04 mercato vivaismo viticolo
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Nuovi impianti a rilento, preferite le varietà bianche.

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04 mercato vivaismo viticolo 04 mercato vivaismo viticolo Document Transcript

  • www.informatoreagrario.it Edizioni L’Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d’Autore e le sue successive modificazioni. Ogni utilizzo di quest’opera per usi diversi da quello personale e privato è tassativamente vietato. Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l. non potrà comunque essere ritenuta responsabile per eventuali malfunzionamenti e/o danni di qualsiasi natura connessi all’uso dell’opera.© 2010 Copyright Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l.
  • SPECIALE IMPIANTO VIGNETO ● IL VIVAISMO VITICOLO NON SFUGGE ALLA CRISI Nuovi impianti a rilento, preferite le varietà bianche di Clementina Palese Se si eccettua il «fenomeno» Glera per produrre il vino Prosecco, la situazione è stagnante.I n un periodo di crisi come quella at- tuale, in cui il mercato del vino sta soffrendo, quello delle barbatelle ha un andamento simile. Insomma lacontrazione produttiva di barbatelle, siafranche sia innestate, cominciata nel 2006continua. Nel 2008 c’era stata un’inver- Pochi sono i nuovi impianti e sulla bilancia pesano di più i vitigni bianchi, internazionali o autoctoni indifferentemente che vede ridursi sempre più i margini e Il 50% del vigneto Italia è costituito –sione di tendenza non supportata a suffi- di conseguenza non è certo nelle condi- come ha riferito Tempesta in occasione delcienza dalla domanda che aveva generato zioni di investire nell’impianto di nuovi 37° Congresso del Miva – da dieci varietà,delle eccedenze e portato a ridurre le pro- vigneti. Così il fatturato del compar- mentre le altre minori si stanno assotti-duzioni successive di un 20-30%. to vivaistico viticolo nazionale è sceso gliando. I segnali che arrivano dal mer- Oggi la situazione di incertezza econo- quest’anno a 60 milioni di euro, prati- cato sono contrastanti ed è difficile per imica continua, come pure la contrazione camente più che dimezzandosi rispetto viticoltori scegliere le varietà, tranne chedelle superfici vitate al ritmo di un 2% ai picchi degli ultimi anni «buoni». in situazioni in cui siano molto evidenticirca l’anno. Secondo Gianfranco Tem- Una grande parte dei reimpianti in Ita- opportunità di mercato da cogliere.pesta, presidente del Miva, Associazio- lia è stata effettuata negli anni scorsi in La strada di produrre vini di elevatane italiana moltiplicatori viticoli asso- presenza dei contributi europei, quindi qualità non è considerata sempre vin-ciati fino a poche settimane fa (n.d.r.: il bisognerà aspettare 20-25 anni per avere cente ed emerge un orientamento allanuovo presidente è Claudio Colla), a oggi un nuovo picco, considerando che molti scelta di portinnesti e cloni più produt-il «vigneto Italia» non supera di molto dei vigneti italiani sono coetanei. tivi, anche per compensare il continuoi 500.000 ettari. ribasso dei prezzi delle uve. Ma c’è un altro elemento che aggra- Contrazione generale,va la situazione: nella fi liera vitivinicola con qualche eccezionel’anello debole è costituito dal viticoltore, I NUMERI DEL VIVAISMO Insomma, il mercato delle barbatelle ITALIANO ED EUROPEO soffre se si eccettua il «fenomeno» Glera (nuovo nome del Prosecco, che ora indi- ITALIA vidua solo il vino) a seguito delle modifi- • 130 milioni circa le barbatelle che dei disciplinari che prevedono, oltre al innestate e selvatiche, di cui: Prosecco superiore docg Conegliano-Val- dobbiadene (ex doc), il Prosecco doc che si • 120 milioni le barbatelle innestate estende su 9 province, tra Veneto e Friu- • 12 milioni le barbatelle selvatiche li Venezia Giulia. Si può parlare davvero di fenomeno, visto che Glera è passato da EUROPA circa 5.000 ha agli attuali 20.000. Tra le varietà ancora richieste, il San- ▪ 358,1 milioni le barbatelle innestate giovese e il Trebbiano toscano, sicura- e selvatiche, di cui: mente per la loro diffusione in vaste aree e perché sono legate sia a vini di punta, ▪ 333,5 milioni le barbatelle innestate come il Brunello di Montalcino e l’Or- vieto, sia a vini meno noti. La domanda ▪ 24,6 milioni le barbatelle selvatiche di barbatelle segue le fortune dei vini, ed Campagna vivaistica 2008-2009. ecco che le superfici impiantate a Barbe- ra sono decisamente diminuite, mentre L’Italia è il primo Paese produttore quelle a Moscato tengono. mondiale di barbatelle. La quota Varietà, come il Primitivo, utilizza- delle barbatelle innestate è in netto te per i vini da taglio sono praticamente aumento a scapito delle selvatiche,Dall’aumento della richiesta di barbatelle tant’è che nella campagna 2008-09di Chardonnay, Sauvignon e Glera ferme, mentre altre, come i Lambruschi abbiamo superato i 105 milionisembra che stia tornando il «turno» che alimentano un mercato dai grandi prodotti dalla Francia.dei vini bianchi numeri, confermano le quantità richieste. 46/2010 • L’Informatore Agrario 47 © 2010 Copyright Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l.
  • SPECIALE IMPIANTO VIGNETO GRAFICO 2 - Italia: produzione di barbatelle certificate e standard a confrontoGRAFICO 1 - Italia: produzione di barbatelle franche e innestate(certificate e standard) per varietà 70 Barbatelle (000.000) 60 3.500 50 3.000 40 30 2.500 20Barbatelle (.000) 10 2.000 0 Barbatelle Barbatelle 1.500 certificate standard 1.000 1974 1989 1999 2009 500 I vivaisti sono orientati a produrre materiale certificato, mentre quello 0 standard rappresenta una sorta Cabernet S.N. Sangiovese N. Chardonnay B. Merlot N. Pinot Grigio G. Pinot Nero N. Corvina N. Prosecco B. Traminer Garganega B. Montepulciano N. Trebbiano Toscano B. Sauvignon B. Cabernet Franc N. Lambrusco gruppo Primitivo N. Syrah N. Rondinella Calabrese Nero d’Avola Moscato gruppo Corvinone di riserva a cui attingere in caso di un aumento della domanda imprevisto. nando il «turno» dei bianchi, anche per- ché contemporaneamente i rossi vanno peggio. Uno dei motivi dello spostamen- 2006-07 2007-08 2008-09 2009-10 2010-11 to sta anche nell’orientamento dei con- sumi verso vini più leggeri e più facili, di gradazione inferiore. Dunque spazio aiLe produzioni vivaistiche anticipano, e in alcuni casi orientano, la domanda. vitigni bianchi e a quelli rossi in grado di esprimere vini meno «impegnativi», Considerando che le tendenze nella do la richiesta per i reimpianti sui vitigni meno alcolici, ma comunque interessan-domanda di barbatelle dipingono il qua- bianchi a scapito dei rossi che andavano ti per struttura.dro della viticoltura da qui ai prossimi per la maggiore fino a 6 anni fa.20 anni, la situazione è diversa da quella Nella primavera scorsa Eugenio Sartori, Lo scenarioche molti stavano prefigurando, fatta di direttore dei Vivai Cooperativi Rauscedoproduzioni di qualità, di vini da vitigni (VCR), sottolineava come nelle zone stori- internazionaleautoctoni e/o minori, vista l’impossibili- che più dedite ai bianchi ci fosse un inte- La flessione della domanda di barba-tà di entrare in competizione con chi nel resse sia verso vitigni autoctoni sia interna- telle riguarda non solo l’Italia, ma tuttiresto del mondo produce vini da vitigno zionali. Così la domanda di Chardonnay è i Paesi viticoli, sia di vecchia sia di nuo-a prezzi competitivi rispetto ai nostri. un po’ aumentata rispetto al 2009, come è va viticoltura, in cui indistintamente i Ma la realtà è sfaccettata e, probabil- accaduto anche per Viogner e Sauvignon. nuovi investimenti a vite sono diminuiti.mente, le due situazioni convivono. Ad andare bene tra i bianchi autoctoni so- Tra l’altro in Italia, Francia, ex Iugosla- no, oltre a Glera per il Prosecco nel Nord- via, Grecia il tasso di autofinanziamen- Si torna ai bianchi est, Vermentino, Catarratto e Grillo in Si- to delle aziende vitivinicole è buono, ma cilia, i Grechetti, mentre Fiano, Greco e non è così in altri Paesi, in cui si ricorre Quello che è certo è che il cambiamen- Falanghina mantengono le posizioni. quasi esclusivamente al credito banca-to del gusto dei consumatori sta spostan- Insomma, pare proprio che stia tor- rio e dove per l’acquisto del materiale di propagazione sempre più spesso vengo-Attualmente il vitigno Glera (nuovo nome del Prosecco) ricopre 20.000 ha no richieste dai vivaisti fideiussioni quali garanzia del pagamento. D’altra parte la spinta forte ai nuovi im- pianti data dai finanziamenti concessi dal- l’Unione Europea per la ristrutturazione viticola, che hanno coinvolto soprattutto i Paesi dell’Est di recente entrata nell’Ue, ma non solo, si è esaurita. Clementina Palese Per commenti all’articolo, chiarimenti o suggerimenti scrivete a: redazione@informatoreagrario.it © 2010 Copyright Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l.