre, non verranno effettuatitrattamenti di alcun tipo contro tale fungo, neppure se consentiti dal protocollo di produzionebiologica. Pertanto per tali cultivar la difesa sarà molto semplificata e specifica contro altreavversità biotiche.
  • 5.3.4 Rilievi e campionamenti dei fruttiDi seguito per ciascuna specie viene riportata la serie di rilievi e campionamenti prevista dalprogetto. MeloLa caratterizzazione delle cultivar di melo e la valutazione della loro performances nei diversiambienti colturali si attua attraverso la sistematica osservazione di parametri vegetativi,agronomico-colturali, fenologici, fitopatologici, produttivi e di qualità dei frutti sia alla raccoltasia dopo un congruo periodo di conservazione in Atmosfera Normale (=AN) o in AtmosferaControllata (=A.C.). Tali parametri sono concordati tra tutte le UU.OO., partner operativi dipieno campo del progetto, e sono per la gran parte coincidenti con quelli previsti dalle schedepomologiche ministeriali del progetto MIPAF “Liste di orientamento varietale dei fruttiferi-melo”, che nello specifico del melo ne enumera ben 66.Più precisamente tra i parametri vegetativi vengono considerati la vigoria della pianta e ladensità del fogliame, tra quelli agronomici l’entità della fioritura, l’habitus di fruttificazione el’entità della cascola, tra quelli fenologici l’epoca di fioritura e di maturazione, tra quellifitopatologici sia la suscettività alle tipiche avversità biotiche di pianta e frutto, sia quella adimportanti avversità abiotiche di tipo climatico (es. brinate tardive). Tutti questi parametriverranno rilevati nel corso della stagione vegeto-produttiva su tutte le piante di ogni cultivar.Tra i parametri produttivi, invece, verrà registrata la produzione unitaria, mentre tra quelliqualitativi su campioni rappresentativi della produzione verranno effettuate analisi fisico-chimiche sia alla raccolta, sia dopo un congruo periodo di conservazione frigorifera.Quest’ultimo controllo qualitativo verrà effettuato su quelle cultivar di cui non si disponeancora di osservazioni post raccolta. Per le nuove cultivar non ancora in produzione ci silimiterà ad osservazioni sul comportamento agronomico e fenologico della pianta.In particolare per quanto riguarda la valutazione delle caratteristiche qualitative delleproduzioni il protocollo previsto è di seguito riportato. • Raccolta dei frutti in diversi stadi di maturazione. Per tutte le cultivar, a partire dalla terza/quarta stagione vegeto-produttiva, la raccolta dei campioni si articola in 2-3 stacchi in funzione dell’epoca ottimale di raccolta: in particolare lo stacco centrale si posiziona nell’esatto momento di maturazione, mentre il primo e il terzo si collocano rispettivamente in anticipo e in ritardo di una settimana. • Ad ogni raccolta la campionatura per le analisi viene effettuata scegliendo frutti omogenei fra loro per un totale di 20 frutti per cultivar e per raccolta. In corrispondenza dello stacco centrale, tuttavia vengono effettuati due campioni omogenei costituiti da 20 frutti ciascuno, prelevati nella stessa posizione dell’albero. • In corrispondenza dello stacco centrale, successivamente, dei campioni di frutti uno viene analizzato subito dopo la raccolta, mentre l’altro viene frigoconservato per essere analizzato dopo un congruo periodo di stoccaggio. • I parametri controllati alla raccolta sono: pezzatura, intesa come peso e dimensione, diametro polare ed equatoriale, colorazione dell’epidermide a stima o mediante colorimetro Minolta, durezza della polpa con penetrometro (Kg), contenuto in amido (scala EUROFRU), zuccheri (°Brix) ed acidi (meq/100g), percentuale di sovraccolore rosso, nelle varietà colorate, ed incidenza della rugginosità, nonché di eventuali fisiopatie quali butteratura amara, vitrescenza, etc. In particolare le UU.OO. Di.Pro.Ve. di Milano e Fojanini di Sondrio effettueranno le analisi relative ai parametri peso, durezza, residuo secco rifrattometrico e l’acidità in modo automatico con l’apparecchiatura nota come “Pimprenelle”. • Alcuni dei succitati parametri ed in particolare il numero d’amido, la durezza ed il grado rifrattometrico sono simultaneamente utilizzati per la messa a punto dell’indice di raccolta di Streiff, ossia di uno strumento operativo utile per la determinazione degli indici di raccolta. • Dopo la frigonservazione vengono effettuate per tutti i campioni di ogni cultivar le medesime analisi fisico-chimiche condotte alla raccolta, eccetto quella relativa al contenuto d’amido. • Tutte le cultivar in osservazione vengono anche valutate dal punto di vista organolettico con assaggi al momento delle analisi e panel test per la determinazione di
  • parametri quali la consistenza della polpa, la succosità, la croccantezza , la dolcezza, l’acidità e l’aroma. • In particolare l’U.O. di Piacenza effettua valutazioni organolettiche su campioni di melo dopo la conservazione potendo disporre di un panel locale di produttori all’uopo addestrati. Piccoli fruttiAnche per questo gruppo di specie, ossia lampone, rovo e mirtillo sono previsti rilievi relativi aparametri vegetativi, fenologici, fitopatologici, produttivi e di qualità dei fruttiIn particolare per ogni cultivar di lampone e rovo i parametri considerati sono di seguitoriportati. • Parametri vegetativi: numero, altezza, portamento, diametro e colore dei tralci, spinosità, colore e consistenza delle spine, vigore del cespuglio, attività pollonifera e numero di rami anticipati. • Parametri fenologici: inizio e fine fioritura, inizio e fine maturazione • Parametri fitopatologici: suscettività alla principali avversità biotiche della pianta e dei frutti • Parametri produttivi: produzione parcellare che nel caso delle cultivar bifere a cui verrà praticato il taglio raso riguarderà ovviamente solo la produzione sui polloni dell’anno. • Parametri qualitativi. peso dei 100 frutti, volume dei frutti, contenuto in zuccheri (°Brix), acidità del succo, facilità di distacco dal ricettacolo, forma, colore epicarpo, uniformità colore epicarpo, colorazione antocianica del peduncolo, sgranabilità, accessibilità alla raccolta, forma e colore del ricettacolo, caratteristiche gustative.Per ogni cultivar di mirtillo gigante i parametri sopra riportati sono leggermente modificati vistoil diverso habitus vegeto produttivo di questa specie rispetto alle due precedenti.In particolare i parametri vegetativi considerati riguarderanno: vigore, altezza e diametro delcespuglio, numero, altezza e diametro dei polloni e relativa entità per cespuglio, parametrimorfologici e cromatici delle foglie e dei germogli. Tuttavia relativamente ai parametrifenologici, fitopatologici, produttivi e qualitativi per le cultivar di questa specie verrannoutilizzati gli stessi già elencati precedentemente.5.3.5 Frigoconservazione delle meleCome precedentemente riferito, alla raccolta delle mele vengono allestiti 2-3 campioniomogenei di 20 frutti ciascuno. Uno di essi viene analizzato immediatamente entro le 24 oredalla raccolta, l’altro, o gli altri due, vengono sottoposti a frigoconservazione previanumerazione e pesatura dei singoli frutti. La frigoconservazione si attua +1°C in A.N.(UU.OO. di Milano, Piacenza e Minoprio) e a +1-2 °C in A.C. (U.O. di Sondrio) per un periododi 3-5 mesi dalla raccolta. Alla fine di tale periodo e dopo una successiva settimana di shelflife, ossia di stoccaggio fuori dal frigo a temperatura ambiente, vengono ripetute le analisifisico chimiche. Per quanto riguarda l’U.O di Sondrio, la frigoconservazione dei diversicampioni, viene effettuata in celle frigorifere ad A.C. ad una temperatura di 1-2 °C. Tali celleper L’U.O. di Sondrio sono ubicate presso la struttura della Cooperativa Ortofrutticola AltaValtellina (COAV).5.3.6. Organizzazione dei dati di pieno campo ed analisi statisticaPer ogni cultivar e replica i dati ottenuti nel corso dei rilievi di pieno campo e di laboratoriosono trasferiti su supporto informatico. Al riguardo verrà predisposta un “griglia” comune atutte le UU.OO. per la raccolta dati su foglio excel. Ciò, infatti, consentirà di sottoporre leinformazioni numeriche raccolte all’analisi statistica e di procedere agevolmente al confrontodei risultati ottenuti dalle diverse UU.OO. del progetto regionale.5.3.7 Progettazione attività divulgativa e divulgazione di pieno campoAl termine delle prove si potranno trarre conclusioni comuni a tutte le UU.OO. e per i genotipidi cui si dispone di un numero minimo di anni di rilievi si potranno allestire schede varietaliutilizzabili per la divulgazione dei risultati della sperimentazione. Tali schede varietali
  • riporteranno la tipologia di informazioni sotto indicata negli schemi per il melo ed i piccoli frutti Voci della scheda Melo Origine della cultivar, detentore del brevetto ed altri nomi commerciali vigoria, portamento, habitus vegetativo e Descrizione albero riproduttivo, rapidità di entrata in produzione Fenologia fioritura Produttività ed alternanza di produzione pezzatura, forma, colorazione e consistenza Frutto buccia, colore e caratteristiche organolettiche polpa Epoca raccolta Parametri oggettivi di qualità e maturazione peso frutto, acidità, residuo secco alla raccolta rifrattometrico, sopraccolore, durezza polpa sintesi del comportamento agronomico, vegeto-produttivo e delle caratteristiche Giudizio d’insieme qualitative della produzione in riferimento a cultivar tradizionali di riferimento Voci della scheda Piccoli Frutti Origine della cultivar, detentore del brevetto ed altri nomi commerciali vigoria, portamento e morfologia tralci/polloni/ Caratteristiche vegetative rami; morfologia foglie Caratteristiche fenologiche inizio fioritura/e e raccolta/e, durata raccolta/e densità fiori, forma, peso, colore, facilità Caratteristiche riproduttive produttive distacco frutti; forma e colore ricettacolo (per lamponi) sensibilità o resistenza ad avversità biotiche e/ Caratteristiche agronomico-colturali o abiotiche, produttività, facilità raccolta acidità e residuo secco rifrattometrico, Caratteristiche qualitative frutto caratteristiche organolettiche, resistenza alle manipolazioni, attitudine alla trasformazione. sintesi del comportamento agronomico, vegeto-produttivo e delle caratteristiche Giudizio d’insieme qualitative della produzione in riferimento a cultivar tradizionali di riferimento5.4 Tempistica delle attività ATT GE MA MA AG NO IVIT FEB APR GIU LUG SET OTT DIC N R G O V À’ Pool di culti var ogg 5.3. etto X X 1 di inda gini nel 201 2 Sele zion ee scelt a del 5.3. mat X X X X 2 erial e da mett ere a dim ora
  • 201 2 Sele zion ee scelt a del5.3. mat X X X X 2 erial e da mett ere a dim ora Distr ibuzi one del mat5.3. erial X X X 2 e alle uu.o o.co invol te Con duzi one5.3. dei X X X X X X X X X X 3 cam pi vari etali Con trolli veg etati vi5.3. agro X X X X X X X X X 4 nom ici e fitos anit ari Rilie vi5.3. feno X X X X X X X X X 4 logic i Rilie5.3. vi X X X X X X 4 prod uttivi Cam pion ame nti e anal isi5.3. fisic X X X X X X 4 o- chim iche alla racc olta Anal isi
  • X X X X X X 4 prod uttivi Cam pion ame nti e anal isi5.3. fisic X X X X X X 4 o- chim iche alla racc olta Anal isi5.3. qual X X X X X X 4 itativ e frutti Pre para zion e cam pion5.3. i X X X X X X X 5 mel ee frigo con serv azio ne Anal isi cam pion i mel e in post5.3. - X 4 con serv azio ne prod uzio ne 201 1 Anal isi cam pion i mel e in post5.3. - X X X 4. con serv azio ne prod uzio ne 201 1
  • 201 1 Anal isi cam pion i mel e in post 5.3. - X X X 4. con serv azio ne prod uzio ne 201 1 Elab oraz ione dati 5.3. prod X X X X X X 6 uzio ne 201 1 Riun ioni di verifi ca e X X X coor dina men to Com pilaz ione dell e sch 5.3. ede X X X X X X 7 vari etali prod uzio ne 201 15.5 Iniziative di informazione e trasferimento dei risultatiNel corso del 2011 le principali iniziative di divulgazione e di trasferimento dei risultati sonostate le seguenti: Scegliere la cultivar di L’Informatore Agrario 1 lampone, mirtillo e 20/2011 rovo per il 2011. Scegliere la varietà di Articoli L’Informatore Agrario 2 melo con le Liste 46/2011 2011. Dal mirtillo alla mora, Lombardia Verde 3 tanti piccoli frutti da Luglio-Agosto/2011 coltivare. Visita tecnica ai campi di melo della Ponte V. (SO), 4 Giornate dimostrative liste di orientamento 6/10/2011
  • Lombardia Verde 3 tanti piccoli frutti da Luglio-Agosto/2011 coltivare. Visita tecnica ai campi di melo della Ponte V. (SO), 4 Giornate dimostrative liste di orientamento 6/10/2011 varietale Liste Varietali Fragola Liste varietali piccoli e Piccoli frutti 2011 – 5 frutti 2011 S. Michele all’Adige Comunicazioni (TN), 24/8/2011 presentate a Progetto Liste di convegni Aggiornamento orientamento nazionale e locale 6 varietale, Gruppo di delle varietà di melo per i nuovi impianti lavoro mele e pere - Sondrio, 6/10/2011 http:// www.ersaf.lombardia.i t/servizi/Menu/ dinamica.aspx? 7 Sito ERSAF idArea=16946&idCat =21189& ID=21202&TipoElem ento=Categoria Pagine web http:// www.riccagioia.it/ 8 Sito Riccagioia SCPA ricerca-e-innovazione/ ricerca/ http:// fondazionefojanini.pr Sito Fondazione 9 ovincia.so.it/ Fojanini frutticoltura.asp#in_c orso 10 Orticola Milano, maggio 2011 Frutti e colori Minoprio (CO), 11 d’autunno ottobre 2011 Luvinate (VA), 12 Una mela al giorno 1-2/10/2011 Sagra dell’uva e della Villa di Tirano (SO), 13 Mostre pomologiche mela 7-9/10/2011 Morbegno (SO), 14 Fiera del Bitto 14-16/10/2011 Fagnano Olona (VA), 15 Sagra di Pomm novembre 2011 Festa dell’Agricoltura 16 Milano, 11/11/2011 LombardaRelativamente alle iniziative di informazione e trasferimento nel 2012 si prevedono attivitàcollegiali di trasferimento che come già detto riguarderanno: • alla fine di ogni anno di sperimentazione, la formulazione di Liste varietali regionali per il melo e per ciascuna delle tre specie di piccoli frutti in sperimentazione e la redazione di schede riassuntive della performance delle cultivar in prova. Le schede divulgative relative alle liste varietali regionali sono concepite come un agile strumento informativo soprattutto per coloro che si approcciano per la prima volta alla filiera. Saranno perciò sintetiche, ma rigorose ed informative privilegiando l’aspetto iconografico e potranno essere pubblicate dal periodico regionale Lombardia Verde; • annualmente i risultati verranno anche trasmessi ai coordinatori nazionali del progetto Liste varietali MiPAF per la relativa pubblicazione annuale dei dati collegiali. Le liste varietali nazionali sono normalmente pubblicate su riviste tecniche ad ampia tiratura e normalmente lette da studenti, agricoltori, tecnici, ricercatori, ed anche hobbisti. In questa maniera, seppur non con un’azione specifica regionale è resa possibile la divulgazione ad un’ampia platea di lettori; • alla fine di un triennio di sperimentazioni sarà inoltre possibile redigere 1 articolo su riviste tecniche a tiratura nazionale. Le pubblicazioni su riviste tecniche e scientifiche sono, ovviamente, rivolte a ricercatori e tecnici che si occupano delle
  • problematiche varietali, colturali e tecnologiche delle specie qui considerate. Con tali pubblicazioni si intende contribuire all’ampliamento dello stato delle conoscenze sugli argomenti trattati.Inoltre, le singole UU.OO. hanno in programma per il 2012 le attività seguito riportate durantele quali verranno informati e trasferiti i risultati del progetto ai potenziali utenti.5.6.1 Fondazione Fojanini di Studi Superiori di Sondrio • Lezioni ed incontri tecnici durante il periodo invernale agli studenti della scuola di Periti agrari presente a Sondrio; • incontri tecnici con ditte specializzate in agrofarmaci per aggiornamenti e diffusione di nuove molecole da utilizzare in frutticoltura e organizzati presso la sede della Fondazione Fojanini; • partecipazione alla stesura delle Liste di orientamento varietali Melo (Bologna, marzo); • partecipazione alla stesura delle Liste di orientamento varietali Piccoli Frutti; • partecipazione alla stesura delle Liste di orientamento varietali Ciliegio (Roma, febbraio); • incontro ormai annuale presso la Fondazione Fojanini dal nome “Porte Aperte” dove si presenta l’attività del settore frutticolo; • visite guidate ai campi sperimentali di studenti, colleghi tecnici del Trentino Alto Adige, vivaisti, frutticoltori e di persone interessate che ne faranno richiesta; • concorso la mela migliore di Valtellina che si tiene presso la sagra della mela e dell’uva a Villa di Tirano; • allestimento di mostre pomologiche presso la sagra della Mela e dell’Uva di Villa di Titano e la fiera del Bitto di Morbegno; • raccolta e stoccaggio della collezione varietale melo per le mostre pomologiche di Varese, Domodossola e Minoprio; • assaggio tramite panel addestrato Onafrut (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Frutta) sezione di Sondrio delle frutta in sperimentazione del progetto Liste di orientamento varietale per il melo e i piccoli frutti in Lombardia sedute settimanali.5.6.2 Fondazione MinoprioMostre pomologiche all’interno di manifestazioni, divenute ormai appuntamenti fissi, in cui laFondazione divulga la sua attività di sperimentazione: • Fiori&Colori di primavera, aprile e maggio Manifestazione primaverile della Fondazione Minoprio; • Orticola, Giardini pubblici di Via Palestro (Milano), maggio Mostra mercato di fiori&piante insolite • Agrinatura, Lariofiere (Erba - CO), giugno Ecologia e cultura del territorio; • Flormart Miflor, Padova Fiere, settembre Salone Internazionale Florovivaismo, Attrezzature e Giardinaggio; • Orticolario, Villa Erba (Cernobbio), ottobre, Mostra mercato di fiori&piante insolite; • Frutti&Colori d’autunno, ottobre Manifestazione autunnale della Fondazione Minoprio; • Cuirone di Vergiate (VA), ottobre Mostra agricola, naturalistica, ambientale e di civiltà contadina; • Sagra di Pomm, Fagnano Olona, novembre Mostra di mele e frutti autunnali; • Festa della Zucca - Gavirate (VA) Mostra pomologica e zucche; • Ottobre Caldanese - Caldana (VA) Mostra di zucche e mele; • Mostra pomologica e zucche - Albizzate (VA).L’attività di sperimentazione della Fondazione Minoprio è inoltre divulgata attraverso il sito
  • internet www.fondazioneminoprio.it.5.6.3 Istituto Frutti-viticoltura di Piacenza • Visite guidate ai campi sperimentali di studenti e di persone interessate che ne faranno richiesta; • partecipazione ad incontri nazionali con le altre UU.OO. per rendere visibile l’attività in progetto; • presentazione dei risultati della sperimentazione a Convegni nazionali o internazionali; • pubblicazione di articoli su Riviste a carattere nazionale o internazionale • utilizzazione dei dati sperimentali per elaborazione e compilazione di tesi di Laurea5.6.4. Di.Pro.Ve. di Milano • Partecipazione ad alcune delle manifestazioni organizzate dalle UU.OO. di Sondrio e di Minoprio; • visite guidate di studenti e eventuali altre persone interessate che ne facciano richiesta, ai campi sperimentali; • utilizzazione dei dati sperimentali per elaborazione e compilazione di tesi di Laurea; • presentazione dei risultati della sperimentazione a Convegni nazionali o internazionali; • pubblicazione di articoli su Riviste a carattere nazionale o internazionale. 6. DOTAZIONI DISPONIBILI E PERSONALE COINVOLTOVengono di seguito riportate per ogni U.O. le relative disponibilità di mezzi ed attrezzature perlo svolgimento delle attività in progetto.U.O. Di.Pro.Ve. di MilanoL’azienda sperimentale F. Dotti di Arcagna è dotata di tutte le attrezzature necessarie per laconduzione dei campi sperimentali. Il Dipartimento di Produzione vegetale, cui afferisce lasez. di Coltivazioni Arboree, è dotata di laboratori attrezzati per lo svolgimento di tutte leanalisi fisico-chimiche dei frutti e di celle frigorifere ad atmosfera normale(AN) e ad atmosferacontrollata (AC) computerizzate per lo studio delle condizioni ottimali di conservazione deifrutti.Per l’elaborazione dei dati sono disponibili computer e software adeguati.U.O. Istituto di Frutti viticoltura U.C.S.C. di PiacenzaPresso l’azienda ospitante i campi sperimentali sono in dotazione tutti i macchinari (fresatrici,trinciatrici) e le attrezzature (carri raccolta, distributori fitofarmaci e concimi) necessari per laconduzione agronomica dei medesimi. I laboratori, inoltre, dispongono di tutte lestrumentazioni ed apparecchiature (bilance, dinamometri, carpometri, titolatori, rifrattometri)utili all’effettuazione delle analisi fisico-chimiche previste dal protocollo. Presso gli uffici sono adisposizioni computer e software per l’elaborazione dei dati raccolti.U.O. Fondazione Fojanini di SondrioLa Fondazione Fojanini ha in dotazione la strumentazione di base utilizzata per losvolgimento delle attività quotidiane di routine (personal computer, uffici, mezzi di trasporto edi lavoro nei campi) e un’azienda agricola di tipo sperimentale dotata di tutte le attrezzaturenecessarie per lo svolgimento delle operazioni colturali. Per l’analisi in serie dei campioni dimele prelevati in campo la Fondazione Fojanini ha la possibilità di usufruire di una modernamacchina, la Pimprenelle, resa disponibile dalla COA.Per ciò che riguarda la conservazione dei campioni sperimentali vengono utilizzate cellefrigorifere ad atmosfera controllata presenti, sia presso il Di.Pro.Ve., che presso la COAV,dove vi è anche la possibilità di effettuare prove di conservazione con la moderna tecnologiaconosciuta come ULO (Ultra Low Oxigen) che grazie a bassissimi tenori di ossigenoall’interno delle celle consente una conservazione della frutta per periodi più lunghi in ottimecondizioni. Per espletare in modo completo l’indagine sperimentale prevista dal progetto, laFondazione Fojanini si avvarrà del noleggio di apparecchiature specifiche e all’avanguardia.U.O. Fondazione Minoprio di Vertemate con Minoprio
  • Possiede i terreni e le macchine agricole quali trattori, rimorchi, trincia, botti per il diserbo perlo svolgimento di alcune delle operazioni colturali, attrezzature per svolgere analisi qualitativesui frutti (Rifrattometro, penetrometro, bilancia), computer e programmi per l’elaborazione deidati.6.1 Personale coinvoltoIl personale complessivamente impegnato nelle attività sopra riportate è quello indicato nelseguente schema. QUALIFICA/ ENTE PERSONALE ATTIVITÀ FUNZIONE C.A. Panont Direttore Direzione generale Riccagioia S.C.p.A. Programmazione e R. Pontiroli Tecnico laureato controllo Responsabile Ricercatore scientifico, M.C. Piagnani confermato coordinamento attività U.O. Rilievi in campo e in Di.Pro.Ve. - Unimi laboratorio, G. Granelli Tecnico laureato elaborazioni statistiche dati raccolti Rilievi in campo e in M. Gibin Tecnico laboratorio Responsabile scientifico, Ricercatore coordinamento V. Ughini confermato attività generale e di Istituto Fruttiviticoltura U.O., elaborazioni U.C.S.C. Piacenza statistiche dati raccolti Rilievi in campo e in M. Lavagni Tecnico a contratto laboratorio Rilievi in campo e in D. Emanuelli Tecnico a contratto laboratorio Coordinamento attività U.O., rilievi in Responsabile settore campo e in L. Folini frutticoltura laboratorio ed elaborazioni statistiche dati raccolti Fondazione Fojanini Responsabile A.Cappelletti Analisi di laboratorio di Studi superiori laboratorio Lavoro nei campi da definire Operaio sperimentali Responsabile M. Ghilotti Contabilità amministrativo Pioanificazione della M. Salvetti Responsabile Difesa difesa fitosanitaria Responsabile centro Coordinamento I. Perego agricolo attività U.O Rilievi in campo e in laboratorio ed F. Cattaneo Tecnico laureato elaborazioni statistiche dati raccolti Rilievi in campo e in Fondazione Minoprio laboratorio ed A. Colombo Tecnico laureato elaborazioni statistiche dati raccolti Gestione campi G. Salvan Tecnico diplomato sperimentali, rilievi in campo Gestione campi P. Clerici Operaio sperimentali
  • 7. DATI FINANZIARIDescrizione dei costi - Anno 2012 Importo €RICCAGIOIAPersonale (Direzione)Spese generali TotaleDipartimento di Produzione Vegetale dell’Università degli Studi di Milano(Di.Pro.Ve.)PersonaleMissioniSpese di esercizio (gestione campisperimentali, antiparassitari,concimi,reagenti)Spese per servizi e consulenze (potatori,raccoglitori, analisi, elaborazione dati)Spese generali TotaleIstituto di Frutti-Viticoltura Università Cattolica Sacro Cuore di PiacenzaPersonaleMissioniSpese di esercizio (gestione e ampliamentocampi sperimentali)Spese per servizi e consulenze (analisichimiche e fisiche e qualitative, elaborazionedati)Spese generali TotaleFondazione Fojanini di Studi Superiori di SondrioPersonale : di ruolo (responsabile settorefrutticoltura, tecnico di laboratorio,responsabile settore difesa) ed avventizio(operai agricoli)Missioni (incontri di aggiornamento tecnico,visite ai campi sperimentali, partecipazionea convegni, n. 4-5 incontri con il gruppo dilavoro regionale e n. 2 con il gruppo dilavoro nazionale)Spese di esercizio (gestione campisperimentali; acquisto materiale perampliamento e mantenimento campi, analisifrutta; divulgazione; noleggio attrezzature)ConsulenzeSpese generali TotaleFondazione Minoprio (CO)Personale (responsabile centro agricolo,tecnico laureato, tecnico diplomato, operaiospecializzato)MissioniSpese di esercizio (spese per la gestioneed ampliamento dei campi sperimentali,divulgazione )Spese per servizi e consulenze (analisichimiche fisiche e qualitative pressolaboratori esterni, spese per lavorazioniconto terzi nel frutteto)
  • ed ampliamento dei campi sperimentali, divulgazione ) Spese per servizi e consulenze (analisi chimiche fisiche e qualitative presso laboratori esterni, spese per lavorazioni conto terzi nel frutteto) Spese per materiale durevole (ammortamento impianti) Spese generali Totale COSTO TOTALE PROGETTO CONTRIBUTO REGIONE LOMBARDIA Dettaglio cofinanziamento Ente cofinanziatore Dipartimento di Produzione Vegetale dell’Università degli Studi di Milano. Istituto di Frutti-Viticoltura dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza Fondazione Fojanini di Studi Superiori di Sondrio Fondazione Minoprio (CO) TotalePROGETTO N. 5GESTIONE DELL’AZIENDA SPERIMENTALE RICCAGIOIA COMPRENSIVA DIC OL L EZION I VAR IETAL I, VIGN ETI SPER IMEN TAL I E C AN TIN A D IMICROVINIFICAZIONE.- Anno 2012ACRONIMOGESPRI 1. premessaA partire dagli anni ’80 la consapevolezza di dover porre in atto una politica di salvaguardiadella biodiversità, ha indotto la Direzione Generale Agricoltura della Regione Lombardia asostenere ricerche che contemplavano l’allestimento di collezioni varietali di vite e fruttiferi arischio di estinzione, collegate a progetti di miglioramento genetico e sanitario. Nel 1985, suiniziativa del Dipartimento di Produzione Vegetale dell’Università di Milano, presso l’aziendasperimentale Riccagioia di Torrazza Coste, si è iniziato l’impianto di una collezione mondialedi vitigni, di cui molti sono di antica coltivazione, ritrovati a livello di reliquie in diverse zoneviticole. Nello stesso anno la Camera di Commercio di Pavia ha sostenuto un’iniziativa privataper il recupero di vecchie varietà di meli e peri nell’Oltrepò Pavese occidentale, a cui il centrodi Riccagioia ha collaborato, ospitando una delle prime collezioni di antico germoplasmafrutticolo in Italia. Contemporaneamente sono stati allestiti semenzali ottenuti da incrocio ecampi di comparazione clonale, da parte delle Università di Piacenza e di Milano impegnate instudi di miglioramento genetico e sanitario, per la registrazione di nuovi cloni e varietà diinteresse per la viticoltura regionale..Riccagioia è sede storica di campi collezione e in virtù di questo, nel 2007, le è statoriconosciuto un ruolo strategico di coordinamento regionale degli studi di miglioramentogenetico riuniti nel progetto Migliorvite a cui partecipano, oltre alle sopra citate Università,anche il Centro vitivinicolo di Brescia e la Fondazione Fojanini di Sondrio. Nel 2011, primoanno di gestione dell’azienda agricola, Riccagioia si è impegnata a ristrutturare gli impianti,razionalizzarne la gestione e a far collimare le esigenze di produttività con quelle finalizzatealla conservazione della biodiversità, del miglioramento geneticoIl mantenimento di questo patrimonio genetico viticolo e frutticolo comporta costi di gestione
  • ben superiori ai ricavi conseguenti alla vendita dei prodotti ottenuti in quanto, né la qualità néla quantità delle uve e della frutta hanno una valenza commerciale assimilabile a produzioniviticole a denominazione di origine o a coltivazioni di frutta da destinare al mercato.Negli ultimi anni, infatti, la D.G. Agricoltura ha riconosciuto per il mantenimento delle collezioniun contributo finanziario, che è stato utilizzato per il completamento della palificazione, lasostituzione di fallanze, l’arricchimento del terreno con concimi e ammendanti, oltre allenormali operazioni colturali, che hanno portato a una maggiore efficienza agronomica degliimpianti.I vigneti di Riccagioia sono inseriti in un ambito aziendale complessivo di circa 51.89.75 ettari,i cui costi di gestione sono quantificati nel presente piano operativo, così suddiviso: • Vigneti ha 17.26.13, di cui: -ha 02.62.07 di collezioni di cloni e varietà nazionali ed internazionali, -ha 02.54.72 di campi di selezione clonale (progetto Migliorvite) afferenti a UNIMI, -ha 02.64.50 di campi di selezione clonale e nuovi incroci afferenti a UNIPC; • Nuovi impianti vigneti ha 01.90.00 • Frutteto vecchie varietà di melo e pero ha 00.36.00 • Frutteto obsoleto in fase di espianto ha 00.70.00 • Seminativo ha 27.81.12 • Tare improduttive e fabbricati ha 03.86.50 2. Obiettivi e Risultati attesiIl progetto, che per quanto riguarda il mantenimento delle collezioni rientra nelle attivitàcontinuative che si svolgono da anni presso l’azienda sperimentale Riccagioia, è articolatosecondo obiettivi diversi in relazione agli impianti interessati, obiettivi che possono esserecosì riassunti: ! ottimizzazione delle superfici destinate a vigneto ai fini dell’aumento della produttività aziendale; ! conservazione e recupero della biodiversità genetica in viticoltura e frutticoltura delle collezione dei vitigni locali, nazionali e internazionali afferenti a UNIMI e frutteto vecchie varietà di melo e pero; ! mantenimento dei campi di confronto clonale e dei semenzali ottenuti da incrocio afferenti al progetto per il miglioramento genetico e sanitario della vite in Lombardia (Migliorvite); ! caratterizzazione enologica di cloni e varietà in purezza e in uvaggio; ! produzione di basi spumante a confronto utilizzando vitigni classici regionali, nuove varietà ottenute da incrocio, vitigni aromatici in collezione; ! produzione di diverse tipologie di vini rappresentativi della viticoltura regionale finalizzata all’utilizzo in eventi e attività di Riccagioia; ! elaborazione dati sensoriali e costruzione profili organolettici dei vini; ! sviluppo di attività didattiche e dimostrative. 3. RICADUTA E DESTINATARI DEI RISULTATIIl mantenimento degli impianti sperimentali (collezioni varietali, campi di comparazione clonalee varietale e campi di omologazione clonale) è funzionale alla continuazione del progettoMigliorvite e di un programma strutturale e permanente di conservazione e valorizzazionedella biodiversità viticola e frutticola presso l’azienda Riccagioia a vantaggio della collettività,nonché delle attività dimostrative della potatura e della meccanizzazione.I destinatari che più in particolare possono beneficiare dell’attività del progetto sono glioperatori vitivinicoli e frutticoli, i tecnici dei servizi di assistenza tecnica, gli studenti e tutti gliutenti di iniziative correlate a carattere dimostrativo, divulgativo e didattico.Gli effetti positivi di una maggiore capacità produttiva si riflettono in maggiori entratefinanziarie nel bilancio di Riccagioia S.C.P.A.
  • 4. PIANO DI ATTIVITA’ anno 2012Lo svolgimento del programma operativo del progetto prevede l’esecuzione delle operazionicolturali su tutta l’azienda, ricorrendo integralmente a una ditta specializzata in lavori agricolimeccanizzati, con apposito contratto che prevede la programmazione delle operazioni per ilmantenimento delle seguenti superfici.Collezioni: • Cloni varietà italiane: n. 20 varietà x n. 5 cloni x n. 20 piante (ha 00.52.07) • Varietà nazionali e internazionali: n. 634 varietà x n. 5 piante (ha 01.50.00). • Vitigni di antica coltivazione dell’Oltrepò Pavese: n. 62 varietà x n. 10 piante (ha 00.20.00) • Vitigni di antica e attuale coltivazione della provincia di Brescia: n. 30 varietà n. 10 piante per varietà (ha 00.08.00). • Vitigni di antica coltivazione della Valtellina: n. 20 varietà x n. 10 piante (ha 00.10.00). • Vitigni di antica coltivazione della provincia di Bergamo: n. 20 varietà x n. 10 piante (ha 00.02.00) • Vitis vinifera ssp silvestris: n. 120 varietà x n. 5-6 piante (ha 00.20.00) per complessivi ha 02.62.07.Campi di selezione clonale (progetto Migliorvite) afferenti a UNIMI (ha 02.54.72).Campi di selezione clonale e nuovi incroci afferenti a UNIPC (ha 02.64.50).Campi di confronto cloni omologati di varietà coltivate in Lombardia: n. 12 vitigni, 5 cloni pervitigno, 100 piante per clone, 500 piante per varietà (ha 01.83.50).Campo di confronto cloni di Pinot Nero per la vinificazione in rosso: n. 21 cloni, 240 piante (ha01.54.00).Combinazioni vitigno/portinnesto: n. 2 vitigni (uno a bacca rossa ed uno a bacca bianca,)moltiplicati su diversi tipi di portinnesti (ha 01.26.00).Forme di allevamento: n. 10 forme x n. 2 varietà di vite (Riesling Renano e CabernetSauvignon) (ha 00.32.00).Caratterizzazione agronomica ed enologica di n. 5 cloni di Riesling Italico e di n. 5 cloni diPinot Nero base spumante (ha 00.87.84)Vigneti sperimentali di varietà Lombarde per la produzione di uve, prove agronomiche e divinificazione (ha 03.61.50).La superficie totale investita a vigneto come sopra dettagliato è pari a ha17.26.13.Vecchie varietà di fruttiferi: n. 58 meli e n. 38 peri x n. 6 piante (ha 00.36.00).Affinché gli interventi fitosanitari possano risultare sempre efficaci e tempestivi, l’opportunitàdei trattamenti viene determinata in base all’andamento climatico (osservazione dei daticlimatici rilevati dalla stazione meteorologica installata in azienda) e ai controlli effettuati anchecon la supervisione della Sezione di Patologia Vegetale dell’Università di Milano e del ServizioFitosanitario Regionale (SFR).Nella scelta dei mezzi tecnici per la difesa e la fertilizzazione viene posta particolareattenzione all’impatto ambientale e la strategia produttiva è mirata alla prevenzionefitosanitaria, alla qualità dei prodotti e alla longevità degli impianti.Per quanto riguarda la collezione di varietà internazionali (ha 1.50.00) oltre ai nuoviimpianti di cui sotto, si attueranno le seguenti attività: ! piano di difesa fitosanitario adeguato che prevede: -il controllo dei vettori di virus e fitoplasmi per la salvaguardia dei vigneti adiacenti, -la valutazione delle resistenza di alcune accessioni nei confronti delle malattie fungine, con particolare riguardo alla peronospora con la sospensione dei trattamenti fino alla fine di giugno;
  • ! gestione delle piante risultate malata dal monitoraggio 2011 secondo un programma concordato tra l’Università degli Studi di Milano ed il SFR; ! vendemmia differita fino alla fine di ottobre per consentire la maturazione di tutti i vitigni/cloni; ! identificazione, caratterizzazione e fenotipizzazione di tutte le accessioni presenti e inserimento dei dati nel European Vitis Database. Questa attività verrà svolta da personale specializzato acquisito mediante apposita borsa di studio per giovani promettenti, per attività di ricerca del Centro interdipartimentale di ricerca per l’innovazione in Viticoltura ed Enologia - CIRIVE, il cui importo, per la parte relativa all’impegno e al tempo dedicati a questo progetto, verrà corrisposto all’Università degli studi di Milano da Riccagioia S.C.p.A. ! elaborazione di un piano di valorizzazione ai fini di una maggior fruibilità del patrimonio genetico conservato da parte di scuole, associazioni di categoria, gruppi d’interesse.Nella primavera 2012 si procederà allampliamento delle collezioni viticole per una superficiecomplessiva di ha 01.20.00 che potrà fruire degli aiuti previsti dal Piano Regionale diRistrutturazione e Riconversione vigneti in vigore (P.R.R.V.) e di ha 00.20.00 di portinnesti, diseguito dettagliato: ! collezione varietà basi spumante, nuove varietà ottenute da incrocio e cloni di recente registrazione (ha 00.50.00) in collaborazione con l’Università Cattolica di Piacenza; ! collezione vitigni aromatici (00.70.00) in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano;Allo scopo di completare la collezione delle varietà aromatiche si procederà alla raccolta dellemarze di alcuni vitigni presenti nella collezione di Riccagioia, per procedere ai relativi innesti,forzatura e paraffinatura presso azienda vivaistica di fiducia Golferenzo Guido – Stradella(PV) (che da anni collabora anche con il Nucleo di premoltiplicazione in qualità dirappresentante dell’associazione MIVA) e al successivo impianto in vivaio a Riccagioia.Inoltre allo scopo di poter procedere nel 2013 all’allestimento di un frutteto dimostrativo/produttivo, al fine di favorire la reintroduzione in coltivazione di vecchie varietà di pomacee diparticolare pregio si procederà alla scelta e preparazione del materiale di propagazione, alloscasso del terreno su una superficie e alla relativa fertilizzazione di pre-impianto.Infine per garantire la conservazione in sanità del prezioso germoplasma viticolo diRiccagioia si procederà durante tutta la stagione vegetativa al monitoraggio dellesintomatologie anomale, al campionamento di materiale vegetale e all’esecuzione diopportune analisi, allo scopo di verificare la presenza di virus e fitoplasmi della vite.Le superfici rimaste verranno coltivate a essenze erbacee in rotazione volte a conservare lafertilità del terreno in vista di futuri impianti di vite.Continuando con l’allestimento iniziato lo scorso anno della cantina di micro e mesovinificazione, quest’anno si provvederà all’acquisto di alcune attrezzature necessarie per lalinea di produzione spumanti e per le prove di vinificazione in barriques da 225 l.Nell’ambito del progetto verranno effettuate: ! vinificazioni in bianco in acciaio ! vinificazioni in rosso in acciaio ! vinificazioni in barriques ! produzione di due tipologie di spumante: una secondo metodo Classico e l’altra seguendo la metodologia di produzione del CruasèI vini prodotti saranno utilizzati a scopo promozionale in eventi e manifestazioni, a scoposperimentale in sedute di analisi sensoriale e in parte resi disponibili per l’acquisto.4.2 Iniziative di informazione e trasferimento dei risultatiAl fine di valorizzare il patrimonio genetico in conservazione rendendolo disponibile anche adutenze esterne si intende migliorare la comunicazione in occasione di visite didattiche edimostrative, attraverso l’elaborazione di un piano articolato di iniziative che coinvolgano ascuole, associazioni di categoria, gruppi d’interesse. Il dettaglio delle specifiche iniziative saràcomunicato nel corso del 2012Particolare evidenza sarà dedicata ad ogni iniziativa nel Portale Riccagioia, dove procederàanche l’inserimento delle schede descrittive delle accessioni viticole e frutticole presenti nelle
  • collezioni.Infine particolare rilievo assumerà la collezione internazionale attraverso l’inserimento dei datidescrittivi nello European Vitis Database. 5. Dotazioni disponibili E ATTREZZATURE NECESSARIEIn questo anno si intende focalizzare gli sforzi economici sul reperimento di attrezzaturenecessarie alla cantina sperimentale da inserire nelle linee di produzione di spumanti e diinvecchiamento in legno, demandando al prossimo anno l’acquisizione di tecnologieinnovative in modo che la loro introduzione avvenga in un contesto di cantina benorganizzato e strutturato che consideri le necessità delle differenti linee produttive, non solonell’ottica della ricerca, ma anche della produzione destinata alla vendita e possa trovare unpiù razionale ed efficace utilizzo.Si prevede pertanto l’attivazione della linea legno con l’acquisto di nuove barriques daaffiancare a quelle già in dotazione e di attrezzature che permettano una loro razionalecollocazione e gestione durante l’intero percorso di maturazione e invecchiamento dei vini. Descrizione strumentazione di base Stima costi2012 1 testata elettrica per termo-retrazione capsule 3 barriques 1 portabarriques 1 riempi e svuota barriques 1 carrello elevatore 4 piastre refrigeranti per vasche inox piccole attrezzature e ricambi Totale investimentoAlcune attrezzature necessarie all’allestimento della linea di produzione in cantina riferita inparticolare all’imbottigliamento dei vini e degli spumanti sono state inserite nell’elenco degliinvestimenti beni durevoli essenziali in allegato.Infine per quanto riguarda il rinnovo e l’adeguamento della superficie vitata dell’aziendaagricola attraverso la realizzazione dei nuovi impianti sopra illustrati, si rende necessariol’acquisto del materiale di palificazione, i cui costi sono stati inseriti nell’elenco degliinvestimenti beni durevoli in allegato. 6. personale coinvolto Personale Qualifica/funzione Attività Direzione generale Programmazione Direttore Coordinamento e gestione C.A. Panont Tecnico laureato azienda agricola R. Pontiroli Perito agrario Monitoraggio fitosanitario e G. Canobbio Tecnico laureato analisi virologiche A Zorloni (Co.co.pro.) Studi specifici collezione ??????? Tecnico laureato (borsa afferente a UNIMI B. Savinelli g.p.) Coordinamento/gestione Tecnico laureato cantina, vinificazioni e analisi F. Genovese sensoriale M. Ferro Operaio agricolo qualificato Operazioni di cantina e A. Albertotti Operaio agricolo qualificato agricole P.Prè Tecnico laureato Operazioni di cantina e Ragioniere agricole Amministrazione Attività contabili7. DATI FINANZIARI
  • Descrizione dei costi - Anno 2012 Importo € Personale: Direzione + Co.Co.Pro. per controlli e analisi fitosanitarie + 2 operai agricoli per manutenzione del verde, della viabilità aziendale e operazioni di cantina. Spese di esercizio: bottiglie, tappi, materiali,manutenzioni e allacciamento impianti di cantina, mezzi tecnici, assicurazione grandine Materiale durevole: acquisto barbatelle e tutori dotazioni di cantina dotazioni informatiche per elaborazione dati Servizi e consulenze: gestione operazioni meccanizzate colturali Contributo al CIRIVE per borsa giovani promettenti (in parte) Spese generali Totale CONTRIBUTO REGIONE LOMBARDIAPROGETTO N. 6LABORATORIO DI ANALISI CHIMICO FISICHE DEI VINI E DEI TERRENI EMANTENIMENTO DEL SISTEMA QUALITA’ – Anno 2012ACRONIMORICCALAB 1. PREMESSARiccalab, è il laboratorio di analisi enologiche di Riccagioia SCpA ed ha competenze differenti,operando nel settore delle analisi enologiche come laboratorio autorizzato dal MIPAF ademettere, sull’intero territorio nazionale, certificazione enologica per la concessione dellaDOC e della DOCG e per l’esportazione. Tale servizio è stato attivato già nel 2011, dopol’accreditamento concesso da ACCREDIA al laboratorio. Tuttavia Riccalab opera anchecome laboratorio di servizio al cliente in altri settori, che riguardano l’enologia e più in generalela chimica agraria. Data l’entità del carico di lavoro e la possibilità di disporre di un numerosignificativo di campioni di vino, generalmente certificati come provenienza, Riccalab sviluppaanche altre attività, in collaborazione con l’Università di Pavia, con la finalità di formare edinformare il cliente e di estendere i servizi offerti. Data la sua natura Riccalab non svolge enon può svolgere attività didattica, che mal si combina con il rigore del sistema qualità chedeve essere applicato su tutte le attività di laboratorio.Il Laboratorio di Riccagioia S.C.p.A, Riccalab, ha ottenuto l’accreditamento (n. 1203) da partedi Accredia per i controlli analitici su vini per il conferimento della DOC e DOCG in data 13luglio 2011 e ha assunto il ruolo di laboratorio autorizzato dal Ministero per l’emissione dicertificali analitici nel settore enologico il 5 e 6 aprile 2012 dopo la visita di valutazionepropedeutica al rinnovo dell’accreditamento.Da settembre 2011, periodo di inizio delle attività analitiche, Riccalab ha effettuato analisi sucirca 700 campioni di vino per incarico della CCIAA di Pavia, operando, per il momento, solosul territorio dell’Oltrepò Pavese.Dal 2012 i controlli analitici sui vini sono stati affidati a Valoritalia, la società leader in Italia nelleattività di Controllo effettuate su autorizzazione del MIPAAF sui vini DOC, DOCG e IGT e suivini da tavola con indicazione del vitigno e/o dell’annata. Valoritalia controlla più del 70% delleproduzioni italiane DOC e DOCG ed è dislocata sul territorio nazionale con 35 sedi, una dellequali è situata a Riccagioia. Questo mutato scenario apre nuove possibilità al Laboratorio diRiccagioia che, grazie all’accreditamento, acquista competenze su tutto il territorio italiano sia
  • per quanto riguarda le analisi per la concessione della DOC e della DOCG, sia per quantoriguarda le analisi per l’esportazione nel mondo dei nostri vini.Per mantenere l’accreditamento, il laboratorio sarà soggetto, anche in futuro, a verificheperiodiche da parte di auditor e, annualmente, degli ispettori di ACCREDIA. Il mantenimentodell’accreditamento prevede quindi una serie di attività che garantiscano quotidianamentel’applicazione ed il controllo del sistema qualità di Riccalab, su tutte le attività analitiche, acominciare dall’esecuzione delle prove fino al controllo della strumentazione in uso edell’affidabilità del personale operante in Riccalab.La politica dell’Accreditamento è quella di rendere continuo il miglioramento del sistema e delservizio offerto e pertanto Riccalab lavora nell’ottica di migliorare la qualità del servizio emonitorare le proprie attività analitiche nell’arco degli anni. Resta pertanto attivo in Riccalabun settore accreditato, completamente assorbito dalle analisi enologiche conto terzi ecostantemente occupato a seguire le attività di sistema collegate alle prove.L’evoluzione e l’implementazione di Riccalab non può comunque non tener conto anche dialtre esigenze che riguardano il cliente interno, per quanto concerne le analisi della cantinasperimentale di Riccagioia e il cliente esterno per altre tipologie di prove, diverse da quelle percui è stato richiesto l’accreditamento (terreno, analisi fogliare, curve di maturazione, ecc.).Queste attività, al di fuori del regime di Accreditamento, fanno capo ad una sezione dellaboratorio, la sezione di sperimentazione, che pur dovendo sottostare alle gerarchie ed alleregole imposte dal sistema qualità di Riccalab, non è oggetto di verifiche da parte degliispettori ACCREDIA. Al momento, questa sezione effettua le analisi chimiche interne dei vinidella cantina Riccagioia e di quelli prodotti con le microvinificazioni che derivano dai progetti diricerca svolti in collaborazione con le Università Statale di Milano e Cattolica diPiacenza .Tale attività viene garantita attraverso l’acquisizione di personale specializzato(tecnologo alimentare) su incarico professionale che la segue in modo esclusivo, essendotale addetto al di fuori dell’accreditamento e in conformità con quanto previsto dal sistemaqualità totalmente autonomo per quanto riguarda la dotazione strumentale da utilizzarsi per leanalisi di sua competenza. Riccalab ha in tale attività un ruolo di affiancamento, in quantosubentra, con il personale e la strumentazione della sezione accreditata, dove le dotazionidella sezione di sperimentazione risultassero insufficienti al completamento delle proverichieste dal cliente interno.Per il 2012, Riccalab prevede di attivare nuovi servizi fra cui le analisi del terreno, altretipologie di prove su vini e mosti (polifenoli, glicerina, azoto proteico, ecc) in funzione delladomanda dell’utenza esterna. 2. OBIETTIVI DEL PROGETTO E RISULTATI ATTESIGli obiettivi che Riccalab si pone per il 2012 sono: • il mantenimento dell’Accreditamento, l’adeguamento del proprio sistema qualità alle richieste di ACCREDIA e l’attuazione del miglioramento del sistema e del laboratorio come previsto nella norma di riferimento (requisito di base per il mantenimento dell’accreditamento), • il miglioramento del servizio, come richiesto dal sistema qualità mediante l’acquisizione di nuove dotazioni e attrezzature che permettano di soddisfare le esigenze di Valoritalia in un’ottica di sviluppo delle attività analitiche, • un servizio indispensabile e puntuale per uve, mosti e vini (nelle diverse fasi di trasformazione e maturazione) riguardanti i progetti di ricerca e i vini della società Riccagioia, • l’estensione delle competenze analitiche del laboratorio per raggiungere altri settori d’intervento potenziando le analisi dei terreni, attivando le analisi fogliari e quelle delle curve di maturazione, • la partecipazione a progetti di ricerca e a congressi in collaborazione con l’Università di Pavia, • l’analisi statistica e l’elaborazione delle informazioni derivate dalle prove svolte, per adeguare le competenze di Riccalab alle richieste dell’utenza. 3. RICADUTA E DESTINATARI DEI RISULTATI
  • La ricaduta del progetto coinvolge l’intero settore enologico in quanto Riccalab, accreditatopresso ACCREDIA, ha assunto e deve mantenere il ruolo di laboratorio abilitato dal Ministerodelle Politiche Agricole ad effettuare analisi ufficiali per il conferimento della DOC/DOCG e perl’autorizzazione all’esportazione dei vini all’estero. Destinatari del progetto tutti i produttori,attualmente sono principalmente quelli residenti in provincia di Pavia e nella zona di S.Colombano al Lambro. Per il futuro l’utenza potrebbe assumere connotazioni molto differenticome tipologia e come zona di interesse e sarà condizionata solo dalla capacità ricettive diRiccalab.Particolarmente importante è per Riccalab è l’incarico, ottenuto a seguito dell’accreditamento,come laboratorio ufficiale per la certificazione enologica sul territorio nazionale, ruolo cheviene garantito e tutelato da ACCREDIA: le visite ispettive e la definizione di un sistemaqualità hanno lo scopo di assicurare, anche legalmente, le attività di Riccalab di fronte alcliente esterno. 4. PIANO DELLE ATTIVITA’Le attività previste dalla gestione del sistema della qualità applicato da Riccalab, per il 2012,come per ogni anno, sono: • compilazione ed aggiornamento dei documenti del sistema qualità, • formazione e controllo nel tempo delle qualifiche del personale, • manutenzione e taratura periodica delle apparecchiature in dotazione a Riccalab, da effettuarsi presso centri di taratura accreditati o mediante utilizzo di standard primari, • controllo del livello di qualità dei reattivi utilizzati per le prove, • gestione informatica delle registrazioni relative alle attività di prova, • partecipazione a circuiti interlaboratorio, • definizione e applicazione di metodi statistici per il calcolo dell’incertezza di misura relativa al risultato delle prove, • riunioni di formazione e motivazione del personale addetto alle prove, • verifiche periodiche sulle attività di prova e su quelle gestionali (analisi delle non conformità e delle azioni correttive proposte), • audit esterni programmati su base annuale per il controllo dell’intero sistema qualità.Un sistema qualità impone che tutte queste attività trovino completamento nel corso di unanno solare, e che vengano ripetute ogni anno.Il controllo della direzione del laboratorio viene effettuato al termine di ogni anno (Riesame delsistema qualità) prendendo in esame gli esiti di ciascuna attività, e monitorando tali esiti perconfronto (con impostazione oggettiva e matematica) con gli anni precedenti.A completamento del ciclo delle attività descritte, ci sarà la verifica ispettiva da parte dell’entenazionale di accreditamento, ACCREDIA, per la necessaria conferma annuale del livello divalidità del sistema applicato e riconferma dell’accreditamento.Ovviamente tutto quanto afferisce a Riccalab è soggetto alle regole imposte dal sistemaqualità, che, elaborato dal laboratorio, validato dagli Ispettori, è trasmesso ufficialmente aRoma ad ACCREDIA, nella sua forma più aggiornata.Per il 2012, Riccalab, nel suo ruolo di laboratorio accreditato, prevede un carico di almeno2000 campioni di vino da sottoporre a prova, per un totale relativo solo a questa attività, dinon meno di 15000 prove accreditate.L’accreditamento comporta anche l’autorizzazione ad operare come laboratorio autorizzato arilasciare certificati per l’esportazione. Le attività nel settore sono cominciate già nel dicembre2011 e si prevedono in forte espansione per il 2012. Una previsione non è possibile nelsettore dell’esportazione, ma il dato oggettivo evidenzia già un forte incremento: poche unitàa fine 2011, oltre 40 campioni nei primi tre mesi del 2012.Per quanto attiene gli altri settori di attività, si prevedono i seguenti carichi di lavoro: • analisi di uve, mosti, vini microvinificati relativi a i progetti di ricerca e alle produzioni della cantina Riccagioia saranno relative a circa 170 tesi per le determinazioni analitiche di: zuccheri, acidità totale,acido malico, acido tartarico, pH, grado rifrattometrico, titolo alcolometrico, acidità volatile, anidride solforosa libera e anidride solforosa totale per un totale complessivo di circa 6000 determinazioni analitiche.
  • • analisi dei terreni, iniziate a fine 2011 e proseguite nei primi mesi del 2012. Riccalab determina lo scheletro, la granulometria, il pH in acqua e il pH in potassio cloruro, calcare totale, calcare attivo, sostanza organica, fosforo assimilabile, azoto totale, capacità di scambio cationico, potassio, magnesio e calcio scambiabili e rapporti tra i vari cationi, per un totale di tredici determinazioni a campione. • analisi di vini con tipologie di prove diverse da quelle sopra elencate: le richieste sono state al momento sporadiche e diversificate, probabilmente sarà possibile effettuare una stima delle tipologie di prova e della frequenza delle richieste solo dopo un anno di attività, fatta salva comunque la necessità di soddisfare le esigenze del cliente.4.1 Iniziative di comunicazioneLa configurazione di Riccalab, il tariffario delle attività svolte, lo stato di accreditamento, imetodi applicati ed ogni altra informazione relativa a questa tipologia di attività, previocontrollo dei contenuti, sarà dettagliata e divulgata attraverso il Portale di Riccagioia nellasezione dedicata che verrà adeguata nei contenuti alle richieste espresse da ACCREDIAsulla gestione delle informazioni sul laboratorio.Lo svolgimento di nuove tipologie analitiche sarà anch’esso divulgato attraverso il sitomettendolo in evidenza sia nella sezione Laboratori che nelle news.Saranno inviate anche mail e lettere a aziende agricole, associazioni di categoria, enti cheoperano mondo vitivinicolo oltrepadano e lombardo per promuovere ed incentivare i nuoviservizi analitici.La forma comunque più efficace di informazione rimane pur sempre la capillarità con cui irapporti di prova raggiungono tutta l’utenza, individuando la competenza, le responsabilità, legaranzie e la struttura del laboratorio.Riccalab è attivo anche nella comunicazione del proprio operato e di quello di Riccagioiaanche attraverso la partecipazione attiva a programmi di ricerca che, nel 2012, lo porterannoa partecipare al congresso nazionale di nutraceutica a Ischia ai primi di giugno. Inquell’occasione Riccagioia esporrà un poster avente come argomento la caratterizzazionechimica delle proprietà del Bonarda. 5. DOTAZIONI DISPONIBILI E ATTREZZATURE NECESSARIEPer garantire il funzionamento e il miglioramento delle attività, Riccalab necessita unfinanziamento relativo a spese fisse annuali. Le tipologia delle spese previste per l’anno incorso, sono le stesse già elencate per il 2011, ma le cifre previste devono, ovviamente, tenerconto del fatto che le attività si intendono riferite all’intero anno solare e che quindi alcunesaranno decisamente superiori a quelle richieste per il passato, quando le attività analiticheerano ridotte. Descrizione Costi fissi annuali Spese relative all’acquisto di reattivi e dei materiali di riferimento necessari per l’esecuzione delle prove Spese destinate all’aggiornamento formativo del personale Spese destinate ad incarichi esterni per audit Spese destinate alle verifiche ispettive di parte terza (ACCREDIA) Sp e s e d i p a r t e c ip a z io n e a c ir c u it i interlaboratorio Spese di licenza del programma informatico LIMS Spese di manutenzione e taratura delle strumentazione e delle attrezzature Spese derivanti dallo smaltimento dei reflui Totale
  • Le spese riportate in tabella consentono a Riccalab di far fronte agli oneri necessari amantenere attivo il sistema qualità, quindi gli scostamenti prevedibili ed accettabili potrebberoriguardare un diverso consumo di reattivi o una maggiore richiesta di finanziamento per laformazione del personale, ma difficilmente intaccheranno la sostanza dello schema proposto,alleggerendolo.È inoltre opportuno proseguire l’adeguamento, iniziato nel 2011, della strumentazione in uso,acquistando un nuovo distillatore enologico in sostituzione di un apparecchio ancora in uso,ma in cattivo stato di funzionamento; tale attrezzatura è stata inserita nel piano di investimentibeni durevoli in allegato sostenuto separatamente a livello finanziario da ERSAF. Il trend dirinnovamento e di ampliamento sarà completato appena possibile, in funzione delledisponibilità economiche di Riccagioia, ma mantenendo fermo l’obiettivo di incrementare unsettore che è fonte di reddito e biglietto da visita per l’intera struttura. 6. PERSONALE COINVOLTO Personale Qualifica/funzione Attività • Direzione generale • Dire z io n e t e c n ic a laboratorio Direttore • Responsabile C.A. Panont Chimico laureato gestione qualità A. Leoni P. Armano Perito Agrario • P e rso n a le a d d e tto Perito chimico alle prove P. De Sinno Chimico laureato (Co.Co.Pro.) S. Capitani Chimico laureato (Co:Co.Pro.) • P e rso n a le a d d e tto E. Venco alle prove Tecnico laureato (tecnologo L. Messe • P e rso n a le a d d e tto alimentare) P. Prè Ragioniere alle prove A. Albertotti Tecnico laureato • A n a lisi ca n t in a d i micro vinificazione • Attività contabile • Amministrazione 7. DATI FINANZIARI Descrizione dei costi - Anno 2012 Importo € Personale: Direzione contratto di n. 1 tecnico laureato contratto di n. 1 tecnico laureato Spese di esercizio: costi fissi annuali accreditamento (verifiche ispettive ACCREDIA) spese di manutenzione e taratura delle strumentazione e delle attrezzature reagenti e materiale di consumo, partecipazione a circuiti interlaboratorio, licenza del programma informatico LIMS, smaltimento dei reflui laboratori Riccagioia Spese per servizi e consulenze: aggiornamento formativo del personale addetto alle prove incarichi esterni per audit incarico tecnologo per analisi cantina di microvinificazione (Messe) Spese generali T o t ale CO NT RIBUT O REG IO NE LOMBARDIA
  • PROGETTO N. 7ATTIVAZIONE LABORATORIO DI DIAGNOSTICA DEL PROFILO AROMATICO,POLIFENOLICO E DI SALUBRITÁ DEI VINI LOMBARDI - Anno 2012ACRONIMODIVINI 1. PREMESSAIl mercato mondiale del vino è sempre più esigente in termini di caratterizzazione della qualitàsensoriale e salutistica dei vini e il controllo del processo produttivo e del prodotto, dall’uva alvino pronto alla vendita, richiede grande attenzione per poter raggiungere e mantenere queglistandard di qualità che la materia prima potenzialmente consente e che la trasformazioneenologica deve esaltare. In questo quadro è necessario poter disporre di strumenti analiticiavanzati e di criteri interpretativi appropriati che generalmente esulano dalle possibilità deilaboratori, aziendali o terzi, che correntemente si occupano delle determinazioni eno-chimiche di base.L’aroma di un vino deriva da una pluralità di molecole già presenti nell’uva (aromi varietali) oformatesi nel corso della vinificazione (aromi fermentativi) e della maturazione (aromiterziari). La conoscenza della composizione in aromi liberi e in precursori di aromi offre lapossibilità all’enologo di “progettare” il percorso di vinificazione, definendo tempi e modalitàdella maturazione e dell’eventuale affinamento. Il colore e il gusto di un vino dipendono dalquadro polifenolico che è molto complesso e in continua evoluzione e una sua accurataconoscenza è alla base della comprensione della più probabile evoluzione e della possibilitàdi poterla indirizzare opportunamente.Parallelamente a questa attività, si registra la necessità di poter monitorare la presenza dialcuni contaminanti quali le micotossine o la presenza di lieviti anomali che determinano losvilupparsi di composti chimici sgradevoli o potenzialmente tossici. 2. Obiettivi del progetto E Risultati attesiIl progetto intende implementare il campo di operatività di RICCALAB. Il laboratorio enologicodi Riccagioia S.C.p.A. ha sviluppando e si è attrezzato solo per attività routinarie connessecon la certificazione richiesta dalla normativa in materia di DOC DOCG e di esportazione.Lo sviluppo di un settore dedito all’analisi fine dei vini, a tutela e a supporto dei produttori cheintendono sviluppare un prodotto di qualità, richiede competenze, dotazioni strumentali econoscenze in campo enologico e nutraceutico che RICCALAB ancora non possiede.Riccagioia S.C.p.A. intende quindi proseguire la collaborazione con il professor Rocco diStefano, esperto conoscitore della chimica del vino, applicando la sua esperienza alleproblematiche dell’Oltrepò Pavese. Inoltre, al fine di trasferire l’esperienza del professore allenecessità del cliente, Riccalab avvia una collaborazione con alcuni dipartimenti dell’Universitàdi Pavia, che si sono resi disponibili a fornire le loro competenze analitiche e la loro dotazionestrumentale per offrire servizi al cliente che ne fa richiesta. Il progetto si avvarrà anche dellaconsulenza scientifica dell’Università di Milano per quanto riguarda gli aspetti viticoli edenologici coinvolti nel sistema.Obiettivo di RICCALAB, per il 2012, è quindi quella di avviare, con la collaborazione tra ipartner scientifici, una serie di servizi rivolti al cliente, ovviando alla carenza distrumentazione specialistica mediante un contratto di collaborazione con Università di Pavia.Il laboratorio, utilizzando al meglio le potenzialità di RICCALAB, quelle di Università di Pavia incampo analitico e le conoscenze del Prof. Di Stefano in campo enologico, sarà in grado di: • diagnosticare il potenziale qualitativo dei vini giovani al fine di indirizzarne l’eventuale maturazione e affinamento; • diagnosticare possibili errori praticati nella fase di vinificazione; • valutarne il valore nutraceutico; • individuare la presenza di possibili lieviti anomali e di tossine microbiologiche.
  • 3. Ricaduta e destinatari dei risultatiLa collaborazione e la partecipazione al progetto da parte dei principali attori tecnici diRiccagioia S.C.p.A., grazie anche a collaborazioni scientifiche di elevatissimo livello, proponealla filiera vitivinicola, aziende viticole e cantine sociali, un servizio innovativo, completo e diimmediato impatto rispetto alla produzione, con la finalità di monitorare il prodotto nella fase divinificazione e di affinamento, e di identificare le caratteristiche salienti che definiscono il livelloqualitativo del prodotto finale. 4. PIANO DI ATTIVITA’L’attività analitica viene avviata affidandone la supervisione tecnico-scientifica al Prof. RoccoDi Stefano, docente al corso di laurea specialistica di consorzio interateneo, esperto diindiscussa fama nel settore. Nel 2012 verrà predisposto il piano operativo per i nuovi servizispecialistici che il Laboratorio potrà offrire con il coordinamento del Prof. Di Stefano e lacollaborazione dei laboratori delle Università di Pavia e di Milano che riguarderanno ladeterminazione delle seguenti famiglie di composti chimici: • aromi svolti (liberi) e potenziali (precursori); • profilo polifenolico; • micotossine.Terminata la prima fase del progetto, sarà inserito nel tariffario il costo delle determinazionianalitiche previste e dei servizi nuovi offerti. In corso d’opera, considerato il carico di lavoroderivante dal servizio al cliente, RICCALAB verificherà l’opportunità di potenziare la propriastruttura o continuare ad affidarsi al servizio esterno offerto dall’Università, socia nellasocietà Riccagioia.Nel futuro si intende attivare un servizio su larga scale, trasferendo le esperienze conoscitivedall’Università di Pavia a RICCALAB, dotando il laboratorio del personale e dellastrumentazione necessaria ad effettuare tale trasferimento tecnologico.L’eventuale potenziamento di RICCALAB dovrà tener conto da un lato delle esigenze delmercato e dall’altro della dotazione strumentale già esistente e resa disponibile dallacollaborazione in atto, per giungere ad un nucleo operativo sempre più razionale edattrezzato, in un ottica di reciproco potenziamento.La sostenibilità dell’eventuale investimento derivante sarà giustificata dalla maggiore visibilitàdel servizio rivolto alle utenze esterne, dal potenziamento della collaborazione con il clienteinterno (cantina di sperimentazione di Riccagioia) e dal supporto tecnico e conoscitivo alladidattica, intesa non solo in relazione ai corsi universitari ospiti in Riccagioia, ma anche apossibili seminari e incontri prevedibili su specifiche tematiche enologiche.4.1 Iniziative di comunicazioneLe potenzialità del laboratorio al servizio della ricerca e le determinazioni analitiche con relativiprezzi al pubblico verranno dettagliatamente descritti e divulgati attraverso il PortaleRiccagioia nella sezione Laboratori e nella sezione News. Nel 2012 il Portale sarà potenziatocon l’attivazione di una web-radio, nell’ambito di un progetto “RICCAGIOIA WEB”, la cui fasedi start-up si svilupperà nel triennio 2012-14 e si propone di istituire, a livello regionale, unservizio avanzato di informazione e comunicazione vitivinicola.Verranno anche inviate comunicazioni a produttori, cantine, associazioni, enti, che possanoessere interessati alla realizzazione di queste tipologie analitiche e alla fruizione di tali servizi.Verranno realizzati alcuni incontri (1 è già stato svolto) per condividere con le realtà operantinel settore (cantine, università, enologi, tecnici, imprenditori agricoli) lo sviluppo del territorio eil miglioramento di processo produttivo mediante l’ innovazione di tutto il sistema. 5. DOTAZIONI DISPONIBILI E attrezzature necessarieA seguito viene riportato l’elenco della strumentazione già presente presso il laboratorio diRiccagioia e di utilizzo del personale tecnico attualmente in servizio presso RICCALAB: • Distillatori elettrico • Analizzatore enologico enzimatico • Titolatore automatico
  • • Titolatore enzimatico • Spettrofotometro • Titolatore enologico • Assorbimento atomico • Afrometro • Apparecchiature di supporto (bilance, agitatori, ecc.)Tutta la dotazione può essere utilizzata dai tecnici di RICCALAB nelle fasi del progetto cherichiedono appunto di effettuare le determinazioni già previste in tariffario e pertanto già attivenella routine del laboratorio. Le aziende interessate al servizio (“cliente esterno”) trovano giàoggi codificato il tipo di servizio offerto nel sistema di gestione, anche per quello che riguardale determinazioni che il laboratorio non può effettuare in autonomia e che il sistema prevede diconferire ad un laboratorio convenzionato (Università di Pavia), in grado di operare conadeguate credenziali e di emettere un proprio rapporto di prova.RICCALAB ufficializza nel tariffario e sul sito di Riccagioia S.C.p.A. la collaborazioneintendendo in tal modo potenziare il proprio campo di interesse. 6. PERSONALE COINVOLTO Ente Personale Qualifica/funzione Attività Direttore Direzione generale C.A. Panont Tecnico laureato Programmazione R. Pontiroli Chimico laureato Controllo attività di RICCAGIOIA A. Leoni Amminis tr ativ o laboratorio A. Albertotti laureato Amministrazione P. Prè Ragioniere Attività contabili P r o f e s s o r e Coor dinamento Università degli Prof. O. Failla Ordinario scientifico * Studi di Milano - Prof. A. Tirelli P r o f e s s o r e Coor dinamento Di.Pro.Ve.* Ordinario scientifico * Collabor az ione P r o f e s s o r e Università di Pavia Prof. R. Cella scientifica * Ordinario * Prof. M. Daglia Collabor az ione Ricercatore scientifica ** senza compenso 7. DATI FINANZIARI Descrizione dei costi - Anno 2012 Importo € Personale: Direzione Spese per servizi e consulenze : Consulenza scientifica Prof. Rocco Di Stefano Spese generali T o t ale CO NT RIBUT O REG IO NE LOMBARDIALe spese di esercizio sono, per quest’anno, a carico di RICCALABPROGETTO N. 8LABORATORIO DI MICROBIOLOGIA E BIOTECNOLOGIA MICROBICA ASUPPORTO DELL’ENOLOGIA LOMBARDA - Anno 2012ACRONIMOMICROVINI 1. premessa
  • Portata a buon fine la fase di predisposizione locali e funzionalità del laboratorio di analisimicrobiologiche e biotecnologia microbica, attraverso l’acquisizione, installazione e collaudodi parte delle attrezzature di base, nel 2012 si intende consolidare le capacità analitiche e lerisorse atte a svolgere un servizio di analisi che dia la possibilità al mondo produttivo diapprofondire la conoscenza su fenomeni e problemi di origine microbiologica, con particolareattenzione alla selezione di ceppi di lievito per la rifermentazione degli spumanti metodoclassico di cui la Lombardia è leader nazionale..Nel 2012 verrà infatti inserito un borsista dell’Università di Milano (periodo gennaio-marzo) ea partire da aprile 2012 un assegnista di ricerca (UniMi - Riccagioia) attraverso l’iniziativaDote di Ricerca Applicata di Regione Lombardia.Il laboratorio potrà essere disponibile come supporto delle attività didattiche, per le utenzeinterne (progetti di ricerca e dimostrativi presentati a bando) ed esterne (cantine private esociali) assicurando potenziali entrate economiche per l’autofinanziamento a regime. 2. Obiettivi E Risultati attesiL’attività laboratoristica di ricerca sarà indirizzata da un lato ad indagare le interazionibiochimiche che avvengono tra cellule ed antociani in condizioni enologiche, dall’altro aselezionare ceppi con caratteristiche parietali che consentano il mantenimento dellacolorazione desiderata.Lo sviluppo tecnologico a servizio delle imprese si pone l’obiettivo di rendere abituale ilcontrollo delle attività batteriche e dei lieviti nell’ambito delle operazioni di vinificazione eaffinamento dei vini. Questo principio è assolutamente cruciale nel porre l’attenzione per laprima volta all’abbinamento tra il controllo analitico chimico-fisico e quello microbiologico.Riccagioia si pone in evidenza come la prima esperienza operativa di questo livello; è altresìovvio che la messa a punto di questo progetto richiede tempo e acquisizione di una bancadati di riferimento che opportunamente Riccagioia cercherà di ottenere utilizzando in lineadiretta il lavoro di certificazione sui vini per le D.O.C. e D.O.C.G. 3. Ricaduta e destinatari dei risultatiI destinatari dei risultati sono tutti gli attori della filiera produttiva (produttori primari,trasformatori, fornitori di attrezzature e servizi per l’enologia) sia a livello regionale chenazionale, che trovano nel polo di Riccagioia un punto di riferimento per attività di analisi,ricerca, sperimentazione, innovazione. 4. PIANO DI ATTIVITA’Nel 2012, con la supervisione scientifica del Prof. Roberto Foschino dell’Università di Milano,viene consolidato l’allestimento del laboratorio di microbiologia e si individua una figuraprofessionale che possieda le competenze tecniche necessarie alla realizzazione delleseguenti specifiche attività. Le attività si suddivideranno in attività di ricerca e di attività diservizio.Attività di ricercaIl progetto di selezione di ceppi per la rifermentazione del Cruasé si suddivide nelle seguentiattività: ! allestimento e tipizzazione di una collezione di ceppi già utilizzati in commercio e di lieviti potenzialmente autoctoni lombardi con caratteri tecnologici e di qualità idonei per la rifermentazione in bottiglia. In questo ambito è prevista la duplicazione della collezione di ceppi attualmente presente nei laboratori dell’Università di Milano, collezione allestita attraverso il progetto finanziato da Regione Lombardia EnoTrack: Valorizzazione delle D.O.C.G. Franciacorta ed Oltrepò Pavese metodo classico mediante impiego di lieviti autoctoni per il miglioramento delle produzioni e come marcatori di tipicità; ! messa a punto protocolli analitici per lo screening della capacità decolorante/ adsorbente dei ceppi; ! messa a punto protocolli analitici per la valutazione delle interazioni molecolari che possono avvenire tra pareti di lievito e frazioni antocianiche;
  • ! studio dell’evoluzione della concentrazione antocianica negli spumanti rosati, durante la produzione e conservazione in bottiglia, in funzione dei ceppi saggiati per ottimizzare la colture di lievito da impiegare. ! proposta di formulazione di starter per la produzione di Cruasé.Attività di servizioIl progetto intende offrire competenze nella prospettiva di offrire al mercato le seguenticapacità analitiche: ! numerazione, isolamento e identificazione di microrganismi contaminanti indesiderati (batterio Gram positivo, batterio Gram negativo, lievito, muffa) proveniente da campioni di aria, acqua, ambiente di lavorazione, materia prima, semilavorato, additivo e prodotto finito, attraverso applicazione di tecniche colturali e tecniche molecolari (analisi degli spaziatori ribosomali, analisi di sequenza di geni dell’operone ribosomale o PCR specie-specifiche). Diagnosi di alterazioni microbiche; ! tipizzazione fenotipica di lieviti e batteri malolattici con valutazione di caratteri tecnologici e di qualità per la selezione di ceppi di interesse enologico. In particolare si eseguono analisi di: morfologia microscopica (osservazioni a fresco e dopo colorazione), potere fermentativo (alcol-resistenza), vigore fermentativo, resistenza alla SO2, tipo di sviluppo in liquido (flocculenza), temperature cardini di sviluppo, valutazione della vitalità (in starter); ! disposizione di collezione e fornitura di ceppi autoctoni lombardi (lieviti e batteri lattici) e di ceppi internazionali già in possesso dell’Università degli Studi di Milano per proposta di formulazione e gestione di starter; ! prove di micro-vinificazione con ceppi selezionati con identificazione e quantificazione dei metaboliti prodotti nel corso delle fermentazioni; ! diagnosi di stabilità del vino da punto di vista microbiologico, esame microscopico; ! supporto tecnico-scientifico per la valutazione di sistemi di autocontrollo dei igiene (implementazione del metodo H.A.C.C.P.) in impianti enologici.4.2 Comunicazione, informazione e trasferimento dei risultatiAvviato il funzionamento del laboratorio di microbiologia, a partire dal 2012 si intendonoorganizzare incontri con tecnici e imprenditori nel mondo enologico sulle problematiche piùattuali e sui servizi di analisi che il nuovo laboratorio è in grado di offrire. Le potenzialità dellaboratorio al servizio della ricerca e le determinazioni analitiche con relativi prezzi al pubblicovengono dettagliatamente descritti e divulgati attraverso il Portale Riccagioia, che saràpotenziato con l’attivazione di una web-radio nell’ambito di un progetto RICCAGIOIA WEB, lacui fase di start-up si svilupperà nel triennio 2012-14 e si propone di istituire, a livelloregionale, un servizio avanzato di informazione e comunicazione vitivinicola. 5. DOTAZIONI DISPONIBILI E attrezzature necessarieDi seguito viene riportato l’elenco della strumentazione di base acquistata nel 2011; unulteriore potenziamento delle attrezzature del laboratorio (bilancia tecnica, Vortex, lettore apiastre, centrifuga) è subordinato al finanziamento da parte di Ersaf del piano investimenti perbeni durevoli allegato. Attrezzature presenti PCR thermal cycler Sistema acquisizione immagine gel Autoclave verticale Ultracongelatore 6. PERSONALE COINVOLTO Ente Personale Qualifica/funzione Attività C.A. Panont Direttore Direzione generale R. Pontiroli Tecnico laureato Programmazione RICCAGIOIA A. Albertotti Tecnico laureato Amministrazione
  • Ente Personale Qualifica/funzione Attività C.A. Panont Direttore Direzione generale R. Pontiroli Tecnico laureato Programmazione RICCAGIOIA A. Albertotti Tecnico laureato Amministrazione P. Prè Ragioniere Attività contabili Responsabile Professore ordinario scientifico R. Foschino Assegnista di Programmazione/ UNIMI - DiSTAM I. Vigentini ricerca attività di ricerca V. Fabrizio Laureato Analisi e attività di frequentatore ricerca 7. DATI FINANZIARI Descrizione dei costi – Anno 2012 Importo € Personale (Direzione) Personale (assegno di ricerca co-finanziato al 50% con UNIMI) Spese di esercizio (materiale di consumo laboratorio/manutenzione) Spese generali TotaleProgetto n. 9Sviluppo di azioni formative per la filiera vitivinicola - Anno 2012acronimoformat 1. PREMESSANel novembre 2011, Riccagioia ha ottenuto la CERTIFICAZIONE Accredia per losvolgimento di attività formative. Il successivo Accreditamento necessario per poteraccedere a finanziamenti regionali ed europei, che si pensava di ultimare entro l’anno, non èstato invece realizzato poiché negli ultimi mesi, la Regione Lombardia ha posto comecondizione obbligatoria per ottenere l’Accreditamento l’applicazione della legge 231/2001 perquanto attiene la responsabilità di reati commessi da persone fisiche che operano in seno allesocietà. In questo nuovo anno quindi dovranno essere elaborati tutti i documenti e i manualinecessari al fine di potersi adeguare alle normative vigenti in materia.Lo scorso anno è stato dedicato in maniera importante alla preparazione e allariorganizzazione della struttura e dei locali destinati alla recettività, attività primaria eindispensabile per rendere possibile ed efficace la realizzazione delle attività corsuali econgressuali. Le iniziative intraprese direttamente da Riccagioia si sono concentrate pertantosulla realizzazione di 2 corsi di formazione propedeutici all’ottenimento della Certificazione, inquanto finalizzati a provare e attuare tutte le procedure e metodologie messe a punto.A partire da quest’anno i programmi cominceranno a vivere intensificandosi ed arricchendosianche grazie alle sinergie con le Università lombarde che vedranno la concretizzazione diaccordi e convenzioni per la realizzazione in collaborazione di corsi, convegni e seminari.Inoltre in particolare con l’Università di Milano che da anni svolge a Riccagioia il 3° anno delCorso di Laurea in Viticoltura ed Enologia, si auspica nei prossimi anni si possano trovaretutte le condizioni necessarie per spostare a Riccagioia la realizzazione dell’intero 3° anno,includendo quindi anche gli studenti che frequentano le lezioni presso l’Ateneo di Milano e ilsecondo semestre del 2° anno che prevede la realizzazione dei laboratori di chimicaenologica sui quali l’ente e la Regione hanno investito molto nelle nuove strutture. Riccagioiasta lavorando anche per creare sinergie per la realizzazione di attività corsuali incollaborazione con enti e associazioni che operano nel settore vitivinicolo e formativo sulterritorio lombardo.
  • 2. OBIETTIVI E RISULTATI ATTESIGli obiettivi che si intendono raggiungere nel 2012 sono i seguenti: • ottenere l’Accreditamento da parte della Regione Lombardia per accedere ai finanziamenti pubblici, in quanto risorse indispensabili per incentivare ed accelerare lo sviluppo e le attività del nuovo Polo Formativo che abbraccerà diverse aree di intervento: formazione universitaria, formazione specialistica, aggiornamento professionale, formazione tecnica e professionale; • intraprendere collaborazioni con altri centri che si occupano di formazione in Lombardia per portare avanti discorsi in sinergia e poter operare su fronti più ampi; • ottenere incarichi da parte di enti terzi pubblici e privati per la realizzazione di corsi di formazione e aggiornamento rivolti a loro dipendenti e associati; • acquisire introiti economici dalle attività formative realizzate in qualsiasi forma, sia singola che in collaborazione; • provvedere al completamento degli arredi dei laboratori didattici; • organizzare un ’ufficio segreteria unicamente dedicato alle attività corsuali e congressuali; • provvedere all’istallazione (che verrà effettuata e ripartita economicamente in 2 anni) dei collegamenti internet in diverse aree della struttura formativa che al momento non è coperta da reti, tranne che nella zona biblioteca dove è presente la linea wifi; • definire i rapporti di collaborazione per la realizzazione di attività didattiche, formative e informative con l’Università di Milano, per quanto riguarda l’ampliamento delle attività già in atto, con l’Università Cattolica di Milano e le sue sedi decentrate e con l’Università di Pavia per quanto riguarda la realizzazione di nuovi progetti didattici; • istituire un comitato a supporto della programmazione di cui faranno parte oltre a Riccagioia, l’Università Statale di Milano, l’Università Cattolica di Milano con le sedi decentrate di Piacenza e Cremona e l’ Università di Pavia, che abbia scopo propositivo per individuare le tematiche importanti e definire le linee programmatiche delle attività rivolte al mondo vitivinicolo.L’obiettivo formativo di base per il 2012 riguarda la realizzazione: • di almeno 4 corsi di formazione in gestione diretta; • del 2° semestre del 3° anno del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia UNIMI; • di almeno 5 seminari per studenti, operatori e tecnici.L’obiettivo formativo di base per il 2012 riguarda la realizzazione: • di almeno 5 corsi di formazione in gestione diretta; • di 2 corsi in collaborazione con VINIDEA • del 2° semestre del 3° anno del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia UNIMI; • di almeno 7 seminari per studenti, operatori e tecnici. 3. RICADUTA E DESTINATARI DEI RISULTATIRiccagioia, svolgendo sia attività di ricerca/sperimentazione (in collaborazione con leUniversità), che di assistenza tecnica, è in grado di realizzare direttamente la trasposizionedei risultati degli studi (favorendo l’introduzione di nuove tecnologie, tecniche, vitigni, protocollioperativi) ai tecnici e agli imprenditori vitivinicoli che ne possono beneficiare in maniera mirataed immediata.Anche i consumatori vengono coinvolti nelle attività, diventando tecnici che oltre a migliorarele proprie conoscenze e capacità di giudizio nei confronti della qualità organolettica, possonoentrare a far parte di commissioni di analisi sensoriale.La formazione universitaria che si realizza presso il Centro è rivolta a creare ed accrescereprofessionalità altamente specializzate che potranno essere impiegate nell’ambito della filieraproduttiva al fine di far crescere il settore e migliorare altresì le potenzialità produttive ed
  • economiche delle aziende.Tutte le attività formative sono rivolte al comparto vitivinicolo della Lombardia e i corsiuniversitari e post universitari coinvolgono anche tutto il territorio nazionale. 4. PIANO DI ATTIVITA’Si prevede la realizzazione delle seguenti attività: ACCREDITAMENTO ! predisposizione di tutta la documentazione richiesta dalla normativa 231/2001 (operazione finanziata nell’ambito del piano operativo) ,vale a dire: -il modello organizzativo e gestionale (MOC), -il codice etico, -il documento di analisi dei rischi, -il sistema sanzionatorio -la costituzione dell’ Organismo di Vigilanza; ! completamento delle procedure informatiche e di redazione documentale richieste dalla Regione Lombardia per l’Accreditamento (operazione finanziata nell’ambito del piano operativo). PARTECIPAZIONE A BANDI DI FINANZIAMENTO ! presentazione della domanda di partecipazione a bandi FSE per corsi Alta formazione e Master (da realizzarsi nel 2013); ! presentazione della domanda di finanziamento PSR Regione Lombardia Mis. 111 A per realizzazione di corsi di formazione per agricoltori (da realizzarsi nel 2013) CONVENZIONISi intendono stipulare convenzioni con: ! Università Studi di Milano per sancire rapporti di collaborazione per la realizzazione di attività didattiche, formative, informative e per lo sviluppo delle attività legate al Corso di laurea in Viticoltura ed Enologia; ! Università degli Studi di Pavia per sancire rapporti di collaborazione per la realizzazione di attività didattiche, formative, informative e per lo sviluppo di un progetto per la realizzazione di un corso di alta formazione: specializzazione post laurea; ! Università Cattolica di Milano e sedi decentrate di Piacenza e Cremona per sancire rapporti di collaborazione per la realizzazione di attività didattiche, formative, informative e per lo sviluppo di un progetto per la realizzazione di un Corso Master; ! VINIDEA e altre società ed enti, nell’ambito delle quali sarà prevista le realizzazione di corsi in collaborazione con la possibilità di centralizzare a Riccagioia, un vero e proprio laboratorio didattico per il settore; COMITATO A SUPPORTO ALLA PROGRAMMAZIONENel corso del 2012 verrà istituito un Comitato tecnico scientifico (che dovrà essere nominatoda Riccagioia) di cui faranno parte 3 rappresentanti Riccagioia, 1 rappresentante UniversitàStatale di Milano, 1 rappresentante Università Cattolica di Milano e sedi decentrate, 1rappresentante dell’Università Statale di Pavia.Il comitato avrà lo scopo di individuare annualmente le tematiche da sviluppare per indirizzarein modo mirato ed efficace le attività formative rivolte al mondo vitivinicolo. CORSI A TITOLARITA’ RICCAGIOIA soggetti a regime di Certificazione*I corsi saranno realizzati da Riccagioia (le Università saranno propositive nell’ambito delComitato di supporto alla programmazione) con le quote di iscrizione dei corsisti: ! 1 corso di potatura “secca” e “verde” per tecnici, operatori vitivinicoli e studenti; ! 1 corso di potatura delle pomacee ! 1 corso di utilizzo reti informatiche, marketing e social network per tecnici, operatori vitivinicoli;
  • ! 1 corso di analisi sensoriale vini per operatori vitivinicoli e consumatori; ! 1 corso di tecnica/meccanica per l’utilizzo di macchine e attrezzature agricole per operatori agricoli;Nella realizzazione di questi corsi devono essere seguite le procedure del sistema qualità.* l’attivazione sarà subordinata ad un numero minimo di partecipanti affinché le quote d’iscrizionepossano coprire i costi da sostenere. Per la realizzazione dei corsi ci si potrà avvalere di docentidelle Università di Milano Statale e Cattolica con sedi decentrate e Pavia. La gestione delleattività sarà realizzata direttamente da Riccagioia. CORSI A TITOLARITA’ RICCAGIOIA ORGANIZZATI SU RICHIESTA ESTERNA ! definizione di accordi per realizzare corsi per soggetti terzi quali: Ersaf, Regione Lombardia, Cantine Sociali, Associazioni di Categoria o altri enti (pagati dai soggetti terzi richiedenti). CORSO DI LAUREA IN VITICOLTURA ED ENOLOGIA UNIVERSITA’ DI MILANO ! 2° semestre del 3° anno del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia UNIMI per studenti universitari (finanziato nell’ambito del piano operativo). SEMINARINell’ambito della collaborazione con l’Università Statale di Milano si intendono realizzare: ! 1 seminario di 16 ore per gli studenti del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia nel mese di febbraio dal titolo “Comunicazione e linguaggio del vino” (finanziato autonomamente da UNIMI); ! 1 seminario di 4 ore dal titolo ”I vitigni resistenti alle malattie: quali opportunità ?” gratuito per tutti gli studenti del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia UNIMI, organizzato dalla società VINIDEA nel mese di marzo (finanziato nell’ambito del piano operativo) e aperto a pagamento a studenti, tecnici ed operatori del settore; ! 1 seminario di 4 ore dal titolo “Il legno di Quercia in Enologia: criteri di scelta dei diversi strumenti disponibili” gratuito per tutti gli studenti del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia UNIMI, organizzato da VINIDEA nel mese di maggio (finanziato nell’ambito del piano operativo) e aperto a pagamento a studenti, tecnici ed operatori del settore; ! 1 seminari su temi viticoli da definire per studenti (gli studenti del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia UNIMI potranno partecipazione gratuitamente), operatori e tecnici (finanziati con il pagamento delle quote di iscrizione dei partecipanti *); ! 1 seminari su temi enologici da definire per studenti (gli studenti del corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia UNIMI potranno partecipazione gratuitamente), operatori e tecnici (finanziati con il pagamento delle quote di iscrizione dei partecipanti *).* l’attivazione sarà subordinata ad un numero minimo di partecipanti affinché le quote d’iscrizionepossano coprire i costi di realizzazioneNell’ambito della collaborazione con L’Università Cattolica di Milano e sedi decentrate siintende realizzare: ! 1 seminario di 8 ore “Viticoltura di precisione per la gestione dei vigneti e il miglioramento qualitativo dei vini” per studenti, operatori e tecnici (finanziato con il pagamento delle quote di iscrizione dei partecipanti *); * l’attivazione sarà subordinata ad un numero minimo di partecipanti affinché le quote d’iscrizione possano coprire i costi di realizzazioneNell’ambito della collaborazione con L’Università Statale di Pavia si intende realizzare: ! 1 seminario di 5 ore sulla chimica del vino per studenti, operatori e tecnici (finanziato con il pagamento delle quote di iscrizione dei partecipanti *); * l’attivazione sarà subordinata ad un numero minimo di partecipanti affinchè le quote d’iscrizione possano coprire i costi di realizzazione INVESTIMENTI: LABORATORI DIDATTICI E RETI INFORMATICHE ! completamento arredi laboratori didattici (bando di Ersaf già attivato);
  • ! acquisizione attrezzature per laboratori didattici, come da piano investimenti per beni durevoli allegato; ! inizio allacciamento linee internet (operazione finanziata nell’ambito del piano operativo). 5. DOTAZIONI E ATTREZZATURE NECESSARIEDOTAZIONI ACQUISTATE DA ERSAF NEL 2011 BANCO PARETE 3000 con alzata porta servizi e 1 mobiletti BANCO LAVELLO 900 con alzata parta servizi e 1 mobiletti BANCO BILANCIA+APPOGGIO900+900 con 1 alzata porta servizi e mobiletti 2 CAPPE CHIMICHE 1800 BANCO CENTRALE CON LAVELLO 3600+675 1 con alzata porta servizi e mobiletti 1 CAPPA PENSILE 1500 2 CABINE FLV 1 BANCO LAVELLO 1500 1 BANCO CENTRALE 3300DOTAZIONI ACQUISTATE DA ERSAF NEL 2012 1 ARMADIO 900 4 CAPPE CHIMICHE 1200 BANCO CENTRALE CON LAVELLO DI TESTA 1 con alzate porta servizi, mensole e mobiletti 1 TAVOLO 2400 con mobiletti 1 ARMADIO FARMACIA 600 1 ARMADIO ACIDI & BASI 1 ARMADIO SOLVENTI 1 DOCCIA LAVAOCCHI BANCO PARETE CON LAVELLO 2100 con alzata 1 porta servizi e mobiletti BANCO PARETE CON LAVELLO 3000 con alzata 1 porta servizi e mobiletti 4 CAPPE FLUSSO LAMINARE BIOHAZARD 1 CAPPA FLUSSO LAMINARE VERTICALESTRUMENTAZIONI E ATTREZZATURE IN DOTAZIONE 1 CENTRIFUGA 1 AUTOCLAVE 1 FORNO TERMOSTATICO 1 FORNO 2 DISTILLATORI 1 SPETTROFOTOMETRO 1 BILANCIA IDROSTATICA 1 BILANCIA ANALITICA 1 BILANCIA TECNICA 3 PHMETRI DA BANCO 5 EBULLIOMETRI PORTATILI 5 ACIDIMETRI PORTATILI 4 AGITATORI MAGNETICI PORTATILI 2 AGITATORI PER BEUTE 4 MICROSCOPI 2 BAGNI TERMOSTATICI 2 CONGELATORI 3 FROGORIFERI
  • STRUMENTAZIONI E ATTREZZATURE DA ACQUISTARE 1 FRIGORIFERO 1 CONGELATORE 1 FORNO MICROONDE 6. PERSONALE COINVOLTO E GESTIONE DELLA PARTNERHIPIl personale di Riccagioia interessato al comparto formativo si occupa della programmazione,realizzazione e gestione di tutte le attività coinvolte sia dal punto di vista tecnico cheamministrativo contabile. Sono direttamente coinvolti gli uffici amministrativo e contabile dellasocietà per quanto riguarda fatturazioni e pagamenti, mentre la parte amministrativa eorganizzativa è realizzata da personale tecnico supportato da una segreteria esclusivamentededicata al polo formativo. Le attività didattiche vengono realizzate da docenti esterni e dadocenti interni individuati tra il personale dell’ente. Il personale di Riccagioia svolge nell’ambitodei corsi anche ruoli di tutor e attività tecnica applicata alle diversi settori dalla aziendaagricola alla cantina.Nell’ambito della collaborazione con UNIMI, per quanto riguarda la realizzazione del 2°semestre del 3° anno del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia, l’attività progettuale vienecoordinata e realizzata da Riccagioia che si impegna a espletare le attività necessarieall’attuazione del progetto dal punto di vista tecnico, organizzativo, amministrativo efinanziario relativamente alla gestione degli acquisti, all’organizzazione delle aule, degli spazicomuni e della permanenza degli studenti . L’Università di Milano, relativamente al corso diLaurea in Viticoltura ed Enologia, svolge tutte le attività didattiche di docenza e tutoraggio conproprio personale. Ente Personale Qualifica/funzione Attività Direzione generale C.A. Panont Responsabile Corsi e Direttore B. Savinelli Qualità, Tutor Tecnico laureato Riccagioia, R I C C A G I O I A C o . C o . P r o . Coordinamento S.C.p.A. Diploma/Laurea operativo amministrativo Diploma Ragioniere Attività amministrative P. Prè Tecnico laureato Attività contabili A. Albertotti Professori/Tecnici Amministrazione Docenti vari Docenti A.Scienza Professore Coordinatore UNIMI P.Krasnig Tecnico laureato Tutor UNIMI Docenti vari Professori Docenti 7. DATI FINANZIARI Descrizione dei costi Anno 2012 Personale: Direzione Co.Co.Pro. amministrativo Spese di esercizio (prodotti e materiale di consumo, abbonamenti riviste, ricambi e manutenzioni fotocopiatrici e computers) Materiale durevole Allacciamenti reti internet (1° parte) Attrezzature di laboratorio Spese per servizi consulenze: Sistema Qualità, Certificazione Det Norske Veritas DNV Applicazione legge 231/2001 e vigilanza, Organizzazione corsi per UniMi da parte di Vinidea Cofinanziamento docenze e tutoraggio corso laurea Viticoltura Enologia UNIMI Spese generali Totale CONTRIBUTO REGIONE LOMBARDIA
  • Quadro finanziario dei progetti di ricerca, sperimentazione e servizi di supporto alle filierevitivinicola e frutticola - anno 2012 PERSO NALE COST (DIRE SERVI O TOTA ZIONE MATE COFIN FINAN ZI E SPESE CONV LE DA , ESERC RIALE ANZ. Z. PROG CONS GENE ENZIO RENDI OPER IZIO DURE PARTN REGIO ETTO ULEN RALI NI CONT AI € VOLE ER NALE ZE € PARTN ARE AGR., € € € € ER € CO.CO € .PRO) € MIGLI ORVIT E LONG EVIT LISTE FRUTT A NPV COLL EZION I RICCA LAB DIVINI MICR OVINI FORM AT TOTA LEGestione dei progetti e della partnerhipIl programma e la tempistica delle attività vengono definite in modo preciso e dettagliato dairesponsabili scientifici dei progetti e organizzate da Riccagioia S.C.p.A.La verifica del corretto svolgimento delle attività e supervisionata dai responsabili scientificidei progetti e dal Direttore che può avvalersi di consulenti esterni e personale interno.Eventuali criticità dovranno essere immediatamente comunicate al Direttore di Riccagioia e incontemporanea fra tutti i soggetti partecipanti, allo scopo di assicurare la possibilità diintervenire tempestivamente a favore del buon esito delle attività secondo i programmistabilito.Riccagioia S.C.p.A. si impegna nei confronti dell’ERSAF a: ! espletare tutte le attività necessarie alla realizzazione del progetto dal punto di vista tecnico, amministrativo e finanziario, anche in nome e per conto degli altri partners; Riccagioia è inoltre il referente per l’attività di gestione amministrativa e delle procedure per la rendicontazione delle spese sostenute per la realizzazione del progetto;
  • ! concordare con ERSAF e Direzione Generale Agricoltura le iniziative di informazione e trasferimento dei risultati e a verificare che tutte le pubblicazioni e gli altri materiali prodotti nell’ambito del progetto riportino l’indicazione che lo stesso è stato attuato con il contributo finanziario della Regione Lombardia; ! far pervenire entro 60 giorni dalla conclusione delle attività la documentazione completa (dettagliata relazione tecnica, rendicontazione delle spese, autocertificazione dell’avvenuto pagamento delle spese) sia della società Riccagioia che di tutti i partners coinvolti.Spese ammissibili e modalita’ di rendicontazioneSono ammissibili le seguenti spese:Spese di personale: per Riccagioia in tale voce ricadono le spese del personale non di ruolo(impiegati/operai TD e altri collaboratori).Spese per missioni: spese di trasporto, noleggio di automezzi e pasti e pernottamenti. Talispese sono rimborsabili in base alle condizioni previste dalla circolare ERSAF 02 del24/07/2002 sul trattamento economico di missione per il personale di ruolo.Spese per materiali durevoli: spese per acquisto di beni durevoli quali ad es. PC,attrezzature agricole e di laboratorio.(beni inventariabili); se necessario le spese per questiacquisti possono essere ripartite su più anni.Spese di esercizio: acquisto di materiale di consumo come ad es. sementi/diserbanti,carburante per macchine agricole e materiale per laboratori ecc.Spese per servizi e consulenze: in tale voce sono comprese le spese relative ai consulentiesterni e per quelle attività svolte da contoterzisti dietro presentazione di fattura.Spese generali: rientrano in questa voce: spese postali, telefoniche, di cancelleria,illuminazione e forza motrice, riscaldamento, condizionamento, affitto, manutenzione, pulizia ecustodia dei locali ecc. fino ad un massimo del 10% dell’importo complessivo dell’attività.L’IVA viene riconosciuta a rendicontazione solo per i beneficiari (e per gli eventuali partner)che non agiscono in esercizio d’impresa ai sensi dell’art.28 del d.p.r. 29 settembre 1973, n.600 e abbiano sottoscritto l’apposita dichiarazione.La rendicontazione delle spese per Riccagioia e per ogni partner dovrà essere fatta, per ogniprogetto, utilizzando i prospetti in allegato 3. Anche le quote di cofinanziamento dei partnervanno rendicontate nel prospetto in allegato 3. Si intende non superiori al 20% della voce di spesa inferiore tra le due compensate. Siricorda che le voci di spesa ammesse compensabili tra loro sono: personale, missioni, materialedurevole, servizi e consulenze, esercizio, spese generali.Fermo restando l’importo complessivo del contributo concesso, in fase di verifica dellarendicontazione saranno ammesse, all’interno dei singoli progetti, compensazioni nonsuperiori al 20% fra le voci di spesa approvate a preventivo, purché tali variazioni nonabbiano alterato gli obiettivi previsti dal progetto. Le variazioni superiori al 20% dovrannoessere richieste preventivamente.Fra progetti saranno ammesse compensazioni non superiori al 10% sul preventivocomplessivo. Variazioni superiori al 20% dovranno essere richieste preventivamente.MODALITA’ E TEMPI DI EROGAZIONE DEL CONTRIBUTOA fronte delle spese che Riccagioia S.C.p.A. dovrà sostenere, la Regione Lombardia -Direzione Generale Agricoltura corrisponderà ad ERSAF fino alla concorrenza di €700.000,00 con le seguenti modalità: 1. € 280.000,00 pari al 40% dell’importo totale successivamente all’approvazione del piano operativo e a seguito di una comunicazione attestante l’inizio delle attività; 2. €210.000,00 al termine dello svolgimento di almeno il 40% delle attività previste, dettagliato da una relazione di accompagnamento; 3. saldo sulla base delle spese sostenute, in seguito alla presentazione, entro 60 giorni dalla conclusione delle attività, di: •una dettagliata relazione tecnica delle attività svolte;
  • •la rendicontazione finanziaria delle spese sostenute secondo lo schema in allegato 2; •un’autocertificazione attestante l’avvenuto pagamento delle spese.ORGANIGRAMMA RICCAGIOIA S.C.P.A.DIREZIONE Dott. Carlo Alberto Panont 0383 377526carloalberto.panont@ersaf.lombardia.itAMMINISTRAZIONE e DIREZIONE Dott. Antonella Albertotti 0383 377524antonella.albertotti@ersaf.lombardia.itLABORATORIO Dott. M. Alessandra Leoni 0383 377527Alessandra.Leoni@ersaf.lombardia.itLABORATORIO P.C. Paola De Sinno 0383 377527paola.desinno@ersaf.lombardia.itLABORATORIO P.A Paolo Armano 0383 377527paolo.armano@ersaf.lombardia.itRICERCA e NUCLEO PREMOLTIPLICAZIONE Dott. Rossana Pontiroli 0383 377523rossana.pontiroli@ersaf.lombardia.itCANTINA e FORMAZIONE Dott. Barbara Savinelli 0383 377525barbara.savinelli@ersaf.lombardia.itAZIENDA AGRICOLA e COLLEZIONI P.A. Gianfranco Canobbio 0383 377529gianfranco.canobbio@ersaf.lombardia.itNUCLEO PREMOLTIPLICAZIONE P.A. Maurizio Torra 0383 377531maurizio.torra@ersaf.lombardia.itCONTABILITA’ Rag. Paolo Prè 0383 377533paolo.pre@ersaf.lombardia.itSEGRETERIA