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CCOSLA EuropeAid Project Training Module

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  • 1. Community Center and Opportunities in Spitalla Low-income Area CCOSLA – 2007/134666 Meeting, Albania, Durazzo, 10-13 Giugno 2008 Speaker: Giampaolo Gherardi Shoqata e Grave me Probleme Sociale
  • 2. Centri di Aggregazione Giovanile CAG <ul><li>Presentazione del piano di lavoro </li></ul><ul><li>Giorno I - La normativa di riferimento </li></ul><ul><li>- Definizione di servizio </li></ul><ul><li>- Obiettivi e metodologia del servizio </li></ul><ul><li>Giorno II - Il lavoro degli operatori </li></ul><ul><li>- La professionalità e la caratteristiche </li></ul><ul><li>- la attività </li></ul><ul><li>Giorno III - Elementi di progettazione </li></ul><ul><li>- Sviluppi futuri </li></ul>CCOSLA Durazzo, 11 giugno 2008
  • 3. Principali fasi di sviluppo delle politiche per l’infanzia e l’adolescenza 1989 Convenzione Onu sui diritti del fanciullo 1990 Piano d’azione mondiale per l’infanzia 1991 Ratifica Convenzione ONU - L. 176 1997 Primo Piano d’azione 2000 Secondo Piano d’azione 2001 Ungass on Children 1997 Legge 285 1997 Legge 451 2000 Legge 328 2003 Nuovo Piano d’azione 2002 Ungass on Children 2002 Seconda Conferenza nazionale 1998 Prima Conferenza nazionale 1998 Legge 269 1998 Legge 476 - Convenzione L’Aia 2001 Legge 149 2001 Legge 154 2003 Legge 77 - Convenzione Strasburgo Durazzo 11, Giugno 2008
  • 4. La normativa europea di riferimento COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008 2003 Legge 77 - Convenzione Strasburgo Prevede la promozione sui territori nazioni di luoghi di incontro tra giovani volti alla socializzazione, informazione, orientamento, sostegno ed accompagnamento dei giovani
  • 5. La normativa nazionale di riferimento <ul><li>Legge 328/00, “Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. </li></ul><ul><li>Legge 285/95, “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”. </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 6. La normativa nazionale di riferimento <ul><li>Legge 328/00: Legge Quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali </li></ul><ul><li>Il sistema dei servizi socio-educativi italiani si è orientato verso un “ Welfare promozionale ” basato su di un approccio territoriale integrato”. </li></ul><ul><li>Un’impostazione multidimensionale che prevede un intreccio complesso di diverse politiche di settore rivolte ai giovani: occupazionali, educative, salute, urbanistiche, ambientali. </li></ul><ul><li>- Da politiche per I giovani a politche dei giovani , con l’impegno a garantire spazi fisici e culturali aperti ai giovani </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 7. La normativa nazionale di riferimento <ul><li>Legge 285/95, “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”. </li></ul><ul><li>Logica della prevenzione primaria, del potenziamento delle risorse individuali e della costruzione del benessere </li></ul><ul><li>Metodologia integrata del “lavoro di rete” diventa prerequisito per un’azione efficace di cambiamento a favore dei giovani </li></ul><ul><li>I nuovi servizi si caratterizzano per la bassa soglia d’accesso, la trasversalità dell’utenza, lo sviluppo dei diritti e della cittadinanza dei giovani </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 8. Politiche per l’infanzia e l’adolescenza: primo confronto tra tendenze e orientamenti Doppio binario: prevalentemente decentrato alle regioni ma con canali diretti centro-periferia per qualche tematica ritenuta strategica (cfr. asili nido aziendali) Forte investimento sulle amministrazioni regionali promuovendo raccordo e coordinamento anche autogestito. Orientamenti unitari nazionali per garantire omogeneità tra i territori ASSETTO ORGANIZZATIVO E GESTIONALE Fondo unico indistinto assegnato alle regioni con qualche deroga per finanziamenti diretti agli utilizzatori finali Istituzione del fondo unico per l’infanzia e l’adolescenza (poi confluito nel fondo unico per il sociale) con fondi “certi” per l’infanzia e l’adolescenza FINANZIAMENTO Tutela del minore all’interno della famiglia Distribuzione delle competenze in materia di infanzia e adolescenza tra più ministeri Autonomia spinta delle regioni nella applicazione delle norme nazionali Tutela del diritto del minore garantita da leggi nazionali Raccordo unitario a livello centrale delle competenze sull’infanzia e sull’adolescenza Declinazione autonoma contestualizzata a livello regionale delle norme nazionali ASSETTO ISTITUZIONALE SOCIALE-FAMILIARE - Non esplicitata formalmente e collegata alle possibili declinazioni del concetto di sussidiarietà PUBBLICA - Autonomia amministrativa degli Enti locali, raccordata a livello centrale in caso di inadempienze e incapacità di spesa con ridistribuzione delle risorse agli altri territori TIPO DI REGOLAZIONE Mantenere l’attenzione ai bambini e agli adolescenti per sviluppare il “sociale” adeguandolo ai mutamenti culturali e di costume in atto Contribuire a realizzare una comunità educante che favorisca il rispetto dei diritti di ogni “cittadino in crescita” MISSION Governo centro-destra: Ministro Roberto Maroni Governi centro-sinistra: Ministro Livia Turco Dimensioni Confronto sinottico tra la configurazione idealtipica del sistema di servizi sociali per l’infanzia e l’adolescenza dei Governi di centro-sinistra e del Governo di centro-destra
  • 9. La normativa di riferimento della Regione Marche <ul><li>L.R. 46/95 “Promozione de coordinamento delle politiche di intervento a favore dei giovani e degli adolescenti” </li></ul><ul><li>L.R. 9/03 “Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l’infanzia, l’adolescenza e per il sostegno alle figure genitoriali” </li></ul><ul><li>Regolamento regionale 13/04 “Requisiti e modalità per l’autorizzazione e l’accreditamento dei servizi per l’infanzia, per l’adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie” </li></ul><ul><li>L.R. 18/02 “Istituzione del garante per l’infanzia e l’adolescenza” </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 10. La normativa di riferimento della Regione Marche <ul><li>L.R. 46/95 “Promozione de coordinamento delle politiche di intervento a favore dei giovani e degli adolescenti” </li></ul><ul><li>Indica gli strumenti per la partecipazione dei giovani alla vita sociale della comunità e definisce programmi triennali di intervento. </li></ul><ul><li>Promuove servizi quali CAG, informagiovani, progetti di natura socio-culturale sulla condizione giovanile </li></ul><ul><li>Punta a vaforire il coordinamento delle politiche giovanili a livello locale, a favorire la diffusione delle progettualità sul territorio </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 11. La normativa di riferimento della Regione Marche <ul><li>L.R. 9/03 “Disciplina per la realizzazione e gestione dei servizi per l’infanzia, l’adolescenza e per il sostegno alle figure genitoriali” </li></ul><ul><li>Passo ulteriore rispetto alla 46: traccia la strada per la costruzione di un “sistema integrato” di servizi per l’infanzia e l’adolescenza. </li></ul><ul><li>Trovano pari dignità realtà promosse dagli Enti pubblici che dalla società civile (terzo settore, oratori, associazionismo). </li></ul><ul><li>Individua una serie di modalità operative, specifici requisiti di base (organizzativi, gestionali, formativi) dei servizi. </li></ul><ul><li>Servizi previsti: centri e nidi d’infanzia, spazi per bambini, bambine e famiglie, centri di aggregazione per bambini, bambine e adolescenti, servizi itineranti, servizi domiciliari, servizi di sostegno alle funzioni genitoriali. </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 12. La normativa di riferimento della Regione Marche <ul><li>Regolamento regionale 13/04 “Requisiti e modalità per l’autorizzazione e l’accreditamento dei servizi per l’infanzia, per l’adolescenza e per il sostegno alle funzioni genitoriali e alle famiglie” </li></ul><ul><li>Individua i requisiti strutturali dei servizi, definisce l’organizzazione, la ricettività e le figure professionali presenti nei diversi servizi. </li></ul><ul><li>Individua i requisiti per l’accreditamento i </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 13. La normativa di riferimento della Regione Marche <ul><li>La DGR 172/05 della Regione Marche </li></ul><ul><li>E’ l’ultimo atto della Regione che individua nelle politiche di prevenzione del disagio giovanile e dei comportamenti devianti un’importante strumento per la crescita autonoma e responsabile della persona </li></ul><ul><li>Prevenzione del disagio, promozione all’agio, partecipazione attiva </li></ul><ul><li>Individua nei CAG un nodo strategico della rete dei servizi rivolti agli adolescenti e giovani: formazione degli operatori, prassi progettuali, diversificazione delle risposte </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 14. Che cosa è un Centro di aggregazione giovanile COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008 Luogo ludico polivalente, punto di incontro con altri servizi, che svolgono attività per favorire e promuovere la socializzazione, anche intergene-razionale e la condivisione di interessi e attività culturali. (Regione Marche) E’ nella sua posizione di frontiera un osservatorio tempestivo di cui un amministratore comunale dispone per comprendere la condizione giovanile nel suo territorio. E’ un laboratorio di esperienze dove avviene un’azione di prevenzione. (Provincia di Milano)
  • 15. Ruolo dei CAG e politiche giovanili COOSLA Durazzo, 11Giugno 2008 Opportunità . Costruire opportunità con e per i giovani Trasversalità . Lavorare in modo organico sul targhet, le politiche giovanili appartengono ad ambiti di intervento diversi 8formazione, lavoro, istruzione, tempo libero, urbanistica Continuità biografica . Costruire azioni, interventi, progetti intorno ai nodi di crescita dei minori (famiglia, scuola, sport, aggregazione..) Radicamento. Non è solo “aprire servizi”, ma costruirsi uno sguardo complessivo sulla condizione giovanile in riferimento ad un territorio specifico
  • 16. Ruolo dei CAG e politiche giovanili COOSLA Durazzo, 11Giugno 2008 Apertura e cura . Capacità di confrontarsi e relazionarsi con i giovani che “abitano” un territorio. Agire culturalmente . Proporre progetti e servizi adeguati per e con i giovani, investire non solo essi ma su un intero contesto comunitario. Insieme . Titolarità pubblica ma sempre presenti la partnership con il terzo settore, abilità per la costruzione e mantenimento delle reti. In continuità. Prevenzione, promozione, cultura, lavoro di rete si reggono sul fondamento della stabilità e continuità temporale. Per formare cittadini. Li chiamiamo in causa come cittadini prima che giovani.
  • 17. Obiettivi del servizio In relazione al territorio Creare il ruolo dei CAG: “punti di riferimento territoriali” Rafforzare l’identità dei CAG come luoghi di opportunità Attivare e mantenere contatti e relazioni con le altre agenzie educative del territorio Realizzare attività, iniziative di promozione e prevenzione Svolge una funzione di socializzazione, sostegno, orientamento e accompagnamento CCOSLA Durazzo 11, giugno 2008
  • 18. Obiettivi del servizio In relazione ai singoli utenti e ai gruppi Far sperimentare ai ragazzi le proprie idee nella discussione Sviluppare la creatività e criticità, in una dimensione del fare Proporre percorsi di partecipazione propositiva Facilitare legami e rapporti significativi con i pari e gli adulti Facilitare la costruzione dell’identità individuale dei giovani ed il contatto con iniziative formative di vario genere CCOSLA Durazzo 11, giugno 2008
  • 19. Dove vengono ubicati i C.A.G. COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008 Quartieri popolari con forte presenza di gruppi familiari Zone con presenza di migranti Contesti extra-scolastici e non identificabili con altre realtà Fabbricati facilmente raggiungibili e fruibili dai minori Contesti con presenza di spazi verdi, impianti sportivi
  • 20. Centri di aggregazione giovanile nelle Marche <ul><li>Provincia di Pesaro n. 50 </li></ul><ul><li>Provincia di Ancona n. 33 </li></ul><ul><li>Provincia di Macerata n. 28 </li></ul><ul><li>Provincia di Ascoli Piceno n. 66 </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 Giugno 2008
  • 21. Stakeolders di un servizio <ul><li>Il grafico mostra la mappa degli stakeholders di un servizio rivolto ai giovani ovvero la rappresentazione del sistema dei soggetti “portatori di interesse”:coloro che direttamente o indirettamente sono coinvolti nelle attività del servizio, a vari livelli e con diversi gradi di influenza . </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 giugno 2008 Soci, dipendenti collaboratori Servizio Enti Locali Familiari degli Utenti - utenti Volontari Tirocinanti Obiettori Consulenti Fornitori Assicurazioni Banche e fondazioni Sistema Servizi sanitari Sistema Servizi sociali Sistema scolastico Enti Istruzione e Formazione Province A.S.U.R. Regione Marche Ministero della Sanità U.E. Ministero del Welfare Cittadinanza Comunità locale Sindacati Reti non profit Terzo settore Consorzi Centrali Coop. Partner Europei
  • 22. Metodologia del servizio <ul><li>Metodologia di lavoro di tipo “ ermeneutico ” </li></ul><ul><li>Consente di tenere debitamente conto sia degli obiettivi posti , sia delle esigenze insite nelle situazioni reali che si affrontano </li></ul><ul><li>In questa prospettiva, essendo la progettazione un fatto dinamico, assume importanza lo strumento di verifica in itinere , valutando l’eventuale variare degli obiettivi dell’azione educativa </li></ul><ul><li>Adozione di un aspetto educativo sia direttivo che partecipativo in grado contemperare alcune istanze normative con le più diverse esigenze espressivo-relazionali </li></ul>COOSLA Durazzo, 11 giugno 2008
  • 23. L’interrelazione dei quattro elementi <ul><li>SPAZIO INDIVIDUO </li></ul><ul><li>SOCIETA’ GRUPPO </li></ul><ul><li>L’interrelazione degli elementi ed il suo movimento, rapportata ai giovani, è il campo sul quale il CAG opera, definendo tempi ed attività </li></ul>CCOSLA Durazzo 12 giugno 2008
  • 24. Definizione di lavoro di rete <ul><li>Azione di raccordo, sforzo diretto a facilitare i sincronismi, le sinergie tra i molteplici soggetti del territorio (istituzionali , terzo settore) coinvolti nell’aiuto a una singola persona o a una categoria di persone con problemi. </li></ul>Una “Forma Mentis” Il lavoro di rete CCOSLA Durazzo 12 giugno 2008
  • 25. Le risorse della rete di un CAG LE RISORSE FONDAMENTALI DELLA RETE RISORSE INFORMALI DI COMUNITA ’ RISORSE DI MERCATO <ul><li>TERZO SETTORE </li></ul><ul><li>Associazionismo </li></ul><ul><li>Cooperazione </li></ul><ul><li>Volontariato </li></ul><ul><li>Fondazioni </li></ul>RETI FAMILIARI E PARENTALI SERVIZI SANITARI ISTITUTI SCOLASTICI ENTE PUBBLICO COOSLA Durazzo, 12 giugno 2008 SERVIZI FORMATIVI UNIVERSITA’
  • 26. Punti di forza del servizio <ul><li>Coordinamento e supervisione regolari </li></ul><ul><li>Costante monitoraggio e sostegno alla complessità del servizio </li></ul><ul><li>Crescita delle professionalità degli operatori </li></ul><ul><li>Adozione di un ottica progettuale di tipo “ermeneutico” (lettura continua dei contesti) </li></ul><ul><li>Continua apertura al territorio </li></ul><ul><li>Abitudine al lavoro di rete, ampliando le occasioni di contatto con altre agenzie </li></ul><ul><li>Attività svolte in comune tra CAG e scambio di risorse </li></ul><ul><li>Soprattutto per la realizzazione di progetti, confronto, reperimento risorse </li></ul><ul><li>Crescita del coinvolgimento diretto dei giovani </li></ul><ul><li>Promuovere la nascita e l’accompagnamento di piccoli gruppi di giovani attorno ad </li></ul><ul><li>interessi particolari </li></ul>COOSLA Durazzo, 12 Giugno 2008
  • 27. Capacità degli operatori <ul><li>Viste le molteplici situazioni nelle quali si trova a lavorare in relazione ai giovani e al territorio, l’operatore deve possedere: </li></ul><ul><li>Adeguate capacità psico-pedagogiche </li></ul><ul><li>Disposizione personale e professionale a gestire con realismo ogni situazione </li></ul><ul><li>Capacita di ascoltare e comunicare con l’utenza di riferimento </li></ul><ul><li>Capacità di percepire le esigenze dei ragazzi , indviduali e collettive </li></ul><ul><li>Capacità di reperire risorse umane, strutturali e finanziarie </li></ul><ul><li>Capacità di intrattenere relazioni e rapporti con le Istituzioni e le altre agenzie del territorio </li></ul>COOSLA Durazzo, 12 giugno 2008
  • 28. Le prestazioni del coordinatore <ul><li>Organizza il suo lavoro tenendo presente il raggiungimento delle finalità generali e specifiche del servizio. </li></ul><ul><li>Offre sostegno tecnico e supporto al lavoro degli operatori </li></ul><ul><li>Valuta il lavoro svolto , con particolare attenzione alle modalità di esecuzione. </li></ul><ul><li>Stabilisce modalità e tempi dei percorsi di formazione/aggiornamento, il cui obiettivo primario è il miglioramento del bagaglio culturale e delle conoscenze tecniche degli operatori. </li></ul><ul><li>Fornisce suggerimenti per la programmazione delle attività. </li></ul><ul><li>Responsabile della documentazione ed assume funzione di rappresentanza del servizio </li></ul>CCOOSLA Durazzo, 12 Giugno 2008
  • 29. Le prestazioni dell’operatore <ul><li>Organizza le attività del Centro e degli orari, partecipa al Coordinamento CAG. </li></ul><ul><li>Si occupa delle attività di socializzazione con i ragazzi. </li></ul><ul><li>Raccoglie informazioni sulle nuove tendenze giovanili e sulle attività da svolgere. </li></ul><ul><li>Si occupa delle relazioni esterne (associazioni, privati che collaborano con il CAG, operatori ASUR, scuola, stampa locale). </li></ul><ul><li>Si relaziona con l’amm.ne comunale per il disbrigo delle pratiche correnti e redige la documentazione. </li></ul><ul><li>Effettua attività di Counseling. </li></ul><ul><li>Si occupa della ricerca fondi per la realizzazione di specifiche attività attraverso sponsor privati e/o fondi pubblici. </li></ul>COOSLA Durazzo, 12 Giugno 2008
  • 30. Le sezioni di attività di un CAG COOSLA Durazzo, 12 Giugno 2008 Attività di inserimento sociale Attività ludico - aggregative Attività culturale - formativa Attività espressiva - creativa Attività di routine e di animazione
  • 31. Le azioni di lavoro di un operatore Operatore Verifiche e Monitoraggio Documentazione del lavoro Partecipazione Concertazione Tematica Progettazione esecutiva Gestione utenza singola e gruppi Programmazione Indirizzo, Sostegno tecnico Agli operatori Gestione Attività iniziative COOSLA Durazzo, 12 Giugno 2008 Lavoro di Rete sul territorio
  • 32. Elementi di progettazione di un CAG BUDGET R isorse, attrezzature Controllo di gestione Rispetto termini contrattuali Qualità, certificazioni LEGISLAZIONE SOCIALE Aree di riferimento Innovazione, bandi locali PROGETTAZIONE FORMAZIONE Corsi – bandi - F.S.E. – IFTS Aggiornamento supervisione, gruppi di supporto GESTIONE Coordinamento Programmazione Obiettivi Attività interventi PARTNER Enti Locali, ASUR Associazioni, gruppi Reti formali e non UTENTI E FAMILIARI Obiettivi, qualità, metodologie coinvolgimento AMBITO SOCIALE Collaborazione, convenzioni accreditamento, tavoli concertazione e tematici TERRITORIO Partner ed Integrazione per progetti, attività e servizi COOSLA Durazzo, 13 Giugno 2008
  • 33. Tipologie di progetto Elaborato progettuale Progetti di Gestione Progetti Operativi Progetti a Formulario Servizi CAG, Informagiovani, per l’infanzia Griglia - stesura Libera Intervento - Budget Fondi, finanziamenti, bandi Nazionali, regionali, provinciali ed europei Formulario chiuso - Budget COOSLA Durazzo, 13 Giugno 2008
  • 34. COOSLA Durazzo, 13 Giugno 2008 Predisposizione ed interesse ai rapporti con i ragazzi Attitudine a sviluppare dinamiche relazionali con i giovani Comprensione dei cambiamenti generazionali Interesse ad un aggiornamento continuo e costante Attitudine a progetti innovativi, sperimentali e di laboratorio Flessibilità, buon senso ed alta motivazione Situazione emotiva stabile, pazienza, disponibilità al confronto Saper ascoltare, capacità relazionali Determinazione e precisione Caratteristiche personali dell’operatore
  • 35. COOSLA Durazzo, 13 Giugno 2008 Relazione con l’utenza Punti di forza: - Sei uno di loro non ti vedono come un adulto - Molto stimolante - Sfida - Riuscire a stabilire relazioni differenziate - Stimola l’adultità - Feedback positivo - Essere d’aiuto - Ti tiene giovane - Sei uno di loro non ti vedono come un adulto
  • 36. Relazione con l’utenza <ul><li>Punti di debolezza: </li></ul><ul><li>- Fatica </li></ul><ul><li>- Rischio che ci entri troppo </li></ul><ul><li>- Ti mettono in discussione </li></ul><ul><li>- Scarsa partecipazione alle attività proposte </li></ul><ul><li>- Distanza di età </li></ul><ul><li>- Trovare un terreno di scambio comune </li></ul><ul><li>- Contrattare continuamente le regole </li></ul><ul><li>- Momenti di debolezza personale, quando hai un momento di crisi </li></ul><ul><li>- Creare un rapporto stabile quando le ore sono troppo poche </li></ul><ul><li>- Difficoltà iniziali, ti devono studiare </li></ul><ul><li>- Non so rispondere alle loro domande </li></ul><ul><li>- Rischio è di dare fiducia alle persone sbagliate </li></ul>COOSLA Durazzo, 13 Giugno 2008
  • 37. Capacità e competenze professionali <ul><li>Conoscenza delle caratteristiche dell’utente </li></ul><ul><li>Capacità di ascolto e di osservazione </li></ul><ul><li>Conoscenza dei processi di comunicazione </li></ul><ul><li>Capacità di proporre soluzioni alle problematiche incontrate </li></ul><ul><li>Salda conoscenza pedagogica e caratteristiche psico-pedagogiche di base </li></ul><ul><li>Capacità di rapportarsi ai ragazzi </li></ul><ul><li>Capacità di stimolare il dialogo e la partecipazione </li></ul><ul><li>Capacità di programmazione e di lettura del contesto educativo </li></ul><ul><li>Capacità propositive </li></ul>COOSLA Durazzo, 13 Giugno 2008
  • 38. <ul><li>Competenze di tipo pedagogico psicologico </li></ul><ul><li>Capacità organizzative e creative </li></ul><ul><li>Capacità di integrare i ragazzi </li></ul><ul><li>Capacità comunicative e relazionali </li></ul><ul><li>Gestione dei conflitti </li></ul><ul><li>Capacità di conduzione di gruppo </li></ul><ul><li>Conoscenze teoriche inerenti lo sviluppo dei bambini e dei ragazzi </li></ul><ul><li>Conoscenze pedagogiche dei diversi modelli educativi </li></ul>Capacità e competenze professionali COOSLA Durazzo, 13 Giugno 2008
  • 39. Bisogni degli operatori <ul><li>Formazione e Supervisione </li></ul><ul><li>Confronto </li></ul><ul><li>Garanzie di continuità del servizio </li></ul><ul><li>Coordinamento regolare </li></ul><ul><li>Maggiori risorse per l’espletamento delle attiività </li></ul><ul><li>Ricerca di supporto nelle relazioni con ragazzi difficili </li></ul><ul><li>Condivisione delle esperienze </li></ul><ul><li>Creare una rete e una collaborazione con le varie realtà e servizi territoriali per affrontare insieme le problematiche del disagio adolescenziale </li></ul><ul><li>Maggiori fondi per le attività </li></ul><ul><li>Maggiore sostegno alle attività </li></ul>COOSLA Durazzo, 13 Giugno 2008

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