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La propaggine per ovviare alle fallanze nel vigneto

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    • www.informatoreagrario.it Edizioni L’Informatore Agrario Tutti i diritti riservati, a norma della Legge sul Diritto d’Autore e le sue successive modificazioni. Ogni utilizzo di quest’opera per usi diversi da quello personale e privato è tassativamente vietato. Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l. non potrà comunque essere ritenuta responsabile per eventuali malfunzionamenti e/o danni di qualsiasi natura connessi all’uso dell’opera.© 2011 Copyright Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l.
    • VITICOLTURA ● UNA TECNICA DI PROPAGAZIONE NOTA DA TEMPO La propaggine per ovviare alle fallanze nel vigneto La propaggine consente di ottenere una nuova pianta interrando un tralcio ancora inserito sulla pianta madre che, una volta fatto radicare, viene separato dalla stessa Epoca di esecuzione e accorgimenti ● La propaggine viene eseguita durante il riposo vegetativo della vite, tra dicem-Foto 1 Dopo aver scavato una buca profonda 35-40 cm, il tralcio prescelto bre e febbraio, contemporaneamente allava adagiato nella sua porzione intermedia sul fondo della buca potatura, mano a mano che si incontra- no le fallanze. ● Per evitare di rimpiazzare una pianta di Riccardo Castaldi le condizioni fortemente competitive secca con una pianta già malata in par- presenti nel vigneto, sia per l’acqua sia tenza, è bene pianificare l’intervento giàL a propaggine è un sistema di propagazione che consente di ottenere una nuova pianta par- tendo da un tralcio ancora inse-rito sulla pianta madre, a differenza delmetodo per talea che prevede la radica-zione di una porzione di talcio staccato per gli elementi minerali, più veloce- mente grazie alla vicinanza di viti adul- te con apparato radicale sviluppato. Una barbatella utilizzata per il medesi- mo scopo, anche se innestata su un por- tinnesto vigoroso, quale ad esempio il 1103 Paulsen, incontra in genere maggio- nel corso del periodo estivo. Operan- do in questo modo si ha la possibilità di sincerarsi, tramite l’osservazione delle foglie e degli altri organi vegetativi, che la pianta che fornirà il tralcio per realiz- zare la propaggine non presenti sintomi di malattie croniche; tra queste rientra-dalla pianta madre. ri difficoltà a svilupparsi rispetto a una no mal dell’esca, Armillaria, legno nero, Trattandosi di un metodo di propaga- propaggine e, nella maggior parte delle flavescenza dorata e diverse virosi, comezione agamica (per via vegetativa), porta condizioni pedoclimatiche, necessita di l’accartocciamento fogliare, il legno ric-all’ottenimento di un individuo geneti- qualche irrigazione del corso del primo cio, le malformazioni infettive e la ma-camente identico alla pianta madre che anno di crescita. culatura infettiva.lo ha generato. Un altro vantaggio della propaggine, ● La pianificazione prevede inoltre che di importanza non trascurabile, è il fat- sulla pianta adiacente alla fallanza siano Vantaggi e svantaggi to che già al secondo anno di vegeta- lasciati sviluppare alcuni tralci di lun- zione la pianta è in grado di entrare in ghezza tale da consentire la realizzazio- della propaggine produzione. ne della propaggine. La propaggine è utilizzata per rimpiaz- Siccome la pianta ottenuta è una Se si decide di ricorrere alla propag-zare le fallanze nel vigneto, sfruttando Vitis vinifera franca di piede, ovvero non gine prima di eseguire la spollonatura,il fatto che la pianta che ne trae origine, innestata sul portinnesto americano, si si risparmiano selettivamente un paioessendo un tutt’uno con la pianta ma- sconsiglia il ricorso a questa tecnica ne- di germogli inseriti sul tronco, che sa-dre nei primi anni di sviluppo, supera gli ambienti infestati dalla fillossera. ranno lasciati sviluppare nel corso della 7/2011 • L’Informatore Agrario 57 © 2011 Copyright Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l.
    • VITICOLTURA 3 2Foto 2 La buca deve essere ricoperta con terreno sminuzzatoe successivamente pressato perché aderisca al tralcio (foto 3).Foto 4 Nel corso del primo anno di vegetazione vanno lasciatisolo 3-5 germogli apicali 4stagione vegetativa in modo da ottenere pite per consentire un elevato sviluppo in buca (foto 1). Si procede quindi al riem-tralci di lunghezza adeguata. Se invece si lunghezza dei tralci. I tralci su cui ci si pimento della buca con terreno sminuz-decide l’adozione di questa tecnica dopo deve orientare per la realizzazione della zato, che di tanto in tanto deve esserela spollonatura, i tralci prescelti saranno propaggine, qualora vi sia ovviamente pressato col piede per assicurarsi che ade-ovviamente quelli che si dipartono dal- la possibilità di scegliere, sono quelli di risca alla superficie del tralcio (foto 2 e 3).la sommità del tronco della vite, sia che dimensioni intermedie, con un diame- L’operazione di riempimento della bucavenga potata a cordone permanente che tro di 8-10 mm; queste dimensioni con- deve essere eseguita in modo da garan-a tralcio rinnovato. sentono di avere la flessibilità necessa- tire che la porzione del tralcio che va La soluzione preferibile è quella di avere ria e lasciano in genere presupporre un dalla pianta madre alla buca sia dirit-i tralci inseriti nella parte bassa del tronco, buon grado di lignificazione. ta e che la porzione di tralcio che escein quanto la linfa compie in questo modo dalla buca, che costituirà il tronco dellaun percorso più lineare (non deve portarsi Modalità di esecuzione nuova pianta, sia posizionata vertical-verso l’alto e poi nuovamente verso il bas- mente, tramite l’ausilio di un tutore (ton-so); inoltre è minore il tratto che il tralcio Nel punto in cui dovrà crescere la nuo- dino di ferro, canna) o tramite legaturedeve coprire per giungere al punto in cui va pianta viene scavata, con l’ausilio di alla struttura del vigneto.dovrà radicare la nuova vite. una vanga, una buca del diametro di cir- Nel caso in cui i tralci a disposizione ca 40-45 cm e profonda circa 35-40 cm. Potatura dei primi annisi dipartano dalla sommità della vite, è Nei terreni argillosi o comunque in quel-fondamentale prestare un’attenzione par- li particolarmente compatti, per favorire Nel corso del primo anno di vegeta-ticolare all’esecuzione degli interventi l’approfondimento delle giovani radici, zione vengono lasciati 3-5 germogli nelladi cimatura che, sia nelle forme di alle- può essere utile spingersi con lo scavo a posizione apicale del tralcio, eliminandovamento in parete (Guyot, cordone spe- una profondità leggermente maggiore e tutti gli altri poco dopo il germogliamen-ronato, Sylvoz e Casarsa), che nelle for- riempire il fondo della buca con terre- to, quando presentano una lunghezza dime di allevamento in volume (cordone no smosso, fino a ottenere la medesima 10-15 cm, ripetendo l’operazione anchelibero, doppia cortina o GDC), portano profondità finale. successivamente, qualora sia necessario; iin genere all’ottenimento di tralci di di- Il tralcio prescelto viene privato del- grappoli presenti devono essere eliminatimensioni insufficienti allo scopo; le per- le eventuali femminelle presenti e posi- a partire dalle prime fasi di sviluppo, ingole non presentano generalmente que- zionato in modo tale che la sua porzione modo da non interferire con lo svilupposto tipo di problematica, essendo conce- intermedia sia adagiata sul fondo della della giovane pianta (foto 4).58 L’Informatore Agrario • 7/2011 © 2011 Copyright Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l.
    • VITICOLTURA 5 6 Foto 5 Propaggine al secondo anno di vegetazione Foto 6 Propaggine al terzo anno di vegetazione Foto 7 Tra il secondo e il terzo anno si procede a rendere indipendente la pianta cresciuta da propaggine, asportando una porzione del tralcio Foto 8 Propaggine al quarto anno di vegetazione pronta per il completo distacco 7 dalla pianta madre 8 Con la potatura secca eseguita tra il ra un settore pari a circa un 1/3 della cir- e il quinto anno di vegetazione (foto 8)primo e il secondo anno di vegetazione conferenza del tralcio «di collegamento» si recide completamente il collegamentosi completa in genere la struttura della (foto 7), in prossimità dell’inserimento tra pianta madre e nuova pianta, che di-vite, impostando eventualmente il tral- sulla pianta madre. Nel corso della sta- viene da questo momento un individuocio che costituirà il cordone permanente gione vegetativa successiva, essendo li- indipendente.nelle forme di allevamento in cui questo mitato l’apporto nutritivo proveniente Esiste inoltre la possibilità di renderesia previsto. Nel corso del secondo an- dalla pianta madre, è bene continuare a indipendente la nuova pianta già dallano di vegetazione, se la pianta presenta «scaricare» la pianta, lasciando non più potatura tra il secondo e il terzo announ buon sviluppo, soprattutto in termini del 70% dei grappoli presenti, per evitare di vegetazione. In questo caso l’uva devedi ingrossamento del tronco, si inizia a il rischio che possa andare in crisi. essere distaccata completamente sia nelfarla produrre, eliminando col dirada- Durante la potatura invernale tra il corso del primo che del secondo anno dimento circa il 50% dei grappoli; è inol- terzo e il quarto anno di vegetazione si vegetazione, e ridotta del 50% nel terzotre necessario procedere alla pulizia del provvede ad asportare un’ulteriore settore anno. Questa soluzione è sconsigliabile,tronco dai germogli eventualmente pre- del tralcio di collegamento, in modo da essendo più rischiosa della precedente,senti (foto 5). interessarne complessivamente i 2/3 della soprattutto negli ambienti più siccitosi, circonferenza. Durante la stagione vege- perché lo sviluppo dell’apparato radicale Distacco graduale tativa che segue è possibile lasciare tutti i potrebbe non essere ancora sufficiente al grappoli presenti in quanto, se da un lato momento del distacco. Si deve considera- dalla pianta madre diminuisce ulteriormente il flusso di linfa re inoltre che questa soluzione posticipa La potatura tra il secondo e il terzo dalla pianta madre, dall’altro aumentano l’entrata in produzione.anno di vegetazione si attua lasciando lo sviluppo e l’efficienza dell’apparato ra- Riccardo Castaldigli speroni sul cordone permanente op- dicale della nuova pianta. L’entità del di- Gruppo Cevicopure eliminando il tralcio che ha prodot- radamento deve comunque essere sem-to e posizionandone uno di 1 anno nelle pre valutata attentamente, a seconda delleforme di allevamento a tralcio rinnovato condizioni di sviluppo della nuova pianta,(foto 6). Nel medesimo periodo si ini- considerando il diametro del tronco e lozia con gradualità a rendere la giovane sviluppo della chioma e delle condizioni Per commenti all’articolo, chiarimentipianta indipendente dalla pianta ma- pedoclimatiche in cui si opera. o suggerimenti scrivete a: redazione@informatoreagrario.itdre, asportando con le forbici da potatu- Con la potatura invernale tra il quarto 7/2011 • L’Informatore Agrario 59 © 2011 Copyright Edizioni L’Informatore Agrario S.r.l.